La Corte Costituzionale: “Chi cerca di intimidire (ad es.con minaccia di querele) i Giornalisti che pubblicano verità scomode ,crea un pericolo per la democrazia”

Bilancia Della Giustizia - Foto e Immagini Stock - iStock

ROMA

Cambiano le norme in materia di diffamazione per i giornalisti Le norme vigenti che obbligano il giudice a punire con il carcere il reato di diffamazione a mezzo della stampa o della radiotelevisione, aggravata dall’attribuzione di un fatto determinato, sono incostituzionali perché contrastano con la libertà di manifestazione del pensiero, riconosciuta tanto dalla Costituzione italiana quanto dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La minaccia dell’obbligatoria applicazione del carcere può produrre, infatti, l’effetto di dissuadere i giornalisti dall’esercizio della loro cruciale funzione di controllo dell’operato dei pubblici poteri.

 

Non è di per sé incompatibile con la Costituzione che il giudice applichi la pena del carcere a chi, ad esempio, si sia reso responsabile di «campagne di disinformazione condotte attraverso la stampa, internet o i social media, caratterizzate dalla diffusione di addebiti gravemente lesivi della reputazione della vittima, e compiute nella consapevolezza da parte dei loro autori della – oggettiva e dimostrabile – falsità degli addebiti stessi».
«Chi ponga in essere simili condotte – eserciti o meno la professione giornalistica – certo non svolge la funzione di “cane da guardia” della democrazia, che si attua paradigmaticamente tramite la ricerca e la pubblicazione di verità “scomode”; ma, all’opposto, crea un pericolo per la democrazia”, anche per i possibili effetti distorsivi di tali condotte sulle libere competizioni elettorali.
.
I termini giuridici sono stati esaminati dai  Tribunali di Salerno e di Bari. In quell’occasione, il Giudice delle leggi aveva deciso, con l’ordinanza n. 132 del 2020, di rinviare di un anno la decisione delle due cause, per dar modo al legislatore di approvare nel frattempo una nuova disciplina della materia, in grado di bilanciare meglio il diritto alla libertà di cronaca e di critica dei giornalisti con la tutela della reputazione individuale.
Poiché, però, l’auspicata riforma della materia non è stata approvata, la Corte ha ora dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 13 della legge sulla stampa (n. 47 del 1948), che prevedeva la necessaria applicazione della reclusione da uno a sei anni per il reato di diffamazione commessa a mezzo della stampa e consistente nell’attribuzione di un fatto determinato. La sentenza dichiara illegittimo anche l’articolo 30, comma 4, della legge n. 223 del 1990 sul sistema radiotelevisivo pubblico e privato, che estendeva le sanzioni previste dall’articolo 13 della legge sulla stampa alla diffamazione commessa per mezzo della radio o della televisione.

