Napoli, intervento di un assessore e del Garante dei detenuti sulla (triste) condizione delle persone nelle carceri

 

 

Pagano-Ioia  a seguito dei gravi fatti verificatisi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere -Riflessione su Amnistia ed Indulto da tempo non applicati

L’assessore al Lavoro con delega alle persone detenute,del Comune di Napoli, Giovanni Pagano, e il Garante dei detenuti Pietro Ioia, hanno  emesso il comunicato stampa congiunto che appresso pubblichiamo:

Gli episodi di violenza che si sono verificati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere hanno fatto emergere con chiarezza l’esigenza di un reale e profondo ripensamento dell’istituzione carceraria” 

“In Italia rimangono ancora sottotraccia, sospese e trascurate, questioni di cruciale importanza: l’assenza di tutela dei diritti delle persone detenute, il sovraffollamento, la tendenza alla repressione – anche violenta – piuttosto che alla rieducazione, sono solo alcuni aspetti che mostrano la crisi profonda che il carcere sta vivendo e il totale svuotamento delle funzioni della pena” continua il Garante dei detenuti, Pietro Ioia.

“L’unica via d’uscita da queste criticità è l’assunzione di un approccio strutturalmente diverso da quello corrente, che riporti in primo piano la riflessione su amnistia e indulto, previsti costituzionalmente ma da tempo non applicati, i quali costituirebbero – insieme alla giustizia riparativa – una soluzione reale al sovraffollamento e alla recidiva. È necessario, inoltre, affrontare il problema della carenza di personale penitenziario (tra cui i magistrati di sorveglianza) e quello dell’assenza di sostegno psicologico per questo tipo di lavoratori. ” Le vicende di Santa Maria Capua Vetere rappresentano una delle pagine più nere della storia del nostro Paese e, a nostro avviso, non sono la mera conseguenza dell’agito di alcune /mele marce/, come è stato detto in queste settimane: l’orribile mattanza samaritana è il riflesso di un sistema malato e ciò impone un ripensamento radicale e non più rinviabile, di tutta la realtà penitenziaria” concludono l’assessore Giovanni Pagano e il Garante dei detenuti Pietro Ioia.

IN ITALIA IN CRISI OLTRE 370MILA SOGGETTI NON FALLIBILI: NECESSARIA UNA SECONDA CHANCE ALLE NOSTRE IMPRESE»

Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

 

foto Press

Evento nazionale a Catania, organizzato da Commercialisti e Avvocati etnei, Osservatorio della Crisi d’Impresa e Scuola di Alta Formazione dei Commercialisti siciliani

 

CATANIA –

Garantire il principio di continuità aziendale; promuovere un differente approccio imprenditoriale; evitare l’esclusione dal mercato delle imprese a rischio chiusura, dando loro una seconda chance. Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza presenta molti aspetti complessi, su cui hanno puntato i riflettori gli Ordini dei Commercialisti e degli Avvocati di Catania, l’Osservatorio della Crisi d’Impresa e la Scuola di Alta Formazione dei Commercialisti siciliani, durante l’evento nazionale al chiostro del Monastero dei Benedettini di Catania (in programma ieri 2 e oggi 3 luglio).

Un confronto importante – aperto dal prorettore Unict Vania Patanè – per sciogliere i nodi del groviglio di norme «su cui permane ancora l’incertezza dell’entrata in vigore – ha dichiarato Andrea Foschi, componente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti – il mese scorso dal Governo è parsa chiara l’intenzione di far slittare la data ufficiale al 2022. Una proroga che speriamo possa essere utile ad apportare modifiche e migliorie più volte richieste: speriamo che il processo, dopo tanti anni di lavoro, non venga interrotto». Il Codice potrebbe rappresentare la via da seguire per «evitare il crollo di molte aziende e scatenare un effetto domino sull’economia, che farebbe perdere al nostro Paese credibilità a livello europeo – ha commentato il presidente del Tribunale di Catania Francesco Saverio Maria Mannino –

La parola chiave di oggi è responsabilità, su cui bisogna sensibilizzare gli organi di crisi e i professionisti, dando loro gli strumenti utili per operare in modo adeguato, prevenendo i casi di insolvenza». Secondo uno studio della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, nel 2022 sono oltre 370mila le imprese non fallibili a rischio di crisi. Questo per l’effetto “tampone” generato dalle misure di sostegno del Governo: l’interruzione di queste ultime potrebbe corrispondere a un boom di casi di insolvenza.

Il Codice d’Impresa mette a disposizione strumenti importanti, «ma sono ancora troppe le incertezze normative – ha spiegato il presidente dei Commercialisti etnei Giorgio Sangiorgio – In attesa dell’entrata in vigore, dobbiamo focalizzare l’attenzione su quelle leggi già a nostra disposizione da cui emerge il ruolo chiave dei professionisti, come curatori fallimentari, attestatori o come consulenti delle società. Eventi come quello di oggi – con quasi 200 persone in presenza e oltre 500 colleghi da remoto – dimostrano che i vari attori di questo processo possono fare fronte comune, per gestire con grande responsabilità la crisi che ha investito il Paese e il suo tessuto imprenditoriale».

