Intelligenza artificiale, etica e innovazione: l’11 giugno a Catania,Palazzo degli Elefanti l’incontro “Sintrop-IA”

Catania,

“Sintrop-IA. L’etica dell’ordine per un nuovo umanesimo tecnologico” è il titolo del confronto tra istituzioni, accademici ed esperti che l’aula consiliare di Palazzo degli Elefanti ospiterà giovedì 11 giugno, a partire dalle ore 16.

L’evento è promosso dal Comune di Catania in collaborazione con Internet Society Italia (Isoc Italia), su input della presidente della IX Commissione consiliare “Innovazione e Servizi Digitali”, Simona Latino.

L’obiettivo dell’incontro, in occasione dei 40 anni di Internet in Italia, è favorire riflessioni e approfondimenti sul rapporto tra innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, etica e centralità della persona.

In apertura interverranno il sindaco Enrico Trantino, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, gli assessori ai Servizi informatici e digitalizzazione, Viviana Lombardo, ai Servizi sociali, Serena Spoto, e alla Pubblica Istruzione, Andrea Guzzardi, il direttore dei Sistemi informativi e innovazione tecnologica, Vincenzo Passanisi, e la consigliera comunale Simona Latino.

Modererà l’incontro Federica Giaquinta di Internet Society Italia. Il panel vedrà la partecipazione di diversi accademici ed esperti: Antonio Prado, Internet Society Italia, senior executive internazionale nel settore delle telecomunicazioni e delle infrastrutture digitali, già presidente e Ceo di aziende leader del comparto Ict e telecom; Davide Bennato, docente Università degli Studi di Catania, esperto di sociologia dei media digitali, innovazione e culture tecnologiche; Alessandro Roca, neurologo impegnato nello studio degli effetti dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali sui processi cognitivi e cerebrali; Giovanna Micale, esperta del sindaco del Comune di Catania e referente dell’Osservatorio d’Area sulla dispersione scolastica; Fabio Fidotta, dirigente dell’istituto comprensivo “Salvatore Casella” di Pedara; Rosario Tomarchio, Deloitte; Ilenia Pia Viceconti, Deloitte; Rosanna La Malfa, web designer, consulente in comunicazione digitale, formatrice e founder di Mood; Valeria Cantarella, consigliere direttivo di Internet Society Italia.

 

Messina, domani domenica 7 giugno processione del Corpus Domini e corteo del Vascelluzzo

 

 

Messina, domenica 7 giugno processione del Corpus Domini e corteo del Vascelluzzo: le modifiche alla viabilità

 

Messina,

Messina si prepara a vivere, domani domenica 7 giugno 2026, due importanti appuntamenti che uniscono fede, tradizione e identità cittadina: la tradizionale Processione del Corpus Domini e il suggestivo Corteo del Vascelluzzo. Per consentire il regolare e sicuro svolgimento delle manifestazioni, il Comune – Servizio Mobilità Urbana ha disposto specifiche modifiche alla viabilità, con limitazioni alla sosta e al transito nelle aree interessate dai percorsi.

La Processione del Corpus Domini prenderà il via alle ore 19.30 da piazza Duomo e attraverserà corso Cavour, piazza Antonello, via Consolato del Mare, via Garibaldi (carreggiata lato monte) e via I Settembre, per fare ritorno in piazza Duomo. Durante il passaggio del corteo religioso sarà interdetta temporaneamente la circolazione veicolare lungo il percorso e nelle relative strade di accesso, con il supporto delle Forze dell’Ordine e l’installazione di idonee barriere di sicurezza.

Sono previsti dalle 8.00 alle 24.00 divieti di sosta con rimozione coatta in piazza Antonello, in via Consolato del Mare, in via I Settembre e nell’area destinata alla fermata degli autobus sul lato ovest di piazza Duomo. Per garantire il corretto svolgimento della processione, sarà inoltre predisposta una protezione perimetrale della Fontana del Montorsoli e saranno temporaneamente rimossi gli arredi e le strutture di occupazione del suolo pubblico presenti nel tratto di via I Settembre compreso tra via Garibaldi e piazza Duomo.

