Comune di Palermo, assenteismo e truffa,scoperte dalla Finanza “oltre 550 false attestazioni di presenza”- Il Gip dispone 14 misure cautelari

Assenteismo al Comune di Palermo:  misure cautelari per gli assenteisti

 

Palermo

Il Gip presso il Tribunale di Palermo ha disposto 14 misure cautelari personali (sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio fino a un massimo di 3 mesi e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nei confronti di 5 dipendenti assenteisti del Comune di Palermo con mansioni di “messo notificatore” e di 9 addetti della società Reset, partecipata del Comune, impiegati come giardinieri.

L’esecuzione dell’Ordinanza è stata affidata alle Fiamme gialle .I reati per cui si procede sono truffa aggravata ai danni di un Ente Pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.

Le indagini, condotte dal nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo e coordinate dalla Procura, si sono sviluppate attraverso servizi di pedinamento e di appostamento, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio.

Gli accertamenti così svolti hanno consentito di rilevare che, in particolare i messi notificatori, dopo avere timbrato regolarmente l’inizio del turno di lavoro e l’uscita dagli uffici per “servizio esterno”, erano soliti recarsi a casa piuttosto che presso outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali, attestando, in più occasioni, di aver esperito tentativi di notifica di atti in realtà non eseguiti, con potenziale nocumento per gli ignari cittadini.

Tra i casi più eclatanti monitorati, dipendenti che, pur risultando formalmente in servizio, si dedicavano ad attività di pesca o di coltivazione di terreni. Il tempo distolto dalle incombenze lavorative poteva raggiungere, nell’arco della giornata, anche le 5 ore, secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle.

Per i dipendenti della società partecipata, in modo analogo, sono state rilevate condotte di falsa attestazione di presenza, mediante timbratura dei badge personali, in entrata o in uscita, da parte di colleghi compiacenti.

Tale sistema fraudolento, basato su uno scambio reciproco di “favori”, secondo gli investigatori avrebbe consentito agli indagati di giungere più tardi sul luogo di lavoro o di allontanarsi in anticipo. Nel complesso, sono oltre 550 gli episodi di falsa attestazione di presenza ricostruiti nel corso delle indagini.

Emergenza rifiuti: caos trasporti satura impianto Coda Volpe. Ordinanza del Sindaco per conferimento straordinario a Termini Imerese

 

Catania,

l Sindaco Enrico Trantino ha appena firmato un’ordinanza per fronteggiare, almeno in parte, la grave situazione che sta interessando la raccolta dei rifiuti sul territorio comunale, nel quadro delle criticità che stanno coinvolgendo l’intero territorio siciliano.

Il provvedimento dispone il conferimento straordinario di circa 200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati presso l’impianto di Termini Imerese, affidando il servizio alla società Green Team S.r.l.

Le attuali difficoltà sono riconducibili ai blocchi dei trasporti e alle limitazioni nella filiera di smaltimento registrati negli ultimi giorni, circostanze che stanno incidendo significativamente sulla regolarità dei conferimenti e sull’equilibrio complessivo del sistema.

In particolare, si è verificata una drastica riduzione dei conferimenti presso l’impianto di trattamento meccanico-biologico di contrada Coda Volpe, gestito da Sicula Trasporti, a causa della chiusura per manutenzione di impianti esteri, di destinazione precisamente in Danimarca, ma anche delle difficoltà nei trasferimenti via mare legate al contesto internazionale e di ulteriori criticità tecniche in altri impianti regionali che stanno paralizzando il sistema.

Questa situazione determina l’impossibilità, per il Comune di Catania, di conferire l’intera quantità di rifiuti indifferenziati raccolti quotidianamente, con il rischio concreto di accumuli diffusi sul territorio urbano e la formazione di discariche incontrollate tali da compromettere le condizioni di igiene pubblica e la sicurezza ambientale.

Questo elemento, pur essendo esterno al territorio regionale, incide direttamente sulla capacità operativa locale e contribuisce in maniera determinante alla situazione emergenziale descritta nell’ordinanza

L’ordinanza del sindaco Trantino autorizza le ditte incaricate della raccolta a conferire i quantitativi eccedenti presso il nuovo impianto individuato, assicurando la continuità del servizio e riducendo il rischio di accumuli sul territorio. Gli uffici comunali competenti sono incaricati di porre in essere tutti gli atti necessari per l’attuazione del provvedimento, mentre alla Polizia Municipale è affidata l’attività di vigilanza e monitoraggio.

