

DI RAFFAELE LANZA
Roma
– Ranucci è stato silurato dalla Rai con mandato politico. La sua trasmissione, Report, programma di elevata qualità di Giornalismo autentico investigativo verrà affidata – la prossima stagione -a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti.
Gli avvoltoi stanno divorando la preda. Lo strumento RAI è la spada che brandisce il nemico politico dell’ex conduttore di Report Tutto sembra fatto in nome della libertà di stampa e “secondo le esisgenze Rai”
Libertà di stampa . Che espressione importante…La libertà di stampa è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione italiana. L’articolo 21 della Carta Costituzionale sancisce infatti che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Questo principio costituisce la base del quadro normativo che regola la libertà di stampa nel nostro Paese.
Ma nella realtà più oscura e deleteria le cose non stanno proprio così. Chi pratica un tipo di giornalismo investigativo e scopre inefficienze, omissioni, affari illeciti- e mazzette – di dirigenti e politici – di tutti i partiti- sa bene le difficoltà e il tipo di vita familiare che, nel quotidiano, deve affrontare. Risuona sempre dai familiari e dagli amici il ritornello: Ma chi te lo fa fare? Rischi inimicizie e problemi legali per combattere chi ti vuole fermare con le querele per (falsa) diffamazione.
Oggi bisogna avere nel sangue il virus dell’inchiesta che ricerca “i misteri” e ,in Italia, se le cose non vanno bene , perchè sono possibili errori nelle indagini giornalistiche, si paga -purtroppo-il prezzo. E Ranucci ne è un esempio illuminante. A parte il “teatro messo in scena da Lavitola”, Ranucci oggi – abbiamo visto e lo vedono pure e gli italiani più attenti ed onesti – hanno visto cadere un pilastro della democrazia che si chiama libertà di stampa. Abbiamo la prova eclatante come l’informazione non sia libera ed indipendente…
Tuttavia, come ogni diritto, la libertà di stampa -si sa- non è assoluta e può essere limitata.purtroppo- dalla politica in determinate circostanze, come il controllo della Azienda Rai
Noi non crediamo che la libertà di stampa in Italia possa essere garantita da organismi di autoregolamentazione, come il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e il Consiglio di Stato. Questi organismi hanno il compito di vigilare sull’operato dei giornalisti e di garantire il rispetto dei principi deontologici della professione. Ma i loro poteri si affievoliscono di fronte alla politica violenta che non guarda in faccia in nessuno e vuole continuare nell’impunità e nelle tenebre i propri affari
Altri problemi riguardano la concentrazione dei mezzi di comunicazione nelle mani di pochi gruppi editoriali, che possono influenzare l’informazione e limitare la pluralità delle voci.
E’ necessario vigilare affinché la libertà di stampa non venga limitata o distorta ..si sa e deve essere preservata e difesa altresì nel contesto delle sfide e delle nuove dinamiche della società contemporanea. Ranucci ora è un simbolo del giornalismo investigativo, probabilmente il giornalista penserà davvero a candidarsi per le elezioni per poter fare proposte concrete e agire più liberamente per tutelare il diritto fondamentale della libertà di stampa e avere un rapporto alla pari con quei potenti -politici e giornalisti antideontologici – che lo accusano vigliaccamente .
Vediamo cosa dice l’Azienda RAI con il suo comunicato:
“La scelta “apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo. Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all’interno dell’Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo. Daniele Piervincenzi, ugualmente vincitore del concorso Rai, porta a Report una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Nel 2017, durante un’inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, fu aggredito insieme all’operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d’inchiesta sul campo. La scelta di Presutti e Piervincenzi vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all’Azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza”.
“Nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali”, la Rai, si legge in una nota, ha sottoposto a Sigfrido Ranucci “tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai, nell‘ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell’Azienda“. La Rai “ritiene che il valore del giornalismo d’inchiesta, da sempre elemento distintivo dell’offerta informativa del Servizio pubblico, risieda nella credibilità e nell’autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un’imparzialità rigorosa possono assicurare. Con la nuova conduzione a due di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori del concorso Rai, l’Azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta e sul valore informativo di un vero Servizio Pubblico”.
“Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”. Così Sigfrido Ranucci in un post su Facebook, rivelando di essere venuto a conoscenza dalla stampa della sua esclusione dalla conduzione del programma. “Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico”, sottolinea. Il motivo della sua esclusione, spiega, “è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato ‘cunei d’ombra’ sul sottoscritto. Il gioco è fatto”, conclude.
“La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report”. Lo scrivono, in una nota, gli inviati del programma, a proposito dell’affidamento della conduzione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione – prosegue la nota- su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma”.

Palermo,
A 37 anni dal loro assassinio, oggi a Palermo sono stati ricordati l’Agente Scelto Antonino Agostino e la moglie Ida Castelluccio uccisi per mano mafiosa il 5 agosto del 1989 sul lungomare “Cristoforo Colombo” di Villagrazia di Carini.
Al termine di una festa in famiglia, durante la quale aveva annunciato l’arrivo di un figlio, la coppia, sposata solo da un mese si trovava su lungomare, dove venne raggiunta dai sicari in sella a una moto che aprirono il fuoco, uccidendo sul colpo Agostino e ferendo gravemente la moglie Ida, che spirò poco dopo in ospedale.

Il sacrificio dell’agente scelto Antonino Agostino, fortemente impegnato nel contrasto alla mafia, e della moglie è stato ricordato dal questore di Palermo Vito Calvino durante la cerimonia alla presenza dei familiari e delle Autorità civili e militari.
