Iran, Araghchi “L’unica soluzione per Hormuz è porre fine ad una guerra che non abbiamo iniziato noi…”

 

 

Roma

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l’unico modo per garantire la sicurezza nel Mar Rosso e nel Golfo è porre fine alla guerra“Il solo modo per assicurare il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è terminare questa guerra aggressiva. Solo allora potremo garantire il passaggio sicuro per tutte le navi”, ha dichiarato Araghchi .

Il capo della diplomazia iraniana ha invitato le navi dei Paesi amici a coordinarsi esclusivamente con le forze navali iraniane “per evitare qualsiasi ostacolo e assicurare un attraversamento sicuro”. Ha aggiunto che “un gran numero di navi è riuscito a transitare dallo Stretto di Hormuz nei giorni scorsi grazie all’assistenza delle nostre forze navali, e continueremo su questa linea”.

Araghchi ha sottolineato che “l’Iran non è la parte che ha iniziato la guerra e non è responsabile del disordine nello Stretto di Hormuz. Stiamo solo difendendo noi stessi sulla base dei nostri diritti”.

Secondo il ministro, “lo Stretto di Hormuz non è chiuso, soprattutto per i Paesi amici. Le restrizioni vengono applicate solo nei confronti dei Paesi ostili”.
Rivolgendosi agli Stati Uniti, Araghchi ha dichiarato: “Washington ci ha testato due volte e ha capito che non esistono soluzioni militari per i dossier che ci riguardano. Gli americani non possono raggiungere i loro obiettivi con mezzi militari; la situazione sarebbe diversa se optassero per la via diplomatica”.

L’Irane ribadisce il controllo sul cruciale passaggio marittimo attraverso il quale transita gran parte del petrolio mondiale.

ARAGHCHI  “LA MEDIAZIONE PAKISTANA E’ DIFFICILE CAUSA IL COMPORTAMENTO USA 

 “La mediazione pakistana non è fallita, ma il suo percorso è difficile a causa del comportamento americano”, ha affermato Araghchi. Il capo della diplomazia iraniana ha espresso apprezzamento per gli sforzi di qualsiasi Paese in grado di contribuire alla soluzione della crisi, con un cenno particolare alla Cina.

“Apprezziamo gli sforzi di qualsiasi nazione che abbia la capacità di aiutare, in particolare la Cina con cui abbiamo ottime relazioni. Saremo favorevoli a qualsiasi iniziativa cinese per aiutare a risolvere l’attuale crisi”. Riguardo al dossier nucleare, Araghchi ha ammesso la complessità della questione dell’uranio arricchito: 

“Il tema dell’uranio arricchito è molto complicato. Abbiamo raggiunto un’intesa con Washington per rimandarlo a una fase successiva dei negoziati”. Il ministro ha concluso sottolineando che Teheran è pronta a entrambi gli scenari: “Le opportunità di una soluzione diplomatica o il ritorno a una guerra su vasta scala sono entrambe sul tavolo, e siamo preparati per entrambi i casi”.

Trump conclude “accordi commerciali fantastici” ed è in piena sintonia con il leader cinese Xi Jinping

 

 

 

 

Roma–

Donald Trump ha affermato di aver “concluso  accordi commerciali fantastici” con il leader della Cina, Xi Jinping

Donald Trump ha affermato che lui e Xi hanno discusso dell’Iran e hanno concordato che “Teheran non dovrebbe possedere un’arma nucleare”. ”. Ha anche detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno che lo Stretto di Hormuz venga aperto, o almeno non nella stessa misura in cui ne ha bisogno la Cina. Il ministero degli Esteri cinese, nel frattempo, ha dichiarato che la guerra con l’Iran “non sarebbe mai dovuta accadere”.

