Beni culturali, aperta a Palermo per la prima volta al pubblico Casa Savona

 

Casa savona

 

Palermo,

Aperta  per la prima volta, Casa Savona, in via Genova a Palermo, grazie a un progetto della soprintendenza dei Beni culturali e in occasione della quinta edizione del “Genio di Palermo” organizzato dalle Vie dei Tesori. Acquistata nel 2023 per poco più di 600 mila euro dalla Regione Siciliana che, dopo averla dichiarata bene di interesse storico e culturale, ha fatto valere il diritto di prelazione, la storica dimora si potrà visitare anche domani (sabato 18 aprile) dalle 9,30 alle 12,30. L’obiettivo dell’assessorato dei Beni culturali è arrivare alla sua apertura definitiva come casa-museo.

«Si conferma – dice l’assessore Francesco Paolo Scarpinato – il grande impegno del governo Schifani nella salvaguardia e nella fruibilità dei beni culturali. L’intervento di recupero da un milione di euro trasformerà Casa Savona nel cuore di un itinerario dell’Art Déco a Palermo».

Nel cuore novecentesco della città, lungo l’asse di via Roma, la dimora si trova in un palazzo umbertino del 1920, rimasto praticamente intatto dove arredi, affreschi, luci, raccontano un’idea moderna e sorprendente dell’abitare. Realizzata tra il 1936 e il 1938 su incarico dell’imprenditore tessile Ignazio Savona, la casa porta la firma di Gino Morici, artista eclettico capace di progettare ogni dettaglio, trasformando gli ambienti in una scenografia immersiva, disegnando ogni dettaglio Art Déco con un gusto colto e visionario.

Da studi recenti, Casa Savona risulta anche frutto di una collaborazione: accanto a Morici emerge la figura dell’ingegnere Giuseppe Arici, cui si devono la distribuzione degli spazi e probabilmente alcuni arredi e dettagli tecnici. I due progettano tutto: mobilio, illuminazione, pavimentazione in marmo; realizzano le decorazioni di pareti e soffitti, dipingono quadri, usano materiali e legni preziosi, inseriscono dettagli in metallo. Un laboratorio creativo che dà vita a uno degli esempi più alti e intatti di Déco palermitano.

«È un’opera d’arte, studiata nei suoi dettagli e soluzioni, per la famiglia Savona. Gino Morici e Giuseppe Arici – spiega la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano – creano un risultato meraviglioso, basti guardare soltanto il camino pensato come un piccolo palcoscenico. Dichiararla di interesse culturale ha permesso di salvarla e acquisirla al patrimonio di tutti».

Casa Savona  aprirà anche alcune settimane nel prossimo mese di maggio.

Niscemi, per anni abbandono ed indifferenza, adesso tutti i soggetti responsabili cercano un rimedio Intanto si ripete l’ attività di recupero degli effetti personali dalle case evacuate

BIBLIOTECA A RISCHIO CROLLO:  DOV’ERA LA SOPRINTENDENZA DI CALTANISSETTA DAL 1997 – CHE NON HA MESSO IN LUCE IL PROBLEMA DELLA CATALOGAZIONE VELOCE?         E CHE FACEVA LA DIRIGENTE DELLA SOPRINTENDENZA? 

 

Si continuano a registrare cedimenti sul fronte della frana di Niscemi e uno di questi ha fatto precipitare l'auto che ne era diventata uno dei simboli per essere stata fotografata e ripresa più volte mentre era in bilico. E' una Ford Fiesta diesel del 2002 che era sospesa dall'inizio della crisi sul burrone ed era stata al centro di una contesa 'burocratica, 3 febbraio 2026. ANSA/ORIETTA SCARDINO

 

Adesso sono tutti pronti a dare una mano, per anni indifferenza su Niscemi

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, nella riunione in prefettura del centro di coordinamento soccorsi dopo la frana, ha comunicato che gli sfollati sono 1539 e che le domande di contributo di autonoma sistemazione sono 442, per un totale di 1007 persone.

Per  i lavori di sistemazione del bypass tra la strada provinciale 10 e la sp 12 è stato firmato un decreto di autorizzazione alla circolazione in deroga, nel fine settimana, di altri 20 mezzi pesanti.

