Si dovranno utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti

Draghi sullo sblocco dei licenziamenti: incontro con i sindacati - La Stampa

 

Raggiunta l’intesa tra Governo, sindacati e imprese dopo  quasi 7 ore di confronto, l’avviso comune che impegna le aziende a utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti.

Il documento congiunto, è stato firmato dal premier Mario Draghi, dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dai leader di Cgil, Cisl e Uil e da Confcooperative, Cna, Confapi e Confindustria. All’avviso comune è stato associata anche l’istituzione di un tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi per governare e seguire eventuali emergenze sociali in vista del superamento del blocco dei licenziamenti in scadenza il 30 giugno.

Le parti sociali – si legge nel testo diffuso in serata da Palazzo Chigi – alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

In fermento i dipendenti dell’Istituto Incremento Ippico -Nervosismo e malessere nei rapporti tra le parti

 

La restaurata Tenuta Ambelia location della Fiera Mediterranea del Cavallo: "La Regione pensi ora ad avviare il rilancio" | BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia

Archivi Sud Libertà – Tenuta Ambelia dell’Istituto Incremento Ippico

 

 

DI  RAFFAELE  LANZA

Lo stato di malessere intervenuto tra le parti della controversia, dipendenti dell’Istituto Incremento ippico di Catania, e la direzione dell’Ente dà luogo al momento a diverse manifestazioni di nervosismo e insofferenza   Si discute adesso della debolezza sociale dei sindacati rappresentativi che sin dalla legge di rimodulazione della pianta organica dell’Istituto avrebbe dovuto preventivare ciò che non  hanno saputo prevedere anch’essi.    L’immobilismo politico-sì- d’accordo ma ogni forza sindacale,-è coro unanime – soprattutto chi vanta antiche tradizioni non si limita a svolgere un’azione locale di contrasto o a rilasciare commenti od interviste additando la politica il responsabile assoluto ma deve rispondere con senso di responsabilità pari al consenso c he rappresenta.     Marionette o sindacalisti nani che rivestono cariche importanti a Catania , segreteria generale o dirigente regionale sindacale,senza avere un tessuto lavorativo di responsabilità del lavoro del comparto e  quello dirigenziale,  equivale -equivale  come mandare in battaglia giovane personale regionale,ex contrattista,a riguardo,lanciato in avventure private o a stabilizzazioni dalla fascia Ae B al titolo corrispondente al titolo di studio. .

 

Ripristinare le corrette relazioni sindacali per tutelare i lavoratori di Fata Logistic Systems | La Retorica

 

Si dimentica l’obbligo morale – o diventa palese sempre più l’incapacità- di adempiere alle incombenze loro spettanti in conseguenza della carica che ricoprono o che il sindacato di riferimento, forse senza candidati, ha dato loro.. E’ anche questo il male oscuro che sta divorando i dipendenti oramai smarriti  e soffocati dalla  direzione dell’Istituto Incremento ippico ma anche l’assenza di autentica responsabilità sindacale connessa   ai vertici   dei dipartimenti della Regione siciliana

Riportiamo   uno stralcio del ricorso contro la Regione siciliana della legge n.17 del 2019 che rimodula la pianta organica dell’Istituto Ippico  Anche questo è punto d’attenzione del Giudice del Lavoro che presto , forse a giorni o più in là, si pronuncerà sul ricorso dell’Avv Buscemi presentato da diversi dipendenti che non aderito alle idee del Sindacato Cgil e del suo Segretario “generale”

CATANIA,

 

Ricorso ex art. 127 della Costituzione per il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso ex lege
dall’Avvocatura generale dello Stato presso i cui uffici è domiciliato in Roma alla via dei Portoghesi, 12;
Contro la Regione Siciliana, in persona del Presidente pro tempore , con sede in piazza Indipendenza, 21 – 90129
Palermo, per la declaratoria di illegittimità costituzionale degli articoli: 2, commi 7 e 8; 8; 13, commi l e 2; 15 commi
3 e 4 e 22 della legge Regione Sicilia n. 17 del 16 ottobre 2019, come da delibera del Consiglio dei ministri in data
12 dicembre 2019.

Nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 47 del 18 ottobre 2019 (n. 44), è stata pubblicata la legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 recante; «Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di attività produttive, lavoro, territorio e ambiente, istruzione e formazione professionale, attività culturali, sanità. Disposizioni varie».
Il Presidente del Consiglio ritiene che le disposizioni contenute negli articoli 2, commi 7 e 8; 8; 13, commi 1 e 2; 15 commi 3 e 4 e 22 siano illegittime per contrasto con diverse disposizioni costituzionali (indicate in relazione a ciascun articolo impugnato); pertanto propone questione di legittimità costituzionale ai sensi dell’art. 127, comma 1,della Costituzione per i seguenti
MOTIVI
Illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 7 ed 8 per contrasto con l’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001
(norma interposta) e dell’art. 117 della Costituzione.
L’art. 2 della legge regionale n. 17 del 2019 prevede:
Rimodulazione pianta organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia
1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano i rapporti di lavoro e d’impiego alle dipendenze dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia, tenuto conto dell’autonomia statutaria dell’Istituto, nel rispetto dell’art. 97, primo comma, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l’efficienza dell’Istituto in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi in Italia e nell’Unione europea;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta ed indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, nella seguente tabella A, è rimodulata l’attuale consistenza della dotazione organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia in base ai fabbisogni e al vigente sistema di classificazione del personale del comparto non dirigenziale del Contratto collettivo regionale di lavoro della Regione Siciliana e degli enti di cui all’art. 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
TABELLA A
Qualifica Categoria CCRL Dotazione organica attuale Nuova dotazione organica
operatori A 0 12
collaboratori B 0 1
istruttori C 30 3
funzionari D 1 1
TOT. 31 17

3. La consistenza della dotazione organica del personale appartenente al ruolo unico della dirigenza regionale è
fissata in 1 unità.
4. La dotazione organica totale dell’Istituto è di 18 unità.
5. Alle eccedenze di personale di ruolo, individuate a seguito della rimodulazione della dotazione organica di cui al comma 2, il dirigente responsabile dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia applica le procedure di cui all’art. 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, immediatamente dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
6. Ai fini della ricollocazione totale 0 parziale del personale in situazione di soprannumero e di eccedenza il dirigente responsabile dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia ed il dirigente generale del Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale sono autorizzati a stipulare apposito accordo di mobilità ai sensi del comma 5 dell’art. 33 del decreto legislativo n. 165/2001.
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7. L’accordo di mobilità di cui al comma 6 regola anche la copertura dei posti risultanti vacanti a seguito della
nuova dotazione organica.
8. Qualora ne ricorrano le condizioni, le eccedenze e le carenze di personale scaturenti dalla nuova dotazione
organica potranno essere regolate col ricorso all’istituto del distacco del personale ai sensi dell’art. 62 del Contratto
collettivo regionale di lavoro del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli enti di cui all’articolo 1
della legge regionale n. 10/2000.
9. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L’art. 2, recante norme concernenti la rimodulazione pianta organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia, si ritiene sia costituzionalmente illegittimo nei suoi commi 7 e 8.
Nel complesso, come detto, la disposizione disciplina un processo di rimodulazione in senso riduttivo della dotazione organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia e la conseguente gestione delle eccedenze secondo le previsioni dell’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001, normativa direttamente applicabile al personale della regione e degli enti da essa vigilati in base all’art. 23 della legge regionale n. 10 del 2000.
Al comma 7, viene stabilito, in particolare, che nell’accordo di mobilità, previsto dal precedente comma 6, sia disciplinata anche la copertura dei posti vacanti all’esito della riduzione della dotazione organica.
Si deve rilevare, in via generale, principalmente la controtendenza della previsione rispetto alle finalità dell’accordo.
La norma, infatti, appare orientata ad assicurare la ricollocazione del personale eccedentario e non la copertura di
posti vacanti.
Si ritiene che le norme in esame violino i principi contenuti nel decreto legislativo n. 165 del 2001, che si atteggia quale norma interposta, in particolare con l’art. 33, comma 5, contrasta con l’art. 117, comma 2, lettera l) della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile e, quindi i rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile, tra i quali certamente la materia del rapporto di impiego privatizzato e dei contratti collettivi.
Prevede, infatti, l’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001:
«1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall’art. 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullità degli atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile è
valutabile ai fini della responsabilità disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un’informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l’amministrazione applica l’art. 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell’ambito della regione tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché del comma 6.
6. I Contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si applicano le disposizioni dell’art. 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l’amministrazione colloca in disponibilità
il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa
essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la
diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità.
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8. Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell’indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. È riconosciuto altresì il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153».
Pertanto, quanto previsto ai commi 7 ed 8 dell’art. 2 in ordine alla possibilità di regolare la copertura dei posti risultanti vacanti all’esito della nuova dotazione organica in sede di accordo di mobilità, non trova riscontro nell’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che costituisce disposizione riconducibile alla materia dell’ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l) , della Costituzione.
Anche il comma 8 tratta congiuntamente la gestione delle eccedenze e delle carenze di personale dell’istituto oggetto dell’intervento normativo, prevedendo il ricorso al distacco disciplinato dall’art. 62 del CCRL, secondo cui l’Amministrazione di appartenenza del personale in distacco resta responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore. Anche in tal caso la legge regionale – laddove prevede uno strumento di gestione dell’eccedenza di personale, i cui oneri sono posti a carico dell’Amministrazione che presenta situazioni di eccedenza – detta disposizioni ulteriori rispetto alla legge statale, che non trovano riscontro nell’art. 33 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.
Il contrasto con tale disposizione emerge sol che si consideri che la norma interposta non contempla l’eventualità del distacco, ma prevede la risoluzione del rapporto (1) , nel caso sussistano i presupposti per il pensionamento, ovvero il ricorso a procedure di mobilità.
L’art. 33, comma 5 del decreto legislativo n. 165/2001, come già evidenziato, costituisce norma riconducibile alla materia dell’ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l) , della Costituzione.
Da ciò l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 7 e 8, della legge in esame.Illegittimità costituzionale dell’art. 8 per contrasto con l’art. 81, terzo comma, della Costituzione.
L’art. 8 prevede modifiche alla legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, disponendo testualmente «1. Al comma 1 dell’art. 79 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, le parole “31 dicembre 2018” sono sostituite dalle parole “31 dicembre 2019”.».