 

Secondo il presidente dell’ordine degli Avvocati di Catania Rosario Pizzino, il convegno rappresenta una tappa importante per tre ordini di ragioni: «La prima è di carattere emotivo e ha a che fare col profondo piacere di ritrovarci in presenza fisica. La seconda è di carattere politico-associativo, perché questo convegno apre per l’avvocatura un periodo molto intenso. Lunedì avremo la visita del ministro della Giustizia, che ci presenterà l’ufficio del processo. Si affronteranno quindi i nodi di questa nuova riforma in itinere e sarà un’occasione anche per fare il punto sullo stato della giustizia a Catania. A fine luglio, terremo il Congresso Nazionale a Roma: una sessione straordinaria per discutere delle riforme. Infine, vi è una ragione più squisitamente giuridica. Confrontarsi durante questa due giorni con il nuovo Codice d’Impresa: un argomento strategico anche per il Paese».

Importanza strategica anche secondo il coordinatore dell’Osservatorio sulle Crisi d’Impresa Massimo Ferro, che ha evidenziato «la necessità di inserire nel Codice elementi che rimandino ai pilastri individuati nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale. Dopo tanti stravolgimenti normativi, è giunto il momento di tracciare delle linee guida da seguire». Parole a cui fanno seguito quelle del magistrato e componente dell’Osservatorio Giuseppe Fichera, che ha coordinato l’incontro: «La responsabilità dei soggetti che operano nell’ambito dell’impresa è chiara ai professionisti e alle figure del sistema giudiziario, sia che si tratti dell’organo di gestione sia che riguardi l’organo di controllo. Ma interessa anche tutti quei soggetti che nella fase di crisi e di insolvenza intervengono con il ruolo di curatori, commissari o giudici delegati. Tutti hanno grande responsabilità nella gestione dell’impresa, sia quando essa è in bonis, sia quando si trova nello stato di insolvenza. Argomenti su cui, grazie agli illustri relatori presenti, è stato possibile confrontarsi in modo proficuo».

 

“LE RESPONSABILITÀ NEL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA”

Catania, Chiostro di Levante Monastero Benedettini: convegno venerdì 2 (ore 16.00) e sabato 3 luglio 2021 (ore 16.30)

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Evento nazionale organizzato da Ordine dei Commercialisti e Ordine degli Avvocati di Catania, Osservatorio sulle crisi d’impresa e Scuola di Alta Formazione dei commercialisti della Sicilia

 

CATANIA –

Cause, responsabilità e strumenti di allerta della crisi d’impresa, ma anche soluzioni di intervento per prevenire i casi di insolvenza. Sono questi i delicati temi al centro del convegno organizzato dall’Ordine dei dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania, dall’Osservatorio sulla crisi d’impresa, dall’Ordine degli Avvocati di Catania e dalla Scuola di Alta Formazione dei commercialisti della Sicilia.

Una due giorni – domani,venerdì e sabato 3 luglio 2021 – che, dopo mesi di webinar e collegamenti online, finalmente si svolgerà in presenza (con tutte le misure di sicurezza previste dalla legge) al Chiostro di Levante del Monastero dei Benedettini di Catania.

Tanti i relatori di alto profilo che approfondiranno gli argomenti relativi alle responsabilità di figure interne ed esterne nel complesso percorso che dovrebbe portare all’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa, emanato con decreto legislativo n. 14 del 2019.

Il programma prevede 4 sessioni: si inizia alle ore 16.00 di giorno 2 luglio, con i saluti istituzionali. Saranno presenti: il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo, il presidente della Corte d’Appello di Catania Domenica Motta, il presidente del Tribunale di Catania Francesco Saverio Maria Mannino, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania Giorgio Sangiorgio, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Rosario Pizzino e il coordinatore dell’Osservatorio sulle Crisi d’Impresa Massimo Ferro.

Spazio, quindi, alla prima sessione “Le responsabilità nell’impresa: assetti adeguati e indicatori della crisi” coordinata dal professore ordinario di Diritto Commerciale UniCT Enrico Macrì. A seguire, “La tutela del mercato e le azioni di responsabilità”, sessione moderata da Mario Libertini, professore emerito di Diritto Commerciale della Sapienza di Roma. I lavori riprenderanno il giorno seguente alle 16,30 con la sessione “Le responsabilità dei soggetti esterni: organismi di composizione della crisi, creditori qualificati, attestatore”, coordinata dall’avvocato dell’Ordine etneo Marcello Marina. A chiudere, alle ore 18.00, focus su “Le responsabilità dei soggetti interni: commissario, curatore, comitato dei creditori e giudice delegato”, con il coordinamento di Stefania Pacchi, professore ordinario di Diritto Commerciale dell’Università di Siena.

