Terrorismo islamico Londra: “Lupo solitario” uccide due persone,freddato dalla Polizia

Attentato a Londra, gli agenti neutralizzano l'aggressore (Ansa)
L’attacco del Killer “Lupo solitario” poi freddato dalla Polizia

Fine storia per il terrorista di nome  Usman Khan, di  28 anni e con precedenti per reati di terrorismo.     . Le sue  vittime pugnalate sul London Bridge, a Londra,prima di essere ucciso dalla polizia, sono un uomo e una donna..           Sulla scenda del dramma anche  diversi feriti, due dei quali sono ricoverati in ospedale.

L’individuo era noto alle autorità, era stato condannato nel 2012 per crimini collegati al terrorismo e rilasciato in libertà vigilata nel dicembre del 2018″, ha affermato il vertice del nucleo antiterrorismo britannico  di polizia specificando che “ora chiaramente le indagini dovranno stabilire come abbia potuto portare a termine questo attacco”.

L’episodio ha ancora una volta le sembianze di un lupo solitario, ma noto per i suoi legami con gruppi jihadisti, entrato in azione con un coltellaccio in mano e indosso un finto giubbotto esplosivo a seminare paura e morte tra la folla di London Bridge, prima di essere bloccato da coraggiosi passanti e poi  freddato dalla polizia.

Un “grave atto di terrorismo” compiuto da un ex galeotto legato al terrorismo islamico-radicale,

Dalle indagini emerge pure  che il terrorista-killer  stava partecipando a un convegno dentro la Fishmonger’s Hall, un edificio storico a poca distanza dal London Bridge.

 

 

In Sicilia primato denunce di stalking, 35 ogni 100 mila abitanti

 

#TUNONSEISOLA, IL FILO CHE UNISCE LA RETE
LUNEDÌ VIA ALLA SETTIMANA SICILIANA CONTRO IL FEMMINICIDIO

 

 

Il 25 novembre alle ore 9.00, binario 1 Stazione Centrale di Catania, partenza del treno contro la violenza sulle donne; ore 12.38 arri

 

 

Il 25 novembre alle ore 9.00, binario 1 Stazione Centrale di Catania, partenza del treno contro la violenza sulle donne; ore 12.38 arri

vo a Palermo per piantumare l’albero del ricordo

Ogni tre giorni in Italia muore una donna per mano di un uomo violento. Nel 2019, in Sicilia, sono state uccise sette donne dai loro compagni, fidanzati, mariti. E secondo l’ultimo Rapporto Eures 2019, l’Isola ha il primato per denunce di stalking (35 ogni 100mila abitanti), con 10 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale del 24,6: dati che rivelano la dimensione di un problema che spesso degenera in violenza di genere. Con l’hashtag #tunonseisola e con un filo rosso, ’assessorato alla famiglia e alle Politiche Sociali della Regione Siciliana con l’Ufficio della Consigliera di Parità, hanno deciso di lanciare un messaggio forte per affrontare la battaglia contro un fenomeno ormai diventato strutturale: il femminicidio. Una settimana di eventi, ideati per ricordare Anna Maria, Alessandra, Nicoletta, Loredana, Alice, Elvira e Rosalia, per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere un nuovo strumento digitale a sostegno delle vittime.

Primo appuntamento lunedì 25 novembre alle ore 9.00 presso il binario 1 della Stazione Centrale di Catania: in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e alla presenza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, partirà il treno speciale #tunonseisola diretto verso Palermo, grazie al patrocinio di Rete ferroviaria italiana e Trenitalia. Saliranno a bordo amministratori di enti locali, donne attive della società civile, imprenditori, artisti, docenti e studenti per un viaggio che percorre le tappe obbligatorie per contrastare il femminicidio: il coraggio, la denuncia, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la costruzione di una rete che metta insieme sinergicamente istituzioni, associazioni e cittadini. All’arrivo presso la Stazione centrale di Palermo (ore 12.38) si terrà una cerimonia solenne in memoria delle vittime siciliane, con un momento di preghiera e la piantumazione dell’Albero del Ricordo.

