Presentata l’agenda scolastica “Il mio diario” 2024-2025 realizzata dalla Polizia di Stato

 

È stata presentata questa mattina a Civitanova Marche (Macerata) la nuova edizione dell’agenda scolastica “Il mio diario”, realizzata dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del merito e il sostegno del Ministero dell’Economia e delle finanze. Per l’anno scolastico 2024-2025 l’agenda sarà destinata a 50mila studenti delle future classi quarte di alcune province italiane.

Si tratta di uno strumento di supporto alla didattica nella formazione dei cittadini di domani, con l’obiettivo, attraverso contenuti e un linguaggio semplice, di avvicinare i giovanissimi alla cultura della legalità, fornendo un contributo nell’educazione al rispetto delle regole e ai valori della convivenza civile.

La cerimonia di presentazione, condotta dalla presentatrice Daniela Gurini, si è svolta presso l’istituto Marche international school, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

All’evento hanno partecipato anche il prefetto e il questore di Macerata, Isabella Fusiello e Giampaolo Patruno, e il fondatore dell’istituto che ha ospitato l’evento, Igino Straffi.

il mio diario

 

Il diario, arrivato all’undicesima edizione, ha raggiunto sinora oltre 630mila studenti di scuole pubbliche e paritarie. Per il prossimo anno scolastico sarà distribuito nelle province di Agrigento, Alessandria, Avellino, Catanzaro, Cremona, Foggia, Macerata, Parma, Perugia, Prato, Treviso e Trieste.

Protagonisti dell’agenda sono i supereroi della legalità Vis e Musa che, con l’aiuto dei loro amici a quattro zampe Lampo e Saetta, della pappagallina Gea e del gattino Cosmo, accompagneranno i giovani studenti durante l’anno scolastico con le loro avventure, attraverso le quali vengono affrontati i temi della salute, dello sport, della cura dell’ambiente, dell’inclusione sociale, dell’educazione stradale, del corretto utilizzo di internet e dei social network, ma anche dei fenomeni di devianza giovanile più comuni, come il bullismo e il cyberbullismo. In questa edizione vengono affrontati anche argomenti che il ministero dell’Istruzione e del merito ha inserito nei programmi della materia Educazione civica: Costituzione, sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale.

Tra gli interpreti figura anche il personaggio della letteratura per ragazzi Geronimo Stilton, che offrirà importanti contributi valoriali e di intrattenimento.

Alla cerimonia di presentazione sono intervenuti anche il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Stefania Nardini, in rappresentanza del ministero dell’Istruzione e del merito, e la scrittrice Elisabetta Dami, presidente della Geronimo Stilton Fondazione.

Presenti anche gli atleti del Gruppo sportivo Fiamme oro della Polizia di Stato, Maria Centracchio, bronzo nel judo ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, l’atleta paralimpico Edoardo Giordan, argento nella spada a squadre agli Europei di Parigi 2024 e l’ex calciatore e ora allenatore Francesco Montervino.

Nell’Istituto che ha ospitato l’evento è stata allestita un’area espositiva con il Camper Azzurro, la Lamborghini Urus della Polizia stradale, alcune auto storiche della Polizia di Stato e il Fullback della Polizia scientifica. Gli studenti hanno poi assistito all’esibizione congiunta di squadre cinofile e team di artificieri.

 

 

Il Presidente Mattarella ha firmato il decreto di nomina di 25 Cavalieri del Lavoro

 

discorso scrivania

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato, in data 31 maggio, il decreto con il quale, su proposta del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro.
Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:

ALEOTTI Lucia – Industria – Farmaceutica – Toscana;
ANGHILERI Eufrasio – Industria – Siderurgica – Lombardia;
ARENA Giovanni – Commercio – Grande distribuzione – Sicilia;
BECCARI Pietro – Industria – Moda e design di lusso – Estero;
BERLUSCONI Marina Elvira – Industria – Editoria – Lombardia;
BERTAZZONI Paolo – Industria – Elettrodomestici – Emilia-Romagna;
BONI Maria Chiara – Industria – Moda e abbigliamento – Lombardia;
CAMPAGNOLO Giorgio – Industria – Abbigliamento sportivo – Veneto; 
CAPUTO Carmine – Industria Alimentare – Molitoria – Campania;
CASELLI Caterina Imelde – Industria – Discografia – Lombardia;
CIMBRI Carlo – Terziario – Assicurazioni – Emilia-Romagna;
GIORDANI Graziano – Artigianato – Ricami – Marche; 
LEONE Raffaella – Terziario – Cinematografia – Lazio;
LUNELLI Matteo Bruno – Vitivinicolo – Spumanti – Trentino-Alto Adige;
MANZANA Fausto – Terziario –  Servizi informatici – Trentino-Alto Adige;
MARINO Giuseppe – Industria – Ferroviaria – Piemonte;
MUNTONI Francesco Giovanni – Terziario – Alberghiero – Sardegna;
PAOLINO Duilio -Industria – Macchinari agricoli – Piemonte;
PRIMICERI Vito Antonio – Terziario – Credito – Puglia;
RAVANELLI Fabio – Industria – Cosmetica – Piemonte;
RONCADIN Edoardo – Industria e commercio – Prodotti surgelati – Friuli-Venezia Giulia;
SAMER Enrico – Terziario – Logistica – Friuli-Venezia Giulia;
SERENA MONGHINI Antonio – Industria energetica – Petrolio – Emilia-Romagna;
SGARIBOLDI Giovanni – Industria – Cosmetici e profumi – Lombardia;
VILLANO AQUILINO Carlo – Industria – Aerospazio – Campania.

 

Stoltenberg: la Nato svolge un ruolo maggiore negli sforzi bellici: e la Russia che ha iniziato il conflitto più sanguinoso dalla seconda guerra mondiale deve capire che l’Ucraina ha diritto di difendersi”

Guerra Ucraina, Jens Stoltenberg riponde alle minacce della Russia – Il  Tempo

 

 

 

Stoltenberg sembra vestire i panni di uno stratega europeo.  Vuol fermare ad ogni costo la Russia e la sua arroganza.Il futuro dell’Ucraina? “E’ nella Nato” e l’Alleanza è determinata a fare “progressi” su questo fronte. Così il segretario generale Jens Stoltenberg, oggi a Praga per una riunione informale dei ministri degli Esteri dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. Per quanto riguarda invece il diritto all’autodifesa di Kiev questo “include colpire obiettivi militari legittimi in Russia“. L’autodifesa, rimarca, “non è escalation, è diritto fondamentale”.

Vogliamo tutti fermare” la guerra in Ucraina, “ma il paradosso è che, meglio ci prepariamo per il lungo periodo, prima la guerra potrà finire“, ha spiegato Stoltenberg al termine della Ministeriale Esteri convocata in vista del summit di Washington. “Le nostre discussioni – ha continuato – si sono incentrate sul sostegno all’Ucraina. La Russia deve capire che non può contare sui tempi lunghi. Oggi non sono state prese decisioni finali, ma abbiamo fatto progressi significativi su alcune questioni”.

Innanzitutto sui “piani della Nato di svolgere un ruolo di maggiore coordinamento nella fornitura di attrezzature e nell’addestramento. Praticamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina, il 99%, proviene dagli alleati della Nato. Quindi è logico che la Nato svolga un ruolo maggiore in questi sforzi: ciò ci consentirà di utilizzare le strutture della Nato per fornire sostegno su basi più solide, fornire maggiore prevedibilità a Kiev e affrontare le esigenze sia immediate che di lungo termine”. Gli alleati Nato dovranno mantenere gli aiuti militari all’Ucraina a un livello di “almeno 40 miliardi di euro l’anno“, per tutto il tempo necessario, è la proposta in vista del summit di Washington a luglio.

Difendendosi dagli attacchi russi l’Ucraina, lungi dal provocare una “escalation” del conflitto, non fa altro che esercitare un “diritto fondamentale”, ha sottolineato Stoltenberg secondo il quale “l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha dato inizio al conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.

