Truffa a Catania, prospettava a giovane donna “un impiego” e chiedeva soldi: ma era una burla, arrestato..

 

Catania,

Una ventenne catanese ha denunciato ai carabinieri di aver consegnato 392 euro a un uomo che le aveva promesso  un impiego, rivelatosi poi una burla. La truffa sarebbe iniziata con una telefonata da un numero sconosciuto: l’interlocutore, dopo averle promesso un lavoro «su misura», ha fissato un  appuntamento  con la vittima in piazza Michelangelo Buonarroti, con la richiesta di altro denaro – 100 euro – «per pagare un commercialista». La giovane, fiduciosa, accosente.

Come prevedibile successivamente , la vittima sarebbe stata contattata nuovamente e indotta a versare ulteriori somme.

. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire al truffatore, un catanese di 33 anni denunciato all’autorità giudiziaria.

Sventata truffa ai danni di anziani con la tecnica del finto nipote coinvolto in un incidente. Un arresto

 

Truffe agli anziani, il Viminale firma un'intesa con Abi e Poste italiane

 

 Roma – Colleferro,
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Colleferro, nel corso di un mirato servizio predisposto dal Comando Provinciale di Roma finalizzato a contrastare il fenomeno delle truffe ai danni di anziani, hanno arrestato in flagranza, un 45enne italiano, della provincia di Napoli, gravemente indiziato del reato di tentata truffa aggravata ai danni di una 88enne, residente a Colleferro.
La vittima, una donna di 88 anni, lo scorso mese di giugno era già stata vittima di una tentata truffa; in quella circostanza, un ignoto interlocutore, qualificandosi come avvocato, le aveva comunicato che il nipote era stato coinvolto in un incidente stradale e quindi per non incorrere nell’arresto o conseguenze molto più gravi, le era stato detto di versare tutto il denaro e i gioielli d’oro in suo possesso.
In quella occasione, l’immediato intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, attivati dalla vicina di casa dell’anziana, ha consentito di identificare e denunciare per tentata truffa, una 43enne di Napoli, nei cui confronti è stato poi emesso un provvedimento di allontanamento dal Comune di Colleferro per ben due anni.
Ieri mattina per l’ennesima volta, l’anziana è stata contattata nuovamente dallo stesso interlocutore che, fingendosi il nipote, le ha chiesto denaro e gioielli per l’asserito blocco del conto corrente della mamma presso l’Ufficio Postale.
Questa volta però l’anziana ha fiutato la truffa e assecondando le richieste dell’interlocutore, con l’altro telefono ha avvisato la figlia che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri al numero di emergenza 112. Nel giro di pochi minuti, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro hanno predisposto un mirato servizio all’interno dell’appartamento dell’anziana. Quando il 45enne è arrivato ed è entrato per ritirare la busta contenente il denaro e i gioielli, i militari sono intervenuti e lo hanno ammanettato. La perquisizione personale ha permesso di numerosi gioielli in oro, denaro contante e due telefoni cellulari che sono stati sequestrati.
Le successive indagini, avviate in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, hanno permesso di scoprire che il 45enne, nella stessa mattinata, aveva commesso anche un’altra truffa ai danni di un’anziana 84enne di Mentana, con le stesse modalità. La donna sarà invitata nei prossimi giorni per la restituzione della refurtiva.
Il Gip del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto per tentata truffa aggravata e ricettazione, al 45enne è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di allontanamento dall’abitazione dalle ore 20.00 alle ore 07.00 rinviando il processo a carico dell’indagato che, in considerazione dello stato del procedimento e dei termini a difesa richiesto dal suo legale, deve ritenersi innocente fino a sentenza definitiva.

Ancora una truffa del “Finto medico”: con la scusa di una visita di controllo, DUE CRIMINALI-FALSI OPERATORI SANITARI- raggirano un’anziana.

