Clima fine Luglio- Agosto: tendenza alla tropicalizzazione SUD con terreni inariditi, boschi abbandonati e forestali “incendiari”per sollecitare la politica

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Gli ultimi temporali con frane, smottamenti, fiumi esondati e ponti abbattuti e allagamenti fanno salire il conto dei danni provocati dai cambiamenti climatici che si manifestano con una evidente tendenza alla tropicalizzazione, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

Luglio, riferisce la Coldiretti, secondo i dati forniti da Copernicus dovrebbe classificarsi come il più caldo mai registrato in tutto il mondo segnato però da una serie di eventi meteorologici estremi, come ondate di calore in Nord America, Asia ed Europa, nonché incendi boschivi in Paesi come Grecia, Italia, Spagna e Canada, con le alte temperature hanno avuto conseguenze disastrose sulla vita delle persone gli abitanti, nonche sull’ambiente e l’economia locale. 

L’Italia è divisa in due con le alte temperature e l’assenza di precipitazioni che al Sud hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne, sotto   la spinta probabile -si apprende – dei forestali che “sollecitano” così la politica regionale all’assunzione di nuovi flussi di personale  e nei boschi spesso abbandonati. Ci vorranno almeno 15 anni, ricorda la Coldiretti, per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate.  

Il Ministro Tajani : ” Dobbiamo combattere insieme un nemico infedele come il fuoco”

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Palermo

Incontro bilaterale oggi a Palermo tra il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio Antonio Tajani. I temi affrontati, partendo dall’emergenza incendi che ha interessato l’Isola negli ultimi giorni, sono stati anche tutela e salvaguardia del territorio, alla luce dei fenomeni di cambiamento climatico, Pnrr e sviluppo della Sicilia.
Dopo un colloquio a Palazzo d’Orléans, Schifani e Tajani si sono diretti alla Sala operativa del Corpo forestale della Regione per incontrare il personale della Forestale, della Protezione civile regionale e dei Vigili del fuoco, protagonisti delle attività antincendio nell’Isola. «Abbiamo affrontato momenti di estrema difficoltà, giornate senza precedenti. Con il cuore e col pensiero sono stato al vostro fianco – ha detto il governatore -.
Quel momento è stato superato, ora contiamo i danni e ne paghiamo il prezzo, anche grazie all’intervento del governo nazionale che ha riconosciuto immediatamente lo stato di emergenza. Abbiamo l’esigenza immediata di integrare mezzi e uomini del Corpo forestale. I primi stanno arrivando e ne ordineremo degli altri, ma ci servono anche mani esperte e giovani con le quali affrontare un nemico infedele come il fuoco». «Farò di tutto per appoggiare la richiesta della Sicilia e del suo presidente. Mi sembra assolutamente giusta – ha detto il ministro Tajani -. Grazie nel Pnrr, inoltre, porteremo avanti alcune importanti iniziative per la tutela dell’idrogeologico. Tutto quello che si potrà fare con i fondi europei si farà e comunque si utilizzeranno anche altri fondi, se necessario, perché la tutela del patrimonio idrogeologico è fondamentale».

Chinnici, «Il suo pool antimafia-dichiara il governatore Schifani – è stato un modello che ha fatto scuola e un modello virtuoso all’interno dei Tribunali”

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«Il giudice Chinnici ha ideato con lungimiranza un sistema di investigazione moderno ed efficace consentendo allo Stato di poter avviare un processo di conoscenza, seria e approfondita, del fenomeno mafioso, quando ancora non esistevano i collaboratori di giustizia. Ha scritto una pagina indelebile nella storia del contrasto a Cosa nostra, che ha rappresentato il primo fondamentale tassello per un cambio di rotta nell’opera di repressione della criminalità organizzata. Il “pool” da lui creato è stato un modello che ha fatto scuola e che ancora oggi rimane un esempio virtuoso all’interno degli uffici giudiziari».
Affermazione del  presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in occasione del quarantesimo anniversario dell’attentato in cui persero la vita il capo dell’Ufficio istruzione, Rocco Chinnici, i due uomini della sua scorta, il maresciallo Mario Trapassi e l’appuntato Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, il portiere dello stabile nel quale il giudice viveva, e rimasero ferite alcune persone, tra le quali l’autista dell’auto blindata del magistrato, Giovanni Paparcuri.
«Quello di via Pipitone Federico – continua Schifani – non fu solo un attentato contro un magistrato in prima linea, ma un vero atto di guerra della mafia contro lo Stato per le modalità plateali e stragiste con cui fu realizzato. Conservarne il ricordo e soprattutto tramandarlo alle giovani generazioni è certamente un dovere, per riconoscenza a Chinnici e per la società civile».

