L’Iran blocca lo Stretto di Hormuz in risposta all’escalation delle operazioni militari in Libano Situazione ancora ingarbugliata

 

 

 

Una mujer, que usa un hiyab negro, habla por celular y sostiene una bandera iraní mientras camina entre un grupo de personas con una gran valla publicitaria con soldados detrás.

 

 

L’Iran – “la resistenza dell’Iran- ” vuol mostrare al mondo la sua forza militare, l’attuale disponibilità di missili in grado di colpire chiunque in Europa e ha deciso di “bloccare completamente” lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab al-Mandeb in risposta all’escalation delle operazioni militari israeliane in Libano. Lo Stretto di Hormuz – dove già nelle ultime settimane il traffico navale era fortemente limitato e consentito solo a determinate condizioni imposte da Teheran – ma anche lo Stretto di Bab al-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all’Oceano Indiano, verrebbe chiuso al traffico dal cosiddetto “fronte della resistenza”, l’alleanza regionale sostenuta dall’Iran.

Inoltre il team negoziale iraniano ha interrotto lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti attraverso i mediatori. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, secondo cui la situazione in Libano rappresenta un elemento essenziale del cessate il fuoco e Teheran ritiene che la tregua sia stata violata “su tutti i fronti, compreso il Libano”. Per questo motivo, “non avrà luogo alcun dialogo” fino a quando non saranno accolte le richieste dell’Iran e di Hezbollah.

Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che il blocco navale statunitense e quella che ha definito un’escalation dei “crimini di guerra” israeliani in Libano sono una chiara prova del mancato rispetto del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti. In un post su X, Ghalibaf ha affermato che le azioni di Washington minano gli sforzi per mantenere la tregua e ha accusato gli Stati Uniti di non aver rispettato gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo.

Il cessate   il fuoco tra Iran e Stati Uniti è, senza alcuna ambiguità, una cessazione completa del fuoco su tutti i fronti, inclusi il Libano”, ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre Israele estende le sue operazioni nel Paese dei Cedri. “Qualsiasi violazione di questo cessate il fuoco su uno dei fronti costituisce una violazione su tutti i fronti – – Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione della tregua”.

Gli Stati Uniti – aveva denunciato in precedenza il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei – hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana”. Il portavoce ha poi spiegato che qualsiasi accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra deve includere garanzie per un cessate il fuoco in Libano

Al momento, ha aggiunto, non sono in corso colloqui sul programma nucleare di Teheran. “Sappiamo quando è necessario agire in materia nucleare. Non si sono svolte trattative sui dettagli del dossier nucleare. In questa fase – le parole di Baghaei -, la nostra priorità è porre fine alla guerra”

Pasdaran hanno esortato Hezbollah ad escalation tensione in Libano per avere vantaggio negoziale

I Guardiani della Rivoluzione iraniani – si apprende -avrebbero esortato Hezbollah ad incrementare la tensione in Libano, per conquistare un vantaggio negoziale nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Si apprende pure  che né Hezbollah né Israele vogliono un cessate il fuoco ed si accusano  gli Stati Uniti di non avere intrapreso alcuna azione decisa per prevenire una escalation da parte di Netanyahu.