Reggio Calabria: quattro arresti per corruzione, appalti in cambio di favori e mazzette

 

Reggio Calabria: quattro arresti per corruzione

 

Reggio Calabria,

A Reggio Calabria due pubblici ufficiali, dipendenti del comune reggino e altre due persone, imprenditori locali, sono stati i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dalla Procura ed eseguita dai poliziotti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Reggio Calabria.

Gli arrestati sono accusati di diversi episodi di corruzione commessi nell’ambito della gestione degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni.

Le indagini degli investigatori hanno permesso di accertare l’operato illecito dei due pubblici ufficiali che avrebbero approfittato del loro ruolo favorendo privati nell’ottenimento di permessi e appalti, intascando denaro in cambio dei favori.

In particolare sono state documentate diverse consegne di denaro nelle mani dei dipendenti pubblici da parte dell’impresa aggiudicatrice dopo che questa ultima, già agevolata per aver ottenuto un appalto per la demolizione di un edificio e la successiva costruzione di un polo musicale, ha anche ricevuto in tempi brevissimi l’emissione degli Stati di avanzamento dei lavori, di fondamentale importanza ai fini dei pagamenti nei confronti del privato, nonché l’approvazione delle varianti e la loro liquidazione.

Durante l’operazione è stato disposto anche il sequestro preventivo di due società, in quanto strumentali alla commissione dei fatti criminosi da parte dei rispettivi amministratori.

In piazza tutti, sindacati e cittadini, a Marghera (Ve) per “il lavoro dignitoso che ancora non c’è”

 

 

Primo Maggio in tutta Italia

 

 

Massiccia  manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil per il Primo maggio, che quest’anno celebrano a Marghera (Venezia), sotto lo slogan «Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale».

Guidata in piazza dai  tre segretari generali, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, che tornano sullo stesso palco dopo l’ultima Festa dei lavoratori che invece li aveva visti in tre città diverse. Di nuovo insieme anche se, dopo il decreto lavoro approvato dal governo proprio in vista del Primo maggio con gli incentivi per «il salario giusto», non mancano le differenze di giudizio sul provvedimento, ritenuto positivo da Cisl e Uil e criticato dalla Cgil.

Al centro della manifestazione a Marghera, dunque, il tema unitario del «lavoro dignitoso». Un filo conduttore che caratterizzerà anche il tradizionale concertone, dal pomeriggio in piazza San Giovanni a Roma.

Cgil, Cisl e Uil con questa piazza ribadiscono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro, «in una fase in cui quello precario, sottopagato e insicuro rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e nuove forme di schiavismo, e mentre l’intelligenza artificiale non è ancora governata da regole condivise e contrattate». E rilanciano le priorità, insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione: «Nuovi diritti e nuove tutele, valore della contrattazione, dignità delle persone, qualità dell’occupazione, ruolo democratico delle relazioni industriali e della rappresentanza», i punti rimarcati in vista della manifestazione. Temi su cui è in corso il confronto tra sindacati e imprese con l’obiettivo di arrivare ad un accordo sulle regole della rappresentanza e contrastare i contratti pirata.

SUD  –Napoli

A Napoli Cgil Cisl Uil hanno celebrato il Primo Maggio in piazza Municipio e comune è stata la richiesta con un netto basta alla precarietà e all’assenza dei diritti.

La segretaria generale della Cisl di Napoli, Melicia Comberiati.ha affermato:

«Dalla piazza di oggi deve partire un messaggio chiaro: basta lavoro povero, basta lavoro senza diritti. Serve rimettere al centro il protagonismo del lavoro stabile, ben retribuito, contrattualizzato»,

. Alla manifestazione, che ha visto la partecipazione di lavoratori e pensionati provenienti anche dall’area metropolitana, in prima linea anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato che «il lavoro rappresenta la dignità, rappresenta la libertà, rappresenta i diritti delle persone e delle famiglie».
Il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, a margine della manifestazione, ha lanciato accuse al Governo: «Temiamo che in questo Paese il governo di destra non voglia affrontare il tema della precarietà».

Mentre per il segretario generale della Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati, «lavoro dignitoso significa applicazione dei contratti che preservano e garantiscono salari adeguati e tutele; lavoro dignitoso significa contrastare l’illegalità sui nostri territori, la diffusione del lavoro nero».