La Corte ha, invece, escluso il contrasto con la Costituzione dell’articolo 595, terzo comma, del Codice penale, che prevede, in alternativa fra loro, la pena della reclusione da sei mesi a tre anni ovvero della multa in caso di condanna per diffamazione commessa a mezzo della stampa o di altro mezzo di pubblicità.
Nella motivazione dell’odierna pronuncia viene anzitutto ribadito quanto già sottolineato nell’ordinanza n. 132 del 2020: se è vero che il diritto di cronaca e di critica esercitato dai giornalisti «costituisce pietra angolare di ogni ordinamento democratico, non è men vero che la reputazione individuale è del pari un diritto inviolabile, strettamente legato alla dignità della persona». Pertanto, «aggressioni illegittime a tale diritto”» compiute attraverso la stampa, la radio, la televisione, le testate giornalistiche online e i siti internet in generale, i social media e così via, «possono incidere grandemente sulla vita privata, familiare, sociale, professionale, politica delle vittime»”.
Secondo la Consulta e la stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, non è di per sé incompatibile con la libertà di manifestazione del pensiero una norma che consenta al giudice di applicare la pena della reclusione nel caso in cui la diffamazione si caratterizzi per la sua eccezionale gravità, dal punto di vista oggettivo e soggettivo. Perciò l’articolo 595, terzo comma, del Codice penale è stato considerato compatibile con la Costituzione, purché sia interpretato nel senso che la reclusione può essere applicata dal giudice soltanto in quelle ipotesi. In tutti gli altri casi, resterà invece applicabile soltanto la pena della multa, opportunamente graduata secondo la concreta gravità del fatto, oltre che i rimedi e le sanzioni civili e disciplinari.
«Se circoscritta a casi come quelli appena ipotizzati – ha osservato la Corte – la previsione astratta e la concreta applicazione di sanzioni detentive non possono, ragionevolmente, produrre effetti di indebita intimidazione nei confronti dell’esercizio della professione giornalistica e della sua essenziale funzione per la società democratica. Al di fuori di quei casi eccezionali, del resto assai lontani dall’ethos della professione giornalistica, la prospettiva del carcere resterà esclusa per il giornalista, così come per chiunque altro che abbia manifestato attraverso la stampa o altri mezzi di pubblicità la propria opinione».
La Corte ha, peraltro, sottolineato che il legislatore resta libero, dal punto di vista del diritto costituzionale, di assicurare una tutela effettiva del diritto fondamentale alla reputazione individuale anche rinunciando del tutto alla pena detentiva.
I giudici della Consulta hanno hanno, infine, rivolto un ultimatum al Parlamento, essendo rimasto inascoltato quello di un anno fa contenuto nell’ordinanza n. 132 del 2020, affinché deputati e senatori dopo decenni di discussioni provvedano finalmente ad approvare nuove norme in materia. .

Architetti, “importante dare più qualità e professionalità alla categoria”

Fondazione Ordine Architetti di Catania, inizia il nuovo quadriennio

 

«PROGRAMMAZIONE, PARI OPPORTUNITÀ E PROGETTUALITÀ PER UNA FONDAZIONE PIÙ APERTA E INCLUSIVA»

Primo incontro con la neopresidente Eleonora Bonanno e i nuovi membri del Consiglio

«Una Fondazione aperta, inclusiva e non discriminatoria»: questi, in sintesi, i punti chiave individuati dalla neopresidente della Fondazione degli Architetti di Catania Eleonora Bonanno. «Tasselli che serviranno a rafforzare il concetto che vede l’architetto quale figura capace di una visione strategica per affrontare le sfide che ci riserva il futuro. Programmazione, pari opportunità, formazione e progettualità saranno i pilastri su cui verterà l’operato della Fondazione per il prossimo quadriennio», ha spiegato Bonanno, in occasione del primo Consiglio composto dal vicepresidente Andrea Toscano, dal segretario Fabrizio Russo, dalla tesoriera Melania Guarrera, da Martina ArenaCristina CaudulloGiovanni LonghitanoIgor NastasiAnna PolisanoDesiree RussoIvana Laura SorgeTiziana Torrisi e dal delegato del presidente Andrea Garozzo.

«Molteplici sono gli obiettivi da raggiungere – ha commentato Bonanno – su tutti, la formazione, importante per tenere alta la qualità e la professionalità della categoria e per cui occorre un’attenta programmazione degli eventi e dei convegni. Una pianificazione per il 2022 che confluirà nella “Foundation night”, manifestazione di fine anno in cui verrà presentato il nostro calendario alla città, con lo scopo di trovare supporter e sponsor». Obiettivo di questa iniziativa «è trasformare la Fondazione in una istituzione culturale e accreditata a livello regionale quale Ente di Formazione».