Sono proseguite, nel paese sconvolto dalla frana, le attività di assistenza alla popolazione per il recupero degli effetti personali e, sinora, sono stati effettuati 904 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate, di cui 63 ieri. «Le attività di recupero nella fascia compresa tra i 30 e i 50 metri dal fronte di frana – dice la prefettura nissena – avranno inizio nel pomeriggio di lunedì prossimo e i cittadini interessati saranno direttamente contattati dal personale».

La vigilanza dinamica lungo la zona rossa sarà garantita dal corpo forestale della Regione Siciliana dalle 8 alle 20 fino a domenica prossima, estendendosi all’intera giornata a partire dal prossimo lunedì.

 

 Firmato un decreto di autorizzazione alla circolazione in deroga, nel fine settimana, per consentire l’accesso di ulteriori 20 mezzi pesanti. Il comandante del Genio guastatori ha reso noto che, in ragione del notevole aumento dei carichi di materiale trasportato, i lavori di stesura della sede stradale sono proseguiti con maggiore speditezza. Hanno interessato 1,65 chilometri dei 2,3 totali. Inoltre, sono terminate le operazioni di riempimento del fondo stradale della regia trazzera Niscemi-San Michele di Ganzaria, cui seguirà la fase di asfaltatura. Completate sulla Sp11, le operazioni di scerbatura sia sul lato destro che su quello sinistro e che, in seguito, si procederà con le attività di bitumazione del tratto scarificato.

Biblioteca  dopo anni di indifferenza della Soprintendenza  competente per territorio Adesso tutti cercano un rimedio…

Nel pomeriggio il direttore del dipartimento nazionale architettura e paesaggio di Archeoclub d’Italia, Francesco Finocchiaro, andrà a Niscemi dove la frana ha compromesso la biblioteca che contiene anche libri, documenti, mappe legati alla storia del paese, inclusi volumi precedenti al 1830 e anche un libro del Cinquecento. «Questo patrimonio andrà con ogni probabilità perso per sempre anche perché non c’è un archivio digitale»

Per il presidente nazionale di Archeoclub, Rosario Santanastasio, «la biblioteca Angelo Marsiano rischia di crollare. Occorrono più fondi per catalogare e inventariare architetture, opere artistiche e librarie, arredi sacri e ogni bene che sia testimonianza di civiltà».

I volumi erano in corso di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione in vista del centenario della nascita di Marsiano e del 400º anniversario della fondazione della città di Niscemi. Secondo le fonti finora disponibili, il contenuto della biblioteca comprende oltre 4.000 volumi.

Pistoia, città Capitale del libro 2026, offre il proprio aiuto per la rinascita della Biblioteca civica di Niscemi (Caltanissetta), messa a rischio dalla frana. La sindaca facente funzione, Ada Maria ida celesti, ha scritto al prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina e al sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, spiegando che «Pistoia è disponibile a collaborare per accompagnare la ricostruzione della biblioteca in un luogo sicuro, promuovendo una campagna di raccolta fondi dedicata e mettendo a disposizione la propria esperienza e competenza in ambito bibliotecario, maturata anche nel percorso che ci ha condotti al riconoscimento di Capitale italiana del libro 2026».

Celesti esprime «sincera vicinanza alle comunità di Niscemi e all’intero territorio colpito dalla frana dei giorni scorsi..

Naufragio del Bayesian a Palermo: parlano il Procuratore capo Ambrogio Cartosio e il PM Raffaele Cammarano, chiarire le responsabilità

 

Naufragio, il procuratore Cartosio: "Aperto un fascicolo ...

 

 

 

Conferenza stampa

Naufragio del Bayesian a Porticello, Palermo, la Procura di Termini Imerese “ha iscritto un fascicolo, allo stato nei confronti di ignoti, ipotizzando il reato di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo ma siamo solo in una fase iniziale. Non escludiamo che ci siano sviluppi che potrebbero essere di qualunque tipo”. Parole del  Procuratore capo Ambrogio Cartosio, nel corso della conferenza stampa sul naufragio. Cartosio ha parlato di una “tragedia gravissima”.

Ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime e ancora più doloroso sarebbe se questo lutto terribile è stata causato da comportamenti non perfettamente in ordine con responsabilità che ciascuno deve avere nella gestione della navigazione“.

