Scoperta maxi frode milionaria legata al superbonus 110% Siracusa – Sequestrati crediti fiscali per oltre 560 milioni di euro

Sequestrati crediti fiscali per oltre 560 milioni di euro

 

Siracusa,

Ammontano ad oltre mezzo miliardo di euro i crediti fiscali connessi ad agevolazioni edilizie per lavori da “Superbonus 110” mai realizzati, sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa, su disposizione della Procura della Repubblica aretusea.

Le indagini, sviluppate in stretta collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali di Roma e il Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, hanno consentito di ricostruire quello che allo stato delle indagini appare essere un sofisticato e pericoloso sistema illecito posto in essere da una presumibile organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Italia.

Alla base del meccanismo fraudolento sono state individuate oltre 60 società ubicate su tutto il territorio nazionale, la maggior parte delle quali apparentemente fittizie (ovvero sprovviste di sede operativa, dipendenti, attrezzature e qualsivoglia struttura imprenditoriale), che sembrerebbero aver eseguito documentalmente interventi milionari di riqualificazione edilizia su 22 condomìni dislocati nelle province di Bergamo, Como, Macerata, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona.

Nella realtà, i dati degli immobili, effettivamente esistenti, sui quali erano in corso o erano già stati realizzati lavori di riqualificazione edilizia eseguiti da imprese completamente estranee al circuito fraudolento, appaiono essere stati utilizzati dall’organizzazione criminale all’insaputa di amministratori e proprietari.

Il sodalizio criminale secondo la ricostruzione operata appare fare capo ad alcuni professionisti operanti in Lombardia, incaricati di reperire prestanome a cui intestare formalmente le società coinvolte e presumibilmente attribuire le eventuali responsabilità penali. L’anello esecutivo risulterebbe individuabile in due professionisti della provincia di Chieti, abilitati ad accedere alla piattaforma “cessione crediti” dell’Agenzia delle Entrate, i quali, secondo le indagini effettuate, dietro compenso per ciascuna pratica inserita, hanno trasmesso oltre 2.000 comunicazioni che hanno permesso di generare i crediti fittizi nei cassetti fiscali delle società formalmente esecutrici dei lavori.

Le indagini hanno consentito di far emergere che gli indagati avevano posto in essere un meccanismo volto a cedere i crediti fittizi così creati ad ulteriori cessionari, che, a loro volta, li avrebbero presumibilmente utilizzati in compensazione di debiti tributari reali ovvero “monetizzati” vendendoli a terzi, in cambio di una quota del valore nominale, trasformando, in tal modo, il profitto illecito in significative disponibilità finanziarie.

Solo l’intervento immediato della Procura della Repubblica di Siracusa, con l’emissione di 5 decreti di sequestro preventivo d’urgenza, tutti convalidati dal G.I.P. del locale Tribunale, ed il contestuale blocco telematico operato dall’Agenzia delle Entrate, ha evitato che centinaia di milioni di euro, una volta immessi nel circuito delle cessioni, si disperdessero irreversibilmente in una catena di operazioni impossibile da ricostruire, cagionando un rilevantissimo danno per l’Erario.

Ai 12 indagati sono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

I risultati conseguiti testimoniano come la sinergia operativa tra l’Autorità Giudiziaria, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, rappresenti un fattore decisivo nell’efficacia del contrasto dei più insidiosi e complessi fenomeni delittuosi di criminalità economico-finanziaria. Solo la condivisione tempestiva delle informazioni ed il coordinamento tra le diverse competenze istituzionali, infatti, hanno consentito di neutralizzare un meccanismo fraudolento di rilevantissima entità, prima che il danno per il Sistema Paese divenisse concreto ed irreversibile.

In osservanza delle disposizioni del Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 188 si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda, sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

 

Ciclone Harry, sopralluogo del Presidente della Regione Sicilia Schifani a Siracusa: “I soldi ci sono e ci saranno, stanziati 95 milioni di euro..”

