Comune di Palermo, assenteismo e truffa,scoperte dalla Finanza “oltre 550 false attestazioni di presenza”- Il Gip dispone 14 misure cautelari

Assenteismo al Comune di Palermo:  misure cautelari per gli assenteisti

 

Palermo

– Il Gip presso il Tribunale di Palermo ha disposto 14 misure cautelari personali (sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio fino a un massimo di 3 mesi e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), nei confronti di 5 dipendenti assenteisti del Comune di Palermo con mansioni di “messo notificatore” e di 9 addetti della società Reset, partecipata del Comune, impiegati come giardinieri.

L’esecuzione dell’Ordinanza è stata affidata alle Fiamme gialle .I reati per cui si procede sono truffa aggravata ai danni di un Ente Pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.

Le indagini, condotte dal nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo e coordinate dalla Procura, si sono sviluppate attraverso servizi di pedinamento e di appostamento, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio.

Gli accertamenti così svolti hanno consentito di rilevare che, in particolare i messi notificatori, dopo avere timbrato regolarmente l’inizio del turno di lavoro e l’uscita dagli uffici per “servizio esterno”, erano soliti recarsi a casa piuttosto che presso outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali, attestando, in più occasioni, di aver esperito tentativi di notifica di atti in realtà non eseguiti, con potenziale nocumento per gli ignari cittadini.

Tra i casi più eclatanti monitorati, dipendenti che, pur risultando formalmente in servizio, si dedicavano ad attività di pesca o di coltivazione di terreni. Il tempo distolto dalle incombenze lavorative poteva raggiungere, nell’arco della giornata, anche le 5 ore, secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle.

Per i dipendenti della società partecipata, in modo analogo, sono state rilevate condotte di falsa attestazione di presenza, mediante timbratura dei badge personali, in entrata o in uscita, da parte di colleghi compiacenti.

Tale sistema fraudolento, basato su uno scambio reciproco di “favori”, secondo gli investigatori avrebbe consentito agli indagati di giungere più tardi sul luogo di lavoro o di allontanarsi in anticipo. Nel complesso, sono oltre 550 gli episodi di falsa attestazione di presenza ricostruiti nel corso delle indagini.

Agrigento, ancora la tecnica della “Truffa del Finto Carabiniere” tre persone arrestate in Sicilia  –

 – Agrigento,
Ad Agrigento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Agrigento, con il supporto dei militari della locale Stazione Carabinieri, hanno arrestato in flagranza di reato tre persone provenienti dal Catanese, due maggiorenni e un minorenne, ritenute responsabili di tentata truffa ai danni di un’anziana.
L’attività è scaturita dalla segnalazione di un cittadino, vicino di casa della vittima, insospettito dalla telefonata ricevuta dalla donna, che ha prontamente allertato i Carabinieri. Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da soggetti che, qualificandosi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, avrebbero tentato di convincerla a consegnare loro diversi monili in oro sostenendo di doverli confrontare con quelli sottratti in una rapina messa a segno con un’auto intestata al padre della donna, vicenda risultata poi del tutto inesistente.
Ricevuta notizia del tentativo di truffa in corso, i militari hanno raggiunto l’abitazione della donna e predisposto un mirato servizio di osservazione, anche in abiti civili, riuscendo a intervenire nel momento in cui uno dei presunti autori si è presentato per ritirare i gioielli.
Il giovane è stato bloccato dai Carabinieri, nonostante il tentativo di sottrarsi al controllo. Contestualmente, gli altri militari hanno individuato e fermato anche i due complici, rimasti nelle vicinanze ad attenderlo a bordo di un’autovettura. Al termine delle formalità di rito, i tre arrestati sono stati posti a disposizione delle competenti Autorità Giudiziarie: il minorenne presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Malaspina” di Palermo e i due maggiorenni presso la Casa Circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento. Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, -informa il Comando -la posizione degli indagati non è definitivamente accertata e il successivo giudizio di merito servirà a verificare le eventuali loro effettive responsabilità.