«Uno sforzo non indifferente – ha spiegato Bonanno – dove il lavoro di 12 consiglieri non sarà sufficiente. Per centrare gli obiettivi prefissati sarà fondamentale la stretta collaborazione con l’Ordine degli Architetti e del suo nuovo presidente Sebastian Carlo Greco, oltre che di quella ormai consolidata con le istituzioni e gli altri Ordini professionali». Quale sarà la marcia in più? «La presenza sul territorio e un raggio di azione più ampio – anche al di là della città di Catania – Risultato raggiungibile solo attraverso la sinergia con le Associazioni, l’entusiasmo delle forze fresche del Coordinamento Giovani Architetti (CoGA), il Comitato Tecnico Scientifico e il continuo confronto con le altre Fondazioni nazionali, frutto della Rete delle Fondazioni, fortemente voluta dal Consiglio precedente». Presenza sul territorio e dialogo con la comunità che «passa anche da una comunicazione più incisiva. Da qui l’idea di una nuova sede e di un sito ancora più dinamico». Infine, «ampio spazio e sostegno agli iscritti e alle donne, garantendo a tutti pari opportunità. In quest’ottica, daremo vita al movimento #manels, rifiutando la partecipazione a eventi in cui relatori saranno esclusivamente uomini».

«

S. Euplio, ricordo dei catanesi vittime dei bombardamenti del luglio 1943

 

S. Euplio

Il sindaco Salvo Pogliese stamattina ha collocato una corona d’alloro alla lapide in ricordo delle vittime dei bombardamenti dell’8 luglio 1943, posta nei pressi della cripta di Sant’Euplio, martire compatrono di Catania, nei pressi di piazza della Borsa, la cui Chiesa andò completamente distrutta dalle incursioni aeree degli Alleati che rasero al suolo gran parte del centro storico della Città.

Riprendendo un’antica tradizione municipale, anche quest’anno, il primo cittadino, nel 78° anniversario, ha ricordato il nefasto evento bellico in cui nella sola città di Catania si registrarono  centinaia di vittime, sostando per qualche minuto davanti alla targa commemorativa.

 

Progetto Estate Catania 2021, partono le attività dei centri di aggregazione per mille ragazzi dai 6 ai 17 anni

Centri estivi

CATANIA

Disco verde per le attività gratuite dei centri di aggregazione estivi per mille ragazzi dai 6 ai 17 anni residenti nel comune di Catania.
Parte il primo luglio, per concludersi il 30 settembre, il progetto “Catania Estate 2021”, promosso dall’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo d’intesa con il sindaco Salvo Pogliese per impegnare i giovani in iniziative di educazione alla salute, allo sport, alle arti, alla legalità anche nel periodo estivo attraverso attività sportive, ricreative, laboratori manuali, artistici e musicali, cineforum, teatro, giochi in spiaggia. Da settembre ci sarà anche il recupero scolastico.

Le attività, finanziate dal Ministero delle Pari opportunità e della Famiglia, si svolgeranno nei tredici centri di aggregazione convenzionati con il Comune, sotto il  coordinamento della direzione Famiglia e politiche sociali. I genitori interessati possono effettuare le iscrizioni direttamente nei centri estivi dislocati nei sei municipi.

Il programma, messo a punto tenendo conto del pieno rispetto delle misure anti-Covid, va dal lunedì al venerdì, per due giorni a settimana con orario dalle 9 alle  13, e possibilità  di gite, passeggiate in montagna, mare, percorsi guidati in siti di interesse culturale e paesaggistico. Per tre giorni  l’orario sarà pomeridiano, dalle 15,30 alle 19,30.

Il progetto  mira a sviluppare ambiti differenti: l’educazione alla salute e l’educazione ai valori tramite lo sport; l’arte come strumento di narrazione e di trasformazione del conflitto; la musica come dialogo interculturale. Nella consapevolezza che il valore strategico dell’educazione risiede nel suo potere di promozione e di inclusione sociale, il minore verrà posto al centro dell’accompagnamento educativo, inteso come protagonista attivo del suo percorso di crescita. E’ prevista anche un’attività di educazione rivolta alla legalità in collaborazione con enti del pubblico e del privato sociale che si occupano di educazione alla legalità e di azioni di contrasto alla cultura mafiosa, utilizzando forme e linguaggi adeguati ai giovani con l’obiettivo di promuovere un’adesione a modelli culturali positivi che non possono essere imposti dall’alto, ma che è necessario costruire attraverso il dialogo, la partecipazione, il confronto, la pratica dei valori.

