Aerei, il Presidente della Regione Sicilia ,Schifani, incontra l’ad di Ryanair sul problema del caro-voli

 

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Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricevuto questa mattina l’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, nella sede di Palazzo d’Orléans a Palermo. Al centro dell’incontro, che si è svolto in un clima franco, il posizionamento della compagnia irlandese nel mercato dell’Isola.

«Ringrazio mr Wilson per la cortese visita. Ho ascoltato con attenzione – dichiara il presidente Schifani – l’analisi delle attività svolte in passato dal vettore che ha portato in Sicilia milioni di passeggeri, contribuendo alla crescita delle presenze turistiche straniere e nazionali sull’Isola. Ho, inoltre, preso atto dei nuovi programmi di investimento della compagnia. Sono pienamente cosciente dell’importante ruolo che Ryanair riveste nel mercato italiano e soprattutto in quello siciliano – sottolinea il governatore – per questo ho accolto la richiesta di un incontro che potrebbe segnare l’avvio di una nuova stagione di dialogo nell’interesse dei siciliani e di quanti vogliono venire a visitare la nostra regione. È chiaro che il nostro obiettivo era e rimane quello di garantire prezzi più accessibili per il trasporto aereo e, per questo, il mio governo continuerà a fare in modo che venga favorita la libera concorrenza e contrastato ogni episodio di inaccettabile aumento dei prezzi. Valutiamo anche l’ipotesi di avviare un tavolo tecnico per un confronto costante e costruttivo».

«Ringrazio il governo e il ministro Urso – conclude Schifani – per quanto fatto finora sul problema del caro-voli. Prendo atto di un nuovo passo sul tema da parte dell’esecutivo nazionale e apprendo con soddisfazione il fatto che verranno dati maggiori poteri all’Antitrust. Proprio a questa Autorità ci siamo subito rivolti per segnalare la discriminazione dei prezzi sul trasporto aereo che subisce la Sicilia».

Nuova operazione “Alto impatto” per contrastare la criminalità – quartieri S.Lorenzo-Vicaria.-a Napoli

 

Napoli

Nuova operazione “Alto impatto” per il contrasto della criminalità nei quartieri San Lorenzo – Vicaria.

Sono 300, tra poliziotti e operatori della altre Forze di polizia, gli uomini messi in campo che hanno eseguito controlli e perquisizioni sul territorio.

L’attività ha consentito di arrestare un uomo per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, perché sorpreso all’interno di un appartamento dove gli agenti hanno trovato droga, denaro contante ed un impianto di videosorveglianza con tanto di telecamere di vigilanza; inoltre le operazioni di controllo hanno permesso di individuare altre due “piazze di spaccio” all’interno delle quali sono stati sequestrati grossi quantitativi di eroina, hashish e marijuana, diverso materiale per il confezionamento della droga, armi e munizionamento, orologi di valore, denaro contante, walkie talkie, migliaia di pezzi di merce contraffatta con relativi macchinari per il confezionamento, video slot prive di autorizzazioni e tabacchi lavorati esteri.

Durante l’operazione sono stati anche effettuati numerosi controlli amministrativi per la verifica del rispetto delle norme del Codice della strada.

Confiscato ingente patrimonio ad un soggetto braccio imprenditoriale della ‘ndrangheta e delle consorterie criminali di stampo mafioso

 

Reggio Calabria

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dello S.C.I.C.O., personale della Direzione Investigativa Antimafia, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Melillo e della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, diretta dal Procuratore Dott. Giovanni Bombardieri, stanno dando esecuzione ad un provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni – per un valore complessivo stimato in oltre 18 milioni di euro – riconducibili ad un imprenditore reggino, ritenuto essere “espressione della ‘ndrangheta” nel settore della distribuzione commerciale.