lA MOSTRA “LA VERGINE DELLE ROCCE” CURATA DAL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA VITTORIO SGARBI E NICOLA BARBATELLI: INAUGURAZIONE IL 31 LUGLIO

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Uno straordinario percorso attraverso l’arte leonardesca nel cuore della Valle dei Templi. Sarà inaugurata il 31 luglio , con apertura al pubblico il primo agosto (dalle 8.30 alle 23) la mostra  “La Bottega di Leonardo – La Vergine delle rocce”, curata da Vittorio Sgarbi e Nicola Barbatelli, e allestita nella Villa Aurea, nel Parco archeologico della Valle dei Templi, ad Agrigento, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità e iscritto al World heritage list dell’Unesco.

All’interno del percorso espositivo sarà possibile ammirare per la prima volta in Sicilia, la famosissima “Vergine Cheramy”, una delle tre versioni de “La Vergine delle rocce”, di Leonardo da Vinci. L’opera proviene da una collezione privata ed è stata concessa per l’occasione; le altre due versioni sono esposte in modo permanente nel Musée du Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra.

La mostra , prodotta da Mediatica, Ellison e Samar, patrocinata dal Ministero della Cultura, dalla Regione Siciliana, dal Comune di Agrigento e dal Parco della Valle dei Templi di Agrigento, è visitabile dal 31 luglio al 31 dicembre (ingresso 13 euro comprensivo della visita al Parco archeologico), anche in notturna durante il periodo estivo, e costituirà l’evento inaugurale del programma di avvicinamento ad “Agrigento Capitale italiana della cultura 2025”.

 

Oltre alla celebre opera pittorica del grande genio rinascimentale, saranno esposti dieci importanti dipinti degli allievi della “Bottega leonardesca”, che consentiranno di riscoprire l’ambiente e i linguaggi espressivi di Leonardo, le influenze dall’ultimo quarto del ‘400 fino la prima metà del ‘500.

 

«Accolgo con estremo piacere la notizia di una mostra ad Agrigento dedicata a Leonardo da Vinci – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – autore che con il suo genio poliedrico ha segnato il nostro Rinascimento. Questa mostra prestigiosa, che gode del patrocinio della Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, oltre che del ministero della Cultura e del Comune di Agrigento, avvia il percorso che porterà la Città dei Templi ad assumere il ruolo di “Capitale italiana della cultura”, nel 2025.

E rappresenta molto bene la ricchezza e la varietà di una proposta culturale che valorizza il patrimonio artistico di una città dalla storia antichissima e che, al contempo, è in grado di accogliere e dare risalto a un linguaggio artistico universale e imperituro, qual è quello di Leonardo». «Non a caso, la capacità di relazionarsi con l’altro da sé in una prospettiva di arricchimento reciproco sul piano culturale e umano – sottolinea il presidente Schifani – è il fulcro del progetto che ha portato alla designazione della città e della provincia di Agrigento come capitale della cultura. Il governo della Regione è pronto a fare la sua parte al fianco della città e del suo territorio».

Dichiarazione del Presidente Mattarella nel decennale del rapimento di padre Paolo Dall’Oglio

 

discorso

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Sono trascorsi dieci anni dal rapimento in Siria di padre Paolo Dall’Oglio. Da allora nessuna notizia è stata capace di rinfocolare la speranza della sua sopravvivenza. In questo giorno che rinnova il dolore e, con esso, il ricordo di uomo generoso, che ha donato tutto se stesso alla solidarietà, al dialogo, all’aiuto di chi più è nel bisogno, desidero esprimere i sentimenti più profondi di vicinanza ai familiari e a quanti con loro condividono lo strazio dell’attesa.
Paolo Dall’Oglio, testimone e costruttore di pace, ha fatto sì che la sua fede religiosa non si sia mai espressa come motivo di contrasto. La sua vita è sempre stata una spinta incessante a ricercare la condivisione, l’incontro, la giustizia, l’unità, in nome della persona, di ogni persona, della sua integrità, della sua inviolabile dignità. Ha sfidato pregiudizi e regimi, ha vissuto con i più poveri, ha percorso coraggiosamente i deserti e i territori dei conflitti, dell’odio, della sopraffazione, per portare speranza e umanità.
Per quanto possano apparire inermi, i testimoni di pace sono protagonisti della storia. La memoria della loro presenza e del loro passaggio va tenuta alta, ancor più in una stagione in cui le ferite della guerra insanguinano il Medio Oriente e la nostra Europa».

