Fuga dalle urne ,cresce sempre più la disaffezione per la politica, in Italia ha votato il 49, 69 degli aventi diritto In Sicilia dominante il fenomeno dell’astensionismo

 

 

 

Chiuse dalle 23.00 le urne per le elezioni Europee 2024,in Sicilia i dati più bassi,  continua lo spoglio delle schede. Secondo il Viminale, quando sono state scrutinate 43.132 sezioni su 61.650,  Fratelli d’Italia registrava il 28,93%, seguito dal Pd con il 24,93%. Il M5S è al 9,54%, Forza Italia è all’9,09%, la Lega al 9,05%. E ancora:, Stati Uniti d’Europa 3,61%, Azione 3,30%, Pace terra Dignità 2,25%, Libertà 1,14%

Urne aperte, italiani al voto con l'incognita astensione - Ultima ora - Ansa.it

Exit poll e instant poll

I primi exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai. Con una copertura del campione dell’82%, alle europee è in testa Fratelli d’Italia , seguito dal Pd %. Movimento 5 Stelle al 10-14%, quindi Forza Italia all’8,5%-10,5% mentre la Lega è all’8-10%. Avs al 5-7%.

Secondo gli instant poll di YouTrend per Skytg24, Fratelli d’Italia è al 26,5%, il Pd al 23%, il Movimento Cinque Stelle al 12,5%, Forza Italia al 9,5%, la Lega al 9%, Alleanza Verdi e Sinistra al 5,5%, Stati Uniti d’Europa al 4,5%, Azione al 3,5%.

Secondo le elaborazioni di YouTrend sulle stime dei seggi, FdI ottiene 22 seggi, il Pd 18 seggi, M5s 10 seggi, Fi 7 seggi e Lega 7 seggi. Avs ottiene invece 6 seggi, Stati Uniti d’Europa 5 seggi, Svp un seggio, Alternativa Popolare e Azione zero seggi. Il margine d’errore è +/- 1,5%.

Affluenza in Italia e Sicilia (astensionismo)

Per le elezioni europee in Italia ha votato il 49,69% degli aventi diritto, secondo i dati definitivi pubblicati dal Ministero dell’Interno. Alla precedente tornata elettorale l’affluenza aveva superato di diversi punti il 50% mentre tra ieri e oggi meno di un italiano su due si è recato alle urne per votare. Il dato più alto per affluenza si è registrato nella circoscrizione Italia Nord-Occidentale mentre quella più bassa nell’Italia insulare- 38% – dove ha dominato l’astensionismo

 

Al voto -359 milioni di diritto- per scegliere come indirizzare il futuro dell’Unione europea Con la speranza di rappresentanti ed una “guida” che reclami solo la pace, la serenità e la fratellanza tra i popoli

 

23 milioni di giovani votano alle europee per la prima volta

 

 

Sono circa 359 milioni gli aventi diritto di voto  per scegliere come indirizzare il futuro dell’Unione. Più di 23 milioni parteciperanno alla loro prima votazione europea.

Alle ultime elezioni, nel 2019, erano stati il 50,66 per cento gli aventi diritto a presentarsi ai seggi. Un numero in aumento, più di 8 punti rispetto alla tornata elettorale precedente, stabilendo addirittura il picco di partecipazione dal 1994.

Intanto si   profila un’astensionismo generale in queste elezioni europee. Vuoi per il conflitto in Ucraina, vuoi per le problematiche di guerra di Israele ed Hamas, i cittadini -quelli più maturi nell’età- avvertono il peso dell’indifferenza nei confronti di Bruxelles    Vediamo in alcuni Paesi come viene stimata l’affluenza alle urne

  •  Germania, affluenza al 32% alle 14

    Viene stimata in un 32,3% l’affluenza alle elezioni europee in Germania alle ore 14, quattro ore prima della chiusura dei seggi fissata per le 18.  Alle elezioni europee del 2019, l’affluenza complessiva alle urne è stata del 61,4%, viene ricordato senza fornire il dato della stessa ora di cinque anni fa.

