Kiev presto avrà cento caccia “Rafale F4” e tanti sistemi di difesa aerea- Accordo storico tra Macron e Zelenski

 

 

 

Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando in una conferenza stampa congiunta con il capo dello Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo l’incontro avvenuto a Parigi si è espresso così: ”

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“Tutto è pronto per la pace, la Russia è la sola a rifiutarla”. Nel corso della visita nella capitale francese, Zelensky ha firmato con Macron un memorandum d’intesa per l’acquisto di 100 aerei da combattimento Rafale.

Con questo accordo, ha rilevato Macron, Francia e Ucraina segnano “una nuova tappa” del sostegno a Kiev. Il presidente ucraino ha commentato l’incontro e spiega:“aggiunge elementi efficaci, pratici e solidi alla nostra difesa. Sono stati predisposti accordi e ora si stanno firmando i documenti pertinenti per un significativo rafforzamento delle nostre capacità difensive”.

Zelensky in sostanza dice che  “l’Ucraina potrà ricevere 100 aerei Rafale F4, potentissimi radar francesi, otto sistemi di difesa aerea SAMP-T con sei lanciatori ciascuno, missili e bombe guidate necessari per la nostra difesa”. Si tratta di un accordo strategico, ha proseguito, che avrà una validità di 10 anni a partire dal prossimo anno. “Si tratta di un accordo storico”, ha ancora osservato Zelensky.

Dopo l’ennesimo attacco di 810 droni e 13 missili sovietici su Kiev, Trump afferma di essere disposto a nuove sanzioni contro Mosca

L'ultimo attacco russo su Kiev - (Afp)

La Russia colpisce  duramente il cuore dell’Ucraina

 

L’ amministrazione  Trump  è pronta a passare a una seconda fase di sanzioni contro la Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto che le sanzioni sono “l’idea giusta” e ha esortato le nazioni europee a smettere di acquistare energia da Mosca.

Dopo il gravissimo attacco di ieri dove Mosca ha lanciato almeno 810 droni e 13 missili contro l’Ucraina, e la Russia addirittura centra il bersaglio del Palazzo istituzionale riservato alle riunioni dei vertici dell’Ucraina,  Trump ha dichiarato di “non essere soddisfatto dell’intera situazione: alcuni leader europei verranno nel nostro Paese lunedì o martedì individualmente”, ha aggiunto, senza specificare a chi si riferisse. La Russia ha intensificato gli attacchi contro l’Ucraina da quando Trump e Putin hanno tenuto il vertice in Alaska il mese scorso.

Favorevole dunque la Casa bianca ad adottare nuove sanzioni, senza però fornire dettagli né indicare possibili tempistiche. Adesso Trump ha cancellato ogni dubbio ed esitazione e ha riferito ai mass media statunitensi di essere pronto ad agire contro Putin

Putin da perfetto criminale e demone dell’Inferno, non si ferma<: altre morti a Kiev in un attacco russo, persone intrappolate sotto le macerie, un bambino tragicamente deceduto e tante persone che piangono i loro cari

 

PUTIN VA AVANTI SENZA PIETA’ ALCUNA E ‘L’EUROPA ANCORA NON INTERVIENE MILITARMENTE CONTRO MOSCA E I TERRITORI RUSSI

 

 

 

 

In questo momento a Kiev, i soccorritori stanno rimuovendo le macerie di un normale edificio residenziale dopo un attacco russo – scrive il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, su X -. Un altro massiccio attacco contro le nostre città e comunità. Ancora uccisioni. Tragicamente, almeno 8 persone sono già state confermate morte. Una di loro è un bambino. Le mie condoglianze a tutte le loro famiglie e ai loro cari“.

Per il presidente ucraino le persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie: “Questi missili e droni d’attacco russi oggi sono una chiara risposta a tutti coloro che, per settimane e mesi, hanno chiesto un cessate il fuoco e una vera diplomazia. La Russia sceglie la balistica invece del tavolo dei negoziati. Sceglie di continuare a uccidere invece di porre fine alla guerra. E questo significa che la Russia non teme ancora le conseguenze. La Russia continua ad approfittare del fatto che almeno una parte del mondo chiude un occhio sui bambini assassinati e cerca scuse per Putin”.

