Fsc Sicilia, 182 milioni per oltre trenta interventi sui beni culturali Chi controlla spese e fatture?

 

immagine

Palermo,

Sono oltre trenta gli interventi finanziati con i 182 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione destinati ai beni culturali della Sicilia. Numerosi quelli mirati alla valorizzazione, alla conservazione e al restauro del patrimonio culturale dell’Isola, grazie all’accordo firmato dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

«Si tratta di un’occasione unica per la salvaguardia e la promozione della ricchezza storica, artistica e culturale siciliana, un patrimonio di inestimabile valore che merita di essere preservato. Questo finanziamento, inoltre – afferma l’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta una straordinaria opportunità anche per il rilancio del turismo e dell’economia locale. Siamo pronti a mettere in atto tutte le misure necessarie per realizzare questi interventi e garantire che i benefici raggiungano tutte le comunità dell’Isola».

Tra i principali finanziamenti, partendo da Palermo, 15 milioni di euro sono stati destinati per il restauro della volta e le decorazioni del Teatro Politeama; quasi 3 milioni per la valorizzazione dell’itinerario del Decò a Palermo, con Casa Savona (900 mila), e del Liberty attraverso il restauro architettonico, decorativo e degli esterni di Villino Ida Basile (un milione) e di Villino Florio all’Olivuzza (un milione); e ancora un milione servirà per migliorare la fruizione della Real Casina Cinese, con annesso restauro del giardino storico. In provincia, destinati 1,2 milioni per il restauro delle decorazioni delle navate del Duomo di Monreale e 1,1 milioni per il ripristino degli apparati decorativi interni e la riqualificazione esterna del Duomo di Cefalù.

Catania, oltre 6 milioni saranno investiti per la riqualificazione di Castello Ursino; 1,5 milioni per il restauro del transetto, delle torri e della copertura delle absidi della Cattedrale; 5 milioni per il recupero funzionale del secondo piano e il restauro dei prospetti dell’ex Manifattura Tabacchi, sede del Museo interdisciplinare.

Siracusa, 2,3 milioni saranno impiegati per il restauro delle torri del Castello Maniace e sempre 2,3 milioni per il consolidamento e il restauro del Tempio di Apollo. Mentre, nella provincia di Ragusa, quasi 5 milioni sono destinati alla riqualificazione e valorizzazione funzionale del Parco archeologico di Kamarina e più di un milione per la musealizzazione del “Relitto delle Colonne”; infine, 8 milioni andranno alla riqualificazione e sistemazione dei percorsi del quartiere rupestre di Chiafura a Scicli.

Enna, oltre 7 milioni per il recupero, la valorizzazione e il completamento della rocca di Gagliano Castelferrato e 6,4 milioni a Piazza Armerina per il completamento del restauro, oltre che per interventi strutturali e nuove coperture della Villa Romana del Casale.

Più di 16 milioni a Messina per i lavori di rifunzionalizzazione della cittadella della Cultura, ex complesso ospedaliero Regina Margherita. E ancora, in provincia, 6 milioni a Lipari per la musealizzazione del relitto di Capistello; circa 800 mila a Motta d’Affermo per il restauro della chiesa di San Pietro; 1 milione a San Marco d’Alunzio per la manutenzione straordinaria e il restauro della chiesa di Maria SS. Aracoeli.

Caltanissetta, 2 milioni per la tutela e la valorizzazione delle Mura Timoleontee e delle strutture arcaiche, oltre che per il completamento dei percorsi e il collegamento con il mare; quasi 4 milioni per la riqualificazione del castello Manfredonico di Mussomeli.

Ad Agrigento, poco più di 6 milioni per la risistemazione del museo Pietro Griffo; 4 milioni per il risanamento conservativo e il miglioramento strutturale del complesso monumentale di Santo Spirito.

Per la provincia di Trapani, infine, 1,5 milioni saranno impiegati per la manutenzione straordinaria del porticciolo e la sistemazione delle aree esterne della Tonnara di Favignana, ex stabilimento Florio; 3 milioni per la realizzazione di una serie di opere tra cui un visitor center con parcheggio adiacente al Cretto di Burri a Gibellina; 1,4 milioni per la manutenzione straordinaria del castello arabo normanno di Castellammare del Golfo.