Cinque delle sette vittime del naufragio “si sono rifugiati nelle cabine a sinistra del veliero, alla ricerca di bolle d’aria. I primi 5 corpi sono stati trovati nella prima cabina sul lato sinistro e l’ultimo corpo nella terza cabine sempre sul lato sinistro”, ha spiegato il procuratore.

L’autopsia sui corpi delle vittime sarà eseguita “presto”. E se fino a questo momento si indaga contro ignoti, la situazione potrebbe cambiare presto, spiega Cartosio. “Quando e se iscriveremo delle persone nel registro degli indagati non dipende esclusivamente dal recupero del veliero. Ci sono delle valutazioni che vanno fatte – dice -, ci si deve rendere conto che un procuratore che acquisisce degli elementi che provengono da accertamenti di vario tipo ha la necessità di conoscerli bene e rifletterci sopra”.

“L’equipaggio del veliero Bayesian non è obbligato a restare in Sicilia, non c’è alcun obbligo di legge. Ma i membri dell’equipaggio devono dare la massima disponibilità per essere risentiti”, ha detto ancora. Il capitano del veliero James Catfield sarà risentito dai magistrati, ha continuato Cartosio: “Dovremmo ancora fargli delle domande e ci aspettiamo che prima di lasciare l’Italia attenda l’esito degli accertamenti”.

“Sulla base di una recente riforma normativa il Procuratore è tenuto a iscrivere nel registro degli indagati un reato solo se ci sono degli elementi che lo rendano verosimile nella sua sussistenza. Qui non si tratta semplicemente di individuare i ruoli che i soggetti avevano nelle circostanze in questione, ma di individuare quali potrebbero essere i profili di colpa eventuali, negligenza o imprudenza etc, ma dobbiamo individuare quali profili di responsabilità sono stati violati. Qui le possibilità sono molteplici, ad esempio al solo comandante o a tutto l’equipaggio, o ai costruttori della nave, o ascrivibili a coloro che erano tenuti alla sorveglianza. Stiamo valutando”, le parole del procuratore.

“L’inchiesta è certamente delle autorità italiane. Non conosco le norme inglesi, ma potrebbe esserci un intervento anche delle autorità di quel Paese. Sono in corso interlocuzioni”, ha poi spiegato.

“Il naufragio è stata tragedia gravissima nell’ambito della quale abbiamo avuto la fortuna di avere la collaborazione di alcuni reparti dei vigili del fuoco che hanno avuto un coraggio eccezionale compiendo operazioni per niente facili. Alla struttura va il nostro ringraziamento e il massimo riconoscimento per il valore dimostrato. Così come alla Guardia Costiera e alle altre forze dell’ordine”, il ringraziamento di Cartosio ai soccorritori.

“In questi giorni – ha detto il Procuratore dando il via alla conferenza stampa – mi sono trincerato nel silenzio, non ho risposto alle domande rivolte dai giornalisti, ma l’ho fatto semplicemente perché è giusto che si sappia che in Italia non è consentito fare diversamente, perché il decreto 106 del 2006 vieta al Procuratore della Repubblica di fare dichiarazioni se non in occasioni particolari. Questa legge crea ostacoli notevoli all’attività della libera informazione, ma credo che tutti i cittadini sono tenuti a rispettare le leggi anche quando non piacciono, ecco perché non ho potuto dire nulla. Spero ci sia comprensione”, le parole di Cartosio.

“Occorre un altro esame dello scafo!”

Uno o più portelloni a poppa della barca affondata erano aperti? “Si tratta di elementi che non possiamo rivelare per il semplice motivo che si tratta di informazioni che necessitano di essere confermate dal successivo esame del relitto. Fornirle adesso potrebbe essere pregiudizievole ai fini della indagine”, ha detto il pm Raffaele Cammarano, che indaga sul naufragio di Porticello.

“Gli eventi si sono sviluppati in pochi minuti, l’affondamento è stato repentino e improvviso. Dunque, sicuramente l’attività di indagine che si fonderà prima sul recupero e poi sull’accertamenti sul relitto ci permetterà di fornire delle risposte a quesiti al momento non conosciuti”, risponde il pm alle domande su come mai l’equipaggio si è salvato quasi per intero mentre sei degli ospiti sono morti e perché il comandante non ha prima salvato i passeggeri?     Risposta  : “Le indagini si stanno concentrando anche su questo aspetto“.