È cominciata con il quadro delle indagini sulla mafia, dopo la cattura di Matteo Messina Denaro, La tanto attesa ‘audizione del Procuratore di Palermo Maurizio de Lucia davanti alla commissione nazionale Antimafia si è soffermata sulle indagini sulla Mafia, la cattura del superboss Matteo Messina Denaro, la cattura di 18 tra favoreggiatori dell’ex latitante e mafiosi che lo hanno protetto e soprattutto con le inchieste sull’enorme patrimonio accumulato dal padrino trapanese.
«Messina Denaro apparteneva a una generazione di uomini di Cosa nostra che hanno un approccio molto evoluto con mondi esterni e una attenzione particolare alla accumulazione di capitali e alla loro redistribuzione nel territorio e altrove», ha detto, aggiungendo che ci sono indagini in corso su quantità di denaro enormi riconducibili al capomafia e ricordando il blitz che, recentemente, ha portato al sequestro, in collaborazione con 7 Stati stranieri, di un patrimonio di 200 milioni.
Nell’aggiungere particolari sugli accertamenti in corso de Lucia ha chiesto che l’audizione venga secretata. In apertura di seduta il parlamentare del Pd Giuseppe Provenzano ha espresso solidarietà al capo dei Pm dopo le parole del ministro della Giustizia che, a seguito di dichiarazioni del magistrato sulle carceri italiane, lo aveva definito «fuori controll
Il Procuratore di Palermo Maurizio de Lucia nel corso dell’audizione davanti alla commissione nazionale Antimafia dopo le polemiche scatenate dalle parole del ministro Nordio che aveva accusato il capo dei pm di aver delegittimato gli agenti carcerari dichiarando che gli istituti di pena sono sotto il controllo della criminalità organizzata ha dichiarato:
«Quando indaghiamo negli istituti di pena lo facciamo soprattutto con la polizia penitenziaria. Conosco il Corpo di polizia penitenziaria da 36 anni, conosco i pericoli e le difficoltà che corrono in ogni momento della loro vita. Il primo servizio di polizia giudiziaria è proprio quello della penitenziaria a cui riconosco onore e rispetto».
«Poche ore dopo essere entrati in carcere i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici. Questa è una situazione che riguarda tutti gli istituti di pena». «ll 41 bis si è rivelato uno strumento efficiente, il vero problema ora è per i soggetti mafiosi che entrano in carcere in alta o media sicurezza perchè non hanno la qualifica di capi. Parliamo di detenuti che vengono immediatamente dotati di telefoni, cosa che consente a Cosa nostra di continuare a comandare», ha aggiunto.
Il Procuratore M.De Lucia
«Abbiamo trovato armi che vengono dal Salento ma la cui provenienza è l’area balcanica, cioè l’ex Jugoslavia, ma sappiamo di un interesse della mafia verso armi più sofisticate: quelle ad esempio del mercato nero nato con la guerra Russa-Ucraina. Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci. C’è dunque un tentativo di ricostituire un arsenale di qualità. Questo sia nel circondario di Palermo che in altri territori».
Il Procuratore di Palermo Maurizio de Lucia nel corso dell’audizione davanti alla commissione nazionale Antimafia ha inoltre dichiarato:.
«Nelle sole carceri di Palermo Pagliarelli e Ucciardone abbiamo scoperto a disposizione dei detenuti, tra il 2025 e il primo semestre del 2026, 297 cellulari. E centinaia ne abbiamo trovati in tutta la Sicilia. Questi sono quelli che abbiamo recuperato, la cui introduzione nelle celle cioè è fallita. E’ immaginabile quanti invece siano riusciti a entrare negli istituti di pena senza che ce ne accorgessimo».
«Se consentiamo ai mafiosi di continuare a fare i mafiosi dal carcere vanifichiamo anche il lavoro investigativo. Se l’alta e la media sicurezza funzionassero si potrebbe ridurre anche il numero dei ristretti al 41 bis», ha spiegato. de Lucia ha auspicato un rafforzamento dell’organico della polizia penitenziaria e ha spiegato che il jammer, che schermerebbe la rete delle comunicazioni, ad esempio nelle città, non è una situazione praticabile. Il capo dei pm ha anche parlato della necessità del miglioramento del regime di alta sicurezza.
La mafia è un brand riconosciuto dai grandi cartelli sudamericani».
Il Procuratore di Palermo Maurizio de Lucia nel corso dell’audizione davanti alla commissione nazionale Antimafia ha infine spiegato:.
«Non esiste al momento un vertice unitario di Cosa nostra ma un dialogo organizzato tra vari mandamenti. Dal punto di vista orizzontale la mafia continua a funzionare come sempre ha fatto e lo fa per mettere a frutto gli affari secondo una strategia precisa. La mafia pensa di tornare forte con i meccanismi tradizionali e cioè con un esercito e l’esercito si fa con i soldi veloci che vengono dal traffico di droga. I traffici sono organizzati e concordati con la mafia albanese, con la ndrangheta e chi organizza l’esportazione dall’altra parte dell’atlantico. La domanda di droga è molto sostenuta e il mercato in Sicilia lo gestisce Cosa nostra.
MESSINA VUOL CELEBRARE I CENTO ANNI DALLA RIPRESA DELLA SECOLARE PROCESSIONE DOPO IL TERREMOTO DEL 1908

Messina,
È stato presentato oggi, lunedì 27 luglio, nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il programma ufficiale dell’Agosto Messinese 2026, l’edizione che celebra il Centenario della Rinascita della Vara (1926-2026). Dal 31 luglio al 15 agosto la città – informa il Comune di Messina – vivrà un ricco calendario di eventi, celebrazioni religiose, spettacoli, mostre e iniziative culturali dedicate ai cento anni dalla ripresa della storica processione, tornata a svolgersi nel 1926 dopo la devastazione del terremoto del 1908.
