Reggio Calabria, fermato un uomo che deteneva armi clandestine e una originale “penna pistola” che, per le piccole dimensioni, può eludere i controlli Dettagli però non sfuggiti agli attenti Carabinieri

 

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Archivi -Sud Libertà  (immagine di “Penna-pistola” in vendita nel mercato commerciale)

 

 Reggio Calabria – Camini (RC),

Il bilancio delle attività svolte dai Carabinieri della Stazione di Riace, coadiuvati dalla vicina Stazione di Stignano e dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, assume ancora più importanza per l’insidiosità di quanto trovato nella disponibilità di un uomo di Camini.

Si tratta, infatti, di tre armi “clandestine”, ossia di armi che circolano occultamente, sfuggendo alla catalogazione e al censimento cui tutte le armi da fuoco sono sottoposte. In particolare, una di esse è stata ricavata da una comune scacciacani, modificata e resa idonea all’impiego di normali munizioni. Un’altra, invece, è costituita da quella che, a prima vista, appare a tutti gli effetti come una comune penna stilografica.

Un ordinario strumento, che appartiene alla quotidianità di ogni casa: se non fosse per il fatto che, come scoperto dai militari, al proprio interno risultava munita di meccanismi in tutto e per tutto identici a quelli di una pistola.

Di qui la particolare insidiosità: la “penna-pistola”, per le sue fattezze e per le sue contenute dimensioni, infatti, può essere trasportata con grande facilità, eludendo agevolmente i controlli e sfuggendo a occhi meno esperti e attenti. Piccoli ma fondamentali dettagli che, tuttavia, non sono sfuggiti ai Carabinieri: nel corso della perquisizione, inoltre, sono state rinvenute anche 480 munizioni di diverso calibro, utili ad essere impiegate anche con le armi rinvenute e sottoposte a sequestro.

Per l’uomo, un insospettabile, è scattato immediatamente l’arresto: accompagnato presso la Casa Circondariale di Locri dovrà ora attendere le valutazioni dell’Autorità Giudiziaria. Si ricorda- informa il Comando Carabinieri – che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base alla legge, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna.

 

Camporeale: fondo agricolo adibito a discarica, sequestrato e denunciato il responsabile della gestione rifiuti non autorizzata

Anguillara: scoperta discarica abusiva da 15mila metri cubi di rifiuti -  Associazione L'agone Nuovo

Archivi – Sud Libertà

 Palermo – Camporeale ,
Nel Partinicese è stata sequestrata un’altra discarica abusiva di circa 1400 metri quadri; questa volta la scoperta del terreno adibito a zona di stoccaggio rifiuti è stata fatta dai Carabinieri della Stazione di Camporeale che, coadiuvati dai colleghi specializzati del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale, hanno denunciato in stato di libertà un 52 enne del luogo, ritenuto responsabile di attività di gestione di rifiuti non autorizzata.
Si tratta di un’area privata adibita ad uso agricolo che, di fatto, è stata utilizzata dall’indagato come sito di stoccaggio completamente abusivo. All’interno dell’area, è stato rinvenuto uno scenario inquietante, con pneumatici, parti di automobili, imballaggi vari, elettrodomestici in parte distrutti, materiale di risulta di lavori edili e carcasse di autoveicoli in stato di abbandono. Gli investigatori, hanno sequestrato il terreno e il materiale ivi ritrovato, in attesa delle disposizioni e degli accertamenti che l’Autorità Giudiziaria vorrà impartire.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Migranti, ancora un’altra tragedia al largo della costa libica: 116 cadaveri- Denuncia di Alarm Phone: indifferenza delle autorità tunisine

Il naufragio è avvenuto al largo delle coste libiche. La denuncia di Alarm Phone sul mancato intervento delle autorità. 

 

2023 l'anno peggiore per le morti di migranti in mare - Nigrizia

 

Ennesima tragedia del mare, con 116 morti per il naufragio della loro barca, salpata da Zuwara, e avvenuto al largo della Libia per il maltempo, giovedì 18 dicembre, ma di cui si è avuta certezza solo nelle ultime ore. Un unico superstite salvato da un pescatore tunisino  .

