Palermo, Vucciria, ucciso figlio(incensurato ) di boss condannato per mafia

Nuoro, arrivano le nuove auto e moto della polizia stradale - La Nuova  Sardegna Nuoro

Altro  omicidio alla Vucciria di Palermo, storico mercato della città, dove è stato ucciso un uomo. Tempo qui venne aggredita ed uccisa una coppia gay di Torino. Procede la Squadra mobile di Palermo. La vittima, non aveva precedenti penali. La vittima si chiamava Emanuele Burgio e aveva 26 anni. E’ stato ucciso a colpi di arma da fuoco in via dei Cassari. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma l’uomo è morto in ospedale.

La Squadra mobile ha sentito per tutta la notte parenti e conoscenti della vittima. E cerca dei testimoni. Si stanno controllando anche le videocamere di sorveglianza che ci sono nella zona, per verificare se sono stati registrati i momenti degli spari.

La vittima era il figlio di Filippo Burgio, che in passato è stato condannato per mafia perché considerato il ‘cassiere’ del clan di Porta Nuova e uomo del boss Gianni Nicchi. Filippo Burgio, in passato, era stato anche coinvolto nell’operazione dei carabinieri ‘Hybris’ di dieci anni fa e condannato definitivamente.

Scene di disperazione nella notte davanti al Policlinico di Palermo dove è morto il giovane. Un centinaio di persone, tra amici e conoscenti della vittima, si sono radunati nei pressi dell’ospedale per avere notizie del congiunto. Quando si è appresa la notizia della morte in molti hanno iniziato a gridare e a piangere. Qualcuno si è sentito male.

Ag

Campagna vaccinale: somministrate quasi 32 mila dosi, presto le Regioni tramuteranno il colore in bianco

Operatore derubava pazienti in ospedale - Liguria - ANSA.it

Finoggi,la campagna vaccinale procede  sempre più velocemente Lo attesta l’Istituto Superiore di Sanità secondo il quale al  26 maggio 2021, sono state somministrate 31.872.815 delle 35.695.017 dosi di vaccino finora consegnate: 21.688.857 prime dosi e 10.183.958 seconde dosi”.

Inoltre, “al 26 maggio, il 92% degli ultraottantenni in Italia ha ricevuto almeno una dose di vaccino e più dell’81% ha completato il ciclo; 19 Regioni/Province autonome hanno una copertura superiore all’80% in questo gruppo di età” riporta l’Istituto superiore di sanità.

Riguardo la fascia d’età  70-79enni,  “circa l’81% della popolazione in questa fascia di età ha ricevuto almeno una dose di vaccino; 14 Regioni/Pa hanno una copertura per 2 dosi superiore all’80% per questa fascia, mentre 7 Regioni/Pa hanno una copertura vaccinale compresa tra il 60-79%”.  E’ anche il momento di convertire i reparti Covid in settori ordinari di cura ospedaliera

Dieci beni immobili nel comune di Napoli, sottratti alla criminalità

Beni confiscati alla mafia, il flop della gestione statale: attive solo 39  imprese su 780 - la Repubblica

Gli immobili confiscati alla Mafia saranno da assegnare ad associazioni ed enti del terzo settore.   Approvata la proposta dell’Assessore Felaco

Napoli,

Dieci beni immobili nel comune di Napoli, sottratti alla criminalità organizzata da assegnare ad associazioni ed enti del terzo settore. È stata approvata in Giunta, su proposta dell’Assessore con delega ai beni confiscati Luigi Felaco, l’individuazione delle aree di intervento ai fini dell’assegnazione, in concessione d’uso gratuito per finalità sociali di 10 beni immobili confiscati alle mafie trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Napoli.

A breve gli uffici provvederanno alla pubblicazione del bando pubblico di partecipazione che comprende il calendario di sopralluoghi utili a visionare i beni immobili da parte delle associazioni interessate. “Con questa delibera, a seguito di un percorso partecipato, decidiamo di assegnare in concessione d’uso gratuito ai soggetti previsti dall’art. 48 del decreto legislativo 1592011 e ss.mm.ii. i beni confiscati alle mafie per attività destinate all’infanzia, attività culturali, attività per giovani, anziani, case rifugio per emergenze legate alla violenza di genere, attività di inclusione sociale e tutela delle fasce deboli, formazione e altre attività socialmente rilevanti.

