Ordine architetti di Catania:”Con la legge “Semplificazioni” sono state ingessate le città ed aggirati i pareri delle Soprintendenze”

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CATANIA

Il recente decreto-legge Semplificazioni all’articolo 10 stabilisce che in tutte le zone A delle nostre città si potranno demolire e ricostruire edifici esistenti solo se inseriti in un piano particolareggiato di recupero e riqualificazione. In assenza di un dettagliato strumento di pianificazione urbanistica, la demolizione e ricostruzione sarà consentita solo e soltanto se l’edificio verrà riedificato con la stessa sagoma, sedime, volumetria, prospetti e caratteristiche tipologiche.    Assieme ad altri Ordini italiani il consiglio dell’ordine architetti etneo-si apprende – ha inviato al Senato proposta di modifica della legge “Semplificazioni” per una maggiore flessibilità.        Sarà da valutare quindi se vi siano interessi particolari da un lato o dall’altro.

«Contrarietà ha espresso  infatti –  il  consiglio dell’Ordine  Architetti di Catania e il presidente Alessandro Amaro perchè nel capoluogo etneo, come in tutte le altre città italiane, alcuni “mostri” urbani che si trovano in centro storico, verrebbero tutelati alle stessa stregua di edifici dal valore architettonico, e risorgerebbero tali e quali, senza alcuna miglioria qualitativa in chiave contemporanea». Un approccio legislativo che penalizza la rigenerazione urbana e che difende i «falsi storici», tutelando anche edifici senza alcun pregio: «Le modifiche apportate all’articolo 10 – spiega Amaro – annullano ogni possibilità di riqualificazione nelle zone A, ingessando di fatto le città, lì dove spesso è presente uno scenario edilizio del dopoguerra, che vede edificazioni frammentarie, disomogenee, dissestate, degradate e spesso legittimate da piani di recupero o condoni edilizi. In altre parole, diventeranno intoccabili anche quelle strutture di scarso o nullo valore architettonico».

L’emendamento in vigore rappresenta un ostacolo non solo all’ammodernamento e alla rigenerazione dei tessuti storici, ma anche alla prevenzione e sicurezza urbana: «Con le modifiche apportate al decreto e con l’impossibilità di lavorare sulla sagoma dell’edificio – sarà molto difficile, se non impossibile, attivare interventi di messa in sicurezza antisismica. Impensabile in una città come Catania, così come in buona parte del territorio nazionale».

Il disappunto del consiglio etneo si riferisce non solo alle modifiche dell’articolo 10, ma anche all’emendamento riguardante gli stadi: «La possibilità di aggirare i pareri delle Sovrintendenze per la riqualificazione degli stadi mi sembra un controsenso e una legge che tutela interessi specifici, piuttosto che quelli collettivi».  

Musumeci: ” Incomprensibile il comunicato dell’Ufficio stampa del Tar secondo il quale avremmo inviato una pec a casella elettronica sbagliata”

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Il Tar Sicilia non ci sta a digerire le affermazioni del presidente della Regione Sicilia Musumeci sulle anomalie del Tar e dei magistrati e con l’Ufficio stampa del Consiglio di Giustizia amministrativa formula un comunicato di “precisazioni”     Eccolo:  “La Regione Siciliana ha «formalmente presentato» la richiesta di audizione davanti a Tar Palermo dopo la decisione del Governo nazionale di impugnare l’ordinanza del presidente Nello Musumeci di chiusura dei centri per migranti nell’isola, poi sospesa cautelativamente, ma «ad un indirizzo telematico errato» e «comunque tardivamente».

Il governatore siciliano Nello Musumeci  «ha più volte dichiarato che il Tar Palermo ha deciso “senza neppure ascoltare la Regione”, accuse rincarate nel corso della trasmissione condotta da Nicola Porro, Quarta Repubblica del 31 agosto, in cui ha affermato “il Tar non ci ha voluti ascoltare… è normale che questo possa avvenire all’interno di una strategia…”».

«l’audizione delle parti nel giudizio cautelare-precisa il Settore Stampa del Tribunale -monocratico non è obbligatoria» e che «la richiesta audizione è stata sì formalmente presentata, ma ad un indirizzo telematico errato, non idoneo alla ricezione degli atti processuali, e comunque tardivamente, sicché, per fatto imputabile alla stessa Regione Siciliana, tale richiesta non è stata tempestivamente acquisita nel fascicolo processuale».

Fase 2, ecco la "graduale riapertura" di Musumeci - QdS

«Il codice del processo amministrativo – commentano alla Regione Siciliana – prevede che per il decreto monocratico il presidente del Tribunale possa sentire le parti, anche informalmente. Nel caso del ricorso notificato alla Regione, proprio ed che si tratta di richiesta informale, l’avvocato generale ha dapprima chiamato il presidente del Tar, che gli ha riferito di non essere a Palermo, e poi ha inoltrato una pec all’indirizzo pubblicato nel sito della Giustizia amministrativa, quando si è appreso che il procedimento sarebbe stato deciso dalla presidente di quella sezione.

