Ursula von der Leyen : “Gli abitanti della Groenlandia- che è parte della Nato- possono contare sull’Ue”

 

 

 

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen a Bruxelles ha dichiarato che “Gli abitanti della Groenlandia “possono contare sull’Unione europea”.

. Von der leyen ha ricordato la sua visita in Groenlandia l’anno scorso, in occasione di un ufficio dell’Ue a Nook. “Per me è importante che i groenlandesi sappiano che rispettiamo i loro desideri e interessi, e che possono contare su di noi”, ha osservato. La presidente della Commissione ha aggiunto che l’Artico e la sicurezza nell’area è una questione che riguarda anche l’Unione europea. “La Groenlandia è parte della Nato e sappiamo che la Nato è il forum che integra i diversi interessi degli alleati”…

Comiso, disco verde dell’Ue al potenziamento dell’aeroporto: pioggia di milioni -47 – in arrivo per l’area cargo

 

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Comiso,

La Commissione europea ha dato il via libera al piano di sviluppo dell’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, ritenendo l’intervento pienamente compatibile con la disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato. L’operazione mobilita 47 milioni di euro di risorse Fsc (Fondo sviluppo e soesione) destinate al potenziamento dello scalo siciliano, con particolare focus sulla realizzazione dell’area cargo, considerata infrastruttura strategica per il sistema logistico territoriale.

«Si compie  – dichiara il presidente Renato Schifani – un passo decisivo per il rilancio dello scalo di Comiso, infrastruttura fondamentale per l’intero sistema regionale. L’approvazione della Commissione europea rappresenta un riconoscimento importante del lavoro svolto e della qualità progettuale dell’intervento. Il piano di sviluppo consentirà di consolidare il ruolo dell’aeroporto come nodo strategico per la logistica, aprendo nuove opportunità per il tessuto economico e produttivo del territorio. L’investimento permetterà inoltre di rafforzare significativamente il sistema di viabilità e servizi, con ricadute positive sull’intero comparto dei trasporti e sulla competitività della Sicilia nel Mediterraneo».

Il semaforo verde di Bruxelles è scattato con la validazione formale sul sistema SANI2 (caso SA.120942), che ha certificato la conformità del progetto all’articolo 56bis del Regolamento UE 651/2024. L’iter istruttorio, condotto congiuntamente dalle strutture tecniche regionali e dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue, ha verificato il rispetto integrale dei parametri previsti dalla normativa europea in materia di aiuti pubblici.

Il piano di rilancio dello scalo in provincia di Ragusa si inserisce nell’ambito dell’Accordo per la coesione sottoscritto il 27 maggio 2024 tra Governo e Regione Siciliana. 

Disco rosso all’acquisto del gas russo in Europa. I ministri Ue hanno disposto il divieto con l’eccezione dell’Ungheria e della Slovacchia

 

 

 

 

I ministri dell’Energia degli Stati Ue – si apprende -hanno votato a favore della proposta della Commissione europea che prevede lo stop al gas di provenienza russa.   Parere contrario – ma era prevedibile- hanno espresso Ungheria e Slovacchia. Il testo preparato dalla Commissione prevede un’attuazione in tre fasi: la prima partirà il primo gennaio 2026 e vedrà il divieto di siglare nuovi contratti. La seconda fase pone al 17 giugno 2026 il limite per i contratti a breve termine già in essere. La terza fase, infine, fissa la fine dei contratti a lungo termine al 31 dicembre 2027.

Accordo sui dazi con gli Usa ma la trattativa dell’Ue è fallita con gravi conseguenze per le imprese italiane

 

Donald Trump e Ursula von der Leyen - Afp

 

L’Ue si è sottomessa a Donald Trump accettando una intesa sorprendente,  molto vantaggiosa per gli Usa, che prevede l’imposizione di dazi del 15% su gran parte delle importazioni dall’Europa, senza che l’Unione possa rispondere con la stessa moneta. Ma l’alternativa sarebbe stata peggiore. Così il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, ha difeso a Bruxelles l’intesa che ha negoziato per mesi con le controparti Howard Lutnick e Jamieson Greer.

