IL SOGNO AMERICANO DI DONALD TRUMP: SPETTACOLO ALLA CASA BIANCA

Melania Trump, le ultime apparizioni pubbliche a Washington - Foto iO Donna

La Casa Bianca spettacolo, gran sventolio di bandiere.  L’ingresso di Donald Trump e Melania è totalmente scenografico, la coppia sotto gli occhi di tutto il mondo.

Tre i contributi importanti della serata: Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e attuale avvocato del presidente; la figlia Ivanka e ovviamente lui, the Donald. Giuliani non parla dalla Casa Bianca, è confinato come tutti gli altri al Mellon Auditorium a 500 metri di distanza. Il suo compito è di scaldare la platea (virtuale) e lo fa da par suo: attacca a testa bassa Biden, i democratici, i progressisti: colpa loro se il crimine aumenta (non è così, ma che importa) anzi, le politiche dei sindaci democratici sono addirittura pro-crimine e “Joe Biden è un cavallo di troia della sinistra che attuerà politiche socialiste e anti Polizia”.

Rudy deve ammettere che non sempre le cose vanno lisce. L’omicidio di George Floyd, ucciso dalla polizia, è “imperdonabile” concede, ma il movimento black lives matter e quello antagonista antifa hanno trasformato le proteste razziali in rivolte brutali e violente: “Presidente, rendi la nostra nazione nuovamente sicura”, è la conclusione.

Microfono e telecamere passano ora a Ivanka. La figlia. Il palcoscenico si trasferisce alla Casa Bianca, in fondo una delle molte residenza di famiglia. Insieme al palcoscenico Ivanka si prende anche il pubblico. Lo aveva avuto ieri anche il candidato vicepresidente Mike Pence, ma qui è tutta un’altra storia e un altro effetto. Applausi scroscianti ad ogni pausa, pubblico che si alza in piedi ogni tanto, quello di Ivanka Tr,ump è una sorta di “keynote speech”. Nella tradizione delle convention è il discorso che delinea la direzione politica affidato in genere ad una giovane speranza del partito. Molti presidenti hanno tenuto il ‘keynote speech’ per il loro predecessore. Per Ivanka è un investitura, senza alcun dubbio.

In sintesi il discorso di Ivanka è: “papà è il meglio di tutti”. Meno in sintesi è stata l’occasione di decantare le performance dell’economia a stelle e strisce degli ultimi tre anni e mezzo e in effetti per tre anni i numeri sembrano dare ragione a Trump figlia: disoccupazione ai minimi storici, crescita dell’economia vigorosa, borse che passano di record in record. Ma poi venne il coronavirus. Ivanka non si sofferma sul dato reso noto ieri: nel secondo trimestre il Pil americano ha fatto -31%, mai così male dal 1947… ma non è certo il momento. È il momento invece di introdurre il padre: “un guerriero alla Casa Bianca” (è il meglio di tutti, papà)

Ora tocca a Trump padre fare ciò che sa fare meglio: spaventare e illudere: “Ho fatto più io per gli afroamericani che qualsiasi altro presidente dai tempi di Abraham Lincoln”; “Queste elezioni decideranno se salvare il sogno americano o se permettere a un’agenda socialista di demolire il nostro destino”; “Joe Biden è colui che distrugge i posti di lavoro e distruggerà la grandezza americana”; le chiusure che vuole Biden per il coronavirus costerebbero “devastazione economica, più infarti, più suicidi, è una resa al virus”; I democratici “hanno spiato la mia campagna e sono stati scoperti”; e così via.

A questo punto Trump fa la prima, e unico, riferimento ai fatti di Kenosha. Il presidente non nomina mai Blake, l’afroamericano disarmato a cui un poliziotto ha sparato sette volte nella schiena o i due morti ammazzati da un ragazzino armato e spaventato. Tutto si riduce alle sommosse e alla violenza.

Donald Trump conclude il suo discorso, dopo un’ora e 10 minuti.: “Il 3 novembre – spiega il Presidente -l’America sarà più sicura, più forte, più orgogliosa e sarà più grande che mai, sono molto orgoglioso di essere il candidato del partito repubblicano”

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Joe Biden si presenta come il candidato che potrà guidare l’America

Usa, costante il vantaggio di Joe Biden su Donald Trump ...