Il provvedimento ha carattere contingibile e urgente e resterà in vigore fino al venir meno delle condizioni che l’hanno determinato, con possibilità di revoca qualora si ristabiliscano condizioni ordinarie nella gestione dei rifiuti o in caso di eventuali criticità nell’esecuzione del servizio.

Con questo intervento che con la disponibilità della piattaforma di Termini diverrà operativo auspicabilmente nelle prossime ore, intendiamo assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente – ha dichiarato il Sindaco Enrico Trantino- stiamo affrontando la grave situazione con prioritaria tempestività assieme al vicesindaco Massimo Pesce, agli uffici competenti regionali e comunali,  determinata da fattori esterni al sistema locale ma con ricadute dirette sul territorio cittadino. Continueremo a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione per ripristinare quanto prima le condizioni ordinarie di servizio“.

Classe dirigenziale della Regione siciliana sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza Accusa: peculato

 

Tuccio D'Urso

Palermo,

I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza del Gip su richiesta della Procura europea (Eppo) con cui è stato disposto il sequestro delle somme ( 140 mila euro)nei confronti del dirigente in pensione  D’Urso, accusato di peculato, che ricopriva il ruolo di soggetto attuatore e coordinatore della struttura tecnica di supporto della Regione per il riordino della rete ospedaliera durante l’emergenza Covid.

L’indagato  in virtù della propria posizione dirigenziale dominante ,durante il periodo Covid si sarebbe autoliquidato incentivi, che secondo gli investigatori, non gli spettavano.

Le indagini condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo  vertevano sulla  gestione dei fondi messi a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti allo Stato Italiano e legati al piano di potenziamento della rete ospedaliera. L’indagato tra il 2021 e 2022 ricopriva infatti  un ruolo apicale nella gestione dei fondi e si sarebbe autoliquidato somme di denaro non spettanti, giustificati – rileva la Guardia di Finanza- come retribuzione accessoria del personale inquadrato nel piano di potenziamento, in assenza «di qualsivoglia legittimazione normativa» .

 

 D’Urso si oppone al sequestro

«Per incarico del presidente Musumeci ho esercitato il ruolo di soggetto attuatore con tutte le responsabilità amministrative che ciò ha comportato in maniera perfettamente gratuita. (Analoghi ruoli sono remunerati 100.000 mila euro l’anno) –  afferma  D’Urso -. Ho inoltre esercitato il ruolo di responsabile unico del procedimento percependo esattamente la medesima remunerazione che avrebbe avuto chiunque altro lo avesse fatto. Ho affermato sin dal primo momento che l’ufficio Speciale, costituito con ordinanza del presidente della Regione, non è fra quelli indicati dalla legge che esclude la remunerazione dei pensionati della pubblica amministrazione nell’esercizio del ruolo di responsabile unico del procedimento.

Ovviamente ho piena fiducia della giustizia e aspetto con serenità l’evolversi del procedimento. Ribadisco che nessuna regione in Italia ha conseguito i risultati della Regione Siciliana che nel gennaio del 2022, ad appena un anni dalla promulgazione della norma, richiedeva l’80% del finanziamento statale ed aveva progettati e finanziati tutti gli interventi residui. La lievitazione dei costi è esclusivamente dovuta all’enorme ritardo che si accumulato dal gennaio del 22 ad oggi, pari ad oltre il 60%».

Catania :Sgominata una banda dedita a feroci rapine in villa Un componente garantiva protezione spirituale con rituali esoterici

 

 

Le rapine in banca si sono quasi dimezzate in due anni

Archivi -Sud Libertà

 

