BCE, nel terzo trimestre l’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,2% E’ il momento positivo per le famiglie anche dei Mutui sia a tasso fisso che variabile

 

 

 

Secondo la stima  di Eurostat,  l’economia è cresciuta dello 0,2 per cento nel terzo trimestre del 2025.      L’osservazione proviene  della Banca Centrale Europea.

Il settore dei servizi ha continuato a crescere, stimolato dal vigore del comparto turistico e in particolare dell’espansione dei servizi digitali. Le indagini rivelano che tale crescita riflette i maggiori sforzi compiuti da molte imprese per modernizzare le proprie infrastrutture informatiche e integrare l’intelligenza artificiale nella propria operatività. Al tempo stesso, il settore manifatturiero è stato frenato dall’aumento dei dazi, dall’incertezza ancora elevata e dal rafforzamento dell’euro.

L’inflazione sui dodici mesi è aumentata al 2,2 per cento a settembre 2025, dal 2,0 di agosto, principalmente per effetto della minore diminuzione dei prezzi dei beni energetici rispetto al passato. A settembre l’inflazione dell’energia si è collocata al -0,4 per cento, dal -2,0 di agosto, mentre quella dei beni alimentari è scesa al 3,0 per cento a settembre, dal 3,2 di agosto. L’inflazione, al netto dei beni energetici e alimentari, è cresciuta al 2,4 per cento, dal 2,3 di agosto; quanto ai servizi, ha registrato un lieve incremento, dal 3,1 al 3,2 per cento, mentre è rimasta nuovamente invariata allo 0,8 per cento per i beni. Gli indicatori dell’inflazione di fondo restano coerenti con l’obiettivo del 2 per cento a medio termine perseguito dal Consiglio direttivo.

Il Consiglio direttivo sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia nell’attuale contesto geopolitico e accoglie con favore la riaffermazione di tale ambizione da parte dei leader dell’Ue nell’ambito del Vertice euro del 23 ottobre 2025. Le politiche di bilancio e strutturali dovrebbero stimolare la produttività, la competitività e la capacità di tenuta dell’economia. È fondamentale dare pronta attuazione al piano per la competitività della Commissione europea. Per la Bce i governi dovrebbero dare priorità alle riforme strutturali e agli investimenti strategici che favoriscono la crescita, assicurando al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. a di marcia ambiziosa, nonché adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’introduzione dell’euro digitale.   Conseguenze positive anche per chi stipula Mutui a tasso variabile e/o fisso.

Si apprende anche dalla Bce che : “Nel quarto trimestre del 2025 il PIL in termini reali nell’area dell’euro è atteso espandersi moderatamente, in un contesto di andamenti settoriali divergenti”, . “L’aumento del PMI composito preliminare relativo al prodotto in ottobreè coerente con una dinamica moderatamente positiva della crescita nel settore manifatturiero all’inizio del quarto trimestre, mentre l’attività nei servizi si è rafforzata ulteriormente, confermando il ruolo di tale settore quale principale traino dell’economia.

Inoltre  i più recenti indicatori anticipatori mostrano un quadro contrastante: a ottobre l’aumento dell’indice PMI composito per i nuovi ordini è stato trainato da entrambi i settori, mentre il calo delle aspettative delle imprese sui 12 mesi, desunto dall’indagine PMI, è stato particolarmente marcato per il comparto dei servizi e modesto per quello manifatturiero. Nel complesso, ci si attende che l’elevata incertezza, l’aumento dei dazi effettivi, il rafforzamento dell’euro e la maggiore concorrenza a livello mondiale frenino la crescita nel quarto trimestre del 2025″.

Regione siciliana azzera disavanzo e chiude rendiconto 2024 con +2,15 miliardi- Ora tocca alla Corte dei conti fare le osservazioni

 

 

rendiconto 2024 conferenza stampa

 

 

Palermo,

Dal deficit al surplus, afferma la Presidenza regionale siciliana.. La Regione Siciliana ha azzerato il disavanzo e, per la prima volta, registra un avanzo di amministrazione positivo pari a 2,15 miliardi di euro.

Il dato emerge dal Rendiconto generale 2024, approvato oggi dalla giunta. Il documento contabile evidenzia un recupero di oltre 3 miliardi di euro nell’ultimo esercizio, che ha permesso non solo di azzerare il disavanzo del precedente esercizio 2023, pari a poco più di 900 milioni di euro, ma anche di realizzare un avanzo superiore ai 2 miliardi.

Si tratta di un risultato senza precedenti: basti pensare che nel 2015, anno in cui la Regione ha iniziato ad applicare il decreto legislativo 118, il disavanzo aveva raggiunto i 6,192 miliardi di euro e che alla fine del 2022 il disavanzo era ancora pari a 4 miliardi.