 

1° Maggio, Mattarella: “La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinguo”

 

 

Il Presidente Sergio Mattarella saluta gli operai della Piaggio

 

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto le celebrazioni della Festa del Lavoro 2026 con una visita allo stabilimento Piaggio di Pontedera (PI), uno dei simboli della creatività e dell’operosità italiana.

La scelta di celebrare il 1° maggio nei luoghi rappresentativi del lavoro in Italia, rinnovata anche quest’anno, si inserisce in una consuetudine ormai consolidata, avviata dallo stesso Presidente a Reggio Emilia nel 2023 e proseguita a Cosenza nel 2024 e a Latina nel 2025.

Al suo arrivo, il Capo dello Stato è stato accolto da Matteo Colaninno e Michele Colaninno, rispettivamente Presidente esecutivo e Amministratore delegato del Gruppo Piaggio S.p.A.

Insieme a loro, ha visitato l’officina della fabbrica, cuore storico del Gruppo, osservando le linee di montaggio e le fasi di assemblaggio degli scooter, tra cui la Vespa, che quest’anno compie 80 anni. Il percorso si è poi concluso con la visita al Museo Piaggio.

Successivamente, nell’Auditorium del Museo, alla presenza delle autorità locali, il Presidente ha preso parte all’evento celebrativo del 1° maggio 2026, aperto con l’esecuzione dell’Inno nazionale.

Nel corso dei lavori sono intervenuti Andrea Madonna, Presidente dell’Unione Industriale Pisana, il Presidente Matteo Colaninno, Pamela Vanni, Rappresentante dei lavoratori dello Stabilimento Piaggio, e  Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’intervento conclusivo è stato affidato al Presidente della Repubblica.

Rivolgo il saluto più cordiale a tutti i presenti, al Presidente della Regione, al Sindaco, al Presidente della Provincia, all’Arcivescovo; a tutti coloro che sono qui in questo suggestivo Auditorium di questo affascinante Museo, che ho avuto la possibilità di vedere, purtroppo, velocemente.

Un augurio particolarmente intenso alle lavoratrici e ai lavoratori della Piaggio, ai loro familiari, a quanti operano nelle aziende della filiera, a tutti coloro che lavorano in questo territorio storicamente ricco di attività produttive e di creatività.

Un esempio di connessione tra conoscenza e produttività.

In queste contrade viene da citare il grande storico dell’economia Carlo Cipolla: “gli italiani sono abituati, diceva, fin dal Medio Evo, a produrre, all’ombra dei campanili, cose belle che piacciono al mondo”.

Siamo a Pontedera per celebrare, oggi – con la presenza del Ministro del lavoro – il lavoro italiano, fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire, della nostra vita democratica.

Ringrazio la Ministra del Lavoro, il Presidente della Piaggio, la Signora Pamela Vanni, il Presidente dell’Unione industriali pisani per le considerazioni che hanno svolto, per le riflessioni che ci hanno proposto.

Domani, Primo maggio, è la festa dei lavoratori di tutto il mondo.

È una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda.

Anticiparne la celebrazione in questo luogo, ripeto, così iconico ricorda il cammino del nostro Paese con le sue fatiche e i suoi successi, il dinamismo che ha fatto breccia nei mercati e nell’immaginario collettivo, sottolinea la tessitura della solidarietà e dei diritti in fabbrica e fuori di essa.

Ne sono espressione gli scooter che hanno caratterizzato un’epoca nella ricostruzione italiana del secondo dopoguerra, segnando lo sviluppo di una società contraddistinta dalla mobilità e dalla libertà di azione che da essa derivava.

Piaggio, con la Vespa, e Innocenti con la Lambretta, hanno imposto a livello internazionale un modello che persiste.

La Vespa è, tutt’ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell’Italia.

Il lavoro plasma il nostro essere e il nostro futuro.

Contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti.

Domande e bisogni segnano le fisionomie delle società.

La produzione di ricchezza e la sua distribuzione alimentano la qualità della vita, il benessere della comunità, realizzano i valori a cui si ispirano la nostra convivenza e la nostra cultura, caratterizzano la sostenibilità sociale del nostro modo di essere.

Il lavoro è attore preminente nella realizzazione degli obiettivi di solidarietà sociale assegnati dalla Costituzione.

La modernità modifica i ruoli propri al lavoro nella società contemporanea.

La velocità nell’innovazione è sempre più cifra di questo nostro tempo.

