NAPOLI: APPROVATO IL PIANO TRIENNALE DEI FABBISOGNI DI PERSONALE

Si rischiano 2 mln di disoccupati in più nel 2020 - Jobs & Skills - quoted  business

Napoli

La Giunta comunale presieduta dal Sindaco de Magistris ha approvato, -informa l’Ente, nella serata di ieri, una importante delibera che va nella direzione del sostegno alle politiche del lavoro. Dopo aver appostato le risorse necessarie durante l’approvazione del bilancio pluriennale, con questo atto si delinea un nuovo piano di fabbisogno che coniuga l’identificazione del fabbisogno del personale dell’Ente con l’esigenza di figure professionali specifiche sia per l’erogazione dei servizi sia per il miglioramento della macchina comunale.

Tra le nuove figure presenti nell’organico del Comune di Napoli un particolare riferimento va fatto per gli psicologi e gli educatori. Questa scelta – viene sottolineato dall’assessorato al personale di Palazzo San Giacomo – è in controtendenza rispetto alle scelte di tante pubbliche amministrazioni che in questi anni hanno preferito esternalizzare alcuni servizi, invece di dare un impulso alle politiche pubbliche a supporto delle fragilità e quindi della capacità dei servizi pubblici di rispondere alle esigenze dei territori.

Altro elemento rilevante è l’aver definito, seguendo la normativa Madia, le posizioni dirigenziali necessarie alle attività di direzione e coordinamento di cui necessita l’Ente, prevedendo forme di selezione che permetteranno alla nuova amministrazione di rafforzare da subito la pianta organica.

A FIRENZE IL GIUDICE DEL LAVORO REVOCA I LICENZIAMENTI, IN SICILIA DOVE VI SONO AFFINITA’ CON I “SILURAMENTI” DEI LAVORATORI DELL’ISTITUTO IPPICO, PROBABILE UNA DECISIONE EGUALE

 

Le I cavalli dell'Istituto senza foraggi Musumeci lancia raccolta fondi BlogSicilia – Quotidiano di cronaca, politica e costume

Licenziamenti GkN  dovranno essere tutti revocati per decisione del Giudice. Il tribunale accoglie il ricorso sindacale della Fiom Cgil..  L’azienda non può più tenere in vita gli atti inerenti l’illegittima procedura di licenziamento collettivo

DI       R.LANZA

Istituto Incremento Ippico, otto dipendenti messi alla porta. La Regione non torna indietro. Cgil: «Impegni non rispettati» - MeridioNews

 Il Tribunale di Firenze accoglie il ricorso sindacale  e condanna la società a “revocare la lettera di apertura della procedura di licenziamento collettivo” del 9 luglio scorso.

Specificatamente il   Tribunale,  condanna Gkn “a porre in essere le procedure di consultazione e confronto previste dall’articolo 9 parte prima del Ccnl e dall’accordo aziendale del 9 luglio 2020 indicato in motivazione; a pubblicare il testo integrale del presenze decreto a sue spese e per una sola volta sulle edizioni nazionali dei quotidiani  omissis omissis’; al pagamento in favore del sindacato ricorrente delle spese di giudizio che liquida in complessivi 9.300 euro oltre Iva, cpa e contributo spese generali”.

Anche in Sicilia la sentenza è stata accolta favorevolmente dai lavoratori in mobilità o licenziamento provvisorio” dell’Istituto Incremento Ippico perchè anche qui sono tutti -compresi i sindacati- in fermento per la decisione del Giudice del lavoro di Catania che fra alcuni giorni si pronuncerà sulla nota  vicenda della “revoca del provvedimento di licenziamento o messa in disponbilità” dei sette dipendenti.      Vi sono affinità giuridiche – è  coro unanime -con la vicenda di Firenze  perchè anche la nota riunione del 13 luglio scorso dei sindacati regionali siciliani e dirigenti generali della Regione Sicilia compreso l’Assessore al ramo Agricoltura Scilla hanno posto in luce il difetto dei necessari requisiti formali di Contrattazione sindacale quali ad esempio il verbale di registrazione e trascrizione dei pareri sindacali.      E, anche se i sindacati- lì per lì forse intimiditi o narcotizzati dai potenti della Regione,e non hanno preventivamente richiesto il verbale di trascrizione, era l’Amministrazione regionale con il suo segretario della seduta, se nominato, che aveva l’obbligo primario  di porre in essere gli adempimenti  contrattuali e rituali. L’omissione , anche se non tempestivamente contestata, non ha consentito  alle forze sindacali presenti di poter vincolare la controparte dirigenziale ,.

AGGIORNAMENTO :  Sul ricorso contro la Regione siciliana della legge n.17 del 2019 che rimodula la pianta organica dell’Istituto Ippico  ,il  Giudice del Lavoro  di Catania – informano  stasera i legali dei dipendenti interessati – si pronuncerà il 15 Dicembre prossimo.   Il  ricorso è quello dell’Avv Buscemi presentato da diversi dipendenti che non hanno aderito alle idee del Sindacato Cgil 

GKN e l'industria italiana a pochi giorni dallo sblocco dei licenziamenti
ILLEGITTIMA LA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO DELLA SOCIETA’ GKN

I MAGNIFICI SETTE DIPENDENTI DELL’IST. IPPICO, “IN DISPONIBILITA'”: ALLA RICERCA DI UN INTERLOCUTORE

Aumentano i vaccini nei Comuni in "arancione": riaprono ristoranti e bar

Il Presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci

 

DI  RAFFAELE  LANZA

AFFIDARSI ALLA POLITICA -CORROTTA ED INADEGUATA IN SICILIA – SAREBBE UN’INGENUITA'”

Non si può rimanere insensibili di fronte all’ondata di indignazione che in queste ore sta salendo contro l’immobilismo e il “rifiuto”di ricevere i sindacati e mantenere l’impegno già preso con i lavoratori dell’Istituto ippico,.  della Presidenza della Regione. Consenta, Presidente ma gli impegni si onorano  tanto più che , riferiscono, era disponibile negli Uffici di Catania 

Schiaffo dunque ai sindacati presenti-(Cgil con G.Del Popolo, Uil con Luca Crimi, Sadirs con C. Gulizia) come concordato prima -pronti per dialogare del problema  ma , sorprendentemente, respinti oggi pomeriggio alle ore 16,30. Permesso accordato solo-una decina di minuti , ad un lavoratore del gruppo, Angelo Catania, perchè “ascolti” il governatore.

