Acqua ad Agrigento, Aica e Siciliacque convocate in assessorato reg.le all’Energia e servizi ,per gli incrementi di fornitura estivi ,per il 4 giugno

 

 

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L’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, ha convocato per giovedì 4 giugno, in assessorato, un nuovo incontro con l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini (Aica) e la società Siciliacque, affinché si raggiunga al più presto un accordo sugli incrementi di fornitura idrica per la stagione estiva nell’Agrigentino.

«Ho convocato per l’ennesima volta le due parti – sottolinea l’assessore – per fare in modo di trovare un’intesa nell’interesse dei cittadini e di tutto il territorio, a cui va garantito un servizio adeguato. Dobbiamo evitare che battaglie legali pregiudichino un diritto fondamentale delle persone, peraltro in una stagione in cui non si registra carenza d’acqua. Anche per questo, alla luce delle criticità indicate da Corte dei Conti e Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, soprattutto in ambiti come Agrigento e Trapani, auspico che l’Assemblea regionale siciliana affronti al più presto il disegno di legge, varato dal governo Schifani, che riforma il sistema idrico e prevede una gestione unica regionale che superi la logica della frammentazione».

«Stiamo investendo importanti risorse – conclude Colianni – per migliorare e rendere più efficienti le nostre infrastrutture idriche e ridurre le perdite. Abbiamo già destinato a questo scopo oltre 80 milioni di euro di fondi Fsc ed entro giugno decreterò ulteriori importanti finanziamenti per le reti idriche e per il sistema fognario e depurativo».

Termovalorizzatori, presentati i progetti definitivi: Palermo e Catania tra gli impianti più puliti – e virtuosi – d’Europa nella gestione dei rifiuti

 

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Emissioni tra le più basse in Europa, produzione di energia dallo smaltimento dei rifiuti pari al fabbisogno di 174 mila famiglie, superamento del sistema delle discariche e risparmio concreto per Comuni e famiglie sul pagamento della Tari. Sono questi i quattro pilastri sui quali poggia la realizzazione dei due nuovi termovalorizzatori di Palermo e di Catania, impianti di ultima generazione, che daranno alla Sicilia un forte impulso nella gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti e che, sul piano tecnologico, si collocano all’avanguardia nel panorama europeo, superando per efficienza e innovazione strutture di riferimento come il termovalorizzatore di Copenaghen o, per restare in ambito nazionale, quelli di Bolzano e di Roma.

I due progetti definitivi sono stati presentati alla stampa nel corso di un incontro a Palazzo d’Orléans, a Palermo, dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme al Responsabile unico del procedimento, Salvo Cocina, all’ex ministro dell’Ambiente e consulente del presidente in tema di gestione dei rifiuti, Corrado Clini, ai due ingegneri della squadra che ha curato il progetto, Marco Cremonesi della società Crew (Fsi) e Francesco Martino della Martino e associati, e all’architetto Claudio Turrini, anche lui di Crew.

«Oggi – ha detto il presidente Schifani – tagliamo il traguardo di una tappa strategica nel percorso per la realizzazione di due termovalorizzatori che segneranno una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Sicilia. Presentiamo i due progetti definitivi degli impianti di Palermo e di Catania sui quali abbiamo puntato molto, chiedendo al governo nazionale di nominarci commissari straordinari per la loro realizzazione, in un momento in cui la Sicilia non aveva neppure il Piano rifiuti, che è lo strumento di base. Per un anno abbiamo lavorato assiduamente e ottenuto il via libera dalla Commissione europea, abbiamo portato avanti le procedure con il supporto di Invitalia e affidandoci al controllo dell’Anac. Adesso abbiamo le carte in regola e possiamo andare avanti con il nostro cronoprogramma: prevediamo di affidare i lavori nella primavera del 2027 e di inaugurare i due impianti entro il 2028».

