Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto da parte di gentili avvocati/Studi legali di Bologna richieste di rimozione articoli e/o deindicizzazione a tutela del loro assistito per un procedimento giudiziario del 2018.
Naturalmente dopo le verifiche del caso ,individuato l’articolo ed esaminata la documentazione a disposizione, insieme con la Redazione e la Segreteria di Sud Libertà, in apposita riunione come da Ns Regolamento, abbiamo provveduto alla rimozione dell’informazione dal web, cioè del nominativo della persona assistita legalmente.
Il problema non è solo di diritto ma di fede in Dio. La persona umana ha diritto a riavere la propria dignità Quando si ricerca il nome dell’interessato questo non risulterà più nei motori di ricerca e si rispetterà il “right not to be found easily”, l’interessato al procedimento giudiziario non si vedrà costantemente associato a una biografia telematica che non rispecchia più la realtà attuale.
Nella foto,Raffaele Lanza, Direttore di Sud Libertà
NON TRASCURATE IL PRINCIPIO DELLA TEMPESTIVITA’ : TOCCA A VOI INFORMARE I QUOTIDIANI ON LINE DELLE SENTENZE
Ma un nuovo invito è opportuno-ad avviso di chi scrive – rivolgerlo agli avvocati e ai magistrati che leggono. Le sentenze giudiziarie riguardano fatti del passato ma la tempestività dell’applicazione del diritto all’oblio è legata “esclusivamente” all’intento dei diretti interessati e/0 loro avvocati di proteggere “velocemente” la reputazione del loro cliente. Cioè, sono i diretti interessati -in mancanza di uffici stampa nei Tribunali della Sicilia- responsabili di dare l’informazione del dispositivo della sentenza –che può coinvolgere altri ex imputati -alle redazioni dei Quotidiani on line come “Sud Libertà“.
Eppoi infine una semplice richiesta: fornite ai giornali copie conformi delle sentenze giudiziarie in mancanza delle quali saremo costretti a richiamare sempre la Vs responsabilità nei casi di diritto all’oblio…