Messina, la disperazione dei familiari sul crollo della palazzina e il difficile intervento dei vigili del fuoco.

 

 

 

Messina,tensione e disperazione –   

Il comandante dei vigili del fuoco di Messina Michele Burgio ha dichiarato: “Contiamo che possiamo ritrovare le persone disperse in un tempo più breve. Contiamo nella giornata di oggi perché ci stiamo avvicinando sempre di più e ci sono sempre più indizi che  conservano la bontà della strategia adottata». 

«Abbiamo degli indizi e degli elementi che ci stanno sostenendo nei punti di ricerca, che sono sempre due fronti di scavo che avanzano l’uno verso l’altro, quindi naturalmente restringendosi il campo e le dimensioni dello spazio di ricerca aumentano le probabilità di ritrovare» i dispersi, ha spiegato.

Si continua così a scavare senza sosta tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina. Dopo il recupero delle tre vittime accertate, i vigili del fuoco proseguono le operazioni di ricerca dei dispersi, con squadre impegnate giorno e notte in condizioni estremamente difficili. Il lavoro degli specialisti Usar procede tra solai collassati, focolai ancora attivi sotto i detriti e spazi ridottissimi, nella speranza che possa ancora verificarsi un miracolo, nonostante siano ormai trascorse molte ore dal crollo. Le operazioni sono rese particolarmente complesse dalla struttura dell’edificio.

 

A supporto dei vigili del fuoco sono impegnate anche le unità cinofile specializzate nella ricerca di persone sepolte sotto i detriti. Tra i cani operativi ci sono il Border Collie Bach e il Pastore Belga Loca, che insieme ai rispettivi conduttori stanno perlustrando le aree individuate come prioritarie, contribuendo alle delicate attività di soccorso nella speranza di individuare eventuali superstiti.

Il sindaco di Messina Federico Basile ha detto: «Siamo sempre molto vicini ai parenti dei dispersi e comprendiamo quanto sia difficile l’attesa soprattutto in un quadro complesso come questo. Alcuni parenti sono stati spostati al centro di volontariato in una condizione più gradevole nella misura in cui c’è da attendere i lavori di scavo dei vigili del fuoco». .

«Certamente è complicata la valutazione delle cause del disastro che sicuramente non spetta a me, c’è chi ha un’esperienza importante come il capo della protezione civile regionale, che sicuramente ha fatto le sue valutazioni più tecniche, e poi c’è la magistratura che sta indagando. Questa era una costruzione del 1989 abbastanza recente rispetto a quelle che si sono in città e c’è sicuramente un tema che va approfondito sulla tipologia sui materiali utilizzati. Ci sono regole e sappiamo che c’è chi le rispetta e chi non le rispetta al 100%, poi possono nascere situazioni come questa. Però ripeto, è prematura qualsiasi valutazione perché non sappiamo precisamente quello che è accaduto».

Il bilancio delle vittime

Il secondo corpo recuperato è stato quello di Rosa Leone, 60 anni, identificata dalla figlia Clelia. La donna viveva nell’edificio insieme al fratello Carmelo Leone, il cui cadavere era stato estratto dalle macerie il giorno precedente. Nel tardo pomeriggio di ieri è stata poi ritrovata anche Alessandra Frazzica, 21 anni, impiegata nel bazar cinese. Il suo corpo è stato recuperato nella parte più bassa dell’ammasso di detriti e successivamente riconosciuto dai familiari al Policlinico.

Le speranze sono quelle che siano ancora in vita Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, Sara Leone sorella di quest’ultima, e il cingalese collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.

Il comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Burgio ha ribadito che le operazioni proseguiranno “per tutto il tempo necessario”, con turni organizzati anche durante la notte.