 

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Siracusa,

«Era giusto e doveroso venire a vedere di persona quali sono le condizioni del territorio del Siracusano dopo il passaggio del ciclone Harry, anche se sono sempre stato informato puntualmente su quanto accaduto. La mobilitazione della Regione è massima, in particolar modo per quanto attiene alla velocizzazione delle procedure. Come ho detto, le risorse ci sono e ci saranno, abbiamo già stanziato 95 milioni e sappiamo, come anticipato ieri in Parlamento dal ministro Musumeci, che dal governo nazionale arriveranno altre misure straordinarie. Inoltre, il ministro e vicepremier Tajani si è impegnato a portare avanti la nostra richiesta alla Commissione europea di accesso al fondo di solidarietà, con contestuale deroga della direttiva Bolkestein. Siamo totalmente impegnati sul fronte dell’emergenza. Io ho disdetto il 90 per cento dei miei impegni istituzionali per affrontare tutto questo. Ciò significa anche e soprattutto stare in mezzo alla gente in difficoltà e far sentire loro la vicinanza delle istituzioni».
Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante il sopralluogo in contrada Ognina, a Siracusa, per visitare la strada litoranea, i lidi e le abitazioni private danneggiati dalle mareggiate causate dal ciclone Harry; poi in via Riviera Dionisio il Grande, in città, dov’è crollato un muraglione sottostante alcuni edifici sgomberati.

Il presidente è stato accompagnato dal sindaco Francesco Italia, dal presidente del Libero consorzio Michelangelo Giansiracusa, dai dirigenti generali del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, e del dipartimento Tecnico, Duilio Alongi.

Al termine del sopralluogo, Schifani è stato accolto in Prefettura dal prefetto Chiara Armenia. Qui ha incontrato i rappresentanti delle istituzioni locali e i vertici delle forze dell’ordine per fare il punto sugli interventi urgenti per mettere in sicurezza i luoghi e poi ricostruire quanto distrutto dalla furia del ciclone.

«Una riunione utilissima – ha sottolineato il presidente Schifani – in cui ho appreso più dettagli su alcune situazioni di particolare gravità, come quella estremamente delicata della marineria di Portopalo di Capo Passero, con una parte del porto fortemente danneggiato che limita l’operatività della flotta. Ce ne faremo subito carico. Anche se il Siracusano, per nostra fortuna, forse è stato meno colpito rispetto ad altri territori, affronteremo l’emergenza alla pari delle altre. Regole uguali per tutti, con l’obiettivo della tutela del territorio e della tenuta economica della nostra regione. Ci sarà una collaborazione sinergica tra governo regionale e nazionale e con tutti i sindaci, che saranno i nostri terminali di collegamento sul territorio anche per gestire i fondi che verranno assegnati per questa calamità».

Il presidente ha inoltre ribadito che su Niscemi «il nostro impegno è innanzitutto assicurare una casa subito agli sfollati, in modo tale che tutti coloro che per ora sono ospitati da parenti e amici possano avere un alloggio pronto e dignitoso. Il sindaco sta facendo l’inventario degli immobili vuoti su nostra indicazione. L’imperativo è essere veloci – ha concluso Schifani – tutte le nostre strutture stanno lavorando a questo obiettivo».

Controlli e sequestri di botti illegali: Catania batte il record per la confezione della bomba artigianale più grande d’Italia,del peso di 11,5Kg

 

 

DI  ALESSIO EVANGELISTA

Catania, Siracusa,

Non si  è fermata l’attività di contrasto alla vendita illegale di fuochi d’artificio effettuata dalla Polizia di Stato in tutta Italia.

Rafforzati i controlli degli esercizi commerciali così da evitare l’immissione sul mercato di prodotti pirotecnici illegali e privi della necessaria certificazione che potrebbero creare danni ai cittadini che inconsapevolmente li utilizzano.

In particolare, in queste ore sono stati numerosi i sequestri di materiale esplodente in diverse province.

