Al voto -359 milioni di diritto- per scegliere come indirizzare il futuro dell’Unione europea Con la speranza di rappresentanti ed una “guida” che reclami solo la pace, la serenità e la fratellanza tra i popoli

 

23 milioni di giovani votano alle europee per la prima volta

 

 

Sono circa 359 milioni gli aventi diritto di voto  per scegliere come indirizzare il futuro dell’Unione. Più di 23 milioni parteciperanno alla loro prima votazione europea.

Alle ultime elezioni, nel 2019, erano stati il 50,66 per cento gli aventi diritto a presentarsi ai seggi. Un numero in aumento, più di 8 punti rispetto alla tornata elettorale precedente, stabilendo addirittura il picco di partecipazione dal 1994.

Intanto si   profila un’astensionismo generale in queste elezioni europee. Vuoi per il conflitto in Ucraina, vuoi per le problematiche di guerra di Israele ed Hamas, i cittadini -quelli più maturi nell’età- avvertono il peso dell’indifferenza nei confronti di Bruxelles    Vediamo in alcuni Paesi come viene stimata l’affluenza alle urne

  •  Germania, affluenza al 32% alle 14

    Viene stimata in un 32,3% l’affluenza alle elezioni europee in Germania alle ore 14, quattro ore prima della chiusura dei seggi fissata per le 18.  Alle elezioni europee del 2019, l’affluenza complessiva alle urne è stata del 61,4%, viene ricordato senza fornire il dato della stessa ora di cinque anni fa.

  • Eurocamera, primi exit poll alle 18,15

     I risultati provvisori delle elezioni potranno essere pubblicati solo dopo le 23, quando si saranno chiuse le votazioni in Italia.

    Il programma prevede  una prima proiezione dei seggi del nuovo parlamento, prevista intorno alle 20.15-20.30, basata su stime nazionali e sondaggi.
    I primi risultati provvisori di alcuni Stati membri con stime per gli altri, insieme a una seconda proiezione dei seggi del nuovo Parlamento, saranno pubblicati intorno alle 23.15-23.30.

     Spagna:  affluenza al 28%, in calo di 6,7 punti

    In Spagna l’affluenza registrata fino alle ore 14 per le elezioni europee è stata pari al 28,01%, nel totale non contano i voti per posta. Si tratta di un calo della partecipazione di 6,73 punti percentuali rispetto al 2019. Tuttavia va considerato che la precedente tornata elettorale coincise con il voto per elezioni comunali e regionali. .

    Italia e Grecia richiedono più “maturità” per votare

    L’Italia, assieme alla Grecia, è l’unico paese ad avere un’età così alta per potersi candidare: 25 anni. Gli altri paesi prevedono un’età più bassa per l’elettorato passivo: per la maggior parte dei paesi la soglia è di 18 anni, per la Romania 23 mentre per Bulgaria, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia, Slovacchia, Irlanda e Cipro l’età per candidarsi è 21 anni.

    Chiudono i seggi in Belgio, Lussemburgo e a Malta   Hanno già avviato le operazioni di scrutinio

    Chiudono i seggi di Belgio, Lussemburgo e Malta. Alle 14 hanno iniziato a chiudere i seggi dei tre Paesi che hanno già avviato le operazioni di scrutinio. Belgio, Lussemburgo e Malta si aggiungono a Repubblica Ceca, Irlanda, Lettonia, Olanda e Slovacchia che hanno già completato le procedure di voto tra giovedì e ieri.

     Francia affluenza in via d’eccezione in aumento

    Si apprende che il presidente francese Emmanuel Macron  abbia  votato questo pomeriggio alle elezioni europee al seggio elettorale di Le Touquet, poco dopo che i primi dati provvisori sulla partecipazione indicavano un leggero aumento rispetto al 2019. Il 19,81% registrato alle 12 è leggermente superiore al 19,2 del 2019, ma si distingue di più rispetto al risultato provvisorio del 2014 in questo periodo, quando aveva già votato il 15,7%. I sondaggi delle ultime settimane stimavano che l’estrema destra Jordan Bardella avrebbe ottenuto circa il 33% dei voti, il doppio del punteggio previsto per il principale candidato di Macron, Valérie Hayer, pari a circa il 16%.

