ADDIO AD ALEX ZANARDI, L’ANGELO CHE TRASFORMO’ LE (TERRIBILI) PROVE DELLA VITA IN CORAGGIO E SPERANZA ED INSEGNO’ AL MONDO DI AVERE LA FORZA DI NON ARRENDERSI MAI

 

 

 

 

Roma,

Alex Zanardi non c’è più. La famiglia comunica la sua scomparsa “avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”.

Nonostante che il nostro giornale, Sud Libertà, sia in attesa delle assunzioni di  un Giornalista prof. ed un collaboratore sportivo, per aprire anche le pagine sportive, siamo davvero dispiaciuti per l’addio di Alex Zanardi, un campione che avevamo seguito perchè ci aveva davvero stupiti  come ,sportivo e come uomo,forse come nessun altro al mondo.

Nato a Bologna nel 1966, nell’automobilismo si è laureato campione Cart nel 1997 e 1998, e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, e 12 titoli ai Mondiali su strada. Da bambino si era trasferito a Castel Maggiore, a pochi chilometri dal capoluogo emiliano e qui aveva sviluppato la passione per i motori, appassionandosi alla Formula 1.

Aveva anche una sorella maggiore, Cristina, morta a seguito di un incidente stradale nel 1979. Diplomatosi come geometra, Alex era sposato con Daniela e padre di Niccolò. Dopo la classica trafila con i kart e in Formula 3000, nel 1991-1992 esordì in F1: venne infatti contattato sia da Eddie Jordan, manager dell’omonima squadra, che cercava un pilota che sostituisse Michael Schumacher, in procinto di passare alla Benetton, sia dalla stessa squadra anglo-italiana per tutelarsi nel caso il passaggio non fosse andato a buon fine. Il debutto avvenne al Gp di Spagna, quando Jordan decise di sostituire Roberto Moreno con Zanardi per le ultime tre gare stagionali. 

L’esperienza nel circus gli riservò poche soddisfazioni: dopo la Jordan seguirono le avventure in Minardi e Lotus dove, durante le prove del Gran Premio del Belgio, un guasto alle sospensioni fece sì che il pilota si schiantasse a oltre 240 km orari contro le barriere del Raidillon, costringendolo a concludere anticipatamente la stagione. Per la notevole forza che si scaricò sulla sua schiena Zanardi diventò più alto di 3 centimetri. Uscì comunque dall’incidente senza gravi lesioni, nonostante avesse perso conoscenza durante lo scontro.

In Formula Uno ci tornerà nel 1999 – dopo due Mondiali di fila vinti in Formula Cart – con la Williams, ma anche qui con poca fortuna. Ripartirà nel 2001 ancora dalla Formula Cart dove la sua vita cambierà per sempre. Il 15 settembre al Lausitzring, dopo che le qualifiche non vennero disputate a seguito di un violento acquazzone e la griglia fu determinata in base alla posizione in campionato, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura (pare per la presenza di acqua e olio sulla traiettoria di uscita) che, dopo un testacoda, si intraversò lungo la pista, mentre sulla stessa linea sopraggiungevano ad alta velocità Patrick Carpentier e Alex Tagliani.

Il primo riuscì a evitare lo scontro, il secondo no e l’impatto fu violentissimo: la vettura di Tagliani colpì perpendicolarmente la vettura del pilota bolognese all’altezza del muso, dove erano alloggiate le gambe, spezzando in due la Reynard Honda. Prontamente raggiunto dai soccorsi, Zanardi apparve subito in condizioni disperate: lo schianto aveva provocato, di fatto, l’istantanea amputazione di entrambi gli arti inferiori e il pilota rischiò di morire dissanguato. Per salvargli la vita, Steve Olvey, capo dello staff medico della Cart, ‘tappò’ le arterie femorali del pilota per tentare di fermare la grave emorragia.

Dopo aver ricevuto l’estrema unzione dal cappellano della serie automobilistica, venne caricato sull’elicottero e condotto all’ospedale di Berlino, dove rimase in coma farmacologico per circa quattro giorni e gli venne rimosso chirurgicamente il ginocchio destro, irrimediabilmente compromesso. Dopo sei settimane di ricovero e una quindicina di operazioni subite Zanardi poté lasciare l’ospedale per cominciare il processo di riabilitazione, nel quale ebbe un ruolo fondamentale Claudio Costa, medico del motomondiale. Alex cominciò a partecipare a varie manifestazioni per atleti disabili e, parallelamente all’impegno automobilistico, intraprese una nuova carriera sportiva nel paraciclismo correndo in handbike nelle categorie H4 e successivamente H5.

