Beni culturali, oggi consegna dei lavori nella chiesa di Santa Maria di Gesù a Palermo

 

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Palermo,

Partiranno  oggi giovedì primo febbraio, gli interventi di recupero e messa in sicurezza di tutti gli elementi di pregio artistico della chiesa di Santa Maria di Gesù di Palermo. Il complesso monumentale era stato danneggiato dal disastroso incendio dello scorso 25 luglio.

Alle 10 l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, consegnerà alla ditta aggiudicataria i lavori. Gli interventi sono propedeutici alla futura operazione di restauro della chiesa quattrocentesca. Saranno presenti anche Selima Giuliano, Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, e frate Vincenzo Bruccoleri, superiore del convento di Santa Maria di Gesù.

Archeologia in Sicilia, martedì 30 maggio riapre la Villa romana di Durrueli a Realmonte, risalente aL I sec.dopo Cristo

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Sarà restituita alla comunità e ai visitatori la villa romana di Durrueli, a Realmonte, nell’Agrigentino. La villa che si trova alla foce del fiume Cottone, nella baia tra Punta Piccola e Punta Grande, riaprirà martedì 30 maggio alle 11.30. Si tratta di una vera e propria “villa maritima” di età imperiale, risalente al primo secolo dopo Cristo, decorata a mosaici, con le terme perfettamente visibili e affacciata sul mare, a poche centinaia di metri dalla Scala dei Turchi.
Il recupero e la manutenzione, curati e finanziati dal Parco Valle dei Templi, hanno permesso di rendere fruibili i mosaici, le terme e l’intera struttura che sarà aperta alle visite dal 1 giugno al 30 settembre (dalle 9 alle 19) secondo un piano di presenze contingentate e un progetto che prevede anche un percorso unico e un cartellone di spettacoli e incontri. Già dalla mattina di martedì si potrà partecipare a due visite guidate di CoopCulture, gestore dei servizi aggiuntivi. 

Siracusa,Beni culturali, partono i lavori di restauro nella chiesa Montevergine a Sortino

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Palermo,
Parte  il restauro delle preziose maioliche che costituiscono parte del rivestimento interno della chiesa della Natività del monastero di Montevergine di Sortino, nel Siracusano. Venerdì 26 maggio, alle 10 nell’edificio di culto, la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Siracusa, in qualità di stazione appaltante, consegnerà i lavori alla ditta Kermes Conservazione Diagnostica e Restauro Srl di Ragusa, affidataria dell’intervento per un importo di poco più di 105 mila euro oltre Iva.

Il restauro, tra i pochissimi di questa tipologia effettuati sino ad ora sul nostro territorio, è stato finanziato con le risorse del Fondo edifici di culto (Fec) e prevede il consolidamento della pavimentazione esistente attraverso l’integrazione e l’eventuale sostituzione e ripristino dei pezzi che risultino irrimediabilmente ammalorati a causa del cattivo stato di conservazione. 

La Chiesa, detta di Montevergine, un vero gioiello architettonico di gusto rinascimentale di cui si conosce con certezza solo l’anno di conclusione dei lavori di costruzione, il 1774, completata di decorazioni nel 1779, sorge accanto al monastero di clausura delle suore benedettine. Il pavimento maiolicato a piastrelle (di Valenza), oggetto dell’intervento, reca l’unitaria figurazione della “Pesca miracolosa” in un ampio e ricco scenario. I motivi decorativi, la posa delle figure e il loro aspetto espressivo, le scelte cromatiche, sembrano richiamare la scuola napoletana del Settecento e in particolare gli ornati paesaggistici e i decori che riprendono motivi fitomorfici di Leonardo Chianese (metà del secolo XVIII). 

Beni culturali in Sicilia: torna la “Notte europea dei musei”

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Torna sabato 13 maggio la “Notte europea dei musei”, giunta quest’anno alla sua diciannovesima edizione. L’iniziativa,-informa la Regione Sicilia –  organizzata dal ministero della Cultura francese e patrocinata dall’Unesco, dal Consiglio d’Europa e dall’Icom, prevede l’apertura straordinaria serale di istituti e luoghi della cultura al costo simbolico di 1 euro (eccetto i casi di gratuità previsti). Obiettivo della manifestazione è quello di incentivare e 
La Regione Siciliana, su indicazione dell’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana, ha aderito all’iniziativa con una serie di aperture straordinarie e appuntamenti nei principali musei della Sicilia che, per l’occasione, saranno visitabili fino a tarda sera.
Per celebrare la serata, molti siti regionali hanno programmato iniziative speciali. Per una maggiore certezza dell’orario di apertura e delle proposte di visita è sempre consigliabile consultare le pagine web o Facebook delle singole strutture museali.
Partendo da Palermo, apriranno le porte il Museo Archeologico Salinas (ore 19-24); il Museo regionale di Arte moderna e contemporanea con le due sedi di Palazzo d’Aumale e Palazzo Belmonte Riso (fino alle 24), che sabato riaprirà al pubblico il salone del primo piano e l’ala nuova del primo e secondo piano, con un inedito riallestimento della collezione permanente; la Galleria regionale di Palazzo Abatellis (ore 20-24), dove sarà visibile il piano terra dell’ala quattrocentesca, con l’esposizione di quattro dipinti seicenteschi di Giuseppe Recco raffiguranti nature morte; a Palazzo Mirto (ore 20-24) sarà aperto il piano nobile, mentre all’Oratorio dei Bianchi (ore 20-24) la chiesa inferiore con l’esposizione degli stucchi del Serpotta. Resteranno aperti anche il Villino Florio dalle 18 alle 24 e, ancora, il Centro regionale Progettazione e restauro, che aprirà la propria sede di Palazzo Montalbo dalle 19.30 alle 23.30 con una visita guidata ai laboratori di diagnostica e di restauro, oltre che alla biblioteca. Nella provincia, il Parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato fino alle 23, con l’antiquarium e il museo Pirro Marconi di Himera, l’antiqurium di Solunto, quello di Monte Iato, il Museo archeologico della Valle dell’Eleuterio a Marineo, le Terme arabe a Cefalà Diana.
Ad Agrigento aderisce il Museo archeologico regionale Pietro Griffo (ore 21-00.30) con lo spettacolo sensoriale “L’anello dal passato” e un laboratorio per bambini in occasione della festa della mamma); in provincia, il Museo archeologico della Badia di Licata (fino alle 23), con un’estemporanea di arti grafica, la presentazione della guida archeologica e un concerto “Drink Floyd”.

