L’eurodeputato del M5S ,Giuseppe Antoci, replica al ministro della Giustizia Nordio che “critica” il Procuratore di Palermo

 

foto, Giuseppe Antoci, parlamentare europeo del M5S

 

Giuseppe Antoci, parlamentare europeo del M5S, componente della commissione Giustizia e presidente della commissione Politica Dmed a Bruxelles replica al ministro Nordio:.

“Le dichiarazioni del ministro Nordio dopo le affermazioni del procuratore Maurizio De Lucia, che ha evidenziato particolari problematiche nelle carceri, appaiono surreali e spropositate» – .

«Mi chiedo – continua Antoci – dov’era il ministro quando dalle carceri si dava ordine di compiere attentati a fini estorsivi? E, ancora, dov’era il ministro quando si ordinavano pestaggi attraverso videochiamate proprio dalle carceri? Qui nessuno mette in discussione la grande professionalità della Polizia Penitenziaria, anzi è proprio il contrario».

 

Nella foto il Ministro della Giustizia Nordio

 

«Il ministro – dice ancora Antoci – piuttosto che attaccare uno dei magistrati più esposti e a rischio del nostro Paese, si occupi di rafforzare gli organici degli operatori della Polizia Penitenziaria per rendere il loro lavoro più sicuro ed efficace e le carceri più controllate».

I Comuni Bandiera Blu evento dedicato alla sicurezza dei bagnanti In occasione del World Drowning Prevention Day dell’OMS, “Bandiera Blu: al mare in sicurezza” .

 

 

Il 25 luglio in contemporanea in tutti i Comuni Bandiera Blu evento dedicato alla sicurezza dei bagnanti

 

Messina,

Oggi ,sabato 25 luglio, la città di Messina insignita della Bandiera Blu per il secondo anno consecutivo, aderisce all’iniziativa nazionale “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, promossa dalla Fondazione FEE Italia in occasione del World Drowning Prevention Day, la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento istituita nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a seguito della Risoluzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione globale dell’annegamento.

Seguendo le indicazioni dell’OMS e alla luce degli importanti risultati raggiunti nelle due precedenti edizioni, che hanno coinvolto milioni di persone, la Fondazione FEE Italia promuove per il terzo anno consecutivo una manifestazione dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione sulla prevenzione degli annegamenti, in programma nella stessa giornata nelle oltre 250 località Bandiera Blu. Nell’ambito del Programma Bandiera Blu, la sicurezza dei bagnanti non rappresenta un tema collaterale, ma uno dei criteri fondamentali che tutti i Comuni insigniti del riconoscimento portano avanti con grande impegno. È pertanto fondamentale informare e sensibilizzare cittadini e turisti sulla cultura del salvamento, sulla prevenzione degli annegamenti e sui corretti comportamenti da adottare in mare.

Per questo motivo, in occasione del World Drowning Prevention Day, la Fondazione FEE Italia promuove, in contemporanea in tutte le località Bandiera Blu, iniziative aperte alla cittadinanza e ai turisti, coinvolgendo istituzioni, associazioni ed enti impegnati nelle attività di prevenzione e soccorso, tra cui Guardia Costiera, Croce Rossa, Aziende sanitarie, Protezione Civile, Misericordia, assistenti bagnanti, associazioni balneari e operatori turistici. Le manifestazioni prevedono dimostrazioni pratiche sulla sicurezza e sul primo soccorso, attività di informazione dedicate alla prevenzione degli annegamenti e laboratori rivolti ai bambini.

A Messina la giornata viene celebrata sul litorale di Santa Margherita con un programma di iniziative dedicate alla sicurezza in mare, alla prevenzione e all’educazione dei cittadini. Il programma prenderà il via alle ore 16.00 con i saluti istituzionali del sindaco Federico Basile.

Interverti  dell’l’assessore alle Politiche del mare Francesco Caminiti, rappresentanti della Capitaneria di Porto di Messina, della Protezione Civile, e della Federazione Italiana Nuoto – Sezione Salvamento. Segue la presentazione dell’Ordinanza Balneare, con l’illustrazione delle principali disposizioni previste per la stagione balneare e delle norme finalizzate alla sicurezza dei bagnanti.