 Nel discorso con cui la notte scorsa ha accettato la nomination alla Casa Bianca e chiuso la convention democratica, Joe Biden  si è presentato come il candidato che potrà riunire il Paese e guidarlo fuori dall’epidemia di Covid, dalla crisi economica e dalle tensioni razziali.

L’attuale presidente ha suscitato la rabbia americana per troppo tempo, troppa rabbia, troppa divisione – ha detto -, vi prometto che se mi affiderete la presidenza, susciterò il meglio da voi non il peggio. Guiderò nella luce, non nelle tenebre. E’ arrivato il momento per noi, come popolo, riunirci. E non sbagliatevi, noi possiamo superare e supereremo questa stagione buia in America. Noi sceglieremo – ha concluso – la speranza sulla paura, i fatti sulla finzione, la giustizia sul privilegio”.

“Per quanto io sia il candidato democratico – ha detto ancora con un forte messaggio bipartisan – io sarò il presidente degli americani. Lavorerò per quelli che mi sostengono, e con lo stesso impegno per quelli che non mi sostengono, questo è il lavoro del presidente, rappresentarci tutti, non solo la propria base o il proprio partito”.

Trump totalmente incapace”, Obama e Biden sulla gestione dell ...

Poi l’accusa a Trump, ‘reo’ di “non avere dopo tutto questo tempo un piano” contro il Covid 19; “Il presidente continua a dirci che il virus scomparirà, continua ad aspettare il miracolo. Ma il miracolo non viene. La nostra economia è a pezzi, con le comunità afroamericane, ispaniche, asio americane e nativo americane che hanno il maggior peso”.

Bene, io ho questo piano – ha aggiunto nel suo discorso la notte scorsa alla convention – se sarò il vostro presidente in un giorno renderò operativa la strategia nazionale che ho presentato sin da marzo. Svilupperemo e distribuiremo i test rapidi a risultati immediati – ha continuato – produrremo equipaggiamento medico e di protezione di cui abbiamo bisogno”.

“Lo produrremo qui in America – ha aggiunto, sfidando Trump sul suo stesso terreno dell’America First – così non saremo più nelle mani della Cina o altri Paesi stranieri per proteggere la nostra gente”.

Altra promessa di Biden : imporre “un obbligo nazionale all’uso della mascherina”, cosa che Trump in questi mesi non ha mai voluto fare. “In breve, faremo quello che si sarebbe dovuto fare sin dall’inizio. …”

 

 

INFERNO BEIRUT

 

Video fornito da You tube -(R)

di   E.L.

Un bilancio devastante ieri a Beirut :  “oltre 4.000 feriti e più di cento morti

Mentre sono centinaia le persone di cui è stata denunciata la scomparsa da parte di parenti. Il ministro della Sanità libanese, Hamad Hassan, annuncia che il suo ministero sta lavorando ad un piano di emergenza per l’allestimento degli ospedali da campo inviati da Qatar, Iran, Kuwait, Oman e Giordania.

Quattro strutture ospedaliere della capitale libanese, danneggiate dalle esplosioni, sono fuori servizio, quelle tuttora funzionanti sono state investite in pieno dall’emergenza. I pazienti vengono curati nei parcheggi degli ospedali o di quello che resta di queste strutture. Al Arabiya racconta di medici e paramedici impegnati a liberare le strade di accesso dalle macerie, mentre i feriti che continuano a essere trasportati ricevono le prime cure nei parcheggi.

 – Tra le vittime ci sono anche un cittadino australiano e due delle Filippine. ”

Il ministero degli Esteri di Manila ha  confermato che ci sono due morti, 11 dispersi e otto feriti tra i cittadini delle Filippine. Tutte le vittime si trovavano nelle abitazioni dei loro datori di lavoro quando sono avvenute le terribili esplosioni,. Nel Paese dei Cedri vivono e lavorano circa 33.000 filippini.