Caltanissetta visite al Museo interdisciplinare (fino alle 24) e al Museo archeologico di Marianopoli (fino alle 24). 

Nel Catanese apriranno Museo della ceramica di Caltagirone, il Museo Saro Franco di Adrano (ore 20-23).

Nell’Ennese aderiscono la Villa romana del Casale e il Museo della città del territorio a Piazza Armerina (ore 20-23), il Museo archeologico di Centuripe (ore 20-23).

Messina aperto il Museo regionale (ore 20-24), nella provincia, invece, il Museo delle tradizioni silvo-pastorali di Mistretta (ore 20-24), il Teatro antico di Taormina e il Museo archeologico di Naxos (ore 20-23), il Museo archeologico eoliano Bernabò Brea Lipari (ore 20-23).

Nel Ragusano visite serali al complesso monumentale ex Convento della croce a Scicli e al Museo archeologico regionale di Camarina (ore 19-22).
Porte aperte a Siracusa al Museo archeologico Paolo Orsi (ore 19-22) con un percorso tematico “Per le antiche note”, a Palazzolo Acreide (Sr) al Museo archeologico Palazzo Cappellani (ore 19-23), al Parco archeologico Leontinoi e Megara (fino alle 22) con l’esposizione “Ambre e bronzi da Cava S. Aloe”.

Trapani aderisce il Museo regionale Agostino Pepoli (ore 20-24), secondo il seguente programma: alle 20 l’itinerario per famiglie “Bimbi al Museo”; alle 21 percorsi guidati “Tra arte e racconto”, alle 22 “Chitarre al Museo, da Bach a Francisco Tàrrega”, concerto di Chiara Buzzurro, Ivan Strano e Claudio Terzo. In provincia, il Parco archeologico Lilibeo di Marsala (Ore 20-23) con l’itinerario “Storie dal mare”; il Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, con l’area monumentale di Selinunte (ore 20-24), il Museo del Satiro di Mazara del Vallo (ore 20-24), il Museo Castello di Grifeo di Partanna (ore 20-24); il tempio del Parco archeologico di Segesta (ore 19.30-22.30).

Venerdi 10 Marzo giornata dedicata a Tusa. Scarpinato: «Tramandiamo suo amore per la Sicilia»

 

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Anche quest’anno venerdì 10 marzo torna la Giornata dei Beni Culturali Siciliani, dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa, il grande archeologo e assessore regionale dei Beni culturali tragicamente scomparso nel disastro aereo avvenuto in Etiopia nello stesso giorno del 2019.
Per l’evento tutti i luoghi d’interesse culturale della Regione Siciliana, siti archeologici, musei, gallerie e  biblioteche, saranno aperti gratuitamente al pubblico. Oltre agli ingressi gratuiti, inoltre, i Parchi archeologici realizzeranno numerose attività.

«Iniziative come questa – afferma l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – testimoniano e ci permettono di comprendere quanto Tusa, uomo di grande capacità ed equilibrio, abbia amato quest’Isola. Un uomo che ha messo al centro del suo impegno il recupero della memoria storica pur essendo sempre proiettato in un futuro fatto di innovazione e sperimentazione. Il nostro obiettivo è tramandarne il ricordo e l’operato, affinché i suoi insegnamenti e le sue passioni possano continuare a vivere e ci consentano di portare avanti la sua visione dei beni culturali come strumento per la crescita della nostra regione».

Queste alcune fra le iniziative dei Parchi archeologici siciliani. Nella Valle dei Templi di Agrigento sarà possibile prendere a parte a visite guidate inedite, grazie all’apertura di luoghi esclusivi come le catacombe. A Selinunte il Parco archeologico organizzerà, al Baglio Florio e a Pantelleria nei locali comunali e nella sede del Parco nazionale, la proiezione di due cortometraggi dal titolo: “Oltre Selinunte” e “Appunti per la terra di Yrnm”,  in cui Tusa racconta “le storie” di due terre a cui fu profondamente legato. Nel Parco archeologico di Segesta sarà possibile prendere parte ad una speciale visita guidata al Tempio Dorico, dove saranno fornite ai visitatori le coordinate storico-geografiche inerenti l’antica colonia elima e illustrate alcune tradizioni storiche relative all’origine dei segestani. Al Parco archeologico di Siracusa sarà invece possibile prendere parte ai due eventi che si terranno nei locali del museo Paolo Orsi: alle ore 16.30 è previsto il laboratorio didattico “Piccoli Vasai”, dedicato ai giovani dai 6 ai 12 anni a cura di Civita Sicilia; alle ore 17.30 è in programma la proiezione del docufilm “Ciauru i risina: I ricordi di un maestro d’ascia”.
 
