DA DOMANI PARTE IL G7, DEI LEADER DEL PIANETA. E’ LA PRIMA VOLTA CHE UN PAPA PARTECIPA AI LAVORI

epa11176790 A handout photo made available by the Italian Government Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni arriving by train in Kyiv, Ukraine, 24 February 2024, the second anniversary since the start of Russia's invasion of Ukraine. Ukraine on 24 February marks the second year since Russian troops entered its territory, starting a conflict that has provoked destruction and a humanitarian crisis. EPA/FILIPPO ATTILI/ITALIAN GOVERNMENT PRESS OFFICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

 

 

Dal domani al 15 giugno al via il G7 a Borgo Egnazia, la piccola cittadina nei pressi di Fasano che la premier Giorgia Meloni ha scelto come location del summit. Tre giorni di sessioni durante i quali i leader – da Joe Biden a Emmanuel Macron, passando a Rishi Sunak, Olaf Scholz, Fumio Kishida, Justin Trudeau e i vertici dell’Ue Charles Michel e Ursula Von Der Leyen – affronteranno le principali sfide globali.

Papa Francesco
Negli incroci con il presidente Macron e con il premier tedesco Olaf Scholz, oltre che con la stessa Ursula von der Leyen, saranno inevitabili i riferimenti ai nuovi assetti di Bruxelles.      Si presume intanto che  nulla dovrebbe succedere  prima del 30 giugno, quando si terranno le elezioni politiche in Francia indette dopo il successo dei lepenisti alle Europee. Giorgia Meloni, il cui ruolo più centrale ora fra i leader ora è più consolidato, vuole vedere prima se Marine Le Pen arriverà al governo, con gli equilibri che potrebbero cambiare ulteriormente, 

Prenderanno parte ai lavori  del G7, dei Sette grandianche i rappresentanti di alcuni Stati e organizzazioni internazionali invitati dalla presidenza di turno. Oltre al ‘battesimo’ di un pontefice al G7 – Papa Bergoglio sarà tra i protagonisti del summit – ci saranno infatti Abdelmadjid Tebboune (Algeria), Javier Milei (Argentina), Luis Ignacio Lula da Silva (Brasile), Mohammed bin Zayed (Emirati Arabi Uniti), il Re della Giordania Abdallah II, Narendra Modi (India), William Ruto (Kenya), Mohamed Ould Ghazouani (Mauritania-Presidenza dell’Unione Africana), Kaïs Saïed (Tunisia), Recep Tayyip Erdoğan (Turchia), Akinwumi Adesina (Banca Africana di Sviluppo), Ajay Banga (Banca Mondiale), Kristalina Georgieva (Fondo Monetario Internazionale), Mathias Cormann (Ocse), Antònio Guterres (Onu). Atteso inoltre il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj.

 

VIBRATO APPELLO DI ANTONIO GUTERRES PER METTERE FINE ALLA “PAZZIA” DELLE ARMI NUCLEARI ED EVITARE LA CATASTROFE DEL PIANETA

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Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, in un intervento video in occasione della conferenza annuale dell’US Arms Control Association lancia al mondo un vibrato appello ad abbandonare le armi nucleari L’umanità è sul filo del rasoio: il rischio che venga usata un’arma nucleare ha raggiunto livelli mai visti dai tempi della Guerra Fredda”.

“Gli stati sono immersi in una corsa agli armamenti qualitativa, tecnologie come l’intelligenza artificiale moltiplicano i pericoli”, ha aggiunto, sottolineando la minaccia “temeraria” di “una catastrofe nucleare” e occorre adesso mettere fine alla “pazzia” delle armi nucleari.

Ma di più il segretario generale dell’Onu ha denunciato il fatto che “il ricatto nucleare sta risorgendo” mentre i sistemi adottati per prevenire” l’uso, lo sviluppo e la proliferazione” di questo tipo di armi “si stanno  indebolendo”.
Bomba atomica: un olocausto nel 1945, una terribile minaccia ...

“Cari amici, abbiamo bisogno subito del disarmo, abbiamo bisogno che tutti i Paesi facciano un passo avanti, ma gli Stati che possiedono armi nucleari devono aprire il cammino”, ha detto ancora. Guterres ha chiesto loro di “riavviare il dialogo, impegnarsi ad evitare qualsiasi uso di armi nucleare e mettersi d’accordo sul fatto che nessuno sarà il primo ad usarle”.