«Oltre a una gestione sostenibile dei rifiuti e quindi a un superamento del sistema delle discariche  – ha aggiunto il presidente – l’esito finale al quale guardiamo è arrivare alla riduzione della Tari, dunque un vantaggio diretto per i cittadini che, oltre ad avere città più pulite, andranno anche a risparmiare. Quando ho iniziato questo percorso venivo visto un po’ come un alieno, perché in precedenza tutti quelli che avevano provato a realizzare i termovalorizzatori non ci erano riusciti. Anche noi abbiamo avuto le nostre difficoltà, con i ricorsi presentati al Tar, magari perché qualcuno che lavora nel settore si vede limitato nella propria attività. Ma noi andiamo avanti e abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. La macchina è partita e adesso si comincia a vedere la fine del tunnel, posso dire che oggi è uno dei giorni più importanti della mia vita».

Sugli aspetti tecnici si sono soffermati i progettisti. «Si tratta di due impianti all’avanguardia da un punto vista tecnologico – ha spiegato Cremonesi – con una capacità di smaltimento pari a 600 mila tonnellate e dai quali si produrrà energia elettrica pari al fabbisogno di 174 mila famiglie. È importante sottolineare anche che saranno ammesse alla valorizzazione energetica esclusivamente frazioni non riciclabili e che l’impianto non potrebbe funzionare con altro tipo di rifiuti».

«I due impianti, da un punto di vista dell’impatto ambientale – ha aggiunto Martino – sono tra i migliori al mondo e più efficienti di quelli di Copenaghen, punto di riferimento del settore, e di Bolzano, considerato tra i più performanti, ma anche meglio di quello in costruzione a Roma. I termovalorizzatori emetteranno il 96% in meno di diossine rispetto all’impianto danese e il 97% in meno rispetto a quello altoatesino. Per dare un’idea, quello di Bolzano emette in nove giorni le diossine che i due siciliani emetteranno in un anno. Non solo, anche sul fronte del consumo idrico gli impianti siciliani non hanno eguali al mondo perché l’intero fabbisogno è coperto da fonti di recupero e ricircolo, non ci sarà alcun prelievo dalle fonti naturali».

Infine, l’architetto Turrini ha evidenziato che, nella realizzazione dei progetti, si è tenuto conto della diversità dei luoghi in cui sorgeranno: «A Palermo la struttura punta a mimetizzarsi con il contesto circostante, minimizzando l’impatto ambientale. A Catania, invece, il progetto è stato pensato per aprirsi al territorio e generare un paesaggio del tutto nuovo».

Progetti che, come ha sottolineato l’ex ministro Clini in conferenza stampa, sono stati apprezzati anche dalla Commissione europea che ha approvato il piano dei rifiuti siciliano, riconoscendone «l’innovazione e la validità sia sotto il profilo delle emissioni sia dal punto di vista della sostenibilità della gestione dei rifiuti».

 

Scheda tecnica

Emissioni tra le più basse in Europa, meglio di Bolzano e di Copenhill
Quando entreranno in funzione, i termovalorizzatori siciliani avranno le emissioni più basse d’Europa: più efficienti di Bolzano, fino a oggi il riferimento nazionale, alla pari con Roma e più puliti persino di Copenhill, il grande impianto di Copenaghen inaugurato nel 2017 e considerato il benchmark mondiale del settore. Su tutti i principali inquinanti i valori sono inferiori, ma è sulle diossine che il divario è più marcato: gli impianti siciliani ne emetteranno il 97% in meno rispetto a Bolzano, il 96% rispetto a Copenaghen e il 75% in meno rispetto a Roma. I termovalorizzatori di Palermo e Catania, per intenderci, emetteranno in un anno la stessa quantità di diossine che l’impianto di Bolzano rilascia nell’aria in appena 9 giorni.

Il quadro complessivo
I termovalorizzatori rappresentano il segmento finale del nuovo Piano regionale dei rifiuti, recentemente approvato dalla Commissione europea, che prevede, fra l’altro, 9 impianti di selezione, recupero e raffinazione, 7 piattaforme di selezione della raccolta differenziata, 2 piattaforme per il trattamento dei pannolini, 4 ampliamenti di discariche esistenti e 2 biodigestori, tutti già finanziati. L’obiettivo è portare la Sicilia al 65% di recupero di materia e ridurre al 10% il conferimento in discarica, con un abbattimento dei costi, che oggi superano i 350 euro a tonnellata, e un risparmio di circa 100 milioni di euro a beneficio di famiglie e imprese. Il costo complessivo dei due impianti è di 881 milioni di euro a base d’asta, finanziati con le risorse Fsc.