Numerose le altre attività in calendario per la Giornata del 10 marzo. Tra queste, all’Arsenale della Marina Regia di Palermo, prossima sede del primo Museo del Mare della Sicilia, la mostra “Sebastiano Tusa, una vita per la cultura”: cinque sezioni che grazie ad apparati multimediali, video, foto, documenti e reperti archeologici recuperati nei fondali siciliani, ripercorrono la storia del fondatore della Soprintendenza del Mare dai primi studi di archeologia preistorica fino alla costituzione dei primi gruppi di archeologia subacquea che hanno dato vita, nel 2004, alla Soprintendenza del Mare. In esposizione reperti provenienti dai ritrovamenti e dagli scavi effettuati in tutta l’Isola. Visite guidate dalle ore 9 fino alle 19.
Palazzo Montalbo, a Palermo, sede del Centro regionale Progettazione e restauro, si potrà fare una visita guidata alla preziosa struttura, con la sua biblioteca di ben 14 mila volumi e i suoi laboratori di diagnostica e di restauro, dove possono essere ammirati gli interventi di recupero più recenti e in programmazione, come diversi affreschi, alcuni dipinti murali e un manufatto tessile. La visita potrà essere effettuata dalle ore 9 alle 17.30, con orario continuato.
Sempre a Palermo, a Palazzo Abatellis, Palazzo Mirto e Oratorio dei Bianchi, tre diverse esposizioni facenti parte dell’iniziativa: “Tessuti e ricami per la storia del gusto dai saloni e dai guardaroba di antiche dimore”. Le mostre saranno visitabili, per i primi due siti fino al 26 marzo dalle ore 10 alle  19, mentre per l’Oratorio dei Bianchi attraverso un calendario di visite per gruppi alle ore 11–12-13-16-17.
Al museo archeologico regionale Antonio Salinas di Palermo un doppio appuntamento, la mattina alle 11 una visita guidata sui materiali provenienti da altri istituti museali ospitati in mostre temporanee nelle sale del piano terra e alle 16 una visita didattica, proposta da CoopCulture, tra i reperti del museo, per ripercorrere la vita tra studi e ricerche di Tusa.
Al museo regionale di Terrasini “Palazzo d’Aumale” sarà presentato il video di Riccardo Cingillo sul recupero del relitto di Marausa, prodotto dalla Soprintendenza del Mare. Il documentario è uno straordinario racconto delle diverse fasi del ritrovamento, recupero, restauro e musealizzazione dei resti di una nave oneraria romana del III secolo d.c., operazione diretta e coordinata da Tusa.
All’ex Dormitorio dei Benedettini a Monreale l’esposizione “Trame mediterranee”, una selezione di oggetti, tessuti e gioielli provenienti dall’omonimo museo di Gibellina, attraverso i quali si può ammirare l’apporto del Medio Oriente nella cultura europea e cogliere quella matrice culturale che accomuna i popoli mediterranei. L’ingresso alla mostra è consentito fino al 28 maggio dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19, domenica e festivi dalle 9 alle 13.30.
Al museo regionale di Trapani “Agostino Pepoli”, alle 10 è in programma una conferenza di Cecilia Buccellato sul tema “Il rostro della Battaglia delle Egadi”: al centro del dibattito il reperto bronzeo a tridente appartenuto ad una nave romana affondata nel corso della battaglia svoltasi al largo dell’isola di Levanzo nel 241 a. C., scontro che pose fine alla Prima Guerra Punica. Recuperato a Trapani nel 2004, grazie a un’operazione del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, il prezioso rostro venne affidato in custodia giudiziale a Tusa, nella qualità di Soprintendente del Mare, che ne prescrisse il deposito nel Museo Pepoli di Trapani. Si tratta del primo di una lunga serie di rostri rinvenuti negli ultimi anni nello stesso tratto marino e ha dato il la alle proficue ricerche condotte dallo stesso Tusa sul tema della Battaglia delle Egadi.

Beni culturali, aggiudicato il progetto per l’illuminazione artistica del Parco di Selinunte

 

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Foto -Comunicato Reg. Sicilia

 

 

Riprenderanno nel 2023 le visite in notturna del Parco archeologico di Selinunte, – informa la Regione Sicilia-  attraverso un suggestivo percorso illuminato, progettato dall’artista della luce Mario Nanni, che condurrà alla scoperta dei templi e della città greca, i cui resti costituiscono ad oggi luogo unico di testimonianza delle antiche civiltà della Sicilia.

Il dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana, dopo aver approvato il progetto esecutivo per l’illuminazione notturna dell’area archeologica, nei giorni scorsi ha determinato l’aggiudicazione in via definitiva della gara alla ditta Roma Srl con sede a Catania, per 1 milione e 470 mila euro, a valere sui fondi del Po Fesr 2014-2020. 

Si procederà nei prossimi giorni all’avvio dei lavori, secondo un cronoprogramma predefinito che porterà alla fruizione del nuovo percorso entro il 2023.

Il percorso notturno illuminato renderà ancora più suggestive le visite a quella che si conferma un’area archeologica tra le più rilevanti del Mediterraneo e che ha registrato, solo nel mese di agosto di quest’anno, oltre 42 mila presenze.  

 

La Regione siciliana con 76 milioni di euro del Pnrr recupererà la bellezza di centinaia di edifici storici..”

Rustici del Castello, Piazza Municipio - Copiano (PV) – Architetture –  Lombardia Beni Culturali

 

«Una bella notizia: l’assessorato regionale ai Beni culturali ha pubblicato un avviso per interventi di restauro e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. In totale ci sono 76 milioni di euro di fondi del Pnrr che serviranno per recuperare la bellezza di centinaia di edifici storici e rilanciare economicamente i nostri territori» dichiara il presidente della Regione, Nello Musumeci.

