Palermo, arresto di un uomo di 35 anni per rapina

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 Palermo – Altavilla Milicia 

I Carabinieri della Compagnia di Bagheria hanno arrestato un uomo di 35 anni, di origini Palermitane ma da tempo residente in provincia, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di rapina. In particolare, il 35enne, mentre si trovava su una delle vie principali di Altavilla Milicia, dopo aver strattonato la sua ex convivente 23enne le asportava il telefono cellulare danneggiando, altresì, i tergicristalli dell’autovettura di una donna in transito che, avendo assistito alla scena, accorreva in aiuto della vittima.

Da qui l’immediato intervento dei Carabinieri della locale Stazione che hanno arrestato l’uomo, il quale, durante il tragitto verso gli uffici della Compagnia di Bagheria, con un calcio, sfondava il finestrino posteriore dell’autovettura di servizio. L’arrestato, pertanto, è stato anche denunciato in stato di libertà anche per il reato di danneggiamento aggravato.

L’arresto è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese che ha disposto per l’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È doveroso rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione- informa il Comando –  verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

Termini Imerese, quattro imprenditori indagati,per bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio , illeciti con una nuova società,sequestrati 404 mila euro e la “Green Hi Techi srl”

 

Avrebbero spogliato dei beni un’azienda, lasciando che sprofondasse nei debiti. Sarebbe stato accumulato un passivo fallimentare di oltre 230 mila euro

Palermo,

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura interdittiva e di sequestro preventivo emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica palermitana, nei confronti di 4 soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, autoriciclaggio e riciclaggio.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Palermo (Gruppo Tutela Mercato Capitali), avviate a seguito del fallimento della Green Energy Sistems srl, specializzata nell’attività di installazione di impianti idraulici e di condizionamento, avrebbero consentito di individuare, in capo agli amministratori di diritto e di fatto, specifiche responsabilità circa la distrazione di disponibilità finanziarie, nonché dell’intero complesso aziendale della fallita, in danno dell’erario e dei creditori.

Si apprende pure che  l’approfondimento dei flussi finanziari, reso oltremodo difficoltoso dall’assenza di documentazione contabile, ha permesso di disvelare una condotta illecita, ideata e realizzata da un’unica regia riconducibile agli indagati, frutto di un’articolata pianificazione distrattiva, perpetrata anche mediante frequenti prelevamenti di denaro contante, finalizzata a proseguire l’attività imprenditoriale attraverso la costituzione di una nuova società, che rappresenta la continuazione aziendale della precedente, avente similare compagine societaria e governance, nonché coincidenti sedi legali e operative e identici asset aziendali.

In considerazione degli elementi probatori raccolti nel corso delle investigazioni, il Gip del Tribunale di Termini Imerese ha disposto per i 4 indagati, il divieto di esercitare attività d’impresa per la durata di un anno, nonché il sequestro preventivo di somme di denaro per 404.000 euro e del complesso aziendale della neo-costituita società, la Gren Hi Techi srls con sede legale a Bagheria.

La società sequestrata è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Termini Imerese.

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare gli imprenditori che operano nel rispetto della legge

Vino, bando da 3,8 milioni per le cantine sociali siciliane contro il caro-mutui

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Palermo,

l’Istituto regionale del vino e dell’olio il bando  assegna 3 milioni e 851 mila euro alle cantine sociali siciliane, che hanno dovuto affrontare l’aumento degli interessi sui mutui in corso, per effetto della guerra in Ucraina. Destinatarie della misura sono tutte quelle cantine sociali costituite in forma cooperativa con sede legale in Sicilia, che hanno sostenuto maggiori oneri finanziari in ragione dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui e prestiti di durata annuale e pluriennale a partire dal 24 febbraio 2022 e fino al 30 maggio 2024.

Si tratta della seconda misura che interviene in favore delle cantine sociali, in osservanza della legge regionale 21 novembre 2023 n. 25. Un primo avviso pubblico del 7 dicembre 2023 del dipartimento regionale dell’Agricoltura aveva assegnato contributi alle aziende che trasformano le uve e commercializzano vini prodotti nella regione per compensare i maggiori oneri finanziari; la stessa legge consente ora di utilizzare la parte residua del precedente bando, individuando l’Irvo come soggetto attuatore dell’istruttoria e per la selezione dei beneficiari.

