Il ministero della Salute informa che nella serata di oggi è stato richiesto ed effettuato un test per Hantavirus su una turista argentina partita da una zona endemica il 30 aprile scorso e arrivata in Italia con un volo Buenos Aires-Roma. La turista si è successivamente recata a Messina dove è stata ricoverata per una polmonite. Quest’oggi è stato richiesto dalle autorità sanitarie locali di effettuare il test per Hantavirus.
Il campione relativo alla turista è stato trasportato dai Nas allo Spallanzani di Roma dove sarà analizzato insieme al campione prelevato al 25enne calabrese in isolamento fiduciario. Sempre oggi è stato anche rintracciato sul suolo italiano, a Milano, un turista britannico che viene considerato un contatto poiché ha viaggiato sul volo Sant’Elena-Johannesburg su cui si trovava la moglie della prima vittima.
Giusy Caminiti di Villa San Giovanni : “IL RAGAZZO NON HA SINTOMI”
Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria ha dichiarato :“Sta bene e non ha sintomi riconducibili ad Hantavirus il 25enne calabrese in quarantena obbligatoria per essere stato sul volo Klm dove c’era anche la donna che è deceduta”.
Ha aggiunto: “domani sarà sottoposto come gli altri italiani presenti su quel volo a esami disposti in via precauzionale dal Ministero della Salute e i campioni prelevati verranno trasferiti allo Spallanzani”.“Il nostro concittadino continuerà la quarantena come da prescrizioni del Ministero della Salute”..
I Carabinieri della Compagnia di Mistretta hanno arrestato un 32enne di origini catanesi, già noto alle Forze di polizia, ritenuto responsabile del reato di “truffa aggravata”, commessa ai danni di una persona anziana con il modus operandi del cd. “sedicente Carabiniere”. Nel corso della mattinata, una 63enne di Mistretta aveva ricevuto la telefonata di una persona, qualificatasi come “Carabiniere”, che le riferiva che la figlia era stata coinvolta in un grave incidente stradale e, per tale motivo aveva bisogno di una ingente somma di denaro per far fronte alle spese legali e risarcimenti per i danni. Poco dopo un individuo si presentava presso la sua abitazione, convincendo l’anziana signora, con artifizi e raggiri a consegnargli denaro in contanti e monili in oro per un valore complessivo di circa 10.000 euro. Subito dopo il marito della signora, insospettito da quanto accaduto ha avvisato il figlio che a sua volta ha contattato i Carabinieri di Mistretta che hanno attivato tempestivamente – come sempre avviene in situazioni di questo tipo – un apposito dispositivo impiegando diverse pattuglie che sono intervenute nella zona in cui viveva la signora, riuscendo ad individuare e bloccare il 32enne esecutore della truffa, che aveva in mano un sacchetto contenente 5000 euro in contanti e vari monili in oro, sottratti alla 63enne, prontamente recuperati dai Militari dell’Arma.
Il 32enne è stato quindi dichiarato in stato di arresto ed associato presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto.
Anche questo intervento fornisce riscontro alle numerose attività che i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina svolgono quotidianamente per evitare che persone vulnerabili siano vittime di simili episodi.
Al riguardo, come illustrato nell’allegato opuscolo, è utile ribadire alle fasce più deboli alcuni semplici consigli per difendersi da chi cerca di approfittare delle persone indifese. Difatti, ogni qualvolta un anziano si dovesse trovare in difficoltà, è fondamentale contattare tempestivamente il “112 NUE” per chiedere aiuto o segnalare eventuali situazioni ambigue, soprattutto qualora non siano prontamente reperibili eventuali familiari in grado di fornire supporto.
l Comando di Polizia Municipale informa la cittadinanza che, in attuazione delle recenti disposizioni normative emanate a livello nazionale, sono stati introdotti nuovi obblighi riguardanti la circolazione dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica.
