Fabrizio Fronterrè neo presidente Ance giovani: “Nuova programmazione e incontri nelle scuole”

Ance Giovani Catania: eletto il nuovo direttivo

Nella squadra: Emilia Colombrita, Gabriella Ferrini, Ludovico Porto e Giovanni Reina

CATANIA

Cambio al vertice di Ance Giovani Catania: il nuovo presidente è Fabrizio Fronterrè,(nella foto)  che – insieme all’Associazione etnea dei costruttori – ha le idee chiare sul percorso da intraprendere. «Bisogna cavalcare l’onda favorevole dei bonus fiscali e dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno dato slancio all’intero comparto edilizio e che rappresentano un’opportunità per dar vita a una nuova programmazione. Nonostante la pandemia – commenta il neo presidente – dobbiamo pensare ad attività che incentivino la collaborazione, la coesione con e tra i giovani iscritti e che avvicinino piccoli e grandi imprenditori del settore all’Associazione, da intendere quale fucina di idee e proposte per una crescita collettiva».

Un 2022, dunque, che inizia «con grandi obiettivi da raggiungere, ai quali si aggiungono – prosegue Fronterrè – la riqualificazione e rigenerazione di spazi abbandonati ed edifici dismessi attraverso concorsi di idee; e il riavvicinamento delle nuove generazioni al mondo dell’edilizia anche attraverso gli incontri nelle scuole».

Perfettamente in linea con le idee della governance Ance Catania, Fronterrè guiderà dunque il gruppo giovani dell’Associazione, mettendo a disposizione le sue conoscenze e il bagaglio di esperienze accumulato negli anni. Nel curriculum dell’imprenditore – nonché titolare del gruppo omonimo, attivo da oltre 60 anni nel settore dell’edilizia e dell’immobiliare – spicca la laurea alla Luiss in Economia, le innumerevoli esperienze all’estero e la sua partecipazione attiva ad Ance e Confindustria Catania.

A completare il nuovo organigramma di Ance Giovani Catania sono Emilia Colombrita, Gabriella Ferrini, Ludovico Porto e Giovanni Reina.

Catania: sgravio TARI per alcune categorie e per licenziamento o cassa integrazione

 

tari

Arriva dall’Amministrazione Comunale un sostegno alle famiglie in difficoltà per il pagamento della Tari.Anche a chi ha perduto il lavoro o è in cassa integrazione …

La Giunta Pogliese ha infatti determinato di ridurre o azzerare le tariffe TARI 2021 con contributi economici specifici destinate ad alcune categorie di utenze domestiche in stato di bisogno a causa dell’emergenza COVID-19, stanziando la somma di 4 milioni e 65 mila euro, pari all’intero contributo statale per questo tipo di aiuti.

Secondo l’Avviso/ bando pubblico possono beneficiare dello sgravio delle Tariffe TARI 2021, i nuclei familiari residenti nel Comune di Catania, in possesso di un indice della situazione economica equivalente (ultima dichiarazione ISEE in corso di validità) non superiore a 20.000,00, in cui almeno un componente risulti nelle seguenti condizioni di precarietà, determinata dall’emergenza Covid 19: perdita del lavoro per licenziamento dovuto a chiusura di attività lavorativa o cassa integrazione nel corso degli esercizi 2020/2021.

Tali condizioni, da intendersi come alternative o concomitanti, dovranno essere certificate con apposita dichiarazione in autocertificazione resa nelle forme di legge e verificabili mediante idonea documentazione.

Manteniamo un impegno assunto coi cittadini e le forze sociali della città -ha detto il sindaco Salvo Pogliese-  dando una boccata d’ossigeno alle famiglie che più di altre hanno sofferto l’emergenza Covid-19. La somma che abbiamo stanziato come aiuto ai più bisognosi supera il 25 % dell’incasso preventivato dalle utenze domestiche, che in sostanza significa che una famiglia su quattro potrà potenzialmente avvalersi di questi benefici. Qualora dovessero rimanere fondi da questi 4 milioni di euro -ha aggiunto il primo cittadino- i residui verranno utilizzati con altre modalità ma sempre per aiutare i più disagiati. Un obiettivo di grande valore sociale raggiunto anche grazie all’impegno dell’assessore Bonaccorsi, della dirigenza e dei funzionari della ragioneria generale e del Servizio Tributi, che anticipa altre misure di sostegno economico e alimentare per famiglie indigenti che a giorni renderemo note”.

