BENI CULTURALI,NAPOLI: INTERVENTI ALLA BIBLIOTECA DEI GIROLAMINI -PAROLA DI MINISTRO

 

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Complesso monumentale degli Incurabili,convocazione dei rappresentanti delle istituzioni interessata il 24 aprile a Roma dopo il crollo avvenuto nella chiesa di Santa Maria del Popolo 

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 Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intercettato a riguardo spiega: «Ai Girolamini si prevedono interventi che effettivamente potrebbero risultare invasivi e resta la preoccupazione che la Biblioteca sia off-limits per altri anni, proprio ora che sta per partire il piano di assunzioni e risorse sono in arrivo».
Chiesa dei Girolamini

«Finora si è trascurata la manutenzione e ci rendiamo conto del valore storico-artistico e culturale del nostro patrimonio solo quando abbiamo qualche problema. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità a partire da chi doveva operare una corretta manutenzione».

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 Ora tutti insieme dobbiamo capire cosa va fatto e cosa si può fare per evitare che si ripetano situazioni del genere. Auspico che, per Napoli, possa esserci una collaborazione tra istituzioni, abbiamo già avuto momenti di confronto: come per le grate al Plebiscito, sviluppare un dialogo costruttivo è nell’interesse di tutti. Ma ripeto ognuno deve fare la propria parte ed evitare imbarazzanti e indegni scaricabarile».

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Nella riunione straordinaria a Roma, il 24 aprile, si apprende , sarà convocato pure  il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, per creare un  progetto di investimento nel centro storico.Cifra stanziata:  90 milioni non ancora spesi.

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Foto d’Archivio Sud Libertà – Biblioteca dei Girolamini- e Chiesa a Napoli

SPECCHIARSI NELLE BELLEZZE DELLA SICILIA: IL FAI PROPONE SPUNTI DI RIFLESSIONE

Martedì 19 marzo, ore 11.30, Sala di Ponente – Land Nuova Dogana | Catania

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“GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2019”, CONFERENZA DI PRESENTAZIONE

“La forza del contesto” il tema che lega i Beni Culturali aperti al pubblico in occasione dell’evento nazionale del Fondo Ambiente Italiano

CATANIA –

«Ti apriamo le porte dell’incredibile»: così il Fondo Ambiente Italiano invita i cittadini a partecipare all’edizione 2019 delle “Giornate di Primavera”, l’appuntamento ormai immancabile nel panorama culturale del nostro Paese.

Catania, come da tradizione, è fra le prime 430 località della penisola che concederanno al pubblico l’apertura straordinaria di numerosi e significativi Beni Culturali, grazie all’impegno della delegazione etnea – guidata da Maria Licata e supportata dal Gruppo Giovani – che comprende anche i gruppi di lavoro di Acireale, Caltagirone, Giarre-Riposto.

 Martedì 19 marzo, alle 11.30, nella Sala di Ponente di “Land Nuova Dogana”, presso il Porto di Catania, i volontari della delegazione presenteranno in conferenza stampa i siti della città che saranno visitabili sabato 23 e domenica 24 marzo, nonché le iniziative collaterali organizzate per sensibilizzare il pubblico alla salvaguardia e alla diffusione del patrimonio paesaggistico e culturale italiano. Interverranno: il sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’assessore comunale alle Attività e Beni Culturali Barbara Mirabella, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Andrea Annunziatail comandante della Direzione Marittima di Catania contrammiraglioGaetano Martinezil presidente dell’Amt (Azienda Metropolitana Trasporti Catania) Giacomo Bellavia.

 Saranno inoltre presenti i rappresentanti degli istituti scolastici che parteciperanno con i loro Apprendisti Ciceroni, gli studenti che nella “due giorni” guideranno i visitatori illustrando le peculiarità storico-artistiche dei luoghi.