Si tratta di un segnale importante, in un momento in cui la violenza della camorra riesplode nelle strade, per dire con i fatti che la città appartiene ai giovani e non, ai più fragili, a chi fa del bene. I beni confiscati alla camorra ora sono beni di tutti. Appartamenti sottratti ai clan che vengono restituiti alla città negli spazi fisici e nei servizi che li animeranno, da qui in poi. Un risultato che segue i numerosi interventi del Sindaco Luigi de Magistris, i sopralluoghi e il lavoro di tanti uffici tecnici comunali, dell’ufficio di Gabinetto del Sindaco, dello staff dell’Assessorato e i confronti con la rete degli assegnatari dei beni confiscati, gli amministratori pubblici, il prezioso contributo del CUP Comitato Unitario delle Professioni, del DiARC Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e ovviamente di Libera Campania” afferma l’Assessore Felaco.

 

Ragusa, “Operazione Centoventuno”, frode ai danni del bilancio Ue,fatture false, riciclaggio….

 

Operazione Centoventuno - Frode ai danni del bilancio UE, bancarotta, emissione ed utilizzo di fatture false e riciclaggio

RAGUSA,

Lotta agli sprechi del denaro pubblico.Militari del Comando Provinciale di Ragusa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica nei confronti di una organizzazione responsabile di numerose truffe per l’indebito ottenimento di finanziamenti comunitari concessi tra il 2013 ed il 2018 per l’impianto e l’ammodernamento di strutture serricole nelle campagne del vittoriese.

Quindici le persone indagate a vario titolo nell’ambito dell’operazione “CENTOVENTUNO”, portata a termine dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ragusa, con il coinvolgimento di sei aziende ed imprese agricole, utilizzate dagli indagati per accedere indebitamente ai contributi che l’Unione Europea mette a disposizione per lo sviluppo del settore in attuazione della “Misura 121- ammodernamento delle aziende agricole”.

Per cinque degli indagati i giudici hanno configurato l’accusa di associazione a delinquere (art. 416, commi 1 e 2 c.p.), finalizzata alla truffa ai danni della UE (art. 640 bis c.p.) all’utilizzo ed emissione di fatture false (artt. 2 e 8 D. Lgs. 74/2000), bancarotta fraudolenta (art. 216 legge fallimentare) e autoriciclaggio (art. 648 ter 1 c.p.), perché considerati principali artefici dell’intero articolato disegno criminoso, ideato e promosso da T.G. (classe ’56) imprenditore agricolo di Vittoria. Gli altri quattro, familiari e persone vicine, sono:

  • T.S. (classe 1983) di Vittoria (RG), figlia di T.G. e legale rappresentante protempore di alcune delle società coinvolte;
  • T.F. (classe 1991), figlia di T.G., di Vittoria (RG);
  • B.M. (classe 1986) di Vittoria (RG), legale rappresentante protempore di alcune delle società coinvolte e marito di T.S.;
  • D.S. (classe 1959) di Comiso (RG), perito agrario incaricato di predisporre i progetti utilizzati per accedere indebitamente ai finanziamenti ed attestare falsamente il corretto stato avanzamento lavori (S.A.L.) per l’erogazione dei contributi.

Sequestrati anche 19 immobili ed orologi di superlusso

Tra gli altri indagati, oltre a soggetti piccoli imprenditori che si sono prestati ad agevolare le diverse fasi delle truffe scoperte, figurano anche quattro funzionari ed un dirigente dell’Ispettorato Provinciale Agrario di Ragusa, incaricati di procedere ai controlli per constatare lo stato dei lavori, in realtà non realizzati.

