Stamane, Sabato, Sindaci, amministratori, cittadini a Buccheri (Siracusa) per reclamare la fiscalità di sviluppo

Oggi,sabato 12 giugno dalle ore 9,30 ci sarà un incontro dalle Zone Franche Montane Sicilia promosso dai comuni Iblei, in piazza Roma a Buccheri, in provincia di Siracusa, con sindaci, amministratori, consiglieri comunali, CNA, imprenditori e cittadini, per reclamare la fiscalità di sviluppo e difendere il diritto di residenza.  Una norma che non è stata ancora approvata, dopo più di 2300 giorni. Le popolazioni delle terre alte di Sicilia la chiedono per scongiurare un futuro di abbandono dei luoghi in cui sono nate.

 

La richiesta di audizione ai presidenti di Governo e Assemblea regionale siciliana
 
Nei giorni scorsi una richiesta di incontro urgente è stata inoltrata dai sindaci e dall’associazione ZFM Sicilia al presidente della Regione sicilianaNello Musumeci e a Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana per pianificare un’azione comune politica e istituzionale per la definizione del percorso, che interessa i due rami del Parlamento italiano. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, nel corso della 264esima seduta dell’Ars, con parere “favorevole” del Governo, non risulta sia stato fatto nulla di dirimente per accelerare l’iter legislativo a Roma.

 

Attendere ancora è da irresponsabili, non ci sono reali impedimenti”
 
«Non ci sono reali impedimenti per applicare la fiscalità di sviluppo alle Terre alte di Sicilia. È da irresponsabili continuare a procrastinare ed essere indifferenti ad un processo che porterà reale benessere a tutti i siciliani» fanno sapere dall’associazione Zone Franche Montane Sicilia. «Non possiamo più aspettare – è il commento del coordinatore Vincenzo Lapunzina -, abbiamo aspettato per fin troppo tempo. Ogni giorno che passa assistiamo alla chiusura di attività commerciali e quelle che resistono hanno difficoltà ad andare avanti. La fiscalità di sviluppo è una misura sostanziale e anche psicologica nell’immediato che mira a dare fiducia agli operatori economici, nonché fiscale e previdenziale».

Messina, riunione operativa stamane sulla Campagna Antincendio

 

Convocata dall’Assessore alla Protezione Civile Massimiliano Minutoli, si è svolta questa mattina la riunione per affrontare le questioni relative agli aspetti organizzativi della Campagna Antincendio 2021. All’incontro, cui erano state invitate a partecipare tutte le associazioni iscritte all’elenco territoriale, hanno preso parte il responsabile del Servizio di Protezione Civile ing. Giuseppe De Pasquale; gli esperti comunali per la Protezione Civile Antonio Rizzo e per il volontariato di Protezione Civile Sabrina Palumbo; il geologo assunto a tempo determinato per l’attuazione del Piano comunale di Emergenza Antonino Torre; le Associazioni ARP; Nucleo Diocesano di P. C.; Legambiente dei Peloritani e Mari e Monti 2004.

Si è concordata la convenzione da stipulare per garantire un servizio di avvistamento dinamico sul territorio e una reperibilità per il supporto a richiesta per lo spegnimento degli incendi. Sono stati comunicati ai referenti delle Associazioni che dispongono del personale formato alla lotta agli incendi, tutti i punti di approvvigionamento idrico comunicati da Amam S.p.A. e presenti sul territorio comunale. “Inizia così – ha evidenziato l’Assessore Minutoli – il conto alla rovescia per l’avvio delle attività predisposte in linea con le direttive impartite dalla locale Prefettura a seguito dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi. Raccomandiamo di attenersi alle normative di legge e al rispetto dell’Ordinanza Sindacale volta a mitigare i rischi incendi sul territorio cittadino. Una maggiore collaborazione da parte di tutti i cittadini – ha concluso l’Assessore – sarà fondamentale a limitare i rischi per la cittadinanza”.

