Internazionalizzazione, missione istituzionale a New York per promuovere il made in Sicily e le eccellenze del territorio

 

Missione internazionalizzazione Usa incontro Tamajo

 

È iniziato il percorso organizzativo della missione istituzionale a New York prevista nella terza decade di settembre con l’obiettivo di promuovere le eccellenze produttive della Sicilia. Stamattina, nella sede dell’assessorato regionale delle Attività produttive, a Palermo, si è riunito il tavolo operativo convocato dall’assessore Edy Tamajo con la partecipazione dei rappresentanti dei distretti produttivi, dei consorzi e delle principali realtà imprenditoriali siciliane.

L’iniziativa, fortemente voluta dal presidente Renato Schifani, rappresenta un’importante occasione di promozione del sistema produttivo dell’Isola sui mercati internazionali e si inserisce nell’ambito dell’intesa sottoscritta tra la Regione e il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per rafforzare i processi di internazionalizzazione delle imprese siciliane.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le finalità della missione, che punta anche a favorire nuove opportunità commerciali e attrarre nell’Isola investimenti, attraverso un programma di incontri istituzionali e business con operatori economici e portatori di interesse statunitensi.

«L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore Edy Tamajo – è presentare a New York una Sicilia dinamica, competitiva e capace di conquistare nuovi spazi nei mercati internazionali. Lavoriamo in stretta sinergia con il governo nazionale e con il ministero degli Affari esteri per offrire alle nostre imprese strumenti concreti di crescita. La forte partecipazione registrata oggi dimostra quanto il tessuto produttivo siciliano creda nelle opportunità offerte dall’internazionalizzazione».

La missione rappresenta uno dei principali appuntamenti della strategia regionale per sostenere l’export e rafforzare la presenza delle imprese siciliane nei mercati esteri, consolidando il ruolo della Sicilia come protagonista dello sviluppo economico internazionale.

Politiche sociali in Sicilia , 400 mila euro per i Centri per uomini autori di violenza

 

Nuccia Albano

 

Oltre 400 mila euro per il consolidamento e il potenziamento dei Centri per uomini autori di violenza (Cuav) già operativi sul territorio regionale. Il dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato il decreto di ripartizione delle risorse assegnate alla Sicilia, pari a 403.399 euro, provenienti dal Fondo nazionale per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.
«Il contrasto alla violenza di genere – dichiara l’assessore Nuccia Albano – richiede un approccio integrato che, accanto alla tutela e al sostegno delle donne vittime di maltrattamenti e aggressioni, intervenga anche sugli autori di tali comportamenti. Il potenziamento di questi centri rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere percorsi di consapevolezza, responsabilizzazione e cambiamento, contribuendo a prevenire nuovi episodi negativi. Con questo finanziamento la Regione Siciliana garantisce continuità a servizi che stanno dimostrando la loro importanza all’interno della rete regionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, rafforzando un sistema di interventi che mette al centro la sicurezza delle donne e la tutela delle famiglie».
Il provvedimento assicura continuità ai percorsi già avviati, riconoscendo il ruolo strategico dei Cuav nella prevenzione della recidiva e nella promozione di percorsi di responsabilizzazione e recupero degli uomini autori di violenza, in coerenza con la Convenzione di Istanbul, con il “Codice Rosso” e con gli standard nazionali approvati in Conferenza unificata. La ripartizione delle risorse è stata effettuata secondo criteri oggettivi che tengono conto della popolazione residente, della presenza dei centri sul territorio e del numero di uomini presi in carico nel corso del 2025, sulla base del monitoraggio effettuato dal dipartimento regionale.
Nei prossimi mesi gli enti beneficiari potranno accedere alle risorse assegnate attraverso la presentazione della documentazione richiesta dal dipartimento della Famiglia e delle politiche sociali.

Aree industriali, parte la riqualificazione dell’agglomerato di Lercara

 

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Va avanti il piano di riqualificazione delle aree industriali siciliane – comunica la Regione Sicilia -avviato dal governo Schifani e da attuato dall’Irsap per rendere più competitive e attrattive le infrastrutture produttive dell’Isola. Stamattina, nell’agglomerato di contrada San Biagio a Lercara Friddi, in provincia di Palermo, sono partiti i lavori per migliorare viabilità, sicurezza e funzionalità dell’area produttiva.

