Corso di formazione giornalisti sulla Contabilità pubblica in Sicilia

 

Riceviamo e pubblichiamo

L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia comunica che in data 5 novembre prossimo nella sede di Palermo, in Via G.L.Bernini,52/54 si terrà il Corso sull’argomento: “ La Contabilità pubblica in Sicilia nel nuovo regime del Dlgs 118/2011 e i documenti di programmazione della Regione Siciliana –– Il regime contabile vigente  in Sicilia a  seguito del D.lgs n. 118/11.

– I rapporti tra la nuova contabilità pubblica e la previsione statutaria siciliana

Il corso di aggiornamento mira a dare ai giornalisti una guida, divulgativa ma accurata, per “raccontare” ai lettori i reali termini della Questione finanziaria Siciliana, una questione che finisce per incidere in modo determinante su quasi qualunque ambito della moderna vita associata, dalla manutenzione delle strade all’assistenza ai disabili, dal turn-over del personale pubblico regionale alla crisi sistematica degli enti locali siciliani.

Il corso presenta i caratteri fondamentali del Dlgs 118/2011, e s.m.i. il cosiddetto processo di “armonizzazione della contabilità pubblica” e come questi si intersechino con le caratteristiche costituzionali della finanza pubblica siciliana, tanto nel dettato dello Statuto, quanto in quello, spesso difforme, dei cd. Regolamenti attuativi.

Dal combinato disposto di queste normative e decisioni politiche scaturisce un quadro complesso, e con deficit strutturali di equilbrio che difficilmente sono imputabili a specifiche decisioni legislative od esecutive. Il tutto viene poi declinato nei DEF e Manovra di bilancio attualmente vigenti per dimostrare l’impatto di questo ordinamento sulla vita e sull’economia dell’intera Sicilia.

Relatori: Riccardo Compagnino, esperto contabilità pubblica, giornalista; Massimo Costa, docente economia aziendale. Modera Giovanni Ciancimino, giornalista

 

 

Individuati dalla Regione sicilia 456 tecnici per ispezionare opere pubbliche- Problema “Incompatibilità” e Malaffare

 

SICILIA, INCARICHI “ESTERNI PER MONITORAGGIO DI PONTI , VIADOTTI,OPERE PUBBLICHE”

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Oltre 450 gli idonei individuati per l’affidamento delle prime 130 attività d’ispezione

CATANIA

Il dirigente generale del Dipartimento Regionale Tecnico Salvatore Lizzio ha recentemente approvato l’elenco definitivo dei professionisti che hanno manifestato interesse e che sono idonei all’affidamento delle attività di monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie: ben 456 tecnici provenienti dalle diverse zone dell’Isola. Una offerta professionale per una domanda che riguarda circa 130 incarichi, necessari per rilevare lo stato di conservazione e di sicurezza delle opere ispezionate, nonché per programmare gli interventi di superamento delle criticità.

Occorrono piccole e grandi opere per l’ammodernamento infrastrutturale della Sicilia, a cui non può e non deve mancare l’apporto aggiornato della libera professione, tendente per natura all’innovazione –è il coro unanime degli architetti etnei.

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L’auspicio è adesso -osserviamo noi di SUD LIBERTA’ – “che tale affidamento di incarichi professionali non diventi incompatibile per quei tecnici che rivestono posizioni -e qualifiche- pubbliche nelle amministrazioni regionali (siciliane) dove ad esempio negli enti Genio civile si dovranno presentare le relative piattaforme.  Tale incompatibilità in atto – sappiamo bene – esiste e deve essere attentamente rilevato ,in primis dalla Regione siciliana, per il dovere della denuncia di interesse privato nei confronti dei  tecnici-dipendenti interessati”

 

Maltempo, indagine al Genio civile di Catania: si dimette il ...

L’ex capo del Genio civile di Catania  Gabriele Ragusa costretto alle dimissioni dopo le verifiche di malfunzionamento dell’Ente catanese da parte del governatore  Musumeci

DIRIGENTE GENERALE

Foto Archivi Sud Libertà –            Il dirigente generale Arch. Salvatore  Lizzio  che coordina le attività delle strutture dirigenziali intermedie.