Ad illustrare il programma sono stati il sindaco Federico Basile, l’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata, l’assessore alla Cultura Enzo Caruso. Presente inoltre mons. Roberto Romeo, delegato arcivescovile della Basilica Cattedrale di Messina. Nel corso della conferenza stampa è stato evidenziato come il Centenario della Rinascita della Vara rappresenti una ricorrenza di straordinario valore storico e simbolico, capace di ricordare la rinascita della città dopo il terremoto del 1908 e di rinnovare il legame dei messinesi con una delle tradizioni più rappresentative del patrimonio religioso e culturale cittadino.
Il sindaco Basile ha sottolineato il significato dell’edizione 2026 “Il video che ha aperto questa conferenza stampa apre idealmente anche il programma del Centenario della Rinascita della Vara. Sono trascorsi cento anni dalla ripresa della processione dopo il terremoto del 1908: un traguardo che racconta quanto la città abbia saputo ricostruire e crescere. Questo centenario non celebra soltanto una ricorrenza, ma il percorso di rinascita di Messina, la sua capacità di rialzarsi e di custodire una tradizione che continua a rappresentare uno dei simboli più autentici della nostra identità. La Vara rappresenta fede, cultura, storia e tradizione: un patrimonio che unisce la comunità e costituisce una straordinaria attrattiva anche sotto il profilo turistico. Un risultato di questa portata è frutto della sinergia istituzionale e della collaborazione tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti, che hanno lavorato insieme per valorizzare un appuntamento così significativo per la città. Desidero ringraziare la Regione Siciliana e l’assessora Elvira Amata per l’attenzione e il sostegno dimostrati, insieme a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla realizzazione di questo importante anniversario”.
L’assessora Amata ha evidenziato la rilevanza dell’appuntamento: “L’edizione del Centenario della Rinascita della Vara costituisce un appuntamento di grande valore storico, culturale e identitario. Sono orgogliosa, non solo come messinese, di aver inserito la Vara nel calendario regionale dei Grandi Eventi e di averne accompagnato la valorizzazione anche attraverso risorse dedicate, così da promuoverla a livello nazionale e internazionale. Il turismo culturale e religioso rappresenta una leva fondamentale per far conoscere la nostra identità e attrarre nuovi visitatori. L’obiettivo è fare in modo che la Vara non sia soltanto la festa dei messinesi, ma un patrimonio da condividere con tutti coloro che vogliono conoscere e apprezzare la nostra storia e la nostra cultura. Un ringraziamento va alla Curia, il Gruppo dei tiratori e dei timonieri della Vara, alla Protezione civile e a tutti coloro che stanno lavorando per la riuscita di questa straordinaria edizione”.
Monsignor Romeo ha quindi illustrato le iniziative promosse dalla Curia arcivescovile: “La Vara è una festa religiosa, ma è anche una festa di popolo, nella quale si fondono le emozioni di tutti. Al centro non può che esserci il mistero dell’Assunzione della Vergine Maria, che rappresenta l’elemento fondante e centrale della celebrazione. Per questa edizione una importante novità: stiamo cercando di ricostruire la musicalità della Vara e di riprodurla. Lunedì 10 agosto, nella cripta del Duomo, proporremo l’antico canto della Vara, nella speranza che un giorno possa essere nuovamente eseguito durante la processione. L’11 agosto si terrà una celebrazione eucaristica con la presenza dei tiratori della Vara. Il 13 agosto ricorre invece l’anniversario della riconsacrazione della Basilica, avvenuta nel 1947. Per celebrare questo momento, in serata saranno esposti il modellino della Vara realizzato dall’orafo e argentiere messinese Alfredo Correnti e, in Cattedrale, la Causola, il paramento indossato da Papa Giovanni Paolo II in occasione della canonizzazione di Santa Eustochia Smeralda, insieme alle statue della Madonna e del Cristo, già in esposizione, insieme a un lampadario e ad altri elementi e racconti legati alla storia della Vara. All’ingresso della Cripta sarà inoltre allestita un’installazione ispirata al dialogo interreligioso, per consentire a tutti, indipendentemente dalla religione professata, di vivere un momento di preghiera e di riflessione. Infine, il 13 agosto si terrà la Notte bianca nel Complesso Monumentale della Basilica Cattedrale”.
L’assessore Caruso nel suo intervento ha ripercorso il programma che prenderà il via venerdì 31 luglio con la partenza del Cippo della Vara dal deposito di via Catania e il suo trasferimento fino a piazza Castronovo, dove in serata si terrà la benedizione del Cippo. Le iniziative proseguiranno domenica 9 agosto con la Coppa Maria Assunta, gara ciclistica inserita nel calendario delle celebrazioni. Lunedì 10 agosto è previsto il trasferimento dei Giganti da via Catania a piazza Fazio, a Camaro Superiore, dove in serata si terrà uno spettacolo di musica e cabaret. Martedì 11 agosto i Ceri Votivi saranno trasferiti in corteo dalla Chiesa-Oratorio della Pace alla Basilica Cattedrale, dove sarà celebrata la Santa Messa e si svolgerà la benedizione dei portatori dei Ceri e dei tiratori della Vara. Mercoledì 12 agosto prenderà il via il trasferimento dei Giganti da Camaro, mentre giovedì 13 agosto, a partire dalle ore 7.30, è previsto il loro trasferimento fino a piazza Unione Europea. Il programma entrerà quindi nel vivo venerdì 14 agosto, con l’uscita dei Ceri Votivi in corteo da Palazzo Zanca a piazza Castronovo, la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Messina, S.E. Rev.ma mons. Giovanni Accolla, e la passeggiata dei Giganti da piazza Unione Europea a piazza Castronovo e ritorno, accompagnata da tamburini, carretti e gruppi folk. Il momento centrale delle celebrazioni sarà sabato 15 agosto, giorno della Secolare Processione dell’Assunta. La giornata si aprirà con la tradizionale legatura delle gomene e proseguirà con il solenne Pontificale nella Basilica Cattedrale. Alle ore 18.30, da piazza Castronovo, partirà la Vara, che raggiungerà piazza Duomo, dove è prevista la celebrazione eucaristica. La giornata si concluderà alle ore 23 con lo spettacolo pirotecnico.
