LA SICILIA A DUE FACCE: IN UN CASO LA SICILIA TRASPARENTE,PERBENE,CONSEGNA DI BENE MAFIOSO ALLA VEDOVA MONTINARO,DELL’AUTISTA DI FALCONE, DALL’ALTRO UNA SICILIA TENEBROSA PER UNA DELIBERA DEL COMUNE DI NICOLOSI RETTO DA SINDACO PULVIRENTI PER AVVISO DI CASA CONFISCATA, DI DUBBIA -E REALE-ASSEGNAZIONE SOCIALE

VIGILERA’ IL PREFETTO DI CATANIA PER FORNIRE ELEMENTI ALLA  MAGISTRATURA – SULL’OPERATO IN SPECIE DEL COMUNE DI NICOLOSI E I “FAVORITISMI”  FATTI FINORA, DA INDAGARE ?

 

https://www.tp24.it/immagini_articoli/16-06-2026/confiscata-alla-mafia-e-restituita-alla-comunita-inaugurata-la-villa-quarto-savona-quindici-450.jpg

 

 

DI   R.LANZA

Ci soffermiamo su due casi diversi d’Antimafia.    Nel primo caso una dimostrazione concreta e -pubblica – presenti le massime autorità, compreso il ministro Piantedosi, alla “tramutazione” di una villa di mafia         alla collettività , per finalità sociali, presenti i requisiti anti mafia..

Dall’altro lato alla determinazione o delibera del Comune di Nicolosi retto dal sindaco in uscita medico Pulvirenti che ha elaborato, con un suo dirigente, un avviso d’appalto per la consegna di un bene confiscato alla mafia sito in Via Ragala Montarso a Nicolosi.
Vediamo il primo caso e, subito dopo con i nostri riflettori  sull’atto pubblico – di dubbia trasparenza e finalità- del Comune di Nicolosi:

Primo caso. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme a numerose autorità civili e istituzionali.

Schifani: «L’uso sociale dei beni confiscati è un risarcimento alla comunità»

Nel suo intervento, il governatore Schifani ha sottolineato il valore simbolico e concreto della restituzione dei beni confiscati alla mafia.

«Oggi è un giorno importante perché celebriamo la riconsegna alla società civile di un immobile sottratto alla criminalità organizzata. Colpire i boss nei loro interessi economici è un caposaldo della strategia di contrasto alla mafia», ha dichiarato il presidente della Regione.

Lo stesso ha richiamato l’insegnamento di figure come Pio La Torre e Giovanni Falcone, evidenziando come la confisca dei patrimoni mafiosi rappresenti uno degli strumenti più efficaci nella lotta a Cosa nostra.

«Il passo successivo è la restituzione di questi luoghi alla comunità, un’operazione di alto valore, in quanto risarcimento concreto per il danno che la mafia ha arrecato all’intera società», ha aggiunto.

 

La villa affidata all’associazione di Tina Montinaro

L’immobile, ristrutturato anche grazie al contributo finanziario della Regione Siciliana, è stato affidato all’Associazione Quarto Savona Quindici, guidata da Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro.

L’associazione prende il nome dalla sigla radio dell’auto di scorta su cui viaggiavano gli agenti uccisi nella Strage di Capaci del 23 maggio 1992, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

La villa ospiterà un centro estivo dedicato a ragazzi con fragilità, trasformando un bene sottratto alla mafia in uno spazio di crescita, inclusione e sostegno sociale.

Schifani e Piantedosi

«Memoria, legalità e impegno civile»

Nel corso della cerimonia Schifani ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare a Tina Montinaro.

«Con caparbietà porta avanti la sua battaglia di difesa della memoria, di testimonianza attiva dei valori di legalità, di impegno civile e di solidarietà», ha affermato.

Per il presidente della Regione, la presenza congiunta sua e del ministro Piantedosi rappresenta il segno di una collaborazione costante tra Stato e Regione nella lotta alle organizzazioni mafiose.

 

IL CASO  DEL COMUNE DI NICOLOSI:  MA E’ VERA TRASPARENZA PER L’ASSEGNAZIONE DEL BENE DI VIA RAGALA-MONTARSO A NICOLOSI?

 

L’altro  caso, del Comune di Nicolosi

Riportiamo i tratti essenziali della determinazione/Convenzione, nascente dalla delibera di giunta n.37 del 24 marzo scorso, come ci è pervenuta:

La presente convenzione, di cui la premessa costituisce parte integrante e sostanziale, ha ad oggetto la disciplina, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 48, co. 1, lett. c) del D. Lgs. 159/2011, del rapporto concessorio relativo al bene appresso meglio specificato:

Bene immobile confiscato alla criminalità organizzata facente parte del patrimonio indisponibile del Comune di Nicolosi, sito in Nicolosi Via Ragala-Montarso, di mq 91, Foglio 25, Particella 1274 cat A4 classe 8, consistenza vani 5,5 N.C.E.U. e foglio 25 part. 1273 N.C.T.