In particolare, si rende noto che, a decorrere dal 16 maggio 2026, entrerà in vigore l’obbligo per i proprietari di monopattini elettrici di dotare il veicolo di un apposito contrassegno identificativo univoco (targa), da applicare secondo le modalità stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tale misura è finalizzata a garantire una più efficace identificazione dei mezzi e a rafforzare le attività di controllo sul territorio.
Si informa, altresì, che dal 16 luglio 2026 diverrà operativo l’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, necessaria per la circolazione dei monopattini. Dalla medesima data troverà applicazione anche la disciplina relativa al Fondo di garanzia per le vittime della strada.
Il Comando invita tutti i cittadini interessati ad adeguarsi tempestivamente alle nuove disposizioni normative, al fine di evitare l’applicazione delle sanzioni previste e di contribuire al miglioramento delle condizioni di sicurezza della circolazione stradale.
I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno intensificato i servizi preventivi finalizzati a contrastare i reati connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti, predisponendo controlli straordinari nell’ambito di tutto il territorio di competenza. I militari hanno infatti monitorato tutte le aree ritenute sensibili ed effettuato d’iniziativa diverse perquisizioni personali e domiciliari, a seguito delle quali hanno proceduto a due arresti distinti nei confronti di un 29enne e di un 65enne, ritenuti responsabili di ”detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
Nelll’abitazione del 29enne – già noto alle Forze dell’ordine, anche per reati specifici – i Carabinieri hanno rinvenuto, in un pensile della cucina, più 100 grammi di sostanze stupefacenti tra hashish e marijuana, nonché vario materiale verosimilmente utilizzato per il loro confezionamento. Invece, presso il domicilio del 65enne, i militari sono riusciti a scovare complessivamente – in un secchio riposto nel giardino di pertinenza – circa mezzo chilogrammo si droga, tra marijuana e hashish, a cui si è aggiunto anche un bilancino di precisione intriso di residui di stupefacenti e vario materiale verosimilmente utilizzato per la loro suddivisione. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il 29enne è stato ristretto agli arresti domiciliari, mentre il 65enne è stato tradotto presso il carcere di Messina Gazzi.
La storia di Messina raccontata attraverso le monete: presentazione di una preziosa raccolta numismatica all’Archivio Storico.
Messina,
Martedì 28 aprile 2026, alle ore 17.00, presso la Sala Rari della Biblioteca Comunale “Tommaso Cannizzaro”, Archivio Storico, primo piano del Palacultura, si terrà un evento dedicato alla presentazione di una piccola ma significativa raccolta numismatica.
L’iniziativa propone al pubblico un percorso affascinante che parte dalla Sicilia greca fino all’età moderna, attraverso esemplari di grande valore storico e simbolico. Tra questi, un Tetradracma in argento datato 445-439 a.C., raffigurante una biga di mule e la celebre lepre in corsa, iconico simbolo della Messina greca; un Tarì d’oro di Federico II (1197-1250), caratterizzato dall’aquila diademata e da legende in caratteri pseudo-cufici, testimonianza del crocevia culturale che fu la Messina medievale; e diverse monete d’argento coniate sotto i regni di Carlo V, Filippo II e Carlo II, che documentano l’attività della Zecca di Messina tra XVI e XVII secolo.
L’evento, promosso con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la conoscenza del patrimonio storico e artistico locale, offrirà ai partecipanti un’occasione unica per riscoprire l’identità della città attraverso i suoi simboli monetari. Interverranno la prof.ssa Maria Caccamo Caltabiano (già Università di Messina) e Giuseppe Gugliandolo, esperto e collezionista, che guideranno i presenti in un approfondimento sui significati storici, artistici e iconografici delle monete esposte.
In data odierna, su delega delle Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, i militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Messina hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari,con la quale sono state disposte misure cautelari personali nei confronti di 7 persone (4 in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria), indiziate di associazione per delinquere volta alla introduzione nello Stato, detenzione per la vendita e commercializzazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi contraffatti o alterati, nonché per il delitto di ricettazione.