Non si comprende la ragione per cui si faccia riferimento, nel comunicato diffuso, a una specifica casella di posta elettronica per la ricezione degli atti –  non trattandosi di un procedimento cui il codice del processo amministrativo riconosce formalità, soprattutto se la decisione deve avvenire in poche ore».

Conte convoca Musumeci e Martello,sindaco di Lampedusa,mercoledì prossimo a Roma sull’emergenza siciliana

Migranti, sbarcate 300 persone a Lampedusa | Musumeci: "L'isola scoppia ma  Roma non dichiara emergenza" - Tgcom24

LAMPEDUSA –

La convocazione è arrivata, sia per il sindaco di Lampedusa che per il presidente della Regione siciliana Musumeci.

Giuseppe Conte non si è tirato indietro, nemmeno dopo gli ultimi avvenimenti  dell’isola . La comunicazione è  del  sindaco dell’isola Totò Martello, al termine dell’incontro con alcuni imprenditori, commercianti locali e cittadini, sullo sciopero generale minacciato ieri dal primo cittadino. «Lo sciopero a questo punto è stato rinviato – ha aggiunto – in attesa delle risposte che arriveranno da Roma».

Sindaco di Lampedusa: "Importante la dichiarazione di stato di calamità" |  Nuovo Sud

Martello (nella foto d’archivio sopra)ha proseguito: «Ci sono alcune cose che deve fare la Regione Sicilia nei confronti del popolo di Lampedusa e altre
che devono essere fatte da Roma. Appena ci saranno i provvedimenti fatti, Conte verrà anche a Lampedusa. Che il governo ci convochi, vista l’emergenza che c’è a Lampedusa, è un fatto concreto».

Soddisfatto  Musumeci   «L’emergenza migranti in Sicilia sarà al centro di un incontro fissato per mercoledì a Roma, a Palazzo Chigi, con il premier Conte. che mi ha chiamato al telefono.

«È stato quindi raccolto – prosegue il presidente della Regione – l’ennesimo invito che ho rivolto ieri al premier per un confronto. Al governo centrale porteremo le ragioni che hanno animato e continuano ad animare il nostro impegno, per dare finalmente una priorità a questa infinita emergenza sanitaria e umanitaria che si consuma in Sicilia, dopo un decennio di silenzi e omissioni di Roma e Bruxelles».

Tra i manifestanti anche Attilio Lucia, coordinatore della Lega sull’isola: «Se il sindaco non è davvero in grado di scioperare, si dimetta – spiega – Altrimenti oggi occupiamo il Comune. Vogliamo che venga sgomberato l’hotspot immediatamente».

 

Il governo impugnerà l’Ordinanza di Musumeci- Sul fronte giudiziario non sarà agevole visto che la Sanità è una competenza esclusiva della Regione Sicilia

 

Migranti, sindaco Mineo: "Quasi tutta la Sicilia è con Musumeci, c ...

Musumeci l’aveva previsto. Lui punta sulla competenza esclusiva della Sanità della Regione Sicilia a statuto speciale. Il governo è pronto a impugnare nelle prossime ore l’ordinanza emessa dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci sulla chiusura degli hotspot nell’isola. Gli esperti governativi stanno  esaminando gli atti per poi procedere all’impugnazione a stretto giro.   Sarà dura anche livello giudiziario.

Intanto il presidente della Regione siciliana ha inviato una nota di diffida ai Prefetti per l’esecuzione della propria ordinanza, emanata sabato scorso. Nel documento il governatore richiede, tra le altre misure, di illustrare il cronoprogramma del progressivo svuotamento degli hotspot per “le gravi ragioni di promiscuità e assembramento in cui sono costretti gli ospiti”.

Qualora ciò non fosse stato già predisposto, come avvenuto stamane per il trasferimento dei migranti risultati positivi al Coronavirus, contagiatisi tra loro, nella struttura di Pozzallo”, nella piena vigenza della ordinanza, il presidente Musumeci ha chiesto di dare “rapida esecuzione” al provvedimento, tenuto conto altresì dell’”enorme numero di migranti” attualmente presenti senza alcun distanziamento e pregiudizio della loro salute”, nell’hotspot di Lampedusa.  I  Prefetti- si apprende – hanno riscontrato la nota del Presidente della Regione spiegando che in materia “la competenza è dello Stato e fra poche ore il ricorso del governo sarà pronto”.

