E’ uscito “DAMMI UNA MANO”, il nuovo singolo e video di Max Rasa

 

DI    LUCILLA CORIONI

Ritorna Max Rasa, front man dei “Cani Bastardi Band”, con “Dammi una mano”, un rock melodico intenso e immediato che, raccontato da un videoclip davvero bello, affronta il complesso complicato ed eterno tema dei conflitti generazionali.                       Il rapporto genitore-figlio è spesso bloccato da un muro apparentemente invalicabile, fin quando, un momento difficile passato dal figlio adolescente si trasforma magicamente in un’opportunità per il padre. La ricetta è quella dell’ascolto, della presenza, dell’amore che si basa sulla comprensione, che si basa su fatti e non su semplici discorsi cattedratici, tipici di chi ci ha preceduto. Darsi una mano, è quindi tendersi la mano, perché solo attraverso la dinamica dei legami profondi è possibile non ritrovarsi mai da soli e vincere insieme.

Note d’autore

 

Veneziano, è un cantante e autore di canzoni.
Lui dice di sé: “Non vivo di musica, ma la musica è la mia vita”.
Attualmente è il front man della “Cani Bastardi Band”, con un progetto pop rock, finalisti quest’anno (2021) di Sanremo Rock Trend Festival. Collabora con il noto musicista Michele Bonivento il quale è suo arrangiatore e produttore artistico ufficiale. Ama scrivere poesie e pensieri che lo aiutano poi, attraverso la composizione a trasformare un’idea in una canzone.
Il 2 aprile 2021 esce con un primo singolo dal titolo “VUOTO APPARENTE”.
Max Rasa torna il 12 maggio con un secondo singolo intitolato “STA CAMBIANDO”.
Il 1° luglio esce con un nuovo singolo dal nome “LASCIAMI ANDARE”, un vero e proprio inno alla libertà.

 

STELLA BASSANI, ARTISTA CHE CON LA MUSICA VUOL RICOSTRUIRE L’ALBERO E IL GIARDINO DELLA VITA

 

