Oggi festa della Mamma: cosa significa in Italia e nel mondo

 

 

 

L’inizio del Novecento segna il grande momento della celebrazione della festa della mamma.  L’idea parte  con Anna Jarvis, figlia di Ann Reeves Jarvis. Quando la madre muore nel 1905, Anna decide di dedicarle una giornata speciale. Avvia una campagna pubblica, scrive lettere, organizza incontri e coinvolge persone influenti.

. Nel 1908 organizza la prima celebrazione ufficiale. Si svolge in due luoghi: nella chiesa frequentata dalla madre a Grafton, in Virginia Occidentale, e nel grande magazzino Wanamaker di Philadelphia. La data scelta è la seconda domenica di maggio, vicina all’anniversario della morte della madre.

Negli Stati Uniti la Festa della mamma diventa festa nazionale

L’iniziativa si diffonde rapidamente negli Stati Uniti. Nel 1912 Anna Jarvis fonda la Mother’s Day International Association, con l’obiettivo di sostenere e diffondere la ricorrenza. Due anni dopo, nel 1914, il presidente Woodrow Wilson firma la legge che istituisce la Festa della Mamma come festività nazionale. Da quel momento la seconda domenica di maggio entra ufficialmente nel calendario.

Con il passare del tempo, la Festa della mamma diventa sempre più popolare e assume anche una dimensione commerciale. Si diffondono biglietti già pronti, regali confezionati e campagne pubblicitarie legate all’occasione. Anna Jarvis non condivide questa trasformazione. Aveva immaginato una giornata basata su gesti personali, come una lettera scritta a mano, e non su prodotti acquistati.

Per questo critica apertamente la commercializzazione della festa e dedica gli ultimi anni della sua vita a difenderne il significato originario. Anna Jarvis tiene molto anche a un aspetto linguistico: l’apostrofo di mother’s day. Insiste perché sia al singolare e non al plurale, perché la festa deve riguardare la propria madre, non le madri in generale. Questo dettaglio aiuta a capire quanto per lei fosse importante questa ricorrenza.

La festa in Italia

La Festa della Mamma arriva in Italia con una storia diversa. Nel 1933, durante il fascismo, il regime istituisce la Giornata della madre e del fanciullo, celebrata il 24 dicembre. In quell’occasione vengono premiate le madri più prolifiche, soprattutto quelle con più figli maschi, all’interno di una politica che punta ad aumentare la natalità.

La festa come la conosciamo oggi nasce nel dopoguerra. Negli anni Cinquanta si sviluppano due iniziative indipendenti: una a Tordibetto di Assisi, con un significato religioso legato al mese di maggio, e una in Liguria, favorita anche dalla produzione e vendita di fiori.

Dal 1959 la ricorrenza si diffonde in tutto il Paese. Inizialmente si celebra l’8 maggio, ma in seguito viene spostata alla seconda domenica di maggio, allineandosi alla tradizione statunitense.

La seconda domenica di maggio

Come si festeggia nel mondo

Molti Paesi, come l’Italia e gli Stati Uniti, celebrano la Festa della mamma la seconda domenica di maggio, tra cui Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Croazia, Cuba, Ecuador. A Hong Kong, Islanda, India, Giamaica, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda e molti altri.

Nel Regno Unito la festa della mamma segue un calendario diverso: la ricorrenza, infatti, prende il nome di Mothering sunday, cioè Domenica della mamma e cade la quarta domenica di Quaresima.

Il motivo di questa scelta, spiega Focus, affonda le radici nella tradizione. La quarta domenica di Quaresima chi si era allontanato da casa per lavorare, doveva far ritorno alla chiesa dove era stato battezzato. Di solito coincideva con il paese di origine, quello dove risiedeva anche la famiglia. Il momento del ritorno a casa, quindi, era associato al ricongiungimento fra madre e figlio.

AGRIGENTO, PRECIPITA BAMBINO DI 10 ANNI DA PRIMO PIANO… ACCERTAMENTI IN CORSO

 

Agrigento

Un bambino di 10 anni è precipitato dal primo piano di una palazzina nel quartiere Villaseta, ad Agrigento.

Il piccolo, originario di Porto Empedocle, insieme alla sua famiglia era a casa dei parenti quando si è verificato l’incidente.  Si deve ricostruire l’esatta dinamica della tragedia.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della compagnia di Agrigento che hanno avviato gli accertamenti per chiarire il grave accaduto. Il bambino, che ha riportato un trauma cranico, è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dichiarato dai sanitari che lo hanno visitato in codice rosso.