 

Sindaco Caruso: “Una visione di futuro ad Aci Sant’Antonio con lo sguardo rivolto ai cittadini”

Identità Aci Sant'Antonio - Ialmo

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dal programma triennale delle opere pubbliche al piano delle alienazioni e della valorizzazione del patrimonio immobiliare, passando per il Bilancio di Previsione: sono questi gli oggetti di lavoro delle ultime Delibere della Giunta Caruso, che anche quest’anno ha preparato in tempo lo schema legato a entrate e uscite per l’anno che verrà, schema che adesso il Consiglio dovrà vagliare e mettere ai voti.
All’approvazione dello schema di Bilancio di Previsione Finanziario 2020-2022, che si fonda sulla certezza di aver rispettato il pareggio di bilancio e l’equilibrio tendenziale (alla luce del fatto che risultano parificate le entrate con le spese e che su base della positiva esperienza di questi anni le risorse vengono stimate come ‘effettive e congruenti’), è seguita quella del Documento Unico di Programmazione per il triennio 2020-2022, su base del quale è stato analizzato anche il fabbisogno di personale e il piano biennale (2020-21) di forniture e servizi, il tutto in linea con il programma amministrativo della Giunta Caruso al quale i lavori di Sindaco e Assessori si sono fino ad ora richiamati e si richiamano per il futuro prossimo.
“Si tratta di due Delibere di grandissima importanza – ha dichiarato nel Comunicato Stampa- il primo cittadino, Santo Caruso – che certificano il lavoro corretto e proficuo dell’Amministrazione, capace ancora una volta di rispettare i tempi e di fornire una visione di futuro ad Aci Sant’Antonio, con obiettivi strategici e operativi che tengono conto delle risorse finanziare oltre che umane, con lo sguardo rivolto anzitutto ai cittadini e agli indici di vivibilità. Con il D.U.P. diamo una direzione al nostro Comune, e lo facciamo sapendo di essere in regola con le spese, il che quando si parla di enti pubblici non è affatto scontato.
Abbiamo in mano, adesso, il presupposto necessario per tutti gli altri strumenti di programmazione, e chiaramente ne faremo buon uso”.

Musumeci: “La mia Ordinanza ha competenza esclusiva della Sicilia perchè tutela la salute dei siciliani” Andiamo in Tribunale

 

Palazzo del Viminale - Wikipedia

Foto Archivio Sud Libertà

Musumeci non si ferma. La voce del Viminale secondo la quale l’immigrazione è “una materia di competenza statale”la ritiene irresponsabile .         Sostenuto dall’intera coalizione del Centrodestra e in gran parte dalla popolazione siciliana che vuol ridurre al minimo i rischi della pandemia e l’invasione di una massa che ,potenzialmente rappresenta una minaccia per i siciliani, il governatore prevede il trasferimento di tutti i migranti entro le 24 di oggi e la chiusura degli hotspot dell’isola. .

Nello Musumeci e l'ordinanza "facile". Migranti, il "populismo ...

Tutti conoscono il mio rispetto per le istituzioni. – continua – Ma pretendo lo stesso rispetto per la mia gente. Da Roma non abbiamo avuto altro che silenzi: sullo ‘stato di emergenza’ richiesto per Lampedusa due mesi fa, sui protocolli sanitari da applicare, sulle tendopoli da scongiurare, sui rimpatri che dovevano iniziare il 10 agosto e di cui non si parla più, sul ponte aereo per i negativi. Nulla. Solo silenzio. Il governo centrale è arrivato impreparato e non si è posto alcun problema sulla gestione di un numero enorme di sbarchi durante la pandemia”.

E adesso il problema è diventato la mia ordinanza? Il ministro dice che è nulla? Quindi la responsabilità è loro. Bene, sono usciti allo scoperto! Ma io, a differenza di quelli che parlano e straparlano da casa, sono entrato nell’hotspot di Lampedusa – sottolinea il presidente della Regione Siciliana – E so bene che quelle strutture non sono adeguate sotto il profilo sanitario. Sono un rischio costante per i migranti e per chi ci lavora. Piuttosto che prendersela con me o con i siciliani, provino a fare sentire la loro voce in Europa e si diano un piano serio per tutelare gli italiani. Facciano qualcosa… o meglio facciano quello che non hanno ancora fatto! Noi andremo avanti“.

La mia ordinanza serve a tutelare la salute dei siciliani, dei turisti e dei migranti“. E, interpellato sulla presa di posizione del Viminale, spiega: “Io non ho rivendicato competenze che appartengono allo Stato. Ricordo che sono soggetto attuatore con delega dello Stato di competenze che attengono la materia sanitaria e solo di quello mi sto occupando”.

Credo che la mia ordinanza serva a tutelare non soltanto la salute di chi vive in Sicilia – sottolinea il governatore – ma anche la dignità dei migranti, ammassati in assoluta promiscuità, mentre poi io ai siciliani devo chiedere di mantenere il distanziamento, di indossare la mascherina, di essere cauti”.