Stop alle discariche e ai trasferimenti extra-regionali
Con i nuovi impianti, la Sicilia supererà definitivamente il sistema basato sulle discariche, che negli anni ha generato alti livelli di inquinamento ed elevati costi di smaltimento. Oggi, infatti, una parte consistente dei rifiuti viene trasferita al Nord o all’estero per essere smaltita, percorrendo distanze superiori ai mille chilometri e con un costo di circa 380 euro per tonnellata, tre volte la media nazionale. La realizzazione dei due impianti consentirà di chiudere definitivamente questo capitolo: tutta la componente non riciclabile dei rifiuti sarà trattata in Sicilia. Grazie a questo processo i conferimenti in discarica diminuiranno progressivamente passando dalle 748 mila tonnellate di rifiuti del 2027 alle 500 mila del 2028, per arrivare a 140 mila nel 2030.

Risparmio per famiglie e imprese
La chiusura del ciclo dei rifiuti in ambito regionale comporterà un drastico abbattimento dei costi per Comuni e cittadini, con un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro all’anno. Ogni tonnellata di rifiuto trattata all’interno di un termovalorizzatore genera energia elettrica, da qui l’acronimo internazionale Wte, Waste to energy, ovvero dal rifiuto all’energia. I due impianti di Palermo e Catania genereranno insieme circa 469,6 GWh all’anno, pari al fabbisogno di 174 mila famiglie siciliane. Il 10% di questa energia prodotta servirà ad autoalimentare gli impianti, il restante 90% sarà invece ceduto alla rete elettrica garantendo un introito che consentirà di abbassare le tariffe di conferimento per i Comuni e di conseguenza la Tari ai cittadini. Le nuove strutture saranno attive per 8 mila ore all’anno, pari al 91% del tempo, un primato che le rende tra le più affidabili d’Europa nel loro settore. Ciascun impianto, inoltre, sarà dotato di due forni indipendenti collegati a un unico turboalternatore che converte tutta l’energia prodotta in elettricità, senza alcuno spreco. Se uno dei due forni dovesse fermarsi per manutenzione, l’altro continuerebbe comunque a operare.

Zero consumo d’acqua 
L’intero fabbisogno idrico dei due impianti viene coperto esclusivamente da fonti di recupero e ricircolo interno: acque meteoriche, condense di processo, spurghi del ciclo termico e, rispettivamente, l’effluente del depuratore civile di Pantano d’Arci per Catania e il percolato dell’impianto di trattamento limitrofo per Palermo. Tutte le acque sono trattate con osmosi inversa, un processo di filtrazione a membrana che produce acqua industriale pulita. Non avviene alcun prelievo da falde sotterranee o dall’acquedotto pubblico.

Un’architettura aperta alla comunità
A Palermo, nell’area di Bellolampo, l’edificio si sviluppa come un’estensione organica del paesaggio, quindi con una forte mitigazione dell’impatto ambientale. Le facciate saranno realizzate in corten, materiale che riprende i colori della roccia siciliana, e il tetto sarà percorribile. A Catania, inserito in un contesto prevalentemente industriale a tre chilometri dal mare, l’impianto diventa un parco urbano pubblico, sul modello del celebre Copenhill di Copenaghen, ridisegnando il quartiere con verde pensile, specchi d’acqua e un centro visitatori.

Incendio a Catania, fiamme spinte dal forte vento nell’area della “Susanna”

 

 

Catania–

Un vasto incendio di sterpaglie, canneto ed alberi sta impegnando i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Catania.

Le fiamme si sono sviluppate a ridosso del viale Mario Rapisardi e di Via Sabato Martelli Castaldi, nella zona denominata “Susanna”.

Sul posto una squadra della Centrale, le squadre dei distaccamenti di Maletto e Sud, diverse autobotti e un mezzo di supporto logistico. Le fiamme spinte dal forte vento, hanno sprigionato colonne di fumo visibili da diverse zone della città.

