RAI, SOTTO LA LENTE DELLA CORTE DEI CONTI: TANTE INEFFICIENZE, SPRECHI,OCCORRE EQUILIBRIO GESTIONALE

 

lA SEDE DELLA CORTE DEI CONTI IN SICILIA A PALERMO- ARCHIVI SUD LIBERTA’

 

la  Corte dei conti -informa l’ufficio stampa – ha posto sotto controllo contabile l’esercizio 2020 di Rai spa . Esso evidenzia un risultato in perdita per 20,7 milioni di euro, in miglioramento sui 35 registrati nel 2019. Quello del Gruppo Rai, costituito dalla capogruppo e dalle quattro società Rai Way, Rai Cinema, Rai Com e Rai Pubblicità presenta, invece, un risultato in pareggio, come l’anno precedente.

E’ la  relazione sulla gestione 2020 della società, approvata con Delibera n. 60/2022 della Sezione controllo enti della Corte dei conti.

L’esercizio 2020, su cui – osserva la magistratura contabile – ha significativamente inciso l’emergenza pandemica, fa registrare, nel gruppo, una riduzione complessiva dei costi pari a 156,3 milioni di euro (-5,93%), a fronte di un decremento dei ricavi di 146,8 milioni (-5,52%). Si riduce anche il patrimonio netto, che raggiunge quota 315,1 milioni di euro (erano 347,1 nel 2019), mentre cresce l’indebitamento finanziario netto, che si attesta a 606,4 milioni di euro, rispetto ai 541,3 dell’anno precedente. Scendono di 21,8 milioni di euro, rispetto allo stesso anno, i costi riferiti al personale, che ammontano nel 2020 a 1.014,2 milioni.

Viene rilevato, sul fronte contratti, un inappropriato ricorso alle proroghe di quelli già in essere, dovuto – rileva la Corte – all’avvio non tempestivo di procedure aperte di affidamento e a una mancata programmazione operativa, necessaria per un’attività contrattuale corretta ed efficiente.

Sul versante del consistente patrimonio immobiliare, la Corte rimarca l’esigenza di misure organizzative per la valorizzazione degli asset aziendali e la riduzione delle spese di affitto per locali, anche attraverso una razionalizzazione degli spazi disponibili, legata alle opportunità offerte dal lavoro agile e alle ridotte dimensioni degli apparati tecnici di nuova generazione.

E’ necessario – conclude la Corte – che la Rai spa ponga in essere ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, per eliminare inefficienze e sprechi, assicurando un maggior contenimento dei costi e migliorando l’equilibrio economico e gestionale, viste le perdite, per il terzo anno consecutivo, di conto economico.

Zes, insediato il comitato Sicilia orientale.Trampolino di lancio per l’economia siciliana

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Palermo,

«L‘assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, nel corso della riunione del comitato di indirizzo della Zes Sicilia orientale convocata oggi ad Augusta dal commissario straordinario del Governo, Alessandro Di Graziano, nella sede dell’Autorità del Sistema portuale del mare Sicilia orientale ad Augusta ha avuto occasione di dichiarare:

“. Le Zes sono pienamente funzionanti. Oggi si mette un tassello importante al puzzle delle Zone economiche speciali, dal momento che abbiamo insediato il comitato di indirizzo della Sicilia orientale, che è di fatto la struttura di governo della stessa e che concretamente consentirà la reale partenza delle Zes siciliane».  «Siamo soddisfatti del fatto che delle 69 Zes presenti in Europa, due sono siciliane grazie all’impegno del governo Musumeci – spiega ancora  l’assessore Turano –.

Con la norma approvata all’Ars, le SuperZes oggi costituiscono un reale trampolino di lancio per l’economia siciliana, su cui il governo regionale sta puntando con ulteriori agevolazioni fiscali parametrate ai ricavi delle vendite e delle prestazioni derivanti dall’attività svolta dall’impresa. L’obiettivo è incrementare gli investimenti produttivi nella regione e attrarre nuovi capitali da parte di imprenditori interessati a localizzare nell’Isola le loro aziende».