«Abbiamo raggiunto un risultato senza precedenti per la nostra Regione, un motivo di orgoglio per il mio governo  – ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, oggi pomeriggio a Palazzo d’Orleans, nel corso di una conferenza stampa per illustrare i dati del Rendiconto – è frutto di un lavoro quotidiano, di gioco di squadra, di un proficuo e costante dialogo con il governo nazionale, di un’azione che ha spinto la crescita dell’economia regionale e di una politica di concretezza e rigore condivisa dai miei assessori al Bilancio, cominciata con Marco Falcone e portata a termine da Alessandro Dagnino».

All’incontro con la stampa erano presenti l’assessore all’economia Alessandro Dagnino, il ragioniere generale della Regione Ignazio Tozzo e il dirigente generale del dipartimento delle Finanze Silvio Cuffaro. In collegamento da Bruxelles anche l’ex assessore Marco Falcone, oggi deputato europeo.

«La Sicilia – ha continuato Schifani – adesso ha i conti in regola. All’atto del nostro insediamento, la regione aveva un disavanzo di 4 miliardi, oggi registriamo un avanzo di oltre due miliardi. Questo governo, con le sue scelte, ha dimostrato di saper guardare non soltanto all’oggi, affrontando le emergenze e ottenendo un aumento del pil superiore a quello nazionale, che ha fruttato un aumento del gettito fiscale, ma ha lo sguardo sul futuro, creando le premesse per uno sviluppo stabile che abbia ricadute anche sull’occupazione per i nostri giovani e sulla qualità della vita dei Siciliani. Per questo voglio essere chiaro: sono risorse che destineremo prioritariamente a investimenti».

Il Rendiconto 2024 si adegua alle raccomandazioni e ai rilievi formulati dalla Corte dei conti in occasione dei giudizi di parifica degli anni scorsi.

Tra le principali voci che hanno contribuito all’avanzo di amministrazione il rafforzamento del trend di aumento delle entrate. Grazie alla crescita dell’economia siciliana la Regione ha incassato nel 2024 circa 2,6 miliardi, oltre le stime. In particolare, è stato registrato un maggiore gettito di 1,125 miliardi di Irpef, 466 milioni di Ires (imposta sul reddito delle società), 387 di Iva, 116 di bollo auto e 73 di imposta di registro.

«Con l’approvazione del Rendiconto 2024 – afferma l’assessore dell’Economia Alessandro Dagnino – la Regione segna un passaggio storico: dal deficit al surplus. Abbiamo portato a segno uno straordinario obiettivo di risanamento grazie al dividendo fiscale e a politiche economiche e di bilancio ispirate ai principi di rigore e sviluppo. Con l’approvazione del rendiconto 2024 si apre una nuova stagione per i conti della regione, che consentiranno di spingere ulteriormente sullo sviluppo, incrementando la spesa produttiva per investimenti. Lo straordinario dato registrato oggi ci consente di puntare in modo deciso alla risoluzione del contenzioso con la Corte dei conti sui rendiconti degli anni precedenti, con l’obiettivo di liberare ulteriori risorse per gli esercizi futuri. Inoltre potremo immediatamente contare su spazi finanziari significativamente più elevati, da utilizzare già nella prossima legge di stabilità anche attraverso la fiscalità di vantaggio recentemente ottenuta con l’approvazione delle nuove norme di attuazione dello Statuto regionale”.

Emergenza casa in Sicilia, la commissione Hous a Palazzo d’Orléans al fine di elaborare strategie europee.

 

 

Commissione Hous a Palermo

 

Palermo,

l presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricevuto oggi, a Palazzo d’Orléans, una delegazione della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa (Hous), guidata da Irene Tinagli. Gli europarlamentari si trovano attualmente in Italia per una missione istituzionale che, dopo la tappa di Milano, ha raggiunto Palermo con l’obiettivo di analizzare da vicino i bisogni abitativi dei territori al fine di elaborare strategie europee che possano coadiuvare l’azione degli Stati membri e delle singole regioni.

«Questa visita rappresenta un’opportunità fondamentale – ha dichiarato il presidente Schifani durante l’incontro – per evidenziare le specificità del territorio siciliano e le sfide che affrontiamo quotidianamente nel garantire il diritto alla casa. Come Regione abbiamo già intrapreso alcune iniziative, come il contributo affitti per sostenere le famiglie in difficoltà, ma siamo consapevoli che è necessario un intervento strutturale. La revisione della politica di coesione europea rappresenta sicuramente un’occasione unica per destinare fondi specifici a questa emergenza sociale. La Sicilia è pronta a fare la propria parte e a intervenire con cofinanziamenti in accordo con le future strategie europee, per poter finalmente affrontare la crisi abitativa in maniera organica e sistemica».