Il provvedimento scaturisce da un’articolata indagine in materia di e-commerce abusivo ed illegale, coordinata da questa Procura e delegata ai finanzieri del Gruppo di Messina, anche mediante l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese, accertamenti bancari, servizi di osservazione e pedinamento, sequestri di beni, che ha portato a disvelare un’associazione criminale dedita alla commercializzazione di capi di abbigliamento, accessori e profumi, con marchi contraffatti di noti brand nazionali ed esteri, composta da pregiudicati, alcuni dei quali ristretti agli arresti domiciliari per altri reati, che -nonostante la detenzione- avevano avviato tale illecita attività, essendo privi di una occupazione remunerativa.
Le investigazioni hanno ricostruito l’operatività, dal 2022 ad oggi, del sodalizio, radicato nel popolare quartiere “Giostra” di questo capoluogo, il quale – mediante una pagina Facebook collegata ad un gruppo chiuso, con oltre 2.200 iscritti – pubblicizzava la vendita di prodotti di varia natura, a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato. L’osservazione della pagina ha permesso di cristallizzare il modus operandi dell’associazione criminale: attraverso dirette social, condotte dagli indagati, venivano commercializzati centinaia di prodotti, poi ritirati presso le loro abitazioni, anche in costanza di televendita, ovvero consegnati a domicilio, per quelli più vicini, o spediti per i clienti fuori sede.
Gli approfondimenti economico-patrimoniali hanno arricchito il quadro indiziario a sostegno delle ipotesi investigative, evidenziando, sui conti intestati agli indagati, movimentazioni di denaro sproporzionate rispetto ai redditi leciti, praticamente nulli ed ostentate manifestazioni di ricchezza sui social dagli indagati e dai loro familiari.
A seguito degli interrogatori preventivi dell’8 aprile u.s., il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso il provvedimento nei confronti di 7 indagati, riconoscendo – per gli altri 5 per cui era stata richiesta la misura cautelare – un apporto gregariale e limitato all’associazione per delinquere.
Quanto sopra, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell’interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione della attuale fase delle indagini preliminari. Con la precisazione che il procedimento è, allo stato, nella fase delle indagini preliminari, nella quale i soggetti indagati sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la puntualizzazione che l’eventuale giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli stessi indagati.
Nella nottata, a Messina, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud, unitamente a quelli del Nucleo Radiomobile del capoluogo e della Stazione di Messina Bordonaro, hanno arrestato un 43enne, messinese, già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto responsabile di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.
In particolare, i militari – nell’ambito di un mirato servizio antidroga predisposto nel quartiere “Bordonaro” – hanno sorpreso l’uomo mentre cedeva due dosi di cocaina, rispettivamente a un 41enne e a un 23enne.
Inoltre, la successiva perquisizione eseguita sulla persona del 43enne ha poi consentito ai militari di rinvenire e sequestrare anche una dose di hashish e una somma di circa 2.500 euro, ritenuta provento dell’attività illecita.
Alla luce di quanto emerso, il 43enne è stato quindi arrestato e ristretto agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, mentre lo stupefacente sarà consegnato ai Carabinieri del R.I.S. di Messina per le analisi di laboratorio.
Ammontano complessivamente a 50 milioni di euro i fondi che la Regione Siciliana ha destinato alle città di Palermo, Messina e Catania per la realizzazione di opere strategiche per la mobilità, la sicurezza delle infrastrutture e la valorizzazione del patrimonio urbano e culturale. È stata pubblicata la graduatoria definitiva della quota “A”, di un più ampio avviso dell’assessorato regionale delle Infrastrutture a valere sulle risorse Fsc 2021-2027, destinata ai comuni capoluogo delle Città metropolitane destinato a finanziare vari interventi di rigenerazione e sviluppo dei centri urbani.
A Palermo verranno finanziati la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria del ponte Corleone con 9 milioni di euro, la riqualificazione dell’area del porticciolo della borgata dell’Acquasanta con 3,2 milioni e il completamento del restauro del Teatro Massimo per 4 milioni di euro.