116 vite spezzate che si aggiungono alle oltre 1700 del 2025 nel Mediterraneo.Indifferenza dappertutto.  Uomini, donne e bambini dispersi, è la denuncia di Alarm Phone, la ong impegnata nei salvataggi in mare dei migranti, senza che nessuno intervenisse, lo provano le innumerevoli sollecitazioni verso la guardia costiera tunisina, la mancanza di condivisione di informazioni nonostante i ripetuti allarmi e il mancato avvio di operazioni di ricerca e di soccorso una volta scomparsa la barca

Nella discarica abusiva di Partinico i Carabinieri trovano persino monopattini elettrici rubati

Il reato di discarica abusiva - Giuridica.net

Archivi- Sud Libertà

Palermo,
Un’area di mille metri quadrati trasformata in un vero e proprio sito illegale per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, a due passi dal centro abitato. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Partinico, supportati dagli specialisti del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e F., durante un blitz mirato al contrasto dei reati ecologici.
L’operazione ha portato alla denuncia di un uomo di 47 anni, residente a Partinico, ritenuto responsabile della gestione di un impianto di smaltimento completamente abusivo. All’interno dell’area i militari hanno rinvenuto uno scenario allarmante: cumuli di batterie esauste, carcasse di veicoli, bombole di gas e fusti metallici ancora carichi di residui altamente inquinanti. Gli investigatori hanno individuato un sistema di scarico illegale che convogliava i residui delle lavorazioni direttamente nella griglia di raccolta delle acque piovane, minacciando l’integrità delle falde acquifere.
Tra i materiali sequestrati figurano anche ingenti quantitativi di cavi di rame “bruciato” (pronto per essere immesso nel mercato nero) e 10 monopattini elettrici smontati, appartenenti a una nota società di sharing urbano attiva nel territorio, segno che il sito fungeva verosimilmente anche da centrale per il riciclaggio di beni rubati. L’intera area, le attrezzature per la demolizione e i materiali sono stati sequestrati.
L’intervento si inserisce in una più ampia strategia dell’Arma per la salvaguardia dell’ecosistema e della salute pubblica, volta a stroncare il business dell’illecito smaltimento di rifiuti che deturpa il territorio siciliano. È obbligo rilevare- informa il Comando – che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Abbandono di rifiuti in Sicilia anche con la presenza delle telecamere: 47 persone – visibili – fotografate e denunciate ad Agrigento e 2 mezzi sequestrati per ordine della Procura della Repubblica

Abbandono rifiuti: multe e videosorveglianza – Comune di Casoria

Archivi Sud Libertà

 – Agrigento,
I militari del Centro Anticrimine Natura di Agrigento hanno deferito 47 soggetti per abbandono, gestione illecita, traffico, ricettazione e combustione illecita di rifiuti. L’attività ha avuto origine da un mirato controllo del territorio voluto dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento sotto la direzione della Procura della Repubblica.
Un primo monitoraggio del territorio è stato eseguito dai militari del Centro Anticrimine Natura di Agrigento con il supporto del 9° Nucleo Aeromobili di Palermo. Attraverso l’ausilio dell’elicottero sono state individuate le aeree di maggiore interesse operativo, un volta georeferenziate e fotografate sono state oggetto di comunicazione all’Autorità Giudiziaria che ha disposto il monitoraggio attraverso l’installazione di telecamere.
Gli episodi di abbandono e smaltimento illecito sono stati innumerevoli con diversi livelli di gravità. Si sono accertati i classici lanci di sacchetti o abbandono di qualche busta ma anche scarichi attraverso mezzi pesanti di materiali di risulta da ristrutturazioni o demolizioni di immobili, che dovevano invece essere conferiti in discarica, circostanza che comporta un ingiusto guadagno per chi pone in essere tale condotta.
Nell’area oggetto di osservazione ad ogni ora del giorno e della notte sono stati abbandonati rifiuti anche speciali e pericolosi come cassoni e onduline in eternit, in maniera consapevole e in violazione delle norme del testo unico ambientale.
I militari per uno degli incendi verificatisi nell’area hanno immortalato le fasi di scarico e accensione dei materiali che subito dopo sono stati in parte prelevati e sequestrati, consistenti in un copioso numero di faldoni d’archivio contenenti documentazione fiscale e sanitaria. Altra tipologia di materiale veniva altresì incendiato per liberare il ferro/rame dalle plastiche ed essere poi rivenduto, con ingenti danni per l’ambiente in relazione ai quantitativi di diossina liberatisi dalla combustione
. Gli autori dei reati ben visibili all’occhio delle telecamere sono stati identificati e deferiti alla Procura della Repubblica di Agrigento.
Il GIP, sempre su richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento, ha disposto il sequestro preventivo di due automezzi eseguito dai militari del Centro Anticrimine Natura Carabinieri di Agrigento. Con il D.L. 116 dell’8 agosto 2025 convertito con legge n. 147 del 3 ottobre 2025, infatti, oltre all’elevazione dei minimi e i massimi edittali è anche previsto il sequestro del mezzo e la sospensione della patente da 1 a 4 mesi. Le attività di monitoraggio ambientale promosse dall’Arma dei Carabinieri per la tutela della salute dei cittadini abbracciano l’intero ambito del Testo unico Ambientale e comprendono il ciclo del cemento, la depurazione delle acque, le immissioni in atmosfera, la tutela del suolo. Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la posizione degli indagati non è definitivamente accertata e il successivo giudizio di merito servirà a verificare le eventuali loro effettive responsabilità