«Per portare a conoscenza della vittima, una donna in pericolo, le informazioni utili per trovare immediato sostegno – spiega l’assessore regionale Antonio Scavone – abbiamo realizzato un QR Code che rimanda a una pagina web dove sono presenti tutti i CAV (Centro Antiviolenza) siciliani. La Settimana #tunonseisola, che presenteremo lunedì mattina – prima alla Stazione di Catania e poi all’arrivo a Palermo – è accompagnata da una serie di misure e iniziative legislative che abbiamo messo a punto in questi mesi. Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge o ex partner: dobbiamo agire per arrestare quest’onda che sta travolgendo la società».

«Abbiamo voluto creare una campagna di sensibilizzazione partendo proprio da un messaggio positivo di fiducia e ottimismo – sottolinea la Consigliera di Parità della Regione Siciliana Margherita Ferro – c’è sempre qualcuno che ti può aiutare, che tende la mano, e in questo caso sono le istituzioni che si avvicinano per creare un contesto di fiducia e offrire tutti gli strumenti per consentire a chi subisce violenza di liberarsi dalla morsa psicologica e fisica del suo aggressore. Il “filrouge” è il leitmotiv che abbiamo scelto per accompagnare il progetto: il filo – nella sua accezione più negativa – può intrappolare come una ragnatela; il filo può essere utilizzato per legare, stringere, annodare, bloccare, trattenere, dividere. Ma il “filo” del nostro progetto unisce, racconta la “RETE” creata per sostenere le donne; è il filo che ci lega alla vita; il filo della matassa che conduce a una risoluzione del problema; è il nodo che si scioglie e si libera; il filo che orienta e che diventa guida per ritrovare la strada perduta».

 

Maltempo ancora a Venezia, tregua nel SUD

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Tempo tranquillo oggi in Sicilia e nel Sud .  Grandi quantità d’acqua sotto forma di nubifragi. si riverseranno invece nel  Lazio e nelle aree costiere.

Domani,-avverte il Meteo -” sin dalle primissime ore, ci aspettiamo rovesci temporaleschi molto intensi su Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia con neve sull’arco alpino oltre i 1000/1200 metri di quota”

Successivamente il maltempo si estenderà ai settori tirrenici del Centro Sud, con possibili forti rovesci a Roma e Napoli, nonché sulla Sicilia. Purtroppo le previsioni indicano ancora la possibilità di acqua alta a Venezia anche a causa dei forti venti di Scirocco.

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Tra la giornata di mercoledì 20 e la prima parte di giovedì 21 ci sarà invece una pausa  con il ritorno di generose a provvidenziali schiarite su buona parte del Paese ad esclusione di basso Lazio, Campania e Calabria dove saranno ancora possibili piovaschi sparsi in un contesto di forte variabilità. Ma questa pausa dalle ormai continue avverse condizioni meteorologiche sembra risulterà solo una tregua per il possibile ritorno delle piogge su vaste aeree del Paese.

ANCE CATANIA: «IMPRESE EDILI A RISCHIO SOPRAVVIVENZA”

 

“DL FISCALE, , ABROGARE NORMA SULLE RITENUTE FISCALI»

 Risultati immagini per immagine di lavori d'impresa edile

L’Associazione dei Costruttori etnei interviene contro le nuove misure che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020

CATANIA – «

L’Ance di Catania si unisce alla richiesta di abrogazione dell’art. 4 del decreto fiscale emanato dal Governo pochi giorni addietro: nuova grave sottrazione di liquidità che prevede il versamento diretto da parte del committente (pubblico e privato) delle ritenute per i lavoratori dipendenti impiegati negli appalti e subappalti».

Lo dichiara il presidente dei Costruttori etnei Giuseppe Piana con riferimento all’emendamento presentato dall’Ance nazionale – per voce del vicepresidente con delega alla fiscalità Marco Dettori – ascoltata in Commissione Finanze della Camera sul decreto fiscale. «Si preannuncia un impatto grave per le imprese del territorio e per tutta la filiera edile, per questo in sede locale – riferisce Piana – l’Ance Catania si è già mossa sensibilizzando i deputati e i senatori catanesi in tal senso, al fine di richiedere un immediato intervento dei parlamentari in sede di conversione in legge del decreto fiscale».