 “Riaffermare la moratoria sui test nucleare e accelerare l’applicazione degli impegni al disarmo assunti con il Trattato di non proliferazione“.”Fino a quando non saranno eliminate queste armi, tutti i Paesi devono accordarsi sul fatto che qualsiasi decisione sull’uso del nucleare debba essere presa da umani, non da macchine o algoritmi”.

Macron vuol formare una brigata francese di 4500 uomini in Ucraina e fornire a KIEV i caccia Mirage simbolo dell’Aviazione francese per resistere a Putin

Taiwán busca extender vida útil cazas Mirage 2000

 

Il presidente francese Emmanuel Macron afferma che la Francia fornirà all’Ucraina caccia di quarta generazione ‘Mirage 2000’ e addestrerà piloti ucraini in territorio francese. Non solo “Vogliamo formare una brigata francese” in Ucraina, ha aggiunto Macron..

Il  Mirage III  , vuol dire miraggio) è un aereo da caccia         da ala a delta prodotto dall’azienda francese Dassault Aviation ed introdotto negli  anni sessanta Grazie alla sua caratteristica configurazione alare è uno dei più famosi della storia dell’aviazione militare e simbolo della produzione aeronautica francese. Prodotto in innumerevoli versioni, esportato in 5 continenti, ha partecipato ai più vari conflitti combattuti tra gli anni sessanta e gli ottanta dimostrando grande longevità essendo ancora in servizio in alcuni paesi, seppure con compiti di seconda linea.
”La sfida – – è addestrare 4.500 soldati ucraini, equipaggiarli, addestrarli, difendere il loro territorio” e costituire una ”brigata francese”….”La Francia sta aiutando gli ucraini a resistere ma non vogliamo un’escalation. Molto concretamente, lanceremo una nuova collaborazione e forniremo i Mirage 2000-5 e ci offriremo di addestrare i piloti”, ha ribadito Macron.

“Il presidente ucraino” Volodymyr Zelensky, “il suo ministro della Difesa, hanno invitato tutti gli alleati ad addestrare i soldati più rapidamente”. ”Bisogna chiedersi se questo sia un fattore di escalation. La risposta è no”, ha aggiunto.

Macron si conferma il primo leader che sostiene a tutto campo l’Ucraina. Il presidente francese, negli ultimi mesi, è stato protagonista di ‘accelerazioni’ verbali, arrivando a ipotizzare l’invio di soldati in Ucraina in caso di emergenza totale, legata ad un eventuale ingresso  russo della linea del fronte.

 

Putin: “La posizione dell’Italia è più moderata rispetto ad altri Paesi e la valutiamo di conseguenza”

 

Vladimir Putin

 

 

Putin auspica di intrecciare nuovamente le relazioni con l’Italia.Vediamo che la posizione del governo italiano è più moderata rispetto alla politica di molti altri paesi europei e, prestando attenzione a questo, la valutiamo di conseguenza”. Il presidente russo Vladmir Putin si esprime così sulla posizione dell’Italia nel quadro internazionale legato alla guerra tra Ucraina e Russia. Secondo Putin, che risponde alle domande delle agenzie internazionali in un incontro a San Pietroburgo, “in Italia la russofobia dei cavernicoli non sta prosperando e questo lo teniamo in considerazione“.

Una volta conclusa la guerra in Ucraina, Putin auspica un rapido ripristino dei rapporti con l’Italia. Citato da Ria Novosti, il presidente russo dice: “Speriamo vivamente che prima o poi, dopo la fine della guerra, saremo in grado di ripristinare le relazioni con l’Italia, e forse anche più velocemente che con qualsiasi altro paese europeo“.

Tregua, Netanyahu: “Cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi……….poi vedremo”- Intervento- comunicato dell’ambasciatrice americana

Netanyahu frena sulla pace: "Tregua temporanea per gli ostaggi"

Risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite  degli Stati Uniti d’America in sostegno della proposta del presidente Joe Biden per il cessate il fuoco a Gaza in cambio del rilascio degli ostaggi.   L’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield, ha così comunicato :”Numerosi leader e governi, anche della regione, hanno appoggiato il piano e chiediamo al Consiglio di sicurezza di unirsi a loro nel chiedere l’attuazione di questo accordo senza rinvii e senza ulteriori condizioni”…

L’ambasciatrice ha ricordato che “i membri del Consiglio hanno sempre chiesto i passi delineati in questo accordo: riportare gli ostaggi a casa, garantire un cessate il fuoco completo, consentire l’aumento di assistenza umanitaria a Gaza e la ristrutturazione dei servizi essenziali, e porre le basi per un piano di ricostruzione a lungo termine per Gaza”. Dunque, ha concluso, “i membri del Consiglio non dovrebbero lasciarsi sfuggire questa opportunità“.