A Catania i poliziotti delle Volanti hanno sequestrato una vera e propria bomba artigianale, la più grande finora rinvenuta dalla Polizia in Italia, del peso di 11,5Kg. L’ordigno era contenuto, insieme a quasi 250 chili di artifici pirotecnici illegali, in delle scatole trasportate da 3 uomini in un furgone, 2 dei quali in possesso della licenza di fuochino e titolari di una azienda di famiglia che produce fuochi d’artificio. Tutti e 3 sono stati arrestati e denunciati.

Festeggia in sicurezza: controlli e sequestri di botti illegali

Sempre a Catania, agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico nel corso di alcuni controlli hanno sorpreso due uomini che avevano improvvisato un banchetto in strada sul quale avevano esposto per la vendita articoli pirotecnici. Da successivi controlli, inoltre, i due sono stati trovati in possesso di alcune bombe carta, per cui sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenzione e porto di ordigni rudimentali.

Sempre in provincia di Catania i poliziotti del Nucleo artificieri hanno scoperto un vero e proprio deposito illegale di artifizi pirotecnici in un negozio di casalinghi a Trecastagni, rinvenendo in alcuni scatoloni 21 chili di botti custoditi senza alcuna precauzione, come anche nel comune di Misterbianco, dove in un esercizio commerciale gli agenti hanno trovato numerosi articoli pirotecnici in vendita senza la necessaria licenza. I titolari sono stati denunciati.

A Legnano (Milano) i poliziotti del commissariato hanno sequestrato 250 chili di artifizi, di cui 33 di esplosivo, ad un 29enne che li deteneva in assenza delle regolari autorizzazioni, motivo per cui è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Anche a Caserta i poliziotti del commissariato di Maddaloni hanno denunciato un uomo per i reati di detenzione illegale e commercio abusivo di materiali esplodenti dopo essere stato fermato mentre procedeva in auto a fari spenti, destando i sospetti degli agenti che hanno rinvenuto 25 chili di fuochi d’artificio per la cui vendita è necessaria una specifica licenza. All’uomo è stata anche ritirata la patente di guida a causa del trasporto di merci pericolose.

A Crotone, i poliziotti delle Volanti, della Polizia amministrativa, degli artificieri e della Polizia scientifica, hanno rinvenuto e sequestrato in un esercizio commerciale del centro cittadino circa 400 chili di materiale esplodente, oltre a tabacco venduto illegalmente. L’attività si somma alle altre condotte nel capoluogo e in provincia durante le quali stati sequestrati complessivamente circa 1.000 chili di materiale pirotecnico e denunciate all’autorità giudiziaria 8 persone per i reati connessi.

Festeggia in sicurezza: controlli e sequestri di botti illegali

A Siracusa, invece, durante i controlli presso alcuni esercizi commerciali sono stati sequestrati oltre 1.500 kg di “botti”. In particolare, gli agenti delle Volanti hanno sequestrato 5mila petardi che erano nascosti in un casolare in disuso, mentre, a Lentini, i poliziotti del commissariato hanno invece rinvenuto 320 chilogrammi di botti in un garage di un 45enne che è stato denunciato per detenzione di materiale esplodente non autorizzato.

A Torino, infine, un 28enne è stato arrestato nell’ambito dell’attività condotta dalla Divisione P.A.S. della Questura di Torino. I poliziotti avevano notato una fitta consegna di pacchi sospetti presso un’abitazione del Comune di Trofarello. Sul posto, hanno rinvenuto quasi 120kg di botti artigianali, per la maggioranza delle vere e proprie “bombe carta”, stipati in una cantina, il cui potenziale esplodente è risultato essere stato amplificato dall’utilizzo di plastica dura per la chiusura delle estremità o anche per il contenimento integrale degli stessi. L’uomo è stato inoltre denunciato per ricettazione e per commercio abusivo di materiali esplodenti.

In tutti i casi è stato prezioso il contributo degli operatori dei Nuclei artificieri delle varie Questure per la gestione sicura del materiale esplodente sequestrato.