 Messina

NAPOLI: SABATO 5 GIUGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE RIAPRE IL PARCO SOMMERSO DI GAIOLA E L’AREA DI BALNEAZIONE

 

Parco sommerso di Gaiola: storia, orari, prezzi, come arrivare

NAPOLI

Sabato 5 Giugno in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente riapre il Parco Sommerso di Gaiola e l’area di balneazione pubblica. Firmato l’Accordo tra Comune di Napoli, Autorità Portuale e Ministero dell’Ambiente, attraverso L’Ente gestore del Parco Sommerso di Gaiola, che sottoscrive una collaborazione tra Istituzioni per consentire ai cittadini la fruizioni degli spazi del Parco Sommerso e della Spiaggia Pubblica .

Riapre, quindi, -informa il Comune di Napoli – al pubblico il Parco Sommerso di Gaiola, chiuso da oltre 6 mesi a seguito delle disposizioni per il contenimento della diffusione di COVID-19, che imponeva a livello nazionale la chiusura al pubblico dei luoghi della cultura, ai sensi della normativa prevista dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

Sabato 5 Giugno sarà anche la ricorrenza  della Giornata mondiale dell’ambiente, data simbolica per sottolineare l’importanza vitale della tutela dell’ecosistema marino cittadino e la riapertura sarà, come per la passata stagione, all’insegna della sostenibilità, vivibilità e sicurezza. Sulla base dei dati raccolti durante la stagione scorsa, infatti, il 98% dei fruitori ha espresso grande apprezzamento sulle condizioni di vivibilità, sicurezza, pulizia e decoro dell’area, scaturite dalle misure di contingentamento degli accessi.

Ascoltando i suggerimenti degli utenti, circa il 20% suggeriva alcuni miglioramenti nel sistema di prenotazione, per migliorare sempre più la fruizione pubblica dell’area, garantendone ancor più una pluralità di accesso ai cittadini, si è provveduto a far realizzare un nuovo sistema di prenotazione che permetterà di inserire dei blocchi sulla possibilità di uno stesso utente di prenotare l’accesso per più di due turni a settimana e delle penalità per le fastidiose “prenotazioni fantasma”, ovvero le prenotazioni fatte da utenti che poi non usufruiscono dell’accesso, privando inutilmente altri utenti di posti utili.

Approfittando della chiusura al pubblico imposta dalle misure anti COVID-19, in questi mesi, con un importante lavoro del Comune di Napoli, sono stati effettuati importanti lavori, non più procrastinabili, al muro di contenimento del terrapieno che costeggia la lunga pedamentina di accesso al Parco che si diparte da Discesa Gaiola. Inoltre sono stati realizzati, a cura del Parco, i necessari lavori di risanamento e messa in sicurezza della banchina del porticciolo danneggiata dalle mareggiate. Nel frattempo in questi giorni i volontari del CSI Gaiola onlus si sono mobilitati per ripulire spiaggia e scalinatella, invasa da rovi e cespugli dopo il lungo periodo di chiusura. Confermati quindi i due turni di accesso (9:00-13:00 e 14:00-18:00) con sistema di prenotazione online all’indirizzo https://www.areamarinaprotettagaiola.it/prenotazione , ma il numero di bagnanti per turno è stato portato a 100 per un totale quindi di 200 bagnanti al giorno.

Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore alle Pari Opportunità con Delega al mare, Francesca Menna:” Il nuovo sistema di prenotazione, che verrà anche sperimentato sulla spiaggia delle Monache, garantirà ancor più un accesso plurale e democratico ai cittadini all’insegna della sostenibilità ambientale in un luogo unico della nostra Città.” ” Siamo felici che proprio all’interno di una Riserva marina e Parco archeologico sommerso, grazie ad una sana collaborazione istituzionale si sia trovata la chiave per dimostrare la possibile convivenza tra fruizione pubblica, tutela del patrimonio e sicurezza dei cittadini.” afferma il Direttore del Parco Sommerso, Maurizio Simeone

 

Catania Mare, Festa della Repubblica con la Spiaggia libera del Comune di Catania n.3

spiaggia libera n. 3 Etna

Foto Ufficio Stampa Comune di Catania (N.m.)