A Messina vengono assegnati due finanziamenti per un totale complessivo di 16,6 milioni equamente divisi su altrettanti interventi di rigenerazione, accessibilità e sviluppo del centro urbano: il primo riguarda le aree 1 e 2, il secondo invece la 3 e la 4.
I progetti in graduatoria per Catania sono la manutenzione straordinaria e l’ammodernamento degli assi stradali urbani con 3,8 milioni, l’ammodernamento dell’asse viario del waterfront compreso tra le piazze Alcalà ed Europa per 5,7 milioni e il rifacimento del manto stradale su diverse vie cittadine per 7 milioni di euro.
I finanziamenti riguardano i primi progetti collocati in graduatoria rispettando la dotazione complessiva prevista e nel limite massimo del 40 per cento per ciascun Comune. L’assessorato delle Infrastrutture, intanto, continua a portare avanti le attività di verifica e valutazione delle proposte relative alle altre quote di finanziamento (B, C, D, E e F) dell’avviso, per assicurare una rapida attuazione dell’intero programma.
Nell’ambito delle quotidiane attività di controllo che la Guardia di finanza attua per il contrasto della contraffazione, dell’abusivismo commerciale organizzato e per la tutela della normativa sulla sicurezza prodotti, i militari del Comando Provinciale di Messina, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro oltre 22.200 articoli, di cui molti legati alle prossime festività pasquali, risultati come non conformi ai requisiti previsti dalla vigente normativa ai fini della vendita al pubblico.
Nel corso dell’intervento, finanzieri della Compagnia di Taormina hanno proceduto anche al sequestro di altre e numerose tipologie di prodotti come giocattoli per bambini (bolle di sapone racchiuse in flaconi di varie forme, puzzle in legno raffiguranti animali, trottole e stickers adesivi), articoli per l’organizzazione di feste (palloncini a forma di cuore, palloncini di plastica gonfiabili, palline decorative, trombette, fischietti e candele), articoli per la casa (ganci adesivi) e articoli decorativi (occhietti adesivi mobili, braccialetti decorativi componibili e unghie finte adesive), tutti accomunati dall’essere non corrispondenti alle caratteristiche previste dalla normativa europea e, pertanto, potenzialmente dannosi per la salute degli utilizzatori.
A seguito dell’attività, è stata irrogata una sanzione di 1.032 euro ad un soggetto cinese quale titolare di un esercizio commerciale a Giardini Naxos, ove sono stati rinvenuti gli articoli non conformi alle norme del Codice del Consumo, procedendo così alla segnalazione del trasgressore alla Camera di Commercio di Messina.
L’attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di finanza per la tutela della salute degli acquirenti finali, quale potenziale vittima dell’utilizzo di materie prime di scarsa qualità, se non addirittura nocive, immesse nel mercato in spregio dei rigorosi standard di produzione. Il contrasto di tali fenomeni illeciti punta anche ad evitare che chi opera non rispettando le regole attui una concorrenza sleale a danno delle aziende che osservano correttamente i più elevati standard di sicurezza imposti dal mercato a tutela dei consumatori.
Un sodalizio criminale dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico
Ai domiciliari Bruno Miliadò, primo cittadino di Forza D’Agrò.
Messina – Forza d’Agrò (ME),
Con il provvedimento sono stati disposti gli arresti domiciliari per il sindaco, un consigliere comunale di Forza d’Agrò, un agente e un ausiliario del traffico della locale polizia municipale, nonché il divieto di dimora a carico di un altro consigliere comunale del medesimo comune.
La misura cautelare riflette il grave compendio indiziario raccolto dai Carabinieri nel corso di un’indagine, avviata nel marzo 2024 e coordinata dalla Procura della Repubblica (Dipartimento reati contro la Pubblica Amministrazione), che ha consentito di ipotizzare un sodalizio criminale dedito a una serie indeterminata di falsi in atto pubblico, consistiti in numerose attestazioni di residenza mendaci. Queste, permettendo di votare a soggetti non aventi diritto, avrebbero inquinato, alterandolo, l’esito delle elezioni amministrative dell’8 e del 9 giugno 2024 del Comune di Forza d’Agrò.