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili stima, infatti, che la misura «determinerà un costo per le imprese pari a circa 250 milioni di euro all’anno e l’ennesima complicazione burocratica per il settore». Un impatto enorme «che mette a rischio la sopravvivenza delle imprese, all’interno di un contesto che – come sottolinea il presidente dei Costruttori etnei – vede il sistema produttivo già stremato dallo split payment, dai ritardati pagamenti della PA e dall’impossibilità di compensare i contributi assistenziali e previdenziali con i crediti fiscali, secondo quanto previsto dall’art. 4».

L’Ance di Catania attende dunque una forte presa di posizione risolutiva da parte dei parlamentari, vista anche la disponibilità a rivedere la misura fiscale annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione dell’assemblea nazionale Ance dello scorso 30 ottobre.

A destare allarme è anche il tema degli indici di crisi delle imprese in vista della definizione delle nuove procedure di allerta. Come auspicato dall’Associazione, «occorre prevedere un periodo sperimentale, rinviando l’entrata in vigore dei nuovi indici, che devono tenere conto delle specificità delle aziende di costruzione, per le quali l’eventuale squilibrio patrimoniale va valutato su più anni, rinviando anche il termine per la nomina degli organi di controllo e dei conseguenti adeguamenti statutari».

Centrale Rischi della Banca d’Italia-Il Vicedirettore Maffa: “Non interveniamo sulle segnalazioni anomale od illecite”

             NON OBIETTIVI GLI ARCHIVI DELLA CENTRALE RISCHI DELLA BANCA D’ITALIA

Abbiamo detto che la finanziaria “Agos” di Catania ha effettuato una “segnalazione”, ritenuta illecita dall’utente, al Crif e alla Banca d’Italia gonfiando le somme dovute dal suo cliente (che ha allegato alla sua missiva pubblicata sul nostro giornale in data 10 novembre scorso) .Adesso si registra un’appendice, anch’essa inusitata

.  Si apprende infatti che la Banca d’Italia di Catania diretta dal dr. Gennaro, ritenendo quindi di non avere autonomia decisionale, o per trasferire semplicemente la responsabilità,  ha inviato la missiva alle sede centrale di Milano della Banca d’Italia.      La Banca d’Italia – che tra i suoi compiti istituzionali ha il dovere prioritario della vigilanza delle banche e finanziarie italiane- ,sostanzialmente afferma con questa risposta che ripone assoluta fiducia nelle banche e nelle finanziarie-e le chiama intermediari- le uniche che hanno la possibilità “di verificare gli errori e le anomalie”   ma non interviene nè apporta correttivi se pubblica negli Archi della Centrale rischi cose sbagliate o in malafede degli intermediari con grave danno unicamente dei clienti registrati nel preriferito  libro nero od archivi della Banca d’Italia.  

 

Il sistema non è democratico- riteniamo -e non è proporzionato nel rapporto tra le parti in causa.Pubblichiamo ora la lettera della Banca d’Italia firmata dal vicedirettore reggente  Olivia Gaetana Maffa.

Abbiamo ricevuto la lettera con la quale (omissis) ha contestato le segnalazioni effettuate da Agos Ducato SpA negli archivi della Centrale dei rischi 

La Banca d’Italia, se ha notizia di possibili errori, chiede ai soggetti segnalanti di verificare le informazioni trasmesse: perciò, scriveremo all’intermediario in merito alla Sua contestazione, chiedendo che, una volta verificati i dati, le venga data notizia dell’esito del controllo.

Le precisiamo, però, che essendo gli intermediari i titolari dei rapporti con la clientela, sono loro a disporre della relativa documentazione e delle informazioni necessarie e sufficienti a rettificare le segnalazioni inesatte

Quindi, chi trova nella Centrale dei Rischi informazioni che ritiene non corrette, può anche chiedere direttamente all’intermediario che segnala di correggerle.   Soggiungiamo che, per la risoluzione delle controversie con le banche o gli altri intermediari, i clienti possono rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario”.      Vicedirettore BANCA D’ITALIA  – Olivia G.Maffa

 

Dobbiamo ricordare in ogni caso che l’Agos-Ducato non è nuovo per pratiche ingannevoli e aggressive.   L’Antitrus già notificò alla società di prestiti una multa da 1,64 milioni

Antitrust, multa da 1,64 milioni alla società di prestiti personali Agos Ducato: “Pratiche ingannevoli e aggressive”