 Catania,
Su disposizione della Procura della Repubblica, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, con il supporto dei Reparti specializzati dell’Arma in particolare dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e dal Nucleo Cinofili, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, nei confronti di 7 indagati, di cui 6 sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere ed 1 alla misura degli arresti domiciliari, in quanto loro attribuita (tranne che per uno presunto autore solo di concorso nel reato di rapina), pur in una fase che non ha ancora consentito l’intervento delle difese e fermo restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, la commissione dei reati di associazione per delinquere e rapina aggravata, oltreché di altri delitti connessi tra cui lesioni personali, possesso di segni distintivi contraffatti, detenzione e porto illegale di armi e porto illegittimo di oggetti atti ad offendere.
L’esecuzione della misura cautelare rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa coordinata da questa Procura e delegata al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Catania-Fontanarossa, dipanatasi, nel periodo compreso tra il novembre 2024 ed il giugno 2025, attraverso l’impiego di attività tecniche, intercettazioni, appostamenti e riscontri diretti sul territorio, fino all’acquisizione di un solido quadro indiziario inerente le modalità operative del sodalizio criminale dedito, secondo il costrutto accusatorio, alle cd rapine in villa commesse con modalità altamente professionali, lunghe e complesse attività preparatorie e collaudate tecniche militari, tanto efficaci quanto feroci.
Aspetto singolare della vicenda era poi rappresentato dalla circostanza, emersa a livello di gravità indiziaria, che il sodalizio criminale di estrazione catanese, così efficiente da un punto di vista militare, si caratterizzava per una pratica ancestrale: un componente dell’organizzazione di origini senegalesi aveva il compito di garantire una sorta di protezione e di sostegno spirituale agli assalti e di assicurare, mediante rituali esoterici e propiziatori, il buon esito delle attività criminose programmate, che, rigorosamente, non venivano mai avviate se non dopo il loro svolgimento.
Episodio centrale, che ha dato innesco alle indagini, accadeva in Misterbianco , la notte del 16 novembre del decorso anno, presso una casa abitata da una coppia con una bambina di appena 16 mesi.
Svolta investigativa, nella ricostruzione dell’articolata vicenda, proveniva dal rinvenimento e dall’analisi del sistema di videosorveglianza installato presso l’abitazione di una delle vittime, essendo stato ripreso in tale circostanza, con registrazioni audio e video, lo sviluppo di ogni fase dell’episodio delittuoso.
La successiva estrapolazione da parte dei militari operanti dei filmati – nonostante il tentativo, rivelatosi infruttuoso, dei malviventi di eliminare ogni traccia mediante l’asportazione del sistema di registrazione e dei modem allocati all’interno della casa teatro della rapina – ha consentito di acquisire i primi elementi indiziari gravi precisi e concordanti che in uno con i successivi approfondimenti sono risultati idonei a sostenere le richieste cautelari avanzate nei confronti dei sei presunti partecipanti al sodalizio.
Nel dettaglio, si è ricostruito come in questo caso la vittima, un 40enne imprenditore catanese, durante il tragitto verso casa, al rientro da Catania, fosse stato fermato da alcuni individui che, a bordo di due autovetture, una delle quali con lampeggiante blu acceso, indossanti cappellini e pettorine e con palette con la scritta “Guardia di Finanza”, dopo essersi qualificati come militari di quel Corpo, lo inducevano, in modo fulmineo e senza lasciargli il tempo di chiedere chiarimenti o di opporre resistenza, adducendo come scusa la necessità di dover effettuare una perquisizione domiciliare con il pretesto di indagini relative ad un asserito traffico di armi, a salire a bordo di una delle loro auto ed a lasciare che due del gruppo si ponessero alla guida dell’auto vettura della stessa vittima.
Raggiunta l’abitazione dell’imprenditore, i sei soggetti, una volta entrati all’interno, rivelavano di essere rapinatori e non degli appartenenti alle forze dell’ordine ed a quel punto, alla presenza della sua compagna e della figlioletta, di appena 16 mesi, costrette dispiegavano in danno del predetto, immobilizzato con nastro adesivo, una sequela di atti di violenza e di gravi minacce, riuscendo ad ottenere la consegna di una prima somma di denaro pari a circa 16 mila euro, unitamente a gioielli di elevato valore e orologi di lusso acquistati per oltre 60 mila euro.
Non paghi, continuavano ad intensificare le condotte violente, fino al punto di arrivare a minacciare la coppia di sottrarre la figlia minore per venderla all’estero, nonché a prospettare l’amputazione di un dito della mano sinistra dell’uomo mediante l’utilizzo di una grossa cesoia.
Inoltre con percosse e violenza belluina cagionavano alla vittima lesioni di vario genere compresa la frattura del setto nasale.
In forza di tale sequela di crudeli atti intimidatori, i rapinatori riuscivano a farsi indicare dalla vittima l’ubicazione di una seconda abitazione, anch’essa sita in Misterbianco, dove era custodito ulteriore denaro contante e poi, una volta giunti sul posto, la costringevano a consegnare la somma, di oltre 100 mila euro, completando così l’azione delittuosa.
Durante le susseguenti attività tecniche ed investigative: veniva accertata la consumazione di una ulteriore rapina di analoga tipologia; veniva sventata una ulteriore rapina rimasta così nella fase preparatoria grazie all’azione dei carabinieri; emergevano ulteriori attività delittuose il cui bersaglio non veniva identificato, risultando dimostrata a livello di gravità indiziaria l’esistenza di una stabile associazione a delinquere specializzata nella consumazione dei descritti reati

