Ritorna il cantautore Max Rasa con il singolo “Sta cambiando”nella riconquista del Pianeta perduto

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DI   LUCILLA CORIONI

Ritorna Max Rasa, filantropo e cantautore, impegnato col suo nuovo singolo nella riconquista del Pianeta Perduto, la Terra.
“Sta cambiando”, che si può scaricare dal web dal 12 maggio, è un inno alla vita e alla ricerca della salvezza. L’inquinamento e l’uso improprio della natura, dell’acqua e delle foreste, stanno facendo a pezzi l’ambiente e quindi la vita.
Il Pianeta pare urlare, sembra implorarci di cambiare rotta e di ritornare a proteggerla e a proteggerci.
L’uomo, artefice di un disastro annunciato, chiacchiera, giudica e pregiudica e usa male il tempo che ha a disposizione.
Il messaggio di Max Rasa è chiaro : basta con le parole e buttiamoci con coraggio verso azioni destinate alla salvaguardia del mondo, della terra e della vita.
Il brano, scritto da Massimiliano Rasa, arrangiato e prodotto da Michele Bonivento, che ha anche un videoclip realizzato da Pietro Vettore, verrà presentato live con la “Cani Bastardi Band” a Sanremo rock e trend che si terrà a settembre di quest’anno al teatro Ariston.
https://www.facebook.com/maxrasaofficial
https://www.youtube.com/user/maxspaziozero

Note biografiche

Veneziano, è un cantante e autore di canzoni.
Lui dice di sé: “Non vivo di musica, ma la musica è la mia vita”.
Attualmente è il front man della “Cani Bastardi Band”, con un progetto pop rock, finalisti quest’anno (2021) di Sanremo Rock e Trend Festival che si terrà al teatro Ariston di Sanremo. Collabora con il noto musicista Michele Bonivento il quale è suo arrangiatore e produttore artistico ufficiale. Ama scrivere poesie e pensieri che lo aiutano poi, attraverso la composizione a trasformare un’idea in una canzone.
Il 2 aprile 2021 esce con il singolo “Vuoto Apparente”.

VOLA VIA IL BRANO,IN NAPOLETANO E SONORITA’ MODERNE, “E’ PAROLE CA NUN DICE” DI GENNY ESPOSITO

 

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Il nuovo singolo dei SoulBahia, É Parole Ca nun dice

Il brano dell’artista, É Parole Ca nun dice , disponibile su tutte le piattaforme digitali (>>> https://il.ink/soulbahia) finalista al Festival di Napoli 2020, nasce dalla continua ricerca dell’autore, Genny Esposito, di testi in lingua napoletana e sonorità moderne senza mai distaccarsi dalle origini e senza mai piegarsi ai cliché di autori che senza innovazione, propongono i soliti testi che parlano d’amore.
Il dialetto napoletano è la lingua importante e musicale, scelta per dare voce a delle emozioni profonde che nascono quando un animo sensibile non riesce ad esprimersi, a trovare le parole adatte per creare un contatto con gli
altri. Le parole che creano vuoti e le parole che colmano dei vuoti. La musica pensa a tutto il resto.
Un arrangiamento curato ed evocativo, accompagnato da una chitarra melodica e da una ritmica che si arricchisce con la voce di Emanuele, una voce carica di emozione che con dolcezza e vigore, ti trasporta nell’atmosfera di un brano che affronta la tematica sempre attuale della difficoltà di comunicazione, in un gioco di armoniosi falsetti.
Il brano interamente autoprodotto, nasce dall’incontro di Emanuele Matrullo e Genny Esposito che si interseca bene con la loro passione consolidata nel gruppo Soulbahia, progetto musicale nato dieci anni fa da un’idea di Genny
Esposito. Un progetto che propone un repertorio con un sound dai ritmi latini con radici partenopee che fonde l’anima del soul /pop con un mix di sonorità brasiliane, reggae, salsa, r&b ,etc … , arricchito da mash-up tra i classici della
canzone autorale italiana/napoletana e internazionale dagli anni ‘40 ad oggi

Resta con me, inno visivo alla libertà, è il nuovo singolo della band “The Kidal”