Questi i centri convenzionati:

1) COLLEGIO MARIA AUSILIATRICE – VIALE GRIMALDI N.13 – MUNICIPIO 6

2) SOC. COOP. SOC. PROSPETTIVA – VIA SAN LUCA EVANGELISTA N.6 – MUNICIPIO 4

3) ORATORIO SAN FILIPPO NERI – VIA ALTAVILLA N.5 – MUNICIPIO 2

4) ISPETTORIA SALESIANA SICULA SAN PAOLO S.M.DELLE SALETTE – VIA S. MARIA DELLE SALETTE N.116 – MUNICIPIO 1

5) ISPETTORIA SALESIANA SICULA ORATORIO SACRO CUORE – VIA DEL BOSCO N.71 – MUNICIPIO 2

6) ISPETTORIA SALESIANA SICULA SAN FRANCESCO DI SALES – VIA CIFALI N.7 – MUNICIPIO 4

7) SOC.COOP. MARIANELLA GARCIA – VIA MONTEPALMA N.35 – MUNICIPIO 5

8) I GIRASOLI SOC. COOP – VIA ANFUSO N.33 – MUNICIPIO 2

9) SOC COOP. SOC. GIOVANNI PAOLO II – VIALE NITTA N.3 – MUNICIPIO 6

10) SOC.COOP. SOLIDARIETA’ CHE PASSIONE – VIA ETNEA N.595 – MUNICIPIO 3

11) APS DUSMET – VIA TEATRO GRECO N.32 – MUNICIPIO 1

12) CONSORZIO SOL.CO – VILLA FAZIO LIBRINO – MUNICIPIO 6

13) SPAZIO 47 – VIA VILLASCABROSA N. 128 – 

 

 

“Criminalizzazione delle condotte discriminatorie, sessuali , diffamazione e libertà negate”: il Vaticano chiede attenzione al Parlamento

Piazza San Pietro

 

Ddl Zan, ecco il testo integrale della nota verbale con la quale la Segreteria di Stato del Vaticano ha chiesto l’intervento del governo italiano per modificare il disegno di legge volto ad arginare l’omotransfobia. Tralasciamo alcuni commenti non pertinenti, sulle “interferenze nel Parlamento” perchè la Chiesa italiana ha pieno diritto di esprimere le sue  opinioni, rafforzate dal Concordato Stato-Vaticano.

Ecco il testo depositato all’Ambasciata italiana:”La Segreteria di Stato,  – sezione per i Rapporti con gli Stati, porge distinti ossequi all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia e ha l’onore di fare riferimento al disegno di legge N.2005, recante «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità», il cui testo è stato già approvato dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 ed è attualmente all’esame del Senato della Repubblica”.

Al riguardo  la Segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa legislativa — particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi ‘fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere’ — avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario. Ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale, secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina”.

“Tale prospettiva è infatti garantita dall’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana di Revisione del concordato lateranense, sottoscritto il 18 febbraio 1984. Nello specifico, – osserva la nota – all’articolo 2, comma 1, si afferma che ‘la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale, nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica’. All’articolo 2, comma 3, si afferma ancora che ‘è garantita ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’”.

La Segreteria di Stato auspica “pertanto che la Parte italiana possa tenere in debita considerazione le suddette argomentazioni e trovare una diversa modulazione del testo normativo in base agli accordi che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa e ai quali la stessa Costituzione Repubblicana riserva una speciale menzione. La Segreteria di Stato, Sezione per i Rapporti con gli Stati, si avvale della circostanza per rinnovare all’Ecc.ma Ambasciata d’Italia i sensi della sua alta considerazione“.