I fondi dovranno essere destinati, tra gli altri, a interventi su edifici destinati ad abitazione rurale o ad attività legate all’attività agricola del territorio circostante includendo anche manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali. I progetti non potranno riguardare beni che si trovano nei centri abitati e potranno prevedere anche la realizzazione e l’allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, o connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

«Si tratta di un intervento di grande significato – sottolinea l’assessore regionale dei beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – che vuole recuperare la bellezza del nostro paesaggio rurale, con i suoi edifici storici, testimonianze del passato agricolo della Sicilia. Questo vuol dire rivitalizzare le nostre campagne e dare la possibilità ai proprietari di recuperare edifici rurali, case coloniche, masserie, stalle, mulini, frantoi e altri beni, che nel tempo hanno subito un progressivo processo di abbandono e degrado. Un investimento importante, reso possibile grazie alla sinergia fra il Governo Musumeci e il Ministero della Cultura, che crea le condizioni per realizzare azioni di rilancio economico dei territori, a partire dalle nostre aree rurali».

Per ciascun intervento è previsto un tetto massimo di 150 mila euro. La procedura di selezione è “a sportello” fino ad esaurimento delle risorse, con una previsione di finanziare almeno 511 interventi. Nei prossimi giorni l’avviso sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. Le domande dovranno essere presentate a partire dal 20 aprile 2022 e non oltre il 20 maggio 2022. I beneficiari saranno tenuti ad avviare i lavori entro il 30 giugno 2023.

Caltagirone:restauro dell’area cimiteriale e nuove opportunità per gli artigiani

Concorso di idee per uno spazio ecumenico – Cimitero monumentale di Caltagirone

 

«Un bene di inestimabile valore architettonico e storico che merita cure e attenzioni, con operazioni volte al recupero e alla valorizzazione», questo il commento del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo in riferimento al cimitero monumentale del comune etneo, oggetto di un concorso di idee per realizzare uno spazio ecumenico senza specificità confessionali, promosso dall’Amministrazione comunale, dalla Fondazione e dall’Ordine degli Architetti di Catania, oggetto questa mattina di una conferenza online moderata dalla presidente della Fondazione Veronica Leone.

«Con la delibera dello scorso 22 marzo abbiamo formalizzato la nostra adesione, convinta, partecipe e fattiva, all’iniziativa che da tempo portiamo avanti su proposta della Fondazione e dell’Ordine – ha proseguito Ioppolo – Abbiamo coinvolto professioni e associazioni, accogliendo con grande positività il concorso di idee, con la speranza che faccia da volano per ottenere il supporto economico dell’assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana, nella cui sensibilità confidiamo, mettendo in campo iniziative per recuperare i beni edilizi al suo interno, le cappelle gentilizie e quelle familiari».

Dello stesso avviso anche il dirigente della soprintendenza di Catania Benny Caruso: «La buona riuscita del progetto potrebbe aprire la strada ai finanziamenti per rimettere in sesto quanto nel tempo è andato rovinato, riportando questo Bene al suo splendore e rendendolo fruibile a tutti i cittadini, indipendentemente dalla propria fede. Il concorso ci permette di entrare in punta di piedi in una situazione delicata. Speriamo nella qualità e nell’alto livello dei professionisti, perché il cimitero ne ha davvero bisogno. Si tratta di un monumento particolare per le sue costruzioni ipogee, che lo rendono tra i più belli e suggestivi d’Italia».

«La riqualificazione e il restauro del cimitero darebbe nuove opportunità lavorative agli artigiani del calatino, che verrebbero coinvolti negli interventi dei pregiati bassorilievi in terracotta. In questo modo, il concorso avrebbe una duplice finalità: una lavorativa, l’altra sociale, dando lustro a un bene monumentale unico nel suo genere, che va tutelato, preservato e conservato, e che oggi si trova in condizioni precarie e di rischio, anche sul fronte della sicurezza», ha aggiunto il presidente dell’Ordine Alessandro Amaro. «Possiamo essere soddisfatti, perché lavoravamo da due anni per ottenere questo risultato – ha sottolineato il presidente della Fondazione Veronica Leone – Si tratta di una grande opportunità per puntare i riflettori al cuore pulsante del cimitero monumentale dichiarato Monumento Nazionale italiano nel 1931, e opera d’arte a cielo aperto Il progetto deve rispettare alcuni vincoli urbanistici, ma potrebbe valorizzare appieno l’area che, nel 1866, avrebbe dovuto vedere la realizzazione di una cappella da parte dell’architetto Giovan Battista Nicastro, che due anni prima aveva realizzato il Palazzo di Città». Un risultato difficile da raggiungere senza il sostegno dell’Ordine degli Architetti di Bologna, che ha messo a disposizione la piattaforma, «certi dell’importanza per il territorio di riportare alla luce un monumento così importante e prestigioso – ha sottolineato il presidente Pier Giorgio Giannelli – attraverso una formula, quella del concorso, che potrà valorizzare i giovani».

 

 

A supporto dell’iniziativa anche l’Ordine degli Ingegneri di Catania, con la «consapevolezza del importante ruolo che rivestono gli architetti per il territorio: il loro operato diventa stimolo culturale – ha dichiarato il presidente della categoria etnea Giuseppe Platania – Si tratta di una felice intuizione per il completamento del cimitero monumentale: un’opportunità di riqualificazione per una vera e propria porzione della città calatina, considerato che l’area oggetto dell’intervento ha tutte le caratteristiche di un centro storico». Tra i patrocinanti l’evento anche Ance Catania e la diocesi di Caltagirone, che «metterà a disposizione tutte le proprie competenze e conoscenze del territorio per ottenere il miglior risultato possibile», ha commentato don Sebastiano di Benedetto (responsabile dell’Ufficio diocesano per ecumenismo e dialogo interreligioso). Qualità e professionalità sono le fondamenta riscontate anche da Chiesa Oggi e dalla sua responsabile editoriale Caterina Parrello: «Si tratta di uno strumento virtuoso, dato che il concorso consentirà di selezionare la migliore proposta in gara».