  • Eurocamera, primi exit poll alle 18,15

     I risultati provvisori delle elezioni potranno essere pubblicati solo dopo le 23, quando si saranno chiuse le votazioni in Italia.

    Il programma prevede  una prima proiezione dei seggi del nuovo parlamento, prevista intorno alle 20.15-20.30, basata su stime nazionali e sondaggi.
    I primi risultati provvisori di alcuni Stati membri con stime per gli altri, insieme a una seconda proiezione dei seggi del nuovo Parlamento, saranno pubblicati intorno alle 23.15-23.30.

     Spagna:  affluenza al 28%, in calo di 6,7 punti

    In Spagna l’affluenza registrata fino alle ore 14 per le elezioni europee è stata pari al 28,01%, nel totale non contano i voti per posta. Si tratta di un calo della partecipazione di 6,73 punti percentuali rispetto al 2019. Tuttavia va considerato che la precedente tornata elettorale coincise con il voto per elezioni comunali e regionali. .

    Italia e Grecia richiedono più “maturità” per votare

    L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico paese ad avere un’età così alta per potersi candidare: 25 anni. Gli altri paesi prevedono un’età più bassa per l’elettorato passivo: per la maggior parte dei paesi la soglia è di 18 anni, per la Romania 23 mentre per Bulgaria, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Slovacchia, Irlanda e Cipro l’età per candidarsi è 21 anni.

    Chiudono i seggi in Belgio, Lussemburgo e a Malta   Hanno già avviato le operazioni di scrutinio

    Chiudono i seggi di Belgio, Lussemburgo e Malta. Alle 14 hanno iniziato a chiudere i seggi dei tre Paesi che hanno già avviato le operazioni di scrutinio. Belgio, Lussemburgo e Malta si aggiungono a Repubblica Ceca, Irlanda, Lettonia, Olanda e Slovacchia che hanno già completato le procedure di voto tra giovedì e ieri.

     Francia affluenza in via d’eccezione in aumento

    Si apprende che il presidente francese Emmanuel Macron  abbia  votato questo pomeriggio alle elezioni europee al seggio elettorale di Le Touquet, poco dopo che i primi dati provvisori sulla partecipazione indicavano un leggero aumento rispetto al 2019. Il 19,81% registrato alle 12 è leggermente superiore al 19,2 del 2019, ma si distingue di più rispetto al risultato provvisorio del 2014 in questo periodo, quando aveva già votato il 15,7%. I sondaggi delle ultime settimane stimavano che l’estrema destra Jordan Bardella avrebbe ottenuto circa il 33% dei voti, il doppio del punteggio previsto per il principale candidato di Macron, Valérie Hayer, pari a circa il 16%.

    Primi dati Viminale, affluenza intorno al 23,7% alle 12

    Fino alle ore 12 di oggi secondo i primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle sezioni (30.500 su 61.650)  hanno votato il 23,7% degli aventi diritto. dai primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle sezioni (30.500 su 61.650).

    Affluenza in ogni regione alle 23 di sabato

    Queste le percentuali dell’affluenza registrate alle 23 di ieri nelle regioni al voto per le elezioni europee

    Italia nord occidentale 16,79%; Liguria 16,23 Lombardia 16,43 Piemonte 17,96 Valle D’Aosta 11,33.

    Italia nord orientale 15,58%; Emilia Romagna 18,35 Friuli Venezia Giulia 13,70 Trentino Alto Adige. 10,81 Veneto 14,71

    Italia centrale 15,77%; Lazio 13,60 Marche 15,69 Toscana 18,77 Umbria 17,86

    Italia meridionale 12,53%; Abruzzo 12,71 Basilicata 12,32 Calabria 11,60 Campania 11,71 Molise 14,59 Puglia 13,98

    Italia insulare 10,57%; Sardegna 10,00 Sicilia 10,76.