    Primi dati Viminale, affluenza intorno al 23,7% alle 12

    Fino alle ore 12 di oggi secondo i primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle sezioni (30.500 su 61.650)  hanno votato il 23,7% degli aventi diritto. dai primi dati del Viminale e relativi a circa la metà delle sezioni (30.500 su 61.650).

    Affluenza in ogni regione alle 23 di sabato

    Queste le percentuali dell’affluenza registrate alle 23 di ieri nelle regioni al voto per le elezioni europee

    Italia nord occidentale 16,79%; Liguria 16,23 Lombardia 16,43 Piemonte 17,96 Valle D’Aosta 11,33.

    Italia nord orientale 15,58%; Emilia Romagna 18,35 Friuli Venezia Giulia 13,70 Trentino Alto Adige. 10,81 Veneto 14,71

    Italia centrale 15,77%; Lazio 13,60 Marche 15,69 Toscana 18,77 Umbria 17,86

    Italia meridionale 12,53%; Abruzzo 12,71 Basilicata 12,32 Calabria 11,60 Campania 11,71 Molise 14,59 Puglia 13,98

    Italia insulare 10,57%; Sardegna 10,00 Sicilia 10,76.

    Primi dati Viminale, affluenza alle 23 è del 14%

    Per le elezioni europee, alle ore 23, secondo i dati del Viminale,  ha votato il 14,07% degli aventi diritto. ’ e relativi a circa la metà delle sezioni (35.700 su 61.650). L’ultima volta che si è votato per le europee su due giorni è stato nel 2009: in quell’occasione l’affluenza alle 22 fu del 17,8%, quasi tre punti percentuale in meno (20,5%) della precedente tornata elettorale, nel 2004, quando si votò sempre su due giornate.  A questo punto non resta che attendere i dati prima della chiusura dei seggi in questa tornata elettorale dove pare concretizzarsi il fenomeno dell’astensionismo italiano ed europeo

       

Passi avanti degli agricoltori. Meloni:”Le risorse per il settore sono aumentate”

 

 

 

 

Protesta degli agricoltori.    Interviene la Meloni che afferma. :“Capisco le proteste. L’agricoltura è in una situazione molto difficile in Europa, anche per le follie della transizione che dicevano fosse ecologica e invece era ideologica”. 
“Per modificare tutto questo le elezioni europee faranno la differenza”, ha aggiunto, spiegando “che a livello nazionale le risorse per il settore sono aumentate. Facciamo del nostro meglio ma la questione europea è dirimente”.
“L’opposizione fa il suo mestiere, la vedo più nervosa della maggioranza – aggikunge il presidente del Consiglio -. La maggioranza la trovo compatta, ci sono sfumature diverse, ma è un valore aggiunto. Stiamo insieme per scelta, quando c’è da trovare soluzioni le troviamo”.

Salvini brinda: “Conte? Adesso resta, poi dovrà farsi più là”- Il M5S paga lo scotto dell’astensionismo-

Elezioni Europee: trionfa Salvini con la sua Lega, è nettamente il primo partito in Italia. Il Movimento 5 Stelle, primo partito in Calabria e Sicilia, è superato  dal Partito Democratico

La Lega si conferma la prima forza, mentre il Pd supera il M5S che tuttavia tiene la prima linea in Sicilia e Calabria. Reggono Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

Secondo i dati del Viminale, quando sono state scrutinate 25.444 sezioni su 61.576, alle elezioni europee in Italia è in testa la Lega con il 32,06%,adesso al 34 % seguita dal Pd con il 24,99% e dal Movimento 5 Stelle con il 17,17%. Forza Italia è all’8,13% e Fratelli d’italia 6,37%.

 Felice  Salvini, il quale in conferenza stampa tenta di smorzare i toni con il M5S ringraziando gli elettori: “useremo bene questo dato”. Il Movimento 5 Stelle, il partito di Di Maio perde milioni di voti rispetto alle politiche e si fa superare dal rinato Partito Democratico di Zingaretti I grillini tengono al Sud: sono il primo partito in Calabria e Sicilia.      Altro dato positivo per Fratelli d’Italia che si attesta sul 6,4%. Forza Italia si mantiene sull’8,7%. Sono stati chiamati al voto quasi 51 milioni di per il rinnovo dei membri del parlamento europeo spettanti all’Italia. La nostra nazionale ha eletto 76 eurodeputati: il numero è stato aumentato da 73 a 76 in conseguenza dell’annunciata Brexit. Soltanto 73 eletti si insedieranno subito mentre i restanti tre potranno farlo quando l’addio del Regno Unito all’Unione Europea sarà giuridicamente effettivo.