Caruso ha poi ricordato che accanto agli appuntamenti tradizionali e religiosi, il programma dell’Agosto Messinese 2026 propone un ricco calendario di eventi culturali, spettacoli e iniziative di valorizzazione della storia e dell’identità cittadina. A piazza Unione Europea, il 6 agosto, si alterneranno il teatro dell’Opera dei Pupi, con lo spettacolo “La Gerusalemme, ovvero la storia di un sogno”, a cura dell’Associazione culturale “Arte Pupi” dei Fratelli Napoli; venerdì 7 agosto, andrà in scena “Il Fantasma di Stratford. Vita, morte e miracoli del più grande falsario della storia”, con Daniele Gonciaruck, a cura dell’Associazione culturale Officine Sacro Cuore. Sabato 8 agosto sarà invece la giornata dedicata alla rievocazione storica dello “Sbarco di Don Giovanni d’Austria a Messina”, giunta alla XVIII edizione, a cura dell’Associazione Aurora. Il programma prenderà il via alle ore 18.45, con l’arrivo del corteo navale e doppio sbarco a mare, in prossimità di Largo Minutolie del molo Marconi, per concludersi sulla scalinata di palazzo Zanca con il salute del Senato messinese a Don Giovanni d’Austria.
Sono inoltre previsti appuntamenti di musica, moda e cabaret, tra cui il 9 agosto, “Giovani alla ribalta”; il 10 agosto, una serata dedicata ai cento anni dalla Rinascita della Vara, con letture, musiche ed emozioni e la proiezione di un documentario dedicato alla Vara e alla sua storia; l’11 agosto, il concerto bandistico, sempre a piazza Unione Europea, a cura dell’Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome; il 12 agosto, “Popoli in Festa” , iniziativa dedicata alle comunità etniche presenti in città; e infine il 13 agosto, lo spettacolo “Folk in fest sotto i Giganti”, a cura dei Gruppi folklorostici di Messina La Madonnina, I Cariddi, e Mata e Grifone. Particolare rilievo sarà dedicato anche alle mostre e alle esposizioni. A palazzo Zanca da sabato 1 a lunedì 16 agosto, sarà allestita una mostra fotografica dedicata alla Vara e al suo allestimento, di Placido Giannino, a cura dell’Assessorato alla Cultura. Il 12 e 13 agosto, al Palacultura, dalle ore 18.00 alle ore 21.00, sarà possibile visitare la Mostra Permanente della Vara e dei Giganti, a cura dell’Associazione “Amici della Biblioteca”. Mercoledì 12 agosto, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00, sarà inoltre esposta la “Maria Dormiente” della Vara, al Monastero di Montevergine. Il programma coinvolgerà inoltre il territorio e alcuni dei luoghi più significativi della tradizione messinese, come i laghi di Ganzirri, dove il 2 agosto, si terrà la rievocazione storica della caccia la pescespada “Luntriu, Filia e Lanzaturi”, a cura della cooperative Simone.
L’assessore Caruso ha concluso l’incontro rivolgendo un ringraziamento a tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione delle celebrazioni, ricordando in particolare il contributo dell’assessore Massimo Finocchiaro, con il quale ha condiviso il lavoro di coordinamento dei numerosi aspetti organizzativi di una manifestazione complessa come la Vara. Un riconoscimento è stato rivolto anche a Franco Forami, presente all’incontro, in rappresentanza del Gruppo dei tiratori e dei timonieri della Vara, e a Franco Molonia, che nel suo intervento ha ripercorso alcuni episodi e aneddoti legati allo svolgimento della processione nel corso degli anni, offrendo ulteriori elementi di memoria e testimonianza sulla storia della manifestazione. Proprio dai racconti e dalle esperienze richiamate è emerso il valore di una tradizione che ha saputo superare difficoltà e momenti complessi, mantenendo sempre vivo il legame con la comunità messinese.
Nel richiamare il significato della Vara nella storia della città, Caruso ha sottolineato come la secolare processione abbia conosciuto interruzioni soltanto in occasione di eventi straordinari, come i conflitti bellici e il devastante terremoto del 1908, oltre ad altri ostacoli affrontati nel corso del tempo. “È proprio la tenacia, il senso di appartenenza e la caparbietà dei messinesi che hanno consentito alla Vara di arrivare fino a noi. Oggi abbiamo tutti la responsabilità di custodire e tramandare questa tradizione secolare, che rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’identità della nostra comunità”. In conclusione, l’Assessore ha rivolto un appello alla cittadinanza affinché la processione del 15 agosto possa svolgersi nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: “Facciamo tutti la nostra parte perché questa grande festa della città possa svolgersi in serenità e in sicurezza”.