Emergenza incendi in Sicilia ma occorre intensificare l’azione nei cieli dei canadair

 

 

 

Palermo,

L’emergenza incendi  da giorni sta coinvolgendo l’intera Sicilia con roghi estesi su varie zone dell’agrigentino, del catanese, del palermitano e del messinese. Diramato il massimo livello di allerta, non solo per gli incendi, ma anche per le diffuse ondate di calore e scirocco che – insieme alla mano di alcuni piromani – stanno contribuendo ad alimentare le fiamme, rendendo difficili le operazioni di contrasto da parte deigli organi competenti

La zona più critica è quella dell’agrigentino, dove dalla primissima mattinata proseguono le operazioni di evacuazione delle abitazioni a Santo Stefano Quisquina e nelle contrade limitrofe. Si intensifica l’azione sui cieli dei canadair, con il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha già concordato con la Protezione Civile l’arrivo di un altro aereo che implementi la flotta operativa.

Situazione problematica anche in tema di energia elettrica, con black-out estesi in particolare nel palermitano, dove il forte vento sta incidendo nella formazione di numerose cappe di fumo, presenti anche nella zona dei Monti Sicani e in alcuni settori della Sicilia orientale.

È iniziata ad Agrigento all’alba l’evacuazione dei residenti delle contrade Canfuto e Bosco Kadera, a Santo Stefano Quisquina, dove un vasto incendio, alimentato dal forte vento di scirocco, sta avanzando verso il centro abitato. Intorno alle 5 il sindaco Francesco Cacciatore, attraverso un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook, ha invitato gli abitanti delle due contrade a lasciare immediatamente le proprie abitazioni. Nel corso della mattinata il numero delle persone evacuate in via precauzionale ha superato il centinaio. Particolare preoccupazione riguarda alcune strutture sensibili, tra cui la clinica Ignazio Attardi, un deposito di ossigeno, un distributore di carburante e una fabbrica di giochi pirotecnici, presidiate dai vigili del fuoco per evitare che le fiamme possano raggiungerle.

Sul posto sono impegnate numerose squadre dei vigili del fuoco, con rinforzi arrivati anche dai distaccamenti di Sciacca e Canicattì, mentre carabinieri e polizia stanno garantendo il supporto alle operazioni e la sicurezza dell’area. Sono entrati in azione anche i canadair, che stanno effettuando i lanci d’acqua sui fronti più critici del rogo. Le fiamme hanno interessato anche l’area del Teatro Andromeda e si sono spinte fino ai pressi dell’Eremo di Santa Rosalia. .

Roghi  anche nel Catanese, a Belpasso, e nel Siracusano, su più fronti.

Il territorio di Monreale, un vasto polmone verde alle porte di Palermo, è tra i piu’ colpiti. Il vento di scirocco della notte scorsa ha soffiato sulle fiamme propagatesi rapidamente e distruggendo la vegetazione del bosco di Casaboli.

Omicidio a Palermo, un trentenne uccide il convivente per futili motivi, minaccia di usare il gas per far saltare il palazzo -Intervengono i vigili del fuoco

 

 

Palermo

– Si è conclusa -informa il Comando – l’operazione dei carabinieri nello stabile di via Sampolo, nella zona dello stadio di Palermo, con l’arresto del presunto autore dell’omicidio avvenuto nella tarda mattinata. In manette è finito F.C. trentenne, ritenuto responsabile dell’uccisione del 53enne Francesco Spataro.

Si apprende che  i due convivevano nello stesso appartamento insieme a un terzo uomo che, al momento della tragedia, non si trovava in casa. Sarebbe stato proprio quest’ultimo, una volta rientrato nell’edificio, a fare la drammatica scoperta: il corpo senza vita di Spataro giaceva sul pianerottolo del secondo piano, colpito mortalmente da diversi fendenti. L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 12 al culmine di una lite scoppiata, secondo gli elementi raccolti finora, per motivi ritenuti futili.

Dopo il delitto, l’uomo si sarebbe barricato all’interno dell’appartamento, dando il via a un lungo intervento delle forze dell’ordine che si è protratto per diverse ore. Per tutta la giornata lo stabile è rimasto circondato da un imponente dispositivo di sicurezza. Sul posto sono intervenuti numerosi carabinieri, compresi militari in tenuta antisommossa, che hanno presidiato l’area mentre gli investigatori effettuavano i rilievi e cercavano di convincere l’uomo a uscire dall’abitazione. L’operazione si è conclusa nel tardo pomeriggio con il suo arresto.