“Le Vie dei Tesori”- MESSINA – Edizione 2021: entro sabato 26 le adesioni al programma della manifestazione

 

L’Amministrazione comunale di Messina -comunica – che ,a seguito della richiesta di patrocinio e partenariato della Fondazione “Le Vie dei Tesori” collaborerà alla realizzazione del Festival “Le Vie dei Tesori” edizione 2021, in programma a Messina nei tre weekend (sabato e domenica) compresi tra sabato 11 e domenica 26 settembre 2021.

Al fine di costituire il calendario degli appuntamenti nei luoghi che, a seguito della partecipazione all’evento, potranno ricevere promozione e visibilità del nostro territorio, il Comune di Messina invita le istituzioni pubbliche, le Associazioni e i privati interessati a manifestare la loro adesione al Festival inviando una mail all’indirizzo regionale@leviedeitesori.it entro sabato 26 giugno, indicando la loro disponibilità, e il luogo/tour/esperienza che vogliono candidare per l’inserimento nel programma della manifestazione.
Messina è una città stupenda, con un’infinità di luoghi ancora da scoprire e valorizzare – dichiara l’Assessore alla Cultura Enzo Caruso. Ben vengano quindi iniziative come ‘Le Vie dei Tesori’ che hanno per obiettivo la cultura e la conoscenza più approfondita di quanto siamo abituati ad avere sotto gli occhi tutti i giorni. ‘Conoscere’ significa poi ‘raccontare’ e trasferire il proprio sapere agli altri, a beneficio di ciò che abbiamo ereditato e di cui siamo custodi e tutori”.
“Il Festival Le Vie dei Tesori – spiega il presidente della Fondazione Laura Anello – è una grande rete che aggrega luoghi, narrazioni, competenze, energie, costruendo un museo diffuso visitabile trasversalmente, senza steccati di titolarità. Una manifestazione di cittadinanza attiva che vuole disseminare conoscenza e lievito per il territorio. Ringrazio il Comune di Messina per la collaborazione, e ringrazio tutte le istituzioni, le associazioni, le scuole, i privati che ci sono state vicini negli scorsi anni. Sono sicura che quest’anno faremo un’edizione di rinascita collettiva all’altezza della grande storia di Messina”.

 

NOTE
Le Vie dei Tesori è il principale Festival in Sicilia e uno dei più̀ grandi Festival italiani dedicati alla scoperta del patrimonio delle città: da anni ha il patrocinio delle massime istituzioni dello Stato (Senato della Repubblica e Camera dei Deputati) e ha ricevuto per cinque anni consecutivi la medaglia di rappresentanza del presidente della Repubblica.

Nato a Palermo quindici anni fa, il Festival si è esteso progressivamente in tutta la Sicilia e, fuori dalla Sicilia, a Mantova. Tra settembre e ottobre centinaia di luoghi delle più diverse titolarità pubbliche e private vengono messi a rete, digitalizzati, promossi congiuntamente, raccontati e aperti al pubblico, con una moltiplicazione dei flussi di visitatori. Negli stessi giorni vengono proposti tour ed esperienze. L’edizione 2019 si è conclusa con una ricaduta turistica sulla Sicilia pari a 5 milioni e 300 mila euro, oltre 165 mila dei quali a Messina. Nel 2020 Le Vie dei Tesori è stato uno dei pochi Festival che è riuscito a svolgersi in presenza, con ingressi contingentati e un piano di sicurezza straordinario, con una ricaduta economica sul territorio di 2 milioni e 300 mila, dei quali 52 mila a Messina.