Interverranno: Andrea Foschi (Componente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti); Marco Spadaro (avvocato dell’Ordine di Siracusa), Lucia De Bernardin (Giudice delegato del Tribunale di Catania); Paolo Piscitello (Professore ordinario di Diritto Commerciale Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli), Guido Romano (Vicecapo di Gabinetto del Ministro della Giustizia); Renato Bricchetti (Presidente di sezione della Corte di Cassazione); Eduardo Campese (Consigliere della Corte di Cassazione); Danilo Galletti (Professore di Diritto Commerciale dell’Università di Trento); Antonia Mussa (Giudice delegato del Tribunale di Torino).

A chiusura il concerto dell’orchestra giovanile Falcone Borsellino della Fondazione “La città invisibile”, diretta dal maestro Semaias Botello.

 

Oggi Giornata nazionale A.S.I. dei Borghi Marinari d’Italia: parte il “Photowalk Borgo Ganzirri”

 

 

 

In occasione della Giornata nazionale A.S.I. dei Borghi Marinari d’Italia, oggi domenica 27, si svolgerà il Photowalk Borgo Ganzirri, passeggiata fotografica alla scoperta del caratteristico borgo di Messina, con la possibilità di partecipare al contest fotografico associato alla manifestazione nazionale #identitàmarinare.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Messina, a seguito del parere espresso dall’Assessore al Turismo Enzo Caruso, e dall’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo), avrà inizio alle ore 9, con ritrovo a piazza Cutugno a Ganzirri davanti alla banca. Organizzata dall’Associazione Borghi Marinari d’Italia, l’iniziativa ha l’obiettivo di valorizzare i mestieri e le arti legate al mare attraverso la fotografia, promuovendo non solo bei paesaggi e mare incontaminato, ma identità e cultura del mare.

La Penisola, con gli oltre 7000km di coste e la sua posizione al centro del Mediterraneo, ha nelle diversità culturali delle comunità legate al mare, il suo potenziale di sviluppo sostenibile, ed il contest vuole essere un omaggio all’immenso patrimonio sociale, culturale ed economico delle identità marinare. Sulla pagina social dell’Associazione Borghi Marinari d’Italia sono in corso le votazioni che porteranno al vincitore del Borgo Marinaro del Cuore 2021, per far conoscere i borghi meno noti ma che meritano di essere visitati e valorizzati, ed il Borgo Ganzirri è già in corsa in attesa dei voti. L’evento è gratuito, adatto a tutti, con durata di 2 ore circa. Il PhotoWalk avverrà nel rispetto delle norme previste dal Decreto di contenimento dell’Emergenza Sanitaria, e chi vi aderisce dovrà essere in possesso di mascherina personale obbligatoria; di borraccia d’acqua; attrezzatura fotografica personale; ed indossare un abbigliamento sportivo con cappellino in caso di sole. Per partecipare è necessario prenotarsi mandando con email a fotografandoversosud@gmail.com.

ANCORA TENEBRE E OSCURITA’ MALAFFARE SUL “GENIO CIVILE” DI CATANIA-

 

 

Corruzione, l'Italia resta tra i Paesi peggiori ma migliora - Il Sole 24 ORE

 

DI   RAFFAELE    LANZA

 

Genio civile di Catania: ente tenebroso ,antidemocratico, campione assoluto nella città e provincia della burocrazia più spietata, simbolo della corruzione-accordo con gli ingegneri, architetti e tecnici di alti enti pubblici e noti ed importanti studi tecnici privati.   Un ente spavaldo, prepotente ed arrogante sin dalla preposizione al suo governo di funzionari-dirigenti obbedienti alla Mafia dei due governatori condannati per mafia.

Tempi non lontani, – lo denunciammo pubblicamente -quando un dirigente regionale ing Gabriele Ragusa alla guida del Genio catanese paralizzò l’ente regionale e la popolazione con richieste inusitate, confinanti nell’assurdo, utenti massacrati per le cose più semplici, tecnici  assenteisti, in libera uscita e la trasparenza uccisa giorno dopo giorno. Neppure l’Urp, l’ufficio pubbliche relazioni , previsto per legge era stato istituito come struttura se non con un ritardo ultratrentennale affidato “ad personam”.          Un giorno  nelle stanze di questo Ente si scoprì  un vagone di pratiche edilizie seppellite dalla polvere   chissà da quanto tempo , violazione palese di norme sulla Sicurezza, assenza di bagni a norma e assenza di tutto quello che era considerato elementare in materia di sicurezza pubblica  Un sindacato molto attivo dell’epoca ( Siad  )denunciò le disfunzioni  del Genio civile al Dipartimento Asl che inviò tre ispettori (alcuni ingegneri) per un sopralluogo ed accertamenti     Gli ispettori ritennero fondata la denuncia del  Siad ma l’ing.G.Ragusa riuscì ad eludere l’esposto documentato invitando – è noto a tutti i dipendenti – i tre ispettori  al bar dirimpetto in Via Lago di Nicito, a Catania per un caffè e cornetti crema insieme al rappresentante interno della sicurezza del Genio invitato dal  Ragusa al silenzio.

