L’inizio del Novecento segna il grande momento della celebrazione della festa della mamma. L’idea parte con Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis. Quando la madre muore nel 1905, Anna decide di dedicarle una giornata speciale. Avvia una campagna pubblica, scrive lettere, organizza incontri e coinvolge persone influenti.
. Nel 1908 organizza la prima celebrazione ufficiale. Si svolge in due luoghi: nella chiesa frequentata dalla madre a Grafton, in Virginia Occidentale, e nel grande magazzino Wanamaker di Philadelphia. La data scelta è la seconda domenica di maggio, vicina all’anniversario della morte della madre.
Negli Stati Uniti la Festa della mamma diventa festa nazionale
L’iniziativa si diffonde rapidamente negli Stati Uniti. Nel 1912 Anna Jarvis fonda la Mother’s Day International Association, con l’obiettivo di sostenere e diffondere la ricorrenza. Due anni dopo, nel 1914, il presidente Woodrow Wilson firma la legge che istituisce la Festa della Mamma come festività nazionale. Da quel momento la seconda domenica di maggio entra ufficialmente nel calendario.
Con il passare del tempo, la Festa della mamma diventa sempre più popolare e assume anche una dimensione commerciale. Si diffondono biglietti già pronti, regali confezionati e campagne pubblicitarie legate all’occasione. Anna Jarvis non condivide questa trasformazione. Aveva immaginato una giornata basata su gesti personali, come una lettera scritta a mano, e non su prodotti acquistati.
Per questo critica apertamente la commercializzazione della festa e dedica gli ultimi anni della sua vita a difenderne il significato originario. Anna Jarvis tiene molto anche a un aspetto linguistico: l’apostrofo di mother’s day. Insiste perché sia al singolare e non al plurale, perché la festa deve riguardare la propria madre, non le madri in generale. Questo dettaglio aiuta a capire quanto per lei fosse importante questa ricorrenza.
La festa in Italia
La Festa della Mamma arriva in Italia con una storia diversa. Nel 1933, durante il fascismo, il regime istituisce la Giornata della madre e del fanciullo, celebrata il 24 dicembre. In quell’occasione vengono premiate le madri più prolifiche, soprattutto quelle con più figli maschi, all’interno di una politica che punta ad aumentare la natalità.
La festa come la conosciamo oggi nasce nel dopoguerra. Negli anni Cinquanta si sviluppano due iniziative indipendenti: una a Tordibetto di Assisi, con un significato religioso legato al mese di maggio, e una in Liguria, favorita anche dalla produzione e vendita di fiori.
Dal 1959 la ricorrenza si diffonde in tutto il Paese. Inizialmente si celebra l’8 maggio, ma in seguito viene spostata alla seconda domenica di maggio, allineandosi alla tradizione statunitense.
La seconda domenica di maggio
Come si festeggia nel mondo
Molti Paesi, come l’Italia e gli Stati Uniti, celebrano la Festa della mamma la seconda domenica di maggio, tra cui Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Croazia, Cuba, Ecuador. A Hong Kong, Islanda, India, Giamaica, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda e molti altri.
Nel Regno Unito la festa della mamma segue un calendario diverso: la ricorrenza, infatti, prende il nome di Mothering sunday, cioè Domenica della mamma e cade la quarta domenica di Quaresima.
Il motivo di questa scelta, spiega Focus, affonda le radici nella tradizione. La quarta domenica di Quaresima chi si era allontanato da casa per lavorare, doveva far ritorno alla chiesa dove era stato battezzato. Di solito coincideva con il paese di origine, quello dove risiedeva anche la famiglia. Il momento del ritorno a casa, quindi, era associato al ricongiungimento fra madre e figlio.