Dalle ore 17.00 e fino al ripristino delle normali condizioni di traffico sarà istituito il doppio senso di circolazione in via Garibaldi, carreggiata lato mare, nel tratto compreso tra via I Settembre e largo Minutoli. Per consentire il passaggio della processione saranno inoltre aperti i varchi di piazza Duomo, lato corso Cavour, e di via I Settembre all’intersezione con via Cesare Battisti. Inoltre, a partire dalle ore 19.30 e per il tempo strettamente necessario al passaggio della processione sarà vietato il transito veicolare lungo il percorso interessato e nelle relative strade di accesso. Le limitazioni interesseranno in particolare: corso Cavour, nel tratto compreso tra via San Camillo e via della Zecca; via Consolato del Mare, nel tratto compreso tra via Oratorio della Pace e via Garibaldi; via Garibaldi, carreggiata lato monte, nel tratto compreso tra largo Minutoli e via San Filippo Bianchi; e via I Settembre, nel tratto compreso tra via Garibaldi e piazza Duomo.

Successivamente alla conclusione della Processione del Corpus Domini, prenderà il via il tradizionale Corteo del Vascelluzzo, organizzato dalla Confraternita di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai. Il corteo partirà da piazza Duomo e percorrerà corso Cavour, piazza Unità d’Italia, via San Giovanni di Malta, via Monsignor D’Arrigo, via Santa Maria dell’Arco e via Chiesa dei Marinai, per concludersi presso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai. Anche in questo caso saranno adottate misure temporanee di interdizione al traffico limitatamente al passaggio del corteo, garantendo in ogni momento il transito dei mezzi di soccorso e delle Forze dell’Ordine. Dalle 18.00 alle 23.00 sarà inoltre istituito il divieto di sosta con rimozione coatta in un tratto di via Chiesa dei Marinai, antistante la chiesa, per consentire l’ingresso del simulacro argenteo.

Roma: disabilità visiva, eliminiamo le barriere invisibili ,arriva il vademecum “Sicurezza Accessibile Insieme”

 

 

Roma: disabilità visiva, arriva il vademecum “Sicurezza Accessibile Insieme”

Rendere l’accesso ai servizi di Polizia e alla giustizia è un diritto di tutti, raggiungibile eliminando quelle barriere invisibili che rischiano di isolare le persone più vulnerabili.

Questo è l’obiettivo del vademecum “Sicurezza Accessibile Insieme” presentato, questa mattina al Viminale, al capo della Polizia Vittorio Pisani, dal questore di Roma, Roberto Massucci con la partecipazione di Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

L’iniziativa, nata da una stretta collaborazione tra la Questura e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Ets Aps, si rivolge specificamente ai poliziotti che lavorano in prima linea nella ricezione delle denunce e ha l’obiettivo di offrire gli strumenti per accogliere al meglio i cittadini con disabilità visiva.

 

Roma: disabilità visiva, arriva il vademecum “Sicurezza Accessibile Insieme”

 

L’opuscolo non è solo una guida teorica, ma il risultato di un percorso di confronto e ascolto reciproco fatto di osservazioni, esigenze e suggerimenti emersi dall’esperienza diretta delle persone con disabilità visiva.

Il patrimonio di esperienze raccolto è stato tradotto in linee guida pratiche: raccomandazioni, buone prassi e indicazioni operative per garantire che il momento della denuncia avvenga in modo efficace, consapevole e profondamente rispettoso delle esigenze della vittima.

 

Roma: disabilità visiva, arriva il vademecum “Sicurezza Accessibile Insieme”

 

Il prefetto Pisani ha lodato l’iniziativa definendola “Un modello virtuoso di collaborazione tra l’Amministrazione e la società civile” e ha auspicato che il vademecum possa costituire la base per una più ampia diffusione negli uffici di Polizia di tutto il territorio nazionale.