Golpe in Niger, “incrollabile sostegno Usa” a presidente Bazoum

 

l segretario di Stato americano Blinken ha parlato al telefono con il presidente Bazoum agli arresti domiciliari dopo il colpo di Stato nel Paese

L’Unione europea non riconosce e non riconoscerà le autorità emerse dal golpe in Niger”. E’ l’annuncio  dell’Alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell, che aggiunge: “Oltre alla cessazione immediata del sostegno al bilancio, tutte le attività di cooperazione nel campo della sicurezza sono state sospese sine die con effetto immediato”. Poi, in vista della riunione di domani dedicata al Niger della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, Borrell anticipa che l’Ue “è pronta a sostenere le decisioni dell’Ecowas, compresa l’adozione di sanzioni”.
Il presidente Mohamed Bazoum “è stato eletto democraticamente – ricorda l’Alto rappresentante in una nota – E’ e rimane l’unico presidente legittimo del Niger. Deve essere rilasciato senza condizioni e senza indugio. L’Ue ritiene che i golpisti siano responsabili della sua sicurezza e di quella della sua famiglia”. Poi Borrell denuncia che “l’annuncio da parte dei golpisti della sospensione della Costituzione e dello scioglimento delle istituzioni democratiche indebolisce lo Stato e il popolo nigerino, di cui occorre preservare la pace, la stabilità e la sicurezza”.

“L’Ue ribadisce il suo chiaro appello per il pieno e immediato ripristino dell’ordine costituzionale e si associa pienamente alle dichiarazioni dell’Ecowas e dei suoi partner africani e internazionali a questo proposito. Questo fine settimana, in coordinamento con il presidente del Consiglio europeo, proseguirò i numerosi contatti già avviati per raggiungere questo risultato”

Beppe Montana, ricordo di un giovane che lottava per cambiare la Sicilia Mafiosa

 

Palermo ricorda Beppe Montana

 

 

Palermo ricorda Beppe Montana

Oggi a Palermo le commemorazioni in ricordo del commissario Giuseppe Montana.

Era il 28 luglio 1985 quando il capo della Catturandi di Palermo fu ucciso da colpi di arma da fuoco mentre, con la fidanzata, era al molo Porticello.

Aveva solo 34 anni, credeva nella legalità, nel futuro delle nuove generazioni tanto da andare spesso nelle scuole a raccontare ai ragazzi storie di uomini coraggiosi che in Sicilia avevano tentato di sfidare la mafia, storie di uomini come lui. Lottava per cambiare il tessuto della Sicilia in mano agli imprenditori, ai criminali, ad una classe dirigenziale mafiosa.
Beppe Montana è stato uno di quei poliziotti che, con le proprie azioni, ha segnato un periodo storico per il nostro Paese, arrestando numerosi esponenti della Mafia e pagando il suo impegno con il prezzo della vita.

Questa mattina il questore di Palermo, Leopoldo Laricchia, ha deposto una corona d’alloro a Porticello, dove è presente una targa in ricordo del giovane poliziotto.

 

 

 

 

Ancora rialzo dei tassi variabili sui mutui, la politica italiana e quella internazionale non riescono a frenare la BCE

 

Quasi unanime la visione degli esperti dopo la riunione del Consiglio direttivo che ha ritoccato di 25 punti i tassi di riferimento

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Una decisione attesa che quindi è una ‘non decisione’ che lascia il futuro aperto a quasi tutte le possibilità (per un taglio dei tassi bisognerà aspettare il 2024). E’ quasi unanime la visione degli analisti dopo la riunione del Consiglio direttivo della Bce che ha ritoccato di 25 punti i tassi di riferimento, portandoli al massimo storico, a un livello toccato solo nel 2001, al debutto dell’euro.   Siamo arrivati ad un punto che la maggior parte delle famiglie destinatarie di un mutuo variabile ha dovuto sospendere il pagamento del mutuo variabile.