  Ue  in ginocchio

L’accordo, ha detto, è meglio dell’alternativa, una guerra commerciale con gli Usa che sarebbe costata centinaia di migliaia, se non milioni, di posti di lavoro. “Anche se so che per alcuni un potenziale altro tipo di risultato può sembrare molto allettante ora – ha affermato – non hanno considerato tutti i numeri, tutte le conseguenze, tutto l’impatto che avrebbe su ogni settore. Noi lo abbiamo fatto e quindi, con piena consapevolezza, sono sicuro al 100% che questo accordo è migliore di una guerra commerciale con gli Stati Uniti”.

“Se qualcuno – ha aggiunto – crede ancora che possiamo ritornare alla situazione precedente al 2 aprile”, quando Trump annunciò una sventagliata di dazi nei confronti di molti Paesi si illude. ” dobbiamo adattarci” alla nuova realtà e “affrontare le sfide che derivano da questo nuovo approccio” degli Usa.

Il commissario slovacco ha poi spiegato che a suo parere l’accordo, che prevede l’imposizione di dazi al 15% tutto compreso su circa il 70% delle merci europee importate negli Usa, è il migliore possibile nelle condizioni date, non semplici per l’Unione. “Questo – ha detto infatti – è chiaramente il miglior accordo che potessimo ottenere, in circostanze molto difficili. Voi non eravate presenti in sala ma, se foste stati presenti ieri, avreste visto che abbiamo iniziato con il 30%”. Vale a dire che a partire dal “primo agosto” sarebbe stata applicata dagli Usa “una tariffa del 30% sulle nostre esportazioni, il che, praticamente, avrebbe bloccato tutto il commercio” tra le due sponde dell’Atlantico.

Con l’accordo siglato domenica, invece, “i flussi commerciali salveranno i posti di lavoro in Europa e apriranno un nuovo capitolo nelle relazioni con gli Stati Uniti,”, con i quali si discuterà “su come adattare i nostri modelli commerciali reciproci, in questa nuova era di geoeconomia e geopolitica”. Si tratta di “una risposta politica molto importante, perché non riguarda solo il commercio: riguarda la sicurezza, riguarda l’Ucraina, riguarda l’attuale volatilità geopolitica. Non posso entrare nei dettagli di ciò che è stato discusso ieri, ma posso assicurare che non riguardava solo il commercio“.

 

UE, 26 STATI SONO D’ACCORDO PER LA SPESA MILITARE AL 5% TRANNE L’UNGHERIA DI ORBAN

Il Consiglio Europeo (Afp)

 

 

Unanimità – tranne uno- sull’Ucraina, per l’opposizione dell’Ungheria di Viktor Orban, secondo il quale l’adesione di Kiev all’Ue “ci trascinerebbe in guerra”. Sull’accordo di associazione Ue-Israele e la sua eventuale sospensione per la violazione dell’articolo 2, gli Stati membri restano divisi e continueranno a discutere: se ne parlerà successivamente al Consiglio Affari esteri..

 Il nodo di come finanziare l’aumento delle spese per la difesa che si prospetta di qui al 2035 resta insoluto, mentre nei negoziati commerciali con gli Usa la trattativa potrebbe entrare finalmente nel vivo, con l’arrivo dell’attesa controproposta dagli Usa, oggetto di valutazione da parte della Commissione e di Ursula Vor de Leyen….

Difesa

I capi di Stato e di governo si sono ritrovati a Bruxelles per il Consiglio Europeo di giugno e hanno discusso anzitutto di difesa, che è stato il punto principale del summit, come ha confermato il premier portoghese Luis Montenegro. Il dibattito in materia di sicurezza e difesa ha fatto seguito al summit dell’Aja, dove sono state prese decisioni rilevanti, con un punto fermo di elevare la spesa militare al 5%  entro il 2035..

Perplessità lancia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, perchè si tratta comunque di un livello di spesa molto alto, specie per quei Paesi che hanno scarsi margini di manovra nel bilancio e che, molto probabilmente, dovranno tagliare la spesa sociale per finanziare quella militare. Una scelta, questa, politicamente rischiosa ed elettoralmente penalizzante per qualsiasi governo.

Il nodo è come finanziare i continui aumenti di spesa per la difesa che i governi dovranno sostenere. Da dove arriveranno i soldi necessari al riarmo che l’Europa ora dovrà perseguire a tappe forzate, per recuperare il divario rispetto alle altre potenze accumulato dalla fine della Guerra Fredda?

