Ucraina-Russia, ad un passo per la pace. Ma il portavoce Peskov precisa. ” Il Donbass appartiene ora alla Russia…non più all’Ucraina”

 

 

Il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov durante un briefing,ha dichiarato che :”Le forze armate ucraine “devono ritirarsi dal Donbass” per facilitare il processo di risoluzione.Questa è una condizione molto importante”, ha affermato. “Ci sono anche altre sfumature che restano all’ordine del giorno dei negoziati

 

La Russia sarà rappresentata esclusivamente da personale militare nel gruppo trilaterale sulla sicurezza che si riunirà ad Abu Dhabi. . “Si tratta di personale militare, -aggiunge Peskov -rappresentanti del ministero della Difesa. Non li nomineremo ancora, ma sono tutti militari. Si tratta di un gruppo di lavoro sulle questioni di sicurezza e questi saranno i primi negoziati”, ha detto il portavoce del Cremlino.

Il Cremlino non ritiene opportuno divulgare il contenuto della “formula di Anchorage”, ovvero la base negoziale delineata in Alaska durante l’incontro Putin-Trump sull’Ucraina.

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, si è soffermato pure sull’ l’importo dei beni congelati negli Stati Uniti ,“leggermente inferiore” a 5 miliardi di dollari.

Peskov:  “Non dirò nemmeno l’importo esatto. Dirò che è poco meno di 5 miliardi di dollari”….“La decisione (da parte del presidente russo Vladimir Putin) di stanziare un miliardo di dollari – parte di questi beni sequestrati e detenuti illegalmente sul territorio statunitense – al Consiglio per la pace, di modo che questo denaro, tramite il Consiglio per la pace, venga speso per scopi umanitari a favore dei palestinesi”. Peskov ha aggiunto che “questo argomento, tra l’altro, è stato sollevato anche ieri durante i colloqui tra Putin e (il leader palestinese) Mahmoud Abbas”.

La storia di Maduro, ex leader del Venezuela finisce qui. Adesso è stato trasferito nel carcere federale di Manhattan Condanna della Russia e Cina

 

Caracas sotto attacco Usa: esplosioni, blackout. Gli ...

 

L’aereo che trasportava il presidente venezuelano Nicolas Maduro è atterrato ieri sera a New York, città americana dove verrà processato. Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, con ai polsi delle manette, è poi sceso, scortato dagli agenti dell’Fbi e della Dea, dalla scaletta dell’aereo.  La condanna per l’operato degli Usa “in violazione del diritto internazionale”, è     stata fatta dalla Cina, dalla Russia e altre potenze europee.

Per Maduro finisce qui il periodo della dittatura in Venezuela . Lui e la moglie sono stati trasferiti, a bordo di un elicottero, al quartier generale della Dea a Manhattan, e da lì al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, il carcere federale che in passato ha già ospitato, tra gli altri, El Chapo Joaquin Guzman, signore della droga messicano.

Più vicine le posizioni del Presidente Trump a quelle di Zelensky: la Russia adesso può dimostrare di sedersi ad un tavolo per aprire i negoziati

 

 

Speranze adesso post vertice svoltosi a Mar-A-Lago, in Florida    Si curano i particolari, gli ultimi dettagli tra il vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad  un possibile piano di pace per porre fine alla guerra in Ucraina.    Un incontro che segue quello svoltosi tra  Trump e  con i leader europei, della Nato e dell’Ue, compresa la premier italiana, Giorgia Meloni.
Le parole di Trump risuonano    in tutti i salotti del mondo.. Afferma il Presidente Usa:“Siamo molto vicini. Abbiamo parlato con i leader europei, quelli della Nato, Ursula von der Leyen: abbiamo avuto eccellenti colloqui. Abbiamo coperto il 95%, abbiamo fatto tanti progressi”

“Questa è una guerra molto complicata. Ne ho risolte altre, risolveremo anche questa. Non so quando, ma credo che ci riusciremo. Ci riusciremo, ci arriveremo”, ha poi aggiunto, spiegando di essere stato al telefono con Vladimir Putin “per due ore e mezzo. Abbiamo parlato di tante cose. Anche lui vuole la pace”.