“La Russia colpisce ospedali, scuole e centri commerciali – ha proseguito – la Russia bombarda le infrastrutture elettriche e idriche. La Russia uccide civili ucraini. L’Ucraina si sta difendendo dalla spaventosa brutalità russa, quindi sarò chiaro: la difesa non è un’escalation; l’autodifesa è un diritto fondamentale è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. L’Ucraina ha il diritto e la responsabilità di proteggere il suo popolo e noi abbiamo il diritto di aiutare l’Ucraina a far valere il suo diritto all’autodifesa”.

“Ovviamente – ha proseguito – alla Russia questo non piace. In ogni fase di questa guerra, la Russia si è lamentata di essere minacciata e spesso Vladimir Putin” ha tentato di dissuadere “gli alleati della Nato dal sostenere l’Ucraina. Ma noi non ci facciamo intimorire. La Russia è quella che attacca; la Russia è quella che sta intensificando” gli attacchi, “aprendo nuovi fronti nel regione di Kharkiv. Con l’evolversi della guerra, il nostro sostegno si è evoluto e continuerà ad evolversi. Sono lieto che gli alleati stiano fornendo diversi tipi di assistenza. Al vertice della Nato, il sostegno dell’Alleanza” a Kiev “verrà posto su una base solida, per il lungo termine”, conclude.

Cultura: da domenica 2 giugno la mostra-evento Caravaggio la verità della luce, nella nuova Pinacoteca Santa Chiara, nuovo polo museale del Comune di Catania

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Da domenica 2 giugno sarà aperta al pubblico la mostra-evento “Caravaggio: la verità della luce”, nella Pinacoteca “Santa Chiara”, nuovo polo museale del Comune 

L’esposizione dedicata a Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è realizzata con la co-organizzazione di Metamorfosi e Demetra Promotion. Le visite sono previste, fino al 6 ottobre 2024, tutti i lunedì, martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10.00 alle 20.00, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 21.00.

L’amministrazione comunale avvia una nuova stagione artistica e culturale con un progetto di recupero architettonico, quello dell’ex monastero Santa Chiara (in via Castello Ursino 10), associato a un patrimonio di trentacinque opere, cinque delle quali autografe, che troverà l’ideale collocazione nei pregevoli spazi recuperati alla fruizione pubblica grazie all’intervento di riqualificazione operato con fondi comunitari nei locali dell’ex ufficio anagrafe.
“Caravaggio: la verità della luce”, con progetto scientifico a cura di Pierluigi Carofano, vuole portare un contributo di conoscenza ad un periodo fondamentale dell’arte europea, dalla fine del Cinquecento, alla prima metà del Seicento, intrecciandosi, con quella che viene comunemente definita, età barocca. La rassegna permetterà un viaggio nel mondo artistico, pieno di luci e ombre, di Caravaggio che nella sua breve ma tormentata vita, trascorse anche un intenso periodo in Sicilia.

Guardia di Finanza di Catania,Contrasto ad un sofisticato sistema di somministrazione fraudolenta di manodopera, frode fiscale su scala nazionale e riciclaggio

 

Catania – Eseguite misure cautelari personali nei confronti di 16 soggetti

 

Il fatturato delle società gestite dal principale indagato avrebbe raggiunto oltre € 61 mln, a fronte del quale sarebbe stato calcolato il mancato versamento di imposte e contributi dovuti per circa € 25 mln.

 

 

primo primo di pistola nera in mano. - mafia foto e immagini stock

 

 

Catania,

Nell’ambito di complesse attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica etnea, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione, con il supporto dello SCICO, dei Comandi Provinciali di Milano, Brescia, Roma, Pesaro, Ragusa, Siracusa ed Enna nonché del I Gruppo Catania e delle unità Cinofile

(AT-PI) etnee, a due ordinanze con cui il GIP presso il locale Tribunale ha applicato misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 16 soggetti, a vario titolo indagati, unitamente ad altre 17 persone, per associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti (FOI), dichiarazione dei redditi infedele e fraudolenta mediante utilizzo di FOI, omesso versamento di ritenute previdenziali e di IVA, autoriciclaggio e riciclaggio di denaro illecito.

Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Catania, avrebbero fatto emergere un raffinato e sofisticato sistema di frode fiscale su scala nazionale, con regia unica su Catania, realizzato abusando dei vantaggi normativi in tema di “distacco di personale” previsti per i contratti di “rete tra imprese”.

Il diffuso sistema di frode sarebbe stato alimentato dalla creazione di ben 14 reti di impresa, di cui avrebbero fatto parte 37 società con funzione di “distaccanti”, operanti in molteplici località del territorio nazionale, e 439 imprese “distaccatarie” dislocate in tutto il Paese (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), utilizzatrici di personale in posizione di distacco.

Nell’ambito di tali reti, caratterizzate da una regia unitaria in Catania, le società capofila:

  • avrebbero agito da meri “serbatoi di manodopera” e sarebbero state organizzate secondo le esigenze gestionali del “sistema”, il cui core business si sarebbe limitato esclusivamente a consentire il distacco dei lavoratori a scopo di lucro nei confronti di 439 società retiste o distaccatarie;
  • dopo avere accumulato un debito tributario e contributivo significativo, sarebbero state sistematicamente poste in liquidazione e sostituite da altre società che avrebbero assorbito i medesimi lavoratori, posti nuovamente in distacco a favore della stessa impresa beneficiaria.

Un ruolo centrale nella realizzazione delle condotte delittuose sarebbe stato svolto da un soggetto di origini agrigentine ma residente a Catania, che si sarebbe avvalso di due studi di consulenza operanti nella città etnea, uno legale e uno amministrativo. Nel dettaglio, l’associazione a delinquere vedrebbe il principale indagato nella veste di capo e promotore, l’avvocato dello studio legale quale promotore ed organizzatore e ulteriori 14 soggetti, in qualità di membri, con ruoli gestori dei profili operativi e amministrativi delle reti di imprese.

Sotto la direzione del promotore del sodalizio e dei suoi collaboratori, le società caporetiste o fondatrici delle diverse reti di imprese succedutesi nel tempo avrebbero emesso FOI caricandosi di importanti debiti IVA, destinati a non essere onorati, consentendo a centinaia di società utilizzatrici della manodopera di ottenere un duplice vantaggio:

  • incrementare la flessibilità aziendale, essendosi spogliate della gestione formale dei propri lavoratori dipendenti;
  • ridurre i costi del lavoro subordinato, potendo contare su un onere per il servizio di erogazione di personale in distacco più economico rispetto a quello da sostenere con assunzioni in proprio, tenuto conto anche della possibilità di portare in detrazione l’iva applicata alle fatture emesse dalle società distaccanti;

Per gli organizzatori del sistema di frode, i guadagni illeciti sarebbero derivati dalla presentazione di dichiarazioni dei redditi infedeli e fraudolente per le società coinvolte nella frode e dalla sistematica omissione dei versamenti delle ritenute previdenziali dei lavoratori e dell’IVA incassata sulle FOI emesse. I “numeri” del sistema fraudolento darebbero contezza della vastità del fenomeno, atteso che, in soli 5 anni, il fatturato delle società gestite dal principale indagato avrebbe raggiunto oltre € 61 mln, a fronte del quale sarebbe stato calcolato il mancato versamento di imposte e contributi dovuti per circa € 25 mln.

Gli ingenti proventi di natura illecita sarebbero stati in parte reimpiegati verso specifiche società in parte dirottati a favore del promotore del sodalizio e di altri indagati, anche attraverso una vorticosa movimentazione di denaro contante, utilizzato per assicurarsi un tenore di vita molto elevato e per l’acquisto, in diverse occasioni, di beni rifugio o di lusso per € 270 mila.

Per il riciclaggio dei proventi illeciti sarebbero inoltre emerse due peculiari figure romane prive di capacità reddituale, le quali avrebbero consegnato in plurime occasioni contanti di rilevante importo, ritenuti di provenienza illecita, al principale indagato per poi emettere, nella veste di amministratori di fatto di 3 società romane, fatture nei confronti delle imprese facenti capo di fatto allo stesso promotore.