Nelle prime fasi dell’emergenza erano stati allertati anche i vigili del fuoco per una segnalazione relativa a una possibile fuga di gas. A scopo precauzionale è stata sospesa l’erogazione del gas all’intero edificio e i residenti sono stati fatti evacuare temporaneamente per consentire le verifiche e mettere in sicurezza la zona. Per diverse ore il corpo della vittima è rimasto sul pianerottolo del secondo piano, dove la scientifica dell’Arma hanno eseguito tutti gli accertamenti tecnico-scientifici necessari alla ricostruzione della dinamica dell’omicidio.

Via Sampolo è rimasta chiusa al traffico per consentire lo svolgimento delle operazioni. Le indagini, coordinate dai carabinieri della Compagnia di piazza Verdi, proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire con precisione le responsabilità della tragedia..

Teatro Sannazaro di Napoli totalmente distrutto da un incendio a Napoli L e fiamme hanno avvolto anche 22 unità abitative

 

Napoli

Teatro Sannazaro di Napoli, distrutto dalle fiamme per un incendio nella notte nel quartiere Chiaia. . Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e gli agenti della Polizia di Stato. Danneggiati anche palazzi adiacenti. L’incendio ha interessato parte della cupola al di sopra della platea, che sarebbe crollata.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato immediatamente il Centro Coordinamento Soccorsi al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla protezione civile, Fiorella Zabatta, il direttore della Asl Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa, il direttore dell’Arpac Dario Mirella, i rappresentanti dei Vigili del fuoco, del Comune di Napoli, dei servizi ABC ed E- Distribuzione oltre alle forze di polizia.

Sul posto sono intervenute tre squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da autoscala e diversi mezzi di soccorso, tuttora impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Le fiamme hanno raggiunto anche 22 unità abitative adiacenti, prontamente sgomberate. In totale sono state evacuate circa 60 persone.      Feriti,quattro persone sono state trattate sul posto e altre quattro trasportate presso gli ospedali Vecchio Pellegrini e Fatebenefratelli di Napoli per accertamenti per intossicazione da fumo.

L’Enel ha provvisoriamente sospeso l’erogazione dell’energia elettrica nell’area interessata, comunicando che il servizio sarà ripristinato non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. L’Arpac sta collocando una centralina per il rilevamento dei fumi nell’aria. La protezione civile comunale si sta recando sul posto per dare assistenza. La situazione è attentamente monitorata.

“L’incendio è completamente spento, adesso ci saranno delle operazioni che solitamente facciamo dopo un incendio e richiederanno un po’ di tempo”. Lo dice il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduanoall’esterno del Teatro Sannazaro.

“I danni al teatro – afferma Paduano – sono totali. È completamente distrutto, ora abbiamo la zona dei depositi che fa parte del teatro nella quale non possiamo ancora entrare per delle verifiche perché c’è bisogno di una messa in sicurezza anche per i nostri operatori e anche questo ci richiederà un po’ di tempo”. “Tra gli appartamenti interessati dall’incendio alcuni lo sono stati in maniera importante, con crolli di solai in legno, per altri si tratta di fare solo delle verifiche strutturali. Quelli più interessati sono dodici. Non bisogna dimenticare gli esercizi commerciali, la farmacia che nei depositi aveva le bombole d’ossigeno che abbiamo subito messo in sicurezza – prosegue Paduano -. Ci sono tanti danni, io sono entrato da poco e all’interno c’era tanto fumo. I colleghi stanno tenendo sotto controllo la parte a cui non possiamo accedere che è la parte dei depositi”.