Il comitato di indirizzo della Zes Sicilia orientale si compone, oltre che del commissario straordinario di Governo, Di Graziano, e dell’assessore alle Attività produttive, Turano, anche del presidente dell’Autorità del Sistema portuale del mare Sicilia orientale, Francesco Di Sarcina, del presidente dell’Autorità del Sistema portuale Stretto, Mario Mega, del rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, Giuseppe Assenza, del rappresentante del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Roberto Liotta, e del rappresentante dell’Irsap, Salvatore Maugeri. «Già la composizione del comitato individua le opportunità di relazione e di indirizzo che si possono dare alla Zes Sicilia orientale – dichiara il commissario Di Graziano –

Lo strumento permette già oggi di avere approvato tre convenzioni con i due principali istituti di credito nazionali, Unicredit e Intesa, e con Irfis, l’istituto finanziario più rilevante in Sicilia: si tratta di strumenti da consegnare agli imprenditori per agevolarli ulteriormente negli investimenti». Nel corso della riunione è stato approvato il regolamento interno del comitato di indirizzo della Zes Sicilia orientale e sono state sottoscritte le convenzioni con gli istituti di credito e finanziari. La presentazione del comitato di indirizzo relativo alla Zes Sicilia occidentale è prevista per il prossimo 25 maggio a Palermo.

Consiglio Comunale di Catania, approvato il bilancio rendiconto della gestione 2020

 

Consiglio 2 marzo

Foto Ufficio Stampa

 

CATANIA

Il consiglio comunale di Catania ha approvato -comunica l’Ufficio stampa dell’Ente –  il rendiconto della gestione del 2020, ultimo adempimento contabile che consente al Comune di Catania di rimettersi in “bonis” e ricevere i trasferimenti nazionali da un anno e mezzo bloccati, tenuto conto che l’ipotesi del bilancio stabilmente riequilibrato è stato approvato nel novembre del 2019, a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario  e un saldo negativo finanziario  di 914 milioni di euro.

Il rendiconto è stao elaborato dalla Ragioneria Generale con gli indirizzi del sindaco facente funzioni e assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi, che nell’aula di palazzo degli elefanti ha illustrato il documento contabile al consiglio comunale. Il rendiconto si chiude con un avanzo di amministrazione di 34,97 milioni, “perfettamente in linea a quanto programmato con il bilancio stabilmente riequilibrato quale quota annuale di riduzione del disavanzo che si concluderà nel 2023” – ha detto Bonaccorsi.

Bonaccorsi ha ricordato dettagliatamente il lavoro svolto in questi anni “imponente e irto di ostacoli. La riduzione dei costi di gestione per importi superiori al 20%;  la razionalizzazione delle partecipate con la fusione di Amt e Sostare e la rinegoziazione dei contratti per Multiservizi e Amt; il contratto di rete”. Il vicesindaco Bonaccorsi ha annunciato che il prossimo 11 marzo si concluderà l’iter per un’altra storica fusione, avviata quasi un anno fa,  tra Sidra e Catania Rete Gas”. Dopo aver citato il giudizio positivo dei Revisori dei Conti sul documento della gestione 2020, il vicesindaco si è soffermato su alcune valutazioni di carattere tecnico e politico.

