D.Trump, sospenderò l’attacco all’Iran se i vertici concluderanno un accordo subito

 

 

 

 

Roma

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.annuncia:

“Gli Stati Uniti sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell’Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ciò, l’Iran e altri Paesi mediorientali ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, in quanto i parametri di un accordo sono stati concordati. Questo includerebbe l’apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana”. 

“Sulla base di questa richiesta, ho accettato, per il futuro beneficio del mondo – prosegue – e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l’attacco, a condizione che si possa raggiungere rapidamente un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l’operazione”……

 

Sia gli Stati Uniti sia l’Iran rivendicano il controllo dello Stretto di Hormuz, il corridoio attraverso il quale transita una quota fondamentale del commercio globale di petrolio e gas

 

L'Iran pianifica tariffe per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz

 

 

 

Washington

–Annuncio ufficiale negli Usa :  “Su ordine del Comandante in Capo” Donald Trump, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti riprenderanno “il blocco del traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani dalle ore 22 di domani 14 luglio”.

 “Le forze del Centcom faranno rispettare il blocco navale nei confronti delle navi in transito da o verso i porti e le zone costiere iraniane. L’esercito statunitense continua a garantire il flusso del traffico nelle acque regionali per tutte le navi che non violano il blocco. La ripresa del blocco statunitense contro l’Iran segue la fase iniziale, dal 13 aprile al 18 giugno. Durante quel periodo di due mesi, le forze del Centcom hanno deviato oltre 140 navi conformi, messo fuori uso nove navi non conformi e consentito il passaggio di oltre 50 navi commerciali che trasportavano aiuti umanitari”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sul social Truth terrà un discorso alla nazione giovedì sera, alle 21 locali, le 3 di notte in Italia.

il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato:

“Stiamo prendendo il sopravvento sullo Stretto di Hormuz”.   Cresce sempre più la  tensione tra Washington e Teheran dopo una nuova escalation militare in Medio Oriente. Le parole del presidente americano arrivano al termine di un fine settimana segnato da nuovi attacchi e da uno scontro diretto sulla gestione di uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo. Sia gli Stati Uniti sia l’Iran hanno infatti rivendicato il controllo dello Stretto di Hormuz, il corridoio attraverso il quale transita una quota fondamentale del commercio globale di petrolio e gas.

 “Stiamo prendendo il controllo dello Stretto”, ha affermato il presidente americano, ribadendo la volontà di Washington di garantire la libertà di navigazione e impedire che Teheran possa limitare il traffico commerciale internazionale. La nuova fase di tensione è stata innescata da un attacco iraniano contro una nave portacontainer avvenuto ieri nello Stretto di Hormuz.

Dall’altro lato la musica è idem ,non canbia, Teheran  sostiene di avere il controllo dell’area e di poter intervenire sulla navigazione, mentre gli Stati Uniti contestano questa posizione e rivendicano il principio della libera circolazione nelle acque internazionali.

Nel frattempo, Trump ha parlato anche dei negoziati in corso con l’Iran, sostenendo che durante una riunione durata 11 ore nella giornata di domenica “era stato concordato tutto”. Secondo il presidente americano, però, successivamente i rappresentanti iraniani avrebbero chiesto alcune modifiche all’intesa. “Hanno richiamato e hanno detto: abbiamo dovuto apportare un paio di cambiamenti”, ha spiegato Trump senza fornire ulteriori dettagli sul contenuto delle richieste.

Il leader della Casa Bianca non ha chiarito quali siano i punti ancora in discussione, ma le sue dichiarazioni confermano le difficoltà nel percorso diplomatico avviato per cercare di fermare l’escalation. Washington e Teheran restano impegnate in un confronto su diversi dossier, dal futuro del programma nucleare iraniano alla presenza militare americana nella regione.

Nuove esplosioni hanno scosso il sud dell’Iran oggi, con boati uditi nelle vicinanze dello strategico Stretto di Hormuz, poche ore dopo il termine di una nuova ondata di attacchi americani contro decine di obiettivi iraniani nella notte tra domenica e lunedì.

Parallelamente, Teheran ha annunciato di proseguire le consultazioni diplomatiche con Qatar, Pakistan e Oman – i tre Paesi mediatori nel conflitto con Washington – nel tentativo di “evitare un’ulteriore escalation” con gli Stati Uniti, nonostante il rinnovato scambio di colpi tra le due parti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato: “Il ruolo dei mediatori è continuare i loro sforzi per impedire l’escalation delle tensioni”. Ha aggiunto che l’Iran è rimasto in contatto “negli ultimi giorni” con Qatar e Oman – due Paesi che Teheran ha anche colpito militarmente – oltre che con il Pakistan.

Le forze americane e iraniane si sono scambiate intensi attacchi con missili e droni. Teheran ha preso di mira installazioni statunitensi in Paesi del Golfo e ha annunciato nuovamente la chiusura del vitale Stretto di Hormuz, con un conseguente rialzo dei prezzi del petrolio. Da parte sua, l’esercito Usa ha affermato di aver colpito sistemi di difesa aerea iraniani, siti radar costieri, capacità missilistiche e di droni, oltre a piccole imbarcazioni, utilizzando aerei, navi da guerra e droni durante le operazioni di domenica.

 

Operazione “IL RUGGITO DEL LEONE”, ATTACCO USA-ISRAELE CONTRO IL REGIME TERRORISTICO IRANIANO

 

Speciale | Gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran: la guerra si allarga? |  ISPI

 

Roma–

 

Circa 200 caccia israeliani, sotto la direzione dell’intelligence e dell’Aeronautica militare, “hanno condotto stamane un vasto attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”.