L’accelerazione tecnologica, peraltro, non conduce alla eliminazione del lavoro, ma alla sua trasformazione.

Una trasformazione che, in questo cambiamento d’epoca, rischia di condurre anche a forme di una sua svalutazione, rischio da prevenire e scongiurare.

Il lavoro è presidio della società.

È espressione della libertà della persona e dell’intera comunità.

È dignità.

È strumento di partecipazione, di costruzione.

L’obiettivo di una piena e buona occupazione è iscritto tra quelli della nostra democrazia.

È il messaggio dei Costituenti che hanno voluto che la Repubblica – di cui stiamo per festeggiare l’ottantesimo compleanno – fosse “fondata sul lavoro” proprio per dare alla democrazia, alla libertà, all’uguaglianza – finalmente conquistate – un contenuto più forte e impegnativo.

Per sottolineare che la Repubblica sarebbe stata il tempo delle opportunità.

Fu una scelta coraggiosa e lungimirante quella dell’articolo 1 della Costituzione, che definì, con magistrale brevità, un insieme assai denso di valori, nei quali si sono riconosciute tutte le forze e le culture dell’Italia liberata.

Meuccio Ruini, presidente della Commissione dei 75 alla Costituente, parlò dell’avvio di una “nuova fase” della storia proprio perché per la prima volta si riusciva a unire “la democrazia puramente politica” con la prospettiva di “una democrazia sociale ed economica”.

Questo compito appartiene alla Repubblica e costituisce un orizzonte comune, nel confronto tra i diversi, legittimi, indirizzi politici.

L’industria è pilastro per l’Italia. Quella manifatturiera contribuisce al Pil nazionale nella misura del 15%.

Seconda in Europa, ottava nel mondo, la manifattura italiana è veicolo fondamentale e motore di crescita.

Per essere attori, e non piatti curatori di un’eredità passata, sappiamo che non serve attardarsi a misurare sterilmente la realtà sulle immagini rimandate dallo specchietto retrovisore ma occorre guardare avanti.

Ci deve guidare la capacità di innovazione basata sulla sostenibilità, lungimirante elemento di guida per la resilienza delle aziende in un mondo sempre più complesso.

Pesano le fragilità dell’economia internazionale sulle nostre aziende. Pesano i conflitti e le guerre.

Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni. Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita.

È una consapevolezza diffusa fra i membri dell’Unione, tra i suoi Paesi, tanto è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in Unione Europea.

È tempo di visione. Non di misure di corto respiro.

È tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea.

Nel frattempo siamo chiamati a fare la nostra parte.

Potremmo intendere i punti maggiormente critici del nostro mercato del lavoro come potenzialità ancora inespresse, come riserve a cui attingere per dare nuovo impulso alla società e all’economia italiana.

Certamente la prima di queste leve su cui concentrarsi è il lavoro delle donne.

L’occupazione femminile in Italia è anch’essa cresciuta negli ultimi anni, raggiungendo tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge non soltanto dai tassi di occupazione ma anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita.

L’altro punto critico da intendere come “riserva” di potenziale sviluppo è il lavoro dei giovani.

Ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato del lavoro.

Nella nostra società i giovani sono poco ascoltati. C’è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza.

Se guardiamo ai lavoratori definiti “indipendenti” che lavorano per un solo datore – insomma lavoratori autonomi senza autonomia – scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30.

Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all’estero.

Sono più di quelli che vengono in Italia.

Nell’interesse del Paese questa tendenza va invertita.

Nostri giovani lasciano l’Italia, altri arrivano. Il sistema produttivo reclama manodopera: c’è di che riflettere.

Il tema delle migrazioni è rilevante in tutta Europa. L’impoverimento demografico da un lato, la crescita delle esigenze di lavoro che non trovano risposta dall’altro, pongono le nostre società di fronte al bisogno di misurarsi con questi problemi usando razionalità e saggezza, sollecitando cooperazione con i Paesi di origine.

In questo ambito si colloca il Piano Mattei, varato e sviluppato dal Governo.

Due giorni fa, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro ha riproposto alla attenzione delle opinioni pubbliche una piaga che non accenna a sanarsi.

Un richiamo che, in verità, giunge dalle dolenti note di ogni giorno.

