Due ragazze spingono al suicidio un docente del liceo Vico di Napoli per “l’accusa (ancora da accertare) di abusi sessuali”

Quarto, i carabinieri sul luogo della tragedia (Newfotosud, Renato Esposito)

Il professore del liceo ginnasio ‘Giambattista Vico’ di Napoli che da mercoledì scorso si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con due studentesse all’epoca dei fatti minori di 16 anni, si è tolta la vita.

Il docente di Matematica Vincenzo Auricchio di 53 anni si è ucciso con un colpo di pistola al petto nella sua casa nel centro di Quarto Flegreo, popoloso centro alle porte del capoluogo campano.       Sul delicato caso si era aperto un procedimento penale e le indagini coordinate dal pool fasce deboli sulle chat tra l’uomo e le due ragazze.

L’inchiesta scattata a seguito della denuncia presentata dai genitori di una delle due ragazze coinvolte.   La vicenda aveva causato anche  un’ispezione dell’Ufficio scolastico regionale della Campania. Non si sa ad oggi se la denuncia fosse infondata o se le ragazze avessero per prima provocato il docente incoraggiandolo – come spesso avviene in tali episodi-  con un a relazione.   Sul posto è andato il pm di turno Gennaro Damiano. Non si sa ancora come il professore suicida sia venuto in possesso dell’arma.

 Il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Campania, Luisa Franzese, sul suicidio del docente, così si è espresso:”.«Che brutta cosa, non mi va di rilasciare alcuna dichiarazione».   Il docente , probabilmente depresso , per le gravi conseguenze del dubbio episodio, in un momento di sconforto, ha pensato di farla finita.

 

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Quando un’accusa ingiusta-come spesso avviene in questi casi- possa rovinare e spegnere la vita di una persona affermata

 

Papa Francesco presenta al Vaticano e al mondo intero tre testi significativi nella lotta agli abusi sessuali

                RINNOVAMENTO DELLA MISSIONE EDUCATIVA DELLA CHIESA

Tre documenti dal valore planetario perchè contengono i più moderni parametri internazionali Papa Francesco ha promulgato  per lo Stato della Città del Vaticano,e la Curia romana e il mondo intero sul fenomeno degli abusi sessuali.

 

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Dove la politica non arriva, ci pensa puntualmente il Pontefice a introdurre principi importanti nella società..”La tutela dei minori e delle persone vulnerabili fa parte integrante del messaggio evangelico che la Chiesa e tutti i suoi membri sono chiamati a diffondere nel mondo”, parole di Papa Francesco: “Abbiamo tutti il dovere di accogliere con generosità i minori e le persone vulnerabili e di creare per loro un ambiente sicuro, avendo riguardo in modo prioritario ai loro interessi. Ciò richiede una conversione continua e profonda, in cui la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la credibilità dell’annuncio evangelico e a rinnovare la missione educativa della Chiesa. Desidero, quindi, rafforzare ulteriormente l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano”.

La mia richiesta : “sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenza o abuso fisico o psichico, di abbandono, di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento che possano avvenire sia nelle relazioni interpersonali che in strutture o luoghi di condivisione; maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto; sia efficacemente perseguito a norma di legge ogni abuso o maltrattamento contro minori o contro persone vulnerabili; sia riconosciuto a coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché ai loro familiari, il diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati”. Il Pontefice dispone ancora che “sia offerta alle vittime e alle loro famiglie una cura pastorale appropriata, nonché un adeguato supporto spirituale, medico, psicologico e legale; sia garantito agli imputati il diritto a un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza, nonché dei principi di legalità e di proporzionalità fra il reato e la pena; venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile e, al contempo, gli sia offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, anche ai fini del reinserimento sociale; sia fatto tutto il possibile per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente; sia offerta una formazione adeguata per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”.

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(Foto Archivio-Sud Libertà)

Papa Francesco, introduce una serie di novità significative nella lotta agli abusi. La prima novità, è quella che “tutti i reati legati all’abuso sui minori, non soltanto quelli di natura sessuale, ma anche ad esempio i maltrattamenti, saranno ‘perseguibili d’ufficio’ cioè anche in mancanza della denuncia di parte”.

La seconda novità è relativa all’introduzione di una prescrizione di vent’anni che decorrono ‘in caso di offesa a un minore, dal compimento del suo diciottesimo anno di età’. Ancora vige il Codice Penale Zanardelli che per questi reati prevedeva prescrizioni mai superiori ai quattro anni dal compimento del reato stesso”. Altra novità riguarda l’obbligo di denuncia e la sanzione per il pubblico ufficiale che omette di segnalare all’autorità giudiziaria vaticana abusi di cui è venuto a conoscenza, fatto salvo il sigillo sacramentale, cioè l’inviolabile segreto della confessione. “Ciò significa  che tutti coloro che, nello Stato e per estensione nella Curia romana, ma anche tra il personale diplomatico al servizio delle nunziature, svolgono il ruolo di pubblico ufficiale (oltre il 90% delle persone che lavorano in Vaticano o per la Santa Sede) saranno sanzionati in caso di mancata denuncia”.

