Reggio Calabria, fermato un uomo che deteneva armi clandestine e una originale “penna pistola” che, per le piccole dimensioni, può eludere i controlli Dettagli però non sfuggiti agli attenti Carabinieri

 

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Archivi -Sud Libertà  (immagine di “Penna-pistola” in vendita nel mercato commerciale)

 

 Reggio Calabria – Camini (RC),

Il bilancio delle attività svolte dai Carabinieri della Stazione di Riace, coadiuvati dalla vicina Stazione di Stignano e dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, assume ancora più importanza per l’insidiosità di quanto trovato nella disponibilità di un uomo di Camini.

Si tratta, infatti, di tre armi “clandestine”, ossia di armi che circolano occultamente, sfuggendo alla catalogazione e al censimento cui tutte le armi da fuoco sono sottoposte. In particolare, una di esse è stata ricavata da una comune scacciacani, modificata e resa idonea all’impiego di normali munizioni. Un’altra, invece, è costituita da quella che, a prima vista, appare a tutti gli effetti come una comune penna stilografica.

Un ordinario strumento, che appartiene alla quotidianità di ogni casa: se non fosse per il fatto che, come scoperto dai militari, al proprio interno risultava munita di meccanismi in tutto e per tutto identici a quelli di una pistola.

Di qui la particolare insidiosità: la “penna-pistola”, per le sue fattezze e per le sue contenute dimensioni, infatti, può essere trasportata con grande facilità, eludendo agevolmente i controlli e sfuggendo a occhi meno esperti e attenti. Piccoli ma fondamentali dettagli che, tuttavia, non sono sfuggiti ai Carabinieri: nel corso della perquisizione, inoltre, sono state rinvenute anche 480 munizioni di diverso calibro, utili ad essere impiegate anche con le armi rinvenute e sottoposte a sequestro.

Per l’uomo, un insospettabile, è scattato immediatamente l’arresto: accompagnato presso la Casa Circondariale di Locri dovrà ora attendere le valutazioni dell’Autorità Giudiziaria. Si ricorda- informa il Comando Carabinieri – che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base alla legge, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna.

 

Palermo, la Finanza sequestra 8,5 quintali di massa esplodente pari a 176,67 Kg – Sanzione di 30 mila euro al responsabile denunciato alla Magistratura

 

VIDEO   -FINANZA

 

Palermo,

Nei giorni scorsi, nell’ambito del dispositivo operativo di contrasto alla contraffazione e di controllo sulla sicurezza dei prodotti, appositamente intensificato in vista delle festività natalizie, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo in due diverse operazioni hanno sottoposto a sequestro 1.020.000 addobbi natalizi riportanti il falso “made in italy” e 44.448 artifici pirotecnici illegali, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg..

In particolare, le fiamme gialle della Tenenza di Carini hanno effettuato un controllo presso un locale centro commerciale, noto anche per le promozioni sui social di tali prodotti a basso costo, per verificare qualità e provenienza dei prodotti presenti sugli scaffali di vendita/espositori. Hanno quindi accertato come luci decorative, accessori per gli alberi di natale, palle di natale, stelle filanti, capelli d’angelo, elfi e giochi vari fossero esposti alla vendita con informazioni incomplete fuorvianti relativamente all’origine dei prodotti.

Inoltre, le attività di servizio hanno permesso di rilevare l’ulteriore vendita di 272.780 prodotti (articoli per la casa, attrezzature ginniche, prodotti medicali e accessori), non conformi agli standard qualitativi e di conformità previsti a tutela del consumatore.

A conclusione delle attività il responsabile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la commercializzazione dell’ingente quantitativo di materiale sequestrato mentre in relazione ai prodotti non sicuri, allo stesso è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 30.000.

Contestualmente, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno intercettato 44.448 artifici pirotecnici, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg., nell’ambito di un dispositivo di prevenzione e repressione del transito su gomma e successivo commercio di materiale attraverso mirati controlli presso le filiali di diverse ditte di spedizioni.

Tra il materiale sottoposto a sequestro vi erano i classici fuochi d’artificio così come ordigni che simulano per forma ed effetti candelotti di dinamite, capaci di produrre fortissime detonazioni, estremamenti pericolosi per l’acquirente finale, ma anche per gli stessi corrieri e coloro i quali, inconsapevoli del contenuto, maneggiano tali spedizioni.

Un responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione svolta rientra tra i compiti istituzionali propri della Guardia di Finanza quale polizia economico – finanziaria costantemente impegnata nella repressione degli illeciti in ambito economico sotto ogni forma con particolare attenzione alla tutela del consumatore finale, anche di minore età, e del “made in italy”.