All’incontro hanno partecipato, oltre a Irene Tinagli che la presiede, i membri della commissione Marco Falcone, Nikolina Brnjac, Gabriele Bischoff, Georgiana Teodorescu e Marko Vesligaj.

Procedure più semplici nei Geni civili della Sicilia che bloccavano finoggi ogni pratica anche per le cose più ovvie e superflue nelle strutture edilizie . L’assessore regionale Infrastrutture Aricò: «Incontro alle esigenze dei territori»

 

Assessore Regionale per le Infrastrutture e per la Mobilità

 

 

Palermo,

Meno burocrazia, tempi più rapidi: l’assessorato regionale delle Infrastrutture, guidato da Alessandro Aricò, ha pubblicato l’atteso decreto che introduce importanti semplificazioni per le procedure edilizie in Sicilia. Il provvedimento mira a superare le criticità emerse con l’applicazione della legge “Salva casa” recepita in Sicilia nel novembre del 2024.

La normativa nazionale prevedeva procedure complicate, soprattutto in tema di tolleranze costruttive in zona sismica: anche per piccolissime difformità negli edifici, ad esempio, servivano pratiche articolate al Genio civile, con tempi lunghi e costi elevati. Gli ordini professionali avevano segnalato le criticità all’assessorato, che ha prontamente risposto con il decreto n. 44 del primo settembre 2025.

«Da oggi regolarizzare un edificio in Sicilia sarà più semplice – dice l’assessore Aricò –  Abbiamo snellito le procedure per l’attestazione di idoneità strutturale, eliminando passaggi superflui e accelerando i tempi per professionisti e cittadini. Questo decreto è stato elaborato in stretta collaborazione con gli ordini professionali, per tradurre concretamente sul territorio le opportunità offerte dal decreto “Salva casa”. Un risultato che dimostra come il dialogo tra istituzioni e professionisti sia fondamentale per individuare soluzioni efficaci e immediatamente operative. Continueremo su questa strada per rendere sempre più semplice operare nel settore edilizio siciliano, garantendo naturalmente tutti i necessari controlli di sicurezza».

Il nuovo decreto regionale ha chiarito, ad esempio, che per difformità molto piccole (entro il 2%) non servirà fare nulla, mentre per quelle più grandi (dal 2% al 5%) basterà depositare un semplice certificato al Genio civile. Inoltre, non sarà sempre necessaria la richiesta di autorizzazione sismica e si proseguirà facendo riferimento agli adempimenti e alla documentazione tecnica previsti dall’articolo 34 del Dpr 380/2001.

Il Ministro Giorgetti dichiara in Commissione parlamentare di “essere disposto a voler ridurre le disuguaglianze”

 

 

 

 

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in audizione presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale,afferma:.

A livello internazionale il contesto economico e politico è da tempo caratterizzato da instabilità e incertezza” con “effetti differenziati tra le diverse,  Regioni e all’interno delle stesse riflettendo in modo significativo sulle dinamiche di crescita e sviluppo del territorio”. 

“I dati economici – prosegue Giorgetti – indicano il permanere di disparità tra le diverse aree e tra settori produttivi specifici, negli ultimi anni sono cresciuti divari anche nel Centro-nord e questi fenomeni hanno portato allo spopolamento di aree interne e desertificazione imprenditoriale di alcuni territori. È quindi fondamentale che il federalismo fiscale tenga conto di queste nuove dinamiche adottando, attraverso l’efficace ricorso alla perequazione, misure che – conclude – possano ridurre le diseguaglianze e promuovere uno sviluppo equilibrato e inclusivo su tutto il territorio nazionale”.

 

Economia, il governo della Regione Sicilia approva il Defr: negli ultimi tre anni il Pil è cresciuto del 3,5%

 

