D.Trump, sospenderò l’attacco all’Iran se i vertici concluderanno un accordo subito

 

 

 

 

Roma

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.annuncia:

“Gli Stati Uniti sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell’Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ciò, l’Iran e altri Paesi mediorientali ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati. Questo includerebbe l’apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana”. 

“Sulla base di questa richiesta, ho accettato, per il futuro beneficio del mondo – prosegue – e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l’attacco, a condizione che si possa raggiungere rapidamente un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l’operazione”……

 

D.Trump,con l’Iran faremo un buon accordo……

 

Washington

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha affermato :”Con  l’Iran faremo un buon accordo. Vediamo che succede. In un modo o in un altro tutto andrà bene per il popolo americano e anche per quello iraniano”.

Abbiamo battuto l’Iran in maniera rotonda, il blocco è stato efficace al 100%. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, noi non facciamo giochini e loro non arriveranno mai a un’arma nucleare”, ha aggiunto. “Faremo tutto il necessario, la guerra finirà a breve e i prezzi del petrolio scenderanno. Abbiamo centinaia di petroliere pronte a uscire da Hormuz”, ha poi risposto a chi gli chiedeva se i prezzi del petrolio scenderanno a breve.

Quanto alla visita in Cina, Trump ha sottolineato che “con Xi andiamo d’accordo, vedrete che succederanno tante belle cose e questo viaggio sarà entusiasmante. Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina per sconfiggere l’Iran. 

IRAN,  “DITA SUL GRILLETTO MA PUNTIAMO ANCHE ALLA DIPLOMAZIA

Il governo iraniano,con il portavoce Fatemeh Mohajerani, in conferenza stampa: ” L’Iran resta con “le dita sul grilletto” ma continua a puntare sulla via diplomatica per evitare una nuova escalation con gli Stati Uniti.

Teniamo le dita sul grilletto, ma il nostro focus rimane sulla pace sostenibile”.  Teheran è pronta a fronteggiare qualsiasi aggressione, pur restando “attaccata al percorso della diplomazia e a soluzioni basate sugli interessi del Paese e del popolo iraniano”, riferisce l’agenzia Isna. Nelle stesse ore il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che “le forze armate sono pronte a rispondere a qualsiasi atto di ostilità”. In un post su X, Ghalibaf ha aggiunto: “Le strategie sbagliate e le decisioni sbagliate portano sempre a risultati sbagliati, e il mondo intero lo ha già capito. Siamo aperti a tutte le opzioni… e si sorprenderanno”.

Catania: firmato e concordato il Piano Città degli Immobili Pubblici

L’Agenzia del Demanio, il Comune di Catania e l’Università degli Studi di Catania hanno firmato un accordo per la rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico, che potrà essere valorizzato anche in collaborazione con i privati

Catania,

l Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il Sindaco di Catania, Enrico Trantino e il Rettore dell’Università degli Studi di Catania Enrico Foti hanno firmato questa mattina il Piano Città degli immobili pubblici, un accordo per valorizzare e riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico della città in un’ottica di rigenerazione urbana sostenibile, per rispondere ai fabbisogni delle pubbliche amministrazioni e del territorio e creare valore economico, sociale, ambientale e culturale.

Il Piano include la riqualificazione di grandi aree come l’ex Palazzo delle Poste destinato a ospitare la Nuova Cittadella della Giustizia e un parco accessibile alla città, un progetto che fa dialogare la città con il mare e che si intende rendere innovativo e sostenibile per gli aspetti di efficienza energetica; la riqualificazione dell’ex educandato Regina Elena di via Cifali, da anni non utilizzato, che diventerà sede del Tribunale dei Minori con un ampio parco per svolgere le funzioni del Tribunale in un ambiente sostenibile e accogliente; la valorizzazione degli immobili di via Crociferi e via Di Sangiuliano destinati a servizi socio culturali e il Castello Ursino, già museo civico, che potrà diventare un vero e proprio polo culturale con laboratori e servizi digitali. Sono previsti anche progetti per incrementare la sostenibilità della città attraverso un sistema di aree verdi e lo sviluppo di una greenway.