“Abbiamo avuto discussioni positive su tutti gli argomenti –  spiega  Zelensky -. Abbiamo parlato di una ventina di punti, sul 90% siamo d’accordo e fra poco arriveremo al 100%. Ci siamo quasi anche sulle garanzie di sicurezza che restano la pietra miliare. Continueremo a lavorare su tutti questi aspetti e abbiamo avuto diversi contatiti con i vari leader europei. Ci si vedrà nelle prossime settimane per finalizzare i punti finali dell’accordo”.

Palazzo Chigi comunica pure: “Nell’ambito del processo per il raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato, ieri pomeriggio, insieme ad altri leader, a una telefonata con il Presidente Zelensky alla vigilia del suo incontro con il Presidente Trump”.  “nel corso della conversazione, il Presidente Meloni ha condiviso e ribadito l’importanza, mai come in questo momento, di mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto. Solo attraverso questa solida unità di vedute la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati”.

LAVROV “  Gli occhi  dell’Occidente sono ben chiusi….”

“l ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov  afferma :La Russia apprezza gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo team per raggiungere un accordo di pace. Ci impegniamo a continuare a collaborare con i negoziatori americani per elaborare accordi duraturi che affrontino le cause profonde del conflitto. Ma vediamo che il regime di Zelensky e i suoi curatori europei non sono pronti a impegnarsi in colloqui costruttivi. Kiev persiste nei suoi tentativi di cambiare la situazione in prima linea, dove l’esercito russo detiene saldamente l’iniziativa. Questo regime terrorizza i civili prendendo di mira le infrastrutture civili del nostro Paese con i suoi atti di sabotaggio”.

“Nel frattempo, quasi tutti i Paesi europei, con poche eccezioni, hanno inondato il regime di Kiev di denaro e armi. Sognano che l’economia russa crolli sotto la pressione delle loro sanzioni. Dopo l’ascesa al potere di una nuova amministrazione negli Stati Uniti, l’Europa e l’Unione Europea sono emerse come i principali ostacoli alla pace. Non nascondono il fatto che si stanno preparando a combattere con la Russia sul campo di battaglia”, ha aggiunto Lavrov ricordando “il tentativo di costringere l’Unione Europea ad approvare la decisione di consegnare le riserve valutarie russe al regime di Vladimir Zelensky. Questo tentativo è fallito. Naturalmente, Bruxelles e altre capitali europee non potevano non notare gli scandali di corruzione in Ucraina, anche se questi scandali non hanno impedito loro di usare il regime di Kiev come ariete contro la Russia. Pertanto, in questo caso particolare, gli occhi dell’Occidente sono ben chiusi, come si dice”. 

Dichiarazione congiunta dei leader europei per garantire una “pace giusta” e duratura in Ucraina

 

 

 

Concordata la    dichiarazione congiunta dei leader europei, dopo la riunione di Berlino: Cancelliere Merz, Primo Ministro Frederiksen, Presidente Stubb, Presidente Macron, Primo Ministro Meloni, Primo Ministro Schoof, Primo Ministro Store, Primo Ministro Tusk, Primo Ministro Kristersson, Primo Ministro Starmer, Presidente Costa e Presidente von der Leyen.“   

I leader hanno accolto con favore i significativi progressi negli sforzi del Presidente Trump per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Hanno inoltre accolto con favore la stretta collaborazione tra i team del Presidente Zelensky e del Presidente Trump, nonché con i team europei negli ultimi giorni e settimane”.