Maxi truffa da 3,5 milioni di euro. Destinatario di un’Ordinanza di custodia cautelare per truffa aggravata viene incastrato da un’impronta digitale

 

 

 – Roma,
Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri della Stazione di Roma Salaria, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli Bagnoli, hanno rintracciato a Napoli e arrestato un 22enne, con precedenti, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 3 giugno 2026 dal Tribunale di Roma, in quanto gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso.
L’indagine dei Carabinieri della Stazione di Roma Salaria trae origine dai fatti avvenuti a Roma lo scorso 21 aprile quando la vittima, 66enne romana, era stata agganciata telefonicamente da finti agenti della Polizia di Stato.
I truffatori, camuffando il numero di telefono per far apparire la chiamata come proveniente dalla Questura di Roma, avevano paventato alla donna il coinvolgimento in un’indagine per rapina in gioielleria, che sarebbe stata commessa con l’autovettura del defunto padre.
Per rendere credibile il raggiro, i malviventi avevano inviato alla vittima, tramite l’applicazione WhatsApp, falsa documentazione giudiziaria che la indicava come indagata. Sotto la minaccia delle indagini in corso, le avevano intimato di non parlare con il coniuge e le avevano prospettato la necessità di far verificare i gioielli e i valori in suo possesso a un sedicente “perito del Tribunale”.
In preda al panico, la donna aveva consegnato ai complici, presentatisi presso la sua abitazione, una scatola di gioielli, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa prelevata da una cassetta di sicurezza contenente monili e preziosi, per un danno complessivo stimato in circa 3.500.000 euro.
La svolta investigativa è arrivata grazie ai rilievi scientifici: i Carabinieri hanno isolato un’impronta digitale lasciata dall’autore del reato sull’autovettura della vittima.
Gli accertamenti del R.I.S. (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Roma hanno permesso di identificare l’indagato, la cui responsabilità è stata poi confermata anche tramite un apposito riconoscimento fotografico.
I gravi indizi di colpevolezza raccolti dai Carabinieri della Stazione di Roma Salaria hanno consentito alla Procura di richiedere e di ottenere l’ordinanza di custodia cautelare per cui il 22enne è stato arrestato e tradotto presso il carcere di Napoli Poggioreale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le indagini dei Carabinieri proseguono per identificare i suoi complici.a.

Sventata una truffa ai danni di una persona anziana. -Palermo

Palermo – Arrestato un 33enne e recuperati gioielli del valore di circa 40 mila euro

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Palermo,

Nei giorni scorsi, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno arrestato un 33enne, che aveva appena truffato una coppia di anziani italiani fingendosi un perito mandato dai Carabinieri, recuperando completamente la refurtiva, costituita da gioielli e altri preziosi d’oro per un valore totale di circa 40 mila euro.

Nell’ambito delle quotidiane attività di servizio presso il porto di Palermo, i finanzieri del 1 NOM hanno controllato un soggetto italiano appena sbarcato da Napoli a bordo di un’autovettura a noleggio.

Insospettiti dall’incongruità delle dichiarazioni (“sono in vacanza”, senza però avere con sé alcun tipo di bagaglio o prenotazione alberghiera) e dall’atteggiamento sospetto, nervoso e poco collaborativo, i finanzieri hanno deciso di seguirlo per meglio comprendere il reale motivo del suo arrivo a Palermo.

Durante l’attività di pedinamento, il soggetto aveva momentaneamente fatto perdere le proprie tracce, per poi riapparire dopo circa mezz’ora con una borsa al seguito, fattore che aveva generato grande sospetto nei finanzieri, che hanno pertanto deciso di fermarlo immediatamente per un controllo: all’interno della borsa, infatti, sono stati rinvenuti gioielli, orologi, monili e altri oggetti d’oro per un valore complessivo di circa 40 mila euro, appena sottratti a una coppia di anziani italiani.

E’ stata poi la coppia stessa, raggiunta dai finanzieri per il riconoscimento del reo e della refurtiva, a chiarire le modalità della truffa.

In particolare, un soggetto, allo stato non ancora identificato, autodichiaratosi un “Tenente dei Carabinieri”, aveva chiamato il marito al telefono, informandolo che la sua carta d’identità era stata clonata e utilizzata per l’acquisto di una autovettura, impiegata poi per la commissione di diversi reati, e gli aveva intimato di raggiungere immediatamente una caserma dei Carabinieri ove poter “discolparsi”, aggiungendo di non chiudere mai la comunicazione telefonica in modo da poter ricevere, “in diretta”, il nulla osta all’accesso all’area riservata.