 

Napoli,i leoni della Fontana degli Incanti escono dalla segrete del Maschio Angioino. Oggi avviati al restauro

 

 

Napoli,

La Fontana degli Incanti, in piazza Salvatore di Giacomo, riacquisterà il suo antico fascino grazie ad un intervento di restauro che prevede anche la ricollocazione dei leoni dei quali, per anni, si era persa memoria.

Gli elementi decorativi sono stati rinvenuti, dopo quarant’anni, nelle segrete del Maschio Angioino. L’individuazione nei mesi scorsi, grazie al lavoro di squadra tra il Servizio Arredo urbano e mobilità sostenibile, il Servizio Arte e beni culturali e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Con i lavori di restauro della Fontana degli Incanti, infatti, è stata avviata anche un’opera di ricerca bibliografica e archivistica nell’ambito della quale sono stati effettuati dei sopralluoghi nei depositi comunali. Grazie al materiale documentale è stato quindi possibile affermare che i grandi frammenti ritrovati a Castel Nuovo, dei quali era incerta l’attribuzione, erano proprio parte degli antichi leoni. Oggi le statue sono state trasferite in laboratorio per il completo restauro e la sistemazione nella collocazione originaria. Nel frattempo, in piazza Salvatore di Giacomo sono già in corso i lavori a cura della ABC per la sistemazione dell’impiantistica della fontana.

“Stiamo portando avanti da mesi il restauro delle fontane cittadine, non solo per l’aspetto funzionale e decorativo che rivestono – ha sottolineato il sindaco Gaetano Manfredi – Quasi sempre esse rappresentano testimonianze significative di storia urbana e crediamo che le fontane vadano recuperate, quando è possibile, per come erano un tempo. Nel caso della Fontana degli Incanti potremo presto tornare ad ammirarla come ormai la si poteva vedere solo in qualche foto di mezzo secolo fa”.

“Lungo la costa sono già state restaurate la Fontana del Gigante in via Partenope, la Fontana della Sirena in piazza Sannazzaro e la Fontana del Sebeto a largo Sermoneta – ha ricordato l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza – Nel caso della Fontana degli Incanti il restauro si completa con il recupero dei leoni che sono stati per anni ‘dimenticati’. Ringrazio l’architetto Valeria Palazzo, dirigente del Servizio Arredo Urbano, e quanti stanno lavorando a quest’intervento che ci consentirà di restituire alla fontana la sua integrità artistica”.

La fontana degli Incanti, disegnata da Giovanni da Nola per volere del viceré Pedro de Toledo nel XVI secolo, fu inizialmente posizionata in piazza dell’Olmo, poi divenuta piazza del Porto o del Mercato di Porto, sita a metà tra le attuali piazza Bovio e piazza Municipio, ovvero nella attuale Via Alcide de Gasperi. Durante i tumulti di Masaniello venne fortemente danneggiata, e riparata più volte nel corso del XVIII secolo, finché nel 1834, l’architetto Pietro Bianchi (l’autore della basilica di San Francesco di Paola) la ricostruì del tutto. La fontana, nel periodo del Risanamento, venne poi smontata dalla sua posizione originaria e ricollocata nella piazza Salvatore di Giacomo all’inizio del XX secolo. È chiamata “degli Incanti” perché una leggenda narra che una potente strega della città, usasse l’acqua di quella fonte per i suoi “incanti”; ma è anche detta della Cöccövàja perché nel XVI secolo, quando al vertice della fontana fu scolpito lo stemma del viceré, al popolo la sagoma parve identica a quella di una civetta che, in latino, si traduce appunto “cocovaja”.

Archeologia, recuperato altorilievo ,raffigurante un quadrupede, nei fondali marini di San Leone ad Agrigento- Adesso trattamento di restauro

 

 

immagine

 

Agrigento,

È stato recuperato dai fondali marini di San Leone ad Agrigento un altorilievo di oltre due metri di larghezza raffigurante un quadrupede, visto dal profilo sinistro. Si tratta di una grande struttura in pietra lavorata, riportata alla luce grazie a un’operazione congiunta della Soprintendenza del mare della Regione Siciliana e del parco archeologico della Valle dei Templi, con il nucleo Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo e il nucleo Carabinieri subacquei di Messina.