Tuttavia la distribuzione della guida inizierà immediatamente a livello locale, coprendo tutti gli uffici della Polizia di Stato della provincia di Roma per poi passare alla distribuzione in tutte le Questure d’Italia.

Scuola e Pari opportunità: alla Gam lo spettacolo “Ognina, il romanzo ballato di un borgo eterno”

Domani 4 giugno alle ore 11 nella Galleria d’Arte Moderna di via Castello Ursino 32 l’iniziativa promossa dall’Amministrazione con gli assessori Andrea Guzzardi e Viviana Lombardo

 

Catania,

Domani,Giovedì 4 giugno alle ore 11 nella Galleria d’Arte Moderna (Gam), in via Castello Ursino 32, si svolgerà lo spettacolo “Ognina, il romanzo ballato di un borgo eterno”. L’iniziativa è promossa dagli assessorati alla Pubblica Istruzione e alle Pari Opportunità e Politiche giovanili guidati da Andrea Guzzardi e Viviana Lombardo, che presenzieranno all’evento.

Lo spettacolo dedicato al borgo catanese “che custodisce l’anima più autentica del rapporto tra città, vulcano e mare” è stato curato dalla Sezione Didattica Teatrale e Pari Opportunità della Pubblica istruzione, retta da Fabrizio D’Emilio, con il coinvolgimento di studenti e allievi di laboratori tematici. Hanno aderito in particolare gli alunni degli istituti comprensivi Brancati, Deledda, Musco, Vespucci, Vittorino da Feltre e, per il primo anno, anche dell’istituto professionale alberghiero Karol Wojtyla. Hanno partecipato inoltre gli iscritti ai laboratori per adulti di teatro Age Pride e Teatro-Danza organizzati dall’assessorato alle Pari Opportunità, con il coordinamento della funzionaria responsabile Elena Granata.

Il team della sezione didattica che ha guidato il percorso laboratoriale teatrale e coreografico è formato da Titti Mancuso, Mariella Matassa, Flavia Samperi, da anni impegnate in questo settore della Pubblica Istruzione, e inoltre da Marcella Rapisarda per la scenografia e Teresa Platania per la creazione degli oggetti scenici.

Lo spettacolo racconta con un intreccio narrativo originale e innovativo, arricchito dal richiamo a personaggi della cultura catanese, il suggestivo borgo con lo splendido mare, l’antica chiesa di Santa Maria, le case dei pescatori, la vecchia garitta, senza trascurare gli aspetti religiosi molto sentiti dalla comunità locale.

L’Italia celebra domani gli 80 anni della Repubblica -Si riflette sui valori importanti della democrazia

 

IL   QUIRINALE INVIA GLI  ACCREDITI STAMPA PER CHI VUOLE  RACCONTARE LA FESTA DEGLI 80 ANNI

 

Festa della Repubblica

 

 

 

Roma,

La Repubblica italiana compie 80 anni e, quest’anno più che mai, le celebrazioni sono l’occasione per riflettere sui valori fondanti della democrazia.

Un percorso iniziato quel fatidico 2 giugno 1946 con il referendum istituzionale e proseguito anche grazie al sacrificio e al contributo di donne e uomini dello Stato. Il tema scelto per il 2026, infatti, è “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese” a ricordare proprio il prezioso lavoro svolto, quotidianamente, a tutela dei valori Costituzionali e dei cittadini.

Sarà proprio con i cittadini, che le alte cariche dello Stato e i rappresentanti delle Istituzioni celebreranno la “Festa della Repubblica” nel cuore della Capitale e in ogni provincia italiana.

A Roma, domani, la giornata solenne sarà aperta dalla deposizione, all’Altare della Patria, di una corona d’alloro da parte del Presidente della Repubblica. A rendergli gli onori sarà uno schieramento interforze nel quale saranno presenti 30 allievi agenti della Polizia di Stato.

Il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori, poi, colorerà il cielo di verde, bianco e rosso e darà il via alla rassegna dei reparti su via dei Fori Imperiali, dove saranno presenti anche il ministro dell’Interno Piantedosi ed il capo della Polizia Pisani.

