Beni culturali, inaugurata a Catania la mostra su “Agata”, patrona della città

 

 

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Catania

Dipinti e ceramiche custoditi nei musei regionali e civici, sculture e fotografie di artisti contemporanei raffiguranti Sant’Agata e la festa che celebra il culto della patrona del capoluogo etneo. Una ventina le opere esposte nella mostra “Agata. Dall’icona cristiana al mito contemporaneo. I tesori dei musei regionali a Palazzo dell’Università” inaugurata oggi dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nelle sale del Museo dei Saperi e delle mirabilia siciliane, al Palazzo centrale dell’Università di Catania.

Presenti, tra gli altri, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il rettore dell’Università Francesco Priolo, l’assessore comunale alla Cultura Cinzia Torrisi, l’arcivescovo metropolita Luigi Renna, la soprintendente ai Beni culturali e ambientali Donatella Aprile, la responsabile del Sistema museale d’ateneo Germana Barone, la presidente della Fondazione Oelle Mediterraneo antico Ornella Laneri. 

 
La mostra è finanziata dalla Regione Siciliana attraverso l’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana ed è stata ideata e organizzata dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania in collaborazione con l’Università (Sistema museale d’Ateneo) e con la Fondazione Oelle Mediterraneo antico. 
 
«Questa mostra – sottolinea il presidente della Regione Nello Musumeci – è un omaggio ad Agata, la santa patrona di Catania, simbolo di fede e coerenza sino all’estremo sacrificio, che con il suo esempio è diventata ispiratrice di pittori, scultori, orafi, scrittori e poeti. La produzione artistica e culturale degli ultimi sei secoli è degnamente rappresentata in questa mostra in cui riviviamo l’umanità e la sacralità che Agata rappresenta per i catanesi e per tutti i fedeli. Ringrazio la nostra Soprintendenza per la tenacia con cui ha portato avanti questo progetto che abbiamo voluto finanziare e allestire al Rettorato dell’Università, con cui da tempo abbiamo avviato un  rapporto di sincera collaborazione». 
«Una mostra che è al tempo stesso un tributo alla Santa Patrona di Catania – aggiunge l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Alberto Samonà – ma anche un modo per far conoscere al pubblico alcune opere straordinarie, custodite nei musei siciliani. “Agata” è un omaggio alla devozione e un invito a riflettere sulla continuità e sul cambiamento della maniera di intendere la santità al femminile nell’arte, in un percorso che abbraccia otto secoli di storia, dal 1300 ai nostri giorni».
«Storia, tradizioni, scienza, arte, culto e folclore. L’Ateneo – spiega il rettore Francesco Priolo – si fa promotore, insieme alla Regione, alla Soprintendenza e ad attive realtà culturali come la Fondazione Oelle, di iniziative ed eventi di assoluto valore, aprendo i propri spazi museali e le proprie strutture per accogliere i cittadini e i turisti, nel contesto della nuova edizione della rassegna di eventi artistici e culturali “Porte aperte Unict” 2022».

L’ESPOSIZIONE. “Agata” è sinonimo di sacralità e di rito, ma anche di arte e di cittadinanza, più mondi complessi e talvolta in contraddizione, sintetizzati nelle sale espositive attraverso poche ma esemplari testimonianze. Venti opere realizzate tra il XIV al XXI secolo raccontano la vita e la morte di Agata e il suo rapporto con l’umanità: i dipinti e le ceramiche dei musei della Regione Siciliana, le gallerie di Palazzo Abatellis e di Palazzo Bellomo, i musei Pepoli di Trapani, quello Interdisciplinare di Messina e quello della Ceramica di Caltagirone, le tele e i lapidei provenienti dal museo civico di Castello Ursino, dall’Arcidiocesi etnea e dalle collezioni dell’Università, insieme ai lavori di artisti contemporanei, fotografie, sculture, installazioni olfattive. Tutto in un unico contesto narrativo.