“Hanno concordato di collaborare con il Presidente Trump e il Presidente Zelensky per raggiungere una pace duratura che preservi la sovranità ucraina e la sicurezza europea – proseguono -. I leader hanno apprezzato la forte convergenza tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa. I leader hanno convenuto che garantire la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina è fondamentale per la più ampia sicurezza euro-atlantica. Erano chiari sul fatto che l’Ucraina e il suo popolo meritavano un futuro prospero, indipendente e sovrano, libero dal timore di una futura aggressione russa”. 

“Sia i leader statunitensi che quelli europei si sono impegnati a collaborare per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica per l’Ucraina nel contesto di un accordo per porre fine alla guerra. Ciò includerebbe l’impegno a: Fornire un supporto continuo e significativo all’Ucraina per rafforzare le sue forze armate, che dovrebbero rimanere a un livello di 800.000 effettivi in tempo di pace per essere in grado di scoraggiare i conflitti e difendere il territorio ucraino – affermano ancora i leader –

Una “forza multinazionale Ucraina” a guida europea, composta da contributi di nazioni disponibili nell’ambito della Coalizione dei Volentieri e supportata dagli Stati Uniti. Contribuirà alla rigenerazione delle forze ucraine, alla sicurezza dei cieli ucraini e a sostenere la sicurezza dei mari, anche operando all’interno dell’Ucraina. Un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti con partecipazione internazionale per fornire un allarme tempestivo di qualsiasi futuro attacco e attribuire e rispondere a eventuali violazioni, insieme a un meccanismo di deconflittualità per lavorare su azioni reciproche di de-escalation che possano essere intraprese a vantaggio di tutte le parti. Un impegno giuridicamente vincolante, soggetto alle procedure nazionali, ad adottare misure per ripristinare la pace e la sicurezza in caso di un futuro attacco armato. Tali misure possono includere l’impiego di forze armate, l’intelligence e l’assistenza logistica, nonché azioni economiche e diplomatiche”.

“Investire nella futura prosperità dell’Ucraina, anche mettendo a disposizione ingenti risorse per la ripresa e la ricostruzione, accordi commerciali reciprocamente vantaggiosi e tenendo conto della necessità che la Russia risarcisca l’Ucraina per i danni causati – -. In quest’ottica, i beni sovrani russi nell’Unione Europea sono stati immobilizzati. Sostenere fermamente l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea

I leader hanno espresso il loro sostegno al Presidente Zelensky e hanno concordato di sostenere qualsiasi decisione che prenderà su specifiche questioni ucraine. Hanno ribadito che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. Le decisioni sul territorio spettano al popolo ucraino, una volta che saranno effettivamente in vigore solide garanzie di sicurezza. Hanno concordato che alcune questioni dovranno essere risolte nelle fasi finali dei negoziati. Hanno sottolineato che avrebbero sostenuto il Presidente Zelensky nel consultare il suo popolo, se necessario. Sono stati chiari sul fatto che, come in qualsiasi accordo, nulla è concordato finché tutto non è concordato e che tutte le parti devono lavorare intensamente per una soluzione che possa garantire una fine duratura dei combattimenti. 

Sono stati inoltre chiari sul fatto che qualsiasi accordo dovrebbe proteggere la sicurezza e l’unità a lungo termine dell’area euro-atlantica e il ruolo della NATO nel fornire una deterrenza efficace. Hanno affermato che qualsiasi elemento che riguardi l’UE e la NATO sarà discusso tra i membri dell’UE e della NATO, rispettivamente”.

“Ora spetta alla Russia dimostrare la propria volontà di lavorare per una pace duratura accettando il piano di pace del Presidente Trump e dimostrando il proprio impegno a porre fine ai combattimenti con un cessate il fuoco. I leader hanno concordato di continuare a esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché convinca Mosca a negoziare seriamente – conclude la dichiarazione congiunta dei leader -. Si sono tutti impegnati a lavorare per ottenere ulteriori rapidi progressi nei prossimi giorni e settimane per concludere e approvare congiuntamente un accordo per una pace duratura. Hanno ribadito il loro forte sostegno al Presidente Zelensky e al popolo ucraino nella lotta contro l’invasione illegale della Russia e nel raggiungimento di una pace giusta e duratura”.