Sono tre i comportamenti- ricorderemo -sanzionati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: offerte personalizzate che si rivelavano diverse e sconvenienti, ostacoli all’estinzione anticipata dei finanziamenti e pratiche aggressive per sollecitare i pagamenti in ritardo

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI HANNO MESSO ALLA SBARRA LA SOCIETA’ AGOS-DUCATO

Secondo l’Antitrust la società specializzata nell’erogazione del credito alle famiglie e nel credito di consumo violava  il Codice del Consumo in tre diversi modi: proponeva vantaggiose offerte personalizzate che al momento della firma si rivelavano diverse e sconvenienti, ostacolava l’estinzione anticipata dei prestiti e attuava pratiche aggressive per sollecitare i pagamenti in ritardo.Nel dettaglio, la prima sanzione è dovuta alle informazioni ingannevoli ed omissive diffuse da Agos, soprattutto nelle proposte inoltrate tramite lettere personalizzate ai clienti. Nelle missive si prometteva una nuova liquidità a migliori condizioni economiche e nettamente inferiori rispetto a quelle originariamente sottoscritte. L’Antitrust ha accertato che, nella stragrande maggioranza dei casi, quando i clienti si presentavano fisicamente in società ricevevano offerte con tassi e rate anche di gran lunga  superiori a quanto prospettato. Inoltre nel 75% dei casi i clienti hanno visto peggiorate le condizioni economiche e i tassi aumentati in media di oltre il 20%.

Anche i metodi con cui l’Agos agiva era del tutto  illegali ed inusitati: la società cioè ostacolava l’estinzione anticipata del prestito personale di vari clienti, attraverso, procedure complesse, basate ad esempio su richieste di documenti non facilmente reperibili oppure sulla previa verifica di condizioni prima di chiudere la pratica. Ulteriori ostacoli venivano posti in essere nei casi di linee di credito revolving, che consente di rateizzare il pagamento della merce acquistata con un costo aggiuntivo per l’acquirente dovuto agli interessi.

L’Antitrust sanzionava anche  il sollecito insistente del pagamento di rate scadute, con modalità ritenute aggressive  in quanto basate su numerosi contatti telefonici (phone collection), sms e telegrammi, peraltro indirizzati anche presso terzi (quali i garanti, il datore di lavoro, i familiari) e con una frequenza ravvicinata.    Oggi, come denunciato sul  Quotidiano SUD LIBERTA’, la storia degli illeciti si ripete. Il lupo perde il pelo ma non il vizio 

Il caso era stato segnalato all’Antitrust da numerosi consumatori e da sei associazioni di consumatori, Altroconsumo, Codici, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori, Unione Tutela Consumatori, nonché Movimento Difesa del cittadino.

 

 

 

 

 

 

 

La Sicilia che cresce: una ricerca SDA Bocconi sul ruolo della ” Coca Cola “nel territorio

 

COCA-COLA IN SICILIA VALE 48,2 MILIONI DI EURO

2.400 LE PERSONE CHE DIPENDONO DAI REDDITI GENERATI IN REGIONE

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Catania

Coca-Cola in Sicilia è protagonista in termini di risorse generate nel sistema economico locale e sviluppa occupazione contribuendo attivamente alla crescita del territorio.

È quanto emerge dallo studio, commissionato da Coca-Cola e realizzato da SDA Bocconi School of Management, sull’impatto socio-economico di Coca-Cola in Sicilia.

La ricerca ha preso in esame il Sistema Coca-Cola, presente in Sicilia con Sibeg che dal 1960, nello stabilimento di Catania, produce, imbottiglia e distribuisce i prodotti a marchio The Coca-Cola Company.

Nel 2018 Coca-Cola ha distribuito in Sicilia risorse per 48,2 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL regionale), così suddivise: 14,1 milioni di euro alle famiglie, 34,1 milioni di euro alle imprese e 0,04 milioni di euro allo Stato.

In termini di impatto economico, Coca-Cola è il primo soggetto nell’industria delle bibite, mentre occupa il secondo posto in quella delle bevande e il quarto nel settore del food and beverage*.

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Foto Press

L’impatto occupazionale complessivo di Coca-Cola in Sicilia nel 2018 è pari a 995 occupati (lo 0,06% degli occupati totali nella regione), di cui 349 dipendenti diretti e 525 occupati indiretti. Ad ogni posto di lavoro dipendente diretto corrispondono circa 2,8 posti di lavoro totali all’interno della Sicilia.