A seguire, la dimostrazione delle operazioni di salvamento, a cura della Capitaneria di Porto di Messina, della Federazione Italiana Nuoto – Sezione Salvamento e della Protezione Civile, con: simulazione di intervento di salvataggio in mare; dimostrazione delle corrette procedure di soccorso; presentazione delle principali buone pratiche per una balneazione sicura; illustrazione delle dotazioni e delle tecniche utilizzate durante gli interventi di emergenza.

Alle 17.00, “Il mare come spazio educativo e di comunità”, a cura della Messina Social City con laboratori educativi sulla sicurezza balneare; attività ludico-sportive sulla spiaggia; musica, animazione e intrattenimento; spazio giochi e momenti di socialità.

La Foundation for Environmental Education (FEE), fondata nel 1981, è un’organizzazione internazionale non governativa e senza scopo di lucro, registrata come charity nel Regno Unito e con sede centrale a Copenaghen, in Danimarca. È oggi presente in 85 Paesi dei cinque continenti e promuove programmi dedicati alla sostenibilità ambientale attraverso attività di educazione e formazione. La Fondazione FEE Italia, costituita nel 1987, gestisce a livello nazionale i programmi Bandiera Blu, Eco-Schools, Green Key, Spighe Verdi, Young Reporters for the Environment e Learning About Forest.

A sottolineare l’importanza della campagna informativa è il presidente della Fondazione FEE Italia, Claudio Mazza: “Quando, nel 2024, abbiamo promosso per la prima volta la campagna “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, volevamo verificare la capacità della nostra rete di fare massa critica su un tema così importante. Dopo tre anni, possiamo dire che questa capacità non solo esiste ma è cresciuta. Vedere oltre 250 Comuni mobilitarsi contemporaneamente su un obiettivo comune e fondamentale quale è la sicurezza in mare e al lago significa riuscire a dare una dimensione nazionale a un impegno che le amministrazioni portano avanti quotidianamente a livello locale: il 25 luglio non abbiamo centinaia di iniziative isolate, ma un’unica grande azione di prevenzione e informazione diffusa su tutto il territorio nazionale. Raggiungere milioni di persone nello stesso giorno, coinvolgendo cittadini e turisti presenti nelle località balneari da nord a sud, significa portare il messaggio della prevenzione esattamente nei luoghi e nei momenti in cui può essere più efficace».

“Quando parliamo di annegamenti – prosegue Mazza – conosciamo i numeri degli eventi drammatici che purtroppo si verificano, ma esiste anche un dato sul quale si riflette forse troppo poco: quello delle migliaia di interventi effettuati ogni anno che, grazie all’azione della Guardia Costiera e degli assistenti bagnanti, evitano che una situazione di pericolo si trasformi in tragedia. La prevenzione degli annegamenti riguarda tutti noi e il modo in cui scegliamo di vivere il mare e le acque in sicurezza, conoscendone e rispettandone i rischi, così da trascorrere una vacanza in piena serenità”.

 

Palermo, visita del Presidente della Repubblica Mattarella a Castello Utveggio, emblema della Sicilia che guarda al futuro

 

 

«Oggi non celebriamo soltanto la riapertura di un edificio, ma la scelta di investire su un luogo simbolo affinché continui a vivere e a generare valore per Palermo e per la Sicilia, aprendo le porte a congressi ed eventi istituzionali di alto profilo. Un luogo destinato a diventare sempre di più l’emblema della Sicilia che guarda al futuro, senza dimenticare le proprie radici».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo corso del Castello Utveggio di Palermo, in occasione della visita ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

La presenza del Capo dello Stato avvia dunque la nuova stagione del prestigioso complesso architettonico che, oltre all’apertura al pubblico attraverso le visite guidate avviate lo scorso dicembre, diventa adesso un convention center, polo d’eccellenza in grado di ospitare eventi istituzionali e turismo congressuale.