Fase 2: Musumeci a Conte, pronti a nuove riaperture PALERMO

Ricorderemo anche le  investigazioni, di due distinti procedimenti penali tra loro collegati,che hanno messo in   luce un sistema criminale finalizzato ad assicurare indebite agevolazioni a numerosi soggetti privati e imprenditori in relazione agli adempimenti in materia di edilizia privata e pubblica di competenza di un Genio civile siciliano (Trapani) e all’affidamento di lavori pubblici. Per non parlare pure dell’inattività e gravi  omissioni persino nell’emergenza pubblica dell’ex Capoufficio del Genio civile di Catania Ing.Ragusa – che ,sostenuto a Catania  per oltre un decennio dall’ex governatore Lombardo ,processato per favoreggiamento alla Mafia,nonostante le denunce del Sindacato SIAD etneo,costretto ad immediate dimissioni dalla Presidenza della Regione siciliana Musumeci.(nella foto sopra).

Proposta Segre: disco verde alla Commissione d’inchiesta contro il razzismo

Antisemitismo, ok a mozione Segre. Centrodestra si astiene

Sì alla Commissione straordinaria contro il razzismo .  Il provvedimento è passato al Senato con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni,  Il provvedimento /proposta Segre (nella foto -Ag. -sopra la senatrice) nasce per  il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza.

Le astensioni sono arrivate da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono astenuti. “Siamo contro il razzismo, la violenza, l’odio e l’antisemitismo senza se e senza ma.Parole di Matteo Salvini. Non vorremmo che però qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quella che per noi è una convinzione, un diritto, ovvero il ‘prima gli italiani’. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo però non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell”

 

Fratelli d’Italia si è astenuta per rispetto alla senatrice Segre cui va tutta la nostra solidarietà – ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari – Chi attacca una donna che da ragazza ha vissuto il dramma della deportazione in un campo di concentramento non soltanto è un vigliacco ma è anche un idiota”. “Fratelli d’Italia – ha spiegato – non ha votato a favore dell’istituzione della Commissione perché non è una commissione sull’antisemitismo, come volevano far credere, ma una commissione volta alla censura politica”.

Un gruppo di senatoridi Fi, Andrea Cangini, Andrea Causin, Barbara Masini, Laura Stabile, Sandra Lonardo, Massimo Mallegni, Franco Dal Mas e Roberto Berardi. esprime un commento con una nota comune: “Oggi in aula al Senato abbiamo perso un’occasione – si legge – con il nostro voto di astensione sulla istituzione della cosiddetta Commissione Segre, per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare, la difesa della libertà di espressione con i limiti che doverosamente la legge prevede per l’incitamento all’odio, alle discriminazioni razziali, religiose e di genere. Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti. Questa volta ci siamo adeguati, in futuro non è detto che lo faremo“.

 

 

Manovra: oggi alle 15,30 vertice del governo, confermate le misure di sostegno al Paese

         PRONTA LA “LOCAL TAX”  (BALZELLI,PER LE SECONDE CASE)

Vertice di governo :  confermate  le misure di sostegno per la modernizzazione del Paese, per favorite la digitalizzazione e la svolta green, per sostenere le famiglie e il welfare, per rafforzare la crescita delle imprese, per sostenere gli investimenti e semplificare la fiscalità degli enti locali”. Stamane  l’approvazione finale e per concordare l’invio del testo al Parlamento. Un nuovo vertice di maggioranza, è  previsto alle 15.30, per chiudere definitivamente il testo della legge di bilancio.

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Contratti d’affitto con cedolare secca al 10% a canone concordato “: uno sforzo per lasciarla al 10% e renderla permanente”. Questo uno dei risultati raggiunti nel vertice. Sono stati destinati inoltre “140 milioni in più, per tre anni, al progetto Industria 4.0”, mentre, per il Fondo famiglie, la manovra prevede uno stanziamento di 600 mln.