Inoltre, se si considera la struttura delle famiglie in Sicilia (Istat 2018), le persone che dipendono – parzialmente o totalmente – dai redditi di lavoro generati (direttamente ed indirettamente) da Coca-Cola nella regione sono circa 2.400.

Questi dati collocano Coca-Cola al primo posto per impatto occupazionale sia nell’industria delle bibite, sia nell’industria delle bevande, sia nel settore del food and beverage*.

Anteprima immagine

Foto Press

La ricerca traccia un ipotetico scenario dal quale è esclusa la presenza in Sicilia di Coca-Cola: la conseguenza a livello occupazionale sarebbe un aumento del numero dei disoccupati pari allo 0,3% (0,06 punti di aumento del tasso di disoccupazione).

“Da quasi sessant’anni lavoriamo con grande impegno e passione, coniugando il nostro radicamento in Sicilia con un marchio globale come quello di Coca-ColaLo studio di SDA Bocconi è l’ulteriore conferma di Sibeg quale azienda innovativa, in grado di generare reddito e di sostenere concretamente l’economia e l’occupazione nella regione”, afferma Luca Busi, Amministratore Delegato Sibeg. “Proprio per questo l’allarme lanciato nei giorni scorsi relativamente alle imposte Sugar e Plastic tax non riguarda solo la nostra azienda, ma tutto il territorio regionale che verrebbe penalizzato e depauperato, peraltro in un momento di grave recessione. Le istituzioni presenti hanno apprezzato il lavoro che noi e i nostri lavoratori facciamo ogni giorno sul territorio. Siamo fiduciosi che si possa aprire un dialogo costruttivo: una strada che possa rassicurare non solo un intero comparto che rischia il tracollo, ma tutte quelle aziende che – come noi – da anni sono impegnate in Italia per costruire sviluppo sostenibile e responsabile, senza penalizzare chi da tempo fa impresa restituendo valore alla società e lavorando con la filiera. Noi siamo presenti in Sicilia dal 1960”, continua Busi, “con un percorso imprenditoriale improntato all’etica e alla sostenibilità, con importanti investimenti che hanno sempre puntato all’ambiente e alla valorizzazione del territorio per generare un reale cambiamento. Ribadiamo con forza che la propensione a una filosofia green deve essere guidata dagli incentivi, dai sostegni alle industrie, dalle misure che non penalizzano i consumi, ma i comportamenti poco virtuosi. Siamo realmente preoccupati e riteniamo che misure discriminatorie, mirate nei confronti di alcuni comparti, possano generare il tracollo di un intero sistema”.

SDA Bocconi ha analizzato anche gli investimenti che l’Azienda ha realizzato a beneficio del territorio, oltre a quelli dedicati al miglioramento delle proprie infrastrutture.

In cinque anni, dal 2014 al 2018, il Sistema Coca-Cola ha investito in Sicilia oltre 5.330.000 euro realizzando oltre 86 progetti: dal Green Mobility Program, che ha dotato tutta la forza vendita di auto full electric, contribuendo all’installazione sul territorio di ben 68 colonnine di ricarica a disposizione di tutti i cittadini, agli investimenti a favore della filiera agrumicola.

Dal 2014, inoltre, attraverso The Coca-Cola Foundation ed in collaborazione con il Distretto Agrumi di Sicilia, l’Università di Catania e l’Alta Scuola Arces, oltre 1,3 milioni di euro sono stati destinati a sostenere progetti dedicati alla formazione e all’innovazione tecnologica, volti a valorizzare e dare nuovo impulso all’agrumicoltura: da “Energia per gli Agrumi”, che prevede il riciclo in chiave energetica degli scarti degli agrumi, a “Social Farming”, progetto di agricoltura sociale che offre percorsi formativi a soggetti lavorativamente svantaggiati, per creare figure specializzate per la filiera agrumicola; da “Non Conventional Water Resources” che promuove l’irrigazione di precisione attraverso l’installazione di tecnologie ICT, al più recente “A.C.Q.U.A – Agrumicoltura Consapevole della Qualità e Uso dell’Acqua” che, sviluppato nel 2019, prevede una mappatura dello stress idrico degli agrumeti attraverso droni, oltre alla realizzazione di un impianto pilota di irrigazione sostenibile.