L’indagine delle Fiamme Gialle è scaturita dagli sviluppi di una relazione dell’AGEA inviata in Procura, nella quale venivano segnalate incongruenze in merito alle domande di accesso ai finanziamenti presentate da alcune società agricole che avevano ottenuto l’anticipo di contributi economici previsti dal Programma di sviluppo Rurale Regione Sicilia 2007/2013 – Misura 121. L’attività investigativa delegata dall’A.G. si è articolata sui tradizionali mezzi di ricerca delle prove tipiche delle indagini di polizia economica e finanziaria, quali l’acquisizione di documentazione, l’escussione a sommarie informazioni testimoniali di persone informate sui fatti, l’esecuzione di riscontri nelle scritture contabili delle aziende coinvolte, l’esame della documentazione bancaria di supporto, tutto potendo sempre contare sul supporto delle risultanze ottenute dall’incrocio delle banche dati in uso al Corpo.

All’esito degli accertamenti si rilevava l’esistenza di un sodalizio criminale promosso, coordinato e diretto dall’indagato T.G. che, tramite numerose società agricole a lui o a suoi familiari riconducibili, attraverso un complesso sistema di false dichiarazioni ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, molte delle quali emesse da una società (successivamente fallita), ha ottenuto indebitamente quasi 2 milioni di euro di contributi grazie anche alle condotte di compiacenti funzionari dell’ispettorato Provinciale Agrario di Ragusa.

Il modus operandi utilizzato prevedeva la predisposizione di articolati progetti di ammodernamento, destinati poi a rimanere solo sulla carta, idonei però ad essere presi a base dagli organi eroganti per l’assegnazione ed il pagamento dei contributi. Infatti, a fronte di un contributo deliberato pari al 40% del valore totale del progetto, vi era immediatamente l’erogazione di un’anticipazione pari al 50% del valore deliberato (20% del totale del progetto). Successivamente, l’istante poteva presentare uno o più stati avanzamento lavori, allegando apposita relazione tecnica, corredata dalle fatture quietanzate riportanti gli estremi della data e del numero del titolo di spesa, del nominativo del fornitore, dell’imponibile e della descrizione della fornitura, per ottenere fino ad un ulteriore 45% del contributo deliberato.

Difatti l’istante poteva ottenere dal momento in cui la propria domanda risultava ammissibile e fino a quanto i lavori erano completati un ammontare pari al 95% del contributo riconosciutogli. In sintesi si è appurato che:

  • tutte le aziende agricole beneficiarie dei contributi, dapprima sotto forma di società semplici, erano tutte formalmente intestate a parenti e affini del principale indagato T.G.;
  • per agevolare l’esito favorevole dell’accoglimento delle istanze tendenti all’ottenimento dei contributi economici le società venivano trasformate nella natura giuridica diventando società a responsabilità limitata (s.r.l.);
  • le somme erogate mediante esibizione di fatture per operazioni inesistenti venivano successivamente fatte transitare da un’azienda all’altra per poi confluire nelle disponibilità degli indagati;
  • nessuna opera di completamento dei lavori indicati nei progetti era stata eseguita nonostante le attestazioni dei periti e degli Ispettori Provinciali, rilevatesi false. Infatti, i sopralluoghi effettuati in corso di indagine da parte dei militari operanti accertavano, nei luoghi indicati per i lavori eseguiti, la presenza solo di vecchie strutture serricole che non avevano subito alcun ammodernamento ed in alcuni casi venivano rinvenute targhette che permettevano di verificare che gli impianti erano stati realizzati con precedenti finanziamenti pubblici;
  • una delle società utilizzate per l’emissione delle false fatture impiegate per giustificare fittiziamente i lavori eseguiti è fallita nel 2019 anche a causa del dissesto finanziario causato dagli indagati. Il G.I.P. del Tribunale di Ragusa, accogliendo le richieste formulate dal P.M., condividendo l’intero quadro probatorio emetteva apposita ordinanza Applicativa di Misura Cautelare Reale del sequestro preventivo in forma diretta e per equivalente per ciascun capo di imputazione formulato fino alla concorrenza della somma complessiva di euro 2.693.044,14.

