Beni culturali in Sicilia , biglietto unico per Parchi Segesta-Selinunte e Gibellina

 

Scarpinato Archeopass Parco archeologico Segesta

L’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana dr Francesco Paolo Scarpinato

 

 

Due parchi archeologici, una città simbolo dell’arte contemporanea, un unico passepartout. Dal primo marzo nasce il nuovo Archeopass, un biglietto integrato che unisce il Parco archeologico di Segesta, il Parco archeologico di Selinunte e la città di Gibellina, Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. 
 
L’Archeopass, ideato e promosso da CoopCulture in sinergia con i Parchi diretti rispettivamente da Luigi Biondo e Felice Crescente, introduce con tariffa ridotta anche al Mac – Museo d’arte contemporanea Ludovico Corrao, al Museo delle trame mediterranee della Fondazione Orestiadi e a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nel cuore del Cresm (Centro ricerche economiche e sociali per il Meridione). 
 
«Non una semplice formula promozionale – ha commentato l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ma un progetto culturale ambizioso che costruisce un asse territoriale tra templi e installazioni, tra pietra antica e sperimentazione visiva. L’Archeopass mette in relazione questi mondi paralleli, tra storia e contemporaneità e si propone come porta d’ingresso a un anno di mostre, installazioni, restituzioni e rinascita di spazi».
 
L’Archeopass prevede un ingresso in ciascuno dei due siti, Segesta e Selinunte, spendibile nell’arco di una settimana (costo: intero 25,40 euro/ ridotto 14,20 euro); presentando l’Archeopass si potrà acquistare il biglietto ridotto nei siti museali di Gibellina.

Beni culturali, “lavori di somma urgenza”,restaurata una chiesa settecentesca di S.Francesco nel Palermitano

 

Restauro chiesa Villagrazia di Carini

 

 

Palermo,

Si sono conclusi i lavori di restauro del tetto della chiesa settecentesca di San Francesco, a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo.

L’intervento, realizzato in poco meno di un anno e con un investimento di circa 40 mila euro stanziati dall’assessorato regionale dei Beni culturali, ha consentito il rifacimento della copertura dell’unica aula rettangolare, che risultava totalmente scoperta, e della porzione sovrastante l’altare. Quest’ultima, gravemente compromessa dalle infiltrazioni meteoriche, era protetta da un tetto a due falde con struttura lignea ormai fatiscente. Oltre al rifacimento della copertura, sono state completate anche le opere accessorie, tra cui grondaie e pluviali, indispensabili per garantire una corretta protezione dell’edificio nel tempo.

I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Pugliesi Costruzioni srl, con sede ad Alcamo (Trapani), su progetto redatto dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo.

«Questi interventi – dice l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – rientrano tra i lavori di somma urgenza che stiamo portando avanti su tutto il territorio regionale. Il nostro patrimonio ha bisogno di costante manutenzione e cura».

 

 

Pioggia di milioni ancora ai Beni culturali della Sicilia, assegnati contributi per il restauro di strumenti musicali antichi

L’assessore Francesco Paolo Scarpinato, ha ammesso al finanziamento dieci istanze pervenute da varie realtà della Sicilia e valutate positivamente dalla commissione appositamente costituita.

assessore scarpinato

 

Palermo,

Pioggia di milioni della Regione siciliana.  La Regione infatti  ha assegnato contributi, per complessivi 700mila euro, a progetti di restauro e riparazione di strumenti musicali antichi e di valore artistico di proprietà di enti morali ed ecclesiastici. L’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana, con un  decreto firmato dall’assessore Francesco Paolo Scarpinato, ha ammesso al finanziamento dieci istanze pervenute da varie realtà della Sicilia e valutate positivamente dalla commissione appositamente costituita. Si tratta di risorse stanziate dalla legge regionale di stabilità e di bilancio 2025-2027 e disponibili per l’esercizio finanziario 2025.

«Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore Scarpinato – investiamo nella tutela di organi e strumenti che senza un intervento pubblico rischierebbero di non potere essere utilizzati o di andare persi. Diamo corso alle disposizioni legislative e tuteliamo fattivamente il nostro patrimonio strumentistico e musicale».

