ASP DI PALERMO: SOLDI ARRIVANO A FIUMI MA IL MATERIALE “COME I PANNOLONI PER INVALIDI E TRAVERSE SALVAMATERASSO SONO DI SCARSA QUALITA”

 

La denuncia di Ancisi (Lpr): «Pochi pannoloni per gli anziani e di scarsa  qualità»

Palermo

I Finanziamenti arrivano in tempi di pandemia, soldi a medici “come straordinario” per le vaccinazioni, in aggiunta agli stipendi, e soldi a fiumi per l’acquisto di apparecchiature e materiale vario. Arriva una segnalazione/denuncia.  Pannoloni per gli invalidi e le cosiddette traverse salvamaterasso sono  di scarsa qualità e poco assorbenti, all’Asp di Palermo.

È questo, quantomeno, quello che risulta da una serie di proteste pervenute da pazienti e associazioni a tutela di questi al M5S all’Ars, che ha immediatamente depositato un’ interrogazione  per fare luce sulla vicenda e chiedere interventi immediati all’assessore alla Sanità.

“Ci arrivano  – affermano coralmente i deputati Salvatore Siragusa, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello e Antonio De Luca, componenti 5 stelle della commissione Sanità di palazzo dei Normanni –numerose lamentele sui presìdi forniti ai disabili, sia per la scarsa qualità del materiale adoperato, sia per la scarsa capacità di assorbenza dei liquidi da parte di questi.  È doveroso che si vada a fondo per fare luce sulla vicenda.

Per questo chiediamo che il presidente della Regione, in qualità anche di assessore alla sanità ad interim, si accerti della situazione e prenda immediati provvedimenti per eliminare, o quantomeno limitare, i disagi lamentati dai disabili e dalle loro famiglie”.

           Foto Archivio

Covid, personale infermieristico stremato, ancora contagi (8085) e vittime

 

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In Sicilia il contagio registra oggi 603 nuovi positivi. I nuovi casi sono rilevati su 20.207 tamponi processati, con una incidenza del 3,0%, in aumento rispetto a ieri, quando la percentuale di attestava al 2,3%.

La Regione Sicilia è settima per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 19 e portano il totale a 5.633. Il numero degli attuali positivi è di 19.165 con un decremento di 870 casi. I guariti oggi sono 1.454. Negli ospedali i ricoverati sono 1.007, 37 in meno rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 124, uno in meno rispetto a ieri. 

Il contagio nelle singole province:

Palermo: 67.632 (179) Catania: 56.235 (183) Messina: 25.420 (65) Siracusa: 15.692 (51) Trapani: 13.346 (31) Ragusa: 11.952 (6) Caltanissetta: 11.221 (17) Agrigento: 11.062 (67) Enna: 5.960 (4).

 

Sono 8.085 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore Ieri erano stati 7.852. Sono 201 le vittime in un giorno, in calo rispetto alle 262 di ieri.

Sono 287.026 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati sempre nelle ultime 24 ore. Ieri i test erano stati 306.744. Il tasso di positività è del 2,8%, stabile rispetto al 2,5% di ieri. Sono 1.893 I pazienti ricoverati in terapia intensiva, 99 in meno rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 81 (ieri 91).

Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 13.608 persone, 672 meno di ieri.

CALABRIA

Sono 327 i nuovi contagi da coronavirus in Calabria 

Registrati inoltre altri 4 morti. Nella regione ad oggi sono stati sottoposti a test 753.305 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 817.225 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 63.962 (+327 rispetto a ieri), quelle negative 689.343. 28 le persone in terapia intensiva (stabili rispetto a ieri), 828 guariti/dimessi.

BASILICATA –

Sono 91 i nuovi contagi di coronavirus in Basilicata . Si registrano altri 2 morti. Da ieri sono stati processati 1.214 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 213. Aggiornando i dati complessivi, i lucani attualmente positivi sono 5.162 (-124), di cui 5.031 in isolamento domiciliare. Sono 19.016 le persone residenti in Basilicata guarite dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 540 i decessi.