La figura dell’imprenditore era emersa nell’ambito dell’operazione denominata “MARTINGALA”, condotta dalla DIA e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, conclusasi nel mese di febbraio 2018, nel cui ambito il predetto – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – è stato rinviato a giudizio per diverse ipotesi di reato, tra cui associazione di stampo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, bancarotta, usura e reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche e finanziarie, fattispecie in diversi casi aggravate dall’aver agevolato gli interessi della ‘ndrangheta. Le indagini – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – avrebbero permesso di delineare la figura di un imprenditore al servizio della ‘ndrangheta nonché punto di riferimento sistemico per gli interessi economici e finanziari dell’organizzazione, con la quale operava in rapporto sinallagmatico. Il proposto avrebbe gestito, di fatto, plurime imprese impegnate nel settore della distribuzione commerciale di svariate tipologie merceologiche, formalmente intestate – al fine di evitare l’applicazione di misure giudiziarie a carattere patrimoniale – a compiacenti fiduciari, nelle quali sarebbero confluiti notevoli volumi finanziari di origine illecita.

Nel luglio 2022 l’imprenditore è stato altresì attinto da ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Planning”, anch’essa originata da indagini svolte dalla DIA e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, coordinate dalla Procura Distrettuale reggina, in quanto indiziato dei reati di intestazione fittizia e reimpiego di capitali illeciti. In relazione alle risultanze dell’attività di cui sopra, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e la locale Direzione Distrettuale Antimafia – sempre più interessate agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – hanno delegato al Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, allo S.C.I.C.O. ed al locale Centro Operativo D.I.A., apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione personali e patrimoniali. Al riguardo, dopo aver delineato il profilo di pericolosità sociale del proposto, l’attività investigativa è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali – dirette o indirette – effettuate nell’ultimo trentennio, accertando, attraverso una complessa e articolata attività di verifica e riscontro documentale, i patrimoni dei quali il medesimo risultava comunque disporre, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi nonché in quanto frutto o reimpiego, in buona parte, di attività illecite.

Alla luce di tali risultanze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, riconoscendo la validità dell’impianto indiziario, con il provvedimento in esecuzione ha decretato – allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione – l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca dell’intero compendio aziendale di 5 imprese operanti nei settori del commercio di elettrodomestici ed immobiliare, 7 immobili, 2 autovetture, 27 orologi di lusso, preziosi, 147.000 euro in contanti nonché disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato in oltre 18 milioni di euro. Con il medesimo provvedimento, il locale Tribunale ha sottoposto l’imprenditore alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per anni 3, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale. L’attività di servizio in rassegna, frutto di una sinergica collaborazione tra Forze di Polizia, efficacemente coordinate dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale reggina, testimonia l’elevata attenzione rivolta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalle consorterie criminali di stampo mafioso, restituendo competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti ed il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico che la criminalità mira a controllare e rallentare.

 

Salerno, con l’accesso abusivo al sistema informatico -manomesso-gli indagati assegnavano illecitamente case popolari

 

Ministero delle Infrastrutture, 105 milioni alle Regioni per le case popolari

Archivi -Sud Libertà

 

Salerno

Nella giornata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Salerno hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre persone, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta di questa Procura, per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, accesso abusivo ad un sistema informatico e falsità commessa da pubblici impiegati.
Il provvedimento cautelare ha ritenuto la sussistenza, allo stato, di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati ritenuti responsabili dell’ illecita assegnazione, dietro il pagamento di
somme comprese tra i 2 e i 4 mila €, di alloggi di edilizia popolare ubicati nella Provincia di Salerno a famiglie prive dei requisiti.
In particolare, le indagini, avviate nel mese di giugno 2021, hanno consentito di ipotizzare i ruoli
ricoperti dagli indagati nella vicenda: D.G. avrebbe intrattenuto i rapporti diretti con le persone interessate a ottenere un alloggio indirizzandole al P., il quale, grazie all’attività lavorativa svolta presso l’I.A.C.P., avrebbe favorito gli accordi con lo S. che, infine, materialmente avrebbe assegnato le unità immobiliari manomettendo il sistema informatico di gestione delle case. Riscontro della condotta delineata è stato ritenuto l’arresto in flagranza, avvenuto il 30 novembre 2021, dello S. avvenuto nei pressi di un hotel di Mercato San Severino (SA), dove lo stesso, secondo l’accusa, si sarebbe fatto consegnare, da una coppia di coniugi, 1.500 € in contanti quale prima tranche dei complessivi 3.000 € concordati per ottenere una casa. Dopo tale episodio, lo S. era stato immediatamente licenziato dall’ ACER con lettera motivata.
Nel corso dell’operazione odierna, i Carabinieri hanno, altresì, sequestrato 11 immobili illegittimamente assegnati ubicati nei comuni di Salerno, Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore, Fisciano, Eboli, Campagna, Pontecagnano Faiano e Vallo della Lucania intimando agli inquilini, indagati per corruzione e invasione di edifici, di liberare le abitazioni entro 60 giorni.
Il provvedimento cautelare, è ovviamente suscettivo di impugnazione e di accuse, cosi come formulate, saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi ulteriori del procedimento.

