Caso del bimbo di due anni con il cuore “trapiantato lesionato” I NAS sequestrano documentazione e box del trasporto

 

Ospedale Monaldi di Napoli - FOTOGRAMMA

 

Napoli,

Brutta storia :si apprende sul caso del bimbo di due anni e mezzo attaccato alla macchina salvavita all’Ospedale Monaldi di Napoli che il legale della famiglia avv Francesco Petruzzi, abbia richiesto un secondo parere all’Ospedale Bambino Gesù di Roma a causa del trapianto di cuore fallito perché l’organo arrivato da Bolzano era inutilizzabile. I vertici della struttura a riguardo hanno dichiarato la propria disponibilità

Intanto i valori clinici del fegato del bimbo sono in peggioramento e non si sa se sopravviverà

NAS :Sequestrato box utilizzato per il trasporto dell’organo da Bolzano

I Nas hanno effettuato – si apprende – il sequestro del box con il quale i medici hanno trasportato il cuore, poi lesionato, da trapiantare al piccolo della provincia di Napoli. Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, i carabinieri del Nas hanno acquisito corposa documentazione sanitaria presso l’ospedale Monaldi di Napoli e l’ospedale San Maurizio di Bolzano, ma soprattutto hanno posto sotto sequestro il contenitore, forse malfunzionante, utilizzato lo scorso 23 dicembre per il trasporto dell’organo.

Sono indagati sei sanitari tra medici e paramedici che hanno partecipato alle operazioni necessarie per il trapianto. A due giorni dallo scorso Natale, il cuore ormai bruciato è stato impiantato su un paziente di appena due anni e 3 mesi di età che resta tuttora ricoverato in gradi condizioni all’ospedale Monaldi.

Il Ministro Schillaci ha disposto ispezioni al Monaldi e a Bolzano

Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha disposto l’invio dei suoi ispettori all’ospedale Monaldi di Napoli e all’ospedale San Maurizio di Bolzano per fare chiarezza e acquisire documenti del caso..

Salute, in gara i lavori – 747,7 milioni di euro – per la nuova Anatomia patologica del Cervello di Palermo

 

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Palermo,

È stata pubblicata da Invitalia la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione del padiglione dell’ospedale Cervello di Palermo che ospiterà la nuova Anatomia patologica. L’intervento rientra nel pacchetto di investimenti da 747,7 milioni di euro avviato con la firma, nel dicembre 2024, dell’Accordo di programma tra Stato e Regione e destinato a rafforzare l’assistenza sanitaria nella Città metropolitana di Palermo. Il valore di quest’opera ammonta a oltre due milioni di euro rientranti nel budget assegnato per la creazione del nuovo Polo oncoematologico.

«Con la pubblicazione del bando di gara – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – entriamo nella fase operativa che porterà all’affidamento dei lavori e all’avvio dei cantieri, secondo il cronoprogramma previsto. Un reparto di Anatomia patologica moderno significa diagnosi più accurate e in tempi più brevi, terapie più efficaci e migliori esiti nelle cure dei pazienti. Un obiettivo fondamentale per il mio governo con un impatto diretto sulla qualità di vita dei cittadini del capoluogo siciliano ma, in generale, di tutta la Regione».

Il percorso che ha portato alla pubblicazione della gara, passando per l’approvazione della variante urbanistica, l’acquisizione dei pareri degli enti competenti e la validazione del progetto esecutivo, si è svolto sotto il coordinamento del commissario ad acta, Massimiliano Maisano. I termini per la presentazione delle offerte scadranno l’11 marzo. Una volta aggiudicata la gara, è previsto che i tempi per l’ultimazione dei lavori siano inferiori ai due anni.

«L’Anatomia patologica dell’ospedale Cervello ha storia e tradizione importanti nell’ambito della sanità siciliana – commenta l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni –. Il progetto che stiamo realizzando oggi prevede una struttura moderna, autonoma e allineata agli standard più avanzati, a supporto dei percorsi diagnostici e terapeutici e a beneficio diretto dei cittadini».