Le idee potranno essere inoltrate fino al 31 maggio. La prima settimana di giugno, la giuria – presieduta dall’arch. Paolo Colonna (Studio Renzo Piano), e composta dalla soprintendente ai Beni Culturali di Catania Donatella Aprile, dal sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dai presidente di Ordine e Fondazione Architetti ,dalla responsabile editoriale di Chiesa Oggi Caterina Parrello e dal critico d’architettura “the Plan” Francesco Pagliari – esamineranno e selezioneranno il progetto migliore.

IL POTERE-E LA CASTA – DEI BENI CULTURALI DELLA REGIONE SICILIA CONGELO’ “QUEL CONCORSO DEL 2000”

Risultato immagini per immagine di ritardi uffici e p.a.

 

Il prossimo 31 marzo  gli ultimi 34 vincitori del concorso dei Beni culturali indetto nel 2000, a ridosso della legge che modificava l’ordinamento delle qualifiche – da dirigente il laureato ingegnere, architetto, eccetera entrava alla Regione come Funzionario direttivo nella posizione di D1  (livello)  defineranno gli atti dell’assunzione e la loro assegnazione all’Ufficio competente dell’assessorato. Il concorso è quello di assistente tecnico restauratore. Si tratta in realtà di 19 selezioni con in palio 97 posti.

Ricorderemo che le domande arrivate a Palazzo d’Orleans furono 600 mila e già i dirigenti in servizio diedero prova della loro incompetenza  e del loro allineamento alla casta che non gradiva l’ingresso dei nuovi laureati e specializzati – 390 posti figuravano come dirigente tecnico -nelle file del Dipartimento ai beni culturali.   L’organizzatore del concorso ,prescelto per il funzionamento del concorso-caos  riporta il nome di G.Angileri.  Un dirigente -capo servizio personale- nominato e consolidato successivamente nel suo ruolo ad hoc dal dirigente generale Gesualdo Campo.  Chi non obbediva a Campo, comandante generale del Dipartimento, veniva oscurato, riceveva incarichi marginali, privato di ogni autorevolezza,anche mobbizzato per incarichi sgraditi fuori residenza  che il direttore aveva il potere di decretare.   Non sfugge alle sirene suonatrici del successo carriera nei beni culturali  il dirigente Angileri.   Dal 2000 al 2011 il passo è breve- perchè intervenne il blocco assunzioni.   Poi altro mistero ,o follia dei beni culturali . Il  concorso che mise in palio 365 posti di figure quali bibliotecario, aiutoblibliotecario, e figure tecniche, fu congelato. Annullato poi  per sei selezioni nel 2015. 

Si apprende anche di una  richiesta di risarcimento da 560mila euro avanzata alla Regione dalla Corte dei Conti della Sicilia. Adesso è stata sollecitata dagli interessati l’adozione di una deliberazione di giunta regionale per “cancellare” quella stortura -topica della Regione che nessuno-tantomeno i sindacati fantasma rappresentativi della Regione incapaci e non “avvezzi” a denunciare le disfunzioni derivante da tali problematiche che tanto fastidio davano anche al personale laureato di ruolo in servizio

La Presidenza-Funzione pubblica rivela anche i settori in cui verranno assunti, salvo parere contrario dei dirigenti generali: 14 al dipartimento dei beni culturali, 5 all’Ufficio speciale per la progettazione, 5 per il dipartimento delle finanze e del credito, 8 al dipartimento dell’ambiente e 2 al dipartimento Istruzione università e diritto allo studio.

 

Nomina Soprintendente etnea Donatella Aprile- e lo stile della Soprintendenza che ricorda ancora Corleone stile d’epoca.

 

di    Raffaele Lanza

Una telefonata e’ arrivata in questi giorni in redazione. Raffaele, la Regione ha sostituito la Soprintendente di Catania Rosalba Panvini con quella di Siracusa, Donatella Aprilia. Un ricordo personale perchè sembra che, anche a distanza di anni il sinonimo Beni culturali-Regione siciliana- Soprintendenze- dirigenti sia entrato in una becera e cinica visione globale. Non sono nomine dettate dalla scadenza naturale dell’incarico. Abbiamo sempre detto che le nomine dei dirigenti apicali alle Soprintendenze sono dettate dal  sistema Mafia bianca/politica/ Amministrazione regionale .   “Mafia”e/o meccanismo perverso – perchè i Beni culturali    costituiscono da oltre un trentennio – forse anche più – una casta ben protetta dei dirigenti comandanti che esprimono il loro modus dominante sul personale favorevole in un reciproco alternarsi di cariche, favori, promesse, invio personale operativo e decreti confezionati a hoc. Oggi a me dirigente,povero di titoli, ma segnalato, domani tocca a te.  Più o meno la regola è questa. 

     La Soprintendenza etnea con tutte le sue ramificazioni conta oltre trecento dipendenti.. categorie e fasce con qualifiche diverse e disparate: c’è un Paese alla Soprintendenza di Catania , in quell’appartamento del primo piano di Via Luigi Sturzo che costeggia la prostituzione africana e quella siciliana sul viale del tramonto.     A distanza di anni sarebbe difficile distinguere questo oceanico Ufficio ai Beni culturali e dell’Identità siciliana- tale definita- da un Ente pubblico  di Corleone stile d’epoca.

Non sfugge a questo squallido comportamento il decreto di nomina- n.4311/20 -di ispirazione politica presidenziale della Regione ma firmato -per gerarchia”  burocratica dal direttore generale S.Alessandro. Lo riportiamo così come ci è stato consegnato dalla Regione.   Riportiamo pure anche quello aggiuntivo di guida ad interim della Soprintendenza aretusea.