 «Racconteremo la storia di Catania – afferma il capodelegazione Fai Maria Licata – attraverso il tema della “forza del contesto”, che esprime le molteplici connessioni tra i luoghi e l’umanità che li abita, offrendo inaspettate chiavi di lettura e diversi spunti di riflessione. Le “Giornate di Primavera” sono di certo l’evento più importante del Fai, perché concepite come una straordinaria cerimonia collettiva per specchiarsi nelle bellezze dell’Italia. Si tratta anche del massimo momento di condivisione degli obiettivi e della mission della Fondazione, che sarà possibile sostenere con l’iscrizione annuale o con il contributo facoltativo che verrà richiesto all’accesso di ogni Bene culturale».

 

 

Parole di cordoglio degli Ordini Architetti Sicilia per la scomparsa di Tusa, “Paladino dei beni culturali”

 

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Il cordoglio della Consulta regionale Ordini Architetti Sicilia per la scomparsa dell’assessore

 

«TUSA LASCIA IN EREDITÀ ANCHE LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO DELL’ISOLA»

«La tragica scomparsa di Sebastiano Tusa è una grave perdita anche per il mondo dell’Architettura siciliana, perché aveva a cuore la qualità del patrimonio paesaggistico dell’Isola. Era un riconosciuto paladino dei beni culturali e monumentali della Sicilia, non a caso fra le priorità del suo assessorato c’era quella di adeguare il sistema museale regionale agli standard europei. Desideriamo che l’eredità intellettuale che ci lascia l’assessore, possa essere un grande spinta per la promozione della buona Architettura nella nostra terra, anche attraverso un disegno di legge di semplificazione delle procedure autorizzative in tema di paesaggio, a cui stava lavorando insieme alla categoria». Queste le parole di cordoglio della Consulta degli Ordini degli Architetti della Sicilia, composta dai vicepresidenti del Consiglio nazionale di categoria Lilia Cannarella e Rino La Mendola, e dai presidenti Alfonso Cimino (Agrigento), Paolo Lo Iacono(Caltanissetta), Alessandro Amaro (Catania), Antonino Rizza (Enna), Caterina Sartori (Messina), Francesco Miceli (Palermo),Salvatore Scollo (Ragusa), Francesco Giunta (Siracusa), Vito Mancuso (Trapani).

«Vogliamo inoltre sottolineare – aggiungono gli Architetti – che Tusa aveva avviato un progetto per mettere a sistema i Parchi Archeologici, da ampliare oltre ai cinque già esistenti. Ricordiamo il suo grande impegno per la valorizzazione di numerose aree, tra cui l’isola di Mozia, e per il riavvio dopo tanti anni di una nuova campagna di scavi archeologici, inclusi i loro restauri, in ben otto province siciliane».

La Consulta degli Architetti conclude con un pensiero di cordoglio rivolto agli altri sette italiani e a tutte le vittime che si trovavano nell’aereo precipitato in Etiopia, presenti su quel volo per portare avanti progetti di sviluppo per l’Africa.

Vittorio Sgarbi commosso per la morte di Sebastiano Tusa.: “E pensare che l’ho proposto io come assessore a Musumeci”

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Sono molto dispiaciuto per la morte di Sebastiano Tusa, avevamo ancora tante cose in sospeso in Sicilia…”. Vittorio Sgarbi appena appreso dello schianto dell’aereo che ha causato la morte dell’archeologo Sebastiano Tusa, l’assessore ai Beni culturali della Sicilia, ha espresso il suo cordoglio ai familiari ..

Dopo le dimissioni di Sgarbi da assessore ai Beni culturali per candidature politiche nazionali , il critico d’arte chiese espressamente al governatore Musumeci della Regione Sicilia  di nominare come suo successore proprio Tusa, che era fino a quel momento il direttore generale del dipartimento ai beni culturali e dell’identità siciliana. 