Dopo l’argento ai Mondiali del 2011 a Roskilde, in Danimarca, nella prova a cronometro, ecco la consacrazione nell’estate del 2012 ai Giochi paralimpici estivi di Londra: il 5 settembre conquistò l’oro nella gara contro il tempo svoltasi sul circuito di Brands Hatch. Nella stessa pista, il 7 settembre, ottenne il suo secondo titolo paralimpico, stavolta nella prova su strada.

Il giorno si prese la sua terza medaglia, l’argento, nella staffetta a squadre mista H1-4. Al termine della Paralimpiade, venne scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura dei Giochi. Quattro anni dopo, a Rio de Janeiro, arrivarono altri due ori e un argento, senza dimenticare i 12 titoli iridati, gli ultimi due a Emmen nel 2019.

Poi, il 19 giugno 2020, il terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte a una delle tappe della staffetta di “Obiettivo tricolore”, tour che vedeva tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. Zanardi passerà un anno e mezzo fra ricoveri e cure prima di tornare a casa ma le sue condizioni di salute resteranno precarie fino all’epilogo che tanta tristezza ha portato e che nessuno avrebbe voluto..

Afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella :”.Come l’intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica”.

Premier Giorgia Meloni  :“L’Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune. Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai”.

 

Messaggio ucraino respinto sul tracciato di gara.Casco commemorativo con gli atleti vittime in Ucraina, Heraskevych escluso dai Giochi

 

 

 

Vladyslav Heraskevych non potrà partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.    E’ intervenuta la squalifica ufficiale. Si chiude la vicenda legata all’atleta ucraino di skeleton che nei giorni scorsi, durante gli allenamenti ufficiali, aveva indossato un casco raffigurante gli atleti ucraini scomparsi a causa del conflitto in Ucraina. Il Cio aveva inizialmente rifiutato la richiesta formale di poter indossare il casco, ribadendo il fatto che ci sarebbero stati degli incontri per poter convincere l’atleta a cambiare idea.

In diverse occasioni Heraskevych aveva confermato che questa mattina sarebbe sceso in gara col casco nonostante il divieto – oggi si sono svolte le prime due manche a Cortina -, poche ore prima della gara è arrivato il comunicato ufficiale da parte del Cio: “All’atleta di skeleton Vladylsav Heraskevych non è stato permesso di partecipare a Milano Cortina 2026 dopo essersi rifiutato di aderire alle linee guida del Cio sull’espressione degli atleti – si legge in una nota ufficiale del Cio -. Dopo aver avuto un’ultima opportunità, Heraskevych non potrà prendere il via questa mattina ai Giochi. La decisione è stata presa in seguito al suo rifiuto di conformarsi alle linee guida del Cio sull’espressione visiva degli atleti. La decisione è stata presa dalla giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF) in base al fatto che il casco che intendeva indossare non era conforme al regolamento”.

Il Cio, nei giorni scorsi, aveva ribadito che il problema non era commemorare gli atleti scomparsi, ma farlo sul tracciato di gara: “Vorrei chiarire che non è il messaggio che conta, bensì il luogo dove viene espresso. Ci sono 130 conflitti in corso nel mondo. Non possiamo mettere in primo piano 130 conflitti diversi, per quanto terribili siano, non possiamo metterli in primo piano durante la competizione. Noi vogliamo che gareggi”, aveva ribadito ieri il portavoce del Cio Mark Adams durante il media briefing.

Ad intervenire anche la Coventry: “Come avete visto negli ultimi giorni, abbiamo consentito a Vladyslav di utilizzare il suo casco durante gli allenamenti. Nessuno, io in particolare, è in disaccordo con il messaggio. È un messaggio potente di commemorazione, un messaggio di memoria, e nessuno lo contesta. Non si tratta del messaggio, ma di regole”.