Quando Salvo Pogliese mi chiamò a ricoprire l’incarico –ha aggiunto Bonaccorsi- mi ero ripromesso di mantenere un profilo basso e così ho fatto in questi anni lavorando. E il risultato è che adesso il dissesto finanziario nella memoria collettiva è stato archiviato in modo indolore, senza licenziare alcun dipendente delle partecipate e ciò è certamente merito dell’azione amministrativa, improntata a rigore e serietà. Abbiamo adottato una decina di atti contabili di enorme complessità, fondamentali per correggere la rotta e  ringrazio dirigenti, funzionari e impiegati della Ragioneria Generale che svolgono un grande lavoro. Per questo –ha proseguito Bonaccorsi– non posso esimermi dal rispondere a illazioni, ad atti di mera propaganda, fondati sul nulla. Gli atti compiuti parlano chiaro, eppure taluni affermano la città non è amministrata.  A chi lo avesse dimenticato o fa finta di averlo dimenticato ricordo che unitamente alla dichiarazione di dissesto nel luglio 2018, la Corte dei conti ha ordinato alla giunta e al consiglio a mettere in atto in appena 60 giorni correttivi contabili per 449 milioni di euro.  Cosa puntualmente eseguita. Voglio ricordare-ha proseguito Bonaccorsi– che nella consiliatura precedente non si riuscì a cambiare, dopo tre tentativi falliti, neppure il piano di rientro, sbagliando persino il termine obbligato dalla magistratura contabile, pur con una consulenza esterna costata al Comune 30 mila euro. Era forse amministrata allora? Gli atti amministrativi e non certo le fake news sono inoppugnabili, il resto sono chiacchere al vento e che gran parte del merito di questa azione la si deve al sindaco Salvo Pogliese e alla sua capacità di mettere assieme persone e capacità molto diverse tra loro”.

Nel dibattito consiliare sono intervenuti i consiglieri Santi Bosco, Orazio Grasso, Graziano Bonaccorsi, Sebastiano Anastasi, Salvo Di Salvo, Lanfranco Zappalà, Giuseppe Gelsomino. Il rendiconto del 2020 è stato approvato in prima seduta con 18 voti favorevoli e 2 astenuti.

In apertura di  riunione Il consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno presentato dal presidente della Commissione Urbanistica e Gestione del territorio, Manfredi Zammataro, primo firmatario, e altri consiglieri, relativo alla  proroga del suolo pubblico per le attività commerciali gravate economicamente dal covid19.

In particolare il documento impegna l’Amministrazione comunale a prorogare di un anno la validità del suolo pubblico concesso alle attività commerciali, non legandolo quindi all’obbligo di regolarità contributiva degli ultimi cinque anni  richiesto da un regolamento che recepisce lo specifico decreto legislativo del Governo nazionale.
L’amministrazione è chiamata inoltre a chiedere al  Governo Nazionale di bloccare l’aumento dei costi e prevedere una riforma strutturale della bolletta elettrica che elimini gli oneri di sistema e le tasse e che vengano stanziati ulteriori fondi per il supporto delle attività commerciali in difficoltà.