Canale di Sicilia,contrabbando e ricettazione di corallo rosso: sequestrati oltre 700 chili a Marettimo, tre trapanesi denunciati perchè privi di documentazione sulla loro provenienza

 

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Archivi-Sud Libertà   (corallo rosso)

 

Palermo,

Oltre 700 chilogrammi di Corallo Rubrum sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza, con un’operazione congiunta tra il Reparto operativo aeronavale di Palermo e il gruppo Esplorazione aeromarittima di Pratica di Mare..  Tre trapanesi  sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per ricettazione e contrabbando.

Il prezioso carico, non tracciato, era a bordo di un natante da diporto di 10 metri che è stato notato da un aereo delle Fiamme gialle mentre solcava a velocità sostenuta il Canale di Sicilia dirigendosi verso la costa del Trapanese.

 

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Giunta la segnalazione per il  sospetto di «traffici illeciti provenienti dalle coste magrebine» al Roan di Palermo , l’imbarcazione  è stata fermata da un guardacoste in acque territoriali italiane, al largo dell’isola di Marettimo. A bordo i finanzieri  a seguito di un’accurata perquisizione hanno trovato 22 colli contenenti oltre 700 chilogrammi di corallo rosso, per un valore commerciale stimato dagli investigatori in mezzo milione di euro, trasportato senza alcuna documentazione commerciale sulla sua provenienza.

Furti di energia: un intero palazzo a Palermo allacciato abusivamente alla linea elettrica, denunciati

 

Palermo, nuovo furto di cavi elettrici in via Bennici: spenti metà dei ...

Archivi -Sud Libertà

 

Palermo,
I Carabinieri della Stazione di Borgo Nuovo nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione delle varie forme di illegalità diffusa, hanno denunciato in stato di libertà 5 palermitani tra cui 4 donne di età compresa tra i 27 ed i 54 anni, accusati di furto aggravato di energia elettrica.
I militari coadiuvati dai tecnici dell’Enel, hanno eseguito un controllo in largo delle Petralie dove hanno accertato che gli occupanti di un’intera palazzina, si erano allacciati abusivamente alla rete elettrica. Una volta all’interno delle cinque unità abitative, i militari hanno verificato che nonostante l’iniziale disattivazione del misuratore di energia, di fatto l’erogazione della corrente elettrica non veniva disattivata e, l’intervento dei tecnici specializzati, ha permesso di individuare in assenza di un regolare contratto, la fruizione di energia mediante un collegamento diretto alla rete di E-distribuzione
. Le attività di controllo nel quartiere continueranno anche prossimi giorni e nelle settimane a venire con l’obiettivo precipuo di prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità diffusa e il conseguente degrado urbano che incidono in maniera significativa sulla sicurezza reale e su quella percepita dai molti cittadini onesti del quartiere.

Reggio Calabria,Sequestrati alimenti privi della necessaria tracciabilità- Sanzioni per 17 mila euro- Sospesa l’attività commerciale

