Sequestrati dai Carabinieri artifizi pirotecnici e 84 ordigni esplosivi confezionati artigianalmente Arresti domiciliari per il responsabile

 

Centocelle, negozio per casalinghi vende petardi e fuochi d'artificio senza alcun permesso

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Brindisi,
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi, nell’ambito di un servizio finalizzato a contrastare l’illecita diffusione di pericolosi artifizi pirotecnici e garantire una idonea cornice di sicurezza in vista degli imminenti festeggiamenti della notte di San Silvestro, hanno tratto in arresto un 42enne, sottoponendolo in regime di arresti domiciliari così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, per detenzione illegale di esplosivi.
I militari, nel corso di una perquisizione domiciliare, nel garage di pertinenza dell’abitazione dell’uomo, hanno rinvenuto 180 chilogrammi di artifici pirotecnici illegalmente detenuti, nonché 84 ordigni esplosivi confezionati artigianalmente e considerati vietati. Tutto il materiale esplodente, ritenuto pericoloso per l’incolumità pubblica in caso di incidente, è stato sottoposto a sequestro e, in particolare, gli ordigni artigianali sono stati affidati ai Carabinieri dei Nuclei Artificieri di Lecce e di Taranto che hanno proceduto alle relative operazioni di brillamento in un idoneo sito.
Analoga operazione di polizia è stata condotta, nella mattinata precedente, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fasano che, per le medesime finalità e all’esito di una perquisizione domiciliare, hanno denunciato in stato di libertà un 40enne, per fabbricazione e detezione abusiva di materiale esplodente, avendo rinvenuto, occultato in un vano di pertinenza dell’abitazione dell’uomo, 1,8 chilogrammi di materiale esplodente del tipo artigianale e ulteriori 5 chilogrammi di artifizi pirotecnici di varie tipologie e dimensioni, abusivamente detenuti, per un totale di 50 chilogrammi di materiale pirotecnico che è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo Artificieri di Taranto i quali, dopo aver provveduto alla messa in sicurezza dell’area, hanno trasportato il tutto presso una cava del luogo dove hanno proceduto alle relative operazioni di distruzione.
Si ricorda che i giochi pirotecnici autorizzati e in libera vendita devono riportare, sulla relativa confezione, un’etichetta recante il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio, il nome del prodotto, la ditta produttrice, la categoria d’appartenenza e le modalità d’uso. Possono essere venduti in tutti gli esercizi che sono in possesso di licenza per la relativa vendita.
Se il gioco pirotecnico che si intende acquistare è privo di etichetta è da considerarsi sicuramente proibito. Inoltre, alcuni giochi, anche se non vietati, sono comunque molto pericolosi e possono causare, se usati in modo non corretto, gravi lesioni alle persone e danni alle cose.
Tali attività rientrano tra i delitti contro l’incolumità pubblica che il Comando Provinciale dei Carabinieri di Brindisi mira a prevenire e reprime mediante opportuni servizi svolti in tutta la provincia in concomitanza delle festività di fine anno.

Sicilia, Trapani- Tutela economica e sicurezza dei prodotti in vista delle festività natalizie –

La Guardia di Finanza sequestra,  a Trapani , in tre distinte attività commerciali, oltre 8000 giocattoli ed articoli natalizi non conformi agli standard di sicurezza e privi della marcatura CE.

 

Giocattoli e prodotti ritenuti non sicuri, maxi sequestro di oltre un  milione di pezzi

 