In allegato è consultabile il programma.
foto, Giuseppe Antoci, parlamentare europeo del M5S
Giuseppe Antoci, parlamentare europeo del M5S, componente della commissione Giustizia e presidente della commissione Politica Dmed a Bruxelles replica al ministro Nordio:.
“Le dichiarazioni del ministro Nordio dopo le affermazioni del procuratore Maurizio De Lucia, che ha evidenziato particolari problematiche nelle carceri, appaiono surreali e spropositate» – .
«Mi chiedo – continua Antoci – dov’era il ministro quando dalle carceri si dava ordine di compiere attentati a fini estorsivi? E, ancora, dov’era il ministro quando si ordinavano pestaggi attraverso videochiamate proprio dalle carceri? Qui nessuno mette in discussione la grande professionalità della Polizia Penitenziaria, anzi è proprio il contrario».
Nella foto il Ministro della Giustizia Nordio
«Il ministro – dice ancora Antoci – piuttosto che attaccare uno dei magistrati più esposti e a rischio del nostro Paese, si occupi di rafforzare gli organici degli operatori della Polizia Penitenziaria per rendere il loro lavoro più sicuro ed efficace e le carceri più controllate».

Messina,
Oggi ,sabato 25 luglio, la città di Messina insignita della Bandiera Blu per il secondo anno consecutivo, aderisce all’iniziativa nazionale “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, promossa dalla Fondazione FEE Italia in occasione del World Drowning Prevention Day, la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento istituita nel 2021 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a seguito della Risoluzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione globale dell’annegamento.
Seguendo le indicazioni dell’OMS e alla luce degli importanti risultati raggiunti nelle due precedenti edizioni, che hanno coinvolto milioni di persone, la Fondazione FEE Italia promuove per il terzo anno consecutivo una manifestazione dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione sulla prevenzione degli annegamenti, in programma nella stessa giornata nelle oltre 250 località Bandiera Blu. Nell’ambito del Programma Bandiera Blu, la sicurezza dei bagnanti non rappresenta un tema collaterale, ma uno dei criteri fondamentali che tutti i Comuni insigniti del riconoscimento portano avanti con grande impegno. È pertanto fondamentale informare e sensibilizzare cittadini e turisti sulla cultura del salvamento, sulla prevenzione degli annegamenti e sui corretti comportamenti da adottare in mare.
Per questo motivo, in occasione del World Drowning Prevention Day, la Fondazione FEE Italia promuove, in contemporanea in tutte le località Bandiera Blu, iniziative aperte alla cittadinanza e ai turisti, coinvolgendo istituzioni, associazioni ed enti impegnati nelle attività di prevenzione e soccorso, tra cui Guardia Costiera, Croce Rossa, Aziende sanitarie, Protezione Civile, Misericordia, assistenti bagnanti, associazioni balneari e operatori turistici. Le manifestazioni prevedono dimostrazioni pratiche sulla sicurezza e sul primo soccorso, attività di informazione dedicate alla prevenzione degli annegamenti e laboratori rivolti ai bambini.
A Messina la giornata viene celebrata sul litorale di Santa Margherita con un programma di iniziative dedicate alla sicurezza in mare, alla prevenzione e all’educazione dei cittadini. Il programma prenderà il via alle ore 16.00 con i saluti istituzionali del sindaco Federico Basile.
Interverti dell’l’assessore alle Politiche del mare Francesco Caminiti, rappresentanti della Capitaneria di Porto di Messina, della Protezione Civile, e della Federazione Italiana Nuoto – Sezione Salvamento. Segue la presentazione dell’Ordinanza Balneare, con l’illustrazione delle principali disposizioni previste per la stagione balneare e delle norme finalizzate alla sicurezza dei bagnanti.
A seguire, la dimostrazione delle operazioni di salvamento, a cura della Capitaneria di Porto di Messina, della Federazione Italiana Nuoto – Sezione Salvamento e della Protezione Civile, con: simulazione di intervento di salvataggio in mare; dimostrazione delle corrette procedure di soccorso; presentazione delle principali buone pratiche per una balneazione sicura; illustrazione delle dotazioni e delle tecniche utilizzate durante gli interventi di emergenza.
Alle 17.00, “Il mare come spazio educativo e di comunità”, a cura della Messina Social City con laboratori educativi sulla sicurezza balneare; attività ludico-sportive sulla spiaggia; musica, animazione e intrattenimento; spazio giochi e momenti di socialità.
La Foundation for Environmental Education (FEE), fondata nel 1981, è un’organizzazione internazionale non governativa e senza scopo di lucro, registrata come charity nel Regno Unito e con sede centrale a Copenaghen, in Danimarca. È oggi presente in 85 Paesi dei cinque continenti e promuove programmi dedicati alla sostenibilità ambientale attraverso attività di educazione e formazione. La Fondazione FEE Italia, costituita nel 1987, gestisce a livello nazionale i programmi Bandiera Blu, Eco-Schools, Green Key, Spighe Verdi, Young Reporters for the Environment e Learning About Forest.
A sottolineare l’importanza della campagna informativa è il presidente della Fondazione FEE Italia, Claudio Mazza: “Quando, nel 2024, abbiamo promosso per la prima volta la campagna “Bandiera Blu: al mare in sicurezza”, volevamo verificare la capacità della nostra rete di fare massa critica su un tema così importante. Dopo tre anni, possiamo dire che questa capacità non solo esiste ma è cresciuta. Vedere oltre 250 Comuni mobilitarsi contemporaneamente su un obiettivo comune e fondamentale quale è la sicurezza in mare e al lago significa riuscire a dare una dimensione nazionale a un impegno che le amministrazioni portano avanti quotidianamente a livello locale: il 25 luglio non abbiamo centinaia di iniziative isolate, ma un’unica grande azione di prevenzione e informazione diffusa su tutto il territorio nazionale. Raggiungere milioni di persone nello stesso giorno, coinvolgendo cittadini e turisti presenti nelle località balneari da nord a sud, significa portare il messaggio della prevenzione esattamente nei luoghi e nei momenti in cui può essere più efficace».