 

“Poesia e musica” in scena domani alla Villa comunale di Aci Sant’Antonio

 

Caruso: “Felice per un ulteriore segnale di ripresa sociale”

Circa quattro ore, suddivise fra mattina e sera, di arte, cultura,musica, danza, teatro, moda, artigianato e, soprattutto, divertimento:questo è ciò che promette l’evento ‘Poesia e musica’ nell’edizione 2021,che andrà in scena domani alla Villa Comunale in due appuntamenti: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 20:00 alle 21:30.
Organizzato dall’associazione ‘Poesia e musica’ con il supporto dell’Amministrazione Comunale, l’evento che quest’anno concentra le sue attenzioni sul tema ‘Miti e leggende di Sicilia’ vedrà alternarsi diversi momenti di puro spettacolo con, fra gli altri, il Danzastorie Alosha, l’esecuzione dei brani di ‘Cavalleria rusticana’, la leggenda di ‘Angelina dei Lauria’ eseguita dal cantastorie Alfio Patti e il corteo storico medievale di Castiglione di Sicilia, e ancora la sfilata di abiti dedicati alla Trinacria e gli stand di artigianato, con pitture,sculture e ricami disponibili dalla sera fra i viali alberati.
Si tratta di un ulteriore passo, il secondo dopo quello della festa dell’Aquilone – ha dichiarato l’Assessore allo Spettacolo, Antonio Scuderi – e questo è fortemente significativo per una idea di rinascita.
Avere la possibilità di poter contare su associazioni alle quali poterci affiancare è molto importante, e ci permette di offrire ai santantonesi importanti momenti come questo che coniugano cultura, arte e svago”.
Che l’arte e la cultura possano avere il potere di far dimenticare, mentre si rendono protagoniste, il brutto periodo che stiamo ancora attraversando è un magnifico segnale – ha voluto mettere in evidenza l’Assessore alla Cultura, Quintino Rocca – Significa che la forza del bello, nelle sue diverse forme,  non ha perso efficacia e, anzi, diventa un elemento capace di aggregare con vigore ancora maggiore. L’evento di domani alla Villa Comunale, quindi, è particolarmente ricco di significato”.

Il Sindaco, Santo Caruso, sottolinea la rilevanza dell’evento in questo momento storico: “Per una comunità è certamente di grande importanza potersi trovare insieme in questa fase così delicata. Stiamo uscendo, ci auguriamo, da uno dei periodi più bui della nostra storia recente, e ben vengano iniziative come questa, così ricche e così luminose. Sono felice di poter offrire un ulteriore segnale di ripresa sociale grazie a chi non ha mai smesso di credere nella forza dell’arte e dell’artigianato”.

MESSINA, DOMANI IL GIUDICE DI BELLA SI SOFFERMA SU “LIBERI DI SCEGLIERE”

 

 

“Alemanna. Storie di cultura”: la battaglia di un Giudice  per spezzare la catena familiare della “indrangheta”

Messina

Un ospite d’eccezione per il quinto appuntamento della rassegna “Alemanna. Storie di cultura”. La kermesse del centro multisperimentale “Progetto Suono” inaugura gli appuntamenti in presenza con un evento che porta a Messina il giudice e presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria Roberto Di Bella. Per venticinque anni si è occupato dei minori della provincia reggina, spesso coinvolti in reati di ‘ndrangheta. Ha dato impulso al progetto “Liberi di scegliere” che oggi è diventato un protocollo governativo e ha permesso a sessanta ragazzi e alle loro famiglie di sperimentare nuovi orizzonti di vita.

La sua attività ha ispirato il film “Liberi di scegliere” prodotto da Rai Fiction e Bibi Film Tv. L’appuntamento è domani, sabato 22, alle ore 18, a Santa Maria Alemanna, cuore pulsante e teatro di tutti gli eventi di questa rassegna dedicata ad arte, musica, cultura e soprattutto ai giovani. Un progetto tutto messinese, ideato e promosso dal centro sperimentale Progetto Suono e co-finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un cartellone ricco di eventi che animeranno Santa Maria Alemanna. Uno degli obiettivi del progetto è infatti la valorizzazione del patrimonio storico-culturale della città. Partner dell’iniziativa sono il Comune di Messina, il Conservatorio Arcangelo Corelli, l’Accademia Filarmonica, la Feltrinelli Point e Confcommercio Messina.
L’evento di domani con il giudice Di Bella è ad ingresso libero, ma a causa delle limitazioni ancora vigenti per l’emergenza Covid i posti saranno limitati. Per partecipare è necessario prenotarsi, rivolgendosi alla libreria Feltrinelli Point, partner di questo appuntamento che si inserisce nell’ambito degli “Incontri d’autore”. Al centro ci sarà il libro “Liberi di scegliere” scritto dal giudice Di Bella e Monica Zapelli.