Il Piano Città costituisce lo strumento, dinamico e flessibile, adottato dall’Agenzia del Demanio, di analisi, pianificazione e sviluppo di progettazioni per raccordare gli immobili pubblici con i fabbisogni, gli obiettivi e i processi di rigenerazione profonda delle città. L’ottica è quella di lavorare in rete con un approccio multiscalare e interdisciplinare per raggiungere la migliore valorizzazione degli immobili pubblici, coinvolgendo soggetti istituzionali, stakeholder pubblici e privati” – afferma il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. “Il Piano città interpreta Catania come motore di sviluppo sostenibile per proiettarla verso una città del futuro ricca di storia e memoria identitaria”.

“Con la firma dell’accordo odierno compiamo un ulteriore passo verso una gestione più efficiente del patrimonio immobiliare dello Stato. Attraverso interventi di rigenerazione e valorizzazione, diciassette beni vengono restituiti alla piena fruizione della città, trasformandosi da detrattori ambientali a motore di sviluppo economico, coesione sociale e qualità urbana. A tale obiettivo si affianca la riduzione degli sprechi e delle locazioni passive, il miglioramento dei servizi pubblici e il rafforzamento del legame tra istituzioni e cittadinanza” ha dichiarato il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano.

Il documento che sottoscriviamo tra istituzioni diverse, pone basi solide e concrete per uno sviluppo armonico di Catania perché punta a valorizzare il presente in una prospettiva che guarda al futuro del territorio nel suo insieme – ha dichiarato il Sindaco di Catania Enrico Trantino – “Come ci ha esortato ieri in Vaticano il Santo Padre Leone XIV come sindaci siamo chiamati a ‘favorire un’alleanza sociale per la speranza’. Ed è quello facciamo oggi, in maniera sobria, per imprimere un’ulteriore spinta alla trasformazione in atto nella nostra comunità cittadina e metropolitana”.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Catania seleziona un primo portafoglio immobiliare di 17 beni (12 di proprietà dello Stato, 4 di proprietà del Comune, 1 di proprietà della Città Metropolitana di Catania).
Potranno essere aggiunti ulteriori immobili da valorizzare, anche con il coinvolgimento di altri Enti e Istituzioni.

Immobili di proprietà dello Stato coinvolti nel Piano Città:
– Nuova Cittadella della Giustizia
– Nuova sede del Tribunale dei minori
– Area Librino per la realizzazione del «Centro polifunzionale della Polizia di Stato»
– Alloggi via della Lucciola
– Area ex ferrovia circumetnea (Borgo – Nesima)
– Castello Ursino
– Rifugio antiaereo
– Ex Polveriera Playa
– Ex Caserma Moccagatta
– Capannone industriale
– Area edificabile in Tremestieri Etneo
– Area ex ferrovia circumetnea (Borgo – Galatea)

Immobili di proprietà del Comune coinvolti nel Piano Città:
– Complesso immobiliare via dei Crociferi
– Ex Plesso Raffinerie
– Villa Gentile Cusà
– Terreni in viale Felice Fontana
Immobili di proprietà della Città Metropolitana coinvolti nel Piano Città:
– Ex cinema Ritz

 

Kiev presto avrà cento caccia “Rafale F4” e tanti sistemi di difesa aerea- Accordo storico tra Macron e Zelenski

 

 

 

Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando in una conferenza stampa congiunta con il capo dello Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo l’incontro avvenuto a Parigi si è espresso così: ”

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“Tutto è pronto per la pace, la Russia è la sola a rifiutarla”. Nel corso della visita nella capitale francese, Zelensky ha firmato con Macron un memorandum d’intesa per l’acquisto di 100 aerei da combattimento Rafale.

Con questo accordo, ha rilevato Macron, Francia e Ucraina segnano “una nuova tappa” del sostegno a Kiev. Il presidente ucraino ha commentato l’incontro e spiega:“aggiunge elementi efficaci, pratici e solidi alla nostra difesa. Sono stati predisposti accordi e ora si stanno firmando i documenti pertinenti per un significativo rafforzamento delle nostre capacità difensive”.