Ritorno discografico per Stella Bassani, icona contemporaneadell’ebraismo musicale pop, che – classe 1970, mantovana – ci regala 7 tracce nuove.
7 canzoni, dunque, tutte in ebraico che spaziano dalla tradizione dell’antico testamento per raggiungere i songwriter del Novecento, celebrando la Storia e le storie di un popolo controverso e spesso tragicamente perseguitato.
« Ha Yikkar » che sottotitola « l’essenziale in studio » è un album « ponte », o meglio di passaggio, rigorosamente unplugged (quasi solo voce e chitarra, con qualche arricchimento sonoro solo nel brano d’apertura) che ha lo scopo di trasportare l’ascoltatore nella Erez Israel (la terra promessa) in tutta la sua essenza e semplicità.
Inoltre ci piace leggere tra le righe che l’essenziale, la cosa fondamentale,e il minimalismo sono i binari di ripartenza per un mondo che, travolto da Covid e lockdown, riparte dalle radici per ricostruire l’albero e il giardino della vita.
Capolavori di bellezza come « Hine keinei avadim» e « Rachem », si affiancano a tre omaggi dedicati all’indimenticabile Naomi Shemer (« Lu Yehi », « Od Lo Avavti Dai », « Al Kol Eleh ») per celebrare il KInneret con la tradizionale « Eretz Eretz Eretz » e la Storia del popolo ebraico con « Ava Nagila ».
Dal 10 ottobre 2021, in distribuzione sulle maggiori piattaforme digitali.
Note d’autore
Stella (Iolanda Elena) Bassani inizia fin da bambina a girare con il nonno Cesare Galli, polistrumentista e direttore d’orchestra, nonché fondatore della Fisorchestra di Verona, respirando musica e diventandone piano piano parte integrante. Gira con lui l’Italia, la Svizzera, la Francia e altri paesi, ben presto imparando anche il significato del palco, del musicista e del pubblico. Crescendo inizia a scoprire il pianoforte, il solfeggio, la chitarra e soprattutto la voce. Soprano, con un’inclinazione naturale verso le note lunghe, inizialmente viene introdotta al canto lirico che, però ben presto, abbandona perché troppo competitivo e rigido.
Stella ama anche la danza, il movimento fisico, il ballo.
Infatti, attraverso le feste tradizionali della Comunità organizzate dal padre Italo (attivissimo a livello locale, nazionale e internazionale) conosce la MUSICA TRADIZIONALE EBRAICA, antica e religiosa, ma soprattutto laica e vivace, tipica della terra mediorientale che ha conosciuto in Europa e nel mondo diverse contaminazioni.
Dopo la scomparsa del nonno e anche del padre (il quale, dopo essere scampato al genocidio della shoah e che nel dopoguerra diventò Presidente della Comunità Ebraica di Mantova dal 1973 al 1985, all’età di soli cinquant’anni restò gravemente paraplegico a causa di un ictus) Stella Bassani – dopo essersi occupata per oltre dieci anni della cura del papà – decide di intraprendere un viaggio spirituale, e materiale, di conoscenza verso il suo popolo, facendosi da sola.
Israele, l’Olocausto, il dolore ancestrale e la rabbia per ogni tipo di genocidio e discriminazione, la portano verso la sua lingua (l’ebraico) e la canzone popolare.
Nel gennaio 2012, riceve una targa a Roma per l’impegno sociale, al Campidoglio, in occasione dell’evento ambientalista “UN BOSCO PER KJOTO” e viene invitata a numerose manifestazioni per LA GIORNATA DELLA MEMORIA.
Nel gennaio 2013 pubblica il suo primo album, intitolato I GIARDINI DI ISRAEL, ed è subito un successo.
Le maggiori associazioni e riviste ebraiche accolgono il progetto come importante e coraggioso, in un momento estremamente complicato dal punto di vista internazionale.
L’album viene presentato nelle maggiori città italiane come Milano, Roma, Siena, Brescia, Mantova e Parma.
Il repertorio di Stella Bassani è però ben più ampio: è stata invitata nelle maggiori feste tradizionali e ricorrenze. Come ad esempio a Verona – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2013 e al Festival della Canzone Ebraica a Milano nel 2014.
Il 9 novembre 2014 è uscita la ristampa di “I GIARDINI DI ISRAEL” con un nuovo titolo “TRA PACE E MEMORIA”, dedicato al 25° anniversario della CADUTA DEL MURO DI BERLINO.
Nel 2015 ha partecipato al Festival Ascoli Holy Music, festival internazionale della musica per la preghiera, duettando con il trio gospel Anno Domini.
Nel 2019 ha realizzato il singolo ” Vi hu da leolam teshev”, cover del brano originale israeliano, riproponendo in versione dance con arrangiamento di Dave Rodgers, presentandolo in tour in molte città d’Italia. Il 10 ottobre 2021, dopo aver incontrato l’Ambasciatore di Israele a un evento dedicato all ‘Alyiah Bet ligure, partecipa alla Giornata Europea della Cultura Ebraica di Sabbioneta (MN) con lo show concept “Dialoghi musicali” presentando il suo secondo album “Ha Yikkar”, prodotto da Long Digital Playing Srl e distribuito sulle piattafome on line in oltre 200 Stati del mondo.

 

Dody, trasformista e cantante, ritorna con la cover di “L’importante è finire”

Dody, nome d’arte di Businaro Odone, è padovano ed ha una voce accattivante e sensuale che tocca le corde dell’anima con una versione inedita e originale del brano “L’importante è finire”, che fu scritta da Malgioglio e Anelli negli anni Settanta e lanciata da Mina nel 1975.

Canzone carismatica, storica del repertorio italiano, trova grazie a Dody un’estensione nel linguaggio contemporaneo del rap che, senza lederla, la racconta nel Terzo Millennio.

Non c’è ambiguità, ma ambivalenza e ambi-potenza, perché l’interpretazione delicata dell’artista è in grado di raggiungere le sensibilità differenti di tutti quanti.