Netanyahu , il piano di Biden è parziale ma da’ egualmente ok su tregua a tempo……”poi discuteremo”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di ”non essere d’accordo con la fine della guerra” nella Striscia, sottolineando che “il piano presentato da Biden è parziale” e “non accurato”, con alcuni “gap” rispetto alla proposta di Israele. Intervenendo davanti ai membri del comitato per gli affari esteri e la sicurezza della Knesset, Netanyahu ha sottolineato infatti che ‘‘la guerra verrà fermata allo scopo di restituire gli ostaggi e poi discuteremo“.

Netanyahu si trova dunque in una situazione molto difficile.       Da una parte riceve le pressioni  dell’estrema destra religiosa contraria a ogni tipo di concessione ad Hamas, che ha minacciato di abbandonare l’esecutivo in caso di accordo con i terroristi di Hamas. Dall’altra parte, deve affrontare la crescente opposizione sia politica, sia del popolo israeliano. Nella notte tra sabato 1 e domenica 2 giugno, in 120 mila sono scesi in piazza a Tel Aviv per protestare e sensibilizzare il premier israeliano al rilascio degli ostaggi.

Biden: “Hamas ,occorre un intervento ufficiale”

Il presidente americano Joe Biden ha detto che “l’unico ostacolo a tregua è Hamas”.      E chiede un intervento ufficiale  sulla proposta americana .        “L’offerta presente adesso sul tavolo rappresenta la migliore possibilità per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza”. “Il continuo rifiuto di Hamas di rilasciare ostaggi non farebbe altro che prolungare il conflitto e negare sollievo alla popolazione di Gaza” .

La Polonia lancia il grido di guerra e schiera i suoi caccia durante i raid russi nella notte contro l’Ucraina

FA-50 consegnati alla Polonia

 

Il Comando operativo delle forze armate di Varsavia ha comunicato che “caccia  polacchi e degli alleati si sono levati in volo per una missione di pattugliamento durante i raid russi della notte scorsa in Ucraina.  “Stiamo osservando un’intensa attività aerea a lungo raggio della Federazione russa, relativa ad attacchi aerei e missilistici su obiettivi situati nel territorio dell’Ucraina. Sono state avviate tutte le procedure necessarie per garantire la sicurezza dello spazio aereo polacco e monitoriamo costantemente la situazione”.

Ukrainian President Volodymyr Zelensky talks to journalists in his office in Kiev on June 14, 2021 before his interview for three international...
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Singapore per intervenire al Shangri-la dialogue sulla sicurezza, vedrà a margine il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin. Secondo quanto scrive Politico, “in cima all’agenda” ci sarà la questione dell’uso delle armi americane da parte di Kiev contro i russi limitato all’area di Kharkiv, limitazioni che altri Paesi non hanno posto.

Kiev abbatte 35 missili e 46 droni russi

Le forze ucraine – informa il generale Mykola Oleschuk, comandante dell’aeronautica di Kiev –   hanno intanto abbattuto nella notte 35 missili da crociera russi e 46 droni di fabbricazione iraniana Shahed.

Stoltenberg: la Nato svolge un ruolo maggiore negli sforzi bellici: e la Russia che ha iniziato il conflitto più sanguinoso dalla seconda guerra mondiale deve capire che l’Ucraina ha diritto di difendersi”

Guerra Ucraina, Jens Stoltenberg riponde alle minacce della Russia – Il  Tempo

 

 

 

Stoltenberg sembra vestire i panni di uno stratega europeo.  Vuol fermare ad ogni costo la Russia e la sua arroganza.Il futuro dell’Ucraina? “E’ nella Nato” e l’Alleanza è determinata a fare “progressi” su questo fronte. Così il segretario generale Jens Stoltenberg, oggi a Praga per una riunione informale dei ministri degli Esteri dei Paesi dell’Alleanza Atlantica. Per quanto riguarda invece il diritto all’autodifesa di Kiev questo “include colpire obiettivi militari legittimi in Russia“. L’autodifesa, rimarca, “non è escalation, è diritto fondamentale”.