 

9 maggio 1978-2026: Mattarella rende omaggio a Moro in via Caetani -VIDEO

 

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona di fiori sotto la lapide dell'On. Aldo Moro, nel quarantottesimo anniversario dell'uccisione dello Statista

Prima l’omaggio ad Aldo Moro, poi la partecipazione in Senato alle celebrazioni del “Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, celebra così la Giornata istituita in ricordo di quanti sono caduti per mano del terrorismo interno e internazionale, che dal 2007 ricorre il 9 maggio di ogni anno.

In memoria dello statista, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo del 1978 e ritrovato senza vita in via Caetani 55 giorni dopo, il 9 maggio, il Capo dello Stato ha deposto una corona di fiori sotto la lapide che ne ricorda l’uccisione.

Presenti anche i Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e rappresentanti delle amministrazioni locali.

Dopo la deposizione, Mattarella si recherà a Palazzo Madama dove quest’anno è ospitata la cerimonia della Giornata commemorativa.

 Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di celebrazione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo

Protocolli di sorveglianza su 4 passeggeri del volo KLM, quattro Regioni già informzate

 

 

Roma  –

Procedure ministeriali previste di valutazione del rischio, sorveglianza e coordinamento sanitario, in linea con i protocolli nazionali e internazionali.

 

 . Le valutazioni condivise a livello internazionale dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano attualmente un rischio basso per la popolazione generale a livello mondiale e molto basso in Europa.

In Italia sono giunte quattro persone con il volo KLM in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti la donna ricoverata a Johannesburg e lì deceduta. I recapiti dei quattro passeggeri sono stati acquisiti. Il Ministero della Salute ha quindi trasmesso le informazioni alle Regioni di competenza (Calabria, Campania, Toscana, Veneto) per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela. La compagnia Oceanwide Expeditions, inoltre, ha aggiornato, con una propria comunicazione, il quadro relativo ai passeggeri della nave MV Hondius. Sulla nave, dal 6 maggio, è presente anche un medico italiano dello staff sanitario ECDC, salito a bordo a supporto delle attività assistenziali legate all’emergenza.   Si apprende che il  Ministero della Salute, insieme alle altre Amministrazioni e autorità sanitarie coinvolte, continua a garantire il pieno coordinamento e l’applicazione delle misure di sorveglianza previste.

 

Memoria: il ricordo delle vittime del terrorismo

 

 

 

 

 

Ricorre oggi il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo.

Istituito nel 2007 con una legge dello Stato, si è scelto di celebrarlo il 9 maggio, giorno in cui, nel 1978, il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro fu ucciso per mano di un commando delle Brigate rosse.

A Roma, il Giorno della memoria è stato celebrato con una cerimonia al Senato, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Senato Ignazio La Russa, di quello della Camera Attilio Fontana che hanno commemorato le centinaia di vittime che il terrorismo, in tutte le sue declinazioni, dall’estremismo di destra a quello di sinistra fino a quello internazionale, ha mietuto nel corso degli ultimi decenni, dagli anni ’60 in poi.

Il ricordo delle vittime del terrorismo

A ricordare in aula il sacrificio delle vittime, anche alla presenza del capo della Polizia Vittorio Pisani, sono state le parole dei loro familiari, come quelle di Gina Dinella, nipote del poliziotto Giovanni Saponara, brigadiere del disciolto corpo delle Guardie di pubblica sicurezza che, l’8 giugno del 1976 fu ucciso per mano dei brigatisti mentre era di scorta al procuratore Francesco Coco a Genova.

La Polizia di Stato, in un arco temporale che va dalla morte di Antonio Annarumma che nel ’69, a Milano, a soli 22 anni, fu ucciso brutalmente durante una manifestazione di piazza, fino all’assassinio di Emanuele Petri, ucciso nel 2003 da esponenti delle Nuove brigate rosse durante un controllo su un treno regionale in Toscana, ha pagato il suo terribile tributo di sangue nella lotta al terrorismo con oltre 60 vittime.

Il ricordo delle vittime del terrorismo

Per onorare le vite sacrificate per la legalità, durante le celebrazioni del 174° Anniversario della fondazione della Polizia, in piazza del Popolo a Roma, è stata esposta, per la prima volta dopo 48 anni, l’auto restaurata su cui viaggiavano i poliziotti Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, che vennero trucidati nel terribile agguato di via Fani in cui venne rapito Aldo Moro Il 16 marzo 1978. L’auto “torna a vivere” per non dimenticare i nostri caduti.