Sul posto è arrivata la proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone. La nipote dell’attrice Luisa Conte è scoppiata in lacrime subito dopo essere stata informata della situazione e dei danni che avevano interessato il Sannazaro. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il prefetto Michele di Bari. Presenti anche gli assessori comunali con delega alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, e alla Polizia municipale, Antonio De Iesu.

“I vigili del fuoco stanno indagando per capire quali sono le origini, si pensa a un fatto accidentale però è ancora presto per poter definire esattamente le cause dell’incendio perché si stanno ancora spegnendo dei focolai in un appartamento e quindi ci verrà ancora un po’ di tempo per capire”.

“Ci sono 15 famiglie, 15 appartamenti che sono stati interessati dall’incendio però non tutti erano abitati, alcuni erano stufi professionali quindi adesso stiamo quantificando esattamente i residenti. Ci sono i nostri servizi sociali in azione per valutare se è necessario un sostegno per le persone residenti”.

“È veramente un grande dolore perché perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la storia e per la cultura della città. Noi cercheremo di fare di tutto per fare in modo che il teatro possa essere restituito a Napoli e possa tornare ad avere la sua funzione che ha sempre avuto in tutti questi anni”, ha affermatoil primo cittadino Manfredi, che ha incontrato anche la proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone, nipote dell’attrice Luisa Conte.

Il presidente della Regione, Roberto Fico, così afferma: “Il rogo del teatro Sannazaro, avvenuto nelle prime ore del giorno nel quartiere Chiaia di Napoli, ci addolora e lascia sgomenti. Un pezzo della storia e dell’identità di Napoli che brucia è una ferita per tutti”. . “Vogliamo esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte, alla proprietaria e direttrice artistica del Teatro, Lara Sansone, e a tutte le maestranze del Sannazaro. Insieme al Comune di Napoli faremo di tutto per restituire il teatro alla città”, ha aggiunto il presidente.

Crollo Torre dei Conti, l’operaio rumeno di 66 anni, rimasto sotto le macerie non ce l’ha fatta: estratto dopo 11 ore ma era già in arresto cardiocircolatorio

 

 

Soccorsi alla Torre dei Conti e uno dei crolli (Afp)

 

 

Nonostante i giganteschi sforzi dei vigili del fuoco, non ce l’ha fatta Octay Stroici, l’operaio 66enne di origini romene rimasto per oltre 11 ore sotto le macerie del crollo della Torre dei Conti ai Fori Imperiali a Roma.

L’uomo, che era stato cosciente per tutte le lunghe ore trascorse sotto le macerie , era stato sottoposto a massaggio cardiaco in ambulanza, ancora sul posto, ma le sue condizioni erano apparse gravissime. Octay Stroici è arrivato già in arresto cardiocircolatorio all’Umberto I ed è morto un’ora dopo.

Alle ore 23.05   – una comunicazione del Policlinico – il paziente Octay Stroici è giunto al Pronto Soccorso in arresto cardiocircolatorio. E’ stato sottoposto a manovre di rianimazione cardiopolmonare che secondo quanto riferito dal personale del 118 erano già state avviate sul luogo del crollo. All’arrivo presso il Dea, Dipartimento Emergenza Urgenza, l’équipe medica ha proseguito le manovre rianimatorie per circa un’ora. Nonostante ciò la ripresa dell’attività cardiaca spontanea non è riuscita. Nonostante i tentativi effettuati il decesso è stato constatato alle ore 00.20“.

Enna, due auto finite nel torrente Crisa. Disperso un automobilista

 

Maltempo nell'ennese, due auto nel torrente Crisa: si cerca un disperso

 

Enna,

vigili del fuoco sono intervenuti ieri sera  a Leonforte, in provincia di Enna, per due autovetture finite nel torrente Crisa. Le due auto sono state individuate e due persone sono state recuperate. Una persona risulta ancora dispersa

Si apprende che uno  degli automobilisti si è salvato salendo sul tetto della sua auto. 

Il  Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Enna, comunica pure che sono state attivate le unità anche da Palermo. In arrivo gli specialisti per le ricerche in acqua e un drone. Oltre al nucleo cinofili.