Video fornito da Lucilla Corioni
Dopo l’esordio con il singolo “Balla” (che ha collezionato più di 120.000) ascolti, tornano i “The Kidal” con una nuova canzone in uscita il 7 Maggio 2021, fresca fresca per l’estate in arrivo. Evocativa dei ritmi degli anni 80, ma con un sound innovativo, ricercato e attuale, “Resta con me” ci fa viaggiare sulle spiagge tanto desiderate dopo le lunghe attese sofferte dei lockdown e delle ordinanze restrittive, facendoci vibrare con emozioni d’amore ebbri di fuoco di passione e albe romantiche.
Firmato da Gabriele Gigli ed Erik Calvo, il brano presenta la preziosa collaborazione musicale di Sofia Minelli impegnata a duettare con il cantante Luke.
Il videoclip, girato nei territori canavesani da cui la band proviene, è un inno visivo alla libertà, non solo sociale e concettuale, ma anche quella delle cose più quotidiane.
Un consiglio invece a chi vuole chiudere gli occhi e ascoltare la traccia sulla piattaforma on line preferita: immagina di essere su una spiaggia italiana, con un cocktail in mano e la voglia di non tornare più.
“Resta con me”, la colonna sonora della nostra estate.

Note d’Autore:

The Kidal è una band ricca di esperienze live tra cui quella importantissima del Liga Rock Park, dove il gruppo ha aperto il concerto di Luciano Ligabue.
Dopo numerosi cambiamenti, tra i quali formazione e nome, stimolati da nuovi input musicali, la band ha scelto di riaffacciarsi sul panorama discografico con un progetto sound funky-pop, con ritmiche semplici, ma ricercate.

The Kidal sono:
Kevin – Chitarra Ice – Basso
Dave – Batteria
Ale – Tastiere
Luke – Voce
www.thekidal.it
https://www.facebook.com/thekidalofficial/
https://www.instagram.com/thekidalofficial/
https://youtube.com/channel/UCE8v7Aoh_nfXeleghINbpFw
https://open.spotify.com/artist/31mws20qZ8cXtIyQPOimjI?si=tGLt4iHKRLqlrpeFZnHlKg&dl_ branch=1

Addio a Milva, la “Pantera di Goro”

 

Musica in lutto, è morta Milva, la rossa della canzone italiana

 

Milva non c’è più. La cantante e attrice teatrale dai capelli rossi aveva 81 anni e viveva a Milano. All’anagrafe Maria Ilva Biolcati-  era lontana dalle scene da oltre un decennio. Nel 2010 la ‘Pantera di Goro’ dopo aver pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato , intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia, aveva annunciato il suo addio alle scene,, dopo mezzo secolo di palcoscenico vissuto in tutto il mondo.

Aveva comunicato :”Ritengo che proprio questa speciale combinazione di capacità, versatilità e passione sia stato il mio dono più prezioso e memorabile al pubblico e alla musica che ho interpretato e per quello voglio essere ricordata. Oggi questa magica e difficile combinazione forse non mi è più accessibile: per questo, dato qualche sbalzo di pressione, una sciatalgia a volte assai dolorosa, qualche affanno metabolico; e, soprattutto, dati gli inevitabili veli che l’età dispiega sia sulle corde vocali sia sulla prontezza di riflessi, l’energia e la capacità di resistenza e di fatica, ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro in direzione della sala d’incisione, da dove posso continuare ad offrire ancora un contributo pregevole e sofisticato”,.

Detta ‘la rossa’ – titolo di una canzone scritta per lei da Enzo Jannacci a cui dedicò l’album La Rossa del 1980 – nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strehler, passando per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla, le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi e tanto altro, compresi i successi sul palco del Festival di Sanremo ma anche quelli sui palcoscenici di tutto il mondo.