Erano presenti l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, il commissario dell’Irsap Marcello Gualdani, amministratori locali, rappresentanti istituzionali e imprenditori del territorio.

«Questo intervento – ha dichiarato Tamajo – è un segnale concreto di attenzione verso le imprese e i territori dell’entroterra siciliano. Investire nelle aree industriali significa creare condizioni migliori per chi fa impresa, attrarre nuovi investimenti e generare occupazione. Stiamo lavorando in tutte le province affinché la Sicilia possa diventare sempre più competitiva e moderna dal punto di vista produttivo».

«Gli interventi infrastrutturali – ha aggiunto l’assessore – devono essere accompagnati da una visione strategica più ampia. Le Zes, i fondi europei e i nuovi bandi regionali sono strumenti fondamentali, ma servono anche strade sicure, servizi efficienti e aree industriali funzionali. Solo così possiamo dare fiducia agli imprenditori e favorire crescita reale. L’obiettivo è costruire una Sicilia che sappia trattenere imprese, attrarre investimenti e valorizzare i propri territori produttivi. Oggi a Lercara Friddi facciamo un passo importante in questa direzione».

Gli interventi nell’agglomerato industriale di Lercara Friddi interesseranno la rete viaria interna, con il rifacimento del manto stradale, il miglioramento del sistema di illuminazione pubblica, opere di drenaggio e messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti.

 

Ue, il Presidente della Regione Sicilia Schifani premia studenti siciliani: «Valorizziamo l’impatto dei fondi comunitari sul territorio»

 

 

Sicily Asoc Awards

 

 

 

Sono stati consegnati i riconoscimenti ai migliori team siciliani che hanno partecipato all’edizione 2025-2026 dell’iniziativa nazionale “A scuola di OpenCoesione”. L’incontro “Sicily Asoc Awards“, organizzato dalla Regione Siciliana in collaborazione con i partner territoriali, si è svolto questa mattina all’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Palermo. Alla cerimonia è intervenuto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Sono particolarmente contento, alla vigilia dell’anniversario del 23 maggio – ha detto Schifani – di essere qui, oggi, per premiare queste scolaresche che si sono impegnate con dedizione per raccontare l’Europa e quello che le istituzioni comunitarie fanno per il nostro territorio, in sinergia con la Regione Siciliana. Questi progetti, oltre ad avvicinare le giovani generazioni all’Unione europea, descrivono il lavoro che svolge l’amministrazione regionale per far sì che le risorse comunitarie diventino opportunità concrete di sviluppo e di integrazione. Questo governo è quotidianamente impegnato per spendere nel migliore dei modi e velocemente i fondi Ue a favore dell’Isola. Auspico che iniziative del genere aumentino nei nostri giovani la consapevolezza di non essere soltanto siciliani e cittadini italiani, ma membri di una più ampia comunità, quella europea».

Asoc è il progetto nazionale che ogni anno dà la possibilità agli studenti di approfondire l’efficacia e l’impatto delle politiche di coesione nei contesti locali, con un’esperienza di cittadinanza attiva che coniuga competenze digitali, analisi dei dati e consapevolezza civica. Tra le scuole secondarie siciliane di primo e secondo grado che hanno partecipato alla tredicesima edizione, sono in tutto 14 i gruppi di lavoro formati da studenti e docenti che hanno portato a termine la ricerca didattica multimediale su opere finanziate con fondi pubblici.

I tre team con i migliori punteggi in ciascuna delle due categorie hanno ricevuto riconoscimenti dalla Regione. Per le scuole superiori, si tratta di “Galilei Zentro” dell’istituto “Galileo Galilei” di Canicattì, “Doc – Applicato” del liceo classico “Linares” di Licata e “Lost in the water” del “Pascasino” di Marsala (che ha scelto il percorso in inglese): i primi due team hanno anche conquistato il sesto e il nono posto assoluti nella classifica nazionale, dopo essere stati selezionati come finalisti all’esito della prima fase. Nella sezione dedicata alle scuole medie, si tratta dei team “Road guardians 3A” dell’istituto comprensivo “Santa Margherita” di Messina, “Fuori classe” dell’Ic “Italo Calvino” di Catania e “Profession & education in Syracuse” dell’Ic “Lombardo Radice” di Siracusa. Il miglior team siciliano di scuola superiore (“Galilei Zentro”) si è aggiudicato un visiting tour presso le istituzioni europee a Bruxelles, mentre gift card sono state assegnate ai componenti del primo classificato tra le scuole medie (“Road guardians 3A”).