Non si dice in esso che la “nuova”Soprintendente di Catania la dipendente arch.Donatella Aprile esce o meno da una graduatoria dirigenziale di soprintendenti candidati alla nomina della struttura etnea”, così come è stato fatto per l’ente di Siracusa ritualmente prima tappa dei novelli soprintendenti, prima di arrivare a Catania in Via Luigi Sturzo.  Si parla genericamente solo di “Atto di interpello” al quale non crede nessuno fra i dirigenti onesti “fuori dal giro”..

Si è parlato sulla stampa (quella “ufficiale”:  che conta -e vale  forse, scusate la franchezza,  un soldo bucato) delle “qualità della dirigente”e degli incarichi ricoperti dalla prescelta ma vorremmo vedere quale dirigente ai beni culturali non abbia  ricoperto in Sicilia incarichi e ruoli rilevanti tipici della qualifica?           L’incarico all’arch.Aprile è la dimostrazione vivente- ancora una volta – che , sia il direttore generale Alessandro . sia i dirigenti di vertice del dipartimento ai beni culturali di Palermo in Via Delle Croci sono a perfetta conoscenza che  queste nomine  di soprintendenti hanno esclusivamente ispirazione politica governativa regionale .

 Se vi sono scontenti, saranno chiamati. Ad essi sarà promesso altro prestigioso incarico se il dirigente appartiene alla “casta -associazione”     Se il dirigente” è escluso dal giro”, prenderà il sopravvento il fenomeno del Mobbing che costringerà il dirigente ad orientarsi a scegliere un altro Dipartimento della Regione siciliana.Oppure -ne abbiamo conosciuto tanti valorosi -a scegliere il pensionamento anticipato.

Naturalmente vi sono casi di “furbizia” o mafia dirigenziale delle strutture culturali anche nel resto d’Italia .  Il Ministro alla Cultura Franceschini ne sa qualcosa. Per la gestione emergenziale a Pompei del Grande Progetto dal 2013 si sono avvicendati diversi Generali dei Carabinieri nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri  , col fine di riportare la gestione a quella ordinaria.

 La Sicilia ha la peculiarità, scusate anzi  il termine improprio, meglio dire la mafiosità di concentrarsi esclusivamente  su altri profili: la nuova soprintendente è una dirigente di terza fascia,neanche anziana di servizio eppure c’erano candidati di seconda fascia e il suo curriculum non reggerebbe il confronto con quello di altri visto che tanti sono congedati in pensione.

Ma poi altro quesito:  siamo così certi di poter ancora valutare il peso reale di curricula drogati da decenni di incarichi ottenuti garantendo fedeltà al l’assessore o al governatore di turno piuttosto che alle norme della Costituzione (vedasi articolo 9 ) ? È un espediente che si alimenta in modo circolare: si impilano titoli e incarichi con cui si gonfiano curricula da spendere per ottenere nuovi incarichi.  La tappa di Siracusa e Ragusa è la prima meta per i dirigenti -“da segnalare”-che non hanno titoli elevati per arrivare poi consolidati col titolo fresco di “Soprintendente di Ragusa o Siracusa” a Catania . Il caso più eclatante quello di Vera Greco circondata da dirigenti più titolati di lei. La storia continua eguale. 

Si osserva che Irene Donatella Aprile -che proviene dalla vicedirezione del Polo regionale dove ha affiancato l’allora direttrice Maria Grazia Lentini,sia stata collocata quale architetto a capo di una soprintendenza che tradizione vuole sia per lo più retta da archeologi. Si dimentica che la soprintendenza è un istituto multidisciplinare. Unica su base territoriale, è organizzata in una équipe con competenze che corrispondono a distinti ambiti settoriali: le sei aree funzionali (unità operative). Peraltro dal 2016 con incongrui accorpamenti, per cui i beni architettonici fanno coppia con quelli storico-artistici e quelli paesaggistici con quelli demoetnoantropologici    Per tutti i contenziosi e le liti che avvengono in questi Enti, forse dovrebbero essere retti da avvocati specialisti- 

 I curriculum vitae-pubblicati sui siti dunque – valgono solo per gli occhi degli allocchi se è vero com’è vero che ancora oggi la Regione non ha inventato una modalità trasparente e leale nella valutazione dei dirigenti.    E il controllo dei sindacati regionali Cobas.codir, Sadirs, Siad, Cisl, Cgil, Uil, Ugl   sull’operato della Regione ed Atti di interpello burla?

Non hanno poteri poveretti  e, comunque, non hanno essi nè le capacità di opporsi nè l’intenzione  di attivare una inimicizia o rottura  con i potenti della Regione   perchè il contrasto vibrato farebbe perdere numerose iscrizioni e l’Aran potrebbe fermare i cospicui finanziamenti regionali distribuiti ai “segretari generali dei sindacati regionali”,controllati ed indagati diversi  con rinviati a giudizio dalla Procura di Palermo per uso personale dei contributi..   Gli  atti di interpello, come quello dei Beni culturali, n.4683 35 del 19 Nov.2020   sono poi fumo negli occhi per chi intende fare denunce incrociate alle Procure. 

Altre Soprintendenti  non avevano titoli e li hanno maturati solo a Ragusa e Siracusa,prima di venire a Catania,  lo vediamo adesso con l’arch. Aprile notoriamente donna attiva di “destra”, ricorderemo una sua candidatura al Senato nel gruppo politico in cui milita    da svariati anni con il governatore Nello Musumeci .  No, Donatella Aprile è una dirigente che rappresenta solo un brutto ricordo per chi lotta per una società migliore e pulita.