Ccpm di Taormina, Regione Sicilia approva modifica alla Rete ospedaliera -La Cardiochirurgia pediatrica sarà aggregata alla Cardiochirurgia del Policlinico di Catania

 

Daniela Faraoni, assessore della Salute

 

La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina sarà aggregata alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario Rodolico-San Marco di Catania. Il governo Schifani ha aderito alle indicazioni suggerite dai ministeri della Salute e dell’Economia, affiancanti per il mantenimento della struttura per la prima volta inserita ufficialmente nella Rete ospedaliera della Regione.

Su proposta dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni, la giunta regionale questa mattina ha approvato una modifica, a stralcio del documento di revisione della Rete ospedaliera, da sottoporre alla sesta commissione dell’Ars per il parere preventivo e obbligatorio. 

«L’interesse del governo regionale è il mantenimento di entrambe le strutture di cardiochirurgia pediatrica operanti in Sicilia, Palermo e Taormina. Un impegno che abbiamo assunto con le famiglie dei piccoli pazienti e con il territorio – afferma l’assessore Faraoni –. Abbiamo l’obbligo di seguire le indicazioni ministeriali per consentire al Centro cardiologico pediatrico di Taormina di continuare a essere operativo». 

A fine dicembre 2025, i ministeri della Salute e dell’Economia, tra le altre richieste di chiarimenti e integrazioni, hanno invitato la Regione a rivalutare l’unità operativa complessa di Cardiochirurgia per adulti a cui far afferire il Centro pediatrico di Taormina, indicando il Policlinico Rodolico-San Marco di Catania come più idoneo rispetto all’azienda ospedaliera Papardo di Messina.

Il Policlinico di Catania, infatti, è più vicino a Taormina, è in possesso di una maggiore casistica, sia in termini assoluti (926 ricoveri a Catania contro 336 al Papardo di Messina) sia nell’utilizzo delle procedure Ecmo (79 a Catania contro 11 a Messina), e, inoltre, nella propria organizzazione ha altre unità operative ad indirizzo pediatrico che possono assicurare competenze più specifiche per la cura delle patologie. 

A seguito di queste indicazioni dovrà essere modificato il documento di programmazione della Rete ospedaliera, che potrebbe consentire anche l’affrancamento della struttura di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dalla prosecuzione del rapporto convenzionale che attualmente esiste con il soggetto esterno. 

Acquisito il parere della sesta commissione dell’Ars, le integrazioni richieste dovranno essere trasmesse ai ministeri entro il prossimo 27 febbraio.

Salute,un nuovo rapporto in Sicilia tra Sanità pubblica e Sanità privata. Il Presidente della Regione Sicilia, On. Schifani: «Con nuovo decreto su attività intramuraria più equità, trasparenza e meno liste d’attesa»

 

 

ospedale garibaldi

 

 

Palermo,

Il governo regionale interviene per rimettere ordine nell’attività libero-professionale intramuraria dei medici siciliani e rendere il sistema più equo, trasparente e vicino ai bisogni dei cittadini. A sottolinearlo è il presidente della Regione, Renato Schifani, commentando il decreto che ridefinisce i volumi delle prestazioni e il rapporto tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture.
«L’obiettivo – evidenzia Schifani – è rafforzare le prestazioni in regime istituzionale, ridurre le distorsioni che si sono accumulate negli anni e garantire un accesso più giusto alle cure. Stiamo facendo ogni sforzo per ridurre le liste d’attesa e per individuare le soluzioni affinché in futuro non si ripresentino condizioni che appesantiscano il sistema e penalizzano i cittadini in attesa di prestazioni sanitarie».
Il provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una materia ferma da oltre dieci anni e introduce criteri più rigorosi per l’organizzazione dell’attività intramuraria per le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale.
Il volume delle prestazioni libero-professionali dovrà essere aderente al fabbisogno reale e coerente con l’attività svolta in regime pubblico: in pratica, le direzioni strategiche delle aziende sanitarie dovranno fissare per ogni struttura e per ogni dirigente medico i volumi minimi di attività istituzionale, che diventano anche il limite massimo per l’attività in “Alpi”. L’attività libero-professionale non potrà quindi superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà essere sempre svolta fuori dall’orario di lavoro.
«È un’operazione complessa – osserva Faraoni – ma necessaria per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e garantire più facilità di accesso alle cure nel rispetto del principio di equità».
Il decreto prevede, inoltre, sistemi distinti di prenotazione e incasso, tracciabilità delle prestazioni e controlli trimestrali, sia da parte delle aziende sia dell’assessorato regionale. Le autorizzazioni già rilasciate saranno verificate entro 30 giorni per valutarne la compatibilità con l’organizzazione delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.
«L’obiettivo del governo regionale – aggiunge l’assessore – è quello di tutelare i cittadini, assicurando tempi di attesa più regolari, e allo stesso tempo mettere i professionisti nelle condizioni di esprimere al meglio la propria attività all’interno di regole chiare e monitorate».
Infine, sul fronte delle prenotazioni, le direzioni generali dovranno eliminare quelle che sono state successivamente fruite in regime libero-professionale per evitare che i tempi di attesa siano “disallineati” da prestazioni non più necessarie.

