Il pubblico ministero dr Fabio Regolo e il Giudice di Catania dispongono la liberazione di Silvia Gregorini, estranea al fatto contestato

Copia-documento fornito da S.Gregorini

“Operazione fake Credit”.la sigra Silvia Gregorini, ( tra i fermati al tempo dalle Fiamme gialle) scrive a SudLibertà:

Buonasera chiedo gentilmente la rimozione del mio nome dall’articolo comparso sul vs giornale (http://www.sudliberta.com/operazione-fake-credit-la-menteantonio-paladino-reati-tributari-e-indebite-compensazioni/.

All’uopo vi allego provvedimenti del Pm e del Giudice. Per qualsiasi dettaglio potete contattarmi al seguente cell 328………”

.Ricorderemo ai lettori che in questa operazione le  Fiamme gialle di Catania hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo nei confronti di 30 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione continuata di reati tributari e, in particolare, di indebite compensazioni (attraverso l’utilizzo di crediti d’imposta inesistenti) aggravate dalla partecipazione di professionisti. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale di Catania.         Sequestrate pure 11 società commerciali, aziende utilizzate dagli indagati unicamente per mettere a segno i reati tributari e  beni per 9,5 milioni di euro.

Il provvedimento giudiziario ha interessato anche la Sigra Gregorini che ci scrive ed allega i provvedimenti del Pubblico Ministero e del Giudice che riconoscono – nel corso dello sviluppo delle indagini – l’estraneità di Silvia Gregorini al fatto contestato.

Copia/documento fornito da Silvia Gregorini

Il punto: Non è una richiesta rettifica perchè la vicenda ha la paternità della Guardia di Finanza e le ulteriori indagini ,più approfondite, hanno consentito al Giudice la revoca del provvedimento restrittivo..     Leggiamo le date dei provvedimenti: in quello a firma del Pm dr Fabio Regolo (Sostituto Procuratore della Repubblica)  20       luglio 2020  ; in quello del Giudice (vedasi firma sul documento)che condivide 20 luglio 2020 e dispone la liberazione e l’immediata revoca della misura cautelare.

A quel punto Lei avrebbe dovuto -e certamente  avrebbe potuto- inviarcii questi documenti, mesi addietro, appena ne è venuta a conoscenza.

I provvedimenti giudiziari dovrebbero – osserviamo – essere comunicati tempestivamente dai diretti interessati, allegando come ha fatto, pur con ritardo,  la nostra lettrice,le decisioni dei Giudici, o dagli avvocati che ne attestano l’autenticità

Copia-documento fornito da Silvia Gregorini

Alla luce di quanto sopra esposto – ricorderemo pure,in aggiunta, un provvedimento del Garante alla Privacy- n.171/2019 – secondo il quale” la richiesta, avanzata in via principale, diretta ad ottenere la rimozione degli articoli dai siti gestiti dai titolari del trattamento deve essere dichiarata infondata in quanto il trattamento non risulta in termini generali illecito, essendo riferito a fatti di interesse pubblico, anche in relazione al ruolo ricoperto dall’interessato, e ciò sia al tempo della loro pubblicazione, sia attualmente per chi effettui una ricerca relativa alla vicenda in questione”

Nell’osservanza dell’art. 17 del Regolamento Ue n.679/2016 pertanto- Sud Libertà-come da nota prassi/Regolamento del Quotidiano Antimafia- pubblica l’aggiornamento -duplex, cioè attuale e d’epoca – comunicato e documentato adesso dalla Gregorini che riacquista l’onore  -salvaguardando l’esercizio del diritto di informazione in ogni suo aspetto  nonchè ” a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica giudiziaria“.

Nel bilanciamento degli interessi, di protezione dei propri dati, e il diritto di informazione, conservare gli Archivi, specie le vicende eclatanti, come il caso in esame, prevale, in coerenza fra l’altro,con le decisioni giurisprudenziali, il diritto di cronaca giornalistica

La Gregorini  che ci ha scritto ritorna ad avere pienamente la propria dignità..