A Sanremo aveva stabilito un record poco invidiabile: Milva era l’artista con più partecipa- zioni, 15, senza mai una vittoria. La ‘pantera di Goro’ non si è mai spinta oltre il secondo posto del 1962. Milva è anche la cantante con più partecipazioni consecutive, nove, dal 1961 al 1969.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Maurizio Ferrandini, laureato, autore di una dozzina di album, mai riconosciuto dal sistema, torna al rock

 

Maurizio Ferrandini

Il rock non è mai morto. È stato colpito, lasciato in fin di vita, e piano piano ha continuato a zoppicare, tra cicatrici e ferite mai rimarginate, attraversando e sfidando le tempeste tecnologiche degli ultimi 40 anni di Storia, collezionando eroi rimasti – spesso volutamente – invisibili. Il Novecento è lontano, è altrove e va rispettato e lasciato in pace coi suoi miti.
Il rock del terzo millennio ha nuovi codici e nuovi portatori sani di energia elettrica e provocazione che hanno trasformato quella musica “da assembramento” in ballad da nicchia, mai perdendo dignità.
Maurizio Ferrandini, cinquantenne sanremese, figlio della città dei fiori e della canzonetta da mainstreamer, è in realtà uno dei tanti fratellini scomodi e mai riconosciuti dal sistema, perché non si è mai uniformato, non si è mai lasciato plasmare dalle mode e da un settore discografico che, per sua natura e storia, tende a corrompere tutti i suoi protagonisti con i generi e le sotto-categorie del pop.
I dischi, Ferrandini, nonostante i corteggiamenti di label Indie e produttori alternativi, ha sempre preferito farseli e finanziarseli da soli, a costo di renderli talmente rari da essere quasi introvabili.
Oltre ad una laurea conseguita nel ramo amministrativo, fin da giovanissimo Maurizio si appassiona di grafica, di montaggio video e di liuteria, ma nel frattempo la sua arte originaria non si disperde: Ferrandini diventa polistrumentista e realizza una dozzina di album in circa 10 anni.
Nel 2020, complice il lockdown dell’emergenza sanitaria, incontra “virtualmente” il vecchio amico Luca Bonaffini col quale realizza un format in cinque puntate per Globus Television dedicate alle “storie dietro alcuni vinili d’arte”: si tratta di Mash Up Kult che, andrà in onda durante il Natale successivo, ottenendo un grande successo. Nel 2021, per lo stesso Bonaffini, realizza il videoclip de “Il futuro ero” (singolo del cantautore mantovano) e sarà proprio in quel contesto che riceverà da Luca la proposta per la pubblicazione di un album.
“Miracolosamente – come ha dichiarato il produttore – Maurizio Ferrandini ha accettato”.
Lo ribadiamo con orgoglio, dunque. Il rock non solo gode di buona salute ma soprattutto è ancora in grado di gridare in silenzio, senza adeguarsi.
Ben tornato Maurizio.

L’album
Sette tracce con temi felicemente inattuali quindi eterni.
Mondi musicali distorti e melodici, tra malinconia e pancia.
Maurizio Ferrandini è tornato e con lui il ben riconoscibile sound e atteggiamento rock.
Apre “Destinazione America”, dove un grido interiore trova un passaggio segreto e diventa una dichiarazione di resistenza e di resilienza. Segue “Cosa c’entri col rock”, dove rock è un’idea, un’impostazione dell’anima e non necessariamente uno stile di vita. Romantica seduta analitica, una sorta di viaggio nel subconscio di un uomo costretto a fare i conti con scelte di vita non allineate al senso comune invece la bella “Totem”, mentre in “Questa notte” l’autore accompagna la madre nel suo ultimo volo mentre la vita scorre muta e banale tra l’indifferenza e la mortificante solitudine. Arrivano “Oggi”, descrizione di un istante che diventa il lucido dipinto di una vita, e “Quello che fa bene”, omaggio a Tom Petty. Conclude l’ettagono discografico “Il buio”, criptica e penetrante, rivelazione di un rock guerriero incapace di adeguarsi, ma che non si intende arrendersi.

Il Rinascimento italiano musicale parte con Magro e Grizzi

Il Rinascimento Musicale Italiano parte da Mantova con Magro e Grizzi

Vittorio Magro e Alberto Grizzi rilanciano la musica unplugged nel loro studio virgiliano rinnovato.