Aprono la mostra le suggestioni più antiche del culto, quando un’Agata contesa tra Occidente e Oriente era associata al fluido dell’olio e del flusso lavico dell’Etna e al suo potere miracoloso di moltiplicare il primo e far cessare il secondo. Seguono le ceramiche di Caltagirone e Burgio in cui l’immagine di Agata si fa decoro, segno che non è esclusiva della contemporaneità prediligere un’interpretazione alternativa a quella cristiana della santità. Tavole dipinte tra il Trecento e il Quattrocento raccontano il volto di Agata iconico e avulso da ogni contatto terreno: accanto alla patrona di Catania la schiera di figure divine e di santi, Cristo e Maria, i profeti Mosè ed Elia, Bartolomeo, Lucia, Caterina d’Alessandria, Giovanni, Luca e Paolo.
Nella seconda parte della mostra l’aspetto ieratico del personaggio cede il passo a quello umano e la rappresentazione di Agata viene a coincidere col racconto degli atroci martiri che le furono inferti, in specie quello del seno: le scene a lume di notte che descrivono il momento dell’incontro tra la giovane e San Pietro che la risana dalle ferite, i suoi pacificanti e venerati ritratti nei quali torna la sua superba quanto pia bellezza fatta donna accanto a quella altrettanto avvenente di Apollonia.

Le opere contemporanee sono un omaggio a Sant’Agata e alla sua città, una devozione trasversale e contagiosa che, non a caso, supera ogni confine geografico e sociale. La devozione per Agata è divenuta un progetto artistico e scientifico della Fondazione Oelle Mediterraneo antico che mira a raccontare l’unicità di questa festa religiosa e di popolo attraverso un archivio permanente che raccoglie testimonianze molteplici con un’attenzione particolare ai linguaggi dell’arte. Si tratta di racconti paralleli che puntano ad una visione “altra” del culto agatino, ponendo l’accento sul rapporto tra Agata e le strade, Agata e i suoni, Agata e le visioni di una città senza filtri. Le opere esposte, la cui selezione è stata curata da Carmelo Nicosia, sono dello stesso Nicosia e di Carmelo Bongiorno, Giovanna Brogna Sonnino, Carmen Cardillo, Ursula Costa, Ezio Costanzo, Gaetano Gambino, Angelo Iodice, Egidio Liggera, Giovanna Lizzio, Nicola Pecoraro, Ivan Terranova, Anna Tusa, Aldo Zucco. L’installazione “La fragranza” è di Antonio Alessandria.

Gennaro Rispoli presidente dell’Osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli – sito Unesco

Video (Uff.Stampa) -Valorizzazione Centro storico-Sito Unesco

Napoli,

Presieduta dalla presidente del Consiglio Comunale Vincenza Amato, si è svolta oggi la prima riunione dell’Osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli – sito Unesco.

Presenti, insieme al Sindaco Gaetano Manfredi e ai presidenti delle Municipalità 2 Roberto Marino, 3 Fabio Greco e 4 Maria Caniglia, membri di diritto dell’Osservatorio, tutti i componenti dell’organismo, eletti dal Consiglio comunale nella seduta del 15 aprile scorso: per la maggioranza, Maria Grazia Vitelli (Partito Democratico), Luigi Carbone (Napoli Solidale Europa Verde), Gennaro Rispoli (Napoli Libera), Carlo Migliaccio (Insieme per Napoli Mediterranea), Fulvio Fucito (Manfredi Sindaco), Claudio Cecere e Demetrio Paipais (Movimento 5 Stelle) e Massimo Pepe (Azzurri Noi Sud Napoli Viva).

Per l’opposizione Iris Savastano e Domenico Brescia (Forza Italia), Rosario Palumbo (Cambiamo!) e Alessandra Clemente (Misto). Su proposta del presidente della commissione Cultura Luigi Carbone, è stato eletto presidente dell’Osservatorio il consigliere Gennaro Rispoli (con 15 voti a favore e un astenuto). Vice presidenti sono state elette Maria Grazia Vitelli, per la maggioranza, e Iris Savastano per la minoranza (con 14 voti a favore e due astensioni). L’Osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli – Sito UNESCO ha il compito di accompagnare l’amministrazione Comunale nell’attuazione delle scelte politiche in materia di valorizzazione e di conservazione del Centro storico. Rappresenta un’istanza di dialogo e di concertazione per facilitare l’appropriazione da parte della cittadinanza di tutte le problematiche inerenti la difesa del patrimonio UNESCO.