Si evidenzia che il provvedimento in parola- informa il Comando – è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

Reggio Calabria ,Sequestrata azienda di smaltimento rifiuti organici ammassati e rivenduti come “compost”. Denunciati i titolari

 

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Archivi -Sud Libertà

 

 

Reggio Calabria – Gioia Tauro (RC),

Sono state numerose le segnalazioni giunte all’Arma dei Carabinieri e alle autorità locali, da parte di privati cittadini che lamentavano odori nauseabondi che giungevano nella piana di Gioia Tauro, associati a fumo e all’aria resa irrespirabile specialmente in presenza di vento.

Nell’alveo della ricerca di una possibile fonte di queste esalazioni, i Carabinieri della Stazione di Gioia Tauro, con il supporto tecnico-specialistico del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, hanno individuato un terreno nel comune di Seminara dove erano ammassate circa 70 tonnellate di compost non fermentato e hanno deferito in stato di libertà i due proprietari di un’azienda di smaltimento rifiuti, accusati di deposito incontrollato e combustione illecita di rifiuti organici.
Secondo quanto emerso dai controlli, l’azienda avrebbe gestito i materiali in modo del tutto irregolare: i rifiuti organici venivano ammassati in grandi cumuli senza il rispetto delle procedure di trattamento e trasformazione previste dalla normativa, per poi essere rivenduti a vari agricoltori della zona come “compost”. In realtà, quello commercializzato non era un fertilizzante naturale pronto all’uso, ma un prodotto incompleto, ancora in fase di maturazione, capace di sprigionare esalazioni maleodoranti e potenzialmente tossiche.
I militari inoltre hanno accertato episodi di combustione illecita dei residui accumulati, pratica che contribuisce a sprigionare sostanze nocive e a inquinare gravemente l’aria e il suolo. Una condotta che, oltre a configurare ipotesi di reato ambientale, rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, la qualità delle coltivazioni e la sicurezza alimentare.
L’intera area aziendale è stata posta sotto sequestro: al suo interno sono stati trovati cumuli di rifiuti organici in vari stadi di decomposizione e tracce evidenti di combustione. L’area ha necessitato di un’operazione di bonifica condotta unitamente ai Vigili del Fuoco e protrattasi per più di 7 giorni, che ha consentito di contenere le esalazioni.
Sono attualmente in corso accertamenti tecnici per valutare l’impatto sull’ambiente e ricostruire la filiera di distribuzione del materiale irregolare.
Si ricorda che, trattandosi di un procedimento penale ancora in corso, gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

 

Agrigento, controlli ambientali ed urbanistici dei Carabinieri

 

Agrigento, i nostri consigli per visitare la città.

Agrigento – Ravanusa (AG),
I Carabinieri specializzati del Centro Anticrimine Natura di Agrigento supportati dai militari della locale stazione Carabinieri, dal personale tecnico dell’ARPA di Agrigento e dell’ASP hanno eseguito a Ravanusa una serie di controlli a carattere ambientale, urbanistico e per la tutela degli animali. Con l’ausilio del drone in dotazione al Centro Anticrimine Natura di Agrigento sono state effettuate le riprese dall’alto che hanno consentito di rilevare irregolarità gravi in violazione delle specifiche norme di settore.
In una particella di terreno agricolo estesa 1129 mq è stato sottoposto a sequestro un deposito incontrollato di rifiuti costituito da rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi esteso circa 500 mq. tra i rifiuti sequestrati: porzioni di autoveicoli compresi parti motore e organi di trasmissione, radiatori, parti metalliche (sportelli), un veicolo marca FIAT modello PUNTO privo di targa, un trattore agricolo marca SAME privo di targa e telaio, un veicolo marca FIAT IVECO modello STRADA, rifiuti plastici provenienti da attività agricole quali coperture plastiche (teli) per serre, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose, imballaggi metallici, imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose e contaminati, imballaggi in plastica, imballaggi metallici contenenti sostanze pericolose segnatamente bombole per il contenimento di gas metano, pneumatici fuori uso, filtri olio contenenti sostanze pericolose, gas in contenitori a pressione contenenti sostanze pericolose, batterie al piombo, rifiuti dalle attività di costruzione e demolizione (compreso il terreno prelevato da siti contaminati), rifiuti ingombranti, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Deferito un soggetto alla locale Procura della Repubblica che dovrà rispondere dei reati ambientali commessi. I militari hanno proseguito i controlli nell’ambito del settore urbanistico in ragione dell’anomala collocazione di costruzioni in quello che a colpo d’occhio dall’alto era apparso come un appezzamento di terreno agricolo.
In effetti a seguito degli accertamenti condotti con l’ausilio del personale tecnico del comune di Ravanusa è stato accertato che sono stati realizzati 13 fabbricati abusivi in totale assenza di regolare titolo abilitativo a costruire rilasciato dal competente Comune di Ravanusa in un terreno agricolo ed è stata realizzata una lottizzazione urbanistica abusiva di terreni a scopo edilizio consistente in n. 20 lotti abusivi gran parte dei quali anche recintati. Tutti e 13 i fabbricati sono stati realizzati in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo rilasciato ai sensi del D.P.R. 380/2001;
I proprietari non erano materialmente in possesso né presentavano alcuna documentazione prevista dal Testo unico edilizio (D.P.R. 380/2001) che autorizzasse la lottizzazione del terreno esteso complessivamente 7314 mq di proprietà del Comune di Ravanusa né la realizzazione dei fabbricati che su di essa insistono.
Le violazioni ipotizzate dal Centro Anticrimine Natura di Agrigento, per cui hanno deferito alla Procura della Repubblica di Agrigento 10 soggetti, sono l’aver eseguito lavori in assenza del permesso di costruire di cui all’art. 44, commi 1 lettera b) del D.P.R. 380/2001, la realizzazione dei fabbricati abusivi in totale assenza di regolare titolo abilitativo a costruire rilasciato dal competente Comune di Ravanusa. L’aver realizzato una lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio in totale assenza di regolare titolo abilitativo a costruire. Tra le numerose irregolarità i militari hanno anche rilevato la detenzione di 3 equidi detenuti all’interno di fabbricati abusivi adibiti a stalle e per i quali la competente ASP sta irrogando le sanzioni amministrative relative alla difformità del luogo di detenzione. I controlli proseguiranno nell’ambito dell’intera provincia sia nell’entroterra che nel territorio costiero.