(1) L’art. 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 prevede che
«con decisione motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse le autorità indipendenti, possono, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal l° gennaio 2012 dall’art. 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il rapporto di lavoro e il contratto individuale anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non prima del raggiungimento di un’età anagrafica che possa dare luogo a riduzione percentuale ai sensi del citato comma 10 dell’art. 24. ………..».

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In ragione delle considerazioni che precedono, la norma di cui all’art. 8 contrastando con il parametro interposto rappresentato dall’art. 3, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 47 del 2014, eccede le competenze attribuite alla Regione dagli articoli 14 e 17 dello Statuto di autonomia e viola un principio fondamentale nella materia, di legislazione concorrente, del «coordinamento della finanza pubblica», di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Al riguardo, è necessario evidenziare che la giurisprudenza è costante nell’affermare che anche gli enti ad autonomia differenziata sono soggetti ai vincoli legislativi derivanti dal rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica ( cfr. sentenza n. 77 del 2015 e le pronunce ivi richiamate, n. 139 del 2012, n. 30 del 2012 e n. 229 del 2011).
Infine, con riferimento agli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni di cui alla legge in esame, si evidenzia che gli articoli 2, 5, 12, 22, 25 e 27 riportano clausole di invarianza finanziaria volte a specificare che dall’attuazione delle disposizioni ivi recate non derivano nuovi oneri a carico della finanza pubblica e che tutte le strutture regionali interessate provvedono ai relativi adempimenti nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Al riguardo, si rileva che la legge in esame non risulta corredata della relazione tecnica prevista dall’art. 17 della legge n. 196 del 2009 che indichi nel dettaglio le ragioni dell’invarianza degli effetti legislativi sui saldi della finanza regionale. In particolare, il comma 6 -bis del citato art. 17 impone — anche al legislatore regionale — di corredare dette clausole di una relazione tecnica che riporti la valutazione degli effetti, i dati e gli elementi idonei a suffragare l’ipotesi di invarianza, l’indicazione dell’entità delle risorse già esistenti nel bilancio e delle relative unità gestionali, utilizzabili per le finalità indicate dalle disposizioni medesime anche attraverso la loro riprogrammazione.
La relazione tecnica assume, pertanto, non solo un rilievo illustrativo, bensì dimostrativo del rispetto, da parte del nuovo provvedimento legislativo, del parametro costituzionale sulla copertura finanziaria degli oneri. Ne consegue che la declaratoria di assenza di onere non vale di per sé a rendere dimostrato il rispetto dell’obbligo di copertura.
L’attribuzione e lo svolgimento di nuovi compiti a strutture o uffici già esistenti possono infatti comportare nuovi o maggiori oneri finanziari conseguenti. È evidente che la previsione in tale evenienza di una clausola di invarianza finanziaria priva di indicazioni circa, ad esempio, l’organico interessato all’adempimento delle nuove funzioni assegnate o la disponibilità dei mezzi necessari per il loro svolgimento, rischia di risolversi in una mera «clausola di stile»
(sentenza n. 18 del 2013).
Tali clausole, pertanto, garantiscono la neutralità finanziaria delle disposizioni a condizione che esse siano in concreto praticabili. Ove, infatti, i nuovi compiti affidati alle Amministrazioni regionali non possano, in concreto, essere svolti ad invarianza di risorse, la norma istitutiva comporterebbe la creazione di oneri occulti, in contrasto con i principi costituzionali della copertura degli oneri con possibili effetti anche sull’equilibrio del bilancio.
Per quanto sopra, in assenza di elementi idonei a suffragare le suddette clausole di invarianza finanziaria, si ritiene che le citate disposizioni violino l’art. 81, terzo comma, della Costituzione che trova specifica declinazione nel richiamato art. 17 della citata legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009.

De Magistris: -Approvata la delibera per l’assunzione di 147 agenti di Polizia locale

Quanto guadagna un vigile urbano? E come si entra nella Polizia Municipale?