CONSIGLIO DEI CARABINIERI: PRIMA DI FARE ENTRARE ESTRANEI IN CASA, ACCERTARSI DELLA IDENTITA’ O RICHIEDERE IL TESSERINO DI RICONOSCIMENTO

 

mystery man sitting at table in a dark room - mafia foto e immagini stock

Reggio Emilia,
Nonostante i continui inviti a diffidare dagli estranei ad opera dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia – che al riguardo hanno anche più volte ricordato i consigli della campagna antitruffa “Non aprite quella porta” – non si fermano i truffatori che con pretestuose richieste o controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi.
Proprio questo -informa il Comando oggi _ è accaduto il 20 novembre scorso a Reggiolo, quando due uomini intorno alle 13:00 circa, suonavano al citofono di casa di un’anziana 81enne, e qualificandosi come operatori sanitari, riferivano all’anziana donna che le avrebbero dovuto effettuare una visita domiciliare. I due falsi operatori sanitari dunque, avuto accesso all’abitazione, con artifizi e raggiri, si impossessavano di due collanine in oro di grande valore affettivo, custodite su un mobile della cucina, e successivamente si dileguavano immediatamente.
L’anziana donna, contattava nell’immediato la figlia per raccontarle l’accaduto, che a sua volta dava l’allarme al 112 dei carabinieri che oltre a intervenire sul posto per le constatazioni di legge hanno scatenato una vera e propria caccia ai due malviventi, che al momento però non ha dato esito positivo.
Il danno economico è in corso di quantificazione. L’episodio tuona come un vero e proprio campanello d’allarme per gli stessi Carabinieri, che fermo restando le risultanze investigative su questo episodio rilanciano la campagna “Non aprite quella porta” rivolta agli anziani ricordano loro i consigli che possono, se seguiti, sicuramente aiutare a non “restare vittime” di questi malviventi: – non aprire agli sconosciuti e non farli entrare in casa. Diffidare degli estranei soprattutto se siete soli in casa; – non mandare i bambini ad aprire la porta; – prima di aprire la porta, controllare dallo spioncino e, se si ha di fronte uno sconosciuto aprire con la catenella attaccata; – in caso di consegna di lettere, pacchi o qualsiasi altra cosa, chiedere che vengano lasciati nella cassetta della posta o sullo zerbino; – prima di far entrare estranei, accertarsi della sua identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento.
Prima di farlo entrare comunque telefonate all’ufficio di zona dell’Ente per verificare la veridicità dei controlli da effettuare. Attenzione a non chiamare utenze telefoniche fornite dagli interessati perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice; – tenere a disposizione, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Enel, Telecom, Acea, etc.) così da averli a portata di mano in caso di necessità; – non dare soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo.
Utilizzando i bollettini postali avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato; – mostrare cautela nell’acquisto di merce venduta porta a porta; – se inavvertitamente si apre la porta ad uno sconosciuto non perdere la calma. Invitarlo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta.

Truffa ai danni di un’anziana,che consegna il sacchetto contenente oro e gioielli, individuato con le telecamere un 20enne autore del reato

 

Genova, truffa tre persone: denunciato dai carabinieri - Primocanale.it -  Le notizie aggiornate dalla Liguria

Archivi -Sud Libertà

 Caserta – Parete 
Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Parete, nel Casertano, con il supporto dei militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, hanno identificato e denunciato un 20enne del Napoletano ritenuto responsabile di una truffa commessa lo scorso marzo con il cosiddetto “metodo del finto carabiniere”, ai danni di un’anziana pensionata residente nel piccolo comune dell’agro aversano. Le indagini erano state avviate a seguito della denuncia presentata dalla vittima presso la locale Stazione dell’Arma.
La donna aveva raccontato che, nel pomeriggio del 17 marzo, era stata contattata telefonicamente da un uomo che, fingendosi il figlio, le aveva riferito che il marito si trovava in caserma e che, per “liberarlo”, avrebbe dovuto consegnare tutti i suoi monili d’oro a un militare che stava per recarsi a casa sua.
Poco dopo, un individuo si era effettivamente presentato presso l’abitazione della donna e aveva ritirato il sacchetto contenente i gioielli, per poi allontanarsi velocemente a bordo di una Smart. Grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e alla ricognizione fotografica, i Carabinieri sono riusciti a identificare il presunto autore del raggiro, già noto alle forze dell’ordine, che è stato deferito in stato di libertà. Il 20enne dovrà rispondere del reato di truffa. Proseguono le indagini per individuare eventuali complici e recuperare la refurtiva.