 

Tavolo tecnico su incendio nel sito di stoccaggio di Ecomac ad Augusta: superata fase critica, proseguono controllii

Incendio Ecomac Augusta vigili del fuoco

 

 

Si è riunito in videoconferenza il tavolo di coordinamento istituito dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per una prima valutazione degli effetti dell’incendio verificatosi nel sito di stoccaggio della Ecomac, ad Augusta, nel Siracusano. Il gruppo di lavoro è incaricato di attuare le misure di prevenzione sanitarie e ambientali urgenti per garantire la tutela della salute e la sicurezza dei residenti nell’area interessata.

La riunione è stata coordinata dal direttore del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvatore Cocina; hanno partecipato il prefetto di Siracusa Giovanni Signer, i sei sindaci dei Comuni dell’area di crisi, Augusta, Siracusa, Priolo, Melilli, Solarino e Floridia, il presidente del Libero consorzio di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, il comandante regionale del corpo dei Vigili del fuoco Agatino Carrolo, i rappresentanti dell’Arpa Sicilia e dell’Asp di Siracusa. 

L’Arpa ha esposto i primi dati sulla qualità dell’aria che rilevano la presenza di inquinanti e, nel sito di campionamento, di diossina oltre i valori ordinari e compatibili con quelli di un grande incendio. I controlli sulla qualità dell’aria e sui suoli, comunque, proseguiranno nei prossimi giorni. L’Asp, in base a una prima rapida valutazione, ritiene superata la fase critica, ma raccomanda il mantenimento delle misure di cautela, in particolare nelle aree di Melilli, Villasmundo e nella porzione del territorio di Augusta più vicina all’area interessata dall’incendio, che sono state per via dei venti dominanti quelle maggiormente esposte alle emissioni inquinanti. I sindaci cureranno la comunicazione ai propri cittadini.

 

Repressione della Finanza: sequestrata a Napoli una tonnellata di aringhe

 

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Napoli,

 

Il 24 giugno, una motovedetta del Reparto Operativo Aeronavale di Napoli in servizio di pubblica utilità “117”, nell’ambito dell’intensificazione dei controlli di polizia economico finanziaria, ha intercettato nelle specchio acqueo prospiciente il Comune di Torre del Greco, due motopesca intenti alla pesca, con reti a circuizione ad una distanza dalla costa inferiore a quella prevista.

Ai Comandanti delle due imbarcazioni sono state inflitte sanzioni amministrative per 12.000 euro oltre al sequestro del pescato, consistente in una tonnellata di aringhe, e dell’attrezzatura. Decurtati, altresì, 12 punti sulle licenze di pesca.

Il prodotto ittico pescato in frode, ancora vivente, è stato rigettato in mare.