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Palermo,

Negli ultimi tre anni la Sicilia ha avuto una crescita del Pil pari al +3,5%, superiore rispetto al +2,8% del Mezzogiorno e al +2% dell’Italia. Sono i dati contenuti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il triennio 2026-2028 approvato oggi dalla giunta su proposta dell’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino.
«Anche quest’anno, l’Isola sta continuando a crescere – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – e il mio governo punta a portare i dati oltre le attese con forti politiche di sviluppo e investimenti. Porremo in essere le misure necessarie per contrastare il rallentamento globale dello scenario economico».
A seguito della riforma della governance economica europea, il Servizio statistica dell’assessorato dell’Economia ha realizzato un testo complesso che analizza lo scenario macroeconomico, con particolare attenzione alla composizione della domanda e dell’offerta nel mercato regionale, specie rispetto all’export, esamina le direttrici percorse dalla giunta di governo negli ultimi mesi e disegna quelle delle politiche future.
Per quanto riguarda il disavanzo della Regione, questo è passato dagli oltre 7 miliardi del 2018 ai 900 milioni del 2023, anno in cui si sono recuperati oltre 3,1 miliardi. «Nei prossimi anni – afferma l’assessore Dagnino – il governo Schifani intende fare tesoro del “dividendo fiscale”, cioè l’aumento delle entrate dipendente dall’aumento del Pil, per l’incremento della spesa produttiva, in particolare quella per investimenti. L’obiettivo è attivare un circolo virtuoso capace di sostenere ulteriormente la crescita economica, nel rispetto dell’equilibrio della finanza pubblica, mediante l’effetto moltiplicatore tipico della spesa finalizzata allo sviluppo».

L’italo-americano Palella nuovo editore de “La Sicilia” , per il rilancio del Quotidiano di Catania sul viale del tramonto

 

 

La crisi della carta stampata, le necessità economiche prioritarie dei lettori nel momento storico che viviamo, le difficoltà di conduzione , e ragioni personali di famiglia del proprietario sono i motivi dello storico passaggio del quotidiano “La Sicilia” all’imprenditore Salvatore Palella..(nell’immagine/foto sopra)..

L’operazione include anche la società editrice e la quota del quotidiano nell’agenzia ANSA.

Mario Ciancio Sanfilippo (foto Ansa)

Abbiamo deciso di affidare il nostro giornale a un imprenditore giovane e visionario come Salvatore Palella – si legge in una nota della famiglia Ciancio – certi che la sua visione internazionale saprà accompagnare La Sicilia verso nuovi traguardi, nel rispetto della tradizione che la nostra famiglia ha costruito con indipendenza nel corso di ottant’anni, favorendo battaglie importanti per lo sviluppo dell’Isola, sostenendo le forze più vive del territorio, divenendo strumento di democrazia e di legalità. Un giornale costruito con passione e amore, sentimenti che non sono scemati. Ma ci sono momenti importanti della vita in cui la ragione deve avere la meglio sul cuore. E questo è uno di quelli”.

Mutui imprese,il governatore siciliano Schifani: «Irfis ha già erogato 30 milioni, governo vicino al tessuto produttivo»

 

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Palermo,

«A meno di un mese dall’approvazione della graduatoria, l’Irfis ha già erogato i primi 30 milioni di euro alle piccole e medie imprese siciliane che avevano fatto richiesta del contributo per compensare l’aumento dei tassi di interesse sui mutui. È un risultato importante, che conferma l’efficienza dell’azione amministrativa del mio governo e la capacità di rispondere in tempi rapidi ai bisogni concreti del territorio. In un momento di difficoltà economica, sosteniamo chi investe e crea lavoro, perché crediamo profondamente che imprese e occupazione debbano essere al centro delle politiche pubbliche per lo sviluppo della Sicilia».
Lo annuncia il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. La misura, del valore complessivo di 45 milioni di euro, era stata predisposta dal governo regionale sei mesi fa, con un decreto dell’assessorato dell’Economia. Il termine per la presentazione delle istanze era scaduto a inizio marzo, in un mese è stata approvata la graduatoria e in meno di trenta giorni Irfis, soggetto attuatore, ha già provveduto a erogare le prime somme. A oggi, sono state liquidate circa tremila istanze su un totale di 4.850 inserite in graduatoria, con un importo medio per ciascuna azienda di circa 10 mila euro. Delle restanti domande, circa 900 sono ancora in attesa del Durc, mentre altre 700 sono in verifica da parte dell’Agenzia delle entrate per debiti o cartelle esattoriali. Secondo quanto previsto, il contributo a fondo perduto poteva coprire fino all’80% degli interessi corrispettivi relativi alle rate scadute nel corso del 2023 e pagate entro il 30 settembre 2024, con un massimo di 15 mila euro per impresa.
«Irfis ancora una volta – evidenzia la presidente dell’Istituto, Iolanda Riolo – si è dimostrato uno strumento efficiente nell’erogazione dei contributi alle imprese, rispettando tempi e procedure. In sei mesi, il governo è riuscito a costruire la misura e a destinare agli aventi diritto le somme grazie al prezioso lavoro dei nostri uffici. Trasformando l’esigenza di ristoro in realtà, si dà vita a una politica economica anticiclica e quanto più efficace, a vantaggio della parte sana del territorio siciliano, sempre più convinti che lavoro e imprese siano in cima alle priorità per lo sviluppo socio-economico, e indirettamente culturale, della nostra terra».