Comincia oggi mercoledì 2 giugno, festa della Repubblica, l’estate dei catanesi, a ingresso gratuito, nell’arenile comunale della plaia. Con largo anticipo rispetto agli anni scorsi e con aggiuntivi servizi funzionali, ad aprire i battenti sarà la spiaggia libera numero 3,  denominata “Stromboli”.

Stabilendo un vero e proprio record per la città di Catania, i primi millecinquecento metri di spiaggia pubblica attrezzata e degli annessi parcheggi e servizio bar saranno operativi per accogliere bagnanti e patiti della tintarella, in virtù dell’ ’aggiudicazione della gara d’appalto, quinquennale, esitata nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale. Una procedura innovativa per il bando delle spiagge libere, con un sistema a punti sulla base di servizi aggiuntivi a quelli fondamentali, promossa dalla giunta Pogliese, su proposta dell’assessore al mare Michele Cristaldi. 

Grazie a questo nuovo approccio amministrativo, nelle tre spiagge libere vi saranno facilitazioni per l’accesso dei diversamente abili alle strutture balneari, attività di animazione per adulti e bambini, adeguamento delle strutture esistenti, sensibilizzazione alla raccolta differenziata dei rifiuti, aree di sgambettamento per cani, ma anche altri servizi completamente nuovi, come il wifi sugli spazi sabbiosi per l’accesso alla balneazione, approntati rispettando gli obblighi del distanziamento anticovid. L’apertura anticipata della spiaggia libera n.3, quasi alla fine del viale Kennedy, nei pressi della zona di San Francesco La Rena, rappresenta l’anteprima di un’offerta rinnovata e migliorata grazie al sistema di aggiudicazione di valutazione del rapporto qualità/prezzo e dunque con l’obbligo a eseguire tutti i nuovi servizi richiesti dal Comune; l’azienda appaltatrice Stella Polare Srl di Catania, gestirà i cinque mila metri complessivi delle tre spiagge libere, sino a tutto il 2025, senza costi per le casse pubbliche, che anzi introiteranno gli oneri concessori previsti dal bando.  Obiettivo dell’Amministrazione Comunale è avviare entro pochi giorni anche nelle altre due strutture comunali i servizi di spiaggia libera gratuita: la  numero due “Vulcano” e successivamente la numero uno “Etna” in modo che prima del 15 giugno siano tutte operative e funzionali.  

Grazie all’impegno dell’assessore Cristaldi, dei dirigenti e dei funzionari preposti -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese – abbiamo superato le improvvisazioni del passato -ha aggiunto il primo cittadino- abbiamo migliorato i servizi per il mare cittadino, con accesso gratuito e prestazioni adeguate a chi vuole godere con tutti i confort del nostro litorale sabbioso. Per cinque anni non vi sarà bisogno di alcuna procedura di affidamento, che nel passato ha ritardato l’apertura delle nostre spiagge libere, per consentire a tutti di godere del nostro splendido litorale con strutture e servizi qualificati e soprattutto con tempi certi di apertura, come mai accaduto prima. Già lo scorso anno eravamo riusciti a offrire servizi ottimali,  ma miglioriamo ancora di più grazie a modalità di trasparenza e valutazioni di merito oggettivo, per garantire la funzionalità per l’accesso libero a gratuito al mare del nostro litorale sabbioso”.

Seppur con le tante incognite connesse al Covid – ha spiegato l’assessore Cristaldi – ci siamo mossi per tempo e con una prospettiva di lungo termine, secondo un preciso indirizzo del sindaco Pogliese,  con nuovi meccanismi di affidamento, per aumentare ancora di più i servizi e le funzionalità delle nostre spiagge libere comunali. Già lo scorso anno, nonostante le particolari difficoltà organizzative per via delle prescrizioni anti contagio le nostre spiagge libere sono state portate a modello in tutta la Sicilia,  con servizi aggiuntivi a quelli tradizionali di bagni, docce e salvataggio, che nulla hanno da invidiare agli stabilimenti balneari a pagamento”.