La Presidenza della Regione si è fatta carico di un importante intervento di restauro e di riqualificazione, rendendo possibile questa nuova fase della struttura, edificata tra il 1928 e il 1933 sul primo pizzo del promontorio di Monte Pellegrino. «Il Castello non è più soltanto un simbolo da ammirare – ha aggiunto Schifani – ma un luogo da vivere e da visitare. È tornato ad appartenere ai cittadini e ai tanti turisti che scelgono Palermo e i risultati lo dimostrano: dalla riapertura al pubblico sono già stati registrati circa 25 mila visitatori, con prenotazioni sold out fino alla fine di agosto. Da oggi si inaugura una nuova fase della sua storia, sempre più al servizio della collettività: continuerà ad essere aperto alle visite, ma si trasforma anche in un centro congressi internazionale, una scelta strategica che punta a farne un punto di incontro per istituzioni, imprese, università, ricerca e cultura. Questo traguardo – ha aggiunto – è il frutto di un lavoro condiviso e della convinzione che il patrimonio pubblico, quando amministrato con responsabilità e visione, può diventare una straordinaria risorsa per lo sviluppo. La Sicilia sta vivendo una stagione di rinnovato dinamismo. Siamo impegnati in un grande lavoro di modernizzazione, di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e di rafforzamento della competitività della nostra economia. La riapertura del Castello Utveggio segna una tappa importante di questo percorso: è il simbolo di una Sicilia che recupera e valorizza il proprio patrimonio, non solo per custodire la memoria, ma per creare nuove opportunità di crescita. Noi ci crediamo, dobbiamo crederci e continuiamo a crederci».

Il presidente ha fatto riferimento anche all’emergenza incendi che in questi giorni sta duramente colpendo la Sicilia. In particolare, Schifani ha rivolto un pensiero al vigile del fuoco Alessandro Marchì, che ha perso la vita nel corso delle attività di spegnimento di un incendio nelle campagne di San Cataldo. «Centinaia di roghi hanno interessato l’intero territorio regionale, mettendo a dura prova comunità, imprese e patrimonio ambientale. A tutte le donne e gli uomini che, ogni giorno, hanno operato senza sosta per fronteggiare questa emergenza desidero rivolgere il più profondo ringraziamento personale e dell’intera Regione. I piromani non colpiscono soltanto boschi e campagne, feriscono la Sicilia, mettono a rischio le comunità e offendono il lavoro di quanti ogni giorno si spendono per difenderla. La migliore risposta a questa violenza è una Sicilia che non si arrende, che tutela il proprio patrimonio, che investe nella prevenzione e che continua a guardare al futuro con fiducia. È la stessa Sicilia che oggi celebriamo qui, nel Castello Utveggio: una terra capace di rialzarsi, di valorizzare le proprie eccellenze e di trasformare ogni sfida in un’opportunità di crescita».

Nella Sala plenaria, alla presenza di autorità e ospiti, si è svolta la cerimonia, condotta dalla giornalista Elvira Terranova e aperta dall’esecuzione dell’Inno nazionale. Nel suo intervento, la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, ha ricostruito la storia dell’edificio, raccontando dettagli suggestivi sul progetto, sugli ambienti, sull’occupazione durante la seconda guerra mondiale e sulle attività in epoca più recente. «Nel 2017 il Castello Utveggio, proprietà del demanio della Regione Siciliana – ha sottolineato Giuliano – è stato dichiarato con decreto del dipartimento regionale dei Beni culturali sito di “interesse culturale particolarmente importante”, in quanto riveste eccezionale valenza estetico identitaria. Costituisce, infatti, un sito di incomparabile fruizione visiva del paesaggio dell’intera città ed è esempio di grand hotel dedicato al turismo di élite, che testimonia l’attività imprenditoriale di Michele Utveggio».Tra i locali più interessanti la suite presidenziale del terzo piano, denominata la “Stanza del Papa”, in onore di Giovanni Paolo II che vi dormì nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1995, in occasione della storica visita pastorale a Palermo per il terzo Convegno delle Chiese d’Italia. «La scelta di fare alloggiare Papa Wojtyla al Castello Utveggio non fu solo legata al prestigio del luogo – ha aggiunto la soprintendente Giuliano – ma anche a precise ragioni di sicurezza e riservatezza. L’isolamento del castello sul Monte Pellegrino lo rendeva la fortezza perfetta per proteggere il pontefice in un’epoca ancora fortemente segnata dalle ferite delle stragi mafiose del 1992. Oggi la stanza rappresenta la tappa principale e più emozionante del percorso di visita del terzo piano».