Sostanzialmente ,apprendiamo dai lavoratori interessati , Musumeci avrebbe detto al dipendente interlocutore, che è in attesa della decisione del Giudice del Lavoro e, che ogni “pressione” appare al momento superflua e fuor di luogo”

Il messaggio -ci informano al dettaglio -era stato dato dalla segreteria particolare del Musumeci, alla Digos e dai militari esteso ai rappresentanti manifestanti nel corso del sit-in di ieri l’altro.  Che vergogna!     Quanto deve brutto con la propria coscienza invertire il ruolo del governante che lotta per il sociale con quello di potente indifferente ai disoccupati e allo sviluppo

 

Gaetano Del Popolo - Gazzettino online | Notizie, cronaca, politica,  attualità di Catania, Messina e provinceLuca Crimi (@lucacrimi) | Twitter

A  sx  G.Del Popolo-(Cgil)                      Luca Crimi (Uil)

La vicenda dei dipendenti dell’Istituto incremento ippico “silurati” o “in disponibilità a casa con lo stipendio decurtato sembra assumere i connotati dopo quelli del dramma -singolo e familiare – anche dell’inganno  . Come sapete i dipendenti “licenziati” avevano indetto in questi giorni  vari st-in a Tenuta Ambelia (Militello) e a Catania di fronte  alla Presidenza regionale presso l’Asp amministrativa -Ex Inam

Questa decisione non soltanto voleva dare respiro e forza alla proposta di revocare il provvedimento di “messa in disponibilità” – che dirigenti generali  e governanti fantocci non hanno fatto il 13 luglio scorso alla presenza dei  rappresentanti sindacali che avevano esposto (“verbalmente” purtroppo)  l’intera problematica ma si proponeva anche di  mettere in discussione con forza il futuro produttivo di un Istituto come l’incremento ippico e del suo sviluppo.

Si poneva da tempo l’esigenza che la Regione siciliana diventasse promotore di interventi ed iniziative per la ripresa dell’occupazione e il rilancio degli uffici regionali     Per le responsabilità che il Presidente della Regione ricopre l’On. Nello Musumeci forse avrebbe dovuto essere più attento al problema dell’Istituto ippico, ai lavoratori messi in disparte o parcheggio mortificati da una politica dell’ARS (salva l’eccezione del Movimento pentastellato che- si sa-  ha rivolto interrogazioni parlamentari a riguardo)  inadeguata ed indifferente. Perchè ?   L’attività politica dell’ARS che condiziona perfettamente il governo siciliano , si riduce solo ad una battaglia di gruppi per interessi particolari, lotte di fazioni e veti incrociati che fanno cadere la Sicilia e la Regione siciliana nell’inefficienza globale con  la gran parte  degli antichi ed attuali dirigenti generali e di secondo livello, giudicati ” fantocci,” uomini senza parola  e senza alcuna consapevolezza del dramma umano della (dis) occupazione.

Modica, assenteisti al Comune| Cinque condannati, scagionati in 99 - Live  Sicilia

Su questo terreno si possono germogliare tante ipotesi  diverse secondo i punti di vista e la nostra indole  ma affidarsi alla politica -o del Presidente di una Regione o della compagine dell’ARS – sarebbe davvero una ingenuità

PASSO AVANTI DEL GOVERNATORE MUSUMECI PER I DIPENDENTI DELL’ISTITUTO IPPICO CON L’ANTICO SISTEMA DELL’APPUNTAMENTO DALLA SEGRETERIA PARTICOLARE POLITICA

Minacce a Musumeci: più controlli a Catania e Militello - Sicilia - ANSA.it

 

DI  R.LANZA

 

Nuovo sit-in  dei dipendenti  -ieri ed oggi davanti al Palazzo della Regione di Catania – (vedi Video) “messi alla porta” senza tanti scrupoli e con tante prese in giro dalla Regione siciliana, Istituto Incremento ippico.   I dipendenti ai quali è stata già applicata la decurtazione stipendiale non si rassegnano a stare disoccupati in attesa di chissà che cosa.    Sono otto quelli -pardon  sette visto che un dipendente -danno notizia- è deceduto oggi, domani i funerali  (L. La Spina) che chiedono l’applicazione del Contratto del comparto che dal 2000 li ha vestiti di un livello superiore di agente tecnico, quello di istruttore direttivo.  In virtù della legge del 2019 che prevede per essi la mobilità, la Regione avrebbe potuto procedere, secondo le disposizioni del Contratto collettivo vigente, anche al distacco di questo  personale presso altri enti  La domanda di trasferimento presso altri enti era stata formalizzata ed in diversi casi esitata favorevolmente.    Congelata dalla Regione e dal Dipartimento superiore nonchè dal Dirigente generale della Funzione pubblica con una nota zeppa di sciocchezze che rivelano la malafede politica di chi  è contrario all’esito favorevole della vicenda.

Fiumi di parole  sulla mobilità dei vertici  politici regionali presso l’IPA (Ispettorato provinciale agricoltura) dove risulta carente la figura di istruttore.      Probabilmente i governanti pensavano di  silurare i dipendenti direttivi  dell’Istituto in silenzio.  Cosa, abbiamo visto, non riuscita. Anzi  il provvedimento regionale di  “messa in disponibilità” si è tramutato in un vero boomerang per i politici fantasiosi

L’assessore Scilla, competente al ramo, ad esempio, avrebbe potuto liquidare l’intera faccenda il 13 luglio scorso dov’erano presenti i”fantasmi” dei  segretari regionali e provinciali – (CGIL G.Del Popolo-  UIL con Luca Crimi eccetera come già noto su SUD LIBERTA’),oggi pentiti  od intimiditi dai dirigenti generali – riferiscono a SUD LIBERTA’ i dipendenti  -di non aver vincolato la Regione con un documento scritto e formale.

Sappiamo che i sindacati avevano contestato la nuova Pianta organica non rispondente alla rifunzionalizzazione delle risorse umane nè all’accrescimento dell’efficienza dell’Istituto   Nel mese di marzo di quest’anno il Commissario ad acta  Sinatra aveva  disposto in delibera  di dichiarare in mobilità il personale attualmente nei ruoli dell’Istituto e di non considerare eccedentario il personale che ha dato la propria disponibilità volontaria accettando il demansionamento 

La novità adesso venuta fuori da questo sit-in è l’incontro ufficiale con  il Presidente Nello Musumeci  dei rappresentanti sindacali per giorno 17  prossimo alle 0re 16        Quel che non ci è piaciuto è il sistema -tipico clientelare del passato- con il quale si è ottenuto questo incontro con il Presidente della Regione.   Uno dei dipendenti (rappresentante Uil)  conosceva la segretaria particolare del governatore.      E’ lei che ha fissato l’appuntamento dopo aver informato il Musumeci per l’occasione assente in questi giorni  dagli uffici della Presidenza..   