Sugar e plastic tax  restano in legge di bilancio ” ma per la loro chiara funzione sociale, potrebbero tuttavia essere gli unici ‘balzelli’ introdotti nella prima legge di bilancio dell’esecutivo giallorosso. La sugar tax porterà un introito stimato in duecento milioni di euro; entrate più consistenti, pari a circa un miliardo di euro, il governo stima di reperirle dalla plastic tax.
Saranno rafforzati gli attuali strumenti, con il bonus bebè che diventa assegno universale mensile per i nuovi nati e avrà tre diverse fasce a seconda del reddito (80 euro, 120 e 160 euro) e voucher per gli asili nido che dovrebbe salire fino a 3mila euro, sempre in base al reddito. In più il congedo obbligatorio per i papà che sale a 7 giorni. Il fondo unico partirà invece dal 2021, dovrebbe essere in carico al ministero del Lavoro e potrebbe, se sarà nel frattempo approvata la delega, introdurre l’assegno unico fino a 18 anni.      Sul tappeto anche il problema delle  false cooperative che operano negli appalti: la norma che obbliga i committenti a versare le ritenute era già stata ‘alleggerità nella stesura finale del decreto fiscale – che intanto ha iniziato il suo iter in commissione Finanze alla Camera ….

-Superata pure  la problematica dell’Iva ,  afferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri,

Oggi probabilmente saranno individuati 100 milioni necessari per confermare il regime agevolato per le partite iva fino a 65.000 euro, eliminando tutti i vincoli. Parole del viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

Per i comuni la manovra conterrà non solo il rifinanziamento per 110 milioni del fondo per il ristoro del mancato gettito Imu-Tasi ma anche l’accorpamento dei due balzelli sulle seconde case in una nuova «local tax».  Prevista la riforma della riscossione che equiparerà le ingiunzioni alle iscrizioni a ruolo, già spuntata, e poi saltata, nella preparazione del decreto fiscale. Dalle bozze del decreto verrà ripescato anche l’aumento della tassa sulla fortuna, che servirà a coprire la stabilizzazione al 10% (anziché al 12,5%) della cedolare secca sugli affitti a canone concordato (plaude Confedilizia). La norma immaginata all’inizio prevedeva un aumento progressivo delle tasse sulle vincite partendo dai 500 euro (dal 12 al 15%), per arrivare al 25% per chi stacca un biglietto delle varie lotterie oltre il milione.

Non sono previsti infine  aumenti sulle sigarette elettroniche, anche se il prelievo sui tabacchi salirà per le “bionde” tradizionali, portando in dote 88 milioni. Imprese che scommettono sulla rivoluzione green che avranno 140 milioni di incentivi in più.

 

POZZALLO, PORTO DI SBARCO PER I MIGRANTI

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Si è “conclusa la  ricollocazione dei migranti dell’Ocean Viking in virtù di un  pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di alta”.    il ministero dell’Interno comunica pure  che “Francia e Germania, in particolare, accoglieranno 70 migranti. A questo punto è stato individuato in Pozzallo il porto di sbarco“.

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Siamo molto sollevati e apprezziamo che Francia, Germania e Italia abbiano finalmente trovato una soluzione per i 104 naufraghi soccorsi a bordo della Ocean Viking, che sbarcheranno a Pozzallo, e per i 90 a bordo della Alan Kurdi – commenta in una nota Michael Fark, capomissione di Medici Senza Frontiere per Libia e Mediterraneo – Dopo giorni bloccati in mare e dopo aver sopportato condizioni orribili in Libia e nel corso del loro viaggio, finalmente queste persone verranno portate in salvo”. “Questi stalli prolungati e disumani non devono continuare – spiega ancora il capomissione –

È inaccettabile bloccare le persone in mare per giorni o settimane mentre gli Stati europei discutono se e come adempiere ai loro obblighi umanitari e legali. Dispiace che solo tre Stati facciano parte di questa soluzione. Tutti gli Stati europei devono essere all’altezza dei loro principi. Questo significa – osserva – trovare un accordo sull’attuazione di un meccanismo di sbarco prevedibile e umano per tutte le persone soccorse in mare, in cui anche le responsabilità siano condivise, alleggerendo l’onere degli Stati costieri in prima linea”.