I ricoverati nelle strutture ospedaliere lucane sono 131 (-1): al San Carlo di Potenza 35 nel reparto di malattie infettive, 31 in pneumologia, 6 in medicina d’urgenza, 7 in medicina interna Covid, 5 in terapia intensiva; all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera 29 nel reparto di malattie infettive, 12 in pneumologia, 1 in medicina interna Covid e 5 in terapia intensiva. Invariato il numero dei posti letto occupati in terapia intensiva, sono 10. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 339.555 tamponi molecolari, di cui 311.643 sono risultati negativi, e sono state testate 195.665 persone.

Da oggi, con la Basilicata in area gialla, diventano sei i Comuni a cui invece si applicano le misure più restrittive dell’area rossa. Con ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Vito Bardi, queste disposizioni sono state stabilite per Acerenza, in provincia di Potenza, dopo il monitoraggio sull’incidenza settimanale dei contagi. Il provvedimento vale fino al 16 maggio. Sino alla stessa data sono in area rossa pure Ripacandida, Balvano e Rionero in Vulture, in provincia di Potenza; Garaguso e Rotondella, in provincia di Matera.

CAMPANIA –

Sono 1.100 i nuovi contagi da Coronavirus in Campania  Nella tabella si fa riferimento ad altri 24 morti, di cui 5 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati 18.701 i tamponi molecolari con una percentuale di positività pari al 5,93%. Da inizio pandemia le vittime sono state 6.773 nella Regione. I guariti sono stati 2.054 nelle ultime 24 ore. In Campania sono 105 i pazienti Covid in terapia intensiva, 1.285 quelli nei reparti di degenza.

Revoca brevetti Vaccini: oggi il summit di Oporto tra i leader europei sulla linea Biden

Tutte le relazioni di Joe Biden in Italia. Le foto - Formiche.net

Oggi il problema della revoca dei vaccini sollevato da Biden sarà all’attenzione dei leader europei. Vi saranno naturalmente eccezioni, la Merkel che seguirà la discussione da remoto.

La posizione di Draghi sulla possibile ‘liberalizzazione’ dei vaccini è chiara e in linea con quella di Biden: “I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”, ha detto il premier.

Di eguale sintonia la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen che si è detta “pronta a discutere di qualsiasi proposta che affronti la crisi in modo efficace e pragmatico”. Ed è per questo che siamo pronti a discutere di come la proposta statunitense di esenzione della protezione della proprietà intellettuale per i vaccini Covid possa aiutare a raggiungere questo obiettivo”

Ursula Von Der Leyen ha sollecitato  i Paesi produttori affinché nel breve periodo consentano le esportazioni ed evitino l’adozione di misure che interrompono l’approvvigionamento di dosi.

Anche il presidente francese Emmanuel Macron si è associato agli altri leader che si sono espressi in favore della cancellazione dei brevetti per i vaccini contro il covid. I vaccini sono un bene comune globale, quello che rende difficile l’accesso ai vaccini è il trasferimento di tecnologia e la capacità di produzione, ha dichiarato inaugurando un nuovo hub vaccinale nel centro di Parigi.

Tra i perplessi/contrari anche la Svizzera. Qui  la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) ritiene “significativo” l’annuncio arrivato dagli Stati Uniti. Per la Seco, tuttavia, questa sospensione temporanea non garantirà un accesso “equo, economico e rapido” ai vaccini e ad altre tecnologie contro la pandemia. Per la Confederazione non esiste infatti una soluzione semplice, poiché ci sono numerosi elementi da considerare. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin, intervistato dalla Srf, ha difeso le protezioni sui brevetti.

Secondo il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (Defr), ciò è “necessario” per l’innovazione. La Svizzera – che sulla questione ha ricevuto critiche a livello nazionale e internazionale – si è tuttavia detta “pronta” a continuare le discussioni avviate all’interno del Wto.

Naturalmente le grandi aziende farmaceutiche, a partire dalla statunitense Pfizer non condividono la linea Biden ed associati sulla revoca, e ricorda di aver prodotto e commercializzato,  grazie all’azienda tedesca BioNTech che l’aveva sviluppato, il primo vaccino anticovid approvato in Occidente.