È ancora una volta Mantova, città di arte e letteratura che fu impero di bellezza durante il Rinascimento Italiano dei Gonzaga, che vuole far ripartire il settore musicale, duramente messo alla prova dalle infinite emergenze sanitarie nazionali e mondiali.
Artefice di questa iniziativa è LS STUDIO, un’associazione musicale nata qualche anno fa.
Alberto Grizzi, il suo fondatore (già vicepresidente di C7 ART&MUSIC SRLS, etichetta creta insieme a Luca Bonaffini e assorbita nel 2018 dal gruppo Long Digital Playing), non molla.
Anzi, incalza.
Il settore è in crisi da diversi anni, ma Grizzi – invece di piegarsi o di chiudere – ha deciso di fare il grande salto. Studio di registrazione nuovo, disposto nello storico capannone che si trova alla periferia di Mantova in Via dei Toscani, con nuova regia, sala doppiaggio, mini-auditorium per concerti in streaming, sala prove e, in futuro, un piccolo snodo ristoro.
Un caffè, uno scambio di idee, tre note di basso e due di chitarra e… rien ne va plus: lo studio è fatto!
A dare luce e vita alla nuova avventura discografica e live di LS, è arrivato in soccorso un pezzo di storia della musica: Vittorio Magro, ingegnere del suono e chitarrista.
Intorno ai cinquanta anche lui, Magro detto il Vitty, ha lavorato – per trent’anni – con mezzo mondo. Musicista, da sempre radicato nel metal e nel rock importante, ha dichiarato però anche un secondo grande amore musicale: il folk e, in maniera più generica, tutto ciò che è unplugged.
Non basta avere i social, le piattaforme e puntare alla mainstream: ci vuole il prodotto. Solido e duraturo. Magari ripartendo dalle chitarre, dall’essenziale, da quel minimalismo che ha fatto diventare la popular music una categoria colta del nostro patrimonio discografico ed editoriale del ‘900.
Ripartendo – quindi – dal suono buono che, ovviamente attualizzato e perfettamente adeguato ai parametri contemporanei, riporta brani e artisti alla loro anima, alla loro identità creativa.
La buona notizia è questa: il futuro della musica c’è ancora, perché c’è qualcuno che ci crede. E questa scommessa si chiama Magro-Grizzi che, dalla roccaforte creativa virgiliana, fa risuonare la sua voce e la sua voglia, appunto, di “non mollare”.

Max Rasa e il nuovo brano di sfida contro il tumore perchè esiste un’energia superiore:la Vita

Mai come in questo momento, il nuovo singolo di Max Rasa pare essere vero e utile.
Nelle note romantiche ma forti, nella melodia tra il tradizionale e il rock lento, nella voce profonda e toccante del cantautore, la canzone trova lo stesso coraggio dell’artista, esorcizzando – ma soprattutto sfidando – la malattia.
Max, che è stato realmente in sala operatoria per un tumore, approda al mercato discografico con un brano tutt’altro che commerciale ma immediato e orecchiabile.
Ce la si può fare, esiste un’energia superiore chiamata VITA. Questo il senso del bellissimo messaggio che, in tale momento storico, pare dover diventare un mantra così che la malattia ti faccia sentire e vedere il tempo non più come una muraglia invalicabile, ma solo un intervallo di “Vuoto apparente”.
Al brano hanno partecipato Michele Bonivento (arrangiatore, produttore e keyboards), Stefano Ottogalli (chitarra), Paolo Andriolo (basso) e Vincenzo Tosetto (attore nel videoclip). Realizzato nello studio Good Wind Music, il videoclip è stato prodotto da Pietro Vettore.
Note biografiche

Veneziano, è un cantante e autore di canzoni.
Lui dice di sé: “Non vivo di musica, ma la musica è la mia vita”.
Attualmente è il front man della “Cani Bastardi Band”, con un progetto pop rock, finalisti quest’anno (2021) di Sanremo Rock e Trend Festival che si terrà al teatro Ariston di Sanremo. Collabora con il noto musicista Michele Bonivento il quale è suo arrangiatore e produttore artistico ufficiale. Ama scrivere poesie e pensieri che lo aiutano poi, attraverso la composizione a trasformare un’idea in una canzone.