Tra i feriti ci sono alcuni dipendenti dell’ambasciata tedesca a Beirut. “Ci sono stati dei feriti tra il personale dell’ambasciata – ha reso noto il ministero degli Esteri di Berlino – Tenuto conto dei danni considerevoli nella zona urbana di Beirut non possiamo escludere per ora che altri cittadini tedeschi possano essere tra i morti e i feriti”. Il ministero ha precisato poi che la sede dell’ambasciata, che si trova non lontano dal porto, è stata danneggiata, ma “la gravità dei danni non è ancora stata valutata”. La cancelliera Angela Merkel, attraverso la sua portavoce Ulrike Demmer, si è detta “sconvolta” per quanto accaduto, e ha assicurato “sostegno al Libano”.

Anche la moglie dell’ambasciatore olandese in Libano è rimasta gravemente ferita. . La donna è stata ricoverata in uno degli ospedali della città. L’ambasciata olandese, che si trova non lontano dal luogo dell’esplosione, ha subito gravi danni.

Sia il premier Boris Johnson che il ministro degli Esteri Domic Raab hanno offerto il sostegno di Londra alle autorità libanesi.

Tra le persone rimaste ferite ci sono anche due cittadini di nazionalità greca e due cittadini della Giordania.

 – Alla magistratura libanese venne notificato per sei volte che il deposito di nitrato d’ammonio al porto di Beirut era pericoloso e che i funzionari della dogana avevano chiesto di trasferire il materiale, ma l’autorizzazione non venne mai concessa.

Il governatore di Beirut, Marwan Abboud ha affermato che i danni provocati dalle due esplosioni si aggira dai 3 ai 5 miliardi di dollari. . Sono “più di 300.000” gli sfollati a Beirut….. Anche  la moschea di Mohammed Al Amin, in centro a Beirut,  ha riportato gravi danni.

Oggi alle 16 plenaria degli Stati europei ma c’è il sospetto di una battaglia ideologica e di spegnere i sogni delle nuove generazioni

 

La plenaria Ue è riconvocata oggi alle 16. Siamo al quarto  giorno di trattative al Consiglio Europeo sul pacchetto Mff 2021-27-Recovery Plan.  Ancora nulla di fatto. Anzi è emersa finora la volontà di alcuni Paesi a frapporre ostacoli sul pacchetto “Recovery Plan”

Anche il premier Conte è provato dalle difficoltà che si prospettano nel corso di questa impresa insieme agli altri Stati europei   -Afferma. “Ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni” e il “confronto diventa più risolutivo“”Spero che si possano iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste, frutto dell’intensa negoziazione di questi giorni”.

Si tratta-è questa la tendenza– al  ribasso sul pacchetto Mff 2021-27-Recovery Plan, “si interviene a ridurre l’ammontare, a compromettere l’efficacia, a frapporre vari ostacoli operativi”, comincio ad avere il sospetto che “non si voglia rendere effettivo uno strumento che è nell’interesse di tutti che funzioni”.

Quindi ha anticipato che il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel “proporrà una soluzione” che prevede una “riduzione dei trasferimenti a 400 miliardi e 390 miliardi” del Recovery Plan. La soluzione da 400 mld di trasferimenti “condurrebbe un maggiore sconto”, cioè un rebate aumentato, “per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 mld uno sconto minore”…..

Un pò di amarezza c’è perchè sembra una corsa ad ostacoli questa negoziazione volta ad abbassare il livello di efficacia della reazione europea … I trasferimenti sono necessari a una pronta ripresa per rafforzare la resilienza dei Paesi che hanno più difficoltà nella crescita economica”. “Il Recovery Plan – ha sottolineato – non può diventare uno strumento per condurre battaglie ideologiche. Chi oggi si contrappone alla chiusura di questo negoziato e pensa di acquisire nell’immediato maggiore consenso sul piano interno deve però pensare che non solo la storia gli chiederà il conto ma che i suoi stessi cittadini, superata la reazione emotiva, si renderà che quella di stasera è stata una valutazione miope che ha portato a una decisione che ha contribuito ad affossare il mercato unico e la libertà di sognare delle nuove generazioni”….

 

ALLA RICERCA DI UN (DIFFICILE) ACCORDO PER UNA MIGLIORE QUALITA’ DI VITA DELL’ITALIA

Recovery Fund: 750 miliardi, l'Europa c'è, ora un Recovery plan ...