 

Catania,Villa Bellini, si vuole riqualificare adesso il “Viale degli uomini illustri”

Gli autori del progetto in posa dinanzi al fotografo – Foto Ufficio stampa Comune di Catania

Catania,

Le statue del Viale degli Uomini Illustri del Giardino Bellini saranno ripulite, restaurate e offerte alla fruizione pubblica anche con informazioni disponibili tramite App e Qr Code.
E’ il progetto “Viale degli Uomini Illustri” nato dalla sinergia tra istituzioni culturali e club service, cittadinanza attiva e sussidiarietà,  illustrato nella storica “Villa Bellini” dalle realtà coinvolte, alla presenza dell’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella. Hanno partecipato, con presidenti e referenti, il Lions Club Catania Riviera dello Jonio, che ha promosso e sostenuto l’iniziativa con tutti i club della zona 13, il liceo classico “Mario Cutelli-Carmelo Salanitro” che ha dato l’input con il progetto “Catania ad alta voce”, l’Accademia di Belle Arti e il liceo artistico “Emilio Greco”, che con gli studenti effettueranno i lavori di ripulitura e restauro……
“Una macchina perfetta –ha detto l’assessore Mirabella – un innesco magnifico, dove ciascuno, a cominciare dalle nostre studentesse e dai nostri studenti, metterà non solo il cuore ma soprattutto competenze e talento.  Un cantiere in loco, open air, che avevamo già in mente di avviare con il sindaco Pogliese con la tassa di soggiorno e che adesso sarà realizzato per la generosità di quanti hanno a cuore il bene della nostra città. Questo laboratorio-bottega, che è anche un’importante operazione di educazione civica,  prevede una prima fase didattica e di preparazione, già in corso, e una seconda tecnico-operativa che partirà nei prossimi mesi. Il cantiere sarà aperto a tutti e restituirà finalmente  la storia e la bellezza di queste statue e di questo viale che spero possa accogliere presto un’integrazione ai busti con le tante donne illustri di Catania e della Sicilia, a partire dalle madri costituenti. 

 

Il progetto è stato illustrato nei dettagli dalla presidente del Lions Club Catania Riviera dello Jonio, Marilisa Pogliese, intervenuta con i vertici Lions, Mario Raspagliesi, Francesco Montemagno, Francesco Cirillo, Francesca Scoto, Paolo Nicotra, Giuseppe Daidone.  “L’iniziativa – ha sottolineato -è nata da un incontro con la preside del liceo Cutelli- Salanitro Elisa Colella, che ci ha presentato un progetto della scuola redatto dalla professoressa Agata Sciacca, da un’idea del prof. Sebastiano Arena, che comprende un lavoro di ricerca e la realizzazione, a cura degli studenti, di un’app e Qr code,  disponibili su device, contenenti informazioni in italiano e in inglese utili all’identificazione del personaggio ritratto. Questa  idea iniziale è stata  sposata da tutti i club della zona 13 della V circoscrizione lions, di cui è presidente Mario Raspagliesi, ed è stata sottoposta a un importante ampliamento”.
Il progetto completo si articola in quattro fasi.    La prima, è di competenza del liceo Cutelli -Salanitro, che, come hanno spiegato la vicepreside Anna Bertino e la professoressa Agata Sciacca,  con le studentesse-rappresentanti Elisa Coco (3I), Giordana Messina (3I), Chiara Marangolo (3H), Isabella Ascoli (3H), è stato avviato tre anni fa con un lavoro di ricerca sulla vita, le azioni, la poetica degli “uomini illustri”, con contenuti in gran parte completati, puntando a riqualificare culturalmente lo storico Viale e a rendere facilmente accessibili tutte le informazioni con app e qr code.
La seconda tappa prevede la pulitura dei busti, a cura degli studenti del liceo artistico “Emilio Greco”, diretto da Antonio Massimino e rappresentato dal  professore  Orazio Coco e da un nutrito gruppo di alunni.
Il terzo step è quello del restauro dei busti, a cura degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, diretta da Gianni Latino che ha preannunciato l’avvio degli interventi con l’inizio del prossimo anno accademico.
La quarta fase consiste nella documentazione dell’intero percorso  attraverso gli scatti fotografici di un gruppo di ragazzi con disabilità la cui passione per la fotografia è sorretta dal Lions Club Catania  Alcantara  con il concorso  “Innocenti Scatti di Emozioni”.

Recupero del patrimonio edilizio: studio a Catania del centro storico

 

municipio

 Catania,

Il Consiglio comunale torna a riunirsi domani, mercoledì 23 marzo, alle ore 19. Il presidente Giuseppe Castiglione ha convocato l’Assemblea cittadina nell’aula consiliare  e in videoconferenza per trattare la delibera sullo studio di dettaglio del centro storico.
Il documento, vagliato dalla giunta comunale con presa d’atto del febbraio 2021 – su proposta dell’assessore all’Urbanistica Enrico Trantino, risponde alle norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici previste dalla legge regionale 13 del 2015. In particolare, riguarda la definizione dei tipi edilizi dei centri storici, l’appartenenza delle singole unità edilizie allo studio tipologico di riferimento sulla base di dettagliata analisi, corredata di relazione e planimetria, con procedura di approvazione attivata sia con la soprintendenza dei Beni culturali che con il Genio civile.