La Polizia di Stato, per la prima volta dal 2001, avrà l’onore di partecipare con un settore interamente rappresentativo dell’Istituzione. Il IX settore sarà comandato da Laura Pratesi, dirigente del Compartimento Polizia stradale Toscana, ed aperto dal vice comandante Pasquale Ciocca, dalla Bandiera e dalla Banda musicale della Polizia di Stato.

 

Festa della Repubblica

 

Importanti novità, vista proprio la particolarità della ricorrenza degli 80 anni, riguardano anche la composizione delle compagnie schierate dalla Polizia di Stato. Ad aprire saranno i funzionari, frequentatori del 114° corso per commissari, in abiti civili e con la sciarpa tricolore, simbolo delle funzioni di Autorità di pubblica sicurezza, che ha il compito di tutelare le Istituzioni democratiche e le libertà costituzionali.

A seguire, prima novità, sarà una compagnia di poliziotti dei Reparti mobili che, quotidianamente, garantiscono in tutta Italia l’esercizio delle libertà sancite dalla Carta Costituzionale e concorrono alle attività di soccorso pubblico durante le calamità naturali. Altra novità assoluta per il 2 giugno, è la presenza di un reparto interamente “investigativo” composto da poliziotti che si occupano di polizia giudiziaria ed in particolare di lotta alla criminalità organizzata, informatica, di contrasto dell’eversione e del terrorismo e all’eccellenza delle investigazioni tecniche e scientifiche.

Sono agenti in servizio al Nocs, alle Squadre mobili, alle Digos, alla Polizia postale, alla Scientifica e ai Reparti prevenzione crimine. A chiudere sarà la compagnia composta dai poliziotti delle Unità operative di primo intervento-UOPI e delle Volanti, che garantiscono il controllo del territorio nelle città, e dagli specialisti di Polizia stradale, ferroviaria, frontiera, Reparti volo, rocciatori, sciatori, artificieri e sommozzatori.

Festa della Repubblica

 

Importante sarà, inoltre, lo schieramento di mezzi a chiusura del settore composto dalla “volante” Alfa Romeo Giulia, dalla Lamborghini Huracan e 12 moto BMW della Polizia stradale, dal Fullback della Polizia scientifica e dal Land rover Defender dei Reparti Mobili.

Festa della Repubblica

 

La Polizia di Stato, sarà inoltre presente con il labaro dell’ANPS-Associazione nazionale Polizia di Stato e con gli atleti olimpici e paraolimpici delle Fiamme oro nel I settore.

Infine, due elicotteri AW139, del Reparto volo della Polizia di Pratica di mare, faranno parte della formazione che sorvolerà il centro di Roma, mentre, una squadra del Reparto a cavallo del Centro di Ladispoli, sfilerà a chiusura della rassegna.

La Polizia di Stato contribuirà alle celebrazioni anche con due poliziotti che si occuperanno, con gli appartenenti alle altre Forze di polizia e armate, di issare il grande Tricolore che scenderà, sui Fori Imperiali, portato dai paracadutisti dell’Esercito italiano, e con gli orchestrali che comporranno la banda musicale interforze che suonerà l’Inno d’Italia.

Nel pomeriggio, la Banda musicale della Polizia di Stato si esibirà, alle 17.30, per i cittadini, a piazza Colonna, davanti Palazzo Chigi.

 

Italia e Romania celebrano la Giornata della legalità in ricordo delle vittime di mafia

 

Bucarest giornata legalità

Italia e Romania hanno celebrato oggi la prima Giornata della legalità, promossa dall’Ufficio dell’esperto per la sicurezza presso l’ambasciata d’Italia a Bucarest e sostenuta dall’ambasciata d’Italia in Romania.

L’iniziativa, che ha come data della ricorrenza il 26 maggio, nasce per rendere omaggio ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nelle stragi di Capaci e via D’Amelio insieme a Francesca Morvillo e ai poliziotti delle scorte Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, Emanuela Loi, nonché a tutte le vittime della criminalità organizzata.

