La Finanza contesta i Contributi pubblici al Giffoni Film Festival Napoli – Invito a dedurre e sequestro conservativo per presunto danno erariale da oltre 478 mila euro

 

 

Napoli,

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti e su richiesta del Sostituto Procuratore Mauro Senatore, coordinato dal Procuratore regionale Giacinto Dammicco, hanno notificato un invito a dedurre, con contestuale atto di messa in mora, nei confronti dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo dell’Ente e del Responsabile Unico del Procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione Campania, in quanto ritenuti responsabili di un danno erariale di 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Contestualmente, a seguito di un decreto adottato dal Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Campania, su richiesta dell’A.G. contabile, è stato eseguito il sequestro conservativo di rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti destinatari del provvedimento, fino alla concorrenza dell’importo contestato, oltre a rivalutazione monetaria e interessi.

Il procedimento rappresenta lo sviluppo del fascicolo istruttorio relativo alla gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti e giurati del festival, già sfociato in un decreto di citazione a giudizio davanti alla Corte dei conti e attualmente in attesa di sentenza.

Le successive attività investigative avrebbero fatto emergere ulteriori criticità legate agli affidamenti diretti conferiti, dal 2016 al 2024, a un’associazione culturale operante nell’ambito delle attività sociali collegate alla manifestazione cinematografica, presieduta dalla coniuge del direttore artistico dell’Ente e avente come unica dipendente la figlia della coppia.

Le verifiche svolte avrebbero consentito di ricostruire un sistema attraverso il quale parte dei contributi pubblici destinati al festival sarebbe stata progressivamente “dirottata” verso l’associazione mediante affidamenti formalmente qualificati come servizi di inclusione e solidarietà sociale, ma ritenuti, nella sostanza, una forma di contribuzione stabile e continuativa non adeguatamente documentata.

Secondo quanto emerso dalle indagini, tale schema si sarebbe ripetuto annualmente attraverso la presentazione di progetti sociali dai contenuti generici – assistenza, inclusione, solidarietà, campagne di sensibilizzazione, attività charity e servizi di supporto – successivamente inseriti tra le spese finanziate con fondi pubblici. Gli incarichi, conferiti ogni anno per importi pressoché identici, sarebbero poi stati rendicontati nell’ambito dei contributi regionali ed europei ottenuti dall’Ente.

Le verifiche contabili avrebbero inoltre evidenziato che l’associazione beneficiaria riceveva quasi esclusivamente risorse provenienti dagli affidamenti del Giffoni Film Festival e che gran parte delle somme percepite sarebbe stata destinata alla copertura del costo dell’unica dipendente.

Ulteriori riscontri investigativi avrebbero fatto emergere che numerose attività sociali indicate nei progetti sarebbero state, in realtà, svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner, mentre la documentazione acquisita avrebbe evidenziato spese ritenute modeste, scarsamente pertinenti o prive di collegamento diretto con le attività rendicontate.

Dalle risultanze istruttorie sarebbe inoltre emersa una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’Ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti.

In particolare, il direttore artistico avrebbe preso parte alle procedure riguardanti l’associazione presieduta dalla propria coniuge, certificando, in alcune annualità, la regolare esecuzione delle prestazioni oggetto degli affidamenti. Il Responsabile Unico del Procedimento, pur in presenza di rapporti familiari e interessenze con l’associazione beneficiaria, avrebbe a sua volta attestato alla Regione Campania la regolare esecuzione delle prestazioni e la conformità delle procedure amministrative relative agli affidamenti contestati, contribuendo così a rappresentare come ammissibili spese successivamente ritenute prive dei necessari requisiti di rendicontazione e non pertinenti rispetto alle finalità del finanziamento pubblico.

I soggetti coinvolti potranno ora esaminare gli atti depositati dalla Procura regionale, presentare memorie difensive e documentazione a propria discolpa ed anche chiedere di essere convocati dall’A.G. contabile procedente

Palermo-Sequestrati dalla Finanza 17 reperti fossili risalenti a 50 milioni di anni fa

I reperti saranno esposti presso il Museo Geologico G.G. Gemmellaro dell’Università degli Studi di Palermo

 

Palermo,

Nel corso di più ampie operazioni a contrasto del commercio illegale di beni culturali, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno individuato e sottoposto a sequestro numerosi reperti fossili acquistati e detenuti illecitamente; tali beni, tenuto conto dell’alto valore storico-culturale sono stati affidati in custodia giudiziale al Museo Geologico G.G. Gemmellaro, per essere esposti al pubblico.