LE IMPRESE DEL SUD PERDONO LA FIDUCIA NELLE BANCHE E DIMINUISCONO LE RICHIESTE DI CREDITO

L’ANDAMENTO DELLE RICHIESTE DI  CREDITO IN ITALIA, IN SICILIA

In atto  il numero delle richieste di credito alle banche  è diminuito del -14,5% ma il saldo complessivo resta comunque positivo rispetto ai livelli pre-pandemia (+5,9% il confronto con il 2019). Mentre  le imprese individuali nel 2021 hanno fatto segnare una contrazione delle richieste del -25,3% contro il -7,5% delle società di capitali.
Si è registrato pure  aumento dell’importo medio richiesto, che nell’ultimo anno si è attestato a 105.109 Euro (+29,36% rispetto agli 81.256 Euro del 2020) nell’aggregato di società di capitali e ditte individuali. Per le società di capitali il valore mediamente richiesto è risultato pari a 139.846 Euro (+24% rispetto al 2020) a fronte dei 38.464 Euro delle imprese individuali (+27,3%).
E’ l’ultima edizione del Barometro CRIF sul credito alle imprese, basato sul patrimonio informativo di EURISC – il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF.
“L’analisi dell’andamento delle richieste di credito presentate dalle imprese nel corso del 2021 ha visto un progressivo riallineamento sui livelli pre-Covid. Nello specifico, dopo un 2020 in cui le imprese avevano fortemente accentuato la richiesta di finanziamenti per raccogliere le risorse necessarie a compensare il drammatico crollo dei flussi di cassa, avvalendosi anche delle garanzie dello Stato, negli ultimi trimestri la situazione è andata via via normalizzandosi” dicono gli esperti del settore
La Sicilia, dallo studio CRIF emerge come nell’anno appena concluso la dinamica risulti in calo, seppur più attenuata rispetto al trend nazionale, con una variazione del numero di finanziamenti richiesti del -10,0% rispetto all’anno precedente.
A livello provinciale, come al livello regionale, le richieste hanno registrato una diminuzione generalizzata, con una flessione meno accentuata a Ragusa, Enna e Trapani, rispettivamente pari a -5,5%, -5,8% e -6,1%, seguite da Catania, con -8,1%. Chiudono la classifica regionale le provincie di Messina (-13,2%) e Agrigento (-15,9%).
Riguardo  l’importo medio dei finanziamenti richiesti dalle imprese, invece, con 61.933 Euro la Sicilia si colloca ben al di sotto della media nazionale (105.109 €). Questo potrebbe essere determinato sia da una minore tensione delle imprese sul fronte della liquidità, sia dalla tendenza a richiedere importi più contenuti, sia dalla preponderanza di richieste presentate da aziende di piccola e piccolissima dimensione. Il valore più elevato si registra a Trapani, con 71.425 Euro mediamente richiesti, seguita da Ragusa, con 71.279 Euro, Catania, con 68.299 Euro, e da Caltanisetta, con 67.100 Euro.
Tra le province siciliane, Palermo, con 61.069 Euro mediamente richiesti, scivola al 90° posto assoluto nel ranking nazionale.

Fabrizio Fronterrè neo presidente Ance giovani: “Nuova programmazione e incontri nelle scuole”

Ance Giovani Catania: eletto il nuovo direttivo

Nella squadra: Emilia Colombrita, Gabriella Ferrini, Ludovico Porto e Giovanni Reina

CATANIA

Cambio al vertice di Ance Giovani Catania: il nuovo presidente è Fabrizio Fronterrè,(nella foto)  che – insieme all’Associazione etnea dei costruttori – ha le idee chiare sul percorso da intraprendere. «Bisogna cavalcare l’onda favorevole dei bonus fiscali e dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno dato slancio all’intero comparto edilizio e che rappresentano un’opportunità per dar vita a una nuova programmazione. Nonostante la pandemia – commenta il neo presidente – dobbiamo pensare ad attività che incentivino la collaborazione, la coesione con e tra i giovani iscritti e che avvicinino piccoli e grandi imprenditori del settore all’Associazione, da intendere quale fucina di idee e proposte per una crescita collettiva».

Un 2022, dunque, che inizia «con grandi obiettivi da raggiungere, ai quali si aggiungono – prosegue Fronterrè – la riqualificazione e rigenerazione di spazi abbandonati ed edifici dismessi attraverso concorsi di idee; e il riavvicinamento delle nuove generazioni al mondo dell’edilizia anche attraverso gli incontri nelle scuole».

Perfettamente in linea con le idee della governance Ance Catania, Fronterrè guiderà dunque il gruppo giovani dell’Associazione, mettendo a disposizione le sue conoscenze e il bagaglio di esperienze accumulato negli anni. Nel curriculum dell’imprenditore – nonché titolare del gruppo omonimo, attivo da oltre 60 anni nel settore dell’edilizia e dell’immobiliare – spicca la laurea alla Luiss in Economia, le innumerevoli esperienze all’estero e la sua partecipazione attiva ad Ance e Confindustria Catania.

A completare il nuovo organigramma di Ance Giovani Catania sono Emilia Colombrita, Gabriella Ferrini, Ludovico Porto e Giovanni Reina.