Successivamente, mentre il marito si stava recando presso la caserma, era stata la moglie a ricevere una nuova chiamata, nella quale l’interlocutore, sempre qualificandosi Carabiniere, le riferiva che era stata denunciata e, pertanto, le intimava di raccogliere tutti gli oggetti in oro presenti in casa e disporli su un asciugamano, per poi attendere l’arrivo di un perito per la valutazione.

Dopo circa 5 minuti si era presentato alla porta il 33enne poi arrestato dai finanzieri, che, autodichiarandosi perito dei Carabinieri, aveva afferrato repentinamente gli oggetti in oro e, divincolandosi con forza dalla presa della signora, si era dato alla fuga, senza sospettare di essere seguito dai finanzieri che lo hanno prontamente bloccato, arrestato e tradotto alla Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo.

L’azione della Guardia di Finanza, forza di polizia a fortissima vocazione sociale, si caratterizza infatti per la trasversalità degli interventi e per la loro incisività, a tutela di tutti i cittadini, specialmente delle fasce più deboli della popolazione.

Con riferimento alle ipotesi penalmente rilevanti, in ossequio al principio della presunzione di innocenza,. informa il Comando –  la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Truffa False Assicurazioni On-Line: denunciato alla Procura della Repubblica di Locri sedicente Broker

Mafia: tra cultura, tratti di personalità e caratteristiche del pensiero  mafioso

 

 Reggio Calabria – San Luca (RC),
Un’articolata e incisiva attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di San Luca ha consentito di fare luce su una sofisticata truffa online ai danni di un cittadino del comprensorio aspromontano, culminata con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri di un giovane, residente in provincia di Crotone. L’indagine trae origine da una denuncia-querela presentata dalla vittima nel marzo 2024.
L’uomo, alla ricerca di un’offerta vantaggiosa per il rinnovo della polizza assicurativa della propria autovettura, veniva agganciato da un sedicente intermediario assicurativo che, con modi convincenti e un’apparente professionalità, riusciva a instaurare un rapporto di fiducia.
Dietro quella facciata, però, si celava un raggiro ben congegnato: il falso broker induceva la vittima a effettuare due bonifici bancari, per un importo complessivo di quasi 1200 euro, salvo poi dileguarsi nel nulla immediatamente dopo aver incassato la somma. Determinante si è rivelata la meticolosa attività investigativa dei Carabinieri, sviluppata attraverso un accurato lavoro di analisi e incrocio dei dati telematici e dei flussi finanziari, che ha permesso di risalire all’identità del presunto responsabile e di deferirlo all’Autorità Giudiziaria di Locri.
L’operazione si inserisce nel costante e capillare impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle truffe online, fenomeno in continua espansione che colpisce sempre più spesso cittadini ignari, e nelle parallele attività di prevenzione e sensibilizzazione volte a rafforzare la consapevolezza e la sicurezza della collettività. Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

Truffa a Catania, prospettava a giovane donna “un impiego” e chiedeva soldi: ma era una burla, arrestato..

 

Catania,

Una ventenne catanese ha denunciato ai carabinieri di aver consegnato 392 euro a un uomo che le aveva promesso  un impiego, rivelatosi poi una burla. La truffa sarebbe iniziata con una telefonata da un numero sconosciuto: l’interlocutore, dopo averle promesso un lavoro «su misura», ha fissato un  appuntamento  con la vittima in piazza Michelangelo Buonarroti, con la richiesta di altro denaro – 100 euro – «per pagare un commercialista». La giovane, fiduciosa, accosente.

Come prevedibile successivamente , la vittima sarebbe stata contattata nuovamente e indotta a versare ulteriori somme.

. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire al truffatore, un catanese di 33 anni denunciato all’autorità giudiziaria.