NAPOLI

Approvata nel pomeriggio di ieri dalla Giunta Comunale di Napoli, presieduta dal Sindaco Luigi de Magistris, la delibera che dà il via libera alla sottoscrizione della proroga dei contratti degli agenti di Polizia Locale assunti a tempo determinato grazie al Fondo nazionale dedicato alla Sicurezza Urbana. “ Una partita complessa che è stato possibile portare a termine solo grazie alla sinergia istituzionale e all’impegno personale che ho profuso unitamente al Sindaco de Magistris, che si è speso personalmente con i Ministeri competenti.

Un risultato fortemente voluto a tutela dei lavoratori e dell’ente per non disperdere le competenze acquisite in questi durissimi mesi.” È il primo commento dell’assessora Alessandra Clemente “ Va ora ottenuta – prosegue – la disponibilità delle risorse per la fine di questo anno solare e per il prossimo anno per puntare poi ad una stabilizzazione piena in pianta organica. L’attenzione dell’amministrazione resterà sempre alta anche per chiedere le risorse necessarie ad esaurire la graduatoria.”

“GLADIATORI E SCHIAVI” IN VENDITA

 

Stasera in tv Spartacus il film di Kubrick: il capolavoro di Stanley Kubrick stasera in tv su Iris Spartacus

Come nel film di Kubrick:   I gladiatori e Spartacus

NEL MARASMA GENERALE L’ISTITUTO INCREMENTO IPPICO DI CATANIA: PERSONALE “IN DISPONIBILITA

 

DI  RAFFAELE  LANZA

 

Il coro è unanime, la conclusione è univoca  L’Istituto Incremento ippico di Catania non è più l’ente museo, cavalli in mostra e carrozze di altri tempi da ammirare: è ,in questo momento, soltanto l’arena in cui  si combatte per il mantenimento del posto o l’ottenimento di vantaggi . L’interesse generale –pur nella nobile presenza della baronessa/principessa Caterina Grimaldi  la cui famiglia si occupa da diverse generazioni dell’allevamento di equini– è da tempo fuori di ogni attenzione. 

  I suoi dipendenti, un tempo veri gladiatori dell’ente,li conosciamo tutti, uno ad uno, ricordiamo che dimostravano di essere davvero valorosi rispetto alla controparte(direzione) oggi malgrado l’  azione di contrasto , l’ente autonomo li ha tramutati in  “schiavi” di un sistema ammalato,che ha mostrato una grave  frattura, difficilmente colmabile, forse del tutto incolmabile al punto  essi sono arrivati.. 

 

Risultati immagini per foto istituto incremento ippico

 

I dipendenti ci telefonano in redazione, in tanti ricordiamo insieme i momenti belli in cui curavamo un impegno sindacale regionale molto comunicativo ed efficace, la direzione dell’ente , prima con il dott. Paladino poi con il dott. Alessandra e Bentivegna,rispettava e riscontrava le nostre richieste sindacali diffuse all’opinione pubblica. Oggi la situazione generale è catastrofica,troppa tensione sociale, e mancanza di coraggio nelle decisioni -oneste- da assumere. 

Come vedete abbiamo pubblicato una foto che ritrae il leggendario  attore statunitense  Kirk Douglas interpretare “Spartacus”     Ma chi  è oggi  l’interprete vero, spontaneo, deciso,altruista,  degli interessi dei lavoratori dell’Istituto Incremento ippico?   Dov’è un uomo come Spartacus, signori mei?   Non  vediamo proprio alcun soggetto capace di  interpretare un interesse generale   Ricorsi, denunce penali per “distrazione provvisoria” delle somme destinate al pagamento dell’Istituto Vacanza contrattuale-oggi quasi interamente pagata, dipendenti intimiditi  dalla direzione,lettere, richieste al Prefetto, ricorso amministrativo d’urgenza, dialogo con diversi e noti avvocati.       Questo ente è divenuto una coda impropria del Tribunale di Catania

 

Risultati immagini per foto dell'istituto incremento ippico catania

 

Credo che anche i sindacalisti siano d’accordo oggi nel ritenere che le determinazioni dirigenziali che suscitano tanta indignazione siano il prodotto di una politica che vuole-purtroppo- il rilancio dell’ente tramite  tanta, tanta obbedienza cieca.   Da parte di tutti: dal commissario ad acta al direttore fino agli ex stallieri, attuali istruttori direttivi.  Parola d’ordine: “Fate silenzio, via gli striscioni sindacali dai balconi, sotto i tacchi le “contrattazioni sindacali” (francamente neanche poi neanche molto risolute,chiare e contrastanti), ignorate le proteste. Obbedite e basta”      Ricordiamo i punti essenziali  di un recente ‘intervento sindacale a firma della FpCgil, Uil, Sadirs, Ugl.