Dody nasce in un piccolo paese della provincia di Padova, da papà operaio e mamma casalinga. Fin da piccolo si fa notare per attitudini artistiche, particolarmente nel canto, e già dall’asilo viene scelto nei cori dei bimbi come solista. Durante le scuole superiori frequenta corsi di canto e musicisti e inizia subito dopo il militare a esibirsi in vari locali della zona accompagnato da professionisti del settore. Oggi, dopo anni di cambiamenti e di passione mai perduta, si è reinventato in una veste nuova, ovvero “cantante trasformista”, imitando (con travestimenti e look mirati) le più grandi cantanti del panorama italiano tra cui Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni ecc. Senza lasciarsi scoraggiare da Covid e da lockdown, Dody ha lavorato sodo e – dal karaoke alla ricerca del suo nuovo personaggio – ha realizzato la cover di “L’importante è finire”, omaggiando la tigre di Cremona.

 

 

MUSICARE NASCE LA PRIMA FIERA VIRTUALE ITALIANA DEDICATA AL MONDO DELLA MUSICA 8 – 9 OTTOBRE 2021

 

 

Frutto dell’esperienza di 22 anni di attività nel settore musicale e della voglia di ripresa, nasce MusiCare la prima fiera virtuale progettata interamente in Italia e pensata per rilanciare la musica ed il mercato degli strumenti musicali.
Organizzata e prodotta dalla AMD communication, MusiCare si terrà nei giorni 8 e 9 Ottobre 2021 con l’intenzione di sostenere l’artigiano ed il musicista così come la grande azienda di settore.L’evento dell’anno coinvolgerà tutti gli attori della scena musicale italiana ed estera, rispecchiando ogni aspetto, sia visivo che organizzativo, di una classica fiera in presenza alla quale siamo abituati ad assistere. Il visitatore si troverà di fronte ad una struttura ben definita con l’ingresso al Polo Fieristico, alla Lobby Principale con delle vele pubblicitarie vivendo un’atmosfera espositiva totalmente assimilabile alla realtà grazie all’utilizzo di immagini vettoriali che richiamano alla mente emozioni già vissute.Dalla Hall Centrale è anche possibile avere una panoramica globale dell’evento fieristico. Un colpo d’occhio in grado di trasmettere la grandezza dell’evento con un primo impatto visivo importante che mette in risalto brand ed espositori già al primo ingresso.

Il visitatore potrà assistere alle sessioni Live programmate oppure chiedere informazioni all’Info Point. Il tutto attraverso dei click in punti preventivamente organizzati attraverso i quali accedere direttamente allo stand di suo interesse ed entrando in contatto con l’espositore attraverso chat, video conferences, webinar e live shows. Partecipando a una fiera online il numero dei potenziali contatti può decuplicarsi rispetto a una fiera in presenza, un vantaggio commerciale non indifferente con la possibilità di raggiungere professionisti in ogni angolo del mondo. Partecipare è uno dei modi migliori per generare nuovi contatti, fare affari e trasformare la tua attività in un successo.

 

La AMD communication è un’agenzia di comunicazione nata nel 2001 dall’esigenza di gestire il successo delle riviste www.planet-drum.come www.guitar-nbass.com, prime riviste online in Italia dedicate al settore degli strumenti musicali nate nel 1999. Oggi, nonostante i tempi difficili causati dalla pandemia di coronavirus, abbiamo investito in una nuova struttura polivalente e siamo collegati in rete a livello globale. Abbiamo stretti legami con gli attori del nostro settore e serviamo in modo efficiente gli interessi commerciali dei nostri
. La nostra gamma completa di servizi, sia in loco che online, garantisce ai clienti una qualità e una flessibilità costantemente elevate durante la pianificazione, l’organizzazione e la gestione dei loro eventi e, più in generale, delle loro esigenze di marketing. Stiamo ampliando la nostra competenza digitale con nuovi modelli di business e nuovi servizi comprendendo l’affitto degli studi per la creazione di contenuti audio/video, produzione artistica, realizzazione di aree espositive, costruzione di campagne marketing.