 

 

Assolto a Siracusa dal Giudice un sacerdote accusato di violenza -al tempo (2010) su minore – Discordanze e contraddizioni da parte del minore

Tribunale di Siracusa

 

Siracusa,

Troppe contraddizioni da parte della “vittima”  denunciante .   Il Gup del tribunale di Siracusa assolve “perchè il fatto non sussiste “don Salvatore Cunsolo, ex cappellano militare,  accusato di violenza sessuale nei confronti di un minore. La Procura, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’assoluzione “per  la natura contraddittoria delle dichiarazioni del giovane, con una ricostruzione dei fatti spesso discordante”.

Il fatto è datato 2010: il minorenne frequentava una parrocchia a Francofonte, nel Siracusano, mentre il sacerdote era cappellano militare a Catania. Nel marzo del 2021, il giovane avrebbe deciso di denunciare alla polizia di essere stato vittima di abusi, raccontando di essere stato violentato dall’età di 9 anni fino ai 18 anni. Il procedimento si è svolto con giudizio abbreviato.

Si apprende che il sacerdote, adesso in pensione, dipende dall’Eparchia di Piana degli Albanesi.

Superbonus 110% in Sicilia. Impresa di costruzioni crea la grande frode “condominio fantasma” a Siracusa – Sequestrati beni e crediti per oltre 10 milioni di euro

L’operazione, eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Siracusa, rappresenta un nuovo importante risultato nella lotta alle frodi legate ai bonus edilizi

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Un “condominio fantasma” creato a tavolino per accedere illecitamente al Superbonus 110%. È questo il fulcro della complessa truffa scoperta dai militari della Guardia di finanza del Comando Provinciale di Siracusa, che oggi ha portato al sequestro preventivo di beni e crediti d’imposta per oltre 10 milioni di euro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, il raggiro è stato ideato dal rappresentante di una società di costruzioni siracusana con l’obiettivo di ottenere indebiti vantaggi fiscali, simulando la costituzione di un condominio che in realtà non è mai esistito.

Tutto è partito dall’acquisto di un albergo in disuso di oltre 5.000 metri quadrati, situato nel capoluogo e rilevato per circa un milione di euro. L’edificio, completamente abbandonato, attraverso un articolato progetto di riqualificazione, è stato trasformato dalla società in un moderno complesso residenziale, i cui appartamenti risultano, oggi, in parte già venduti. Il tutto, però, realizzato a spese dello Stato.

Per compiere l’operazione illecita, l’impresa, dopo l’acquisto dell’albergo, ha proceduto dapprima al frazionamento catastale dell’immobile, ricavando 101 unità tra appartamenti, box auto e moto, e successivamente alla stipula di cinque contratti preliminari di vendita con soggetti compiacenti, tra cui la moglie del rappresentante legale e alcuni familiari dei soci.

Pochi giorni più tardi, i cinque privati ed il rappresentante della società, si sono riuniti inscenando un’assemblea nel corso della quale hanno redatto un verbale che sanciva la nascita di un condominio.

Un’operazione che, a un primo sguardo, poteva sembrare legittima. Tuttavia – come accertato dalle Fiamme Gialle – dietro quelle carte non vi fosse stato alcun reale trasferimento di proprietà, poiché i contratti preliminari comportavano solo un impegno di vendita reciproco tra le parti e, pertanto, nella realtà, tutti gli appartamenti hanno continuato a fare capo all’impresa che aveva acquistato originariamente l’intero edificio.

Per completare il raggiro, poi, il “condominio” ha sottoscritto tre contratti di appalto per l’efficientamento energetico, l’installazione di impianti fotovoltaici e l’adeguamento sismico dell’edificio affidando gli interventi a un consorzio con sede in provincia di Ragusa e, al termine dei lavori, ha inviato all’Agenzia delle Entrate un’istanza per il riconoscimento di crediti d’imposta per circa 15 milioni di euro, ottenendo agevolazioni per “soli” 10 milioni.

Le indagini hanno successivamente accertato anche che i crediti fiscali, generati in modo illecito, sono stati ceduti al consorzio che aveva eseguito i lavori. Quest’ultimo, a sua volta, li ha trasferiti — monetizzandoli — a una società multinazionale del settore energetico, risultata completamente estranea alla frode.