Le cronache ci restituiscono, pressoché quotidianamente, notizie di lavoratrici e di lavoratori che perdono la vita o rimangono infortunati, nello svolgimento delle loro attività. La sicurezza sul lavoro resta un impegno, un dovere, che non consente rinunce o distinguo. Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno.

Nel ricordarle, rinnovando la vicinanza alle famiglie delle vittime, ribadiamo che si tratta di un tributo inaccettabile.

La lotta alle incurie, all’illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti.

Imprenditori, lavoratori, istituzioni, società.

Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora.

Deve migliorare l’organizzazione, il rispetto delle regole, la cultura della sicurezza comune.

Le imprese italiane che fanno dell’innovazione e della qualità il cuore del loro impegno sono tante.

E costituiscono un traino.

A rafforzare il modello contribuisce la cura degli ambienti e delle relazioni umane, la partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese, la sintonia con le comunità e i territori che fa crescere efficienza e competitività delle aziende.

Le fabbriche, i lavoratori, le organizzazioni sindacali, sono state in primo piano nella costruzione – dopo la guerra – della nuova Italia, nello sviluppo dei diritti, nel welfare, nella civiltà.

Un Paese forte, in cui vige l’eguaglianza dei cittadini, vive di coesione sociale.

La coesione sociale richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla stessa convivenza.

Le parti sociali – sindacati, imprese, associazioni – sono chiamate a contribuirvi con i loro valori.

Il dialogo sociale non deve mai interrompersi.

Le fabbriche, con la loro inventiva, con l’orgoglio operaio di prodotti eseguiti alla perfezione, hanno offerto, in questi ottant’anni della vita della Repubblica, una lezione.

Oggi sono – siamo – a confronto con la sfida dell’Intelligenza Artificiale.

Ebbene proprio a un territorio e a realtà come queste credo si possa applicare una riflessione di Carlo Cattaneo che, nel cuore della rivoluzione industriale di quel tempo, nel 1845, nel suo “Industria e morale” affermava che le rivelazioni della scienza si vanno collegando per molteplici fila alle fatiche dell’officina, elevandole ad alta dignità.

E fu la cultura politecnica a unire umanesimo e scienza, dando vita a quella che venne definita “civiltà delle macchine”, con la persona al centro di questi processi.

È oggi una nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità.

Alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil che domani celebrano insieme il Primo maggio con il motto “Lavoro dignitoso” rivolgo l’augurio più intenso.

L’organizzazione sindacale, la sua libertà, e anche la sua capacità di trovare momenti ampi e importanti di unità, è parte insostituibile della vita democratica.

Rivolgo un saluto a tutti i sindacati che rappresentano i lavoratori e i loro interessi.

Un saluto speciale ai giovani che si ritroveranno a Roma – come ormai è consuetudine – nel concertone di piazza San Giovanni.

Buona festa del lavoro, ancora una volta, anche a chi il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario.

Buon Primo maggio a tutti!

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  • Visita allo Stabilimento della Piaggio in occasione della Festa del Lavoro

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  • Il Presidente Sergio Mattarella rivolge il suo indirizzo di saluto in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro

    Intervento del Presidente Mattarella alla celebrazione della Festa del Lavoro alla Piaggio di Pontedera

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  • Visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’azienda Piaggio S.p.A. di Pontedera i

Disco verde del Consiglio dei Ministri al nuovo Decreto lavoro..

 

 

Roma,

Disco verde del Consiglio dei ministri al nuovo decreto legge sul lavoro, varato in vista del Primo maggio.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi  si è espressa in questi termini:a“Il decreto legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei ministri è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fin dal suo insediamento, che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità. Strategia che sta dando i suoi frutti, se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che, oggi più di ieri, l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

Il decreto legge “stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali, in particolare quelli legati all’assunzione dei giovani under 35, all’assunzione delle donne e dei lavoratori nell’area Zes, ma con una novità che noi consideriamo molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo ed esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che noi definiamo il ‘salario giusto’”, con cui “si intende il trattamento economico complessivo che viene percepito dal lavoratore che non è composto solamente dal salario orario, ma è composto da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore”….

“In questi anni abbiamo raggiunto il record di numero di occupati, il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto, la disoccupazione – sia giovanile che generale – è ai minimi dai sempre. In sostanza, è aumentato il lavoro stabile diminuita la precarietà”, ha aggiunto Meloni. “È cresciuta la percentuale del Lavoro full time, è diminuita quella del part-time e i numeri Istat certificano che, rispetto all’inizio della legislatura, abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550 mila precari in meno”.