Aci Sant’Antonio, contagi Covid 19 in salita. Il Sindaco Caruso si appella al buon senso dei cittadini ed adotta provvedimenti

business people greeting during covid-19 pandemic, elbow bump - coronavirus foto e immagini stock

Foto Archivio Sud Libertà

 Caruso: “Stiamo adottando provvedimenti per scongiurare la zona rossa, ma faccio appello al buon senso dei cittadini”

Sono 121 oggi i soggetti positivi al Covid-19 residenti sul territorio di Aci Sant’Antonio, e alla luce della costante crescita degli ultimi sette giorni e del numero di abitanti, che sono di qualche centinaio superiori ai 18.000, sono sorte diverse voci che nelle ultime ore si sono rincorse circa l’istituzione della zona rossa.

I parametri stabiliti per le decisioni da adottare in questi casi, che dovrebbero sorgere a fronte dello sforamento di un tetto di 2,5 soggetti positivi ogni 1.000 abitanti da registrare nell’arco di una settimana, hanno portato il Commissario ad Acta Giuseppe Liberti ad inviare una comunicazione al Sindaco, Santo Caruso, facendo presente che alla giornata di ieri si era raggiunto il numero limite di 49 casi per il territorio, ma alla luce della lieve flessione registrata oggi, e di una serie di considerazioni legate proprio al territorio e alla distribuzione degli abitanti e degli attuali casi, il primo cittadino ha deciso di non richiedere l’istituzione della zona rossa, predisponendo però, al contempo, una serie di provvedimenti atti ad arginare la crescita di quest’ultimo periodo.
Ho deciso di non avanzare la richiesta della zona rossa per diversi motivi – ha dichiarato Caruso – Al di là del calo che abbiamo registrato già oggi, che chiaramente va considerato un dato da contestualizzare, ho potuto appurare da una verifica accurata che la maggior parte dei soggetti positivi si trovano all’interno di specifici nuclei familiari,
e che non c’è una omogeneità di casi sul territorio, che è molto vasto.
“Il fatto che non venga richiesto di adottare i provvedimenti restrittivi da zona rossa, però, non significa che prendiamo sottogamba la questione: già da giorni avevamo posto i numeri sotto la lente d’ingrandimento, e questo ci ha portato a valutare, adesso, la possibilità di attuare una serie di provvedimenti alternativi. Al fine di evitare la zona rossa, ora, cercheremo di limitare gli assembramenti nelle zone di maggior concentrazione, quelle più votate agli incontri e
alle soste: chiuderemo il mercato settimanale e la villa comunale.
“Inoltre sono state date disposizioni al Comando dei Vigili Urbani per intensificare i controlli, ed ho provveduto a contattare anche la Stazione locale dei Carabinieri per far presente la situazione.
“La cosa più importante, però, al di là dei dettami e dei modi per provare ad arginare la crescita è il buon senso dei cittadini: i santantonesi si sono già mostrati molto responsabili, permettendo di contenere la diffusione del virus, e faccio adesso un appello affinché in questa fase mostrino la massima collaborazione, dimostrando la stessa
maturità che nei mesi scorsi è stata determinante. Noi, da par nostro,monitoreremo costantemente l’andamento dei contagi, nella speranza che i numeri rientrino”.

Esplode la protesta degli infermieri. Il NurSind Sicilia: nessun aumento del personale, si arriva a un infermiere per 20 pazienti.