Altri dati comunicati dal Viminale. +Europa – Italia in Comune – Pde Italia è al 3,39%, Europa Verde al 2,47%, La Sinistra al 1,96%, il Partito Comunista al 0,89%, Svp al 0,59%, il Partito Animalista al 0,57%, il Popolo della Famiglia – alternativa popolare al 0,42%, Casapound Italia – Destre Unite al 0,32%, Popolari per l’Italia al 0,25%, il Partito Pirata al 0,23%, Forza Nuova al 0,13%, Autonomie per l’Europa al 0,06%, Ppa Movimento politico pensiero azione al 0,02%

 – Sempre in base ai dati del Viminale, l’affluenza alle 23 alle elezioni europee in Italia è al 56,10%(scrutini sez. 23805 di 61576). Alle precedenti elezioni europee si era registrata un’affluenza di 56,34%.

Elezioni europee e amministrative 2019

 – Tutti felici nella sede della Lega: nell’ufficio al secondo piano in via Bellerio a Milano dove sono presenti il leader Matteo Salvini, insieme al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, a Claudio Borghi e Luca Morisi, si alzano i bicchieri e si festeggiano i primi risultati. Salvini ha prima affidato un commento a un post con una sua foto (un cartellone nel quale si legge “Primo partito in Italia”, e una didascalia con scritto ‘grazie Italia’) e poi ha tenuto una conferenza stampa in via Bellerio, sottolineando che “per quello che mi riguarda a livello nazionale non cambia nulla, la mia parola vale più dei sondaggi, vale più dei voti, il mio avversario non ce l’avevo in casa”. E ancora: “Conto di riprendere in mano da domani mattina il contratto di governo e applicare tutti i temi che sono rimasti in sospeso. Poi più in là vedremo”.

Poi, in un altro post su Fb ha ringraziato chi l’ha votato: “Useremo bene la vostra fiducia. Siamo primo partito in Italia, si cambia in Europa”.
 – Tace, per ora il Movimento Cinque Stelle. Lo stato maggiore pentastellato, riunito alla Camera con il leader Luigi Di Maio per monitorare i risultati, preferisce non commentare i primi risultati e attende i dati reali per rilasciare le prime dichiarazioni. .

 

Elezioni Parlamento d’Europa: equilibri diversi nella maggioranza politica. Chi ha vinto e cosa succederà adesso

Vi saranno adesso equilibri diversi nella maggioranza del nuovo Parlamento europeo – Finora era retto dal  dominio del Ppe e del Pse.  Entrambi i gruppi hanno perso più di 100 parlamentari. Riportiamo il video inviato alla direzione dall’Agenzia inf.(R..)

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Un crollo arrivato dopo il risultato  di Angela Merkel  in Germania dove il suo Cdu-Csu è rimasto il primo partito tedesco, ma con il risultato più basso nella sua vita politica. Non brillano neppure i partiti di centrosinistra, che finora non riescono a mettere insieme più di 141 seggi. Si registra un a impennata dei Verdi, che guadagnano 22 seggi, per compensare l’emorragia filo-europeista. Perde così anche significato  la crescita del gruppo liberale dell’Alde, alla quale aderiranno i parlamentari di Emmanuel Macron, portando il gruppo centrista a 102 seggi. Un’alleanza con loro per il Ppe e i Socialisti rischia di essere dispendiosa, in vista della composizione della nuova Commissione europea: i liberali non vorranno certi accontentarsi, sapendo di essere indispensabili alla futura maggioranza, al momento ferma a 306.

Un accenno all’affluenza alle urne. Stavolta la gente è andata a votare.L’affluenza alle elezioni europee, dal 1979 al 2014, ha registrato un calo costante (va tenuto presente che nel tempo l’Ue si è ingrandita): nel 1979 era del 61,8%; nel 1984 del 59%; nel 1989 del 58,3%; nel 1994 del 56,7%; nel 1999 del 49,5%; nel 2004 del 45,6%; nel 2009 del 43% e nel 2014 del 42,54%. Con una forchetta tra il 49% e il 52%, l’affluenza per il 2019, se confermata, invertirà il trend e segnerà il picco dal 1999.