Mattarella e Steinmeier in Sicilia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra Frank-Walter Steinmeier, Presidente della Repubblica Federale di Germania, e la Signora Elke Büdenbender

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra Frank-Walter Steinmeier, Presidente della Repubblica Federale di Germania,

e la Signora Elke Büdenbender

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federeale di Germania Frank-Walter Steinmeier al Castello Maniace

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier al Castello Maniace

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier alla consegna dei "Premio dei Presidenti"

 

Siracusa - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier con i vincitori del "Premio dei Presidenti"

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier e la Signora Elke Büdenbender.

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier e la Signora Elke Büdenbender.Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier e la Signora Elke Büdenbender visitano Ortigia.

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato a Siracusa il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier in occasione della cerimonia del Premio dei Presidenti.

Il “Premio dei Presidenti per la cooperazione comunale tra Italia e Germania”, istituito nel settembre 2020, in occasione della visita a Milano del Presidente Steinmeier, ed assegnato per la prima volta nel 2021, è volto a valorizzare e sostenere lo sviluppo di forme innovative di gemellaggio. Il riconoscimento vede infatti premiate le città e i Comuni tedeschi e italiani uniti da accordi di gemellaggio o di partenariato che presentano progetti volti a promuovere prospettive condivise attraverso gli scambi reciproci, in particolare tra le giovani generazioni; l’impegno civico, in particolare delle giovani generazioni; la sostenibilità; l’integrazione europea; l’innovazione; la digitalizzazione; la cooperazione in ambito culturale; la coesione sociale e l’inclusione.

Prima tappa della visita al Castello Maniace, a Ortigia, dove i due Presidenti si sono intrattenuti a colloquio con le rispettive delegazioni ufficiali; successivamente, Mattarella e Steinmeier si sono recati al Teatro comunale di Siracusa per la cerimonia di premiazione della seconda edizione del “Premio dei Presidenti” ai sindaci vincitori al termine della quale hanno assistito, al Teatro Greco, alla rappresentazione “Ulisse, l’ultima Odissea”.

Giovedì 21 settembre la visita dei due Capi di Stato proseguirà a Piazza Armerina, lì in elicottero sorvoleranno le zone interessate dagli incendi degli ultimi mesi e visiteranno la Villa Romana del Casale. Successivamente saranno all’Associazione Don Bosco 2000 dove verrà presentata l’attività dell’associazione dedicata all’accoglienza e all’integrazione dei migranti. Al termine Mattarella e Steinmeier terranno una conferenza stampa.

Ultima tappa nel pomeriggio a Catania dove è prevista la visita allo stabilimento 3Sun Gigafactory di Enel green Power.

 

Ponte sullo stretto, siamo più vicini all’ora x

Tunnel o ponte sullo stretto di Messina? Legambiente: "Resta ...

 

 

Ok  della Regione Siciliana e della  Regione Calabria, espresso oggi, sul Comitato tecnico che compone l’organismo indipendente cui sono demandati compiti di supporto e consulenza per il progetto del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria.