Il pomeriggio è stato arricchito da un concerto offerto dall’Orchestra sinfonica siciliana, con la direzione di Francesco Di Mauro, che ha eseguito brani di Ennio Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani.

SCHEDE

Il Castello diventa Convention center
Castello Utveggio inaugura la stagione convegnistica unendo il prestigio di un’architettura storica agli ambienti recentemente restaurati dalla Presidenza della Regione Siciliana. Offre una location di alto profilo per eventi corporate, congressi e meeting di rilievo internazionale con una suggestiva vista sulla Conca d’Oro e sul golfo di Palermo. L’edificio offre quattro diverse tipologie di sale dotate di tecnologie all’avanguardia: la sala plenaria con una capienza di 164 posti; la sala con 64 posti, versatile e funzionale, ideale per convegni e congressi di medie dimensioni, workshop, formazione professionale ed eventi riservati; la sala da 28 posti con uno spazio raccolto e riservato, per riunioni di lavoro, consigli direttivi, tavole rotonde e incontri istituzionali; e, infine, la sala con una capienza fino a 23 posti, ideale per ospitare riunioni, meeting aziendali e consigli direttivi. La Regione ha assegnato i servizi a un operatore economico esterno attraverso procedura negoziata di affidamento in concessione per la gestione integrata delle attività congressuali, culturali, scientifiche, turistiche e formative.

Da dicembre 2025 a oggi circa 25 mila visitatori
Dal 5 dicembre 2025, data di apertura al pubblico, e fino allo scorso 19 luglio sono stati 24.388 i visitatori tra ingressi singoli, di scuole e di associazioni. Le prenotazioni sono sold out fino ad agosto 2026, dopo che il dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali della Regione Siciliana ha prorogato la possibilità di visitare lo storico edificio sul Monte Pellegrino di Palermo; al 31 agosto si prevedono oltre 27 mila persone. Il 56,76% dei visitatori è rappresentato da donne e il 43,24% da uomini. I più numerosi sono nella fascia d’età compresa tra i 46 e i 70 anni (65,5%), seguita dalla fascia 26-45 anni (23,94%), mentre i giovani fino a 25 anni sono il 10% e l’1% è oltre i 70 anni, comprese persone con disabilità e invalidità che hanno usufruito dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Roghi tossici in Sicilia,denunciata una persona e sequestrato un terreno in Sicilia

 

 

 – Ragusa, 25/07/2026
Non si arresta l’attività di contrasto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa ai reati ambientali. L’obiettivo primario resta la repressione del fenomeno delle cosiddette “fumarole”, che durante la stagione estiva minano la salute pubblica, appestano l’aria rendendola irrespirabile e provocano continui disagi ai residenti delle are interessate. Continuano, pertanto, i servizi di controllo sul territorio, che già nelle scorse settimane hanno permesso di individuare diversi siti di stoccaggio e smaltimento illecito di rifiuti speciali, con il conseguente deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ragusa, dei presunti responsabili ed il sequestro di ampie porzioni di terreno agricolo.
Una ulteriore operazione a tutela del territorio e della salute pubblica ha visto in azione la Stazione dei Carabinieri di Scoglitti, affiancata dal fondamentale supporto dall’alto del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania. Il blitz è scattato alle prime luci dell’alba nella contrada Alcerito, zona spesso interessata al fenomeno in argomento. La vista aerea, garantita dall’elicottero dell’Arma, ha permesso di individuare in tempi rapidi un’area, dell’estensione complessiva di circa 700 metri quadrati, trasformata in sito di stoccaggio rifiuti a cielo aperto e interessata da roghi tossici in corso
. A bruciare erano grandi cumuli di rifiuti speciali, principalmente costituiti da scarti vegetali da lavorazione serricola e, soprattutto, plastica agricola dismessa. I militari hanno celermente messo in sicurezza l’area interessata dalle fiamme, provvedendo, subito dopo, al suo sequestro preventivo e al deferimento in stato di libertà del proprietario terriero, un 46enne di Vittoria, che dovrà rispondere delle accuse di gestione non autorizzata di rifiuti e combustione illecita. La posizione e l’effettiva responsabilità dell’indagato  -informa il Comando – sarà vagliata nel corso del procedimento penale, come legislativamente previsto.