Trapani,

Prosegue senza sosta – comunica la Guardia di Finanza- il piano di intervento del Comando Provinciale di Trapani per il controllo della sicurezza dei prodotti, finalizzato a tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori più giovani in vista delle imminenti festività natalizie.
In particolare, i finanzieri del Gruppo di Trapani e delle Compagnie di Marsala e Castelvetrano hanno eseguito, presso tre distinte attività commerciali, il sequestro amministrativo di 8.350 giocattoli e articoli natalizi, per un valore complessivo di circa 15.000 euro, destinati ai bambini in occasione delle imminenti festività natalizie.
Tutti gli oggetti sequestrati (a titolo esemplificativo, giocattoli, palloncini, cappelli, cerchietti e altro abbigliamento natalizio) erano privi della necessaria marcatura “CE”, che doveva assicurarne la sicurezza e la conformità alla normativa europea, nonché delle informazioni essenziali in lingua italiana previste dalla legge, come le indicazioni circa il luogo d’origine, il nome del produttore o dell’importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso.
L’assenza di tali informazioni, oltre che un illecito amministrativo, costituisce un concreto rischio per la salute dei consumatori; infatti, dietro alla mancata indicazione della provenienza dei prodotti, si celano sovente imprese produttrici prive di scrupoli che, per abbattere i costi di produzione e operare una concorrenza sleale alle imprese oneste, utilizzano materie prime di pessima qualità se non addirittura nocive e non rispettano i rigorosi standard di produzione imposti dalle norme europee e nazionali.
Oltre al sequestro, ai titolari delle attività commerciali, particolarmente conosciute nelle rispettive città per il vasto assortimento di prodotti esposti in vendita, sono state contestate violazioni che prevedono sanzioni amministrative per importi superiori a 25.000 euro, secondo le disposizioni del Codice del Consumo.
L’operazione condotta costituisce ulteriore testimonianza del quotidiano impegno della Guardia di finanza a contrasto della vendita di prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza, con il duplice obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori e garantire agli operatori economici che rispettano le regole un mercato contraddistinto da condizioni di concorrenza equa e leale.

NEL   FUTURO  DELL’EUROPA E DELL’ITALIA  I GUARDIANI DEL MONDO – GLI USA –  SI FANNO DA PARTE- OCCHIO AI SITI MILITARI , ALLA SICILIA, A SIGONELLA

L’Opinione del Ministro G.Crosetto     :    Dopo le aspre dichiarazioni del Presidente Trump l’Italia- come altri Paesi alleati – dovrà pensare da sola alla difesa, sicurezza e deterrenza 

 

Roma,

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto,  spiega  i comportamenti e le dichiarazioni del Presidente Usa Trump: “Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale USA e cioè che il rapporto con l’EU sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ’45 sarebbero finite velocemente. Era chiaro, evidente. Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) é accaduto ciò che era previsto. La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile”.

Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario. Trump ha semplicemente esplicitato che l’UE gli serve poco o nulla in questa competizione. Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili. Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia. Perché non ha potere militare. Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, é piccola, lenta e ‘vecchia’. I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni“.

“Ma il tema principale non è l’EU – aggiunge  Crosetto -. Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri. Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli USA nella competizione con la Cina. Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo. Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata.

É questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi). Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse. Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie. Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza. Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro. Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito, gratuitamente, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza. Non parlo solo di quelle militari.

 Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici. Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza. Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate.

L’Europa è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare. Ad esempio è chiaro che la ‘soglia di ingresso’ finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti. Ma vanno fatti, per sopravvivere. Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più é forte, meno costa. Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali. Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta. Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio”.

Infrastrutture, disco verde in Sicilia al bando da 15 milioni per la videosorveglianza nei Comuni

 

telecamere videosorveglianza

 

Quindici milioni di euro per finanziare sistemi di videosorveglianza urbana nei Comuni siciliani. Il governo Schifani ha dato il via libera all’avviso, predisposto dall’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, attraverso il quale le amministrazioni comunali dell’Isola potranno richiedere il contributo per un massimo di 150 mila euro a progetto. Si dà così attuazione a quanto previsto dall’articolo 6 della legge di variazioni di bilancio, la n. 25/2025, approvata dall’Assemblea regionale siciliana lo scorso agosto.
«La sicurezza urbana – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – è una condizione essenziale per garantire qualità della vita e sviluppo economico. Con questo avviso sosteniamo i sindaci che ogni giorno si trovano in prima linea nella tutela dei cittadini, rafforzando il presidio di legalità nei territori e contribuendo a rendere le comunità più vivibili e attrattive».