“Ed è decisamente giunto il momento di nuove, dure sanzioni contro la Russia per tutto ciò che sta facendo. Tutte le scadenze sono già state violate, decine di opportunità diplomatiche sono state rovinate. La Russia deve sentirsi responsabile di ogni attacco, di ogni giorno di questa guerra”, conclude.

Disco verde ad un prossimo incontro con Putin e Zelenski Poi un trilaterale con Trump

 

Zelensky e Putin - Afp

 

 

Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky si incontreranno in un vertice bilaterale per porre le basi per la fine della guerra tra Russia e Ucraina “entro due settimane”. E’ questo il primo risultato incassato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo l ‘incontro di ieri a Washington con il leader ucraino e altri leader europei…

 

 

trump zelensky leader ue afp

 

 

Prossimo incontro bilaterale e la telefonata  Putin-Trump

Trump dopo l’incontro con Zelensky e il colloquio nello studio Ovale con i vertici europei ha chiamato Putin con il quale, ha definito qualche punto, “ho avviato i preparativi per un incontro, in una località da determinare, tra il presidente russo e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky”. Dopo questo incontro, ha aggiunto, “avremo un trilaterale, anche con me”.

Dal canto suo Zelensky si dichiara ” pronto per il bilaterale con Putin”, ha detto Zelensky 

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz informa che l’incontro tra Putin e Zelensky potrebbe avvenire “entro due settimane”….

Anche il Cremlino ha confermato che nel colloquio telefonico di 40 minuti definito “franco e costruttivo”, Trump e Putin hanno espresso il loro sostegno alla prosecuzione dei negoziati diretti tra le delegazioni di Russia e Ucraina.  Si discute  di elevare il livello dei rappresentanti delle parti ucraina e russa, ovvero di quei rappresentanti che partecipano a questi negoziati” Durante la telefonata Putin “ha sottolineato ancora una volta l’importanza degli sforzi intrapresi personalmente da Donald Trump per trovare soluzioni che portino a una soluzione a lungo termine in Ucraina”

 

Forse nei prossimi giorni Putin incontrerà Trump per discutere sulla sorte del conflitto

 

 

 

 Si sta preparando l’incontro decisivo.Russia e Stati Uniti hanno concordato un incontro tra i presidenti dei due Paesi, Vladimir Putin e Donald Trump, nei prossimi giorni. Lo ha dichiarato ai giornalisti il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. I lavori per il vertice sono appena iniziati, ha aggiunto, ed è stata concordata anche la sede dell’incontro, che verrà resa nota più avanti. “Su suggerimento della parte americana, è stato concordato un accordo di principio per tenere un incontro bilaterale al massimo livello nei prossimi giorni, ovvero un incontro tra il presidente Vladimir Putin e Donald Trump”, ha affermato il diplomatico. “A questo proposito, vorrei sottolineare che anche la sede è stata concordata in linea di principio e ne daremo notizia più avanti”, ha aggiunto.

UNA PRIORITA’ PER ZELENSKI INCONTRARE PUTIN

Incontrare Vladimir Putin è “una delle chiare priorità” per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per porre fine alla guerra. “Noi in Ucraina abbiamo ripetutamente affermato che trovare soluzioni concrete può essere davvero efficace a livello di leader – ha  detto Zelensky all’indomani della visita dell’inviato statunitense Steve Witkoff a Mosca -. È necessario stabilire i tempi per tale formato e la gamma di questioni da affrontare”.

 

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “L’ITALIA NON HA PARTECIPATO AL GRUPPO DEI VOLENTEROSI MA NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A o B”

 

Abbiamo parlato degli sforzi comuni per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. Se oggi ci sono le condizioni perché si svolgano colloqui di pace è grazie alla tenacia del popolo ucraino ma anche al sostegno dell’Occidente. Non c’è stato

 Così la premier Giorgia Meloni, al termine dell’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Palazzo Chigi.  A Istanbul l’incontro Zelensky-Putin, ma è comunque positivo che le delegazioni si siano viste, grazie anche all’azione della Turchia e dell’America. Ci auguriamo che sia un primo passo per un processo di pace giusta e duratura che tenga conto delle necessarie garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Noi dobbiamo continuare a insistere da questo punto di vista e consentitemi, anche da questo punto di vista, di esprimere apprezzamento per le parole di Sua Santità Papa Leone XIV che ha anche messo a disposizione la Santa Sede come sede per eventuali ulteriori negoziati di pace”, ha aggiunto.