Cristaldi ha anche reso noto che nei giorni scorsi, ignoti, nottetempo hanno tranciati i cavi dell’alimentazione della corrente elettrica della spiaggia libera n.3 “Stromboli” che mercoledì aprirà i battenti, causando un guasto che è stato immediatamente riparato; sull’episodio i rappresentanti della ditta appaltatrice hanno sporto denunzia all’Arma dei Carabinieri.

Giovedì mattina, inoltre, sul lungomare di roccia lavica, avranno inizio i lavori per realizzare l’accesso per i disabili nel borgo di San Giovanni Li Cuti. Anche questa struttura, verrà realizzata con un nuovo sistema che ne aumenta la sicurezza e gli spazi per i meno fortunati.

Aci Sant’Antonio: pulizia straordinaria delle strade

 

 Caruso: “A breve saranno interessate tutte le vie”

 

Pulizia delle strade, occhio ai divieti in centro a Grottammare | La Nuova  Riviera

Aci Sant’Antonio: ha preso il via l’intervento di pulizia straordinaria delle strade, tanto per la rimozione della cenere vulcanica quanto per la pulizia in generale.
In questa prima fase ad essere interessate sono le zone della parte alta del territorio, e con esattezza: via Silvio Pellico, via Salemi Pennisi,via Biagio Pace, via Meli, via Alfieri, via Juvara, via Collegio Fiandaca e via Collegio.
Nei prossimi giorni si proseguirà affinché il servizio copra l’intero territorio, e verranno comunicate ulteriori importanti novità circa il servizio di spazzamento meccanizzato delle strade.
“Quelle interessate adesso da questo intervento – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca – sono vie nelle quali insiste la presenza di erba spontanea, ed aveva senso effettuare la pulizia con rimozione della cenere vulcanica se accompagnata da un ulteriore intervento di scerbamento. Abbiamo quindi previsto di effettuare lavori ad hoc, in questo senso, anche perché con l’avanzare del periodo primaverile urgeva adesso un intervento molto più robusto”.
Il Sindaco, Santo Caruso, evidenzia l’importanza degli interventi di pulizia che a breve interesseranno il territorio: “Dopo questa prima fase saranno interessate anche le altre strade del territorio, e prossimamente la pulizia meccanizzata delle strade presenterà delle novità importanti tramite le quali proveremo a rendere ancora più efficace questo servizio”.

Rifiuti Aci Sant’Antonio: scattano i controlli sul “secco” e sanzioni per chi non differenzia

Caruso: “I disagi per la discarica di Lentini impongono regole ferree”

 

Il caso della chiusura della discarica di Grotte San Giorgio, a Lentini,che sta causando numerosi problemi ai Comuni che lì conferiscono il secco indifferenziato, caso giunto fino in Parlamento per le delicate questioni che solleva, rischia di costare molto salato alla collettività, e ogni Ente a fronte di tale rischio tenta di adottare i provvedimenti che può.
Dopo l’istituzione del Servizio di Sorveglianza Ambientale, lo scorso anno, da parte del Comune di Aci Sant’Antonio con la collaborazione dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, e dopo una prima fase di controlli nelle scorse settimane, dalle tarde ore di  venerdì (giorno in cui viene depositato il secco per la raccolta del giorno dopo) si procederà al regolare controllo dei sacchetti nei quali l’utenza deposita i rifiuti non differenziabili, per accertarsi che all’interno non vi siano parti che invece dovrebbero essere differenziate (come plastica, vetro, umido, carta).