Vinitaly, ossia l’eccellenza siciliana in primo piano, il Presidente della Regione Sicilia Schifani inaugura il nuovo padiglione della Regione ..

 

 

 

Vino siciliano in mostra. Vino d’eccellenza.Questa mattina l’inaugurazione del Padiglione 2 della Regione Siciliana al Vinitaly 2025. All’evento hanno preso parte il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e l’Assessore all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Salvatore Barbagallo, che insieme hanno presieduto il taglio del nastro inaugurale.

Il Padiglione 2, interamente dedicato alle eccellenze vitivinicole siciliane, ospita aziende e consorzi che rappresentano il cuore della produzione enologica dell’isola. Lo spazio è stato concepito per promuovere i valori del Made in Sicily, con particolare attenzione alla qualità, alla tradizione e all’innovazione.

Il pensiero del  Presidente Renato Schifani: “La Regione Siciliana sostiene con determinazione il processo di internazionalizzazione del nostro prodotto. È essenziale non interrompere il trend di crescita attualmente in atto: per questo motivo, è nostra priorità adottare tutte le misure necessarie per rafforzare il settore. Puntare sulle nostre eccellenze, valorizzando la qualità che ci contraddistingue, rappresenta la strategia vincente. In questa direzione, la Regione è fortemente impegnata a semplificare le procedure burocratiche, al fine di accelerare i tempi e favorire lo sviluppo”.

L’Assessore Salvatore Barbagallo ha aggiunto: “Il Vinitaly rappresenta una vetrina internazionale di assoluto rilievo, un punto di incontro privilegiato tra le nostre eccellenze e operatori del settore, buyer e appassionati provenienti da ogni parte del mondo. In questo contesto, il vino siciliano si afferma come un vero ambasciatore della nostra cultura e del nostro territorio, capace di raccontare la storia, le tradizioni e l’identità unica dell’isola”.

Dissesto, da Roma 43 milioni per interventi prioritari in otto comuni siciliani -Vediamo quali sono

 

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Palermo,

Risorse per 43 milioni di euro: è questa la dotazione finanziaria che il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha riconosciuto alla Sicilia per interventi prioritari di mitigazione del rischio idrogeologico.

«Destineremo queste somme – commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al vertice della Struttura commissariale di contrasto al dissesto idrogeologico – alla realizzazione di opere di particolare urgenza per la messa in sicurezza di territori in otto comuni siciliani, restituendoli alla piena fruibilità delle comunità interessate. Queste risorse sono un importante riconoscimento per il prezioso lavoro di ricognizione e pianificazione svolto dagli uffici. Investire in prevenzione, oltre a salvaguardare la pubblica incolumità, consente di ridurre i costi e di preservare l’integrità dei versanti maggiormente a rischio».

Nel Messinese, con uno stanziamento di 5,6 milioni di euro verrà consolidata l’area urbana Case nuove Russo a Patti; mentre a Galati Mamertino, con 3,1 milioni, verrà messo in sicurezza il centro abitato. Inoltre, 2,1 milioni serviranno, a difesa delle abitazioni,
per il consolidamento del costone roccioso in prossimità del torrente Racinazzi a Scaletta Zanclea.

Nella provincia di Palermo, 7,8 milioni di euro saranno utilizzati per le opere di mitigazione del rischio idrogeologico sul versante del Monte Triona a Bisacquino; a Villabate, invece, è previsto un intervento da 2,6 milioni per sistemare le pareti rocciose sovrastanti via La Torre; mentre a Pollina con 1,4 milioni verrà consolidata la rupe San Pietro.

Gli altri interventi sono previsti a Misterbianco, in provincia di Catania, dove con 17,8 milioni di euro verrà effettuata la regimentazione delle acque meteoriche nell’area produttiva e commerciale di contrada Mezzocampo, mentre nell’Agrigentino, a San Biagio Platani, verrà finanziato con 1,8 milioni il consolidamento del versante su cui sorge il depuratore comunale.

 

Le risorse del Mase saranno gestite dagli uffici di piazza Ignazio Florio, diretti da Sergio Tumminello, che si occuperanno dell’attuazione degli interventi per tutti gli aspetti tecnici e amministrativi, nel rispetto dei cronoprogrammi indicati e attraverso un’interlocuzione costante con il ministero dell’Ambiente, che verrà aggiornato non soltanto sullo stato di avanzamento fisico, procedurale e finanziario dei lavori, ma anche sulle eventuali criticità riscontrate.