L’agevolazione, per il solo anno 2021, previa verifica dei requisiti anche reddituali, verrà concessa sulla base delle domande che perverranno all’Ente compilando il modulo disponibile anche alla voce “Avvisi” nella home page del sito internet www.comune.catania.it

I richiedenti dovranno presentare apposita istanza entro e non oltre il termine del 28 dicembre 2021, fornendo le informazioni e le dichiarazioni di cui allo schema di domanda.

L’agevolazione in esame sarà concessa, per il solo anno 2021, previa verifica dei requisiti anche reddituali, sulla base delle domande che perverranno all’Ente compilando l’apposito modulo, riversando direttamente il contributo assegnato all’Ufficio Tributi dell’Ente, effettuando le operazioni di conguaglio e rimborso delle somme eventualmente già corrisposte dagli utenti beneficiari, tenendo conto anche di eventuali posizioni debitorie afferenti la TARI.

Le istanze possono essere presentate mediante recapito “a mano” o con invio raccomandataA/R, o con plico analogo alla raccomandata inoltrato da corrieri specializzati, al Protocollo del Comune di Catania di piazza Duomo, specificando sulla busta la seguente dicitura: “AVVISO PUBBLICO PER L’ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI PER UTENZE DOMESTICHE TARI”.

Farà fede, a prescindere dalla modalità di trasmissione, la data di arrivo apposta dall’Ufficio protocollo del Comune.

Le domande, una per nucleo familiare, possono essere recapitate anche a mezzo Pec al seguente indirizzo: comune.catania@pec.it oppure accedendo tramite Spid con il portale digitale “Catania Semplice” attivo all’interno del sito istituzionale, dove verrà comunicata anche l’ammissione/esclusione al beneficio economico.

L’Amministrazione potrà provvedere alla verifica della veridicità delle dichiarazioni rese in sede di istanza, provvedendo alla denuncia all’Autorità Giudiziaria in caso di false dichiarazioni.

Un ponte tra la Sicilia e l’Oriente, i nuovi te’ freddi biologici di Tomarchio

 

 

Un ponte tra la Sicilia e l’Oriente, per un viaggio all’insegna della tradizione e del gusto. Tomarchio Bibite amplia il suo portafoglio di prodotti con l’obiettivo di valorizzare il territorio in cui opera. La nuova linea di “Thè” biologici Tomarchio nasce dall’incontro tra i sapori asiatici e i gusti intensi e freschi del Mediterraneo: un intreccio di armoniose combinazioni tra l’acqua sorgiva delle pendici dell’Etna, gli aromi intensi delle foglie di tè nero bio e due accostamenti inediti come “Limone di Siracusa Igp e Mandarino di Ciaculli” e “Pesca e Melone”.

«Un’operazione nata dalla voglia di sperimentare, sempre all’insegna della qualità e della tradizione della nostra azienda, per offrire ai nostri consumatori novità estive – spiega Roberto Roccatti, direttore generale Sibat Tomarchio – Abbiamo lavorato a un vero e proprio mix tra i gusti autentici siciliani e quelli orientali, con combinazioni “bigusto” davvero inedite. Non un semplice tè al Limone, ma una speciale ricetta caratterizza il nostro “Thè” Limone e Mandarino BIO: al sapore sottile e deciso dell’infuso di thè nero biologico abbiamo aggiunto la naturale freschezza del “Limone di Siracusa IGP” e la delicatezza del Mandarino di Ciaculli, per una bibita rinfrescante dal gusto pieno e delicato al tempo stesso, e dal retrogusto agrumato, persistente e deciso».

«Il nostro Thè Pesca e Melone BIO nasce dall’infusione delle foglie di thè nero biologico di Ceylon e la frutta che più di ogni altra racchiude tutto il profumo e la magia dell’estate siciliana: la pesca e il melone – continua Claudia Sutera, responsabile Marketing Sibat Tomarchio – Il suo sapore è avvolgente, vellutato e fruttato e viene esaltato dalla nota di freschezza e dolcezza tipica del melone. Una nuova scommessa dopo il successo della linea premium “Bio”, oggi tra i principali marchi di riferimento nel mercato dei Soft Drink a base agrumi, i nuovi tè Tomarchio racconteranno la “personalità” di un’azienda che parla “local”, proiettandosi verso il mercato globale con quell’energia siciliana tramandata da tre generazioni».