Il problema è che, ad oggi, gli strumenti a disposizione sono tutti nazionali, come nazionale è la competenza nella difesa. L’unico strumento Ue è Edip, che ha una dotazione minima, 1,5 mld di euro ad oggi. Per i nordici, in particolare Germania e Olanda, l’idea che si possa fare debito comune per la difesa resta tabù. Per Berlino e L’Aja non c’è alcuna possibilità che venga varato un programma di eurobond per la difesa: “Assolutamente no”, rimarca una fonte diplomatica europea.

Intanto  due Paesi ex Frugali come Finlandia e Danimarca hanno cambiato posizione su questo punto, perché iniziano a rendersi conto che le risorse pubbliche di cui dispongono sono limitate, troppo per far fronte alla necessità di riarmarsi davanti alla minaccia russa. La stessa premier danese Mette Fredriksen, già alfiere dei Frugali malgrado sia socialdemocratica, ora che gli Usa di Donald Trump hanno messo gli occhi sulla Groenlandia ha invitato a “spendere, spendere, spendere” nella difesa.

TABELLA DI MARCIA DEL FINANZIAMENTO

E a lavori chiusi il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha evidenziato che i leader hanno chiesto alla Commissione “di proporre una tabella di marcia, anche per quanto riguarda il finanziamento”, prima della prossima riunione di ottobre, un piano in grado di “fornire i mezzi per soddisfare le nostre ambizioni”

Italia-Francia, intesa sul dialogo e coordinamento in Europa

Emmanuel Macron e Giorgia Meloni (Afp)

 

La presidente del consiglio Giorgia Meloni si espressa così nel corso dell’incontro con Macron.”Nella serata di ieri, a Roma, ho avuto un lungo incontro con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, molto utile per rafforzare il dialogo e il coordinamento tra Italia e Francia di fronte alle crescenti sfide comuni”. 

Come Nazioni fondatrici dell’Unione europea, intendiamo lavorare insieme per un’Europa più sovrana, prospera e orientata alla pace, capace di tutelare i propri cittadini e i propri interessi. Abbiamo riscontrato – prosegue la premier  forti convergenze sull’agenda europea sulla competitività- sulla semplificazione normativa, sul tema degli investimenti pubblici e privati, della transizione energetica con piena neutralità tecnologica e sul sostegno a settori strategici come automotive, siderurgia, intelligenza artificiale, energie decarbonizzate rinnovabili così come nucleare e spazio“.

“Abbiamo inoltre ribadito il nostro fermo sostegno all’Ucraina per raggiungere una soluzione equa e duratura, promuovendo al contempo un potenziamento della difesa europea. L’incontro ci ha permesso anche di affrontare temi di sicurezza cruciali, dal Medio oriente alla Libia, e di coordinare le posizioni su relazioni transatlantiche e sicurezza economica dell’Ue. Abbiamo infine concordato che il prossimo vertice bilaterale si terrà in Francia all’inizio del 2026, per sviluppare ulteriormente la già stretta collaborazione tra le nostre due Nazioni”.

Messina, frode all’Unione Europea nel settore dei fondi strutturali per 560.000 euro –

 

Disposto sequestro di beni per oltre 800.000 euro

 

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Messina,

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’articolata attività d’indagine nei confronti di una società operante nel Comune di Reitano (ME), beneficiaria di ingenti fondi strutturali illegittimi, ammontanti a circa 560 mila euro.

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinate dalla Procura Europea (European Public Prosecutor’s Office) di Palermo hanno denunciato cinque imprenditori per il reato di truffa ai danni della Regione Siciliana. Di qui il provvedimento di sequestro preventivo di beni – ai fini della confisca – per un valore di oltre 800 mila euro, parte relativa al profitto del reato e parte relativa ai profitti derivanti dalle imposte evase a seguito dell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Gli stanziamenti, finanziati dall’Unione Europea nell’ambito dei Fondi Strutturali relativi alla Programmazione 2014/2020 del Fondo Europeo Sviluppo Regionale – Piano Operativo Sicilia, erano finalizzati ai lavori di ammodernamento ed ampliamento delle attività produttive per sostenerne la crescita, aumentandone la qualità, sostenibilità e competitività.

Il contributo, infatti, prevedeva la realizzazione di un programma d’investimento consistente nell’acquisto di macchinari per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti in ceramica presso un opificio sito in località Santo Stefano di Camastra (ME).