“Il Paracadute di Taccola”, esce sedicesimo album dell’artista Luca Bonaffini

 

Un singolo con un videoclip (online dal 12 marzo), malinconico ed emozionante, per Luca Bonaffini – cantautore di vecchia generazione che abbiamo imparato a conoscere negli anni Ottanta grazie a Pierangelo Bertoli, per il quale firmò tante canzoni – che guarda al passato.
“Il futuro ero” apre “Il paracadute di Taccola”, sedicesimo album dell’artista mantovano, con la regia di Maurizio Ferrandini (musicista e videomaker sanremese), un progetto di rara bellezza e soprattutto autenticità.
14 brani, arrangiati e prodotti insieme a Roberto Padovan che sarebbero stati bene su vinile, girando a velocità 33, in mezzo ai grandi dischi del cantautorato italiano. C’è tanto pop, ma anche tanta canzone d’autore nelle tracce del nuovo Bonaffini che, con questo CD, segna il secondo capitolo della trilogia dedicata “al volo”.
L’album, uscito in digitale, il 26 gennaio si farà “solido” per la Festa del Papà, il 19 marzo, che è anche il compleanno di Long Digital Playing (la label di Bonaffini e soci fondata tre anni fa) e quello del complice Roberto Padovan, instancabile compagno di merende del cantautore.
“Il paracadute di Taccola” arriva due anni e mezzo dopo “Il cavaliere degli asini volanti” e, a differenza di quest’ultimo, con spunti etnici e new age, contiene canzoni più tradizionali e concepite per essere suonate dal vivo.
Bonaffini, trent’anni fa, firmò la splendida “Chiama piano” che, grazie a Pierangelo Bertoli e Fabio Concato vinse il disco d’oro e successivamente fu anche protagonista del tour “Spunta la luna dal monte”, sostituendo Andrea Parodi dei Tazenda nell’interpretazione della parte in sardo.
Tra le tracce da segnalare presenti nel CD, troviamo “La perla bianca”, “Quella dolcezza che ha cambiato il mondo” e “Quando l’amore si faceva in bianco e nero”.
 Note d’autore

Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni Ottanta come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama Piano“, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore, diversi album aventi un unico filo conduttore, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il Premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone – Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012). Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro La notte in cui spuntò la luna dal monte (edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.

Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh editrice).

 

 

 

Il brano “Sarà stupendo”Dedicato ai tanti giovani che sognano la libertà e la normalità.

Dedicato ai  tanti giovani sognatori che cercano la   libertà . Un progetto de La Notte Vola, scritto da Fabio Castorino

 

Un inno alla speranza, alla voglia di tornare alla vita pre pandemia e una dichiarazione d’amore per la musica e per il suo potere di salvare e far sognare. Sarà stupendo è il brano di debutto della cantante Kenya, prodotto da Roxy Studio che da domani, 12 marzo, uscirà su tutti gli store. Il singolo, di cui è stato anche girato un videoclip, è un regalo de La Notte vola, brand siciliano di eventi nato nel 2015, al suo pubblico ed è dedicato ai tanti giovani, e non solo, che chiusi nelle loro stanze sognano di non vivere più una vita in DAD. È stato scritto da Fabio Castorino, testo e musica, distribuito da Roxy Studio Records, coordinatore artistico Vincenzo Canzone e produttore esecutivo Luigi Cortina. Il video è stato realizzato da Icona media & event. Partner Villa Boscogrande Natale di Maria Chef  e  Maximum Suite & SP. Il video è già su Youtube https://youtu.be/sHhlj3mHfPM.

Il commento del produttore Luigi Cortina de La Notte vola

«L’idea è nata dal team de La Notte Vola Eventi che, abituato a far ballare migliaia di persone, si è dovuto fermare obbligatoriamente – ha commentato Luigi Cortina, produttore esecutivo del progetto -. Quando torneremo a stare insieme sarà stupendo, proprio come il nome che abbiamo scelto per il brano. E lo sarà tornare ad abbracciarsi e a danzare senza mascherine e senza paura del contagio. Il singolo, affidato alla giovane voce di Kenya, è emozionante – conclude – e seppure il Covid19 nel testo non è mai menzionato, le sensazioni che evoca sono quelle che in questo momento accomunano tutto il mondo piegato dalla pandemia».