Valutazioni sulla pressione arteriosa e pillola da assumere al mattino o alla sera

 

 

Farmaci per la pressione la mattina o la sera ? Secondo un recente studio cinese, pubblicato sulla rivista Jama Network Open, la somministrazione serale migliorerebbe il controllo della pressione nelle 24 ore, fattore cruciale per la prevenzione di  infarti e ictus.  Ne riportiamo alcuni tratti essenziali.

I ricercatori hanno preso in esame 720 pazienti ipertesi  metà dei quali hanno assunto una combinazione di farmaci antipertensivi, nello specifico olmesartan e amlodipina, alla sera e metà al mattino. Ebbene, i risultati hanno mostrato differenze significative nei valori pressori notturni, con riduzioni maggiori per chi assumeva i farmaci nelle ore serali. In questi pazienti anche i valori di pressione del mattino e diurni sono risultati più controllati.

«Gran parte delle persone- affermano gli studiosi – pensa che sia meglio prendere i farmaci per la pressione al mattino perché di giorno si è più esposti a variazioni, complice la vita di relazione e lavorativa —. Tuttavia, oggi sappiamo che la protezione dai rialzi pressori è fondamentale alla mattina presto, tra le quattro di notte e il risveglio, il momento della giornata in cui è maggiore il rischio di eventi cardio-cerebrovascolari. Se prendo il farmaco alla mattina alle 8, alle 4 di notte il suo effetto sarà sfumato, mentre l’assunzione serale potrebbe dare una migliore copertura. In generale però l’orario più consono per la terapia, così come i farmaci più adatti, vanno ritagliati sulla singola persona. Per esempio, già da tempo negli ipertesi gravi tendiamo a somministrare gli antipertensivi al mattino e alla sera».

     Nel 90 per cento dei casi l’ipertensione è definita essenziale perché non ha una causa specifica identificabile, ma è legata a un insieme di fattori combinati tra loro, tra cui la genetica, l’invecchiamento e lo stile di vita.

La meno comune ipertensione secondaria, invece, è provocata da condizioni sottostanti definite, come malattie renali, disturbi ormonali o l’assunzione di alcuni farmaci, e purtroppo spesso non viene studiata.

«Prima di proporre una terapia, – osservano gli specialisti – il paziente  va valutato per escludere che abbia un’ipertensione secondaria e poi verifichiamo se l’ipertensione ha o meno già causato danni, controllando lo stato degli organi più colpiti come i reni, il cuore, gli occhi e le arterie carotidi che portano il sangue al cervello —. All’inizio proponiamo il monitoraggio della pressione sulle 24 ore, grazie al quale possiamo vedere come varia durante il giorno e la notte, in modo da stabilire l’orario più consono per somministrare la terapia in quella singola persona.

Di norma di notte i valori pressori dovrebbero scendere fisiologicamente del 10-20 per cento, rispetto ai livelli diurni. Tuttavia, in alcuni individui, detti non-dipper, questa riduzione non avviene o addirittura si inverte, esponendo a un rischio maggiore di infarti e ictus. Tipicamente in questi soggetti è preferibile somministrare la terapia nelle ore serali. In tutti i casi bisogna, infine, tenere presente che se si complicano troppo la posologia e gli schemi terapeutici il paziente, soprattutto quello anziano che assume molte terapie, tende ad avere una minore aderenza alla cura e magari a rinunciare di sua iniziativa a qualche pillola che ritiene meno utile».