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L’archeologo Sebastiano Tusa nonchè’ assessore regionale ai beni culturali della Sicilia tra le 157 vittime del volo maledetto

Tusa era il mio erede naturale, io l’ho voluto fortemente – spiega  ancora Sgarbi – era una persona competente e cordiale”. “Il fatto che accada a una persona così vicina fa pensare che è meglio non prendere l’aereo, perché in un incidente automobilistico puoi cavartela, ma se cade un aereo non ti salvi”, . “Avevamo tante cose sospese…”. I due si dovevano vedere a Palermo il prossimo 18 marzo per un evento culturale. “Ora forse lo faremo lo stesso, commemorando Sebastiano”.

Progetto FARI, l’imprenditore Di Bella denuncia ed accusa l’ufficio del Demanio perchè “nega -inspiegabilmente- la valorizzazione del Faro”

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Bando Valore Paese-Fari per recuperare e valorizzare edifici costieri storici dismessi

 

«NOI, PRONTI A RIACCENDERE IL FARO DI CAPO MULINI MA BLOCCATI DA OLTRE DUE ANNI PER UN CAVILLO BUROCRATICO,   NON SI PUO’ FARE IMPRESA IN UNA TERRA COME LA SICILIA…….IL DEMANIO  NON RISPONDE»

 La società siciliana ITM denuncia: «Abbiamo vinto la gara e ottenuto la concessione nel 2016 per realizzare – con 1,5 milioni d’investimenti privati – un piccolo hotel di charme, ma l’Agenzia del Demanio non autorizza l’accesso all’unica via che porta alla struttura»       A questo punto SUD LIBERTA’  chiede alla direzione del Demanio le ragioni del diniego alla “Valorizzazione del Faro”    Attendiamo risposta,ritorneremo sull’argomento.  

                                                                                                                                                                  R.L.

 

CATANIA

Mentre il progetto “Valore Paese – Fari”, destinato al recupero di edifici costieri di proprietà dello Stato, va avanti con successo espletando la sua quarta edizione, il faro di Capo Mulini rimane ancora “spento” a causa della burocrazia, che oggi pesa come un macigno sulproject financing messo a punto dalla società siciliana che due anni e mezzo fa si è aggiudicata la gara (bando 2016).

«Abbiamo ottenuto l’affidamento in concessione tramite il bando di “Difesa Servizi spa” – denuncia l’imprenditore Giovanni Di Bella, amministratore ITM, società di scopo che dovrebbe realizzare il progetto – per i lavori di riqualificazione, valorizzazione e promozione di questo “gioiello del mare” dismesso e abbandonato da oltre cinquant’anni. Il bando nazionale, attraverso la creazione di attività turistiche, ricettive, ristorative e ricreative, mira a dare nuova vita alle costruzioni che si stagliano lungo le coste: “lanterne” che per anni hanno guidato popoli di navigatori, che sono un concentrato di architettura, storia e cultura. Il nostro business plan prevede la creazione di un piccolo hotel di charme, che non solo metterà a reddito l’area di proprietà del Demanio, ma attiverà un indotto occupazionale con ricadute su tutto il territorio».

Il faro di Capo Mulini – con una concessione in uso fino a dicembre 2034 – per mano d’investimenti privati vedrà da un lato il restauro conservativo, dall’altro, la ristrutturazione del corpo di fabbrica che ospitava gli alloggi dei custodi dove verranno ubicate sette suite, spazi di accoglienza e servizi comuni, con un progetto innovativo sotto il profilo della sostenibilità ambientale.