  Sistemi  indecenti, non condivisibili nè istituzionali e di lotta sanguigna – scusi il governatore che abbiamo sempre conosciuto nel passato trasparente e leale  -perchè comprensivi della tecnica “collaudata” in Sicilia  di far passare i “disgraziati” e i disoccupati dai corvi  delle segreterie politiche. 

VIDEO DEL SIT-IN DEI DIPENDENTI “A RIPOSO” PER DUE ANNI 

 

 

 

 

Video inviato al direttore SUD LIBERTA’  (  VideoMediterraneo- ) dai dipendenti dell’Istituto Incremento  Ippico- e da rappresentanti sindacali ,intervistati  sulla vicenda

 

 

La topica della Regione Sicilia: l’Istituto Incremento Ippico, il personale in esubero e gli “interni di famiglia” di sindacalisti e dirigenti

Cavalli Sicilia - Istituto Incremento Ippico per la Sicilia - Maurilio Vaccaro - Preparatore di giovani cavalli, tecnico equestre

L’Istituto Incremento Ippico di Catania -(Archivi Sud Libertà)

 

DI RAFFAELE LANZA

 

Fra pochi giorni, il dieci settembre per l’esattezza, uscirà la sentenza del Tar Catania -SezLavoro sul destino dei lavoratori collocati a luglio “in disponibilità” dall’Istituto Incremento Ippico di Catania,l’ente sottoposto alla vigilanza dell’Assessorato regionale alle Risorse agricole ed alimentari.

I ricorsi dei dipendenti interessati, con esclusione  di coloro che hanno volontariamente accettato -e firmato” il declassamento delle mansioni, da “C” in A” è finalizzato alla sospensione degli effetti nefasti che hanno provocato le determinazioni     del direttore dell’ Istituto, supportato da un ex commissario ad acta, dirigente in pensione, Vito Sinatra che ha svolto- coro unanime – un’azione di fiancheggiamento politico

Il direttore dell’Istituto Alfredo  Alessandra ha fatto il resto:sappiamo già, lo abbiamo scritto,  ha collocato il personale C ” _Istruttore- in disponibilità, una sorta di Cassa integrazione visto che lo stipendio è stato decurtato di circa 270 euro

Sono  8 unità  “in atto licenziati ingiustamente” da 21 luglio ” per un massimo di 2 anni”     Le sedi storiche di lavoro sono quelle di Catania e Tenuta Ambelia in territorio Militello  Qui il Presidente della Regione On.le Nello Musumeci insieme al presidente del consiglio  dell’Istituto, Signora Caterina Maria Teresa Grimaldi di Nixima  ( Principessa iscritta nel Libro d’Oro della nobiltà ,insieme alla Sigra Erminia Zappalà, baronessa di Catania ) avvertono diversi dipendenti ha  migliorato notevolmente la tenuta di Ambelia, struttura periferica dell’Istituto,, inserendolo in un processo di sviluppo e valorizzazione dell’intera area finalizzata alla realizzazione di un importante centro equestre,  

Un altro aspetto che merita di essere ricordato è che l’Istituto e i componenti dei Sindacati rappresentativi non operano correttamente ed anzi assolvono soltanto funzioni di ordinaria amministrazione,sia le funzioni dirigenziali dell’ente sia quelle sindacali. 

 

Coronavirus Sicilia, Musumeci: "Nuove restrizioni"

Il Presidente della Regione On.Nello Musumeci  esprime dubbi  sulla  serietà sindacale  siciliana e -com’è noto- su gran  parte del personale (“grattpancia”)  della Regione 

Prove?  L’omessa comunicazione ad una delle organizzazioni   rappresentative del Comparto, il Siad  che avrebbe nelle riunioni svolte, potuto fornire soluzioni in ordine al personale dichiarato in eccedenza. Ma nè i segretari delle  organizzazioni sindacali presenti nelle contrattazioni con l’Ente hanno mai rilevato il vizio procedurale -formale e sostanziale- nè il Siad nella città di Catania ha dato prova ,fra l’altro, da alcuni anni a questa parte, di aver rappresentanti idonei nella città etnea alle relazioni e comunicazioni con gli uffici pubblici regionali

 

ROTAZIONE DI DIRIGENTI ALLA REGIONE, DARIO CARTABELLOTTA LASCIA IL DIPARTIMENTO DELLA PESCA E VA ALL'AGRICOLTURA - Tele Radio Sciacca

Nella foto il dirigente generale Regione Sicilia – Agrioltura  -dr.  Dario Cartabellotta-   Il dirigente Aveva assicurato pubblicamente che avrebbe stoppato la messa
in disponibilità dei dipendenti eccedenti. Abbiamo visto come....

 

 

ARHS - Ambelia Western Trophy e Fiera mediterranea del cavallo 2019

 

Un altro aspetto che merita di essere rilevato è che i sindacalisti della Regione  danno dimostrazioni di incompetenza tecnica  e sollevano interrogativi sulla loro onestà/capacità  nei confronti dei dipendenti. Qui, per inciso, porremo un quesito che vorremmo che qualcuno rispondesse. Nella “riunione” del  13 luglio scorso presso la sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura fra i sindacati del Comparto  e l’assessorato regionale all’agricoltura erano presenti  :l’ex Contrattista,Operatore Luca Crimi (Uil -Fp ) ,il funzionario direttivo e segretario provinciale etneo Concetto dr. Gulizia e Fulvio Pantano segretario regionale ( Sadirs), l’ex Contrattista dr Gaetano Del  Popolo (segretario  provinciale di Catania con il segretario generale Sicilia Cgil  Alfio Mannino,  l’ assessore all’Agricoltura  mazarese Toni Scilla ,il dirigente regionale Dario Cartabellotta e dirigenti della Funzione Pubblica sono stati spesi fiumi di parole (inutili) sulla vicenda.  Spieghiamo il perchè.

   In questo contesto si è discusso della legge del 2019 che ha rimodulato la pianta organica dell’Istituto per razionalizzare le migliori risorse umane in : Operatori A  n 12; Collaboratori B,n.1;Istruttori C, n.3; Funzionari D, n1;   Totale dipendenti 17.   Il dirigente responsabile dell’Istituto Incremento Ippico e il dirigente generale del Dipartimento della Funzione Pubblica vengono  autorizzati a stipulare apposito accordo di mobilità in virtù della legge 165 del 2001 che regola anche la copertura dei posti vacanti 

L’Ente avrebbe potuto procedere, secondo le disposizioni del Contratto collettivo vigente, anche al distacco del personale presso altri enti  Sappiamo che i sindacati avevano contestato la nuova Pianta organica non rispondente alla rifunzionalizzazione delle risorse umane nè all’accrescimento dell’efficienza dell’Istituto   Viene ricordato che nel mese di marzo di quest’anno il Commissario ad acta  Sinatra aveva  disposto in delibera  di dichiarare in mobilità il personale attualmente nei ruoli dell’Istituto e di non considerare eccedentario il personale che ha dato la propria disponibilità volontaria  (si fa per dire  visto che i “volontari” hanno “firmato” un documento di degradazione ai ruoli inferiori ,a ricoprire i posti inferiori di A e B fino ad esaurimento degli stessi.