I programmi dell’Aprile già sono noti ,lavori di recupero e riuso dell’ex Manifattura Tabacchi destinata ad essere il Museo archeologico regionale di Catania e il completamento del restauro dell’ex Collegio dei Gesuiti, in via dei Crociferi,  nuovo allestimento della chiesa di San Francesco Borgia, potenziamento della piattaforma informatica. .

D.D.G. n. 4311 /2020 REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO DEI BENI CULTURALI E DELL’IDENTITA’ SICILIANA – DIPARTIMENTO REGIONALE DEI BENI CULTURALI E DELL’IDENTITA’ SICILIANA. IL DIRIGENTE GENERALE VISTO lo Statuto della Regione Siciliana; VISTO il Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e integrazioni; VISTO il Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed in particolare l’articolo 9, comma 1, nella parte in cui prevede che, per il conferimento di ciascun incarico dirigenziale e per il passaggio ad incarichi dirigenziali diversi, si tiene conto della natura e delle caratteristiche dei programmi da realizzare, delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dell’attività svolta, applicando di norma il criterio della rotazione degli incarichi; VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, recante “Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e dell’Amministrazione della Regione”; VISTO il Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 recante disposizioni sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi ed in particolare gli articoli 3, 4, 7, 9, 11, 12 e 13; VISTO il D.P. Reg. n. 2413 del 18.04.2018 con il quale l’Ing. Sergio Alessandro è stata nominato Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana in attuazione della delibera della Giunta Regionale n. 167 del 10.04.2018; VISTO il D.P. Reg. n. 2806 del 19.06.2020 con il quale è confermato all’Ing. Sergio Alessandro l’incarico di Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’I.S. per anni uno, in attuazione della Delibera n. 265 del 14.06.2020 VISTA la legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, articolo 49, ed in particolare il comma 1, che prevede la riorganizzazione dell’apparato amministrativo regionale finalizzata a conseguire una riduzione delle strutture intermedie e delle unità operative di base ed il comma 12, che prevede il conferimento di incarichi di valore economico anche inferiore a quelli in scadenza contrattuale, in deroga alle disposizioni normative o contrattuali più favorevoli; VISTO l’articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3 ed in particolare i commi 1 e 3, che prevedono riduzioni al fondo per la retribuzione di posizione e di risultato del personale con qualifica dirigenziale, il comma 5, che prevede l’individuazione dei criteri di pesatura degli incarichi dirigenziali, ferme restando le disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza ed il comma 12, che dispone la proroga degli incarichi dirigenziali fino al 30/06/2016; VISTA la Deliberazione n° 239 del 27 giugno 2019 con la quale si approva il “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge 16 dicembre 2008, n° 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell’articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n°3. Modifica del Decreto del Presidente della Regione 18 gennaio 2013, n° 6 e successive modifiche e integrazioni”, costituente allegato “A” alla Deliberazione; VISTO il D.P. Reg. 27 giugno 2019, n. 12, pubblicato sulla GURS n. 33 del 17 luglio 2019 e in vigore a decorrere dall’1 agosto 2019, e l’allegato 1 “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali ai sensi dell’articolo 13, comma 3, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3. Modifica del decreto del Presidente della Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e integrazioni”, che modifica gli ambiti organizzativi e gestionali dei Dipartimenti regionali per esigenze di maggiore funzionalità degli stessi, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 10 della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive modifiche ed integrazioni; VISTO il Contratto Collettivo regionale di Lavoro del Personale con qualifica Dirigenziale della Regione Siciliana e degli Enti di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 per il quadriennio giuridico 2002-2005 e per i bienni economici 2002-2003 e 2004- 2005 ed in particolare gli articoli 9, 10,36, 41 e 64; VISTO l’atto di interpello prot. n. 46835 del 19.11.2020; VISTE le istanze pervenute entro il termine previsto e la relativa documentazione; VISTI i curricula professionali dai quali è stato possibile ricavare performance operative e i comportamenti organizzativi, nonché notizie circa attitudini e capacità professionali, l’attività svolta, le specifiche competenze organizzative possedute nonché le esperienze di direzione maturate; VISTA in particolare l’istanza con l’allegato curriculum vitae avanzata dall’arch. Irene Donatella Aprile, volta alla disponibilità per il conferimento di incarico dirigenziale di cui al predetto atto di interpello; RITENUTO che, dall’esame comparato dei curricula, l’arch. Irene Donatella Aprile, dirigente di terza fascia dirigenziale del RUD della Regione Siciliana, per la natura e le caratteristiche dell’incarico, per le attitudini e le capacità professionali che si evincono dal curriculum e dalla banca dati del RUD, dai risultati conseguiti e dalle esperienze precedentemente maturate, comunque attinenti l’incarico, dalla complessità della struttura interessata, dal titolo di studio posseduto, nonché infine dall’anzianità di servizio maturata nella qualifica dirigenziale, risulta essere dirigente idoneo a ricoprire l’incarico di preposizione del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”, del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; VISTO il D.D.G. n. 5063 del 10.11.2020 del Dipartimento Regionale della Funzione Pubblica e del Personale, con il quale la dott.ssa Rosalba Panvini, già dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”, a decorrere dal 01.12.2020 è cancellato dal ruolo di appartenenza della Regione Siciliana, con riconoscimento del diritto a pensione; VISTO il D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018 con il quale è stato conferito all’Arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; RITENUTO di poter accogliere la richiesta espressa dal dirigente; VISTA la nota prot. n. 50491 del 07.12.2020, con la quale è stata formulata dal Dirigente Generale la proposta di conferimento incarico di dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”; VISTA la comunicazione del 09.12.2020 assunta con prot. n. 50775 del 09.12.2020 con la quale la l’arch. Irene Donatella Aprile comunica di accettare l’incarico; VISTO il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione (P.T.P.C.T.) aggiornamento 2019- 2021 – ed in particolare i paragrafi 4.3 “Rotazione del Personale”, 4.4 “Obbligo di astensione in caso di conflitto di interesse”, 4.5 “Autorizzazione allo svolgimento di incarichi ai dipendenti”, 4.6 “Inconferibilità e incompatibilità incarichi dirigenziali”, 4.7 “Attività successive alla cessazione dal servizio”, 4.8 “Formazione di commissioni, assegnazione agli uffici, conferimento di incarichi in caso di condanna per delitti contro la p.a.”; CONSIDERATO che il soggetto cui si conferisce l’incarico nei tre anni successivi alla cessazione dello stesso non potrà svolgere attività lavorativa di tipo subordinato o autonomo presso soggetti privati che, con riferimento agli ultimi tre anni di attività svolta per conto dell’amministrazione conferente, siano stati destinatari di provvedimenti adottati o di contratti o di accordi sottoscritti nell’esercizio dei poteri conferitigli con l’incarico; VISTA la nota prot. n. 35452 del 17.07.2019 con la quale è stata data informativa alle Organizzazioni Sindacali in ordine alla pesatura delle strutture intermedie e delle unità operative di cui al funzionigramma approvato con D.P. Reg. 27 giugno 2019, n. 12; CONSIDERATO che l’indennità di posizione variabile è soggetta alla disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza, come disposto dall’articolo 13, comma 5, della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, al fine di assicurare piena omogeneità nella graduazione della retribuzione di posizione; RILEVATA l’insussistenza delle cause di inconferibilità ed incompatibilità rispetto all’incarico dirigenziale, come da dichiarazione prodotta dall’arch. Irene Donatella Aprile, quale condizione per l’acquisizione dell’efficacia del medesimo incarico ai sensi dell’articolo 20 del citato decreto legislativo n. 39/2013; RITENUTO di dover revocare l’incarico dirigenziale di cui al D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento, con il quale è stato conferito all’Arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; RITENUTO pertanto, di procedere, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento , al conferimento dell’incarico dirigenziale all’arch. Irene Donatella Aprile di dirigente responsabile del Servizio S.14 – “Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania”; D E C R E T A Art.1 E’ revocato dalla data di notifica del presente provvedimento il D.D.G. n. 4254 del 15.09.2018 con il quale è stato conferito all’arch. Irene Donatella Aprile l’incarico di dirigente responsabile del Servizio S.19 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Siracusa, del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; Art.2 Per le motivazioni espresse in premessa, che ai fini della presente determinazione si intendono integralmente riportate e trascritte, – ai sensi e per ogni effetto dell’articolo 9, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n.10, dell’articolo 11, comma 6, della legge regionale 3 dicembre 2003, n.20 e dell’articolo 36 del vigente C.C.R.L. area dirigenziale all’arch. Irene Donatella Aprile dirigente di terza fascia del RUD della Regione Siciliana, è conferito, con decorrenza dalla data di notifica del presente provvedimento, l’incarico dirigenziale di dirigente responsabile del Servizio S.14 – Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania; Art. 3 Con atto successivo sarà stipulato apposito contratto individuale ai sensi dell’art. 36, comma 5 del CCRL della dirigenza, con indicazione degli obiettivi, della durata e dell’importo dell’indennità di parte variabile, fatta salva la disponibilità del fondo per il trattamento accessorio della dirigenza. Art. 4 Il presente provvedimento sarà notificato all’interessata e inoltrato al Servizio Gestione Giuridica del Personale a tempo indeterminato del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica e del Personale. Art. 5 Il presente provvedimento sarà pubblicato sul sito internet della Regione Siciliana, ai sensi dell’articolo 68, comma 5, della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 e ss.mm.ii. PALERMO, 09.12.2020 Il Dirigente Generale f.to Sergio Alessandro