«Abbiamo espletato tutte le procedure, ma ad oggi – dopo due anni e mezzo e un investimento di oltre 100mila euro tra progettazione e assicurazione – non possiamo perfezionare la pratica di concessione, firmare il contratto con “Difesa Servizi” e cominciare i lavori, a causa dell’autorizzazione mancante sull’unica strada che consentirebbe l’accesso alla struttura e che non era inserita, erroneamente, nel bando. Abbiamo fatto decine di istanze, inviato e-mail e sollecitato spiegazioni – continua Di Bella, che gestisce anche il lido “Il Faro” adiacente alla struttura – ma senza alcun riscontro. Capofaro, a Salina, così come tantissimi beni messi a bando nello stesso lotto, sono già aperti e messi a reddito, mentre noi continuiamo a vedere depotenziato l’investimento, in considerazione del fatto che i fari sono “in affitto” a scadenza e che ogni giorno che passa per noi rappresenta una perdita economica. Il loro utilizzo, infatti, è l’unico modo per avere un ritorno sullo sforzo imprenditoriale e sulla rifunzionalizzazione dell’edificio che vedrà la spesa di oltre 1,5 milioni di euro».

L’ennesimo tentativo di fare impresa in una terra come la Sicilia «non può sfumare a causa di un cavillo burocratico – continua Di Bella – per questo vogliamo denunciare a gran voce l’accaduto, affinché possa riaccendersi l’interesse con l’obiettivo di portare a compimento un progetto che metterà questo incantevole faro a disposizione della comunità e creerà nuovi posti di lavoro. Un luogo che non è soltanto nostro, ma di tutti coloro che amano il territorio». 