Nel corso delle perquisizioni, sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro:

  • denaro contante, saldi di conto corrente, polizze, depositi al risparmio, depositi titoli per un valore complessivo pari ad euro 128.488.67;
  • 19 Immobili (abitazioni, magazzini etc.) e 14 terreni per un valore complessivo di euro 1.502.613,91;
  • Nr. 6 società agricole, nr. 1 Holding, nr. 1 società di riciclo plastica (quote di capitale sociale interamente versate 159.850 euro);
  • Nr. 13 orologi di lusso, e numerosi accessori in oro di particolare pregio (bracciali, monili, orecchini, collane etc.) per i quali sono in corso le operazioni di stima;
  • documentazione attestante il fatto che il principale indagato T.G., nel corso degli anni, per mettersi al riparo da future pretese erariali o da azioni giudiziarie aveva costituito un trust dove aveva fatto confluire tutti i suoi beni tra cui immobili di pregio e strutture ricettive, che invece sono state oggetto del provvedimento ablatorio eseguito.

L’attività in esame costituisce un esempio dell’impegno che la Guardia di Finanza sviluppa quotidianamente nella lotta agli sprechi di denaro pubblico allo scopo di tutelare un utilizzo trasparente ed efficiente dei finanziamenti nazionali e comunitari, tanto più importante in un contesto emergenziale come quello attuale.

Il ritorno di Demis Facchinetti, a tempo di rock

Si sentiva nell’aria, tra l’ormai discendente parabola dei trappers e company e il vintage tradizionale dei Dinosauri, la mancanza del rock puro, radicato nel “roll” degli anni ’50 ma bene presente nel Made in Italy di Vasco degli anni Ottanta.
Si tratta di Demis Facchinetti, bresciano e non più ragazzino, che – con il suo nuovo singolo, realizzato insieme al bravo Luca Marchetti – incita a vivere “carpe diem”, a cogliere l’istante fuggente, tra energia buona, leggerezza solida e quel pizzico di disordine a volte perfetto e provocatorio che ha il sapore della sana follia.
“Indelebile”, è un singolo dal tratto estivo ma buono per tutte le stagioni, è una sfrenata corsa verso la ricerca di un amore a tutti i costi fatto di emozioni destinate ad essere tatuate per sempre nella memoria e nel cuore.

Note d’Autore
Demis Facchinetti bresciano classe 1979, comincia a fare i primi passi in campo musicale all’età di 10 anni. Studia canto, pianoforte e chitarra che diverrà parte caratterizzante della composizione
artistica dei suoi brani. Successivamente calca numerosi palchi, dai locali alle piazze d’Italia con diverse formazioni tra i quali DNA e LAXO.
La grande occasione si presenta nel 2010. Demis approda al talent show di Canale 5 “Italia’s Got Talent” dove si misura con una giuria d’eccezione composta da : Maria De Filippi, Rudy Zerbi e Gerry Scotti e giunge in finale classificandosi al terzo posto con “Me ne frego di tutto”.
Nel 2016 entra nella compilation “Sognando Sanremo” con grandi artisti della musica italiana come Renato Zero, Nek, Patty Pravo e tanti altri, con il brano “100 Baci”.
Nel 2019 la svolta, “Il gioco del segreto” un brano singolo in cui Demis oltre ad essere artista è anche produttore discografico del suo lavoro.

Arriva l’anno 2020 ed è il momento di Festeggiare i 10 anni di “Me ne frego di tutto”, l’ 11 Maggio esce la versione ufficiale suonata da DRB.
Nel giugno 2020 esplode “Asia”, una storia d’amore tra rock italiano e pop internazionale.
Il 28 Maggio del 2021 esce il nuovo singolo “Indelebile”, con quale Demis si consacra come pop rocker d’autore.

Dietro le sbarre chi assaltava i bancomat di Trapani e Catania

Assalti ai bancomat, presa banda del Pilastro - Cronaca -  ilrestodelcarlino.it

Assalti ai bancomat con gli escavatori. Vasta operazione della Polizia contro alcune bande criminali attive nelle province di Trapani e Catania. Oltre un centinaio di poliziotti delle Squadre mobili trapanese ed etnea, coordinati dal Servizio centrale operativo, insieme agli investigatori del commissariato di Marsala, stanno dando esecuzione a 18 provvedimenti cautelari richiesti dalla Procura di Marsala contro altrettanti indagati.