Si tratta di un messaggio europeo di memoria, responsabilità civile e cooperazione internazionale, nel solco dell’insegnamento di Giovanni Falcone, che comprese come la lotta alla criminalità organizzata non potesse arrestarsi ai confini nazionali, ma dovesse fondarsi su una collaborazione sempre più stretta tra stati, magistrature e Forze di polizia.

Bucarest giornata legalità

Celebrare questa giornata a Bucarest assume un significato profondo e altamente simbolico perché in una capitale europea che rappresenta un ponte tra culture, istituzioni e valori democratici condivisi, prende forma una memoria comune che guarda al futuro.

La giornata si è aperta stamattina presso il monumento dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel Parco Kiseleff, con una cerimonia commemorativa alla presenza di autorità italiane e romene, rappresentanti istituzionali, religiosi, studenti e membri della comunità italiana.

All’evento era presente l’ambasciatrice d’Italia in Romania, Laura Aghilarre, il nunzio apostolico in Romania e Moldova, Giampiero Gloder, il capo della Polizia romena, Benone Matei, rappresentanti della magistratura antimafia romena (Diicot: Direcția de investigare a infracțiunilor de criminalitate organizată și terorism), nonché il direttore dell’European cybercrime centre, il centro europeo per il contrasto al cybercrime, la cui partecipazione sottolinea come l’eredità di Falcone viva oggi anche nelle nuove frontiere della cooperazione internazionale contro il crimine.

Bucarest giornata legalità

Presenti anche i vertici della comunità economica e associativa italiana in Romania, i rappresentanti di Confindustria Romania, della Camera di commercio italiana per la Romania, del Comitato degli italiani all’estero (Comites) di Bucarest e un rappresentante del Comitato elettrotecnico italiano (Cei).

Bucarest giornata legalità

Un ruolo centrale è stato affidato agli studenti della scuola italiana “Aldo Moro” di Bucarest, perché la memoria della legalità non appartiene soltanto alla storia, ma deve diventare patrimonio delle nuove generazioni, coscienza civile, responsabilità e scelta quotidiana.

Determinante anche il contributo dell’Istituto italiano di cultura di Bucarest, che ha ospitato il momento pomeridiano dell’iniziativa, riaffermando il ruolo della cultura come strumento essenziale di educazione civica, costruzione della memoria collettiva e diffusione dei valori democratici.

Ospiti d’onore della giornata due figure simbolo della storia investigativa italiana: il direttore centrale della Polizia stradale, ferroviaria e per i Reparti speciali della Polizia di Stato Renato Cortese, e il già vicecapo vicario della Polizia Luigi Savina.

Il prefetto Renato Cortese, tra i più autorevoli protagonisti della lotta alla mafia in Italia, rappresenta una figura emblematica di dedizione, coraggio e straordinaria capacità investigativa. Da giovane investigatore della Squadra mobile di Palermo, guidò il lungo e complesso percorso investigativo culminato, nel 2006, nella cattura di Bernardo Provenzano, capo di Cosa nostra e latitante da oltre quarant’anni; una delle operazioni più significative nella storia della Repubblica italiana.

Accanto a lui, il prefetto Luigi Savina, altra figura di assoluto rilievo della Polizia di Stato, protagonista di fondamentali indagini antimafia che portarono all’arresto di Giovanni Brusca, autore materiale della strage di Capaci.

Nel pomeriggio di oggi, presso l’Istituto italiano di cultura di Bucarest, si è svolto un incontro pubblico dedicato alla memoria, alla legalità e alla cooperazione internazionale, che ha offerto ai cittadini, soprattutto ai giovani, l’opportunità di ascoltare testimonianze dirette di chi questa battaglia l’ha combattuta sul campo.

