Draghi presenta il Piano Recovery Plan: il futuro dell’Italia

 

Recovery Plan,è il momento del  premier Mario Draghi alla Camera per spiegare il Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato dal Cdm, un piano che “non è solo numeri e scadenze”, dentro ci sono “le vite degli italiani” e “il destino del Paese”

E avverte: “Ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite”.   Draghi  lancia un appello per la costruzione del futuro dell’Italia: “Sono certo che l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti”.

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 Afferma il presidente del Consiglio: “Sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze. Vi proporrei di leggerlo anche in un altro modo”  “Metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Le attese di chi più ha sofferto gli effetti devastanti della pandemia. Le aspirazioni delle famiglie preoccupate per l’educazione e il futuro dei propri figli. Le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce l’ha o lo ha perso. Le preoccupazioni di chi ha dovuto chiudere la propria attività per permettere a noi tutti di frenare il contagio. L’ansia dei territori svantaggiati di affrancarsi da disagi e povertà. La consapevolezza di ogni comunità che l’ambiente va tutelato e rispettato” 

“Ma, nell’insieme dei programmi che oggi presento alla vostra attenzione, c’è anche e soprattutto il destino del Paese. La misura di quello che sarà il suo ruolo nella comunità internazionale. La sua credibilità e reputazione come fondatore dell’Unione europea e protagonista del mondo occidentale”. “Non è dunque solo una questione di reddito, lavoro, benessere, ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare”.

Avverte il presidente del Consiglio: “Sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio”.

Draghi afferma ancora:. “Nel presentare questo documento, al quale è strettamente legato il nostro futuro, vorrei riprendere, specie all’indomani della celebrazione del 25 aprile, una testimonianza di uno dei padri della nostra Repubblica. Scriveva Alcide De Gasperi nel 1943: ‘Vero è che il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtù del carattere. L’opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune’. A noi l’onere e l’onore di preparare nel modo migliore l’Italia di domani” 

Draghi spiega che “nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro. A tali risorse, si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma REACT-EU che, come previsto dalla normativa Ue, vengono spese negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi”. Il Piano “ha effetti significativi sulle principali variabili economiche. Nel 2026 il Pil sarà di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dell’attuazione del Piano. Ne beneficia anche l’occupazione che sarà più elevata, di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026”.

Il premier illustra il Pnrr il cui primo obiettivo “con un orizzonte temporale ravvicinato, risiede nel riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica. La pandemia ci ha colpito più dei nostri vicini europei”. “Abbiamo raggiunto il numero di quasi 120.000 morti per il Covid-19, a cui si aggiungono i tanti mai registrati.

Nel 2020 il Pil è caduto dell’8,9 per cento, l’occupazione è scesa del 2,8 per cento, ma il crollo delle ore lavorate è stato dell’11 per cento, il che dà la misura della gravità della crisi. I giovani e le donne hanno sofferto un calo di occupazione molto superiore alla media, particolarmente nel caso dei giovani nella fascia di età 15-24 anni”. “Le misure di sostegno all’occupazione e ai redditi dei lavoratori hanno notevolmente attutito l’impatto sociale della pandemia. Tuttavia, l’impatto si è sentito soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione”.

“Tra il 2005 e il 2019, il numero di persone sotto la soglia di povertà assoluta è salito dal 3,3 al 7,7 per cento, per poi aumentare fino al 9,4 per cento nel 2020. Ancora una volta – sottolinea Draghi – ad essere particolarmente colpiti sono stati donne e giovani e ancora una volta soprattutto nel Mezzogiorno”.

Il premier evidenzia poi che “con una prospettiva più di medio-lungo termine, il Piano affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da decenni: i perduranti divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica”.

“Il Piano è articolato in progetti di investimento e riforme. L’accento sulle riforme è fondamentale – rimarca – Queste non solo consentono di dare efficacia e rapida attuazione agli stessi investimenti, ma anche di superare le debolezze strutturali che hanno per lungo tempo rallentato la crescita e determinato livelli occupazionali insoddisfacenti, soprattutto per i giovani e le donne. Le riforme e gli investimenti sono corredati da obiettivi quantitativi e traguardi intermedi e sono organizzate in sei Missioni”.