L’attività di prevenzione e repressione della pesca di frodo da parte della componente aeronavale partenopea continuerà incessante nell’ambito dei consueti servizi di “Polizia del Mare”, i quali vengono assicurati senza soluzione di continuità, 24 ore su 24 nell’ambito della circoscrizione di servizio con particolare riguardo alle aree marine protette e a tutte le zone tradizionalmente prese di mira dai predoni del mare.

PIOGGIA DI SOLDI UE Euro-332. 500,00 – PER IL RECUPERO – (“finito” ) DI UNA STRUTTURA CONFISCATA A NICOLOSI : MA QUASI NULLA E’ CAMBIATO

 

La corruzione in Italia nel 2021: un aggiornamento | Università Cattolica  del Sacro Cuore

 

 

 

DI  RAFFAELE  LANZA

 

Un prefabbricato di legno situato in via Ragala Montarso  lungo la nota via Ragalidda del Comune di Nicolosi , confiscato ad un componente di associazione mafiosa e passato da circa due anni al Comune di Nicolosi    La struttura  di unico livello      è quella classica, di legno resistente all’umidità, con terreno circostante di circa 1500, una tettoia e alcuni alberi di pino e palme   Non avremmo fermato la nostra attenzione se non per l’inusitato finanziamento di euro 332.500,00  approvato e a carico  dell’Agenzia della Coesione (le cui funzioni sono state recentemente trasferite al Dipartimento per il Sud…) e destinato a “recupero” dal Comune di Nicolosi .

Il sindaco di Nicolosi Angelo Pulvirenti ha pensato pure di destinare la struttura   a  sede di una associazione del quartiere Ragala che nel passato aveva chiesto -ed ottenuto- una determinata percentuale di edificabilità, inventata dall’ex sindaco dell’epoca Salvatore Moschetto, per sanare tanti edifici e case che presentavano anomalie edilizie. In cambio l’associazione garantiva ai sindaci il sostegno elettorale -promettendo pure la “residenza della famiglia”- per motivi elettorali _ai governanti e primi cittadini locali degli ultimi ventanni 

      Ora ci risiamo. Il sindaco Pulvirenti concede ad una associazione privata che ha curato i propri interessi di quartiere con il sostegno politico più sfacciato la sede -ironia della sorte –  confiscata alla “Mafia”.   Ma ufficialmente è centro antiviolenza donne             Se per magia potessimo parlare alcuni attimi  di questa confisca con il Giudice Falcone o Borsellino si  metterebbero a ridere e dall’Al di là , con la volontà di Dio o qualche Santo Padre,  telefonerebbero ad un Pubblico ministero del Tribunale etneo.

Sì, non si può confiscare un edificio ad un mafioso per ripetere lo stesso errore    . E’ vero, i progetti europei vanno pensati e liquidati alla svelta ma non si puo’ pensare di elaborare un progetto sul quale caricare questo fiume di denaro e poi nella realtà attuare solo i lavori necessari ed utili in quell’area.      Dove sono finiti i 332.500,00 ?             

Se si guarda la struttura di Via Ragala Montarso, è tale e quale quella precedente degli anni scorsi, con le differenze che gran parte del giardino c he prima si curava con fiori e prato all’inglese ora è ricoperto, quasi interamente,  di cemento .  Un passo indietro quindi. E una immagine insignificante..

Altalene e giochi per bambini, lampioni e luce in quantità giorno e notte             Il discorso cambia se guardiamo i giudizi di congruità delle spese sostenute dal Comune di Nicolosi che ovviamente soddisfano solo la parte interessata e il tecnico comunale interno all’Ente incaricato dal sindaco Pulvirenti   

  Se non vi sono i controlli o se questi non si vogliono fare e non si ha il coraggio di indagare  chissà dove finiremo con  la pioggia di soldi  dell’Unione europea  senza il sacro rispetto del lavoro giusto e  adeguatamente retribuito….

 

ECCO GLI ATTI UFFICIALI -DELIBERE – DEL COMUNE DI NICOLOSI CHE PROPONIAMO AI LETTORI

 

COMUNE DI NICOLOSI CITTA’ METROPOLITANA DI CATANIA ____________ DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Delibera N. 126 del 12/12/2023 Proposta N. 152 del 06/12/2023 OGGETTO: Variazione al bilancio di previsione finanziario 2023/2025 – esercizio 2023 (art. 175, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000) – LAVORI DI “RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DESTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI” CUP: J41B22002480001

  nella sala delle adunanze del Comune di Nicolosi, previo esaurimento delle formalità prescritte dalla Legge e dallo Statuto, si è riunita la Giunta Comunale nelle seguenti persone. COGNOME E NOME :PULVIRENTI ANGELO CARICA SINDACO PRES./ASS. Presente MAZZAGLIA SALVATORE LUCIO GEMMELLARO GIUSEPPA MOSCHETTO ALFIO BONANNO SALVATRICE LETIZIA MARLETTA UGO ANTONINO  Presente Presente Assente Presente Assente PRESENTI: 4 ASSENTI: 2 Partecipa alla seduta Il Segretario ComunaleDott.ssa Linda Piazza ai sensi dell’art. 52 della L. n. 142/90 recepita con L.R. 48/91 e sue modifiche.