Il Viminale avrà tempo e modo per far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune. E’ chiaro che lo stesso faremo noi – dice Musumeci – Ho grande rispetto per le competenze del Viminale e per i rapporti istituzionali in generale”, ma “la competenza sanitaria in tempo di epidemia è del presidente della Regione. Io mi sono mosso solo in funzione di questa mia competenza, vedremo cosa deciderà la magistratura qualora la mia ordinanza dovesse essere impugnata”.

Gli hotspot secondo le autorità sanitarie sono inadeguati sul piano igienico-sanitario” e all’interno di queste strutture “non si consente il mantenimento delle distanze” sottolinea ancora. “Lo Stato – aggiunge – avrebbe dovuto in tempo utile predisporre interventi per rendere idonei questi locali: si sapeva già da febbraio che le coste siciliane sarebbero state raggiunte da migliaia e migliaia di migranti”.

“. L’assessore alla Salute Ruggero Razza sta preparando una circolare “per rendere concreta l’applicazione della mia ordinanza. Quindi noi andiamo avanti fino alle aule dei Tribunali”.

Un’ordinanza in Sicilia per chiudere le strutture di accoglienza migranti -Musumeci: ” Roma impugni pure”

      IL    MINISTRO DEGLI AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE  FRANCESCO   BOCCIA LASCERA’ CORRERE?

 

 

 

Hotspot di Bisconte. Una “fuga umana”: il Circolo Impastato in ...

Fibrillazione nelle strutture di accoglienza dei migranti nell’isola. Un’ordinanza regionale forse se non verrà impugnata per anticostituzionalità dal Ministro Francesco Boccia segnerà la svolta in Sicilia che nel Mediterranneo conserva un ruolo fondamentale.  Il Presidente della Regione , Nello Musumeci  spiega. “La Sicilia non può continuare a subire questa invasione di migranti. Tra poche ore sarà sul mio tavolo l’ordinanza con cui dispongo lo sgombero di tutti gli Hotspot e dei Centri di accoglienza esistenti. Si attivi un ponte-aereo immediatamente e si liberi la Sicilia da queste vergognose strutture, iniziando da Lampedusa”.

Messina. 170 migranti a Bisconte, sono negativi al coronavirus ...

Nella foto d’Archivio, Centro di accoglienza Bisconte-Messina
“Le regole europee e nazionali-aggiunge il governatore – sono state stracciate. L’Europa fa finta di niente e il governo nazionale ha deciso, malgrado i nostri appelli, di non attuare i decreti vigenti e di non chiudere i porti, come invece ha fatto lo scorso anno con il decreto interministeriale Interno-Difesa-Trasporti”

Migranti, Musumeci chiude gli hotspot e Lampedusa: “Strutture ...

“C’è una colpevole sottovalutazione del fenomeno senza precedenti. E non capiscono quanto stia crescendo la tensione. Vogliono far diventare razzisti i siciliani, che sono il popolo più accogliente di tutto il mondo? Adesso se vogliono a Roma impugnino pure la mia ordinanza. Basta: abbiamo avuto fin troppo rispetto istituzionale su questa emergenza, ricambiato da silenzi, indifferenza e omissioni”.

Migranti, Musumeci chiude gli hotspot e Lampedusa: "Strutture ...

UFFICIO STAMPA PRESIDENZA REGIONE SICILIA: INCARICO AD INTERIM ALLA DIRIGENTE ESTERINA DI FAZIO

          Ufficio stampa della Presidenza: paradigma delle cose che non funzionano e di alcune mafiosità celate

 

 

 

di RAFFAELE  LANZA

 

La storia  dell’Ufficio stampa alla Regione siciliana, paradigma delle cose che non funzionano, ha ancora altri risvolti e novità di rilievo.

Ricorderemo intanto -partendo dal concorso dell’ottobre scorso – che erano  venute in luce  tante circostanze illecite: le” procedure di espletamento del concorso,  il mancato sorteggio delle buste contenenti le batterie di domande, l’arrivo in aula di plichi e scatoloni non sigillati, la mancata distribuzione di etichette di accoppiamento scheda anagrafica-compito, la possibilità di annerire le caselle risposta o di flaggarle con altri segni, fino alla presenza di domande errate, fuorvianti e non inerenti alle materie previste dal bando.

Tanti hanno predisposto l’accesso agli atti per verificare le modalità di svolgimento della prova e hanno  predisposto l’accesso agli atti per verificare le  anomalie esistenti.

Il concorso era già stato contestato  all’indomani della sua pubblicazione.   La  proposta dall’Assostampa, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, finita al Tar Sicilia e in attesa del merito, gli anomali criteri di selezione.   Ai giornalisti rappresentanti non va giù  il futuro inquadramento dei vincitori a “istruttore direttivo categoria professionale C settore informazione” e “funzionario direttivo categoria professionale D settore informazione” nella mappa organica della Regione siciliana.

Concorso farsa per 12 ''funzionari'' e ''istruttori'' all'Ufficio ...