“Negli ultimi cinque anni, la collaborazione con Coca-Cola ci ha dato la possibilità di sviluppare diversi progetti finalizzati a valorizzare e far crescere la filiera agrumicola siciliana e il territorio vocato all’agrumicoltura”, ha dichiarato Federica Argentati, Presidente del Distretto Agrumi di Sicilia“Si tratta di progetti per l’utilizzo degli scarti, per la formazione di figure professionali, per il trasferimento di know-how e l’aggiornamento professionale, per l’impiego di nuove tecnologie, nati dalle esigenze espresse dalla filiera agrumicola. In questo momento, ad esempio, stiamo lavorando al progetto A.C.Q.U.A. che ci consentirà di ottenere conoscenze più approfondite, e prima mai raccolte in maniera organica, sul tema fondamentale delle risorse idriche e sul loro utilizzo”. 

Dimostrazione di quanto sia strategica la collaborazione fra Coca-Cola e il Distretto degli Agrumi è la nuova Fanta Aranciata Rossa Zero Zuccheri Aggiunti con “Succo di Arancia Rossa di Sicilia IGP”: un’aranciata con succo di arance rosse 100%, controllate dal Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, uno dei più importanti Consorzi di tutela e valorizzazione di una produzione di elevata qualità agrumicola italiana, che fa parte del Distretto.

QUANDO LA MORTE “BENDATA” COLPISCE GLI ANGELI PROTETTORI

VIDEO (Y.T.)  CHE PREGHIAMO I LETTORI SENSIBILI DI NON APRIRE PER LE URLA STRAZIANTI DEI VIGILI MORTI

 

Pubblichiamo il drammatico audio della telefonata,  che il carabiniere Roberto Borlengo fa alla centrale operativa pochi istanti dopo l’esplosione della casa ad Alessandria, a Quargnento.

Nella tragedia hanno perso la vita 3 giovani vigili del fuoco.

Riesci a stare al telefono?” gli chiede il collega mentre in sottofondo si distinguono strazianti le urla e i lamenti dei feriti. “Ci provo – risponde il militare – sto male, io ve lo dico, sto sotto qualcosa, non so cosa, sto malissimo”. “Roberto mi confermi che sei in strada a Ronco?”, lo incalza il collega dalla sala operativa. “Eh sì, praticamente vedi la nostra macchina Pasquà? Mandali tutti – lo prega Roberto – siamo cotti Pasquà, siamo tutti cotti Pasquà. Digli di fare in fretta, è crollato tutto qua”.

“Pasquale, manda qualcuno, ti prego, stanno morendo tutti – va avanti la telefonata – E’ esplosa la palazzina, stavamo facendo il sopralluogo ed è esplosa, è esplosa. Stiamo messi tutti male”. Intorno chiedono aiuto, c’è chi piange. “Luciano è lì vicino a te?” chiede l’operatore. “E’ dall’altra parte, ma dirgli di sbrigarsi – insiste il carabiniere – perché sian messi male, le gru, devono togliere le macerie”.

“Pasquale, ti prego. Se mi va male digli ai miei che gli voglio un mondo di bene – aggiunge Borlengo – sto messo male. Stiamo sotto le macerie, fai in fretta ti prego. Stiamo tutti qua, siamo in cinque o sei. Stiamo morendo Pasquà, manda qualcuno ti prego”. “Vai tranquillo Roberto,”. “Sto per svenire Pasquale, fai presto. Io sicuramente ho perso un occhio, sto perdendo un sacco di sangue, abbi pazienza Pasquale, sto malissimo. Ho un piede sotto le macerie. Siamo tutti seppelliti. Dimmi te se devo morire così a 31 anni. Porta del ghiaccio per favore“.

Gomorra come la Mafia siciliana: i boss del SUD riaffermano così il potere con tanto di sberleffo allo Stato

 

La festa in piazza della camorra: show e fuochi d’artificio

Fuochi  d’artificio, musica neomelodica, folla in strada. La scena nella zona popolare dei «600 alloggi» a Monterusciello, sembra ripetere quella di un film sulla Mafia e sulla Camorra.  Nella sostanza poco cambia qui. . Affiliati e boss di camorra tornano a casa dopo la detenzione e il clan fa festa nel quartiere. Rito e messaggio, che esclude il sapore folcloristico.”Come a dire: siamo tornati, le cose sono come prima, vediamo chi c’è e chi ci è rimasto «amico». Fidelizzazione del quartiere, che si fa acquiescente per paura e, a volte, anche per interesse.”