Catania: sgravio TARI per alcune categorie e per licenziamento o cassa integrazione

 

tari

Arriva dall’Amministrazione Comunale un sostegno alle famiglie in difficoltà per il pagamento della Tari.Anche a chi ha perduto il lavoro o è in cassa integrazione …

La Giunta Pogliese ha infatti determinato di ridurre o azzerare le tariffe TARI 2021 con contributi economici specifici destinate ad alcune categorie di utenze domestiche in stato di bisogno a causa dell’emergenza COVID-19, stanziando la somma di 4 milioni e 65 mila euro, pari all’intero contributo statale per questo tipo di aiuti.

Secondo l’Avviso/ bando pubblico possono beneficiare dello sgravio delle Tariffe TARI 2021, i nuclei familiari residenti nel Comune di Catania, in possesso di un indice della situazione economica equivalente (ultima dichiarazione ISEE in corso di validità) non superiore a 20.000,00, in cui almeno un componente risulti nelle seguenti condizioni di precarietà, determinata dall’emergenza Covid 19: perdita del lavoro per licenziamento dovuto a chiusura di attività lavorativa o cassa integrazione nel corso degli esercizi 2020/2021.

Tali condizioni, da intendersi come alternative o concomitanti, dovranno essere certificate con apposita dichiarazione in autocertificazione resa nelle forme di legge e verificabili mediante idonea documentazione.

Manteniamo un impegno assunto coi cittadini e le forze sociali della città -ha detto il sindaco Salvo Pogliese-  dando una boccata d’ossigeno alle famiglie che più di altre hanno sofferto l’emergenza Covid-19. La somma che abbiamo stanziato come aiuto ai più bisognosi supera il 25 % dell’incasso preventivato dalle utenze domestiche, che in sostanza significa che una famiglia su quattro potrà potenzialmente avvalersi di questi benefici. Qualora dovessero rimanere fondi da questi 4 milioni di euro -ha aggiunto il primo cittadino- i residui verranno utilizzati con altre modalità ma sempre per aiutare i più disagiati. Un obiettivo di grande valore sociale raggiunto anche grazie all’impegno dell’assessore Bonaccorsi, della dirigenza e dei funzionari della ragioneria generale e del Servizio Tributi, che anticipa altre misure di sostegno economico e alimentare per famiglie indigenti che a giorni renderemo note”.

L’agevolazione, per il solo anno 2021, previa verifica dei requisiti anche reddituali, verrà concessa sulla base delle domande che perverranno all’Ente compilando il modulo disponibile anche alla voce “Avvisi” nella home page del sito internet www.comune.catania.it

I richiedenti dovranno presentare apposita istanza entro e non oltre il termine del 28 dicembre 2021, fornendo le informazioni e le dichiarazioni di cui allo schema di domanda.

L’agevolazione in esame sarà concessa, per il solo anno 2021, previa verifica dei requisiti anche reddituali, sulla base delle domande che perverranno all’Ente compilando l’apposito modulo, riversando direttamente il contributo assegnato all’Ufficio Tributi dell’Ente, effettuando le operazioni di conguaglio e rimborso delle somme eventualmente già corrisposte dagli utenti beneficiari, tenendo conto anche di eventuali posizioni debitorie afferenti la TARI.

Le istanze possono essere presentate mediante recapito “a mano” o con invio raccomandataA/R, o con plico analogo alla raccomandata inoltrato da corrieri specializzati, al Protocollo del Comune di Catania di piazza Duomo, specificando sulla busta la seguente dicitura: “AVVISO PUBBLICO PER L’ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER UTENZE DOMESTICHE TARI”.

Farà fede, a prescindere dalla modalità di trasmissione, la data di arrivo apposta dall’Ufficio protocollo del Comune.

Le domande, una per nucleo familiare, possono essere recapitate anche a mezzo Pec al seguente indirizzo: comune.catania@pec.it oppure accedendo tramite Spid con il portale digitale “Catania Semplice” attivo all’interno del sito istituzionale, dove verrà comunicata anche l’ammissione/esclusione al beneficio economico.

L’Amministrazione potrà provvedere alla verifica della veridicità delle dichiarazioni rese in sede di istanza, provvedendo alla denuncia all’Autorità Giudiziaria in caso di false dichiarazioni.