Zelensky in sostanza dice che  “l’Ucraina potrà ricevere 100 aerei Rafale F4, potentissimi radar francesi, otto sistemi di difesa aerea SAMP-T con sei lanciatori ciascuno, missili e bombe guidate necessari per la nostra difesa”. Si tratta di un accordo strategico, ha proseguito, che avrà una validità di 10 anni a partire dal prossimo anno. “Si tratta di un accordo storico”, ha ancora osservato Zelensky.

Trump lancia l’ultimatum ad Hamas: o accetti – entro domenica prossima -il mio Piano di pace o sarà l’inferno a Gaza

 

 

Donald Trump

 

 

“Donald Trump invia l’ultimatum finale a Hamas     Ha tempo fino alle 18 di domenica per accettare l’accordo. Poi sarà l’inferno”. . Il presidente degli Stati Uniti, che ha presentato un piano in 20 punti per porre fine alla crisi di Gaza, pone un termine perentorio: il sì di Hamas deve arrivare entro le 18 americane di domenica 5 ottobre, la mezzanotte in Italia.

Hamas, nelle ultime ore, ha fatto sapere di non aver ancora valutato in toto il piano che è stato reso noto nel dettaglio all’inizio della settimana. La risposta, secondo la deadline fissata inizialmente da Trump, sarebbe dovuta arrivare entro 3-4 giorni.

“Un accordo deve essere raggiunto con Hamas entro domenica sera alle 18 (mezzanotte in Italia)…..

“Se quest’ultima chance di raggiungere un accordo non sarà raggiunta, tutto l’inferno, come non si è mai visto prima si scatenerà contro Hamas”, afferma ancora il presidente.  “Come risposta all’attacco del 7 ottobre contro la civiltà, oltre 25mila ‘soldati’ di Hamas sono già stati uccisi. La maggior parte dei restanti sono circondati e militarmente intrappolati, e si aspetta – conclude – solo il mio ‘andate’ perché le loro vite vengano velocemente cancellate”. Invece se rilasceranno gli ostaggi vivi e consegneranno i corpi dei morti, “l’accordo risparmia le vite di tutte i combattenti di Hamas rimasti“.

Dal 7 agosto in vigore i dazi Usa sulle importazioni Ue

 

 

Dazi, quali risultati hanno ottenuto finora quelli di Trump e Biden

 

 

 

nuovi dazi Usa, tra cui il 15% sulle importazioni dell’Ue, entreranno in vigore giovedì 7 agosto anziché oggi. Il presidente Usa Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo in cui ha fornito anche il suo nuovo piano tariffario.

Un funzionario Usa ha dichiarato che la data di inizio posticipata ha lo scopo di concedere più tempo per l’attuazione delle nuove tariffe. In precedenza, il tycoon aveva firmato un ordine esecutivo che prevedeva nuove tariffe per decine di Paesi a partire da oggi, venerdì 1 agosto.

La Casa Bianca ha pubblicato un elenco di quasi 70 nazioni, insieme all’Unione europea, a cui si applicheranno tariffe specifiche. Tra questi ci sono il Regno Unito, la Svizzera e il Giappone. Per i Paesi non inclusi nell’elenco, secondo la Casa Bianca verrà imposta una tariffa predefinita del 10%.

Circa 40 Paesi pagheranno questa nuova tariffa del 15%. Per molti di questi sarà più bassa rispetto alle tariffe ‘reciproche’ del 2 aprile, ma per alcuni sarà più alta E più di una dozzina di Paesi hanno tariffe più alte del 15%, o perché hanno concordato un quadro commerciale con gli Stati Uniti o perché Trump ha inviato ai loro leader una lettera che imponeva una tariffa più alta.

“Il  Canada non fa abbastanza per arginare il flusso di fentanyl negli Stati Uniti”

Il Canada rappresenta un’eccezione: Trump ha infatti firmato un ordine esecutivo che aumenta la tariffa sul Canada dal 25% al 35%, in vigore già da oggi. Il tycoon ha dichiarato che la decisione è dovuta all’incapacità del Canada di fare abbastanza per arginare il flusso di fentanyl negli Stati Uniti. La scheda informativa della presidenza Usa aggiunge che le merci fatte transitare attraverso un altro Paese, per evitare la tariffa del 35%, saranno tassate al 40%. La Casa Bianca ha precisato che le merci conformi all’accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada non saranno soggette a tale aliquota più elevata, il che attenuerebbe l’impatto dei dazi.