Nel corso di questa prima ispezione le guardie ambientali apporranno degli avvisi nei casi in cui dovessero riscontrare delle irregolarità, ma già dal controllo della settimana successiva per ogni irregolarità verrà rilasciata una sanzione.
La discarica di Lentini è in crisi, rischia di chiudere – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca – e questo per tutti i Comuni che fino ad ora se ne sono serviti comporterà un aumento del costo del conferimento. A ciò, poi, si aggiunge il fatto che probabilmente si avranno delle quote prestabilite, quindi è estremamente importante adesso diminuire ulteriormente la quota dell’indifferenziato che il sabato noi andiamo a conferire, quindi verranno fatti dei controlli
serratissimi”.
Il Sindaco, Santo Caruso, si rivolge alla cittadinanza: “Ci rendiamo perfettamente conto che questo potrebbe comportare dei disagi, ma è necessario che si comprenda che si tratta di controlli che siamo tenuti a fare, perché quello che sta succedendo a Lentini ci impone di adottare regole ferree. La speranza è che venga trovata una soluzione definitiva
che vada nella giusta direzione, sia in termini economici che ambientali”.

TERMOVALORIZZATORI, POSSIBILE SOLUZIONE PER UNA SVOLTA GREEN»

CATANIA, EMERGENZA RIFIUTI: INTERVIENE “AMICI DELLA TERRA”
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Appello del rappresentante regionale Ettore Barbagallo al presidente della Regione Siciliana e al sindaco del capoluogo etneo: «Servono impianti di ultima generazione a impatto ridotto»

«Sul tema dei rifiuti in Sicilia purtroppo non c’è più tempo da perdere: la situazione è giunta al dramma della chiusura delle discariche più importanti e del trasferimento di migliaia di tonnellate di rifiuti al Nord Italia, con spese enormi a carico dei contribuenti, ulteriore inquinamento a causa dei trasporti e una pesante ricaduta negativa sulla fiducia di migliaia di cittadini onesti, che differenziano con grande attenzione e senso civico». Queste le parole del presidente dell’associazione Amici della Terra Sicilia Ettore Barbagallo, (nella Foto Press, sopra)che questa mattina ha inviato una lettera al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e al sindaco di Catania Salvo Pogliese, sull’emergenza rifiuti.

«Ci preme sottolineare anche lo “schiaffo” ai tanti amministratori, sindaci e assessori in prima linea, che con fatica e orgoglio sono riusciti a ottenere risultati assolutamente insperati in una regione troppo spesso additata come incapace di gestire i servizi pubblici. Questi esempi virtuosi non meritano di essere mortificati da ostacoli che sembrano legati a pregiudizi ormai antistorici. Ci si sta rendendo conto, con colpevole ritardo, che non basta realizzare una seppur considerevole raccolta differenziata per chiudere il cerchio dei rifiuti e perseguire la cosiddetta economia circolare, ma occorre prevedere un passaggio ulteriore che, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche e tecnologiche, deve considerare l’utilizzo di Termovalorizzatori di nuova generazione, caratterizzati da alta efficienza e impatto ambientale minimo».

Una battaglia che “Amici della Terra” conduce da tempo «e chi ci conosce – continua Barbagallo – sa che abbiamo sempre avuto un approccio concreto, scientifico e basato su dati certi, senza demagogia né preconcetti. I recenti studi scientifici dei Politecnici di Torino e Milano, nel rapporto noto come “Libro Bianco “dei rifiuti, evidenziano l’enorme differenza di impatto ambientale, sociale ed economico delle discariche rispetto ai termovalorizzatori; e la Relazione 2021 dell’Autorità Nazionale Antitrust invita a realizzare nuovi impianti di termovalorizzazione nel Centro Sud, citando come causa dei ritardi la cosiddetta “Sindrome Nimby”.