“Per quello che riguarda le parole del presidente Macron, non posso che prendere atto del fatto che l’invio delle truppe non è più un tema di discussione, perché come si sa ho varie volte espresso la mia perplessità rispetto all’efficacia di un’iniziativa di questo tipo. Particolarmente nel momento in cui tutti quanti lavoriamo su una priorità, che è quella di un cessate il fuoco incondizionato, priorità che si accompagna alla necessità di continuare a sostenere l’Ucraina nella sua capacità di difendersi – ha proseguito il presidente del Consiglio – Nel caso in cui si dovesse riuscire finalmente ad arrivare a un serio tavolo delle trattative per una pace in Ucraina, c’è la questione delle garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Queste sono le priorità indipendentemente dai formati, soprattutto nel momento in cui l’ipotesi dei soldati pare sia tramontata, e a maggior ragione noi continuiamo a essere disponibili, come siamo sempre stati, a partecipare a qualsiasi formato con i nostri partner europei e occidentali per raggiungere l’obiettivo di una pace giusta e duratura. Forse è necessario in un momento delicato come questo abbandonare un po’ i personalismi che rischiano di minare una unità dell’Occidente che è stata fondamentale e rimane fondamentale per risolvere il conflitto in Ucraina”.

 Questo il pensiero del  cancelliere tedesco, Friedrich Merz al termine dell’incontro con la premier Giorgia Meloni, alla domanda se avesse chiesto a Meloni i motivi della mancata partecipazione dell’Italia alla coalizione dei volenterosi.“

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “NELL’UE NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A   o B ..

Vogliamo approfondire questo formato nelle prossime settimane, un formato nato come E3. Nei colloqui dei giorni scorsi con Zelensky ho coinvolto la Polonia perché è davvero così vicina a questo conflitto, ma l’Italia deve svolgere un ruolo e ci saranno dei colloqui nell’Ue nei prossimi giorni in modo che ci sia un coinvolgimento dell’Italia per la soluzione di questo conflitto. Non possiamo farci separare, nella Ue non ci sono membri di serie A e di serie B, non ci sono differenze in quello che vogliamo fare insieme affinché questa guerra finisca quanto prima e l’Italia può e deve dare un contributo”.

Putin e Zelenski ad un passo dalla terza guerra mondiale La farsa-teatro dei negoziati tra i due Paesi

 

Niente negoziati diretti fra leader di Ucraina e Russia. A Istanbul infatti non erano presenti né Vladimir Putin né Volodymyr Zelensky. Dopo il ‘no’ del presidente russo, anche il numero uno ucraino ha quindi deciso di  seguire l’esempio del Presidente sovietico ma ha inviato una delegazione in Turchia per incontrare i rappresentanti russi e avviare “colloqui di pace”

Volodymyr Zelensky a Ankara - Afp
Si è appreso che  Zelensky non è andato a Istanbul perché l’incontro “non è al livello dei presidenti”…

La delegazione ucraina a Istanbul, che sarà nel paese fino a domani, è guidata dal ministro ucraino della Difesa, Rustem Umerov, ha poi spiegato il presidente Zelensky, parlando da Ankara.

“Io sono qui, siamo pronti per negoziati diretti“, ha aggiunto rivolgendosi al leader russo dopo l’incontro con il leader turco Recep Tayyip Erdogan. “La delegazione è stata inviata” e “potrebbe essere oggi, come potrebbe essere domani“, ha poi aggiunto Zelensky parlando degli attesi colloqui.

La delegazione ucraina ha ricevuto il mandato per discutere di un possibile cessate il fuoco.