Trump ha inoltre dichiarato di non aver preso “alcun impegno in un senso o nell’altro” sulla questione di Taiwan durante il suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping, dopo che Pechino aveva avvertito che la questione avrebbe potuto innescare un conflitto tra i due Paesi. “Su Taiwan, ha un’opinione molto forte. Non ho preso alcun impegno in un senso o nell’altro”, ha detto Trump…

. Riguardo  a un rischio di conflitto con gli Stati Uniti per Taiwan, Trump ha affermato:. “Non credo ci sia un conflitto, se non per il fatto che non abbiamo bisogno della loro forza, non abbiamo bisogno di Taiwan”, ha affermato il presidente Usa. Trump ha anche lasciato intendere che una decisione sulle future vendite di armi statunitensi a Taiwan non è stata ancora definitiva. “Prenderò una decisione”, ha detto Trump quando gli è stato chiesto.

D.Trump,con l’Iran faremo un buon accordo……

 

Washington

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha affermato :”Con  l’Iran faremo un buon accordo. Vediamo che succede. In un modo o in un altro tutto andrà bene per il popolo americano e anche per quello iraniano”.

Abbiamo battuto l’Iran in maniera rotonda, il blocco è stato efficace al 100%. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, noi non facciamo giochini e loro non arriveranno mai a un’arma nucleare”, ha aggiunto. “Faremo tutto il necessario, la guerra finirà a breve e i prezzi del petrolio scenderanno. Abbiamo centinaia di petroliere pronte a uscire da Hormuz”, ha poi risposto a chi gli chiedeva se i prezzi del petrolio scenderanno a breve.

Quanto alla visita in Cina, Trump ha sottolineato che “con Xi andiamo d’accordo, vedrete che succederanno tante belle cose e questo viaggio sarà entusiasmante. Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina per sconfiggere l’Iran. 

IRAN,  “DITA SUL GRILLETTO MA PUNTIAMO ANCHE ALLA DIPLOMAZIA

Il governo iraniano,con il portavoce Fatemeh Mohajerani, in conferenza stampa: ” L’Iran resta con “le dita sul grilletto” ma continua a puntare sulla via diplomatica per evitare una nuova escalation con gli Stati Uniti.

Teniamo le dita sul grilletto, ma il nostro focus rimane sulla pace sostenibile”.  Teheran è pronta a fronteggiare qualsiasi aggressione, pur restando “attaccata al percorso della diplomazia e a soluzioni basate sugli interessi del Paese e del popolo iraniano”, riferisce l’agenzia Isna. Nelle stesse ore il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che “le forze armate sono pronte a rispondere a qualsiasi atto di ostilità”. In un post su X, Ghalibaf ha aggiunto: “Le strategie sbagliate e le decisioni sbagliate portano sempre a risultati sbagliati, e il mondo intero lo ha già capito. Siamo aperti a tutte le opzioni… e si sorprenderanno”.

L’Iran respinge la proposta di pace statunitense e prende in giro D.Trump che definisce il “Cessate il fuoco” appeso ora solo ad un filo

 

Donald Trump - Afp - Afp

 

Il presidente Usa Donald Trump, che ha categoricamente respinto la risposta dell’Iran a una proposta di pace statunitense, provocando un rialzo dei prezzi del petrolio, ha dichiarato che ”  ora il cessate il fuoco è appeso a un filo definendo “gente stupida” gli iraniani che credevano si sarebbe stancato di portare avanti l’operazione militare.

“Ma quanto sono stupidi? . Pensano che mi stancherò di tutto questo, mi annoierò, sentirò un po’ di pressione – Non c’è alcuna pressione. Otterremo una vittoria totale. In teoria, dal punto di vista militare, abbiamo già ottenuto una vittoria totale”. “Molte persone si chiedono: ‘ha un piano?’. Certo che ho un piano, ed è il piano migliore di sempre“.