 

A Palermo la Polizia di Stato commemora le vittime delle stragi mafiose

 

 

 

Palermo,

Trentaquattro anni fa, a Palermo, la mafia uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i poliziotti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Lo spaventoso attentato di Capaci segnò uno spartiacque tra un prima e un dopo, cambiando profondamente il modo di intendere il valore della legalità, della giustizia e dell’impegno civile contro ogni forma di criminalità mafiosa.

Oggi Palermo e l’Italia tutta hanno ricordato il sacrificio di queste donne e uomini dello Stato, che hanno difeso con la vita la democrazia e la legalità.

Le celebrazioni hanno avuto inizio con la deposizione di una corona di alloro alla “Stele di Capaci”, sull’autostrada A29, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, accompagnati dal prefetto e dal questore di Palermo, Massimo Mariani e Vito Calvino.

Successivamente, nel vicino “Giardino della memoria”, luogo simbolo dedicato al ricordo delle vittime di mafia, Tina Montinaro, moglie di Antonio e presidente dell’associazione “Quarto Savona Quindici – QS15”, ha accolto il prefetto Pisani nel corso dell’evento dedicato ai giovani e alla cultura della legalità. Qui, infatti, davanti alla teca con i resti della QS15, auto su cui morirono i poliziotti Montinaro, Dicillo e Schifani il 23 maggio 1992, grazie a testimonianze ed eventi, che si sviluppano per l’intera giornata, gli studenti delle scuole palermitane possono conoscere da vicino le storie e gli ideali di chi ha combattuto la mafia fino all’estremo sacrificio.

A Palermo la Polizia di Stato commemora le vittime delle stragi mafiose

 

Uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata è stato quello presso la caserma “Pietro Lungaro”, sede del Reparto scorte della questura di Palermo, luogo simbolo per la storia della Polizia di Stato e per la lotta alla mafia. Qui, infatti, il ministro Piantedosi e il prefetto Pisani hanno reso omaggio ai poliziotti caduti durante le stragi del 1992 con la deposizione di una corona di alloro sulla lapide commemorativa e con lo svelamento del quadro contenente il brevetto del conferimento della Medaglia d’oro al Merito civile alla Bandiera della Polizia di Stato, concessa quest’anno, dal Presidente della Repubblica, proprio per il servizio di scorta e tutela svolto dalla Polizia a favore delle Istituzioni democratiche e delle persone a rischio.

Particolarmente significativi sono stati la presenza dei familiari delle vittime delle stragi, che hanno preso parte anche alla celebrazione della Santa messa nella cappella della caserma ed il pranzo, che il Capo della Polizia ha voluto condividere con i poliziotti del Reparto scorte nella mensa della caserma Lungaro.

A Palermo la Polizia di Stato commemora le vittime delle stragi mafiose

 

Nel corso del pomeriggio, inoltre, presso la Sala “Domenico Corona”, sarà proiettato il settimo episodio del docufilm “I Ragazzi delle Scorte – Rocco e Giuseppe, ragazzi d’altri tempi”, dedicato alle storie dell’agente scelto Rocco Dicillo, uno dei poliziotti della scorta del giudice Falcone caduto nell’attentato del 1992 e a Giuseppe Costanza, autista del magistrato, sopravvissuto alla Strage.

Infine, alle 17.58, il silenzio d’ordinanza, suonato contemporaneamente dai trombettieri della Polizia di Stato, a Capaci, luogo della strage, alla caserma Lungaro e presso l’albero di Falcone, piantato dove era la sua abitazione, ricorderà, come un salto indietro nel tempo, il momento esatto in cui avvenne l’attentato.

La giornata commemorativa rappresenta ancora una volta un momento di riflessione collettiva, nel quale istituzioni, cittadini e giovani hanno ribadito insieme il valore della memoria e l’impegno quotidiano nella difesa della legalità e nel contrasto a ogni forma di criminalità.

