Ranucci, la Rai sceglie altri conduttori-Libertà di stampa distorta ,la politica fa cadere un pilastro della democrazia

 

 

DI  RAFFAELE LANZA

 

Roma

– Ranucci è stato silurato dalla Rai con mandato politico.    La sua trasmissione, Report, programma di elevata qualità di Giornalismo autentico investigativo verrà affidata – la prossima stagione -a Giulia  Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti.

Gli avvoltoi stanno divorando la preda. Lo strumento RAI è la spada che brandisce il nemico politico dell’ex conduttore di Report  Tutto sembra fatto in nome della libertà di stampa e “secondo le esisgenze Rai”

Libertà di stampa . Che espressione importante…La libertà di stampa è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione italiana. L’articolo 21 della Carta Costituzionale sancisce infatti che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Questo principio costituisce la base del quadro normativo che regola la libertà di stampa nel nostro Paese.

Ma nella realtà più oscura e deleteria le cose non stanno proprio così.  Chi pratica un tipo di giornalismo investigativo e scopre inefficienze, omissioni, affari illeciti- e mazzette – di dirigenti e politici – di tutti i partiti- sa bene le difficoltà e il tipo di  vita familiare che, nel quotidiano,  deve affrontare.  Risuona sempre dai familiari e dagli amici il ritornello: Ma chi te lo fa fare?  Rischi inimicizie e problemi legali per combattere chi ti vuole fermare con le querele per (falsa)  diffamazione.

Oggi bisogna avere nel sangue il virus dell’inchiesta che ricerca “i misteri” e ,in Italia, se le cose non vanno bene , perchè sono possibili errori nelle indagini giornalistiche, si paga -purtroppo-il prezzo.  E Ranucci ne è un esempio illuminante.      A parte il “teatro messo in scena da Lavitola”, Ranucci oggi – abbiamo visto e lo vedono pure e gli italiani più attenti ed onesti – hanno visto cadere un pilastro della democrazia che si chiama libertà di stampa.     Abbiamo la prova eclatante  come l’informazione non sia libera ed indipendente…

Tuttavia, come ogni diritto, la libertà di stampa -si sa- non è assoluta e può essere limitata.purtroppo-  dalla politica in determinate circostanze, come il controllo della Azienda Rai

 

Noi non crediamo che la  libertà di stampa in Italia possa essere  garantita da organismi di autoregolamentazione, come il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e il Consiglio di Stato. Questi organismi hanno il compito di vigilare sull’operato dei giornalisti e di garantire il rispetto dei principi deontologici della professione.   Ma i loro poteri si affievoliscono di fronte alla politica violenta che non guarda in faccia in nessuno e vuole continuare nell’impunità  e nelle tenebre  i propri affari

Altri problemi riguardano  la concentrazione dei mezzi di comunicazione nelle mani di pochi gruppi editoriali, che possono influenzare l’informazione e limitare la pluralità delle voci.

E’ necessario  vigilare affinché la libertà di stampa  non venga limitata o distorta ..si sa e deve essere preservata e difesa altresì nel contesto delle sfide e delle nuove dinamiche della società contemporanea.  Ranucci ora è un simbolo del giornalismo investigativo, probabilmente     il giornalista            penserà davvero a candidarsi per le elezioni per poter fare proposte concrete e agire più liberamente per tutelare il diritto fondamentale della libertà di stampa e avere un rapporto alla pari con quei potenti -politici e giornalisti  antideontologici –  che lo accusano vigliaccamente .

Vediamo cosa dice l’Azienda RAI con il suo comunicato:

“La scelta “apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo. Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all’interno dell’Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo. Daniele Piervincenzi, ugualmente vincitore del concorso Rai, porta a Report una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Nel 2017, durante un’inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, fu aggredito insieme all’operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d’inchiesta sul campo. La scelta di Presutti e Piervincenzi vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all’Azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza”.

“Nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali”, la Rai, si legge in una nota, ha sottoposto a Sigfrido Ranucci “tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai, nell‘ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell’Azienda“. La Rai “ritiene che il valore del giornalismo d’inchiesta, da sempre elemento distintivo dell’offerta informativa del Servizio pubblico, risieda nella credibilità e nell’autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un’imparzialità rigorosa possono assicurare. Con la nuova conduzione a due di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori del concorso Rai, l’Azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta e sul valore informativo di un vero Servizio Pubblico”.

RANUCCI “CONDURRO’ LA BATTAGLIA PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA, QUELLA PER  LA LIBERTA’ DI STAMPA

“Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”. Così Sigfrido Ranucci in un post su Facebook, rivelando di essere venuto a conoscenza dalla stampa della sua esclusione dalla conduzione del programma. “Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico”, sottolinea. Il motivo della sua esclusione, spiega, “è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato ‘cunei d’ombra’ sul sottoscritto. Il gioco è fatto”, conclude.

La Redazione di Report:”Se la Rai non torna sui propri passi abbandoneremo in blocco il programma”

La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report”. Lo scrivono, in una nota, gli inviati del programma, a proposito dell’affidamento della conduzione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione – prosegue la nota- su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma”.

 

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