Di seguito gli enti i cui progetti sono stati ammessi al finanziamento e l’importo del contributo assegnato: chiesa Sant’Antonio Abate di Nicosia (En) 80mila euro; parrocchia Maria Santissima delle Grazie di Pettineo (Me) 50mila euro; chiesa San Bartolomeo apostolo di Giarratana (Rg) 75mila euro; chiesa Santa Maria Maggiore di Isnello (Pa) 70mila euro; chiesa Madre “Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo” di Partanna (Tp) 90mila euro; Conservatorio di musica “Scarlatti” di Palermo 90mila euro; chiesa San Domenico di Noto (Sr) 60mila euro; chiesa Immacolata Concezione di Palagonia (Ct) 50mila euro; parrocchia San Domenico di Caltanissetta 55mila euro; parrocchia Beata Maria Vergine dell’Udienza di Sambuca di Sicilia (Ag) 80mila euro. 

Nei fondali delle Egadi rinvenuti nuovi reperti tra cui un elmo “Montefortino”

 

Elmo

 

 

Eccezionale recupero archeologico nelle acque delle Isole Egadi, lo scorso agosto, a opera dei subacquei altofondalisti della Società per la documentazione dei siti sommersi (Sdss), guidati da Mario Arena sotto la supervisione della Soprintendenza del Mare, con il supporto dell’Area marina protetta, del Comune di Favignana e della Capitaneria di porto. Tra i reperti riportati in superficie spicca un elmo di bronzo del tipo “Montefortino”, in straordinario stato di conservazione e completo di paraguance. Il manufatto proviene dall’area in cui si svolse la battaglia delle Egadi del 241 a.C., nella prima guerra punica tra Roma e Cartagine.

«L’elmo “Montefortino” è uno dei più belli e completi mai recuperati – commenta l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – Questi ritrovamenti non solo arricchiscono la conoscenza storica della battaglia del 241 a.C., ma rafforzano l’immagine della nostra Isola come custode di un’eredità culturale unica al mondo. È un risultato straordinario, frutto del lavoro congiunto della Soprintendenza del Mare, delle professionalità impegnate nelle ricerche e del sostegno di istituzioni e fondazioni internazionali. Continueremo a investire nella tutela e nella valorizzazione di questo patrimonio, consapevoli che rappresenta una risorsa identitaria e culturale fondamentale per la Sicilia».

Dal cosiddetto “relitto del banco dei pesci”, risalente al V secolo d.C., è stata inoltre recuperata una grande maniglia in bronzo, di uso ancora incerto. I reperti sono stati sottoposti a un primo trattamento conservativo a cura delle restauratrici della Sdss, reso possibile anche grazie al contributo del mecenate statunitense Michel Garcia.

Parallelamente, nello studio radiologico del dottore Giuseppe Perricone, a Trapani, sono state eseguite tac su circa trenta reperti metallici fortemente ricoperti di incrostazioni. Le indagini hanno permesso di identificare armi come spade, lance e giavellotti, utilizzati nella battaglia del 241 a.C. e rimasti per secoli custoditi dai fondali. L’attività di ricerca e recupero si è avvalsa, negli anni, anche del sostegno della Rpm Nautical Foundation, fondazione privata statunitense che, con propri fondi e con l’impiego di una nave oceanografica, ha affiancato la Soprintendenza del Mare.

Inoltre, è stato pulito il rostro numero 25 già recuperato in una precedente campagna: è romano e presenta l’iscrizione “Ser.Solpicio C.F. Quaestor Probavi(t)”, probabilmente: “Servio Sulpicio, questore, figlio di Gaio, approvò”, sottinteso il rostro. Il Gaio, di cui il questore nominato era figlio, potrebbe ipoteticamente essere Gaio Sulpicio, console dal 243 a.C. e dunque in piena prima guerra punica.