Acqua, completata la pianificazione: in Sicilia le risorse idriche ..”sembrano ora sufficienti per il resto dell’anno”

 

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Le risorse idriche della Sicilia sono più che sufficienti ad affrontare con serenità tutto il 2026 garantendo gli usi potabile, irriguo e industriale. Lo conferma l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia che, nella seduta del 30 aprile scorso, ha completato l’analisi e la pianificazione dei volumi di acqua presenti negli invasi dell’Isola.

«Le riserve accumulate, unitamente a quelle reperite con gli interventi della Regione sui pozzi e sulle reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – consentono di affrontare l’approvvigionamento di acqua non più in condizioni di severità idrica. Si tratta di risultati concreti che vanno nella direzione di una gestione più efficiente e strutturata che richiede anche un’attenta pianificazione, con la redazione del Piano di tutela delle acque da aggiornare ogni sei anni, prevedendo una serie di azioni per rendere più resiliente il sistema nel fronteggiare fenomeni di siccità ricorrenti dovuti al cambiamento climatico».

Le attuali favorevoli condizioni di sistema si riflettono, in particolare, anche nel comprensorio del Palermitano, per il quale è stata pianificata la risorsa idrica assegnando tutto il fabbisogno richiesto dai soggetti utilizzatori. L’Autorità di bacino ha fornito ai destinatari del provvedimento di assegnazione le raccomandazioni relative al monitoraggio costante e all’obbligo di perseguire la massima efficienza nell’uso dell’acqua, implementando misure finalizzate alla riduzione delle perdite.

Isola di Vulcano, completati i lavori nei porti di Levante e Ponente

 

Alessandro Aricò

 

Completata la messa in sicurezza dei porti di Levante e di Ponente nell’isola di Vulcano, del Comune di Lipari, nel Messinese. Si tratta di lavori che hanno interessato il molo foraneo e il collegamento tra le banchine e il pontile di attracco degli aliscafi. Gli interventi sono stati interamente finanziati dalla Regione Siciliana con un investimento complessivo di oltre 2,5 milioni. Nei prossimi giorni i porti, quindi, potranno tornare alla loro piena operatività.

«Siamo intervenuti con tempestività – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – per restituire all’isola di Vulcano, e a tutto l’arcipelago delle Eolie, un’infrastruttura strategica per la mobilità di residenti e turisti e per lo sviluppo economico del territorio. Non ci siamo tirati indietro anche quando è stato necessario incrementare lo stanziamento per garantire la piena sicurezza degli approdi e consentire il completamento delle opere previste, perché il nostro obiettivo era la piena fruibilità dello scalo. Si tratta di un intervento importante che conferma l’attenzione del governo Schifani verso le esigenze concrete dei territori insulari, dove i porti rappresentano un presidio fondamentale».

L’intervento rientra nel più ampio programma di potenziamento e manutenzione delle infrastrutture portuali promosso dalla Regione Siciliana, con particolare attenzione agli approdi delle isole minori, considerati strategici per la continuità territoriale e la sicurezza della navigazione.

Emergenza rifiuti: caos trasporti satura impianto Coda Volpe. Ordinanza del Sindaco per conferimento straordinario a Termini Imerese

 

Catania,

l Sindaco Enrico Trantino ha appena firmato un’ordinanza per fronteggiare, almeno in parte, la grave situazione che sta interessando la raccolta dei rifiuti sul territorio comunale, nel quadro delle criticità che stanno coinvolgendo l’intero territorio siciliano.

Il provvedimento dispone il conferimento straordinario di circa 200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati presso l’impianto di Termini Imerese, affidando il servizio alla società Green Team S.r.l.

Le attuali difficoltà sono riconducibili ai blocchi dei trasporti e alle limitazioni nella filiera di smaltimento registrati negli ultimi giorni, circostanze che stanno incidendo significativamente sulla regolarità dei conferimenti e sull’equilibrio complessivo del sistema.