Un ponte tra la Sicilia e l’Oriente, i nuovi te’ freddi biologici di Tomarchio

 

 

Un ponte tra la Sicilia e l’Oriente, per un viaggio all’insegna della tradizione e del gusto. Tomarchio Bibite amplia il suo portafoglio di prodotti con l’obiettivo di valorizzare il territorio in cui opera. La nuova linea di “Thè” biologici Tomarchio nasce dall’incontro tra i sapori asiatici e i gusti intensi e freschi del Mediterraneo: un intreccio di armoniose combinazioni tra l’acqua sorgiva delle pendici dell’Etna, gli aromi intensi delle foglie di tè nero bio e due accostamenti inediti come “Limone di Siracusa Igp e Mandarino di Ciaculli” e “Pesca e Melone”.

«Un’operazione nata dalla voglia di sperimentare, sempre all’insegna della qualità e della tradizione della nostra azienda, per offrire ai nostri consumatori novità estive – spiega Roberto Roccatti, direttore generale Sibat Tomarchio – Abbiamo lavorato a un vero e proprio mix tra i gusti autentici siciliani e quelli orientali, con combinazioni “bigusto” davvero inedite. Non un semplice tè al Limone, ma una speciale ricetta caratterizza il nostro “Thè” Limone e Mandarino BIO: al sapore sottile e deciso dell’infuso di thè nero biologico abbiamo aggiunto la naturale freschezza del “Limone di Siracusa IGP” e la delicatezza del Mandarino di Ciaculli, per una bibita rinfrescante dal gusto pieno e delicato al tempo stesso, e dal retrogusto agrumato, persistente e deciso».

«Il nostro Thè Pesca e Melone BIO nasce dall’infusione delle foglie di thè nero biologico di Ceylon e la frutta che più di ogni altra racchiude tutto il profumo e la magia dell’estate siciliana: la pesca e il melone – continua Claudia Sutera, responsabile Marketing Sibat Tomarchio – Il suo sapore è avvolgente, vellutato e fruttato e viene esaltato dalla nota di freschezza e dolcezza tipica del melone. Una nuova scommessa dopo il successo della linea premium “Bio”, oggi tra i principali marchi di riferimento nel mercato dei Soft Drink a base agrumi, i nuovi tè Tomarchio racconteranno la “personalità” di un’azienda che parla “local”, proiettandosi verso il mercato globale con quell’energia siciliana tramandata da tre generazioni».

Il rispetto delle tradizioni per oltre un secolo di storia; la selezione e la qualità delle materie prime; la tracciabilità della filiera e la valorizzazione del territorio in cui opera, sono da sempre i punti di forza-spiegano i dirigenti dell’azienda – di Tomarchio Bibite, storica azienda nata nel 1920 ad Acireale (Catania), oggi presente in tutto il mondo con i suoi prodotti. Vicina alla filiera, grazie alle partnership con il Distretto Produttivo Agrumi e i principali consorzi di tutela (Arancia Rossa Igp, Limone di Siracusa Igp, Arancia di Ribera Dop), Tomarchio ha continuato ad accrescere il valore del brand tramite investimenti in innovazione di prodotto e di processi, guardando al mercato che negli ultimi anni ha registrato la crescita esponenziale del comparto biologico.

Aci Sant’Antonio: Buoni spesa Covid-19, 121 le domande accolte.

Ruvo di Puglia: struttura recuperata diventa centro assistenza per anziani  in difficoltà -

 

Caruso: “La possibilità di una cifra residua prospetta un ulteriore bando”