I reperti fossili sono stati individuati dai militari della Compagnia di Palermo Punta Raisi, che hanno intercettato alcune spedizioni di pacchi provenienti dall’estero, recanti profili di anomalia per caratteristiche, modalità di trasporto e documentazione di accompagnamento.

Una volta recuperati i 17 reperti fossili di interesse archeologico e riconducibili a diverse epoche sono stati oggetto di perizie da parte dei paleontologi del museo geologico G.G. del Sistema Museale Gemmellaro dell’Università degli Studi di Palermo, che ne ha accertato autenticità, provenienza e valore storico culturale

Nel dettaglio, il materiale recuperato si distingue per straordinaria varietà e rilevanza scientifica. Tra i reperti figurano:

  • quattro esemplari paleontologici databili al periodo Cretacico, riconducibili a importanti generi Edmontosaurus, Spinosaurio Aegyptiacus, Triceratops, Hamadasuchus Rebouli;
  • un artiglio di dinosauro risalente all’era Mesozoica, testimonianza di specie che popolavano la Terra circa 66 milioni di anni fa;
  • undici reperti fossili, comprendente due ammoniti – antichi molluschi marini estinti da oltre 50 milioni di anni -, due fossili vegetali di tipo felce di provenienza estera e sette elementi dentari appartenenti a specie animali vissute anche nel territorio siciliano fino a circa quindicimila anni fa;
  • una trilobite risalente all’era paleozoica, dal peso di circa 600 grammi, che contribuisce ad arricchire ulteriormente il valore storico e scientifico dell’intero compendio.

I reperti, dall’inestimabile valore storico culturale, sono stati importati in Italia dalla Spagna privi della documentazione richiesta dalla normativa europea di settore. Per tale ragione, i reperti sono stati sottoposti a sequestro nell’ambito di più ampie operazioni condotte dalla Guardia di Finanza a contrasto del traffico illecito di beni culturali.

La normativa di settore prevede, infatti, una dichiarazione dell’importatore o una licenza di importazione da presentare alle autorità doganali.

Il  Comando della Finanza  rammenta che la disciplina italiana in tema di delitti contro il patrimonio culturale espone i responsabili a gravi conseguenze anche sul piano penale. Difatti la norma punisce l’impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato rinvenuti a seguito di ricerche non autorizzate con la reclusione da due a sei mesi e con la multa da euro 927 a euro 1.500; mentre l’importazione di beni culturali provenienti da delitto ovvero rinvenuti a seguito di ricerche svolte senza autorizzazione, è punita con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 258 a euro 5.165.

L’operazione evidenzia l’azione della Guardia di Finanza a contrasto del commercio internazionale illegale di merci sottoposte a particolari regimi di tutela, anche in virtù, come in questo caso, di quella storico-culturale

 

La Guardia di Finanza controlla ogni forma di distorsione del prezzo dei carburanti per evitare facili speculazioni

 

Roma,

Alla luce delle significative tensioni sui prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni, connesse all’acuirsi della crisi geopolitica nell’area mediorientale, la Guardia di Finanza, su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti.

L’intensificazione dell’attività di controllo, che si inserisce nell’ambito delle più ampie funzioni di polizia economico-finanziaria, risponde alla primaria esigenza di prevenire ogni forma di distorsione che possa recare pregiudizio ai consumatori e alterare il corretto funzionamento del mercato.

Gli interventi saranno finalizzati, da un lato, a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro, ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.

Al contempo, tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento, sarà intensificato il controllo economico del territorio al fine di far emergere eventuali condotte di evasione o di frode, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti.