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(Foto Archivio Sud Libertà)

In Vaticano nascerà tra l’altro un servizio ad hoc per dare assistenza alle vittime di abusi sessuali da parte del clero non solo in termini di ascolto ma anche per tutelare nei diritti. Nel dettaglio, come si legge all’art. 10, “il Servizio di accompagnamento offre ai minori, ai loro genitori, formatori, educatori e responsabili un’informazione adeguata sui rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento, nonché sui mezzi utili ad identificare e prevenire tali offese. L’Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica organizza, di concerto con il Servizio di accompagnamento, programmi di formazione per il personale del Governatorato circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonché sui mezzi per identificare e prevenire queste offese e sull’obbligo di denuncia”. L’articolo 11 è dedicato al ‘reclutamento del personale’ e dispone che “nella selezione ed assunzione del personale del Governatorato, nonché di coloro che prestano collaborazione in forma volontaria, deve essere accertata l’idoneità del candidato ad interagire con i minori. La Commissione per la Selezione del personale si avvale del Servizio di accompagnamento per adottare orientamenti e definire procedure allo scopo di accertare l’idoneità dei candidati”.

 

 

Desirèe: morire a 16 anni stuprata da senegalesi irregolari-

Combattere il fenomeno criminale degli extracomunitari che non sanno vivere in Italia

Video Y.T.

Le indagini sull’omicidio della ragazza Desirèe Mariottini, 16enne trovata morta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi in uno stabile abbandonato a via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo a Roma, si avviano alla conclusione.Nessuno dei familiari riesce ancora a spiegarsi perché fosse andata a Roma, cosa ci facesse in quell’edificio abbandonato nel quartiere San Lorenzo dove all’alba di venerdì è stata ritrovata ormai morta. La terribile fine della ragazza, che abitava a Cisterna con la madre e una sorella più piccola, è ancora circondata da tanti interrogativi. Desirèe non aveva fatto rientro a casa venerdì sera, una circostanza inusuale che aveva indotto i familiari a presentare una denuncia al commissariato.

La Polizia è riuscita ad identificare i due criminali autori delle orrende azioni commesse ed  su disposizione dell’Autorità Giudiziaria ha eseguito nella notte due fermi per stupro e omicidioAltre due persone sono  ricercate Il loro nome per motivi di indagine non è stato rivelato finora. Il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla locale Procura della Repubblica, è stato eseguito dal personale della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo nei confronti di M.G., senegalese di 27 anni irregolare sul territorio italiano e B.M., senegalese di 43 anni e anche lui irregolare sul territorio italiano.

I due sono ritenuti responsabiliin concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

I fermati, secondo quanto hanno accertato i militari, avrebbero infatti “somministrato sostanze stupefacenti alla minore in modo da ridurla in stato di incoscienza” e ne “hanno abusato sessualmente, così cagionandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre”.

Il ministro Salvini ha promesso una vigilanza massiccia – “la ruspa” – nei quartieri romani per combattere il fenomeno criminale extracomunitario con i loro metodi di adescamento vittime

Inchiesta “12 Apostoli a Catania”: abusi sessuali sulle ragazzine,”purificazione di un “arcangelo”- Tutti a giudizio

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Accertamenti ed indagini preliminari ,la Procura di Catania ha raccolto gli elementi per il rinvio a giudizio degli indagati nell’inchiesta ’12 apostoli’ per presunti  abusi sessuali su minorenni consumati all’interno di una comunità di  ispirazione cattolica nel Catanese.

Secondo l’accusa del Pubblico ministero e della Procura, gli abusi erano  presentati come purificazione compiuti da un ‘arcangelo’ reincarnato,  messaggio che veniva fatto passare tra le ragazze plagiandole. I  destinatari del provvedimento si dichiarano innocenti.

Tra loro il ‘santone’ P.A.C., bancario in pensione di 74 anni, alla  guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine di età compresa  tra 13 e 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle  vittime. Chiesto il giudizio anche di tre donne ritenute delle  fiancheggiatrici del ‘santone’: K.C.S., di 58 anni, F.R., di 56, e  R.G., di 58.

Le altre tre persone per cui la Procura chiede il processo, ma per  favoreggiamento, sono: l’ex deputato e assessore regionale, D.R.; un  sacerdote e l’ex presidente dell’Associazione Cattolica Cultura ed  ambiente di Aci Bonaccorsi. La richiesta di rinvio a giudizio è stata  firmata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e  dal sostituto Agata Consoli. La data dell’udienza preliminare non è  stata ancora fissata.