“Quando parliamo di annegamenti – prosegue Mazza – conosciamo i numeri degli eventi drammatici che purtroppo si verificano, ma esiste anche un dato sul quale si riflette forse troppo poco: quello delle migliaia di interventi effettuati ogni anno che, grazie all’azione della Guardia Costiera e degli assistenti bagnanti, evitano che una situazione di pericolo si trasformi in tragedia. La prevenzione degli annegamenti riguarda tutti noi e il modo in cui scegliamo di vivere il mare e le acque in sicurezza, conoscendone e rispettandone i rischi, così da trascorrere una vacanza in piena serenità”.

L’Inps si sofferma su pensionati, pensioni e non solo. Nel XXV Rapporto annuale dell’Inps presentato a Roma, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha svelato che in Italia ci sono 16,4 milioni di pensionati, di cui 8 milioni uomini e 8,4 milioni donne. Le pensionate rappresentano dunque il 51% del totale e l’ammontare complessivo delle pensioni è pari a 371 miliardi, di cui il 56% va agli uomini.
In Italia gli assegni di pensione degli uomini sono del 34% superiori a quelli delle donne, dati alla mano: 2.166 euro contro 1.619 euro, mentre il 96% dei pensionati percepisce una prestazione Inps con un importo medio pari a 1.906 euro. Il 4% è per rendite Inail e per pensioni casse professionali, Fondi pensione ed enti minori.
L’età effettiva di pensionamento è aumentata. Per vecchiaia e anticipate il totale passa da 61,7 anni nel 2012 a 64,7 nel 2025 (64,5 nel 2024; lavoratori dipendenti). La pensione di vecchiaia si è così allineata al requisito ordinario (67 anni dal 2019): nel 2025 è circa 67,1 anni per gli uomini e 67,3 per le donne. Le pensioni anticipate ‘raccontano’ inoltre di carriere lunghe: le settimane contributive medie passano a 1830 nel 1995 a oltre 2.220 nel 2025, cioè da poco più di 35 anni a oltre 42 anni di contributi.
In Italia, le donne arrivano alla pensione con oltre 300 settimane di contributi in meno degli uomini, pari quasi a 6 anni. I dipendenti privati e gli autonomi convergono nell’età di uscita, ma tra gli autonomi in media la contribuzione nella vecchiaia è superiore di circa 110-120 settimane.
Nel 2025 gli assicurati Inps – vale a dire l’insieme di tutti i lavoratori, dipendenti e indipendenti, obbligati ai versamenti previdenziali – sono pari a 27,2 milioni, evidenziando un incremento di 244.000 unità rispetto al 2024, di circa 1,7 milioni rispetto al dato pre-pandemia del 2019 (+6,8%), di 2,55 milioni rispetto al 2014, che era stato il punto di minimo dopo il doppio shock degli anni 2008-2014 (crisi finanziaria internazionale e crisi dei debiti sovrani dei Paesi mediterranei).
Nel complesso, mentre gli assicurati dipendenti (operai agricoli, lavoratori domestici, dipendenti pubblici, dipendenti privati) sono costantemente aumentati, al contrario gli assicurati indipendenti (artigiani, commercianti, lavoro agricolo autonomo, collaboratori e professionisti della Gestione separata, lavoro accessorio e occasionale, percettori di voucher) sono costantemente diminuiti.
La crescita degli assicurati è stata soprattutto determinata dall’allargamento continuo del bacino del lavoro alle dipendenze delle imprese private, passato da 13,63 milioni di assicurati nel 2014 a 15,46 milioni nel 2019 a 17,15 milioni nel 2025, con tassi di crescita sempre ampiamente sopra il valore medio totale.
Il 29% degli assicurati si trova nelle regioni del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia) e un altro 23% nelle regioni del Nord-Est, per cui il Settentrione totalizza oltre la metà degli assicurati Inps. La crescita degli assicurati mostra andamenti differenti a livello di aree geografiche. Tra il 2014 e il 2019 le regioni del Nord hanno evidenziato una crescita superiore al 4%, mentre le regioni meridionali hanno mostrato un aumento inferiore al 2%.
Nel 2025 i dipendenti hanno superato per la prima volta la soglia dei 21 milioni. Rispetto al 2024 l’incremento è stato di circa 250.000 unità, pari all’1,2%, un valore inferiore a quello medio (tasso medio annuo) dell’intero periodo 2019-2025 (+1,6%). All’aumento dei dipendenti si è accompagnato un modestissimo aumento del numero medio di giornate retribuite (+0,2%). Esse risultano 255,2 pari all’81,8% delle 312 giornate teoricamente retribuibili in un anno. Erano 254,6 nel 2024 e 252,8 nel 2019. E’ quanto si legge nel XXV Rapporto annuale dell’Inps presentato oggi a Roma. La femminilizzazione, misurata dalla quota di lavoratrici, è cresciuta quasi impercettibilmente: è pari al 45,18% nel 2025, contro il 45,16% nel 2024 e il 44,92% nel 2019. Più significativo l’incremento in termini di intensità di impiego: nel 2025 per le donne il numero medio di giornate retribuite è risultato pari a 253 contro 251,8 nel 2024 e 249,7 nel 2019. Mentre la femminilizzazione procede seppur molto lentamente, decisamente più intensi risultano altri due trend demografici: la crescita degli stranieri e il rilievo dell’invecchiamento.
