Palermo, oltre duecento agenti controllano il quartiere di Falsomiele dove i cittadini hanno accerchiato e aggredito con sassi alcuni poliziotti

 

 

Palermo

– Nuovi controlli a tappeto delle forze dell’ordine nel quartiere di Falsomiele, a Palermo, dove nei giorni scorsi un gruppo di cittadini ha accerchiato e aggredito con lancio di sassi e oggetti alcuni poliziotti, ferendone otto e danneggiando due volanti. Il quartiere è stato cinto d’assedio da circa duecento agenti, mentre un elicottero del IV Reparto Volo monitorava le operazioni dall’alto.

Presenti anche squadre dei Vigili del Fuoco. Sotto assedio anche il confinante quartiere di Bonagia. I due rioni sono stati battuti palmo a palmo con perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi, munizioni o esplosivi e stupefacenti. Sono stati effettuati controlli su decine di baracche fatiscenti.

 

 

Palermo, Recuperato un ingente patrimonio artistico e archeologico, sequestrate opere per oltre 400 mila euro

 

 

 

 

 – Palermo,

Una complessa e articolata indagine condotta nei mesi scorsi dai Carabinieri del Nucleo TPC di Palermo ha portato al recupero di un ingente patrimonio artistico e archeologico, per un valore complessivo stimato in circa 400.000,00 euro, oltre alla identificazione di due soggetti indagati in relazione ai reati di furto e ricettazione di beni culturali.

Il procedimento penale ha avuto origine dalle denunce presentate da un professionista del settore antiquariale di Palermo, che nel 2024 aveva subito la sottrazione di numerose opere di valore risalenti ai periodi compresi tra l’VIII-IX secolo e il XVI secolo. La vasta attività investigativa, sviluppata anche attraverso monitoraggi e analisi tecniche, ha permesso di risalire a due soggetti presunti responsabili dei reati di furto e ricettazione di beni culturali.

Nell’ambito dell’indagine sono stati sequestrati, inoltre, numerosi reperti di interesse archeologico, tra i quali 3 anfore da trasporto di età Romana e Greco-Italica, databili tra il V e il IV secolo a.C.; una scultura in legno raffigurante una testa di ambito egizio antico; una ushabti/statuetta funeraria (corredo funerario); una testa scultorea in marmo di età arcaica e di probabile produzione greco-orientale; un elemento dorato (verosimilmente casseruola in bronzo) di area pompeiana.

Non mancano i recuperi in ambito bibliografico e archivistico, tra i quali spicca una raccolta di antichi manoscritti riferibili al “Monastero di San Giovanni l’Origlione” di Palermo (1554-1655); un Editto del Regno delle due Sicilie, manoscritto sul retro e riportante un timbro riferibile al Comune di Avellino, datato 1835; un importantissimo corpus di carte identificabile con il carteggio personale della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella (prima metà del ’900) riguardanti “Lo Studio del Cavalluccio”, opera inizialmente attribuita a Leonardo da Vinci.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, hanno permesso il recupero di diversi beni culturali per i quali i Carabinieri del Nucleo TPC si sono avvalsi della preziosa collaborazione dell’Arma territoriale, di dirigenti e funzionari archeologi e archivisti della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Palermo, della Soprintendenza archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, di un funzionario archeologo specialista in egittologia della Soprintendenza archeologica delle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino, nonché di docenti dell’Università degli Studi di Palermo ed Enna “Kore”. La cooperazione tra i diversi Enti di tutela ha consentito di accertare il valore storico, artistico ed economico dei beni recuperati dal Nucleo TPC di Palermo.

Palermo ricorda Padre Pino Puglisi, il prete antimafia ucciso il 15 settembre ’93 – Creò il Centro Padre Nostro nel quartiere Brancaccio

 

Palermo –

La fede come strumento di aggregazione e riscatto sociale: padre Pino Puglisi era un riferimento per tutti nel quartiere Brancaccio. Grazie ai suoi sforzi, i bambini e i ragazzi di uno dei territori più difficili di Palermo venivano sottratti alla criminalità organizzata e indirizzati alla legalità: una sfida a viso aperto a Cosa nostra, che lo assassinò davanti al portone di casa sua il 15 settembre 1993, intorno alle 20:40. Quel giorno Pino Puglisi compiva 56 anni.