Vogliamo tutti fermare” la guerra in Ucraina, “ma il paradosso è che, meglio ci prepariamo per il lungo periodo, prima la guerra potrà finire“, ha spiegato Stoltenberg al termine della Ministeriale Esteri convocata in vista del summit di Washington. “Le nostre discussioni – ha continuato – si sono incentrate sul sostegno all’Ucraina. La Russia deve capire che non può contare sui tempi lunghi. Oggi non sono state prese decisioni finali, ma abbiamo fatto progressi significativi su alcune questioni”.

Innanzitutto sui “piani della Nato di svolgere un ruolo di maggiore coordinamento nella fornitura di attrezzature e nell’addestramento. Praticamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina, il 99%, proviene dagli alleati della Nato. Quindi è logico che la Nato svolga un ruolo maggiore in questi sforzi: ciò ci consentirà di utilizzare le strutture della Nato per fornire sostegno su basi più solide, fornire maggiore prevedibilità a Kiev e affrontare le esigenze sia immediate che di lungo termine”. Gli alleati Nato dovranno mantenere gli aiuti militari all’Ucraina a un livello di “almeno 40 miliardi di euro l’anno“, per tutto il tempo necessario, è la proposta in vista del summit di Washington a luglio.

Difendendosi dagli attacchi russi l’Ucraina, lungi dal provocare una “escalation” del conflitto, non fa altro che esercitare un “diritto fondamentale”, ha sottolineato Stoltenberg secondo il quale “l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia ha dato inizio al conflitto più sanguinoso in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale”.

“La Russia colpisce ospedali, scuole e centri commerciali – ha proseguito – la Russia bombarda le infrastrutture elettriche e idriche. La Russia uccide civili ucraini. L’Ucraina si sta difendendo dalla spaventosa brutalità russa, quindi sarò chiaro: la difesa non è un’escalation; l’autodifesa è un diritto fondamentale è sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. L’Ucraina ha il diritto e la responsabilità di proteggere il suo popolo e noi abbiamo il diritto di aiutare l’Ucraina a far valere il suo diritto all’autodifesa”.

“Ovviamente – ha proseguito – alla Russia questo non piace. In ogni fase di questa guerra, la Russia si è lamentata di essere minacciata e spesso Vladimir Putin” ha tentato di dissuadere “gli alleati della Nato dal sostenere l’Ucraina. Ma noi non ci facciamo intimorire. La Russia è quella che attacca; la Russia è quella che sta intensificando” gli attacchi, “aprendo nuovi fronti nel regione di Kharkiv. Con l’evolversi della guerra, il nostro sostegno si è evoluto e continuerà ad evolversi. Sono lieto che gli alleati stiano fornendo diversi tipi di assistenza. Al vertice della Nato, il sostegno dell’Alleanza” a Kiev “verrà posto su una base solida, per il lungo termine”, conclude.

Raid Israele su Rafah, 45 morti, riunione emergenza Onu e premier israeliano: “Tragico incidente”

Rafah sotto assedio. Carri armati e blindati schierati al confine. Israele  verso l'attacco

 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione di emergenza per discutere del raid israeliano contro una tendopoli a Rafah in cui sono morte almeno 45 persone tra cui i due comandanti di Hamas, veri obiettivi d’Israele.. La riunione, ha reso noto un diplomatico delle Nazioni Unite citato dalla Cnn, è stata richiesta dall’Algeria. L’incontro a porte chiuse è previsto per le 15.30 locali….

Intanto un nuovo attacco di Israele a Tal as-Sultan, a ovest di Rafah, avrebbe provocato 7 morti si legge su Al Jazeera che riferisce di un bombardamento da parte dell’Idf sulle tende che ospitano i palestinesi sfollati nell’area.