Catania, un Tir ribalta sulla rampa di accesso alla tangenziale

 

Un camion  articolato , molto lungo, si è ribaltato sulla rampa di accesso alla tangenziale di Catania dall’autostrada A19, in direzione Messina. Incolume l’autista. L’incidente è avvenuto tra i km 15,800 e 15,700, all’altezza dello svincolo di Misterbianco. Si indaga sui motivi che hanno causato l’incidente. L’autista ne è uscito incolume.

I vigili del fuoco sono intervenuti per la perdita di carburante dal serbatoio del tir, che trasportava materiale edile. La tangenziale è stata chiusa, con deviazioni temporanee.

 

Palazzolo,Sicilia, il pozzo dove è morto annegato il bimbo di 10 anni Indagini della Procura “sul pozzo se fosse adeguatamente segnalato”

 

Tragedia a Palazzolo Acreide dove un bambino di 10 anni Vincenzo L. è morto dopo essere precipitato in un pozzo profondo almeno 15 metri e per metà pieno d’acqua. Si apprende che il bimbo sia morto annegato. , Un’educatrice di 54 anni  si era calata nel pozzo per cercare, invano, di salvarlo ma è stata issata dai vigili del fuoco.

La tragedia si è consumata nella tarda mattina in contrada Falabia  dove era stata  organizzata una gita scolastica dal grest della cooperativa dell’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. Il bimbo sarebbe fratello di uno degli ospiti della struttura. Pare che il pozzo fosse coperto con una lamiera provvisoria e che il bimbo appena salito sopra, non rendendosi conto del pericolo, sia caduto. Si trattava di una escursione organizzata dall’associazione che effettua anche altre attività per i bambini disabili come la coltivazione degli orti e i laboratori di cucina.

 

Vedendo il piccolo precipitare, l’educatrice di 54 anni avrebbe tentato di soccorrerlo  nel pozzo ma perdendo l’equilibrio e cadendo  nell’acqua. La donna è stata salvata dai vigili del fuoco. Per il bimbo che probabilmente non sapeva nuotare, non c’è stato niente da fare. La profondità dell’acqua è di almeno cinque metri. Sono intervenuti i vigili del fuoco speleo alpino fluviali.

La   Procura

L’autorità giudiziaria adesso vuol sapere ” se quel pozzo fosse adeguatamente segnalato” e dispone l’ approfondimento delle indagini e dell’area che è stata circoscritta e sequestrata.

Incendi, Regione Sicilia rinnova e finanzia l’accordo con i Vigili del fuoco.

 

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Palermo,

Rinnovata la collaborazione tra Regione Siciliana e Vigili del fuoco contro i roghi boschivi nell’Isola attraverso un finanziamento regionale per potenziare le squadre aggiuntive antincendio. È stata firmata la convenzione che resterà operativa fino a venerdì 13 settembre per azioni sia di prevenzione che di contrasto agli incendi. L’impegno finanziario per l’amministrazione è di 2,5 milioni di euro.

«Anche quest’anno – dice il presidente Renato Schifani – abbiamo rinnovato l’accordo con il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per un’azione più forte e sinergica contro gli incendi boschivi. Sono state impegnate maggiori risorse che ci consentiranno di potenziare la presenza di personale e mezzi rendendola più capillare sul territorio, soprattutto nei luoghi più distanti dai distaccamenti. In questo contesto abbiamo esteso la durata della campagna antincendio dal 15 maggio al 31 ottobre e possiamo contare, come regione, su 120 nuovi mezzi e 190 postazioni del Corpo forestale e su oltre 300 squadre di volontari della Protezione civile con una dotazione aggiuntiva di ulteriori 70 veicoli. Nel frattempo, prosegue il progetto della control room regionale unica per le emergenze che dal prossimo anno unirà le forze di Protezione civile e Corpo forestale, anche con l’utilizzo di sistemi all’avanguardia per il monitoraggio del territorio in un’ottica sinergica di prevenzione».