In particolare, si è verificata una drastica riduzione dei conferimenti presso l’impianto di trattamento meccanico-biologico di contrada Coda Volpe, gestito da Sicula Trasporti, a causa della chiusura per manutenzione di impianti esteri, di destinazione precisamente in Danimarca, ma anche delle difficoltà nei trasferimenti via mare legate al contesto internazionale e di ulteriori criticità tecniche in altri impianti regionali che stanno paralizzando il sistema.

Questa situazione determina l’impossibilità, per il Comune di Catania, di conferire l’intera quantità di rifiuti indifferenziati raccolti quotidianamente, con il rischio concreto di accumuli diffusi sul territorio urbano e la formazione di discariche incontrollate tali da compromettere le condizioni di igiene pubblica e la sicurezza ambientale.

Questo elemento, pur essendo esterno al territorio regionale, incide direttamente sulla capacità operativa locale e contribuisce in maniera determinante alla situazione emergenziale descritta nell’ordinanza

L’ordinanza del sindaco Trantino autorizza le ditte incaricate della raccolta a conferire i quantitativi eccedenti presso il nuovo impianto individuato, assicurando la continuità del servizio e riducendo il rischio di accumuli sul territorio. Gli uffici comunali competenti sono incaricati di porre in essere tutti gli atti necessari per l’attuazione del provvedimento, mentre alla Polizia Municipale è affidata l’attività di vigilanza e monitoraggio.

Il provvedimento ha carattere contingibile e urgente e resterà in vigore fino al venir meno delle condizioni che l’hanno determinato, con possibilità di revoca qualora si ristabiliscano condizioni ordinarie nella gestione dei rifiuti o in caso di eventuali criticità nell’esecuzione del servizio.

Con questo intervento che con la disponibilità della piattaforma di Termini diverrà operativo auspicabilmente nelle prossime ore, intendiamo assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente – ha dichiarato il Sindaco Enrico Trantino- stiamo affrontando la grave situazione con prioritaria tempestività assieme al vicesindaco Massimo Pesce, agli uffici competenti regionali e comunali,  determinata da fattori esterni al sistema locale ma con ricadute dirette sul territorio cittadino. Continueremo a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione per ripristinare quanto prima le condizioni ordinarie di servizio“.

Divieto di balneazione 2026 a Messina: ordinanza commissariale a tutela della salute pubblica ..

Divieto di balneazione 2026: ordinanza commissariale a tutela della salute pubblica

Stagione balneare dal 1° maggio al 31 ottobre 2026.

Messina,

Con ordinanza n. 72 dell’8 aprile 2026, il Commissario straordinario dott. Piero Mattei ha disposto il divieto di balneazione in specifici tratti di mare e di costa del territorio comunale di Messina, in conformità alle indicazioni contenute nel decreto regionale D.D.G. n. 388/2026 del 23 marzo 2026., pubblicato il 3 aprile scorso sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n°16. Il provvedimento si inserisce nell’ambito delle misure di tutela igienico-sanitaria della salute pubblica e dei bagnanti, sulla base delle analisi e classificazioni effettuate dal Dipartimento Attività Sanitarie ed Osservatorio Epidemiologico della Regione Siciliana, in collaborazione con il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’ASP di Messina.

 La stagione balneare 2026 è fissata dal 1° maggio al 31 ottobre.

 All’interno di questo periodo, risultano interdetti alla balneazione alcuni tratti di costa individuati negli allegati tecnici al decreto regionale, distinti in: aree non balneabili per inquinamento; aree non balneabili per altri motivi; e tratti interessati da immissioni quali sbocco di canali, fiumi, torrenti e depuratori.

I tratti di mare e di costa non adibiti alla balneazione per inquinamento sono quelli compresi dalla foce del torrente Larderia alla foce del torrente Portalegni, per un tratto di 6400 metri; da 50 metri sud dall’ex ospedale Regina Margherita a 100 metri nord dalla foce del torrente Annunziata, per 630 metri; e da 100 metri sud a 100 metri a nord del canale Lago Piccolo di Torre Faro per un tratto di 200 metri.