 

Tra i capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti per cercare un accordo sul Recovery Plan e sull’Mff 2021-27 “in molti interventi il clima è quello della consapevolezza che dobbiamo assolutamente raggiungere un risultato. Purtroppo è fumata nera, ma c’è ancora da lavorare domani (oggi, ndr)”. Si è espresso così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rientrando in hotel nella notte, al termine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo, a Bruxelles.

Conte, il Recovery Plan del governo: digitale, fisco, investimenti ...

Nella prima giornata dei lavori dell’Ue sull’assegnazione dei Recovery Plan Conte ha acquisito consapevolezza che la strada per risollevare definitivamente l’economia italiana è davvero difficile.   Afferma il premier : “la Germania ha avuto un grande ruolo. Nel dibattito interno tedesco c’era molta contrarietà” a uno strumento fondato sul debito come il Recovery Plan. “La leadership di Angela Merkel – ricorda – ha avuto un grande ruolo per orientare il suo Paese verso questa soluzione. E Germania e Francia hanno proposto per primi, ufficialmente, i 500 mld di sussidi. La Germania sta giocando un ruolo importante, ma adesso abbiamo ancora dei dettagli sui quali metterci d’accordo“….

Vi sarebbero vedute diverse tra i capi di Stato e di governo dell’Ue “ “Stiamo parlando del Quadro finanziario pluriennale dei prossimi sette anni e di uno strumento innovativo come Next Generation Eu. Ci sono tanti aspetti tecnici da approfondire e delle divergenze che obiettivamente non siamo ancora riusciti a superare”..

Si discute sul  cosiddetto freno di emergenza cioè quel che  “riguarda la governance per la fase attuativa dei piani, ma ci sono anche altri aspetti dei quali stiamo discutendo, spiega ancora il presidente del Consiglio. Non si tratta di porre il veto. L’Italia è molto ambiziosa, non solo per difendere i propri interessi, che è senz’altro vero, ma anche perché difende una proposta della Commissione”.

“Stiamo difendendo  – le prerogative della Commissione: siamo anche disponibili ad entrare nella logica della revisione di qualche dettaglio, ma non ad accettare una soluzione di compromesso che alteri non solo l’equilibrio tra le istituzioni europee, che per noi è una linea rossa, ma anche l’ambizione, per quanto l’ammontare dell’intervento con il Recovery e anche il bilanciamento interno tra sussidi e prestiti. Dobbiamo essere chiari: serve un programma che favorisca la ripresa europea. Deve avere caratteristiche di adeguatezza, proporzionalità ed effettività. Se manca uno di questi aspetti, vuol dire che non è ben strutturato né funzionale. Il programma deve essere effettivamente perseguibile: se frapponiamo ostacoli operativi lo rendiamo inefficace – ribadisce – e non serve a nessuno“.

 

Sanchez e Conte in una missiva richiedono di riattivare l’economia ed eliminare i controlli alle frontiere

In una missiva il premier spagnolo Sanchez e il premier italiano Conte chiedono alla Ue  l’eliminazione dei  controlli alle frontiere tra i Paesi Ue. “È il momento di riattivare le nostre economie e recuperare la normalità anche se, per un po’ di tempo, rimarrà diversa da quella che conosciamo”,è coro unanime di Conte e Sanchez

“Il ritorno dell’Unione Europea alla normalità richiede, sui movimenti alle frontiere, criteri condivisi, trasparenza e pieno coordinamento Questa la lettera a firma dei due massimi governanti.

 

Conte-Sanchez, coordinare confini aperti - Politica - ANSA

 