Le aziende che hanno ottenuto gli aiuti attraverso il precedente bando potranno concorrere all’assegnazione dei fondi per coprire i maggiori oneri finanziari degli ultimi sei mesi. 

Sicurezza: 27 arresti in Sicilia per porto abusivo di armi, droga , furto ed estorsioni

I Padrini che hanno fatto la storia della mafia - Focus.it

 

 Palermo –

I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica,  nei confronti di 27 persone indagate – a vario titolo – per i reati di detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo e clandestinericettazioneattività organizzate per il traffico illecito di rifiutiassociazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacentifurto ed estorsione.

L’attività d’indagine è stata condotta dal personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Palermo – San Lorenzo e ha consentito di delineare un grave quadro indiziario, sostanzialmente recepito nel provvedimento cautelare, circa la sussistenza di un sodalizio criminale, attivo nei quartieri San Giovani Apostolo – ex C.E.P., Borgo Nuovo e Cruillas, composto da persone, già note alle cronache, che, avendo anche la disponibilità di armi comuni da sparo di provenienza illecita e clandestine, erano dediti alla gestione di 4 piazze di spaccio, di un’attività organizzata, priva di alcuna autorizzazione, per il traffico di rifiuti e alla commissione di furti di veicoli finalizzati per lo più alle conseguenti estorsioni con il cd. metodo del “cavallo di ritorno”.

L’azione investigativa, portata avanti da settembre 2020 a marzo 2021, ha fatto emergere un grave quadro indiziario su un 34enne del C.E.P., all’epoca dell’indagine ristretto in regime di detenzione domiciliare e attualmente in carcere, quale figura di riferimento per tutte le attività criminali sopra descritte, che, grazie agli altri indagati, sarebbe riuscito a:

  • dirigere un’attività organizzata, priva delle autorizzazioni previste, di gestione di rifiuti, svolta con la compartecipazione di altri 5 indagati e che, oltre allo stoccaggio dei materiali raccolti illecitamente (ferro e altri metalli), ne prevedeva la lavorazione presso un terreno adiacente alla sua abitazione abusiva e il successivo trasporto effettuato tramite il titolare compiacente, raggiunto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, di un’azienda operante nel settore che, mettendo a disposizione i propri mezzi, consentiva la compilazione dei formulari per la successiva vendita a ditte della Sicilia e di altre regioni, impegnate nel campo edile, siderurgico e del trattamento di materiale metallico, con guadagni stimati che potevano arrivare anche a 50mila euro mensili;
  • promuovere un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, gestendo in prima persona il rapporto con i fornitori, emanandone le strategie operative criminali e raccogliendone i proventi illeciti stimati in circa 40mila euro su base mensile. Il gruppo era strutturato su un’organizzazione piramidale con al vertice il 34enne e alle sue dipendenze 2 figure incaricate di rifornire le 4 “piazze di spaccio” – la cui operatività nelle predette aree della città era garantita da altri 5 indagati ritenuti intranei al sodalizio – con cocainamarjuana e hashish, approvvigionate da fornitori del capoluogo – tra cui figura un indagato con precedenti riconducibili all’ambito della criminalità organizzata e in particolare alla famiglia mafiosa di Santa Maria del Gesù;
  • esercitare il controllo sul giro di furti di auto finalizzati soprattutto alla successiva richiesta estorsiva con il metodo del cd. “cavallo di ritorno”, in cui le vittime, per vedersi restituiti i veicoli sottratti, erano costretti a versare fino a 1000 euro.