Messina, lotta alla processionaria del pino: misure urgenti di prevenzione e rimozione dei nidi

Lotta alla processionaria del pino: misure urgenti di prevenzione e rimozione dei nidi

 

Messina,

l Sindaco del Comune di Messina ha firmato l’Ordinanza n. 68/2025 per fronteggiare l’emergenza causata dalla presenza della processionaria del pino (Thaumetopea pityocampa) nelle aree verdi del territorio comunale. Questa misura si rende necessaria in seguito all’aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini e degli uffici competenti, che denunciano una crescente infestazione del parassita, noto per i gravi danni che può arrecare a conifere come pini e cedri, e per i rischi che comporta per la salute pubblica e degli animali domestici, a causa dei peli urticanti delle larve.

L’ordinanza sindacale stata emanata in attuazione del Decreto Ministeriale del 6 dicembre 2021, intitolato “Abrogazione di provvedimenti recanti lotte obbligatorie e misure fitosanitarie nazionali”, il quale stabilisce che, a partire dal 7 dicembre 2021, la lotta alla processionaria del pino è obbligatoria esclusivamente nei territori in cui sia stata adottata un’apposita ordinanza comunale o dove il regolamento del verde urbano preveda misure specifiche per la gestione di tale infestazione. Pertanto, i Comuni hanno la facoltà di adottare provvedimenti finalizzati a limitare la diffusione dell’insetto e a contenere i rischi per la salute pubblica e animale.

Il provvedimento si rivolge in particolare a:

  • Proprietari di aree verdi e boschive;
  • Amministratori di condominio che gestiscono aree verdi private nel territorio comunale.

Obblighi per i cittadini e gestori di aree verdi

 Tutti i proprietari, conduttori e amministratori di aree verdi, giardini e boschi ricadenti nel territorio del Comune di Messina sono obbligati a:

  • Effettuare controlli periodici sugli alberi, con particolare attenzione a pini (silvestri, neri, marittimi, domestici) e cedri;
  • Provvedere alla rimozione immediata di eventuali nidi di processionaria, mediante taglio dei rami infestati e loro distruzione in sicurezza, utilizzando dispositivi di protezione individuale (DPI).

Se la rimozione meccanica non è possibile per motivi tecnici (es. alberi troppo alti, zone trafficate, terreni impervi), è consentito:

  • L’uso di trattamenti fitosanitari con prodotti autorizzati;
  • L’installazione di trappole a feromoni o trappole adesive lungo il tronco degli alberi.

Responsabilità degli interventi

Aree pubbliche: l’intervento è di competenza del Comune o dell’ente locale responsabile.

Aree private: la responsabilità ricade su proprietari, conduttori e amministratori, i quali devono effettuare controlli regolari; nonché provvedere alla rimozione dei nidi rivolgendosi, se necessario, a ditte specializzate, adottando tutte le precauzioni per evitare il contatto con i peli urticanti.

Il sindaco Federico Basile e l’assessore Massimiliano Minutoli sottolineano l’importanza della collaborazione tra cittadini e amministrazione: “Il Comune di Messina è impegnato a contrastare la diffusione della processionaria nelle aree verdi pubbliche di propria competenza, ma è fondamentale che anche i privati facciano la loro parte. La gestione delle infestazioni presenti su terreni o aree verdi di proprietà privata è una responsabilità che non può essere ignorata. Solo con un’azione congiunta sarà possibile proteggere l’ambiente urbano, la salute dei cittadini e degli animali”.