Sono state 282 le domande presentate per accedere all’ultima tranche di Buoni Spesa Covid-19 per gli abitanti del Comune di Aci Sant’Antonio,con 121 richieste accolte e 161 respinte.
I Buoni, finanziati con PO FSE 2014-2020 e POC SICILIA 2014-2020 su base della Delibera Regionale 1224 del 28 marzo 2020 e della Legge Regionale 09/2020, potranno essere spesi presso i 14 esercizi convenzionati presenti sul territorio santantonese (alimentari, farmacie, negozi per bambini), esercizi che è possibile consultare sul sito web istituzionale del Comune di ci Sant’Antonio.
I beneficiari, il cui elenco si può ricavare da quello contenente le 282 richieste pubblicato sullo stesso sito web istituzionale (presente con le dovute accortezze richieste dalle norme sulla privacy), riceveranno comunicazione dell’esito positivo della richiesta tramite sms o mail, e potranno fruire della cifra spettante attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria.
“È un fatto importante che 121 santantonesi possano accedere a questa forma di sussistenza – ha dichiarato l’Assessore ai Servizi Sociali,Antonio Scuderi – Gli uffici hanno fatto, ancora una volta, un buon lavoro nell’esaminare le quasi 300 richieste, valutando caso per caso, e se necessario continueranno nel vaglio di ulteriori richieste per chi avendo la possibilità non ha ancora sfruttato questa importante opportunità”.
Il Sindaco, Santo Caruso, fa presente l’eventualità di un nuova erogazione: “Per chi non ha ancora ricevuto i Buoni, non rientrando in questa nuova tranche, dico che la possibilità di eventuali risorse,quindi di una cifra residua, prospetta un ulteriore bando, quindi nel caso di un riscontro positivo in questo senso faremo presente l’evenienza per presentare nuove domande.
“Quella dei Buoni Spesa -aggiunge -si è rivelata una soluzione importante in questi mesi per chi ha dovuto far fronte alla pandemia non solo sotto il punto di vista dell’emergenza sanitaria, e poter fornire risposte positive in questo senso alla cittadinanza è stato determinante. La speranza è che il ritorno ad una nuova forma di normalità offra delle soluzioni che possano significare in qualche modo anche stabilità per chi si trova in difficoltà economiche”.

Disco verde ad Aci Sant’Antonio per l’accesso ai buoni spesa elettronici

Emergenza Covid-19, al via le nuove domande per i buoni spesa.

Caruso:“I sostegni economici stanno diventando prioritari”

È aperta ancora una volta la possibilità di presentare istanza per l’accesso  ai buoni spesa elettronici per i soggetti facenti parte di
nuclei familiari che si trovano in stato di bisogno a causa dell’emer-
genza socio-assistenziale da Covid-19, buoni previsti dalla Delibera- zione della Giunta regionale siciliana n. 124 del 28/03/2020 e in attuazione della L.R. n. 9 del 12/05/2020, a valere sulle risorse messe a disposizione dal Poc Sicilia 2014-2020 e della somma residua del Po Fse 2014/2020.
L’intestatario della scheda anagrafica del nucleo familiare potrà
inoltrare la domanda corredata dalla copia del documento di identità in corso di validità presso l’Ufficio Protocollo o a mezzo mail (all’indirizzo protocollo@comune.acisantantonio.ct.it) o a mezzo PEC (all’indirizzo comune-acisantantonio@legalmail.it) entro le ore 12:00 di venerdì 7 maggio, e l’Ufficio Servizi Sociali provvederà a stilare un elenco di quelle accolte tenendo in considerazione lo stato di bisogno a fronte dell’emergenza

 