Medici ospedalieri: 'La situazione è gravissima' - Sanità - ANSA.it

NurSind: in Sicilia si  rischia un boom di contenziosi, rivedere i parametri.
Esplode la protesta degli infermieri siciliani. Secondo il sindacato NurSind le nuove dotazioni organiche in corso di approvazione da parte delle aziende non stanno garantendo aumenti reali di personale. Ci sono sale operatorie attivate con un solo infermiere, in Sicilia il rapporto infermiere-paziente a volte arriva a uno su venti quando il rapporto ottimale dovrebbe essere di uno su sei, e si verifica lo sforamento sistematico di reperibilità e straordinari per carenza di personale.
Per questo motivo il sindacato ha chiesto un incontro urgente a governo e commissione Salute all’Ars evidenziando tutte le criticità del settore. Secondo alcune stime del Nursind, con gli attuali parametri in Sicilia mancherebbero circa 2 mila infermieri in servizio e 2 mila tra Oss e personale di supporto. 
Il NurSind ha segnalato ad esempio che nelle dotazioni organiche talvolta non vengono calcolati i parametri per i reparti covid. Inoltre “il personale con gli incarichi di funzione, cioè i coordinatori, viene calcolato all’interno delle dotazioni organiche di assistenza quando andrebbe calcolato a parte”. 
E ancora, “non viene considerato, nel calcolo del fabbisogno, l’attività ambulatoriale dove sono impiegati molti infermieri, cosa che viene fatta regolarmente per il personale della dirigenza medica con un dirigente medico ogni 5 mila prestazioni. È inaccettabile che in molte unità operative l’attività ambulatoriale utilizzi risorse umane che sono calcolate sul numero dei posti letto, rendendo quindi deficitaria l’assistenza dove più necessita”.
Secondo il NurSind di fatto sta avvenendo un progressivo svuotamento delle risorse assistenziali nelle Degenze e nelle Terapie intensive. Il NurSind solleva anche il caso degli infermieri pediatrici che in molti casi non sono previsti nelle dotazioni organiche. 
Altro aspetto grave è “la determinazione ridicola del personale di supporto Oss e personale sanitario. Percentuali così esigue aggravano il demansionamento infermieristico causando contenziosi che vedono soccombere le aziende”.

Salgono ancora i contagi e i decessi diventano una costante: oggi altri 476

A Napoli reparto ospedaliero chiude per la festa del primario. Scattano  provvedimenti - Secolo d'Italia

Sono 13.447 i contagi da coronavirus in Italia oggi, 13 aprile, secondo i dati  della Protezione Civile. Da ieri, nella tabella sul sito del ministero della Salute, inseriti altri 476 morti, che portano il totale a 115.088 dall’inizio dell’epidemia di covid-19. Eseguiti 304.990 tamponi, l’indice positività scende al 4,4%.

In Sicilia sono stati  1.384 i nuovi casi di covid in Sicilia registrati nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati 1.110. I morti sono stati invece 10 (ieri 20) e così il totale delle vittime siciliane del virus sale a 5.068.

tamponi processati in Sicilia sono stati 27.618 e la il tasso di positività sale al 5%. Sale anche la pressione sulle strutture ospedaliere: i ricoverati sono 1.390 (ieri 1.365), dei quali in rianimazione 176 (ieri 174) e 1.214 in area medica (ieri 1.191).

A Palermo si aggiungono Catania e Agrigento come province con la crescita dei casi più marcata. Vediamo la situazione.

Palermo: 58.485 casi complessivi dall’inizio della pandemia
Catania: 48.292 (321)
Messina: 22.827 (113)
Siracusa: 13.190 (43)
Trapani: 12.015 (52)
Ragusa: 10.245 (54)
Caltanissetta: 9.349 (81)
Agrigento: 9.155 (141)
Enna: 5.423 (65).

Nelle Regioni del SUD:

BASILICATA – In Basilicata sono 184 i casi di coronavirus registrati oggi 13 aprile (179 sono residenti), su un totale di 1.460 tamponi molecolari, e sono 3 i decessi. Lo rende noto la task force regionale con il bollettino quotidiano. Le persone decedute sono cittadini di Potenza (2) e Genzano di Lucania. I lucani guariti o negativizzati sono 80. Aggiornando i dati complessivi, i lucani attualmente positivi salgono a 5.003 (+96), di cui 4.822 in isolamento domiciliare.