Tra onirico e magia, il video di Sarà Stupendo è ambientato in una dimora del ‘700

Il videoclip, un corto cinematografico ambientato all’interno di Villa Boscogrande, antica dimora palermitana, racconta la storia di una ragazza che al chiuso della propria stanza, guardando al pc foto e ricordi di prima dell’epidemia, si addormenta e sogna la vita che riparte. Così si risveglia sotto gli affreschi di una villa settecentesca, con indosso un abito principesco. Tra le stanze, ognuna con un diverso significato simbolico, incontra tre strumenti ormai silenziosi, un sax, bacchette da batteria e un microfono, che richiamano la band de La Notte Vola composta da un percussionista, un vocalist, un sassofonista oltre a un dj. Intrappolata in un milkbath, immersa fino al collo in una patina di acqua biancastra, cantando riesce ad evadere e liberarsi.

La cantante Kenya e il suo maestro Fabio Castorino

Maria Assunta Lo Giudice, ventiduenne nata a Palermo, ha scelto di chiamarsi Kenya in omaggio alla nazionalità che richiama la sua ricca chioma riccia. «La mia passione per la buona musica è stata trasmessa dal mio nonno materno e, nonostante lui non ci sia più, cerco di realizzare il nostro sogno». Frequenta l’accademia Roxy Studio di Fabio Castorino, ha partecipato a numerosi concorsi regionali e nazionali, si è già esibita in spettacoli musicali e concerti, in vari teatri. I suoi video su Youtube hanno raggiunto circa 49000 visualizzazioni. Ha partecipato a La Corrida – Dilettanti allo sbaraglio, condotta da Carlo Conti su Rai 1 con ottime recensioni. Nel 2021 ha prestato la voce al remix della canzone di Marcella Bella, “Nell’aria” di Ben dj.

Fabio Castorino è un imprenditore discografico. Nel 2002 ha fondato il Roxy Studio, studio di registrazione e formazione artistico musicale e professionale per la tecnologia del suono. Pianista, compositore e arrangiatore ha realizzato molteplici progetti discografici per la partecipazione di artisti a Sanremo GiovaniCastrocaroPremio Mia MartiniJe So Pazz e vari. Ha collaborato con manager e compositori di fama come Michele Torpedine e il maestro Adriano Pennino. Ha realizzato registrazioni per noti spot pubblicitari, doppiaggio di film con NetflixPier Francesco FavinoRicky Tognazzi, film Boris Giuliano. È Warner Official Supplier e ha registrato la cantante soprano Angela Gheorghiu. Nel 2016 ha ottenuto la certificazione Steinberg Official Trainig Center.

TESTO – LA NOTTE VOLA

Se Guardi dentro te
Saprai
Respira a fondo e poi vedrai
Lo stesso cielo sopra me e te
Che ci unisce e spazza via ogni limite
Ed è così
io aspetterò così
 
Ti accorgerai di quanto sia stupendo
Mi abbraccerai ma senza alcun rimpianto
Mai più nessuno impedirà
Respirerai la libertà
Ti accorgerai
Quanto sarà
Stupendo
 
Se cerchi dentro te
Saprai (vincerai ogni limite)
Respira a fondo e poi
Vedrai (amerai la tua libertà)
L’alba di un nuovo giorno in noi sarà
Tutti strapperemo via ogni maschera
 
Sarà è così
Vedrai sarà così 
 
Ti accorgerai di quanto sia stupendo
Mi abbraccerai ma senza alcun rimpianto
Mai più nessuno impedirà
Respirerai la libertà
Ti accorgerai
Quanto sarà
Stupendo
La fiamma di una candela
Nel cielo la luna piena
Abbiamo voglia di vivere
Mentre la notte vola
 
Potremo stare vicini
Giocare come bambini (Giocate senza stancarci mai)
Ballare senza stancarci mai
Mentre la notte vola
 
Mai più nessuno impedirà
Respirerai la libertà
Ti accorgerai
Quanto sarà
Stupendo

Se guardi dentro te
saprai
Che libero così sarai
Vedrai

SANREMO 2021 HA PERDUTO LA CLASSE E LA VERA VOCE MUSICALE – DIRIGENTI RAI “SENZA CONTROLLO” E COMPENSI ANCORA TROPPO ALTI ED OFFENSIVI