  I nomi forniti dal Mit: Alberto Prestininzi (Coordinatore), ordinario di Ingegneria della Terra presso l’Università di Roma “La Sapienza”, con specializzazione in geologia; Claudio Borri, ordinario di Scienze delle Costruzioni presso il Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università di Firenze, con specializzazione in strutture e aerodinamica, Direttore del “Centro Interuniversitario di Aerodinamica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento”; Andreas Taras, ordinario di costruzioni in acciaio e strutture composite presso l’ETH di Zurigo; Sara Muggiasca, professore associato del Dipartimento di Ingegneria Meccanica del POLIMI, direttrice della Galleria del Vento.; Mauro Dolce, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università “Federico II” di Napoli, esperto in Rischio Sismico e Vulcanico; Francesco Karrer, professore ordinario di Urbanistica presso La Sapienza Università di Roma (in quiescenza); Giuseppe Muscolino, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università di Messina; Paolo Fuschi, ordinario di Meccanica delle Strutture presso l’Università di Reggio Calabria e di Alessio Ferrar, professore ordinario di Ingegneria Geotecnica presso l’Università degli Studi di Palermo.

Giorgia Meloni all’ONU: fermare il traffico illegale dei migranti, il ruolo dell’ONU è di sensibilizzazione “

Foto bandiere di molte nazioni

 

Giorgia Meloni,  all’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Non consentirò che l’Italia diventi il campo profughi d’Europa”. , la ‘prima’ di una donna presidente del Consiglio italiana nell’imponente sala oro e blu del Palazzo di Vetro. E lì che Meloni solleverà uno dei temi che le sta più a cuore, spina nel fianco del suo governo: l’emergenza migranti, un’onda che non si arresta e che anzi ha preso più vigore con l’alluvione in Libia e il terremoto in Marrocco. Guerra ai trafficanti illegali è il suo punto fermo   “Il problema è come fermare questo traffico.  Il ruolo delle Nazioni Unite è importante di sensibilizzazione, di valutazione delle richieste d’asilo  ma per far questo ci vuole la collaborazione dei Paesi africani

Meloni assiste all’apertura dei lavori dell’Unga, poi raggiunge Columbus Circle per deporre una corona di fiori sotto la statua di Cristoforo Colombo, a due passi da Central Park. Al mattino vede i presidenti di Kenya, Guinea e Senegal, nel pomeriggio incontra Recep Tayyip Erdogan. Il dossier migranti è in cima alla lista delle priorità, senz’altro quello su cui punta di più, convinta di poter smuovere qualcosa anche a New York, dopo aver condotto domenica scorsa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Lampedusa, ottenendo un impegno dell’Europa in 10 punti. Stroncati da Mateusz Morawiecki, suo alleato nel gruppo Conservatori: “Un piano disastroso”, ha detto senza giri di parole il premier polacco promettendo battaglia.

Per il ministro agli Affari esteri Antonio Tajani toni “da campagna elettorale”,    Afferm ancora  la premier:

Le critiche di Morawiecki facevano riferimento al patto di immigrazione e asilo: se il tema è quello sono d’accordo, nel senso che la questione non è quella dei ricollocamenti ma come si fermano le partenze illegali”. Perché “il patto di immigrazione e asilo è un tema precedente”, la presidente delle Commissione europea lo “ha citato ma fa parte del pacchetto: von der Leyen sa che non è la mia priorità”.

Madonie, ripopolamento attraverso l’inclusione dei migranti

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Cinquantasette immobili in venti Comuni delle Madonie e 54 aziende agricole, edili e della ristorazione disponibili ad assumere personale; 56 famiglie pronte a diventare tutor per coloro i quali decideranno di trasferirsi: sono questi alcuni dei dati sui modelli di governance del fenomeno migratorio nelle aree interne della Sicilia presentati questa mattina in conferenza stampa all’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

 

«La Sicilia – dice l’assessore Nuccia Albano – per la sua natura geopolitica, rappresenta il primo approdo dell’Unione Europea per le persone provenienti dai Paesi medio-orientali e da quelli africani. Al tempo stesso, nella nostra Isola, ci sono alcune aree che si stanno spopolando.