Ma questo ciclo, secondo molti analisti, potrebbe ormai essere alla fine. “Sebbene il rialzo odierno dei tassi dello 0,25% fosse ampiamente previsto, i dati recenti fanno pendere la bilancia dei rischi verso un inasprimento minore piuttosto che maggiore dopo la riunione di settembre. Questo sentimento sembra essere condiviso dalla Bce, che ha apportato piccole modifiche alla dichiarazione post-riunione rispetto a quella pubblicata a giugno”.

Alcuni analisti commentano  le decisioni odierne dell’Eurotower ponendo l’accento sulla modifica di una parola (relativa al fatto che i tassi saranno ‘fissati’ e non più ‘portati’ verso livelli sufficientemente restrittivi). Peraltro,  “i dati delle indagini PMI hanno sorpreso al ribasso, l’indagine sui prestiti bancari condotta dalla BCE mostra la trasmissione di una politica più restrittiva all’economia reale e l’inflazione sta lentamente ma inesorabilmente superando il suo picco”.

Ora si riscrive il piano, cambiano 144 obiettivi. Fuori 9 misure per 15,9 miliardi, saranno coperte da altre fonti finanziamento

 

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(Fotogramma)

Sono 9 le misure per le quali il governo propone il definanziamento dal Pnrr, per un totale di 15,9 miliardi sui 191,5 complessivi del Piano di ripresa e resilienza. Tra queste ci sono quelle “per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico“, l'”utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate” e la “valorizzazione dei beni confiscati alle mafie”.

E’ la sintesi della proposta di revisione del Pnrr e integrazione del RePowerEu diffusa al termine della Cabina di regia con il ministro Raffaele Fitto.

Le modifiche vertono su 144 investimenti e riforme   L’esecutivo intende “salvaguardare” queste 9 misure “attraverso la copertura con altre fonti di finanziamento, come il Piano nazionale complementare al Pnrr e i fondi delle politiche di coesione”… Martedì nuovamente in Camera…

Controllo del territorio: tre persone arrestate in possesso di attrezzi da scasso all’interno di una abitazione

 

 Palermo – Bagheria 
I Carabinieri della Compagnia di Bagheria, nelle ultime settimane, sono stati impegnati in un servizio coordinato a largo raggio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati predatori. L’attività dei militari, in particolare sulla litoranea Mongerbino di Santa Flavia, dove nell’ultimo periodo sono stati segnalati alcuni furti di autovetture verificatosi nella zona dei lidi balneari, ha consentito agli uomini della Sezione Radiomobile di notare la presenza e l’atteggiamento sospetti di un individuo, successivamente identificato in un pregiudicato, 29enne, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Palermo; l’uomo è stato quindi arrestato in flagranza di reato e tradotto presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari.
I militari della medesima Sezione inoltre, nel Comune di Bagheria, hanno arrestato due donne, entrambe 23enni, di origine croata, già note alle forze dell’ordine, le quali avrebbero tentato, mediante degli attrezzi da scasso, di introdursi all’interno di un’abitazione approfittando dell’assenza dei proprietari.
La segnalazione di alcuni vicini al 112 ha consentito l’immediato intervento di una pattuglia dei Carabinieri che ha colto nella flagranza di reato le due ladre, intente ad entrare nell’appartamento. Si è proceduto altresì al sequestro penale dei grimaldelli trovati in loro possesso. L’arresto delle indagate è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Termini Imerese.
I Carabinieri della Stazione di Bagheria, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo hanno proceduto alla sospensione dell’attività per due esercizi pubblici del centro cittadino, poiché entrambi avevano impiegato un lavoratore in nero e commesso altre violazioni della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di circa 50.000 euro.
Infine, i militari della Stazione di Ficarazzi, hanno sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora e contestuale presentazione alla Polizia Giudiziaria un uomo, 26enne, del posto, già noto alle forze dell’ordine che a seguito di quanto emerso dell’attività investigativa condotta dai Carabinieri, sarebbe l’autore del furto di batterie asportate da tre mezzi adibiti alla raccolta di rifiuti e avvenuto nell’autunno scorso nel centro cittadino.
L’individuazione è avvenuta grazie alla scrupolosa analisi delle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza del comune che hanno quindi consentito l’emissione della misura cautelare da parte dell’Autorità Giudiziaria.