Un libro che racconta la battaglia di Di Bella che cerca di spezzare la catena familiare della ‘ndrangheta che porta ragazzi a seguire i destini dei propri padri verso una vita di violenza e carcere. Oltre all’autore Di Bella, interverranno Salvo Trimarchi della libreria Feltrinelli, Ketty De Gregorio, psicologa forense presso il Tribunale per i Minori di Reggio Calabria e di Messina; e Maria Baronello, funzionario di servizio sociale dell’USSM di Messina.
Il romanzo e la testimonianza del giudice Di Bella saranno occasione per dialogare e riflettere sulle possibilità di un futuro diverso per giovani nati e cresciuti in contesti che sembrano condannarli ad una vita di criminalità e violenze. L’importanza di creare reti capaci di offrire un futuro diverso. Il coraggio di opporsi e far assaporare il sapore della libertà. Questo primo evento in presenza apre inoltre la strada ai prossimi appuntamenti estivi. Tra giugno e agosto, infatti, sono in programma degustazioni enogastronomiche, concerti per celebrare la Festa della Musica e tante

Lauree a distanza nella Biblioteca comunale di Aci Sant’Antonio

Caruso: “Un modo efficace per permettere a parenti e amici di assistere in sicurezza”

 

 

L’idea è nata grazie alla proposta di una studentessa santantonese: Viviana Leotta, laureanda in Biologia, ha pensato che per la seduta di laurea da effettuare a distanza – come imposto dalle attuali restrizioni sanitarie – sarebbe stato opportuno avere a disposizione un luogo ampio, tale da permettere a parenti ed amici di assistere all’evento in tutta sicurezza, mantenendo le distanze e osservando gli attuali dettami. Si è rivolta, così, all’Amministrazione Comunale, trovando nella Biblioteca Comunale la risposta appropriata alle esigenze, grazie anche alla presenza dei mezzi adatti per il collegamento multimediale e di un maxischermo capace di permettere una visione adeguata anche dalle sedute disposte in fondo alla grande sala di consultazione.
Giovedì 29 aprile, così, dopo aver effettuato il collegamento con il  Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, alla presenza del Sindaco, Santo Caruso, dell’Assessore alla Cultura, Quintino Rocca, e del Consigliere comunale di Maggioranza Agata Spinto, oltre che di parenti e amici, la seduta si è svolta regolarmente, e i presenti hanno potuto congratularsi con la dottoressa Viviana facendole vivere la gioia della laurea in presenza,
con gli immancabili applausi di corredo, nonostante le necessarie restrizioni.
Adesso, dopo aver valutato la validità dell’esperienza, è stato deciso di offrire la Biblioteca a tutte le laureande e i laureandi che vorranno sfruttarne le potenzialità in questa fase così delicata per i contatti umani.
“Abbiamo pensato che può rivelarsi una soluzione vincente per chi ha necessità del genere – ha dichiarato l’Assessore Rocca – Quando Viviana si è rivolta a noi ci è sembrato naturale proporre quei locali: la Biblioteca, in fondo, è il luogo principe per gli eventi culturali, e in questo periodo può rappresentare, in qualche modo, un punto di partenza
per la cultura in generale”.

 

Il primo cittadino,Caruso, ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’iniziativa: “Si è trattato di un bel momento, un momento che in questo periodo così difficile assume un valore ancora maggiore, e aver potuto dare una mano per viverlo in un modo più adeguato è stato un grande piacere. Questa iniziativa, adesso, permetterà che possa essere replicato per chiunque vorrà provare a raddrizzare le storture che la pandemia ci impone, e mi auguro che chi si trova di fronte al traguardo della laurea possa vivere il momento della proclamazione così come avrebbe voluto mesi fa”.