Beni culturali, il 2 settembre “Una giornata particolare a Ustica” per sollecitare i temi cruciali del nostro tempo

 

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Incontri e riflessioni dedicati agli aspetti storici, archeologici e ambientali della prima Area marina protetta d’Italia, nel cuore del Mediterraneo. In quest’ambito si svolgerà, il 2 settembre, “Una giornata particolare a Ustica”, l’iniziativa organizzata nell’isola dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, in collaborazione con la Fondazione Sebastiano Tusa, che vedrà protagonista Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore volto noto del panorama culturale italiano. Editorialista del “Corriere della Sera” e autore di numerosi saggi di successo, Cazzullo è apprezzato per la sua capacità di raccontare la storia, l’identità nazionale e i valori civili in modo accessibile e coinvolgente. A dibattere con lui saranno altre firme dell’editoria italiana: Donata Agnello, Emanuele Lauria, Lino Morgante, Antonello Piraneo, Piero Pruneti, Nino Rizzo Nervo, Marco Romano, Emanuela Rosa Clot. .

«Questa giornata – sottolinea l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta un’occasione per stimolare una riflessione collettiva su temi cruciali per il nostro tempo, come lo sviluppo sostenibile, la tutela ambientale, la salvaguardia del patrimonio archeologico, terrestre e marino, e la valorizzazione del paesaggio e degli ecosistemi del Mediterraneo».

Con il contributo di Cazzullo, il programma offrirà spunti di approfondimento sul Mediterraneo come spazio di dialogo e di civiltà, sul mito di Ulisse e sul valore della memoria storica, temi centrali nel suo percorso di autore e divulgatore. Nel corso della giornata sarà possibile scoprire le meraviglie di Ustica, dalle testimonianze del villaggio preistorico dei Faraglioni agli itinerari culturali sommersi realizzati dalla Soprintendenza del Mare, un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo a livello nazionale e internazionale.

«La Soprintendenza del Mare – spiega il soprintendente Ferdinando Maurici – fin dalla sua nascita, con Sebastiano Tusa, ha sviluppato progetti scientifici di grande livello. Oggi continuiamo a portare avanti le nostre numerose attività legate alla ricerca, alla tutela, alla fruizione e alla valorizzazione del patrimonio culturale sommerso, strumenti indispensabili per il più ampio progetto di salvaguardia dell’ecosistema marino».

A fine giornata il presidente della Fondazione Tusa, Valeria Li Vigni, conferirà a Cazzullo il “Premio per la cultura del Mediterraneo”, riconoscimento dato a personalità che si distinguono nella promozione della conoscenza del patrimonio sommerso, del dialogo tra popoli e sponde che interagiscono nello studio e nell’approfondimento della cultura mediterranea.

Di seguito il programma dell’evento del 2 settembre:

– ore 11:30 – Saluti e interventi istituzionali. Presentazione alla stampa della manifestazione “Una giornata particolare a Ustica”.
– ore 13:00 – Light Lunch.
– ore 19:30  – “Una giornata particolare a Ustica” con Aldo Cazzullo intervistato da Donata Agnello, Emanuele Lauria, Lino Morgante, Antonello Piraneo, Piero Pruneti, Nino Rizzo Nervo, Marco Romano, Emanuela Rosa Clot. Modera l’incontro Felice Cavallaro. A seguire, conferimento del “Premio per la cultura del Mediterraneo” ad Aldo Cazzullo.

Anniversario Libero Grassi,l’assessore regionale ai Beni culturali Scarpinato: «Ha contribuito a cambiare la Sicilia»

Scarpinato commemorazione Libero Grassi

 

 

L’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Scarpinato, ha partecipato questa mattina a Palermo, su delega del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, alla cerimonia di commemorazione di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia 34 anni fa.

«Libero Grassi – ha detto Scarpinato – ha avuto il coraggio di opporsi alla mafia per difendere la sua libertà di cittadino e di imprenditore. Ha lanciato un messaggio potente di legalità che ha attraversato le generazioni e che ha contribuito a cambiare la Sicilia, muovendo le coscienze dei suoi cittadini. Nel suo nome e sul suo esempio si è sviluppata una forte azione di contrasto dell’oppressione mafiosa attraverso l’arma delle estorsioni, una mobilitazione che, partita dal basso, è diventata un fenomeno culturale e civico sempre più condiviso. Le istituzioni sono chiamate a onorare la sua memoria e a vivificare il suo esempio perché richiama tutti noi, ognuno nel proprio ambito, al nostro dovere quotidiano di lotta contro ogni forma di mafia».