Il rispetto delle tradizioni per oltre un secolo di storia; la selezione e la qualità delle materie prime; la tracciabilità della filiera e la valorizzazione del territorio in cui opera, sono da sempre i punti di forza-spiegano i dirigenti dell’azienda – di Tomarchio Bibite, storica azienda nata nel 1920 ad Acireale (Catania), oggi presente in tutto il mondo con i suoi prodotti. Vicina alla filiera, grazie alle partnership con il Distretto Produttivo Agrumi e i principali consorzi di tutela (Arancia Rossa Igp, Limone di Siracusa Igp, Arancia di Ribera Dop), Tomarchio ha continuato ad accrescere il valore del brand tramite investimenti in innovazione di prodotto e di processi, guardando al mercato che negli ultimi anni ha registrato la crescita esponenziale del comparto biologico.

Aci Sant’Antonio: Buoni spesa Covid-19, 121 le domande accolte.

Ruvo di Puglia: struttura recuperata diventa centro assistenza per anziani  in difficoltà -

 

Caruso: “La possibilità di una cifra residua prospetta un ulteriore bando”

Sono state 282 le domande presentate per accedere all’ultima tranche di Buoni Spesa Covid-19 per gli abitanti del Comune di Aci Sant’Antonio,con 121 richieste accolte e 161 respinte.
I Buoni, finanziati con PO FSE 2014-2020 e POC SICILIA 2014-2020 su base della Delibera Regionale 1224 del 28 marzo 2020 e della Legge Regionale 09/2020, potranno essere spesi presso i 14 esercizi convenzionati presenti sul territorio santantonese (alimentari, farmacie, negozi per bambini), esercizi che è possibile consultare sul sito web istituzionale del Comune di ci Sant’Antonio.
I beneficiari, il cui elenco si può ricavare da quello contenente le 282 richieste pubblicato sullo stesso sito web istituzionale (presente con le dovute accortezze richieste dalle norme sulla privacy), riceveranno comunicazione dell’esito positivo della richiesta tramite sms o mail, e potranno fruire della cifra spettante attraverso l’utilizzo della tessera sanitaria.
“È un fatto importante che 121 santantonesi possano accedere a questa forma di sussistenza – ha dichiarato l’Assessore ai Servizi Sociali,Antonio Scuderi – Gli uffici hanno fatto, ancora una volta, un buon lavoro nell’esaminare le quasi 300 richieste, valutando caso per caso, e se necessario continueranno nel vaglio di ulteriori richieste per chi avendo la possibilità non ha ancora sfruttato questa importante opportunità”.
Il Sindaco, Santo Caruso, fa presente l’eventualità di un nuova erogazione: “Per chi non ha ancora ricevuto i Buoni, non rientrando in questa nuova tranche, dico che la possibilità di eventuali risorse,quindi di una cifra residua, prospetta un ulteriore bando, quindi nel caso di un riscontro positivo in questo senso faremo presente l’evenienza per presentare nuove domande.
“Quella dei Buoni Spesa -aggiunge -si è rivelata una soluzione importante in questi mesi per chi ha dovuto far fronte alla pandemia non solo sotto il punto di vista dell’emergenza sanitaria, e poter fornire risposte positive in questo senso alla cittadinanza è stato determinante. La speranza è che il ritorno ad una nuova forma di normalità offra delle soluzioni che possano significare in qualche modo anche stabilità per chi si trova in difficoltà economiche”.

Disco verde ad Aci Sant’Antonio per l’accesso ai buoni spesa elettronici

Emergenza Covid-19, al via le nuove domande per i buoni spesa.