Poi sappiamo che il governatore Musumeci ha fatto fuori l’ex capo del Genio civile, Ragusa, per la sua lentezza di “tartaruga” nell’espletamento delle pratiche in particolare sulle opere pubbliche.  Silurato e “licenziato”, per incapacità visibile e notoria, dalla funzione di dirigente capo.

Oggi la nuova vicenda legata all’inchiesta della Procura di Catania sulla gestione degli appalti del Genio civile che ha affidato le indagini alle Fiamme gialle autori delle perquisizioni. alle abitazioni dei dirigenti e di Zuccarello   Cambiano i nomi ma la sostanza è sempre quella.     La corruzione in questo ente è sempre dietro l’angolo. E si profilano guai di non poco conto per aver  scoperto la Finanza denaro in quantità nella casa del dipendente     Naturalmente l’attuale dirigente capo Zuccarello, anche se ha presentato le dimissioni dalla funzione, dovrà rendere conto agli inquirenti di questa circostanza

Non c’è dubbio che occorrono norme più severe di vigilanza su questi Enti, sulle procedure di affidamento perchè la trasparenza è sempre stata presa a calci in culo sia dal Genio civile che dall’ente fratello, per presenza tecnica e rilascio autorizzazioni, della Soprintendenza etnea , Polo e isolette periferiche della provincia.  Trscurando naturalmente enti autonomi, come l’Istituto Incremento Ippico, dove sono in corso denunce penali per “distrazione” di finanziamenti ( come l’Istituto Vacanza contrattuale, già pagata parzialmente dai vertici,  l’Ersu di Catania e Palermo, dove i giornalisti hanno illecitamente “gonfiato” le loro indennità , nel silenzio della dirigenza di Palermo incompetente sulla materia, senza controllo alcuno dei finanziamenti distribuiti dalla Regione.   Insomma una Sicilia dove il malaffare e l’oscurità sembrano prendere il sopravvento

 

Messina, Ponte sullo Stretto:” Necessaria una reazione di popolo del Meridione..”

Infrastrutture al Sud e Ponte sullo Stretto: Quali e quanti benefici…?”. È stato il tema del convegno tenutosi oggi, venerdì 4, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca organizzato dal Rotary Club Messina, Kiwanis Distretto Italia – San Marino, dall’Associazione Centro Studi Diodoro e E-Campus Università. Alla cerimonia di apertura dei lavori è intervenuto il Sindaco Cateno De Luca, dopo i saluti istituzionali e i ringraziamenti per l’invito a partecipare si è soffermato sulle ultime notizie relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Proprio stanotte nel corso dell’ennesima riunione di Commissione è stata definita – ha riferito il Sindaco De Luca – la relazione per evidenziare gli elementi scientifici che portano ahimè, alla non realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Da tempo assistiamo al cosiddetto ‘festival delle fesserie sul Ponte’, poiché a partire da, è meglio fare il Tunnel al Ponte a tre campate, ciò che è emerso qualche ora fa è veramente inverosimile cioè, tra 15-20 anni non oltre, la Sicilia si unirà alla Calabria e dunque il Ponte non è più necessario realizzarlo, per cui questi convegni diventano inutili. Ecco perché le nostre iniziative politiche insieme a questi convegni diventano addirittura un incubo.

Vi ringrazio ancora una volta per l’invito, in quanto anche voi per l’ennesima volta portate al centro dell’attenzione la necessità di realizzare questa importante opera. Intendo esprimere il mio pensiero sotto il profilo politico e per certi aspetti socio – economico, non mi permetto di entrare nel merito degli aspetti tecnici. Sotto il profilo politico quest’opera – ha sottolineato De Luca – rappresenta un delitto di Stato, da quel momento in cui una legge cancella con il governo allora Monti ciò che era stato fatto concretamente perché eravamo quasi ormai all’apertura dei cantieri. Un provvedimento anomalo collegato ovviamente ai poteri forti dell’Europa del nord cioè a quelli che sono i poteri legati alla potenza e alla politica dei loro porti che riescono ad intercettare le merci provenienti dal canale di Suez. Noi invece, mancando le infrastrutture ferroviarie, l’alta velocità che consentono ai nostri porti di diventare punti di riferimento, di conseguenza non siamo nelle condizioni di potere fare una sana concorrenza al nord Europa. Per cui è chiaro che c’è un interesse forte che si è sostituito a quello che nel 2006 aveva portato a coniare definitivamente il corridoio Berlino- Palermo.

