Sicilia,Scuola, in Sicilia è adesso attivo il numero verde contro il bullismo

 

 

Telefono azzurro bullismo numero verde

 

Prosegue l’azione di sensibilizzazione promossa dalla Regione Siciliana e dall’Ufficio scolastico regionale per prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo nell’Isola. Con una nota indirizzata in questi giorni alle scuole statali e paritarie della Sicilia, l’Ufficio scolastico regionale ricorda che è attivo il numero verde gratuito 800 280 000, operativo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20, e destinato a bambini, adolescenti e adulti siciliani. Inoltre, è possibile segnalare casi di abuso e ricevere supporto anche attraverso una chat live, accessibile all’indirizzo https://www.1nessuno100giga.it/helpline/.

L’iniziativa rientra nel progetto interistituzionale “1nessuno100giga”, finanziato con circa 2,3 milioni di euro dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, realizzato in collaborazione con l’Usr Sicilia che lo ha elaborato, in attuazione della legge regionale 27 del 2021, e vede tra i partner la Fondazione Sos il Telefono Azzurro Ets, che gestisce il servizio di ascolto, la Fondazione Carolina e il Movimento MaBasta.
«Negli ultimi due anni il progetto “1nessuno100giga” – afferma l’assessore Mimmo Turano – ha coinvolto migliaia di studenti, docenti e genitori con reti di protezione, campagne di sensibilizzazione e supporto alle famiglie. Azioni come queste nelle scuole rappresentano un caposaldo essenziale per prevenire il fenomeno del bullismo, che oggi dalla dimensione circoscritta al contesto scolastico sconfina, anche attraverso i social media, in rete assumendo una dimensione ancora più pericolosa per chi ne è vittima. Il numero verde e la chat attivati costituiscono un presidio importante per intercettare tempestivamente situazioni di disagio e offrire supporto e aiuto. Ai ragazzi che vivono situazioni di questo tipo rivolgo un appello: non chiudetevi in voi stessi, chiedete aiuto. Gli strumenti ci sono. Le istituzioni sono al vostro fianco».
«Il progetto “1nessuno100giga” – dice il direttore generale dell’Usr Sicilia, Filippo Serra – rappresenta un’attività di straordinaria importanza per la nostra regione, un modello di intervento concreto e strutturato per contrastare ogni forma di bullismo e il cyberbullismo. Grazie a un approccio innovativo e alla collaborazione tra istituzioni, scuole e associazioni specializzate, stiamo offrendo a studenti, docenti e famiglie strumenti concreti per prevenire e affrontare questi fenomeni, sempre più diffusi e insidiosi».

SUD ITALIA, NAPOLI,PALERMO,CASERTA,COSENZA ,ALTRE CITTA’, MAX OPERAZIONE CONTRO LE TRUFFE AGLI ANZIANI: 21 ARRESTI

 

 

Consigli contro le truffe agli anziani: locandina e brochure informative -  Comune di Miradolo Terme

 

 

 