Hanno preso parte all’incontro, tra gli altri, Vincenzo Falgares, direttore del dipartimento Programmazione della Presidenza della Regione, Maria Cristina Di Luca, referente del team Asoc nazionale, Roberto Foderà, dell’ufficio territoriale Sicilia di Istat, e Salvatore Li Castri, consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti. Per il servizio Comunicazione del dipartimento Programmazione erano presenti la dirigente Angela Antinoro e il referente della comunicazione Fesr Sicilia, Marco Tornambè.

La Sicilia è tra le regioni partner dell’iniziativa: dal 2017, il dipartimento Programmazione, prima come autorità di coordinamento dell’autorità di gestione del Po Fesr Sicilia 2014-2020 e ora nell’ambito del Pr Fesr 2021-2027, ha intrapreso un’attività di collaborazione con Asoc. In questa tredicesima edizione è stato realizzato, per le dieci scuole superiori siciliane partecipanti, un ciclo di laboratori pratici sulla comunicazione relativa ai fondi di coesione, con focus sulla divulgazione di dati e progetti attraverso contenuti informativi multimediali o scritti.

Economia Sicilia, 239 milioni per imprese, famiglie e occupazione per rafforzare il tessuto produttivo locale

Presidente Schifani

 

 

Sostenere occupazione, investimenti e innovazione: con questi obiettivi il governo Schifani, attraverso Irfis – FinSicilia, dà il via a un nuovo pacchetto di misure previste dalla legge finanziaria regionale 2025. Con un budget complessivo di 239 milioni di euro, gli interventi puntano a rafforzare il tessuto produttivo locale, favorire la crescita delle imprese e promuovere il lavoro stabile. Il cronoprogramma degli avvisi pubblici è stato definito con l’obiettivo di garantire chiarezza, accessibilità e piena partecipazione da parte di imprese e cittadini.

«Queste misure – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – servono a rendere il nostro sistema economico sempre più moderno, efficiente e competitivo, con evidenti ricadute positive sull’occupazione. Da sempre la nostra politica punta a coniugare un approccio liberista, che incentiva investimenti e competitività, con l’attenzione alle esigenze sociali e al benessere dei cittadini. Con i bandi predisposti da Irfis in tempi estremamente rapidi e che saranno pubblicati già da domani, mettiamo a disposizione delle imprese le risorse concrete e consistenti. È un intervento che il mio governo ha voluto con convinzione perché credo che una Sicilia più forte si costruisca sostenendo chi lavora, chi investe e chi crea futuro».

«Con questo programma, Irfis si conferma strumento centrale della politica economica regionale, rafforzando il proprio ruolo di leva finanziaria per lo sviluppo e la crescita della Sicilia»  commenta la presidente dell’Istituto, Iolanda Riolo.

Il primo blocco di interventi rappresenta il cuore della strategia regionale per il 2026, comprende due misure principali ed è stato elaborato in collaborazione con l’assessore all’economia, Alessandro Dagnino.

150 milioni per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 9 gennaio 2026, data di pubblicazione della legge finanziaria: questa misura cardine del programma è finalizzata a promuovere occupazione stabile, ridurre la precarietà e rafforzare il reddito delle famiglie, con effetti positivi sulla domanda interna e sulla fiducia delle imprese.
50 milioni per nuovi investimenti: è un intervento destinato a sostenere programmi di crescita e ammodernamento del sistema produttivo, con particolare attenzione all’innovazione, alla competitività e allo sviluppo dimensionale delle imprese.

Le altre linee di intervento:

18 milioni per South working: intervento destinato all’attrazione e al rientro di lavoratori da remoto, con impatti positivi sul capitale umano e sulla vitalità economica dei territori.
12 milioni per efficientamento e solidarietà energetica: sostegno ai soggetti più esposti ai costi energetici, per favorire maggiore efficienza e ridurre l’impatto delle spese.
5 milioni per interventi edilizi: azioni mirate con ricadute rapide sul territorio, per incentivare lavori di piccola e media entità a beneficio della comunità.