Sanremo 2021 la scaletta della quarta serata: ecco i cantanti e gli ospiti

 

Questa edizione del Festival di Sanremo è stata vinta dal gruppo musicale I Maneskin .Sanremo senza classe e troppe banalità.  La carta Fiorello si rivela scolastica , buona per l’animazione di gruppi di studenti di una scuola. Non per un palco come Sanremo  dove l’attenzione è internazionale.  Amedeus lo segue ma rivela i suoi limiti.  Fiorello gli serve probabilmente come “ombrello” E la signora della canzone italiana, Ornella Vanoni, ospite fuoriclasse in studio,anche se reperto archeologico, non manca di sottolineare (un pò polemicamente) che Fiorello non sa proprio cantare.  “Ma tu hai la passione per il canto? ironizza la Vanoni tra la sorpresa di Fiorello e di Amadeus.     Susseguono battute fuor di luogo e di cattivo gusto professionale

“Chiunque ci sarà si becca il malocchio di Fiorello: «Vi auguro una platea piena. Milioni di persone fuori dall’Ariston, ospiti internazionali. Vi diamo il pubblico ma spero che vada male, che faccia 5 milioni. Se c’è il pubblico vuol dire che le cose sono andate benissimo. Voglio vedere chi si prende questa patata bollente. Ma male, male, male deve andare».

Neppure la solitaria Orchestra accenna ad un applauso . Non sappiamo come il direttore Rai 1,   Stefano Coletta, possa definire«epico»questo festival nonostante gli ascolti siano stati ampiamente scarsissimi e deficitari (anche la quarta serata si ferma a 8.014.000 spettatori, 44,7% di share).  Lo avevamo previsto   -un fiasco pieno –    anche noi di Sud Libertà. E Stefano Coletta farebbe bene a nascondersi oppure a dimettersi da quell’incarico “pubblico”.  Ancora Vergogna….

Per queste stupidaggini, scelte deliberatamente dai dirigenti RAI, senza alcun c0ntrollo professionale da parte di chicchessia, abbiamo consentito che questi  “presentatori” Sanremo  si presentassero in Cassa a fine serata per un prelievo pur sempre milionario e, comunque esoso ed offensivo, aggiungiamo in questo periodo di pandemia. Vergogna!    

 

Sanremo 2021, vincono i Maneskin: il gran finale e il piacere della  normalità - L'Espresso

Al secondo posto Fedez e Francesca Michielin, al terzo posto il cantante che molti davano per favorito assoluto, Ermal Meta. Il gruppo ha trionfato con il brano ‘Zitti e buoni’.

Willie Peyote con il brano ‘Mai dire mai (la locura)’ ha vinto il Premio della Critica – Sezione Campioni intitolato a Mia Martini attribuito dalla Sala Stampa del Festival. Ha ottenuto 21 voti su 64 testate chiamate a esprimersi. Secondi Colapesce e Dimartino con 13 preferenze, terzi Extraliscio feat. Davide Toffolo con 6.

Il Premio Lucio Dalla aggiudicato a Colapesce Dimartino con il brano ‘Musica Leggerissima’ , assegnato dalla Sala Stampa Radio-Tv-Web, con 21 preferenze su 98 votanti. Secondo Ermal Meta con 12 voti, terza Annalisa con 8.

La classifica finale del Festival: 1 – Maneskin;2 – Fedez e Francesca Michielin 3 – Ermal Meta 4 – Colapesce Dimartino; 5 – Irama;6 – Wille Peyote;7 – Annalisa; 8 – Madame;9 – Orietta Berti;10 – Arisa; 11 – La Rappresentate di Lista;12 – Extraliscio feat Davide Toffolo; 13 – Lo Stato Sociale; 14 -Noemi;15 – Malika Ayane; 16 – Fulminacci; 17 – Max Gazzè;18 – Fasma;19 – Gaia;20 – Coma_Cose;21 – Ghemon 22 – Francesco Renga;23 – Gio Evan;24 – Bugo; 25 – Aiello; 26 – Random.

 

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