Regione Sicilia la Corte dei conti , che aveva prima richiesto chiarimenti,approva la delibera con la quale sblocca il pagamento degli arretrati contrattuali al personale

 

Corte dei conti

 

Palermo

È stata approvata la delibera della Corte dei Conti che autorizza la Regione al pagamento degli arretrati contrattuali al personale del comparto non dirigenziale. L’amministrazione, infatti, dopo un primo stop dovuto a una richiesta di chiarimento rispetto alla certificazione della magistratura contabile, si era prontamente attivata, con il segretario generale Ignazio Tozzo, per superare in tempi celeri il problema relativo alla differenza di cifre riscontrato tra i calcoli effettuati dalla Funzione pubblica e quelli certificati dalla magistratura contabile relativamente all’indennità di vacanza contrattuale.

«La proficua collaborazione istituzionale – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – ci consentirà di procedere con le variazioni di bilancio necessarie entro il 30 aprile e, a seguire, con l’impegno e la liquidazione delle somme ai lavoratori. Ringraziamo la Corte dei Conti per la sensibilità dimostrata attraverso la rapidità impressa alla risoluzione».

In merito alla liquidazione degli arretrati relativi al Ccrl 2022-2024, la Corte dei Conti ha chiarito che non è necessaria una rivisitazione della certificazione e ha ribadito il principio fondamentale della sostenibilità degli oneri finanziari; essendo, cioè, lo stanziamento del bilancio regionale sufficiente nella sua complessità a garantire la copertura dei pagamenti, la Regione potrà procedere con il pagamento delle somme a prescindere dal valore delle singole voci contrattuali. I giudici contabili, infatti, ritengono valida “la valutazione dell’attendibilità della quantificazione degli oneri finanziari effettuata dall’Aran Sicilia” per il rinnovo del contratto collettivo regionale di lavoro.

«Nel corso dell’ultimo confronto a Palazzo d’Orléans, avevamo garantito alle organizzazioni sindacali che la nostra attenzione sul tema era alta, così come – prosegue Schifani – c’è sempre il massimo impegno del governo regionale affinché si progredisca sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista normativo per rendere di nuovo attrattivo il lavoro nella pubblica amministrazione regionale. Valuteremo inoltre con il giusto approfondimento le istanze che ci sono state presentate per individuare quali possano essere percorribili alla luce delle dotazioni finanziarie che si renderanno disponibili. Con due rinnovi contrattuali, con il lavoro che stiamo portando avanti di riorganizzazione degli uffici e con la riforma della dirigenza che dovremmo approvare a breve all’Ars, contiamo di portare e mantenere la Regione ai livelli di tutte le altre pubbliche amministrazioni del Paese».

Lavoro, Regione Sicilia,firmati 116 contratti. Il Presidente Schifani: «Vostra missione è contribuire alla crescita»

Nuovi assunti alla firma dei contratti

 

Sono stati firmati questa mattina nella sede dell’assessorato regionale della Funzione Pubblica, a Palermo, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, i contratti di lavoro a tempo indeterminato che immettono nei ranghi della pubblica amministrazione 116 unità di personale. Nel dettaglio, si tratta di 42 funzionari economico-finanziari (ECOFI) e di 15 funzionari di controllo di gestione (COGE) selezionati tramite procedura concorsuale nel 2025. Altri 59, di cui 10 assistenti per i Centri per l’impiego e 49 funzionari, che provengono del precedente concorso indetto nel 2022, andranno a rafforzare gli uffici amministrativi di diversi dipartimenti.

«Auguro buon lavoro ai nuovi assunti – ha detto il presidente Schifani –  sentitevi parte di una squadra, oggi ereditate un testimone che mi auguro, con il vostro lavoro, possiate rendere ancora più prezioso. Sono felice del fatto che – ha aggiunto – la Regione possa ricominciare ad assumere nuovo personale. Abbiamo lavorato sodo per superare gli ostacoli che impedivano di indire i concorsi, perché la Sicilia non aveva i conti in regola. Oggi siamo una regione diversa, abbiamo risanato i conti, ottenuto la fiducia del governo nazionale e firmato una convenzione con il Mef. Ora confido in voi che rappresentate il domani, per portare linfa nuova e credere fortemente nella missione di contribuire a far crescere la vostra terra».