.E. Ursula Von der Leyen
Presidente della Commissione
Unione europea
Caro Presidente, cara Ursula,
Finalmente, dopo molte settimane, e grazie all'enorme sforzo della nostra salute e della nostra legge i professionisti dell'applicazione e i nostri cittadini nel loro insieme, è tempo di iniziare a pensare
la riattivazione delle nostre economie e il recupero della normalità, anche se ancora per un po 'rimarrà in qualche modo diverso da quello che sapevamo. In questo contesto, non vediamo l'ora
recuperare rapidamente un elemento fondamentale del progetto europeo: la libertà di movimento nella vasta area UE / Schengen.         
A tale proposito, accogliamo con favore la pubblicazione della comunicazione da parte della Commissione il 13 maggio relativo alla revoca dei controlli alle frontiere interne. La sua coerente attuazione è ora fondamentale.
Riteniamo che, affinché questa ripresa sia efficace e armoniosa, la revoca delle restrizioni alle nostre frontiere interne devono essere attuate in modo coordinato, non discriminatorio e basato su epidemiologici comuni, chiari e trasparenti
criteri. 
In questo senso, proponiamo che l'ECDC svolga un ruolo guida, definendolo al più presto quanto più possibile questi criteri insieme agli Stati membri.
Riteniamo che l'obiettivo finale dovrebbe essere il pieno ripristino della libertà di movimento tra tutti gli stati membri. La libera circolazione dei cittadini nell'UE e in Schengen
dovrebbe essere interrotto solo se ciò è giustificato da criteri chiari e oggettivi stabiliti da a Ente europeo come l'ECDC in coordinamento con gli Stati membri. Per questi
scopi sarà di vitale importanza che tutti noi ci impegniamo a condividere il necessario informazioni con le autorità europee.
Riteniamo inoltre che sarebbe fondamentale considerare il modo migliore per organizzare un graduale e processo coordinato relativo all'apertura delle frontiere esterne basato su a
serie di criteri. Le soglie di incidenza covata nei paesi terzi, ad esempio, dovrebbero essere concordato tra noi, prima di ritrovare la piena mobilità con loro.
Sulla stessa linea, e conformemente alle proposte della Commissione, noi ritiene che sia essenziale che il trasporto sia regolato da protocolli di sicurezza sanitaria che
sono armonizzati e concordati da tutti. Ciò è particolarmente rilevante nel caso del confine misure di sicurezza sanitaria, che dovrebbero essere comuni a tutta l'UE e
Spazio Schengen.
Riteniamo pertanto che sia urgente che l'Unione europea intervenga nei campi sopra indicati. Molti dei nostri Stati membri si stanno avvicinando alla data
quando riapriranno i loro confini alla mobilità turistica. Come è questo processo realizzato determinerà in gran parte la percezione dei nostri cittadini della centralità del
Unione europea nell'affrontare questa crisi e la resilienza dei principi fondamentali dell'UE e Schengen.
Cordiali saluti,
 Pedro Sánchez Giuseppe Conte
Presidente del governo spagnolo Presidente del Consiglio dei ministri d'Italia

Tutti d’accordo con Conte, con il consenso dei vertici europei per il “Recovery fund”- Tra breve le modalità

 

Il premier Giuseppe Conte alla fine è riuscito a conquistare il consenso dei vertici dell’Europa.Al vertice Ue in videoconferenza sulle misure anticrisi tutti d’accordo, compresa la Germania, che  il  nuovo strumento “Recovery fund è necessario ed urgente”.

Recovery Fund urgente, sì Ue a linea Conte ma restano divisioni

Videoconferenza dei vertici d’Europa

Un lungo percorso, – afferma Conte -avviato con la nostra iniziativa e con la lettera dei 9 Paesi Membri, oggi segna una tappa importante: i 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per proteggere le nostre economie e assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno, preservando, per questa via, il mercato unico. La Commissione lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio un Recovery Fund che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico”.

Dovremmo dare un mandato chiaro alla Commissione, perché prepari il più presto possibile una proposta concreta per il Recovery Fund, fornendo un ponte per anticipare le risorse quest’anno”….

Da chiarire successivamente, a maggio, le modalità di distribuzione dei fondi “L’ammontare del Recovery Fund – aggiunge ancora il premier italiano -dovrebbe essere di 1,5 trilioni di euro e dovrebbe fare trasferimenti agli Stati membri. Sono essenziali per preservare il mercato unico, la parità di condizioni e per assicurare una risposta simmetrica ad uno choc simmetrico” visto anche  che “l’emergenza sanitaria è diventata molto presto un’emergenza economica e sociale. ..”

 

L’Europa non ascolta l’Italia ma approva “un pacchetto orientato al sostegno dell’economia e ad investimenti futuri”

 

 

Ue. Ridistribuzione dei seggi del Parlamento europeo dopo la ...