 – Territorio nazionale
Alle prime ore di questa mattina, nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Palermo, Brescia, Pavia e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma dei territori interessati, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 21 soggetti, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di anziani, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio, dei quali 15 destinatari di custodia cautelare in carcere, 2 della custodia cautelare agli arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con l’obbligo di presentazione alla P.G..
Nel provvedimento cautelare sono stati contestati agli indagati complessivamente 33 truffe pluriaggravate, di cui 27 consumate e 6 tentate, perpetrate tra il maggio 2024 e il gennaio 2025, con profitti illeciti ancora in corso di quantificazione, ma che superano di gran lunga i 300.000 euro.
Le truffe contestate sono state perpetrate in Liguria (Genova e Chiavari), Lombardia (Voghera e Pavia), Veneto (Verona), Lazio (Roma e Latina), Campania (Ottaviano), Calabria (Cosenza, Lamezia Terme e Catanzaro) e Sicilia (Palermo e Monreale).
Nel corso dell’indagine, avviata nel maggio 2024, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone e denunciati altri 7 individui per i reati di truffa e tentata truffa aggravata, nonché recuperati denaro e monili in oro sottratti alle vittime per un valore di circa 150.000 euro.
Da quanto emerso nel corso delle attività investigative, le truffe venivano eseguite sempre tramite figure ben definite: i “telefonisti”, incaricati di contattare le vittime, i “trasfertisti”, deputati a prelevare il denaro e i gioielli dalle vittime, e i “corrieri” a cui, in alcuni casi, pur non partecipando alle truffe, è stato affidato il trasporto dei proventi dei delitti a Napoli.
Anche il modus operandi seguiva sempre lo stesso schema: le vittime venivano contattate telefonicamente da sedicenti appartenenti all’Arma dei Carabinieri o avvocati, i quali riferivano che un congiunto dell’anziana vittima, generalmente un figlio o un nipote, aveva provocato un incidente stradale in cui la controparte era rimasta gravemente ferita.
A quel punto, approfittando dello stato di agitazione ingenerato nel malcapitato con la falsa notizia, i truffatori gli facevano credere che, per evitare l’arresto del proprio parente, sarebbe stato necessario pagare immediatamente una “cauzione” per risarcire il ferito, spingendo la vittima a mettere a disposizione il denaro e i gioielli custoditi in casa che, entro un breve lasso di tempo, un incaricato avrebbe ritirato. Per evitare che la vittima avesse ripensamenti o chiedesse aiuto, il “telefonista” continuava ininterrottamente a intrattenerla al telefono, rimarcando la gravità dei fatti e il poco tempo disponibile per risolvere la situazione, fino a quando il “trasfertista” prelevava i beni e si dileguava.
Le indagini hanno documentato come il gruppo criminale abbia organizzato nel dettaglio la realizzazione delle truffe, usando per le trasferte verso tutto il territorio nazionale autovetture a
noleggio, nonché sfruttando smartphone e utenze intestate a prestanomi per i contatti tra i sodali, i quali comunicavano tendenzialmente solo mediante socia! network o attraverso le più comuni applicazioni di messaggistica istantanea.
Nel periodo di indagine, inoltre, è emerso che il gruppo aveva a disposizione almeno un appartamento e un B&B, adibiti a “call center” ed ubicati nella città di Napoli, in cui la coppia a capo dell’organizzazione si riuniva con i “telefonisti”.
Il sodalizio era ben radicato anche in Sicilia, dove due degli indagati operavano attivamente soprattutto nella provincia di Palermo, da dove inviavano il provento delle truffe a Napoli. Il gruppo poteva contare anche sul supporto di almeno due orafi napoletani, che avevano il compito di valutare, smontare, acquistare o riciclare i gioielli provento dei delitti. In particolare, uno dei due professionisti è titolare di una gioielleria situata nel cuore del capoluogo campano, in zona “Spaccanapoli”, mentre l’ altro è titolare di un laboratorio orafo abusivo, situato nel Borgo Orefici.
L’indagine ha documentato anche che il denaro ricavato dall’attività illecita è stato investito sia nell’acquisto di un immobile, sia in un’agenzia di scommesse, ubicata nel quartiere San Giuseppe di Napoli, utilizzata per riciclare il denaro sporco.
Oltre alle misure cautelari personali sono stati eseguiti provvedimento di sequestro preventivo di un laboratorio orafo abusivo, ubicato a Napoli nel Borgo Orefici, un’abitazione ubicata nel quartiere di Napoli Poggioreale, acquistata con i proventi dei delitti, un’agenzia di scommesse, ubicata nel quartiere San Giuseppe di Napoli, 3 autovetture (DR5, Jeep Renegade e Fiat Panda) ed un motoveicolo Yamaha T-Max, la somma contante di euro 100.900, già sequestrata nel gennaio scorso in riscontro all’attività di indagini.
A seguito dell’esecuzione del provvedimento cautelare sono state altresì sequestrati, all’ interno dell’abitazione di un’indagata, 120.000 euro in contanti, occultati all’ interno di uno scaldabagno, nonché all’interno dell’abitazione di un altro indagato altri 40.000 euro in contanti.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Debiti Aica in Sicilia, il Presidente della Regione Schifani: «In commissione Bilancio sì a emendamento da 20 milioni per far fronte alla grave morosità dell’azienda idrica “