Trump ha aggiunto che “il Canada deve pagare una tariffa equa. La sua posizione su uno Stato palestinese non è fattore decisivo, anche se il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di “non gradire” l’intenzione del Canada di “riconoscere uno Stato palestinese”.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato che il governo è “deluso” dalla decisione degli Stati Uniti. Tuttavia, ha aggiunto, l’applicazione da parte degli Usa dell’accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Messico e Canada “significa che la tariffa media statunitense sui beni canadesi rimane una delle più basse tra tutti i suoi partner commerciali”.

 

 

Netanyahu “Accettiamo l’accordo,proposto dagli Usa , Hamas l’ha rifiutato ma non ce ne andremo da Gaza”

 

 

Il  primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, interviene pubblicamente, con un video, sulla  trattativa con Hamas sulla striscia di Gaza

Abbiamo accettato l’accordo, il quadro proposto dall’inviato speciale statunitense Steve Witkoff, e in seguito la versione modificata suggerita dai mediatori: l’abbiamo accettata, Hamas l’ha rifiutata”..

“Cosa vuole Hamas? Vuole rimanere a Gaza. Vuole che ce ne andiamo, così da potersi riarmare, così da poterci attaccare ancora e ancora. Non lo accetterò – sottolinea Netanyahu -. Farò di tutto per liberare i nostri ostaggi. Sto incontrando le famiglie, conosco le difficoltà che stanno attraversando, la loro sofferenza. Sono determinato a riportare a casa gli ostaggi”.

“Dobbiamo insistere sul rilascio degli ostaggi e sull’altro obiettivo della guerra a Gaza: la distruzione di Hamas e la garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele – aggiunge -. Questo è ciò che sto facendo: non rinuncio a nessuno di questi obiettivi”.

Accordo terre rare: ok di Trump e Zelenski Gli Usa investiranno in Ucraina e Putin adesso dovrà guardarsi o sarà “come minaccia già- la terza guerra mondiale”

-IL   MONDO  SNOBBA  I SUPERMISSILI DI PUTIN –

 

Stati Uniti e Ucraina firmano l’accordo sulle terre rare… dell’Ucraina. L’intesa prevede investimenti congiunti nel settore minerario, petrolifero e di altre risorse naturali. Donald Trump ottiene il ‘risarcimento richiesto per i 350 miliardi spesi dagli Stati Uniti dall’inizio della guerra: “Abbiamo concluso un accordo, grazie al quale, teoricamente, riceveremo molto più dei 350 miliardi di dollari”, dice il presidente americano.

Un italiano su due teme la guerra mondiale. Ma il 70% dei giovani snobba i  missili di Putin - La Stampa

Corsia preferenziale per gli Usa   -L’Ucraina è ricchissima di titanio

Gli Stati Uniti si garantiscono una corsia preferenziale per accedere alle risorse minerarie dell’Ucraina, che è potenzialmente uno dei primi 10 paesi per le ricchezze del sottosuolo e che accoglie il 5% del patrimonio del pianeta. L’Ucraina è ricca di titanio, litio, berillio, manganese, gallio, uranio, zirconio, grafite, apatite, fluorite e nichel. Nonostante la guerra, il paese possiede le riserve di titanio in Europa (il 7% delle riserve mondiali): il titanio è fondamentale per l’industria militare, aerospaziale, medica, automobilistica e marittima.

 Gli Stati Uniti dovranno stimolare investimenti privati in Ucraina per sviluppare un settore attualmente azzerato in un paese in guerra da 3 anni. Si fa notare, tra l’altro, che lo sviluppo di un’industria mineraria legata al litio non esiste al momento al di fuori della Cina: creare da zero un settore analogo richiederebbe investimenti enormi.