Non sono inoltre balneabili le aree portuali, dal torrente Portalegni a via Brasile, per 8950 metri; e tra il lato sud del porto di Tremestieri sino al torrente Larderia, per 1400 metri.

Il provvedimento dispone infine il divieto di balneazione in quei tratti di mare e di costa interessati da immissioni di sbocco di canali, fiumi, torrenti e depuratori: dalla foce del torrente Giampilieri a 50 metri a nord dello stesso, per un tratto di 100 metri; e da 100 metri est del depuratore di Acqualadroni a 100 metri ad ovest dello stesso per 200 metri.

Il dipartimento Servizi Ambientali del Comune è incaricato della collocazione di cartelli metallici per indicare i divieti all’inizio di tutte le strade di accesso, pedonali o carrabili, a tutti i tratti di mare interessati e di rimuovere quelli precedentemente collocati indicanti il divieto di balneazione in zone non comprese nella presente ordinanza. Il Corpo di Polizia Municipale e gli altri organi competenti sono incaricati della vigilanza e dell’applicazione delle sanzioni previste nei confronti dei trasgressori.

Rifiuti, Catania, al via spazzamento volontario domenicale nei quartieri: si parte da Picanello

 

Iniziativa disposta dal sindaco Enrico Trantino e dal vicesindaco Massimo Pesce, curata dall’azienda appaltatrice del lotto Centro Gema S.p.A.

 

Catania,

Prende il via domenica mattina l’iniziativa disposta dal sindaco Enrico Trantino e dal vicesindaco Massimo Pesce, curata dall’azienda appaltatrice del lotto Centro GEMA S.p.A,  di potenziamento primaverile dei servizi di spazzamento e pulizia urbana a partire dal quartiere di Picanello che riguarderà, nelle domeniche successive, tutte le zone del perimetro urbano del lotto Centro.

Una vera e propria task force di operatori, affiancati da una decina di giovani inseriti nei percorsi di reinserimento sociale concordati dal Comune con il tribunale dei minorenni presieduto da Roberto Di Bella, saranno impegnati con ramazze, spazzatrici e autocarri per uno spazzamento accurato manuale e meccanizzato, la rimozione degli ingombranti abbandonati, dei sacchetti sparsi e dei rifiuti dalle aiuole.

Con questo potenziamento primaverile vogliamo dare una risposta concreta all’abbandono dei rifiuti e alla necessità di decoro che giustamente i cittadini richiedono” ha spiegato il Vice Sindaco e Assessore all’Ecologia Massimo Pesce. “La concentrazione delle risorse su un singolo quartiere permette di effettuare una vera e propria pulizia profonda che i servizi ordinari non sempre riescono a garantire. Operare nella giornata festiva consente inoltre di lavorare con meno traffico veicolare e maggiore efficacia. Dal mese di Giugno ripartiremo coi lavaggi continui delle strade fino a Ottobre”.

Per una migliore riuscita degli interventi, l’Assessore Pesce invita i cittadini del quartiere a collaborare e segnalare preventivamente la presenza di rifiuti ingombranti o situazioni di degrado tramite i canali ufficiali….comunali.

Rifiuti, Il Presidente della Regione Sicilia,Schifani: «Entro il 2028 operativi i termovalorizzatori di Palermo e Catania. Svolta storica»

 

 

Schifani alla Camera di commercio

 

«Contiamo di rendere operativi entro il 2028 i due termovalorizzatori di Palermo e di Catania, un traguardo storico per la Sicilia». Ad annunciarlo è il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo al convegno “Oltre le rinnovabili. Le nuove frontiere dell’energia tra sicurezza, industria e transizione”, che si è svolto stamattina alla Camera di commercio di Palermo ed Enna.

«Abbiamo già avviato la fase di progettazione – ha aggiunto Schifani, che è commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti – e il prossimo passaggio sarà la pubblicazione dei bandi da parte di Invitalia. Dall’avvio dei lavori, sarà poi necessario circa un anno e mezzo per il completamento delle opere». Entro il 30 aprile, infatti, verranno consegnati i progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) dei due impianti e a seguire saranno richiesti i pareri e la valutazione di impatto ambientale. Ottenuto il via libera partiranno le gare pubbliche, con aggiudicazione entro gennaio dell’anno prossimo. I lavori partiranno entro aprile 2027 con l’obiettivo finale di arrivare nel 2028 all’inaugurazione dei due termovalorizzatori.