Tralasciando questo aspetto dal punto di vista politico in merito alla nostra rappresentanza meridionale in Parlamento – ha continuato il Sindaco – superato lo Stretto questa si consegna al nemico, e chi continua ad agire contro la realizzazione del Ponte lo considero un nemico. E’ indispensabile mostrare la nostra forza meridionalista che declini in termini chiari ciò che è necessario per il Sud, ma ad oggi ancora non si è riusciti. Non si può parlare di Ponte solo qualche anno prima delle elezioni e una volta fatte le elezioni regna il silenzio totale. Lo scandalo a cui abbiamo assistito di recente con il Recovery plan è quello che il Ponte non si poteva inserire perché non previsto nel cronoprogramma relativo al collaudo di questa infrastruttura. Di conseguenza noi riceviamo dall’Europa quasi 200 miliardi perché esiste il Meridione, riconoscono al sud delle risorse con l’obiettivo di tentare il livellamento socio-economico per superare il divario tra nord e sud.

Quindi il 70 per cento di quelle risorse sono state assegnate perché c’è il meridione, e non è altrettanto vero che sono state attribuite al sud il 40 per cento di queste risorse, in quanto a monte ci sono progetti già coperti da appositi finanziamenti che sono stati definanziati e rimessi in circolazione in quel 40 per cento, e quindi a mala pena del Recovery plan se arriverà a noi, circa il 15%, è già una fortuna. Questo è il trattamento che hanno riservato al Sud.

A seguire, si sono inventati il ‘fondino’, peccato che pure in quest’ultimo non hanno introdotto il Ponte sullo Stretto e tutto continua serenamente a tacere. Noi sicuramente, dobbiamo organizzarci perché questa impostazione non ha dato risultati, è necessaria una reazione di popolo del meridione al fine di essere livellati ad avere tutte le opportunità per essere competitivi. Basta – ha concluso il Sindaco de Luca – ad essere lì pronti a chiedere con un cappello in mano”.

Il programma dei lavori è proseguito con gli interventi di Agata Rinciari, presidente Kiwanis Peloro, Tonino Brancato, chairman del convegno, Piero Luccisano, testimonial per il Centro Studi Diodoro e il Prorettore vicario dell’Università degli Studi di Messina Giovanni Moschella. In qualità di relatori hanno partecipato Enzo Siviero, Rettore Università e-Campus su “Connessioni Mediterranee”; Giovanni Mollica, imprenditore e appassionato meridionalista ed esperto di trasporti con “Il ponte e le reti ten-ti”; Fernando Rizzo presidente Rete Civica per le Infrastrutture del Mediterraneo su “Recovery Fund, i fondi assegnati per il Meridione e la violazione dei diritti umani dello Stato centrale”; Salvatore Sciliberto, chair distrettuale “Mantenimento e sviluppo”.

A conclusione dei lavori gli interventi di Francesco Garaffa, segretario Kiwanis Distretto Italia- San Marino; Alfredo Buttafarro, Lgt. Kiwanis Divisione I Sicilia Due Mari Valdemone; e Maura Magni, governatore Kiwanis Distretto Italia-San Marino.

Disco rosso “alla libertà d’espressione” di Fedez: querela in arrivo , la manda la RAI

 

Fedez: 10 cose che non sai di lui e Chiara Ferragni - Foto Style

 

 

Si profilano guai giudiziari in vista per Fedez.Apprendiamo oggi che ‘la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, in relazione all’illecita diffusione dei contenuti dell’audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° maggio'”.

La dichiarazione reca la firma del capogruppo della Vigilanza Rai ,Massimiliano Capitanio, deputato Lega  in merito alla risposta alla interrogazione in Vigilanza Rai sulle polemiche legate al concerto del Primo maggio.

“Si tratta di un atto dovuto e doveroso -spiega- perché su temi fondanti la nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta, e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente”.

 

Domani presentazione al Comune di Napoli del rapporto annuale delle attività svolte dal Garante dei detenuti 

 

Ciambriello, garante dei detenuti della Campania: Un commissario per  Poggioreale. Il carcere va ristrutturato - Ildenaro.it

Domani, mercoledì 26 maggio alle ore 10 presso la Sala dei Baroni del Maschio Angioino si terrà la presentazione del rapporto annuale delle attività svolte dall’Ufficio del Garante delle persone detenute del Comune di Napoli nell’anno 2020 e nei primi mesi nel 2021. Interverranno il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l’Assessore alle politiche del lavoro, innovazione e autonomia della città, Giovanni Pagano, il Garante cittadino dei detenuti Pietro Ioia, oltre a Sara Romito e Sarah Meraviglia dell’Ufficio del garante, la Presidente dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, Rita Bernardini, il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, Antonio Fullone, la Direttrice dell’UIEPE per la Campania, Claudia Nannola, il Presidente di “Antigone Campania”, Luigi Romano, il Presidente della Camera penale di Napoli, Marco Campora.

L’assessore Giovanni Pagano dichiara: “Il lavoro svolto dal Garante dei Detenuti restituisce una analisi dettagliata delle condizioni in cui versa il sistema carcerario locale, cercando di fornire spunti di riflessione e progettualità da condividere, affinché la vita delle persone private della libertà personale, ma anche quella delle loro famiglie, possa svolgersi con dignità e il periodo di rieducazione nonché il reinserimento delle stesse, laddove possibile, siano percorsi riabilitativi di empowerment e di effettiva emersione dal disagio” ….