PalaNesima: Angelo Scuderi consigliere comunale, ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere del PalaNesima per verificare lo stato di avanzamento dei lavori.

 

 

 

 

Catania,

La V Commissione Consiliare Lavori Pubblici del Comune di Catania, presieduta dal consigliere Angelo Scuderi, ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere del PalaNesima per verificare lo stato di avanzamento dei lavori.

Al sopralluogo hanno preso parte i componenti della Commissione Melania Miraglia, Fabio Curró, Santo Arena e Maurizio Zarbo, che hanno potuto constatare come l’intervento abbia raggiunto circa l’80% dell’esecuzione prevista, nel pieno rispetto del cronoprogramma.

Un’ operazione fortemente voluta dall’allora Assessore ai Lavori Pubblici e allo Sport Sergio Parisi, che ha promosso e seguito l’avvio di un progetto destinato a rappresentare un’infrastruttura storica per il quartiere di Nesima e per l’intera città di Catania.

Nel corso della visita è stata inoltre evidenziata la necessità di programmare gli interventi di sistemazione delle aree esterne al palazzetto, con particolare riferimento alla viabilità, ai percorsi pedonali e alle opere di accessibilità, affinché il nuovo impianto possa essere pienamente fruibile e integrato con il contesto urbano circostante.

«L’intuizione dell’Assessore Parisi sulla rinascita del PalaNesima – ha dichiarato il presidente della Commissione, Angelo Scuderi – si è rivelata vincente, soprattutto nella visione di recuperare un’area che fino a pochi anni fa versava in condizioni di degrado. Oggi sta prendendo forma una struttura che offrirà un servizio fondamentale alla città, valorizzando anche gli altri impianti sportivi presenti nella zona. Il PalaNesima sarà un punto di riferimento non soltanto per i residenti del quartiere, ma per l’intero comprensorio catanese, con la capacità di attrarre atleti, società sportive e appassionati, grazie anche all’eccellente accessibilità garantita dalla metropolitana e dagli altri collegamenti viari.»

La Commissione-informa il Comune- continuerà a monitorare l’andamento dell’opera fino al completamento dei lavori, affinché il Pala Nesima possa essere consegnato alla città nei tempi previsti, diventando uno dei principali poli sportivi del territorio.

 

Zelensky studia i nuovi aspetti militari, economici e diplomatici

 

 

 

Kiev

– La difesa del Mar Nero, la protezione delle infrastrutture strategiche e il rafforzamento della cooperazione con gli alleati rappresentano i cardini della pianificazione definita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una riunione con il governo e i vertici militari dedicata alle priorità operative dei prossimi mesi.       Sotto la lente di ingrandimento aspetti militari, economici e diplomatici della risposta di Kyiv.

Dichiara Zelensky : “La Russia continua a condurre operazioni terroristiche contro l’Ucraina e contro le nostre infrastrutture”, , osservando che la pressione di Mosca colpisce il sistema energetico, il mercato dei carburanti, il comparto agricolo e la capacità di esportare cereali.

In questo quadro, il presidente ha annunciato che, insieme ai vertici delle Forze armate e al ministero della Difesa, “abbiamo stabilito come le nostre forze opereranno in futuro nelle acque del Mar Nero”, mentre il governo predisporrà un pacchetto di misure da concordare con i partner internazionali per tutelare le attività economiche e consolidare la resilienza del Paese.