CALABRIA – Sono 577 i nuovi contagi da Coronavirus in Calabria secondo il bollettino di oggi, 13 aprile. Nella tabella si fa riferimento ad altri 4 morti. Cresce l’occupazione delle terapie intensive nella Regione, dove si registrano 3 ingressi in più. I guariti sono stati 236 nelle ultime 24 ore. In Calabria sono sta, secondo i dati del bollettino della regione. Nelle ultime 24 ore sono stati registratiti fatti in tutto 708.566 tamponi da inizio pandemia.

CAMPANIA – Sono 1.627 i nuovi contagi da Coronavirus in Campania secondo il bollettino di oggi, 13 aprile. Nella tabella si fa riferimento ad altri 7 morti, 5 dei quali nelle ultime 48 ore e gli altri nei giorni precedenti, ma registrati solo oggi. I guariti sono stati 1.848 nelle ultime 24 ore. I tamponi molecolari sono stati 14.571, mentre quelli antigenici sono stati 6.882.

Il totale dei decessi in Campania da inizio pandemia è 5.824. Nella Regione sono 133 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 3 in meno rispetto a ieri, e 1.592 quelli ricoverati in reparti di degenza, 2 in meno rispetto al dato diffuso ieri.

Messina, misure di sostegno per l’emergenza sanitaria

Nota.comunicato del Vicesindaco Carlotta Previti

Nel contesto di una emergenza socio sanitaria senza precedenti come quella che stiamo vivendo da un anno – dichiara il Vicesindaco Carlotta Previti – si deve agire ed essere quanto più possibile fattivi per tutelare la salute, per sostenere chi è in difficoltà e per favorire la ripresa economica. Occorre pragmatismo ed un agire costante e diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione di governo amministrativo. La gestione dell’emergenza sanitaria ed economica nella città di Messina è stata affrontata con serietà da questa Amministrazione attraverso una visione strategica e programmatica, prova ne è che la prima delibera n. 169, con atto di indirizzo contenente tutte le misure messe in campo per l’emergenza Covid-19 risale al 31 marzo 2020, ad ulteriore dimostrazione che per pianificare ed erogare gli aiuti è necessario essere capaci di programmare e indirizzare l’attività amministrativa. Sul punto possiamo rivendicare di avere adottato misure efficaci e tempestive varando una imponente manovra straordinaria di aiuti economici diretti sia alle famiglie che alle imprese, e si ribadisce ancora una volta, nessun Comune ha messo in campo.

A tal fine – prosegue la Previti – gli Avvisi pubblicati in merito sono ben visibili nella Sezione Avvisi del sito istituzionale del Comune di Messina, corredati dai relativi impegni di spesa. Se ci fossimo limitati, a spendere le risorse del governo nazionale (due OPCM per un importo di 3 milioni e quattrocento mila €) a stento avremmo pubblicato forse due avvisi.
Questa Amministrazione da un anno (aprile 2020 il primo bando) è riuscita a rendere la Family Card, con enormi sacrifici da parte di tutta la macchina amministrativa che non si è mai arrestata, per varare un piano di aiuti emergenziali così importante e per così lungo tempo a sostegno delle famiglie e imprese. Ad oggi, abbiamo erogato soltanto per la Familycard oltre 16 milioni di euro raggiungendo 37mila beneficiari e per questo – conclude il Vicesindaco – ringrazio gli uffici comunali e la Messina Social City che con spirito di abnegazione hanno consentito di rispettare la scadenza evadendo celermente le relative procedure”.

Zona arancione per sei regioni, in calo i contagi

 

Dopo l'emergenza Covid, l'ospedale di Molfetta operativo con tutti i reparti

 

Con una nuova Ordinanza del Ministro Speranza l’Italia cambia colore e da rossa diventa quasi tutta zona arancione, con sole 4 regioni in zona rossa vincolate da regole e divieti più restrittivi per contenere la diffusione del coronavirus. Questa la nuova ‘mappa’ dei colori delle regioni dal 12 aprile. Nella fascia di rischio più alta rimangono Campania, Puglia e Valle d’Aosta. Spicca nella mappa la  Sardegna che diventa oggi rossa mentre solo un mese fa era in zona bianca.