    Primi dati Viminale, affluenza alle 23 è del 14%

    Per le elezioni europee, alle ore 23, secondo i dati del Viminale,  ha votato il 14,07% degli aventi diritto. ’ e relativi a circa la metà delle sezioni (35.700 su 61.650). L’ultima volta che si è votato per le europee su due giorni è stato nel 2009: in quell’occasione l’affluenza alle 22 fu del 17,8%, quasi tre punti percentuale in meno (20,5%) della precedente tornata elettorale, nel 2004, quando si votò sempre su due giornate.  A questo punto non resta che attendere i dati prima della chiusura dei seggi in questa tornata elettorale dove pare concretizzarsi il fenomeno dell’astensionismo italiano ed europeo

       

Amministrative, l’8 e il 9 giugno italiani alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo, negli stessi giorni alle urne 37 comuni della Sicilia Ecco quali sono

 

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Negli stessi giorni in cui gli italiani andranno alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo, 37 comuni siciliani sono chiamati a rinnovare i propri organi amministrativi. In otto centri si voterà con il sistema proporzionale mentre nei restanti 29 il sistema di attribuzione dei seggi è maggioritario. Gli elettori interessati sono 483.901. Le operazioni di voto si svolgeranno sabato 8 giugno 2024, dalle 15 alle 23, e domenica 9 giugno 2024, dalle 7 alle 23.

Per la provincia di Palermo sono interessati al rinnovo di sindaco e consiglio comunale i comuni di: Bagheria, Bompietro, Borgetto, Cinisi, Corleone, Monreale, Palazzo Adriano, Roccamena, San Mauro Castelverde. Per la provincia di Agrigento: Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Campobello di Licata, Naro, Racalmuto, Sant’Elisabetta. Per il Nisseno: Caltanissetta, Gela e Sommatino. Per la provincia di Catania: Aci Castello, Motta Sant’Anastasia, Ragalna, Zafferana Etnea. Per Messina: Brolo, Condrò, Falcone, Forza D’Agrò, Leni, Longi, Mandanici, Oliveri, Rometta, Spadafora. Per la provincia di Siracusa il solo comune di Pachino. Per la provincia di Trapani i comuni di: Castelvetrano, Mazara del Vallo, Salaparuta e Salemi. Nessun comune al voto nelle province di Enna e Ragusa.

L’elettore dovrà recarsi alle urne portando con sé la tessera elettorale e un documento di identità in corso di validità. Si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale; nel caso in cui vengano espresse due preferenze, queste devono riguardare candidati di genere diverso (un uomo e una donna). Se entrambe le preferenze dovessero appartenere allo stesso genere, la seconda verrà annullata. Il voto espresso per una lista si estende al candidato sindaco ad essa collegato, ma non viceversa. Si può esprimere la preferenza per un candidato sindaco e una lista ad esso collegata, ed esprimere anche la scelta di candidati al consiglio comunale; oppure si può esprimere la preferenza per un candidato sindaco e per una lista ad esso non collegata, con relative preferenze per i candidati al consiglio comunale.

LA COMMISSIONE ANTIMAFIA PUBBLICA I NOMI DEI CANDIDATI CHE HANNO PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA E I TRIBUNALI: SONO GLI “IMPRESENTABILI” E “SENZA VERGOGNA”

QUESTE PERSONE ANCHE SE HANNO PROCEDIMENTI GIUDIZIARI -NON C’E’ UN MECCANISMO DI ESCLUSIONE DALLE ELEZIONI- E’ SOLO UN ALERT ETICO”

 

Sono sette i nomi in lista, per le elezioni europee dell’ 8 e 9 giugno, che non sono in regola con il codice di autoregolamentazione delle candidature, il decalogo approvato dalla commissione antimafia per tutte le competizioni elettorali. A rendere noti i nomi degli ‘impresentabili’ è stata la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo, all’esito dello screening condotto dalla Direzione nazionale antimafia che ha segnalato a palazzo San Macuto venti nomi di candidati che presentavano criticità. Tuttavia solo sette, di questi aspiranti a un seggio a Bruxelles, sono stati ritenuti dalla commissione in contrasto con il Codice di autoregolamentazione, per lo più per problemi legati a procedimenti giudiziari. Nei loro confronti non scatta nessuna esclusione dalle liste,perchè non è previsto alcun meccanismo c he possa escluderli, il fatto che non siano in linea con le regole del Codice, è solo un alert di valenza etica.