Quest’ultimo, poi, avrebbe effettuato bonifici alle predette aziende romane a saldo delle fatture per un importo complessivo di € 8,7 mln, consentendo ai soggetti capitolini di rientrare in possesso del denaro consegnato.

Sulla scorta delle evidenze acquisite dal Nucleo PEF di Catania, il GIP etneo ha ritenuto sussistente in capo agli indagati un grave quadro indiziario in ordine ai reati contestati disponendo la custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti, gli arresti domiciliari per 7 indagati e l’obbligo di presentazione alla p.g. per ulteriori 4 persone nonché il sequestro delle quote di 37 società, di disponibilità finanziarie, di beni mobili ed immobili riconducibili ai destinatari della misura per un valore totale di circa € 29 mln.

Le misure cautelari sono state emesse nell’ambito delle indagini preliminari, basate sulle attuali risultanze probatorie. Pertanto, in attesa del giudizio definitivo, vale la presunzione di innocenza degli indagati.

L’attività si inserisce nel quadro delle azioni svolte dalla Guardia di finanza e dalla Procura della Repubblica di Catania a tutela della finanza pubblica, con complesse indagini volte, da un lato, a contrastare le più insidiose forme di frode fiscale e riciclaggio che ledono gli interessi finanziari della collettività e, dall’altro, a garantire il recupero degli illeciti proventi dell’evasione, da destinare, una volta definitivamente acquisiti alle casse dello Stato, anche a importanti interventi economico e sociali.

 

 

 

 

Estorsioni: sequestro di beni disposto dal Giudice del Tribunale di Termini Imerese per 1 milione di euro in Sicilia

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Archivi-Sud Libertà

 Palermo – Cefalù 

I Carabinieri della Compagnia di Cefalù hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura della Repubblica.

L’odierna attività segue quella condotta dal medesimo comando dell’Arma nello scorso mese di aprile per la quale è stata notificata la misura cautelare nei confronti di 5 indagati (1 agli arresti domiciliari, 4 interdittive del divieto di esercitare attività professionale e imprenditoriale nel settore dell’insegnamento per 12 mesi) accusati a vario titolo di estorsione e sfruttamento del lavoro all’interno di due istituti paritari di Cefalù e Termini Imerese facenti capo ad una cooperativa esercente attività di istruzione di secondo grado.

Le vittime, insegnanti e personale ATA (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) obbligate mediante minaccia, oppure avvantaggiate dalla necessità di ottenere i punteggi per accedere alle graduatorie pubbliche per le successive assunzioni, nonché dallo loro stato di bisogno connesso alla crisi economica ed occupazionale, avrebbero prestato la loro attività lavorativa in difformità ed in misura sproporzionata alla contrattazione nazionale se non finanche a titolo gratuito, restituendo la retribuzione formalmente ottenuta per il lavoro prestato.

Le indagini condotte, oltre a delineare il quadro investigativo sopra descritto, hanno permesso di quantificare in oltre un milione di euro il danno derivante dalle violazioni in materia contrattuale tanto nei confronti delle vittime quanto dell’interesse pubblico. Il provvedimento ha disposto il sequestro dei conti bancari nonché dei beni immobili riconducibili alla predetta cooperativa e ai singoli indagati.

Nella medesima circostanza il Tribunale di Termini Imerese ha nominato un commissario giudiziale per garantire la prosecuzione dell’attività scolastica nell’interesse degli studenti e a ripristino di una situazione di diritto all’interno dei singoli istituti. È doveroso rilevare – informa il Comando Carabinieri – che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

Approvata la riforma che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la nascita di altro organismo, l’Alta Corte disciplinare

Nel Mito la Giustizia è femmina | Meer

 

il Consiglio dei ministri ha approvato ” il disegno di legge costituzionale per avere finalmente una giustizia più equa ed efficiente“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio sui social commenta il ddl giustizia approvato oggi dal Cdm.