Il Presidente, con l’assistenza del sopracitato Il Segretario ComunaleDott.ssa Linda Piazza, invita i membri della Giunta Municipale all’esame della seguente proposta di deliberazione, sottoscritta dall’amministratore proponente e annotata nel registro generale di proposte di atti deliberativi al n. 152 del 06/12/2023. Il Responsabile del Procedimento Ing Angelo Lupica Cordazzaro L’Amministratore Proponente ________________________ Pag, 1

DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023 PREMESSO che il Sindaco, con provvedimento n. 1 del 2.1.2023, ha attribuito alla sottoscritta, ai sensi dell’art.109, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000, le funzioni dirigenziali definite dall’art. 107, commi 2 e 3 del medesimo decreto legislativo; • Che con deliberazione di Consiglio Comunale n. 87 del 6.11.2023, immediatamente esecutiva, è stato approvato il D.U.P. 2023/2025; • Che con deliberazione di Consiglio Comunale n. 93 adottata in data 14.11.2023, esecutiva ai sensi di legge, è stato approvato il bilancio di previsione dell’esercizio 2023/2025 •

Che con la deliberazione di Giunta Comunale n.105 del 16/11/2023 è stato approvato il PEG armonizzato 2023-2025; CONSIDERATO che con DDG n. 473/2022 del 09.12.2022 dell’Agenzia della Coesione è stata approvata la graduatoria di merito dei progetti ammessi a finanziamento, dal quale si evince che il progetto“ recupero di un fabbricato con terreno circostante, confiscato alla mafia, in via Ragalidda Montarso da destinare a centro antiviolenza per donne e bambini” CUP: J41B22002480001, presentato dal Comune di Nicolosi, risulta ammesso e finanziato per un importo di € 350.000,00 di cui € 332.500,00 a carico dell’Agenzia della Coesione e € 17.500,00 a carico del Comune di Nicolosi, avendo totalizzato un punteggio di 7,18 e posizionandosi 156esimo in graduatoria;

VISTA la Delibera N. 42 del 29/03/2022 con la quale la giunta approvava il progetto esecutivo dei lavori di “Recupero di un fabbricato con terreno circostante, confiscato alla mafia, in via Ragala-Montarso da destinare a centro antiviolenza per donne e bambini”;

VISTA con determinazione dirigenziale dell’Area 6 n. 61 del 29/03/2022 è stato approvato il progetto linea amministrativa per i lavori RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DISTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI. Il livello di progettazione è quello esecutivo verificato e/o validato ex art. 26 del D.Lgs n. 50/2016, dall’ing. Angelo Lupica Cordazzaro (RUP) con verbale di verifica del 14.02.2022. VISTA la determina dell’Area 6 n. 70 del 17/04/2023 con la quale veniva affidato l’incarico professionale per incarico professionale di direzione lavori, misure, contabilità e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione per i LAVORI DI “RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DESTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI”; al dott. Ing. Santo Sandro Cantale con studio tecnico in Aci Castello – via Firenze n. 203 – P.IVA: 05523990876

VISTA l’aggiudicazione definitiva disposta in favore, dell’impresa Vajo S.r.l. con sede in Catania (CT) via Cavalieri n. 180 – P.iva: 04512950876 e che ha offerto un ribasso del 10,870% pari a € 27.640,76 corrispondente all’importo netto di € 226.644,06 oltre € 6.408,75 per oneri della sicurezza e quindi per un importo complessivo contrattuale pari a € 233.052,81, oltre IVA al 10 %. VISTO il contratto di appalto di repertorio n. 106 del 07.07.2023 con il quale l’impresa VAJO. S.r.l. con sede legale in Catania (CT) via Cavalieri n.180 – 95127 – P.iva: 04512950876 assumeva l’esecuzione dei lavori in oggetto per l’aggiudicata somma di € 256.358,09 comprensivo di € 6.408,75 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso d’asta oltre IVA come per legge; Pag, 2

 DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023 DATO ATTO che in data 04.07.2023 è stata disposta la consegna dei lavori alla ditta aggiudicatrice con verbale del 07/07/2023; VISTO l’allegato I del decreto RGS N 175 del 11 Luglio 2023 del Ministero dell’economia e delle finanze –  Fondo opere indifferibili 2023 del  DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO ISPETTORATO GENERALE AFFARI ECONOMICI con cui è stato autorizzato l’incremento di € 33.250,00 per il Fondo FOI dei lavori di cui all’oggetto. RITENUTO che occorre procedere alla variazione d’urgenza per la somma di € 33.250,00 sul Capitolo 08012.02.11911803 in favore del Comune di Nicolosi per la realizzazione  dei LAVORI DI “RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DESTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI;

ACCERTATO CHE nel bilancio di previsione 2023-2025, annualità 2023, non sono presenti previsioni di entrata e di spesa atte ad assicurare la copertura della spesa necessaria di cui sopra; RITENUTO, pertanto, necessario ed urgente procedere ad una variazione del bilancio di previsione 20232025 esercizio 2023, al fine della successiva adozione degli atti amministrativi necessari a dare copertura alle spese per la realizzazione della manifestazione in oggetto;

RITENUTO che tale progetto fa parte del PNRR Missione 5 componente 3 investimento 2 e pertanto i lavori devono essere completati entro il 28/02/2024 ;

 RICHIAMATO l’art. 175, commi 4 e 5 del D. Lgs. n. 267/2000, il quale dispone che: “le variazioni di bilancio possono essere adottate dall’organo esecutivo in via d’urgenza opportunamente motivata, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell’organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti e comunque entro il 3l dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine”; in caso di mancata o parziale ratifica del provvedimento di variazione adottato dall’organo esecutivo, l’organo consiliare è tenuto ad adottare nei successivi trenta giorni, e comunque sempre entro il 31 dicembre dell’esercizio in corso, i provvedimenti ritenuti necessari nei riguardi dei rapporti eventualmente sorti sulla base della deliberazione non ratificata”; ASSUNTI i poteri del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 175, comma 4, del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, che testualmente recita: “Ai sensi dell’articolo 42 le variazioni di bilancio possono essere adottate dall’organo esecutivo in via d’urgenza opportunamente motivata, salvo ratifica, a pena di decadenza, da parte dell’organo consiliare entro i sessanta giorni seguenti e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine”; RITENUTO pertanto, di dover apportare in via d’urgenza, per le motivazioni di cui sopra, la variazione al bilancio 2023-2025, esercizio 2023, che costituisce il bilancio gestionale durante l’esercizio provvisorio o gestione provvisoria; VISTO il prospetto riportato in allegato, contenente la variazione di competenza da apportare al bilancio di previsione 2023-2025, esercizio 2023,

 DATO ATTO del permanere degli equilibri di bilancio;

ACQUISITO il parere favorevole di regolarità tecnica espresso dal responsabile del servizio competente ed il parere favorevole di regolarità contabile espresso dal responsabile del servizio finanziario, a norma dell’art. 49 del D.Lgs. 267/2000; Pag, 3

 DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023 DATO ATTO CHE il parere del Collegio dei Revisori ex art. 239, comma 1, lettera b), del TUEL, sarà reso sulla proposta deliberazione consiliare di ratifica della presente; RITENUTO pertanto di avvalersi del potere surrogatorio riconosciuto all’organo esecutivo dall’art. 175, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000 e di apportare, in via d’urgenza, al bilancio di previsione dell’esercizio la variazione sopra indicata;

 VISTI:- il D.Lgs. n. 267/2000;- il D.Lgs. n. 118/2011;- lo Statuto Comunale;- il vigente Regolamento comunale di contabilità;- l’O.A. degli EE.LL. della R.S.;

PROPONE

 1) di apportare, per le motivazioni dettagliatamente esposte in premessa, al bilancio di previsione finanziario 2023-2025, esercizio 2023 le variazioni di competenza ai sensi dell’art. 175, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000 analiticamente indicate, per l’ assegnazione del contributo di € 33.250,00 per LAVORI DI “RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DESTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI” anno 2023, come da prospetto allegato;

2) di dare atto del permanere degli equilibri di bilancio, sulla base dei principi dettati dall’ordinamento finanziario e contabile e in particolare dagli artt. 162, comma 6 e 193 del D.Lgs. n. 267/2000;

 3) di variare contestualmente il PEG armonizzato 2023-2025 – esercizio 2023;

 4) di sottoporre il presente provvedimento alla ratifica del Consiglio Comunale, previo parere dell’Organo di revisione contabile, entro il termine di 60 giorni e, comunque, entro il 31 dicembre dell’anno in corso, ai sensi dell’art. 175, comma 4,del D.Lgs. n. 267/2000;