Eccolo:    “Senza alcun criterio logico, in forza di provvedimenti adottati d’imperio e unilateralmente, l’Istituto Incremento Ippico di Catania ha posto in eccedenza con la illegittima e illogica delibera del Commissario ad acta n. 1 del 9.3.2021 (All.2), i lavoratori che non hanno deciso volontariamente di “ricollocarsi” in categorie inferiori, dalla C di istruttore alla A di operatore, procedendo a declassare anche coloro che hanno confermato la disponibilità a svolgere le mansioni di sempre. Si è proceduto inoltre a mettere in disponibilità quelli che non fossero in possesso di un requisito non meglio definito di adeguata professionalità, rimasto incompreso ai più, dando mandato al direttore dell’Istituto stesso di adottare i provvedimenti attuativi a ciò consequenziali.
Il tutto condito da una informativa sindacale e da una forma di confronto che l’Istituto Ippico ha reso inutile, nulla riferendo in ordine alle reali possibilità di ricollocamento del personale e abbandonandosi a intendimenti generici circa l’eventuale mobilità presso altre amministrazioni regionali, rimasti solo sulla carta, anche a causa della chiusura totale su ogni soluzione del genere da parte dell’Assessorato regionale di competenza.
I dipendenti, abbandonati a un destino inesorabile, hanno proclamato lo stato di agitazione (All.3) oltre che esperire i mezzi legali più idonei (All.4) per bloccare la situazione venutasi a creare che rischia di mettere fine a trent’anni e più di attività lavorativa prestata sempre con massima diligenza e passione verso i fini dell’Istituto.
Da qualche settimana a questa parte, all’interno dello stesso Istituto si è diffuso un clima di incertezza e di precarietà, che sta ulteriormente destabilizzando l’ambiente.
Da qualche giorno, infatti, circola tra i dipendenti una determina dirigenziale (All.5), datata 14.5.2021, a firma del direttore dell’Istituto, non pubblicata all’Albo pretorio, né notificata al personale dipendente interessato o alle organizzazioni sindacali, che ha disposto “d’ufficio” il collocamento nelle categorie A e B, o il mantenimento nella categoria di appartenenza C, di parte dei lavoratori in servizio, in applicazione di criteri assolutamente arbitrari, soggettivi e palesemente discriminatori. Con la stessa determina si è proceduto a collocare in disponibilità una parte del personale con criteri arbitrari, discriminatori, basati perfino su una accertata inidoneità fisica di alcuni di loro, circostanza che dovrebbe piuttosto indirizzare a tutelare il personale interessato per le sue fragilità.
Alla circolazione del predetto provvedimento, non pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente, è seguita una riunione col personale dipendente, estromettendo le organizzazioni sindacali, in cui pare che sia stato richiesto a chi interessato dai cambi di profilo di “mettere per iscritto” il proprio consenso, pena la revoca di quanto già disposto!  Veramente, si ritiene che si stia oltrepassando ogni accettabile limite”.

Da questo marasma emergono lucidamente tre perdenti: i dipendenti loro malgrado, in tensione e preoccupazione quotidiana di non ritrovarsi presto il posto pubblico;  i cittadini -offesi ed ignorati- ed i politici nazionali e regionali c he vivono a Catania incapaci di manifestare una volontà.    La partita è molto delicata.   Bisogna provare a stringere un “patto sociale”  -Prefetto  e Assessore regionale alla Funzione pubblica ad es. – per non rischiare di tagliare fuori dal mercato del lavoro, questi dipendenti dell’Istituto incremento ippico-    Superfluo -ricorderemo agli ex gladiatori- presentarsi dal Prefetto senza la presenza di un rappresentante politico regionale.     Si verificherebbe il definitivo tracollo dell’ente autonomo.

Assegno unico, figli 2021, da luglio

 

Assegno unico figli 2021, via libera da luglio con l’ok del governo Draghi. Il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi ha dato il via libera alla norma ponte per l’assegno unico universale alle famiglie, che consente di renderlo valido da luglio a dicembre 2021 (poi la misura diventerà strutturale e più estesa, ndr) per chi non goda già di assegni familiari e con un Isee che non dovrebbe superare il tetto dei 50mila euro.

Assegno Unico figli 2021 da luglio: quali sono i reali importi per le  famiglie? | ScuolaInforma

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando spiega: “Dal primo luglio anticiperemo l’assegno unico per tutti quei nuclei familiari che non godono di nessun altro tipo di sostegno per i figli, portandolo poi a regime dal prossimo anno. Prende forma così una nuova idea di Paese che prevederà, a regime, un sistema universalistico, rivolto ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, ai professionisti, agli incapienti, ai percettori di reddito di cittadinanza e continuo, inversamente proporzionale al livello di Isee”,

A chi spetta l’assegno?  Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se: è iscritto all’università; è un tirocinante; è iscritto a un corso professionale; svolge il servizio civile; svolge un lavoro a basso reddito.