 

«È ancora prematuro stabilire l’origine e l’utilizzo dell’altorilievo – dichiara l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato –. Soltanto un attento lavoro da parte degli archeologi e dei tecnici potrà svelare la natura del reperto, già al vaglio degli esperti. L’incessante attività della Soprintendenza nelle azioni di tutela dei beni culturali sommersi conferma, ancora una volta, l’attenzione rivolta alla storia celata nei nostri fondali e operazioni come questa aprono nuovi scenari per la ricostruzione del passato».

 

Il reperto era stato segnalato lo scorso anno dall’associazione “BC Sicilia” e dopo alcuni tentativi di recupero, ostacolati dalle cattive condizioni meteo, è stato portato in superficie grazie all’utilizzo di palloni di sollevamento. Il pesante monolito è stato recuperato da un fondale di circa 10 metri, poco fuori dal porto della località balneare agrigentina e trainato con un mezzo nautico dei Carabinieri fino al molo del porto turistico. Da qui, con mezzi messi a disposizione dal Parco di Agrigento, l’altorilievo è stato collocato in una grande vasca realizzata nei laboratori di restauro per il necessario primo trattamento di desalinizzazione.

 

Il livello di conservazione è discreto ma occorrerà un’accurata opera di pulizia per rivelarne i particolari. In collaborazione con l’Università di Palermo, nelle prossime settimane, verranno condotte analisi di laboratorio per determinare la natura litologica e, possibilmente, la provenienza del materiale. Seguiranno indagini più squisitamente di tipo archeologico e storico-artistico per cercare di precisare natura, epoca e destinazione della grande scultura.

Comune di Messina: Stipulato oggi a Palermo il contratto di concessione dei Forti umbertini Gonzaga e Ogliastri

 

Si è concluso oggi, presso la sede della Direzione regionale Sicilia dell’Agenzia del Demanio a Palermo, il lungo iter burocratico che ha portato alla firma della concessione demaniale a titolo non oneroso, in favore del comune di Messina, dei forti umbertini Gonzaga e Ogliastri.

Ad apporre la firma sull’atto di concessione, su delega del sindaco Federico Basile, è stato il dirigente del dipartimento servizi Tributari servizio Patrimonio Emiliano Conforto, alla presenza dell’assessore con delega alla Valorizzazione del Patrimonio Fortificato Enzo Caruso e dei funzionari dell’Agenzia del Demanio Nicole Rodi e Filippo Cesareo.

La concessione per Forte Gonzaga prevede un periodo di dieci anni rinnovabili, mentre per Forte Ogliastri di sette anni prorogabili.

“Questa azione amministrativa – ha spiegato l’assessore Caruso – è stata condivisa con il sindaco Federico Basile ed il vicesindaco Salvatore Mondello, che in più occasioni si è recato con me a Palermo per ottemperare alle richieste dell’Agenzia del Demanio.

 

Questa concessione consentirà finalmente di potere iniziare i lavori di restauro di Forte Gonzaga attraverso il finanziamento di 4 milioni 600 mila euro del Masterplan e il rifacimento del teatro all’aperto di Forte Ogliastri su fondi  comunali, nonchè il piano gestionale per la restituzione alla fruibilità pubblica di

Forte Ogliastri”. In considerazione dell’impegno economico da parte del comune di Messina, la Direzione regionale Sicilia dell’Agenzia del Demanio ha proceduto alla concessione a titolo gratuito delle due opere fortificate.

 

 

 

Progetto FARI, l’imprenditore Di Bella denuncia ed accusa l’ufficio del Demanio perchè “nega -inspiegabilmente- la valorizzazione del Faro”

Risultati immagini per immagine di capomulini

 

Bando Valore Paese-Fari per recuperare e valorizzare edifici costieri storici dismessi

 

«NOI, PRONTI A RIACCENDERE IL FARO DI CAPO MULINI MA BLOCCATI DA OLTRE DUE ANNI PER UN CAVILLO BUROCRATICO,   NON SI PUO’ FARE IMPRESA IN UNA TERRA COME LA SICILIA…….IL DEMANIO  NON RISPONDE»

 La società siciliana ITM denuncia: «Abbiamo vinto la gara e ottenuto la concessione nel 2016 per realizzare – con 1,5 milioni d’investimenti privati – un piccolo hotel di charme, ma l’Agenzia del Demanio non autorizza l’accesso all’unica via che porta alla struttura»       A questo punto SUD LIBERTA’  chiede alla direzione del Demanio le ragioni del diniego alla “Valorizzazione del Faro”    Attendiamo risposta,ritorneremo sull’argomento.  