La Procura di Termini Imerese non ha eseguito il test antidroga né il test per l’assunzione di alcol né sull’equipaggio né sugli ospiti, ha detto ancora il pm, aggiungendo: “In quel momento erano feriti e sotto choc, quando si doveva capire cosa fosse successo ci si è concentrati sulla cura di quei soggetti. In merito alle condotte stanno venendo esaminati, non solo i passeggeri ma anche i membri dell’equipaggio”.

Le vittime sono rimaste indietro, nel veliero “perché dormivano. Stiamo cercando di appurarlo incrociando le testimonianze e verificando cosa emerge, è un punto focale delle indagini”, ha continuato il pm. “La notte del naufragio c’era in plancia di comando un uomo dell’equipaggio“, ha poi aggiunto Cammarano parlando con i giornalisti: “L’attività di indagine è tesa proprio a capire cosa sia successo”. Il veliero Bayesian, ha aggiunto ancora, è affondato di poppa in pochi minuti.

“Il veliero Bayesian è stato investito da un downburst“. Le raffiche di vento, ha detto il pm, “possono raggiungere velocità anche superiori ai 100 km orari”. Non sono ancora stati conferiti gli incarichi ai medici legali per l’esame autoptico delle 7 vittime “ma sono in fase di programmazione”, ha aggiunto.

La proprietà del Bayesian  vuole recuperare il relitto  Ma è necessario in piano di recupero

“E’ intenzione della proprietà del Bayesian di recuperare il relitto. In collegamento con la procura hanno manifestato la volontà di recuperare l’imbarcazione, c’è la disponibilità, con i tempi tecnici necessari, a recuperare l’imbarcazione”, ha poi detto l’ammiraglio della Guardia costiera Raffaele Macauda in conferenza stampa.

Per riuscire a portare il veliero in superficie “è necessario un piano di recupero circa le modalità da utilizzare per portare a galla il veliero. Un piano da presentare all’autorità marittima. Preliminarmente devono essere svuotati i serbatoi“, continua. La capitaneria ha annunciato di aver fatto una diffida alla società armatrice per “continuare i controlli su eventuali sversamenti di idrocarburi in mare”.

“Il veliero Bayesian e il Sir Robert potevano stare in rada in quella zona, non c’era alcun divieto. Del resto per quella sera non c’era un’allerta di burrasca“, ha detto ancora. “Se hanno ritenuto di fare una sosta per poi proseguire sono valutazioni che ha fatto il comandante”, sottolinea.

Illuminazione dei castelli siciliani, fondi per 61 siti. L’assessore Beni culturali della Regione Sicilia, Scarpinato: «Recupero dei luoghi»

 

 

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Palermo,

I Comuni destinatari dei contributi previsti dalla Regione Siciliana per l’illuminazione artistica dei castelli possono ufficialmente avviare le gare d’appalto per gli interventi. Dopo aver acquisito le convenzioni stipulate con gli enti, infatti, l’assessorato dei Beni culturali ha emesso i decreti di impegno permettendo così l’avvio dei progetti di recupero e valorizzazione su castelli, manieri, fortezze e torri.

«L’illuminazione artistica – afferma l’assessore Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta un ulteriore volano per fare emergere e valorizzare i luoghi e monumenti della cultura. Le tecnologie innovative in questo campo, soprattutto, permettono non solo di dare un ulteriore impatto scenico ai monumenti nei loro paesaggi ma garantiscono risparmi, efficienza energetica e sostenibilità ambientale».