Presto a Palermo l’appalto per la costruzione del nuovo ospedale veterinario didattico dell’Università

 

Conferenza stampa ospedale veterinario Palermo

 

Palermo,

Presto  il bando di gara per l’appalto integrato relativo alla progettazione esecutiva e alla costruzione dell’ospedale veterinario didattico dell’Università di Palermo, finanziato dalla Regione Siciliana con 5 milioni di euro a valere sui fondi Fesr 2021-2027. Il progetto della nuova struttura e il corso di laurea appena avviato sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina a Palazzo d’Orléans e alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, e il rettore dell’Università degli studi di Palermo, Massimo Midiri.

«Abbiamo lavorato a lungo insieme all’assessore Turano e al rettore Midiri – ha detto il presidente Schifani – per dotare Palermo di un corso di laurea in Veterinaria che affiancherà il polo d’eccellenza già esistente a Messina. Si tratta di un’iniziativa importante per ridurre i disagi dei nostri giovani e per sostenere il settore della zootecnia, fondamentale per la nostra regione. La realizzazione del nuovo ospedale rappresenta una tappa in più in questo percorso che stiamo portando avanti grazie alla forte e concreta sinergia istituzionale tra tutti gli attori coinvolti. Procediamo con il potenziamento dell’edilizia ospedaliera: un obiettivo importante che stiamo perseguendo fin dal nostro insediamento».

Il corso in Medicina veterinaria dell’Università di Palermo è stato attivato a partire dall’anno accademico in corso ed è incardinato all’interno del dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali (Saaf). Al semestre filtro si sono iscritti 176 studenti a fronte di 50 posti disponibili. All’interno del nuovo ospedale didattico, gli universitari potranno svolgere i tirocini e usufruire di aule per le lezioni e di spazi di aggregazione. Il luogo nel quale sorgerà è stato già individuato: si tratta di un edificio di 2.500 metri quadri, di proprietà dell’ateneo, in via Marini, non distante dal campus universitario di viale delle Scienze.

«Il nuovo ospedale veterinario – ha dichiarato il rettore Midiri – rappresenta un investimento strategico per la formazione dei nostri studenti e per l’intero territorio. Sarà un luogo in cui didattica, ricerca e servizi alla comunità si integreranno in modo virtuoso, offrendo prestazioni veterinarie di alto livello e, al tempo stesso, opportunità formative di eccellenza. È un tassello di una visione più ampia, condivisa tra l’Università e la Regione Siciliana, che comprende anche il nuovo corso di laurea, e che guarda allo sviluppo del territorio in una prospettiva coerente con l’approccio One Health, fondato sull’interconnessione tra salute animale, salute umana e ambiente».

Il nuovo ospedale veterinario non solo sarà a supporto della didattica, ma sarà anche aperto al pubblico 24 ore su 24, incluso il pronto soccorso, con tariffe accessibili.

«La cura degli animali  – ha affermato l’assessore Turano – testimonia la civiltà di un popolo. Dopo 50 anni abbiamo dato una risposta importante ai nostri studenti e il numero positivo di iscritti registrato quest’anno ci ha dato ragione. Ovviamente per l’attivazione del corso era necessario prevedere un piano di investimenti in infrastrutture e la Regione lo ha fatto, finanziando l’ospedale in modo da dotare l’ateneo di Palermo di una struttura ad uso didattico e aperta al pubblico. Si tratta di un investimento altamente qualificante per la nostra offerta formativa e unico nel Sud Italia, di cui siamo molto orgogliosi».

La durata prevista dei lavori per il nuovo ospedale veterinario di Palermo è di circa due anni e mezzo, con conclusione nel 2028.

