Catania, sparatoria e fermo di cinque soggetti con l’aggravante di aver agevolato il clan Cappello -Bonaccorsi

 

Catania

 

Catania,

Cinque persone sono state sottoposte a fermo dalla Polizia di Stato di Catania, su disposizione della Procura distrettuale, nell’ambito delle indagini sulla sparatoria avvenuta l’11 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo. Sono ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio, porto abusivo di armi e munizioni, con l’aggravante di avere agito per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.

Un sesto uomo è stato fermato per favoreggiamento. Quella sera tre minorenni erano arrivati in ospedale feriti da colpi d’arma da fuoco, uno in condizioni gravi. Secondo gli investigatori, un commando di sei persone, su tre scooter e con il volto coperto, avrebbe sparato contro alcuni giovani nei pressi di un chiosco. Le indagini della Squadra Mobile, attraverso videosorveglianza, intercettazioni e riscontri tecnici, hanno consentito di identificare il gruppo, poi nascosto in varie località siciliane.

Quattro persone sono state bloccate a Floridia, due a Catania. I Gip hanno disposto il carcere per i cinque presunti componenti del commando; per il sesto, accusato di favoreggiamento semplice, sono stati disposti i domiciliari

ALLA MANIERA DELL’ARIETE, ARRESTATI I RAPINATORI DELLE POSTE DI PALERMO CHE SFONDARONO LA VETRATA

 

Archivi -Sud Libertà

 

Palermo,

Rapinarono le Poste a Palermo sfondando la vetrata alla maniera di un ariete con un’auto rubata. Tre gli arresti eseguiti dalla polizia di Stato. Agenti della V Sezione della Squadra mobile hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta nei confronti dei tre palermitani, un 40enne e due 49enni, per rapina, riciclaggio e ricettazione.

I fatti risalgono al 31 gennaio 2025, quando una Fiat Tipo rubata, con a bordo il solo autista a bordo, aveva sfondato la vetrata dell’ufficio postale di via Empedocle Restivo.

L’uomo e un complice si erano fatti consegnare il denaro contante che gli impiegati stavano versando nello sportello Atm, interno alla filiale, in previsione del pagamento delle pensioni che sarebbe avvenuto l’indomani.

Un bottino da 100 mila euro. I sistemi di videosorveglianza di zona hanno fornito elementi importanti  alle indagini su una batteria di rapinatori, orbitante nel quartiere di Pagliarelli.

Si apprende anche che gli indagati già parecchi giorni prima dell’assalto avevano pianificato il raid, riunendosi in un covo nell’area di viale del Fante.

 

Le telecamere hanno registrato ogni spostamento  e verificato come, uno dei tre, il 40enne in particolare, abbia, invece, svolto funzioni di palo e guardaspalle a bordo di altro ciclomotore fuori dalla filiale postale.

Nell’area condominiale è stato ritrovato il ciclomotore rubato, usato come mezzo di fuga dai due rapinatori, che presentava, peraltro, una targa di cartone sovrapposta a quella reale. Per questo motivo i tre soggetti risponderanno anche del reato di riciclaggio.

Ed infine.  La contestazione penale legata al reato di ricettazione è, invece, collegata alla disponibilità dell’auto rubata usata come ariete.

Agrigento, ancora la tecnica della “Truffa del Finto Carabiniere” tre persone arrestate in Sicilia  –

 – Agrigento,
Ad Agrigento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento, con il supporto dei militari della locale Stazione Carabinieri, hanno arrestato in flagranza di reato tre persone provenienti dal Catanese, due maggiorenni e un minorenne, ritenute responsabili di tentata truffa ai danni di un’anziana.
L’attività è scaturita dalla segnalazione di un cittadino, vicino di casa della vittima, insospettito dalla telefonata ricevuta dalla donna, che ha prontamente allertato i Carabinieri. Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da soggetti che, qualificandosi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, avrebbero tentato di convincerla a consegnare loro diversi monili in oro sostenendo di doverli confrontare con quelli sottratti in una rapina messa a segno con un’auto intestata al padre della donna, vicenda risultata poi del tutto inesistente.
Ricevuta notizia del tentativo di truffa in corso, i militari hanno raggiunto l’abitazione della donna e predisposto un mirato servizio di osservazione, anche in abiti civili, riuscendo a intervenire nel momento in cui uno dei presunti autori si è presentato per ritirare i gioielli.
Il giovane è stato bloccato dai Carabinieri, nonostante il tentativo di sottrarsi al controllo. Contestualmente, gli altri militari hanno individuato e fermato anche i due complici, rimasti nelle vicinanze ad attenderlo a bordo di un’autovettura. Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati posti a disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie: il minorenne presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina” di Palermo e i due maggiorenni presso la Casa Circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento. Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, -informa il Comando -la posizione degli indagati non è definitivamente accertata e il successivo giudizio di merito servirà a verificare le eventuali loro effettive responsabilità.