ANCHE  FALCONE E ANTONIO MAZZEO TRA I SETTE IMPRESENTABILI

La lista che pubblichiamo con sente  una corretta informazione a chi andrà a votare.”

La presidente Colosimo ha spiegato per quali motivi le sette candidature non sono ‘a norma’. Nei confronti di Angelo Antonio D’Agostino, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione meridionale, nel 2016 rinvio a giudizio dal gup di Roma per corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, prossima udienza il 26 giugno.

Per Marco Falcone, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione Isole, nel luglio 2023 rinvio a giudizio per induzione indebita a dare e promettere utilità, in corso il processo al Tribunale di Palermo, e nel dicembre 2020, rinvio a giudizio per tentata concussione, processo in corso al tribunale di Catania.

Per l’ex sindaco di Pagani (Salerno), Alberico Gambino, lista ‘Fratelli d’Italia’ Circoscrizione meridionale, nell’ottobre 2019 il Tribunale di Nocera Inferiore ne aveva dichiarato la decadenza, dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Pagani nel luglio 2011.

Per l’europarlamentare uscente Giuseppe Milazzo, che corre con ‘Fratelli d’Italia’ circoscrizione Isole, nel dicembre 2020, rinvio a giudizio per tentata concussione davanti al Tribunale di Palermo, con udienza a settembre. Fedele alla premier Meloni.

Tra i collaboratori di Milazzo a Bruxelles, figura l’ex assessore comunale ai servizi sociali di Paternò (Catania), Carmelo Frisenna, condannato nel 2010 a 5 anni di carcere per mafia, dopo l’arresto nel 2008 nell’inchiesta denominata ‘Padrini’.

Nei confronti di Filomena Greco, della lista ‘Stati Uniti di Europa’ circoscrizione meridionale, a gennaio 2024, rinvio a giudizio per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, è in corso il processo davanti al Tribunale di Castrovillari.

Problemi anche per Luigi Grillo, di ‘Forza Italia Noi Moderati Ppe’ circoscrizione nord-ovest. A suo carico, emessa dal Gip di Milano sentenza di pena patteggiata del novembre 2014, irrevocabile, con condanna a 2 anni e mesi 8 di reclusione, e pena accessoria di non contrattare con la Pa per 5 anni, per i reati di associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, e altro.

. Antonio Mazzeo è invece nella lista del Partito Democratico circoscrizione centrale: nel settembre 2022 il Gup di Roma lo ha rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta, udienza a luglio. “

Regione Sicilia, giunta approva ddl su rilievi del governo nazionale “Collegato” ed elezioni ex Province

 

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Approvato dalla giunta il disegno di legge “Impegni governativi” con cui il governo regionale risponde ai rilievi effettuati dalla presidenza del Consiglio dei ministri sulle norme del “collegato” alla legge di Stabilità della Sicilia.

Per un gruppo di articoli, impugnati innanzi alla Corte Costituzionale, si propone direttamente l’abrogazione, mentre per altri, sulla base della “leale collaborazione fra lo Stato e la Regione” e “nel rispetto degli impegni assunti dal governo regionale per superare le ipotesi di incostituzionalità”, viene proposta la modifica.

In particolare, il presidente della Regione, che firma il disegno di legge, ha proposto, tra gli altri, la riformulazione di articoli considerati caratterizzanti per il loro valore sociale. Tra queste, la norma che prevede gli incentivi per i medici impiegati in strutture periferiche o di provincia e quella per l’adeguamento tariffario delle strutture riabilitative per disabili psico-fisico sensoriali, per le comunità terapeutiche assistite, per le residenze sanitarie assistenziali e per i centri diurni per soggetti autistici.