La sua battaglia era una vera e propria questione personale: lui a Brancaccio c’era nato e cresciuto, respirando l’aria di un quartiere difficile dove la presenza della criminalità si faceva sempre più pervasiva e veniva identificata da tanti come l’unica risposta possibile alla povertà, alla marginalità sociale e a uno Stato assente. Dopo un’esistenza spesa nei ruoli di cappellano, parroco e docente l’occasione per chiudere il cerchio arrivò nel 1990, quando padre Puglisi venne nominato parroco presso la chiesa di San Gaetano a Brancaccio: attraverso una serie di attività parrocchiali provò, riuscendoci in larga parte, a convincere i giovani del quartiere che un’alternativa al crimine organizzato era possibile. A nulla servirono le minacce di morte operate nei suoi confronti da Cosa nostra: il sacerdote continuò imperterrito la propria attività e raggiunse un traguardo fondamentale con l’istituzione, a gennaio 1993, del Centro Padre Nostro, luogo di riferimento per tutti i ragazzi di Brancaccio.

Il 15 settembre dello stesso anno si consumò la reazione della mafia: padre Puglisi aveva fatto in tempo a scendere dalla sua automobile e inserire le chiavi nel portone di casa, quando si sentì chiamare alle spalle e quasi contemporaneamente venne colpito alla nuca da un colpo di pistola; il sacerdote morì all’istante. Per l’omicidio sono stati condannati Salvatore Grigoli e Gaspare Spatuzza, mentre i mandanti sono stati identificati nei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati nel 1994 e ritenuti i profili di maggiore spicco della mafia a Brancaccio. Per celebrarne la memoria, alle 18, presso la Cattedrale di Palermo, si terrà una funzione religiosa: a officiarla sarà l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia; a seguire, sempre alla Cattedrale, si svolgerà la presentazione del libro ‘Il Vangelo per le strade. Discorsi alla città di Palermo’ (Ed. Il pozzo di Giacobbe), a cura dell’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

SCHIFANI “INSEGNAMENTI BEATO PUGLISI ALLONTANANO LE LUSINGHE DELLA CRIMINALITA’  ORGANIZZATA”

“Oggi più che mai gli insegnamenti del beato Pino Puglisi tracciano davanti ai nostri occhi un chiaro percorso di legalità. Per poter realizzare un cambiamento vero e duraturo, dobbiamo partire dai nostri ragazzi, dando loro concrete opportunità di formazione, lavoro e crescita. Solo in questo modo possiamo evitare che si rivolgano alle false lusinghe della criminalità organizzata. In un periodo in cui assistiamo alla recrudescenza di episodi violenti, il martirio di don Puglisi e il suo impegno, fatto di coraggio e concrete azioni quotidiane, rappresentano una guida per tutti noi, inclusi i nostri giovani che oggi iniziano l’anno scolastico. Un valore, quello dell’educazione, in cui il parroco di Brancaccio credeva fermamente”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel 33esimo anniversario dell’uccisione di padre Pino Puglisi, a Palermo, da parte della mafia.

LAGALLA “ESEMPIO PADRE PUGLISI CONTINUI A PRODURRE CAMBIAMENTO”