‘Promosse’ invece in zona arancione Lombardia, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana.

Il cambio di colore delle regioni,in vigore dal 12 aprile, arriva dopo i dati del consueto monitoraggio settimanale dell’Iss e del ministero della Salute sull’andamento della pandemia di coronavirus in Italia. Nell’ultimo bollettino sono 18.938 nuovi contagi e altri 718 morti. L’indice positività è al 5,2%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.603 (-60 da ieri), 192 i nuovi ingressi.

Afferma il ministro Speranza:”Ci sono le condizioni perché, in un incrocio fra effetti delle misure messe in campo e accelerazione della campagna di vaccinazione, si possano creare le condizioni per un percorso che chiaramente sarà graduale” di riaperture “e dovrà essere fatto con grande attenzione e cautela, compiendo scelte che ci possono mettere nelle condizioni di una ripartenza in sicurezza”
L’attuale criticità è costituita da oltre 3600 postiletto occupati in terapia intensiva.

L’indice di contagio Rt medio nazionale è pari a 0.92, in calo rispetto a 0.98 della scorsa settimana, come evidenzia il report dell’Iss. Ma “otto Regioni e province autonome hanno un Rt puntuale maggiore di uno: Basilicata, Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta. Tra queste, due Regioni (Sardegna e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3”. “Si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con quattro Regioni, Liguria, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta, che hanno un livello di rischio alto” si sottolinea nel documento.

Continua la diminuzione dell’incidenza di Covid in Italia, pari a 185 nuovi casi ogni 100mila abitanti rispetto ai 232,7 della settimana precedente

Si apprende anche che per i ricoveri e terapie intensive, “rimane alto il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica, 15 Regioni contro le 14 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (41%)”.

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EMODINAMICA, INFERMIERI E TECNICI: «NUOVE COMPETENZE E STRUMENTI PER MIGLIORARE L’ ASSISTENZA»

 

Sabato 10 aprile via al percorso di formazione nazionale

 

In Sicilia presenti 23 Cath Lab che erogano servizi di natura diagnostica (coronarografia) e terapeutica (angioplastica coronarica e cardiologia strutturale), con circa 30mila prestazioni annuali e 200 infermieri al lavoro

Dalla gestione del paziente sul lettino operatorio pre, intra e post-procedura, al controllo di tutti i devices presenti in sala operatoria, passando per il supporto nella fase chirurgica: la professionalità e le competenze tecnico-infermieristiche devono affrontare quotidianamente nuove sfide dettate dalle tecnologie e dalle innovazioni procedurali. Soprattutto nell’ambito della cardiologia interventistica, dove i ruoli dell’infermiere e del tecnico di emodinamica sono assolutamente centrali: basti pensare che solo in Sicilia sono presenti 23 Cath Lab (laboratori di emodinamica), che erogano servizi di natura diagnostica come la coronarografia, o di natura terapeutica, come l’angioplastica coronarica e la cardiologia strutturale (valvole cardiache, chiusura auricola, chiusura di difetti interatriali), con circa 30mila prestazioni annuali e 200 infermieri al lavoro.

Da qui l’importanza dei webinar che partiranno sabato 10 aprile alle ore 10.00 – e proseguiranno con altre tre date – patrocinati da Sici-Gise (Società italiana di cardiologia interventistica) con l’accreditamento del ministero della Salute, rivolti a una platea nazionale di addetti ai lavori coinvolti nel monitoraggio dei pazienti in emodinamica.

«In questi corsi sulle competenze tecnico-infermieristiche – sottolinea Giovanni Coppola (Umberto I di Siracusa), delegato Area Nursing & Technicians Gise e responsabile scientifico dell’evento che vedrà una faculty prevalentemente siciliana – cercheremo di dare il punto di vista introduttivo e scientifico della nostra Società di Cardiologia Interventistica Sici-Gise, con un documento che contiene spunti di riflessione e strumenti di lavoro per la formazione nei nostri Cath Lab. Tra le varie competenze è richiesta la conoscenza dell’elettrocardiografia, del monitoraggio emodinamico del paziente e delle metodiche di imaging. Verranno sviluppati inoltre scenari clinici tipici che si presentano ogni giorno durante l’attività: episodi di bradiaritmie, tachiaritmie, instabilità emodinamica, emergenze–urgenze, che tutto il personale infermieristico deve affrontare con consapevolezza, conoscenza e preparazione».