Napoli, la Finanza sequestra oltre 500 mila di articoli non sicuri

 

Commercio globale di prodotti contraffatti | OCSE - Format Research

Archivi -Sud Libertà

 

Napoli,

Militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli, nell’ambito di un piano straordinario di controlli volti a contrastare la vendita di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute in vista del Carnevale, hanno sequestrato oltre 500 mila articoli non sicuri, privi di etichettatura conforme e, in alcuni casi, contraffatti.

All’esito degli interventi le Fiamme Gialle hanno segnalato 35 persone alla locale Camera di Commercio per violazioni al Codice del Consumo, ai fini dell’irrogazione delle previste sanzioni amministrative, per un massimo di 30.000 euro.

Altre 19 sono state denunciate alle competenti Autorità Giudiziarie, a vario titolo, per i reati di contraffazione, frode in commercio e ricettazione.

Tra i prodotti sequestrati figurano, in particolare, maschere, cravatte, guanti, palline, decorazioni, stelle filanti, brillantini, addobbi, gadget per la festività e mazze in plastica, nonché parrucche e prodotti per la cura della persona.

La merce, destinata in larga parte ai bambini, è stata individuata presso esercizi commerciali e magazzini a Napoli (tra i quartieri Chiaiano, Pianura, Fuorigrotta e Vomero, San Pietro a Patierno, Poggioreale e Zona industriale e ancora San Lorenzo, Vicaria, San Ferdinando e Mercato), nella zona nord della Provincia (comuni di Caivano e Casoria), est (Giugliano in Campania, Quarto e Qualiano), occidentale (Palma Campania, Nola e Sant’Anastasia) e oplontina (Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Gragnano, Sorrento e Vico Equense).

La merce sequestrata, qualora immessa sul mercato, avrebbe potuto generare profitti illeciti per decine di migliaia di euro, mettendo a rischio la salute dei consumatori, per l’eventuale presenza di materiale nocivo.

I provvedimenti in rassegna sono misure eseguite in fase di indagini, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Tutela economia e sicurezza prodotti Ragusa – Sequestrati a Pozzallo oltre 600 prodotti contraffatti nel corso di una diretta streaming

 

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Archivi -Sud Libertà

 

Ragusa,

I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, nel corso di un’attività investigativa finalizzata al contrasto della contraffazione di marchi e brevetti e dell’abusivismo commerciale, svolta anche mediante il monitoraggio dei social network, hanno individuato l’esistenza di un profilo Facebook riconducibile a due sorelle, attraverso il quale sono stati posti in vendita prodotti di prestigiosi marchi, nazionali ed esteri, palesemente contraffatti e a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato.

Le responsabili utilizzavano, come base logistica, un magazzino nella disponibilità di ulteriore soggetto, anch’esso indagato.

In particolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, partendo dal profilo Facebook, sono giunti a identificare due persone, residenti in città, che tra le tranquille e apparentemente sicure mura domestiche realizzavano dei veri e propri mercatini telematici, durante i quali mostravano un ampio campionario di prodotti contraffatti, di marchi italiani ed esteri, prendevano gli ordini dei clienti e, pur di aumentare le condivisioni dei post, pianificavano un’estrazione a sorte che consentiva la vincita di regali.

I militari, nel corso della corrente settimana, hanno quindi fatto accesso nel garage presso il quale era in corso la diretta Facebook, subito bloccata dalle due sorelle, rinvenendo diversi articoli contraffatti, esposti su ripiani come in un qualsiasi negozio fisico, quali scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici nonché ulteriori prodotti, la cui provenienza non è stata giustificata.

Le successive perquisizioni domiciliari, estese alle residenze delle sorelle, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, complessivamente, oltre 600 prodotti contraffatti.

Le investigazioni proseguiranno al fine di ricostruire l’intera filiera del falso, individuare i centri di produzione e di distribuzione delle merci contraffatte nonché identificare la numerosa rete di clienti, nei confronti dei quali la normativa di settore prevede l’applicazione di sanzioni amministrative.

I tre soggetti, per i quali vige la presunzione di innocenza e la cui responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria ragusana, che ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa operato delle Fiamme Gialle, per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

L’attività di servizio, volta al contrasto agli illeciti in materia di produzione e commercio di merci contraffatte, testimonia il costante impegno della Guardia di finanza a tutela dei soggetti economici che operano nel rispetto delle regole e dei consumatori, esposti a pericoli rilevanti per la salute e la sicurezza.

Operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza: oltre la metà dei fondi raccolti per popolazione palestinese finanziava Hamas ,associazione terroristica

 

La Polizia di Stato, attraverso la Digos, insieme alla Guardia di Finanza, ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove persone e di tre associazioni. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Genova su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo.

Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad - (Ipa)
Nella foto : Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad 

L’operazione è il risultato di una complessa indagine coordinata dalla Dda di Genova, avviata su impulso della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’inchiesta ha preso le mosse dall’analisi di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette e si è sviluppata grazie a un intenso scambio informativo con altre  Procure italiane e con le autorità investigative dei Paesi Bassi e di altri Stati dell’Unione Europea.

Gli indagati sono accusati, nella attuale fase delle indagini preliminari, di fare parte e di avere finanziato Hamas e attività terroristiche per mezzo di varie associazioni, tra cui: associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese – a.b.s.p.p., con sede a Genova; a.b.s.p.p. o.d.v. (associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese – organizzazione di volontariato) con sede a Genova, di cui è legale rappresentante Hannoun Mohammad Mahmoud Ahmad; associazione benefica la cupola d’oro, con sede a Milano, di cui è legale rappresentante Abu Deiah Khalil.

Secondo le risultanze investigative, componente di vertice della organizzazione terroristica Hamas, avrebbe destinato, nella raccolta di fondi indicata come avente fini umanitari per la popolazione palestinese, una parte rilevante (più del 71%) al finanziamento diretto di Hamas o di associazioni ad essa collegate o da essa controllate e di altre articolazioni dell’organizzazione terroristica, concorrendo a versare, direttamente o indirettamente, all’organizzazione terroristica, a partire dal 18 ottobre 2001 e fino a oggi, ma soprattutto a seguito degli eventi del 7 ottobre 2023, ingenti somme di denaro, pari a 7.288.248,15 euro, sottraendo tali fondi alle finalità dichiarate e alle reali necessità della popolazione civile di Gaza.

 L’indagine coinvolge Dawoud Ra’Ed Hussny Mousa, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas, referente con Hannoun della cellula italiana. Al Salahat Raed, membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica e, dal maggio 2023, componente del board of directors della European Palestinians Conference, al cui interno opera in stretto contatto con Majed Al Zeer. Al Salahat Raed è componente della cellula italiana di Hamas.

Catania, Sequestrati 200 kg di fuochi d’artificio

Catania – Detenuti illegalmente per la vendita al dettaglio presso due esercizi commerciali a Mascalucia e Paternò

 

VIDEO – GUARDIA DI FINANZA

 

Catania,

Nel quadro della costante attività di controllo economico del territorio tesa al contrasto agli illeciti in materia di vendita di fuochi d’artificio in vista delle prossime festività, i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania hanno sequestrato circa 200 Kg di materiale pirotecnico illegalmente detenuto per la vendita presso due esercizi commerciali ubicati della provincia etnea.

Le attività sono state condotte dai finanzieri del I Gruppo Catania e della Compagnia Paternò, che – nel corso delle attività di controllo eseguite nei confronti di attività commerciali con sede a Mascalucia e Paternò, dedite alla vendita di articoli di uso domestico di vario genere e gestite da soggetti di origine cinese – hanno rinvenuto circa 60.000 articoli pirotecnici, detenuti per la vendita al pubblico in locali non idonei e in assenza delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa in materia di pubblica sicurezza.

I militari hanno sequestrato e messo in sicurezza il materiale pirico, denunciando alla locale Autorità giudiziaria i titolari degli esercizi commerciali per i reati di commercio abusivo di sostanze esplodenti e vendita senza licenza di fuochi d’artificio.

Le attività in parola si inquadrano nell’ambito del dispositivo messo in campo dalla Guardia di finanza per la tutela del commercio legale e il contrasto dei fenomeni di vendita illegale e non sicura dei fuochi d’artificio nella prospettiva di tutelare i consumatori e renderli consapevoli dei gravi rischi dell’utilizzo improprio dei prodotti pirotecnici.