Elezioni europee: in cerca di interlocutori onesti e leali – La Lituania, “la Tigre del Baltico”, rapido sviluppo e eccellente territorio

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di Raffaele  Lanza

 

Quali sono i Paesi dell’Europa dove il 26 Maggio prossimo si terranno le elezioni nel 2019?

Le elezioni nel 2019 in Italia

Dopo il 2018 l’Italia  torna al voto per eleggere il nuovo Parlamento.. Dopodomani si chiudono le più recenti polemiche, Mafia, retorica sulla Mafia,commemorazioni, pochi fatti in realtà. C’è la nausea a sentire i soliti discorsi dei politici. Ma dell’Europa sappiamo poco o niente. Cosa devono costruire i nuovi eurodeputati?  

Non abbiamo compreso gli attacchi al limite della diffamazione anche contro il premier Giuseppe Conte che ,forse, più di tutti, nella sua autonomia ed autorevolezza, è l’uomo, l’avvocato o se preferite, il professore che lavora come un robot e respinge- con signorilità, le sciocche provocazioni politiche.Abbiamo bisogno in Europa di persone leali, oneste, che davvero siano al servizio degli italiani.  Non chini ai potenti delle banche, delle grandi industrie supportate dai miliardari che neanche vedono i giovani disoccupati  protestare nelle piazze  I politici devono cambiare metodi.

Un fatto nuovo è stata la lotta di alcuni giovani che hanno definito l’Italia negli anni  “invivibile” .Avevano e hanno perfettamente ragione.  Sì il nostro Paese fatica a camminare ma da una quindicina d’anni si era mummificato con politici interessati a  scambiarsi gli insulti fra loro nel tentativo di nascondere l’inerzia e le leggi a favore delle banche corrotte o potentati occulti..    Dobbiamo stare attenti a non cadere nell’atmosfera biblica della Torre di babele dei lunghi anni precedenti trascorsi.

Un’ altra particolare attenzione è da rivolgere alla problematica dell’occupazione . Sì al reddito della cittadinanza giovanile ma dobbiamo ora creare le occasioni di lavoro con sveltezza senza che questa interessante iniziativa- benchè vi siano sempre le osservazioni politiche demolitrici-  cada nel cimitero dei bisogni inappagati..

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Vinius, nel cuore della Lituania
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Nella foto il Castello di Trakai con il lago in Lituania

Vista la delicata situazione continentale,con gli eterni problemi dell’immigrazione e della grave crisi economica e dove l’avanzata dei partiti sovranisti e di sinistra crea difficoltà ai  Popolari e Socialisti, queste europee appaiono essere un eccellente osservatorio per capire quale potrà essere il destino dell’Unione e forse del governo italiano. Saranno 751 eurodeputati della legislatura 2019-2024. 

I 76 seggi che spettano all’Italia saranno scelti con il principio proporzionale “tanti voti, tanti seggi sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. Quello per le Europee è un sistema disegnato nel 1979, per il primo voto diretto per l’Europarlamento, e ‘imita’ il proporzionale puro allora vigente anche per le politiche. 
Ricordiamo che il sistema elettorale italiano è cambiato più volte –  muovendosi verso forme maggioritarie (il Mattarellum o il misto Rosatellum in vigore) o proporzionali con premi di maggioranza (il Porcellum o l’Italicum) – ma la legge per le europee è rimasta fuori dal dibattito sulle riforme elettorali.

Nel voto di domenica 26 maggio l’Italia eleggerà 76 membri dell’europarlamento, anche se solo 73 entreranno subito in carica. Gli altri tre diventeranno effettivi solo quando il Regno Unito uscirà dall’Unione

Decisamente interessante anche il voto in Grecia che si terrà in autunno: ora che la Troika se ne è andata e la crisi economica sembrerebbe essere passata, Alexis Tsipras tuttavia sembra aver  perduto terreno rispetto ai Popolari..

 

In Romania sono i Socialisti a essere  favoriti, tanto da puntare a spodestare l’attuale presidente liberale Klaus Iohannis che ha annunciato la sua ricandidatura.