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Istanza di patteggiamento per l’ex Presidente Totò Cuffaro: sono troppi i favoritismi fatti , l’agevolazione di Cosa nostra e la corruzione scoperta dai Giudici siciliani

Palermo.Inchiesta su appalti e sanita',Salvatore Cuffaro in procura per essere interrogato .Ph.Alessandro Fucarini.

 

Istanza di patteggiamento per l’ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro  : adempimento depositato dai difensori Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano       La pena da applicare «su richiesta delle parti» è di tre anni, con lavori sostitutivi ai servizi sociali. Cuffaro è agli arresti domiciliari da cinque mesi e aveva già subito una condanna –  – a sette anni, in un altro processo, per favoreggiamento e rivelazione di segreto, entrambi aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra.

Ora il reato contestato è più grave, quello della corruzione, per l’aggiustamento di un concorso a Villa Sofia. La decisione passa ora al giudice Ermelinda Marfia, che si pronuncerà venerdì prossimo. Cuffaro non era presente in aula.

Il risarcimento

Il risarcimento imposto a Cuffaro, in caso di accoglimento dell’istanza di patteggiamento a cui i Pm Maurizio Zoppi e Claudio Camilleri hanno dato parere favorevole, è di 7.500 euro per l’ospedale Villa Sofia e 7.500 per l’Asp di Siracusa. La pena da scontare, comunque, convertita in lavori di pubblica utilità, sarebbe di 2 anni e mezzo visto che ai 3 anni concordati dovrebbe togliersi il periodo di arresti domiciliari già scontati in custodia cautelare da Cuffaro.

 

Collaboratori di Totò Cuffaro alla sbarra, davanti al Gup :corruzione

Davanti al Gup di corruzione rispondono anche l’ex direttore generale dell’azienda ospedali riuniti Villa Sofia Cervello, Roberto Colletti (anche lui ai domiciliari), il primario del Trauma Center di Villa Sofia, Antonio Iacono, lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso.

Anche Colletti e Iacono non erano presenti in aula: contro di loro l’ipotesi è quella dell’aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari nell’azienda ospedaliera palermitana.

Di traffico di influenze illecite, per alcuni appalti dell’azienda sanitaria di Siracusa, relativi ai servizi di lavanderia e ausiliariato, sono imputati alcuni ex dipendenti e collaboratori della ditta Dussmann Service srl: Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello che ha chiesto l’abbreviato, con il legale rappresentante della società, Roberto Spotti; c’è poi l’imprenditore Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno (Palermo), titolare della Euroservice srl. Per Aiello gli altri 7 accusati l’udienza preliminare è stata rinviata a lunedì prossimo per le discussioni delle parti e a venerdì prossimo per la decisione sul rinvio a giudizio.

Politiche Giovanili: Catania accoglie Ascoli Piceno per il passaggio di consegne di “Città Italiana dei Giovani”

 

 

 

Catania,

l sindaco di Catania Enrico Trantino e l’assessora alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità Viviana Lombardo hanno accolto a Palazzo degli Elefanti il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti per la cerimonia di passaggio di consegne quale città insignita del titolo di “Città Italiana dei Giovani 2026”.

All’incontro hanno partecipato in rappresentanza del comune marchigiano anche Annagrazia Di Nicola, Vincenzo Pecoraro, Valeria Zeppilli e Davide Quaresima.

Per il Comune di Catania  erano presenti una rappresentanza della Direzione Politiche Giovanili e alcuni giovani che hanno contribuito alla realizzazione del progetto “Nict Nact”, curato da Simone Di Stefano, che ha consentito alla città etnea di ottenere il riconoscimento di “Città Italiana dei Giovani 2025”. Presenti inoltre il capo di gabinetto del sindaco Giuseppe Ferraro, il direttore della Cultura Paolo Di Caro, il direttore delle Politiche Giovanili Fabrizio D’Emilio e la funzionaria comunale Elena Granata.

Nel corso dell’incontro il sindaco Trantino e l’assessora Lombardo hanno illustrato alla delegazione di Ascoli Piceno le numerose iniziative promosse a favore dello sviluppo delle politiche giovanili cittadine, a partire da “Hackathon Green Mind 2025”, progetto ideato per favorire la nascita e la concretizzazione di iniziative orientate all’implementazione dell’economia circolare nella città di Catania, coinvolgendo centinaia di studenti, neolaureati e dottorandi in un percorso di riprogettazione urbana.