Nell’incontro di questa mattina era stato proposto all’atleta e a suo padre (ritratto poi in lacrime a bordopista subito dopo la conferma della squalifica) di poter indossare il casco entrando nella mixed zone, dove le immagini si possono comunque vedere. “Ma purtroppo non siamo riusciti a trovare un accordo”, ha ribadito la numero uno del Cio.

Nel pomeriggio è stato deciso di riconsegnare l’accredito, precedentemente ritirato, all’atleta, confermando però la decisione sulla squalifica. “La commozione della presidente Coventry per la situazione? Anche in Ucraina abbiamo versato molte lacrime – ha dichiarato lo stesso Heraskevych -, vorrei ringraziarla per le sue gentili parole, per quello che mi ha detto in questo incontro. Ma, come le ho detto, questa situazione è in linea con la propaganda russa e non promette nulla di buono”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky sul proprio canale telegram: “Lo sport non significa indifferenza, il movimento olimpico dovrebbe contribuire a fermare le guerre, non assecondare l’aggressore. Purtroppo, la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di squalificare lo skeletonista ucraino Vladyslav Heorhiyevych parla di altro. Questo non è certo in linea con i principi dell’olimpismo, che si basano sulla giustizia e sul sostegno alla pace”.

Messina accoglie la Pedalata Solidale di MAF Italia .

 

Messina accoglie la Pedalata Solidale di MAF Italia

Lunedì 1 settembre alle ore 10 in piazza Unione Europea la partenza della carovana ciclistica. Evento aperto alla stampa.. 

Messina,

Messina sarà la prima tappa della Pedalata Solidale di MAF Italia, giunta alla sua seconda edizione in Sicilia. Lunedì 1 settembre 2025, alle ore 10 in piazza Unione Europea, la città dello Stretto accoglierà la carovana dei ciclisti, che da qui prenderà il via verso Mistretta. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Messina e dalla Città Metropolitana, è un momento di sport, solidarietà e sensibilizzazione, aperto alla partecipazione della stampa e della cittadinanza.

Accogliamo con entusiasmo la Pedalata Solidale e il messaggio che porta con sé – dichiarano il Sindaco Federico Basile e l’Assessore alle Politiche Sportive e ai Grandi Eventi cittadini Massimo Finocchiaro –. Come Amministrazione sosteniamo con convinzione eventi che uniscono sport e impegno sociale, contribuendo a diffondere valori di solidarietà, inclusione e speranza”.

La Pedalata Solidale 2025 attraverserà la Sicilia in tre tappe, da Messina a Trapani, con l’obiettivo di sostenere le missioni di MAF (Mission Aviation Fellowship) in Timor Leste, portando assistenza sanitaria, medicinali e aiuti essenziali alle comunità più remote.

Catania,Politiche Giovanili, Stati Generali a Catania con il sindaco Trantino e il Ministro dello sport Abodi

 

 

 

 

Catania,

Ieri ed oggi Catania hanno ospitato gli Stati Generali delle Politiche Giovanili, promossi dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Ministero per lo Sport e i Giovani e l’Agenzia Italiana per la Gioventù.

L’iniziativa si è svolta nel Palazzo della Cultura, in via Vittorio Emanuele 121, e ha preso  ufficialmente il via sabato 12 luglio alle ore 11 con l’apertura istituzionale dei lavori, alla presenza del sindaco di Catania Enrico Trantino e del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto nazionale sulle condizioni, le aspirazioni e le sfide delle nuove generazioni.

La città di Catania, insignita lo scorso 4  Aprile del titolo di Città Italiana dei Giovani 2025, ha accolto giovani da tutta Italia insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e dell’innovazione, per affrontare temi centrali come benessere, sport, salute mentale, imprenditorialità, cultura e dialogo europeo.

Tra i protagonisti, oltre alla presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani e all’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Catania Viviana Lombardo, anche Pier Maria Capuana, vicepresidente della Commissione consiliare Politiche Giovanili del Comune, e Giovanni Girgenti, presidente della Consulta Giovanile di Catania.

Il programma prevede workshop, tavole rotonde e la presentazione di esperienze virtuose, tra cui le storie dei giovani vincitori dell’hackaton promosso dal Comune e la ricerca sulla creator economy curata dal Consiglio Nazionale dei Giovani.