                                                                                                                                                                  R.L.

 

CATANIA

Mentre il progetto “Valore Paese – Fari”, destinato al recupero di edifici costieri di proprietà dello Stato, va avanti con successo espletando la sua quarta edizione, il faro di Capo Mulini rimane ancora “spento” a causa della burocrazia, che oggi pesa come un macigno sulproject financing messo a punto dalla società siciliana che due anni e mezzo fa si è aggiudicata la gara (bando 2016).

«Abbiamo ottenuto l’affidamento in concessione tramite il bando di “Difesa Servizi spa” – denuncia l’imprenditore Giovanni Di Bella, amministratore ITM, società di scopo che dovrebbe realizzare il progetto – per i lavori di riqualificazione, valorizzazione e promozione di questo “gioiello del mare” dismesso e abbandonato da oltre cinquant’anni. Il bando nazionale, attraverso la creazione di attività turistiche, ricettive, ristorative e ricreative, mira a dare nuova vita alle costruzioni che si stagliano lungo le coste: “lanterne” che per anni hanno guidato popoli di navigatori, che sono un concentrato di architettura, storia e cultura. Il nostro business plan prevede la creazione di un piccolo hotel di charme, che non solo metterà a reddito l’area di proprietà del Demanio, ma attiverà un indotto occupazionale con ricadute su tutto il territorio».

Il faro di Capo Mulini – con una concessione in uso fino a dicembre 2034 – per mano d’investimenti privati vedrà da un lato il restauro conservativo, dall’altro, la ristrutturazione del corpo di fabbrica che ospitava gli alloggi dei custodi dove verranno ubicate sette suite, spazi di accoglienza e servizi comuni, con un progetto innovativo sotto il profilo della sostenibilità ambientale.

«Abbiamo espletato tutte le procedure, ma ad oggi – dopo due anni e mezzo e un investimento di oltre 100mila euro tra progettazione e assicurazione – non possiamo perfezionare la pratica di concessione, firmare il contratto con “Difesa Servizi” e cominciare i lavori, a causa dell’autorizzazione mancante sull’unica strada che consentirebbe l’accesso alla struttura e che non era inserita, erroneamente, nel bando. Abbiamo fatto decine di istanze, inviato e-mail e sollecitato spiegazioni – continua Di Bella, che gestisce anche il lido “Il Faro” adiacente alla struttura – ma senza alcun riscontro. Capofaro, a Salina, così come tantissimi beni messi a bando nello stesso lotto, sono già aperti e messi a reddito, mentre noi continuiamo a vedere depotenziato l’investimento, in considerazione del fatto che i fari sono “in affitto” a scadenza e che ogni giorno che passa per noi rappresenta una perdita economica. Il loro utilizzo, infatti, è l’unico modo per avere un ritorno sullo sforzo imprenditoriale e sulla rifunzionalizzazione dell’edificio che vedrà la spesa di oltre 1,5 milioni di euro».

L’ennesimo tentativo di fare impresa in una terra come la Sicilia «non può sfumare a causa di un cavillo burocratico – continua Di Bella – per questo vogliamo denunciare a gran voce l’accaduto, affinché possa riaccendersi l’interesse con l’obiettivo di portare a compimento un progetto che metterà questo incantevole faro a disposizione della comunità e creerà nuovi posti di lavoro. Un luogo che non è soltanto nostro, ma di tutti coloro che amano il territorio». 