«Diamo rapida esecuzione alla norma – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò – e sosteniamo con pragmatismo i Comuni siciliani nella realizzazione di sistemi che consentano di controllare con più efficacia il territorio. Il governo Schifani è al fianco delle amministrazioni comunali e le supporta con risorse destinate alle loro specifiche esigenze, privilegiando le realtà ancora sguarnite o che ancora non hanno fruito di appositi finanziamenti per la videosorveglianza».

Le istanze potranno riguardare solo progetti già cantierabili e saranno ammesse in base all’ordine cronologico di presentazione. Verrà data priorità a quelle, fornite di tutta la documentazione richiesta, per interventi destinati ad aree attualmente prive, in tutto o in parte, di sistemi di presidio e controllo e, in subordine, ai Comuni che nel 2024 e 2025 non sono stati destinatari di altri finanziamenti per le medesime finalità.

Stromboli, disco verde della Regione Sicilia alla rimozione dei massi e interventi di messa in sicurezza sui torrenti

Ruspe in azione nelle zone di Stromboli colpite dalle alluvioni

Stromboli,

Hanno preso il via i lavori urgenti di rimozione dell’ingente quantitativo di materiale franato sulle case che si trovano a ridosso degli alvei dei torrenti di Stromboli, gravemente compromessi dall’alluvione che ha interessato l’isola lo scorso 19 ottobre e dai successivi nubifragi che si sono verificati fino al recente mese di maggio.

«La Regione – ha detto il presidente Renato Schifani, nominato commissario per questi interventi appena lo scorso 22 aprile – sta operando con la massima celerità, per gli interventi di propria competenza, per ripristinare le condizioni di sicurezza per gli abitanti e di stabilità di un territorio tanto attraente per i turisti quanto vulnerabile e bisognoso di tutele».

Il materiale eruttivo che si deposita e si accumula sulle pareti del vulcano, già colpite da incendi e prive di vegetazione a causa della perdurante siccità, non si è consolidato e, ad ogni nubifragio, innesca crolli di massi, pietrame lavico, ceneri. Elementi che, scorrendo lungo le strade di accesso alle pendici, realizzate all’interno dei torrenti, colpiscono le case a cui si accede direttamente dagli alvei fluviali.

Le ruspe, inviate dall’Autorità di bacino distrettuale della Presidenza della Regione che è soggetto attuatore degli interventi, si sono messe all’opera sul torrente Montagna Russo e, a breve, inizieranno anche sui greti del San Bartolo, del San Vincenzo e del Machichi. Il materiale franato, dopo la caratterizzazione, sarà utilizzato, se possibile, per il ripascimento delle spiagge dell’isola soggette a erosione.

Per scongiurare ulteriori danni, e nelle more della realizzazione di imponenti interventi di consolidamento strutturale, è prevista anche la realizzazione di una barriera para-colate di circa 120 metri quadrati a monte del centro abitato, con funzioni di protezione contro eventuali future colate di detriti.

Esondazioni, al via la messa in sicurezza in Sicilia del torrente Tonnarazza a Spadafora

 

 

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Saranno avviati entro pochi giorni a Spadafora, nel Messinese, i lavori di messa in sicurezza del torrente Tonnarazza, in contrada Cesif. La Struttura di contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha infatti aggiudicato l’appalto integrato che comprende, oltre all’esecuzione dei lavori, l’elaborazione della progettazione esecutiva.

Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno reso noti i risultati della gara: si è aggiudicato l’appalto il Consorzio nazionale Cooperative di produzione e lavoro Ciro Menotti di Ravenna, in virtù di un ribasso del 30,1 per cento e per un importo di 1,1 milioni di euro, comprensivo della stesura del progetto.