Non si è compreso poi – se non per intuibili scorrette motivazioni politiche – perchè il Dipartimento Funzione pubblica  abbia negato la mobilità al personale  E non si comprende neppure perch’ il personale in eccedenza non venga utilizzato per l’apertura e la  fruizione del Museo delle storiche artistiche -e molto rare -carrozze ricche di ornamenti,presso la sede catanese dell’Istituto,  che studiosi e cittadini potrebbero ammirare già subito

MA QUESTI SINDACALISTI HANNO SCAMBIATO  DAVVERO LA REGIONE SICILIA PER CASA PROPRIA?  NON SANNO NEPPURE COSA SIA LA TRASPARENZA  !        E DOV’E’   IL VERBALE SINDACALE?   

  I LETTORI E I DIPENDENTI DELL’ISTITUTO ATTENDONO UNA RISPOSTA

Altri appunti emergono: perchè questa riunione non è stata formalizzata in un documento-verbale?    Era una riunione di famiglia?   Sappiamo ,per esperienza sindacale vissuta, che soltanto il contenuto di un verbale può vincolare una amministrazione  all’osservanza della decisione collegiale sindacale . E i sindacalisti  qui sono tutti d’accordo .almeno apparentemente-  a frenare la messa “in disponibilità del personale dell’Istituto ippico “eccedentario”.E allora, signori, sindacalisti di lungo corso , perchè avete fornito questa prova dilettantistica e non avete messo il vincolo nel documento di rito? Il 13 luglio scorso non è stato sospeso alcun provvedimento dell’Istituto.  I dipendenti più coraggiosi, coerenti, quelli che davano maggiormente “fastidio”   sono stati messi alla porta, “in disponibilità” .Era, per caso, una scampagnata questa “riunione” con l’assessore e generali della Regione?      E , perchè, signori del sindacato, eravate tutti d’accordo, in questa riunione, a non stare mai fino alla fine in disaccordo con l’assessore e alti dirigenti?  Cosa c’è sotto?          Timori, paure di ritorsioni probabili della classe dirigenziale della Regione sull’attività di lavoro degli uffici dove saltuariamente,fra un permesso sindacale e l’altro, lavorate?

“Ma fateci il piacere, va!!!!!”    In questo caso vi meritate davvero le pennacchie del  grande comico napoletano…

 

Soltanto chi detiene certe posizioni privilegiate ha il diritto di non rivelare ai dipendenti -vittime- della vicenda- le reali intenzioni dei sindacati e dei dirigenti assessore compreso?        Il personale dovrebbe dimettersi dai sindacati ed agire in proprio autonomamente.       Aspettiamo risposta su questo punto-    Poi la gaffe che l’assessore Scilla (nella foto sotto) pensa ingenuamente  sia passata inosservata   ” I sindacati possono andare, dice Scilla, il direttore Alessandra resti, parlo con lui”                  Che significa,assessore?     Cosa le passa per la testa, non siamo mica a casa sua. Ha il dovere di spiegare ai siciliani cosa ha detto al direttore, l’azione di competenza dell’assessorato e chiarire i contenuti di questa farsa teatrale con il coinvolgimento dei sindacalisti e dirigenti citati   E’ una responsabilità divisa fra tutti i partecipanti alla riunione di luglio.   Una responsabilità che si darà a tutti i dipendenti dell’Istituto Incremento Ippico che hanno scelto questi rappresentanti sindacali?    O a questi rappresentanti che hanno tradito le altrui aspettative  e il loro dovere?                                               

                                                 –FAVORITISMI  E……  AL DIAVOLO  “LA PAR CONDICIO”

Altro punto che non lascia vedere alcun bagliore. “La verifica della professionalità adeguata” svolta con ordine di servizio o altro del direttore dell’Istituto non pone in luce alcuna proposta sindacale in ordine ai criteri da stabilire per la ricollocazione nei posti d’organico vacanti . L’Istituto cioè non pone alcuna regola o meccanismo di “Par condicio” per la scelta del personale da collocare nei posti vacanti . Sceglie quelli che più piace alla direzione,realizzando  favoritismo  palese ed evidente e, quindi una ingiustizia con grave danno per i non “prescelti” che non hanno avuto questa opportunità e restano a casa.

L’ASSESSORE SCILLA CHIAMA A FINE RIUNIONE IL DIRETTORE ALESSANDRA ” TU NON TE NE ANDARE, DEVO PARLARTI”    (Linguaggio tipico dei “misteri” della Regione siciliana)

 

Sicilia, il nuovo assessore regionale all'agricoltura è Scilla - Uci - Unione Coltivatori Italiani

    Cosa ha in mente, esattamente il vertice della Regione Siciliana?  Perchè questo modo di agire della classe dirigenziale “subordinata” nei confronti di personale che ha avuto il coraggio di dire “No” allo svolgimento di mansioni inferiori?    Perchè queste discriminazioni?   

falso delibera Archivi - Sud Libertà

Carmen Madonia, dirigente generale del Dipartimento Funzione Pubblica

LE OMISSIONI DELLA CLASSE DIRIGENZIALE REGIONALE

Vorremmo anche che il dirigente generale del Dipartimento della Funzione pubblica Carmen Madonia  spiegasse all’umanità una sua grave omissione istruttoria -per il posto che occupa-visto che la legge n.17 del 2019 ha rimodulato d’ufficio la dotazione organica dell’Istituto riducendo da 31 a 17 le unità di personale creando condizioni soprannumerarie inerenti a 27 soggetti di categoria C, profilo istruttore  ed “atteso pure che i trenta posti esistenti nella vecchia pianta organica sono stati ridotti a tre.

Perchè dunque -è questa l’omissione signora Madonia- non ha verificato la ricollocazione totale o parziale del personale in soprannumero o di eccedenza anche presso altre amministrazioni regionali con preventivo accordo visto che il dipartimento della funzione pubblica costituisce il cuore pulsante dell’intera Regione ?.    Perchè deve dire stupidaggini   all’Istituto ippico che le aveva richiesto di agire in tal senso, uscendo con la puerile e vergognosa scusa che la richiesta non “rientra nel Piano triennale di fabbisogno del personale”.?