Zelensky ha inoltre ribadito che “i missili per i sistemi Patriot restano la priorità assoluta”, chiedendo una rapida attuazione degli impegni assunti dagli alleati. La riunione ha sancito anche una riorganizzazione ai vertici del sistema di sicurezza nazionale.

Insieme a Rustem Umerov, già ministro della Difesa e oggi impegnato nel coordinamento della cooperazione internazionale in materia di sicurezza, e a Ihor Klymenko, ministro dell’Interno responsabile della sicurezza interna e della protezione civile, il presidente ha definito “i parametri del futuro lavoro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa”, precisando che la nuova organizzazione entrerà in vigore dopo gli “incontri programmati negli Stati Uniti”.

Incendi, Mattarella “Profondamente rattristato per la morte del Vigile del Fuoco in Sicilia Esprimo cordoglio”

 

 

 

Roma

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Prefetto Attilio Visconti, si è così espresso.. 

Ho appreso la notizia del decesso del Capo Reparto dei Vigili del Fuoco Alessandro Marchi, durante operazioni di spegnimento di un incendio di vegetazione – provincia di Caltanissetta. Profondamente rattristato, esprimo a Lei e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco la mia solidale vicinanza, pregandola di far pervenire ai familiari le espressioni di commossa partecipazione al loro cordoglio”. . 

 

Dissesto, 14,9 milioni di euro per cinque interventi di messa in sicurezza in Sicilia

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Gli interventi riguarderanno i comuni di Raddusa, Rometta, Casalvecchio Siculo, Godrano e Ciminna.

 

Cinque importanti interventi su frane in altrettanti comuni per complessivi 14,9 milioni di euro. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha approvato una graduatoria che darà avvio alle opere programmate dagli uffici diretti da Sergio Tumminello in sinergia con l’Autorità di bacino e finanziate con risorse Pr Fesr 2021-27.

Gli interventi riguarderanno i comuni di Raddusa, Rometta, Casalvecchio Siculo, Godrano e Ciminna.

«Riusciamo a impiegare queste risorse per la difesa del suolo e a salvaguardia della pubblica incolumità – spiega Schifani – perché a monte c’è un’attività importante degli uffici che incrociano dati e priorità, ottimizzando e razionalizzando gli strumenti e le opportunità di finanziamento. L’opera di contrasto al fenomeno del dissesto idrogeologico non può e non deve conoscere sosta e i risultati ottenuti ci confermano la validità del percorso intrapreso».

Nello specifico, a Raddusa, nel Catanese, si effettueranno lavori di risanamento dei dissesti dei terreni in contrada Libbra per un importo di 3,7 milioni di euro. Si interverrà nel centro abitato di Rometta (nel Messinese) sul versante di nord est per un importo di 1,2 milioni di euro.

Buone notizie – comunica la Regione -anche per il consolidamento dei pendii in frana nella frazione di San Carlo a Casalvecchio Siculo (sempre in provincia di Messina) che può contare su un budget di 1,5 milioni di euro e per la sistemazione della strada comunale adiacente a piazza Fiera a Godrano nel Palermitano per un importo di 900 mila euro. Inserito in questa programmazione, per un importo di 7,6 milioni, anche il consolidamento del movimento franoso del quartiere di Santa Croce a Ciminna, sempre in provincia di Palermo.

La graduatoria degli interventi è stata stilata dagli uffici diretti da Tumminello, di concerto con quelli dell’Autorità di bacino guidati da Carmelo Frittitta, con la piena collaborazione delle amministrazioni comunali interessate. Per tutte queste opere , avverte la Regione Sicilia, sono già disponibili i documenti progettuali, requisito essenziale affinché si possa procedere in tempi rapidi ai bandi di gara per ciascuna di esse, una volta che saranno definite le ultime verifiche tecniche.

‘Ndrangheta, ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Reggio Calabria, arrestate 35 persone con 47 capi di imputazione tra cui il metodo mafioso

 

 

 

 

 

Reggio Calabria

–  L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria , ha consentito  l‘arresto di 35 persone, adesso in carcere. Contestati a vario titolo 47 capi di imputazione, tra cui associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso, detenzione di armi e tentato sequestro di persona a scopo di estorsione.