Zelensky pronto al dialogo con l’Ue e con gli Usa : l’Ucraina può rinunciare all’adesione ” formale “della Nato visto che questo organismo prevede la protezione degli Stati membri

 

Nato, gas e risorse naturali: il piano di Zelensky per la vittoria

 

 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto al “dialogo” durante i colloqui con alti funzionari europei e americani previsti oggi e domani a Berlino per trovare una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina.

“Il vertice di Berlino è importante”, dichiara Zelensky, anche se ancora non ho  ricevuto una risposta americana all’ultima versione del piano di proposte per porre fine al conflitto, emendato questa settimana da Kiev e dai suoi alleati europei e poi trasmesso a Washington.

“Ho ricevuto – spiega – alcuni messaggi dal mio team di negoziazione, sto ricevendo tutti i segnali e sarò pronto per il dialogo che inizierà oggi”. Poi, ribadisce che Kiev desidera garanzie di sicurezza dai suoi alleati europei e da Washington per dissuadere la Russia dall’attaccarla nuovamente in caso di cessate il fuoco sul fronte. “Stiamo valutando un piano quadro in 20 punti, che si conclude con un cessate il fuoco – annuncia -. Oggi vogliamo essere sicuri che non ci sarà una ripetizione della guerra dopo un cessate il fuoco”.

E precisa che i “colloqui bilaterali sulla sicurezza” stanno attualmente valutando un meccanismo ispirato all’articolo 5 della Nato che prevede la protezione reciproca dei Paesi membri, senza l’adesione formale dell’Ucraina all’Alleanza Atlantica, come richiesto in precedenza da Kiev. “Si tratta già di un compromesso da parte nostra”, sottolinea Zelensky a questo proposito.

“Il piano non sarà gradito a tutti – prosegue -. A mio avviso, la cosa più importante è che il piano sia il più equo possibile, innanzitutto per l’Ucraina, perché è stata la Russia a iniziare questa guerra. E, cosa più importante, deve essere efficace, in modo che non sia solo un pezzo di carta, ma un passo significativo verso la fine della guerra. È inoltre fondamentale che il piano sia strutturato in modo tale da impedire alla Russia di lanciare un’altra – la terza – aggressione contro il popolo ucraino dopo la sua firma.

 Da parte nostra, stiamo discutendo con gli Stati Uniti non solo delle nostre relazioni bilaterali – tra Ucraina e America – come le garanzie di sicurezza, ma anche della nostra risposta ai segnali provenienti dai russi. E per quanto riguarda i compromessi con la parte russa, in ogni caso, se gli Stati Uniti esercitano pressioni, se i partner esercitano pressioni e se l’America vuole davvero porre fine a questa guerra – come sta dimostrando oggi ai massimi livelli – credo che i russi dovranno scendere a compromessi. Credo che oggi un’opzione equa e realistica sarebbe quella di mantenere le posizioni attuali, di rimanere dove siamo.

Questa è la realtà di un cessate il fuoco: le parti rimangono al loro posto e poi cercano di risolvere tutte le questioni più ampie attraverso la diplomazia. So che la Russia vede questo aspetto in modo negativo e vorremmo che gli americani ci sostenessero su questo tema. I russi dicono che dobbiamo ritirarci dal Donbas, altrimenti lo occuperanno comunque. Ne ho discusso con gli americani e ho detto loro che ci sono molte insinuazioni di vario genere. Ad esempio, come nel caso di Kupiansk: hanno affermato di avere occupato Kupiansk e che noi eravamo circondati. Recentemente mi trovavo a Kupiansk e ho mostrato chi controlla effettivamente la città. C’è molta disinformazione da parte dei russi. Ecco perché ho inviato segnali chiari ai nostri colleghi negli Stati Uniti affinché non credano a tutto ciò che dice la Russia”

 