Oggi, domenica mattina  il confronto dedicato al dialogo tra Unione Europea e giovani, con un workshop sul ciclo di consultazione europeo, seguito dalla premiazione del contest “Giovani ambasciatori della cultura locale”, rivolto a chi si impegna nella valorizzazione del patrimonio culturale dei borghi italiani.

 

 

Catania Palanesima: lavori in corso ,finalmente, per il rilancio dell’impianto – ci sono voluti 14 milioni di euro – per gli eventi sportivi

 

 

Catania,

 

Procedono a ritmo sostenuto i lavori per la riqualificazione del Palasport di Nesima, il grande impianto sportivo coperto di via Filippo Eredia, vandalizzato e abbandonato per anni. L’intervento, avviato lo scorso luglio su iniziativa del sindaco Trantino e dell’assessore Parisi, mira a restituire alla città una struttura strategica per lo sport e gli eventi.

Un recente sopralluogo della Quinta Commissione Consiliare Lavori Pubblici, presieduta da Angelo Scuderi, si è svolto nel cantiere al confine con la zona Lineri di Misterbianco, alla presenza dell’assessore Sergio Parisi e dei consiglieri comunali. L’incontro è servito a fare il punto sull’avanzamento dei lavori già eseguiti e sul cronoprogramma degli interventi previsti fino alla primavera del 2026, termine fissato per la conclusione .

Per  quasi trent’anni, il Palanesima è stato simbolo delle opere incompiute: previsto per le Universiadi del 1997, non è quasi mai stato utilizzato. Tuttavia, nonostante vandalismi e furti, le strutture portanti dell’edificio, tra cui copertura, pareti perimetrali e tribune con una capienza di oltre 4.500 spettatori, sono rimaste integre.

L’azienda esecutrice dei lavori, aggiudicati dal Comune di Catania con una base d’asta di 14 milioni di euro, ha già installato una grande gru all’interno della struttura per realizzare gli interventi previsti dal progetto. Le opere comprendono la sistemazione e l’impermeabilizzazione del tetto, la posa di nuove grate e parapetti in ferro, il rifacimento delle pavimentazioni, la sostituzione degli infissi interni ed esterni, il ripristino dei servizi igienici e degli spogliatoi completamente devastati, oltre all’installazione di nuovi impianti di illuminazione, climatizzazione, elettrici, antincendio e idrico-sanitari.

“Nei primi mesi di apertura del cantiere – ha spiegato l’assessore Parisi – ci siamo concentrati sulla bonifica dell’area, rimuovendo oltre 140 tonnellate di materiale inerte e rifiuti di ogni genere. Questo passaggio era indispensabile per mettere in sicurezza il cantiere e avviare i lavori a pieno ritmo. Oggi possiamo affermare con certezza che il Palanesima non sarà più un’incompiuta: gli interventi in corso lo trasformeranno in un centro polifunzionale capace di ospitare sia attività sportive che eventi culturali, in una posizione strategica per la mobilità cittadina”.

Il progetto di riqualificazione prevede anche il rifacimento delle pavimentazioni, dei rivestimenti, degli arredi, dei bagni e degli impianti tecnologici. L’obiettivo è rendere l’impianto un punto di riferimento non solo per le attività sportive indoor – incluso il tennis e le competizioni internazionali – ma anche per eventi culturali come concerti, spettacoli, mostre e convegni, grazie a un parterre di oltre 70 metri di lunghezza e quasi 40 di larghezza.

Valutiamo molto positivamente lo stato di avanzamento dei lavori di riqualificazione del Palanesima – ha dichiarato il presidente della Commissione Consiliare Lavori Pubblici, Angelo Scuderi, presente con i consiglieri comunali Zarbo, Trovato, G. Bonaccorsi e Manara. – La vicinanza alla stazione della metropolitana rende questa struttura strategica per la città. L’Amministrazione ha fatto benissimo a investire nel recupero di questo impianto. Nei prossimi giorni, con l’assessore Parisi, effettueremo un altro sopralluogo nel parcheggio Sanzio con l’annessa area a verde per stabilire la data della completa consegna delle opere”.