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Palmi e Gioia Tauro, hanno ricostruito l’intera filiera del narcotraffico organizzato dalla cosca Alvaro di Sinopoli: dall’importazione di cocaina dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro — con la complicità di alcuni portuali — fino alla distribuzione nelle piazze di spaccio.

Una prima fase dell’inchiesta ha preso le mosse dall’analisi di chat criptate della piattaforma “SKY ECC”, rivelando come la rete fosse gestita tra il 2020 e il 2021 da due detenuti, compagni di cella, tramite i propri congiunti all’esterno. Successivi accertamenti, svolti tra il 2023 e il 2024, hanno confermato la piena operatività del gruppo, guidato dal figlio di uno dei boss arrestati. La droga veniva spedita principalmente verso Catania e Palermo tramite corrieri a bordo di vetture fornite da autonoleggiatori compiacenti.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 300 chili di cocaina complessivi e sventati episodi di violenza, tra cui il tentato sequestro di un acquirente moroso e l’intimidazione a colpi d’arma da fuoco contro un esercizio commerciale per eliminare la concorrenza locale. Il blitz ha visto l’impiego dei comandi provinciali di dodici province e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Calabria.

Emergenza incendi in Sicilia ma occorre intensificare l’azione nei cieli dei canadair

 

 

 

Palermo,

L’emergenza incendi  da giorni sta coinvolgendo l’intera Sicilia con roghi estesi su varie zone dell’agrigentino, del catanese, del palermitano e del messinese. Diramato il massimo livello di allerta, non solo per gli incendi, ma anche per le diffuse ondate di calore e scirocco che – insieme alla mano di alcuni piromani – stanno contribuendo ad alimentare le fiamme, rendendo difficili le operazioni di contrasto da parte deigli organi competenti

La zona più critica è quella dell’agrigentino, dove dalla primissima mattinata proseguono le operazioni di evacuazione delle abitazioni a Santo Stefano Quisquina e nelle contrade limitrofe. Si intensifica l’azione sui cieli dei canadair, con il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha già concordato con la Protezione Civile l’arrivo di un altro aereo che implementi la flotta operativa.

Situazione problematica anche in tema di energia elettrica, con black-out estesi in particolare nel palermitano, dove il forte vento sta incidendo nella formazione di numerose cappe di fumo, presenti anche nella zona dei Monti Sicani e in alcuni settori della Sicilia orientale.

È iniziata ad Agrigento all’alba l’evacuazione dei residenti delle contrade Canfuto e Bosco Kadera, a Santo Stefano Quisquina, dove un vasto incendio, alimentato dal forte vento di scirocco, sta avanzando verso il centro abitato. Intorno alle 5 il sindaco Francesco Cacciatore, attraverso un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, ha invitato gli abitanti delle due contrade a lasciare immediatamente le proprie abitazioni. Nel corso della mattinata il numero delle persone evacuate in via precauzionale ha superato il centinaio. Particolare preoccupazione riguarda alcune strutture sensibili, tra cui la clinica Ignazio Attardi, un deposito di ossigeno, un distributore di carburante e una fabbrica di giochi pirotecnici, presidiate dai vigili del fuoco per evitare che le fiamme possano raggiungerle.

Sul posto sono impegnate numerose squadre dei vigili del fuoco, con rinforzi arrivati anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, mentre carabinieri e polizia stanno garantendo il supporto alle operazioni e la sicurezza dell’area. Sono entrati in azione anche i canadair, che stanno effettuando i lanci d’acqua sui fronti più critici del rogo. Le fiamme hanno interessato anche l’area del Teatro Andromeda e si sono spinte fino ai pressi dell’Eremo di Santa Rosalia. .

Roghi  anche nel Catanese, a Belpasso, e nel Siracusano, su più fronti.

Il territorio di Monreale, un vasto polmone verde alle porte di Palermo, è tra i piu’ colpiti. Il vento di scirocco della notte scorsa ha soffiato sulle fiamme propagatesi rapidamente e distruggendo la vegetazione del bosco di Casaboli.