economica.
Anche in questo caso i buoni spesa saranno di tipo elettronico, legati alla tessera sanitaria, e non sarà possibile farli convertire in denaro,né potranno essere rimborsato: li si potrà solo utilizzare presso gli esercizi commerciali che avranno manifestato la propria disponibilità convenzionandosi con il Comune.
I cittadini potranno presentare una sola istanza (il cui modello è
presente sul sito web istituzionale dell’Ente) per nucleo famigliare,
secondo le indicazioni diramate e presenti sul sito web istituzionale
del Comune.
Le domande, lo ricordiamo, sono rivolte ai soggetti che si trovano in particolare stato di bisogno a causa della pandemia – ha dichiarato l’Assessore ai Servizi Sociali, Antonio Scuderi – e va da sé che non bisogna percepire alcun reddito da lavoro, né da rendite finanziarie, e non si deve essere destinatari di forme di sostegno pubblico.
Chiaramente condurremo delle verifiche a campione sulla veridicità delle istanze ricevute, ed eventuali false dichiarazioni verranno segnalate alle autorità competenti, facendo perdere al nucleo familiare ogni diritto in questo senso, con obbligo di restituzione delle somme percepite”.
Il Sindaco, Santo Caruso, evidenzia l’importanza delle misure di
sostegno: “Alla luce del tempo che passa queste forme di aiuto stanno diventando prioritarie: a oltre un anno dall’inizio dell’emergenza per diversi soggetti la situazione sta diventando insostenibile, e tutti i giorni ci confrontiamo con realtà disagiate, con vite che sembrano schiacciate dai giorni che passano a causa di redditi non più percepiti e spese che non cessano di bussare alla porta. Fino a quando sarà possibile queste misure serviranno per tamponare, ma auspichiamo un veloce ritorno a una forma di normalità, anche se labile, e per questo invito tutti a osservare le misure di prevenzione e vaccinarsi quando se avrà l’occasione, dato che al momento il nostro territorio sembra stia dando ancora al virus campo per agire”.

“LA REGIONE SICILIANA HA RITIRATO INSPIEGABILMENTE IL RENDICONTO DEL 2019” “FATTO GRAVISSIMO” DENUNCIA IL M5S

 

Luigi Sunseri, (nella foto sopra) componente della Commissione Bilancio all’Ars a proposito del ritiro in autotutela del rendiconto 2019 della Regione Siciliana spiega che è avvenuto un fatto molto grave alla Regione siciliana. “Il ritiro del rendiconto 2019 della Regione è un fatto gravissimo che non ha precedenti nella storia finanziaria della Regione Siciliana. Alla luce di questo ennesimo strafalcione, inizio a nutrire seri dubbi che questo Governo sarà capace di rispettare gli accordi presi con Roma e godere dei benefici concessi.  A questo punto il rinvio della parifica non è più probabile, come denunciavo in aula la settimana scorsa, ma è scientificamente certo. La ripresentazione del rendiconto comporta il riavvio dell’intera procedura da parte della Sezione di controllo della Corte dei Conti, per la cui definizione saranno necessari almeno un paio di mesi”.

Era il 1 Dicembre dello scorso anno – spiega Sunseri – quando la Sezione di Controllo della Corte dei Conti dichiarava l’irregolarità di ben 319 milioni di euro di residui attivi a causa del superamento della soglia del 2% costituita dall’errore massimo tollerabile. Appena pochi mesi addietro Musumeci decise di premiare i dirigenti responsabili dei dipartimenti con ben 7 milioni e mezzo di euro.  Ad aggravare la storia, già tormentata, di questa sessione di bilancio si aggiunge la concreta impossibilità, contrariamente a quanto dichiarato dal Presidente Miccichè, di approvare la finanziaria in mancanza della parifica della Corte dei Conti del rendiconto precedente. Questo significa che non  si potrà liberare l’avanzo necessario anche per la spesa per investimenti”.

A saltare, o quantomeno a subire un ritardo – conclude il deputato M5S- –  sarà anche il neo accordo Stato Regione ed in particolare il punto in cui questa avrebbe dovuto, tramite adeguati interventi legislativi ed amministrativi, ridurre la spesa corrente ai fini del ripiano del disavanzo. Nulla di nuovo sotto il sole. Dal 2016 ogni anno la Regione sottoscrive un accordo con il Governo per superare lo stato di grave sofferenza finanziaria del bilancio regionale e puntualmente ogni anno questa Regione non rispetta gli impegni assunti. Abbiamo a questo punto anche compreso perchè Musumeci continua a prendersela con i suoi dipendenti, è evidente che non è in grado di controllare i processi amministrativi guidandoli e al posto di prendersela con se stesso colpisce i suoi sottoposti. L’ennesima brutta pagina che peserà sulle tasche dei siciliani”

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