Ancora fibrillazioni tra le parti politiche sulla decisione europarlamentare nella plenaria di  Bruxelles, una risoluzione comune- si sa-  sulle misure necessarie a contrastare le conseguenze della pandemia di Covid-19, che prevede tra l’altro l’utilizzo di Recovery Bond legati al bilancio Ue.

La risoluzione  passata con 395 voti a favore, 171 contrari e 128 astenuti, con 694 voti espressi ha registrato il parere contrario di  Lega e Fi all’emendamento sugli eurobond. 

Nessuna intesa a riguardo tra  M5s e Pd perchè le posizioni erano già diverse all’epoca della creazione del Mes.     Riportiamo spunti di un comunicato stampa della delegazione del Movimento al Parlamento europeo : “Ribadiamo la nostra contrarietà al Mes con il voto negativo sul paragrafo che lo menziona. Purtroppo molti emendamenti migliorativi non sono stati approvati e di questo ci rammarichiamo: senza gli Eurobond si è rivelata una occasione mancata”. Questa mattina il Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza il paragrafo in cui chiede di “attivare” il Mes per far fronte alla crisi. I 5Stelle hanno detto no come la Lega e Fratelli d’Italia. A favore il Pd. Nella risoluzione, votata ad ampia maggioranza, il Parlamento europeo invita la Commissione europea “a proporre un massiccio pacchetto di investimenti per la ripresa e la ricostruzione a sostegno dell’economia europea dopo la crisi, che vada al di là di ciò che stanno già facendo il meccanismo europeo di stabilità, la Banca europea per gli investimenti e la Banca centrale europea e che si inserisca nel nuovo quadro finanziario pluriennale”.

Gli investimenti necessari, secondo l’Eurocamera, “potrebbero essere finanziati attraverso un bilancio pluriennale ampliato, i fondi e gli strumenti finanziari dell’Ue esistenti e obbligazioni a sostegno della ripresa garantite dal bilancio dell’Ue: tale pacchetto  aggira  l’ipotesi della  mutualizzazione del debito esistente e dovrebbe essere orientato a investimenti futuri”. Il Parlamento inoltre, invita gli Stati membri della zona euro ad attivare i 410 miliardi di euro del Mes, con una linea di credito specifica; “ricorda che questa crisi non è responsabilità di un determinato Stato membro e che l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di combattere le conseguenze della pandemia.

Come misura a breve termine, il meccanismo europeo di stabilità dovrebbe immediatamente estendere le linee di credito precauzionali ai Paesi che chiedono di accedervi per far fronte alle esigenze di finanziamento a breve termine per affrontare le conseguenze immediate della Covid-19, con scadenze a lungo termine, tassi competitivi e condizioni di rimborso connesse alla ripresa delle economie degli Stati membri”.  

Disco verde dell’Europa al rilancio dell’ “economia italiana e alle spese sanitarie”

 

In videoconferenza i ministri delle Finanze “hanno discusso dei possibili strumenti economici per risollevare i Paesi colpiti dalla pandemia Covid e sui  prossimi passi” . “Una componente chiave sarà il fondo per la ripresa, cestinata l’ipotesi di utilizzo del Mes -prima maniera -anche a condizioni, ritenendolo-come sosteneva vibratamente Giuseppe Conte, inadeguato nella circostanza – si pensa già di rilanciare l’economia italiana, con nuove valutazioni Ue, rendendola più digitale”   Parole del il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, al termine della riunione

. Il fondo sarà “temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari della crisi attuale, che aiuterà a spalmare nel tempo, con appropriati finanziamenti. Alcuni Stati membri hanno espresso l’opinione che sia necessaria l’emissione di debito comune, secondo altri dovrebbero essere trovate vie alternative”.    I finanziamenti serviranno a sostenere spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette”. I soldi, continua, “potranno andare a coprire i costi connessi alla sanità diretti e indiretti, definizione che non è poi così ristretta. Mi aspetto che tutti i Paesi possano accedere a queste linee di credito, pari al 2% del Pil. Sono delle polizze di assicurazione”

 

Coronavirus, Gualtieri: nuovo decreto garantirà liquidità e misure ...