Il documento. Usa ed Ucraina investiranno insieme per la ripresa economica ucraina

L’Ucraina riesce a inserire nel documento, definito dopo laboriose trattative e modificato in extremis, il riferimento ad un sostegno a stelle e strisce che suona come una garanzia di sicurezza, priorità assoluta per il presidente Volodymyr Zelensky. “Come ha detto il presidente (Trump, ndr), gli Stati Uniti sono impegnati a contribuire per favorire la fine di questa guerra crudele e senza senso”, le parole del segretario al Tesoro, Scott Bessent.

Afferma ancora Bessent : “Questa intesa mostra alla Russia che gli Usa sono impegnati per un processo di pace che ha al centro un’Ucraina libera, sovrana e prospera a lungo termine”, ha aggiunto. L’accordo dà vita al “Fondo di Investimento per la Ricostruzione Usa-Ucraina che consentirà ai “due paesi di collaborare attivamente e investire insieme per assicurare che i rispettivi asset, risorse e capacità possano accelerare la ripresa economica ucraina“,..

Allineamento strategico a lungo termine: Putin adesso avverte il fiato dell’America

Il testo contiene il riferimento ad un “allineamento strategico a lungo termine” tra i due paesi e vincola gli Usa al “sostegno per la sicurezza dell’Ucraina, alla prosperità, alla ricostruzione e all’integrazione nel sistema economico globale”. L’accordo non menziona la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, che la Russia controlla dal 2022. Gli Stati Uniti hanno proposto di acquisire la gestione dell’impianto alla fine della guerra.

Gaza, “raggiunto accordo Israele-Hamas”

Le foto degli ostaggi israeliani tratenuti a Gaza - Afp

Foto degli ostaggi

 

 

Stop alle incertezze sul rilascio degli ostaggi nel conflitto in Medio oriente.

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà quindi domani mattina alle 11, le 10 in Italia, per approvare l’accordo,

Ministro Esteri Israele: “Domani voto”

Israele è “molto vicino” a raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi e la tregua a Gaza, aveva detto poco prima dirlo il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar , prima di tornare a Tel Aviv. “Nella nostra regione niente è definitivo fino a che non lo è. Ma ci sono pochissime discrepanze. La mia speranza è che nel giro di qualche ora saremo in grado di concludere. Se succederà, domani ci sarà una riunione di governo per votare sull’accordo“, ha spiegato.

Sa’ar non esclude che in una fase successiva alla liberazione degli ostaggi e alla tregua ci sarà a Gaza una “presenza internazionale, con la presenza degli Stati arabi moderati, alcune componenti palestinesi che si possono accettare”. Ma, precisa, “non bisogna mai andare troppo lontano: la prima cosa che serve ora è la liberazione degli ostaggi e il cessate il fuoco”.

“Noi siamo costruttivi con un solo obiettivo che è quello di mantenere la nostra sicurezza che non sarà raggiunto fino a che sarà Hamas a governare Gaza“. Sa’ar ha anche espresso scetticismo sulla possibilità che l’Anp “sia in grado di governare Gaza”, considerati i problemi che ha a “governare il suo territorio”.

“A Gaza, servirà un interlocutore affidabile, non terroristi o chi incita al terrorismo, non importa chi, pur che rispetti queste condizioni”, ha precisato il ministro. “Non riconosco nella società palestinese un leader con un approccio diverso nei confronti di Israele”, ha aggiunto ribadendo la sua posizione contraria all’obiettivo dei ‘due popoli, due Stati’. “Al momento noi non dobbiamo basare le nostre politiche su illusioni e auspici, ma sulla realtà e la realtà è che i palestinesi non possono essere una garanzia per la nostra sicurezza”, ha precisato.

Intesa è pronta

La delegazione di Hamas a Doha, guidata da Khalil Al-Hayya, ha consegnato nel pomeriggio ai mediatori di Qatar ed Egitto l’approvazione da parte del gruppo palestinese dell’accordo, ha confermato la stessa fazione palestinese ad al-Jazeera.