Nuovo album dal vivo e controcorrente di Luca Bonaffini :« Campo Ligure, 25 luglio 2021 »

DI  LUCILLA CORIONI

Terza pubblicazione in questo 2021 di rinascita, per Luca Bonaffini (cantautore e scrittore mantovano classe 1962) che – in occasione del suo ultimo tour – ha co-prodotto con Long Digital Playing Srl un album « tutto live ».
Certo che si aspetta un disco dal vivo con « the best » dell’artista, potrebbe restare stupito, perplesso o deluso, normalmente ; al contrario, « Campo Ligure – 25 luglio 2021 » è l’ennesima anomalia, controcorrente e anti-mainstream che il pubblico Bonaffiniano vorrebbe : nove brani, dei quali la maggior parte sono omaggi ai grandi cantautori italiani (solo alcuni…) scomparsi, cantati dalla bravissima Mara Tinto.
Mara, vocalist piemontese, incanta con la sua voce potente ed eclettica gli ascoltatori, riproponendo capolavori di Tenco, De André, Battiato, Jannacci, Battisti. Condivide infine con Luca Bonaffini, una splendida inedita versione dell’indimenticabile «Chiama piano » e due chicche de « Il paracadute di Taccola » (ultima fatica di Bonaffini) ovvero il singolo « il futuro ero » e « quando l’amore si faceva in bianco e nero ».
Troviamo Roberto Padovan al pianoforte e tastiere, Davide Vevey alla chitarra elettrica, Tony Raiola al basso e Paolo Narbona alla batteria.
Dal 1 ottobre, rigorosamente online
Note d’autore
Compositore di musiche e autore di testi per canzoni, Luca Bonaffini si è affermato intorno alla fine degli anni Ottanta come collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, firmando per lui molti brani in album di successo, tra le quali “Chiama Piano”, all’interno dei quali compare anche come cantante, armonicista e chitarrista. Altre canzoni sue sono state interpretate anche da Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato, Nek, Claudio Lolli e ha scritto testi teatrali insieme a Dario Gay ed Enrico Ruggeri.
Ha pubblicato, come cantautore, diversi album aventi un unico filo conduttore, affrontando tematiche impegnate e sociali; ha vinto il Premio Rino Gaetano (1988) Targa critica giornalistica e il Premio Quipo (1999) al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza (miglior progetto multimediale); ha partecipato al Festival del Teatro Canzone  Premio Giorgio Gaber (2005) e due volte al Premio Tenco (edizioni 2008 e 2012). Nel 2013 ha debuttato come scrittore con il libro La notte in cui spuntò la luna dal monte (edito da PresentArtSì), ispirato al suo incontro con Pierangelo Bertoli.
Nel 2015 Mario Bonanno ha pubblicato un libro dedicato ai suoi trent’anni di carriera, intitolato “La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini” (edito da Gilgamesh editrice).

Nuovo singolo del cantautore Maurizio Ferrandini, un invito a riflettere sul percorso della vita e i suoi mutamenti

 

 

 

DI  LUCILLA CORIONI

 

Quello che fa bene” il nuovo singolo del cantautore sanremese Maurizio Ferrandini, un invito a riflettere sul percorso della vita e i suoi mutamenti talvolta impercettibili, altre volte sconvolgenti, che ostacolano il cammino lungo la strada della passione.