Sono saliti a circa un milione i palestinesi fuggiti da Rafah nel corso delle ultime tre settimane, ha annunciato l’agenzia dell’Onu Unrwa. “Non hanno nessun posto sicuro dove andare tra i bombardamenti” e si spostano in condizioni di “mancanza di cibo e acqua”, tra “cumuli di rifiuti e in condizioni di vita inadeguate”. Fornire loro assistenza e protezione sta diventando quasi “impossibile”…

Netanyahu: “Tragico incidente, volevamo colpire solo due comandanti nemici”

Il premier israeliano ha definito il raid un tragico incidente: le vittime provocate dall'”omicidio mirato” di “terroristi” di Hamas sono state un tragico incidente , volevamo colpire solo due comandanti nemici. “Nonostante i nostri sforzi per non fare loro del male, c’è stato un tragico incidente – – Stiamo indagando sull’incidente”. “Per noi è una tragedia, per Hamas è una strategia”..Anche l’Onu ha disposto un’indagine a riguardo..

Sarebbero 45 le persone rimaste uccise e 249 quelle rimaste ferite nel raid: 23 delle 45 vittime sarebbero donne, bambini e anziani. “Io continuerò a combattere fino a quando sarà issata la bandiera della vittoria” e “non intendo porre fine alla guerra prima che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti” perché “se cedessimo tornerebbe il massacro, se ci arrendessimo consegneremmo una grande vittoria al terrore, all’Iran”, ha detto ancora Netanyahu.

Negoziati lontani

Dopo il massacro di Rafah: Hamas ha infatti informato i mediatori che non parteciperà ad alcun negoziato con Israele  che non ferma la guerra. I negoziati si sono interrotti tre settimane fa dopo che Israele ha respinto l’ultima bozza approvata da Hamas, accusando l’Egitto di avere “unilateralmente apportato modifiche fondamentali”.

Ucraina, Nato lancia proposta di fuoco: “Kiev deve colpire obiettivi in Russia con le armi dei partner occidentali”

Jens Stoltenberg

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato

 

La Nato affila le “armi” e lancia proposte  che sorprenderanno certamente il leader sovietico  L”Ucraina deve essere libera di colpire obiettivi militari in Russia con le armi fornite dai partner occidentali. E’ Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, a invocare la svolta nel rapporto tra Kiev e gli alleati. L’Ucraina, in particolare, non può utilizzare i missili Atacms a lungo raggio, forniti dagli Usa, per colpire obiettivi in territorio russo. Il tema viene dibattuto anche negli Stati Uniti, dove il segretario di Stato Antony Blinken è in pressing per l’ok della Casa Bianca.

Questa è una guerra aggressiva della Russia contro l’Ucraina. L’Ucraina ha il diritto di difendersi. E questo include attacchi contro obiettivi sul territorio russo”, dice Stoltenberg in un’intervista all’Economist ampiamente rilanciata dai media ucraini.

“È giunto il momento che gli alleati considerino se eliminare alcune delle restrizioni che hanno posto sull’uso delle armi fornite all’Ucraina. Non parteciperemo direttamente dal territorio della Nato alle operazioni di combattimento” nei cieli “o sul territorio dell’Ucraina, soprattutto adesso che a Kharkiv, vicino al confine, ci sono molti combattimenti. L’Ucraina non ha la capacità di usare queste armi contro obiettivi militari legittimi sul territorio russo, è durissima difendersi in questo modo“.

Con le operazioni nella regione di Kharkiv, la Russia mira a creare una zona cuscinetto che costringa l’artiglieria ucraina a arretrare: in questo quadro, Kiev non può colpire territori controllati da Mosca. Con gli Atacms, che possono centrare obiettivi a 300 km, il quadro cambierebbe.

“La Nato non invierà truppe”

Stoltenberg ribadisce che l’invio di truppe Nato non è ipotizzato. “Il nostro obiettivo era duplice: sostenere l’Ucraina, come facciamo, ma anche garantire che il conflitto non si trasformi in una guerra su larga cala. Non saremo parte del conflitto”, dice.

Stoltenberg lancia quindi un messaggio alla Russia: gli attacchi informatici potrebbero far scattare l’articolo 5 se fossero di portata estremamente rilevante. Se la cyberoffensiva fosse “massiccia, potremmo invocare l’articolo 5 e rispondere non solo nel cyberspazio ma anche in altri ambiti per proteggere gli alleati della Nato”.