Spettacoli sul tema della Sicurezza

 

Siglato protocollo per la stagione 2019/2020: si comincia con “Antigone”

CATANIA, INTESA TRA ENTE SCUOLA EDILE E TEATRO STABILE

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Prevista anche la messa in scena di uno spettacolo sul tema “Sicurezza sul lavoro”

 «SPAZI GRATUITI PER COSTRUIRE LE SCENOGRAFIE»

CATANIA

Teatro ed Edilizia, due mondi diversi ma non distanti se ad avvicinarli sono l’impegno per il patrimonio culturale e le buone prassi per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Un’intesa per la quale a Catania ci hanno messo letteralmente la firma, tramite la sigla di un protocollo: l’Ente Scuola Edile concederà gratuitamente al Teatro Stabile l’utilizzo dei propri spazi per poter allestire le scenografie destinate agli spettacoli della stagione 2019/2020.

«La mission principale della Scuola Edile – afferma il suo presidente Giuseppe Alì – è divulgare le pratiche per la salute e la sicurezza sul lavoro in tutti i tipi di cantieri. E il palcoscenico teatrale che cosa è, se non un cantiere di arte e cultura, dove si costruiscono scene, ambientazioni e personaggi? Inoltre, il valore del protocollo è quello di un supporto reciproco: il nostro Ente sostiene con questo gesto concreto l’industria teatrale catanese, che dall’ultimo decennio conosce una fase di delicata di rinnovamento e rilancio; viceversa, il Teatro Stabile contribuirà all’attività della Scuola Edile con la messa in scena, nella nostra struttura, di uno spettacolo sul tema della sicurezza sul lavoro. Il titolo sarà “Scintille” e presto saremo al lavoro per definire i dettagli organizzativi».

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«La costruzione della scenografia è uno dei momenti più importanti della realizzazione di uno spettacolo – dichiara il direttore del Teatro Stabile di Catania Laura Sicignano – Dopo anni, in occasione delle nuove produzioni 2019, possiamo ricominciare a costruire negli spazi messi a disposizione dall’Ente Scuola. Abbiamo cominciato con “Antigone”, spettacolo inaugurale della stagione 19/20. L’accordo tra i due enti rappresenta un virtuoso modello di collaborazione in cui i soggetti coinvolti diventano promotori del benessere del territorio, attraverso un investimento nella cultura. La scena di Antigone, dopo aver debuttato a Catania, viaggerà in tutta Italia, durante la tournée: da Napoli a Milano, passando per Genova e Firenze, raccontando a tutta Italia una buona pratica culturale a favore dei cittadini».

LA SIBEG : «NO ALLA STANGATA CHE PENALIZZA L’INTERA FILIERA PRODUTTIVA”

 

Sugar e plastic tax, l’azienda siciliana che imbottiglia Coca-Cola lancia l’allarme

 

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SIBEG FA I CONTI: -27% DEL FATTURATO E 185 LAVORATORI A RISCHIO»

L’Ad Busi: «Ci opporremo alla volontà del Governo di annullare con un colpo di penna

la competitività delle aziende, soprattutto quelle che pesano sull’economia del Sud»

«Se la parola “green” diventa sinonimo di tasse e balzelli, allora le aziende rischiano davvero di essere messe al muro compromettendo lo stato di salute dell’economia. La declinazione della filosofia “green” dev’essere quella degli incentivi, dei sostegni alle industrie, delle misure che non penalizzano i consumi ma i comportamenti»Luca Busi, amministratore delegato di Sibeg – azienda siciliana che imbottiglia bevande a marchio Coca-Cola – non ci sta, e commenta così la Sugar e la Plastic tax, «due provvedimenti che non hanno finalità ambientali ma che rappresentano unicamente un’imposizione diretta con l’obiettivo di far cassa e recuperare risorse con ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese».