Fenomeno della truffa del finto carabiniere e rapina all’anziana vittima Due arresti a Reggio Calabria

Archivi-Sud Libertà

 

Reggio Calabria – Polistena

La chiamata da un numero sconosciuto, la voce di un uomo, che si presenta come un Avvocato e dice all’anziana vittima designata di raccogliere tutti i soldi che ha in casa, perché la figlia è stata arrestata e bisogna pagare la cauzione. È la truffa con l’ormai consolidato metodo del finto carabiniere, 

Per fortuna della donna, i Carabinieri, quelli veri, erano già sulle tracce dei due truffatori, un uomo e una donna. A tradire i truffatori, i tentativi che avevano fatto lo stesso giorno. Non si erano, infatti, limitati a contattare l’anziana di Polistena, ma avevano effettuato analoghe telefonate ad altri suoi compaesani e anziani dell’intera piana. Fra questi, un’anziana di Cittanova che avendo partecipato ad uno dei corsi anti truffa organizzati dai Carabinieri della Stazione e intuendo la natura fraudolenta di quanto stava accadendo ha chiamato il 112 per segnalare i malviventi. Grazie alla sua tempestiva segnalazione, è stato possibile avviare immediatamente le indagini, alla ricerca di persone e veicoli sospetti.

Attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza dell’abitazione delle vittime, i Carabinieri sono riusciti a individuare una donna e un uomo a bordo di un’autovettura di colore bianco, in fuga verso l’arteria autostradale. La segnalazione è stata diramata anche alla Polizia Stradale, che ha prontamente intercettato e fermato i due soggetti nei pressi di Lamezia Terme.

All’interno del veicolo sono stati rinvenuti e recuperati il denaro contante e i gioielli sottratti all’anziana, tra cui monili in oro custoditi all’interno dell’abitazione. Il materiale è stato posto sotto sequestro e sarà restituito alla legittima proprietaria. Sulla base degli elementi di prova raccolti, l’uomo e la donna, entrambi poco più che quarantenni, sono stati arrestati per il reato di rapina e truffa e condotti in carcere.

La prospettazione accusatoria, sposata dal Procuratore di Lamezia Terme, ha trovato, ad oggi, un preliminare accoglimento nella successiva convalida dell’arresto effettuata dal GIP di Lamezia Terme, che ha disposto la prosecuzione della misura cautelare in carcere. Il procedimento è attualmente pendente nella fase delle indagini preliminari e l’effettiva responsabilità delle persone arrestate, attesa la fondatezza delle ipotesi d’accusa mosse a loro carico, sarà vagliata nel corso del successivo processo.

Il fenomeno delle truffe agli anziani rappresenta una delle priorità operative delle Forze dell’Ordine, che da anni mettono in campo iniziative mirate a proteggere le fasce più deboli della popolazione. Con un approccio integrato che unisce prevenzione, sensibilizzazione e azione repressiva, i Carabinieri conducono campagne informative in centri anziani, parrocchie e attraverso i media, diffondendo consigli per evitare i raggiri. Allo stesso tempo, grazie a una rete capillare di Stazioni, l’Arma interviene prontamente per identificare e arrestare i responsabili. L’obiettivo è proteggere gli anziani, restituire loro sicurezza e prevenire ulteriori vittimizzazioni.