Al tempo del concorso  sotto accusa sono stati messi  i 90 quiz a risposta multipla, di entrambe le selezioni per “6 istruttori” e per “6 funzionari”. In un test vi erano due domande errate: la prima sull’organizzazione del primo “festival dell’Unità” (e non Festa dell’Unità) e la seconda, la nascita di Youtube. Nel primo caso un errore di denominazione, nel secondo mancava la risposta tra le alternative proposte: 1999, 2000 e 2001, essendo di fatto nato nel 2005.

Altro illecito era che , una buona parte delle domande verteva su temi non previsti dal bando, o comunque non previsti  nel  concorso. Una ventina circa di quiz per entrambi i test vertevano infatti su Storia del giornalismo (data delle prime trasmissioni radiofoniche, Rai, dell’Eiar, anni di nascita di quotidiani come il Corriere della Sera, il Giornale nuovo, dell’agenzia Ansa, ecc.) e cultura generale (come la denominazione delle Isole Falkland, la data della caduta del muro di Berlino, l’evento politico accaduto il 18 aprile 1948, il primo voto a suffragio universale maschile, la prima casa editrice di Topolino, ecc.) oltre a domande inerenti il procedimento amministrativo e i rapporti di pubblico impiego, argomenti previsti invece per la fase orale.

Sappiamo che in breve tempo il  Consiglio di Giustizia Amministrativa,  accolse, con Ordinanza del 7.05.2020, l’appello cautelare presentato dalla dott.ssa G.V., riformando la pronuncia del Tar Palermo e sospendendo il provvedimento di esclusione dal concorso.

Nel ribaltare il giudizio del Tar Palermo, infatti, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ritenne incompleta la formulazione di un quesito (il n. 2) e del tutto errata la correzione approntata dalla Commissione d’esame sulla domanda n. 10; in ordine ad ulteriori tre quesiti (i nn. 35, 37 e 41), inoltre, il Giudice amministrativo di secondo grado affermava la loro estraneità al bando di concorso.

Fin qui in estrema sintesi la vicenda dell’Ufficio Stampa della Regione siciliana oggetto di indagine della Procura della Corte dei conti per l’esosità delle spese all’Ufficio Stampa , l’elevato numero dei giornalisti “prescelti” con gli ex  governatori accusati di mafia, il numero ridotto dei comunicati stampa, in particolare da Bruxelles, e l’omesso Atto di interpello della Regione siciliana come prevede la Legge 150/2000.

Sugli incarichi “di natura fiduciaria” giornalistica  , la complessità della gigantesca macchina regionale li escludeva. Sarebbe stato infatti un coinvolgimento di natura mafiosa degli apparati cardine della Regione siciliana: la Presidenza e la Funzione Pubblica.  Già con la classe dirigenziale la Regione con la distribuzione degli incarichi di favore e l’assegnazione di servizi ed Unità operative era da tempo nell’occhio del ciclone.       

Nè l’Ordine regionale dei Giornalisti con il presidente-protempore  Giulio Francese – impegnato costantemente al ricordo -memoria della figura di suo padre,  in questi anni di reggenza ha proposto mai – con scritto ufficiale- e comunque non risulta agli atti,  alla Presidenza della Regione di intervenire nella Contrattazione nazionale come prevede la legge 150/2000

 Riteniamo che non l’avrebbe mai fatto.    Perchè l’Ordine fece sapere tempo addietro pubblicamente che aveva una lista di numerosi giornalisti professionisti “da piazzare “all’Ufficio stampa della Regione. Un intervento di collaborazione con la Regione siciliana  avrebbe legittimato infatti la natura e la volontà del legislatore autore della legge 150/2000 secondo la quale, prima di procedere al conferimento di incarichi esterni, bisogna procedere alla ricerca delle professionalità richieste all’interno della mappa organica della Regione siciliana (12 mila circa dipendenti).
I giornalisti della Regione erano pressochè sconosciuti all’Ordine ed altri giornalisti “rappresentanti”.  L’Assostampa ,sindacato, entra in dissidio e ricorre all’impugnazione degli atti con i vertici della Regione perchè il “Contratto di lavoro dei dipendenti regionali ,in particolare del Comparto non dirigenziale, riservato ai Funzionari direttivi del Settore Informazione” prevede profili professionali specifici per i dipendenti in servizio nei Dipartimenti regionali con la qualifica di Giornalista”.      
Oggi il contratto dei dipendenti regionali è stato riapprovato e l’Assostampa o giornalisti che si occupano di questi problemi sono costretti a digerire ciò che a loro indigesto perchè perdono essi l’esclusività e il controllo dei giornalisti liberi della Regione.    In Sicilia emerge così-unico caso-e con presupposti affermati-  l’ufficio stampa dei Beni culturali alla Soprintendenza etnea. Una produzione e diffusione di Comunicati stampa al tempo equivalente al lavoro di un Ufficio di 24 giornalisti nelle sede regionale di Palermo
Oggi siamo alla resa dei conti.   La corsa sta per finire.  Una deliberazione della Giunta regionale (519 del 12 dicembre 2018) dà mandato al Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale, in raccordo con la Segreteria tecnica dell’Ufficio di diretta Collaborazione del  Presidente della Regione per l’avvio delle procedure e la ricostituzione dell’Ufficio Stampa e Documentazione della Presidenza della Regione siciliana.
Con proprio decreto nei giorni scorsi (esattamente il 7 agosto) Musumeci attribuisce ad Esterina Di Fazio  l’incarico ad interim di “Coordinatore dell’Ufficio Stampa e documentazione “al fine di assicurare – afferma il Presidente Musumeci – l’espletamento dei compiti demandati al predetto Ufficio con decorrenza immediata e sino al 31 dicembre 2020, non oltre la definizione delle procedure per l’assegnazione dell’incarico, se concluse anteriormente
Il 10 agosto scorso Esterina Fazio con propria nota dell’Ufficio Stampa comunica di aver assunto le funzioni dal 7 agosto  Si apprende pure che la Presidenza ha approvato a riguardo il Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale e di aver richiesto un parere all’Ufficio legale e legislativo circa il conferimento degli incarichi ad interim degli Uffici alle dirette dipendenze  Vedremo cosa succederà…