Rubio a Roma, visita in Vaticano per il Segretario di Stato Usa

 

 

 

ROMA  –

Si è concluso l’incontro – cordiale -tra il segretario di Stato Usa e Papa Leone XIV in Vaticano

Rubio incontrerà adesso il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. “Ho incontrato il Papa per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana”. ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, commentando l’incontro…

“Usa e Iran finalmente vicini -in virtù dei mediatori del Pakistan -ad un accordo per fermare la guerra “

 

TEHERAN (IRAN)  –

L’attraversamento sicuro via Hormuz è ora possibile”, ha dichiarato la Guardia Rivoluzionaria in una nota.

AXIOS “USA E IRAN VICINI A UN MEMORANDUM PER STOP ALLA GUERRA”

La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare.

. L’accordo “prevederebbe l’impegno dell’Iran a una moratoria sull’arricchimento dell’uranio, l’accettazione da parte degli Stati Uniti della revoca delle sanzioni e dello sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz” aggiungendo che “molti dei termini indicati nel memorandum sarebbero subordinati al raggiungimento di un accordo definitivo, lasciando aperta la possibilità di una ripresa della guerra o di un lungo periodo di stallo in cui il conflitto armato si interrompe ma nulla viene realmente risolto”.

Il memorandum d’intesa (MOU) di una pagina conterrebbe 14 punti ed è in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. Nella sua forma attuale, il Memorandum d’intesa dichiarerebbe la fine della guerra nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo dettagliato per riaprire lo stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano e revocare le sanzioni statunitensi…….
Se i negoziati fallissero, le forze statunitensi sarebbero in grado di ripristinare il blocco o riprendere le azioni militari… Nell’ambito del Memorandum d’intesa, l’Iran si impegnerebbe a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari né a svolgere attività connesse alla loro militarizzazione.

TRUMP ANNUNCIA LA SOSPENSIONE DEL “PROJECT FREEDOM”

Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea del cosiddetto “Project Freedom”, relativo al transito delle navi nello Stretto di Hormuz, nell’ambito dei negoziati in corso con l’Iran. Afferma il Capo della Casa bianca:

“In base alla richiesta del Pakistan e di altri Paesi, dell’enorme successo militare che abbiamo avuto durante la campagna contro il Paese dell’Iran e, inoltre, del fatto che sono stati fatti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti dell’Iran, abbiamo concordato di comune accordo che, mentre il blocco rimarrà in pieno vigore ed effetto, il Project Freedom (il movimento delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per vedere se l’accordo può essere finalizzato e firmato o meno”………

ARAGHCHI “SOLO ACCORDO GIUSTO E COMPLETO”

L’Iran non accetterà alcun accordo che non sia “giusto e completo”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nel corso dell’incontro a Pechino con il suo omologo cinese Wang Yi  ….. “L’Iran non accetterà altro che un accordo equo e globale” aggiungendo che la Cina è un “amico stretto” e che la cooperazione bilaterale tra i due Paesi “diventerà ancora più forte nelle attuali circostanze”.

Dal canto suo, Wang Yi ha assicurato che Pechino è pronta a proseguire gli sforzi per ridurre le tensioni nella regione, sottolineando la necessità di colloqui diretti tra Washington e Teheran. “La regione si trova in un momento cruciale”, ha affermato il ministro cinese. L’incontro si è svolto questa mattina a Pechino.

MINISTRO ESTERI PAKISTAN “LAVORIAMO PER CONVERTIRE LA TREGUA IN PACE DURATURA”

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha dichiarato :“Stiamo lavorando per convertire la tregua in una fine permanente del conflitto“.

NAVE FRANCESE ATTACCATA  NELLO STRETTO

La compagnia di navigazione francese CMA CGM ha confermato oggi che la sua nave portacontainer “San Antonio” è stata attaccata mentre attraversava lo Stretto di Hormuz.

L’assalto ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. Secondo quanto riferito dalla società, i membri dell’equipaggio rimasti feriti nell’attacco avvenuto ieri martedì sono stati evacuati e stanno ricevendo le cure mediche necessarie.  dichiarato la compagnia in un comunicato.