Se non verrà raggiunto un accordo su una tregua con Mosca, ha però avvertito Zelensky, gli ucraini chiederanno un pacchetto di sanzioni nei confronti dei russi, anche da parte americana. “Ho deciso di inviare la nostra delegazione a Istanbul per rispetto per il presidente Trump e per il presidente Erdogan”

 

 

 

 

Il mondo guarda ai negoziati previsti in Turchia giorno 15 per il cessate il fuoco tra Russia ed Ucraina

La minaccia atomica e la guerra in Ucraina | La Civiltà Cattolica

 

Forse  i negoziati  previsti giovedì 15 maggio a Istanbul, in Turchia, tra Russia ed Ucraina potranno costituire le premesse della pace duratura e concreta. Ad oggi un cessate il fuoco di almeno 30 giorni tra Mosca e Kiev, così come chiesto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ancora non c’è.

Zelensky ed Erdogan

Zelensky ha annunciato di aver discusso con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan i dettagli di un possibile incontro in Turchia

leader ucraino ha ribadito l’apertura a colloqui diretti con Vladimir Putin e ha sollecitato i partner internazionali a garantire un meccanismo di monitoraggio per il rispetto del cessate il fuoco. “È fondamentale che in Europa lavoriamo insieme per la sicurezza a lungo termine“, ha aggiunto, assicurando che i contatti con gli Stati Uniti resteranno costanti. Con Erdogan, ha concluso Zelensky, c’è un’intesa per “proseguire il lavoro comune per la pace”.

 “L’Ucraina ha sempre sostenuto la diplomazia. Sono pronto a venire in Turchia. Purtroppo, il mondo non ha ancora ricevuto una risposta chiara dalla Russia alle numerose proposte di cessate il fuoco. I bombardamenti e gli attacchi russi continuano. Mosca è rimasta in silenzio per tutto il giorno riguardo alla proposta di un incontro diretto. Un silenzio davvero strano

“In un modo o nell’altro, la Russia dovrà porre fine a questa guerra, e prima lo farà, meglio sarà. Non ha senso continuare a massacrare – ha aggiunto – Il presidente Erdogan si è dichiarato pienamente disponibile a ospitare l’incontro. È importante che il presidente Trump sostenga pienamente l’incontro e vorremmo che trovasse l’opportunità di venire in Turchia“.

Trump ha la sensazione che stavolta sarà l’incontro decisivo

Giovedì in Turchia potrebbe esserci anche il presidente americano. Lo ha detto lo stesso Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per l’Arabia Saudita. “Potrebbe arrivare un buon risultato dal meeting tra Ucraina e Russia, credo che i due leader saranno lì. Pensavo di volare lì, ma non so nemmeno dove sarò giovedì. Ho tanti meeting, ma pensavo di volare lì. C’è una possibilità”.

Ucraina-Russia, proposta Putin: “Ripresa negoziati con Kiev il 15 maggio a Istanbul dove ci sarà una delegazione russa”

 

PUTIN  SEMBRA  AVVIATO  VERSO LA  PACE CON L’UCRAINA E L’EUROPA

“Prima o poi cominceremo a muoverci verso una ripresa delle relazioni con i Paesi europei”. Dichiarazione congiunta leader Francia, Gb, Polonia, Germania e Zelensky: “Cessate il fuoco completo e incondizionato per almeno 30 giorni in Ucraina”

Vladimir Putin (Afp)
Vladimir Putin (Afp)

 

Proponiamo che le autorità ucraine riprendano i negoziati diretti, senza alcuna precondizione. La Russia non ha mai chiuso la porta al dialogo con l’Ucraina e ha proposto a Kiev di riprendere i negoziati a Istanbul dal 15 maggio“. Lo ha detto Vladimir Putin in una dichiarazione dal Cremlino dopo che i leader di Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, hanno chiesto “un cessate il fuoco completo e incondizionato per almeno 30 giorni”.