Caruso:“I sostegni economici stanno diventando prioritari”

È aperta ancora una volta la possibilità di presentare istanza per l’accesso  ai buoni spesa elettronici per i soggetti facenti parte di
nuclei familiari che si trovano in stato di bisogno a causa dell’emer-
genza socio-assistenziale da Covid-19, buoni previsti dalla Delibera- zione della Giunta regionale siciliana n. 124 del 28/03/2020 e in attuazione della L.R. n. 9 del 12/05/2020, a valere sulle risorse messe a disposizione dal Poc Sicilia 2014-2020 e della somma residua del Po Fse 2014/2020.
L’intestatario della scheda anagrafica del nucleo familiare potrà
inoltrare la domanda corredata dalla copia del documento di identità in corso di validità presso l’Ufficio Protocollo o a mezzo mail (all’indirizzo protocollo@comune.acisantantonio.ct.it) o a mezzo PEC (all’indirizzo comune-acisantantonio@legalmail.it) entro le ore 12:00 di venerdì 7 maggio, e l’Ufficio Servizi Sociali provvederà a stilare un elenco di quelle accolte tenendo in considerazione lo stato di bisogno a fronte dell’emergenza

 

economica.
Anche in questo caso i buoni spesa saranno di tipo elettronico, legati alla tessera sanitaria, e non sarà possibile farli convertire in denaro,né potranno essere rimborsato: li si potrà solo utilizzare presso gli esercizi commerciali che avranno manifestato la propria disponibilità convenzionandosi con il Comune.
I cittadini potranno presentare una sola istanza (il cui modello è
presente sul sito web istituzionale dell’Ente) per nucleo famigliare,
secondo le indicazioni diramate e presenti sul sito web istituzionale
del Comune.
Le domande, lo ricordiamo, sono rivolte ai soggetti che si trovano in particolare stato di bisogno a causa della pandemia – ha dichiarato l’Assessore ai Servizi Sociali, Antonio Scuderi – e va da sé che non bisogna percepire alcun reddito da lavoro, né da rendite finanziarie, e non si deve essere destinatari di forme di sostegno pubblico.
Chiaramente condurremo delle verifiche a campione sulla veridicità delle istanze ricevute, ed eventuali false dichiarazioni verranno segnalate alle autorità competenti, facendo perdere al nucleo familiare ogni diritto in questo senso, con obbligo di restituzione delle somme percepite”.
Il Sindaco, Santo Caruso, evidenzia l’importanza delle misure di
sostegno: “Alla luce del tempo che passa queste forme di aiuto stanno diventando prioritarie: a oltre un anno dall’inizio dell’emergenza per diversi soggetti la situazione sta diventando insostenibile, e tutti i giorni ci confrontiamo con realtà disagiate, con vite che sembrano schiacciate dai giorni che passano a causa di redditi non più percepiti e spese che non cessano di bussare alla porta. Fino a quando sarà possibile queste misure serviranno per tamponare, ma auspichiamo un veloce ritorno a una forma di normalità, anche se labile, e per questo invito tutti a osservare le misure di prevenzione e vaccinarsi quando se avrà l’occasione, dato che al momento il nostro territorio sembra stia dando ancora al virus campo per agire”.

“LA REGIONE SICILIANA HA RITIRATO INSPIEGABILMENTE IL RENDICONTO DEL 2019” “FATTO GRAVISSIMO” DENUNCIA IL M5S

 

Luigi Sunseri, (nella foto sopra) componente della Commissione Bilancio all’Ars a proposito del ritiro in autotutela del rendiconto 2019 della Regione Siciliana spiega che è avvenuto un fatto molto grave alla Regione siciliana. “Il ritiro del rendiconto 2019 della Regione è un fatto gravissimo che non ha precedenti nella storia finanziaria della Regione Siciliana. Alla luce di questo ennesimo strafalcione, inizio a nutrire seri dubbi che questo Governo sarà capace di rispettare gli accordi presi con Roma e godere dei benefici concessi.  A questo punto il rinvio della parifica non è più probabile, come denunciavo in aula la settimana scorsa, ma è scientificamente certo. La ripresentazione del rendiconto comporta il riavvio dell’intera procedura da parte della Sezione di controllo della Corte dei Conti, per la cui definizione saranno necessari almeno un paio di mesi”.