LA RUSSIA CERCA DI GIGANTEGGIARE IN EUROPA MA LA FRANCIA -CON LE SUE TESTATE NUCLEARI – E MACRON CERCANO DI APRIRE LE PORTE DELLA PACE,INSIEME AL PRESIDENTE TURCO ERDOGAN TRA LA RUSSIA E L’UCRAINA

 

 

Roma

presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante la telefonata con il suo omologo francese, Emmanuel Macron, tra i leader d’Europa che più da vicino sostiene l’Ucraina,  e ed esercita forte azione di deterrenza – con le sue numerose testate nucleari –  sulla Russia, secondo una nota diffusa dalla Direzione per la comunicazione turca. Erdogan, ha reso noto che   i contatti con russi e ucraini continuano a far rivivere il processo di Istanbul.

La Turchia è pronta a fare tutto il necessario per aiutare ad aprire le porte alla pace tra Russia e Ucraina il più presto possibile.

” la diplomazia – ha aggiunto Erdogan –  deve essere utilizzata nel modo più efficace per raggiungere una pace permanente. Erdogan ha anche osservato che il sostegno della Turchia agli sforzi nel processo di raggiungimento di un cessate il fuoco continuerà ad aumentare e che stare lontano dai passi che metteranno in pericolo la pace globale contribuirà agli sforzi di pace. Durante il colloquio, Macron e Erdogan hanno discusso anche della situazione nel Caucaso, a Gaza e in Siria e si dichiarano concordi ed uniti nel seguire le azioni della Russia a beneficio dell’intesa definitiva della pace con l’Ucraina.

Controproposta di 24 punti ,presentata a Ginevra dagli Stati europei, per ridare dignità all’Ucraina e la fine del conflitto – Tutti pronti a difendere la libertà

ANCHE SE PUTIN ESPRIMERA’ CONTRARIETA’  SUL CONTROPIANO UE,  DOVRA’ PUR CAPIRE CHE NON SI PUO’ TOGLIERE LA DIGNITA’ AL POPOLO UCRAINO LA CUI LIBERTA’ COINCIDE CON QUELLA DEL POPOLO EUROPEO

NELL’IPOTESI NEGATIVA NON SI PUO’ “PREMIARE” PUTIN CON LA CONCESSIONE DEI TERRITORI UCRAINI  E L’EUROPA DEVE ESSERE PRONTA A  COMBATTERE  INSIEME ALL’UCRAINA A DIFESA DELLA LIBERTA’  SE NON VUOLE ESSERE LO ZERBINO – E UN PO’ VIGLIACCA -DEL PRESIDENTE-DITTATORE RUSSO

Ucraina. Tre anni di guerra, emergenza umanitaria senza fine - Caritas  Italiana

Tre anni di guerra, emergenza umanitaria senza fine Tanti morti inutili

 

Controproposta di 24 punti è stata presentata a Ginevra dagli Stati europei  per la fine della guerra in Ucraina.

I punti prevedono:

  1. fine della guerra e accordi per garantire che non si ripeta, per stabilire una base permanente per una pace e una sicurezza durature.
  2. Entrambe le parti in conflitto si impegnano a un cessate il fuoco completo e incondizionato in cielo, terra e mare.
  3. Inoltre entrambe le parti avviano immediatamente negoziati sull’attuazione tecnica del monitoraggio del cessate il fuoco con la partecipazione degli Stati Uniti e dei Paesi europei.
  4. Viene poi introdotto, nel quarto punto, il monitoraggio internazionale del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti da parte dei partner dell’Ucraina. Il monitoraggio sarà prevalentemente remoto, utilizzando satelliti, droni e altri strumenti tecnologici, con una componente flessibile a terra per indagare sulle presunte violazioni.
  5. Quinto punto: verrà creato un meccanismo attraverso il quale le parti potranno presentare segnalazioni di violazioni del cessate il fuoco, indagare sulle violazioni del cessate il fuoco e discutere misure correttive.
  6. Il sesto punto prevede che la Russia rimpatri incondizionatamente tutti i bambini ucraini deportati e sfollati illegalmente. Il processo sarà supportato dai partner internazionali.
  7. Per il settimo punto, le parti in conflitto scambiano tutti i prigionieri di guerra (con il principio del tutti per tutti). La Russia rilascia tutti i detenuti civili.
  8. Ottavo punto: una volta garantito il mantenimento del cessate il fuoco, le parti in conflitto adottano misure di soccorso umanitario, comprese le visite ai familiari lungo la linea di contatto.
  9. Al nono punto, la sovranità dell’Ucraina è rispettata e riconfermata. L’Ucraina non è costretta a rimanere neutrale.
  10. Il decimo punto: l’Ucraina riceve solide garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti, anche dagli Stati Uniti (accordo simile all’articolo 5 della Nato) per prevenire future aggressioni.
  11. Al numero 11: nessuna restrizione imposta alle Forze di Difesa ucraine e all’industria della difesa, inclusa la cooperazione internazionale.
  12.  gli Stati garanti saranno un raggruppamento ad hoc di Paesi europei e Paesi extraeuropei disponibili. L’Ucraina è libera di decidere sulla presenza, le armi e le operazioni delle forze amiche invitate dal governo ucraino sul suo territorio.
  13.  l’adesione dell’Ucraina alla Nato dipende dal consenso all’interno dell’Alleanza.
  14.  l’Ucraina diventa membro dell’Ue.
  15.  l’Ucraina è pronta a rimanere uno stato non nucleare nell’ambito del Trattato di Non Proliferazione Nucleare.
  16. Al punto 16, le questioni territoriali saranno discusse e risolte dopo un cessate il fuoco completo e incondizionato.
  17.  i negoziati territoriali partono dall’attuale linea del fronte.
  18. una volta concordate le questioni territoriali, sia la Russia che l’Ucraina si impegnano a non modificarle con la forza.
  19.  l’Ucraina riprende il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia (con il coinvolgimento degli Stati Uniti) e della diga di Kakhovka. Verrà istituito un meccanismo di trasferimento del controllo.
  20. Il punto 20 prevede che l’Ucraina goda di passaggi senza ostacoli sul fiume Dnipro e del controllo della spaccatura del Kinburn.
  21. l’Ucraina e i suoi partner attuano una cooperazione economica senza restrizioni.
  22.  l’Ucraina sarà completamente ricostruita e risarcita finanziariamente, anche attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati fino a quando la Russia non risarcirà i danni subiti dall’Ucraina.
  23.  le sanzioni imposte alla Russia dal 2014 potrebbero essere soggette a un graduale e parziale allentamento dopo il raggiungimento di una pace sostenibile. Tali sanzioni possono essere reintrodotte in caso di violazione dell’accordo di pace.
  24. Il punto 24, infine, prevede che inizino colloqui separati sull’Architettura di sicurezza europea, che includeranno tutti gli Stati dell’Osce.

Trump invia unità navali di guerra nei Caraibi per fermare il traffico di droga ma è contrario -afferma- ad uno scontro diretto contro Maduro

 

 

La USS Gravely, una nave da guerra della Marina degli Stati Uniti - (Afp)

 

 

Lotta spietata al narcotraffico..Donald Trump vuol segnare la fine della vendita della droga e  afferma di non voler fare la guerra al leader del Venezuela, Maduro,  e , francamente ha inviato segnali contrastanti sul potenziale intervento degli Stati Uniti con navi da guerra affiancate da unità navali, in Venezuela, minimizzando le preoccupazioni di una guerra imminente contro la nazione sudamericana.. Dall’altro lato tuttavia il Presidente statunitense non esita ad affermare che i giorni del suo leader Nicolás Maduro sono contati.