 

Incontro Schifani Aica a Palazzo Orleans

 

 

Palermo,

«La commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’emendamento alla legge di Stabilità inserito dal governo per ripianare i debiti di Aica e scongiurare l’interruzione dell’erogazione idrica da parte di Siciliacque nell’Agrigentino».

Lo ha comunicato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ricevendo a Palazzo d’Orléans i vertici di Aica, l’azienda idrica dei Comuni agrigentini, che si trova in una situazione di grave morosità nei confronti della società di sovrambito.

Durante l’incontro con la presidente del cda di Aica, Danila Nobile, il presidente dell’assemblea dei soci Salvatore Di Bennardo e quello dell’Ati Giovanni Cirillo, che hanno accolto con soddisfazione l’intervento del governo in soccorso del territorio, Schifani ha confermato l’impegno della Regione per impedire che siano i cittadini agrigentini a pagare gli errori dei loro amministratori, ma ha sottolineato la necessità di avviare un piano di rientro per i Comuni morosi.

Il provvedimento della Regione inserito nella prossima Finanziaria prevede 10 milioni nel 2026 e altri 10 nel 2027 vincolati al pagamento del debito verso Siciliacque che Aica dovrà restituire in dieci anni. 

Sicilia, Contributo di solidarietà, dal 4 novembre riaprirà la piattaforma per i cittadini in difficoltà finanziarie, con altri 10 milioni di euro

 

Firma presidente Schifani Pfte termovalorizzatori

 

Palermo,

Riaprirà martedì 4 novembre, alle 12, la piattaforma per il contributo di solidarietà, la misura del governo regionale erogata da Irfis e destinata ai cittadini in difficoltà finanziarie. Attraverso il portale gli aventi diritto potranno caricare fino alle 17 del 4 dicembre il documento di disponibilità al lavoro rilasciato dai Comuni necessario per ottenere il beneficio. A disposizione ci sono ulteriori 10 milioni di euro che sono stati stanziati nelle ultime variazioni di bilancio, a seguito di un emendamento firmato direttamente dal presidente della Regione Renato Schifani. Irfis conta di effettuare altri tremila pagamenti circa entro la fine di dicembre.

La scorsa settimana, intanto, la società ha erogato il contributo ad altri 845 soggetti idonei grazie allo scorrimento della graduatoria, utilizzando il residuo dei 30 milioni di euro stanziati per la misura, che si è chiusa ad aprile, oltre all’ulteriore milione reso disponibile con la manovra finanziaria dello scorso giugno. Si tratta di 3.500 euro in media che sono già nella disponibilità dei conti correnti degli aventi diritto.

«Il mio governo – dice il presidente Schifani – ha fortemente voluto questa misura per aiutare le famiglie siciliane in condizioni di disagio. Siamo riusciti a garantire l’accesso al contributo a ulteriori beneficiari tra coloro che ne hanno fatto richiesta. Questo è il segnale che l’amministrazione regionale non intende lasciare indietro nessuno ed è in grado di rispondere con tempestività ai bisogni dei cittadini».

«Con l’ultimo pagamento – afferma la presidente di Irfis, Iolanda Riolo – abbiamo dato un ulteriore concreto segnale di attenzione e vicinanza alle famiglie siciliane in maggiore difficoltà. Grazie alla gestione efficiente delle somme residue e alle nuove disponibilità, siamo riusciti a dare il contributo a centinaia di altri soggetti. Continueremo a operare con responsabilità e trasparenza per garantire tempi rapidi e la massima efficacia nell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate al sostegno dei cittadini più fragili della nostra regione».