Kharkiv, Ucraina prepara contrattacco

Le parole di Stoltenberg arrivano nel momento in cui l’Ucraina rivendica progressi nella regione di Kharkiv. Kiev afferma di aver “fermato” l’attacco russo nel nord dell’oblaste di aver avviato un contrattacco in quest’area nel nord del Paese. “Per quanto riguarda l’asse di Kharkiv, il nemico ha portato avanti dal 10 maggio un’operazione di offensiva nel tentativo di creare una zona cuscinetto nella regione”, dice Ihor Prokhorenko dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine.

“La situazione è stabile, sotto controllo, le truppe russe sono state fermate” e, aggiunge citato da Rbc-Ukraine, “le forze di difesa ucraine pianificano e portano avanti operazioni di offensiva per ripristinare le posizioni perdute”.

“INFORMAZIONE “RUSSA: “OGGI UN UOMO IN RUSSIA PARLA LIBERAMENTE SOLO CON SUA MOGLIE, DI NOTTE, CON LE COPERTE SOPRA LA TESTA”

 

 

 

DI  E. LANZA

 

L’informazione europea e russa ai raggi x. La disinformazione russa continua a fare proseliti e vittime in Europa  Un tempo, in Russia,sappiamo dai più anziani e saggi, il principale organo di censura sovietico, il Glavit veniva impiegato non solo per eliminare qualunque materiale stampato indesiderato, ma anche per “assicurare che l’impronta ideologica fosse inserita in ogni prodotto pubblicato“.

Durante il regime di Stalin, la deviazione dai dettami della propaganda ufficiale veniva punita con l’esecuzione o l’internamento nei campi di lavoro forzato. Dopo il periodo stalinista, queste misure furono sostituite con la psichiatria punitiva, prigionia, negazione del lavoro e perdita della cittadinanza.

Ricorderemo quel che disse lo scrittore Isaak Babel a un amico: “Oggi un uomo parla liberamente solo con sua moglie – di notte, con le coperte sopra la testa“,

I  Bot russi stanno prendendo di mira gli utenti italiani , parte d’Italia storicamente e culturalmente vicina alla Russia. Una parte che la disinformazione russa vorrebbe estendere oltre la realtà:  account falsi creati a maggio hanno nomi italiani.

La propaganda russa lancia affermazioni del tipo  “L’Italia viene venduta per gli interessi della NATO e di Washington” o “noi italiani non vogliamo essere coinvolti nei conflitti mondiali” o “non vogliamo una guerra per il profitto di Bruxelles” o “Putin è un vero leader, che protegge i suoi interessi nazionali, non come i nostri”. I post contengono link ad articoli dei media italiani sull’economia o sulle proteste contro la guerra a Gaza.

Ma l’Unione europea condanna questi comportamenti:  l’alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell è intervenuto a nome dei 27 Paesi membri con un comunicato sui cyberattacchi russi: “L’Unione Europea e i suoi Stati membri, insieme ai partner internazionali, condannano fermamente la campagna informatica maligna condotta dal gruppo APT28, controllato dalla Russia, contro la Germania e la Repubblica Ceca. La campagna informatica dimostra il continuo modello di comportamento irresponsabile della Russia nel cyberspazio, prendendo di mira istituzioni democratiche, enti governativi e fornitori di infrastrutture critiche in tutta l’Unione europea e oltre”.

Altra novità: l a commissaria per i Valori e la trasparenza Vera Jourova comunica che “quattro media statali russi verranno aggiunti alla lista nera dell’Unione Europea. Si tratta di Voice of Europe, Ria Novosti, Izvestija e Rossiyskaya Gazeta,sono giornali troppo vicini a Mosca “, non obiettivi, e quindi strumenti di guerra.

Le conseguenze di avere queste testate nella blacklist Ue non sono chiare del tutto. Si sa, però, che i media russi già sanzionati per la propaganda, come Sputnik e RT, non possono più trasmettere i propri programmi in Ue.

E la Francia?    Forte e potente con i suoi ordigni nucleari ha un presidente coraggioso anche se  Macron,  isolato in Ue, pur essendo il più concreto come proposta vincente sulla guerra, per motivi opportunistici, non esclude l’invio di truppe in Ucraina…. Intanto sono i detenuti ora a scendere sul campo di battaglia e tutti quelli che hanno un’età inferiore ai venticinque anni.       Se la Francia  decidesse di agire nel conflitto con le sue truppe, allora ,sì, l’Ucraina avrebbe davvero i numeri per vincere la grande battaglia contro Putin