«Una stangata per le aziende che penalizza l’intera filiera produttiva in un momento di grande recessione, soprattutto per il Mezzogiorno. La tassazione sugli imballaggi in plastica e quella sullo zucchero contenuto in bevande e soft drink si aggiungerebbe al contributo destinato al sistema nazionale per la raccolta differenziata degli imballaggi – continua Busi – gravando sul costo dei prodotti e su un comparto che già da tempo ha avviato una transizione verso soluzioni più sostenibili».

Come si tradurrebbero in numeri queste imposte? «Abbiamo già fatto una stima precisa delle ricadute che avrebbero queste tasse su Sibeg, un’azienda che in Sicilia ha sempre lottato, non con poche difficoltà, per valorizzare il territorio e per contribuire allo sviluppo: l’impatto della tax sugar sarebbe di 13,7 milioni di euro, mentre quello della tax plastic di 3 milioni, per un totale di 16,7 mln di euro. Le tasse, che determinerebbero un fisiologico aumento dei prezzi, influirebbero anche sulla perdita di volumi, incidendo negativamente sull’intero fatturato: abbiamo stimato – dati alla mano – una perdita in bilancio di 31 milioni di euro sui volumi di un anno, ovvero un calo del 27% del fatturato che passerebbe da attuali 115 a 84 milioni. Numeri che costringerebbero a una riduzione drastica delle risorse, che si attesterebbe intorno al 55%, ovvero 185 dipendenti – sottolinea con forza Luca Busi – questa manovra ha deciso di affossare uno dei pochi settori che è ancora in salute, minando il Pil del Paese e generando un’influenza negativa su una domanda che è già stagnante: sapevate che in Italia il consumo pro-capite delle bevande è il più basso in Europa e allo stesso tempo il tasso di obesità italiano è quello più alto? Ci sembrano due fattori che non sono immediatamente correlati, così com’è stato più volte detto».

«Non possiamo consentire che ciò avvenga – conclude Busi – faremo di tutto per opporci, anche portando in tribunale una vicenda che riteniamo davvero discriminatoria per tutte quelle aziende di acqua e bibite che hanno un grande impatto sull’economia italiana e soprattutto su quella siciliana, dove ci sono tantissime piccole realtà sul territorio che sono ancora più a rischio. Non si agevola l’ambiente tassando gli imballaggi: se aumenta il costo della plastica, aumenta il prezzo allo scaffale e di conseguenza la forbice dei consumi si stringe sempre più fino a soffocare l’indotto: faremo sentire ad alta voce il nostro disappunto, opponendoci con forza alla volontà del Governo di annullare con un colpo di penna la competitività delle aziende e la spinta delle dinamiche di mercato che si poggiano su logiche imprenditoriali portate avanti con grande sforzo. Un vero disastro dal punto di vista produttivo, ma soprattutto sociale, lì dove c’è già carenza di politiche industriali serie. Non si tratta solo di difendere i meri interessi di un settore d’eccellenza, ma di evitare il tracollo di un intero sistema che oggi spinge l’economia».

IL FUTURO DELL’UMBRIA AFFIDATO -A SORPRESA-A DONATELLA TESEI

 

Donatella Tesei vince la sfida contro Enzo Bianconi. E adesso la politica nazionale d’opposizione reclama di mandare a casa il governo Conte.    Un azzardo certo. Ma la situazione in Umbria sorprende. Sorprende il M5s, il Pd secondo i quali il patto comune non ha funzionato .

Secondo i dati quasi definitivi forniti dal ministero dell’Interno (mancano ancora un paio di sezioni da scrutinare) la candidata della coalizione a trazione leghista ha staccato di circa 20 punti Vincenzo Bianconi del centro sinistra. La Tesei ha ottenuto il 57,55% dei voti ed è di fatto la nuova presidente della Regione Umbria, mentre Bianconi si attesta al 37,49%. Riguardo ai partiti la Lega è al 36.94%, Fratelli d’Italia al 10,39% e Forza Italia al 5,50. Il Pd si attesta invece al 22,33% il M5s al 7,41.