Lo sciopero in Sicilia ha registrato una grande partecipazione. si stima oltre 150 mila persone (tanti studenti) nelle manifestazioni

 

 

 

 

Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, durante la manifestazione di Palermo perché cessi il genocidio a Gaza. “Grande partecipazione – dice Mannino – in tutta la Sicilia:, oltre 150 mila manifestanti nelle principali città dell’Isola”.

Non accettiamo le provocazioni del presidente del Consiglio. Oggi siamo in piazza non per allungare il weekend ma a difesa dei nostri valori costituzionali. Il genocidio a Gaza cessi, si consenta che gli aiuti arrivino. L’Italia riconosca lo stato di Palestina. No a un’economia di guerra di cui pagherà il prezzo più alto il Mezzogiorno”. Così il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, durante la manifestazione di Palermo perché cessi il genocidio a Gaza. “Grande partecipazione – dice Mannino – in tutta la Sicilia:, oltre 150 mila manifestanti nelle principali città dell’Isola”.

 PALERMO

In migliaia in corteo a Palermo per lo sciopero generale in solidarietà con Gaza, in risposta all’appello della Cgil dopo l’abbordaggio in acque internazionali della Global Sumud Flotilla da parte della Marina israeliana. Sarebbero circa 30 mila, secondo gli organizzatori, le persone che partecipano alla manifestazione. Il corteo si è mosso dalla stazione centrale per dirigersi a palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana. Tantissimi gli studenti.

Un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo pro Palestina di Palermo ed ha raggiunto la circonvallazione, bloccando la strada in entrambe le direzioni all’altezza di via Ernesto Basile.

 MESSINA 

Solo momenti di tensione al termine della manifestazione pro Palestina a Messina. Un gruppo di partecipanti, giunto in piazza Unione Europea, è entrato a Palazzo Zanca forzando la porta del Salone delle Bandiere.

L’intervento degli agenti della Polizia municipale, della Polizia di Stato e della Digos ha riportato la calma e i manifestanti sono stati allontanati dall’edificio. “. Davanti al Comune si è poi svolto un breve confronto con i manifestanti, che hanno esposto una bandiera palestinese dal balcone del municipio.

CATANIA 

Corteo e sciopero generale, anche a Catania, in solidarietà con Gaza, in risposta all’appello della Cgil dopo l’abbordaggio in acque internazionali della Global Sumud Flotilla da parte della Marina israeliana. In circa 9 mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato per le vie principali del centro. Il corteo è partito dal porto di Catania.  Un gruppo di manifestanti ha occupato la stazione centrale, bloccando la circolazione dei treni.

«Previsto in Sicilia un piano di 1,3 miliardi per lo sviluppo e la coesione della Sicilia» : una delibera della Giunta della Regione Sicilia

 

 

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Palermo,

Opere pubbliche di grande valenza sociale e infrastrutturale potranno essere finanziate grazie alla delibera approvata oggi dalla giunta Schifani, su proposta del presidente della Regione. Il provvedimento avvia la programmazione di fondi per oltre 1,3 miliardi di euro. Sono risorse del Fondo di rotazione istituito con la Legge n. 183 del 1987 e destinate ad interventi complementari rispetto ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea per il periodo di programmazione 2021 – 2027.

«Abbiamo avviato – dice Schifani – il percorso che consentirà di completare la programmazione di tutte le risorse del ciclo 21-27. A partire dall’assicurare il completamento del ciclo di programmazione 2014/20 dei fondi Fsc, Fesr e Fse dando la possibilità di attuare una serie di importati interventi che non era stato possibile definire per la scadenza dei termini o per l’insufficienza delle risorse. Adesso potremo realizzare una serie di opere fondamentali per le nostre città, per i nostri territori, anche in settori di forte valenza sociale come le scuole o gli ospedali delle aree ad alto rischio ambientale o potenziando gli interventi già avviati per contrastare la crisi idrica e nel settore dei rifiuti. Abbiamo previsto risorse per finanziare le misure in favore delle fasce più disagiate della società e per favorire nuova occupazione. È una visione strategica e di grande respiro per la quale il mio governo intende utilizzare al meglio e fino in fondo tutte le fonti finanziarie disponibili, senza rischiare di perdere tempo e risorse e, soprattutto, senza lasciare indietro nessuno.  In questo senso, il dialogo e  con le amministrazioni e l’attenzione per i territori sono stati costanti».