Sventata truffa ai danni di anziani con la tecnica del finto nipote coinvolto in un incidente. Un arresto

 

Truffe agli anziani, il Viminale firma un'intesa con Abi e Poste italiane

 

 Roma – Colleferro,
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Colleferro, nel corso di un mirato servizio predisposto dal Comando Provinciale di Roma finalizzato a contrastare il fenomeno delle truffe ai danni di anziani, hanno arrestato in flagranza, un 45enne italiano, della provincia di Napoli, gravemente indiziato del reato di tentata truffa aggravata ai danni di una 88enne, residente a Colleferro.
La vittima, una donna di 88 anni, lo scorso mese di giugno era già stata vittima di una tentata truffa; in quella circostanza, un ignoto interlocutore, qualificandosi come avvocato, le aveva comunicato che il nipote era stato coinvolto in un incidente stradale e quindi per non incorrere nell’arresto o conseguenze molto più gravi, le era stato detto di versare tutto il denaro e i gioielli d’oro in suo possesso.
In quella occasione, l’immediato intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, attivati dalla vicina di casa dell’anziana, ha consentito di identificare e denunciare per tentata truffa, una 43enne di Napoli, nei cui confronti è stato poi emesso un provvedimento di allontanamento dal Comune di Colleferro per ben due anni.
Ieri mattina per l’ennesima volta, l’anziana è stata contattata nuovamente dallo stesso interlocutore che, fingendosi il nipote, le ha chiesto denaro e gioielli per l’asserito blocco del conto corrente della mamma presso l’Ufficio Postale.
Questa volta però l’anziana ha fiutato la truffa e assecondando le richieste dell’interlocutore, con l’altro telefono ha avvisato la figlia che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri al numero di emergenza 112. Nel giro di pochi minuti, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro hanno predisposto un mirato servizio all’interno dell’appartamento dell’anziana. Quando il 45enne è arrivato ed è entrato per ritirare la busta contenente il denaro e i gioielli, i militari sono intervenuti e lo hanno ammanettato. La perquisizione personale ha permesso di numerosi gioielli in oro, denaro contante e due telefoni cellulari che sono stati sequestrati.
Le successive indagini, avviate in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, hanno permesso di scoprire che il 45enne, nella stessa mattinata, aveva commesso anche un’altra truffa ai danni di un’anziana 84enne di Mentana, con le stesse modalità. La donna sarà invitata nei prossimi giorni per la restituzione della refurtiva.
Il Gip del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto per tentata truffa aggravata e ricettazione, al 45enne è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di allontanamento dall’abitazione dalle ore 20.00 alle ore 07.00 rinviando il processo a carico dell’indagato che, in considerazione dello stato del procedimento e dei termini a difesa richiesto dal suo legale, deve ritenersi innocente fino a sentenza definitiva.

Ancora una truffa del “Finto medico”: con la scusa di una visita di controllo, DUE CRIMINALI-FALSI OPERATORI SANITARI- raggirano un’anziana.

CONSIGLIO DEI CARABINIERI: PRIMA DI FARE ENTRARE ESTRANEI IN CASA, ACCERTARSI DELLA IDENTITA’ O RICHIEDERE IL TESSERINO DI RICONOSCIMENTO

 

mystery man sitting at table in a dark room - mafia foto e immagini stock

– Reggio Emilia,
Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia – che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi.
Proprio questo -informa il Comando oggi _ è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente.
L’anziana donna, contattava nell’immediato la figlia per raccontarle l’accaduto, che a sua volta dava l’allarme al 112 dei carabinieri che oltre a intervenire sul posto per le constatazioni di legge hanno scatenato una vera e propria caccia ai due malviventi, che al momento però non ha dato esito positivo.
Il danno economico è in corso di quantificazione. L’episodio tuona come un vero e proprio campanello d’allarme per gli stessi Carabinieri, che fermo restando le risultanze investigative su questo episodio rilanciano la campagna “Non aprite quella porta” rivolta agli anziani ricordano loro i consigli che possono, se seguiti, sicuramente aiutare a non “restare vittime” di questi malviventi: – non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa; – non mandare i bambini ad aprire la porta; – prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata; – in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino; – prima di far entrare estranei, accertarsi della sua identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento.
Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice; – tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità; – non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo.
Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato; – mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta; – se inavvertitamente si apre la porta ad uno sconosciuto non perdere la calma. Invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

Truffa ai danni di un’anziana,che consegna il sacchetto contenente oro e gioielli, individuato con le telecamere un 20enne autore del reato

 

Genova, truffa tre persone: denunciato dai carabinieri - Primocanale.it -  Le notizie aggiornate dalla Liguria