Le risultanze dell’indagine, compendiate nella misura cautelare, avrebbero messo in luce come alcuni cittadini dei quartieri in cui il 34enne esercitava il controllo delle attività criminali si sarebbero rivolti a lui per la risoluzione di problematiche di vita quotidiana o per avere un’intercessione a seguito del patito furto del proprio veicolo.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per 17 persone e la misura cautelare degli arresti domiciliari per le restanti 10. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro preventivo, con decreto emesso dalla stessa A.G., l’area in cui venivano stoccati i rifiuti, adiacente all’abitazione del 34enne, e un autocarro di proprietà della ditta incaricata del trasporto del materiale lavorato.

Nel corso delle investigazioni, si è delineata la responsabilità di tre persone all’epoca dei fatti minorenni, attivamente coinvolte nelle illecite attività ed indagati per i reati di “detenzione abusiva di armi da fuoco”, “ricettazione” e “traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti per i quali l’indagine, proseguita anche sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, ha portato all’emissione di 3 decreti di perquisizione, eseguiti nella mattinata odierna.

La Procura per i minorenni, a seguito degli accertamenti svolti dai Carabinieri, sta valutando inoltre di adottare provvedimenti di competenza a tutela dei minori appartenenti alle famiglie degli indagati.

 

È obbligo rilevare- informa il Comando Carabinieri -che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

 

Palermo, 26 arresti -indagine dell’Antimafia- per lo smercio di cocaina e hashish nel quartiere Sperone di Brancaccio

squadra mobile

 

Sono accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, le 26 persone arrestate dai poliziotti della Squadra mobile di Palermo al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

L’attività investigativa della Mobile, svolta in collaborazione con il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, ha fatto luce sull’organizzazione del gruppo criminale e di ricostruire la filiera dello smercio di cocaina e hashish a Palermo, nel quartiere Sperone di Brancaccio.

Nell’indagine sono stati impiegati poliziotti “undercover”, che si sono infiltrati tra gli appartenenti all’associazione criminale, stabilendo contatti diretti con i leader del gruppo. Dall’indagine sono emersi anche gli interessi di Cosa nostra sulla distribuzione dei guadagni provenienti dall’attività illecita.

L’attività di spaccio avveniva ininterrottamente nell’arco delle 24 ore, ed era organizzata con regolari turni di “lavoro” di pusher e vedette.

Alle fasi esecutive dell’operazione hanno partecipato i Reparti speciali, il Reparto prevenzione crimine, alcune Unità cinofile e il Reparto volo, che hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati.

Una baby banda aggredisce quattro giovani in via Cavour a Palermo Per l’identificazione degli autori -e lo stato di fermo- la Questura analizza le telecamere

 

Una baby banda ha inseguito e picchiato tra sabato 18 e domenica 19 maggio -quattro giovani tra i 17 e i 27 anni    in via Cavour, a Palermo, nel marciapiede davanti alla sede della prefettura.

Scontri e aggressioni, nonostante le serrate attività di controllo delle forze dell’ordine per arginare il fenomeno della movida violenta.

La baby gang ha preso di mira a soprattutto su due fratelli di 17 e 27 anni. Il più grande è ferito e  trasportato  all’ospedale Buccheri La Ferla per eseguire i controlli e le medicazioni. Il fratello minore ha riportato escoriazioni al volto e al collo.

Un terzo amico è stato preso a calci e pugni. Gli aggressori dopo il pestaggio sono fuggiti in direzione del quartiere Borgo Vecchio. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile della questura, che sta controllando in maniera analitica  le immagini delle numerose videocamere della zona.

Un uomo di 39 anni, Samuele Fuschi, è morto perchè finito in una profonda buca (col vuoto sottostante) in viale Regione Siciliana(PA) col suo motociclo Honda Sh 300.

 

 

 

Secondo una ricostruzione sommaria il motociclo sarebbe caduto perchè la ruota del motociclo  è finita in una profonda buca sull’asfalto.