Abbiamo ripetutamente proposto misure per il cessate il fuoco. Non abbiamo mai rifiutato il dialogo con la parte ucraina. Permettetemi di ricordarvelo ancora una volta: non siamo stati noi a interrompere i negoziati nel 2022. È stata la parte ucraina – ha dichiarato il presidente russo – A questo proposito, nonostante tutto, proponiamo che le autorità di Kiev riprendano i negoziati interrotti alla fine del 2022, e senza alcuna precondizione“.

“In questo momento c’è una guerra in corso, la Russia propone di riprendere le trattative – ha ribadito – Chi vuole la pace non può non sostenere quest’iniziativa. La Russia è pronta per un dialogo serio con l’Ucraina, la chiave è eliminare le cause all’origine del conflitto”.

La nostra proposta è sul tavolo, la decisione ora spetta agli ucraini e ai loro tutori“, ha scandito. “La Russia – ha aggiunto – ha ripetutamente proposto iniziative per il cessate il fuoco, ma sono state sabotate da Kiev. L’Ucraina ha violato la moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche e la tregua pasquale non è stata rispettata”.

“Nonostante questo, alla vigilia del Giorno della Vittoria abbiamo dichiarato una tregua per la terza volta, senza escludere la possibilità di estenderla, in base alla reazione del regime di Kiev – ha rivendicato ancora Putin – Le autorità di Kiev non hanno risposto in alcun modo al cessate il fuoco. Inoltre, l’Ucraina ha sferrato attacchi dal 6 al 7 maggio. L’8, il 9 e il 10 maggio ci sono stati 5 tentativi di attaccare il confine russo, proprio nei giorni del cessate il fuoco, verso le regioni di Kursk e Belgorod: gli attacchi sono stati respinti”.

Il presidente russo ha annunciato di avere “in programma” per domani un colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Vorrei chiedergli di concedere questa opportunità per condurre negoziati in Turchia. Spero che confermerà il suo desiderio di contribuire alla ricerca della pace in Ucraina”, ha detto Putin.

La Russia manderà a Istanbul una delegazione, la cui composizione sarà resa nota in seguito, ha spiegato ai giornalisti il ​​consigliere del presidente russo Yuri Ushakov.

Nel corso della dichiarazione notturna per fare il punto sui colloqui avuti in questi giorni a margine della parata della Vittoria, Putin ha confermato che a settembre si recherà in Cina. Il presidente russo ha definito “fruttuosi” i colloqui avuti con il presidente cinese Xi Jinping.

E “prima o poi – ha affermato – affidandoci alle elezioni della storia, alle opinioni dei nostri popolo, cominceremo a muoverci verso una ripresa delle relazioni con i Paesi europei“.

Dichiarazione congiunta leader Francia, Gb, Polonia, Germania e Zelensky

Cessate il fuoco almeno di trenta giorni in Ucraina. E’ la richiesta contenuta nella  dichiarazione congiunta dei leader di Francia, Germania, Regno Unito e Polonia, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo il loro incontro di ieri a Kiev.

I leader “hanno concordato che a partire da lunedì 12 maggio dovrà esserci un cessate il fuoco completo e incondizionato per almeno 30 giorni, che un cessate il fuoco incondizionato, per definizione, non può essere soggetto ad alcuna condizione: se la Russia richiede tali condizioni, questo può essere visto solo come un tentativo di prolungare la guerra e minare la diplomazia”.

I leader, prosegue il testo della dichiarazione congiunta, “hanno chiesto che il cessate il fuoco sia completo, in cielo, in mare e a terra, hanno sottolineato che questo cessate il fuoco richiede un monitoraggio efficace, che può essere attuato con successo in stretto coordinamento con gli Stati Uniti e hanno concordato che il cessate il fuoco dovrebbe durare almeno 30 giorni per dare tempo alla diplomazia e durante questo periodo il lavoro diplomatico dovrebbe concentrarsi sulla definizione delle basi di sicurezza, politiche e umanitarie della pace”.

La tregua prevede l’accesso della Russia al mercato mondiale- Zelenski non si fida di Putin

 

Putin - Trump, le tappe del rapporto tra i leader e la gestione della  guerra in Ucraina - la Repubblica

Archivio-SUD LIBERTA’

 

 

 

E’ più vicina la  tregua tra Ucraina e Russia in un percorso  davvero imprevedibile i. Donald Trump annuncia “grandi progressi” nei negoziati dopo la tre giorni in Arabia Saudita, dove la delegazione americana ha avuto colloqui separati con Kiev e con Mosca.