“SI APRA IL CONVENTO” PER SCOPRIRE UN CAPOLAVORO DEL SETTECENTO SEPPELLITO NEI DEPOSITI DELL’ARCHIVIO DI STATO E…DIMENTICATO DAI BENI CULTURALI DAL 2008

Inaugurazione sabato 18 dicembre alle ore 11.00 |via Vittorio Emanuele II n. 156 | Catania

Presentazione alla città dell’affresco rinvenuto nel 2008 nella sede dell’Archivio di Stato, ex convento di S. Caterina da Siena al Rosario

…………………CON UN RITARDO DEI BENI CULTURALI DI OLTRE 12 ANNI

CATANIA

Si apra il convento”, per fare un salto nell’antichità attraverso secoli di storia, arte, culto e cultura catanese. È questo il nome dell’evento che sabato 18 dicembre, alle ore 11.00, presso l’Archivio di Stato di Catania (via Vittorio Emanuele II /156) svelerà alla cittadinanza il capolavoro rinvenuto nei depositi dell’Ente, luoghi che nel Settecento ospitavano il sito di culto dell’ex convento domenicano di S. Caterina da Siena al Rosario.

Un’incredibile scoperta – avvenuta nel 2008 – che ha messo in luce affreschi attribuibili al secolo XVIII e raffiguranti personaggi della tradizione domenicana. L’opera d’arte, unica nel suo genere, è stata restaurata grazie ai fondi dell’8 per mille dell’Irpef, a diretta gestione statale della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ad aprire la cerimonia d’inaugurazione sarà il direttore dell’Archivio di Stato Maria Nunzia Villarosa, a cui seguiranno i saluti istituzionali di Ester G.R. Rossino (Soprintendenza Archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo); Donatella Irene Aprile (Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania); Salvo Pogliese (sindaco di Catania); Barbara Mirabella (assessore alla Cultura del Comune di Catania).

Interverranno: Maria Nunzia Villarosa (direttore Archivio di Stato); M. Carmen Genovese (Soprintendenza Archivistica della Sicilia /Archivio di Stato di Palermo e RUP, direttore dei lavori); Roberta Carchiolo (Soprintendenza Catania).

Sarà presente l’Arcivescovo di Catania Monsignor Salvatore Gristina.

Nel corso dell’evento il coro Ensemble Cantemus Domino, diretto dal Maestro Pietro Valguarnera, eseguirà brani della produzione vocale sacra.

“Come l’Araba Fenice: Messina e il Laboratorio della Rinascita”: inizia oggi la Mostra diffusa sul territorio nel periodo natalizio

 

Parte oggi, lunedì 13,fra poco, la Mostra diffusa dal tema “Come l’Araba Fenice: Messina e il Laboratorio della Rinascita” – Opere, Immagini, Carteggi e Progetti di Messina tra passato, presente e futuro, organizzata dall’Assessore alla Cultura Enzo Caruso con il contributo di Enti, Associazioni e soggetti privati. Di seguito il primo appuntamento.

SOPRINTENDENZA BB. CC. AA. – Ex Cappella Buon Pastore
Oggi – lunedì 13 ore 17 – Inaugurazione della Mostra
“Uno sguardo sul patrimonio di immagini e documenti della Soprintendenza dei Beni culturali di Messina”
Interventi musicali a cura di Daniele Testa violino, Gianluca Sturniolo pianoforte digitale
Orari di visita: Lunedì – Venerdì ore 10-12,30 ; Lunedì-Mercoledì ore 15-17,30.
Aperture straordinarie: Sabato 18 dicembre e Sabato 8 gennaio ore 17.30 – 22.30.

Scavi clandestini, i Carabinieri scoprono oltre 11 mila reperti archeologici

 

Sequestrati da carabinieri del nucleo per la Tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Palermo, in collaborazione con la sezione di Siracusa e la compagnia di Santo Stefano di Camastra, oltre undicimila reperti archeologici provenienti da scavi clandestini..

Scoperti dai militari  in due diverse abitazioni, a Caronia (Messina) e a Siracusa riconducili alla stessa persona che è stata denunciata per ricerche archeologiche non autorizzate e impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato, reati previsti dal «Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio».