Sappiamo pure che il Dipartimento alla funzione pubblica ritiene- risposta al direttore Alessandra- di “non essere autorizzato alla stipula di alcun accordo di mobilità per unità che appartengono al profilo economico C5 e C6, secondo una  delibera della giunta regionale …”

La verità, l’unica, signora Madonia, è che lei esempio di alta dirigenza obbedisce  solo a quella  politica che l’ha piazzata lì  per autoincensarsi e sprofonda la Regione Sicilia rispetto ad altre parti d’Italia  senza sapere forse che lei,per compito istituzionale, deve guidare correttamente la comunità del personale regionale come fanno i generali con gli eserciti.  Meglio il silenzio dunque signora dirigente della Regione …Ormai la conosciamo anche per altre vicende ed ingiustizie (vedasi Ufficio stampa Ersu)

Adesso la parola spetta ai giudici amministrativi catanesi -giorno 10 e 15 settembre- per invertire una rotta  di profondo prolungato scadimento    Signori giudici, vi è da considerare anche il rimborso di circa 265  euro per il mese di luglio, più 400 euro per il mese di Agosto  e così il calcolo esteso ad ogni mese per tutti i dipendenti interessati  affannati e mortificati fra l’altro -paradossalmente- anche per i mutui da pagare alle banche che non riconoscono  la “disponibilità” del pubblico dipendente equivalente alla Cassa integrazione perchè la motivazione non è prevista nel contratto di mutuo erogato dagli istituti di credito .     I giudici dovranno considerare pure il  risarcimento danni morale e giuridico di carriera ai dipendenti collocati da luglio in disponibilità. Altrimenti il contenzioso della vicenda si accrescerebbe ancora di più. Significa depositare in Tribunale motivazioni specifiche di risarcimento danni subiti evidentissimi come la luce solare.Nei ricorsi degli avvocati questo punto non è stato previsto solo  perchè le opposizioni legali erano state dichiarate già d’urgenza nei mesi scorsi

Dopodichè vedremo la sentenza dei giudici sventolare dalle sedi sindacali ognuno per dire:”Avevamo ragione noi”    Ma nessuno che ammette: “Abbiamo sbagliato tutto il 13 luglio dove per nostra fortuna non erano presenti i dipendenti..”

Istituto Incremento Ippico, Alessandra: "Riduzione organico? Vi spiego"Cgil Sicilia, è Alfio Mannino il nuovo segretario generale - Giornale di Sicilia

Foto Ripr.()   -A sx  il direttore dell’Istituto Incremento Ippico  dr Alfredo Alessandra  – A dx (foto Archivi Sud Libertà)  il Segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino

 

Gaetano Del Popolo nuovo segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Catania - CGIL Catania Luca Crimi (@lucacrimi) | Twitter
Foto Archivi-Sud Libertà  —                                                               
Nella prima a sx Gaetano Del Popolo
 Nella seconda a dx    Luca  Crimi                                            

Si dovranno utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti

Draghi sullo sblocco dei licenziamenti: incontro con i sindacati - La Stampa

 

Raggiunta l’intesa tra Governo, sindacati e imprese dopo  quasi 7 ore di confronto, l’avviso comune che impegna le aziende a utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti.

Il documento congiunto, è stato firmato dal premier Mario Draghi, dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dai leader di Cgil, Cisl e Uil e da Confcooperative, Cna, Confapi e Confindustria. All’avviso comune è stato associata anche l’istituzione di un tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi per governare e seguire eventuali emergenze sociali in vista del superamento del blocco dei licenziamenti in scadenza il 30 giugno.

Le parti sociali – si legge nel testo diffuso in serata da Palazzo Chigi – alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti, si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”.

In fermento i dipendenti dell’Istituto Incremento Ippico -Nervosismo e malessere nei rapporti tra le parti

 

La restaurata Tenuta Ambelia location della Fiera Mediterranea del Cavallo: "La Regione pensi ora ad avviare il rilancio" | BlogSicilia - Ultime notizie dalla Sicilia

Archivi Sud Libertà – Tenuta Ambelia dell’Istituto Incremento Ippico

 

 

DI  RAFFAELE  LANZA

Lo stato di malessere intervenuto tra le parti della controversia, dipendenti dell’Istituto Incremento ippico di Catania, e la direzione dell’Ente dà luogo al momento a diverse manifestazioni di nervosismo e insofferenza   Si discute adesso della debolezza sociale dei sindacati rappresentativi che sin dalla legge di rimodulazione della pianta organica dell’Istituto avrebbe dovuto preventivare ciò che non  hanno saputo prevedere anch’essi.    L’immobilismo politico-sì- d’accordo ma ogni forza sindacale,-è coro unanime – soprattutto chi vanta antiche tradizioni non si limita a svolgere un’azione locale di contrasto o a rilasciare commenti od interviste additando la politica il responsabile assoluto ma deve rispondere con senso di responsabilità pari al consenso c he rappresenta.     Marionette o sindacalisti nani che rivestono cariche importanti a Catania , segreteria generale o dirigente regionale sindacale,senza avere un tessuto lavorativo di responsabilità del lavoro del comparto e  quello dirigenziale,  equivale -equivale  come mandare in battaglia giovane personale regionale,ex contrattista,a riguardo,lanciato in avventure private o a stabilizzazioni dalla fascia Ae B al titolo corrispondente al titolo di studio. .

 

Ripristinare le corrette relazioni sindacali per tutelare i lavoratori di Fata Logistic Systems | La Retorica

 

Si dimentica l’obbligo morale – o diventa palese sempre più l’incapacità- di adempiere alle incombenze loro spettanti in conseguenza della carica che ricoprono o che il sindacato di riferimento, forse senza candidati, ha dato loro.. E’ anche questo il male oscuro che sta divorando i dipendenti oramai smarriti  e soffocati dalla  direzione dell’Istituto Incremento ippico ma anche l’assenza di autentica responsabilità sindacale connessa   ai vertici   dei dipartimenti della Regione siciliana

Riportiamo   uno stralcio del ricorso contro la Regione siciliana della legge n.17 del 2019 che rimodula la pianta organica dell’Istituto Ippico  Anche questo è punto d’attenzione del Giudice del Lavoro che presto , forse a giorni o più in là, si pronuncerà sul ricorso dell’Avv Buscemi presentato da diversi dipendenti che non aderito alle idee del Sindacato Cgil e del suo Segretario “generale”

CATANIA,

 

Ricorso ex art. 127 della Costituzione per il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso ex lege
dall’Avvocatura generale dello Stato presso i cui uffici è domiciliato in Roma alla via dei Portoghesi, 12;
Contro la Regione Siciliana, in persona del Presidente pro tempore , con sede in piazza Indipendenza, 21 – 90129
Palermo, per la declaratoria di illegittimità costituzionale degli articoli: 2, commi 7 e 8; 8; 13, commi l e 2; 15 commi
3 e 4 e 22 della legge Regione Sicilia n. 17 del 16 ottobre 2019, come da delibera del Consiglio dei ministri in data
12 dicembre 2019.

Nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 47 del 18 ottobre 2019 (n. 44), è stata pubblicata la legge regionale 16 ottobre 2019, n. 17 recante; «Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di attività produttive, lavoro, territorio e ambiente, istruzione e formazione professionale, attività culturali, sanità. Disposizioni varie».
Il Presidente del Consiglio ritiene che le disposizioni contenute negli articoli 2, commi 7 e 8; 8; 13, commi 1 e 2; 15 commi 3 e 4 e 22 siano illegittime per contrasto con diverse disposizioni costituzionali (indicate in relazione a ciascun articolo impugnato); pertanto propone questione di legittimità costituzionale ai sensi dell’art. 127, comma 1,della Costituzione per i seguenti
MOTIVI
Illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 7 ed 8 per contrasto con l’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001
(norma interposta) e dell’art. 117 della Costituzione.
L’art. 2 della legge regionale n. 17 del 2019 prevede:
Rimodulazione pianta organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia
1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano i rapporti di lavoro e d’impiego alle dipendenze dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia, tenuto conto dell’autonomia statutaria dell’Istituto, nel rispetto dell’art. 97, primo comma, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l’efficienza dell’Istituto in relazione a quella dei corrispondenti uffici e servizi in Italia e nell’Unione europea;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta ed indiretta, entro i vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, nella seguente tabella A, è rimodulata l’attuale consistenza della dotazione organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia in base ai fabbisogni e al vigente sistema di classificazione del personale del comparto non dirigenziale del Contratto collettivo regionale di lavoro della Regione Siciliana e degli enti di cui all’art. 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
TABELLA A
Qualifica Categoria CCRL Dotazione organica attuale Nuova dotazione organica
operatori A 0 12
collaboratori B 0 1
istruttori C 30 3
funzionari D 1 1
TOT. 31 17

3. La consistenza della dotazione organica del personale appartenente al ruolo unico della dirigenza regionale è
fissata in 1 unità.
4. La dotazione organica totale dell’Istituto è di 18 unità.
5. Alle eccedenze di personale di ruolo, individuate a seguito della rimodulazione della dotazione organica di cui al comma 2, il dirigente responsabile dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia applica le procedure di cui all’art. 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, immediatamente dopo la data di entrata in vigore della presente legge.
6. Ai fini della ricollocazione totale 0 parziale del personale in situazione di soprannumero e di eccedenza il dirigente responsabile dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia ed il dirigente generale del Dipartimento regionale della funzione pubblica e del personale sono autorizzati a stipulare apposito accordo di mobilità ai sensi del comma 5 dell’art. 33 del decreto legislativo n. 165/2001.
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7. L’accordo di mobilità di cui al comma 6 regola anche la copertura dei posti risultanti vacanti a seguito della
nuova dotazione organica.
8. Qualora ne ricorrano le condizioni, le eccedenze e le carenze di personale scaturenti dalla nuova dotazione
organica potranno essere regolate col ricorso all’istituto del distacco del personale ai sensi dell’art. 62 del Contratto
collettivo regionale di lavoro del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana e degli enti di cui all’articolo 1
della legge regionale n. 10/2000.
9. All’attuazione del presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
L’art. 2, recante norme concernenti la rimodulazione pianta organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia, si ritiene sia costituzionalmente illegittimo nei suoi commi 7 e 8.
Nel complesso, come detto, la disposizione disciplina un processo di rimodulazione in senso riduttivo della dotazione organica dell’Istituto incremento ippico per la Sicilia e la conseguente gestione delle eccedenze secondo le previsioni dell’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001, normativa direttamente applicabile al personale della regione e degli enti da essa vigilati in base all’art. 23 della legge regionale n. 10 del 2000.
Al comma 7, viene stabilito, in particolare, che nell’accordo di mobilità, previsto dal precedente comma 6, sia disciplinata anche la copertura dei posti vacanti all’esito della riduzione della dotazione organica.
Si deve rilevare, in via generale, principalmente la controtendenza della previsione rispetto alle finalità dell’accordo.
La norma, infatti, appare orientata ad assicurare la ricollocazione del personale eccedentario e non la copertura di
posti vacanti.
Si ritiene che le norme in esame violino i principi contenuti nel decreto legislativo n. 165 del 2001, che si atteggia quale norma interposta, in particolare con l’art. 33, comma 5, contrasta con l’art. 117, comma 2, lettera l) della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile e, quindi i rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile, tra i quali certamente la materia del rapporto di impiego privatizzato e dei contratti collettivi.
Prevede, infatti, l’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001:
«1. Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di ricognizione annuale prevista dall’art. 6, comma 1, terzo e quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di contratto pena la nullità degli atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al presente articolo da parte del dirigente responsabile è
valutabile ai fini della responsabilità disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il dirigente responsabile deve dare un’informativa preventiva alle rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4, l’amministrazione applica l’art. 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, in subordine, verifica la ricollocazione totale o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza nell’ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con le stesse, comprese nell’ambito della regione tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 1, comma 29, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, nonché del comma 6.
6. I Contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri generali e procedure per consentire, tenuto conto delle caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al di fuori del territorio regionale che, in relazione alla distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi nazionali. Si applicano le disposizioni dell’art. 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4 l’amministrazione colloca in disponibilità
il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa
essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la
diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilità.
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8. Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell’indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. È riconosciuto altresì il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153».
Pertanto, quanto previsto ai commi 7 ed 8 dell’art. 2 in ordine alla possibilità di regolare la copertura dei posti risultanti vacanti all’esito della nuova dotazione organica in sede di accordo di mobilità, non trova riscontro nell’art. 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che costituisce disposizione riconducibile alla materia dell’ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l) , della Costituzione.
Anche il comma 8 tratta congiuntamente la gestione delle eccedenze e delle carenze di personale dell’istituto oggetto dell’intervento normativo, prevedendo il ricorso al distacco disciplinato dall’art. 62 del CCRL, secondo cui l’Amministrazione di appartenenza del personale in distacco resta responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore. Anche in tal caso la legge regionale – laddove prevede uno strumento di gestione dell’eccedenza di personale, i cui oneri sono posti a carico dell’Amministrazione che presenta situazioni di eccedenza – detta disposizioni ulteriori rispetto alla legge statale, che non trovano riscontro nell’art. 33 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.
Il contrasto con tale disposizione emerge sol che si consideri che la norma interposta non contempla l’eventualità del distacco, ma prevede la risoluzione del rapporto (1) , nel caso sussistano i presupposti per il pensionamento, ovvero il ricorso a procedure di mobilità.
L’art. 33, comma 5 del decreto legislativo n. 165/2001, come già evidenziato, costituisce norma riconducibile alla materia dell’ordinamento civile di cui all’art. 117, secondo comma, lettera l) , della Costituzione.
Da ciò l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, commi 7 e 8, della legge in esame.Illegittimità costituzionale dell’art. 8 per contrasto con l’art. 81, terzo comma, della Costituzione.
L’art. 8 prevede modifiche alla legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, disponendo testualmente «1. Al comma 1 dell’art. 79 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, le parole “31 dicembre 2018” sono sostituite dalle parole “31 dicembre 2019”.».