Il premier spiega poi che “è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell’attuazione del Piano”. E sottolinea “l’importante ruolo svolto da Regioni ed Enti locali nell’ambito dell’attuazione del Piano. Sono infatti responsabili della realizzazione di quasi 90 miliardi di investimenti, circa il 40 per cento del totale, in particolare con riferimento alla transizione ecologica, all’inclusione e coesione sociale e alla salute”.

“Il governo del Piano è strutturato su diversi livelli. L’attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilità dei Ministeri e le autorità locali, che sono chiamati a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Europea sono affidati al Ministero dell’Economia e delle Finanze” .

Draghi conclude ringraziando “questo Parlamento per l’impulso politico che anima tutto il Piano: l’attenzione a ambiente, giovani, donne, mezzogiorno che informa ogni intervento è prima di tutto frutto della vostra azione. Sono certo che riusciremo ad attuare questo Piano. Sono certo che l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti“.

Questa certezza – afferma il presidente del Consiglio – non è sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacità di lavorare insieme quando l’emergenza ci chiama alla solidarietà, alla responsabilità. È con la fiducia che questo appello allo spirito repubblicano verrà ascoltato, e che si tradurrà nella costruzione del nostro futuro, che presento oggi questo Piano al Parlamento”.

Zone Franche Montane Sicilia: il 6 maggio, oltre 100 sindaci in piazza a Montecitorio, per fiscalità di sviluppo

Non siamo nati per errore sulle montagne siciliane. La fiscalità di sviluppo è essenziale per frenare la desertificazione imprenditoriale e umana”

La Legge obiettivo approvata dalla Regione Siciliana il 17 dicembre 2019, per il riconoscimento delle Zone Franche Montane è in attesa da più di 2200 giorni di essere applicata. Più di 100 sindaci delle “Terre Alte” di Sicilia e il comitato regionale promotore, giovedì 6 maggio, saranno a Roma, in piazza di Montecitorio per sensibilizzare la deputazione di Camera e Senato a riconoscerla. Il provvedimento mira a garantire una fiscalità di sviluppo per frenare il fenomeno di desertificazione umana ed imprenditoriale di quei territori.
 
Il programma della manifestazione del 6 maggio a Roma
 
I sindaci delle “Terre alte” di Sicilia, coordinate dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, si raduneranno giovedì 6 maggio a piazza di Montecitorio a Roma, dalle ore 9,00 alle 13,00 e saranno ricevuti da varie rappresentanze istituzionali e politiche: dai capigruppo di Senato e Camera, del Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Pd, Fratelli di Italia e Italia Viva; alle 12.30, dallo staff tecnico del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico; quindi dal consulente giuridico della presidente del Senato, Elisabetta Casellati; dal presidente della commissione Finanza e Tesoro, Luciano D’Alfonso. Nel pomeriggio, i sindaci sono stati invitati da una rappresentanza del Senato del Movimento Cinque Stelle, nella sala Nassiria di Palazzo Madama.
 
L’associazione Zone Franche Montane Sicilia
 
L’Associazione Zone Franche Montane Sicilia riunisce 133 comuni delle nove province siciliane, che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare e con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Costituita formalmente nel 2021, è impegnata già dal 2015 nella promozione dello sviluppo dell’economia e per la cultura d’impresa delle Terre alte di Sicilia. Si batte per l’attuazione della Fiscalità di sviluppo, una norma di politica economica a difesa del diritto di residenza nelle aree di montagna per scongiurare il declino umano e sociale che interessa le “terre alte” dell’Isola. “Non siamo nati per errore sulle montagne siciliane. La fiscalità di sviluppo è essenziale per frenare la desertificazione imprenditoriale e umana”
 

Nasce una nuove Agenzia di spettacolo e comunicazione per musicisti, cantautori,”piccoli e medi” eventi e/o concerti

 

COVID19: CHE NE SARA' DI CONCERTI E SPETTACOLI CULTURALI? – Radio Onda  d`Urto

DI  LUCILLA  CORIONI

Da oggi ,26 Aprile,  aprirà i battenti la nuova agenzia di spettacolo e comunicazione,specializzata nella promozione dei live tour e dei concerti dal vivo- si tratta di LDP Management & Communications.