I lavori del Palanesima si inseriscono in un più ampio progetto di rigenerazione e completamento del complesso polifunzionale della zona, che comprende anche la piscina olimpionica, un campo di calcio regolamentare e vaste aree di parcheggio per automobili e moto.

“Già quattro anni fa, con l’allora sindaco Pogliese, avevamo immaginato questo percorso di recupero – ha ricordato l’assessore Parisi – e oggi, grazie al sostegno del sindaco Trantino, stiamo finalmente portando a compimento questo progetto. Non era pensabile lasciare il Palanesima in quelle condizioni: adesso, invece, sarà un centro di riferimento per lo sport, l’arte e la cultura a Catania. Realizzeremo anche un percorso ciclopedonale per connettere direttamente il grande parcheggio di Nesima con il Palasport”.

 

Roller Skating Festival: torna a Napoli l’evento rotellistico più importante del Sud Italia

 

 

 

Napoli,

Sabato 26 e domenica 27 ottobre, sul lungomare Caracciolo, seconda edizione della manifestazione con gare federali ed esibizioni Conto alla rovescia per l’evento più atteso dagli amanti degli sport a rotelle: il Roller Skating Festival.

Il 26 e 27 ottobre il lungomare Caracciolo si trasformerà in una grande pista di pattinaggio a cielo aperto dove professionisti, atleti e amatori potranno dilettarsi tra competizioni federali, show ed esibizioni.

Alla presentazione della manifestazione, che si è tenuta questa mattina a Palazzo San Giacomo, ha preso parte l’assessora allo Sport Emanuela Ferrante. Sono intervenuti il delegato provinciale Coni Napoli Agostino Felsani, il presidente della Federazione Italiana Sport Rotellistici Campania Francesco Rossi, il presidente della Federazione Italiana Sporti Invernali Antonio Barulli e gli organizzatori Rossella Montagna e Tommaso Conte.

La seconda edizione dell’evento più importante del centro sud per gli sport rotellistici è organizzata dall’Asd OneLine Skating School e dall’Ads Sebs Fiera dello sport. La manifestazione è ad ingresso gratuito e aperta a quanti vorranno provare ed approfondire questa cultura. Spazio anche per le discipline inclusive, con istruttori certificati a disposizione nella due giorni.

Sette le competizioni previste, tra gare federali e gare dimostrative. Fiore all’occhiello di questa edizione del Roller Skating Festival è la prima maratona europea master di pattini in linea. È possibile consultare il programma completo della due giorni collegandosi al sito Rollyskatingfestival.it.

Il nostro impegno è dare spazio a tutti gli sport – ha affermato l’assessora Ferrante – con l’obiettivo di farli conoscere ai ragazzi e anche agli adulti. Dopo l’ottimo riscontro dello scorso anno, torna il Roller Skating Festival che è un’altra occasione per godere delle bellezze di Napoli e praticare sport. È un connubio che portiamo avanti e che sarà anche un po’ la caratteristica di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026. Tutto questo valorizzando l’aspetto sociale della pratica sportiva, che è l’elemento che ci ha consentito di conquistare il titolo”.

“Abbiamo previsto aree dedicate alle diverse discipline, dall’hockey al pattinaggio artistico, e ci sarà una zona in cui sarà allestito uno skate park in cui i ragazzi potranno dar vita ad acrobazie ed evoluzioni. Oltre alle gare e ai trofei regionali – ha spiegato Tommaso Conte – ci saranno spazi dedicati a chi vuole avvicinarsi agli sport rotellistici, con dei maestri federali che insegneranno l’approccio giusto”. “In occasione di questa seconda edizione del Festival – ha aggiunto Rossella Montagna – per la prima volta si terrà a Napoli un campionato europeo di pattini in linea, una vera e propria Champions di questa disciplina. Avremo due giorni di full immersion nelle attività sportive. Chi vuole avvicinarsi agli sport rotellistici potrà venire a trovarci alla Rotonda Diaz e provare le nostre discipline”.

Nella Cattedrale di Palermo l’ultimo saluto- oggi alle 11,30- al campione delle “Notti magiche” Totò Schillaci

 

I funerali di Totò Schillaci, oggi alle 11,30 in Cattedrale, rispecchieranno l’uomo umile che il campione che ha indossato le maglie di Messina, Juventus ed Inter è sempre stato nel corso della sua carriera e della sua vita.