Era il 1 Dicembre dello scorso anno – spiega Sunseri – quando la Sezione di Controllo della Corte dei Conti dichiarava l’irregolarità di ben 319 milioni di euro di residui attivi a causa del superamento della soglia del 2% costituita dall’errore massimo tollerabile. Appena pochi mesi addietro Musumeci decise di premiare i dirigenti responsabili dei dipartimenti con ben 7 milioni e mezzo di euro.  Ad aggravare la storia, già tormentata, di questa sessione di bilancio si aggiunge la concreta impossibilità, contrariamente a quanto dichiarato dal Presidente Miccichè, di approvare la finanziaria in mancanza della parifica della Corte dei Conti del rendiconto precedente. Questo significa che non  si potrà liberare l’avanzo necessario anche per la spesa per investimenti”.

A saltare, o quantomeno a subire un ritardo – conclude il deputato M5S- –  sarà anche il neo accordo Stato Regione ed in particolare il punto in cui questa avrebbe dovuto, tramite adeguati interventi legislativi ed amministrativi, ridurre la spesa corrente ai fini del ripiano del disavanzo. Nulla di nuovo sotto il sole. Dal 2016 ogni anno la Regione sottoscrive un accordo con il Governo per superare lo stato di grave sofferenza finanziaria del bilancio regionale e puntualmente ogni anno questa Regione non rispetta gli impegni assunti. Abbiamo a questo punto anche compreso perchè Musumeci continua a prendersela con i suoi dipendenti, è evidente che non è in grado di controllare i processi amministrativi guidandoli e al posto di prendersela con se stesso colpisce i suoi sottoposti. L’ennesima brutta pagina che peserà sulle tasche dei siciliani”

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GAETANO FICHERA: «NUOVA CARTA DEI SERVIZI E SINERGIA CON INPS E INAIL PER MONITORARE I CANTIER

 

CASSA EDILE DI CATANIA, ELETTO NUOVO PRESIDENTE

 

CATANIA

È l’imprenditore Gaetano Fichera (nella foto)il nuovo presidente della Cassa Edile di Catania, ente strategico per lo sviluppo del territorio – al quale sono iscritte circa 2mila imprese attive e quasi 9mila operai – che garantisce assistenza e mutualità nel rispetto della contrattazione nel settore delle costruzioni.

«Ho accettato l’incarico, con spirito associativo e di servizio – sottolinea Fichera, già presente in Ance Catania con una solida e qualificata esperienza associativa – in un periodo critico in cui la restrizione delle attività, causata dall’emergenza pandemica, ha aggravato lo stato di debolezza cronica che colpisce il settore delle costruzioni da dieci anni a questa parte. Ringrazio il Presidente Rosario Fresta e l’intero Consiglio Generale di Ance Catania, per la fiducia accordata. È un ruolo di grande responsabilità, soprattutto in questa situazione d’emergenza che impone una riorganizzazione della gestione del lavoro. Sosterremo i nostri iscritti, assistendo, informando e preparando imprese e lavoratori ad affrontare questo delicato momento».

«Ho intenzione di predisporre una carta dei servizi dell’Ente – continua il neopresidente – per potenziare etica e trasparenza, rispecchiando realmente l’acronimo “AMICA” (Assistenza Mutualità Istruzione Catanese). Larga parte dei contribuenti accosta la Cassa Edile solo all’idea di un’imposizione rigida ed esosa, ma l’Ente nasce con altre finalità e la percezione dovrà essere adeguata alla sua reale natura. Comunicheremo con maggiore incisività le informazioni utili a comprendere i benefici a sostegno del settore. La fuga, più o meno lecita, dal CCNL edile a favore di altri contratti, con minori costi e garanzie, si argina anche così».

«In merito al tema della legalità, con la regia istituzionale della prefettura, proporrò al Comitato di Gestione della Cassa di avviare una collaborazione strutturale con Inps e Inail – conclude Fichera – affinché si possano incrociare le informazioni, quantitative e qualitative, comunicate ai rispettivi istituti, monitorando la reale attività in essere presso i cantieri della provincia di Catania. Questa è la direzione sulla quale ritengo ci muoveremo di concerto con le Organizzazioni Sindacali che rappresentano l’altra metà dell’Ente bilaterale».