La delibera, dopo il passaggio in Commissione all’Ars cui seguirannno le consultazioni con la Presidenza del Consiglio e l’approvazione da parte del Cipess, costituirà un atto aggiuntivo all’accordo di coesione firmato dal presidente Schifani con la premier Giorgia Meloni a Palermo nel 2024.

La programmazione riguarda, in particolare progetti per un importo di 1,07 miliardi di euro complementari al Fesr 21/27 e 277,6 milioni di interventi complementari al Fse+.

Tra i primi figurano gli interventi nelle città. A Palermo sarà finanziata con oltre 47 milioni la realizzazione di due poli educativi territoriali; a Messina saranno destinati 65 milioni per la bonifica e la valorizzazione delle aree ex Sanderson e per il risanamento delle zone degradate. Per interventi di rigenerazione urbana a Catania sono previsti 25 milioni, mentre per il completamento degli scavi e la valorizzazione dell’area del teatro antico di Agrigento sono programmati 2 milioni di euro.

Spiccano, poi, i 175 milioni per progetti che erano stati ammessi a finanziamento con le risorse del programma operativo del 2014/20, ma non finanziati per esaurimento delle risorse; i circa 400 milioni per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti che prevede anche investimenti per il miglioramento della raccolta differenziata e per la diffusione del compostaggio domestico; 35 milioni per il piano delle traverse idriche, quasi 85 milioni per la tutela del territorio attraverso interventi di bonifica e di mitigazione del rischio idrogeologico e dell’erosione costiera, mentre altri 50 milioni saranno investiti per la prevenzione dei danni da calamità naturale.

Per quanto concerne la sanità, 26 milioni andranno al potenziamento dei presidi ospedalieri nei territori ad alto rischio ambientale. Un investimento di 41 milioni, inoltre, è previsto per l’attuazione del Piano triennale della transizione digitale, attraverso l’Arit.

Importanti gli interventi complementari al Fse+. Tra questi, per le borse di studio degli Ersu è previsto uno stanziamento di 120 milioni, 55 milioni per interventi sociali per i soggetti svantaggiati e i servizi a sostegno delle persone non autosufficienti, 22 milioni per la formazione professionale.

Infrastrutture, disco verde in Sicilia al bando da 15 milioni per la videosorveglianza nei Comuni

 

telecamere videosorveglianza

 

Quindici milioni di euro per finanziare sistemi di videosorveglianza urbana nei Comuni siciliani. Il governo Schifani ha dato il via libera all’avviso, predisposto dall’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, attraverso il quale le amministrazioni comunali dell’Isola potranno richiedere il contributo per un massimo di 150 mila euro a progetto. Si dà così attuazione a quanto previsto dall’articolo 6 della legge di variazioni di bilancio, la n. 25/2025, approvata dall’Assemblea regionale siciliana lo scorso agosto.
«La sicurezza urbana – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – è una condizione essenziale per garantire qualità della vita e sviluppo economico. Con questo avviso sosteniamo i sindaci che ogni giorno si trovano in prima linea nella tutela dei cittadini, rafforzando il presidio di legalità nei territori e contribuendo a rendere le comunità più vivibili e attrattive».

«Diamo rapida esecuzione alla norma – sottolinea l’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò – e sosteniamo con pragmatismo i Comuni siciliani nella realizzazione di sistemi che consentano di controllare con più efficacia il territorio. Il governo Schifani è al fianco delle amministrazioni comunali e le supporta con risorse destinate alle loro specifiche esigenze, privilegiando le realtà ancora sguarnite o che ancora non hanno fruito di appositi finanziamenti per la videosorveglianza».