 

Una persona buona in grado di far sognare  milioni di italiani durante Italia ’90 pur rimanendo con i piedi ben saldi per terra. Il feretro di Totò, stroncato da un tumore al colon, arriverà in Cattedrale pochi minuti prima dell’orario fissato e sfilerà tra le migliaia di persone attese, dando modo alla folla che riempirà i giardini antistanti la chiesa di rendere un primo omaggio. Ad officiare il rito funebre.

Sarà monsignore Luigi Sarullo, parroco della Cattedrale. Solo mille persone potranno accedere per motivi disicurezza.

Addio all’eroe di Italia 90 Aveva 59 anni. Da tempo lottava contro un tumore

 

 

Nato a Palermo, nel 1964, era malato da tempo di tumore al colon, per il quale nel corso degli anni ha subito vari interventi. Dal 7 settembre era ricoverato al Civico di Palermo, dove è deceduto. La conferma delle sue gravi condizioni era arrivata sul suo profilo social da parte dei familiari: «Totò è in condizioni stabili ed è controllato da una equipe di medici notte e giorno» e poi l’augurio di riprendersi, «Forza Totò».

 

Emerso come calciatore nelle file del Messina, con cui vincerà i campionati di C2 e C1, per poi passare, dopo un campionato di serie B 1988-89 da capocannoniere con 23 gol, nel 1989 alla Juventus. Nella “vecchia signora” fu autore di una prestazione di altissimo livello, con 15 gol in 30 partite in serie A. Quell’anno vinse anche una Coppa Italia, suo unico trofeo italiano di massimo livello, e la Coppa Uefa. I gol alla Juventus lo portarono alla convocazione in nazionale per i mondiali casalinghi di quell’estate. La sua fama si deve proprio alle “notti magiche” di Italia ’90, quando divenne con 6 gol capocannoniere della manifestazione, finita con una medaglia di bronzo per la nazionale allenata da Azeglio Vicini e zeppa di campioni come Roberto Baggio e Roberto Mancini che furono messi in ombra dalle prestazioni dell’attaccante palermitano. Schillaci quell’anno arrivò al secondo posto nella corsa per il Pallone d’oro dietro a Lothar Matthäus, che quel mondiale con la sua Germania Ovest lo vinse

. Da allora Schillaci è stato il più riconoscibile e celebrato calciatore siciliano di sempre: la sua fama ha superato quella di atleti anche più vincenti, uno su tutti il catanese Pietro Anastasi (scomparso nel 2020), anche lui attaccante della Juventus e vincitore dell’Europeo del 1968. Con la Juventus l’avventura si concluderà nel 1992, anno in cui passerà all’Inter. Dopo due annate avare di soddisfazioni sia a livello individuale che di squadra, nel 1994 andò a giocare in Giappone nel Júbilo Iwata, squadra con cui vincerà il campionato nel 1997, anno del ritiro dai campi a soli 32 anni. In carriera – ufficialmente conclusa solo nel 1999 – ha totalizzato complessivamente 120 presenze e 37 reti in Serie A e 105 presenze e 39 reti in Serie B, a cui si aggiungono i 56 gol in 78 partite nella massima competizione del Sol Levante.

 

Dopo il ritiro Schillaci tornò a vivere nella sua Palermo, città nella quale avviò con successo il centro sportivo “Louis Ribolla”, una scuola calcio nella quale sono cresciuti vari calciatori poi diventati professionisti. La fama presso il grande pubblico torna però nel 2004, quando partecipa come concorrente al reality “L’Isola dei Famosi”. Nel 2016 pubblicò l’autobiografia Il gol è tutto, scritta assieme ad Andrea Mercurio

.La Lega Serie A e tutti i suoi Club si stringono ai familiari e all’intera comunità calcistica e dei tifosi italiani per la scomparsa di Salvatore ‘Totò’ Schillaci. “Schillaci – ha dichiarato il presidente di Lega Serie A, Lorenzo Casini – è stato un campione che ha illuminato le ‘notti magiche’ dei mondiali di Italia ‘90, aggiudicandosi anche i titoli di capocannoniere e migliore giocatore della competizione. La sua voglia di emergere e arrivare ai massimi livelli nel calcio è stata e continuerà ad essere fonte di ispirazione per i tantissimi giovani che inseguono il sogno di giocare in Serie A”.