L’iniziativa ha assunto una rilevanza nazionale, raggiungendo l’obiettivo di promuovere ricerca, sviluppo e valutazione di idee e progetti innovativi digitali, sensibilizzando l’ecosistema territoriale sull’importanza della digitalizzazione nei settori economici tradizionali e sull’utilizzo delle nuove tecnologie.

Al termine dell’incontro, i rappresentanti istituzionali hanno partecipato a un tour dei laboratori “Nict Nact” e delle bellezze architettoniche e monumentali del Palazzo degli Elefanti e della città di Catania.

Papa Leone XIV: ” CHI HA RESPONSABILITA’ DI GOVERNO DEVE IMPEGNARSI PER LA PACE SENZA CREARE TENSIONI INTERNAZIONALI”

 

 

 

 

Tripla tappa tra Pompei e Napoli di Papa Leone  nel giorno del primo anniversario dall’elezione di Robert Francis Prevost a Pontefice .

. Il Pontefice – si apprende – è atterrato in elicottero pochi minuti prima delle 9 a Pompei dove è stato accolto, tra gli altri, dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dal prefetto di Napoli, Michele di Bari e dal sindaco partenopeo e della Città metropolitana, Gaetano Manfredi. Subito dopo l’arrivo Leone ha iniziato la giornata incontrando il “Tempio della carità”, persone provenienti da contesti di disagio sociale che sono accolte nei diversi centri del Santuario di Pompei. Poi ha presieduto la messa.

Dopo la recita della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, Santo Padre è ripartito in elicottero alla volta di Napoli. Insieme all’arcivescovo di Napoli cardinale don Mimmo Battaglia, è salito successivamente a bordo dell’auto scoperta per arrivare al Duomo alle ore 14:55. Ad accoglierlo i ragazzi del progetto Canta, Suona e Cammina con canzoni della tradizione napoletane.

L’ampolla con il sangue di San Gennaro è arrivata in Duomo alle ore 14.20 con Mons. Vincenzo De Gregorio che, dopo aver percorso la navata mostrandola e dopo aver salutato i presenti, l’ha riposta sull’altare maggiore. Papa Leone XVI, prima di percorrere la navata principale del Duomo di Napoli, ha visitato la Cappella di San Gennaro. . Qui si è fermato in contemplazione davanti all’ampolla di San Gennaro. Successivamente l’ha sollevata dinanzi ai fedeli mostrando il sangue sciolto, accolto da applausi e dai cori “Viva il Papa”.

 

PAPA Leone “Napoli è città ”segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza

Papa Leone XVI durante il suo intervento nel Duomo di Napoli,ha affermato: “Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni; è una città in cui una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà; è una città antica ma in continuo movimento, abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza“.

In questo contesto, – ha proseguito il Papa – l’agire pastorale è chiamato a una continua incarnazione del messaggio evangelico, perché la fede cristiana professata e celebrata non si limiti a qualche evento emotivo ma penetri profondamente nel tessuto della vita e della società. Il peso, però, soprattutto per i presbiteri, è grande”.

“Ciò che vi chiedo dunque è questo: ascoltatevi, camminate insieme, create una sinfonia di carismi e ministeri, e così trovate le modalità per passare da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria, capace di intercettare la vita concreta delle persone – ha proseguito Papa Leone XVI durante il suo intervento nel Duomo di Napoli -.

È una missione che richiede l’apporto di tutti. In una città segnata da disuguaglianze, disoccupazione giovanile, dispersione scolastica e fragilità familiari, l’annuncio del Vangelo non può prescindere da una presenza concreta e solidale, che coinvolge tutti e ciascuno, preti, religiosi, laici. Tutti sono soggetti attivi della pastorale e della vita della Chiesa e non solo collaboratori, perché l’impegno e la testimonianza di ciascuno possano generare una comunità presente e attenta, capace di essere lievito nella pasta. Una comunità che sa progettare e proporre percorsi che aiutano le persone a vivere l’esperienza del Vangelo e a riceverne impulsi per rinnovare la città di Napoli”.