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Attivati da Catania due voli d’urgenza salvavita per due neonate con gravi patologie ed in imminente pericolo di vita Il disco verde delle Prefetture e della Presidenza del Consiglio dei ministri

 

 

 

Catania,

A buon fine  i trasporti sanitari d’urgenza di due neonate, il primo sulla tratta Catania-Genova ed il secondo su quella Cagliari-Roma, entrambi effettuati con un G650 dell’Aeronautica Militare. La prima piccola paziente, affetta da una grave patologia ed in imminente pericolo di vita, necessitava di essere trasferita d’urgenza dall’ospedale «Garibaldi» di Catania al «Gaslini» di Genova, mentre la seconda, sempre affetta da una grave patologia, dall’ospedale «Duilio Casula» di Monserrato in provincia di Cagliari al «Bambino Gesù» di Roma.

Le due neonate, in entrambi i voli, hanno viaggiato costantemente monitorate e assistite da equipe mediche ed in compagnia dei genitori. I due voli salva-vita sono stati attivati, su richiesta rispettivamente della prefettura di Catania e di quella di Cagliari, dalla Sala situazioni di vertice dell’Aeronautica Militare, dipendente dal comando Squadra Aerea di Milano, che ha  immediatamente interessato il 31° Stormo, uno dei reparti che svolge il servizio di prontezza operativa per questa tipologia di missioni.

 

Si apprende che la presidenza del Consiglio dei Ministri abbia autorizzato i due voli della speranza perchè gestisce e coordina le attività della flotta dei velivoli di Stato.

Il G650 si è alzato in volo dall’aeroporto di Roma, atterrando nel primo pomeriggio di ieri a Genova per imbarcare l’equipe medica e raggiungere Catania. Qui la piccola paziente è stata sistemata per il trasporto d’urgenza nuovamente all’aeroporto  i Genova, dove l’attendeva un’ambulanza. A seguire lo stesso velivolo ha poi raggiunto Cagliari, dove la seconda paziente è stata imbarcata per raggiungere la destinazione finale di Roma in tarda serata e qui con ambulanza è stata poi trasportata all’ospedale «Bambino Gesù».

Rete ospedaliera siciliana, il Presidente On Schifani incontra domani a Roma il ministro della Salute Orazio Schillaci

 

Il presidente della Regione, Renato Schifani

 

 

l presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, – informa un comunicato regionale- incontrerà domani a Roma, in visita istituzionale, il ministro della Salute Orazio Schillaci. L’incontro è un’occasione per proseguire il confronto operativo sulla riorganizzazione della Rete ospedaliera siciliana, documento apprezzato in giunta venerdì scorso, che prevede tra i vari interventi il mantenimento del Centro di cardiochirurgia pediatrica nella struttura di Taormina. 

Insieme al presidente Schifani saranno presenti l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, e il dirigente generale del dipartimento per la Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino.

Sanità, ambulanza guasta a Stromboli: il Presidente della Regione Sicilia ,Schifani dispone ispezione dopo il caso Viviano

 

 

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A seguito del grave episodio verificatosi nei giorni scorsi sull’isola di Stromboli e del successivo ricovero del giornalista Francesco Viviano presso l’ospedale Papardo di Messina, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha chiesto all’assessore alla Salute Daniela Faraoni, di avviare un’ispezione presso la struttura ospedaliera.

L’assessore ha quindi incaricato il dirigente generale del Dasoe, Giacomo Scalzo, di attivare immediatamente le verifiche del caso. La commissione ispettiva si è insediata questa mattina al Papardo per accertare le ragioni della lunga attesa – circa quattro ore – prima del trasferimento del paziente al Policlinico, dove è stato successivamente operato con esito positivo.

La commissione è composta dallo stesso Scalzo, dal dirigente del Dasoe Antonio Lo Presti, dal direttore sanitario dell’Asp di Caltanissetta Luciano Fiorella e dal direttore sanitario dell’Asp di Palermo Antonio Levita.

Il caso ha suscitato vasta eco mediatica dopo il racconto dello stesso Viviano, che sui social ha denunciato quanto accaduto: caduto a Stromboli e rimasto con una frattura al femore, è stato trasportato su una motoape all’elisuperficie dell’isola, a causa dell’assenza dell’unica ambulanza, fuori uso da mesi. Dopo l’arrivo in elisoccorso al Papardo, il giornalista ha lamentato una lunga attesa prima di essere preso in carico e trasferito.