Basti pensare che ogni procedura coronarografica richiede generalmente la presenza di un medico emodinamista, un tecnico radiologo e due infermieri di emodinamica, che si occupano di controllare i parametri vitali del paziente, di somministrare i farmaci, preparare correttamente gli strumenti e assistere il medico nell’esecuzione delle procedure, fino al monitoraggio e verifica della corretta emostasi arteriosa, arginando tempestivamente l’insorgenza di complicanze vascolari quali emorragie, ematomi o aritmie.

Al momento non esiste un iter formativo didattico specifico per diventare infermiere di emodinamica: la formazione avviene sul campo, in affiancamento a una risorsa esperta per almeno 6 mesi. Corsi di perfezionamento sugli strumenti e le tecniche utilizzate diventano dunque fondamentali per professionalizzare ulteriormente il personale. Quattro appuntamenti (10 aprile “Elettrocardiografia di base e monitoraggio del paziente in Cath Lab, 8 maggio “Le infezioni correlate all’assistenza in Cath Lab: nuove evidenze e sterilità. La sala ibrida, 29 maggio “Le metodiche di imaging coronarico: IVUS” e 12 giugno “Trattamento delle stenosi coronariche calcifiche: nuove metodiche e tecniche consolidate per il personale tecnico infermieristico) supportati da Archigen e Boston Scientific, per declinare le conoscenze derivanti dalle reali attività assistenziali e chirurgiche, con lo scopo di definire standard qualitativi e quantitativi, fornendo un supporto pratico ad un percorso che mira a innalzare i livelli di assistenza.

LE FOLLIE DEL POTERE ITALIA: IL VACCINO ASTRAZENECA ANCHE SE PROCURA RARAMENTE TROMBOSI NON SARA’ RITIRATO

Covid, l'appello dei medici. Emergenza posti letto nei reparti, sature 19  regioni - Sanità - ANSA.it

 

DI  RAFFAELE  LANZA

Avete saputo,l”Italia raccomanda il vaccino AstraZeneca agli over 60. Una decisione del ministro Speranza trascritta ina Circolare che cambia il piano vaccinale. L’annuncio è arrivato dopo le valutazioni di Ema che ha ritenuto possibile un legame fra il vaccino covid AstraZeneca e casi molto rari di trombosi. “La posizione decisa dal ministro” Speranza “dopo un confronto è quella di raccomandare un uso preferenziale agli over 60 ed oltre. 

Quel che sconcerta sull’affare AstraZeneca o come diavolo altro nome si chiama ora, è che si vuol somministrare egualmente alla popolazione anche è stato riconosciuto “un possibile legame tra il vaccino e la trombosi”.

La decisione è arrivata dopo le valutazioni dell’Agenzia Ema che, pur riconoscendo un possibile legame tra i casi eccezionali di trombosi e il vaccino anglo-svedese, non aveva ritenuto di sconsigliare le somministrazioni per genere o fasce d’età,poiché i benefici complessivi del vaccino nella prevenzione di Covid-19 superano i rischi degli effetti collaterali”, demandando ai singoli Stati la decisione sull’uso del vaccino.

La valutazione fatta dal comitato di farmacovigilanza dell’Ema è che il nesso di causalità, per quanto non dimostrato definitivamente, è stato dichiarato plausibile“… “Il meccanismo che sottende allo sviluppo di questi fenomeni oggi non è definitivamente chiarito. Alcuni affermano che sarebbero reazioni del sistema immunitario.