Nel 2023 le squadre aggiuntive impegnate erano 14, quest’anno diventano 19 con una forza lavoro di 116 persone. In particolare, le nuove postazioni attivate saranno a Ragalna (Catania), Piazza Armerina (Enna), Santo Stefano di Camastra (Messina), Custonaci e Pantelleria (Trapani) che si aggiungono a quelle di Agrigento e Cammarata, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina e Vulcano, Palermo, Montemaggiore Belsito e Ustica, Ragusa, Siracusa, Trapani e Favignana. Tutte le unità, composte da cinque elementi ciascuna, saranno operative dalle 8 alle 20, mentre a Ustica, Vulcano e Pantelleria 24 ore su 24 (dal primo al 31 agosto).

A firmare la convenzione, per la Regione, l’assessore al Territorio e ambiente, Elena Pagana, il capo della Protezione civile, Salvo Cocina, il comandante del Corpo forestale, Giuseppe Battaglia; per il ministero dell’Interno, il vice prefetto vicario di Palermo, Anna Aurora Colosimo; per il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il direttore regionale Gaetano Vallefuoco. Tra gli obiettivi dell’accordo quello di limitare l’insorgenza di danni al patrimonio naturalistico e ai beni, di contribuire alla sicurezza della collettività e di potenziare le strutture di coordinamento coinvolte, in particolare la Sala operativa unificata permanente della Regione. Le operazioni di spegnimento saranno coordinate dal Corpo forestale e dai Vigili del fuoco con il supporto delle squadre di volontariato antincendio formate, attrezzate e sovvenzionate, anche per le spese di consumo, dal dipartimento regionale della Protezione civile. Tali squadre potranno intervenire direttamente nei casi di piccoli focolai.

Agli interventi da terra si aggiungono quelli per via aerea con l’utilizzo di dieci elicotteri leggeri noleggiati dalla Regione e uno in convenzione con l’Arma dei Carabinieri che sono dislocati in aree strategiche e potranno approvvigionarsi nelle 50 nuove vasche di rifornimento. Avranno, inoltre, il supporto, all’occorrenza, della flotta aerea nazionale: canadair ed elicotteri pesanti. Importante azione di prevenzione è quella di presidio e pattugliamento delle aree a rischio svolta da ulteriori squadre di volontari di Protezione civile su percorsi indicati dal Corpo forestale o dai sindaci. Diverse prefetture e questure hanno organizzato attività di presidio e di vigilanza delle aree a rischio nelle giornate da “bollino rosso”.

Casteldaccia: tragico incidente sul lavoro, cinque operai perdono la vita mentre eseguono manutenzione dentro una vasca di depurazione

 

Tragico incidente sul lavoro a Casteldaccia. Vittime coinvolte  sette operai c incaricati della  manutenzione nell’impianto di sollevamento di acqua reflue dell’Amap sulla statale 113: in cinque hanno perso la vita. Sarebbero rimasti  nella vasca di depurazione uccisi dalle esalazioni senza poter trovare poù, in quelle condizioni, la via d’uscita. L’intervento era stato affidato all’Amap e a una ditta specializzata esterna (Quadrifoglio).

Nel corso dei lavori alcuni di loro hanno cominciato ad accusare malori, verosimilmente a causa di una intossicazione da idrogeno solforato che provoca irritazioni alle vie respiratorie e soffocamento. Uno di loro è riuscito ad uscire e a lanciare l’allarme. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 e le squadre dei vigili del fuoco dei distaccamenti di Brancaccio e Termini Imerese, con il supporto della squadra speleo alpino fluviale, dei sommozzatori e del nucleo Nbcr.

Un sesto operaio, in condizioni disperate, è stato trasportato in ospedale con l’elisoccorso, un altro è invece rimasto illeso. Sul posto, oltre alla polizia e al medico legale che ha accertato il decesso dei cinque operai, anche i tecnici dello Spresal ,il dipartimento che controlla la tipologia ed adeguatezza del lavoro dei dipendenti.

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