Prevista anche la riscrittura dell’articolo relativo alla progressione dei dipendenti regionali assunti in base alla legge regionale n. 20 del 1999, “Nuove norme in materia di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro familiari”, riservando il 50 per cento delle posizioni disponibili ed estendendo il beneficio a tutto il personale in possesso dei requisiti richiesti.

Inoltre, fino al 31 dicembre 2025 e nell’attesa che venga definita una disciplina statale, il ddl prevede che la legge 20 si applichi anche alle donne vittime di violenza con deformazione o sfregio permanente del viso e ai figli delle vittime di femminicidio.

Oltre alle norme del “collegato”, il testo approvato dalla giunta introduce anche alcune modifiche alla disciplina delle ex Province, fino all’approvazione dell’attesa legge nazionale di riforma degli enti di area vasta per l’introduzione dell’elezione a suffragio universale diretto degli organi.

Nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso luglio, infatti, il governo regionale prevede intanto l’indizione delle elezioni di secondo livello dei presidenti dei Liberi consorzi comunali e dei consigli metropolitani in una delle domeniche comprese tra il 6 e il 27 ottobre 2024. I commissari straordinari di nomina regionale, quindi, resteranno in carica soltanto fino alla costituzione dei nuovi organi.

Il testo del disegno di legge governativo sarà ora trasmesso all’Ars per la discussione e l’approvazione definitiva.

 

 

Elezioni presidenziali in Russia: Putin mira all’85% dei voti I dipendenti pubblici saranno controllati con un software

Ucraina. Il tragico errore di Putin - Tempi

 

Urne aperte in Russia per le elezioni presidenziali da oggi  a domenica. Nell’arco di tre giorni e non in uno solo e per la prima volta, , saranno usati software per geo localizzare gli aventi diritto al voto, per controllare che alcune fasce di russi, i dipendenti pubblici in particolare, si siano effettivamente recati a votare. Sarà attivo anche il voto elettronico. L’obiettivo del Cremlino è  di avere il massimo dei voti: la vittoria di Vladimir Putin con l’80-85 per cento dei voti, con una affluenza alle urne di almeno il 70 per cento.

C’è un’altra novità:   Le urne sono già aperte nei territori occupati dell’Ucraina, lo saranno, solo domenica, nella regione della Transnistria, inclusa entro i confini della Moldova, malgrado le proteste di Chisinau, e nelle sedi diplomatiche dei Paesi stranieri, anche se in un primo momento il ministero degli Esteri aveva spiegato che si stava valutando l’opportunità di non consentire il voto nei Paesi che Mosca considera come non amici. In Italia ci saranno 4 seggi elettorali (in Ambasciata a Roma e nei Consolati di Milano, Genova e Palermo), aperti però solo il 18. Vi potranno votare tutti i cittadini russi che si troveranno in Italia, quindi anche i turisti.

Marco Marsilio riconfermato alla presidenza della Regione Abruzzo

Marco Marsilio appoggiato dai partiti del centro destra è stato riconfermato alla presidenza della Regione Abruzzo. Candidato di Fratelli d’Italia, ha avuto il sostegno di Lega Nord, Forza Italia, Noi Moderati, Udc e dalla lista civica “Marsilio presidente”. Marsilio è un esponente storico della destra romana, vicino a Giorgia Meloni.

 

Il candidato del centrodestra: “Mai nei 30 anni precedenti una amministrazione uscente era stata riconfermata per un secondo mandato”.