L’accusa, a vario titolo, è di associazione a delinquere, furto, danneggiamento aggravato e simulazione di reato. In corso anche numerose perquisizioni con l’ausilio di unità cinofile dei reparti Prevenzione crimine e di un elicottero del reparto Volo di Palermo.

Unicef: la Fontana Senatoria del Comune di Messina in blu per i diritti dei bambini

l Comune di Messina ha aderito all’iniziativa “Lunga vita ai diritti”, lanciata da Unicef e Anci per celebrare il trentennale della ratifica italiana della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per l’occasione, l’Amministrazione comunale al fine di porre l’attenzione sulla tematica, quale gesto simbolico di adesione alla campagna di sensibilizzazione della cittadinanza finalizzata a promuovere il benessere dei minorenni, illumina di colore blu sino a sabato 29, la Fontana Senatoria di Piazza Unione Europea.

La Convenzione ONU, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 e ratificato al mondo con 196 Stati Parte, è un documento di eccezionale importanza poiché riconoscendo tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, ha portato al miglioramento della vita di bambini e adolescenti e al cambiamento della percezione relativa all’infanzia: bambini non più visti come oggetto di cura ma come soggetti di diritto.

Tra questi diritti, quello all’educazione, all’istruzione e allo studio come diritti inalienabili della persona. In particolare in questa fase di emergenza sanitaria da Covid, il Comitato Onu ha invitato gli Stati ad attuare misure di mitigazione destinate a bambini, adolescenti e alle loro famiglie, per evitare che la situazione porti a un deterioramento del loro stato di salute e diventi un acceleratore della povertà e delle disuguaglianze, aggravando le vulnerabilità e le discriminazioni.

Legalità,il Sindaco Pogliese riceve il nuovo Questore Vito Calvino

 

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Foto Uf.Stampa Ct

Il sindaco Salvo Pogliese ha ricevuto, a Palazzo degli Elefanti, il nuovo questore di Catania, Vito Calvino, per un primo confronto sulle questioni legate alla sicurezza della Città.

Il primo cittadino ha evidenziato l’esigenza dei controlli preventivi e repressivi in tutta la Città, su cui le forze dell’ordine sono quotidianamente impegnate a tutela e garanzia dei cittadini.

“Sono molto contento – ha detto il sindaco Pogliese – di poter continuare un proficuo rapporto di collaborazione, grazie alla grande disponibilità mostrata dal questore Calvino, che conosce, già, la realtà catanese con le sue problematiche e le sue potenzialità. Gli auguriamo buon lavoro, consapevoli che la guida della Questura di Catania sia una sfida professionalmente stimolante”.

“Posso assicurare, ha detto da parte sua il nuovo questore, il massimo livello di attenzione per il territorio. L’azione della Polizia di Stato sarà tanto più efficace quanto più forte sarà la sinergia con le altre istituzioni, l’amministrazione comunale e la città tutta”.

A conclusione del primo confronto istituzionale, il sindaco Pogliese, nel salone Bellini, ha fatto omaggio, dell’Elefantino d’argento, al dottore Calvino, quale augurio di buon lavoro.

Si è spenta Carla Fracci, la Signora della danza italiana

 

Carla Fracci non c’è più… La signora della danza italiana, regina dei palcoscenici mondiali, si è spenta a Milano all’età di 84 anni. . La sua ultima apparizione è stata alla Scala due mesi fa dove ha tenuto una masterclass su ‘Giselle’.

CARLA FRACCI, UNA VITA IN PALCOSCENICO - 24 Ore News

 – Figlia di un tranviere dell’Atm, la Fracci è nata nel capoluogo lombardo il 20 agosto 1936 e a soli dieci anni, nel 1946, inizia a studiare alla Scuola di danza del Teatro alla Scala, dove ha tra gli insegnanti la grande coreografa russa Vera Volkova e dove si diploma nel 1954, per poi proseguire la sua formazione artistica partecipando a stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Dopo solo due anni dal diploma diviene solista, poi nel 1958 è già étoile della Scala.