Centrosinistra in vantaggio anche in Portogallo dove si voterà in autunno: il primo ministro socialista Antonio Costa appare nettamente in testa, ma per ottenere la maggioranza deve accettare accordi con la sinistra.

Lituania, “missile balistico baltico”

Altri Paesi europei dove nel 2019 si apriranno le urne  sono quelli resisi indipendenti come  la Lituania che ha una distanza in linea d’aria con l’italia, Roma, di 1.696 chilometri. ed è un Paese in radicale trasformazione, accogliente    La Lituania elegge 11 eurodeputati con un sistema proporzionale in un’unica circoscrizione nazionale, con soglia di sbarramento al 5%  Ci si consenta un breve focus su un territorio d’eccellenza europea   ….

Negli ultimi anni, la Lituania è diventata una delle principali mete per gli investitori esteri e un centro competitivo per le fonti di produzione nella regione. Questo è dovuto principalmente al fatto che la Lituania rappresenta un’alternativa altamente specializzata, efficiente e a basso costo alla produzione occidentale, oltre che un forte e solido trampolino di lancio verso gli enormi mercati dell’Est. A questo si aggiungono un’imponente crescita economica, una valuta stabile e attraenti incentivi per gli investitori nelle Free Economic Zones (Zone di Libero Commercio – FEZ) e i Parchi Industriali lituani, che nell’insieme fanno della Lituania la località più importante della regione baltica.
La Lituania possiede una delle economie con la crescita più rapida dell’Europa centrale e orientale, all’interno della quale il settore privato produce attualmente oltre l’80% del PIL del Paese. La sua base industriale,ben sviluppata, comprende aziende di elettronica, chimica, macchine utensili, trasformazione dei metalli, materiali edili, prodotti alimentari e industria leggera, compresi manifatture di tessuti, abbigliamento, mobili ed elettrodomestici, ed è completata dai forti settori dei trasporti e dei servizi.
Con i suoi 3,5 milioni di abitanti, è un Paese aperto e in rapida crescita che ha tutto quello che serve per sfruttare al meglio la sua posizione strategica al centro di tre enormi mercati. In poco più di un decennio di indipendenza, la Lituania ha fatto un enorme passo in avanti e ha ormai raggiunto un avanzato stadio di trasformazione. Lo sviluppo è stato rapido. Circa un anno fa, la famosa banca di investimento Goldman Sachs ha descritto il rapido sviluppo della Lituania definendolo “il missile balistico baltico”. Recentemente nuove parole di elogio sono state spese per la Lituania alla luce di indicatori economici da record.       Altri osservatori affermano che l’intelligenza della popolazione è tale che “La Lituania sta diventando la tigre del Baltico”, citando una straordinaria crescita del PIL e bassi deficit del bilancio e inflazione. Il Fondo Monetario nternazionale, dopo aver valutato il progresso e l’andamento economico della Lituania, ha definito il Paese “una stella nascente della regione”.
Il merito del rendimento economico del Paese va in gran parte al dinamico settore privato lituano, orientato all’internazionalità. Nel periodo relativamente breve dall’indipendenza, i liberi professionisti d’affari hanno dimostrato, in molti settori, una straordinaria imprenditorialità, iniziativa,capacità di adottare le prassi commerciali occidentali, nonché l’abilità di competere sui mercati occidentali.
Ampio riconoscimento hanno ricevuto i grandi passi avanti compiuti dalla Lituania verso l’ingresso nell’Unione Europea e nella NATO, e al tempo stesso il processo di adesione all’UE ha aiutato il Paese a migliorare il proprio sistema legale, fiscale e doganale – . Tutto questo, inoltre, è positivo anche per gli investimenti; di fatto investire in Lituania è ormai parte integrante delle strategie di sviluppo commerciale su scala europea. Tasso di crescita del PIL e PIL pro capite La Lituania, un’economia di esportazione aperta, è un Paese dove si vive bene ed è riuscita ad accelerare la crescita mantenendo al tempo stesso l’inflazione a livelli molto bassi. Forse, con la sua indipendenza, tra i migliori Paesi del mondo

Se dovessimo  trasferirci in un Paese estero- osserviamo-  non sceglieremmo i i soliti Paesi dove le tasse si pagano poco o niente. Ma un territorio come questo che offrirà al mondo sempre prospettive migliori. Complimenti ai professionisti della Lituania.