Ordinanza del Presidente Musumeci con misure speciali per chi entra in Sicilia da Malta, Grecia e Spagna

 

 

I siciliani che dal prossimo 14 agosto faranno rientro da Malta, Grecia e Spagna hanno l’obbligo dell’uso della mascherina anche all’aperto e isolamento fiduciario e tampone E’ una delle disposizioni contenute nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Nello Musumeci, che punta a garantire sicurezza nel territorio dell’Isola con misure speciali di contenimento per quanti fanno ingresso in Sicilia dai tre Stati comunitari in questione.

Nell’ordinanza si ribadisce l’obbligo dell’uso della mascherina “in luoghi pubblici e privati, anche all’aperto, quando non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale”.

I cittadini in questione saranno presi in carico dalle Usca per la sorveglianza sanitaria e dovranno rimanere in isolamento fiduciario per 14 giorni. Al termine della quarantena, saranno sottoposti a tampone. Tale misura è frutto di un’attenta analisi dell’attuale dato epidemiologico che è caratterizzato dai rientri di soggetti siciliani positivi principalmente da Malta.

La nuova ordinanza prevede una azione di sorveglianza e monitoraggio sanitario anche per le persone non residenti o non domiciliate nell’Isola che, provenendo o transitando da Grecia, Malta e Spagna facciano ingresso in Sicilia a partire dal prossimo 14 agosto. Per loro scatterà l’obbligo di registrazione sul sito internet siciliasicura.com, e di utilizzo dell’app “SiciliaSiCura” “con finalità di contatto con il Servizio sanitario regionale (Ssr) ed eventuale monitoraggio/assistenza del proprio stato di salute”.

Saranno le Uscat (Unità sanitarie di continuità assistenziale turistica) a prendere in carico tutti i soggetti registrati.

Sono esentati dagli obblighi previsti gli equipaggi e il personale viaggiante dei mezzi di trasporto, gli operatori sanitari nonchè coloro che si recano e rientrano dai territori di Grecia, Malta e Spagna esclusivamente per documentati motivi di lavoro o di salute.

Queste persone dovranno comunque compilare un modulo e trasmetterlo al Dipartimento di Protezione Civile della presidenza della Regione siciliana. L’ordinanza entrerà in vigore a partire dal prossimo 14 agosto e avrà validità fino al 10 settembre 2020.

NUOVO DECRETO AGOSTO: PIOGGIA DI DENARO PER IMPRESE E LAVORATORI MA ANCHE TANTE…PROMESSE

 

 

Il decreto Agosto è realtà. Approvato salvo intese, contiene misure a sostegno di lavoratori e imprese. Tra queste, il decreto prevede “18 settimane di cassa integrazione” ma “per incentivare le imprese ci sarà un nuovo intervento, un vantaggio per chi richiama” i dipendenti in azienda “con 4 mesi di sgravi contributivi al 100%”  E “per non dividere l’Italia in due, dal 1 ottobre la fiscalità sarà a vantaggio Sud. Non ci sarà differenza, nessuno sarà privilegiato a dispetto di un altro”.

Top 200 mette in vetrina le imprese d'eccellenza dell'economia ...

Spiega il premier Conte :Risorse per i disabili a 648 euro al mese”. “Aumentiamo le pensioni agli invalidi civili al 100% a partire già dai 18 anni, come agli inabili, ai sordi e ai ciechi civili assoluti titolari di pensione” , “si passa dai circa 285 euro attuali fino a 648 euro al mese per 13 mensilità”.