Fino agli anni ’70 danza con alcune compagnie straniere quali il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è artista ospite dell’American Ballet Theatre. La sua notorietà artistica rimane prevalentemente legata alle interpretazioni dei ruoli romantici come Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini, o Giselle, accanto a partner come Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov e soprattutto il danese Erik Bruhn con il quale regala al pubblico un’indimenticabile interpretazione di ‘Giselle’ da cui nel 1969 viene realizzato un film. La Fracci nel 1964 sposa il regista Beppe Menegatti (da cui ha un figlio, Francesco) che sarà regista della maggior parte degli spettacoli da lei interpretati.

Alla fine degli anni ’80 dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli assieme a Gheorghe Iancu e nel 1981 interpreta in tv il ruolo di Giuseppina Strepponi, la moglie di Giuseppe Verdi, nello sceneggiato Rai sulla vita del grande compositore di Busseto. Nel 1994 diviene membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera. L’anno seguente è eletta presidente dell’associazione ambientalista “Altritalia Ambiente”. Dal 1996 al 1997 la Fracci dirige il corpo di ballo dell’Arena di Verona e nel 2003 le viene conferita l’onoreficenza italiana Cavaliere di Gran Croce. Nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della Fao.

Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, attività alla quale affianca la riproposta di balletti perduti e nuove creazioni sotto la direzione di Beppe Menegatti. Dal giugno 2009 al 2014 è assessore alla Cultura della Provincia di Firenze e nel 2015 Ambasciatrice di Expo Milano. Nel 2018 riceve il Premio nazionale Toson d’oro di Vespasiano Gonzaga e il 19 settembre 2020 quello alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.

ANCE CATANIA E DICAR: SI CREA UN PONTE TRA MONDO UNIVERSITARIO E LAVORATIVO

 

Settore edilizio, accordo di collaborazione tra Dipartimento di Ingegneria Unict e Associazione Costruttori

 

 

CATANIA –

Un ponte tra il mondo associativo e quello universitario, per aprire le porte del mondo del lavoro a studenti e neolaureati. Questo l’obiettivo della collaborazione nata tra Ance Catania e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università degli Studi di Catania (Dicar), illustrato durante l’ultimo webinar “Le prospettive occupazionali nel settore dell’Ingegneria civile ed edile”.

«In passato abbiamo lavorato spesso in sinergia con il Dicar, ottenendo ottimi risultati sia nella direzione delle ricerche scientifiche, che nell’organizzazione di convegni e seminari su tematiche di grande interesse – commenta Rosario Fresta, presidente di Ance Catania – L’intento è dare la possibilità ai giovani di guardare con ottimismo al futuro e ridare slancio al settore edilizio, avviando tirocini che diano spazio a risorse smart e menti brillanti. Il mondo del lavoro si è evoluto e le figure professionali richieste sono molteplici, da quelle tradizionali a quelle nuove che si affacciano su un mercato in continua evoluzione, come l’ingegnere civile con connotazioni di stampo gestionale».

«Dopo gli anni di crisi, a partire dal 2008 – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione dei Costruttori etnei Salvatore Messina – si guarda con ottimismo alla ripresa del settore, iniziata proprio i questi mesi, dopo l’emergenza pandemica, grazie alle nuove prospettive offerte dai bonus edilizi, dalle risorse economiche del Recovery Plan e dall’approvazione del Documento di Economia e Finanza 2021. Sono numerose le imprese che cercano nuove risorse da inserire nel proprio organico, in prima battuta con tirocini post laurea, poi con contratti di assunzione».

Soddisfazione espressa anche dal direttore del Dicar Enrico Foti: «Sono tante le iniziative proposte da Ance Catania e rivolte ai giovani: ricerche su progetti territoriali, borse di studio e attività propedeutiche per l’inserimento in azienda. Si tratta di un accordo proficuo per il collegamento tra i percorsi accademici e quelli professionali che, sono certo, potranno favorire lo sviluppo del nostro territorio, arginando la fuga dei nostri cervelli verso altre città».