A Catania, dove l’emergenza di questi giorni è divenuta particolarmente grave, il progetto di un impianto di trattamento sembra subire ulteriori rallentamenti. Invitiamo, pertanto, tutti gli attori istituzionali a fare più in fretta possibile, ricordando che i termovalorizzatori devono rispettare limiti normativi molto stringenti rispetto alle emissioni, che non hanno eguali nel panorama delle installazioni industriali. I pregiudizi o gli approcci ideologici devono lasciare spazio alle soluzioni più utili e meno impattanti. Ci piace ricordare – conclude il rappresentante dell’associazione ambientalista – che oltre agli evidenti vantaggi economici, ambientali e sociali, le recenti tecnologie di termovalorizzazione consentono la produzione di idrogeno utile anche per la mobilità sostenibile».

 

Richiesta ai cittadini di Aci Sant’Antonio una preferenza sulla scelta degli alberi sul social più noto

Via Regina Margherita, un sondaggio social per decidere quali alberi arricchiranno la strada.

 

Caruso: “Vogliamo coinvolgere i santantonesi

Il ligustrum, cioè una pianta molto comune, sempreverde, già presente ad
Aci Sant’Antonio sulla via Vittorio Emanuele, oppure il prunus, un
albero generalmente meno presente nelle strade dei centri abitati ma
dall’aspetto accattivante grazie alla fioritura: questa la scelta di
fronte la quale i cittadini santantonesi potranno esprimere una
preferenza sul social più famoso fra quelli che affollano il web, cioè
Facebook.
Nella pagina ufficiale del Comune di Aci Sant’Antonio, infatti, sul post
nel quale è presente l’immagine che pubblicizza l’iniziativa e nella
quale sono raffigurati i due alberi in lizza, sarà possibile cliccare
utilizzando una delle due emoticon assegnate a ciascuna delle piante
(nello specifico: il cuore e l’abbraccio).
Entro domenica 18 aprile sarà possibile votare, e alla fine il risultato
verrà reso pubblico e la scelta sarà ufficializzata.
L’iniziativa rientra nella scelta di arricchire il territorio in merito
al verde pubblico, come sottolineato dall’Assessore al Verde Pubblico,
Quintino Rocca: “Abbiamo voluto fortemente che all’interno di questo rifacimento della via Regina Margherita ci fosse la piantumazione di nuovi alberi, perché crediamo che sia tanto semplice quanto rivoluzionario mettere in centro venti nuove piante. Dovunque l’orientamento dei nuovi centri urbanistici è quello di recuperare sì l’assetto antico, originario, ma contemporaneamente di non tralasciare il verde. Questa è la nostra scommessa, per la quale abbiamo ritenuto che fosse giusto chiamare in causa l’intera cittadinanza”.
Il Sindaco, Santo Caruso, evidenzia l’importanza dell’iniziativa: “I
lavori in via Regina Margherita determineranno una morfologia nuova e probabilmente definitiva al nostro territorio, e per questo riguardo gli alberi non abbiamo voluto arrogarci il diritto di compiere una scelta autonoma. Ci siamo detti: perché non provare a lanciare un’idea innovativa, cioè far esprimere una preferenza ai cittadini? Quindi, dopo la consultazione con agronomi ed esperti del settore, abbiamo individuato queste due piante: il prunus, cioè un albero che fiorisce, e il ligusturm, cioè un sempreverde, quindi da un lato un albero che rappresenta una novità, non presente nelle nostre strade, e dall’altro uno che i cittadini conoscono già.
“Lanciamo quest’esperimento – ha concluso – affinché siano i
santantonesi a scegliere su quello che è il salotto del nostro paese e,in definitiva, su quello che è il loro salotto”.

Ambiente, intesa Comune-Arbolia. Pogliese:”Obiettivo nuovi 10 mila alberi per Catania”

 

boschetto

Dopo la riqualificazione arborea del boschetto della Plaia e il progetto 2000 alberi per Catania, recentissime iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale in sinergia con la Regione e in virtù dei  fondi della democrazia partecipata, la Città di Catania godrà di un piano di imboschimento senza precedenti nella propria storia, colmando un vuoto di decenni di assenza un unitario progetto di forestazione di ampio respiro.