Tra le misure, quella del cashback è stata anticipata a dicembre: “Vogliamo sostenere consumi e pagamenti elettronici” premiando “i cittadini che potranno recuperare una parte di quanto spendono e potranno usufruire di un bonus fino a 2mila euro”. “

Covid, misure precauzionali  sono estese al 7 Settembre mentre per il Csm,Torre di Babele italiana, disco verde  alla riforma delle toghe

Questi i provvedimenti su lavoro, imprese e fisco approvati dal Consiglio dei ministri.

– Introduzione di  uno sgravio del 30% sui contributi pensionistici per le aziende situate nelle aree svantaggiate, con l’obiettivo di stimolare crescita e occupazione. Il decreto finanzia la misura per il periodo ottobre-dicembre 2020, in attesa che questa venga estesa sul lungo periodo con prossimi interventi. Prolungati per un massimo di diciotto settimane complessive i trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga previsti per l’emergenza.

E’ stato programmato un fondo per le casalinghe.  Per le aziende che non richiederanno l’estensione dei trattamenti di cassa integrazione verrà riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un massimo di quattro mesi, entro il 31 dicembre 2020. Fino a tale data, vengono inoltre escluse dal versamento dei contributi previdenziali, per un massimo di sei mesi dall’assunzione, le aziende che assumono lavoratori subordinati a tempo indeterminato, in presenza di un aumento dell’occupazione netta.

Per i datori di lavoro che non hanno integralmente fruito della cassa integrazione o dell’esonero dai contributi previdenziali resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento individuali e restano sospese quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020. Inoltre, si conferma la sospensione delle procedure di licenziamento collettivo. Queste disposizioni non si applicano in caso di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa.

Come preannunciato dal Ministro Azzolina disco verde anche nella Scuola alle assunzioni massicce di 84808 docenti

È possibile rinnovare o prorogare, per un periodo massimo di 12 mesi (fermo restando il limite complessivo di 24 mesi) e per una sola volta, i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato anche in assenza di causale.

Sono previsti ulteriori 400 euro per il reddito di emergenza per le famiglie più bisognose.

Due mesi di proroga per la Nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) e l’indennità di disoccupazione mensile “DIS-COLL” per i collaboratori coordinati e continuativi il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020.

Nuove indennità per alcune categorie di lavoratori. Tra queste, 1.000 euro per gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza COVID-19 e per altre categorie di lavoratori (iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, dipendenti stagionali appartenenti ad altri settori, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio). Si prevede un’indennità di 600 euro per i lavoratori marittimi e gli stagionali sportivi.

Viene aumentata di 500 milioni di euro per il biennio 2020-21 la dotazione del Fondo nuove competenze introdotto dal “decreto rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) per la formazione e per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

IMPRESE – Il decreto legge prevede ulteriori fondi per i settori del turismo, della ristorazione e della cultura, che sono tra quelli maggiormente colpiti.

È previsto uno specifico finanziamento per gli esercizi di ristorazione che abbiano subito una perdita di fatturato da marzo a giugno 2020 di almeno il 25% rispetto allo stesso periodo del 2019. Potranno ottenere un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole da materia prima italiana. Il contributo minimo è di 2.500 euro.

Ulteriori 400 milioni di euro sono stanziati per contributi a fondo perduto in favore degli esercenti dei centri storici che abbiano registrato a giugno 2020 un calo del 50% del fatturato rispetto allo stesso mese del 2019. Il contributo minimo è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per i soggetti diversi.

Rifinanziati alcuni strumenti di supporto alle imprese: 64 milioni per la “nuova Sabatini”; 500 milioni per i contratti di sviluppo; 200 milioni per il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività di impresa; 50 milioni per il voucher per l’innovazione; 950 milioni per il Fondo Ipcei per il sostegno alle imprese che partecipano alla realizzazione di importanti progetti di interesse europeo.

Rifinanziato per 7,8 miliardi di euro (per il triennio 2023-24-25) il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, per favorire l’accesso al credito attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Sempre per le p.m.i. è prorogata anche la moratoria su prestiti e mutui: dal 30 settembre 2020 il termine viene esteso al 31 gennaio 2021 (al 31 marzo 2021 per le imprese del comparto turistico).

Aumentati di 500 milioni gli incentivi statali per chi acquista e immatricola in Italia autovetture a basse emissioni di CO2. Stanziati 1,5 miliardi di euro per il rafforzamento patrimoniale, il rilancio e lo sviluppo di società controllate dallo Stato.

Potenziato lo strumento dei Piani individuali di risparmio alternativi, con la soglia di investimento annuale detassata che sale da 150.000 a 300.000 euro per gli investimenti a lungo termine.

Incentivati gli acquisti effettuati con forme di pagamento elettroniche, nell’ambito del “piano cashless”, con uno stanziamento di 1,75 miliardi di euro per il 2021 per il rimborso di una parte degli acquisti effettuati con queste modalità di pagamento.