Schifani ha firmato simbolicamente il primo contratto, quello di una giovane mamma. Entro giugno saranno comunicate le date in cui si svolgeranno le prove dei nuovi quattro concorsi, banditi il 23 dicembre scorso, per l’assunzione di 322 funzionari: di cui 200 nei Centri per l’impiego, 52 ispettori del lavoro, 60 tecnici operatori ambientali e 10 archeologi.

South working,la concessione per il lavoro agile diventa realtà anche in sicilia

Schifani

La concessione degli incentivi per il lavoro agile, il cosiddetto “South working”.  si potrà attuare anche in sicilia.   Diventa così operativa la misura voluta dal governo Schifani per favorire la permanenza o il rientro nell’Isola di lavoratori siciliani assunti da aziende con sede nel resto d’Italia o in Paesi stranieri, anche extra Ue, e istituita con la legge 1 dello scorso gennaio.

«Vogliamo sfruttare – dice il presidente della Regione Renato Schifani, che ha anche l’interim del Lavoro –  le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e digitali per fare in modo che tante giovani risorse siciliane, andate all’estero per inseguire la loro vocazione professionale, possano tornare e svolgere qui il loro lavoro, ma anche per evitare che altri vadano via per lo stesso motivo. Consentiamo loro di lavorare in Sicilia mantenendo il rapporto con la propria azienda con sede fuori dall’Isola o all’estero».

Le domande dovranno essere presentate a partire dalle 12 del prossimo 30 giugno sulla piattaforma informatica resa disponibile .irfis.ifino a esaurimento della dotazione finanziaria. Possono presentare istanza le imprese con unità produttiva situata nell’Unione europea o anche in uno Stato extra Ue, purché rispettino i requisiti previsti dall’avviso. Le aziende, con unità produttive fuori dalla Sicilia, devono aver effettuato dopo il 9 gennaio 2026 nuove assunzioni di lavoratori siciliani a tempo indeterminato, oppure aver trasformato i rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato. Il contributo è pari a 30 mila euro per ciascun lavoratore, per l’intero quinquennio.

L’erogazione avviene in 5 quote annuali da seimila euro ciascuna.  Alla data della concessione del contributo, il lavoratore deve essere residente in Sicilia.

Il rapporto deve prevedere lo svolgimento della prestazione in Sicilia, in modalità prevalentemente agile, per almeno 5 anni, con presenza nei locali aziendali non oltre il 20% dei giorni lavorativi annui. La dotazione complessiva è pari a 18 milioni di euro all’anno fino al 2028.

«È una misura unica nel suo genere – aggiunge il presidente – per contrastare la “fuga dei cervelli”, un uso lungimirante delle risorse a nostra disposizione perché punta a far restare qui le migliori energie professionali che possono contribuire alla crescita della nostra regione. La Sicilia, sfruttando le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, può invertire un destino di marginalità geografica ed economica e tornare centrale, diventando una piattaforma in grado di attrarre lavoratori grazie a tutto ciò che può offrire, anche in termini di qualità della vita».

Sarà Irfis-FinSicilia a curare le fasi istruttorie delle domande e a erogare le agevolazioni. La finanziaria della Regione Siciliana effettuerà anche controlli sulla veridicità delle dichiarazioni contenute nelle istanze.

Domani , 27 Marzo, sciopero dei Giornalisti – Anche Sud Libertà esprime solidarietà e auspica l’assunzione di giornalisti ed aspiranti tali in redazione

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Domani, venerdì 27 marzo, per 24 ore i giornalisti italiani di quotidiani, agenzie di stampa, periodici, testate web, televisioni e radio a diffusione nazionale si asterranno dal lavoro per il rinnovo del contratto, scaduto da ormai 10 anni.

Apprendiamo che sul fronte tv, da Rai a Mediaset, da Sky a La7, saranno inevitabili variazioni di palinsesti, telegiornali in forma ridotta, spostamenti di orario per diversi programmi.

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Raffaele Lanza, direttore di Sud Libertà

Il nostro Quotidiano  ” Sud  Libertà” esprime solidarietà per i colleghi che si asterranno domani dal    lavoro per il rinnovo del contratto  ed auspica che gli Organi competenti dell’Ordine Giornalisti insieme con  l’anima sindacale obiettiva possa rappresentare la necessità di una migliore professionalità nelle testate Web  con la previsione di assunzione di giornalisti in redazione e  dei contributi – somme     necessari per la loro permanenza, regolarizzazione  e strutturazione nel Quotidiano Sud Libertà eccetera.