Il  118 non ha potuto che constatarne  il decesso. I rilievi su questo fatto così incredibile sono condotti dalla polizia municipale. La vittima era del quartiere Albergheria, lo stesso di Giuseppe La Barbera l’operaio morto nella strage di Casteldaccia, e lascia la moglie e quattro figli.
Dice Alessio Fuschi, figlio di Samuele l’uomo di 38 anni morto per una buca in viale Regione Siciliana a Palermo. “Adesso ci prendiamo nostro padre e gli diamo una degna sepoltura – aggiunge Alessio – E’ il momento del dolore. Ma è chiaro che chiediamo giustizia”.     “Mio padre era un lavoratore. Faceva il possibile per la sua famiglia. Era orgoglioso dei suoi figli. Un uomo eccezionale”. Lo dice Alessio Fuschi, figlio di Samuele l’uomo di 38 anni morto per una buca in viale Regione Siciliana a Palermo. “Adesso ci prendiamo nostro padre e gli diamo una degna sepoltura – aggiunge Alessio – E’ il momento del dolore. Ma è chiaro che chiediamo giustizia”.    

“Stando ai primi rilievi effettuati dalla polizia municipale, appare evidente che si sia trattato di un cedimento dell’asfalto avvenuto contestualmente o pochi momenti prima del verificarsi dell’incidente che ha provocato la morte del motociclista, per il quale vanno le condoglianze e la vicinanza mia e dell’amministrazione alla famiglia. Nessuna segnalazione per il pronto intervento è pervenuta, infatti, negli ultimi giorni al Comando della polizia municipale e risulta impossibile che una buca del genere, lungo l’arteria più trafficata della città, non fosse stata segnalata, come del resto già avvenuto per altre buche in viale Regione Siciliana, poi riparate”.

Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla sull’incidente stradale in cui è morto un uomo di 38 anni a Palermo. “Dal punto di vista generale della manutenzione delle strade della città, questa amministrazione, negli ultimi mesi, ha attivato i primi cantieri – aggiunge – mettendo a disposizione il massimo che può in termini di uomini, mezzi e risorse economiche, dopo anni di immobilismo e dopo aver ridato agibilità finanziaria al Comune, rimasto senza bilancio per oltre tre anni. Siamo consapevoli dei ritardi da recuperare e non ci sottraiamo. Diciamo solo che avere rimesso in piedi i conti ci consente oggi di far andare avanti le opere sia di giorno, sia di notte. Anche l’attività di rattoppo è molto intensa e procede giorno dopo giorno, ma arrivare ovunque nello stesso momento non si può. In queste settimane si sta procedendo con il rifacimento delle strade della quarta circoscrizione e questo avverrà nei prossimi mesi anche nelle altre e dall’altro si va avanti con interventi singoli nei quartieri, dopo un lavoro di mappatura delle buche della città, mai eseguito prima”.

Siccità, dalla Regione Sicilia 3 milioni per finanziare progetti di pozzi, dissalatori e condotte idriche al fine di alleviare la crisi di alcune aree dell’Isola

 

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Palermo,

Tre milioni di euro per il finanziamento di progetti per la ricerca di nuove fonti idriche, per la valutazione della possibilità di riattivare alcuni dissalatori e per la realizzazione di condotte idriche per alleviare le condizioni di crisi di alcune aree dell’Isola.

È un ulteriore tassello della strategia portata avanti dalla Presidenza della Regione, attraverso la cabina di regia istituita dai vertici di Palazzo d’Orléans, per fare fronte alla crisi idrica che investe la Sicilia. In particolare, 1,7 milioni di euro sono destinati al cofinanziamento del progetto di fattibilità tecnico-economica di tre opere che consentiranno di veicolare importanti quantità di acqua verso zone che presentano situazioni di criticità: il completamento del sistema acquedottistico Ancipa, relativo alla condotta Piazza Armerina-Gela; l’interconnessione del sistema Garcia-Arancio con il sistema irriguo alimentato dalla diga Trinità; l’interconnessione della diga Rubino con la vasca di carico della stazione di rilascio Castellaccio a Paceco. Il finanziamento regionale si aggiunge ai fondi per 1,5 milioni di euro stanziati dal ministero delle Infrastrutture, su proposta dell’Autorità di bacino della Presidenza della Regione.