La giunta comunale presieduta da Salvo Pogliese -informa il Comune nell’ultima riunione ha infatti deliberato la stipula di un documento di collaborazione con la Start Up Arbolia, azienda frutto di un’intesa tra Snam e Cassa Depositi e Prestiti che progetta, promuove e realizza iniziative di rimboschimento su terreni messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, mediante il sostegno economico di aziende e privati che desiderino contribuire al miglioramento della qualità dell’aria delle città e alla creazione di aree verdi , senza costi per il Comune.

L’iniziativa promossa dalla Giunta Pogliese e coordinata dal capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, è la prima nelle grandi città del Sud poiché, se si esclude Lecce, Arbolia finora ha dato il proprio contributo solo nel Nord Italia, in particolare nei comuni di Parma, Udine e Treviso piantando alberi nelle rispettive aree urbane con grande apprezzamento delle comunità locali: ”Siamo orgogliosi -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese – di avere rilanciato un percorso virtuoso per l’ambiente contraddistinto da concretezza .sulla scia della feconda collaborazione pubblico-privato che già in tante situazioni ci ha consentito di migliorare il contesto urbano, senza gravare sul bilancio comunale, grazie a un’alleanza con quelle espressioni sociali e associative che hanno un atteggiamento autenticamente costruttivo verso i cittadini e la comunità”.

Tra i primi obiettivi di un piano che secondo l’amministrazione comunale dovrà essere il più vasto possibile, il sindaco ha reso noto di ritenere prioritario l’imboschimento del parco Monte Po’:”Un’area vastissima di proprietà comunale da sempre incolta e con resti archeologici da valorizzare –ha spiegato il primo cittadino- che contiamo di arricchire con almeno duemila alberi così da creare un nuovo grande polmone di ossigeno per i cittadini. Per la scelta delle zone, su cui avviare la piantumazione, tuttavia ci avverremo naturalmente dei suggerimenti di tecnici e organismi preposti, a cominciare dalla Consulta del verde. Abbiamo l’ambizioso obiettivo di accrescere i nostri parchi urbani con diecimila alberi, dando un’accelerazione fortissima sul fronte della sostenibilità ambientale che portiamo avanti con convinzione, nonostante siamo stati costretti a partire pressoché da zero e con i noti limiti di bilancio e risorse umane disponibili”. Secondo quanto prevede il protocollo, che ha valore per cinque anni, Arbolia, una volta individuati i terreni e definiti i progetti di imboschimento con essenze arboree e arbustive autoctone, si curerà di ricercare finanziatori/ sponsor per garantire, a propria cura e spese, l’intervento di imboschimento secondo il progetto redatto da un tecnico forestale abilitato e previo parere positivo da parte del Comune e di eventuali altri enti preposti; garantire, a propria cura e spese, la manutenzione del bosco per i primi due anni, a partire dal termine della piantumazione e concordare con il Comune le iniziative di comunicazione e sensibilizzazione ai temi ambientali, anche mediante l’apposizione di targhe illustrative e svolgimento di eventi previamente autorizzati dall’Amministrazione Comunale.

Particolarmente soddisfatto l’assessore all’ambiente Fabio Cantarella che ha curato i primi passi dell’intesa con Arbolia che la giunta Pogliese ha varato: ”Proseguiamo con determinazione l’attività di forestazione urbana intrapresa sin dal momento dell’insediamento. Abbiamo dato vita -ha aggiunto Cantarella- a un’esperienza unica in Sicilia e nel Mezzogiorno, che renderà la nostra città sempre più vivibile e accogliente ma anche più preparata a prevenire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici come le ondate di calore o le piogge imponenti”.

Secondo i piani concordati dall’Ufficio di gabinetto del sindaco diretto da Giuseppe Ferraro, una volta completati i previsti passaggi istituzionali e di condivisione dei progetti con le organizzazioni territoriali, l’obiettivo è avviare le prime piantumazioni nel primo periodo utile per queste attività, vale a dire il prossimo autunno, partendo proprio dal parco di Monte Pò su cui da anni si è unitariamente invocato un piano di forestazione.