Corruzione con: danno all'immagine e danno da tangente -
Frequente la corruzione dirigenziale con il denaro dell’UE

Si omette però di dire  che la dipendente Irene Donatella Aprile ha ricoperto il ruolo di capo Unità di staff- e ricorderemo qui,  attribuendo con il trucco del “Protocollo riservato”al Soprintendente  elementi non veritieri e non riscontrabili nella realtà,per minare -di nascosto-e in maniera non trasparente, la credibilità di  documenti sindacali autonomi in possesso dei magistrati catanesi ,di abusi di potere ed omessa trasparenza, all’epoca  di uomini “storici” dei beni culturali come Gesualdo Campo ex soprintendente etneo ed ex  dirigente generale condannato definitivamente -è noto -per ingenti somme dalla Corte dei conti  e, perennemente ,  nella bufera sia per  “assunzione diretta” della figlia in ufficio della Regione a Bruxelles, con artifici vari.     

Si omette di dire ancora  che essa è una donna che negli uffici ” realizza ” politica attiva”,si omette che alla Soprintendenza di Catania l’arch Donatella Aprile ,  secondo una dettagliata  denuncia  sindacale dell’epoca ,-era notorio a Catania – quasi ogni mattina  l’unica a fare la timbratura all’uscita , alle due circa, anzichè  alle 7.30 come gli altri)) come risulta da specifiche fogli stampati dal rilevatore badge .

Qualunque sia quindi la posizione politica o ideologica di chi osserva questi eventi, una constatazione sarà innegabile: al dipartimento ai beni culturali della Sicilia – e quindi alla Soprintendenza di Catania ,impera-qui, più che altrove- il favoritismo, il patteggiamento, l’accordo “fra alti dirigenti che contano”     Il silenzio poi – e la solidarietà del personale delle Soprintendenze a cui sta bene questo fenomeno negativo- non copre tutte le magagne     La certezza: altro che qualità della dirigente prescelta, il sistema continua a non andare proprio e versa in un profondo, prolungato scadimento

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