Operazione Project Freedom per liberare Hormuz : Idea di D. Trump.

 

Lo Stretto di Hormuz e la geopolitica turbolenta del Golfo Persico – Aspenia Online

 

Roma

– ” Project Freedom”  è definita così l’operazione per liberare lo Stretto di Hormuz in partenza questa mattina. Afferma  il presidente Usa, Donald Trump :. “Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti. Lo spostamento delle navi ha il solo scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno commesso alcun illecito: sono vittime delle circostanze”

 AVVERTIMENTO DA TEHERAN CONTRO NAVE AMERICANA, USA SMENTISCONO

Si apprende  che Teheran ha sparato colpi di avvertimento contro una nave da guerra americana per impedirne l’ingresso nello Stretto di Hormuz. La notizia è stata smentita poco dopo dal Comando Centrale americano (CENTCOM), che ha negato che qualsiasi unità della Marina statunitense sia stata colpita.

Washington ha confermato che le operazioni nell’ambito del “Progetto Libertà” proseguono regolarmente, insieme al mantenimento del blocco navale sui porti iraniani.

MEDIA, “FORZE USA AUTORIZZATE A COLPIRE I BARCHINI DEI PASDARAN

“Le regole di ingaggio delle forze armate americane nella regione sono state modificate e queste sono state autorizzate ad attaccare minacce immediate per le navi che attraversano lo Stretto (di Hormuz), come motoscafi della Guardia rivoluzionaria o postazioni di missili iraniane”.

I PASDARAN DIFFONDONO UNA “MAPPA” DEL LORO RAGGIO D’INFLUENZA A HORMUZ

I Pasdaran iraniani hanno diffuso una nuova mappa operativa che ridefinisce unilateralmente l’area marittima sotto controllo della Repubblica islamica, estendendo la proiezione iraniana fino al porto emiratino di Fujairah, snodo energetico cruciale per l’export petrolifero del Golfo. La rappresentazione, rilanciata dai media statali iraniani, viene presentata come una riaffermazione della “piena autorità” di Teheran sul principale choke point energetico mondiale.

Secondo la cartografia divulgata dai Guardiani della Rivoluzione, la zona rivendicata si estenderebbe dal monte Kuh-e Mobarak fino a Fujairah e, sul versante occidentale, dall’isola iraniana di Qeshm fino all’area di Umm Al Quwain negli Emirati Arabi Uniti, inglobando di fatto corridoi marittimi finora considerati alternativi al passaggio di Hormuz

Una scelta che numerosi analisti regionali interpretano come un messaggio geopolitico diretto tanto a Washington quanto ai Paesi del Golfo. Fujairah riveste infatti un valore strategico essenziale: ospita terminali petroliferi, depositi energetici e il terminale dell’oleodotto ADCOP, concepito proprio per consentire agli Emirati di esportare greggio bypassando Hormuz.

PER TEHERAN NAVIGAZIONE SU HORMUZ SOLO CON PROPRIO COORDINAMENTO

Il comando delle forze armate iraniane ha avvertito che la navigazione nello Stretto di Hormuz avverrà esclusivamente sotto coordinamento con Teheran, respingendo qualsiasi iniziativa unilaterale americana. In un comunicato, l’Esercito iraniano ha reagito all’annuncio del presidente Donald Trump sul cosiddetto “Progetto Libertà” per scortare le navi mercantili, affermando che la Marina statunitense non deve avvicinarsi né entrare nel passaggio strategico. “Risponderemo con fermezza a qualsiasi minaccia, a qualsiasi livello e in qualsiasi area dell’Iran”, hanno sottolineato le autorità militari di Teheran. Il comunicato aggiunge che qualsiasi azione aggressiva americana “non farà altro che complicare la situazione attuale e mettere a rischio la sicurezza delle navi nel Golfo”

L’Iran ribadisce di “garantire pienamente la sicurezza e la gestione efficiente” dello stretto e ha intimato a tutte le navi commerciali e alle petroliere di astenersi da qualsiasi movimento senza previo coordinamento con le forze iraniane.