 Il provvedimento dispone inoltre che è vietato abbandonare o depositare rami infestati su suolo pubblico o presso le isole ecologiche e le spese per gli interventi sono a carico dei proprietari o conduttori delle aree interessate. L’ordinanza resta in vigore fino al 31 dicembre 2025. Infine, il Sindaco demanda al Corpo di Polizia Municipale di effettuare i controlli e verificare il rispetto dell’ordinanza. In caso di inadempienza, saranno applicate sanzioni amministrative da € 25,00 a € 500,00.

 

Gela, notificata un’Ordinanza cautelare a 13 indagati per l’ipotesi di reati di spaccio, ricettazione e furto

 

 

Gela,

E’ in corso di esecuzione la notifica di  un’ordinanza cautelare della Polizia di Gela nei confronti di 13 indagati. Il provvedimento emesso dal Gip, su richiesta della Procura della Repubblica, ipotizza, a vario titolo, i reati di spaccio di sostanze stupefacenti, furti e ricettazione. Gli arresti sono stati eseguiti da agenti del locale commissariato con l’ausilio della squadra mobile della Questura di Caltanissetta, del reparto Prevenzione crimine di Palermo e di unità cinofile della polizia.

 

Siccità Sicilia, al via il trasferimento di acqua dalla diga Gammauta al lago Castello

 

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Al via il trasferimento dell’acqua dalla diga Gammauta, nel Palermitano, al lago Castello che rifornisce il comprensorio agrigentino ad uso irriguo e potabile. Lo stabilisce l’ordinanza emanata ieri dal Commissario per l’emergenza idrica in agricoltura e zootecnia, Dario Cartabellotta, in risposta alla grave crisi idrica che ha colpito quelle aree della Sicilia. Si tratta di un intervento che verrà realizzato attraverso la messa in funzione dell’adduttore consortile San Carlo e che è cruciale per garantire il corretto approvvigionamento idrico del territorio e salvaguardare così le produzioni agricole della zona, a partire da Ribera e Bivona.

Con l’ordinanza viene istituito un gruppo di monitoraggio dei volumi della diga, composto da rappresentanti dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Enel, dipartimento Agricoltura, dipartimento Acque e rifiuti, Consorzio di bonifica di Agrigento, Comune di Ribera e Comune di Bivona. Il ricollocamento dell’acqua sarà effettuato tutte le volte che il volume trasferibile sarà in grado di garantire il funzionamento tecnico-idraulico delle infrastrutture coinvolte.

«Con questo provvedimento straordinario – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani, in qualità di Commissario per l’emergenza idrica in Sicilia – oltre a garantire un miglior approvvigionamento idrico per i cittadini, diamo una risposta concreta alle esigenze di un territorio che rappresenta un’eccellenza nel settore agricolo siciliano. La cooperazione tra i diversi enti coinvolti sarà fondamentale per superare questa emergenza che sta colpendo i siciliani e proteggere le nostre attività produttive. Noi siamo impegnati incessantemente per trovare soluzioni a breve e a lungo termine, ma per vincere questa sfida serve un lavoro di squadra e per questo conto sulla collaborazione responsabile di tutti».

L’ordinanza resterà in vigore fino a maggio del 2025, ovvero per tutta la durata dello stato di emergenza dichiarato dal governo nazionale. Di conseguenza, verrà decretata la cessazione di produzione di energia idroelettrica da parte di Enel Green Power, proprietaria della diga.

Supercar di grande pregio- Ferrari, Maserati, Porsche, Jaguar, Roll Rovce- intestate a società fallita e ceduti, a prezzo basso, a nuova società-Misure giudiziarie

 

Una supercar d'oro generativa ai | Immagine Premium generata dall'IA

Archivi Sud Libertà  (nella foto una supercar d’oro)

 

Palermo,

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure interdittive e reali con cui il G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto il divieto, per la durata di un anno, di esercitare attività professionali o imprenditoriali nei confronti di due soggetti, nonché il sequestro di numerose autovetture di pregio, di somme di denaro per 21.000 euro e di un compendio aziendale.