(1) L’art. 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 prevede che
«con decisione motivata con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta applicati e senza pregiudizio per la funzionale erogazione dei servizi, le pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, incluse le autorità indipendenti, possono, a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal l° gennaio 2012 dall’art. 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il rapporto di lavoro e il contratto individuale anche del personale dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non prima del raggiungimento di un’età anagrafica che possa dare luogo a riduzione percentuale ai sensi del citato comma 10 dell’art. 24. ………..».

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In ragione delle considerazioni che precedono, la norma di cui all’art. 8 contrastando con il parametro interposto rappresentato dall’art. 3, comma 1, lettera a) , del decreto-legge n. 47 del 2014, eccede le competenze attribuite alla Regione dagli articoli 14 e 17 dello Statuto di autonomia e viola un principio fondamentale nella materia, di legislazione concorrente, del «coordinamento della finanza pubblica», di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione.
Al riguardo, è necessario evidenziare che la giurisprudenza è costante nell’affermare che anche gli enti ad autonomia differenziata sono soggetti ai vincoli legislativi derivanti dal rispetto dei principi di coordinamento della finanza pubblica ( cfr. sentenza n. 77 del 2015 e le pronunce ivi richiamate, n. 139 del 2012, n. 30 del 2012 e n. 229 del 2011).
Infine, con riferimento agli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni di cui alla legge in esame, si evidenzia che gli articoli 2, 5, 12, 22, 25 e 27 riportano clausole di invarianza finanziaria volte a specificare che dall’attuazione delle disposizioni ivi recate non derivano nuovi oneri a carico della finanza pubblica e che tutte le strutture regionali interessate provvedono ai relativi adempimenti nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Al riguardo, si rileva che la legge in esame non risulta corredata della relazione tecnica prevista dall’art. 17 della legge n. 196 del 2009 che indichi nel dettaglio le ragioni dell’invarianza degli effetti legislativi sui saldi della finanza regionale. In particolare, il comma 6 -bis del citato art. 17 impone — anche al legislatore regionale — di corredare dette clausole di una relazione tecnica che riporti la valutazione degli effetti, i dati e gli elementi idonei a suffragare l’ipotesi di invarianza, l’indicazione dell’entità delle risorse già esistenti nel bilancio e delle relative unità gestionali, utilizzabili per le finalità indicate dalle disposizioni medesime anche attraverso la loro riprogrammazione.
La relazione tecnica assume, pertanto, non solo un rilievo illustrativo, bensì dimostrativo del rispetto, da parte del nuovo provvedimento legislativo, del parametro costituzionale sulla copertura finanziaria degli oneri. Ne consegue che la declaratoria di assenza di onere non vale di per sé a rendere dimostrato il rispetto dell’obbligo di copertura.
L’attribuzione e lo svolgimento di nuovi compiti a strutture o uffici già esistenti possono infatti comportare nuovi o maggiori oneri finanziari conseguenti. È evidente che la previsione in tale evenienza di una clausola di invarianza finanziaria priva di indicazioni circa, ad esempio, l’organico interessato all’adempimento delle nuove funzioni assegnate o la disponibilità dei mezzi necessari per il loro svolgimento, rischia di risolversi in una mera «clausola di stile»
(sentenza n. 18 del 2013).
Tali clausole, pertanto, garantiscono la neutralità finanziaria delle disposizioni a condizione che esse siano in concreto praticabili. Ove, infatti, i nuovi compiti affidati alle Amministrazioni regionali non possano, in concreto, essere svolti ad invarianza di risorse, la norma istitutiva comporterebbe la creazione di oneri occulti, in contrasto con i principi costituzionali della copertura degli oneri con possibili effetti anche sull’equilibrio del bilancio.
Per quanto sopra, in assenza di elementi idonei a suffragare le suddette clausole di invarianza finanziaria, si ritiene che le citate disposizioni violino l’art. 81, terzo comma, della Costituzione che trova specifica declinazione nel richiamato art. 17 della citata legge di contabilità e finanza pubblica n. 196 del 2009.

De Magistris: -Approvata la delibera per l’assunzione di 147 agenti di Polizia locale

Quanto guadagna un vigile urbano? E come si entra nella Polizia Municipale?

NAPOLI

Approvata nel pomeriggio di ieri dalla Giunta Comunale di Napoli, presieduta dal Sindaco Luigi de Magistris, la delibera che dà il via libera alla sottoscrizione della proroga dei contratti degli agenti di Polizia Locale assunti a tempo determinato grazie al Fondo nazionale dedicato alla Sicurezza Urbana. “ Una partita complessa che è stato possibile portare a termine solo grazie alla sinergia istituzionale e all’impegno personale che ho profuso unitamente al Sindaco de Magistris, che si è speso personalmente con i Ministeri competenti.

Un risultato fortemente voluto a tutela dei lavoratori e dell’ente per non disperdere le competenze acquisite in questi durissimi mesi.” È il primo commento dell’assessora Alessandra Clemente “ Va ora ottenuta – prosegue – la disponibilità delle risorse per la fine di questo anno solare e per il prossimo anno per puntare poi ad una stabilizzazione piena in pianta organica. L’attenzione dell’amministrazione resterà sempre alta anche per chiedere le risorse necessarie ad esaurire la graduatoria.”

“GLADIATORI E SCHIAVI” IN VENDITA

 

Stasera in tv Spartacus il film di Kubrick: il capolavoro di Stanley Kubrick stasera in tv su Iris Spartacus

Come nel film di Kubrick:   I gladiatori e Spartacus

NEL MARASMA GENERALE L’ISTITUTO INCREMENTO IPPICO DI CATANIA: PERSONALE “IN DISPONIBILITA

 

DI  RAFFAELE  LANZA

 

Il coro è unanime, la conclusione è univoca  L’Istituto Incremento ippico di Catania non è più l’ente museo, cavalli in mostra e carrozze di altri tempi da ammirare: è ,in questo momento, soltanto l’arena in cui  si combatte per il mantenimento del posto o l’ottenimento di vantaggi . L’interesse generale –pur nella nobile presenza della baronessa/principessa Caterina Grimaldi  la cui famiglia si occupa da diverse generazioni dell’allevamento di equini– è da tempo fuori di ogni attenzione. 