La tregua nel Mar Nero prevede di non attaccare le infrastrutture energetiche, in teoria dovrebbe essere già in vigore e in realtà viene violato quotidianamente.

I 5 punti della tregua

La nota della Casa Bianca propone infatti come primo punto la tregua nel Mar Nero La dichiarazione si presenta in doppia versione: una relativa all’accordo con la Russia, l’altra per l’Ucraina. “Gli Stati Uniti e la Russia (così come Usa e Ucraina, ndr) hanno concordato di garantire una navigazione sicura” per attività commerciali, “eliminare l’uso della forza e impedire l’utilizzo di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero”, si legge nel primo punto.

Il secondo punto relativo a Kiev prevede che ” l’impegno degli Stati Uniti a garantire lo scambio di prigionieri di guerra” tra Mosca e Kiev, ”il rilascio dei civili detenuti e il ritorno dei bambini ucraini trasferiti con la forza” in Russia.

Al punto 2 della dichiarazione con Mosca si legge: gli Stati Uniti contribuiranno a ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, a ridurre i costi delle assicurazioni marittime e a migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni.

Anche il punto numero 3 propone una doppia versione, una per ciascun paese coinvolto nella guerra: gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina hanno concordato di sviluppare misure per l’attuazione dell’accordo del presidente Trump e del presidente Putin e del presidente Zelensky per vietare gli attacchi contro le strutture energetiche di Russia e Ucraina. Non sono previste quindi moratorie per le infrastrutture civili: possono essere colpite.

Il quarto punto sostiene che Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina accolgono con favore i buoni uffici dei Paesi terzi al fine di sostenere l’attuazione degli accordi energetici e marittimi.

Infine, il punto 5: Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina continueranno a lavorare per il raggiungimento di una pace duratura e sostenibile.

Entrambe le note si concludono con la riaffermazione che gli Stati Uniti hanno ribadito a Mosca e Kiev “l’imperativo del presidente Trump di fermare le uccisioni da entrambe le parti del conflitto tra Russia e Ucraina, come passo necessario per raggiungere una soluzione di pace duratura. A tal fine, gli Stati Uniti continueranno a facilitare i negoziati tra le due parti per raggiungere una risoluzione pacifica, in linea con gli accordi presi a Riad”.

Ci risiamo:  le condizioni di Putin

 Mosca propone una propria interpretazione con una nota del Cremlino, che fissa una serie di condizioni e tende a modificare il quadro generale .

 Per la Russia, l’entrata in vigore della tregua nel Mar Nero è legata all’eliminazione delle restrizioni relative alle esportazioni agricole (prodotti alimentari e fertilizzanti) e alla rimozione di sanzioni nei confronti del settore agricolo e bancario, con il reinserimento di una serie di istituti nel sistema Swift, il sistema utilizzato dalle banche di ogni paese per le transazioni internazionali.

La nota del Cremlino, inoltre, ‘decide’ che la tregua relativa alle infrastrutture energetiche è iniziata il 18 marzo e durerà 30 giorni: riguarda raffinerie petrolifere, gasdotti, impianti di stoccaggio, centrali e dighe collegate a centrali idroelettriche. La violazione della tregua da parte di uno dei due paesi, secondo Mosca, libererà automaticamente l’altra parte da ogni vincolo. E’ evidente che i rischi legati a provocazioni sono enormi.

Zelenski:”Vediamo come si comporta la Russia….”

L’Ucraina, come spiega il presidente Volodymyr Zelensky, ha concordato con gli Usa che eventuali violazioni saranno denunciate agli americani con la produzione di prove relative all’eventuale condotta russa. “Il comportamento della Russia nei prossimi giorni rivelerà molto, se non tutto”, dice il presidente ucraino che, dall’inizio dei negoziati, continua a mostrare scetticismo sulle reali intenzioni di Putin.