L’idea nata dalla fusione di LDP Srls e LC Comunicazione – ora che finalmente il mercato della musica sembra avere uno spiraglio-mira alla rinascita del settore che “secondo gli esperti” non può che partire dai “piccoli” e dai medi dato che i grandi concerti- si sa- avranno certamente spazio, diffusione e riscontro.

Ma i piccoli eventi? Gli artisti che non si possono permettere strutture di management imponenti?  Quei musicisti (cantautori, musicisti, brand) che ogni Santo giorno devono lottare per far sapere dove possono essere visti e ascoltati….dato che le notizie sono tantissime….come faranno a farsi sentire?

LPD M& C   lavora sul territorio, collaborando con quotidiani, riviste,Siti Web,magazine on line,radio e tv locali, per rendere puntuale e precisa la comunicazione riguardante l’evento e gli artisti..

Se lo riterrete un servizio indispensabile contattate il seguente numero 3337695979 o scrivete a: contatti.lccomunicazione@gmail.com    longdigitalplaying@gmail.com per avere un preventivo. Resterete stupiti anche di questo.  E comunque Buona Fortuna e buon Ritorno a tutti quanti

Operazione Duty free – Arrestati 15 soggetti responsabili di contrabbando di Tle e traffico di stupefacenti

Operazione Duty free - Arrestati 15 soggetti responsabili di contrabbando di Tle e traffico di stupefacenti

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Palermo, in esecuzione dell’ordinanza emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale del capoluogo in esito ad indagini coordinate dalla D.D.A. della Procura di Palermo, hanno eseguito, con la collaborazione dei Reparti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, 15 misure cautelari personali, di cui 3 in carcere, 7 agli arresti domiciliari, 5 con l’obbligo giornaliero di presentazione alla p.g., per i reati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette e traffico di sostanze stupefacenti. Contestualmente, i Finanzieri hanno proceduto al sequestro di disponibilità finanziarie, un fabbricato, 2 magazzini, un appartamento, 3 autovetture e 3 motoveicoli, per un valore complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro.

I destinatari del provvedimento di custodia cautelare in carcere sono i palermitani B.G. (classe ‘88) e C.P. (classe ‘66), capi e promotori dell’organizzazione criminale. Per D.G.G. (classe ‘87), autista per conto della ditta di spedizione, F.G. (classe ‘82), G.G. (classe ‘85) e G.A. (classe ‘70), i primi due corrieri e quest’ultimo acquirente di t.l.e., sono scattati gli arresti domiciliari. Infine, nei confronti di D.S.G. (classe ‘66), B.M. (classe ‘88), D.P.G. (classe ‘76) e D.P.M. (classe ‘57), grossisti acquirenti di t.l.e., è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

indaginiA Napoli si è proceduto ad eseguire la misura cautelare in carcere nei confronti di A.C. (classe ‘73), quale capo e promotore dell’organizzazione con compiti di procacciamento del t.l.e. a Napoli e spedizione a Palermo.

Agli arresti domiciliari i sodali addetti alle spedizioni: A.A. (classe ‘96), B.M. (classe ‘75), C.G. (classe ‘60) e per V.P. (classe ‘69) l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Sono altresì indagate altre 13 persone, per un totale di 28 soggetti coinvolti.

Di questi, ben 19 risultano percettori di Reddito di Cittadinanza. Le indagini svolte – nel periodo novembre 2019/maggio 2020 – dagli investigatori del 2° Nucleo Operativo Metropolitano del Gruppo di Palermo, condotte mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, attività di videosorveglianza e servizi di osservazione e pedinamento, avrebbero permesso di documentare un fiorente traffico di tabacchi lavorati esteri posto in essere sulla piazza palermitana da parte di un’organizzazione criminale che era solita rifornirsi a Napoli. Nello specifico, due soggetti palermitani (C.P. e B.G.), a capo del gruppo criminale, avrebbero gestito a Palermo i flussi delle sigarette di contrabbando acquistate in Campania (da A.C.) e poi occultate presso un immobile affittato in zona Corso dei Mille.