PROGRESSO NEI COLLOQUI, MA TRUMP BOCCIA L’ULTIMA PROPOSTA DI TEHERAN

Le trattative tra Washington e Teheran hanno registrato un progresso significativo nelle ultime settimane, con segnali concreti di possibile “apertura” diplomatica. L’annuncio arriva dopo che il rappresentante speciale statunitense Steve Witkoff ha confermato che gli Stati Uniti stanno conducendo colloqui diretti con l’Iran.

Tuttavia, il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver esaminato la più recente proposta iraniana – modificata e trasmessa tramite il mediatore pakistano – definendola “non buona” per gli Stati Uniti. “Le trattative con l’Iran sono in stallo e l’ultima proposta non è accettabile”. Nonostante le divergenze, le fonti citate descrivono un quadro caratterizzato da “indicatori positivi” e indicano che le prossime giornate saranno decisive per il futuro del dossier.

CAPITANO NAVE BLOCCATA ,DIFFICILI CONDIZIONI UMANITARIE

“Siamo molto preoccupati”. È quanto ha dichiarato Raman Kapoor, capitano di una nave cisterna bloccata da giorni nelle acque del Golfo, . Kapoor ha descritto le difficili condizioni umanitarie a bordo dell’equipaggio, fermo dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Nel frattempo, secondo i dati raccolti dalla Open Source Unit di Al Jazeera, nove navi hanno attraversato il braccio di mare in entrambe le direzioni da quando gli Stati Uniti hanno avviato l’operazione questa mattina, nonostante le dure minacce iraniane. Teheran ha infatti avvertito che qualsiasi intervento americano nella gestione del traffico marittimo nello stretto sarà considerato una violazione del cessate il fuoco. Trump aveva definito l’iniziativa “umanitaria”, finalizzata ad aiutare le navi di Paesi neutrali bloccate nel passaggio strategico, ma restano ancora poco chiari i dettagli operativi e i meccanismi di scorta.

PAKISTAN, MINISTRO DEGLI ESTERI “SOLO IL DIALOGO PUÒ RISOLVERE CRISI TRA USA E IRAN”

Il Pakistan ha rinnovato con forza la propria posizione secondo cui il dialogo e la diplomazia rappresentano l’unica via per risolvere il contenzioso tra Stati Uniti e Iran. In un comunicato diffuso oggi e ripreso dalla Tv al Arabiya, il ministero degli Esteri pakistano ha riferito che il ministro Muhammad Ishaq Dar ha avuto ieri sera una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi.

I due hanno discusso della situazione regionale e degli sforzi diplomatici in corso da parte di Islamabad. Dar ha ribadito il costante impegno del Pakistan nel favorire un coinvolgimento costruttivo, sottolineando che “il dialogo e la diplomazia rimangono l’unico percorso praticabile per raggiungere una soluzione pacifica e garantire una pace e una stabilità durature nella regione e oltre”. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha espresso apprezzamento per il ruolo costruttivo e gli sforzi sinceri del Pakistan nella mediazione tra le parti.

 

La Marina israeliana intercetta e sequestra le imbarcazioni della Flotilla con 400 attivisti e circa 58 imbarcazioni

 

 

Abbordata la Flotilla: attivisti arrestati in mare aperto

 

 

 La Marina israeliana ha intercettato a centinaia di km dalle coste del Paese delle navi che trasportavano circa 400 attivisti, appartenenti alla flottiglia che stava navigando verso la Striscia di Gaza per sfidare il blocco navale israeliano.