Finto maresciallo carabinieri per un finto incidente Arrestato un truffatore catanese

 

Un plauso ai Carabinieri dunque per aver spezzato un anello operativo di questo fenomeno criminale che a Catania è in crescendo.
Gli anziani dei condomini soprattutto-osserva Sud Libertà-  sono le principali vittime di questi criminali che certamente riescono ad avere informazioni da chi lavora nei condomini (gli operatori delle “pulizie” ad es.  prescelti non si sa come dagli amministratori condominiali

 

Vettore gratuito misterioso personaggio da gangster

 

 

 Palermo – Bagheria (PA),
I Carabinieri della Sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Bagheria hanno arrestato un 31enne catanese, già noto alle forze di polizia, accusato di truffa aggravata ai danni di un’anziana bagherese. L’uomo, come raccontato dalla vittima, fingendosi telefonicamente un Maresciallo dei Carabinieri, ha contattato la donna, asserendo che il figlio aveva causato un grave incidente stradale e pertanto era trattenuto in caserma
Il truffatore, con fare concitato e convincente, ha richiesto alla vittima la consegna di denaro contante o di oggetti preziosi come garanzia per la liberazione del figlio in attesa del processo. L’indagato, o un suo complice, si è recato dopo poco tempo presso l’abitazione dell’anziana, riuscendo a farsi consegnare beni per un valore stimato di circa 1500 euro.
I Carabinieri, impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, hanno notato la presenza sospetta di questo uomo mai visto prima in paese e hanno deciso di osservarne discretamente i movimenti. Quando lo hanno visto uscire dalla palazzina con in mano una busta che prima non aveva, lo hanno fermato e controllato, trovandolo in possesso di diversi preziosi tra cui due orologi.
L’arrestato concluse le formalità di rito, è stato condotto su disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso la casa circondariale di Termini Imerese in attesa della convalida.
Un plauso ai Carabinieri dunque per aver spezzato un anello operativo di questo fenomeno criminale che a Catania è in crescendo.
Gli anziani dei condomini soprattutto-osserva Sud Libertà-  sono le principali vittime di questi criminali che certamente riescono ad avere informazioni da chi lavora nei condomini (gli operatori delle “pulizie” ad es.  prescelti non si sa come dagli amministratori condominiali

Truffa aggravata e autoriciclaggio con documentazione falsa

 

mafia background

 

 

In esito ad una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania, il Nucleo Speciale Polizia Valutaria ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza nei confronti di un soggetto indagato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio per aver prodotto documentazione falsamente attestante viaggi aerei sul territorio nazionale al fine di ottenere il rimborso di quota parte del prezzo dei biglietti spettante ai residenti nella regione Sicilia.

ll soggetto, uno studente ventiseienne, avrebbe avanzato, attraverso la piattaforma on-line SICILIAPEI -Bando Caro Voli, richieste di rimborso di biglietti aerei per un ammontare complessivo pari a quasi € 180.000, riuscendo ad ottenerne più di € 86.000 prima che la stessa Regione, bloccasse le ulteriori elargizioni in attesa di verifiche più approfondite presentando, al contempo, una denunzia all’Autorità Giudiziaria.

Le indagini svolte hanno permesso dì acquisire, pur allo stato degli atti ed in relazione ad una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento della difesa e fermo restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva, elementi che dimostrerebbero come lo stesso abbia posto in essere una sequela dì artifici accurati idonei a trarre in errore la Pubblica Amministrazione, contando sul fatto che i mandati di pagamento sono collettivi e che le autorizzazioni ai rimborsi riguardano un novero di soggetti tale da non far emergere subito cifre singolarmente “fuori scala”.

L’odierno indagato avrebbe specificatamente prodotto, attraverso software di grafica e scrittura, carte di imbarco finemente contraffatte riproducenti non solo ogni dettaglio dei documenti originali ma anche il QR Code che ne identifica univocamente le caratteristiche.