Sicilia    I    FARI  PIU’  IMPORTANTI

ID faro Nome e località Immagine Mare Coordinate Data Altezza luce Portata Descrizione luce Descrizione faro
2796 Faro Biscari, Catania– CT Mar Ionio 37°29.3′N15°05.1′E Costruito: 1951 31 m s.l.m. 22 miglia Ottica rotante Torre circolare in pietra bianca con lanterna e galleria. La cupola è color grigio-metallico. Flash ogni 5 secondi.
2954 Faro San Giacomo Licata – AG Faro San Giacomo.jpg Canale di Sicilia 37°05.8′N13°56.5′E Costruito: 1902 37,5 m s.l.m. 21 miglia Ottica rotante Edificio a due piani sormontato da una torre conica bianca
3170 Faro di San Vito lo Capo
Faro San Vito Lo capo.jpg
Mar Tirreno 38°11′18.77″N12°43′59.83″E Attivato: 1859 43 m s.l.m. 25 miglia Ottica Rotante Il faro è composto di un fabbricato bianco di un piano abitato dal farista con adiacente la Torre Faro alta 40 metri con lanterna e galleria. La portata è di 25 miglia ed è visibile per 228° (tra 225° e 93°) nella zona mare compresa tra Punta Carini e la rada di Trapani.
2942 Faro di Punta SeccaRagusa
Faro Punta Secca.jpg
Canale di Sicilia 36°47′14″N14°29′39″E Costruito: 1853 35 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica fissa Il faro è composto dalla Torre Faro alta 35 metri con lanterna e galleria e da un edificio ad un piano dell’autorità marittima militare. Visibile per 206° (tra 112° e 318°) nella zona mare compresa tra Cava d’Aliga e Gela.
3261 Faro di Capo CefalùCefalù Catena (Palermo) msu2017-0569.jpg Mar Tirreno 38°02.3′N14°01.8′E Costruito: / 80 m s.l.m. 25 miglia Ottica rotante Il faro è composto dalla Torre Faro alta 26 metri con lanterna e galleria e da un edificio a 2 piani dell’autorità marittima militare.
3010 Faro di Torretta Granitola – TP Campobello di Mazara124.jpg Canale di Sicilia 37°33′57″N12°39′43″E Costruito:1862 38 m s.l.m. 23 miglia Ottica fissa Torre cilindrica su edificio bianco ad un piano
3264 Faro di Capo d’Orlando – ME[1] Faro di Capo d'Orlando Mar Tirreno 38°09.9′N14°44.8′E 27 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre rossa quadrangolare su edificio
3296 Capo Faro, Malfa Mar Tirreno 38°34.8′N14°52.3′E 56 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torre adiacente ad edificio
3268 Faro di Capo Milazzo, Milazzo Cappo di Milazzo Lighthouse.jpg Mar Tirreno 38°16.2′N15°13.9′E 90 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torrione bianco
2736 Faro di Capo Peloro, Messina Torre Faro.JPG Mar Tirreno 38°16.1′N15°39.4′E Attivato: 1909 37 m s.l.m. 19 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale a fascie bianche e nere su edificio bianco
2752 Faro di Punta San Raineri, Messina Messina Torre lanterna Montorsoli.jpg Mar Tirreno 38°11.6′N15°34.5′E Attivato 1857 42 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torretta ottagonale a fasce bianche e nere su un più vecchio torrione
3276 Faro di Capo Rasocolmo, Messina Mar Tirreno 38°17.7′N15°31.1′E 85 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Edificio in muratura
3280 Faro di Punta dei Porci, Lipari Mar Tirreno 38°22.1′N14°59.5′E Attivato: 1887 35 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco a due piano
3284 Faro di Marina Corta, Lipari Mar Tirreno 38°27.9′N14°57.5′E Attivato: 1916 10 m s.l.m. 14 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3300 Faro di Punta Lingua, Santa Marina Salina Punta Lingua Leuchtturm Saline 2014.jpg Mar Tirreno 38°32.2′N14°52.3′E 13 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco ad un piano
2788 Faro di Capo Molini, Acireale Mar Ionio 37°34.6′N15°10.6′E Attivato: 1919 42 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Edificio bianco
2815 Faro di Brucoli, Augusta Mar Ionio 37°17.1′N15°11.4′E 13 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre bianca con fascia rossa su edificio
2820 Faro di Santa Croce, Augusta Faro di Santa Croce ad Augusta - Sicilia - cropped.jpg Mar Ionio 37°14.6′N15°15.4′E Attivato: 1859 39 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
2910 Faro Capo Murro di Porco, Siracusa Faro Capo Murro di Porco.JPG Mar Ionio 37°00.1′N15°20.1′E Attivato: 1959 34 m s.l.m. 17 miglia nautiche Ottica Fissa Torre ottagonale su edificio bianco
2918 Faro di Cozzo Spadaro, Portopalo di Capo Passero Cozzo Spadaro Faro.JPG Mar Ionio 36°41.2′N15°07.9′E Attivato: 1864 82 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale su edificio bianco
2934 Faro di Pozzallo Canale di Sicilia 36°42.6′N14°49.9′E Attivato: 1905 18 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torretta cilindrica in muratura
3194 Faro di Punta Cavazzi Ustica Mar Tirreno 38°41.6′N13°09.3′E Attivato: 1885 40 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3186 Faro di Punta Omo Morto Ustica Mar Tirreno 38°42.8′N13°11.9′E Attivato: 1884 100 m s.l.m. 25 miglia nautiche Ottica rotante Torre sull’angolo di un edificio bianco
3244 Faro di Capo Zafferano, Santa Flavia Capo-Zafferano-bjs2007-01.jpg Mar Tirreno 38°06.7′N13°32.2′E Attivato: 1884 34 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco
3208 Faro di sulla diga foranea, Palermo Mar Tirreno 38°07.6′N13°22.6′E Attivato: 1982 15 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3198 Faro di Capo Gallo Palermo Farocapogallo.jpg Mar Tirreno 38°13.4′N13°19′E Attivato: 1854 40 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco
3138 Faro di Scoglio Palumbo, Trapani Trapani-AP-p1070865.jpg Mar Tirreno 38°00.8′N12°29.3′E Attivato: 1881 16 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca adiacente ad un edificio in muratura
3128 Faro di Isolotto Formica, Trapani Isola Formica.jpg Mar Tirreno 37°59.3′N12°25.6′E Attivato: 1858 28 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica posta sul castello
3120 Faro di Capo Grosso, Favignana Levanzo1.jpg Mar Tirreno 38°01.2′N12°20′E Attivato: 1858 68 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio in muratura
3194 Faro di Scoglio Porcelli, Trapani Scogli Porcelli.jpg Mar Tirreno 38°02.6′N12°26.3′E Attivato: 1903 25 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica
3112 Faro di Punta Libeccio, Favignana Mar Tirreno 37°57.4′N12°03′E Attivato: 1867 73 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre su edificio a due piani
3104 Faro di Punta Sottile, Favignana Faro di Punta Sottile 01.jpg Mar Tirreno 37°56.1′N12°16.3′E Attivato: 1860 43 m s.l.m. 25 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco
3100 Faro di Punta Marsala, Favignana Mar Tirreno 37°54.4′N12°21.1′E Attivato: 1859 20 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco a due piani
3080 Faro di Marsala Faro del Porto di Marsala.JPG Mar Tirreno 37°47.2′N12°26.2′E Attivato: 1885 19 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3020 Faro di Capo Granitola, Campobello di Mazara Campobello di Mazara124.jpg Mar Tirreno 37°33.9′N12°39.7′E Attivato: 1865 37 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3310 Faro di Strombolicchio Strombolicchio2.jpg Mar Tirreno 38°49′N15°15.2′E 57 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3038 Faro di Capo Grecale, Lampedusa Lampedusa, Cala Grecale, 2003.jpg Canale di Sicilia 35°31.1′N12°37.9′E 82 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale su edificio bianco
3054 Faro di Linosa Linosa Veduta Faro.JPG Canale di Sicilia 35°52.3′N12°52.7′E Attivato: 1891 32 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
2998 Faro di Capo Rossello, Realmonte Canale di Sicilia 37°17.7′N13°27′E 89 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco
3006 Faro di Capo San Marco, Sciacca Canale di Sicilia 37°29.8′N13°01.3′E Attivato: 1992 25 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torretta cilindrica su edificio bianco
3018 Faro S. Leonardo, Pantelleria Canale di Sicilia 36°50.1′N11°56.7′E Attivato: 1988 21 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Lanterna posta su edificio prefabbricato
3014 Faro di Punta Spadillo, Pantelleria Faro pantelleria.JPG Canale di Sicilia 36°49.5′N12°00.7′E Attivato: 1884 50 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco a due piano
(archivio Sud Libertà-Set.ricerche)