Seguono il civico Claudio Ricci, con il 2,64; Rossano Rubicondi (Partito Comunista) con l’1,01%, Emiliano Camuzzi (Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano) con lo 0,87%; Martina Carletti (Riconquistare l’Italia) 0,21%; Antonio Pappalardo (Gilet Arancioni) 0,13; Giuseppe Cirillo (Partito delle buone maniere) 0,13%;

Amministrare questa regione non sarà facile nella situazione in cui si trova, bisognerà lavorare da subito per ridarle un futuro”, ha detto Tesei parlando ai giornalisti all’Hotel Fortuna di Perugia accanto al leader della Lega Salvini In ogni caso, la sua – assicura – “sarà una squadra all’altezza del compito” che lavorerà con “serietà e forza”. “Sono anche spaventata da questo risultato, mi aspettavo un buon risultato ma, aspettiamo i dati, questo è un risultato straordinario. Ringrazio gli umbri che hanno dimostrato una volontà di cambiamento”.

 

 

Annuncio di Trump: il Capo dell’Isis si è fatto esplodere con i figli dopo essere fuggito in un tunnel senza uscita

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       Il Capo dell’Isis, Abu Bakr Al-Baghdadi è morto dopo essere fuggito in un tunnel senza uscita, “piagnucolando e urlando”, mentre scappava come un “cotardo”

Chi è questo terrorista tanto ricercato in tutto il pianeta?  

Si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004. Al-Baghdadi si rivelò al mondo cinque anni fa. All’inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l’Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava “califfo” di un territorio che si estendeva dalla Siria all’Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala.

Chi è al-Baghdadi, il terrorista più ricercato del pianeta
Nella foto d’Agenzia il terrorista Capo dell’Isis Al Bagdadi che siè fatto esplodere

Pian piano vennero alla luce drammatiche e sanguinose tappe dell’ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Nell’agosto del 2014, i miliziani dell’Isis avviano nel nord dell’Iraq il massacro e la riduzione in schiavitù di migliaia di appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi, e cominciano a diffondere una serie di video nei quali vengono mostrate le decapitazioni di ostaggi occidentali. Nel settembre dello stesso anno, gli Stati Uniti danno il via ad una campagna di bombardamenti, colpendo anche la ‘capitale’ dell’Isis, Raqqa.

Nel gennaio del 2015, lo Stato Islamico è all’apice della sua espansione territoriale, con il controllo di un’area di 88mila chilometri quadrati, tra la Siria occidentale e l’Iraq orientale, nella quale vivono quasi 8 milioni di persone. Le entrate dell’Isis ammontano a miliardi di dollari, grazie al contrabbando del petrolio, alle estorsioni e ai rapimenti di ostaggi. Nel marzo 2016, le forze militari del governo siriano riconquistano l’antica città di Palmira, che poi verrà persa di nuovo nel dicembre dello stesso anno e definitivamente riconquistata nel marzo 2017. A luglio dello stesso anno, le forze irachene liberano Mosul, ma il prezzo pagato è altissimo. In 10 mesi di battaglia muoiono migliaia di civili, la città viene in gran parte distrutta e circa 800mila persone perdono le loro abitazioni.

Nell’ottobre 2017, le Forze democratiche siriane (Sdf) riprendono il controllo di Raqqa, mettendo fine a tre anni di dominio dell’Isis. A dicembre, il governo iracheno dichiara la vittoria contro lo Stato Islamico, riprendendo il controllo del confine tra Iraq e Siria. A febbraio di quest’anno, il presidente Usa Donald Trump dichiara che l’Isis è prossimo alla sconfitta, dopo settimane di battaglia per la riconquista degli ultimi territori in mano jihadista, lungo il confine siriano-iracheno. Il 23 marzo, le milizie curde-siriane dell’Sdf annunciano la caduta di Baghuz, l’ultima roccaforte dell’Isis. E’ “la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100 per cento dell’Isis”.