Alla fine si può comprendere che, nonostante tutte le deviazioni di percorso e le contrarietà del viaggio, l’indole di una persona non cambia .
In una società ingiusta e noiosa dominata dall’ignoranza e dal senso di vuoto, si muove l’avatar del cantautore, nato da un’idea del fumettista aronese Alessandro Beccaria.
Maurizio Ferrandini ha ideato un clip originale dove le scene animate sono intervallate da immagini reali dell’artista; il matuziano che, come al solito, suona tutti gli strumenti e trova nuova linfa compositiva in un sentito omaggio alla memoria del grande autore statunitense Tom Petty (scomparso nell’ottobre del 2017).
La ballata scorre liscia tra distorsioni gibsoniane ed hammond di woodstockiana memoria con un rock melodico dall’incedere deciso che, pur mantenendo inalterata la consueta colorazione vintage, porta il musicista verso un sound più nero rispetto ai precedenti lavori. Il clip è un viaggio più dolce che acido come il sogno di un bambino che non ha condizionamenti di sorta , una corsa serena e divertita che riporta alla mente il mitico ” Runnin’ down a dream” del compianto musicista di Gainesville.
Quello che fa bene, è una sfida esaltante, un consiglio appassionato, l’opportunità di un ampliamento culturale, la spinta verso una meticolosa informazione per non dipendere dalle imposizioni dei media, la scelta di vivere come un fiore selvaggio consapevole che ovunque ti porterà la strada, sarai per sempre un uomo libero.
Per dirla alla Petty:
“You belong among the wildflowers You belong in a boat out at sea.
You belong with your love on your arm You belong somewhere you feel free”.
Oltre ad una laurea conseguita nel ramo amministrativo, fin da giovanissimo Maurizio Ferrandini si appassiona di grafica, di montaggio video e di liuteria, ma nel frattempo la sua arte originaria non si disperde: Ferrandini diventa polistrumentista e realizza una dozzina di album in circa 10 anni.
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Nel 2020, complice il lockdown dell’emergenza sanitaria, incontra “virtualmente” il vecchio amico Luca Bonaffini col quale realizza un format in cinque puntate per Globus Television dedicate alle “storie dietro alcuni vinili d’arte”: si tratta di Mash Up Kult che, andrà in onda durante il Natale successivo, ottenendo un grande successo. Nel 2021, per lo stesso Bonaffini, realizza il videoclip de “Il futuro ero” (singolo del cantautore mantovano) e sarà proprio in quel contesto che riceverà da Luca la proposta per la pubblicazione di un album.

 

 

 

Il 10 settembre esce “Truman Show” Il nuovo singolo del cantautore Fabio Cardullo dove si nascondono dubbi e segreti della vita attuale

 

DI  LUCILLA   CORIONI

 

Il 10 Settembre 2021 uscirà il nuovo singolo Truman Show di Fabio Cardullo in distribuzione digitale su Spotify e sulle maggiori piattaforme online. Ispirato dall’omonimo film, il nuovo ed ermetico singolo Truman Show di Fabio Cardullo dipinge la realtà attuale attraverso efficaci metafore e nonsense.
Il protagonista del racconto, dal tono autobiografico, è alle prese con una “mini apocalisse” paragonabile al percorso dell’artista ma anche al percorso che ognuno di noi affronta per il raggiungimento dei propri obiettivi. La realtà attuale secondo Cardullo supera il concetto espresso dal film The Truman Show visto che ognuno di noi è divenuto cameramen di se stesso e delle proprie disavventure. “Non siamo santi ma neanche scemi, siamo il filmato amatoriale degli alieni” così cita un passaggio del testo che si presenta come un rocambolesco gioco di parole, accompagnato da un orchestrina pop in stile “cartoon” arrangiata dal producer Simone Piccoli.
L’apparente simpatia del brano, avverte Cardullo, nasconde al suo interno numerosi spunti di riflessione, dubbi, segreti e vicissitudini del mondo attuale.
In questo nuovo singolo Fabio Cardullo accompagna l’ascoltatore all’esplorazione di un sentiero virtuale, un bosco surreale dove i gufi in realtà sono telecamere nascoste e dove oltre agli scoiattoli potrete osservare biberon volanti, incontrare principesse che mangiano libri a mezzanotte e Socrate che confabula con la luna. Con questo brano bizzarro, a dispetto delle mode musicali, il cantautore si ripresenta al pubblico come un artista ‘scanzonato’ per definizione: “che prende le cose allegramente, con sereno e ironico distacco, senza tuttavia venir meno al proprio senso di responsabilità e dignità”.
L’immagine di copertina che ritrae un enorme biberon è stata realizzata dall’artista Fabiano Verza.
Il brano ha di recente ricevuto il Premio omaggio a Rino Gaetano 2021 allo storico evento dedicato alla musica Italiana d’autore Spazio d’Autore 2021, svoltosi l’8 Agosto a San Gimignano. In giuria erano presenti Alberto Fortis e Pino Scarpettini storico cantautore nonché presidente dell’evento.