Sicilia, allarme professionisti ed agenti liberi senza sostegni e Partita Iva sulle spalle

Sicilia, allarme Confprofessioni: Partite iva a crescita zero

 

IL RILANCIO DEI LIBERI PROFESSIONISTI PASSA DA RISTORI PEREQUATIVI, PROGETTI COLLABORATIVI E RIDUZIONE DEL CARICO BUROCRATICO

 

Catania,

Daniele Virgillito: «Lanciata idea dell’acceleratore I’mPro, accolta favorevolmente dal mondo istituzionale»
Al webinar presenti: Gaetano Armao (vicepresidente Regione Siciliana) e gli assessori regionali Baglieri, Lagalla e Scavone

«Crollo verticale del lavoro, sia dipendente che indipendente. Questo l’effetto della pandemia in Sicilia, che vanta nella penisola il primato negativo con una contrazione del -9,9% relativamente al comparto degli autonomi. L’ultimo report dell’Osservatorio di Confprofessioni ha messo in risalto non solo l’enorme spaccatura tra la Sicilia e il resto del Paese, ma anche tra l’Isola e il Mezzogiorno. Nel 2020 si registra un calo da 78mila a 65mila liberi professionisti: il peggiore in Italia», ha commentato il coordinatore dell’Osservatorio Paolo Feltrin.

Come risollevare l’economia della Sicilia, quali risorse utilizzare e come investirle? Da qui il confronto di questa mattina tra la Confederazione Italiana Libere Professioni e le istituzioni. «Occorre una collaborazione proficua tra liberi professionisti e Pubblica Amministrazione, puntando su competenze e professionalità. Per far questo, dunque, bisogna entrare in sintonia e sinergia, evitando di far leva sulle grandi società di consulenza. Partendo da questo presupposto e investendo adeguatamente le risorse del Recovery Plan in ricerca e infrastrutture, potremo puntare a un vero rilancio del territorio: la Sicilia, infatti, per la sua centralità geografica, potrebbe essere il collante perfetto tra il nord Europa e l’Africa, quest’ultima sempre più in fase di crescita», ha sottolineato il vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao.

Un’apertura da parte del Governo regionale nei confronti del mondo professionale, «che deve puntare sulle aggregazioni multidisciplinari per rispondere alle richieste sempre più tecniche e specifiche, con la consapevolezza dell’importante ruolo di intermediazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione, rivestito proprio dai professionisti», ha dichiarato il presidente nazionale di Confprofessioni Gaetano Stella.

«Da qui nasce l’idea dell’acceleratore I’mPro (Imprese & Professionisti), con l’intento di adottare misure dedicate per facilitare i processi di aggregazione tra le professioni, per realizzare progetti di innovazione e sviluppo dell’imprenditoria siciliana – ha aggiunto il commissario di Confprofessioni Sicilia Daniele Virgillito – Lo scopo è quello di incentivare la condivisione di competenze tra gli autonomi, spingendo su progetti “collaborativi” trasversali, per sostenere la competitività di micro, piccole e medie imprese siciliane anche a livello internazionale. Così i team di professionisti saranno incentivati a collaborare per interventi sperimentali nel mondo della Cybersecurity, Cloud, Big Data e Green Economy nelle PMI.

Per far questo, in prima battuta occorrerà ridurre il carico amministrativo per i beneficiari in fase di rendicontazione economica, dare sostegni ad hoc a chi ha sofferto la crisi e promuovere principi di valutazione dei risultati». Una proposta accolta favorevolmente dai tre assessori regionali presenti al webinar – Roberto Lagalla (Istruzione e Formazione), Daniela Baglieri (Energia e Rifiuti) e Antonio Scavone (Politiche Sociali e Lavoro) – che hanno sottolineato le criticità “culturali” da scardinare attraverso un attento lavoro, che passa anche e soprattutto dalla cooperazione, dalla sinergia pubblico/privato e dalla capacità di attrarre i cervelli in fuga, inserendoli agevolmente nel mondo imprenditoriale e professionale.