La Global Sumud Flotilla, che include 58 imbarcazioni, si trova vicino all’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. Gli organizzatori della flottiglia hanno pubblicato filmati in cui un ufficiale della Marina israeliana intima agli attivisti di cambiare rotta: “Se desiderate consegnare aiuti umanitari a Gaza, potete farlo attraverso canali stabiliti e riconosciuti. Vi preghiamo di cambiare rotta e di ritornare al porto di origine. Se state trasportando aiuti umanitari, siete invitati a procedere verso il porto di Ashdod” si sente in un video. Nel frattempo, il Ministero degli Esteri israeliano ha pubblicato un video che afferma mostrare “preservativi e droghe” rinvenuti a bordo di una delle imbarcazioni intercettate dalla Marina.

“Si tratta di un vero e proprio attacco contro civili in acque internazionali. Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di chilometri da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi”.

MINISTRO ESTERI ISRAELE “ATTIVISTI SARANNO RILASCIATI IN GRECIA”

“In seguito al coordinamento con il governo greco, i cittadini che sono stati trasferiti dalle navi della flottiglia alla nave israeliana sbarcheranno sulle coste greche nelle prossime ore”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, citato dai media. “Israele non permetterà la violazione del blocco marittimo legale di Gaza”, ha aggiunto. Il capo della diplomazia israeliana ha concluso: “Finora Israele, tramite le Forze di difesa israeliane (Idf), ha sventato con successo i tentativi di violare il blocco marittimo legale di Gaza e l’arrivo delle navi della flottiglia provocatoria, anche la scorsa notte. Tutti i partecipanti alla flottiglia provocatoria che sono stati fatti sbarcare dalle navi sono stati portati via senza subire danni”.

LA DENUNCIA DEGLI ORGANIZZATORI

Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza affermano che la Marina israeliana ha intercettato 15 delle loro 58 imbarcazioni durante la notte. “Quindici delle nostre imbarcazioni sono state sequestrate: i nostri uomini in mare risultano ancora dispersi”, dichiara la Global Sumud Flotilla.

La Marina israeliana, ricordano i media israeliani, ha iniziato a intercettare la flottiglia ieri sera vicino all’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. La Marina avrebbe intimato agli attivisti rimasti di tornare indietro o, in alternativa, se trasportano aiuti umanitari, di consegnarli al porto di Ashdod, dove saranno ispezionati prima di entrare a Gaza. Se dovessero proseguire sulla rotta indicata, la Marina ha avvertito che verranno fermati. “Con un violento raid in acque internazionali, le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e sistematicamente neutralizzato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla”, affermano gli organizzatori.

La Global Sumud Flotilla afferma che “dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, lasciando intenzionalmente centinaia di civili alla deriva su imbarcazioni danneggiate e inutilizzabili, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo“. “Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, impedendo loro di coordinarsi o di chiedere aiuto”, sostengono.

ISRAELE “FLOTILLA MANOVRATA DA HAMAS. INTERVENTO SECONDO DIRITTO INTERNAZIONALE”

La “forza motrice” della Global Sumud Flotilla “è Hamas, che si allea con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione del piano di pace del presidente Trump alla seconda fase e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi”. Così in una nota il ministero degli Esteri israeliano, affermando che il fermo di 175 attivisti a bordo di 21 imbarcazioni della Flotilla avvenuto al largo di Creta rispetta il diritto internazionale.

“Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa dell’elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, del rischio di escalation e della necessità di prevenire la violazione di un blocco legittimo, si è reso necessario un intervento tempestivo in conformità con il diritto internazionale. L’operazione si è svolta in acque internazionali pacificamente e senza vittime”, prosegue la nota. “Un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato materiale che sembra essere droga e contraccettivi. Questa flottiglia è l’ennesima trovata pubblicitaria, senza alcun aiuto umanitario. Si tratta di provocatori professionisti in crociera. ‘Una flottiglia di preservativi’: niente di più, niente di meno”, conclude.

VERTICE CON MELONI, GOVERNO CHIEDE LIBERAZIONE ITALIANI

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto questa mattina una riunione cui hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla. “In questo quadro – si legge in una nota di Palazzo Chigi -, il Governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”. Il Governo ribadisce “il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”.