A fronte di ciò, i finanzieri hanno dovuto vagliare ogni singola istanza al fine di verificare l’attendibilità dei singoli documenti presentati per evidenziarne tutte le discrasie con gli originali, accertando come per il solo mese di ottobre 2024, lo studente avrebbe richiesto ed ottenuto il rimborso di nr. 892 pratiche per voli eseguiti in quel mese, ricevendo contributi per € 66.900,00, in relazione ad istanze relative a Viaggi aerei nazionali eseguiti, almeno cartolarmente, nello stesso giorno e su più tratte contemporaneamente o comunque in un lasso temporale incompatibile con la presenza del medesimo soggetto su due diversi aeromobili.

Jnoltre, le carte di imbarco si sono rivelate inesatte per diversi particolari relativi alla veste grafica e all’impaginazione.

Alla fine dell’attività di verifica, solo tre carte di imbarco e relativi rimborsi, si sono dimostrati legittimamente richiesti.

Le indagini hanno altresì permesso di ricostruire le movimentazioni finanziarie attraverso cui l’indagato avrebbe incassato il denaro e successivamente come lo avrebbe reinvestito in titoli di Stato e in fondi assicurativi poi smobilizzati allo scopo di incamerare ulteriori profitti.

ln considerazione delle complesse modalità di reimpiego del denaro, ravvisata rurgenza. la Procura Distrettuale della Repubblica ha. quindì, emesso un decreto di sequestro del saldo dei conti correnti e del conto titoli riconducibile all’indagato fino alla concorrenza dell’illecito profitto, quantificato in € 86.340,96.

Messina, frode all’Unione Europea nel settore dei fondi strutturali per 560.000 euro –

 

Disposto sequestro di beni per oltre 800.000 euro

 

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Messina,

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno concluso un’articolata attività d’indagine nei confronti di una società operante nel Comune di Reitano (ME), beneficiaria di ingenti fondi strutturali illegittimi, ammontanti a circa 560 mila euro.

Le Fiamme Gialle della Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinate dalla Procura Europea (European Public Prosecutor’s Office) di Palermo hanno denunciato cinque imprenditori per il reato di truffa ai danni della Regione Siciliana. Di qui il provvedimento di sequestro preventivo di beni – ai fini della confisca – per un valore di oltre 800 mila euro, parte relativa al profitto del reato e parte relativa ai profitti derivanti dalle imposte evase a seguito dell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Gli stanziamenti, finanziati dall’Unione Europea nell’ambito dei Fondi Strutturali relativi alla Programmazione 2014/2020 del Fondo Europeo Sviluppo Regionale – Piano Operativo Sicilia, erano finalizzati ai lavori di ammodernamento ed ampliamento delle attività produttive per sostenerne la crescita, aumentandone la qualità, sostenibilità e competitività.

Il contributo, infatti, prevedeva la realizzazione di un programma d’investimento consistente nell’acquisto di macchinari per la lavorazione e la trasformazione dei prodotti in ceramica presso un opificio sito in località Santo Stefano di Camastra (ME).

Le indagini, eseguite mediante i riscontri documentali e contabili, nonché l’analisi dei rapporti economici e finanziari intercorsi tra i principali attori intervenuti nella filiera di approvvigionamento e realizzazione del programma d’investimento, hanno portato gli investigatori a disvelare un articolato disegno criminoso ideato e realizzato dai legali rappresentanti delle cinque aziende coinvolte nella frode, attraverso un intricato scambio di fatture fra i vari soggetti economici intervenuti.

In considerazione degli elementi raccolti, salvo diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, su richiesta dei Procuratori Europei delegati per la Sicilia e Calabria, il GIP del Tribunale di Modena ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo per le ingenti somme indebitamente percepite che ha riguardato liquidità e beni immobili rinvenuti nella disponibilità degli indagati.

L’Autorità Giudiziaria e la Guardia di Finanza continueranno a mantenere altissima la soglia di attenzione, evitando che significative risorse pubbliche diventino facile preda di operatori spregiudicati, in danno dei tanti imprenditori onesti.