In conclusione l’espediente della creazione del “condominio”, è stato utilizzato dalla società di costruzioni per accedere a benefici economici non spettati, in quanto la legge vieta espressamente che le agevolazioni fiscali previste dal Superbonus 110% possano essere ottenute per l’esercizio di “attività di impresa”, e per ristrutturare l’intero immobile a spese dello Stato, al fine della successiva vendita degli appartamenti.

Alla luce degli elementi raccolti, la locale Autorità giudiziaria ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati di 11 soggetti – una società e dieci persone fisiche – per i reati di truffa ai danni dello Stato e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Su richiesta dei magistrati, il Giudice per le Indagini Preliminari ha poi disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di beni, conti correnti e crediti fiscali della società di costruzioni e dei falsi acquirenti per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

L’operazione, eseguita dai militari della Guardia di Finanza di Siracusa, rappresenta un nuovo importante risultato nella lotta alle frodi legate ai bonus edilizi, fenomeno che continua a costituire una delle principali minacce per la finanza pubblica e per l’integrità del sistema di incentivi statali.

Allo stato la posizione delle persone indagate si riferisce esclusivamente alla fase delle indagini, per cui le stesse sono da presumersi innocenti sino alla sentenza di condanna definitiva che ne accerti la responsabilità all’esito del giudizio che si svolgerà nel contraddittorio con la difesa davanti al giudice terzo e imparziale, giudizio che si potrà concludere anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità.

Partono pure le 17 imbarcazioni siciliane per aggiungersi alla Global “FLOTILLA” -missione simbolica ed umanitaria- davanti la striscia di Gaza

 

 

Partono tuttle navi della Flotilla ma il rischio è davvero altissimo visto il blocco navale che esiste a Gaza

In atto si sono date appuntamento  al porto di Siracusa, dopo uno scalo ad Augusta, le 17 imbarcazioni siciliane dirette a unirsi alla Global Sumud Flotilla in navigazione verso la Striscia di Gaza.

Sanno bene tutti quel che rischiano.. Le barche ritorneranno ad Augusta, da dove salperanno domani all’alba per iniziare la traversata. Gli equipaggi sono sbarcati alla Marina tra gli applausi dei manifestanti e dei cittadini, muniti di bandiere palestinesi per sostenere la popolazione di Gaza. Tra gli slogan e gli striscioni le parole “Fermiamo Israele”, “Free Palestine”, “No genocidio”.

Complessivamente la Global Sumud Flottila dovrebbe essere formata da circa 55 imbarcazioni. Maria Elena Delia, portavoce nazionale del Global Movement to Gaza e componente del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, ha raccontato degli episodi avvenuti a Tunisi nelle notti del 10 e 11 settembre: “In quell’equipaggio c’è anche un italiano, Tony La Piccirella, che era anche sull’Andala e quando è arrivato il primo drone c’erano solo sei persone a bordo, ma quelle sei persone hanno avuto moltissima paura perché si è generato un incendio a prua molto pesante. Anche la seconda notte su un’altra barca, l’Alma, le persone si sono molto spaventate. ————————————————————————————————————-

Ufficiale della guardia costiera ucciso a Siracusa al culmine di una sanguinosa lite

 

 

 

Siracusa,

Un  ingegnere navale ,Giuseppe Pellizzeri, 37 anni, anni è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Siracusa. L’uomo, pure ufficiale della guardia costiera, è deceduto in ospedale dov’era stato trasportato nel pomeriggio dopo essere stato ferito, poco dopo le 18, al culmine di una lite sfociata nei pressi di un bar di via Elorina.

L’uomo sarebbe stato ferito al petto ed è morto dopo essere stato trasportato in ambulanza all’ospedale Umberto I . Sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini ed effettuato i primi rilievi per cercare di ricostruire quanto accaduto.