Per la Rai, lo sciopero comincerà alle 5.30 della mattina di domani per concludersi alla stessa ora di sabato 28 marzo. Se ancora non si conoscono i cambiamenti che subirà il palinsesto della tv pubblica, che dipenderanno anche dalla reale adesione allo sciopero, è prevedibile che le edizioni dei telegiornali andranno in onda in forma ridotta ed è ipotizzabile,un comunicato sindacale che spieghi le ragioni dello sciopero

Sul fronte Mediaset , – apprendiamo – le edizioni dei telegiornali avranno la durata ridotta di 12 minuti, senza servizi, Sul fronte palinsesti, tutti i programmi Videonews saranno regolarmente in onda, anche loro con lettura del comunicato sindacale. ‘Tg4-Diario del giorno’ andrà regolarmente in onda, mentre anticipano ‘Mattino 5′ -che inizierà alle 8.17 anziché alle 8.42- e ’10 minuti’ su Rete4, che andrà in onda alle 19.10 invece che alle 19.30.

AST SICILIA ALLO SFASCIO COMPLETO- RAPPORTO CONCLUSO PER 157 “DIPENDENTI PRECARI”

 

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Una quarantina di dipendenti dell’Azienda siciliana trasporti sta manifestando sotto palazzo dei Normanni per il tracollo dell’azienda e hanno portato una bara simbolo della morte dell’Ast.     Essi       hanno esposto uno striscione con scritto.

“Presidente Schifani solo tu ci puoi salvare”.
La legge Madia prevedeva l’assorbimento dei somministrati prima si parlava di assumere oggi si parla di licenziamenti e trasferimenti” dicono i lavoratori che chiedono le dimissioni del presidente Ast Luigi Genovese e la nomina di un direttore generale.
    Lo scorso 19 marzo è stato l’ultimo giorno di lavoro per i 157 lavoratori somministrati dell’Ast. Per 122 dipendenti c’è stata una proroga di circa due mesi e mezzo del rapporto di lavoro fino al 9 giugno, altri 35 invece lasceranno l’azienda. A Palermo via 10 persone, a Modica 12, a Siracusa 9 e a Catania 4. Nessuna riduzione nelle sedi periferiche di Messina e Trapani.

 

Messaggio del Presidente Mattarella in occasione del Convegno nazionale dei Cavalieri del Lavoro

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall’Università di Salamanca

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Ugo Salerno, il seguente messaggio:

«Il lavoro come momento di realizzazione della persona, a confronto con le sempre più presenti innovazioni tecnologiche, sino all’Intelligenza artificiale, è al centro delle riflessioni del convegno promosso a Firenze dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.
La creatività è segno distintivo dell’esperienza degli italiani, a partire dai mestieri dell’artigianato, opportunamente evocati nel titolo dell’incontro, sino alle produzioni di eccellenza espresse dall’intero apparato industriale e agricolo italiano.
Il lavoro, nella sua connotazione etica, sociale e culturale, è stato posto a fondamento della Repubblica, come elemento di affermazione della dignità umana, della libertà di ciascuno, come fattore di coesione della comunità nazionale.
La sfida rappresentata dal dilagare dell’applicazione dell’Intelligenza artificiale ai diversi ambiti costituisce un’opportunità da governare, nell’ottica della valorizzazione delle competenze affinché il mercato del lavoro sappia essere sempre più dinamico e inclusivo.
A giocare un ruolo sempre più significativo per l’avvenire di un Paese è il capitale umano, forza trainante di ogni società.
L’attenzione che il convegno intende porre sul danno subito dalla collettività per la difficoltà di mettere a frutto tante energie giovanili utilmente formate è preziosa. Non è tema che riguarda soltanto i giovani che espatriano alla ricerca di una vita migliore, ma sfida per tutte le istituzioni e il mondo dell’economia, che rischiano di apparire impari rispetto alle esigenze di sviluppo della nostra comunità.
Nell’osservare che l’espressione di un’attenzione al tema da parte di una porzione importante della classe dirigente del Paese, rappresentata dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, costituisce un segnale di importante consapevolezza, rivolgo a tutti i partecipanti al convegno il mio partecipe saluto».

Roma, 21/03/2026 (II mandato)