Aspettando che nel 2020 gli Stati Uniti tornino al voto, i candidati potenziali concorrenti democratici8 di Donald Trump sono numerosi, in Nord America nel 2019 si voterà in Canada.

Il primo ministro Justin Trudeau proverà a ottenere il suo terzo mandato respingendo l’assalto dei conservatori. In Centro America invece si voterà a El SalvadorPanamaGuatemalaGuayanaBelize e in Dominica.

In Sud America saranno tre i paesi ad andare al voto. In Bolivia l’attuale presidente Evo Morales, che ha sospeso alcune norme costituzionali (da lui stesso introdotte) così da potersi candidare per un quarto mandato nel 2019, veste ovviamente i panni del grande favorito.

Grande attesa anche per le elezioni in Argentina: la data scelta è quella del 27 ottobre, con l’eventuale ballottaggio che nel caso si terrà il 24 novembre. Si ricandiderà l’attuale presidente conservatore Mauricio Macri, con la principale sfidante che potrebbe essere l’ex presidente Cristina Fernández Kirchner.

Asia e Oceania

Africa

Aspettando di capire cosa succederà in Libia, in stato di guerra e dove il voto appare ancora come una stranezza visto che le urne si dovevano aprire a dicembre 2018, in Africa nel 2019 ci saranno diverse elezioni molto importanti.

Paese in cambiamento politico anche la Tunisia dove il presidente Beji Caid Essebsi dovrebbe ricandidarsi, mentre le urne e si apriranno anche in NamibiaMalawiGuinea-BissauBotswanaMauritania e Mozambico.

Provvisorio il numero dei parlamentari con la Gran Bretagna

Il ritardo di un’accordo sull’uscita del Regno Unito ha costretto Londra a partecipare al voto 2019, ciò significa che gli equilibri saranno rivisti, appena uscita la GB dall’Ue.
Gli eurodeputati scenderanno da 751 a 705, con una parte dei 73 membri britannici che sarà stata redistribuita tra gli altri Paesi. Francia e Spagna sono quelli che ne guadagneranno di più, cinque, seguiti da Italia e Olanda (+3), Irlanda (+2) e un europarlamentare in più a testa per Polonia, Romania, Svezia , Austria, Danimarca, Slovacchia, Finlandia, Croazia ed Estonia.

I tedeschi resteranno il gruppo più numeroso (96 eurodeputati) …

Gli altri Paesi Ue

Si apprende che negli altri Paesi dell’Ue il sistema di voto presenta lievi differenze. Vediamo le comunicazioni politiche AUSTRIA L’Austria elegge 19 eurodeputati con un sistema proporzionale uguale a quello italiano, ovvero con soglia di sbarramento al 4%. Unica differenza: il territorio nazionale non è diviso in circoscrizioni. 

BELGIO – Il Belgio elegge 21 deputati. Il territorio è diviso in tre circoscrizioni elettorali differenti. La regione francese e quella fiamminga eleggono rispettivamente 12 e 8 deputati con un sistema proporzionale. La Regione germanofona elegge un solo candidato con metodo maggioritario.

BULGARIA – La Bulgaria elegge 17 deputati con il sistema proporzionale.

CIPRO – Cipro elegge 6 eurodeputati con un sistema proporzionale in un’unica circoscrizione nazionale.

CROAZIA – La Croazia eleggerà 12 eurodeputati con un sistema proporzionale su un’unica circoscrizione nazionale, con voti di preferenza e soglia di sbarramento al 5%. 

DANIMARCA – La Danimarca elegge 14 eurodeputati con sistema proporzionale puro: unico collegio nazionale, voto di preferenza e nessuna soglia di sbarramento.

ESTONIA – L’Estonia elegge 7 eurodeputati con un sistema proporzionale in un’unica circoscrizione nazionale.

FINLANDIA – La Finlandia elegge 14 eurodeputati con sistema proporzionale puro: unico collegio nazionale, voto di preferenza e nessuna soglia di sbarramento.

FRANCIA – La Francia elegge 79 eurodeputati con un sistema proporzionale e soglia al 5%. E’ il Paese che guadagna più deputati con l’uscita della Gran Bretagna. Il territorio nazionale è diviso in 8 circoscrizioni, di cui una per tutti i territori oltre mare. 