Le indagini, condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza, hanno riguardato il fallimento di una società esercente la “gestione di centri e impianti sportivi polivalenti, nonché l’organizzazione e la gestione di iniziative sportive legate all’automobilismo e al motociclismo”, tra cui un autodromo sito nel territorio del Comune di Torretta (PA).

Gli accertamenti svolti hanno evidenziato che i due principali indagati, marito e moglie, amministratori di fatto e di diritto, unitamente a ulteriori tre familiari, avrebbero effettuato, mediante artifizi contabili, plurime condotte distrattive, sia prima che dopo la dichiarazione di fallimento (avvenuta nel 2018), allo scopo di arrecare pregiudizio ai creditori.

In particolare, sono state individuate diverse autovetture di pregio di noti marchi nazionali ed esteri (tra cui Ferrari, Bentley, Porsche, Maserati, Jaguar e Rolls Royce), inizialmente intestate alla fallita, poi vendute a un’anziana parente a un prezzo notevolmente più basso rispetto al valore di mercato e, da ultimo, cedute a una nuova società, appositamente costituita e sempre riconducibile agli indagati.

Inoltre, attraverso quest’ultima, i coniugi avrebbero incassato assegni per circa 21.000 euro, frutto di un’operazione di autoriciclaggio, in quanto provenienti da un cliente della società in dissesto.

Di fondamentale importanza ai fini dell’individuazione degli illeciti è risultata l’analisi dei flussi finanziari nonché delle risultanze ottenute a seguito di un Ordine Europeo di Indagine, da cui emergeva che la società, tra il 2016 e il 2018, quando si era già palesato lo stato di crisi, aveva fatto confluire su un conto corrente maltese risorse finanziarie per circa 290.000 euro.

Sulla scorta delle evidenze acquisite, il G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, condividendo le valutazioni della locale Procura della Repubblica, ha ravvisato la sussistenza in capo ai cinque indagati di un grave quadro indiziario, in ordine ai reati contestati di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.

L’odierna operazione testimonia l’impegno costantemente profuso dalla Guardia di Finanza, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo volte al contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, nonché all’aggressione dei patrimoni di matrice illecita, al fine di tutelare gli imprenditori che operano nel rispetto della legge.

Siccità, Regione Sicilia autorizza prelievo acqua da dighe Castello e Prizzi

 

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Palermo,

Agricoltori e allevatori dell’Agrigentino, nel mese di agosto, potranno utilizzare a fini irrigui 800 mila metri cubi di acqua provenienti dagli invasi Castello e Prizzi, oltre a quella della traversa Favara di Burgio. Lo prevede un’ordinanza appena firmata dal commissario delegato per l’emergenza idrica in agricoltura e zootecnia, Dario Cartabellotta.

La decisione è stata presa a seguito della riunione di ieri sera a Palazzo d’Orleans della Cabina di regia, alla quale ha partecipato anche l’assessore all’Agricoltura Salvatore Barbagallo, e dalla quale è emersa “l’indispensabilità della seconda irrigazione di soccorso per evitare il disseccamento e la morte delle piante, con le ripercussioni economiche e sociali, di produzioni di altissima qualità quali l’arancia di Ribera Dop e la pesca di Bivona Igp, per complessivi 7 mila ettari”.

«È una scelta – evidenzia il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – per sostenere i nostri agricoltori e allevatori in un momento di estrema necessità e per proteggere e preservare le colture di eccellenza della nostra terra, ma anche il benessere economico e sociale delle comunità locali. Il governo regionale è al fianco del settore agricolo e zootecnico in un momento di particolare crisi e proprio per questo motivo ha già stanziato decine di milioni di euro per limitare i danni dovuti alla siccità».

L’utilizzo dell’acqua per irrigazione di soccorso, anche delle aree fuori dal comprensorio consortile 3 di Agrigento, potrà proseguire eventualmente nel mese di settembre, previa verifica della necessità e della disponibilità delle risorse. Per quanto riguarda la traversa Favara, la risorsa idrica potrà essere utilizzata fino al suo esaurimento, in vista dei lavori di dragaggio che saranno effettuati a settembre. Per gli invasi Castello e Prizzi, dovendo garantire la disponibilità anche per l’uso idropotabile e assicurare la salvaguardia dell’ittiofauna, il Consorzio di bonifica, i gestori degli invasi (dipartimento regionale Acque e rifiuti ed Enel) e i gestori del servizio idrico (Aica e Amap) dovranno attivare un monitoraggio per prevenire le condizioni di crisi e avviare, se necessario, il trasferimento dei pesci.