ARCHITETTI: CAMBIARE ROTTA PER SALVARE L’ECONOMIA

 

Pandemia e digitalizzazione, le criticità degli uffici pubblici

 

Nuove costruzioni: quando si può avere il bonus 50% - Guida per Casa

 

 

ARCHITETTI: «DIFFICILE ACCEDERE AI SERVIZI DELLA P.A.
GRAVI RITARDI PER IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI»

CATANIA –

 Non è un problema solo catanese, è una criticità rilevata in tutto il territorio nazionale: «La nostra categoria e, più in generale, i professionisti che operano nel settore dell’edilizia, stanno riscontrato serie difficoltà a dialogare con gli Enti Pubblici, in particolare con i Comuni del territorio provinciale, a causa della riduzione della presenza fisica dei dipendenti – nella maggior parte dei casi in smartworking – e della mancata informatizzazione dei servizi.  Una situazione che di fatto sta ingessando, rallentando e bloccando numerosi interventi, proprio in un momento di grande opportunità dato dalle agevolazioni governative». Questa l’osservazione del presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Alessandro Amaro, alla luce degli ostacoli riscontrati dalla categoria sul fronte dell’accesso agli atti pubblici.

«La riduzione del personale nella P.A. e le limitazioni per il contenimento della diffusione del Covid stanno causando ritardi e danni all’economia, specie nel settore delle costruzioni – ha precisato il massimo esponente dell’Ordine degli Architetti di Catania – Basti pensare alle difficoltà di consultazione degli archivi (ancora cartacei e non digitalizzati) per gli atti di conformità urbanistica e strutturale degli edifici». Una brusca frenata per un intero comparto che invece, allo stato attuale, ha «mezzi e strumenti per risollevarsi dopo tanti anni di stallo e di crisi. Su tutti il Superbonus 110%, ma anche Ecobonus, Sismabonus e Bonus Facciate», ha evidenziato Amaro. Che ha poi aggiunto: «È auspicabile e necessario un cambio di rotta per non perdere questa grande occasione economica e di rigenerazione urbana».

Come riuscire a ottenere risultati in tempi brevi? «Credo sia necessario potenziare il personale e impiegare quello esistente lì dove sono state riscontrate le maggiori difficoltà. Mi riferisco agli uffici e agli sportelli per il reperimento di informazioni sui piani urbanistici, agli archivi e alla fruizione di alcuni servizi rivolti ai cittadini. Chiediamo di poter interloquire tramite appuntamento telefonico o video call, perché spesso è impossibile fissare appuntamenti e le risposte via mail rimangono disattese. Del resto, il lavoro dei dipendenti pubblici e dei professionisti converge verso lo stesso obiettivo: l’interesse del cittadino e lo sviluppo del territorio – ha concluso il presidente degli Architetti – Contemporaneamente, bisognerà proseguire nel processo di digitalizzazione e migliorare sistemi obsoleti. La pandemia ha fatto emergere tutte le criticità del sistema: è il momento di trasformare tutto questo in opportunità».

Ordine degli architetti di Catania: Alessandro Amaro nuovo presidente -

SUD  LIBERTA’:  MA DOV’ERA L’ARCH. A. AMARO DEL GENIO CIVILE , NEL DECENNIO PRECEDENTE?

Fin qui il Comunicato dell’Ordine. Ma ci chiediamo noi di Sud Libertà: nei decenni precedenti il presidente dell’Ordine, A.Amaro, funzionario direttivo del Genio civile di Catania e rappresentante sindacale del “Cobas-Codir”

Alessandro Amaro Archivi -

L’Arch. Alessandro Amaro 

perchè , nella qualità, non ha dato l’esempio, non ha cioè segnalato al suo (ex) Capoufficio, ing.Ragusa –   “dimessosi” dopo oltre dieci anni(!!!) dal Genio civile per storture varie della struttura,archivi e pratiche utenti seppellite negli scantinati pieni di polvere, omessa trasparenza,pressioni di “dubbia natura” oltre che “inerzia ed incapacità” comunicata persino -è noto tutto questo ora – dal Governatore Nello Musumeci, – questo cambio di rotta della P. amministrazione?     