 

L’intesa è stata raggiunta: 500 miliardi di euro disponibili subito“, più “un fondo per la ripresa a venire. Parole del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, affidate ai social. 

 – I ministri delle Finanze dell’area euro “propongono di creare un aiuto per la crisi da pandemia, basato sulle Eccl (Enhanced Conditions Credit Lines)” del Meccanismo Europeo di Stabilità, “adattato tuttavia  alla sfida attuale, come salvaguardia per gli Stati dell’area euro”. Lo si legge nel documento diffuso al termine dell’Eurogruppo. Lo strumento sarebbe “a disposizione di tutti gli Stati membri dell’area euro, a condizioni standardizzate, concordate in anticipo dagli organi di governo del Mes, in modo da riflettere le sfide attuali, sulla base delle valutazioni delle istituzioni Ue.

L’unico requisito per accedere alla linea di credito sarà che gli Stati dell’area euro che la richiedono si impegnino ad usarla per sostenere il finanziamento della sanità, diretto o indiretto, i costi di cura e di prevenzione dovuti dalla crisi della Covid 19″. L’Eurogruppo specifica che “verranno seguite le disposizioni del trattato del Mes. L’accesso garantito sarà per una somma pari al 2% del Pil dello Stato membro a fine 2019, come parametro. La linea sarà disponibile fino alla fine della crisi. In seguito, gli Stati membri rimarranno impegnati a rafforzare i fondamentali economici e finanziari, in coerenza con il quadro di vigilanza economica e di bilancio, inclusa qualsiasi flessibilità applicata dalle istituzioni Ue”.

Conte all’Ue: occorrono strumenti innovativi quali titoli di Stato europei per assicurare un futuro alle famiglie e ai nostri figli

 

Cara Ursula,
ho apprezzato il sentimento di vicinanza e condivisione che ha ispirato le parole con cui ieri,  ti sei rivolta alla nostra comunità nazionale e, in particolare, al nostro personale sanitario, che, con grande sacrificio e responsabilità, è severamente impegnato nel fronteggiare questa emergenza. Le tue parole sono la prova che la determinazione degli italiani ha scosso le coscienze di tutti, travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa.

In questi giorni ho ricordato spesso come l’emergenza che stiamo vivendo richieda una risposta straordinaria, poiché la natura e le caratteristiche della crisi in corso sono tali da mettere a repentaglio l’esistenza stessa della casa comune europea. Non abbiamo scelta, la sfida è questa: siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come “unione” da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico.

 

Ue, Ursula von der Leyen eletta presidente della Commissione: "La ...

 

L’Italia sa che la ricetta per reggere questa sfida epocale non può essere affidata ai soli manuali di economia. Deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei suoi membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale.
La solidarietà europea, come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere.

Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di sostenere, attraverso il piano “Sure” da 100 miliardi di euro, i costi che i governi nazionali affronteranno per finanziare il reddito di quanti si trovano temporaneamente senza lavoro in questa fase difficile. È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro.

Ma le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza occupazione e redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia. Per questo occorre andare oltre.
Altri player internazionali, come gli Stati Uniti, stanno mettendo in campo uno sforzo fiscale senza precedenti e non possiamo permetterci, come italiani e come europei, di perdere non soltanto la sfida della ricostruzione delle nostre economie, ma anche quella della competizione globale.

Quando si combatte una guerra, è obbligatorio sostenere tutti gli sforzi necessari per vincere e dotarsi di tutti gli strumenti che servono per avviare la ricostruzione.
A questo proposito, nei giorni scorsi ho lanciato la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico. Come ho già chiarito, questi titoli non sono in alcun modo volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri.

Si tratta – piuttosto – di sfruttare a pieno la vera “potenza di fuoco” della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli.
Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato.

Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati.
È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti.

“Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani”, hai scritto ieri nel tuo intervento. Sono pienamente d’accordo. Il 2020 sarà uno spartiacque nella storia della Ue. Ciascun attore istituzionale sarà chiamato a rispondere, anche ai posteri, delle proprie posizioni e del proprio operato. Solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita.

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