Infine un video del califfo per rivendicare la strage di Pasqua nello Sri Lanka. Oggi l’annuncio di Trump: “Al-Baghdadi è morto”.

Chi è questo terrorista tanto ricercato in tutto il pianeta?  

Il leader dell’Isis, ha comunicato Donald  Trump, “ha raggiunto la fine del tunnel dove si era nascosto mentre i nostri cani lo inseguivano. Ha azionato il suo giubbotto (esplosivo), uccidendo se stesso e i suoi figli. Il suo corpo è rimasto mutilato nell’esplosione”.

La notte scorsa abbiamo fatto giustizia del numero uno dei leader terroristi mondiali. Abu Bakr al-Baghdadi è morto”, ha detto il presidente Trump nell’annunciare la morte del leader dell’Isis. Al-Baghdadi, ha aggiunto, “era il fondatore e il leader dell’Isis, la più spietata e violenta organizzazione terroristica del mondo. Gli Stati Uniti lo cercavano da molti anni. Sulla sua testa pendeva anche una taglia di 25 milioni di dollari a chi avesse fornito utili informazioni. La sua cattura o uccisione è stata una delle principali priorità di sicurezza nazionale della mia amministrazione”, ha detto il presidente Usa. Sotto la sua guida, gli Stati Uniti hanno “cancellato al 100 per cento il califfato” di Abu Bakr al Baghdadi. Trump ha definito i sostenitori del ‘Califfo’ dei “perdenti” che “in alcuni casi erano dei burattini molto spaventati, in altri casi degli assassini spietati“.

Nel raid, oltre ai tre figli, sono morte anche due sue mogli. Le donne, ha riferito il presidente Trump, indossavano giubbetti esplosivi, che non sono però riuscite a far detonare. Le forze Usa hanno condotto i test del Dna direttamente sul posto. L’identificazione ha richiesto circa 15 minuti. I risultati hanno prodotto “un’identificazione immediata, era lui”, ha spiegato il presidente Usa.

Si apprende anche che il leader dell’Isis era sotto sorveglianza da un paio di settimane e che 2-3 missioni sono state cancellate, prima di dare il via a quella decisiva. Il presidente e il suo team si sono riuniti nella Situation Room della Casa Bianca alle 17 di ieri. Gli elicotteri Usa che hanno partecipato alla missione sono decollati pochi istanti dopo. Nel loro volo di avvicinamento al luogo del raid gli elicotteri sono stati fatti bersaglio di colpi di arma da fuoco, ai quali hanno risposto. Si è trattato di un volo “pericoloso”, ma c’è stata cooperazione con altri Paesi. “Abbiamo volato a quota molto molto bassa e molto velocemente”, ha detto il presidente, ringraziando la Russia che “ci ha trattato benissimo”, mentre l'”Iraq è stato eccellente”. L’operazione ha beneficiato di una “grande cooperazione” e anche la Turchia era a conoscenza del fatto che le forze Usa stavano “entrando”.

Nell’annunciare la morte del leader dell’Isis e nel riferire alcuni dettagli della “missione molto pericolosa”, il presidente Donald Trump ha voluto ringraziare la Russia, la Turchia, l’Iraq, la Siria e i curdi siriani per il sostegno fornito agli Usa. In particolare, i curdi siriani hanno fornito agli Usa informazioni molto utili.

IL SINODO IN AMAZZONIA SORPRENDE IL MONDO PER LA SPERANZA AI “PRETI SPOSATI” CON FAMIGLIA STABILE

Forse si apre una vera rivoluzione per i sacerdoti. Il sinodo in Amazzonia ha sorpreso il mondo religioso per le novità sulla famiglia stabile per i preti. E’ stato formulato un documento e ci sembra molto interessante il punto nm.  111 – che ha incassato 128 voti con 41 contrari (è stato il paragrafo che ha raccolto il maggior numero di ‘non placet’) ottenendo la maggioranza qualificata dei 2/3,

Esso dice: “Proponiamo di stabilire criteri e disposizioni da parte dell’autorità competente, nell’ambito di Lumen Gentium 26, di ordinare sacerdoti uomini adatti e riconosciuti della comunità, che abbiano un proficuo diaconato permanente e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legalmente costituita e stabile da sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei Sacramenti nelle aree più remote della regione amazzonica“.”Molte delle comunità ecclesiali del territorio amazzonico –  hanno enormi difficoltà di accesso all’Eucaristia.