Per un errore procedurale sulle intercettazioni, furono scarcerati a Ponticelli 13 affiliati del clan Casella arrestati qualche giorno prima. I fuochi d’artificio li accolsero al ritorno a casa. Un segnale di  sberleffo agli inquirenti.      «Sono saluti dei clan a chi torna a casa dopo una scarcerazione, ma anche festeggiamenti per consegne o vendite redditizie di partite di droga. Sono manifestazioni di camorra».

Non è fenomeno nuovo, semmai di diverso ci sono i video e le riproduzioni postate su Facebook o Youtube, come dimostrazione ulteriore di onnipotenza. Ciro Niglio, oggi 29enne, affiliato del clan Cuccaro nell’area occidentale di Napoli, descrisse l’importanza delle feste pubbliche per il controllo del territorio, come quella dei Gigli di Barra. Dichiarò: «Nella festa del 2010, Ciro Abrunzo, detto ‘o cinese, ammazzato nel 2012, regalò il cantante Alessio al giglio Insuperabile. Il cantante corrispondeva solitamente una quota del suo cachet al clan degli scissionisti. Ricordo che nel 2010 Alessio e Babà cantarono una canzone dedicata alla madre e alla sorella di Angelo Cuccaro».

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Il porsi al centro dell’attenzione , L’ostentazione pubblica, è una prerogative e caratteristica insieme dei Clan    Così quelli della Camorra così quelli della Mafia a Catania in occasione persino delle celebrazioni e feste religiose come quella di S.Agata Martire.   In Sicilia e nei paesi del Catanese la sfida alla legge avviene con il dondolio delle Candelore davanti le case dei boss.   Chi si rifiuta di attuare questo rituale -tanto osteggiato dai prefetti- viene iscritto nei libri neri dei mafiosi. Un rimarcare potere economico e controllo delle città Nel 1992, ai Quartieri spagnoli fu montato un palco in legno per l’esibizione dei cantanti che avrebbero dovuto salutare Carmine Petrillo e Tommaso Esposito, due imputati per l’agguato mortale al night club San Francisco di piazza Municipio, oggi chiuso, nella faida tra i clan Mariano e Di Biasi. Brindisi e champagne a fiotti tra Largo Baracca, vico Lungo San Matteo e Trinità degli Spagnoli.

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Anche i funerali dei Capi boss sono diventati la vetrina del potere di un Capo Mafioso o Camorristico

Una dimostrazione, come una resa dei conti con lo Stato,  sia del controllo del consenso sia della propria forza, che fu ben descritto – ricordano i napoletani-nel 1986 dal giudice Corrado Guglielmucci, magistrato che si occupò dei quartieri-Stato cittadini influenzati da famiglie camorristiche: «I governati, oltre al benessere economico chiedono una direzione ideologica. Questa loro ulteriore domanda è soddisfatta da rituali collettivi, posti in circolazione dalla famiglia-governatorato: feste collettive per le assoluzioni e le scarcerazioni, organizzazione della tifoseria per le squadre di calcio, celebrazioni di funerali per i notabili, presepe di quartiere, e altro».

È l’imposizione di una «omogeneità culturale» e di controllo territoriale anche attraverso manifestazioni che diventano occasioni per verificare chi sta dalla propria parte, chi è in sintonia con l’influenza del clan pur non essendone affiliato. Quando i fratelli Giuliano, diventati poi tutti collaboratori di giustizia, erano egemoni a Forcella, divennero maestri in questo particolare «controllo ideologico».

 

Corso di formazione giornalisti sulla Contabilità pubblica in Sicilia

 

Riceviamo e pubblichiamo

L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia comunica che in data 5 novembre prossimo nella sede di Palermo, in Via G.L.Bernini,52/54 si terrà il Corso sull’argomento: “ La Contabilità pubblica in Sicilia nel nuovo regime del Dlgs 118/2011 e i documenti di programmazione della Regione Siciliana –– Il regime contabile vigente  in Sicilia a  seguito del D.lgs n. 118/11.