In base alla graduatoria definitiva del bando, i progetti che riceveranno i finanziamenti sono 61, per un importo complessivo di 5 milioni di euro a valere sulla riprogrammazione dei fondi del Piano di sviluppo e coesione. Si tratta di contributi a fondo perduto che potranno finanziare ogni singolo progetto fino a 90 mila euro

Archeologia in Sicilia, martedì 30 maggio riapre la Villa romana di Durrueli a Realmonte, risalente aL I sec.dopo Cristo

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Sarà restituita alla comunità e ai visitatori la villa romana di Durrueli, a Realmonte, nell’Agrigentino. La villa che si trova alla foce del fiume Cottone, nella baia tra Punta Piccola e Punta Grande, riaprirà martedì 30 maggio alle 11.30. Si tratta di una vera e propria “villa maritima” di età imperiale, risalente al primo secolo dopo Cristo, decorata a mosaici, con le terme perfettamente visibili e affacciata sul mare, a poche centinaia di metri dalla Scala dei Turchi.
Il recupero e la manutenzione, curati e finanziati dal Parco Valle dei Templi, hanno permesso di rendere fruibili i mosaici, le terme e l’intera struttura che sarà aperta alle visite dal 1 giugno al 30 settembre (dalle 9 alle 19) secondo un piano di presenze contingentate e un progetto che prevede anche un percorso unico e un cartellone di spettacoli e incontri. Già dalla mattina di martedì si potrà partecipare a due visite guidate di CoopCulture, gestore dei servizi aggiuntivi. 

Valanga a Courmayeur, due vittime

Valanga - Wikipedia

 

Nella tarda mattinata di ieri, 19 marzo, la Centrale Unica del Soccorso della Valle d’Aosta ha attivato la procedura di preallarme per il distacco di una valanga in Val Veny – Courmayeur, in relazione alla quale sono accorsi sul posto i militari della Stazione S.A.G.F. di Entreves e gli uomini del Soccorso Alpino Valdostano.

Dai primi rilievi effettuati dai militari operanti, ai quali la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Aosta ha affidato le indagini volte alla ricostruzione del drammatico evento, è emerso come la valanga, che ha percorso un dislivello di circa 600 metri, ha coinvolto quattro giovani sciatori di nazionalità svedese, provenienti da Chamonix, mentre stavano sciando fuori pista nella zona sottostante la funivia di Youla.

Nella giornata di ieri sono stati recuperati due ragazzi del gruppo, portati a valle in discrete condizioni, e constatato il decesso di una delle due ragazze coinvolte nell’incidente; le ricerche, sospese per condizioni metereologiche avverse e instabilità del manto nevoso, hanno infine condotto, nella mattinata odierna, al recupero dell’altra ragazza risultata dispersa. I due giovani sono stati sentiti dai militari del S.A.G.F. nell’ambito dell’indagine avviata per chiarire le dinamiche dell’evento.

CALTAGIRONE, «UN LUOGO DI CULTO ECUMENICO» INSIEME SI VALORIZZA IL CIMITERO MONUMENTALE

Ultimato Concorso di idee lanciato da Ordine e Fondazione Architetti con il Comune

 

(Foto Press)

Al primo posto il progetto contemporaneo del pugliese Lorenzo Netti

Caltagirone –

«Un Luogo di culto ecumenico, sull’asse nord-sud della croce bizantina, in quel vuoto prospettico che evidenzia l’opera incompiuta nel cuore del Cimitero Monumentale di Caltagirone  – una città nella città, sia per la natura storica del Monumento, che per lo sviluppo urbanistico legato all’ampliamento delle aree cimiteriali. La sovrapposizione di tre competenze (opere cimiteriali, di arredo e restauro) intersecate per la natura stessa dell’opera richiesta, danno vita a un luogo di meditazione e contemplazione comune, dove si mescolano spazi di preghiera interreligiosa. Il tutto, utilizzando materiali ecosostenibili».

È il progetto dell’architetto pugliese Lorenzo Netti, a vincere con 100 voti il Concorso di idee lanciato dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti della Provincia di Catania e dall’Amministrazione comunale di Caltagirone, per recuperare, valorizzare e completare un bene artistico-architettonico di indubbio valore, dichiarato monumento nazionale italiano: il Cimitero di Caltagirone. Il concorso patrocinato dalla Diocesi di Caltagirone, dalla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Ambientali di Catania, dall’Ordine degli Architetti di Bologna, dall’Ordine degli Ingegneri di Catania, da Ance Catania e da Chiesa Oggi, ha ultimato l’iter per realizzare uno spazio ecumenico senza specificità confessionali.