Si rappresenta che le indagini sono state eseguite dalla polizia giudiziaria e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone – informa il Comando – sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Palermo, la Finanza sequestra 8,5 quintali di massa esplodente pari a 176,67 Kg – Sanzione di 30 mila euro al responsabile denunciato alla Magistratura

 

VIDEO   -FINANZA

 

Palermo,

Nei giorni scorsi, nell’ambito del dispositivo operativo di contrasto alla contraffazione e di controllo sulla sicurezza dei prodotti, appositamente intensificato in vista delle festività natalizie, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo in due diverse operazioni hanno sottoposto a sequestro 1.020.000 addobbi natalizi riportanti il falso “made in italy” e 44.448 artifici pirotecnici illegali, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg..

In particolare, le fiamme gialle della Tenenza di Carini hanno effettuato un controllo presso un locale centro commerciale, noto anche per le promozioni sui social di tali prodotti a basso costo, per verificare qualità e provenienza dei prodotti presenti sugli scaffali di vendita/espositori. Hanno quindi accertato come luci decorative, accessori per gli alberi di natale, palle di natale, stelle filanti, capelli d’angelo, elfi e giochi vari fossero esposti alla vendita con informazioni incomplete fuorvianti relativamente all’origine dei prodotti.

Inoltre, le attività di servizio hanno permesso di rilevare l’ulteriore vendita di 272.780 prodotti (articoli per la casa, attrezzature ginniche, prodotti medicali e accessori), non conformi agli standard qualitativi e di conformità previsti a tutela del consumatore.

A conclusione delle attività il responsabile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la commercializzazione dell’ingente quantitativo di materiale sequestrato mentre in relazione ai prodotti non sicuri, allo stesso è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 30.000.

Contestualmente, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno intercettato 44.448 artifici pirotecnici, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg., nell’ambito di un dispositivo di prevenzione e repressione del transito su gomma e successivo commercio di materiale attraverso mirati controlli presso le filiali di diverse ditte di spedizioni.

Tra il materiale sottoposto a sequestro vi erano i classici fuochi d’artificio così come ordigni che simulano per forma ed effetti candelotti di dinamite, capaci di produrre fortissime detonazioni, estremamenti pericolosi per l’acquirente finale, ma anche per gli stessi corrieri e coloro i quali, inconsapevoli del contenuto, maneggiano tali spedizioni.

Un responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione svolta rientra tra i compiti istituzionali propri della Guardia di Finanza quale polizia economico – finanziaria costantemente impegnata nella repressione degli illeciti in ambito economico sotto ogni forma con particolare attenzione alla tutela del consumatore finale, anche di minore età, e del “made in italy”.

Si evidenzia che il provvedimento in parola- informa il Comando – è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

Catania,Misterbianco Maxi-sequestro di 2 milioni di capi di abbigliamento contraffatti in 3 megadepositi destinati ad alimentare il “il mercato del falso”

 

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Catania,

Nel quadro della costante attività di prevenzione e repressione del fenomeno della contraffazione, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania ha intensificato la propria presenza sul territorio provvedendo all’eccezionale sequestro di 3 mega-depositi contenenti 2 milioni di capi e accessori di abbigliamento contraffatti, destinati ad alimentare il «mercato del falso» proprio in concomitanza con le prossime festività natalizie.

L’operazione di servizio è stata sviluppata dai finanzieri del I e del II Gruppo di Catania sulla scorta di autonoma attività info-investigativa basata sugli elementi emersi nel corso di mirati controlli sul territorio, del monitoraggio dei «social network» e dei successivi riscontri con le informazioni tratte dalle banche dati in uso alla Guardia di finanza.

L’attività ha consentito di individuare 3 distinti magazzini situati a Catania e Misterbianco (CT), tutti risultati nella disponibilità di un soggetto di origine senegalese e al cui interno sono stati rinvenuti oltre 4.000 scatoloni contenenti i capi contraffatti, riferibili a più di 60 noti brand del lusso (tra cui Louis Vuitton, Prada, Hermes, Gucci, DG e Chanel), casual (tra cui Moncler, Tommy Hilfiger, Balenciaga e Blauer) e sportivi (tra cui Adidas, Nike, Lacoste e Puma).