GERMANIA – La Germania è il Paese più popoloso della Ue ed elegge il maggior numero di eurodeputati: 96. Utilizza un sistema proporzionale senza soglia di sbarramento, con il territorio nazionale diviso in circoscrizioni che corrispondono ai singoli Lander. 

GRECIA – La Grecia elegge 21 eurodeputati con un sistema proporzionale su un’unica circoscrizione nazionale e con soglia di sbarramento al 3%. 

IRLANDA – In Irlanda si eleggono 13 deputati e vige il sistema del voto singolo trasferibile. Gli elettori scelgono due candidati, uno ‘preferito’ e una seconda scelta, in piccole circoscrizioni (da tre o quattro candidati). Il secondo voto viene trasferito al candidato seconda scelta se il ‘preferito’ ha già ottenuto il seggio. Questo sistema permette la riconoscibilità dei candidati come fosse un maggioritario puro ma ha effetti proporzionali. 

LETTONIA – La Lettonia elegge 8 eurodeputati con un sistema proporzionale e soglia di sbarramento al 5%.

LITUANIA – La Lituania elegge 11 eurodeputati con un sistema proporzionale in un’unica circoscrizione nazionale, con soglia di sbarramento al 5%

LUSSEMBURGO – Lussemburgo elegge 6 eurodeputati con un sistema proporzionale in un’unica circoscrizione nazionale.

MALTA – Malta elegge 6 eurodeputati e utilizza il sistema del voto singolo trasferibile. Gli elettori fanno una graduatoria di preferenza tra i candidati (ma possono anche indicarne solo uno) in un’unica circoscrizione nazionale. Prima si contano solo i voti dei candidati indicati come prima scelta e quelli che raggiungono la quota necessaria (un settimo del totale dei voti) vengono eletti direttamente. I seggi successivi vengono assegnati in turni successivi in base alle seconde e terze scelte. Questo sistema permette la riconoscibilità dei candidati come fosse un maggioritario puro ma ha effetti proporzionali. 

PAESI BASSI – L’Olanda manderà a Strasburgo 29 eurodeputati, eletti con sistema proporzionale puro: unico collegio nazionale, voti di preferenza e nessuna soglia di sbarramento.

POLONIA – La Polonia elegge 52 eurodeputati con un sistema elettorale proporzionale. I seggi vengono assegnati a livello nazionale e poi attribuiti alle singole circoscrizioni elettorali

PORTOGALLO – Il Portogallo elegge 21 eurodeputati con sistema proporzionale puro: unico collegio nazionale e nessuna soglia di sbarramento.

REGNO UNITO – La Gran Bretagna, nonostante storicamente preferisca un sistema elettorale uninominale, per le europee usa un sistema proporzionale. I 73 deputati sono eletti in 12 circoscrizioni (relativamente piccole quindi, favorendo i partiti più grandi) con liste bloccate e senza soglia di sbarramento.

REPUBBLICA CECA – La Repubblica Ceca elegge 21 eurodeputati con un sistema proporzionale su un’unica circoscrizione nazionale e con soglia di sbarramento al 5%. 

ROMANIA – La Romania elegge 33 eurodeputati con un sistema proporzionale su un’unica circoscrizione nazionale e con liste bloccate.

SLOVACCHIA – La Slovacchia elegge 14 eurodeputati con un sistema proporzionale e soglia di sbarramento al 5%. Possibili fino a due voti di preferenza.

SLOVENIA – La Slovenia elegge 8 deputati con un sistema proporzionale senza soglia di sbarramento. Ogni elettore può dare un voto di preferenza.

SPAGNA – La Spagna manderà a Strasburgo 59 eurodeputati, eletti con sistema proporzionale puro su un unico collegio nazionale e senza soglia di sbarramento. Le liste sono bloccate, ovvero non sono consentiti voti di preferenza.
 
SVEZIA – La Svezia elegge 21 deputati con un sistema proporzionale su un unico collegio nazionale. La soglia di sbarramento per le liste è fissata al 4%.

UNGHERIA – L’Ungheria elegge 21 eurodeputati con un sistema proporzionale su un’unica circoscrizione nazionale e con soglia di sbarramento al 5%. Le liste sono bloccate.