La giuria – presieduta dall’arch. Paolo Colonna (Studio Renzo Piano), e composta dalla soprintendente ai Beni Culturali di Catania Donatella Aprile, dal sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dai past president di Ordine e Fondazione Architetti Alessandro Amaro e Veronica Leone, dalla responsabile editoriale di Chiesa Oggi Caterina Parrello e dal critico d’architettura “the Plan” Francesco Pagliari – ha selezionato il progetto vincitore.

«Si conclude così un percorso che ha condotto a un’assegnazione di grande prestigio – ha commentato Sebastian Carlo  Greco, neo presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catania – Abbiamo creduto molto in questa iniziativa, sollecitati dalle associazioni locali, questo dimostra come, facendo rete tra tutti gli attori territoriali coinvolti nel processo, si possano produrre e realizzare progetti di valore. Ne traggo un auspicio per altre iniziative che possano investire la Città metropolitana di Catania e tutta la provincia. Il Concorso di idee – che permette una partecipazione dal basso alla comunità dei progettisti – può fare da apripista, certamente sta alle istituzioni trovare poi il modo per realizzare le idee. Attraverso la ricerca progettuale a trarne beneficio sono la cultura e la qualità dell’opera».

«Il metodo dei Concorsi come procedimento di scelta è quello che riteniamo migliore in assoluto, perché si ha la comparazione tra progetti dando spazio alle idee – ha spiegato Eleonora Bonanno, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Catania e RUP (Responsabile del Procedimento unico) – Il progetto che ha vinto coglie in pieno l’obiettivo del Concorso, che era quello di immaginare un luogo che raccogliesse tutte le religioni in un afflato comune. Lo spazio ecumenico si inserisce in un contesto storico particolare, con discrezione e con una forma ben definita e ben delineata, sono dunque concorde con il giudizio della giuria. L’auspicio è che l’Amministrazione comunale di Caltagirone possa sposare il progetto, impegnandosi nella sua realizzazione».

La gran parte dei reperti archeologici è venduta all’estero dalla Puglia e dalla Basilicata

IL MONITORAGGIO DEI CARABINIERI HA PERMESSO IL RECUPERO DI 1181 REPERTI ARCHEOLOGICI DEL IV-II SEC.a.c..

Un anno di indagini sulle opere d'arte rubate: 53 persone denunciate, ma 8  nuovi colpi messi a segno - Il Secolo XIX
Foto Archivio Sud Libertà
Il Nucleo Carabinieri TPC di Bari, nell’ambito delle numerosissime attività investigative avviate sui territori di Puglia e Basilicata e spesso conclusesi in altre regioni italiane o all’estero, ha restituito nel 2020, al patrimonio culturale nazionale, beni archeologici, antiquariali e di arte contemporanea che rischiavano di essere definitivamente dispersi. Le attività delinquenziali connesse ai beni culturali, infatti, hanno sì risentito della crisi pandemica, ma hanno trovato un florido sbocco nel commercio illecito a mezzo e-commerce.    
Sotto l’aspetto repressivo, le investigazioni a contrasto delle aggressioni al patrimonio culturale pugliese e lucano concluse lo scorso anno, hanno consentito il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 90 persone per i reati di ricettazione, violazioni in materia di ricerche archeologiche, detenzione di materiale archeologico, contraffazione di opere d’arte, violazioni in danno del paesaggio ed altre tipologie di reati previste dal Codice dei beni Culturali e del paesaggio e dal Codice Penale. 
28 sono state le perquisizioni domiciliari e locali eseguite a seguito degli esiti investigativi delle indagini.
Nell’arco dei dodici mesi sono stati complessivamente sequestrati 1.329 beni (contro i 531 del 2019), di cui 126 di tipo antiquariale, archivistico e librario, 19 reperti paleontologici, 1.181 reperti archeologici e 3 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato in € 1.530.000 per i beni autentici e di € 7.000 per quelli contraffatti, qualora immessi sul mercato come originali. 
Particolare impulso è stato dato alla tutela delle aree archeologiche. Infatti, il fenomeno che ancora oggi minaccia maggiormente il patrimonio culturale in Puglia e in Basilicata è sicuramente lo scavo clandestino che alimenta un traffico di importanti proporzioni, intorno al quale ruotano enormi interessi economici e commerciali.
E’ da queste due regioni, del resto, che gran parte dei reperti archeologici nazionali (spesso di inestimabile valore storico-culturale) vengono illecitamente trasferiti e venduti all’estero. In tale quadro, nel 2020, sono state adottate misure tese all’identificazione sia dei diretti responsabili degli scavi clandestini che dei fruitori dei beni archeologici estirpati dal territorio. Le molteplici iniziative investigative hanno consentito il deferimento all’Autorità Giudiziaria di 6 persone per lo specifico reato di scavo clandestino.
L’attento monitoraggio di siti e-commerce ormai divenuti, come detto, canale preferenziale per la compravendita di arte, ha permesso il recupero di 1.181 reperti archeologici databili IV- II sec. a.C. dei quali 871 monete di natura archeologica e il contestuale deferimento all’Autorità Giudiziaria di 66 persone per impossessamento e detenzione illecita di beni culturali appartenenti allo Stato.  