Marco Marsilio | Regione Abruzzo
Marco Marsilio – (Fotogramma)
“Il campo largo non è il futuro dell’Abruzzo – ha aggiunto – perché era il suo triste passato, e non sarà il futuro dell’Italia. Il mio impegno sarà ancora più intenso”. “Possiamo annà a ballà”, ha scherzato quindi Marsilio, festeggiando con i suoi sostenitori, al comitato elettorale, la vittoria. “Ha vinto la verità contro la menzogna e la calunnia, sparse a piene mani. Hanno vinto i fatti e il principio di realtà contro le narrazioni fumose e le chiacchiere vuote. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nessuna nostalgia di un triste passato che si è gettato alle spalle già 5 anni fa”, ha detto anora. Così Marco Marsilio, commentando la sua vittoria alle regionali in Abruzzo presso il comitato elettorale.

. La coalizione che sosteneva Luciano D’Amico, il professore universitario alla guida di un campo molto largo, si è fermata a una decina di punti distanza dal centrodestra del governatore uscente.  domenica sera, i dati dell’affluenza non erano incoraggianti: 52,19%, in lieve calo sul 2019. D’Amico, al contrario, aveva scommesso su un dato in crescendo, considerato indispensabile per colmare il gap della vigilia con Marsilio.

 

È stato deputato alla Camera dal 29 aprile 2008 al 14 marzo 2013 per Popolo della Libertà e senatore della Repubblica  dal 23 marzo 2018 al 19 marzo 2019 per Fratelli d’Italia.

 

È stato, al pari del suo collega di partito Fabio Rampelli  docente a contratto di estetica, museologia e marketing  applicato ai Beni culturali  presso l’Università Campus. È sposato e ha una figlia.

Oggi urne aperte in 305 comuni, si vota per l’elezione del presidente della Regione e il rinnovo del Consiglio

 

 

Urne aperte in 305 comuni, il voto per l’elezione del presidente della Regione e per il rinnovo del consiglio regionale

Elezioni regionali oggi in Abruzzo - Fotogramma
Elezioni regionali oggi in Abruzzo – Fotogramma
Oggi 10 marzo 2024 elezioni in Abruzzo  con il voto per l’elezione del presidente della Regione e per il rinnovo del consiglio regionale. I 1.634 seggi saranno aperti dalle ore 7 alle 23 in 305 comuni.
Il totale degli elettori chiamati al voto è pari a 1.208.276.
Il consiglio regionale sarà composto da 31 membri, di cui sette consiglieri per ciascuna circoscrizione dell’Aquila, di Teramo e di Pescara, e otto consiglieri per quella di Chieti.

Oltre ai 29 consiglieri eletti nelle liste circoscrizionali, entrano a far parte di diritto dell’Assemblea, il presidente eletto e il candidato alla carica di presidente che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore. Diventa presidente della Regione il candidato alla carica di presidente che ottiene il maggior numero di voti validi.

Diversi sono i settori dell’amministrazione regionale coinvolti nell’organizzazione delle elezioni: vi partecipano i dirigenti e i dipendenti regionali, della Giunta e del Consiglio, individuati con determinazioni del direttore generale, con cui è stato costituito un apposito gruppo di lavoro composto da oltre 30 unità, per portare a termine efficacemente tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Le fasi elettorali in diretta

Nella sede della Regione all’Aquila – Palazzo Silone – via Leonardo da Vinci n. 6, è allestita una Sala stampa dedicata che resterà aperta dalle ore 10 fino all’arrivo dei dati ultimi relativi allo spoglio. Le varie fasi elettorali saranno documentate anche attraverso la diretta streaming a cura del Servizio relazioni esterne e comunicazione della Giunta con riferimento ai dati ufficiosi elaborati dalla piattaforma ‘Eligendo’, messa a disposizione dal ministero dell’Interno su specifico accordo con la Regione Abruzzo.

