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La Procura di Bologna “all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita, sul decesso di Abderrahim FaKir, per l’intervento di due poliziotti, anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia, ha proceduto alla iscrizione di un procedimento, in apposito registro modello ‘45 bis’, nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”.
La Procura applica la nuova norma sul registro per le annotazioni preliminari in cui vengono iscritti i nomi di soggetti a cui vengono attribuiti reati commessi in presenza di una possibile causa di giustificazione. Gioco di parole per l’opinione pubblica ma in sostanza il registro equivale a quello degli indagati com’era prima.
“Gli accertamenti terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario”, spiega una nota firmata dal procuratore di Bologna Paolo Guido. La Procura riferisce che “verranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico – legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti“.
Ipotesi reato omicidio colposo dei poliziotti
Sono sei gli iscritti a modello 45 bis, due poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio e quattro sanitari, nel fascicolo aperto dalla Procura di Bologna per l‘ipotesi di reato di omicidio colposo. Saranno svolte dalla Polizia le indagini sulla morte di Fakir. Tra oggi e domani dovrebbe essere affidato l’incarico per l’autopsia, che dovrebbe essere eseguita da un collegio di medici.
Presidio in piazza Nettuno a Bologna
Stasera il presidio in piazza Nettuno a Bologna, previsto dalle 19 alle 20 e lanciato ieri con un appello del sindaco Matteo Lepore, “sarà un momento di raccoglimento e partecipazione, senza interventi politici e senza un palco”. Lo fa sapere in una nota il Comune di Bologna. “Bologna – dichiara il primo cittadino nella nota – resterà unita e affronterà questa tragedia da città democratica che crede nello Stato di diritto e nelle istituzioni. È così che in altre occasioni abbiamo ottenuto verità e giustizia anche quando le nostre ferite erano molto profonde”.
Opposizioni : “Verità su Fakir”
Pd e M5S hanno chiesto un’informativa urgente al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sulla morte di Abderrahim FaKir,. “Occorre fare chiarezza. Voglio manifestare qui la nostra piena fiducia nella magistratura che svolgerà tutti gli accertamenti necessari ma è importante che il ministro dell’Interno riferisca su quanto accaduto”, ha detto Andrea De Maria del Pd nell’aula della Camera. Una richiesta a cui si sono uniti i 5 Stelle con Gilda Sportiello: “Immagini sconvolgenti che mai avremmo voluto vedere e ci indignano le dichiarazioni della maggioranza. Chiediamo verità”.
Nicola Fratoianni di Avs.dichiara:”Le terribili immagini da Bologna che in tanti hanno visto non possono rimanere senza risposta: lo si deve ai familiari della vittima, lo si deve all’opinione pubblica e lo si deve alle stesse forze dell’ordine”,
“Certo impressiona che ancora una volta siamo di fronte ad un cittadino consegnato allo Stato, quello Stato che dovrebbe garantire la sua tutela, e che invece perde la vita. È per questo che occorre al più presto fare chiarezza, individuare responsabilità, fare in modo – ha concluso Fratoianni – che non si ripetano più episodi così drammatici, rivedere le modalità e le tecniche di immobilizzazione da parte delle forze dell’ordine. Una cosa è chiara: non ci possono essere zone d’ombra”.