Sicilia    I    FARI  PIU’  IMPORTANTI

ID faro Nome e località Immagine Mare Coordinate Data Altezza luce Portata Descrizione luce Descrizione faro
2796 Faro Biscari, Catania– CT Mar Ionio 37°29.3′N15°05.1′E Costruito: 1951 31 m s.l.m. 22 miglia Ottica rotante Torre circolare in pietra bianca con lanterna e galleria. La cupola è color grigio-metallico. Flash ogni 5 secondi.
2954 Faro San Giacomo Licata – AG Faro San Giacomo.jpg Canale di Sicilia 37°05.8′N13°56.5′E Costruito: 1902 37,5 m s.l.m. 21 miglia Ottica rotante Edificio a due piani sormontato da una torre conica bianca
3170 Faro di San Vito lo Capo
Faro San Vito Lo capo.jpg
Mar Tirreno 38°11′18.77″N12°43′59.83″E Attivato: 1859 43 m s.l.m. 25 miglia Ottica Rotante Il faro è composto di un fabbricato bianco di un piano abitato dal farista con adiacente la Torre Faro alta 40 metri con lanterna e galleria. La portata è di 25 miglia ed è visibile per 228° (tra 225° e 93°) nella zona mare compresa tra Punta Carini e la rada di Trapani.
2942 Faro di Punta SeccaRagusa
Faro Punta Secca.jpg
Canale di Sicilia 36°47′14″N14°29′39″E Costruito: 1853 35 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica fissa Il faro è composto dalla Torre Faro alta 35 metri con lanterna e galleria e da un edificio ad un piano dell’autorità marittima militare. Visibile per 206° (tra 112° e 318°) nella zona mare compresa tra Cava d’Aliga e Gela.
3261 Faro di Capo CefalùCefalù Catena (Palermo) msu2017-0569.jpg Mar Tirreno 38°02.3′N14°01.8′E Costruito: / 80 m s.l.m. 25 miglia Ottica rotante Il faro è composto dalla Torre Faro alta 26 metri con lanterna e galleria e da un edificio a 2 piani dell’autorità marittima militare.
3010 Faro di Torretta Granitola – TP Campobello di Mazara124.jpg Canale di Sicilia 37°33′57″N12°39′43″E Costruito:1862 38 m s.l.m. 23 miglia Ottica fissa Torre cilindrica su edificio bianco ad un piano
3264 Faro di Capo d’Orlando – ME[1] Faro di Capo d'Orlando Mar Tirreno 38°09.9′N14°44.8′E 27 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre rossa quadrangolare su edificio
3296 Capo Faro, Malfa Mar Tirreno 38°34.8′N14°52.3′E 56 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torre adiacente ad edificio
3268 Faro di Capo Milazzo, Milazzo Cappo di Milazzo Lighthouse.jpg Mar Tirreno 38°16.2′N15°13.9′E 90 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torrione bianco
2736 Faro di Capo Peloro, Messina Torre Faro.JPG Mar Tirreno 38°16.1′N15°39.4′E Attivato: 1909 37 m s.l.m. 19 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale a fascie bianche e nere su edificio bianco
2752 Faro di Punta San Raineri, Messina Messina Torre lanterna Montorsoli.jpg Mar Tirreno 38°11.6′N15°34.5′E Attivato 1857 42 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torretta ottagonale a fasce bianche e nere su un più vecchio torrione
3276 Faro di Capo Rasocolmo, Messina Mar Tirreno 38°17.7′N15°31.1′E 85 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Edificio in muratura
3280 Faro di Punta dei Porci, Lipari Mar Tirreno 38°22.1′N14°59.5′E Attivato: 1887 35 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco a due piano
3284 Faro di Marina Corta, Lipari Mar Tirreno 38°27.9′N14°57.5′E Attivato: 1916 10 m s.l.m. 14 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3300 Faro di Punta Lingua, Santa Marina Salina Punta Lingua Leuchtturm Saline 2014.jpg Mar Tirreno 38°32.2′N14°52.3′E 13 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco ad un piano
2788 Faro di Capo Molini, Acireale Mar Ionio 37°34.6′N15°10.6′E Attivato: 1919 42 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Edificio bianco
2815 Faro di Brucoli, Augusta Mar Ionio 37°17.1′N15°11.4′E 13 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre bianca con fascia rossa su edificio
2820 Faro di Santa Croce, Augusta Faro di Santa Croce ad Augusta - Sicilia - cropped.jpg Mar Ionio 37°14.6′N15°15.4′E Attivato: 1859 39 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
2910 Faro Capo Murro di Porco, Siracusa Faro Capo Murro di Porco.JPG Mar Ionio 37°00.1′N15°20.1′E Attivato: 1959 34 m s.l.m. 17 miglia nautiche Ottica Fissa Torre ottagonale su edificio bianco