In molti hanno detto e scritto in questi mesi che non avremmo mai avuto il coraggio di presentare questa riforma, attesa da decenni: evidentemente ancora non conoscono la nostra determinazione. Quando è giusto fare qualcosa nell’interesse dell’Italia e degli italiani noi semplicemente la facciamo. Ma certo varare questa riforma, dopo 30 anni che se ne parla, è un risultato epocale“,

Cosa prevede la riforma

“Cosa prevede il testo” della riforma della giustizia approvata oggi dal Cdm? “Innanzitutto, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri in modo da differenziare finalmente il percorso di chi è chiamato a giudicare i cittadini da quello di chi ha l’incarico di muovere le accuse, e rendere così più equilibrato il rapporto tra difesa e accusa nel corso del processo”, spiega Meloni.

La seconda novità riguarda la modalità di selezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura, cioè dell’organo di autogoverno della giustizia, quello che decide i concorsi, le carriere, i trasferimenti e fino a oggi le condotte disciplinari dei giudici, perché l’attuale meccanismo di composizione del CSM ha purtroppo creato un sistema dominato dalle correnti della magistratura, che ne ha minato la percezione di indipendenza e ha penalizzato quella stragrande maggioranza di magistrati che vogliono solo fare bene il loro lavoro, senza per questo doversi piegare alla logica delle dinamiche politiche o correntizie. Per rompere il meccanismo delle correnti – spiega  dunque la presidente del Consiglio – prevediamo che i componenti del CSM vengano selezionati per sorteggio, con modalità che saranno stabilite dalla legge”.

Infine “il terzo e ultimo cambiamento riguarda la costituzione di un nuovo organismo indipendente: l’alta Corte disciplinare, che avrà il compito di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema, anche qui, condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse”.

Quella della giustizia “è una riforma giusta, necessaria, storica – sottolinea – E si aggiunge alle altre riforme che questo governo ha già varato, come la riforma del fisco e la riforma istituzionale. Continueremo così, perché in questa Nazione le cose che non funzionano bene vanno cambiate. E più cercheremo di cambiarle più le forze della conservazione si muoveranno contro di noi. Ma non abbiamo paura, siamo qui per fare quello che va fatto e alla fine di questo lavoro saranno i cittadini a giudicarci”.

Il disegno di legge “passa ora al Parlamento che dovrà esprimersi, per consegnare il prima possibile all’Italia una riforma che vuole ridare piena fiducia agli italiani nella magistratura, assicurando i principi di indipendenza e parità tra accusa e difesa”.

LA COMMISSIONE ANTIMAFIA PUBBLICA I NOMI DEI CANDIDATI CHE HANNO PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA E I TRIBUNALI: SONO GLI “IMPRESENTABILI” E “SENZA VERGOGNA”

QUESTE PERSONE ANCHE SE HANNO PROCEDIMENTI GIUDIZIARI -NON C’E’ UN MECCANISMO DI ESCLUSIONE DALLE ELEZIONI- E’ SOLO UN ALERT ETICO”

 

Sono sette i nomi in lista, per le elezioni europee dell’ 8 e 9 giugno, che non sono in regola con il codice di autoregolamentazione delle candidature, il decalogo approvato dalla commissione antimafia per tutte le competizioni elettorali. A rendere noti i nomi degli ‘impresentabili’ è stata la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo, all’esito dello screening condotto dalla Direzione nazionale antimafia che ha segnalato a palazzo San Macuto venti nomi di candidati che presentavano criticità. Tuttavia solo sette, di questi aspiranti a un seggio a Bruxelles, sono stati ritenuti dalla commissione in contrasto con il Codice di autoregolamentazione, per lo più per problemi legati a procedimenti giudiziari. Nei loro confronti non scatta nessuna esclusione dalle liste,perchè non è previsto alcun meccanismo c he possa escluderli, il fatto che non siano in linea con le regole del Codice, è solo un alert di valenza etica.

ANCHE  FALCONE E ANTONIO MAZZEO TRA I SETTE IMPRESENTABILI

La lista che pubblichiamo con sente  una corretta informazione a chi andrà a votare.”

La presidente Colosimo ha spiegato per quali motivi le sette candidature non sono ‘a norma’. Nei confronti di Angelo Antonio D’Agostino, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione meridionale, nel 2016 rinvio a giudizio dal gup di Roma per corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, prossima udienza il 26 giugno.