La quota di lavoro dipendente svolto da stranieri nel 2025 risulta pari a poco più di 3 milioni di lavoratori, il 14,3% del totale: un dipendente su 7. L’anno prima incidevano per il 13,7%, nel 2019 per l’11,4%. L’incremento è tutto attribuibile alla componente extracomunitaria, passata da 1,7 milioni nel 2019 a 2,5 milioni nel 2025, con un ritmo medio annuo di crescita del 6,8%, sostanzialmente confermato anche nell’ultimo anno (+6,5%). La componente comunitaria, rappresentata in gran parte da lavoratori rumeni, risulta invece ormai stabilizzata attorno a mezzo milione di unità. Oltre al numero, per i dipendenti stranieri è aumentata anche l’intensità di impiego (seppur tuttora inferiore alla media generale): per gli extracomunitari si è passati da 217 giornate retribuite nel 2019 a 224 nel 2025, per i comunitari da 214 a 233.
L’incidenza degli immigrati è settorialmente molto eterogenea. In quattro aree – sommando extracomunitari e comunitari dell’Est Europa – è pari o superiore al 25%: si tratta dell’industria leggera del made in Italy (tessile-abbigliamento-pelli-cuoio-legno-mobile), delle costruzioni (28,3%), dei servizi di alloggio e ristorazione e dei servizi di supporto (tra cui il lavoro somministrato, le attività di vigilanza, pulizie, servizi per il paesaggio). Valori elevati e in crescita, tra il 15 e il 20%, si registrano anche per altri importanti comparti manifatturieri (metalmeccanica, alimentari), per i trasporti-magazzinaggio e per altre attività di servizio. Si tratta quindi di settori in cui i processi di immigrazione sono arrivati a rappresentare un lavoratore su quattro. La presenza straniera è ancora marginale solo in alcuni ambiti come i servizi di rete e il credito – non a caso a retribuzione pro capite più elevata della media – oltre che ovviamente nel settore pubblico.
I beneficiari di almeno una giornata di Naspi nel 2025 sono pari a 2,845 milioni, in lieve aumento (+0,4%) rispetto all’anno precedente. Nel 2024, a fronte di 2,834 milioni di beneficiari, la crescita era stata più sostenuta (+3,7%) rispetto al 2023. Nel 2025 l’incremento dei beneficiari si colloca in un contesto di moderata espansione dell’occupazione, con una dinamica più contenuta rispetto all’anno precedente sia per i contratti a termine (+0,3%) sia per quelli a tempo indeterminato (+1,2%). Prosegue, inoltre, la riduzione dei trattamenti riferiti ai lavoratori domestici (-5,6%), in linea con il calo già registrato nel 2024 (-5,8%) e coerente con la contrazione osservata nel settore.
Le giornate indennizzate, dopo l’aumento del 2,8% registrato nel 2024 (pari a 364 milioni), nel 2025 evidenziano una lieve flessione (-0,3%) che porta il valore complessivo a 363 milioni. In tale ambito, la componente prevalente continua a essere rappresentata dai lavoratori a termine, cui è riferibile la quota maggioritaria delle giornate complessivamente erogate. Con riferimento al tipo di lavoratore, il maggior numero di giornate indennizzate, in linea con gli anni precedenti, afferisce ai lavoratori a termine, stabilizzandosi su un valore di 220 milioni nel 2025 in linea con il dato del 2024 (222 milioni), mentre si registra un aumento per i lavoratori a tempo indeterminato (+1,9%), per i quali la somma delle giornate nel 2025 risulta pari a 108 milioni, contro i 106 milioni dell’anno precedente.
Per i lavoratori domestici continua la contrazione delle giornate indennizzate che passano da 33 milioni del 2023, a 30 milioni del 2024, a 28 milioni nel 2025. In termini medi complessivi, il numero di giornate indennizzate per beneficiario rimane stabile rispetto a quello registrato nel 2024 (128 giornate), quindi tra 4 e 5 mesi. Continua a crescere nel 2025 la spesa relativa alla Naspi (inclusi gli oneri per contributi figurativi), che passa da 16.983 a 17.934 milioni di euro (+5,6%). L’incremento è riconducibile sia all’aumento del numero di beneficiari sia alla crescita degli importi medi erogati. La spesa media per giornata indennizzata, pari a 47 euro nel 2024, registra infatti un aumento del 5,9%, attestandosi a 49 euro nel 2025.
Nel corso del tempo inoltre, l’importo del Bonus asilo nido è stato progressivamente incrementato (pari a 1.000 euro nel 2017 e 2018 e a 1.500 euro nel 2019) e, a partire dal 2020 (Legge n. 160 del 2019), è stato modulato in funzione dell’Isee minorenni. In questa fase, il contributo – erogato come rimborso delle rette – prevedeva un massimo di 3.000 euro per Isee fino a 25.000 euro, 2.500 euro per Isee compreso tra 25.001 e 40.000 euro e 1.500 euro per Isee superiore a tale soglia o non disponibile.
Nel settore privato non agricolo, nel 2024, la quota di imprese con almeno un contratto di lavoro agile si attesta intorno al 3%, mentre nel settore pubblico al 17%. L’adozione del lavoro agile risulta maggiormente concentrata nelle imprese di grandi dimensioni e nel settore pubblico: le imprese con più di 100 dipendenti presentano le percentuali più elevate di adozione, raggiungendo fino al 51,8% nel settore privato non agricolo (2020) e al 56,8% nel pubblico (2024). Le piccole imprese (0-15 dipendenti) mostrano, invece, una diffusione molto più contenuta, con valori generalmente inferiori al 5% nel privato e compresi tra il 7% e il 17% nel pubblico.