Le indagini, eseguite mediante i riscontri documentali e contabili, nonché l’analisi dei rapporti economici e finanziari intercorsi tra i principali attori intervenuti nella filiera di approvvigionamento e realizzazione del programma d’investimento, hanno portato gli investigatori a disvelare un articolato disegno criminoso ideato e realizzato dai legali rappresentanti delle cinque aziende coinvolte nella frode, attraverso un intricato scambio di fatture fra i vari soggetti economici intervenuti.

In considerazione degli elementi raccolti, salvo diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, su richiesta dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia e Calabria, il GIP del Tribunale di Modena ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo per le ingenti somme indebitamente percepite che ha riguardato liquidità e beni immobili rinvenuti nella disponibilità degli indagati.

L’Autorità Giudiziaria e la Guardia di Finanza continueranno a mantenere altissima la soglia di attenzione, evitando che significative risorse pubbliche diventino facile preda di operatori spregiudicati, in danno dei tanti imprenditori onesti.

Ue, via libera dalla giunta della Regione Sicilia al potenziamento dell’ Ufficio di rappresentanza (finora contestato per le superspese) di Bruxelles

 

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Rilanciare le attività dell’Ufficio di rappresentanza della Regione Siciliana a Bruxelles. È quanto prevede una delibera approvata oggi dalla giunta, su proposta del presidente Renato Schifani. 

L’obiettivo è potenziare il suo ruolo strategico nel fornire un’informazione tempestiva sulle politiche dell’Ue, nel promuovere gli interessi della Regione presso le istituzioni europee e nel creare partenariati con altre regioni sia a livello nazionale che comunitario. Tra le funzioni dell’Ufficio rientrano anche l’organizzazione di attività formative in materia di progettazione europea e il supporto tecnico e logistico a presidente, assessori e dirigenti regionali che si recano a Bruxelles per attività istituzionali.

Per rilanciare la struttura si prevede di ampliare l’organico attraverso la selezione di due funzionari direttivi dell’amministrazione regionale e l’attivazione delle procedure per accogliere almeno cinque stagisti. La gestione degli atti dell’Ufficio di Bruxelles viene mantenuta in capo al dipartimento regionale degli Affari extraregionali.

Ursula von der Leyen sui dazi :” Pronti alle contromisure proporzionate..”

 

 

Ursula von der Leyen e Keir Starmer (Afp)

 

 

L’impegno dell’Ue ad impegnarsi in negoziati con gli Stati Uniti” sui dazi imposti da Donald Trump è stato ricordato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso di un colloquio  con il primo ministro britannico, Keir Starmer.  Ursula rappresenta al momento la voce unica dell’Europa unita e che si vuole saldare Mentre l’idea di Trump pian piano, causa del crollo di tutte le borse del mondo, secondo gli economisti più accreditati, rappresenta uno dei programmi “più idioti di un Presidente degli Stati Uniti” dal 1930 ad oggi.

Un vero boomerang per gli americani.

Stando a una nota diffusa dalla Commissione, von der Leyen ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per i dazi annunciati da Trump il 2 aprile e “per il danno che arrecano a tutti i Paesi, sia attraverso i loro effetti diretti che indiretti, anche sulle nazioni più povere del mondo”. Danni subiti dagli stessi americani già scesi in piazza per protestare contro questa politica.

Riconoscendo che o dazi rappresentano “un importante punto di svolta per gli Stati Uniti”, von der Leyen ha manifestato la disponibilità a negoziare, chiarendo al contempo che “l’Ue è pronta a difendere i propri interessi attraverso contromisure proporzionate, se necessario“.

Sempre durante il colloquio, von der Leyen ha evidenziato il “forte impegno” dell’Ue a lavorare “a stretto contatto” con il Regno Unito in materia di sicurezza e difesa, nonché il sostegno condiviso e duraturo all’Ucraina. Ha anche espresso preoccupazione per lo stallo imposto dalla Russia agli sforzi di pace.

Von der Leyen e Starmer, prosegue la nota, hanno poi discusso i preparativi per il prossimo vertice Ue-Regno Unito del 19 maggio, che offrirà un’importante opportunità per rafforzare la cooperazione tra le parti in settori chiave, tra cui sicurezza, difesa, commercio ed economia.

L’UE MIRA A METTERE L’UCRAINA NELLA POSIZIONE PIU’ FORTE POSSIBILE- CONCLUSIONI: 26 CAPI DI STATO ECCETTO L’UNGHERIA-A FAVORE DELL’UCRAINA

 

 Approvate le conclusioni sull’Ucraina a 26, senza l’Ungheria che ha mantenuto la propria posizione contraria, come il 6 marzo scorso.