L’assegno unico familiare consiste in un assegno mensile a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Inoltre, l’assegno ha un valore massimo di 250 euro, in base all’Isee, ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia.

Il beneficio verrà attribuito a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti. Possono fare richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza.

Dai 18 anni di età, inoltre, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se:– è iscritto all’università;– è un tirocinante;– è iscritto a un corso professionale; – svolge il servizio civile;– svolge un lavoro a basso reddito.

Secondo una simulazione effettuata recentemente dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia l’assegno rischia in alcuni casi un ‘taglio’ dell’importo rispetto ai 250 euro. L’assegno -come credito di imposta o accredito mensile- ingloberà le agevolazioni attualmente esistenti e sarà legato all’Isee. Secondo lo scenario prospettato l’80% delle famiglie italiane prenderebbe 161 euro al mese per ogni figlio minore e 97 per ogni figlio under 21.

Il calcolo è legato alla considerazione secondo cui 8 famiglie su 10 hanno un’Isee sotto i 30 mila euro. L’importo dell’assegno diminuisce se si alza l’Isee: per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni. 

Contratti a tempo determinato nella P.A. (Processi)per i giovani: presto il reclutamento

Disoccupazione record e crollo ore lavorate, in Italia post-Covid più colpiti sono giovani e donne

Il  nuovo dl reclutamento pone “le premesse normative per la realizzazione delle due riforme trasversali previste dal Pnrr: la pubblica amministrazione e la giustizia”. 

Il decreto legge con misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per l’efficienza della giustizia approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Mario Draghi, del ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta e del ministro della giustizia Marta Cartabia segue quelli già approvati, relativi alla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e alla semplificazione, e costituisce così “il terzo pilastro dell’assetto normativo che consentirà la piena attuazione del Piano. Le norme introdotte definiscono percorsi veloci, trasparenti e rigorosi per il reclutamento di profili tecnici e gestionali necessari”.

Il decreto stabilisce che per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato si applica la riforma dei concorsi pubblici contenuta nel decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, che prevede la valutazione dei titoli per le figure ad elevata specializzazione tecnica e la previsione della sola prova scritta digitale. La durata dei contratti sarà di 36 mesi, rinnovabili fino al 31 dicembre 2026 in relazione al raggiungimento degli obiettivi del Piano da parte delle amministrazioni assegnatarie dei progetti.

Per le alte specializzazioni – come i dottori di ricerca e le persone con esperienze documentate di almeno 2 anni in organizzazioni internazionali e dell’Unione europea – è prevista l’iscrizione in un apposito elenco sul “Portale del reclutamento”, a seguito di una procedura di selezione organizzata dal Dipartimento della funzione pubblica e basata anch’essa sulla valutazione dei titoli e su un esame scritto. Le amministrazioni potranno quindi procedere alle assunzioni sulla base della graduatoria, mantenendo comunque la facoltà di indire proprie procedure concorsuali.

Per i professionisti e gli esperti iscritti agli Albi, si prevede l’inserimento sul “Portale del reclutamento” in un apposito elenco vincolato al possesso di determinati titoli di qualificazione professionale. Ai fini dell’attribuzione degli incarichi di collaborazione, le amministrazioni dovranno chiamare almeno tre professionisti in ordine di graduatoria e scegliere a chi attribuire l’incarico sulla base di un colloquio. I criteri seguiti dovranno essere pubblicati sul sito internet delle amministrazioni competenti.

Il testo, al fine di consentire la selezione di manager qualificati, autorizza, esclusivamente per il periodo di attuazione del Pnrr e soltanto per le amministrazioni titolari di interventi, il raddoppio delle percentuali previste dalla legge per l’attribuzione di incarichi dirigenziali a soggetti esterni alla pubblica amministrazione e a dirigenti provenienti da altre amministrazioni. Potranno essere poi superati i tetti di spesa relativi al trattamento economico accessorio, secondo criteri e modalità da definire nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Il decreto fissa fino al 40 per cento di posti nei concorsi pubblici banditi dalle amministrazioni a favore di chi abbia svolto incarichi a tempo determinato per lavorare al Pnrr. La Commissione europea, infatti, chiede che le competenze acquisite dalle pubbliche amministrazioni non vadano disperse dopo il 2026, ma che contribuiscano al rafforzamento della capacità amministrativa. Sono previsti, inoltre, percorsi di mobilità verticale per il personale della pubblica amministrazione, volti a valorizzare le conoscenze tecniche e le competenze di carattere trasversale (manageriale e gestionale) sviluppate dai dipendenti nel corso della propria attività lavorativa.

Per i giovani, si potenziano i canali di accesso qualificati, attraverso l’attuazione delle norme che prevedono la possibilità di stipulare contratti di apprendistato nella p.a. Sono introdotti strumenti di supporto alle amministrazioni nell’attuazione del Pnrr, fra cui il potenziamento delle funzioni di Formez Pa, che dovrà fornire assistenza tecnica alle amministrazioni, e il rafforzamento della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna).