Restano invariati i tassi di interesse sui mutui bancari Decisione della Banca Centrale europea

 

 

 

Un sospiro di sollievo per chi detiene i mutui bancari. Restano invariati.  Infatti il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. Nel dettaglio i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,40%.

Il Consiglio Direttivo “è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sul nostro obiettivo del 2% a medio termine. La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica – si legge in una nota -. Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonchè dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia. Il Consiglio direttivo si trova in una posizione favorevole per affrontare tale incertezza. L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri”.

“Le informazioni che il Consiglio direttivo acquisirà nel prossimo periodo consentiranno di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati. Il Consiglio direttivo segue attentamente la situazione e definirà in modo appropriato la politica monetaria grazie al suo approccio fondato sui dati – sottolinea la Banca Centrale Europea -. Le nuove proiezioni degli esperti della BCE includono, in via eccezionale, le informazioni disponibili fino all’11 marzo, una data di chiusura posticipata rispetto al consueto. Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell’incremento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,3% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche tali valori sono più elevati rispetto alle proiezioni di dicembre, principalmente per effetto dei rincari dei beni energetici che si trasmettono all’inflazione al netto di energia e alimentari. I nostri esperti si attendono una crescita economica pari in media allo 0,9% nel 2026, all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso, in particolare per il 2026, derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia”.

“Al tempo stesso, il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, la spesa pubblica per difesa e infrastrutture dovrebbero continuare a sostenere la crescita – spiega ancora la Bce -. Inoltre, in linea con l’impegno previsto dalla strategia di politica monetaria del Consiglio direttivo di integrare rischi e incertezze nel processo decisionale, i nostri esperti hanno analizzato come la guerra in Medio Oriente potrebbe influire su crescita e inflazione, sulla base di alcuni scenari alternativi formulati a scopo illustrativo. Tali scenari saranno pubblicati unitamente alle proiezioni degli esperti sul sito Internet della BCE.

Secondo l’analisi di scenario, un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas comporterebbe un’inflazione più alta e una crescita più bassa rispetto allo scenario di base delle proiezioni. Le implicazioni per l’inflazione a medio termine dipendono in misura determinante dall’entità degli effetti indiretti e di secondo impatto di uno shock energetico più forte e persistente. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, il Consiglio direttivo seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonchè della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.

A Pasqua torna il Sicilia Express: finanziato il treno per i siciliani che vivono nel resto d’Italia

 

Sicilia Express

 

Torna anche a Pasqua 2026 il Sicilia Express, il treno speciale promosso dalla Regione Siciliana in collaborazione con FS Treni Turistici Italiani per favorire  in occasione del prossimo periodo festivo il rientro dei siciliani residenti al nord. La partenza da Torino è fissata per il 2 aprile, con tappe finali a Palermo e a Siracusa; il ritorno è programmato per il successivo 7 aprile. La giunta regionale ha autorizzato oggi il finanziamento del servizio, con 153,4 mila euro di fondi del bilancio della Regione.

«Ancora una volta – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – interveniamo per consentire ai nostri concittadini che lavorano o studiano nelle città del Nord di tornare a casa per le vacanze pasquali a un prezzo contenuto. Con questo provvedimento assicuriamo le risorse per organizzare il Sicilia Express. Una misura molto utile e che ha riscosso un forte gradimento, anche in considerazione dell’aumento, spesso ingiustificato, delle tariffe dei collegamenti aerei e ferroviari in concomitanza con le festività. Il mio governo conferma l’impegno per favorire la mobilità dei siciliani, fronteggiando i capricci degli algoritmi delle compagnie di trasporti».

Il treno partirà da Torino Porta Nuova alle 11.50 di giovedì 2 aprile e, dopo aver toccato le principali città del centro-nord del Paese, arriverà a Messina alle 8.45 di venerdì 3 aprile. Da lì si sdoppierà: alcuni vagoni proseguiranno verso Palermo, dove giungeranno alle 12.05; altri verso Siracusa, dove l’arrivo è fissato per le 12.30. I posti disponibili sono 550. Il costo dei biglietti parte da 29,90 euro, secondo la tipologia dei posti. La vendita partirà il 22 marzo sui canali ufficiali di vendita di Trenitalia (app, sito web, biglietterie e agenzie convenzionate) e sul sito di FS Treni turistici italiani, mentre per i dettagli sull’offerta commerciale sarà possibile consultare nei prossimi giorni il sito www.fstrenituristici.it.