La direzione Antimafia conduce un’operazione che consente di arrestare otto persone nel mandamento mafioso di Tommaso Natale San Lorenzo

 

 

 

Palermo   –

Brillante Operazione  delle forze dell’ordine ,in virtù delle intuizioni della Direzione Antimafia. Otto persone, su disposizione della Procura di Palermo – Direzione Nazionale Antimafia, sono state fermate dagli agenti della Polizia di Stato e dai Carabinieri, nell’ambito delle indagini finalizzate al contrasto dell’escalation criminale che, dal novembre 2025, sta colpendo il territorio del capoluogo siciliano ricadente nel mandamento mafioso di Tommaso Natale – San Lorenzo.

MINISTRO PIANTEDOSI “LA SICUREZZA E’ IL RISULTATO DI UN LAVORO COMPLESSO E CAPILLARE”

Ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi:

“La sicurezza si garantisce ogni giorno e non mai è il frutto di eventi casuali o di improvvisazione, ma il risultato di un lavoro complesso, spesso silenzioso, fatto di indagini articolate e di un capillare presidio del territorio. Mentre molti strumentalizzano singoli episodi, per quanto gravi, e si dilungano in chiacchiere da talkshow, magistratura e forze dell’ordine proseguono con dedizione e professionalità nel loro impegno contro ogni forma di crimine e illegalità. Lo testimonia l’operazione condotta oggi a Palermo che ha consentito di assicurare alla giustizia 8 soggetti legati alla criminalità organizzata, accusati di estorsione e tentato omicidio. Alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri, e alla Direzione Distrettuale Antimafia che ha coordinato questa complessa attività investigativa, va il mio sincero apprezzamento.

Lunedì sarò a Palermo per presiedere il Comitato provinciale ordine pubblico. Sarà anche l’occasione per ringraziare personalmente le donne e gli uomini intervenuti in questa straordinaria operazione e ribadire, ancora una volta, che lo Stato c’è”.

Operazione a largo raggio nella provincia di Palermo,due arresti in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti e due denunce in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica.

 

portrait of a man vector illustration of man silhouette of man in a suit Chicago gangster mafia

 – Palermo,
Un’operazione a largo raggio ha interessato i comuni di Balestrate e Trappeto, dove i Carabinieri delle locali Stazioni, supportati dai militari della Sezione Radiomobile e dai colleghi di Grisì, Partinico e Montelepre, hanno attuato un servizio straordinario di controllo del territorio. L’ attività, mirata al contrasto della criminalità comune e alla sicurezza stradale, ha portato a due arresti in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti e due denunce in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica.
A Balestrate l’attenzione dei militari, si è focalizzata su alcuni movimenti sospetti notati nelle vicinanze dell’abitazione di un uomo di 35 anni che, hanno indotto i Carabinieri a procedere con una perquisizione domiciliare. L’ attività di ricerca ha permesso di rinvenire occultato tra i vestiti di un armadio, un panetto di hashish del peso superiore ai 90 grammi e, 3 dosi già confezionate all’ interno di un mobiletto in legno. Oltre alla droga, sono stati ritrovati due bilancini di precisione e la somma di 375 euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Parallelamente a Trappeto, le manette sono scattate anche per un uomo di 34 anni. Anche in questo caso i movimenti ambigui nei pressi dell’abitazione dell’indagato, hanno portato i militari a procedere con una perquisizione domiciliare, durante la quale, all’ interno di un pensile della cucina è stata recuperata una busta in plastica contenente più di 100 grammi di marijuana. Sul fronte della circolazione stradale, i Carabinieri della Sezione Radiomobile hanno intensificato i controlli lungo le principali arterie di collegamento, con particolare attenzione alla guida sotto l’influenza di alcolici.
L’esito dei controlli, è stato il deferimento in stato di libertà di un uomo di 31 anni sorpreso alla guida della vettura con un tasso alcolemico di 1,27 g/1 e, di un giovane di 21 anni, fermato con un livello di alcol nel sangue pari a 0,84 g/1. Complessivamente sono stati controllati 87 veicoli, identificate 137 persone identificate ed elevate 4 sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada, per un valore totale di circa 1.200 euro.
L’ operazione si inserisce in una più ampia strategia di prevenzione disposta dal Comando Provinciale per garantire una maggiore percezione di sicurezza nei centri costieri e dell’entroterra partinicese. È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