L’inventario della rilevantissima mole della merce contraffatta, stipata in magazzini di oltre 600 mq complessivi, ha richiesto diversi giorni, riscontrando nell’occasione anche le accurate modalità di confezionamento dei prodotti e, in molti casi, la presenza sulle etichette di «QRCODE» recanti il link ai siti ufficiali delle case produttrici. Da preliminari stime, la merce in argomento avrebbe consentito – se immessa sul mercato – il conseguimento di proventi per oltre 15 milioni di euro.

Il conduttore dei depositi e ulteriori due soggetti presenti nei relativi locali al momento delle perquisizioni sono stati denunciati a piede libero alla locale Autorità Giudiziaria per i reati di introduzione e commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione.

Sono in corso le attività peritali da parte degli studi e delle agenzie che tutelano i marchi riconducibili alle case di moda coinvolte e, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, gli specifici approfondimenti investigativi finalizzati alla completa ricostruzione della «filiera del falso», con l’individuazione dei canali di approvvigionamento e di successiva commercializzazione «a valle» dei prodotti.

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L’attività di servizio si inserisce nel quadro della più ampia azione di controllo del territorio finalizzata al contrasto degli illeciti in materia di contraffazione e, pertanto, alla tutela del regime leale concorrenza del mercato e alla tutela del consumatore finale, che spesso acquista merce contraffatta ignorando anche i potenziali rischi per la salute.

Si rappresenta – informa il Comando della Finanza- che le investigazioni sono state eseguite dalla polizia giudiziaria e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Sicilia, Trapani- Tutela economica e sicurezza dei prodotti in vista delle festività natalizie –

La Guardia di Finanza sequestra,  a Trapani , in tre distinte attività commerciali, oltre 8000 giocattoli ed articoli natalizi non conformi agli standard di sicurezza e privi della marcatura CE.

 

Giocattoli e prodotti ritenuti non sicuri, maxi sequestro di oltre un  milione di pezzi

 

Trapani,

Prosegue senza sosta – comunica la Guardia di Finanza- il piano di intervento del Comando Provinciale di Trapani per il controllo della sicurezza dei prodotti, finalizzato a tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori più giovani in vista delle imminenti festività natalizie.
In particolare, i finanzieri del Gruppo di Trapani e delle Compagnie di Marsala e Castelvetrano hanno eseguito, presso tre distinte attività commerciali, il sequestro amministrativo di 8.350 giocattoli e articoli natalizi, per un valore complessivo di circa 15.000 euro, destinati ai bambini in occasione delle imminenti festività natalizie.
Tutti gli oggetti sequestrati (a titolo esemplificativo, giocattoli, palloncini, cappelli, cerchietti e altro abbigliamento natalizio) erano privi della necessaria marcatura “CE”, che doveva assicurarne la sicurezza e la conformità alla normativa europea, nonché delle informazioni essenziali in lingua italiana previste dalla legge, come le indicazioni circa il luogo d’origine, il nome del produttore o dell’importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso.
L’assenza di tali informazioni, oltre che un illecito amministrativo, costituisce un concreto rischio per la salute dei consumatori; infatti, dietro alla mancata indicazione della provenienza dei prodotti, si celano sovente imprese produttrici prive di scrupoli che, per abbattere i costi di produzione e operare una concorrenza sleale alle imprese oneste, utilizzano materie prime di pessima qualità se non addirittura nocive e non rispettano i rigorosi standard di produzione imposti dalle norme europee e nazionali.
Oltre al sequestro, ai titolari delle attività commerciali, particolarmente conosciute nelle rispettive città per il vasto assortimento di prodotti esposti in vendita, sono state contestate violazioni che prevedono sanzioni amministrative per importi superiori a 25.000 euro, secondo le disposizioni del Codice del Consumo.
L’operazione condotta costituisce ulteriore testimonianza del quotidiano impegno della Guardia di finanza a contrasto della vendita di prodotti non conformi ai requisiti di sicurezza, con il duplice obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori e garantire agli operatori economici che rispettano le regole un mercato contraddistinto da condizioni di concorrenza equa e leale.