 POMPEI

Sul santuario di Pompei Papa Leone ha dichiarato: “Qui, nel tempio della carità e il tempio della fede, si sostengono a vicenda la preghiera, la quotidianità, l’affetto, il servizio. L’impegno generoso di tanti dei centri educativi, nelle case famiglie, alla mensa per i poveri intitolata a Papa Francesco e l‘amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni sforzo e aspettativa nelle membra di chi soffre e ancora di più nelle anime. Quando San Bartolo giunse per la prima volta nella valle di Pompei, ritrovò una terra afflitta da tante miseria, abitata da pochi contadini, molto poveri funestata dalla malaria e dalle Briganti egli seppe vedere, però, in tutti il volto di Cristo nei grandi e nei piccoli e in particolare degli orfani e nei figli dei carcerati a cui fece sentire con la sua tenerezza il palpito del cuore di Dio”. .

“Carissimi, questo è un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e San Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio. Stringiamoci a lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento. Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento – ha aggiunto il Pontefice -. Grazie per quello che fate. Andate avanti con generosità e fiducia. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, vi raccomando all’intercessione della Madre del Cielo e di San Bartolo e vi benedico tutti di cuore”. 

“Fratelli e sorelle, sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle case famiglia, educatori, volontari, sia questo il vostro programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete, nel servizio, nel dialogo e nella vita di fede, modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù. A voi bambini, ragazzi e giovani raccomando di avere fiducia in chi, con amore, si prende cura della vostra crescita, e ancora di più di confidare in Gesù – ha aggiunto il Papa -, il figlio di Dio, crocifisso e risorto, che ci salva e ci libera, l’amico che non ci abbandona né ci respinge mai. 

Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e dai suoi esempi, il nostro mondo ne ha tanto bisogno, e voi, che ben la conoscete, potete esserne, con la vostra freschezza, i testimoni più convincenti”..

“Nel corso della  celebrazione della messa dal santuario di Pompei Papa Leone ha così concluso: “Il Rosario spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo, come la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sottolineava, proponendo in particolare due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana“..

Palermo, scoperto falso diplomatico su una falsa auto “CD”

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

 – Palermo,
Non è bastato un vistoso vessillo “CD” sulla carrozzeria e un altisonante lasciapassare internazionale per evitare le manette a un uomo di 64 anni, noto alle forze di polizia che, è stato fermato dai Carabinieri della Stazione Falde durante un normale controllo del territorio. In via Simone Guli, i militari hanno intercettato l’autovettura che esponeva la targhetta riservata al Corpo Diplomatico, alla guida della quale si trovava l’indagato che, fin da subito, ha cercato di eludere il controllo esibendo un documento tanto singolare quanto sospetto. L‘uomo ha mostrato ai Carabinieri un passaporto riportante la denominazione “Laissez Passer”, caratterizzato da una copertina nera con le scritte “ONU”, “NATO” e l’intestazione “Diplomatic Intelligence Service”. Con estrema disinvoltura, ha asserito di essere un delegato impegnato in una sedicente “missione umanitaria” per conto di una sede diplomatica del citato servizio di intelligence.
L’accuratezza del documento non ha tratto in inganno gli uomini dell’Arma. A un primo esame, il passaporto è risultato essere palesemente contraffatto, un assemblaggio di sigle internazionali privo di qualsiasi validità legale. Ulteriori accertamenti hanno inoltre rivelato che il sedicente diplomatico non solo non apparteneva ad alcun corpo governativo ma, era anche sprovvisto di una regolare licenza di guida.
Alla luce degli accertamenti l’uomo è stato arrestato in flagranza con le accuse di uso di atto falso, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Oltre alle contestazioni penali, nei suoi confronti è scattata la sanzione amministrativa per la guida senza patente. Al termine delle formalità di rito, il 64enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli – Antonio Lorusso” di Palermo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. È obbligo rilevare -informa il Comando – -che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Napoli, Traffico di Stupefacenti: 26 persone arrestate con l’aggravante del metodo mafioso

Adolescenti e droghe: famiglia, cure precoci e psicoterapia di gruppo le armi per uscirne
 Napoli – Sant’Antimo (NA), Sant’Arpino (NA),1

Nell’ambito di attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone (di cui 18 sottoposte alla misura della custodia in carcere, 8 a quella degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di droga, aggravati dal metodo mafioso o dalle finalità mafiose.

In particolare, dalle indagini sarebbe emersa l’operatività di due gruppi criminali egemoni nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana e hashish) nei territori di S. Antimo, S. Arpino e comuni limitrofi.

Tali gruppi avrebbero agevolato le principali consorterie criminali di tipo mafioso operanti nelle suddette zone (clan Verde e clan Ranucci), rifornendo numerose piazze di spaccio, con ingenti proventi ricavati dalle illecite attività.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.