Provocazione del Museo Mann di Napoli, copre la “pornografia” delle opere d’arte- Visitatori perplessi ed indignati

di      R.Lanza

Nelle sale della collezione Farnese, al pian terreno del museo archeologico, tra le perplessità e le contestazioni  dei visitatori e in una giornata, peraltro la prima a ingresso gratuito, di massima affluenza,sono stati collocati sulle statue, in particolare quelle dove erano visibili le parti più ” intime” cartelli con la scritta Censored che vuol dire censurato .

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sezione - egizia

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Si sa – informiamo i lettori – che il  Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN)  è tra i più importanti della città di Napoli che vanta un  pregevole patrimonio di opere d’arte e manufatti di interesse archeologico  tanto da essere valutato tra i più attraenti  musei archeologici al mondo , ed alcuni studiosi aggiungono anche – informano qui al Museo – forse anche il più importante sulla  la storia dell’ epoca romana Ha una superficie espositiva complessiva di 12.650 metri quadrati, come ampiezza già è agevole comprendere la quantità di opere d’arte che contiene

L’edificio che attualmente ospita il museo è il Palazzo degli Studi, costruito nel 1585 come “caserma di cavalleria”. Il palazzo rappresenta una certa rilevanza architettonica , uno dei più imponenti palazzi monumentali di Napoli

Il museo è formato da tre sezioni principali: la collezione Farnese  (costituita da reperti provenienti da Romae dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per importanza, si colloca nel mondo al terzo posto dopo quelle del Museo egiziano del Cairo e di quello di Torino Sia questi tre settori che altri del museo sono costituiti da collezioni private acquisite o donate alla città nel corso della storia…..