Napoli: arrestate 12 persone, specializzate in rapine di orologi di lusso, gravate da un mandato d’arresto europeo

 

Napoli,

Erano specializzati in rapine di orologi di pregio nei luoghi turistici delle principali città spagnole le 12 persone arrestate durante l’operazione condotta dal Servizio centrale operativo (Sco) e dai poliziotti della Squadra mobile di Napoli, con la partecipazione in Italia dell’unità specializzata della Polizia spagnola e il coordinamento di Europol.

Le indagini hanno dimostrato come agivano i rapinatori, composti in gruppi di 3/5 persone con compiti e ruoli ben definiti. Uno di loro individuava le vittime con al polso un orologio di particolare pregio, mentre gli altri si mantenevano a distanza per non dare nell’occhio; infine, dopo averle seguite, al momento propizio, le aggredivano con violenza e le rapinavano.

Le vittime venivano individuate nei ristoranti di lusso e beach club o alberghi prestigiosi delle località turistiche delle principali città spagnole, tra cui Marbella, Barcellona, Malaga Ibiza e Palma de Mallorca.

Sono stati complessivamente 33 gli arresti eseguiti tra Spagna e Italia per fenomeno in aumento a livello europeo a causa degli alti introiti generati dalle rapine di orologi rari e di lusso.

Nel corso delle indagini un costante contatto è stato assicurato anche grazie all’Unità dello Sco distaccata a Madrid e all’Ufficiale di collegamento spagnolo in italia. La cooperazione internazionale di polizia ha permesso così di perseguire i responsabili di reati consumati all’estero.

VIDEO –

IL GIP DEL TRIBUNALE DI PALERMO ORDINA LA CUSTODIA IN CARCERE DI TRE MAFIOSI DI CORLEONE

 

 

Corleone,

 I Carabinieri della Compagnia di Corleone hanno notificato  un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 persone ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di associazione per delinquere di tipo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia.

L’indagine, condotta dal 2017 al 2023, ha consentito di definire gli assetti della famiglia mafiosa di Corleone, individuandone i vertici, ed ha permesso di ricostruire significativi episodi nei quali sono state attuate condotte a carattere intimidatorio, manifestazione di una “mafia rurale” ancora operativa.

In particolare, i reati contestati sono riferibili a danneggiamenti, incendi e furti di mezzi appartenenti ad aziende agricole di Corleone – tra cui uno utilizzato da una cooperativa che opera in immobili confiscati alla mafia – nonché estorsioni nei confronti di esercenti locali, finalizzate a dilazionare il pagamento di debiti contratti verso questi ultimi.

Gli indagati, sfruttando la rilevante forza intimidatoria derivante dal vincolo associativo, avrebbero esercitato un considerevole potere di controllo del territorio, tale da permettere loro di intervenire nella risoluzione di controversie private, nella gestione dei confini dei terreni agricoli e nella compravendita degli stessi, tanto che anche semplici cittadini si sarebbero rivolti al sodalizio per ottenere l’autorizzazione preventiva all’acquisto di fondi agricoli e per dirimere dispute sorte tra privati.