Per la realizzazione del sistema di coordinamento istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del Pnrr, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto il Dipartimento della funzione pubblica indirà un concorso pubblico per il reclutamento di un contingente complessivo di 500 unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche superiore a 36 mesi, ma non eccedente la durata di completamento del Pnrr e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.

Le figure reclutate saranno ripartite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, tra le amministrazioni centrali titolari degli interventi. Le graduatorie del concorso saranno efficaci per la durata di attuazione del Piano e sono oggetto di scorrimento in ragione di esigenze motivate fino a ulteriori 300 unità.

Per le attività di monitoraggio e rendicontazione del Pnrr, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato potrà avvalersi di un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale fino a un importo massimo di euro 50.000 lordi annui per singolo incarico, entro il limite di spesa complessivo di 250.000 euro per l’anno 2021 e di 500.000 euro per ciascuno degli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026. Le restanti amministrazioni potranno avvalersi di un analogo contingente, per un importo massimo di 50.000 euro lordi annui per singolo incarico, entro il limite di spesa complessivo di euro 4 milioni per l’anno 2021 e di 8 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026.

 TRANSIZIONE DIGITALE:286  NUOVI  ESPERTI

Per il supporto alla transizione digitale, all’innovazione e alla cyber-sicurezza nella pubblica amministrazione, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio potrà avvalersi di un contingente di 268 nuovi esperti. Queste risorse aggiuntive andranno a rafforzare l’unità dedicata alla progettualità del Pnrr e a costituire le sette squadre operative che supporteranno tutte le amministrazioni sul territorio. Fino al 31 dicembre 2026, inoltre, l’Agenzia per l’Italia digitale è autorizzata ad assumere a tempo determinato un contingente di personale di 67 unità.

NUOVI ADDETTI NEI PROCESSI

Per assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, il Ministero della Giustizia è autorizzato ad avviare le procedure di reclutamento di un contingente massimo di 16.500 unità di addetti all’Ufficio per il processo, nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 2 anni e 9 mesi per il primo scaglione e di 2 anni per il secondo. Analogamente, per assicurare la celere definizione dei processi pendenti al 31 dicembre 2019, la Giustizia amministrativa è autorizzata, in deroga alle norme vigenti, ad avviare le procedure di reclutamento, in due scaglioni, di un contingente massimo di 326 unità di addetti all’Ufficio per il processo.

ANCE CATANIA E DICAR: SI CREA UN PONTE TRA MONDO UNIVERSITARIO E LAVORATIVO

 

Settore edilizio, accordo di collaborazione tra Dipartimento di Ingegneria Unict e Associazione Costruttori

 

 

CATANIA –

Un ponte tra il mondo associativo e quello universitario, per aprire le porte del mondo del lavoro a studenti e neolaureati. Questo l’obiettivo della collaborazione nata tra Ance Catania e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università degli Studi di Catania (Dicar), illustrato durante l’ultimo webinar “Le prospettive occupazionali nel settore dell’Ingegneria civile ed edile”.

«In passato abbiamo lavorato spesso in sinergia con il Dicar, ottenendo ottimi risultati sia nella direzione delle ricerche scientifiche, che nell’organizzazione di convegni e seminari su tematiche di grande interesse – commenta Rosario Fresta, presidente di Ance Catania – L’intento è dare la possibilità ai giovani di guardare con ottimismo al futuro e ridare slancio al settore edilizio, avviando tirocini che diano spazio a risorse smart e menti brillanti. Il mondo del lavoro si è evoluto e le figure professionali richieste sono molteplici, da quelle tradizionali a quelle nuove che si affacciano su un mercato in continua evoluzione, come l’ingegnere civile con connotazioni di stampo gestionale».

«Dopo gli anni di crisi, a partire dal 2008 – aggiunge il vicepresidente dell’Associazione dei Costruttori etnei Salvatore Messina – si guarda con ottimismo alla ripresa del settore, iniziata proprio i questi mesi, dopo l’emergenza pandemica, grazie alle nuove prospettive offerte dai bonus edilizi, dalle risorse economiche del Recovery Plan e dall’approvazione del Documento di Economia e Finanza 2021. Sono numerose le imprese che cercano nuove risorse da inserire nel proprio organico, in prima battuta con tirocini post laurea, poi con contratti di assunzione».

Soddisfazione espressa anche dal direttore del Dicar Enrico Foti: «Sono tante le iniziative proposte da Ance Catania e rivolte ai giovani: ricerche su progetti territoriali, borse di studio e attività propedeutiche per l’inserimento in azienda. Si tratta di un accordo proficuo per il collegamento tra i percorsi accademici e quelli professionali che, sono certo, potranno favorire lo sviluppo del nostro territorio, arginando la fuga dei nostri cervelli verso altre città».