«L’organizzazione del convoglio – dice l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – è ormai un appuntamento consolidato, che i siciliani residenti al Nord attendono per tornare nell’Isola per le feste. Rispondiamo a un’esigenza motivata dal caro-biglietti che si registra ogni volta, in occasione delle festività. E lo dimostra il risultato che registriamo ogni volta, coi biglietti esauriti in pochi minuti dall’inizio della vendita. Il Sicilia Express è pensato per consentire ai passeggeri non soltanto di affrontare un viaggio, ma di vivere un’esperienza che li accompagni già dal momento della partenza verso casa».

Economia, Regione Sicilia, approvato il bilancio consolidato. Il Presidente Schifani: «Presto l’assunzione di nuovi funzionari»

 

Dagnino e Schifani

 

Approvato dal governo Schifani il bilancio consolidato della Regione 2024. Un atto che, tra gli altri obiettivi, consentirà anche di far prendere servizio ai neoassunti della Regione e delle società partecipate.

«Con questo atto della giunta – afferma il presidente della Regione Renato Schifani – sbloccheremo le assunzioni in seguito ai concorsi espletati nei mesi scorsi, fornendo energie nuove all’amministrazione. Oggi stesso gli uffici invieranno all’Assemblea regionale siciliana e ai revisori dei conti il documento finanziario per il via libera definitivo, così da permettere, nelle prossime settimane, l’ingresso dei nuovi funzionari e l’esecuzione delle disposizioni di legge che riguardano il bacino degli Asu».

In particolare, le assunzioni per scorrimento delle graduatorie dei bandi di ricambio generazionale saranno 50, mentre 47 saranno le nuove immissioni relative al concorso per funzionari nel profilo economico-finanziario e 16 quelli per funzionario nel controllo di gestione. Sono invece 259 gli Asu che verranno stabilizzati presso la Servizi ausiliari Sicilia.

Il bilancio consolidato è il  documento contabile che rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’amministrazione e degli enti a essa collegati. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, il risultato economico consolidato del Gap, gruppo di amministrazione pubblica, che ingloba la Regione, gli enti e le partecipate, ammonta a 3.474.157.329 euro. Il risultato economico della Regione pari a 3,37 miliardi viene migliorato dagli enti regionali con 97 milioni di euro. Per quanto riguarda il dato del patrimonio netto, pari a 6,3 miliardi, gli enti contribuiscono per 3,09 miliardi mentre la Regione per 3,42 miliardi.

Per l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino «il consolidato conferma quanto emerso già lo scorso anno e cioè che il sistema delle società e degli enti rientranti nel perimetro di consolidamento migliora i saldi del bilancio della Regione sia in termini economici sia patrimoniali, dimostrando una virtuosità dell’apparato regionale nel suo complesso. Nella quasi totalità dei casi, gli enti chiudono l’esercizio 2024 in avanzo o in tendenziale equilibrio, mentre la diminuzione del loro numero conferma l’avanzamento dei processi di razionalizzazione e di chiusura di quelli in liquidazione».

Dal 2019, il numero degli enti regionali che compongono il gruppo delle amministrazioni pubbliche è diminuito da 163 a 136, mentre sono in crescita quelli che fanno parte del perimetro di consolidamento (da 44 a 98) e che producono i dati contabili necessari al consolidamento del gruppo di amministrazione pubblica (da 24 a 93). Su 136 enti del Gap, 98 compongono il perimetro di consolidamento (18 soggetti obbligatori per legge e ulteriori 80 sotto la soglia del 3% per la rilevanza inclusi per dare maggiore significatività ai dati del bilancio consolidato) e 93 sono i soggetti consolidati.

Energia,Regione Sicilia, pubblicata la ripartizione delle royalties per Gela, Licata e Butera

 

 

Presidente Schifani

 

È stato pubblicato il decreto che ripartisce tra tre Comuni costieri delle province di Agrigento e Caltanissetta la quota delle royalties per le produzioni estrattive offshore del 2024 dai giacimenti Argo-Cassiopea. Alla Sicilia spettano 1,8 milioni di euro, di cui 545 mila euro, pari al 30% del totale, sarà distribuito ai territori: il 43,5% ciascuno a Gela e Licata, il 13% a Butera. Una suddivisione concordata direttamente dai sindaci, che hanno sottoscritto un’intesa comune trasmessa all’assessorato.