Dal punto di vista temporale, dopo il picco del 2020 legato alla pandemia, la quota di imprese che adottano lo smart working tende a ridursi leggermente nelle piccole e medie imprese del settore privato, mentre nelle grandi imprese, soprattutto nel settore pubblico, i livelli rimangono elevati o addirittura aumentano negli anni successivi. Nel settore privato le donne sono più rappresentate tra i lavoratori che svolgono almeno una parte della propria attività da remoto rispetto agli uomini. Nel settore pubblico, invece, la situazione si inverte e questo dipende dal fatto che nei settori dove c’è maggiore concentrazione di donne, come nella scuola o nella sanità, il ricorso al lavoro da remoto è limitato.

«Fin dall’inizio della legislatura ho sostenuto con forza una battaglia di equità per la Sicilia: quella del superamento delle distorsioni che penalizzano cittadini e imprese nel mercato dell’energia elettrica. Per questo considero molto importante quanto dichiarato dal presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, nella relazione annuale, quando ha indicato il percorso verso il superamento graduale del Prezzo unico nazionale e la piena applicazione dei prezzi zonali». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
«Si tratta – ha aggiunto il presidente – di un tema che seguo da tempo e sul quale la Regione Siciliana ha più volte richiamato l’attenzione del governo nazionale e delle autorità competenti. La Sicilia produce una quota rilevante di energia, soprattutto da fonti rinnovabili. È quindi giusto che questo vantaggio possa tradursi in benefici concreti per famiglie e imprese del territorio con un prezzo zonale dell’energia inferiore rispetto al prezzo unico nazionale. Per questo contatteremo immediatamente il presidente Dell’Acqua per approfondire tempi, modalità e ricadute concrete di questa riforma, con l’obiettivo di comprendere come procedere e come tutelare al meglio gli interessi dei siciliani. È un passaggio che seguiremo con la massima attenzione, perché può rappresentare una svolta importante per la competitività della nostra Isola, per l’attrazione degli investimenti e per la riduzione del costo dell’energia».

Il ruolo centrale dei dati come base di conoscenza verificabile per la programmazione delle risorse pubbliche e la valutazione dell’incidenza su territori e sviluppo locale. Questo il tema dell’incontro “Fesr Sicilia: dati, territori e politiche di coesione”, che si è svolto oggi a Catania su iniziativa della Regione Siciliana, in collaborazione con l’ufficio territoriale Area sud di Istat. È intervenuto il presidente della Regione, Renato Schifani. La sessione ha avuto luogo presso il dipartimento di Economia e impresa dell’Università, nel corso della 62esima riunione scientifica della Società italiana di economia, demografia e statistica (Sieds).
«La statistica pubblica è uno strumento essenziale – ha detto il presidente Schifani – per supportare e orientare al meglio le decisioni, leggere i bisogni dei territori e valutare con rigore l’efficacia delle politiche pubbliche. Su tale bisogno si inserisce il Protocollo d’intesa sottoscritto tra la Regione e l’Istat, che ha prodotto risultati concreti. L’estensione della collaborazione sino al 2028, decisa lo scorso anno, conferma la volontà dell’amministrazione regionale e dell’Istat di dare continuità a un percorso che ha dimostrato pienamente la propria utilità istituzionale e operativa. Per esempio, con un contributo analitico sull’impatto del ciclone Harry, consentendoci di presentare a Bruxelles una solida richiesta di supporto attraverso il Fondo di solidarietà europea per le calamità, la cui decisione è attesa in questi giorni».
L’Istituto nazionale di statistica, che quest’anno celebra il centenario dalla sua fondazione, è legato alla Regione da un protocollo d’intesa nel cui ambito realizza rapporti su dati territoriali di tipo economico, produttivo e demografico. Tra questi, fra l’altro, i 29 report statistici sulle aree delle coalizioni di comuni siciliani destinatarie delle politiche territoriali portate avanti con risorse del Pr Fesr Sicilia 2021-27, programma in fase di realizzazione che conta già un migliaio di progetti selezionati e procedure attivate per 4,4 miliardi di euro. Un breve focus è stato dedicato anche al programma regionale Fesr 2014-20, concluso con un en plein della spesa per 3,7 miliardi di euro certificati e 6.584 progetti finanziati.
Ha introdotto i lavori Vincenzo Falgares, direttore del dipartimento Programmazione della presidenza della Regione, mentre a dare i saluti istituzionali è stato il presidente di Istat, Francesco Maria Chelli. Sono intervenuti due esperti del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Regione, Domenico Spampinato e Pietro Colonna, con approfondimenti sull’impatto del Fesr nel sistema economico siciliano e sul rapporto tra la politica di coesione e il rafforzamento della resilienza del territorio. Per l’ufficio territoriale Area sud di Istat, hanno preso la parola Antonella Bianchino ed Elisabetta Lipocelli, con un’analisi multidimensionale che l’Istituto ha realizzato sui comuni siciliani colpiti dal ciclone Harry. Ha moderato i lavori il presidente della Sieds, Salvatore Strozza.
La riunione scientifica della Sieds a Catania ha proposto, per tre giorni, dibattiti e confronti multidisciplinari ai quali hanno partecipato accademici di vari atenei italiani. La conferenza viene svolta annualmente con l’obiettivo di raccogliere riflessioni e contributi di ricercatori impegnati in più settori per definire spunti di ricerca e analisi, metodologie e soluzioni.