A volte non passano solo mesi, ma anche diversi anni prima che un sacerdote possa tornare in una comunità per celebrare l’Eucaristia, offrire il sacramento della riconciliazione o ungere i malati nella comunità. Apprezziamo il celibato come un dono di Dio nella misura in cui questo dono consente al discepolo missionario, ordinato al presbiterato, di dedicarsi pienamente al servizio del Santo Popolo di Dio. Stimola la carità pastorale e preghiamo che ci siano molte vocazioni che vivono il sacerdozio celibe. Sappiamo che questa disciplina “non è richiesta dalla natura stessa del sacerdozio … sebbene abbia molte ragioni per praticarla”. Nella sua enciclica sul celibato sacerdotale, San Paolo VI sostenne questa legge e presentò motivazioni teologiche, spirituali e pastorali che la sostengono. Nel 1992, l’esortazione post-sinodale di San Giovanni Paolo II sulla formazione sacerdotale ha confermato questa tradizione nella Chiesa latina”.

Un momento del Sinodo per l'Amazzonia (Ap)

I Padri sinodali però hanno aperto all’ ordinazione sacerdotale per diaconi permanenti, dando la speranza ai preti sposati. “E’ prevalsa la via prudenziale”, ha osservato il cardinale Christoph Schonborn, tra i Padri sinodali, al termine della votazione del documento finale. Il porporato ha spiegato la strada percorsa dai Padri sinodali: “Se uno non vuole essere prete deve essere prima diacono se vuole essere tra i ‘viri probati’, prima si deve essere ‘viri probati’ diaconi. Insomma, si deve andare per gradi”.

Il documento denuncia vibratamente pure lo scempio prodotto dall’estrattivismo. E, nel profilare nuovi cammini di sviluppo, «amichevoli» verso la casa comune, la Chiesa fa un’opzione chiara per la «difesa della vita, della terra e delle culture originarie amazzoniche» (paragrafo 78). In tale luce si comprende il «peccato ecologico» (punto 82): ogni azione o omissione contro Dio, il prossimo – presente e le future generazioni – e l’ambiente. Tra le proposte, spicca quella di un fondo mondiale per coprire parte dei bilanci delle comunità amazzoniche e la creazione di un osservatorio socio-ambientale pastorale che lavori in alleanza con i vari attori ecclesiali nel Continente – a partire dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) e con i rappresentanti delle etnie native.

Il Sinodo dei Vescovi sull’Amazzonia nel documento finale chiede di potere condividere esperienze e riflessioni con la Commissione. Nel documento – punto 103 (137 sì – 30 no, passato con la maggioranza qualificata) -: si può notare :”Nelle numerose consultazioni che si sono svolte in Amazzonia è stato riconosciuto e sottolineato il ruolo fondamentale delle religiose e delle laiche nella Chiesa amazzonica e nelle sue comunità, visti i molteplici servizi che offrono. In molte di queste consultazioni è stato sollecitato il diaconato permanente per le donne. Per questo motivo il tema è stato anche molto presente durante il Sinodo”. “Già nel 2016 – Papa Francesco aveva creato una commissione di studio sul diaconato delle donne che, come Commissione, è arrivata ad un risultato parziale su come era la realtà del diaconato delle donne nei primi secoli della Chiesa e sulle implicazioni attuali”. Da qui la proposta dei Padri sinodali che ha ottenuto la maggioranza qualificata dei 2/3: “Vorremmo condividere le nostre esperienze e riflessioni con la Commissione a attenderne i risultati”.