    

ESEMPIO TOMARCHIO: VALORIZZARE IL PATRIMONIO AGRUMICOLO SICILIANO

 

CENTO ANNI DI TOMARCHIO BIBITE
BENEMERENZA CIVICA DA PARTE DEL COMUNE DI ACIREALE

 

«Tomarchio quest’anno compie un secolo di vita: una ricorrenza a sugello di un’attività che ha portato alto il nome del nostro territorio in campo nazionale e internazionale». Con queste parole il sindaco di Acireale Stefano Alì ha consegnato all’azienda che dal 1920 produce bibite all’ombra del Vulcano, la benemerenza civica: un riconoscimento da parte del Comune a chi ha saputo dare un importante contributo e un sostegno alla città.

«Un riconoscimento che premia l’impegno della nostra realtà imprenditoriale – ha commentato Savio Boarini, Amministratore unico della Sibat Tomarchio srl, azienda del gruppo Acies – e che giungendo proprio nell’anno di celebrazione del nostro centenario ci ricorda quanto solido e imprescindibile sia il legame tra le nostre bibite e il territorio di Acireale. È qui che dal 1920 produciamo i nostri prodotti sostenendo oggi 36 famiglie, attraverso i lavoratori diretti e un indotto stimato di altre 300 famiglie tra addetti ai lavori e fornitori, in particolare della filiera agrumicola locale, dalla quale provengono le principali materie prime utilizzate. Nell’etichetta delle nostre bibite – oggi esportate in ben 26 paesi nel mondo – continuiamo a mantenere con grande orgoglio la scritta “Acireale”, proprio per rimarcare le nostre origini e quel senso di appartenenza che contraddistingue la nostra identità. Pur guardando al futuro e seguendo le dinamiche di un mercato in evoluzione restiamo saldamente ancorati alle nostre tradizioni, per difenderle e raccontarle oltre i confini regionali».

 

All’evento – che si è svolto questo pomeriggio nel Palazzo di Città – anche il presidente della Sezione Alimentari di Confindustria Catania Cristina Busi Ferruzzi, che ha voluto rimarcare il valore dell’azienda acese, che da sempre opera con l’intento di «fare rete per creare sviluppo, potenziare l’economia e valorizzare il patrimonio agrumicolo siciliano. Uno sforzo che in questo momento di grandi difficoltà assume ancora più valore – ha sottolineato – se infatti da una parte questa pandemia devastante ha duramente colpito il mercato, causando flessione di fatturati e ripercussioni sull’intera filiera; dall’altra c’è il peso dei carichi fiscali – come Sugar e Plastic Tax – che rischiano di annullare tutti gli sforzi tesi a mantenere i livelli di occupazione e produttività. Aziende come Sibat Tomarchio, realtà territoriali da salvaguardare e difendere, operano in un contesto che continua a penalizzare valori ed eccellenze. L’auspicio è quello di poter operare in un clima di ritrovata normalità, con più benefici e soprattutto più tutele, a garanzia della crescita dell’azienda e di tutto il territorio».

 

L’azienda di Acireale, che quest’anno spegne le sue prime 100 candeline, è da sempre una costante presenza e un punto riferimento nella vita quotidiana delle famiglie siciliane. A conferma dei riconoscimenti dei propri consumatori ha continuato ad accrescere il valore del marchio tramite investimenti in innovazione di prodotto e di processi, dotandosi nei decenni delle più importanti certificazioni internazionali in materia di sicurezza (alimentare, ambientale e sul lavoro), alle quali oggi si affiancano le certificazioni BIO, USDA Organic, Vegan OK e FSC. Ed è proprio con l’obiettivo di rafforzare la propria leadership in Sicilia e di aprirsi al mercato italiano che nel 2016 è approdata sui mercati la linea di bibite biologiche TomarchioBIO. Un vero e proprio progetto di filiera nato dalla collaborazione con il Distretto Produttivo Agrumi e i principali consorzi di tutela (Arancia Rossa Igp, Limone di Siracusa Igp, Arancia di Ribera D.O.P), che sin dall’inizio ha ottenuto grande consenso da parte dei professionisti del settore, delle principali catene della ristorazione italiana e dei consumatori regionali, nazionali e internazionali, ricevendo prestigiosi riconoscimenti, come il BIO Awards al Sana di Bologna e il Food Awards in occasione del Summer Fancy Food di New York.