Il gruppo si sarebbe rifornito del tabacco lavorato estero di contrabbando procacciato a Napoli attraverso mirate trasferte eseguite da soggetti appartenenti all’organizzazione con compiti di corriere/staffetta utilizzando autovetture prese a noleggio, viaggiando all’andata via nave ed al ritorno verso Palermo via terra. In una fase successiva, in concomitanza con l’inizio delle limitazioni agli spostamenti causati dal virus COVID-19, il gruppo criminale avrebbe messo in atto un metodo alquanto innovativo ed insidioso. Nello specifico, le sigarette sarebbero state inviate a Palermo utilizzando una ditta di spedizione, ignara del traffico illecito, indicando quali mittenti e destinatari nomi e indirizzi di pura fantasia, e comunicavano i relativi numeri di spedizione ad un uomo di fiducia. Quest’ultimo, autista operante per conto della ditta di spedizione (D.G.G.), oggi agli arresti domiciliari, provvedeva a ritirare e consegnare i pacchi contenenti il t.l.e. direttamente presso il magazzino di stoccaggio.

In un’occasione è stato sequestrato anche 1 kg di hashish, constatando, quindi, che l’attività illecita del sodalizio criminale si sarebbe estesa anche al traffico di stupefacenti, evidentemente anche in ragione delle difficoltà della vendita al minuto su strada delle sigarette nel periodo epidemiologico. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 700 kg di TLE e arrestati 3 soggetti in flagranza di reato. Inoltre, i Finanzieri hanno ricostruito che – nonostante le limitazioni imposte agli spostamenti a causa dell’emergenza epidemiologica in corso da COVID-19 – in soli 7 mesi (novembre 2019/maggio 2020), sarebbero state trasportate da Napoli a Palermo oltre 5 tonnellate di sigarette. Il prezzo d’acquisto nella piazza napoletana sarebbe stato di 22 euro a stecca (meno della metà delle sigarette di libera vendita), successivamente venduto nel capoluogo palermitano all’ingrosso a 27 euro e al dettaglio per la minuta vendita a 35 euro, per un volume d’affari complessivo di oltre 2,4 milioni di euro.

I carichi di t.l.e., una volta giunti nel capoluogo Palermitano, sarebbero stati venduti o ceduti per la successiva vendita al dettaglio prevalentemente nelle zone Oreto- Stazione, Settecannoli, Borgo Vecchio, Brancaccio e Zen. L’attività di servizio si inquadra nell’ambito della costante azione di contrasto dei fenomeni del contrabbando di sigarette e del traffico di stupefacenti, fonti di ricchezza della criminalità organizzata, operato dalla Guardia di Finanza sia sul piano investigativo che nell’ambito del quotidiano controllo economico del territorio.

Nel periodo 1 gennaio 2020 – 31 marzo 2021, i Reparti dipendenti del Comando Provinciale di Palermo hanno operato:

  • in materia di tabacchi lavorati esteri, il sequestro di oltre 3.500 Kg. di t.l.e., con la denuncia all’A.G. di 82 soggetti, di cui 15 in stato di arresto;
  • per quanto concerne la lotta al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, il sequestro di oltre 80 kg tra hashish, marijuana e cocaina, con la denuncia all’A.G. di 90 soggetti, di cui 20 tratti in arresto, e 188 segnalati amministrativamente alle competenti Autorità Prefettizie.

De Magistris: “Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa”

 

Singolare protesta di sindaci molto attenti alla politica governativa proviene da Napoli.  Qui, in piazza Plebiscito, si sono radunate alcune centinaia di sindaci del Sud per protestare contro la ripartizione del Recovery Plan che affida al Mezzogiorno il 40% delle risorse europee. I rappresentanti dei comuni, raggruppati nel movimento dei 500 sindaci per il «Recovery Sud» ne rivendicano il 60%.   

Il rappresentante protagonista,o portavoce dei  piccoli comuni, è anche il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris.

De Magistris: “Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa”

«E’ bello vedere, qui a Napoli, donne e uomini del Sud che ci mettono la faccia – ha detto de Magistris – questa è la piazza delle Quattro Giornate, il luogo simbolo della nostra Resistenza al nazifascismo». Poi ha aggiunto: «Berlusconi, Monti, Letta, Gentiloni,  Draghi: tutti governi a trazione nordista. Noi rivendichiamo i nostri diritti. Senza il Mezzogiorno, l’Unità d’Italia non ci sarebbe stata. Vogliamo ricordare qui e oggi che il Banco di Napoli ha salvato le casse del Piemonte. Oggi quella banca non esiste più, è tutto a Torino e Milano. Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa».

L’emozione del cantante Albano:”IL SUD DEVE LOTTARE UNITO”

Presente un ospite di lusso. Albano con il suo classico cappello bianco. Al Bano anche se non si trova in mezzo ad artisti è visibilmente emozionato. «Anche di più», dice il cantante. «Di fronte all’ingiustizia – poi insiste – bisogna lottare per conquistare i propri diritti. E il Sud deve lottare unito. Sono molto emozionato di essere qui insieme a voi. Ma ho scoperto che per me è più facile cantare che parlare. Ma oggi gliele cantiamo. C’è una mamma europea che distribuisce dei fondi. E non capisco perché una parte di quelli destinati al Mezzogiorno debba prendere altre strade. Noi chiediamo che ci trattino da italiani come tutti gli altri».

I lavoratori Whirlpool

«C’è un 20% che ci è stato sottratto e questo non lo accettiamo», dice il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, che nei giorni scorsi ha dormito nella sede del suo Comune come forma di protesta. «Il nostro obiettivo – ha detto – è non far passare il treno del recovery invano, ma approfittare di questo stanziamento per eliminare il divario Nord-Sud. Dopo 160 anni siamo stanchi delle condizioni del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia, stavolta non dobbiamo farci scippare questo stanziamento».

Molte le bandiere del Regno delle Due Sicilie, presente anche una delegazione degli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli….

 

Napoli: riaprono siti museali e spazi espositivi

 

Napoli. Palmieri: progetti per la realizzazione di 7 asili nido | La  Provincia Online

Comunicato Assessore alla Cultura di Napoli: Annamaria Palmieri (nella foto)

Oggi  riaprono al pubblico, secondo i protocolli di sicurezza, i siti museali e gli spazi espositivi del Comune di Napoli, coordinati dall’assessorato alla Cultura e al Turismo.

Dal Maschio Angioino al PAN|Palazzo delle Arti Napoli, passando per il centro antico con San Domenico e San Severo al Pendino, arrivando in Villa Comunale, saranno tantissime- comunica il Comune – le occasioni di visita ai principali siti monumentali della città e alle mostre che da tempo aspettavano di riaprire o inaugurare.

Un’offerta culturale che si coniuga con quella dei musei statali presenti in città, all’insegna di una vera e propria rinascita collettiva della cultura  Annamaria Palmieri, assessore all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli afferma: «Sono felice oggi di poter annunciare le riaperture degli spazi della cultura della città. Non abbiamo mai smesso di lavorare per farci trovare pronti a questo importante appuntamento, che sento beneaugurante anche in virtù dell’imminente Maggio dei Monumenti che stiamo per presentare alla città e ai turisti che riusciranno a arrivare, sempre nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza Covid-19. Sono certa che ci sarà una grande risposta da parte del pubblico che dopo tanti, troppi mesi, potrà tornare a nutrire oltre i corpi anche le anime, i cuori, la mente. L’offerta è più che mai interessante e rilancia la città di Napoli tra le mete turistiche più ambite e internazionali e, particolare che in questi tempi difficili è ancora più importante, con tante gratuità e prezzi calmierati dove è previsto un ingresso a pagamento».

Elenco delle riaperture (in costante aggiornamento sul sito istituzionale www.comune.napoli.it): Maschio angioino (Castel nuovo) via Vittorio Emanuele III Dal 26 aprile (Lun-sab 8.30-18.30, ultimo ingresso 17.30) Castel dell’Ovo via Eldorado 3 Dal 26 aprile (Lun-sab 9.00-18.30, ultimo ingresso 17.00 / Dom 9.00–14.00, ultimo ingresso 12.30)

Dal 7 maggio Troisi Poeta Massimo -Mostra organizzata dall’Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con il Comune di Napoli (assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo), curata da Marco Dionisi e Nevio de Pascalis con la supervisione di Stefano Veneruso. La mostra raccoglie fotografie private, immagini d’archivio, locandine che permetteranno al pubblico di addentrarsi nell’animo umano di Massimo. Un “mito mite”, un antieroe moderno e rivoluzionario, che più di altri ha saputo descrivere, con sincerità, leggerezza e ironia, i dubbi e le preoccupazioni delle nuove generazioni.

Chiesa di San Severo al Pendino via Duomo 286 Dal 26 aprile (Lun-ven 9.00-13.30) Convento di San Domenico Maggiore vico San Domenico, 18 (Lun-sab 9.00-18.30) Dal 30 aprile Grande refettorio SISMA80 – 23 Novembre 19.34 Mostra fotografica dedicata al quarantennale della ricorrenza del terremoto del 1980, ideazione e direzione artistica di Luciano Ferrara, promossa dal Comune di Napoli (assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo); in mostra oltre 100 immagini storiche di autorevoli fotografi: Archivio Luciano D’Alessandro Studio bibliografico Marini Roma – Massimo Cacciapuoti – Toty Ruggieri – Annalisa Piromallo – Gianni Fiorito – Fotosud (Giacomo Di Laurenzio, Antonio Troncone, Mario Siano, Guglielmo Esposito) – Associazione Archivio Carbone – Pressphoto (Gaetano Castanò, Franco Castanò, Franco Esse) – Mario Riccio – Giuseppe Avallone – Guido Giannini – Pino Guerra – Sergio Del Vecchio – Archivio fotografico Ferrara, Luciano Ferrara – Mimmo Jodice. PAN|Palazzo delle Arti Napoli via dei Mille 60 (Lun-dom 9.30-20.00) I Piano Dal 3 maggio FRIDA KAHLO Ojos que no ven corazón que no siente Presentata dalla Frida Kahlo Corporation, prodotta da Next Exhibition, curata da Alejandra Lopez, organizzata da Alta Classe Lab, in collaborazione con il Comune di Napoli (assessorato all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo), Next Exhibition, Fast Forward e Next Event, con il patrocinio dell’Ambasciata del Messico, del Consolato del Messico a Napoli, la mostra evento rivela uno sguardo intimo e privato sull’artista più conosciuta e amata del Messico. Per la prima volta in Europa viene mostrata al pubblico una selezione unica, appassionante e rivelatrice di fotografie e lettere che si riferiscono a momenti conosciuti ed inediti della vita di Frida Kahlo. Piano terra

Dal 3 maggio Linea d’ombra mostra personale dell’artista Mario Panizza

Dal 3 maggio NAPLES – SENSE OF PLACE mostra dell’artista Alessandro Fidato Dal 3 maggio #9CENTO mostra degli artisti Andrea Piccolo e Rosalia Esposito Alaia Casina pompeiana in Villa comunale via Riviera di Chiaia (Lun-dom 9.30-20.00) Dal 3 maggio KLIMT ARTE VIRTUALE & IMMAGINI Mostra virtuale dedicata al grande pittore Gustav Klimt che si comporrà di 16 postazioni con visori 3D che consentiranno al visitatore di “entrare” nei capolavori del pittore austriaco e camminare all’interno delle sue particolari opere nel pieno rispetto della normativa Covid-19. Ad arricchire l’esperienza virtuale si potrà ammirare un’esposizione di fedeli riproduzioni delle più importanti opere dell’artista austriaco e dei vestiti indossati da Adele Bloch-Bauer e Giuditta.

Stamane una verifica dei lavori di riqualificazione del PalaCatania

palacatania

Foto n.m.

Oggi, alle ore 10,30, il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore alle Sport e alle politiche comunitarie Sergio Parisi, si recheranno nel Pala Catania di Corso Indipendenza, per un sopralluogo di verifica dello stato di avanzamento del cantiere per i lavori di ripristino e riqualificazione del maggiore impianto sportivo cittadino al coperto, capace di ospitare fino a 4 mila spettatori.

Da oltre un mese, infatti, sono in corso i lavori per rendere più moderno e funzionale il palazzo dello Sport, grazie ai fondi di 1,2 milioni di euro stanziati dalla giunta Pogliese, nell’ambito dei fondi comunitari del Pon Metro.

Tra  gli interventi che si stanno realizzando, la sistemazione del contro soffitto dove spesso si sono verificati infiltrazioni di acqua piovana che hanno reso utilizzabile a singhiozzo l’impianto fino alla sua definitiva chiusura; il ripristino del parquet danneggiato; la sostituzione della pavimentazione con relativa messa a norma per le vie di fuga, il rifacimento degli impianti elettrici e idrici secondo criteri di risparmio energetico, con l’installazione di luci a Led e, infine, i nuovi arredi per gli spogliatoi.

Nei mesi scorsi, su input del sindaco Pogliese e dell’assessore Parisi, era stato redatto e approvato dalla giunta il progetto per concretizzare importanti interventi di ristrutturazione del Pala Catania venticinque anni dopo la sua realizzazione, validando una scelta progettuale dell’Amministrazione Comunale di inclusione sociale, tenuto conto della valenza polifunzionale dell’impianto che ricade in una popolosa zona della città..

Rientro graduale nella normalità: da oggi nuove regole

Shopping e aperitivi, folla ovunque. Chiusa fontana di Trevi. Arcuri:  "Insopportabili assembramenti". Domani vertice urgente con Cts e Lamorgese  - la Repubblica

Ritorna gradualmente la normalità -La zona gialla torna da oggi, 26 aprile, con nuove regole per spostamenti, ristoranti e scuola.  Un punto comune anche in zona arancione e zona rossa, coprifuoco alle 22.  Cosa si può fare nelle zone gialle rimane parzialmente fuori dalla portata delle regioni in zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. Divieti e misure più rigidi per la Sardegna, paradossalmente unica regione in zona rossa dopo essere stata l’unica di colore bianco.

Non sarà più necessaria l’autocertificazione per gli spostamenti tra regioni di colore giallo, come riferito nella  circolare del Viminale.

Cambiano in particolare le regole per le visite private fino al 15 giugno nelle regioni gialle. Potranno raggiungere un’altra abitazione privata quattro persone, che potranno portare con sé figli minori, di età anche superiore ai 14 anni.

Questi spostamenti possono avvenire anche tra regioni gialle differenti e non importa se il viaggio comporti l’attraversamento di una regione arancione o rossa.

Tali visite, invece, potranno avvenire in zona arancione entro i limiti del comune. Sono infine vietate in zona rossa. Sì all’accesso alle seconde case, anche se si trovano in zona arancione o rossa. Lo spostamento, compreso tra quelli che rientrano nel ritorno alla propria residenza, non richiede certificati di vaccinazione o guarigione e tampone.

PASS VACCINALE

Ogni spostamento in entrata o in uscita da zona rossa o zona arancione sara’ regolato dal pass vaccinale. Lo strumento però deve essere definito in base alle indicazioni del ministero della Salute. Nel frattempo, per spostamenti anche per turismo tra regioni di colore diverso, bisogna munirsi di certificazione che attesti l’avvenuta vaccinazione (con la seconda dose ricevuta da non oltre 6 mesi) o l’esito negativo di un tampone eseguito da non oltre 48 ore.

Tali requisiti valgono anche per i minori, sono esclusi i bambini di età inferiore a due anni. Il pass vaccinale, inserito del decreto, consentirà di spostarsi “da una Regione all’altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni”…

I requisiti per ottenere il pass, che potrà essere rilasciato anche dal medico di famiglia, sono definiti: “Può avere il certificato verde chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto), chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione), chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)”. Quindi, il lasciapassare spetterà a chi è stato vaccinato e a chi può esibire un tampone molecolare negativo realizzato entro le 48 ore precedenti allo spostamento. Il pass è necessario anche per i minori. Sono esentati i bambini di età inferiore ai due anni. “Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell’Unione sono riconosciute valide in Italia. Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale”….

BAR E RISTORANTI, LE REGOLE

Nuovi criteri di riapertura per bar e ristoranti che potranno ospitare clienti a pranzo e a cena purché all’aperto. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La distanza è fissata a un metro.

Dal primo giugno, soltanto in zona gialla, i ristoranti potranno restare aperti anche al chiuso dalle 5 alle 18. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La circolare del ministero ai prefetti ha chiarito alcune regole per i bar. E’ consentito il servizio ai tavoli all’aperto e anche al banco solo “in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto”. Altrimenti, solo servizio ai tavoli e asporto, ammesso fino alle 18.

In zona arancione e rossa, invece, bar e ristoranti sono chiusi. Rimane consentito l’asporto di cibo e bevande fino alle 18 dai bar e fino alle 22 da enoteche, vinerie e ristoranti. È sempre consentita la consegna a domicilio di cibo e bevande.

SCUOLA

“Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%” ha reso noto Palazzo Chigi. Per quanto riguarda l’università, “dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno”.

 “Dal 26 aprile 2021, in zona gialla,cioè da oggi,  nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre” si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa al termine del Cdm.

In zona arancione è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva, salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. E’ consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio comune o, in assenza di tali strutture, in comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto attività sportiva di base. Vietato  l’uso di spogliatoi interni nei circoli. In zona rossa sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso. Vietato lo svolgimento degli sport di contatto.

Riaprono al pubblico in zona gialla cinema, teatri, sale concerto, live club. È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l’uno dall’altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto, rende noto Palazzo Chigi. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida

La cerimonia per la celebrazione del 76 Anniversario della liberazione

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente del Consiglio Mario Draghi,all’Altare della Patria in occasione della ricorrenza del 76° anniversario della Liberazione
(foto di F. Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

C o m u n i c a t o

Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del 76° anniversario della Liberazione.
La cerimonia, condotta dall’attrice Greta Scarano, è stata aperta dall’esecuzione dell’Inno d’Italia da parte dei Maestri Daniele di Bonaventura e Marcello Peghin e dalla proiezione di un filmato realizzato da Rai Cultura-Rai Storia.
Lo storico prof. Emilio Gentile ha svolto una riflessione sul significato storico e politico del 25 Aprile.
La conduttrice ha letto la poesia “Aprile 1945″, di Dino Buzzati, ” e la testimonianza di Virginia Macerelli, unica sopravvissuta all’eccidio, del novembre 1943, di Pietransieri in Abruzzo, e un brano di Enzo Petrini tratto da i “Quaderni del ribelle”.
E’ stato proiettato un estratto del documentario Rai “La donna nella Resistenza” realizzato, nel 1965, da Liliana Cavani e eseguiti dai Maestri di Bonaventura e Peghin i brani musicali “Reminiscenze ” e “Bella ciao”.
La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica.
Erano presenti i Presidenti del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Casellati, della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il Presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio, il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e i rappresentanti dell’ANPI e delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e d’Arma.
In precedenza il Capo dello Stato e il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si sono collegati in videoconferenza dal Quirinale con le scuole vincitrici del concorso nazionale “Uguaglianza e pari dignità sociale, conquiste della democrazia”.

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, nella ricorrenza del 76° anniversario della Liberazione
Prima della cerimonia il Presidente Mattarella ha deposto una corona sulla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria e si è recato al Parco XVII aprile 1944 dove ha deposto una corona sul monumento che ricorda le vittime del rastrellamento del Quadraro.

 

 Roma, 25/04/2021

Rapporti deteriorati tra l’America ed Ankara..Biden ricorda il “genocidio” degli Armeni

Un gesto finora mai compiuto da alcun presidente americano

Turchia, Biden a Erdogan: "Vogliamo relazioni costruttive per gestire  disaccordi" - Rai News

New York

Joe Biden sfida Recep Erdogan definisce “genocidio” lo sterminio degli armeni, uno sterminio che la Turchia ha sempre considerato come un’offesa al suo passato. Erdogan, rilancia la polemica:”Nessuno insegni e dia lezioni alla Turchia..”

La scelta di Biden di ignorare le convenzioni diplomatiche è una prova del deterioramento delle  relazioni tra Washington e Ankara.Anche l’italia ha rincarato la dose sulla strage dell’Armenia all’epoca. E’ la vittoria di una lunga campagna condotta da parlamentari americani, su pressione della forte diaspora armena negli Stati Uniti.

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