5) Di pubblicare il presente atto sul sito istituzionale dell’Ente; 6) Di dichiarare la adottanda deliberazione, stante l’urgenza a provvedere, immediatamente esecutiva. Il Responsabile del Settore     LUPICA CORDAZZARO ANGELO / ArubaPEC S.p.A. Pag, 4

 DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023 LA GIUNTA COMUNALE VISTA la proposta di deliberazione allegata; VISTI i Favorevoli  pareri  espressi ai sensi dell’art.53 della legge n.142/90, recepito dalla legge regionale n.48/91 e modificato dall’art.12 della legge regionale n.30/2000:

 RITENUTO  di approvare integralmente detta proposta per le motivazioni nella stessa contenute; Considerato che della stessa si condividono tutti i presupposti di fatto e di diritto. VISTA la L.R. 15/3/1963 n. 16 e s.m.i.; VISTE le LL.RR. 44/91, 7/92, 26/93, 23/98, 30/2000; VISTO il D.L.gs 29/1993 come modificato dal D.Lgs 80/98; VISTO lo Statuto Comunale

 Ad unanimità di voti DELIBERA  Per le causali meglio espresse in narrativa di approvare, facendola propria a tutti gli effetti di legge, la proposta di deliberazione N.152 del 06/12/2023 ,avente per Oggetto:”Variazione al bilancio di previsione finanziario 2023/2025 – esercizio 2023 (art. 175, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000) – LAVORI DI “RECUPERO DI UN FABBRICATO CON TERRENO CIRCOSTANTE, CONFISCATO ALLA MAFIA, IN VIA RAGALIDDA MONTARSO DA DESTINARE A CENTRO ANTIVIOLENZA PER DONNE E BAMBINI” CUP: J41B22002480001  “ unitamente agli allegati sopracitati,————————————————————-A questo punto il Presidente propone di dichiarare ai sensi dell’art. 16 della L.R. n. 44/91 la presente deliberazione urgente ed immediatamente esecutiva. Su tale proposta Ad unanimità di voti LA GIUNTA COMUNALE DELIBERA di dichiarare la presente deliberazione, come sopra formulata, urgente ed immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 16 della L.R. n. 44/1991, per i motivi evidenziati dal Sindaco. Pag, 5 DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023 La presente deliberazione sarà pubblicata all’albo comunale per quindici giorni consecutivi ai sensi dell’art. 11 della L.R. 3 Dicembre 1991 n. 44. Letto, approvato e sottoscritto L’Assessore Anziano IL

Il Sindaco dott. Angelo Pulvirenti Il Segretario Comunale Sig. Salvatore Lucio Mazzaglia           Verbale firmato digitalmente (DPR 445/2000-DLgvo 82/2005) Dott.ssa Linda Piazza Pag, 6 DELIBERA DI GIUNTA N. 126 Del 12/12/2023

Salute: controlli al SUD nelle strutture socio sanitarie in Puglia, una chiusura

 

Coronavirus, cosa è cambiato nelle case di riposo per anziani. - Oss Online

Taranto – Brindisi,
I Carabinieri del N.A.S. di Taranto, nell’ambito di controlli alle strutture socio-sanitarie e assistenziali, hanno riscontrato gravi irregolarità in una struttura di accoglienza per anziani della provincia di Brindisi.
La minuziosa ispezione condotta dal N.A.S., ha permesso di accertare il recidivo superamento della capacità ricettiva, l’assenza di S.C.I.A. per l’attività di somministrazione dei pasti e soprattutto, la presenza di anziani con gravi patologie invalidanti, non compatibili con il livello assistenziale della struttura.
L’Ambito Territoriale n. 3 AUSL BR/1 ha quindi chiuso la struttura ricettiva con revoca dell’autorizzazione al funzionamento e divieto nei confronti del gestore di esercitare qualsiasi attività oggetto di autorizzazione. A tutela degli anziani non autosufficienti, sono state avviate le procedure per il loro trasferimento in strutture appropriate alle loro esigenze assistenziali.

 

CATANIA- LA LOTTA DELLA FINANZA AL CAPORALATO –

Sequestrata società del valore di 3 milioni di euro e arrestati i responsabili

Lavoro minorile: un'urgenza da affrontare - Vox Diritti- Vox Diritti

Archivi-Sud Libertà

 

Catania,

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, nell’ambito di complesse attività d’indagine coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione, nei comuni di Biancavilla, Adrano e Misterbianco, a un’ordinanza con la quale il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti, rispettivamente il rappresentante legale e il direttore commerciale di un noto supermercato affiliato alla grande distribuzione, per la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”— cd caporalato – e “autoriciclaggio” disponendo il sequestro preventivo della società, con nomina di un amministratore giudiziario.