Questi fenomeni- affermano gli “esperti” sono molto rari, gli eventi osservati sono stati superiori all’aspettato fino all’età di 60 anni ma inferiori all’atteso nei soggetti sopra i 60 anni di età. La maggior parte di questi eventi trombotici si è avuta nei primi 14 giorni dopo la somministrazione di vaccino e si è osservata  dopo la prima somministrazione. Il numero delle seconde dosi somministrato è troppo limitato per arrivare a conclusioni definitive”

Questo significa in soldoni che ci saranno probabilmente altre vittime per l’effetto collaterale trombosi del vaccino ma non sarà ritirato perchè “persone autorevoli-che rivestono cariche rilevanti, sotto l’aspetto politico, sociale ed economico- lo sconsigliano”.    Quale follia attraversa il potere italiano.L’agenzia Ema dietro la quale vi sono contratti multimilionari ha narcotizzato  i potenti con la parola “benefici”.      E le altre vittime’ che inevitabilmente provocherà questo vaccino chi li ripagherà?

Un risarcimento?  Dopo che si è persa la vita?  Per farne cosa? Darlo agli eredi dopo una “via crucis” trascorsa nelle aule dei tribunali?  Non scherziamo..

Le Autorità, i potenti hanno creato già uno scudo penale. I lettori non trascurino infatti  che al momento della somministrazione del vaccino dovranno apporre una firma con la quale si assumono la responsabilità di eventuali conseguenze connesse alla somministrazione del siero.

Caro Ministro, devi superare ogni timidezza, ogni remora per i contratti firmati con questa Azienda.   La coscienza e la vita di un uomo valgono molto di più di un contratto milionario o di dietrofront che attesterebbe incapacità dei governanti e del suo premier.  Già il premier: ha il potere assoluto di disdire questo contratto con AstraZeneca e di rimandarlo indietro anche se il suo obiettivo è di correre e centrare l’obiettivo di più vaccini quotidiani, per l’esattezza di 500 mila dosi al giorno entro fine aprile. Non gli importa niente del tipo di vaccino, lui stesso ha avuto l’AstraZeneca e gli è andata bene.

Riteniamo indecenti le dichiarazioni del prof.Franco Locatelli , coordinatore del Cts e presidente del Consiglio superiore di Sanità,secondo il quale, in maniera sfacciatamente contradditoria affermato che “ non ci sono elementi per non considerare la somministrazione di AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose di questo vaccino”

Con circa due milioni di dosi AstraZeneca che ancora giacciono nei frigo e oltre un milione e duecentomila persone, tra docenti e forze dell’ordine, che attendono la seconda dose a maggio  

Il ministro della Salute Roberto Speranza indica anche la fascia d’età che dovrebbe posizionarsi davanti il “plotone di esecuzione”e rassicura, una circolare con delle indicazioni spiega che il vaccino sarà somministrato agli over 60..  Le Regioni, è il messaggio del governo, non procederanno in ordine sparso.

La decisione rischia di far deragliare il piano vaccinale con i richiami per 2,3 milioni di italiani da gestire, categorie prioritarie e fasce di età da rivedere. La nuova raccomandazione, tuttavia, “non dovrebbe incidere più di tanto: di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over 60”   La volontà governativa è solo quella di non fare brusche frenate e creare contenziosi con i rappresentanti legali di AstroZeneca.

Adesso sarà qualche”caso raro”tra gli over 60 che rischia l’effetto trombosi. La salvezza agli altri    Si perde di vista il valore dell’umanità anche in un Paese che conta la presenza di Papa Francesco, rappresentante di Gesù Cristo sulla Terra.

 Il piano vaccinale andrà rimodulato, ma lo sarà in modo da non subire rallentamenti, AstraZeneca non sarà ritirato   Chi se ne importa se tra i numerosi decessi quotidiani aggiungiamo quelli degli effetti collaterali di questo vaccino “infernale”   Anche. il commissario Francesco Paolo Figliuolo protegge la propria carica e ruolo:  AstraZeneca non avrà impatto sul piano vaccinale. Da oggi le dosi del vaccino anglo-svedese andranno alla fascia tra i 60 e i 79 anni. Come dire, chi se ne frega?

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