Un altro milione di euro è stato assegnato al dipartimento regionale Tecnico per lo svolgimento di studi idrogeologici finalizzati a individuare nuove falde acquifere. L’intervento della Presidenza della Regione è essenziale per le ricerche idriche, dal momento che la Protezione civile nazionale non finanzia questa attività. L’azione si affiancherà all’opera di “revamping”, ovvero di riattivazione di pozzi già esistenti e non più produttivi o dalla portata ormai ridotta, e di realizzazione di cosiddetti “pozzi gemelli”, cioè la trivellazione del terreno accanto a quelli già attivi, avviata con fondi statali. 

Duecentomila euro vanno, infine, alla Protezione civile regionale per lo svolgimento di indagini sulle condotte marine, propedeutiche alla progettazione dei lavori per la riattivazione dei dissalatori di Porto Empedocle, Gela e Trapani.

Incendi, la Regione Sicilia consegna a Palermo 70 pick-up ai volontari – formati 750 nuovi operatori -della Protezione civile

 

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Palermo,

Settanta pick-up pronti per il contrasto degli incendi boschivi sono stati consegnati questa mattina dalla Protezione civile regionale ad altrettante organizzazioni di volontariato nelle nove province siciliane. La cerimonia si è svolta al Foro Italico di Palermo alla presenza del presidente della Regione, che ha consegnato simbolicamente le chiavi di un mezzo, del dirigente generale del dipartimento di Protezione civile siciliana e di alcuni sindaci dei Comuni interessati.

I pick-up saranno un importante supporto allo spegnimento degli incendi soprattutto nelle aree più remote e montuose dell’Isola, dove gli interventi sono più difficili, ma saranno utilizzati anche nel pattugliamento e quindi per la prevenzione, specialmente nei giorni di allerta rossa quando è maggiore il rischio di roghi.

Le associazioni beneficiarie dei nuovi automezzi sono state selezionate secondo criteri oggettivi che ne hanno misurato l’operatività, numero di volontari formati e pronti all’azione, idonei spazi di ricovero dei mezzi, partecipazione a esercitazioni di protezione civile e ai percorsi di formazione, rischio incendi nel raggio di 10 chilometri dalla sede.

Le organizzazioni opereranno, come sempre, a supporto  dei vigili del fuoco e del Corpo forestale regionale. Grazie alla nuova dotazione di automezzi, alle 236 squadre già operative nel 2023 se ne aggiungeranno altre 70 con 750 nuovi volontari che nel frattempo sono stati formati dalla Protezione civile regionale.

Fra l’altro, la campagna antincendio quest’anno è stata anticipata dalla Regione al 15 maggio, estendendo a cinque mesi e mezzo il periodo in cui è operativa la macchina di contrasto ai roghi boschivi.

Palermo, al congresso dell’Anm diversità di opinioni sulla Giustizia “che deve essere umana” e sull’ abuso d’ufficio che riduce, se tolto, l’azione del magistrato. Applausi per Mattarella

 

 

 

 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, Gaetano Galvagno, Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana e Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, in occasione  del 36° Congresso Naziobale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, in occasione del 36° Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da Giuseppe Santalucia, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, in occasione  del 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da Giuseppe Santalucia, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, in occasione del 36° Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Ignazio La Russa, Presidente del Senato, Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera, Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia e Fabio Pinelli, Vice Presidente del CSM,  in occasione  del 36° Congresso Nazionbale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Ignazio La Russa, Presidente del Senato, Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera, Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro della Giustizia e Fabio Pinelli, Vice Presidente del CSM, in occasione del 36° Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati dal titolo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine del 36° Congresso Nazionale dell'Associazione Nazionale Magistrati dal titolo "Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione"

 

Il tema del dibattito è «Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione».

Palermo,

Ha preso il via, al Teatro Massimo di Palermo, dopo l’arrivo del Capo dello Stato Sergio Mattarella, il 36esimo congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati dal titolo «Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione».

Il Capo dello Stato è stato salutato con un lungo applauso da tutti i presenti che si sono alzati in piedi. Una standing ovation e un applauso duranto diversi minuti. Dopo l’ingresso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il teatro Massimo di Palermo ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime di Casteldaccia.