Estorsioni e truffe: Operazione nella Capitale, 5 arresti di cui uno localizzato a Nizza in Francia

Utilizzando vari espedienti, tra cui quello del “finto nipote in difficoltà economiche per pagamenti insoluti o a seguito di incidente stradale”, del “finto rappresentante delle forze dell’ordine”,gli arrestati  carpivano la fiducia e disponibilità delle vittime, tutte persone ultrasessantacinquenni, spesso con patologie e in condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reagire e respingere le richieste dei truffatori,
personaggio del film noir - gangster foto e immagini stock
 – Roma,
Su delega dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma – dipartimento “Criminalità diffusa e grave”, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno dato esecuzione, a Napoli e Casoria, a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale Ordinario di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di 5 uomini originari della provincia di Napoli, di età compresa tra i 29 e 73 anni – di cui uno localizzato nel carcere di Nizza, in Francia, nei cui confronti è stato emesso un mandato di arresto europeo – gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere ed estorsione aggravata in danno di anziani, commessi nel periodo compreso tra ottobre 2023 e marzo 2024, nelle città di Roma e Livorno.
Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, avviate nel mese di ottobre 2023 (a seguito della denuncia di una delle vittime) e concluse nel mese di marzo 2024, svolte attraverso l’acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico, l’acquisizione ed analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza (in prossimità delle abitazioni delle vittime che degli istituti di credito ove venivano effettuati i prelievi), l’attività d’intercettazione, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari relativi all’esistenza di un’associazione per delinquere, con riferimento a dodici persone, finalizzata alla commissione di estorsioni e truffe in danno di anziani, in totale, tredici episodi, ricostruendone il coinvolgimento e il relativo ruolo (promotori, telefonisti, contabili, emissari). Nei confronti delle restanti sette persone, verranno notificati gli inviti a rendere interrogatorio preventivo, per i reati di associazione per delinquere e truffa aggravata.
In particolare, attraverso un collaudato modus operandi, gli indagati, contattate le vittime sulle utenze fisse, da un c.d. centralino individuato nel seminterrato dell’abitazione di uno degli indagati nella città di Casoria, utilizzando vari espedienti, tra cui quello del “finto nipote in difficoltà economiche per pagamenti insoluti o a seguito di incidente stradale”, del “finto rappresentante delle forze dell’ordine”, carpivano la fiducia e disponibilità delle vittime, tutte persone ultrasessantacinquenni, spesso con patologie e in condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reagire e respingere le richieste dei truffatori, e si introducevano in casa, facendosi consegnare denaro e gioielli.
Il provento dei reati, poi consegnato ai promotori dell’associazione al ritorno nella provincia di Napoli, veniva suddiviso tra i partecipi, quale compenso per l’attività illecita prestata.
Il valore della refurtiva – perlopiù gioielli di famiglia, fedi nuziali e denaro – è di circa 100.000 euro.
Si precisa – informa il Comando  che, considerato lo stato del procedimento, indagini preliminari, gli indagati devono intendersi innocenti fino ad eventuale accertamento di colpevolezza con sentenza definitiva.

 

Droga: 5 arresti e 11 denunce nei “fortini dello spaccio” del Litorale della Capitale

Traffico illecito di stupefacenti- tossicodipendenza, considerazioni  socio-criminologiche | Associazione PROPSY A.P.S.

Archivi -Sud Libertà

Roma,

Nelle ultime ore, i Carabinieri della Compagnia di Roma Ostia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, dipartimento criminalità diffusa e grave, hanno attuato un mirato servizio, focalizzato al contrasto del traffico di stupefacenti e al degrado nelle aree critiche del litorale.

L’operazione, effettuata seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini, e condivise nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è stata condotta con il supporto delle Aliquote di Primo Intervento (API) della Compagnia Aeroporti di Fiumicino e dei velivoli del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare. Il bilancio dell’attività conta 5 persone arrestate e 11 deferite in stato di libertà.

Complessivamente sono state identificate 163 persone, controllati 97 veicoli ed elevate sanzioni al Codice della Strada per un valore totale di circa 38.800 euro. L’operazione dei Carabinieri ha inferto un duro colpo alle piazze di spaccio locali permettendo di sequestrare circa 1,5 kg di sostanze stupefacenti.