Il provvedimento, firmato dall’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni, arriva dopo due anni di stallo dovuto al meccanismo originario che prevedeva i versamenti su base triennale, una tempistica che non aveva trovato il consenso dei Comuni, i cui sindaci avevano anche avviato un contenzioso amministrativo davanti al Tar. Grazie all’accordo siglato dall’assessorato regionale all’Energia con il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica lo scorso gennaio, questa previsione è stata modificata: da ora in avanti i pagamenti diventeranno annuali, garantendo ai tre enti locali entrate certe e regolari.

«Questo decreto è la dimostrazione che la Regione sa farsi carico delle esigenze dei suoi territori – commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani -. Sosteniamo chi investe in Sicilia, ma un governo responsabile sa che la crescita economica ha senso solo se produce benefici tangibili per i cittadini. Abbiamo lavorato per trasformare un meccanismo rigido in uno strumento più equo e funzionale, che garantisca ai Comuni entrate certe ogni anno. I cittadini di Gela, Licata e Butera vivono accanto a un’attività estrattiva importante: è giusto che ne vedano i benefici in modo diretto e continuativo. Saremo sempre vigili affinché le imprese che operano sul nostro territorio rispettino gli impegni presi e contribuiscano concretamente allo sviluppo delle comunità locali».

«Con questo decreto – dice l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni – chiudiamo una vicenda che si trascinava da troppo tempo e garantiamo ai Comuni le risorse che spettano loro. Va sottolineato che il 2024 è stato il primo anno di produzione e le risorse distribuite oggi riflettono una fase di avvio: a partire dal 2025, con il giacimento a pieno regime, le entrate per i territori aumenteranno in modo rilevante. L’accordo con il ministero ha consentito di superare il meccanismo triennale assicurando pagamenti annuali. Un risultato reso possibile anche dal lavoro puntuale degli uffici del mio assessorato. Inoltre, che i tre Comuni abbiano trovato un’intesa, scegliendo di rinunciare al contenzioso, è un segnale importante di responsabilità istituzionale. Il dialogo, quando è costruttivo, produce risultati concreti per i territori».

A regime, i versamenti saranno effettuati direttamente dalle società titolari delle concessioni minerarie entro il 30 giugno di ogni anno successivo alla produzione.

 

Donazioni immobiliari, ecco cosa cambia con la riforma ,in vista dei mutui che adesso potranno essere meno costosi senza le assicurazioni

 

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La nuova legge sulle donazioni immobiliari, approvata a fine 2025 e introdotta con l’articolo 44 del Ddl Semplificazioni, è “una riforma davvero epocale, un anno zero dal quale ricominciare, garantendo senza limiti e senza oneri per gli acquirenti la circolazione degli immobili di provenienza donativa”.

Secondo studiosi della materia, “L’acquirente di un immobile che al venditore era pervenuto per donazione non correrà più il rischio di vedersi prendere l’immobile acquistato o una quota di esso, o in alternativa di dover sborsare somme rappresentanti il valore dell’immobile o quota di esso, anche dopo molto anni dall’acquisto -. Gli eredi hanno la medesima tutela che avevano prima della riforma, con la sola differenza che la stessa si ferma al patrimonio del donatario, con tutto il quale egli risponde alle pretese dei legittimari. I terzi acquirenti, sono finalmente lasciati fuori da ogni vicenda successoria”.
Ed ancora: ” la riforma “avrà l’impatto, auspicato da anni dal Notariato, di semplificare la circolazione degli immobili con provenienza donativa, rendendola sicura, con la conseguenza, a favore degli acquirenti – giovani e giovani coppie soprattutto – di poter accedere a un mutuo per l’acquisto, senza dover contrarre costose assicurazioni e senza vedersi negare il credito a causa della provenienza donativa.

Si apprende pure che avrà inoltre la diretta conseguenza di consentire ai cittadini di programmare con serenità la devoluzione del proprio patrimonio in vita, attraverso donazioni a uno o più figli, o al coniuge, senza timore di bloccare la commerciabilità dei beni donati e ferma restando la tutela dei propri legittimari, confermata dalla legge”.

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