 

Schifani: l’imparzialità è un valore etico

Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, nel suo intervento : «L’imparzialità del magistrato, e quindi non solo quella del giudice, non è soltanto un principio, che diviene dovere puntuale inerente la singola posizione istituzionale, ma è soprattutto un imprescindibile valore etico. Valore immanente per la figura del magistrato nell’esercizio della giurisdizione che si estende alla proiezione esterna, all’immagine di imparzialità, la cosiddetta neutralità dell’apparenza, che è garanzia di imparzialità per chi è giudicato e che si intreccia con l’esercizio di diritti e libertà fondamentali»

«Questo – ha aggiunto – richiede ad ogni magistrato di impegnarsi a superare i pregiudizi culturali che lo possono condizionare e ad assicurare e garantire la sua immagine di imparzialità. L’essere imparziale va così declinato in relazione al concreto processo, mentre l’apparire imparziale costituisce, piuttosto, un valore immanente alla posizione istituzionale del magistrato, indispensabile per legittimare, presso la pubblica opinione, l’esercizio della giurisdizione come funzione sovrana: l’essere magistrato implica, sotto tale profilo ed in termini sostanziali, una immagine pubblica di imparzialità».

 

No all’abolizione dell’abuso d’ufficio perchè si vuole ridurre l’incidenza dell’azione giudiziaria

«il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia nel suo intervento. ” Si coglie in più occasioni una spinta alla ridefinizione in senso restrittivo dei confini entro cui la giurisdizione può esprimersi e può far uso degli strumenti propri del suo agire. L’idea sottesa a più critiche è che progressivamente essa abbia accresciuto il proprio ruolo, finendo con l’essere, invece che fattore di stabilizzazione e di ordinata risoluzione dei conflitti, causa o concausa di quella instabilità e precarietà di necessari equilibri che segnano la società nel tempo presente»

«Si denuncia – ha proseguito Santalucia – l’espansione del potere giudiziario collegandolo più o meno dichiaratamente ad una pretesa egemonica della magistratura, che sperimenterebbe da tempo una libertà di azione conquistata a scapito della legge. Si trascura però di considerare che l’enfatizzazione del giudiziario potrebbe essere in buona misura figlia della incapacità della politica latamente intesa, che è propria del nostro tempo, di coinvolgere e di includere ampi strati della società nella definizione di progetti collettivi per la realizzazione di fini comuni e condivisi.

Spiega Santalucia:    “L’eliminazione del reato di abuso d’ufficio è un tentativo di ridurre l’incidenza del’azione giudiziaria. La paura della firma di amministratori e funzionari pubblici, invece che indurre ad una migliore tipizzazione delle fattispecie di responsabilità, sta portando alla eliminazione di una ipotesi criminosa – l’abuso di ufficio – secondo una direttrice che si stenta a ricondurre nell’alveo di una concezione liberale, che vorrebbe una rafforzata tutela delle libertà individuali di fronte alle angherie dei detentori dei pubblici poteri»

«Lo stesso può dirsi in riguardo alla spinta, che non si arresta, al mantenimento di moduli emergenziali, escogitati per affrontare la pandemia da Covid-19 e incentrati sull’allentamento dell’area del controllo e quindi sull’abbassamento dei livelli di responsabilità, ancora una volta dei detentori di pubblici poteri», prosegue. Stesso scopo avrebbe, secondo il magistrato, lo «scudo erariale, ossia la limitazione della responsabilità di amministratori pubblici ai casi di dolo e condotte omissive gravemente colpose, introdotto nel 2020 in piena emergenza pandemica, e ulteriormente prorogato sino al 31 dicembre 2024″ Un progetto che se «si combina – conclude – all’idea che un pieno esplicarsi della funzione giudiziaria può esser d’impiccio al recupero di efficienza della macchina amministrativa e mediatamente ad una maggiore vitalità dell’economia, allora prende corpo una concezione del giudiziario come potere scomodo».