Il presidente Schifani ha contattato telefonicamente già ieri pomeriggio Viviano per esprimere la propria solidarietà, scusarsi per quanto accaduto e assicurare che si farà piena luce sulla vicenda.

«Faremo tutto il necessario – dichiara il presidente – per accertare responsabilità e prevenire simili episodi, soprattutto nelle isole minori, dove la presenza turistica estiva impone servizi sanitari tempestivi ed efficienti».

«Siamo profondamente dispiaciuti – aggiunge l’assessore Faraoni – per quanto accaduto. Conosciamo le difficoltà logistiche dell’isola di Stromboli, dove un normale mezzo di soccorso non può transitare. A settembre è prevista la consegna di un veicolo speciale già acquistato dall’Asp di Messina per garantire trasporti in sicurezza. Quanto invece accaduto al Papardo è gravissimo: chiediamo scusa e abbiamo avviato tutte le verifiche necessarie. È inaccettabile che comportamenti di questo tipo possano oscurare gli sforzi che, in tutta la Regione, il governo Schifani sta compiendo per migliorare la sanità pubblica e superare vecchie criticità».

Lite scintillante in sala operatoria, il prof Sica si scusa con l’assistente per il diverbio là dove si combatte tra la vita e la morte

Affitto sala operatoria attrezzata per day Ssurgery

 

Il protagonista, prof Sica : “In sala operatoria si combatte per la vita. E io voglio vincere, sempre. Viviamo in un mondo che spesso sembra capovolto. Un mondo dove si giudica con superficialità ciò che non si conosce. Eppure, ci sono luoghi, come la sala operatoria, in cui non si può permettere né leggerezza né approssimazione”…

“Mi trovo a intervenire pubblicamente perché sento il dovere di raccontare cosa accade davvero quando si entra in sala operatoria per affrontare un caso clinico complesso, come quello su cui stavo operando di recente. Un intervento lungo, delicato, che richiedeva altissima concentrazione e prontezza di riflessi”, ricostruisce.

“Come chirurgo capoequipe, operavo attraverso una consolle robotica, strumento all’avanguardia che consente precisione millimetrica. Al tavolo operatorio, come avviene in tutte le strutture moderne, erano presenti colleghi assistenti, professionisti, donne o uomini non fa differenza, il cui compito è agire in piena sinergia con chi guida l’intervento.

La sala operatoria è un teatro: un atto unico, irripetibile. È il fronte dove si combatte davvero tra la vita e la morte. In quei momenti, ogni secondo conta. La responsabilità è mia, totalmente mia – sottolinea – Anche se qualcuno inciampa, anche se qualcosa non funziona, anche se si avvicina il pericolo.

E se percepisco un rischio concreto per il paziente, è mio dovere reagire. Sì, anche con fermezza. Sì, anche con durezza. Il nostro ordinamento giuridico chiama questo comportamento ‘stato di necessità’ ed è un’esimente assoluta. In quei momenti, si fa ciò che serve per salvare una vita. Punto”.

“Tuttavia, riconosco che i toni usati nei confronti di una collega assistente durante quell’intervento, protrattosi per oltre cinque ore, sono stati eccessivi e dettati da uno stato di forte tensione e stress emotivo. Per questo, desidero esprimere pubblicamente le mie scuse sincere e personali alla collega coinvolta. Non era mia intenzione mancare di rispetto, ma reagire a una situazione che in quel momento ho percepito come potenzialmente critica per il buon esito dell’intervento. Tengo inoltre a precisare che mi sono già scusato personalmente con la collega e con lei ho avuto un chiarimento franco e sereno.

Il rispetto umano e professionale tra colleghi è per me un valore imprescindibile. Se fossi io su quel tavolo, vorrei che il chirurgo che mi opera facesse tutto il possibile per tenermi in vita. Anche urlando, se necessario. Non vorrei qualcuno che tace per paura della gogna mediatica o del politicamente corretto. Il mio mestiere non è spettacolo. È scienza, tecnica, istinto, sangue freddo. E, soprattutto, è responsabilità. Ed è proprio per senso di responsabilità che oggi prendo la parola”, conclude.