Il bene sopra descritto viene concesso nello stato di fatto e di diritto in cui si trova come già noto e nello stato di fatto e di manutenzione accettato dalla parte concessionaria.

  1. Si richiamano, in particolare:

 

  1. Avviso pubblico approvato con determina n. _____ del ____;
  2. la Proposta progettuale presentata dall’Assegnatario in sede di partecipazione all’Avviso pubblico;
  3. la determina di affidamento n. ____ del _____ ed i relativi allegati;
  4. La delibera di giunta municipale n. 37 del 24/03/2026 avente come oggetto “Atto di indirizzo per l’attivazione/gestione di un centro antiviolenza per donne e bambini sito nel territorio comunale Via Ragala Montarso”.
  5. Verbale di consegna con l’elenco degli arredi presenti nell’immobile, controfirmato per accettazione dal “Concessionario” in data ________.

 

 

Art. 3 – (Durata della concessione e consegna)

La durata della concessione d’uso viene fissata in mesi 36 (trentasei), dalla sottoscrizione del presente atto, rinnovabile per ulteriori tre anni con procedura semplificata, previa richiesta di rinnovo da presentarsi entro 6 mesi prima della scadenza.

Il bene verrà consegnato a seguito della stipula della presente convenzione e della firma del Verbale di Consegna.

 

Art. 4 – (Uso del bene concesso)

Il Concessionario si impegna a utilizzare il bene concesso con il presente atto per la realizzazione di attività sociali senza fine di lucro rivolte al territorio comunale anche al fine di rafforzare la cultura della legalità.

In particolare, il Concessionario si impegna a destinare l’immobile come da progetto proposto ed in coerenza con gli obiettivi statutari. Tali attività verranno svolte dal Concessionario attraverso la propria struttura organizzativa e comunque sempre sotto la propria diretta responsabilità, ed in diretto e costante rapporto con il Concedente, il quale dovrà essere costantemente informato dell’attività svolta.

Art. 7 – (Divieto di cessione dei beni concessi)

È fatto assoluto divieto al Concessionario di concedere il bene a terzi a qualsiasi titolo ed anche solo parzialmente, a qualunque titolo, il contratto di concessione, fatta salva la condivisione di spazi che l’amministrazione si riserva di condividere una stanza dell’immobile o dello spazio esterno con una associazione che già espleta attività sociali nel territorio di ragala.

AVVISO PUBBLICO DEL COMUNE DI NICOLOSI  CON IL “TRUCCO”

Abilmente il sindaco Pulvirenti fa sapere  a margine nell’appalto che il Comune si “riserva di dare una stanza dell’immobile e dello spazio esterno ad una associazione  ( l’associazione in questione è l’AssoRagala che il sindaco conosce bene per lo “scambio dei favori” elettorali tradotti in opere pubbliche nel territorio di Ragala con esclusione della Via Ragalidda, paradossalmente più popolata negli abitanti-residenti e nelle villette)

 

Ma il problema critico non è l’assunto preriferito: è l’assenza dell’associazione Ragala dei requisiti necessari ed aderenti al Protocollo antimafia  Ed allora LA DOMANDA SORGE SPONTANEA: COME SI CONCILIA LA PRESENZA DI UNA VERA ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA, TIPO QUELLA DELLA VEDOVA MONTINARO, CON L’ASSOCIAZIONE RAGALA LA CUI FINALITA’ DI NASCITA E’ STATA UNICAMENTE PER AVERE L’INDICE DI EDIFICABILITA’ NEL TERRITORIO CONCESSA ALL’EPOCA DALL’EX SINDACO  S.MOSCHETTO CON ESCLUSIONE DELLA VIA RAGALIDDA PROTAGONISTA DI NUMEROSE CRITICHE PUBBLICHE E RICHIESTE (INEVASE) DI CORRETTIVI URBANISTICI?

 

Art. 9 – (Cessazione del rapporto contrattuale: revoca, decadenza, risoluzione)

La concessione sarà dichiarata decaduta senza indennizzo e previa contestazione, quando il Concessionario contravvenga a disposizioni generali o speciali di legge, alle norme statuarie e/o regolamentari, ed alle norme contrattuali che disciplinano il rapporto fra le parti.

La concessione in ogni caso sarà revocata, senza l’osservanza d’ogni ulteriore formalità, e il rapporto contrattuale risolto immediatamente, nei seguenti casi:

  • qualora dalle informazioni acquisite dal Prefetto sulla moralità dei soci e degli amministratori dell’ente Concessionario o sul personale impiegato dallo stesso, a qualsiasi titolo, per l’espletamento delle attività sul bene concesso, dovessero emergere a carico di taluno degli stessi elementi tali da far ritenere possibile che l’Ente Concessionario possa subire tentativi di infiltrazione o condizionamenti mafiosi nello sviluppo della propria attività;
  • Bene, intervenga allora il Prefetto per relazionare sui “rapporti del sindaco Pulvirenti” con l’associazione Ragala,come appare a tutti  portatrice di voti “da ricambiare”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *