De Magistris: “Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa”

 

Singolare protesta di sindaci molto attenti alla politica governativa proviene da Napoli.  Qui, in piazza Plebiscito, si sono radunate alcune centinaia di sindaci del Sud per protestare contro la ripartizione del Recovery Plan che affida al Mezzogiorno il 40% delle risorse europee. I rappresentanti dei comuni, raggruppati nel movimento dei 500 sindaci per il «Recovery Sud» ne rivendicano il 60%.   

Il rappresentante protagonista,o portavoce dei  piccoli comuni, è anche il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris.

De Magistris: “Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa”

«E’ bello vedere, qui a Napoli, donne e uomini del Sud che ci mettono la faccia – ha detto de Magistris – questa è la piazza delle Quattro Giornate, il luogo simbolo della nostra Resistenza al nazifascismo». Poi ha aggiunto: «Berlusconi, Monti, Letta, Gentiloni,  Draghi: tutti governi a trazione nordista. Noi rivendichiamo i nostri diritti. Senza il Mezzogiorno, l’Unità d’Italia non ci sarebbe stata. Vogliamo ricordare qui e oggi che il Banco di Napoli ha salvato le casse del Piemonte. Oggi quella banca non esiste più, è tutto a Torino e Milano. Il Sud non è zavorra ma futuro dell’Italia e dell’Europa».

L’emozione del cantante Albano:”IL SUD DEVE LOTTARE UNITO”

Presente un ospite di lusso. Albano con il suo classico cappello bianco. Al Bano anche se non si trova in mezzo ad artisti è visibilmente emozionato. «Anche di più», dice il cantante. «Di fronte all’ingiustizia – poi insiste – bisogna lottare per conquistare i propri diritti. E il Sud deve lottare unito. Sono molto emozionato di essere qui insieme a voi. Ma ho scoperto che per me è più facile cantare che parlare. Ma oggi gliele cantiamo. C’è una mamma europea che distribuisce dei fondi. E non capisco perché una parte di quelli destinati al Mezzogiorno debba prendere altre strade. Noi chiediamo che ci trattino da italiani come tutti gli altri».

I lavoratori Whirlpool

«C’è un 20% che ci è stato sottratto e questo non lo accettiamo», dice il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, che nei giorni scorsi ha dormito nella sede del suo Comune come forma di protesta. «Il nostro obiettivo – ha detto – è non far passare il treno del recovery invano, ma approfittare di questo stanziamento per eliminare il divario Nord-Sud. Dopo 160 anni siamo stanchi delle condizioni del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia, stavolta non dobbiamo farci scippare questo stanziamento».

Molte le bandiere del Regno delle Due Sicilie, presente anche una delegazione degli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli….

 

“”Omissione di atti d’ufficio ed attentato alla sicurezza”. Sequestrato il ponte di Pilati in Melito Porto Salvo ed il viadotto sulla Fiumara Tuccio a rischio crollo

Reggio Calabria

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto d’urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che dispone il sequestro preventivo d’urgenza del ponte di “Pilati” in Melito di Porto Salvo, un viadotto “ad arco”, lungo oltre cento metri e composto da tre arcate, che consente di attraversare la fiumara “Tuccio” del comune ionico.

Il provvedimento magistratuale scaturisce da indagini di polizia giudiziaria, condotte dalla Compagnia di Melito di Porto Salvo, in materia di reati contro la pubblica amministrazione e contro l’incolumità pubblica, durante le quali è stata accertata una grave situazione di rischio in cui versa, allo stato, la via di trasporto, nonostante i recenti lavori di ristrutturazione cui è stata sottoposta nel 2020.

I sopralluoghi svolti negli ultimi giorni dagli investigatori, coordinati dal Procuratore Aggiunto Dott. Gerardo Dominijanni, hanno consentito di accertare una condizione precaria del viadotto, soprattutto nella sua parte inferiore, ove i ferri dell’armatura della struttura sono arrugginiti e corrosi.

Alla luce degli elementi raccolti dalla Fiamme Gialle, la Procura della Repubblica di Reggo Calabria, diretta dal Procuratore Capo Dott. Giovanni Bombardieri, ha ritenuto di dover emettere la misura ablatoria in relazione ai reati di omissione di atti d’ufficio ed attentato alla sicurezza dei trasporti. Allo stato nessun soggetto è iscritto nel registro degli indagati e sono in corso ulteriori accertamenti al fine di individuare eventuali responsabili.

l viadotto, attraversato ogni giorno da veicoli e pedoni, è stato chiuso al traffico ed affidato in giudiziale custodia alle autorità comunali affinché provvedano all’adozione degli adempimenti necessari per la tutela dell’incolumità pubblica.

L’attività di servizio testimonia il costante presidio esercitato dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria sul territorio a salvaguardia delle leggi ed a contrasto dei fenomeni connotati da forte pericolosità sociale e degli illeciti che mettono a rischio l’incolumità dei cittadini.

Sicilia aderisce al progetto Next Generation EU

 

Il 6 maggio i sindaci delle Terre Alte di Sicilia in piazza a Roma per chiedere la fiscalità di sviluppo

È stata firmata la convenzione per l’accordo di condivisione del progetto “Next Generation EU – Europa Comune” tra l’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, il Centro Studi Enti Locali di Pisa e il Dipartimento Economia e Management dell’Università di Pisa, per sostenere i comuni nel massimizzare le risorse del Piano nazionale di Ripresa e resilienza del Recovery Fund per lo sviluppo del territorio e la difesa del diritto di residenza nelle terre alte. Presenti l’amministratore delegato del Centro Studi, Nicola Tonveronachi, il docente Iacopo Cavallini – Dem Unipi, Vincenzo Lapunzina, presidente dell’associazione e coordinatore del Comitato ZFMS, e alcuni amministratori dei comuni montani. Moderatore il giornalista Francesco Selvi.

In cosa consiste il progetto Next Generation EU – Europa Comune

Il progetto “Next Generation EU – Europa Comune” è partito il 1 gennaio 2021, lanciato dal Centro Studi Enti Locali insieme all’Università di Pisa, Dipartimento Economia e Management, per affiancare gli enti attraverso servizi formativi e informativi, utili ad intercettare bandi e fondi stanziati dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza del Recovery Fund, scrivere i progetti, promuovere l’aggregazione di piccoli enti con caratteristiche e finalità comuni attraverso il coordinamento del progetto che ha una durata di sei anni. È prevista l’organizzazione di tavoli tecnici mensili con membri delle istituzioni politiche ed economiche. La partecipazione per i comuni è gratuita e l’adesione avviene attraverso una iscrizione mediata dall’Associazione Zone Franche Montane.

Nella foto Vincenzo  Lapunzina

L’associazione Zone Franche Montane Sicilia il 6 maggio a Roma per chiedere la fiscalità di vantaggio

L’Associazione Zone Franche Montane riunisce 133 comuni delle nove province siciliane, che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare e con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Costituita formalmente nel 2021, è impegnata già dal 2015 nella promozione dello sviluppo dell’economia e per la cultura d’impresa delle Terre alte di Sicilia. Si batte per l’attuazione di una fiscalità di sviluppo, una norma di politica economica e a difesa del diritto di residenza nelle aree di montagna.

Nella foto Nicola Tonveronachi

Il prossimo 6 maggio i sindaci dell’Associazione Zone Franche Montane Sicilia saranno in piazza a Roma per chiedere la fiscalità di sviluppo.

«Nei prossimi anni si verificherà un ingorgo di risorse destinate anche alla Sicilia – afferma Vincenzo Lapunzina, presidente dell’Associazione – e la spesa sarà frenata da una governance estremamente complessa che coinvolge lo Stato, le Regioni, gli enti locali, le autorità di regolazione, le imprese concessionarie, le società partecipate. È tempo di imporre una rigorosa e competente organizzazione presso la Regione Siciliana per gestire i flussi a essa destinati. La conoscenza dei meccanismi regolatori – conclude Lapunzina – è il nodo principale e la ragione per cui abbiamo sottoscritto l’accordo con due organizzazioni di indiscussa competenza e professionalità, il cui risvolto pratico è a disposizione degli amministratori e della burocrazia dei comuni delle Terre alte di Sicilia».

 


Nella foto Iacopo Cavallini
I partner del progetto Next Generation EU – Europa Comune

Il Centro Studi Enti Locali, con sede in San Miniato (Pi), conta su un team di oltre 35 persone e 13 delegazioni territoriali sparse in tutta Italia, ed è da oltre 20 anni uno dei soggetti impegnati in Italia nell’ambito della consulenza contabile, giuridica e amministrativa per gli enti e delle società pubbliche ed i rispettivi revisori. Nell’arco dei due decenni di attività, la Società ha servito oltre 37 mila clienti, con un trend in costante crescita.

In merito al progetto, l’amministratore delegato di Centro Studi Enti Locali spa, Nicola Tonveronachi ha evidenziato come l’obiettivo sia rendere gli enti locali protagonisti del Pnrr italiano, in ogni fase, compresa quella iniziale e progettuale. «Nei tavoli tecnici che stiamo organizzando – ha detto Nicola Tonveronachi – i soggetti istituzionali vengono a parlare concretamente dello stato dell’arte delle attività riferite al progetto e del piano che sarà presentato entro il 30 Aprile. Oggi sono particolarmente contento di poter mettere il progetto a disposizione dell’Associazione che ha un obiettivo sicuramente sfidante come ritengo sia tutto il nostro progetto, ovvero far spendere tutti i soldi del Recovery plan anche ai piccoli comuni».

«Siamo diventati tutti più dematerializzati – ha detto Iacopo Cavallini, docente del Dipartimento Economia e management dell’Università di Pisa – siamo tutti dentro un video, siamo tutti “digitali”. Questo può essere un grosso limite ma possiamo trasformare il limite in opportunità. Perché non dovrebbero collaborare soggetti come una associazione delle terre alte di Sicilia, il Centro Studi Enti Locali e l’Università di Pisa? Il sistema vincente è il cluster che mette insieme tante competenze diverse».

Il pubblico ministero dr Fabio Regolo e il Giudice di Catania dispongono la liberazione di Silvia Gregorini, estranea al fatto contestato

Copia-documento fornito da S.Gregorini

“Operazione fake Credit”.la sigra Silvia Gregorini, ( tra i fermati al tempo dalle Fiamme gialle) scrive a SudLibertà:

Buonasera chiedo gentilmente la rimozione del mio nome dall’articolo comparso sul vs giornale (http://www.sudliberta.com/operazione-fake-credit-la-menteantonio-paladino-reati-tributari-e-indebite-compensazioni/.

All’uopo vi allego provvedimenti del Pm e del Giudice. Per qualsiasi dettaglio potete contattarmi al seguente cell 328………”

.Ricorderemo ai lettori che in questa operazione le  Fiamme gialle di Catania hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo nei confronti di 30 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di reati tributari e, in particolare, di indebite compensazioni (attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti) aggravate dalla partecipazione di professionisti. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale di Catania.         Sequestrate pure 11 società commerciali, aziende utilizzate dagli indagati unicamente per mettere a segno i reati tributari e  beni per 9,5 milioni di euro.

Il provvedimento giudiziario ha interessato anche la Sigra Gregorini che ci scrive ed allega i provvedimenti del Pubblico Ministero e del Giudice che riconoscono – nel corso dello sviluppo delle indagini – l’estraneità di Silvia Gregorini al fatto contestato.

Copia/documento fornito da Silvia Gregorini

Il punto: Non è una richiesta rettifica perchè la vicenda ha la paternità della Guardia di Finanza e le ulteriori indagini ,più approfondite, hanno consentito al Giudice la revoca del provvedimento restrittivo..     Leggiamo le date dei provvedimenti: in quello a firma del Pm dr Fabio Regolo (Sostituto Procuratore della Repubblica)  20       luglio 2020  ; in quello del Giudice (vedasi firma sul documento)che condivide 20 luglio 2020 e dispone la liberazione e l’immediata revoca della misura cautelare.

A quel punto Lei avrebbe dovuto -e certamente  avrebbe potuto- inviarcii questi documenti, mesi addietro, appena ne è venuta a conoscenza.

I provvedimenti giudiziari dovrebbero – osserviamo – essere comunicati tempestivamente dai diretti interessati, allegando come ha fatto, pur con ritardo,  la nostra lettrice,le decisioni dei Giudici, o dagli avvocati che ne attestano l’autenticità

Copia-documento fornito da Silvia Gregorini

Alla luce di quanto sopra esposto – ricorderemo pure,in aggiunta, un provvedimento del Garante alla Privacy- n.171/2019 – secondo il quale” la richiesta, avanzata in via principale, diretta ad ottenere la rimozione degli articoli dai siti gestiti dai titolari del trattamento deve essere dichiarata infondata in quanto il trattamento non risulta in termini generali illecito, essendo riferito a fatti di interesse pubblico, anche in relazione al ruolo ricoperto dall’interessato, e ciò sia al tempo della loro pubblicazione, sia attualmente per chi effettui una ricerca relativa alla vicenda in questione”

Nell’osservanza dell’art. 17 del Regolamento Ue n.679/2016 pertanto- Sud Libertà-come da nota prassi/Regolamento del Quotidiano Antimafia- pubblica l’aggiornamento -duplex, cioè attuale e d’epoca – comunicato e documentato adesso dalla Gregorini che riacquista l’onore  -salvaguardando l’esercizio del diritto di informazione in ogni suo aspetto  nonchè ” a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica giudiziaria“.

Nel bilanciamento degli interessi, di protezione dei propri dati, e il diritto di informazione, conservare gli Archivi, specie le vicende eclatanti, come il caso in esame, prevale, in coerenza fra l’altro,con le decisioni giurisprudenziali, il diritto di cronaca giornalistica

La Gregorini  che ci ha scritto ritorna ad avere pienamente la propria dignità..

Astra Zeneca, il vaccino del diavolo: “trombosi effetto collaterale”

Reparti di degenza | Policlinico S.Orsola-Malpighi

La trombosi sarà considerata effetto collaterale.Fiato corto, dolore al petto, gonfiore delle gambe, persistente dolore addominale, mal di testa e vista offuscata. Sono questi i segnali degli eventi avversi legati alle trombosi. I tecnici dell’Ema, dopo aver affermato che c’è “un possibile legame fra il vaccino covid AstraZeneca e casi molto rari di trombosi”, avvertono di intervenire tempestivamente nell’ipotesi citata

La maggior parte dei casi rari di trombosi, in chi si è vaccinato con Vaxzevria di AstraZeneca, “si è verificata in donne con un’età inferiore ai 60 anni e dopo due settimane dalla vaccinazione”, affermano ancora gli esperti. Ma, “il Prac non ritiene che l’età e il sesso siano chiari fattori di rischio per questi effetti collaterali molto rari“.

Il comitato di farmacovigilanza Prac dell’Ema ha effettualo “un’analisi approfondita su 62 casi di trombosi cerebrale e 24 di trombosi venosa, riportati nel database europeo EudraVigilance fino al 22 marzo. Di questi casi 18 sono stati fatali. Gli eventi rari sono stati riportati nei sistemi Eaa e nel Regno Unito, dove circa 25 milioni di persone hanno ricevuto il vaccino”.

Riconoscendo i segni precoci dei coaguli di sangue e delle piastrine basse e trattandoli precocemente, gli operatori sanitari possono aiutare le persone colpite da questi eventi nel loro recupero ed evitare complicazioni“..

Aggiungono: “sulla base delle evidenze attuali, non si possono confermare specifici fattori di rischio come età, genere o precedenti storie cliniche di disturbi della coagulazione”.

Messina: arresti per l’uccisione di un imprenditore nel 2015

Messina

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina, a carico di tre cittadini barcellonesi, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, detenzione illecita di armi, porto abusivo di arma e rapina con l’aggravante del metodo mafioso poiché commessi al fine di agevolare le attività illecite dell’associazione di stampo mafioso c.d. dei “Barcellonesi”. 
La misura cautelare è stata applicata nei confronti del 31enne C.S. e del 28enne B.S., già detenuti dal gennaio del 2018 in relazione ad un’altra ordinanza cautelare emessa nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Gotha 7 e del 27enne C.C., già detenuto presso la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto perché coinvolto nel traffico di sostanze stupefacenti emerso nell’ambito dell’inchiesta denominata “Dinastia” eseguita nel febbraio del 2020. 
L’odierno provvedimento cautelare scaturisce dalle indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto avviate subito dopo il tentato omicidio, commesso il 30 maggio 2015 nei confronti di un ristoratore di Merì. Quella sera, tre individui, sfruttando la copertura della vegetazione, si erano appostati nelle immediate vicinanze del cancello di ingresso dell’abitazione del malcapitato, tendendogli un agguato. Nella circostanza, mentre l’uomo stava facendo rientro nella propria abitazione a bordo della propria autovettura, in attesa della completa apertura del cancello carraio, veniva avvicinato da uno dei malviventi che tentava di aprire lo sportello della vettura ed in quel frangente esplodeva numerosi colpi di pistola all’indirizzo della vittima che rimaneva illeso poiché i colpi esplosi venivano attutiti dalla carrozzeria dell’autovettura. L’imprenditore, grazie ad una manovra repentina, riusciva a riparare all’interno della sua abitazione sottraendosi illeso all’agguato. 
I Carabinieri della Compagnia di Barcellona, intervenuti nell’immediatezza dei fatti, grazie ad un meticoloso sopralluogo sulla scena del crimine catalogavano e repertavano numerose tracce utili sia per gli accertamenti biologici che balistici. In particolare venivano repertati i bossoli calibro 9×21 ed alcuni mozziconi di sigaretta rinvenuti nella zona ove si erano appostati gli autori dell’agguato. 
Alcune settimane dopo questi fatti, nel luglio 2015, nell’ambito di una indagine parallela, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona e della sezione Anticrimine del ROS di Messina, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno rinvenuto, in un’abitazione abbandonata di Barcellona Pozzo di Gotto, un arsenale di armi e munizionamento, nella disponibilità della consorteria mafiosa dei Barcellonesi. In particolare tra le armi sequestrate vi erano anche due pistole calibro 9×21 dello stesso tipo utilizzato per il tentato omicidio. 
In occasione del ritrovamento delle armi, all’interno della stessa abitazione sono stati rinvenuti anche alcuni indumenti e mozziconi di sigaretta che a loro volta sono stati repertati e sottoposti a sequestro. 
Il materiale in sequestro è stato successivamente analizzato dal Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina che ha provveduto a svolgere le indagini balistiche, confrontando i bossoli rinvenuti sul luogo del tentato omicidio con le armi sottoposte a sequestro nel luglio 2015. L’accertamento consentiva di appurare che i colpi esplosi all’indirizzo del ristoratore erano stati effettivamente sparati da una pistola marca Astra Cal 9×21 che era stata rinvenuta, unitamente alle altre armi, nell’abitazione abbandonata di Barcellona Pozzo di Gotto.
Le indagini scientifiche sono proseguite anche con gli accertamenti biologici. In particolare sono stati estratti i profili di DNA dai mozziconi di sigaretta rinvenuti sul luogo del tentato omicidio e da quelli trovati all’interno dell’abitazione ove erano state rinvenute le armi. Grazie alla comparazione dei profili genotipici ottenuti con quelli di alcuni soggetti ritenuti all’epoca dei fatti sodali all’associazione mafiosa barcellonese si è potuto accertare che nei mozziconi di sigaretta rinvenuti sul luogo del tentato omicidio erano presenti i profili DNA appartenenti a B. ed al C.. La stessa operazione tecnica veniva compiuta sui mozziconi di sigaretta e gli indumenti rinvenuti sul luogo del ritrovamento delle armi mediante i quali è stato possibile appurare che il DNA estrapolato apparteneva allo stesso B. ed al C.. 
Le indagini esperite, corroborate anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno permesso di chiarire che l’associazione mafiosa barcellonese aveva la disponibilità di un arsenale e che le armi rinvenute e sequestrate erano state utilizzate per commettere vari delitti tra cui il tentato omicidio e la rapina oggetto della contestazione a carico degli odierni indagati. 
Il G.I.P. del Tribunale di Messina, condividendo la ricostruzione operata dall’Ufficio di Procura, a seguito dei convergenti elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, ha emesso l’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare in Carcere a carico degli odierni indagati. 

 

 

Era previsto, AstraZeneca “sicuro ed efficace”-Dubbi permangono sui casi (rari) di trombosi

Roma, alcuni medici under55 rifiutano il vaccino AstraZeneca - Mondo - ANSA

Il disco verde al  vaccino AstraZeneca dell’Ema –  consente oggi  la ripresa a partire dalle 15,della campagna di vaccinazione con il prodotto anglosvedese.    Si registra pure il beneplacito dell’Aifa, la “soddisfazione” del governo, l’ok  del premier Draghi e gli annunci delle regioni sull’imminente ritorno alla vaccinazione già da oggi.

Sono venute meno le ragioni alla base del divieto d’uso in via precauzionale dei lotti del vaccino, emanato il 15 marzo 2021. Pertanto” oggi, ha spiegato l’Aifa dopo aver sentito il ministro della Salute, la direzione generale della Prevenzione e il Consiglio superiore di sanità, “non appena il Comitato per i farmaci ad uso umano (Chmp) rilascerà il proprio parere, Aifa procederà a revocare il divieto d’uso del vaccino AstraZeneca, consentendo così una completa ripresa della campagna vaccinale a partire dalle ore 15.00”.

Come nelle previsioni  AstraZeneca – che in una nota ribadisce come non ci sia “un aumento del rischio generale di trombosi con il vaccino anti Covid-19” da lei prodotto – “continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità sanitarie per garantire un uso appropriato del vaccino anti Covid-19”. La multinazionale “riconosce ed implementerà le raccomandazioni del Prac (il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee dell’Ema, ndr), compreso l’aggiornamento delle informazioni sul prodotto, continuando a comprendere la natura e la rilevanza di questi eventi per garantire che la somministrazione in sicurezza del vaccino prosegua durante questa crisi sanitaria pubblica”.

Il ‘verdetto’ dell’Ema: “Sicuro ed efficace”

Alcuni Paesi hanno sospeso le vaccinazioni. La conclusione scientifica a cui siamo arrivati offre ai Paesi le informazioni per prendere una decisione ponderata relativa all’uso del vaccino AstraZeneca nella loro campagna vaccinale”, ha detto Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Ema, ribadendo che “i suoi benefici e la protezione delle persone dal Covid-19 superano i possibili rischi”. Cooke ha poi fatto sapere che “avvieremo ulteriori approfondimenti per capire di più” sui “rari” eventi avversi segnalati dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Finora 25 trombosi rare”

Ci sarebbero tuttavia “casi rari” che possono “essere associati a casi molto rari di coaguli di sangue associati a trombocitopenia, cioè bassi livelli di piastrine, con o senza sanguinamento, inclusi rari casi di coaguli nei vasi che drenano il sangue dal cervello (Cvst, trombosi cerebrale dei seni venosi)”. “Circa 20 milioni di persone nel Regno Unito e nello Spazio economico europeo hanno ricevuto il vaccino al 16 marzo”, riferisce l’ente regolatorio Ue, e le segnalazioni all’Ema al momento riguardano “solo 7 casi di coaguli di sangue in più vasi sanguigni (coagulazione intravascolare disseminata, Dic) e 18 casi di Cvst”. Quindi 25 episodi ad oggi, per i quali “un nesso causale con il vaccino non è dimostrato, ma è possibile e merita ulteriori analisi”.

Di questi eventi, “9 sono stati mortali”, dettaglia l’Ema. “Il Prac ritiene che la comprovata efficacia del vaccino nel prevenire il ricovero in ospedale e la morte per Covid-19 superi la probabilità estremamente ridotta di sviluppare Dic o Cvst”, insiste l’agenzia. Tuttavia, il Comitato “intraprenderà un’ulteriore revisione di questi rischi” di trombosi rare, “inclusa l’analisi dei rischi con altri tipi di vaccini anti-Covid, sebbene finora non sia stato identificato alcun segnale dal monitoraggio”.

L’ente regolatorio quindi “continuerà un attento monitoraggio delle segnalazioni di disturbi della coagulazione del sangue e sono in corso ulteriori studi per fornire più dati di laboratorio e prove del mondo reale”, aggiunge l’Ema, garantendo ulteriori comunicazioni se necessario.

Joe Biden: “Sì, Putin è un Killer e ne ho le prove ma pagherà un prezzo per le sue interferenze elettorali”

 

Presidenziali Usa: netto sorpasso di Biden su Trump - Zero Zero News

Basta una parola, un’affermazione per cambiare oggi le sorti del mondo. Nell’intervista a Good Morning America “Lei pensa che Vladimir Putin sia un assassino? “Sì”. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha risposto affermativamente alla domanda specifica E le parole del numero uno Usa scatenano la dura reazione di Mosca, che parla di “attacco alla Russia”.

Putin, ha aggiunto Biden, “pagherà un prezzo” per aver cercato di interferire anche nelle elezioni del 2020. Il presidente americano ha commentato il rapporto di intelligence appena declassificato secondo il quale Putin avrebbe diretto la campagna di disinformazione russa tesa a colpire l’allora candidato democratico. Ed alla domanda di George Stephanopoulos su quali saranno le conseguenze, il presidente ha risposto: “lo vedrete a breve”.

Nell’intervista Biden ha fatto riferimento al colloquio telefonico avuto con il presidente russo dopo il suo insediamento, durante il quale lo ha confrontato sulla questione delle interferenze elettorali e sulla vice da di Aleskey Navalny. “Abbiamo avuto un lungo colloquio, lo conosco relativamente bene – ha detto Biden, che ha avuto rapporti con Putin quando era vice presidente di Barack Obama – e la nostra conversazione è iniziata così: ‘Io ti conosco e tu mi conosci, se stabilisco che questo è successo, allora preparati'”.

Biden,  ha affermato pure che Washington può “camminare e masticare il chewing gum” allo stesso tempo, intendendo che pur adottando misure nei confronti di Mosca, manterrà “spazio per lavorare insieme dove ci sono aree di reciproco interesse”, come il rinnovo dell’accordo Start sul nucleare.

La conferma delle nuove interferenze elettorali di Mosca è arrivata con il rapporto pubblicato nei giorni scorsi dall’Office of Director of National Intelligence, in cui si afferma che sia la Russia che l’Iran hanno cercato di interferire, anche se non ci sono prove che abbiano cercato di cambiare i risultati elettorali. Anche la Cina aveva valutato un’operazione di disinformazione, ma poi avrebbe rinunciato.

Il rapporto è un diretto atto d’accusa a Putin: “Abbiamo stabilito – si legge nel documento – che il presidente russo ha autorizzato e diverse agenzie governative hanno  condotto un’operazione di influenza tesa a minare la candidatura del presidente Biden e il partito democratico, sostenendo l’ex presidente Trump, minando la fiducia pubblica nel processo elettorale ed esacerbando le divisioni negli Stati Uniti”.

Il rapporto evidenza poi delle differenze rispetto al 2016, dal momento questa volta “non si è assistito ad un persistente tentativo russo di violare le infrastrutture informatiche elettorali americane”. Ma l’operazione ha visto il coinvolgimento di individui legati all’intelligence russa che passato disinformazione a persone vicine a Trump ed ai media.

La replica di Mosca: “Un attacco alla Russia”

Reazioni immediate. Il ministero degli Esteri russo ha richiamato il proprio ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov, per consultazioni a seguito delle dichiarazioni del presidente americano Joe Biden. Il diplomatico -si apprende -è stato richiamato per valutare il futuro delle relazioni con gli Stati Uniti. 

“Per noi, la cosa principale è determinare quali sono i modi per correggere i rapporti russo-americani, che sono in uno stato difficile e che di fatto sono stati portati da Washington negli ultimi anni in un vicolo cieco” ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, nella nota in cui ha annunciato il richiamo dell’ambasciatore a Washington.” Siamo interessati a prevenire il loro degrado irreversibile se gli americani si rendono conto dei rischi associati a ciò”.

“La nuova Amministrazione statunitense è al potere da quasi due mesi, il traguardo simbolico dei 100 giorni non è lontano, e questo è un buon motivo per provare a valutare cosa sta facendo la squadra di Joe Biden e cosa no”

Le parole del Presidente degli Stati Uniti Biden costituiscono “un attacco alla Russia e al suo popolo”, ha dichiarato il Presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin. Il contenuto dell’intervista, ha aggiunto, è frutto di “isteria provocata dalla debolezza”. “Biden ha insultato i cittadini del nostro Paese con la sua dichiarazione”, ha scritto Volodin sul suo canale Telegram. 

Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, le accuse degli Stati Uniti sulla presunta interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020, “sono prive di fondamento, di prove e sono sbagliate”.

“Non siamo d’accordo con le conclusioni dell’Intelligence nazionale Usa sul nostro Paese. La Russia non ha interferito nelle elezioni precedenti e non lo ha fatto in quelle del 2020 a cui fa riferimento il rapporto. La Russia non è coinvolta in campagne contro alcuno dei candidati”.

Papa Francesco: “Chiedere il perdono a Dio significa trovare la vera gioia della vita”

Nella quarta domenica di Quaresima, la domenica “Laetare”, all’Angelus il Papa ricorda che la scelta di Dio fa venire alla luce e “compiere opere buone”. Nel tempo di preparazione alla Pasqua sottolinea l’importanza di chiedere il perdono per trovare “la vera gioia”

E’ la Domenica della gioia in cui la Liturgia invita a rallegrarsi. Francesco lo ricorda anche all’Angelus precisando il motivo della letizia del cristiano, un motivo radicato proprio nel Vangelo di Giovanni che ci viene proposto oggi (Gv 3, 16).

L’amore di Dio ha trovato il vertice nel dono del Figlio all’umanità debole e peccatrice.

Il Papa riprende il dialogo notturno tra Gesù e Nicodemo, che attendeva il Messia “indentificandolo in un uomo forte che avrebbe giudicato il mondo con potenza”.

Gesù mette in crisi questa aspettativa presentandosi sotto tre aspetti: quello del Figlio dell’uomo esaltato sulla croce; quello del Figlio di Dio mandato nel mondo per la salvezza; e quello della luce che distingue chi segue la verità da chi segue la menzogna.

 

Citando il brano in cui si racconta del serpente di bronzo innalzato da Mosè nel deserto – guardando il quale chi veniva morso guariva – il Papa spiega come, analogamente, Gesù, Figlio dell’uomo, opera la guarigione:

Gesù è stato innalzato sulla croce e chi crede in Lui viene sanato dal peccato e vive.

L’opera di salvezza di Dio per l’umanità ha nella donazione del Figlio suo la sua più alta espressione:

Dio Padre ama gli uomini al punto da “dare” il suo Figlio: lo ha dato nell’Incarnazione e lo ha dato nel consegnarlo alla morte. Lo scopo del dono di Dio è la vita eterna degli uomini: Dio infatti manda il suo Figlio nel mondo non per condannarlo, ma perché il mondo possa salvarsi per mezzo di Gesù. La missione di Gesù è missione di salvezza, per tutti.

“Luce” è il terzo nome che Gesù si attribuisce, luce venuta nel mondo che comporta una scelta da parte dell’uomo. La scelta, indica Francesco, è tra l’intraprendere la via della luce oppure quella contraria, delle tenebre.

Chi sceglie le tenebre va incontro a un giudizio di condanna, chi sceglie la luce avrà un giudizio di salvezza. Il giudizio sempre è la conseguenza della scelta libera di ciascuno: chi pratica il male cerca le tenebre, il male sempre si nasconde, si copre. Chi fa la verità cioè pratica il bene viene alla luce, illumina i cammini della vita. Chi cammina nella luce, chi si avvicina alla luce, non può fare altro che buone opere. 

Papa Francesco invita ad aprire i cuori all’amore infinito di Dio, “alla sua misericordia piena di tenerezza e di bontà”.

Non dimenticatevi che Dio perdona sempre, sempre se noi, con umiltà, chiediamo il perdono. Soltanto chiedere il perdono, e Lui perdona. Così troveremo la vera gioia e potremo rallegrarci del perdono di Dio che rigenera e dà vita.

 

VITO CRIMI PERDE LA TESTA, DA’ UNO SCHIAFFO ALLA LIBERTA’ DEI DEPUTATI ED ESPELLE I DISSIDENTI -QUANTA TRISTEZZA

 

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Raffaele   Lanza

 

DI   RAFFAELE  LANZA

 

IL BANCO DI PROVA DI UN GRANDE MOVIMENTO/PARTITO  E’ LA LIBERTA’  DEI PROPRI PARLAMENTARI”

La vita politica e amministrativa dell’Italia, pur avendo registrato altre volte in passato periodi neri e poco felici, non aveva però mai toccato, prima d’ora, punte di caduta così basse da suscitare legittima indignazione e giustificato allarme per le condizioni di generale degrado economico, civile e sociale in cui versa l’intera comunità. E il fenomeno del malgoverno ed ingovernabilità italiana era lucidamente sotto i riflettori dei parlamentari pentastellati. Una nave da guerra che sparava contro le degenerazioni del potere. Adesso la situazione generale e partitica è tanto degenerata che il virus del potere -più forte e pericoloso del Covid 19- è entrato anche nella testa       dei denuncianti il malcostume italiano. 

 

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Nomi e cognomi. Il primo che sembra aver perduto la testa è Vito Crimi, capo politico del Movimento Richiama alla responsabilità , parla di valori e pubblica su un post l’espulsione dei dissidenti Libertà parlamentare, libertà di giudizio. 

La liberta’, questa parola tanto amata ma trascurata, dov’è finita?  La liberta’ di voto, diritto sacro ed irrinunciabile di ogni parlamentare, dov’è finita? La libertà di espressione?  Dov’è finita anch’essa? Ma scherziamo forse?

Il Movimento necessita di nuove elezioni e, soprattutto di un vero leader della caratura di Giuseppe Conte. Sentite Crimi cosa ha diffuso:

Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto – diffonde Vito Crimi -. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale. Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo”. “I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità. I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all’impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti. Tra l’altro, il voto sul nascente Governo non è un voto come un altro. È il voto dal quale prendono forma la maggioranza che sostiene l’esecutivo e l’opposizione. Ed ora i 15 senatori che hanno votato no si collocano, nei fatti, all’opposizione”. “Per tale motivo – conclude Crimi durissimo – non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo. Sono consapevole che questa decisione non piacerà a qualcuno, ma se si pretende rispetto per chi la pensa diversamente, lo stesso rispetto si deve a chi mette da parte le proprie posizioni personali e contribuisce al lavoro di un gruppo che non ha altro obiettivo che quello di servire i cittadini e il Paese”.

 Senatori M5S assenti: “Espulsi se ingiustificati”

Ma non è finita. Sembra che stia entrando il virus dei dittatori nel Movimento pentastellato,rischiano adesso  sanzioni anche i sei senatori ieri assenti durante il voto di fiducia al governo Draghi. Nelle prossime ore, viene spiegato, verranno verificate le ragioni dell’assenza. Se non motivate da comprovate motivazioni di salute o necessità e urgenza sarà riservato loro lo stesso trattamento dei colleghi che hanno votato no, ovvero l’espulsione dal gruppo parlamentare. Che, stando allo Statuto, comporterebbe anche l’espulsione dal M5S.

Diversi tra coloro che hanno avuto l’espulsione o’ stanno valutando di adire le vie legali, ricorrere al giudice contro quella che reputano un’ingiustizia. Che potrebbe indurli, tra le altre cose, a chiedere un risarcimento per danno di immagine. “C’è il quesito ‘truffaldino’ che è stato sottoposto alla base -. Per dirne una: il nostro Statuto mette nero su bianco che il voto di fiducia va dato a un premier espressione del Movimento, vi sembra che Draghi lo sia?”.

Barbara Lezzi non ci sta e Giuseppe D’Ambrosio già aderisce al Gruppo misto

Forse un nuovo soggetto politico si delinea all’orizzonte. Un soggetto con le medesime idee dei  pentastellati ma più libero nelle scelte e nei voti

e nei programmi.   Carlo Sibilia sul massimo social afferma:”Ad oggi il Covid-19 ha prodotto qualcosa come 2,72 milioni di casi, quasi 95.000 decessi solo in Italia. Dal punto di vista economico si contano 662mila posti di lavoro persi (fonte INPS) e 4,3 miliardi di euro cassa integrazione erogati. Stime di Banca Italia parlano di redditi calati del 8,8%. Il nostro rapporto debito pil in pandemia è passato da 130% al 160%. Circa 121 miliardi di incremento del debito sono risultati necessari per affrontare le conseguenze dell’emergenza. Sono numeri da bollettino di guerra”.  “Acuire divisioni, giocare a spaccare, pensare alla politica senza tenere conto di questi numeri e di questa situazione significa aver perso un giro di giostra. Significa essere fuori dalla storia. Significa non aver capito le parole e le scelte del Presidente della Repubblica. Ovvero che il governo ‘non debba identificarsi con alcuna formula politica’”. “Ora la scelta sta a noi su che ruolo giocare : quello di consentire al Paese di ripartire al più presto guardando al futuro o quello di sbraitare, litigare, dividerci e spaccarci osservando gli altri, quelli dei quali ci siamo sempre detti migliori, spendere i 220 miliardi del recovery plan e smantellare quanto di buono fatto con il Presidente Giuseppe Conte. Anche i nostri iscritti hanno indicato la via e dobbiamo rispettarla”, conclude..

Si apprendono altre prese di posizioni.”Stasera il mio NO a questo governo sarà netto, convinto e consapevole. Oltre ogni minaccia, oltre ogni pressione, oltre ogni possibile conseguenza personale alla quale potrei andare incontro”, annuncia il deputato M5S, Francesco Forciniti che aggiunge: “”Se tre anni fa qualcuno mi avesse detto che il Movimento 5 Stelle – dopo avere vinto le elezioni e ricevuto un mandato popolare fortissimo – mi avrebbe costretto a scegliere fra il votare la fiducia a un governo del genere, oppure il dover essere espulso, gli avrei sonoramente riso in faccia”. “Io voglio continuare a dare il mio contributo nel Movimento e per il Movimento, ma se il Movimento decide di regalare quindici anni di lotte, sacrifici e battaglie a coloro i quali hanno devastato questo Paese negli ultimi trent’anni, assecondando la manovra di palazzo che ha portato alla deposizione di Conte, legittimando Mario Draghi come presidente del consiglio, accettando di rimanere fuori da tutti i ministeri sensibili dal punto di vista economico e sociale (lavoro, salute, scuola, università, sviluppo economico, trasporti, finanze), accontentandosi di piazzare una simbolica bandierina politica al ministero degli Esteri, e non essendo neanche in grado di tollerare un minimo di dissenso interno rispetto a questo scempio, allora succeda quel che succeda. Sentirò comunque di avere dato tutto”.