Il 10 settembre 2021 Truman Show uscirà su tutte le piattaforme digitali e sul Canale Spotify di Fabio Cardullo ..:
A fine settembre è prevista anche l’uscita del videoclip ufficiale su Youtube.

Otre all’attività discografica Fabio è noto per esibirsi dal vivo con una speciale chitarra realizzata con un lampione stradale ed altri materiali di riciclo detta Lampion Guitar. Attualmente il cantautore è impegnato nella realizzazione del suo prossimo album che uscirà in autunno.

LDPVISION, nuovo brand strategico alla ricerca dell’identità imprenditoriale perduta

Venerdì 27 agosto 2021 resterà un’altra data storica per Long Digital Playing Srls, la società milanese che – nata nel 2018 – ha già fatto parlare molto di sé nel campo discografico. Perchè?

Perché è nata LDPVISION.
Fu lo stesso Luca Bonaffini, amministratore unico e fondatore della Srls, che dichiarò che « non esiste impresa, senza la sua visione ».              Ed è così che, a tre anni e mezzo dalla sua fondazione, la start up visionaria dell’instancabile Luca apre l’orizzonte a nuove idee, progetti e modalità.
Promuovere, divulgare, comunicare. Tre verbi potenti come i suoi tre artefici : Lucilla Corioni (già LC Comunicazione e ufficio stampa di LDP records) ricoprirà l’incarico di direttore commerciale ; Maurizio Ferrandini (musicista e conduttore televisivo) sarà invece il direttore creativo (art director) ; infine, alla guida del progetto, lo stesso Bonaffini che, già in passato, si è occupato di comunicazione per diverse società artistiche e di marketing.
L’obiettivo ?                     Valorizzare le start up e sostenere la mission delle piccole imprese italiane..

L’estate del cantautore Maurizio Ferrandini si tinge di Horror-rock con la struggente canzone “Il buio”

 

DI LUCILLA CORIONI
Ed ecco “Il buio”, quarto singolo per Maurizio Ferrandini, il cantautore sanremese che – nei mesi scorsi – ha fatto parlare molto di sé. Si tratta di una canzone scura e intensa che, tratta dal suo album e dal suo concept-progress animato “Io non c’entro col rock”, da una parte rivela un’anima guerriera incapace di adeguarsi ma al tempo stesso inarrestabile. Si presenta come canzone d’amore, ma in realtà racconta un passaggio di vita doloroso dove la ragione vince la guerra dei sensi, mentre i termini “tesoro e amore” assumono un significato ben diverso dal consueto.
Nel buio dei sentimenti rimane accesa una debole fiamma che non si spegnerà mai, alimentata dall’eterna passione dell’autore laddove indole ed estro consentono ai fragili il riscatto sugli indifferenti illuminando i pensieri più profondi.
Il clip (notevole…) è stato realizzato utilizzando la più antica delle tecniche di animazione scomponendo le immagini in fotogrammi per colorarli uno ad uno con certosina pazienza. L’effetto finale è un fumetto che prende vita dal bianco e nero al colore in un susseguirsi di immagini tra sogno e realtà.
Maurizio Ferrandini, cinquantenne sanremese, figlio della città dei fiori e della canzonetta da mainstreamer, è in realtà uno dei tanti fratellini scomodi e mai riconosciuti dal sistema, perché non si è mai uniformato, non si è mai lasciato plasmare dalle mode e da un settore discografico che, per sua natura e storia, tende a corrompere tutti i suoi protagonisti con i generi e le sotto-categorie del pop.
I dischi, Ferrandini, nonostante i corteggiamenti di label Indie e produttori alternativi, ha sempre preferito farseli e finanziarseli da soli, a costo di renderli talmente rari da essere quasi introvabili. Oltre ad una laurea conseguita nel ramo amministrativo, fin da giovanissimo Maurizio si appassiona di grafica, di montaggio video e di liuteria, ma nel frattempo la sua arte originaria non si disperde: Ferrandini diventa polistrumentista e realizza una dozzina di album in circa 10 anni.
Nel 2020, complice il lockdown dell’emergenza sanitaria, incontra “virtualmente” il vecchio amico Luca Bonaffini col quale realizza un format in cinque puntate per Globus Television dedicate alle “storie dietro alcuni vinili d’arte”: si tratta di Mash Up Kult che, andrà in onda durante il Natale successivo, ottenendo un grande successo. Nel 2021, per lo stesso Bonaffini, realizza il videoclip de “Il futuro ero” (singolo del cantautore mantovano) e sarà proprio in quel contesto che riceverà da Luca la proposta per la pubblicazione di un album.