Oggi il Museo Mann è al centro dell’attenzione per un interessato progetto ideato dai gestori.

«Il nostro è un esperimento sociale, non come accaduto in precedenza con il governo Berlusconi a Palazzo Chigi», con il seno (in)naturalmente velato durante una conferenza stampa nel quadro di Giambattista Tiepolo. «La differenza è che noi mai ci sogneremmo di censurare le nudità per davvero», avverte Paolo Giulierini, il direttore del Mann, prendendo le distanze dal precedente eccellente, ma soltanto dopo averlo replicato. «La nostra è una provocazione che ha più di un riferimento storico, dai marmi coperti nella Cappella Sistina su indicazione di Papa Clemente XIII alla pornografia associata alle immagini dagli integralisti islamici», avverte Ugo Capolupo, autore, nonché assistente di registi di livello come Mario Martone, Stefano Incerti, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Nanni Moretti. .    L’originale  progetto è denominato “Un lupo al Museo”, realizzato dall’Archeologico con l’obiettivo di «raccontare la società attraverso l’arte, spingendo il visitatore a schierarsi e a prendere posizione». Sostiene Giulierini :   crediamo sia questo  «il modo di raccogliere informazioni, attraverso le reazioni spontanee, per poter comunicare meglio, nell’offerta didattica». In questo caso, la concezione del nudo nel mondo classico: «Dove l’uomo è al centro, in equilibrio perfetto».

Da domani “La settimana dei musei” -Siti museali aperti a tutti gratuitamente

#iovadoalmuseo – da domani al via la #settimanadeimusei. Per 6 giorni consecutivi, dal 5 al 10 marzo, tutti i musei e i siti statali saranno aperti a tutti, gratuitamentePer inaugurare questa sei giorni di gratuità, il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, si recherà in visita a Palazzo Altemps domani, 5 marzo, alle ore 11.00.Scopri tutte le altre novità dell'iniziativa sul sito web: www.iovadoalmuseo.it

Slået op af Mibac i Mandag den 4. marts 2019

Riceviamo e pubblichiamo il seguente Comunicato Stampa- con Video pubblicato sul Social Facebook, della Presidenza del Consiglio

Da domani al via la “settimana dei musei “Per 6 giorni consecutivi, dal 5 al 10 marzo, tutti i musei e i siti statali saranno aperti a tutti, gratuitamente
Per inaugurare questa sei giorni di gratuità, il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, si recherà in visita a Palazzo Altemps domani, 5 marzo, alle ore 11.00.

 

Lino Banfi ; “il nonno d’Italia” nominato componente della Commissione Unesco.Sostituisce Folco Quilici

 

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Lino Banfi rappresenterà l’Italia nella Commissione dell’UnescoSecondo un comunicato stampa Di Maio ha indicato Banfi come componente nell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco (CNIU), in sostituzione di Folco Quilici, che ricopriva il ruolo di referente per la comunicazione e venuto a mancare lo scorso 24 febbraio 2018. Il ruolo di Lino Banfi, precisa il ministero dello Sviluppo, non sarà dunque quello di Rappresentante dell’Unesco ma di membro della Commissione nominato dallo stesso Mise. E’ stato invece confermato come membro del Consiglio direttivo e membro dell’Assemblea, il professor Francesco Buranelli.

La Commissione, istituita nel 1950 presso il ministero degli Esteri, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. Si compone di un Consiglio direttivo che ha carattere operativo e un’assemblea dei rappresentanti indicati dalle varie amministrazioni. Ovvero, presidenza del Consiglio dei ministri, ministero degli Esteri, dell’Economia, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, per i Beni e le Attività Culturali, dell’Ambiente; e ancora Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, associazione Rappresentativa Ong Italiane.