Ecco che in questo quadro ben si adatta il modello spagnolo Nuevos senderos, che ha ispirato quello siciliano che abbiamo presentato oggi. Il calo demografico in alcune aree interne della Sicilia può essere contrastato grazie all’inclusione delle persone migranti in queste zone, dove sarà possibile trovare con più facilità un lavoro e un’abitazione. Nelle aree rurali, quindi, la presenza dei migranti è un’opportunità, i borghi si ripopoleranno e ci sarà gente che continuerà a lavorare i campi e a dedicarsi alla zootecnia. Tra l’altro, avremo risultati anche nel contrasto al calo della natalità, mentre viene recuperato il patrimonio immobiliare e ripreso il tessuto economico».

La ricerca-azione, realizzata nell’ambito del progetto “COM.IN.4.0. – Competenze per l’integrazione”, finanziato dal Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020, ha elaborato un modello di governance condivisa con i sindaci, gli enti del terzo settore e la Chiesa, sull’inclusione socio-lavorativa dei cittadini di Paesi Terzi nelle aree soggette a forte calo demografico, dando avvio a un piano programmatico per l’inclusione. È stata individuata nel territorio delle Madonie l’area in cui avviare la sperimentazione di un modello di inclusione e di rinascita demografica delle aree interne della Sicilia, ispirato alla metodologia, già attuata con ottimi risultati nelle aree interne rurali di alcune province della Spagna.

«Il lavoro che oggi presentiamo – dichiara Letizia Di Liberti, dirigente generale del dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali – è un percorso di progettualità condivisa tra assessorato ed enti locali che può facilitare l’inclusione e l’inversione del fenomeno di depauperamento demografico dei Comuni delle aree interne e dimostra che la popolazione migrante può rappresentare una grande risorsa per la nostra terra. Un particolare ringraziamento va ai sindaci che, recependo la bontà del progetto, si sono messi a disposizione diventando anche loro attori principali. Il lavoro avviato con il progetto COM.IN.4.0. continuerà con la prossima programmazione».

Proprio per le iniziative virtuose messe in campo nella gestione dei flussi migratori, il prossimo 10 ottobre la Regione Siciliana, in qualità di di capofila del partenariato del programma Supreme, è stata selezionata e riceverà, a Bruxelles, assieme alle altre regioni e al partner tecnico, un riconoscimento nell’ambito della “Settimana europea delle regioni e delle città” per le buone pratiche di politica pubblica in tema di innovazione della governance.
 

Bonus facciate, Bonus locazioni e Sisma bonus – Sequestrati oltre 328 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi

 

 

I Finanzieri del Comando Provinciale di Brescia – nell’ambito di un’indagine sul corretto utilizzo dei crediti fiscali relativi ai cc.dd. “Bonus Facciate”, “Bonus Locazioni” e “Sisma Bonus” – hanno proceduto, su disposizione della Procura della Repubblica di Brescia, al sequestro di complessivi 328.992.400,00 euro di crediti ritenuti falsi, all’esecuzione di una misura cautelare interdittiva, a varie perquisizioni presso uffici e sedi di società ubicate in Lombardia e Veneto nonché nei confronti di commercialisti nelle province di Brescia, Ferrara e Barletta-Andria-Trani.

Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia sono derivate da una segnalazione – frutto di mirati approfondimenti – da parte dell’Agenzia delle Entrate la quale, sulla base di controlli incrociati, ha individuato una serie di soggetti che avevano immesso nei propri cassetti fiscali crediti d’imposta di dubbia legittimità.

La GdF di Brescia, sviluppando l’analisi dei fattori di rischio – in particolare, l’assenza di una struttura aziendale da parte degli appaltatori o comunque l’assenza di cantieri operativi – ha ricostruito una rete di soggetti che, interagendo sull’intero territorio nazionale autocertificavano lavori suscettibili di rimborso fiscale, ma in realtà del tutto inesistenti. Partendo da una società bresciana i finanzieri hanno fatto emergere ipotesi di reato, quali la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, il riciclaggio e l’autoriciclaggio dei proventi illeciti.