SIRACUSA, UCCISO UN RAGAZZO 17 ENNE CON UNA COLTELLATA DA UN ALTRO RAGAZZO PER FUTILI MOTIVI

bianco e nero di donna che indica un fucile di davanti - mafia foto e immagini stock

 

 

Siracusa,

Tragedia a Siracusa.Un ragazzo di 17 anni è stato ucciso da una coltellata al petto nella notte tra sabato e domenica a Francofonte, in provincia di Siracusa.

Secondo indagini preliminari il giovane è rimasto coinvolto in una lite con un altro ragazzo poco dopo mezzanotte in strada vicino al pub Divina Commedia. Il 17enne ferito è stato soccorso dal 118 ma è morto in ambulanza durante il trasporto in ospedale.

Sull’omicidio indagano i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Siracusa e di Augusta che stanno analizzando i sistemi di videosorveglianza e ascoltando i testimoni. Il pub ieri sera era pieno di ragazzi. Al momento un altro giovane è stato portato in caserma e la sua posizione è al vaglio. L’omicidio non sarebbe legato alla criminalità organizzata ma sarebbe stato  provocato da bullismo e7o futili motivi…

Forte scossa di terremoto oggi mercoledì, di magnitudo 4.8 nella Sicilia orientale, a Catania, Siracusa e Messina. +

Forte scossa di terremoto stanotte alle 3.26, magnitudo 4.8: paura a  Catania, Messina e Siracusa | Scuolainforma

 

 

Terremoto oggi mercoledì 16 aprile al largo della Sicilia, nel Mar Ionio. La forte scossa, di magnitudo 4.8, si è verificata alla 3.26, a una profondità di 48 km.

Il sisma è stato avvertito dalla popolazione a Catania, Siracusa e Messina ma anche in Calabria. Al momento non si segnalano danni o feriti. Molti utenti sui social parlano di una scossa molto lunga.

Il terremoto è stato localizzato a 72 Km a Sud-est di Reggio di Calabria, 81 Km a Est di Acireale, 84 Km a Sud-est di Messina, 88 Km a Est di Catania e a 89 Km a Nord-est di Siracusa.

Nuovo ospedale di Siracusa, Il governatore siciliano Schifani: «Chiedo responsabilità e sinergia»

 

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Riunione questa mattina a Palazzo d’Orléans sul nuovo ospedale di Siracusa. Un incontro con tutti i soggetti coinvolti convocato e presieduto dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. 

«Si tratta di un progetto di edilizia ospedaliera molto importante, del valore di circa 400 milioni di euro, per cui mi sono impegnato in prima persona – ha detto il governatore -. Oggi, anche alla luce di alcune polemiche che di recente ho letto sulla stampa, ho voluto incontrare tutte le parti in causa per fare chiarezza e chiedere una decisa assunzione di responsabilità da parte di tutti sulla questione.

La Regione ha fatto sempre puntualmente la sua parte». Nel corso della riunione, infatti, Schifani ha potuto appurare che l’assessorato regionale della Salute ha prontamente risposto a tutte le richieste di chiarimenti arrivate da Roma, in ultimo confermando la natura di Dea di II livello dell’ospedale, anche nell’ambito della nuova rete ospedaliera, e confermando i 438 posti letto, di cui 26 di terapia intensiva. E il ministero della Salute ha comunicato che già il 24 febbraio il suo Nucleo di valutazione degli investimenti esaminerà, alla luce della corrispondenza intercorsa con la Regione, il progetto relativo alla realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa.

«Da questo momento – ha concluso Schifani – chiedo che si vada avanti con la giusta sinergia. La mia attenzione resta alta perché il nostro obiettivo è quello di arrivare al più presto alla gara e all’avvio dei lavori».

Alla riunione erano presenti l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni; il dirigente generale della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino; il capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Salvatore Sammartano; il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone; il commissario straordinario per la progettazione e la realizzazione del nuovo ospedale, Guido Monteforte, e il rup, Santo Pettignano.

 

In attesa che giunga il via libera dal ministero, il presidente Schifani ha convocato una nuova riunione tra sei giorni, giovedì 20 febbraio, per delineare le prossime azioni da mettere in campo per la realizzazione del nuovo nosocomio.