Obiettivo dell’opera è eliminare il rischio di esondazioni, a protezione della contrada e di tutte le aree limitrofe nei pressi della Strada statale 113, superando il torrente Tonnarazza in corrispondenza del ponte ferroviario. Si tratta di un sito che ha una notevole pericolosità idraulica, con il rischio concreto che in caso di forti piogge, non necessariamente alluvionali, si possano verificare allagamenti, provocando l’isolamento del centro abitato.

Tra le misure tecniche che verranno adottate, la costruzione di un by-pass carrabile in grado di congiungere la strada statale 113 e di superare il torrente Tonnarazza mediante un ponte in acciaio, che avrà una luce netta tra i due appoggi pari a trentuno metri, con larghezza di 8 metri. Verranno ripristinati alcuni tratti di argine al fine di mitigare il rischio di esondazioni. Saranno realizzate anche quattro paratie di pali in cemento armato con cordolo di testa.

VERTICE OGGI, 17 , A PARIGI, TRA I CAPI DI GOVERNO EUROPEI PER DISCUTERE LE SOLUZIONI DI PACE E LA SICUREZZA IN EUROPA

Riunione della Comunità Politica Europea e Consiglio europeo ...

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Oggi si discuteranno a Parigi  i piani del Presidente degli Stati Uniti  Donald Trump sulla fine della guerra in Ucraina. Convocata dal presidente francese Emmanuel Macron, si tratta di ”una riunione informale” -con i leader europei – tra ”i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, oltre al presidente del Consiglio europeo, alla presidente della Commissione europea e al segretario generale della Nato”.

Un comunicato dell’Eliseo  aggiunge che ”i colloqui potrebbero continuare in altri formati, con l’obiettivo di riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa”.

All’Europa fra l’altro manca personale militare, un esercito necessario per difendere le posizioni di una pace possibile

Macron ha organizzato l’incontro per avviare consultazioni sulla situazione in Ucraina e sulle sfide per la sicurezza in Europa. L’obiettivo è quello di riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa, e l’incontro è stato organizzato con breve preavviso durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

La premier Giorgia Meloni ha già assicurato la sua partecipazione al vertice

VERSO UNA SOLUZIONE DI PACE

Paesi dell’Ue e l’Ucraina temono che gli Stati Uniti e la Russia possano cercare una soluzione di pace a livello bilaterale, a seguito del colloquio telefonico  tra  il presidente degli Stati Uniti Donald  e il leader russo Putin.L’Europa e l’Ucraina insistono sulla necessità di partecipare ai colloqui di pace. Domenica scorsa, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che sia l’Ucraina che l’Europa dovrebbero essere coinvolte nei negoziati.

Sull’Ucraina, non ci saranno accordi esclusivi tra Stati Uniti e Russia sull’Ucraina, senza l’Europa ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz . “Noi europei non lo permetteremo. Non permetteremo a nessuno di accettare di smilitarizzare l’Ucraina”, ha aggiunto. “Non si può fare senza di noi. Naturalmente abbiamo qualcosa da dire” al tavolo dei negoziati per la pace in Ucraina, ha affermato ancora.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accennato alla possibilità di un incontro, “molto presto”, con il leader russo Vladimir Putin. “Stiamo procedendo. Stiamo cercando di arrivare a una pace con la Russia, l’Ucraina, e ci stiamo lavorando molto”. E si è detto convinto che Putin “voglia fermare i combattimenti”.

“Abbiamo parlato a lungo e intensamente”, ha aggiunto, affermando che l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff “è stato con lui per circa tre ore e penso che (Putin) voglia fermare i combattimenti”.