Si apprende in ogni caso che  gli Stati Uniti stanno radunando unità militari nei Caraibi e hanno già condotto numerosi attacchi contro presunte navi dedite al traffico di droga…

Maduro, che negli Stati Uniti è stato incriminato per reati di droga, ha accusato Washington di  aver escogitato il pretesto  del traffico di droga per “imporre un cambio di regime” a Caracas e impadronirsi del petrolio venezuelano. Il leader venezuelano ha chiesto aiuto ,per una parità di forze militari, alla Russia. E il Cremlino ha risposto affermando di essere contraria  ad un conflitto militare contro gli Stati Uniti.

Nelle ultime settimane, sarebbero oltre 15 attacchi statunitensi contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Paicifico  che  hanno causato la morte di almeno 65 persone; l’ultimo è avvenuto sabato, suscitando critiche da parte dei governi della regione. Washington non ha ancora reso pubblica alcuna prova che i suoi obiettivi stessero contrabbandando stupefacenti o rappresentassero una minaccia per gli Stati Uniti.

La Russia viola ancora con 5 jet lo spazio aereo della Nato. La Germania avverte la necessità di abbattere i caccia che sorvolano -non autorizzati-il cielo dell’Europa

 

 

caccia russia su 34

 

 

 

Avvistati  caccia russi vicino allo spazio aereo lettone. La comunicazione ufficiale rivela che  due caccia ungheresi Gripen dell’Air policing sul Baltico sono decollati oggi dalla base Siauliai, in Lituania, dopo che un Su-30, un Su-35 e tre MiG-31 russi si stavano avvicinando allo spazio aereo lettone. “L’Ungheria  dimostra l’impegno dell’Alleanza nel proteggere e salvaguardare i Paesi Baltici e il fianco orientale” della Nato.

Russia: “Se la Nato dovesse abbattere i  caccia sovietici dichiareremo guerra”

L’ambasciatore russo in Francia, Alexey Meshkov, a una domanda sulle recenti dichiarazioni del Presidente americano Trump di “abbattere gli aerei che violino gli spazi aerei della Nato”ha comunicato la  precisa determinazione della Russia di fare la guerra agli Stati che abbatterranno     i caccia sovietici. “Ci sono molti aerei della Nato che violano lo spazio aereo russo – ha sostenuto – accade abbastanza spesso. Non vengono abbattuti”.

Il segretario generale della Nato ,Rutte: “E’ assolutamente necessario abbattere i jet russi che sorvolano lo spazio aereo dell’Alleanza”

“Sono totalmente d’accordo con Trump. È assolutamente necessario”, risposto nel frattempo così il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull’ipotesi – avallata dal presidente americano – di abbattere i jet russi che sorvolano lo spazio aereo dell’Alleanza. “I nostri militari sono preparati e addestrati per questo, sappiamo come si fa”, ha aggiunto a Fox News.

Kiev: “Abbattuto caccia russo Su-34”

Le forze armate ucraine hanno intanto abbattuto un caccia russo Su-34 nella regione di Zaporizhzhia. La comunicazione esce dal Comando dell”aeronautica militare ucraina. L’aereo Su-34 è stato abbattuto intorno alle 4 del mattino, ora locale, nel settore di Zaporizhzhia della linea del fronte, ha dichiarato l’Aeronautica Militare e, al momento dell’attacco, l’aereo da guerra stava attaccando la città di Zaporizhzhia con bombe aeree guidate.

In Danimarca riaprono gli aeroporti chiusi dopo incursione di droni non identificati

Gli aeroporti nella Danimarca occidentale sono stati riaperti dopo essere rimasti chiusi per ore     per l’avvistamento di droni non ancora identificati .

Si sa che l’‘aeroporto di Billund, il secondo più grande del Paese, è rimasto chiuso per un’ora, mentre quello di Aalborg, utilizzato per voli commerciali e militari, è rimasto chiuso per tre ore a causa delle incursioni dei droni avvenute nella tarda serata di ieri, ha dichiarato la polizia danese, spiegando di non essere in grado di specificare il tipo di droni né se fossero gli stessi che hanno sorvolato l’aeroporto di Copenaghen lunedì.