 

INTIMIDAZIONI , TEMERARIE AFFERMAZIONI E RICHIESTE (INFONDATE) DI RISARCIMENTO-3OMILA EURO – DI UN AVVOCATO DI AGRIGENTO E STRANA “SOCIETA’”CONTRO IL “ QUOTIDIANO ANTIMAFIA  SUD LIBERTA”

-Assoluzione di Salvatore Gangi,” estraneo al reato di violenza sessuale”-Il Blitz Mafia e droga. La Procura di Palermo mette in ginocchio le cosche di Agrigento” del  4/Marzo /2019 ,

 

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Inusitate  richieste intimidatorie di  “mediazione” ad Agrigento, richieste di denaro della controversia-30 mila euro, con  strana “società “amica” e un grave  attacco di false temerarie affermazioni professionali dell’Avv .Gangi d Giuseppina a difesa d’ufficio di un suo cliente S.Gangi, coinvolto in una vicenda giudiziaria, contro SUD LIBERTA’  e il  direttore   dr. Raffaele Lanza

Ecco la lunghissima nota dell’Avv Gangi di Agrigento inviata  Racc.alla nostra Redazione che appresso pubblichiamo integralmente seguita dalla risposta del giornalista  Raffaele Lanza:

 

 

Richiesta di procedimento di mediazione contro il direttore del Quotidiano  SUD LIBERTA’   –  Raffaele Lanza

“In data 04 Marzo 2019, in esecuzione all’O.CC emessa dal Tribunale di Palermo nell’ambito Operazione di Polizia C .d.  “Kerkert” veniva, tra l’altro, arrestato Ganci Salvatore e Miccichè Gabriele, il primo per il reato di sequestro di persona e violenza sessuale.

Detto arresto destava particolare risonanza negli organi di stampa.  La Testata Giornalistica “SUD LIBERTA”.COM” riportava del tutto falsamente che il sig. Gangi Salvatore fosse stato arrestato dai Carabinieri per violenza sessuale.

IN PARTICOLARE DALL’ARTICOLO DI STAMPA VENIVA FALSAMENTE RIPORTATO “   : I reati contestati dai magistrati in questa Operazione denominata Kerkent sono di associazione mafiosa, partecipazione e concorso in associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravato dal metodo mafioso, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravata e danneggiamento mediante incendio….     Si apprende infine…….che sono due le persone arrestate ad Agrigento dai Carabinieri, presunti fiancheggiatori del boss Massimino. Si tratta di Gabriele Miccichè, di 28 anni di Agrigento, ritenuto braccio operativo del Capomafia, e di Salvatore Gangi, di 45 anni, commerciante di autovetture. Per loro le accuse sono quelle di sequestro di persona e violenza sessuale aggravati dal metodo mafioso”.

Come si evince dai Capi di indagine (Ordinanza D.C.C.) nonché da altri atti del fascicolo penale, mai al Gangi Salvatore è stata contestata la violenza sessuale.  Tale infamante accusa è stata promossa e divulgata a mezzo stampa dal Quotidiano “SUD LIBERTA.COM”, senza verificare la fonte e la verità    della notizia.

E’ obbligo del Giornalista e dell’Editore effettuare i controlli sulla veridicità della notizia divulgata per evitare che il diritto di cronaca trasbordi in diffamazione allorchè viene attribuito falsamente ad un soggetto un fatto di reato dallo stesso mai commesso e mai. L’omesso controllo è fonte di responsabilità ai sensi dell’art 2043 c.c. per il giornalista/Editore per il grave danno causato all’onore e alla reputazione del Gangi Salvatore con ripercussioni di natura psicologica, in considerazione della risonanza mediatica che la notizia ha avuto in ambito locale e regionale ove è conosciuto come noto e stimato imprenditore.

Va precisato che la permanenza a tutt’oggi di queste notizie infondate e false, lo sta ostacolando nella possibilità di trovare lavoro, atteso che a seguito della vicenda giudiziaria ut sopra, ha dovuto chiudere l’attività impreditoriale ed i colloqui di lavoro effettuati non sono andati a buon fine proprio in relazione a queste informazioni che girano nel mondo Web ed in particolare a quella riportata dalla testata giornalistica convocata oggi in mediazione.        Allegat vari di moduli ed istanze della società “Medea”                            ( Racc.ta  notificata il 7/5/2021)

                                                                    AVV.   GIUSEPPINA     GANGI  –  (Tessera X Ordine Avvocati Foro di Agrigento)

 

RISPONDE IL DIRETTORE  RAFFAELE LANZA:

 

Raffaele Lanza - Casa Editrice BookSprint Edizioni

Abbiamo controllato l’articolo contestato, abbiamo verificato tutte le espressioni comprese quelle che riguardano le accuse al suo assistito S.Gangi di violenza sessuale . Non abbiamo inventato niente e non  abbiamo aggiunto nulla Avv Gangi per il semplice motivo che le notizie erano riportate nella comunicazione stampa del Comando generale dei Carabinieri.    Tale e quale. Non possiamo modificare neppure una virgola.Perchè il fatto giudiziario avvenuto in una determinata epoca si conserva integralmente ed era all’epoca pubblicata legittimamente.

Cosa avremmo dovuto investigare? Sul contenuto del Comunicato degli investigatori carabinieri?

Non scherziamo via. La sua nota –che non equivale ad una rettifica– ha valore solo di aggiornamento.  Cioè lei notifica ed informa solo oggi l’assoluzione di Salvatore Gangi arrestato all’epoca dai Carabinieri per i fatti esposti all’esame della Procura anche se tra tanti inutili allegati  ed istanze di una “società “che ha citato, non ha allegato sostanzialmente  il dispositivo della Sentenza su S.Gangi.     Prendiamo atto dunque della sua dichiarazione nella missiva.