Napoli, sgominata banda “Point Break” provvedimento cautelare del Gip del Tribunale per 7 persone più braccialetto elettronico

Torna in carcere il detenuto agli arresti domiciliari che ha ...

Il braccialetto elettronico in una foto della Polizia penitenziaria

Napoli –

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno notificato  un’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della locale Procura della Repubblica di Napoli Nord, applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari – con braccialetto elettronico – a carico di sette persone, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e rapina aggravata dall’uso di armi, commessi con la tecnica del c.d. “filo inverso”.

Tale particolare modalità delittuosa prevedeva una fase preliminare di osservazione, in cui venivano individuati imprenditori, commercianti o agenti di commercio; una fase successiva, svolta dal c.d. “filatore”, di pedinamento e studio preventivo delle abitudini della potenziale vittima per calendarizzare i giorni in cui veniva abitualmente effettuato il versamento di denaro contante; una fase esecutiva di avvicinamento, che consisteva infine nell’aggredire la vittima con azioni repentine e con l’uso di armi da fuoco, prima che effettuasse il deposito.

Le complesse ed articolate indagini, dirette dalla Procura di Napoli Nord e delegate al Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli, hanno consentito di raccogliere plurimi e gravi elementi indiziari, ad integrazione e rafforzamento del solido quadro probatorio già delineatosi con l’applicazione delle misure cautelari custodiali già eseguite, nel mese di maggio 2023, nei confronti di sei dei soggetti indagati, al fine così di interromperne l’azione criminosa.

Nel complesso, l’attività investigativa condotta – da ottobre 2022 ad agosto 2023 – mediante una prolungata e qualificata attività tecnica e con numerosi servizi di osservazione e pedinamento a riscontro, consentiva in definitiva di disvelare e disarticolare un pericoloso sodalizio criminale, composto da sei persone e dedito alla commissione di una serie indeterminata di rapine con la tecnica del “filo inverso”, per un profitto complessivo di € 131.620,00, nonché di individuare altri due complici, gravemente indiziati di aver concorso in ulteriori due rapine.

Venivano individuati, inoltre, la base operativa del gruppo criminale e i rispettivi componenti, in grado anche di pianificare una serie di rapine da eseguire, con la tecnica dell’ariete o della spaccata, ai danni di istituti di credito in provincia di Napoli e Parma nonché in Belgio, con la collaborazione in quest’ultimo caso di un basista in Romania e l’acquisto da un laboratorio teatrale di quattro speciali maschere in silicone, del valore di circa cinquecento euro ciascuna, per il successivo sofisticato travisamento.

Tra i mezzi utilizzati dal sodalizio smantellato dagli Inquirenti, vi erano altresì telefoni cellulari dedicati, schede intestate a soggetti stranieri inesistenti, due pistole di colore nero tipo replica, un giubbotto antiproiettile ed undici tra motocicli e autovetture.

Infine, è stato possibile raccogliere gravi indizi di reato a carico di ulteriori due soggetti per la commissione di una rapina con la tecnica del “filo inverso”, avvenuta il 06.10.2022 ad Arzano (NA) ai danni del gestore di una tabaccheria per un profitto complessivo di € 20.000,00, e di tre tentativi di rapina commessi, con analoghe modalità, tra febbraio e marzo 2023 nel comune di Pozzuoli.

Sulla scorta delle evidenze investigative raccolte nonché delle denunce e delle sommarie informazioni acquisite dalle persone offese, si è accertato che – per assicurarsi il conseguimento dell’illecito profitto – gli indagati portavano illegalmente con sé armi, utilizzandole anche in pieno giorno per infrangere i finestrini delle autovetture delle vittime, ferme nel traffico e, in un’occasione, anche per esplodere dei colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio.

Durante l’esecuzione odierna sono stati individuati sei dei sette soggetti destinatari dell’ordinanza custodiale, mentre uno di essi risulta, allo stato, irreperibile. Sono tuttora in corso le ricerche finalizzate al suo rintraccio.