Le istanze potranno riguardare solo progetti già cantierabili e saranno ammesse in base all’ordine cronologico di presentazione. Verrà data priorità a quelle, fornite di tutta la documentazione richiesta, per interventi destinati ad aree attualmente prive, in tutto o in parte, di sistemi di presidio e controllo e, in subordine, ai Comuni che nel 2024 e 2025 non sono stati destinatari di altri finanziamenti per le medesime finalità.

Sfruttamento del lavoro: un arresto in Sicilia

 

Lo sfruttamento dei migranti al tempo della pandemia

Archivi -Sud Libertà

 

 

Vittoria (Ragusa)

Carabinieri della Stazione di Scoglitti, unitamente al personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia, hanno arrestato, in flagranza di reato, C. R., quarantenne vittoriese, domiciliato a Niscemi (CL), per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. I militari dell’Arma, nell’ambito di mirati servizi finalizzati a contrastare il fenomeno del caporalato e del reclutamento e dell’impiego in condizioni degradanti della manodopera – sovente costituita da cittadini stranieri – hanno effettuato un controllo presso l’azienda agricola gestita dall’interessato, sita nelle campagne di Vittoria (RG), e hanno constatato l’impiego, in attività lavorativa, di quattro stranieri, un tunisino e tre cittadini albanesi.

Dalle verifiche e dall’approfondimento sulla posizione dei quattro è emerso che tutti erano irregolari sul territorio nazionale e privi di qualsiasi contratto di assunzione. Nel corso degli accertamenti è stato inoltre appurato che i quattro lavoratori risultavano essere sottopagati e alloggiati in monolocali di pochi metri quadri ubicati all’interno dell’azienda agricola, in pessime condizioni igieniche, privi di finestre e senza acqua corrente.

Per questi motivi tutta l’area, dell’estensione di circa 25.000 mq, è stata sottoposta a sequestro preventivo dai Carabinieri e l’uomo è stato deferito in stato di arresto e condotto presso la sua abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea, in attesa dell’instaurazione del contraddittorio e della conferma delle ipotesi accusatorie.

Spiagge,Sicilia, il Presidente della Regione Sicilia, a Schifani e Savarino ai concessionari: «Via staccionate e tornelli entro dieci giorni»

Assessore Savarino e presidente Schifani

 

 

I concessionari dei lidi sulle spiagge siciliane devono prontamente applicare le regole previste dalla circolare dell’assessore al Territorio e ambiente Giusi Savarino sul divieto di utilizzo di staccionate o altre strutture rigide sulla battigia o di tornelli e altri dispositivi che limitano o condizionano l’accesso alle aree di libero transito. Due note a firma del dirigente del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, ribadiscono e applicano i contenuti della circolare dello scorso 13 agosto. Una nota è indirizzata a tutti i gestori balneari, l’altra, in particolare alla società Italo-Belga, titolare dello stabilimento di Mondello a Palermo, a seguito della ispezione della Guardia di finanza e della Guardia costiera. 

 

«Nessuna staccionata o recinto che possa ostacolare o limitare l’accesso dei bagnanti alla battigia sarà più autorizzata e quelle esistenti andranno rimosse. I cittadini devono avere sempre la possibilità di accedere al mare liberamente e gratuitamente. Il governo regionale ha messo in campo diversi atti per regolarizzare e mettere ordine sulla materia delle concessioni balneari anche con l’adozione dei Pudm, i piani di utilizzo del demanio marittimo, a cui gli enti locali dovranno adeguarsi in linea con le norme nazionali ed europee. In un anno sono stati redatti 93 piani, proprio grazie all’impulso dell’assessorato dell’Ambiente», dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Queste note dirigenziali sono conseguenziali alla mia circolare di divieto di tornelli e recinti – dice l’assessore Giusi Savarino – e permettono di fare chiarezza e delineare senza equivoci ciò che è possibile fare e ciò che, invece, non si può fare nei lidi. Questo a tutela e rispetto dell’ambiente e del diritto dei siciliani di avere accesso al mare senza limiti strutturali. Su Palermo la nota segue anche le relazioni di Guardia costiera e Guardia di finanza frutto di una specifica ispezione già effettuata a Mondello la scorsa settimana. Delimitazioni rigide e tornelli presenti devono essere rimossi, pena la decadenza della concessione. Sono permessi solo cime, dispositivi mobili e facilmente spostabili. Su questo vigileremo e faremo controlli attenti perché le regole vengano rispettate».