Beni culturali, il 15 aprile archeologi e astronomi a confronto a Palermo

 

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Palermo,

Archeologi e astronomi a confronto sull’archeoastronomia nella nostra Isola. Martedì 15 aprile, dalle 9,30 a Palazzo Montalbo, sede del Centro progettazione e restauro della Regione Siciliana (Crpr), in via dell’Arsenale 52 a Palermo, verrà presentato il volume “Archeoastronomia in Sicilia.

Una scienza necessaria”, a cura di Ferdinando Maurici, direttore del Crpr e soprintendente del Mare ad interim, e Chiara Cardella.

L’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione della ricerca e su come favorire ulteriormente anche in Sicilia il dialogo necessario, ma non sempre facile, fra archeologi e astronomi. «La Sicilia si sta dimostrando sempre di più una terra ricchissima di monumenti e siti archeologici di carattere astronomico», afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, che a inizio lavori porterà un saluto istituzionale assieme al dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca.

Al dibattito prenderanno parte alcune tra le più rappresentative personalità scientifiche del settore a livello internazionale, tra cui l’astrofisico Giulio Magli, professore ordinario di Fisica matematica al Politecnico di Milano, dove insegna anche archeoastronomia, autore di libri di grande diffusione. I lavori saranno presieduti dall’archeologo siciliano Gioacchino Falsone, già docente di Archeologia fenicio-punica all’Università di Palermo. Interverranno anche Alfio Maurizio Bonanno, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica di Catana, il direttore del Crpr Maurici, il vice presidente nazionale dei Gruppi archeologici d’Italia, Alberto Scuderi, e Andrea Polcaro, professore di Archeologia del vicino oriente antico all’Università di Perugia.

 

Beni culturali, sette siti siciliani accreditati al Sistema museale nazionale

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Palermo,

Sono sette i siti culturali siciliani ufficialmente accreditati al Sistema museale nazionale. Lo rende noto il Ministero della Cultura che ha riconosciuto il raggiungimento degli standard di qualità previsti a livello nazionale da parte di importanti realtà museali e archeologiche dell’Isola.

I siti accreditati sono: il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, ad Agrigento; la Galleria regionale di Palazzo Abatellis, il Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” e il Museo regionale di Arte moderna e contemporanea, a Palermo; la Galleria regionale di Palazzo Bellomo, a Siracusa; la Casa Cuseni – Museo delle Belle Arti e del Grand Tour di Taormina e il Muma Museo del Mare di Milazzo, nel Messinese. Organizzazione e gestione delle risorse, cura delle collezioni, comunicazione e rapporto con il territorio sono gli ambizioni in cui queste strutture hanno dimostrato performance di qualità, ottenendo così il riconoscimento ministeriale.

« Un traguardo importante per la valorizzazione del patrimonio siciliano – sottolinea l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – che testimonia l’impegno costante verso l’eccellenza e la qualità nell’offerta culturale regionale. L’obiettivo è lavorare a supporto di musei, parchi e gallerie affinché possa crescere il numero delle istituzioni culturali regionali in possesso degli standard necessari per entrare nel Sistema museale nazionale. Anche attraverso la fondamentale sinergia con le azioni e gli interventi finanziati dal Pnrr, vogliamo rendere i nostri musei sempre più connessi, accessibili, inclusivi e fruibili, contribuendo in modo concreto allo sviluppo e alla valorizzazione culturale e turistica del nostro territorio».

A Messina la rassegna “Musiche per il Museo”. Alcuni brani dedicati alla “Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio”

 

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Messina,

Apertura straordinaria per il Museo regionale Accascina di Messina che, il 10, 11 e 12 aprile prossimo, alle ore 20, accoglierà una prestigiosa rassegna di musica jazz.

L’evento, intitolato “Musiche per il Museo”, offrirà ogni sera a 150 visitatori un’esperienza unica, in cui le suggestioni dell’arte dialogheranno con le sonorità jazz, all’interno degli spazi espositivi che ospitano capolavori di Antonello da Messina, Caravaggio e altri maestri dal XII al XX secolo.