Gli oltre 11.000 reperti archeologici sono costituiti da lucerne, pesi da telaio, testine, oscilla, tessere di mosaico, elementi in pasta vitrea, elementi in bronzo, frammenti ceramici risalenti a varie epoche (arcaica, a vernice nera, rosa, di età medioevale), corredati da «pizzini» con l’indicazione dei siti archeologici siciliani di provenienza, tra cui Himera, Morgantina e Megara Hyblea.

L’indagine – si apprende -è stata coordinata dalla Procura di Patti ed era stata avviata dopo una segnalazione pervenuta alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina su scavi clandestini avvenuti nell’area archeologica di «Halaesa Arconidea» nel territorio di Tusa (Messina), sito risalente al 403 avanti Cristo e ricco di opere antiche archeologiche

SILENZIO, SPIEGA IL MAESTRO SPAGNOLO ANDRES CANOVAS- ATTENTI GLI ARCHITETTI CATANESI AI CAMBIAMENTI DEL FUTURO

Catania “ospita” Andres Canovas: convegno e mostra dell’architetto spagnolo

«ARCHITETTURA NEI CENTRI STORICI NON PUÒ ESSERE TABÙ»SÌ A NUOVI INNESTI IN ARMONIA CON STORIA E TRADIZIONE

 

CATANIA

Un’architettura contemporanea che valorizzi il costruito esistente e che accompagni Catania nel processo di cambiamento tanto atteso. È stato questo il filo conduttore degli interventi che hanno caratterizzato l’incontro con l’architetto spagnolo Andres Canovas “Luoghi e persone”, tenutosi oggi (20 novembre) a Palazzo della Cultura.

Un evento finalmente in presenza, promosso dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori etnei, che «rivestono un ruolo chiave nella pianificazione nella nuova visione della città – ha dichiarato l’assessore ai Beni Culturali del Comune di Catania Barbara Mirabella – una grande iniziativa, questa volta con un illustre ospite le cui opere sono un concreto esempio di sostenibilità legato all’architettura e alla bellezza».

«Il cambiamento sociale e le risorse economiche messe a disposizione dall’Europa, rappresentano oggi una grande opportunità per l’architettura contemporanea. Un’opportunità da cogliere, consapevoli del ruolo dell’Architettura nello spazio urbano e collettivo, seguendo alcuni modelli in cui questo processo di armonizzazione tra “passato e presente” è già presente da anni – ha commentato il presidente dell’Ordine Sebastian Carlo Greco – le realizzazioni di Canovas, che rientrano nella prestigiosa raccolta di ACM Arquitectos, ne sono un esempio concreto. Puntare alla qualità del costruito e alla valorizzazione del patrimonio culturale, rappresenta una priorità di questo Consiglio: vogliamo restituire all’architettura, in quanto valore di interesse pubblico, quella dimensione sociale e culturale che può aiutare i cittadini a identificarsi con l’ambiente circostante».

Nella foto Andrea Canovas

«Abbiamo organizzato l’incontro nell’ottica di mettere in risalto le opere di architettura contemporanea nei centri storici, argomento che sembra essere quasi tabù nella nostra città: vogliamo dimostrare che è possibile far coesistere storia e contemporaneità, tradizioni e nuove visioni. Conosciamo bene la realtà dei nostri centri storici, che versano in gravissime condizioni statiche e igienico-sanitarie e spesso sono privi dei requisiti di salubrità e sicurezza – ha spiegato la presidente della Fondazione Eleonora Bonanno – non si vuole intervenire sugli edifici di pregio e valore, ma solo sul tessuto fatiscente. C’è bisogno di Architettura contemporanea per rigenerare le nostre città».

Che direzione intraprendere, dunque? «Stiamo vivendo due rivoluzioni: quella legata ai cambiamenti climatici e quella legata alle donne – ha commentato Canovas – Sarà su queste priorità che si proietterà l’architettura del futuro. Bisogna puntare non solo ad habitat ed edifici esteticamente belli, ma soprattutto alla funzionalità delle opere all’interno della società e del costruito, guardando al futuro e prendendo spunto dal passato per la realizzazione di nuovi progetti».