Sport Sicilia, finanziati altri 2 mila voucher per i giovani siciliani Ammesse le istanze rimaste in sospeso

 

Immagine

 

Palermo,

Altri 2.062 giovani siciliani potranno fare sport con il sostegno della Regione Siciliana. L’assessorato regionale del Turismo, dello sport e dello spettacolo ha completato, infatti, le procedure di erogazione dei voucher, ammettendo al finanziamento le istanze precedentemente rimaste in sospeso per carenza di risorse economiche.

I bonus erogati erano già 14.247. «Con questa misura – dice il presidente della Regione, Renato Schifani – abbiamo consentito a migliaia di giovani di avvicinarsi allo sport, distogliendoli in molti casi da potenziali distrazioni pericolose. La pratica sportiva, infatti, permette di generare benessere fisico ma è anche un fattore in grado di creare socialità e comunità, di educare i più giovani a sani valori. Sono contento che ci sia stata la possibilità di soddisfare tutte le richieste pervenute».

«Un provvedimento fortemente voluto dal governo regionale – afferma l’assessore Elvira Amata – che, grazie all’incremento della dotazione finanziaria prevista nella recente manovra di bilancio, ha consentito di poter allargare a tutti i richiedenti la fruizione dei voucher sportivi favorendo così la massima partecipazione dei giovani alla pratica sportiva. È la conferma della costante e particolare attenzione del governo Schifani verso un segmento di strategica rilevanza per il suo ruolo fortemente inclusivo».

Il voucher è destinato a giovani siciliani dai 6 ai 16 anni che svolgono attività sportiva e fanno parte di nuclei familiari con Isee non superiore a 12 mila euro annui. Può essere utilizzato esclusivamente per l’iscrizione e la partecipazione alle attività sportive delle associazioni e società dilettantistiche con sede legale in Sicilia, affiliate a federazioni sportive o enti riconosciuti dal Coni (Comitato olimpico nazionale italiano) oppure dal Cip (Comitato italiano paralimpico).

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’inaugurazione di Casa Italia a Le Pre Catelan per le Olimpiadi di Parigi 2024

 

Parigi - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della visita al Villaggio Olimpico e dell'incontro con la delegazione italiana,  oggi 25 luglio 2024.

 

Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  in partenza per Parigi saluta l'Ambasciatore francese a Roma Martin Briens

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  in partenza per Parigi saluta Gianmarco Tamberi

l Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in partenza per Parigi saluta Gianmarco Tamberi

 

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto dagli applausi all’inaugurazione di Casa Italia a Parigi in occasione dei Giochi 2024. “Questo luogo – ha detto – esprime una raffigurazione coinvolgente e suggestiva dell’Italia, un punto ideale per sottolineare come il nostro paese partecipi a un evento così importante, non solo sportivamente ma come segnale di amicizia e di incontro nel mondo”.

Al suo arrivo, Mattarella ha raggiunto il Villaggio Olimpico per incontrare le atlete e gli atleti dell’Italia Team, accolto dal Presidente del CONI Giovanni Malagò e dal Segretario Generale e Capo Missione Carlo Mornati. Successivamente ha pranzato alla mensa del Villaggio Olimpico insieme agli atleti.

Venerdì mattina, il Presidente ha inaugurato Casa Italia a Le Pré Catelan, dove ha incontrato i dirigenti del CONI e visitato le opere d’arte di Casa Italia e l’istallazione di Milano-Cortina 2026.

In serata, il Capo dello Stato assisterà alla cerimonia ufficiale di apertura dei 33esimi Giochi Olimpici Parigi 2024 sulle rive della Senna.

Vedere al villaggio olimpico i nostri atleti incontrarsi e tenersi in comune sforzo non di contrapposizione è stato un bel messaggio che supera il mondo dello sport. E l’inaugurazione di Casa Italia dimostra quanto l’Italia partecipi al messaggio che le Olimpiadi esprimono, una sua succursale, un luogo in cui si esprime il gene italiano per partecipare a questo grande evento. È stato un piacere aver assistito al taglio del nastro, buona Olimpiade a tutti”, ha concluso Mattarella.