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RISCHI COSTIERI: BOE E RADAR PER MONITORARE LE MAREGGIATE 

 

Università “Kore” di Enna, Università degli Studi di Catania e di Malta
  


IL PROGETTONEWS” SELEZIONATO PER RAPPRESENTARE IL SUD EUROPA

Mitigare gli effetti delle mareggiate e limitare i danni alle popolazioni provocati dai cambiamenti climatici attraverso un sistema innovativo di monitoraggio e di early warning, mettendo a disposizione degli utenti un’App per rimanere informati ed avere segnalazioni in anticipo su possibili inondazioni, erosione di litorali sabbiosi e crollo di falesie (coste rocciose).

 

Tutto questo è NEWS – “Nearshore hazard monitoring and Early Warning System” – finanziato nell’ambito del Programma INTERREG V-A Italia-Malta, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) l’Università di Catania, l’Università “Kore” di Enna, quella di Malta e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Un progetto sperimentale selezionato per rappresentare il Sud Europa nel Maritime Roadshow & EMD 2021, ossia l’annuale appuntamento organizzato dall’Unione Europea, in cui si incontrano i principali esperti nel settore marittimo per discutere e programmare azioni congiunte sulla blue-economy sostenibile.

 

NEWS ha preso vita tre anni fa dalla «consapevolezza del grande impatto che i cambiamenti climatici produrranno su scala globale, a cominciare dall’aumento della temperatura e degli effetti che quest’ultima avrà sull’alterazione del livello del mare e del  moto ondoso, con notevoli ricadute sulle zone costiere, a causa dei molteplici fenomeni che ne possono derivare: mareggiate, erosione, inondazioni – spiega il direttore del Dicar Enrico Foti, professore ordinario di Idraulica – anche nel Mar Mediterraneo assisteremo con sempre maggior frequenza a mareggiate severe, con ripercussioni sulle coste e conseguenti rischi per la popolazione. Certamente tra le aree maggiormente interessate è possibile annoverare quelle della Sicilia Sud-Orientale e del territorio maltese».

 

Come ottenere questi risultati? «Adottando misure specifiche per la riduzione dei rischi e facendo affidamento su sistemi di early warning, frutto di raccolte dati e analisi – aggiunge il coordinatore del progetto e professore di Geotecnica presso l’Università “Kore” di Enna Francesco Castelli – Nello specifico il progetto mira a realizzare una linea di intervento, comune ai due Paesi target, che va dal monitoraggio alla proposta di azioni e opere specifiche, per fare fronte a queste situazioni e per costruire comunità resilienti nei confronti di catastrofi dovute al rischio-mare»

Entrando più nello specifico e nella parte operativa «abbiamo due centri di controllo, uno a Enna ed uno a Catania, per la raccolta dei dati, l’elaborazione di tecniche avanzate e l’analisi di algoritmi – commenta Rosaria Musumeci, professore associato di Idraulica del Dicar – un mix che si trasformerà in informazioni fruibili agli utenti attraverso una applicazione web». Punto di forza del progetto e dello studio, dunque, «un monitoraggio dello stato del mare, per valutare le caratteristiche del moto ondoso durante le mareggiate: cosa resa possibile attraverso due boe – una posizionata a Santa Maria del Focallo ed una a Gozo – e quattro radar HF – due per parte (Sicilia Orientale e Malta)» conclude Luca Cavallaro, ricercatore di idraulica del Dicar.

«I primi risultati del progetto sono stati già inseriti nel Piano Regionale contro l’erosione costiera – concludono Foti e Castelli – una strategia complessiva adottata per intervenire su tutti quei tratti costieri maggiormente a rischio, con l’obiettivo di mettere in sicurezza litorali, salvaguardando la popolazione e i territori rivieraschi».

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