ANDRES CANOVAS

Andres Canovas, architetto, è direttore del Dipartimento di Architettura della Scuola Tecnica Superiore di Madrid (ETSAM). Ha tenuto corsi e conferenze in più di trenta università in tutto il mondo. Ha ricevuto il Premio Nazionale per il Restauro e la Conservazione dei Beni Culturali 2012, assegnato dal Ministero dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport del governo spagnolo, per il suo lavoro nel Verricello di Cartagena. Per lo stesso progetto ed è stato selezionato per il Premio Mies van der Rohe. Ha ricevuto il Premio Luis Moreno Mansilla, il Premio Santiago Amón, il Premio Umicor, il Premio di Architettura della Regione di Murcia, il Premio della Comunità di Madrid, il Premio Internazionale di Architettura CSCAE e il Premio COAM. Ha ottenuto inoltre più di 150 Premi e Menzioni in concorsi nazionali e internazionali. Il suo lavoro è stato pubblicato ed esposto in tutto il mondo e raccolto in quattro monografie.

 

MESSINA: VALORIZZARE ED ACQUISIRE FORTE SPURIA A GRANATARI

 

Sopralluogo dell’ assessore Enzo Caruso, con delega alla Valorizzazione del Sistema Fortificato,  presso Forte Spuria a Granatari, accompagnato dall’arch. Sabrina Pandolfo della Soprintendenza, finalizzato alla presa visione della struttura e degli spazi di pertinenza del Forte che l’Amministrazione comunale intende acquisire in concessione da parte dell’Agenzia del Demanio con l’obiettivo di riqualificarlo grazie anche alla collaborazione della Municipalità, della Proloco di Capo Peloro e delle Associazioni che insistono sul territorio.
“È un sito di straordinaria bellezza, – dichiara l’Assessore Caruso – posto a cavallo tra i due mari, ricco di storia e di potenzialità paesaggistiche. Facente parte del Sistema di difesa come ‘posto semaforico’, nel Forte c’era installata una stazione telegrafica, già attiva durante il decennio inglese e poi visitata nel 1906 da Guglielmo Marconi. Il sopralluogo è stato propedeutico al tavolo tecnico che, insieme all’Assessore Mondello, l’Amministrazione attiverà a breve con l’Agenzia del Demanio per l’acquisizione dei Forti non ancora valorizzati”.

NOTE STORICHE 
Posizionato a 98 metri sul livello del mare sull’omonima collina, nei pressi del cimitero di Granatari, il Forte Spuria sorge sui resti del Forte edificato dagli Inglesi nel periodo della loro occupazione 1806-1815. Inserito nel sistema ottocentesco di difesa dello Stretto, a differenza dei Forti Umbertini, non fu armato e svolse la sua funzione come posto semaforico e di segnalamento, insieme a Capo Spartivento, per il controllo dell’imboccatura nord dello Stretto. La sua attività figura già nell’elenco dei semafori del Regno d’Italia nel 1890.
Si componeva di una torre sopraelevata a due piani provvista di finestre orientate contenente al pianterreno il locale del diottrico e al piano superiore il locale “di scoperta”. Da sempre indicato sui portolani e sulle carte inglesi come “Semaforo”, nel 1903 vi si installò la 1^ Stazione Radiotelegrafica della Sicilia che venne visitata da Guglielmo Marconi l’8 dicembre 1906. Per la sua potenza di segnale, era in grado di comunicare con la stazione di Monte Mario a Roma. Rimase attivo fino agli anni ’70 alle dipendenze della Marina Militare.

Covid, da domani nei musei civici e biblioteche si entra solo con il “Green Pass”

Catania, cosa rende speciale Castello Ursino

Il Comune di Catania informa : “In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (DL n. 105 del 23 luglio 2021), da venerdì 6 agosto 2021 per accedere ai musei civici, alle mostre e alle Biblioteche comunali, è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass corredato da un valido documento di identità. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

Rimangono inoltre in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-Covid: per l’ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare una mascherina.

All’inizio del percorso museale è inoltre posizionato dispenser di gel igienizzante, mentre le sale hanno una capienza contingentata nel rispetto della distanza fisica prevista per la sicurezza dei visitatori.

Analoghe disposizioni valgono per accedere alle Biblioteche comunali e a tutti i suoi servizi da venerdì è  obbligatorio esibire la Certificazione verde Covid-19 (Green Pass), in versione cartacea o digitale.
La verifica della validità del Green Pass sarà effettuata dagli operatori all’ingresso della biblioteca mediante scansione del QR code e chi non risulterà provvisto di un certificato valido non potrà accedere ai locali e ai servizi di front office, prestito, accesso a scaffale, consultazione, studio. Per la sola restituzione dei prestiti è attivo lo sportello per i rientri posto all’ingresso della biblioteca ( seconda porta a destra rispetto al cancello di ingresso) dove sarà possibile consegnare i materiali senza dover entrare e, quindi, senza l’obbligo di mostrare il Green Pass.