Le spiego allora alcuni punti essenziali visto che Lei incautamente si azzarda a parlare di deontologia professionale giornalistica quando in realtà non conosce neppure i suoi doveri deontologici e non segue una impostazione onesta.

  • SUD LIBERTA’-QUOTIDIANO ANTIMAFIA- non accetta intimidazioni di alcun genere e respinge al mittente le false e temerarie accuse di “aver riportato falsamente la notizia” proveniente dai Carabineri, massima Fonte Privilegiata e tra le migliori Istituzioni investigative d’Italia e d’Europa.
  • Il suo assistito Salvatore Gangi o tramite lei, Avv.Gangi (aria di famiglia) avrebbe dovuto inviarci tempestivamente copia conforme della Sentenza assolutoria o dichiarazione legale di responsabilità
  • L’articolo di Sud Libertà che dà tanto fastidio al suo assistito in realtà è pubblicato anche da numerosi altri quotidiani e lei avvocato è dunque la dimostrazione vivente che ha sbagliato completamente bersaglio – E questo la gente e i Giudici che leggono lo capiscono benissimo.
  • Non si azzardi più ad incorrere nella Violazione della privacy e dei dati personali  da lei trascritti e passati a questa “societa” in questi allegati narcotizzanti e deliranti della sua missiva e della  richiesta di denaro da “concordare”in data 19 maggio .
  • A beneficio del suo cliente Sud libertà pubblica l’assoluzione ed estraneità ai reati contestati e contenuti nel verbale-not. dei Carabinieri.       Tale pubblicazione viene operata attualmente   e con nota aggiuntiva anche all’epoca dei fatti riportati e pubblicati legittimamente.
  • Ferma restando la Fonte privilegiata dei Carabinieri , La Cassazione, con ordinanza n. 28084 del 5 novembre 2018 della terza sezione civile ritiene che, sul  bilanciamento degli interessi delle parti, quello prevalente è  del diritto di cronaca, relativamente al trattamento dei dati personali da operarsi in una fattispecie di inserimento all’interno dell’archivio di testata giornalistica on line (accessibile sul web attraverso la consultazione dei motori di ricerca) di una notizia di cronaca afferente a vicenda di rilievo penale, dedotta come risalente nel tempo, e tanto anche sub specie dell’attività di archiviazione on-line ai fini storici.
  • Ed ha chiesto alle Sezioni Unite l’individuazione, con univoci criteri di riferimento, dei presupposti «in presenza dei quali un soggetto ha diritto di chiedere che una notizia, a sé relativa, pur legittimamente diffusa in passato, non resti esposta a tempo indeterminato alla possibilità di nuova divulgazione», nella precisazione dei termini del contrapposto«interesse pubblico a che vicende personali siano oggetto di (ri)pubblicazione, facendo così recedere il diritto all’oblio».
  • Ricorderemo qui – abbiamo i capelli argentati avv Gangi e le assicuro.. i procedimenti  penali, temerari in particolare, li abbiamo vinti tutti nei Tribunali-Procure competenti –   disposizioni di carattere generale di rango sovranazionale che ribadiscono l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione. Infatti, l’art.17, § 3, del regolamento Eur., nello stabilire il diritto alla “cancellazione” (“diritto all’oblio”) del trattamento dei dati personali, esclude dalla cancellazione “il trattamento per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione”. Parimenti l’art.85, § 1 e 2, stabilisce il diritto degli Stati membri alla compatibilità tra la protezione dei dati personali con il diritto alla libertà di espressione e di informazione, incluso il trattamento a scopi giornalistici o di espressione accademica, artistica o letteraria.
  • Nella citazione sopra del nostro Articolo e cioè “Il Blitz Mafia e droga. La Procura di Palermo mette in ginocchio le cosche di Agrigento” DEL 4/3/2019 , L’Avv Gangi omette pure  di riportare che il Comunicato dei Carabinieri riportava anche l’espressione “In attesa che siano forniti altri dettagli dagli inquirenti”.

       Purtroppo una eccessiva difesa d’ufficio può far perdere ad un buon avvocato l’obiettività e la pacatezza della   questione. Certo,  il guaio peggiore è il  suo ritardo dell’aggiornamento fornito di assoluzione e la richiesta magica e fantasiosa di 30mila euro formulata in perfetta malafede legale

.   Per Regolamento e principio generale Sud Libertà non si assume alcune responsabilità-lo abbiamo già ripetuto altre volte -sino alla nausea- in ordine alle omissioni degli avvocati o dei diretti interessati di produrre tempestivamente  le assoluzioni/archiviazioni alla ns Redazione o al direttore

  • Fa niente comunque: riteniamo valida la notizia fornita ora dalla Gangi  e la pubblichiamo noi  adesso..