  I suoi dipendenti, un tempo veri gladiatori dell’ente,li conosciamo tutti, uno ad uno, ricordiamo che dimostravano di essere davvero valorosi rispetto alla controparte(direzione) oggi malgrado l’  azione di contrasto , l’ente autonomo li ha tramutati in  “schiavi” di un sistema ammalato,che ha mostrato una grave  frattura, difficilmente colmabile, forse del tutto incolmabile al punto  essi sono arrivati.. 

 

Risultati immagini per foto istituto incremento ippico

 

I dipendenti ci telefonano in redazione, in tanti ricordiamo insieme i momenti belli in cui curavamo un impegno sindacale regionale molto comunicativo ed efficace, la direzione dell’ente , prima con il dott. Paladino poi con il dott. Alessandra e Bentivegna,rispettava e riscontrava le nostre richieste sindacali diffuse all’opinione pubblica. Oggi la situazione generale è catastrofica,troppa tensione sociale, e mancanza di coraggio nelle decisioni -oneste- da assumere. 

Come vedete abbiamo pubblicato una foto che ritrae il leggendario  attore statunitense  Kirk Douglas interpretare “Spartacus”     Ma chi  è oggi  l’interprete vero, spontaneo, deciso,altruista,  degli interessi dei lavoratori dell’Istituto Incremento ippico?   Dov’è un uomo come Spartacus, signori mei?   Non  vediamo proprio alcun soggetto capace di  interpretare un interesse generale   Ricorsi, denunce penali per “distrazione provvisoria” delle somme destinate al pagamento dell’Istituto Vacanza contrattuale-oggi quasi interamente pagata, dipendenti intimiditi  dalla direzione,lettere, richieste al Prefetto, ricorso amministrativo d’urgenza, dialogo con diversi e noti avvocati.       Questo ente è divenuto una coda impropria del Tribunale di Catania

 

Risultati immagini per foto dell'istituto incremento ippico catania

 

Credo che anche i sindacalisti siano d’accordo oggi nel ritenere che le determinazioni dirigenziali che suscitano tanta indignazione siano il prodotto di una politica che vuole-purtroppo- il rilancio dell’ente tramite  tanta, tanta obbedienza cieca.   Da parte di tutti: dal commissario ad acta al direttore fino agli ex stallieri, attuali istruttori direttivi.  Parola d’ordine: “Fate silenzio, via gli striscioni sindacali dai balconi, sotto i tacchi le “contrattazioni sindacali” (francamente neanche poi neanche molto risolute,chiare e contrastanti), ignorate le proteste. Obbedite e basta”      Ricordiamo i punti essenziali  di un recente ‘intervento sindacale a firma della FpCgil, Uil, Sadirs, Ugl.

Eccolo:    “Senza alcun criterio logico, in forza di provvedimenti adottati d’imperio e unilateralmente, l’Istituto Incremento Ippico di Catania ha posto in eccedenza con la illegittima e illogica delibera del Commissario ad acta n. 1 del 9.3.2021 (All.2), i lavoratori che non hanno deciso volontariamente di “ricollocarsi” in categorie inferiori, dalla C di istruttore alla A di operatore, procedendo a declassare anche coloro che hanno confermato la disponibilità a svolgere le mansioni di sempre. Si è proceduto inoltre a mettere in disponibilità quelli che non fossero in possesso di un requisito non meglio definito di adeguata professionalità, rimasto incompreso ai più, dando mandato al direttore dell’Istituto stesso di adottare i provvedimenti attuativi a ciò consequenziali.
Il tutto condito da una informativa sindacale e da una forma di confronto che l’Istituto Ippico ha reso inutile, nulla riferendo in ordine alle reali possibilità di ricollocamento del personale e abbandonandosi a intendimenti generici circa l’eventuale mobilità presso altre amministrazioni regionali, rimasti solo sulla carta, anche a causa della chiusura totale su ogni soluzione del genere da parte dell’Assessorato regionale di competenza.
I dipendenti, abbandonati a un destino inesorabile, hanno proclamato lo stato di agitazione (All.3) oltre che esperire i mezzi legali più idonei (All.4) per bloccare la situazione venutasi a creare che rischia di mettere fine a trent’anni e più di attività lavorativa prestata sempre con massima diligenza e passione verso i fini dell’Istituto.
Da qualche settimana a questa parte, all’interno dello stesso Istituto si è diffuso un clima di incertezza e di precarietà, che sta ulteriormente destabilizzando l’ambiente.
Da qualche giorno, infatti, circola tra i dipendenti una determina dirigenziale (All.5), datata 14.5.2021, a firma del direttore dell’Istituto, non pubblicata all’Albo pretorio, né notificata al personale dipendente interessato o alle organizzazioni sindacali, che ha disposto “d’ufficio” il collocamento nelle categorie A e B, o il mantenimento nella categoria di appartenenza C, di parte dei lavoratori in servizio, in applicazione di criteri assolutamente arbitrari, soggettivi e palesemente discriminatori. Con la stessa determina si è proceduto a collocare in disponibilità una parte del personale con criteri arbitrari, discriminatori, basati perfino su una accertata inidoneità fisica di alcuni di loro, circostanza che dovrebbe piuttosto indirizzare a tutelare il personale interessato per le sue fragilità.
Alla circolazione del predetto provvedimento, non pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente, è seguita una riunione col personale dipendente, estromettendo le organizzazioni sindacali, in cui pare che sia stato richiesto a chi interessato dai cambi di profilo di “mettere per iscritto” il proprio consenso, pena la revoca di quanto già disposto!  Veramente, si ritiene che si stia oltrepassando ogni accettabile limite”.

Da questo marasma emergono lucidamente tre perdenti: i dipendenti loro malgrado, in tensione e preoccupazione quotidiana di non ritrovarsi presto il posto pubblico;  i cittadini -offesi ed ignorati- ed i politici nazionali e regionali c he vivono a Catania incapaci di manifestare una volontà.    La partita è molto delicata.   Bisogna provare a stringere un “patto sociale”  -Prefetto  e Assessore regionale alla Funzione pubblica ad es. – per non rischiare di tagliare fuori dal mercato del lavoro, questi dipendenti dell’Istituto incremento ippico-    Superfluo -ricorderemo agli ex gladiatori- presentarsi dal Prefetto senza la presenza di un rappresentante politico regionale.     Si verificherebbe il definitivo tracollo dell’ente autonomo.

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