2918 Faro di Cozzo Spadaro, Portopalo di Capo Passero Cozzo Spadaro Faro.JPG Mar Ionio 36°41.2′N15°07.9′E Attivato: 1864 82 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale su edificio bianco
2934 Faro di Pozzallo Canale di Sicilia 36°42.6′N14°49.9′E Attivato: 1905 18 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torretta cilindrica in muratura
3194 Faro di Punta Cavazzi Ustica Mar Tirreno 38°41.6′N13°09.3′E Attivato: 1885 40 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3186 Faro di Punta Omo Morto Ustica Mar Tirreno 38°42.8′N13°11.9′E Attivato: 1884 100 m s.l.m. 25 miglia nautiche Ottica rotante Torre sull’angolo di un edificio bianco
3244 Faro di Capo Zafferano, Santa Flavia Capo-Zafferano-bjs2007-01.jpg Mar Tirreno 38°06.7′N13°32.2′E Attivato: 1884 34 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco
3208 Faro di sulla diga foranea, Palermo Mar Tirreno 38°07.6′N13°22.6′E Attivato: 1982 15 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca
3198 Faro di Capo Gallo Palermo Farocapogallo.jpg Mar Tirreno 38°13.4′N13°19′E Attivato: 1854 40 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre su edificio bianco
3138 Faro di Scoglio Palumbo, Trapani Trapani-AP-p1070865.jpg Mar Tirreno 38°00.8′N12°29.3′E Attivato: 1881 16 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica bianca adiacente ad un edificio in muratura
3128 Faro di Isolotto Formica, Trapani Isola Formica.jpg Mar Tirreno 37°59.3′N12°25.6′E Attivato: 1858 28 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica posta sul castello
3120 Faro di Capo Grosso, Favignana Levanzo1.jpg Mar Tirreno 38°01.2′N12°20′E Attivato: 1858 68 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio in muratura
3194 Faro di Scoglio Porcelli, Trapani Scogli Porcelli.jpg Mar Tirreno 38°02.6′N12°26.3′E Attivato: 1903 25 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica
3112 Faro di Punta Libeccio, Favignana Mar Tirreno 37°57.4′N12°03′E Attivato: 1867 73 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre su edificio a due piani
3104 Faro di Punta Sottile, Favignana Faro di Punta Sottile 01.jpg Mar Tirreno 37°56.1′N12°16.3′E Attivato: 1860 43 m s.l.m. 25 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco
3100 Faro di Punta Marsala, Favignana Mar Tirreno 37°54.4′N12°21.1′E Attivato: 1859 20 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco a due piani
3080 Faro di Marsala Faro del Porto di Marsala.JPG Mar Tirreno 37°47.2′N12°26.2′E Attivato: 1885 19 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3020 Faro di Capo Granitola, Campobello di Mazara Campobello di Mazara124.jpg Mar Tirreno 37°33.9′N12°39.7′E Attivato: 1865 37 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3310 Faro di Strombolicchio Strombolicchio2.jpg Mar Tirreno 38°49′N15°15.2′E 57 m s.l.m. 11 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
3038 Faro di Capo Grecale, Lampedusa Lampedusa, Cala Grecale, 2003.jpg Canale di Sicilia 35°31.1′N12°37.9′E 82 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torre ottagonale su edificio bianco
3054 Faro di Linosa Linosa Veduta Faro.JPG Canale di Sicilia 35°52.3′N12°52.7′E Attivato: 1891 32 m s.l.m. 16 miglia nautiche Ottica Fissa Torre cilindrica su edificio bianco
2998 Faro di Capo Rossello, Realmonte Canale di Sicilia 37°17.7′N13°27′E 89 m s.l.m. 22 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco
3006 Faro di Capo San Marco, Sciacca Canale di Sicilia 37°29.8′N13°01.3′E Attivato: 1992 25 m s.l.m. 18 miglia nautiche Ottica Fissa Torretta cilindrica su edificio bianco
3018 Faro S. Leonardo, Pantelleria Canale di Sicilia 36°50.1′N11°56.7′E Attivato: 1988 21 m s.l.m. 15 miglia nautiche Ottica Fissa Lanterna posta su edificio prefabbricato
3014 Faro di Punta Spadillo, Pantelleria Faro pantelleria.JPG Canale di Sicilia 36°49.5′N12°00.7′E Attivato: 1884 50 m s.l.m. 24 miglia nautiche Ottica rotante Torre cilindrica su edificio bianco a due piano
(archivio Sud Libertà-Set.ricerche)