Il premier israeliano terrà questa sera una riunione di emergenza con la delegazione del Qatar e con i leader dell’establishment della sicurezza e dell’esercito…

Una fonte israeliana, giudicata ‘affidabile’ da Haaretz, ha spiegato che il governo israeliano si sta preparando a riunirsi stasera o domani mattina per ratificare l’accordo di cessate il fuoco, insieme all’elenco degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi da liberare. La fonte ha aggiunto che Israele spera che i primi ostaggi vengano liberati all’inizio della prossima settimana, prima dell’insediamento del Presidente eletto Donald Trump del 20 gennaio.

Probabilmente l’accordo sarà firmato domani.     Il passo avanti decisivo è maturato in un incontro tra i leader di Hamas che si è svolto stamane, durante il quale sono state risolte quasi tutte le questioni, compresa quella delle mappe che definiscono il ritiro delle Idf dalla Striscia. La fonte ha aggiunto di aspettarsi che l’attuazione dell’intesa possa iniziare 24-48 ore dopo la firma.

Il bilancio delle vittime della guerra

Il ministero della Salute della Striscia di Gaza ha dichiarato che nelle ultime 24 ore sono state uccise 62 persone nell’enclave palestinese, portando il bilancio complessivo delle vittime della guerra a 46.707. In una nota, il ministero ha aggiunto che almeno 110.265 persone sono rimaste ferite in oltre 15 mesi di guerra tra Israele e Hamas.

Biden proroga sanzioni contro coloni estremisti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato formalmente che prorogherà di altri 12 mesi l’ordine esecutivo di sanzioni contro i coloni israeliani estremisti, oltre la data di scadenza che era stata fissata al primo febbraio 2025. La situazione in Cisgiordania – in particolare gli alti livelli di violenza dei coloni estremisti, gli sfollamenti forzati di persone e villaggi e la distruzione di proprietà – ha raggiunto livelli intollerabili e costituisce una seria minaccia per la pace, la sicurezza e la stabilità della Cisgiordania e di Gaza, di Israele e della più ampia regione del Medio Oriente”, ha scritto Biden in una nota.

 

Accordo vicino sul rilascio degli ostaggi di Hamas

 

 

Adesso l’accordo  sugli ostaggi è vicino, in attesa dell’approvazione di Hamas.     In atto c’è un potenziale accordo di cessate il fuoco per gli ostaggi  I dettagli di un potenziale accordo di cessate il fuoco per gli ostaggi sono stati concordati, con i mediatori in attesa dell’approvazione finale dal gruppo terroristico palestinese.

I colloqui hanno ruotato in gran parte attorno a una proposta di accordo in tre fasi in cui i casi “umanitari”, tra cui donne, bambini, uomini over 50 e infermi, verrebbero rilasciati per primi.
Poi, il 16° giorno del cessate il fuoco, inizieranno i colloqui per garantire il rilascio degli uomini in età militare, seguiti da una terza fase che vedrà discussioni sulla governance e la ricostruzione della Striscia.
Il mediatore del Qatar ha consegnato a Israele e Hamas una bozza “definitiva” di un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi progettato per porre fine alla guerra a Gaza.

Una svolta è stata raggiunta a Doha dopo mezzanotte in seguito ai colloqui tra il team negoziale di Israele, l’inviato per il Medio Oriente del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro del Qatar Novantaquattro dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre rimangono a Gaza, compresi i corpi di almeno 34 morti confermati dall’IDF. Hamas ha rilasciato 105 civili durante una tregua di una settimana a fine novembre e quattro ostaggi sono stati rilasciati prima di allora.

Il gruppo palestinese di Hamas conferma che sono stati compiuti progressi verso un accordo per il cessate il fuoco con gli ostaggi. “Rinnoviamo il nostro impegno con il nostro popolo fermo e paziente e con i nostri eroici prigionieri nelle prigioni, e affermiamo che la loro libertà è vicina”, afferma il gruppo.

La dichiarazione arriva dopo che è stata apparentemente raggiunta una svolta nei colloqui a Doha durante la notte. . Si prevede che un potenziale accordo vedrà centinaia di prigionieri palestinesi, tra cui detenuti per terrorismo, rilasciati per garantire la libertà degli ostaggi detenuti nella Striscia.