CATEGORIE SVANTAGGIATE IN SICILIA: NUOVE OPPORTUNITA’ DI FORMAZIONE E LAVORO

Protocollo d’intesa tra Ance Catania, Ente Scuola edile e Comunità di Sant’Egidio

CATANIA

Promuovere la formazione di operatori specializzati con l’obiettivo finale di consentire l’ingresso di nuove risorse nei cantieri della provincia etnea. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato questa mattina tra Ance CataniaEnte Scuola Edile e l’Associazione Sant’Egidio.

«Oggi più che mai le nostre imprese edili hanno difficoltà nel reperire manodopera qualificata come carpentieri, ferraioli, stuccatori, mastri muratori – ha sottolineato il presidente dei Costruttori catanesi Rosario Fresta – i motivi sono da ricercarsi soprattutto nella mancanza di ricambio generazionale, acutizzata con l’avvio dei lavori incentivati da Superbonus, Ecobonus, Sismabonus 110%. Grazie a questo accordo Ance Catania s’impegna a individuare, tra le imprese associate, strutture disponibili ad assumere alcuni degli allievi formati e ad inserirli tutti nella banca dati lavoratori edili nazionale».

Le risorse selezionate dalla Comunità di Sant’Egidio, tra le fasce più deboli e vulnerabili, avranno l’opportunità di partecipare ai corsi – organizzati ad hoc – da Esec: «Ci impegneremo a erogare la formazione alle persone che verranno individuate e segnalate dagli operatori della Comunità che sostiene i più bisognosi sul territorio – ha spiegato il presidente di Ente Scuola Edile Catania Giuseppe Alì – Partiremo con il Corso di primo ingresso in cantiere, dove verranno illustrati i concetti base inerenti la salute, la sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro, soprattutto nei cantieri edili mobili; poi proseguiremo con percorsi maggiormente professionalizzanti. Un’iniziativa che mira, come da finalità statutarie del nostro ente, anche alla crescita di tutti gli operatori della filiera».

«Ancora una volta Ance Catania è vicina alla nostra comunità – ha concluso Emiliano Abramo, presidente di Sant’Egidio a Catania – e questa volta con Esec abbiamo trovato una porta aperta per reinserire, in un momento di disperazione lavorativa ed economica, tante persone che non hanno opportunità lavorative. Un’occasione di formazione gratuita e, speriamo, di inserimento professionale nel settore delle costruzioni, per tanti che oggi non possono guardare al futuro con speranza e ottimismo».

Nuovo personale tecnico al Comune di Aci Sant’Antonio

”  Tre nuove firme per l’Ufficio Sisma e l’Ufficio Tecnico “.

 

Caruso: “Portiamo avanti uno dei punti sui quali da tempo concentriamo il nostro impegno

Ufficio Sisma e Ufficio Tecnico: sono queste i due settori professionali del Comune di Aci Sant’Antonio che si vedono rinforzati dopo le firme apposte lo scorso venerdì 30 aprile, con due contratti a tempo determinato, nel primo caso, e uno a tempo indeterminato nel secondo.
Alba Maria Pontorno, architetto, con la sigla di venerdì è diventata il quarto tecnico dell’Ufficio Sisma, Ufficio che per l’aspetto amministrativo e contabile ha visto invece l’apposizione della firma da parte di Maria Giovanna Prestipino. Entrambe le sigle hanno permesso di completare l’organico per quanto riguarda il delicato settore attivatosi
conseguentemente all’evento tellurico del 26 dicembre 2018.
L’architetto Ettore Mangione, invece, è stato assunto come Categoria D per l’Ufficio Tecnico, andando a rinforzare questa importante sezione dell’Ente.

 

Il Sindaco, Santo Caruso, in occasione del primo maggio, giorno della festa dedicata ai lavoratori e alle lotte votate alla rivendicazione dei diritti legati alla fatica e al salario, ha voluto sottolineare l’importanza di queste firme, “perché il lavoro in questa fase storica sta assumendo un significato determinante”, evidenziando come con costanza venga portato avanti uno dei principali obiettivi della sua seconda sindacatura: “Noi da par nostro, per coglierne i frutti e fare
in modo che ne giovi la collettività, proviamo a spingere il lavoro – ha dichiarato – portando avanti uno dei punti sui quali da tempo concentriamo il nostro impegno, cioè il rafforzamento dell’organico dell’Ente.
“Queste tre nuove firme sono il frutto degli sforzi di questi anni, e certamente contribuiranno a migliorare ancora l’efficienza dell’Ente.
Faccio le mie congratulazioni ad Alba Maria Pontorno, Maria Giovanna Prestipino ed Ettore Mangione, insieme ad un grande in bocca al lupo. Sono certo che onoreranno l’impegno di fronte al quale sono posti, rendendo un servizio all’intera collettività”.

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