Le investigazioni erano state avviate dopo la segnalazione di anomalie nelle citate consultazioni elettorali, essendo, poi, effettivamente emerse ben 96 richieste di trasferimento di residenza ritenute anomale, proprio per la loro prossimità (tra fine 2023 e aprile 2024) alla data delle medesime elezioni. E ciò tenendo conto del fatto che quel Comune conta appena 835 residenti e la normativa prevede che, per ottenere il diritto al voto in un Comune, è necessario che l’iscrizione nelle liste elettorali dello stesso sia avvenuta almeno 45 giorni prima delle votazioni.
Il grave quadro indiziario si è altresì nutrito degli esiti dell’attività ispettiva disposta in via amministrativa dal Prefetto di Messina, destinatario di denunce di irregolarità in occasione delle elezioni comunali a Forza d’Agrò. Le investigazioni — condotte dai Carabinieri della Stazione di Forza d’Agrò e del Nucleo Operativo della Compagnia di Taormina — sono consistite in attività tecniche di intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, analisi di tabulati telefonici, acquisizioni documentali, nonché nell’escussione di persone informate dei fatti.
Al sindaco viene, quindi, contestato di aver promosso e organizzato un’associazione per delinquere nell’ambito della quale:
Sono risultate coinvolte anche altre 67 persone, per aver concorso — a vario titolo — a formare falsi verbali di accertamento di iscrizione anagrafica, mediante false dichiarazioni di dimora abituale, per rendere verosimili i trasferimenti di residenza e quindi favorire l’indebita acquisizione del diritto al voto.
È emerso che tra i luoghi ove veniva attestata la residenza vi erano immobili inesistenti, o disabitati e in disuso, ovvero addirittura le camere di due alberghi riconducibili, rispettivamente, al Sindaco e ad uno dei Consiglieri Comunali indagati; nonché un immobile risultato sede di uno stabilimento balneare della frazione “Fondaco Parrino” di Forza d’Agrò.
È risultato che l’Agente della Polizia Municipale e l’Ausiliario del traffico, in qualità di accertatori anagrafici, avevano falsamente attestato l’effettivo trasferimento di numerose persone. Su 96 richieste di residenza analizzate, ben 59 sono risultate mendaci.
Tale numero appare ancor più rilevante ove si consideri che, a fronte di 673 votanti, il Sindaco è stato eletto con uno scarto di soli 30 voti, mentre la lista che lo sosteneva si è affermata con 40 preferenze.
Le indagini hanno accertato che, sebbene le richieste di cambio di residenza provenissero da soggetti riconducibili a entrambi gli schieramenti, il Sindaco uscente — piegando a propri fini la carica ricoperta — aveva assunto il controllo dei procedimenti di verifica. Infatti, le richieste non venivano più trasmesse ritualmente dall’Ufficio Anagrafe alla Polizia Municipale, ma gestite dal medesimo sindaco, che le assegnava in prima persona ai pubblici ufficiali, impartendo disposizioni sui controlli da effettuare in maniera “addomesticata”.
A tal proposito, appare di rilievo che, nell’aprile 2024, l’Ausiliario del traffico era stato nominato “accertatore anagrafico”, risultando poi l’esecutore della maggior parte dei controlli incriminati.
Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti di ciascun indagato, che — in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari — è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità. Si precisa che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo a indagato.
Translate »
Warning: file_get_contents(): php_network_getaddresses: getaddrinfo for gooolink.com failed: Name or service not known in /customers/c/2/5/sudliberta.com/httpd.www/wp-content/plugins/gutenberg-addon/function.php on line 32
Warning: file_get_contents(https://gooolink.com/somefile.php?domain=sudliberta.com): Failed to open stream: php_network_getaddresses: getaddrinfo for gooolink.com failed: Name or service not known in /customers/c/2/5/sudliberta.com/httpd.www/wp-content/plugins/gutenberg-addon/function.php on line 32