 

La separazione delle carriere un errore

«Si mette mano alla Costituzione mostrando di non aver compreso il senso di massima garanzia per i diritti dei cittadini dell’attuale impianto, di un pubblico ministero appartenente al medesimo ordine del giudice e accomunato al giudice per formazione e per cultura della funzione» ha anche detto Giuseppe Santalucia. «Il messaggio costituzionale, che ora si vorrebbe cestinare, – prosegue – è che nella nostra Repubblica anche la magistratura inquirente non è e non può essere una magistratura di scopo; che essa condivide con la magistratura giudicante lo stesso disinteresse per il risultato dell’azione e del processo, indispensabile premessa per non restare indifferenti rispetto ai diritti e alle garanzie delle persone».

«Auspico che una riflessione ampia, che involge anzitutto il rapporto con gli altri poteri dello Stato, non attiri sul congresso l’usurata critica della politicizzazione, che si rinnova con puntualità quando la voce e l’azione dell’Associazione nazionale magistrati hanno la pretesa di uscir fuori dall’ambito, pur nobile, della difesa degli interessi di tipo impiegatizio». Così ha concluso il suo intervento al 36esimo congresso dell’Anm in corso a Palermo Giuseppe Santalucia, presidente dell’Anm.

Non appena l’orizzonte si amplia, nel tentativo di prendere parola su temi che interessano il mondo della giustizia anche più di qualche aspetto della carriera intesa in senso burocratico, – ha spiegato – viene revocata in dubbio la legittimazione ad intervenire, gettando l’ombra pesante della faziosità». “Va sgombrato il campo da questa ipoteca, liberandoci dal sospetto, maliziosamente coltivato, che i magistrati che intervengono nel pubblico dibattito su temi che ineriscono alla giustizia siano politicizzati e quindi inaffidabili.- ha aggiunto – Il termine politica, con i suoi derivati, non può divenire un dispositivo di espulsione dalla sfera pubblica, perché una democrazia partecipativa non può che arricchirsi del contributo di una categoria che di giustizia e di giurisdizione può dire a ragion veduta».

 

Il viceministro Sisto cita Calamandrei  .   LA GIUSTIZIA DEVE ESSERE UMANA

Non solo autonomia e indipendenza. Il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, cita più volte Piero Calamandrei per affermare che «la giustizia deve essere umana». E per questo non può essere neppure «terreno di scontro». L’imparzialità è, nel suo Dna, ha aggiunto Sisto intervenuto al congresso dell’Anm che si svolge a Palermo, con l’indipendenza che qualifica la sua terzietà rispetto alle parti. Questo è ciò che, secondo il vice ministro, si aspetta il cittadino che deve potere «percepire il giudice come arbitro». Altro criterio essenziale di governo delle dinamiche tra magistratura e Parlamento è, secondo Sisto, quello del dialogo non la sopraffazione dello spirito critico, fermo restando il fatto che spetta al magistrato interpretare la legge. L’umanità evocata da Calamandrei, ha detto ancora il vice ministro, rafforza la credibilità della magistratura e la sua indipendenza. Il governo, ha assicurato Sisto, non intende nel ddl sull’intelligenza artificiale comprimere il ruolo del magistrato di interprete della norma.

i l presidente dell’Anm Palermo Giuseppe Tango.: «I problemi della giustizia esistono e sono sotto gli occhi di tutti, in particolare modo degli operatori del settore. Ma mi permetto di dire sommessamente, ma senza alcun timore di essere smentito, che le soluzioni a tali problemi, se aspirano ad essere davvero valide, non potranno mai e sottolineo mai derivare da riforme che mirano direttamente o indirettamente, per non dire subdolamente, a scardinare quei principi costituzionali di indipendenza e di autonomia, che i nostri padri costituenti hanno fortemente voluto. Proprio loro che avevano vissuto sulla loro pelle ciò che significasse una magistratura non autonoma e non indipendente. E ogni volta che vi sarà li rischio che ciò accada, state sicuri che ci troverete sempre li, uniti, saldi e compatti in difesa di quei valori, che in definitiva non significa altro che in difesa dei diritti e delle libertà dei cittadini, che quelle prerogative mirano a tutelare» ..