Stamane parte lo spoglio delle schede per le elezioni regionali in Sardegna, nelle 1884 sezioni elettorali

illustrazioni stock, clip art, cartoni animati e icone di tendenza di siluetta di una mano che mette un voto nella casella di voto su sfondo giallo pallido - elezioni

 

Oggi lunedì 26 febbraio 2024,parte  lo spoglio delle schede nelle 1.884 sezioni distribuite nei 377 Comuni della Sardegna per le elezioni regionali.        Le operazioni dovranno partire dalla conta dei voti per i candidati presidente.       I candidati che si contendono la guida dell’isola per i prossimi cinque anni sono Paolo Truzzu (centrodestra), Alessandra Todde (Campo largo), Renato Soru (Coalizione sarda) e Lucia Chessa (Sardigna R-esiste).

Sono 758.252 i votanti (affluenza del 52,4%) che ieri si sono presentati ai seggi tra le 6.30 e le 22. Dopo la conta dei voti ricevuti dai quattro candidati a prendere il posto di Christian Solinas si passerà al conteggio dei voti di lista e infine le preferenze ricevute dai consiglieri.        Una particolarità della  legge elettorale in vigore in Sardegna:   si potrà esprimere la doppia preferenza di genere (due candidati di sesso diverso, ma della stessa lista) e c’è anche la possibilità del voto disgiunto (indicando un candidato consigliere di una lista e il presidente sostenuto da un’altra coalizione).

Affluenza

L’affluenza alle Regionali 2024 della Sardegna si è attestata dunque al 52,4%. Su 1.447.753 aventi diritto sono stati 758.252 i cittadini che si sono recati alle urne. Cinque anni fa il dato fu del 53,74%.

Nuoro registra invece l’affluenza maggiore tra le principali città sarde: il 60%. Nel capoluogo barbaricino, città della candidata del Campo largo Alessandra Todde, alle Regionali del 2019 aveva votato il 57,20%. Il dato cittadino traina quello dell’intera circoscrizione: nel Nuorese ha votato il 56,4% degli elettori, cinque anni il dato si fa era fermato al 53,18.

A Cagliari città hanno votato 79mila elettori, che rappresentano il 55,32% degli aventi diritto. Nel capoluogo sardo di cui è sindaco Paolo Truzzu, candidato del centrodestra alla guida della Regione, nella tornata elettorale del 2019 aveva votato il 58,97%.

Oggi dalle 6,30 il voto regionale in Sardegna per il rinnovo del Consiglio e del Presidente della Regione.

Nelle controversie sulla lesione dell'esercizio del diritto di voto la  giurisdizione spetta al Giudice Ordinario | 4cLegal

 

Oggi  si potrà esprimere il voto in Sardegna, dalle 6.30 di oggi 25 febbraio  per le elezioni regionali. Operazioni di voto nelle 1.844 sezioni distribuite nelle otto circoscrizioni che ricalcano i confini delle vecchie Province: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia-Tempio, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano e Ogliastra.

Sono 1.447.761 gli elettori sardi chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio e del presidente della Regione. Sono 58 i seggi a disposizione per i circa 1.400 aspiranti consiglieri distribuiti in venticinque liste a sostegno dei quattro candidati presidente. Gli altri due dei 60 seggi che compongono il Consiglio regionale della Sardegna spetteranno al più votato tra i candidati alla presidenza della Regione e al secondo classificato, mentre il terzo e il quarto resteranno fuori dall’assemblea.

Sono dieci le liste che sostengono Alessandra Todde col Campo largo (M5s-A Innantis, Pd, Avs, Uniti con Alessandra Todde, Progressisti-La base, Demos, Sinistra Futura, Psi, Orizzonte Comune e Fortza Paris) e sono nove quelle per Paolo Truzzu col centrodestra (Fdi, Lega, Forza Italia, Psd’Az, Riformatori, Udc, Alleanza Sardegna-Pli, Sardegna al centro 20Venti, Dc di Rotondi). Sono invece cinque le liste che sostengono Renato Soru con la Coalizione sarda (Progetto Sardegna, +Europa-Azione con Soru, Rifondazione comunista, Liberu e Vota Sardigna) e una lista sostiene Lucia Chessa (Sardigna R-esiste).