Reggio Emilia: ristorante abusivo in casa, sequestrati 700 chili di cibo

 Reggio Calabria – Bagnara Calabra (RC),
Un lavoratore in nero, alimenti privi di tracciabilità e un impianto di videosorveglianza installato senza autorizzazione. È quanto emerso durante un controllo effettuato dai Carabinieri della Stazione di Bagnara Calabra, con il supporto del personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e dei medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, all’interno di uno stabilimento balneare della costa tirrenica reggina.
L’attività ispettiva, finalizzata al contrasto del lavoro sommerso e alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro, ha portato alla luce diverse irregolarità. In particolare, i militari hanno accertato la presenza di un lavoratore impiegato senza contratto, mai sottoposto alla visita medica obbligatoria né alla formazione prevista dalla normativa vigente.
Non solo. All’interno della struttura era stato installato un sistema di videosorveglianza che riprendeva i dipendenti durante l’orario di lavoro, in assenza delle necessarie autorizzazioni e senza alcuna informativa, violando così le disposizioni in materia di tutela della privacy sui luoghi di lavoro.
Sul fronte sanitario, sono stati sequestrati circa 40 chilogrammi di alimenti risultati privi della necessaria tracciabilità, riscontrando anche l’assenza del manuale di autocontrollo igienico. I prodotti, ritenuti non idonei alla somministrazione, sono stati smaltiti.
Per il titolare dell’attività è scattata la denuncia in stato di libertà, mentre nei confronti dell’impresa è stata disposta la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. Le violazioni riscontrate hanno portato anche a sanzioni amministrative per un totale di 17.000 euro e ammende pari a 3.500 euro.
L’operazione rientra nei controlli a tappeto avviati dai Carabinieri lungo le località balneari, a tutela della sicurezza dei lavoratori, della salute dei consumatori e del rispetto delle regole, specie in un periodo dell’anno in cui il flusso turistico aumenta esponenzialmente e cresce la domanda di servizi stagionali. Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’uomo vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Ambiente: sversano rifiuti speciali in un’Area Protetta, denunciati -Sequestro dell’autocarro

 

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 Trapani,
I Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Distaccamento CITES di Trapani hanno denunciato due uomini di 36 e 64 anni per gestione e trasporto non autorizzato di rifiuti speciali e realizzazione di discarica non autorizzata.
I militari, impegnati in un servizio di prevenzione di reati ambientali all’interno di un’area naturale protetta, notavano un autocarro carico di rifiuti che percorreva una strada interpoderale e, dopo averlo seguito, lo bloccavano mentre era intento a scaricarli in un’area recintata in località Pietretagliate che, si è scoperto, era stata adibita a discarica abusiva.
Dai successivi accertamenti si è giunti all’identificazione del 64enne che illecitamente gestiva la discarica abusiva. La discarica e il mezzo utilizzato sono stati sottoposti a sequestro.

Messina, frode all’Unione Europea nel settore dei fondi strutturali per 560.000 euro –

 

Disposto sequestro di beni per oltre 800.000 euro

 

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Messina,

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’articolata attività d’indagine nei confronti di una società operante nel Comune di Reitano (ME), beneficiaria di ingenti fondi strutturali illegittimi, ammontanti a circa 560 mila euro.

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinate dalla Procura Europea (European Public Prosecutor’s Office) di Palermo hanno denunciato cinque imprenditori per il reato di truffa ai danni della Regione Siciliana. Di qui il provvedimento di sequestro preventivo di beni – ai fini della confisca – per un valore di oltre 800 mila euro, parte relativa al profitto del reato e parte relativa ai profitti derivanti dalle imposte evase a seguito dell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Gli stanziamenti, finanziati dall’Unione Europea nell’ambito dei Fondi Strutturali relativi alla Programmazione 2014/2020 del Fondo Europeo Sviluppo Regionale – Piano Operativo Sicilia, erano finalizzati ai lavori di ammodernamento ed ampliamento delle attività produttive per sostenerne la crescita, aumentandone la qualità, sostenibilità e competitività.

Il contributo, infatti, prevedeva la realizzazione di un programma d’investimento consistente nell’acquisto di macchinari per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti in ceramica presso un opificio sito in località Santo Stefano di Camastra (ME).

Le indagini, eseguite mediante i riscontri documentali e contabili, nonché l’analisi dei rapporti economici e finanziari intercorsi tra i principali attori intervenuti nella filiera di approvvigionamento e realizzazione del programma d’investimento, hanno portato gli investigatori a disvelare un articolato disegno criminoso ideato e realizzato dai legali rappresentanti delle cinque aziende coinvolte nella frode, attraverso un intricato scambio di fatture fra i vari soggetti economici intervenuti.

In considerazione degli elementi raccolti, salvo diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, su richiesta dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia e Calabria, il GIP del Tribunale di Modena ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo per le ingenti somme indebitamente percepite che ha riguardato liquidità e beni immobili rinvenuti nella disponibilità degli indagati.

L’Autorità Giudiziaria e la Guardia di Finanza continueranno a mantenere altissima la soglia di attenzione, evitando che significative risorse pubbliche diventino facile preda di operatori spregiudicati, in danno dei tanti imprenditori onesti.