ITALIA E GERMANIA “PREOCCUPAZIONE, RISPETTARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE”

L’Italia e la Germania “seguono con forte preoccupazione gli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla, sequestrata la notte scorsa in acque internazionali al largo della Grecia”. Lo sottolinea una dichiarazione congiunta di Italia e Germania diffusa dalla Farnesina. “Chiediamo il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili. La nostra priorità comune e assoluta è garantire la sicurezza dei nostri cittadini, in linea con il diritto internazionale umanitario. Richiamiamo il nostro comune impegno e gli sforzi della comunità internazionale per fornire aiuti umanitari a Gaza in conformità con il diritto e gli standard internazionali”, si legge ancora nella dichiarazione.

 

 

Attentato al Presidente Trump al gala -cena con i Giornalisti Arrestato l’attentatore

 

 

 

Washington –

Rischio della vita ancora per il Presidente D.Trump.Un uomo  gli ha sparato  durante la cena dei giornalisti. Il presidente Usa è salvo.

Secondo le prime ricostruzioni fornite da fonti della sicurezza e da testimoni presenti, un uomo armato avrebbe aperto il fuoco nell’area esterna sottoposta a controllo, nei pressi dell’ingresso del Washington Hilton, l’hotel che da anni ospita la serata. L’episodio ha generato panico tra i circa 2.500 invitati, tra giornalisti, esponenti dell’amministrazione, rappresentanti del mondo dello spettacolo e ospiti internazionali.

Alcuni presenti hanno riferito di aver udito diversi colpi d’arma da fuoco, seguiti da urla e dalla corsa verso le uscite.

Trump e la first lady sono stati evacuati senza conseguenze e portati alla Casa Bianca. L’attentatore è stato arrestato.

Trump vuole sospendere la Spagna dalla Nato per il mancato sostegno alle operazioni militari contro l’Iran

Trump e Sanchez - Afp

 

 

Donald Trump vuole punire la Spagna con la sospensione dalla Nato per il suo mancato sostegno alle operazioni degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran.  . In una mail  vengono dettagliate una serie di opzioni per colpire gli alleati, verrebbe rivista anche la posizione degli Usa sulle rivendicazioni britanniche delle isole Falkland e si sottolinea la frustrazione americana per la riluttanza o il rifiuto di concedere agli Stati Uniti diritti di accesso, di base e di sorvolo per la guerra in Iran.

Gli attacchi di Trump

Trump, d’altra parte, nelle ultime settimane non ha nascosto il malumore per le posizioni assunte da Madrid. Il presidente americano in passato ha criticato il governo del premier Pedro Sanchez anche per il contributo giudicato insufficiente al bilancio Nato. L’ultimo attacco è arrivato pochi giorni fa con un post sul social Truth: “Qualcuno ha visto quanto sta andando male la Spagna come Paese? I loro conti, nonostante il contributo quasi nullo alla Nato e alla difesa militare, sono assolutamente orrendi”, le parole del numero 1 della Casa Bianca.

Il piano per punire Madrid

Ora, dalle parole si rischia di passare ai fatti. Secondo quanto emerso, nella e-mail si definisce il cosiddetto ‘Abo’ (Access, Basing, Overflight, cioè i diritti di accesso, stazionamento in basi e sorvolo che gli Stati Uniti hanno chiesto agli Alleati per le operazioni belliche in corso con l’Iran) “il livello minimo in assoluto per la Nato”. Tra le opzioni contemplate nella mail figura la sospensione dei paesi ‘difficili’ da incarichi importanti o prestigiosi presso l’Alleanza.

L’e-mail non suggerisce che gli Stati Uniti procedano in direzione di un’uscita dall’Alleanza né propone la chiusura di basi in Europa. Ma non si sa se preveda un ritiro parziale delle forze statunitensi dall’Europa.