Per il sostegno dei settori del turismo e della cultura: il credito di imposta del 60% del canone di locazione o leasing o concessione; l’esonero dal pagamento della seconda rata dell’Imposta municipale unica (IMU) 2020 per alcune categorie di immobili e strutture turistico-ricettive, gli immobili per fiere espositive, manifestazioni sportive, quelli destinati a discoteche e sale da ballo, gli immobili destinati a cinema e teatri. Questi ultimi vengono esonerati dal pagamento dell’IMU anche per il 2021 e il 2022.

È incrementato di 265 milioni di euro per il 2020 il fondo per sostenere agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.

Stanziati 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il credito d’imposta per la riqualificazione e i miglioramenti effettuati dalle imprese del settore turistico ricettivo e termale, compresi gli agriturismi e i campeggi. Viene incrementato fino a 231 milioni di euro il Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e sale a 335 milioni il Fondo emergenze cinema, spettacolo e audiovisivo. Vengono destinati complessivamente 90 milioni di euro ai musei statali.

Stanziati 60 milioni di euro per incentivare gli investimenti pubblicitari in favore di leghe e società sportive professionistiche e di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Con uno stanziamento complessivo di circa 200 milioni di euro vengono potenziate le risorse a sostegno di diverse attività di trasporto.

FISCO – Con un impiego di risorse di circa 6,5 miliardi di euro, vengono adottate diverse misure in campo fiscale che puntano a fornire un ulteriore e sostanziale supporto alla liquidità di famiglie e imprese. In particolare vengono riprogrammate le scadenze relative ai versamenti tributari e contributivi sospesi nella fase di emergenza, in modo da ridurre sensibilmente nel 2020 l’onere che altrimenti graverebbe sui contribuenti in difficoltà.

Nel dettaglio, sono rateizzati ulteriormente i versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio: il 50% del totale potrà essere versato, senza applicazione di sanzioni o interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione (fino a 4 rate mensili di pari importo) con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre. Il restante 50% può essere corrisposto, senza sanzioni e interessi, con una rateizzazione per un massimo di 24 rate mensili di pari importo.

Rinviati i versamenti per i contribuenti ISA (Indici sintetici di affidabilità) e forfettari che abbiano subito un calo di almeno il 33% nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: il termine di versamento della seconda o unica rata e dell’acconto Irap è prorogato al 30 aprile 2021.

Viene spostata dal 31 agosto al 15 ottobre 2020 la data finale della sospensione dei termini dei versamenti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi sulle entrate tributarie.

Si proroga anche l’esonero dal pagamento della Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) al 31 dicembre 2020 per le attività di ristorazione, gravemente danneggiate dall’emergenza epidemiologica.

– Sono stati incrementati i fondi istituiti dal decreto rilancio per far fronte ai minori introiti fiscali, salvaguardare gli equilibri di bilancio e garantire la regolarità dell’azione pubblica a tutti i livelli di governo.

In particolare: il fondo per l’esercizio delle funzioni degli enti locali è stato incrementato di 1,67 miliardi per il 2020. Le risorse complessive del fondo enti locali ammontano quindi a 5,17 miliardi (di cui 4,22 miliardi per i comuni);

il fondo per l’esercizio delle funzioni delle regioni e delle province autonome è stato incrementato di 2,8 miliardi per il 2020. Le risorse complessive del fondo Regioni sono pari a 4,3 miliardi (2,6 miliardi per le Autonomie speciali e 1,7 per le Regioni a statuto ordinario).

Ulteriori risorse sono state destinate:

– al ristoro delle minori entrate dell’imposta di soggiorno, della TOSAP/COSAP e dell’IMU; – al sostegno del trasporto pubblico locale, al sostegno degli enti locali in deficit strutturale e al contenzioso regionale; – alla sospensione del pagamento delle quote capitale 2020 dei mutui MEF delle Autonomie speciali.

Rafforzate infine  le misure per gli investimenti: – per i comuni è previsto il raddoppio nel 2021 dei contributi assegnati per piccole opere e il rafforzamento delle misure per contributi per messa in sicurezza edifici e territorio; – a favore degli enti locali è previsto l’incremento delle risorse destinate al finanziamento della progettazione definitiva ed esecutiva; – per le province e le città metropolitane sono state previste risorse per la messa in sicurezza delle scuole.

È prevista l’istituzione di un’Autorità per la laguna di Venezia, che assume le competenze relative alla salvaguardia della città di Venezia e della zona lagunare e al mantenimento del regime idraulico lagunare, tra cui la gestione e la manutenzione del MOSE, nonché quelle attribuite al Magistrato alle acque.

Il decreto, infine, estende dal 20 settembre al 9 ottobre 2020 i termini per la concessione delle anticipazioni di liquidità degli enti locali, per favorire il pagamento dello stock di debiti al 31 dicembre 2019 nei confronti delle imprese….