«L’iniziativa – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – giunge al culmine del progetto di eliminazione delle barriere fisiche e cognitive portato avanti nell’ambito del Pnrr dal Museo regionale di Messina, unico istituto museale del Mezzogiorno ad aver ottenuto un finanziamento superiore a un milione di euro».

Il programma prevede esecuzioni di musiche d’autore ispirate ai diversi periodi storici e alle opere del museo, oltre a composizioni originali create per l’occasione. Tra queste, brani dedicati al Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e alla Resurrezione di Lazzaro di Caravaggio, ma anche ad altri capolavori esposti nelle sale dell’istituto, intitolato alla storica dell’arte, Maria Accascina.

«Le tre serate di apertura straordinaria con concerti jazz – osserva la neo direttrice del Museo, Marisa Mercurio – rientrano in un più ampio progetto di valorizzazione finanziato dal dipartimento regionale dei Beni culturali con fondi destinati a promuovere la conoscenza del sito, rendendolo un luogo sempre più inclusivo, capace di accogliere visitatori di ogni età e abilità».

“Musiche per il Museo” nasce con l’intento di integrare l’esperienza visiva dell’arte pittorica con quella acustica della musica, una forma espressiva capace di abbattere ogni barriera, persino quella della sordità.

Beni culturali, via al progetto sull’archeologia subacquea con i pazienti del “Di Cristina” di Palermo

«Un percorso – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che, grazie a un team di figure professionali, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei piccoli degenti nel difficile processo di superamento del disagio dell’ospedalizzazione e che offre la possibilità di creare, in prospettiva della guarigione, le premesse per un ritorno sereno alla vita di tutti i giorni, arricchita dalla conoscenza dell’ambiente marino attraverso attività interdisciplinar

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Palermo,

I  piccoli pazienti del “Di Cristina” di Palermo alla scoperta dell’archeologia subacquea e dei tanti tesori custoditi nei fondali dei nostri mari. È stato possibile, nell’unità di Oncoematologia pediatrica della struttura sanitaria, nel corso del primo incontro del progetto “Verde come le alghe, blu come il mare, bianco come le vele”, ideato dalle insegnanti della Scuola in Ospedale “Lombardo Radice” di Palermo e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e l’associazione Marevivo Sicilia.

«Un percorso – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che, grazie a un team di figure professionali, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei piccoli degenti nel difficile processo di superamento del disagio dell’ospedalizzazione e che offre la possibilità di creare, in prospettiva della guarigione, le premesse per un ritorno sereno alla vita di tutti i giorni, arricchita dalla conoscenza dell’ambiente marino attraverso attività interdisciplinari».

Il tema conduttore del progetto è il mare, che diventa lo spazio concreto da cui partire per poter attivare, in ospedale, un’esperienza “altra” che possa accompagnare il bambino durante il periodo del ricovero. 

Nel primo incontro di ieri, i subacquei della soprintendenza Salvo Emma e Giovanni Puccio hanno portato all’interno del reparto le attrezzature utilizzate per le ricerche e gli scavi subacquei, dando ai bambini l’opportunità di vedere da vicino le strumentazioni utilizzate sott’acqua: maschere, pinne, mute, bombole, erogatori, macchine fotografiche subacquee e metal detector subacquei. I piccoli pazienti hanno avuto inoltre la possibilità di indossare delle mini attrezzature da immersione a loro dedicate, per provare un primo approccio con il mondo sottomarino. Infine, grande riscontro hanno avuto, anche tra i genitori presenti, i filmati appositamente realizzati per gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado.

Prevista per sabato 22 marzo la seconda fase, nella sede di Marevivo al Circolo Velico di Sferracavallo, dove i bambini effettueranno attività esperienziali e conoscitive della flora e della fauna del nostro mare con gli esperti dell’associazione. 

Quella di quest’anno è la terza edizione del progetto, realizzato per la prima volta nel 2014, sempre con la partecipazione della Soprintendenza del Mare e in collaborazione con il  primario del reparto di Oncoematologia pediatrica del “Di Cristina” Paolo D’Angelo, le insegnanti della Scuola in Ospedale “Lombardo Radice” Gisella Musumeci e Aurora Valenti, la delegazione di Marevivo Sicilia, il Circolo Velico Sferracavallo e le associazioni di volontariato Aslti e Spya di Palermo.