In un appartamento utilizzato come deposito, i militari hanno rinvenuto e sequestrato oltre 1,2 kg di cocaina (già suddivisa in 1.659 dosi), oltre a involucri di hashish e materiale per il confezionamento. Per tale detenzione è stata arrestata una donna di 51 anni, incensurata. In via Antonio Forni, invece, arrestata una donna di 45 anni sorpresa in una mansarda adibita a centrale dello spaccio con dosi di crack e denaro contante. Denunciato un complice di 49 anni che fungeva da “palo”.

Via dei Fasan, all’interno di un vano condominiale di una nota piazza di spaccio, i Carabinieri hanno poi rinvenuto, abilmente occultata con una lenza, una busta contenente 50 dosi di cocaina pronta per la vendita. In zona Acilia, infine, un uomo di 54 anni è stato arrestato mentre cedeva una dose di cocaina. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire ulteriori dosi e un bilancino di precisione.

Tra gli arrestati figurano anche un cittadino egiziano di 40 anni, colpito da un ordine di esecuzione della Corte d’Appello di Roma, e un 36enne romano tradotto presso il carcere di Rebibbia a seguito dell’aggravamento della misura della sorveglianza speciale. Le attività di prevenzione hanno portato inoltre alla denuncia di 5 soggetti per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere (sequestrati coltelli a serramanico, a scatto e arnesi da scasso), 4 persone per detenzione ai fini di spaccio, una persona per furto tentato presso un esercizio commerciale e un uomo per guida senza patente (recidivo). Inoltre, i Carabinieri hanno segnalato 15 persone alla Prefettura, quali assuntori di sostanze stupefacenti per uso personale. Tutto il materiale sequestrato è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il Comando Carabinieri comunica inoltre  che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Camorra Napoli: droga del Clan Contini consegnata col Delivery, 13 persone arrestate  – , 

 

 

Psicodinamica della mafia: attori, psicologia, psicopatologia | Igor Vitale

 

 – Napoli,

Nel corso della mattina del 15 aprile 2026, i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale- delegati dal Procuratore- hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 7 agli arresti domiciliari – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 13 indagati, tutti italiani riconducibili al clan “Contini” attivo nell’area est della città di Napoli sotto l’influenza e il controllo del cartello camorristico noto come “Alleanza di Secondigliano”, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (artt. 73 e 74 del D.P.R. 309/1990 e 416-bis c.p.).

Il provvedimento trae origine dall’indagine, condotta tra il 2022 ed il 2023 dai Carabinieri della Compagnia Napoli Poggioreale sotto la direzione della D.D.A. di Napoli, nata a seguito di una perquisizione eseguita nei confronti di uno storico affiliato al clan “Contini”, che consentiva di acquisire numerosi manoscritti contenenti indicazioni attinenti ad attività criminali riferibili al predetto clan, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti.

La conseguente attività investigativa, eseguita mediante attività tecniche e dinamiche, consentiva di:

–       risalire la “piramide dello spaccio”, individuando un più ampio e strutturato contesto di soggetti, dediti al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” e “marijuana” sul territorio dell’area est della città di Napoli;

–       documentare il progredire del fenomeno, ove sono emersi ai livelli apicali personaggi attigui al clan “Contini”, i quali si sono palesati sul palcoscenico criminale con incarichi ben delineati, chi nelle vesti di “promotore” dell’associazione, chi di “procacciatore” e “corriere” di stupefacenti e chi nel ruolo di destinatario della sostanza per il successivo smercio al dettaglio, mentre le figure femminili erano devolute all’occultamento e detenzione delle sostanze;

–       individuare due piazze di spaccio autonome ma riconducibili al medesimo gruppo criminale, dedite l’una al traffico di “cocaina” e l’altra di “marijuana” nei quartieri di Napoli “San Carlo all’Arena”, “Vasto”, “Arenaccia”, “Poggioreale”, “Mercato” e “Rione Amicizia”, mediante una gestione c.d. “dinamica”, ovvero con consegna “porta a porta” della sostanza stupefacente su richiesta dell’acquirente di turno, avvalendosi di utenze dedicate e di diversi pusher per il servizio “delivery”che effettuavano le consegne rapidamente in motorino durante tutto l’arco della giornata, alternandosi in veri e propri turni di lavoro e percependo uno stipendio giornaliero.

 

Tali elementi hanno portato la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a ritenere gli indagati gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (artt. 73 e 74 del D.P.R. 309/1990 e 416-bis c.p.).

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.