Disco rosso della Finanza alle autocertificazioni false per fruire delle agevolazioni Covid-19

 

 Messina,

Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nell’ambito dell’attività di polizia economica e finanziaria tesa alla vigilanza ed alla tutela del bilancio dello Stato, della Regione e degli Enti pubblici, hanno rilevato una serie di irregolarità nelle istanze presentate da parte di 260 richiedenti il c.d. “Buono Spesa” e altri benefici economici, quali “Sostegno alle locazioni” e “Buono baby sitting”, residenti a Messina e in tutta la provincia.

L’attività ispettiva ha evidenziato come i responsabili, sulla scorta dei modelli di autocertificazione redatti dallo Stato o dai Comuni, avessero sottoscritto l’istanza di accesso all’intervento socio-assistenziale e le relative dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, sostenendo di trovarsi nelle condizioni previste ed elencate negli appositi avvisi pubblici.

Di contro, gli accertamenti posti in essere dalle Fiamme Gialle in tutta la provincia, che hanno preso in esame i dati autocertificati nelle richieste di erogazione dei contributi economici presentate e che, allo stato, ha riguardato circa 3.000 istanze da inizio pandemia, hanno evidenziato che diversi nuclei familiari percepivano forme di sostegno economico tra loro incompatibili, ovvero avessero indicato dati falsi o omesso informazioni dovute.

Sulla scorta delle informazioni acquisite, pertanto, numerose autocertificazioni risultavano prive dei requisiti previsti nei relativi avvisi pubblici.

Di qui l’emersione dei 260 indebiti percettori, di cui 40 venivano segnalati alle Procure della Repubblica di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti, per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato e falso in atto pubblico, mentre i rimanenti 220 soggetti venivano segnalati alle competenti Autorità per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.

In tale contesto, veniva parallelamente avviata anche l’azione amministrativa per il recupero delle somme già erogate, per oltre € 37.000,00, su un totale di contributi allo stato controllati pari a circa € 150.000,00, nonché inviata apposita segnalazione agli Enti erogatori per la decadenza dall’ammissione ai benefici richiesti.

L’attività di servizio odierna conferma il ruolo di polizia economico-finanziaria affidato al Corpo della Guardia di Finanza, a contrasto delle condotte tenute da coloro i quali, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di disagio.

Un’altro dramma nel Mediterraneo: naufragio di gommone con cento migranti a bordo fra cui bambini e un neonato

Migranti, barcone con 50 persone si capovolge nelle acque libiche. Marocco,  sette morti - Esteri

Ogni giorno un dramma nel Mediterraneo

Un altro dramma nelle acque del Mediterraneo.   Finora sono  cinque i morti nel naufragio di un gommone che aveva a bordo 100 migranti, soccorsi nel Mediterraneo da Open Arms. 

Nell’area non si vedono soccorsi e non si avvistano nè la guardia costiera libica né quella italiana. ”  La Ong deve pensare ad altre tre segnalazioni – ha comunicato  la ong – . la segnalazione e’ arrivata da Frontex”. L’equipaggio di Open Arms -si apprende – conta 20 persone… 

I nostri soccorritori sono in acqua tentando di recuperare circa 100 persone tra cui bambini e un neonato. L’imbarcazione ha ceduto, è quello che accade quando si abbandonano per giorni le persone in mare”, aveva diffuso nelle scorse ore in un social la Ong. Un’altra strage nell’indifferenza dell’Ue.