– I rapporti tra la nuova contabilità pubblica e la previsione statutaria siciliana

Il corso di aggiornamento mira a dare ai giornalisti una guida, divulgativa ma accurata, per “raccontare” ai lettori i reali termini della Questione finanziaria Siciliana, una questione che finisce per incidere in modo determinante su quasi qualunque ambito della moderna vita associata, dalla manutenzione delle strade all’assistenza ai disabili, dal turn-over del personale pubblico regionale alla crisi sistematica degli enti locali siciliani.

Il corso presenta i caratteri fondamentali del Dlgs 118/2011, e s.m.i. il cosiddetto processo di “armonizzazione della contabilità pubblica” e come questi si intersechino con le caratteristiche costituzionali della finanza pubblica siciliana, tanto nel dettato dello Statuto, quanto in quello, spesso difforme, dei cd. Regolamenti attuativi.

Dal combinato disposto di queste normative e decisioni politiche scaturisce un quadro complesso, e con deficit strutturali di equilbrio che difficilmente sono imputabili a specifiche decisioni legislative od esecutive. Il tutto viene poi declinato nei DEF e Manovra di bilancio attualmente vigenti per dimostrare l’impatto di questo ordinamento sulla vita e sull’economia dell’intera Sicilia.

Relatori: Riccardo Compagnino, esperto contabilità pubblica, giornalista; Massimo Costa, docente economia aziendale. Modera Giovanni Ciancimino, giornalista

 

 

Maltempo in Sicilia, una vittima nel siracusano

 

Il maltempo fa una vittima nel Siracusano: un uomo muore travolto da un fiume di fango

Siracusa –

La Sicilia , causa la circolazione ciclonica , vivrà,    domani, domenica , fenomeni sparsi al più di moderata intensità sul settore meridionale. Il Meteo avverte che il miglioramento si avvertirà su Campania e Calabria con ampio soleggiamento eccetto per la bassa Calabria. Temperature in aumento, venti in prevalenza di Grecale o da Levante sulla Sicilia. Mari mossi o ancora molto mosso il Canale di Sicilia

 Da lunedì la pressione in aumento favorirà qualche giorno più soleggiato e stabile, una tregua in vista di un nuovo peggioramento. 

L’ondata di maltempo che ha investito il Sud Est della Sicilia ha provocato almeno una vittima.  un agente penitenziario,  segnalato come disperso nella notte sulla statale 115 (nel Siracusano) dove ieri sera erano state travolte due auto dalla piena del torrente. I vigili del fuoco sulla statale tra i comuni di Noto e Rosolini hanno ritrovato il suo corpo senza vita. Una morte orribile

L’agente si trovava a bordo della sua auto, una Dacia Sandero, sulla strada statale 115 quando è stato travolto da un fiume di fango in contrada Stafenna, nel territorio di Noto.

La Protezione civile comunale -informa un comunicato stampa -sta «provvedendo alla ricognizione dei danni e alla viabilità su tutto il territorio comunale per una valutazione della richiesta dello stato di calamità». Nella località balneare di Fontane Bianche ha tracimato il fiume Mortellaro. Ad Augusta il torrente Porcaria ha straripato isolando, di fatto, i residenti della zona. I volontari del gruppo comunale di Protezione civile hanno rimosso grossi alberi all’interno del letto del fiume. Ad Avola, interi quartieri sono rimasti al buio per ore. Tra Pachino e Portopalo decine di ettari di territorio agricolo invase dall’acqua.

Interruzione dell’energia elettrica nei comuni di Solarino e Floridia . Insomma il taccuino dei danni è strapieno di cose da fare e lavori urgentissimi da attuare.

 

Al di là dei danni materiali, che appaiono essere notevoli  – afferma Il presidente della Regione Nello  Musumeci – provo profonda tristezza per la morte del povero agente della polizia penitenziaria Giuseppe Cappello. Ai familiari, così duramente colpiti, voglio far arrivare la vicinanza di tutta la comunità siciliana. Il governo della Regione si adopererà, fin da subito, per il ripristino delle infrastrutture e l’avvio delle procedure per la deliberazione dello stato di calamità“.

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