“Ricordare Padre Pino Puglisi, a Palermo, non significa soltanto tornare con la memoria a quella sera del 15 settembre 1993. Significa chiederci, ogni anno, che cosa stiamo facendo perché il suo esempio continui a produrre cambiamento. Padre Puglisi aveva capito che la mafia si combatte anche sottraendole terreno, costruendo opportunità là dove ci sono povertà, solitudine e abbandono. E aveva scelto di farlo partendo dai bambini e dall’educazione. Per questo, nel giorno del suo anniversario, ha un significato particolare l’aver avviato i lavori dell’asilo nido ‘I Piccoli di Padre Puglisi’, a Brancaccio. Un’opera attesa, che oggi diventa realtà e che rappresenta molto più di un nuovo servizio per il quartiere. Un asilo dedicato a Puglisi significa affermare concretamente che il futuro di Brancaccio comincia dai suoi bambini, dal diritto a crescere con opportunità, servizi e istituzioni presenti ogni giorno. La mafia aveva cercato di spegnere la voce di Padre Puglisi. Noi abbiamo il dovere di farla vivere non soltanto nelle cerimonie, ma nelle scelte concrete. E un cantiere che apre, proprio a Brancaccio, proprio per i bambini, è una di queste scelte”. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

Palermo, Controllo del territorio: tre arresti e una denuncia convalidata dal Giudice

 

 

– Palermo,
Proseguono a ritmo serrato i controlli del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, impegnati in servizi di perlustrazione volti a garantire la sicurezza stradale e il rispetto della legalità nei quartieri cittadini. Le ultime operazioni, articolate in due distinti interventi, si sono concluse con l’arresto di tre persone e la denuncia a piede libero di una donna.
Nel quartiere Borgonuovo, un equipaggio di una pattuglia del Nucleo Radiomobile ha intimato l’alt a un ciclomotore privo di targa con a bordo due ragazzi, che ignorando i segnali dei militari, si sono dati a una precipitosa fuga. Seguiti a debita distanza e in condizioni di totale sicurezza, sono stati bloccati in via Centuripe.
Il conducente, un pregiudicato di 20 anni, è stato subito fermato e sanzionato anche per la mancanza della patente di guida perché mai conseguita. Il passeggero, un 17enne già noto alle forze dell’ordine, ha invece tentato di far perdere le proprie tracce prima nascondendosi sotto un’auto in sosta e poi scavalcato la recinzione di un’abitazione privata, dove è stato definitivamente individuato e immobilizzato.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria il 20enne è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, mentre il minorenne è stato accompagnato presso l’Istituto di Accoglienza per Minori “Malaspina” di Palermo. Un secondo intervento ha visto protagonisti i Carabinieri della Stazione Palermo Scalo che, durante un servizio di pattuglia, hanno notato un pregiudicato di 31 anni, già noto alle forze di polizia, alla guida di un ciclomotore risultato sottoposto a sequestro amministrativo. L’uomo in Piazza Giulio Cesare non si è fermato all’alt imposto dai militari operanti dandosi a una pericolosa fuga nel traffico.
Le immediate indagini hanno permesso ai Carabinieri di rintracciare l’uomo direttamente presso la sua abitazione, dove è stato trovato con la disponibilità del mezzo, ancora con il motore caldo. Lo stesso è stato arrestato per fuga pericolosa e deferito in stato di libertà per guida senza patente reiterata nel biennio. Contestualmente, la compagna di 31 anni è stata denunciata a sua volta per la violazione degli obblighi di custodia relativi a beni sottoposti a sequestro
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, ha convalidato gli arresti a carico dei maggiorenni applicando ad entrambi la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È obbligo rilevare che gli odierni indagati – informa il Comando -sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Palermo, giovane 31 enne scende in cantina per verificare una perdita d’acqua . Muore folgorato per probabili fili elettrici scoperti

 

IPA

 

Palermo

In un edificio di Viale Michelangelo a Palermo  una persona è’ morta folgorata dopo essere scesa in cantina per verificare da dove provenisse una perdita d’acqua che aveva invaso il locale. . La vittima è un giovane   di 31 anni, che si trovava insieme ad un’altra persona.