Archivi -Sud Libertà

 Caserta – Parete 
Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Parete, nel Casertano, con il supporto dei militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, hanno identificato e denunciato un 20enne del Napoletano ritenuto responsabile di una truffa commessa lo scorso marzo con il cosiddetto “metodo del finto carabiniere”, ai danni di un’anziana pensionata residente nel piccolo comune dell’agro aversano. Le indagini erano state avviate a seguito della denuncia presentata dalla vittima presso la locale Stazione dell’Arma.
La donna aveva raccontato che, nel pomeriggio del 17 marzo, era stata contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi il figlio, le aveva riferito che il marito si trovava in caserma e che, per “liberarlo”, avrebbe dovuto consegnare tutti i suoi monili d’oro a un militare che stava per recarsi a casa sua.
Poco dopo, un individuo si era effettivamente presentato presso l’abitazione della donna e aveva ritirato il sacchetto contenente i gioielli, per poi allontanarsi velocemente a bordo di una Smart. Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e alla ricognizione fotografica, i Carabinieri sono riusciti a identificare il presunto autore del raggiro, già noto alle forze dell’ordine, che è stato deferito in stato di libertà. Il 20enne dovrà rispondere del reato di truffa. Proseguono le indagini per individuare eventuali complici e recuperare la refurtiva.

Fenomeno della truffa del finto carabiniere e rapina all’anziana vittima Due arresti a Reggio Calabria

Archivi-Sud Libertà

 

Reggio Calabria – Polistena

La chiamata da un numero sconosciuto, la voce di un uomo, che si presenta come un Avvocato e dice all’anziana vittima designata di raccogliere tutti i soldi che ha in casa, perché la figlia è stata arrestata e bisogna pagare la cauzione. È la truffa con l’ormai consolidato metodo del finto carabiniere, 

Per fortuna della donna, i Carabinieri, quelli veri, erano già sulle tracce dei due truffatori, un uomo e una donna. A tradire i truffatori, i tentativi che avevano fatto lo stesso giorno. Non si erano, infatti, limitati a contattare l’anziana di Polistena, ma avevano effettuato analoghe telefonate ad altri suoi compaesani e anziani dell’intera piana. Fra questi, un’anziana di Cittanova che avendo partecipato ad uno dei corsi anti truffa organizzati dai Carabinieri della Stazione e intuendo la natura fraudolenta di quanto stava accadendo ha chiamato il 112 per segnalare i malviventi. Grazie alla sua tempestiva segnalazione, è stato possibile avviare immediatamente le indagini, alla ricerca di persone e veicoli sospetti.

Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza dell’abitazione delle vittime, i Carabinieri sono riusciti a individuare una donna e un uomo a bordo di un’autovettura di colore bianco, in fuga verso l’arteria autostradale. La segnalazione è stata diramata anche alla Polizia Stradale, che ha prontamente intercettato e fermato i due soggetti nei pressi di Lamezia Terme.

All’interno del veicolo sono stati rinvenuti e recuperati il denaro contante e i gioielli sottratti all’anziana, tra cui monili in oro custoditi all’interno dell’abitazione. Il materiale è stato posto sotto sequestro e sarà restituito alla legittima proprietaria. Sulla base degli elementi di prova raccolti, l’uomo e la donna, entrambi poco più che quarantenni, sono stati arrestati per il reato di rapina e truffa e condotti in carcere.

La prospettazione accusatoria, sposata dal Procuratore di Lamezia Terme, ha trovato, ad oggi, un preliminare accoglimento nella successiva convalida dell’arresto effettuata dal GIP di Lamezia Terme, che ha disposto la prosecuzione della misura cautelare in carcere. Il procedimento è attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari e l’effettiva responsabilità delle persone arrestate, attesa la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo.

Il fenomeno delle truffe agli anziani rappresenta una delle priorità operative delle Forze dell’Ordine, che da anni mettono in campo iniziative mirate a proteggere le fasce più deboli della popolazione. Con un approccio integrato che unisce prevenzione, sensibilizzazione e azione repressiva, i Carabinieri conducono campagne informative in centri anziani, parrocchie e attraverso i media, diffondendo consigli per evitare i raggiri. Allo stesso tempo, grazie a una rete capillare di Stazioni, l’Arma interviene prontamente per identificare e arrestare i responsabili. L’obiettivo è proteggere gli anziani, restituire loro sicurezza e prevenire ulteriori vittimizzazioni.