 

Secondo la nota indirizzata all’Italo-Belga, la concessionaria deve rimuovere, entro e non oltre dieci giorni dalla comunicazione dell’assessorato, le quattro installazioni per il controllo degli accessi pedonali ai varchi di ingresso dei lidi “Valdesi”, “Sirenetta”, “Onde Beach” e “Stabilimento” e tutte le staccionate e le altre strutture rigide a delimitazione della battigia non autorizzate. La nota segue la relazione della Guardia di Finanza, dopo il sopralluogo richiesto per la verifica dello stato dei luoghi. Il mancato adempimento della rimozione delle installazioni potrà comportare l’avvio del procedimento di decadenza della concessione demaniale marittima. In alternativa, secondo la nota, è possibile la sostituzione dei dispositivi rigidi a delimitazione della battigia con dispositivi mobili, realizzati esclusivamente con corde o cime facilmente spostabili, così da consentire l’adeguamento alle condizioni di alta e bassa marea.

 

Una seconda nota dell’area Demanio marittimo si rivolge a tutti i concessionari siciliani invitandoli ad adeguarsi alla circolare assessoriale e a rimuovere entro 10 giorni eventuali tornelli o staccionate. A questo scopo saranno effettuate una serie di verifiche e controlli mediante sopralluoghi e in caso di mancata rimozione potrebbe scattare l’avvio del procedimento di decadenza.
 

Droga in Sicilia: sorpresi in auto con 20 KG di hashish e 1 pistola, 5 arresti

Ago Droga Eroina Siringa Con Abuso Droga Polvere Cucchiaio Con — Foto stock  di © wing-wing #659149730

 

 Palermo – Bagheria (PA),
I Carabinieri della Compagnia di Bagheria, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dello spaccio di droga, hanno arrestato 5 giovani del posto tra i 20 e i 27 anni e un 30enne palermitano, accusati a vario titolo di trasporto e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nonché di detenzione illegale di arma da fuoco.
L’azione investigativa condotta dai militari della Sezione Operativa, coadiuvati dalle pattuglie delle stazioni in servizio sul territorio, si è articolata su una mirata attività di osservazione e pedinamento che ha consentito di cogliere in flagranza quattro degli indagati, a bordo di due autovetture, in una zona di isolata, mentre trasferivano alcune buste da un veicolo all’altro.
Notata la circostanza e il fare sospetti dei quattro, i militari hanno deciso di procedere al loro controllo, intimando l’alt alle due auto, una delle quali è fuggita a tutta velocità lanciandosi in una corsa sfrenata lungo la SP 127, interrotta solo grazie all’immediato intervento di un’altra pattuglia giunta in ausilio, che è riuscita a bloccare la fuga del malvivente alla guida. I motivi di tale pericoloso comportamento sono poi diventati chiari all’atto della perquisizione veicolare, durante la quale sono stati rinvenuti più di 20 kg di hashish e diverse migliaia di euro in banconote.
L’attività di ricerca presso l’abitazione di un complice dei quattro, ha inoltre consentito di rinvenire il materiale utilizzato per il confezionamento della sostanza da destinare allo spaccio al dettaglio e, ben occultata in un angolo del cortile, una pistola Beretta 92 S calibro 9×21 con due caricatori e relative 18 munizioni. Anch’egli pertanto veniva tratto in arresto per violazione della normativa in materia di armi. Tutti gli arresti sono stati convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, che ha disposto per i cinque la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.