Sulle ambizioni territoriali della Russia, Trump ha affermato di credere che Putin “voglia fermarsi”. “E’ stata la mia domanda. Perché se volesse continuare, sarebbe un grande problema per noi, mi creerebbe un grande problema, semplicemente perché non si può permettere accada”, ha proseguito. “Penso voglia porvi fine. E vogliono farlo rapidamente, entrambi”, ha affermato riferendosi anche al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

Palermo, Carabinieri arrestano palermitano, 44 enne,con l’accusa di sparare contro una casa

 

 

fianco sinistro della pistola lock g48 - Armi Magazine

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 Palermo – Carini (PA),
La sicurezza dei cittadini e il contrasto alla criminalità rappresentano da sempre uno degli obiettivi primari dell’Arma dei Carabinieri, impegnata quotidianamente nella prevenzione e repressione di ogni forma di reato. In quest’ottica, i Carabinieri della Stazione di Monreale, supportati dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Carini, hanno arrestato un palermitano, 44enne, già noto alle forze dell’ordine con l’accusa di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e munizioni, nonché minaccia aggravata.
In particolare, il 44enne, a bordo di un’autovettura guidata da una persona non ancora identificata, si è recato a Carini, presso l’abitazione della sorella e, una volta arrivato innanzi allo stabile di quest’ultima ha richiamato l’attenzione della donna, che è uscita dall’appartamento insieme ai due figli di 18 e 3 anni. Dopo aver chiesto di poter parlare con il marito della sorella, in quel momento assente in casa, l’indagato ha quindi estratto una pistola a tamburo e ha esploso 5 colpi, 2 dei quali ad altezza uomo, che hanno colpito la finestra del bagno al piano terra e la facciata anteriore della casa. Subito dopo, l’uomo si è allontanato in tutta fretta risalendo a bordo della vettura.
I Carabinieri della Compagnia di Carini, sono intervenuti immediatamente ed hanno effettuato i primi rilievi, recuperando le due ogive che avevano colpito l’abitazione. L’attività d’indagine ha coinvolto anche i militari della Stazione di Monreale, ai quali sono state fornite indicazioni utili per l’identificazione e la ricerca del sospettato, che verosimilmente si era allontanato in direzione di Monreale. Grazie a questa tempestiva collaborazione tra le Stazioni di Carini, Monreale, Villagrazia di Carini e il N.O.R.M. della Compagnia di Carini, si è attivata un’intensa attività info-investigativa che ha permesso di rintracciare il 44enne all’interno di un’attività di ristorazione di street food a Monreale
La perquisizione personale e veicolare ha portato al rinvenimento dell’arma con matricola abrasa utilizzata per la sparatoria ed occultata sotto il sedile lato guidatore, nonché di circa 4100 euro in contanti. Successivamente, i militari della Stazione di Monreale, insieme al Nucleo Cinofili di Palermo-Villagrazia, hanno esteso l’attività di ricerca all’appartamento dell’uomo dove, grazie al fiuto del cane Vera, addestrato alla ricerca di armi e munizioni, sono state rinvenute cartucce di vario calibro, illegalmente detenute e occultate nella camera da letto dell’indagato. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo, in attesa dell’udienza di convalida, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
È obbligo rilevare- informano gli investigatori – che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza
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Questi i comuni siciliani dove avverrà il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi rovinati dal maltempo

 