Per Marco Falcone, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione Isole, nel luglio 2023 rinvio a giudizio per induzione indebita a dare e promettere utilità, in corso il processo al Tribunale di Palermo, e nel dicembre 2020, rinvio a giudizio per tentata concussione, processo in corso al tribunale di Catania.

Per l’ex sindaco di Pagani (Salerno), Alberico Gambino, lista ‘Fratelli d’Italia’ Circoscrizione meridionale, nell’ottobre 2019 il Tribunale di Nocera Inferiore ne aveva dichiarato la decadenza, dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Pagani nel luglio 2011.

Per l’europarlamentare uscente Giuseppe Milazzo, che corre con ‘Fratelli d’Italia’ circoscrizione Isole, nel dicembre 2020, rinvio a giudizio per tentata concussione davanti al Tribunale di Palermo, con udienza a settembre. Fedele alla premier Meloni.

Tra i collaboratori di Milazzo a Bruxelles, figura l’ex assessore comunale ai servizi sociali di Paternò (Catania), Carmelo Frisenna, condannato nel 2010 a 5 anni di carcere per mafia, dopo l’arresto nel 2008 nell’inchiesta denominata ‘Padrini’.

Nei confronti di Filomena Greco, della lista ‘Stati Uniti di Europa’ circoscrizione meridionale, a gennaio 2024, rinvio a giudizio per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, è in corso il processo davanti al Tribunale di Castrovillari.

Problemi anche per Luigi Grillo, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione nord-ovest. A suo carico, emessa dal Gip di Milano sentenza di pena patteggiata del novembre 2014, irrevocabile, con condanna a 2 anni e mesi 8 di reclusione, e pena accessoria di non contrattare con la Pa per 5 anni, per i reati di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, e altro.

. Antonio Mazzeo è invece nella lista del Partito Democratico circoscrizione centrale: nel settembre 2022 il Gup di Roma lo ha rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta, udienza a luglio. “

Vino, bando da 3,8 milioni per le cantine sociali siciliane contro il caro-mutui

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Palermo,

l’Istituto regionale del vino e dell’olio il bando  assegna 3 milioni e 851 mila euro alle cantine sociali siciliane, che hanno dovuto affrontare l’aumento degli interessi sui mutui in corso, per effetto della guerra in Ucraina. Destinatarie della misura sono tutte quelle cantine sociali costituite in forma cooperativa con sede legale in Sicilia, che hanno sostenuto maggiori oneri finanziari in ragione dell’incremento dei tassi di interesse sui mutui e prestiti di durata annuale e pluriennale a partire dal 24 febbraio 2022 e fino al 30 maggio 2024.

Si tratta della seconda misura che interviene in favore delle cantine sociali, in osservanza della legge regionale 21 novembre 2023 n. 25. Un primo avviso pubblico del 7 dicembre 2023 del dipartimento regionale dell’Agricoltura aveva assegnato contributi alle aziende che trasformano le uve e commercializzano vini prodotti nella regione per compensare i maggiori oneri finanziari; la stessa legge consente ora di utilizzare la parte residua del precedente bando, individuando l’Irvo come soggetto attuatore dell’istruttoria e per la selezione dei beneficiari.

Le aziende che hanno ottenuto gli aiuti attraverso il precedente bando potranno concorrere all’assegnazione dei fondi per coprire i maggiori oneri finanziari degli ultimi sei mesi. 

Lavoro, pubblicato avviso per rafforzare il nucleo ispettivo in Sicilia

 

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Dopo le sollecitazioni dell’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha pubblicato un avviso per rafforzare il contingente ispettivo in Sicilia nel periodo luglio-dicembre 2024, salvo proroga. All’interpello potrà partecipare esclusivamente il personale ispettivo assunto prima del 31 dicembre 2023. Gli interessati dovranno presentare la propria candidatura entro il prossimo 6 giugno.

L’Ispettorato rimborserà il costo del primo trasferimento dalla Direzione interregionale del Sud alla località siciliana individuata quale sede di lavoro e saranno rimborsate le spese per le missioni svolte nell’ambito territoriale siciliano.