L’attività d’indagine, condotta dalla Compagnia della GdF di Paternò, trae origine da un controllo amministrativo in materia di lavoro sommerso, effettuato presso un noto supermercato di Biancavilla a seguito del quale veniva rilevata la presenza di n. 37 lavoratori che sarebbero stati impiegati per un numero di ore nettamente superiore rispetto a quelle previste da contratto e dalla contrattazione collettiva di settore, con retribuzioni che, nei casi più gravi, si sarebbero attestate ad € 1,6 l’ora con stipendi mensili di 7/800 euro per i giovani a fronte di oltre 60 ore settimanali di lavoro. Il controllo ha permesso di quantificare l’omessa corresponsione di retribuzioni negli anni per un ammontare pari a circa € 1.600.000 e l’omesso versamento di contributi previdenziali per un ammontare pari a circa € 1.150.000.

L’attività ha consentito di rilevare la sussistenza degli indici sintomatici del reato di cui all’art. 603 bis del c.p. – “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” – commesso dai due soggetti arrestati, sotto i profili della reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali o, comunque, sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato; della reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie; della violazione delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.

Infatti, i lavoratori sfruttati, in ragione dello stato di bisogno in cui versavano, in virtù della situazione di grave difficoltà economica tale da limitarne la libertà di autodeterminazione, non avendo nessun’altra valida alternativa, accettavano di essere impiegati per molte più ore rispetto a quelle contrattualizzate, non godendo delle ferie maturate e fruendo di soli due riposi settimanali al mese.

Sono emersi altresì elementi indicativi del reato di autoriciclaggio a opera del rappresentante legale della società in relazione al profitto del delitto di sfruttamento lavorativo.

Alla luce delle evidenze emerse, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede processuale, il giudice per le indagini preliminari applicava nei confronti dei due indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari e disponeva il sequestro preventivo di una società di capitali operante nella grande distribuzione alimentare.

La Guardia di Finanza si impegna costantemente al contrasto dello sfruttamento del lavoro che mina gli interessi e i diritti dei lavoratori, rappresentando una piaga per l’intero sistema economico.

Palermo, Maxi sequestro di 3 tonnellate di novellame di sarda

 

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

 

 

Palermo,

I militari della Stazione Navale di Palermo, congiuntamente al personale del Gruppo di Termini Imerese, nell’ambito della costante azione mirata alla tutela della filiera ittica, a seguito di un’intensa attività informativa, hanno individuato e intercettato 2 furgoni, sospettati di trasportare un ingente carico di prodotto ittico non tracciato.

All’esito del controllo, sono state sequestrate circa 3 tonnellate di novellame di sarda e comminate sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo compreso tra 25.000 e 150.000 euro a carico di 2 soggetti, per la detenzione e il trasporto di prodotto ittico sottomisura (Sardina Pilchardus, la cosiddetta “neonata”).

In particolare, uno dei due furgoni si presentava a tutti gli effetti come mezzo adibito al soccorso stradale e, simulando di scortare il secondo furgone, circolava con un lampeggiante acceso.

L’ingegno del conducente, però, non è bastato a trarre in inganno le Fiamme Gialle operanti, che fermavano prontamente i due veicoli sull’Autostrada A19 direzione Palermo.

Il carico di 3.100 kg, privo di qualsivoglia attestazione d’origine, era destinato ai mercati di Palermo e la successiva commercializzazione avrebbe generato un guadagno illecito per un importo pari a circa 100.000 euro.

I soggetti responsabili sono stati immediatamente accompagnati presso gli Uffici della Guardia di finanza per la contestazione dell’illecito e il sequestro del prodotto. Il tempestivo intervento dei Finanzieri, in forza alla Stazione Navale di Palermo e al Gruppo di Termini Imerese, ha permesso che il prodotto ittico, di facile deterioramento, non andasse distrutto, bensì venisse devoluto in beneficenza a 10 associazioni diverse, a seguito della certificazione di idoneità al consumo da parte del veterinario dell’ASP di Palermo.

La cosiddetta “neonata” è alla base della catena alimentare dei mari, pertanto la pesca illegale di questa specie ittica rappresenta un vero e proprio danno ambientale che mette a rischio l’intero ecosistema marino.

L’attività di servizio si inserisce nel più ampio quadro del costante impegno del Corpo rivolto alla tutela del consumatore e della biodiversità marina, nonché al contrasto di ogni forma di illecito, compresa la commercializzazione dei prodotti derivanti dalla pesca di frodo