 

Matera da oggi è la Capitale europea della Cultura 2019

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Matera, da oggi è la Capitale europea della Cultura 2019. Nella città dei Sassi, per le cerimonie di inaugurazione, saranno oggi presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Da questo sole deve partire la riscossa di Matera e del Sud“, ha detto Conte  appena arrivato nella Cava del Sole per l’inaugurazione ufficiale.
Passato e futuro della città saranno i punti cardinali del programma della giornata che avrà come protagoniste bande lucane ed europee.  Alle luci dello spettacolo serale si aggiungeranno quelle più calde dei lumini di «Matera cielo stellato» nel Sasso Barisano e quelle delle «bag light», le borse luminose a tracolla preparate nei laboratori della Fondazione di Matera-Basilicata 2019, che saranno esposte dai balconi e dalle finestre del Sasso Caveoso dove, in chiusura della serata, Mattarella aprirà ufficialmente l’anno di Matera 2019.

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A Matera – ha aggiunto Conte durante il suo discorso – spetta una grande responsabilità, è la prima cittadina del sud capitale europea della Cultura, una scelta che riveste un significato ben oltre il riconoscimento del valore e delle potenzialità di una città e di un territorio, è l’occasione per tutto il Meridione che da Matera è simbolicamente rappresentato, una opportunità per lanciare un progetto ampio che coinvolga il Sud in una più ambiziosa politica culturale, economica e sociale”.

A condurre la serata ci sarà l’attore Gigi Proietti che omaggerà il territorio con una perfomance legata a un importante personaggio lucano, Rocco Scotellaro. La cerimonia sarà aperta da Stefano Bollani che si esibirà al pianoforte sia come solista che con le bande dirette da Paolo Silvestri, eseguendo tra gli altri, l’Inno per Matera 2019. Saliranno sul palco anche l’attore lucano Rocco Papaleo e la cantante Skin e arricchiranno il programma una serie di esibizioni altamente spettacolari scoperte dalla Fondazione Matera Basilicata 2019.

Bonisoli ha anche spiegato che “sicuramente nel corso dei mesi bisognerà fare una riflessione per vedere che cosa si poteva fare meglio“. Una valutazione che non riguarda solo Matera, e che, più in generale chiama in causa “un’autocritica da parte della politica. A volte la politica – scandisce il ministro – dovrebbe ricordarsi che quello che conta è dare un servizio, una risposta alle aspettative dei cittadini”.

Resuscita l’Istituto Incremento Ippico: dopo un ventennio di lotte, denunce, gestione contestata commissariale, un nuovo Consiglio di amministrazione

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L’’Istituto per l’incremento ippico ha un  Consiglio di amministrazione dopo decenni di contestata gestione commissariale  Così il  governo Musumeci che ha proceduto a designare i nuovi amministratori dell’Ente che si occupa della tutela e selezione genetica del patrimonio equino in Sicilia e ha una gestione di personale regionale con la peculiarità di qualifica “istruttore direttivo”.  Una lunga storia messa a fuoco da diversi sindacalisti dell’epoca che hanno portato anche l’Ente in Tribunale per la corretta assegnazione delle mansioni

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La presidenza va a Caterina Grimaldi di Nixima, erede di una delle più antiche famiglie di allevatori di cavalli e promotrice, nell’Ottocento, del famoso ‘cavallo orientale’. Consiglieri sono l’avvocato Prospero Cocimano e il veterinario Salvatore Di Maria.

«Il mio augurio di buon lavoro – ha reso noto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che ha voluto incontrare già i componenti del Cda, insieme al direttore Alfredo Alessandra – nella consapevolezza che la loro riconosciuta competenza e passione sarà al servizio della valorizzazione del settore dell’ippicoltura, della tutela e salvaguardia degli equidi, nell’ottica del rilancio dell’Istituto, dopo una lunga stagione di crisi».

Nella foto sotto, l’Istituto è anche sede di Carrozze storiche dell’Epoca

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