Originale esposizione d’arte a Messina su alcuni stili di combattimento

 

Esposta da oggi a Messina – Palazzo Zanca- la “Via della Verità”

Alla presenza dell’Assessore alla Cultura Enzo Caruso, dell’Esperto comunale di Arte Contemporanea Alex Caminiti e del Direttore Tecnico e Presidente nazionale dell’A.I.K.K. (Associazione Italiana Karate Kyokushinkai) Shihan Tsutomu Wakluchi, è esposta da oggi nel Transatlantico di Palazzo Zanca “Via della Verità”, nuova creazione del gruppo Gas collettivo d’arte indipendente con il contributo di una nuova artista, la messinese Aurora Previti.

Questa mostra – sottolinea l’Assessore Caruso – è un segnale di ripresa, di apertura e di riconquista di uno spazio ed, insieme a ciò che oggi offre Palazzo Zanca, speriamo presto di poter affiancare altri spazi presenti al PalaCultura e a Santa Maria Alemanna. Luoghi non soltanto di aggregazione, ma per vivere e respirare cultura, potendosi confrontare con artisti che oggi più che mai hanno desiderio di ritrovare luoghi e spazi”. L’esposizione, aperta al pubblico secondo le norme anti Covid 19, si basa sulle forme animali che hanno contraddistinto alcuni stili di combattimento. Ogni atleta del Kyokushinkai infatti ha una struttura sia fisica che mentale e gli viene conferito un alter ego animale; si gioca su dieci immagini fantastiche che rappresentano in maniera pop lo stile del Kyokushin Karate  (“Via della verità” o “Verità assoluta” – Kyokushinkai significa letteralmente “Associazione per l’estrema verità”). 

Si tratta di uno stile di karate fondato dal maestro Masutatsu Ōyama ufficialmente nel 1961 in occasione dell’apertura di un dojo a Los Angeles, sebbene Oyama fosse noto anche fuori dei confini del Giappone, e in particolare negli Stati Uniti, già dagli anni cinquanta. Ispirato al Confucianesimo e alla filosofia Zen, questo stile di Karate rappresenta la sintesi delle esperienze del maestro Oyama, che sin da giovanissimo si è dedicato alle arti marziali praticando il Judo e il pugilato. Determinante per la sua formazione la frequentazione del dojo di Gichin Funakoshi, futuro fondatore del Karate Shotokan, presso l’Università Takushoku, dove inizia a studiare con dedizione il Karate di Okinawa.

Tra le esperienze del fondatore del Kyokushinkai il biennio nella Butokukai, l’accademia formativa dell’Arma Imperiale Giapponese specializzata in guerriglia, spionaggio e combattimento a mani nude. Lo stile Kyokushin si basa su una severa disciplina e un allenamento particolarmente rigoroso anche perché in gara si prevede il contatto pieno e nessuna protezione, pur essendo vietati i pugni al volto. I gradi di abilità sono distinti con vari colori delle cinture che gli allievi indossando su una divisa, rigorosamente bianca, e sono nell’ordine bianco, arancione, blu, giallo, verde, marrone e nero.

L’Associazione IKO (IKO1) “International Karate Organization” ha sede a Tokyo; al vertice dell’organizzazione Kancho Shokei Matsui, che ha sostituito Sosai Mas Oyama dopo la sua morte. L’organizzazione risulta comunque divisa perché altri illustri allievi ritengono di essere i veri eredi dello stile di Oyama. Al Presidente nazionale dell’A.I.K.K. (Associazione Italiana Karate Kyokushinkai) Shihan Tsutomu Wakluchi è stato consegnato dall’Assessore Caruso il crest della città di Messina. L’esposizione è visitabile sino a settembre 2021.