Continuando con orgoglio il percorso che la contraddistingue – una produzione artigianale rispettosa del metodo di lavorazione tramandato gelosamente da tre generazioni; una ricetta tutta siciliana che utilizza agrumi biologici a km0 e acqua proveniente dalle pendici dell’Etna – Tomarchio si prepara ad affrontare il nuovo anno con due novità, due nuove linee di bibite biologiche che racconteranno anch’esse i sapori dell’Isola e i gusti che racchiudono tutta la freschezza dei frutti di una terra unica per la sua bellezza e ricchezza.

«INFRASTRUTTURE SICILIA, SINERGIA PUBBLICO/PRIVATO PER COLMARE IL GAP DEGLI ULTIMI 50 ANNI»

 

 

Ance Catania, assessore regionale Marco Falcone (nella foto “Press” sopra) presente a insediamento nuovo Consiglio Generale

CATANIA

«In questi anni grazie all’Ance non sono mai mancati suggerimenti, consigli, supporti, confronti costruttivi: abbiamo fatto tanto, e tanto altro potremo fare. Grazie al nuovo presidente Rosario Fresta per avermi invitato; grazie al presidente uscente Giuseppe Piana, con cui abbiamo condiviso anni proficui; grazie per avermi dato la possibilità di portare i saluti del presidente Musumeci e di essere vicino all’Associazione in un momento critico come quello che stiamo vivendo».

Così l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone ha accolto l’invito dei Costruttori etnei, partecipando questa mattina all’insediamento del nuovo Consiglio generale composto dai vicepresidenti Giuseppe Costantino e Salvatore Messina, dal tesoriere Gaetano Vecchio e dai consiglieri Marco Colombrita, Giuseppe Coppola, Marcello La Rosa, Antonio Pinzone, Nunziato Vecchio.

«Le mascherine che indossiamo oggi – ha continuato Falcone – sono il simbolo di quella limitazione che crea non pochi problemi, mettendo in difficoltà il sistema economico, il settore privato così come la tenuta dei Lavori Pubblici. Non a caso Ance nei giorni scorsi, in ragione anche della pandemia, ha chiesto e ottenuto da parte di RFI lo spostamento dei due lotti del raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo: la scadenza della gara è stata spostata a gennaio, per consentire a quante più imprese di poter partecipare a un progetto strategico di tale portata. In Sicilia, nonostante le difficoltà, stiamo cercando di andare avanti per consentire all’Isola di muoversi nei binari dello sviluppo. C’è stato il Covid, ci sono stati alcuni freni, malgrado questo nel 2020 attraverso gli Urega abbiamo mandato in gara ben 245 milioni di euro di appalti, più di 90, il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Mancano ancora 30 giorni alla fine dell’anno e noi avvieremo gli appalti più importanti di quest’anno – a Catania e Siracusa – confidando di arrivare a 290 mln con 105 gare. L’Onsai (Osservatorio nazionale sui Servizi di Architettura e Ingegneria) ha certificato che in Sicilia nel 2019 e nel 2020 c’è stato un aumento dell’88% degli affidamenti ai liberi professionisti come architetti e ingegneri, grazie ai concorsi di progettazione e ai bandi tecnici. Siamo passati da 292 a 555 affidamenti e siamo ancora al 30 novembre. Tutto ciò grazie alle linee guida per i “bando tipo” varati nel 2018. Siamo riusciti a snellire e migliorare gli iter, trasformando la spesa pubblica in cantieri e lavoro per imprese e liberi professionisti».

Prossimo step, da parte della Regione Siciliana, sarà entro gennaio la realizzazione della piattaforma informatica che consentirà alle aziende di avere un cassetto digitale e di raggiungere quella “semplificazione” burocratica tanto attesa dalla categoria. «Siamo certi che la sinergia pubblico/privato, nel solco già tracciato – ha commentato Fresta – consentirà di migliorare ulteriormente il sistema, mettendo in campo azioni e strumenti tesi a valorizzare il nostro territorio. Grazie all’assessore per questa importante testimonianza che dà spiragli di luce e speranza in un momento davvero buio per tutto il comparto. Noi saremo collaborativi e propositivi, cercando di contribuire per recuperare il terreno perso negli ultimi 50 anni, colmando il gap infrastrutturale della nostra Isola».

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