Zelensky al G20: ecco i 10 punti per la pace - la Repubblica

L‘Ue e i suoi Stati membri “contribuiranno al processo di pace, per aiutare ad assicurare una pace giusta e duratura, che sia nell’interesse dell’Ucraina e dell’Europa nel suo insieme”, riportano le conclusioni sull’Ucraina approvate da 26 capi di Stato e di governo su 27, senza l’Ungheria.

Nelle conclusioni del Consiglio Europeo si riporta che i leader hanno discusso dell’Ucraina, che hanno avuto uno scambio di vedute con il presidente Volodymyr Zelensky (in collegamento dalla Norvegia) e che il testo allegato è “fermamente sostenuto” da 26 capi di Stato e di governo dell’Ue.

Nel testo a 26, dopo aver ribadito il sostegno “continuo e incrollabile” a Kiev, si ripete che l’Ue “mantiene il suo approccio ‘pace attraverso la forza’”, che mira a mettere l’Ucraina nella posizione “più forte possibile”, della quale componente “essenziale” sono le sue “robuste capacità militari e di difesa”. Pertanto, l’Ue rimane “impegnata a fornire ulteriore sostegno all’Ucraina e al suo popolo”, affinché possa esercitare il proprio “diritto all’autodifesa”.  E stavolta l’Ucraina potrà difendersi con gli strumenti economici dell’Europa anzichè degli Stati Uniti e del suo superbullo Trump..

Tutti in coro chiedono  il “sostegno ad una pace giusta e completa, basata sui principi della Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale” e “accoglie con favore i principi delineati il 6 marzo scorso, che dovrebbero guidare i negoziati di pace”. I leader, si legge poi, “accolgono con favore” la dichiarazione congiunta Usa-Ucraina, “inclusa la proposta di cessate il fuoco”, nonché la ripresa della condivisione delle informazioni di intelligence tra i due Paesi. I leader chiedono poi alla Russia “di mostrare una vera volontà politica di porre fine alla guerra”.

Un percorso “credibile” verso la pace deve includere, tra l’altro, lo “scambio dei prigionieri” e il “ritorno di tutti i bambini ucraini” rapiti e deportati in Russia e Bielorussia. L’Ue resta “pronta ad aumentare la pressione sulla Russia”, anche tramite “ulteriori sanzioni” e il “rafforzamento” delle misure esistenti. I beni della Banca centrale russa rimarranno “immobilizzati” finché Mosca non cesserà la guerra e “risarcirà” l’Ucraina per i danni inflitti con la guerra.

Sulle garanzie di sicurezza, Ue e Stati membri “sono pronti a contribuire”, in particolare “sostenendo la capacità dell’Ucraina di difendersi con efficacia”. Pertanto, gli aiuti a Kiev continueranno: i leader “esortano la Commissione e i Paesi membri ad usare tutte le opzioni dello strumento per l’Ucraina per aumentare il sostegno finanziario” a Kiev. Si richiama l’iniziativa dell’Alta Rappresentante Kaja Kallas, sulla quale sono però freddi grandi Paesi come Spagna e Italia, e si esortano i Paesi ad “aumentare” gli sforzi per aiutare militarmente Kiev.

Si ribadisce l’intenzione di trascinare davanti alla giustizia gli autori di crimini di guerra commessi in Ucraina, ricordando il Tribunale speciale creato ad hoc al Consiglio d’Europa. Si richiama la ricostruzione del Paese, citando esplicitamente la conferenza che verrà tenuta in Italia nel prossimo luglio. L’Ue “intensificherà il sostegno” alle riforme che l’Ucraina deve fare “nel suo percorso verso l’adesione all’Ue” e “sottolinea l’importanza di fare progressi nei negoziati” a questo fine.

Ue ‘deplora’ la ripresa dei combattimenti a Gaza

Nelle conclusioni inoltre il Consiglio Europeo “deplora la rottura del cessate il fuoco a Gaza, che ha causato un gran numero di vittime civili nei recenti attacchi aerei”. Il Consiglio “deplora il rifiuto di Hamas di consegnare gli ostaggi rimasti”. Il Consiglio Europeo “chiede un immediato ritorno alla piena attuazione dell’accordo per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Sottolinea la necessità di progredire verso la sua seconda fase, in vista della sua piena attuazione, che porti al rilascio di tutti gli ostaggi e alla fine definitiva delle ostilità”.