Probabilmente il  contatto con alcuni scaffali metallici,avrebbe causato  una scarica elettrica, con  fili elettrici scoperti, che avrebbe investito l’uomo. Inutili i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e personale del 118.   La Polizia sta adesso ricostruendo la dinamica della tragedia

Piano paesaggistico provinciale, tavolo tecnico con i sindaci che hanno espresso preoccupazioni per i vincoli che non piacciono alle comunità del Palermitano per affrontare criticità

 

Incontro sindaci piano paesaggistico

 

Un tavolo tecnico con le istituzioni regionali e i sindaci del territorio per analizzare e affrontare eventuali criticità presenti nell’attuazione del nuovo Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo. È il risultato della riunione convocata questa mattina a Palazzo d’Orléans, a cui hanno preso parte il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Mario La Rocca, la soprintendente di Palermo Selima Giuliano e una trentina di rappresentanti dell’Unione dei Comuni delle Madonie e delle amministrazioni di Campofelice di Roccella, Cefalù, Lascari e Termini Imerese, che avevano richiesto l’incontro.

I sindaci hanno rilevato diverse criticità connesse all’introduzione e all’estensione dei diversi livelli di tutela, con possibili ricadute negative sullo sviluppo economico e sociale dei territori. Il decreto assessoriale prevede che possano essere presentate osservazioni entro 30 giorni lavorativi successivi ai 90 giorni di pubblicazione del Piano paesaggistico sull’Albo pretorio di ciascun Comune.

«Accogliamo le preoccupazioni dei sindaci e siamo pronti ad aprire un tavolo tecnico che, nel rispetto della norma, valuterà eventuali misure eccessivamente restrittive – afferma il presidente Schifani – Nell’imposizione dei vincoli occorre trovare equilibrio con le effettive esigenze delle comunità locali, tenendo però sempre fermo il principio della tutela del territorio».

«Da parte dell’assessorato c’è la massima apertura al dialogo, siamo vicini ai sindaci e alle amministrazioni – aggiunge l’assessore Scarpinato – I rilievi che arriveranno nei tempi previsti dalla norma saranno valutati sia dalla soprintendenza sia dall’Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio. Il Piano paesaggistico è uno strumento con un obiettivo ben preciso: proteggere in modo rigoroso il patrimonio dell’Isola, difendere il bene comune, tutelare i territori».

Il gruppo tecnico di lavoro si insedierà venerdì prossimo alle 10 nella sede dell’assessorato dei Beni culturali.

Muore giovane tunisino nascosto nel bagagliaio dell’auto. In stato di fermo la donna tunisina che guidava

 

 

Palermo

– Un giovane tunisino di 25 anni è morto, probabilmente asfissiato ,mentre tentava di entrare in Italia. Era nascosto nel vano di un’auto a bordo del traghetto in viaggio da Tunisi a Palermo. Il migrante non aveva documenti.

Indagini sono in corso da parte della Polizia marittima –  Ed è stata posta in stato di fermo una donna tunisina sulla cui auto  è stato trovato il corpo senza vita del connazionale. Con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stata accompagnata nel carcere di Pagliarelli di Palermo dove sarà sottoposta agli interrogatori di rito

Tragedia sul lavoro tra Alcamo e Grisì, mentre si vendemmiava ,un morto e un ferito grave: Indagini dei Carabinieri e dell’ASP

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Tragedia  sul lavoro tra le province di Palermo e Trapani. Un morto e un ferito. Si chiama Stefano Palumbo, 67 anni, la vittima dell’incidente che si è verificato in contrada Quaranta Salme, una zona rurale di Alcamo al confine tra il territorio della provincia di Trapani e Palermo. Incastrato in una vendemmiatrice .

L’uomo ferito si chiama M. L., 57 anni, ed è in prognosi riservata all’ospedale Civico a Palermo. I carabinieri stanno  svolgendo indagini  per cercare di ricostruire quanto successo.

Le indagini sono condotte pure  dai tecnici dello Spresal dell’Asp.

 

Dalla Chiesa, il Presidente della Regione Sicilia Schifani: «Sua fedeltà allo Stato sia da ispirazione per le istituzioni»

 

schifani dalla chiesa

 

 

Palermo,

«Carlo Alberto dalla Chiesa rappresenta una testimonianza ancora attuale e concreta di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia. La sua fedeltà ai valori dello Stato costituisce un modello che, giorno dopo giorno, deve ispirare chi opera nelle istituzioni.
Con la stessa gratitudine, ricordiamo la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, che condivisero con lui un percorso di vita e professionale. È anche grazie all’impegno del generale dalla Chiesa, in un contesto difficile come quello dell’epoca, se oggi la mafia è più debole. E proprio seguendo il suo esempio, oggi manteniamo alta la guardia».