In particolare, l’indagato colpito da misura interdittiva avrebbe generato crediti fiscali falsi cedendoli a entità giuridiche compiacenti, alcune delle quali a lui stesso riconducibili, prive di una struttura organizzativa imprenditoriale. Queste società, a loro volta, avrebbero trasferito i predetti crediti falsi a più operatori, consentendo loro di utilizzarli per compensare debiti tributari o monetizzarli (cedendo crediti in cambio di denaro) presso intermediari finanziari, in relazione a opere di edilizia su beni immobili inesistenti.

Altri indagati, in concorso tra loro, risultano aver immesso nei cassetti fiscali di società compiacenti, con le stesse caratteristiche di quelle precedenti, crediti fiscali falsi generati da soggetti completamente ignari della commissione di lavori di ristrutturazione presso immobili di loro proprietà, che hanno disconosciuto dinanzi agli investigatori l’esistenza delle opere edilizie.

I provvedimenti di sequestro, adottati d’urgenza nel corso delle investigazioni, con decreti della Procura della Repubblica di Brescia, hanno riguardato crediti d’imposta fittizi, creati prima dell’entrata in vigore del d.l. n. 157/2021 (c.d. “Decreto Antifrode”).

Le indagini proseguono anche in coordinamento con altre Procure della Repubblica, atteso il carattere diffuso delle condotte criminose sopra descritte.

 

ATTENTI AI “LUPI”, MONITORANO I PUSHER POI BLOCCANO UN CONGEGNATO SISTEMA DI CONSEGNA A DOMICILIO

Branchi di lupi, attacchi fra Fermo e Porto San Giorgio. La Federcaccia:  «Non girate in campagna con i cani»

Archivi  -Sud Libertà  (foto metafora di lupo cacciatore’)

Catania

 I carabinieri dalla squadra “Lupi” hanno arrestato un pregiudicato 28enne catanese per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare i militari, all’esito di una mirata attività info investigativa su un possibile smercio di droga che il giovane avrebbe allestito nel popoloso quartiere di San Cristoforo, mediante un congegnato sistema di consegna a domicilio, hanno predisposto un servizio di monitoraggio dell’area “servita” dal pusher, monitorandola per diverse ore.

 

Consapevoli dell’informazione che il giovane effettuasse il “servizio” alla guida di un motorino SH di colore blu e indossando un casco di colore rosso, gli investigatori lo hanno individuato e pedinato per alcune ore, fino a che non si è fermato all’esterno di un bar dove è entrato in un bar per ordinare un panino.

Gli uomini dei Lupi non lo hanno perso di vista per tutto il tempo in cui il giovane si è intrattenuto nel bar a consumare il panino ed una volta uscito lo hanno fermato. Il 28enne, evidentemente sorpreso dal controllo dei militari, ha subito mostrato segni di insofferenza e nervosismo e pertanto è stato subito perquisito. Durante l’attività, i militari hanno rinvenuto 130,00 € in contanti divisi in banconote da vario taglio che teneva nella tasca dei pantaloni. Il fiuto investigativo di uno dei Lupi, lo ha spinto inoltre a cercare sotto la sella del motorino, dove ha rinvenuto un marsupio di colore nero, al cui interno erano nascosti 93 involucri di cellophane termosaldati di colore bianco contenenti cocaina per un peso complessivo di 72 grammi, 2 involucri di cellophane trasparente contenenti hashish per un peso complessivo di 10 grammi, 2 bustine di cellophane trasparente con chiusura a binario contenenti sostanza stupefacente in polvere color sabbia del tipo marijuana per un peso di 10 grammi, 26 bustine con chiusura a binario contenenti marijuana per un peso complessivo di 228 grammi.

Al termine delle operazioni, sia la droga che il denaro, provento dell’illecita attività di spaccio, sono stati sequestrati, mentre il pusher è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.