Ancora la truffa del finto carabiniere a Ragusa: arresto dopo il raggiro ad una signora di 81 anni

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

 

Ragusa – Chiaramonte Gulfi (RG),
Nella mattinata di ieri, 15 aprile, i Carabinieri della Stazione di Chiaramonte Gulfi hanno arrestato, in flagranza di reato, N. F., catanese di 38 anni, per concorso in truffa aggravata ai danni di una 81enne del posto.
La vittima, contattata al telefono fisso della sua abitazione da due persone presentatesi come “Marescialli dei Carabinieri”, veniva indotta a pagare una somma di denaro, o a consegnare i suoi monili in oro, per la risoluzione di un problema giudiziario occorso al figlio, rimasto asseritamente coinvolto in un grave incidente stradale.
L’anziana donna, essendosi insospettita, allertava i Carabinieri, mediante chiamata al N.U.E. – 112, consentendo ai militari di organizzare immediatamente un servizio di appiattamento presso la sua abitazione ove, poco dopo, giungeva il truffatore, nel ruolo di “delegato dai Carabinieri”, facendosi consegnare una busta contenente due orologi e diversi monili in oro, per un valore complessivo di circa 16.000 euro.
Gli operanti riuscivano prontamente a bloccare l’uomo e ad accompagnarlo presso gli uffici del Comando Compagnia di Vittoria per gli accertamenti del caso e per le procedure di identificazione. Gli effetti personali sottratti venivano recuperati e riconsegnati alla legittima proprietaria, mentre il fermato, veniva deferito in stato di arresto poiché colto nella flagranza del reato di concorso in truffa aggravata, per poi essere condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa in attesa delle determinazioni della competente Autorità Giudiziaria. Tutt’ora in corso le indagini di p.g. volte all’individuazione dei complici dell’arrestato, rimasti ancora ignoti.

Palermo-Corleone, truffa aggravata ed estorsione ai danni di anziani

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

Palermo,

I Carabinieri delle Compagnie di Lercara Friddi e di Corleone unitamente ai colleghi della Stazione di Prizzi, hanno arrestato due catanesi di 36 e 47 anni già noti alle forze dell’ordine, accusati di truffa aggravata ed estorsione in concorso ai danni di anziani.
I due indagati, spacciandosi per Carabinieri, avrebbero convinto una anziana donna di Corleone a consegnare loro tutto il denaro contante posseduto per ottenere la liberazione di un congiunto asseritamente in stato di arresto per aver causato un grave incidente stradale. La vittima, realizzato cosa era accaduto, ha subito avvisato i veri Carabinieri, fornendo una puntuale e lucida descrizione dei due rei e della autovettura utilizzata
L’allarme diramato a tutte le pattuglie impegnate nel controllo del territorio ha fatto sì che a Prizzi, una pattuglia di Carabinieri della Stazione, già allarmata da alcuni cittadini che avevano segnalato la presenza in paese di uomini sconosciuti con accento catanese, ha rintracciato la macchina sospetta, con alla guida un uomo, in sosta a pochi metri di distanza dalla abitazione di un’altra potenziale anziana vittima.
Dopo pochi istanti di osservazione, i Carabinieri hanno notato un secondo uomo raggiungere a piedi la macchina con in mano un involucro e hanno deciso di procedere con un controllo. I due uomini apparsi nervosi, non hanno saputo giustificare la loro presenza a Prizzi e sono stati trovati in possesso di monili in oro e pietre preziose per un valore di circa 20.000 euro, provento di una terza truffa che le indagini hanno dimostrato essere stata commessa pochi istanti prima ai danni di un’anziana prizzese.
La refurtiva è stata seduta stante riconsegnata alla proprietaria. Anche in questo episodio, i finti Carabinieri avevano contattato telefonicamente la vittima, chiedendo la consegna di soldi e preziosi a titolo di cauzione, per la liberazione del figlio che, era stato asseritamente arrestato per aver causato un grave incidente stradale che aveva coinvolto una donna in stato di gravidanza. Per il 36enne ed il 47enne etnei, si sono aperte le porte della casa circondariale di Termini Imerese e il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale termitano ha convalidato l’arresto applicando ai due indagati, la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.