Lo comunica  il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che questa mattina, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e delle autorità civili e militari, ha partecipato in via Isidoro Carini, a Palermo, alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage mafiosa avvenuta il 3 settembre 1982. La Regione Siciliana era presente con una corona di alloro e il gonfalone.

Vaccinazioni in Sicilia, riunita la task force: casi di difterite registrati a Palermo non sono un cluster epidemico ma solo un campanello d’allarme

 

 

 

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Palermo,

Due casi di difterite registrati a Palermo, entrambi riscontrati in minori dello stesso nucleo familiare, non rappresentano un cluster epidemico: è quanto è emerso nel corso della prima riunione della task force regionale sulle vaccinazioni che si è svolta oggi nei locali dell’assessorato della Salute in piazza Ottavio Ziino.

«Non siamo di fronte a un’emergenza – afferma l’assessore Marcello Caruso – ma a un campanello d’allarme che ci impone di rafforzare ulteriormente l’impegno per aumentare le coperture vaccinali, che risentono ancora degli effetti della pandemia di Covid-19. La riunione di oggi dell’organismo che ho fortemente voluto, e i cui componenti ringrazio per la professionalità e l’impegno con cui stanno affrontando questa situazione, è stata un’occasione importante per definire una strategia condivisa volta a rafforzare la prevenzione e promuovere ulteriormente le vaccinazioni».

Punto di partenza dei lavori è stata la circolare che l’assessorato della Salute ha inviato a tutte le Asp siciliane, alle organizzazioni sindacali dei pediatri di libera scelta e agli ordini provinciali dei medici per indicare alcune misure straordinarie di recupero vaccinale della popolazione infantile tra 0 e 6 anni. Inoltre, la task force ha condiviso l’iniziativa dell’assessorato di fornire, a partire dal 1° settembre, l’accesso all’Anagrafe unica vaccinale regionale (Avur) anche agli operatori dei pronto soccorso: questo consentirà al personale sanitario dell’emergenza e urgenza di verificare più agevolmente lo stato vaccinale dei pazienti.

Previsto, inoltre, sempre attraverso l’Avur, un monitoraggio sistematico delle coperture vaccinali, con l’obiettivo di individuare i territori e i distretti caratterizzati da livelli di vaccinazione insufficienti. Sulla base dei risultati, le Asp potranno programmare interventi mirati, in collaborazione con pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e le strutture ospedaliere che si occupano di malattie infettive. Per le aree nelle quali il monitoraggio evidenzierà maggiori criticità, saranno attivate specifiche iniziative, compresa l’istituzione di punti vaccinali all’interno degli istituti scolastici.

Particolare attenzione sarà riservata anche ai punti nascita: la proposta condivisa dalla task force prevede che, in tutte le strutture pubbliche e private dell’Isola, ai genitori venga consegnato il libretto vaccinale del neonato, insieme all’indicazione della prenotazione presso il centro vaccinale dove effettuare la profilassi. Tra le proposte figura anche il potenziamento della capacità diagnostica dei laboratori di microbiologia, per rendere più efficaci le diagnosi con particolare attenzione ai bambini non vaccinati. In programma, inoltre, la realizzazione di una nuova campagna regionale di promozione e comunicazione vaccinale, rivolta in particolare ai genitori e alle giovani coppie attraverso i consultori familiari. La comunicazione sarà articolata per diversi target di popolazione e utilizzerà anche i social e il coinvolgimento di testimonial, con la collaborazione degli ordini professionali della sanità e dei giornalisti.

«La task force tornerà a riunirsi il 3 settembre. Stiamo lavorando concretamente e velocemente a tutela della salute dei più piccoli e della salute pubblica nel suo complesso»