 

Falcone, l’assessore Istruzione della Regione Sicilia, Mimmo Turano: «Vogliamo far conoscere agli studenti il Museo del Presente»

 

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«Conoscenza, memoria e rinascita attraverso l’arte sono strumenti educativi e di cambiamento culturale potentissimi per i giovani. Con la Fondazione Falcone, abbiamo avviato un percorso affinché sia ogni giorno il 23 maggio portando, a marzo scorso, alla sottoscrizione di una convenzione con la Regione Siciliana e oggi alla pubblicazione di una circolare che consenta a tutti gli studenti siciliani di visitare il Museo del Presente, luogo simbolo della memoria di chi ha servito lo Stato pagando un prezzo altissimo nella lotta alla mafia».

Così l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, intervenendo a Palermo, nel Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, in occasione delle iniziative per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Durante il suo intervento l’assessore ha annunciato la pubblicazione della circolare destinata alle scuole statali e regionali di ogni ordine e grado con sede in Sicilia che stanzia 400 mila euro per attività formative sui temi della legalità che includano una visita didattica al museo.

«Giovanni Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e, in quanto tale, ha un inizio e una fine – ha sottolineato Turano – E noi abbiamo il dovere morale di continuare la sua opera e quella di tutti i servitori dello Stato che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità promuovendo tra i giovani, come ha fatto in questi anni la Fondazione Falcone, i valori della nostra Costituzione. Per questo stiamo già lavorando a un nuovo avviso per portare i ragazzi a visitare anche la casa museo del giudice beato Rosario Livatino».

La circolare prevede, inoltre, laboratori e incontri con magistrati, forze dell’ordine ed esponenti delle associazioni antimafia e la realizzazione di un elaborato finale degli studenti come prodotti multimediali, testi letterari o giornalistici, opere artistico-teatrali.
Ciascuna scuola può presentare una sola proposta progettuale e ottenere un finanziamento massimo di 7 mila euro. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 luglio tramite Pec all’indirizzo: dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.

Falcone, il Presidente della Regione Sicilia Schifani: «Contro la mafia diamo alternativa di futuro ai giovani siciliani»

 

Schifani al Museo del Presente

 

 

«La mafia è stata combattuta con forza, grazie a una rivolta sociale, ma non è stata ancora vinta e ciascuno di noi deve continuare a fare la propria parte. La Regione ha finanziato con 3 milioni​ di euro il programma ​”Liberi di scegliere​”, per consentire ai figli dei mafiosi e di chi vive in contesti criminali di poter avere un’alternativa e venirne fuori.

Negli ultimi anni abbiamo, inoltre, finanziato il bonus palestre per dare la possibilità ai bambini e ai ragazzi delle fasce meno abbienti di trovare un’alternativa alla strada e vivere,  grazie allo sport, in ambienti sani, educativi e protetti. Bisogna continuare su questa strada​, offrendo occasioni valide di futuro ai giovani siciliani.

Questo museo rappresenta per me un’icona​ e sono fiero di avere contribuito a realizzarlo, facendo squadra con le altre istituzioni e con la Fondazione Falcone, nel segno della nostra Costituzione». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo al Museo del Presente in occasione del dibattito “Il segno della rinascita-Gli Uffizi a Palermo”, a Palazzo Jung, tra le manifestazioni per il 34° anniversario della strage di Capaci.

 

Ricordare Falcone e chi, come lui, ha dato la vita nella lotta alla Mafia Un impegno…

 

Falcone e Borsellino

 

Trentaquattro anni dopo quel maledetto 23 maggio del 1992 in cui vennero falciati con il tritolo il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro, cortei, manifestazioni, incontri e momenti di preghiera e riflessione trasformeranno Palermo per invocare legalità e giustizia in un percorso di liberazione da Cosa nostra che non è giunto ancora al traguardo. Si comincerà di mattina a Capaci con la deposizione di corone d’alloro.

Poi alla Lungaro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani ricorderanno i caduti. Piantedosi sarà anche alle 10 a Palazzo Jung con la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo, i ministri Alessandro Giuli, Andrea Abodi, Carlo Nordio. In città il segretario del Pd Elly Schlein e il leader del M5S Giuseppe Conte. Mobilitate scuole e associazioni: momento clou nel pomeriggio all’Albero Falcone