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Palermo,

Il governo Schifani ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per dodici mesi per 116 Comuni siciliani colpiti dall’ondata di maltempo nei giorni 16 e 17 gennaio scorsi. Lo ha deliberato la giunta regionale nella seduta di oggi, su proposta del presidente della Regione, Renato Schifani, in base alla relazione firmata dal dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina.
La declaratoria consentirà di attivare le iniziative necessarie a garantire i primi interventi per la messa in sicurezza del territorio nelle aree delle sei province interessate. Secondo una prima stima, che non tiene conto del settore agricolo, i danni ammonterebbero a circa 70 milioni di euro. I comprensori maggiormente colpiti sono quelli del Messinese e del Siracusano.
Il dipartimento di Protezione civile si riserva anche di proporre la richiesta di stato di emergenza nazionale, dopo avere acquisito dai Comuni tutte le relazioni sulle conseguenze del maltempo. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, inoltre, è stato designato commissario delegato con l’incarico di provvedere al censimento dei danni, alla redazione del piano degli interventi per la riparazione dei danni e per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi, nonché per la realizzazione delle azioni di somma urgenza per ripristinare e rendere sicure le strutture stradali litoranee di Santa Teresa Riva e dei muri d’argine del fiume Alcantara a protezione del depuratore consortile di Giardini, nel Messinese.
Proprio ieri, il presidente Schifani aveva compiuto un sopralluogo sul lungomare di Santa Teresa Riva per prendere atto personalmente delle lesioni arrecate dalle mareggiate alla sede stradale litoranea della cittadina. Il governatore aveva assicurato il massimo impegno per avviare, nei tempi più brevi possibili, gli interventi necessari a ripristinare la strada e le altre strutture danneggiate e dare serenità agli abitanti.
Oltre alla Città metropolitana di Messina e al Consorzio Rete fognante Taormina, questi i 116 i Comuni interessati dal provvedimento:. Città Metropolitana di Catania: Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Adrano, Bronte, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Maniace, Misterbianco, Ragalna, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, Sant’Agata li Battiati, Valverde, Vizzini, Piedimonte Etneo, Mineo, Nicolosi. Provincia di Enna: Agira, Cerami. Città Metropolitana di Messina: Alcara li Fusi, Capizzi, Castroreale, Falcone, Fondachelli Fantina, Furnari, Gioiosa Marea, Letojanni, Librizzi, Lipari, Malfa, Mazzarrà S. Andrea, Milazzo, Monforte San Giorgio, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Raccuja, Roccavaldina, Rodì Milici, S. Lucia del Mela, San Pier Niceto, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, San Piero Patti, Santa Marina Salina, Scaletta Zanclea, Torrenova, Tripi, Tusa, Ucria, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Messina, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, Santa Teresa Riva, S. Domenica Vittoria, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina, Condrò, Mongiuffi Melia, Moio Alcantara, Piraino. Città Metropolitana di Palermo: Ciminna, Ustica. Provincia di Ragusa: Acate, Ispica, Giarratana, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Ragusa. Provincia di Siracusa: Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Sortino, Melilli, Francofonte.

Frane, via ai lavori a Santa Domenica Vittoria, nel Messinese. Interventi per ripristinare sicurezza e vivibilità

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A Santa Domenica Vittoria, nel Messinese, grazie alla Struttura per il contrasto al dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, giunge al termine una vicenda annosa che ha interessato la stabilità di un’area residenziale, minacciata più volte da eventi franosi che hanno causato danni importanti e molta apprensione.
Gli uffici di piazza Ignazio Florio, diretti da Salvatore Lizzio, hanno completato la procedura di aggiudicazione dei lavori che, in virtù di un ribasso del 31,7 per cento, verranno eseguiti dalla Zab Costruzioni srl di Favara, per un importo di 540 mila euro.
«Interveniamo – afferma il governatore Schifani – per ripristinare le normali condizioni di vivibilità e di sicurezza del centro abitato e per tutelare la pubblica incolumità con un impegno incessante e su più fronti per la difesa del territorio». L’area oggetto dell’intervento ricade a sud-est dell’abitato di Santa Domenica Vittoria, a valle di via Sant’Antonio e di vico Quasimodo. È qui che due frane, la prima nel febbraio del 1994 e la seconda nel marzo del 1996, hanno colpito le aree in prossimità dell’ex strada statale 116, arrestandosi a pochi metri da un capannone e da 26 alloggi di edilizia popolare realizzati negli anni Ottanta.
L’obiettivo dell’intervento è eliminare i pericoli per l’incolumità dei residenti e per la salvaguardia delle infrastrutture mediante la realizzazione di opere di contenimento in grado di contrastare in modo efficace il fenomeno franoso. Previste opere di consolidamento con muro su pali a valle di via Sant’Antonio ma anche la realizzazione di opere di regimazione delle acque meteoriche con la costruzione di un canale di raccolta. Verranno altresì predisposte delle gabbionate nella parte del cunettone esistente, che verrà completato, in modo da consentire la raccolta delle acque provenienti dalla parte sud-ovest del centro abitato e che allo stato attuale confluiscono nel torrente Favoscuro.