Nel corso dell’intervento, il presidente della Regione ha illustrato i punti chiave del nuovo Piano per la gestione dei rifiuti, approvato nel 2024 dal governo regionale dopo aver coinvolto enti locali e istituzioni, che ha ottenuto a marzo il via libera dalla Commissione europea: «I rifiuti non sono necessariamente un problema, ma possono diventare una risorsa, se gestiti in modo efficiente. Abbiamo ereditato un sistema che negli anni ha generato costi elevati per la collettività, sia economici che ambientali, dovuti  soprattutto all’eccessivo ricorso alle discariche e alla carenza di impianti adeguati. È necessario passare a un modello più moderno, integrato e autosufficiente, fondato su recupero e valorizzazione dei materiali e sulla sostenibilità».

Tra i principali obiettivi individuati dal nuovo Piano regionale, ed evidenziati stamattina dal presidente Schifani, emergono in particolare il potenziamento della raccolta differenziata «che dovrà raggiungere almeno il 65% a livello regionale, anche attraverso una campagna di sensibilizzazione promossa dalla Regione», e la realizzazione di nuovi impianti, come quelli per il compostaggio della frazione organica e i biodigestori in grado di produrre biometano.

Affrontando il tema delle fonti alternative di energia, Schifani ha ricordato che il 17 aprile Irfis Fin Sicilia, la finanziaria regionale, pubblicherà un bando da 12 milioni di euro per sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici domestici attraverso finanziamenti agevolati a tasso zero. La piattaforma per la presentazione delle domande verrà aperta il 14 luglio. Ma il punto probabilmente più qualificante del Piano resta la realizzazione dei due termovalorizzatori. «Il riciclo è la strategia migliore in assoluto  – ha concluso Schifani – ma non tutti i materiali sono recuperabili.

Per la componente non riciclabile, la realizzazione dei termovalorizzatori è strategica. Si tratta di impianti moderni ed efficienti, che una volta a regime saranno in grado di gestire circa 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, riducendo del 90% il volume dell’indifferenziato, e di produrre 50 megawatt di energia. Sono fondamentali per completare il ciclo virtuoso della raccolta differenziata e del riuso, per ridurre i costi, evitando il trasferimento all’estero, e per rafforzare l’autonomia energetica della Sicilia. Grazie ai termovalorizzatori otterremo energia dai rifiuti, sotto forma di elettricità e di calore, un obiettivo oggi ancora più rilevante alla luce dei recenti scenari internazionali».

Rifiuti, disco verde dalla Regione Sicilia alla vasca VII bis di Bellolampo

 

Savarino Giusi

 

 

Via libera definitivo dalla Regione alla realizzazione della vasca VII-bis della discarica di Bellolampo, a Palermo.

L’assessore regionale al Territorio e ambiente, Giusi Savarino, ha firmato il decreto con cui viene rilasciato il Provvedimento autorizzativo unico regionale (P.a.u.r.), documento che raccoglie in sé tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’opera.

«Con la firma di questo decreto diamo una risposta concreta e molto attesa alla città di Palermo – dice l’assessore Savarino – La vasca VII-bis è un’infrastruttura strategica e indispensabile per la gestione dei rifiuti del capoluogo siciliano. Abbiamo chiuso un iter complesso, fatto di valutazioni tecniche rigorose e di un costante dialogo tra le istituzioni coinvolte, nel pieno rispetto delle normative ambientali. Questo provvedimento dimostra che quando gli enti lavorano insieme con rigore e senso di responsabilità verso i cittadini e il territorio, i risultati arrivano».

Il provvedimento include la Valutazione positiva di impatto ambientale (Via) rilasciata a settembre 2025 e l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) emessa a febbraio 2026, entrambe favorevoli al progetto per la realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi presso la piattaforma impiantistica di Palermo.