 

Esce il secondo “capitolo discografico” di Flavio Oreglio & Staffora Bluzer

DI     LUCILLA CORIONI

Fresco di pubblicazione on line, non poteva mancare – per i collezionisti della musica d’autore contemporanea e storica – la nuova opera discografica di Flavio Oreglio realizzata a quattro mani con gli Staffora Bluzer, anche su supporto fisico.Secondo capitolo del progetto Anima Popolare, un work in progress voluto e ideato insieme a Luca Bonaffini (qui in veste di produttore) nel 2018, racchiude un percorso e conserva i sentimenti e le idee che l’hanno generato.

“Milano OltrePop”, titolo azzeccatissimo, come avrebbe detto Pierangelo Bertoli “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” sarà reperibile dal 26 agosto prossimo, anche su CD.
Tre, dunque, i mondi artistici che convergono in questo lavoro: cabaret, canzone d’autore e musica prog, ambiti frequentati nel corso degli anni che rivelano in questo disco la loro complementarietà e coerenza come frammenti di un unico puzzle che una volta ricomposto mostra un’immagine unica, chiara e definita.
Ci sono tante Milano in questo disco… C’è la Milano della tradizione popolare (El magnan, La povera Rosetta) e la Milano degli anni ’30 che ne amplia i confini con le canzoni di Giovanni D’Anzi (El biscella), c’è la Milano degli anni ’60 che mentre rispolvera queste radici (El me gatt di Ivan Della Mea) getta le basi dell’innovazione con un occhio ai poeti della beat generation e l’altro ai canoni del jazz e della nuova canzone francese. Così facendo, racconta personaggi e piccole storie di periferia (Il Riccardo di Gaber-Simonetta, Faceva il palo, Ma poi di Valdi-Jannacci) e regala perle di filosofia minimalista (Se l’è un cojon di Brassens-Svampa-Amodei). Nel giro di poco tempo si passa dal linguaggio surreale di Cochi e Renato (La canzone intelligente, ultimo grido dell’approccio originario) alla nuova cultura coltivata nei neonati teatri off e in altri ritrovi e che si manifesterà in brani come La radio di Eugenio Finardi o Stranamore di Roberto Vecchioni, testimonianze di un avvenuto cambiamento dei modelli di riferimento che si sovrappone ai precedenti. Milano conserva il suo spirito di là dai codici espressivi. Gli echi d’oltreoceano e d’oltralpe si accavallano, a volte prendono vicendevolmente il sopravvento, o tornano ciclicamente a ripresentarsi (Sorrisi e lacrime). In questo panorama di rielaborazioni trova perfetta collocazione anche il brano Non c’è Milano di Stefano Covri e Fabrizio Canciani.
Ospiti del progetto, Enrico Intra, Cochi Ponzoni, Paolo Tomelleri, Umberto Faini, Fabio Treves e Alex “Kid” Gariazzo, Ricky Gianco, Roberto Vecchioni, Alberto Fortis, Lucio “violino” Fabbri, Germano Lanzoni, Alberto Patrucco, David Riondino e Roberto Brivio, scomparso recentemente a cui Oreglio e Staffora hanno dedicato l’album.