Si apprende che “si tratta della più grande missione d’attacco nella storia dell’Aeronautica militare israeliana, condotta dopo un’attenta pianificazione e con un’intelligence di alta qualità, sincronizzando contemporaneamente centinaia di velivoli”.

Nell’ambito della missione lanciata questa mattina contro l’Iran – Il ruggito del leone – “i velivoli dell’Aeronautica militare hanno sganciato centinaia di munizioni su circa 500 obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”.

“L’attacco ai sistemi di difesa ha permesso di espandere la superiorità aerea nei cieli iraniani e di danneggiare gravemente la principale capacità offensiva del regime: i siti di lancio nell’Iran occidentale. Uno dei siti attaccati si trovava nella zona di Tabriz, nell’Iran occidentale. Il sito era utilizzato dall’unità missilistica terra-terra, da cui si pianificava di lanciare decine di missili verso le retrovie israeliane”, concludono le Idf. Dall’altro lato si apprende che  l’Iran ha lanciato in risposta su Israele circa 40 missili balistici.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante gli attacchi congiunti delle due nazioni contro l’Iran, afferma l’ufficio di Netanyahu, pubblicando una sua foto.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha risposto alla domanda se potesse confermare che la leadership iraniana è in vita che “non è nelle condizioni di confermare nulla”

Nelle scorse ore sulla stampa israeliana sono state diffuse indiscrezioni sulla probabile uccisione negli attacchi israeliani della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, mentre i media dell’opposizione iraniana hanno riferito dell’uccisione dei vertici militari. La tv iraniana aveva preannunciato nelle scorse ore un discorso di Khamenei che finora non è stato trasmesso. Tra gli obiettivi colpiti da Israele già questa mattina c’è la residenza di Khamenei. Altre ipotesi una possibile strategia del Capo dell’Iran per far perdere le proprie tracce ai nemici…

201 MORTI E 747 FERITI IN 24 PROVINCE SECONDO LA MEZZALUNA ROSSA

Si apprende inoltre che 85 studentesse sono rimaste uccise e 92 sono rimaste ferite in un attacco aereo che ha colpito direttamente una scuola nella zona di Mitab nel sud dell’Iran. L’attacco – attribuito dalle fonti iraniane a forze israeliane (e in alcuni resoconti congiuntamente americane) nel quadro dell’escalation militare in corso – ha preso di mira una scuola elementare per ragazze nella provincia di Hormozgan, causando un elevato numero di vittime tra le allieve presenti nell’edificio al momento dell’impatto.

 

Un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che il bilancio delle vittime a seguito di un bombardamento sulla zona di Mitab (o Meytab) in Iran è salito a 80 morti.

La Mezzaluna Rossa Iraniana (Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica Islamica) ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul bilancio delle vittime causate dagli attacchi aerei in corso sul territorio nazionale.

Secondo il comunicato emesso dall’organizzazione umanitaria statale, finora risultano 201 morti e 747 feriti in 24 province diverse del Paese. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso in numerose località colpite, con squadre della Mezzaluna Rossa attive sul campo per estrarre superstiti dalle macerie, fornire assistenza medica di emergenza e distribuire aiuti di prima necessità. I Il conteggio include sia vittime civili che militari, con un elevato numero di feriti gravi trasportati negli ospedali più vicini. Le province più duramente colpite includerebbero quelle centrali e meridionali (tra cui Teheran, Isfahan, Bushehr, Hormozgan e Fars), dove sono stati segnalati impatti diretti su infrastrutture residenziali, scolastiche, energetiche e militari.

ESPLOSIONI ANCHE IN BAHREIN, IN KUWAIT E NEGLI EMIRATI

I Guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran, hanno annunciato il lancio dell’operazione “True Promise 4″ “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”.

Secondo la dichiarazione, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain è stato attaccato con missili e droni, insieme alle basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele”. “Gli attacchi missilistici delle forze iraniane sono in corso e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito”, aggiungono i pasdaran.

Le autorità di Dubai hanno confermato che quattro persone sono rimaste ferite a causa della caduta di frammenti da un missile intercettato nella zona di Palm Jumeirah (Nakhlat Jumeirah), l’iconica isola artificiale simbolo del lusso e del turismo emiratino.  A Dubai è rimasto bloccato il ministro Crosetto perchè lo spazio aereo è ora chiuso.

Secondo le prime informazioni diffuse dalle forze di emergenza e dalla polizia di Dubai: le ferite sono state definite lievi o moderate e riguardano residenti o presenti in un edificio (probabilmente residenziale o alberghiero) colpito dai frammenti.

Le squadre di emergenza e i soccorritori medici si sono recati immediatamente sul posto per prestare assistenza, evacuare l’area interessata e mettere in sicurezza la struttura. Un incendio di entità limitata si è sviluppato in seguito all’impatto dei frammenti (probabilmente vicino all’ingresso di un hotel di lusso come il Fairmont The Palm, secondo video e testimonianze circolanti sui social), ma è stato rapidamente domato.

Le autorità emiratine hanno ribadito in un comunicato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti”, sottolineando che le difese aeree hanno intercettato con successo la nuova ondata di missili balistici e droni iraniani, limitando i danni a frammenti sparsi.

LA CONDANNA DELLA LEGA ARABA PER GLI ATTACCHI IRANIANI CONTRO I  PAESI ARABI

La Lega Araba ha espresso la più ferma condanna per gli attacchi missilistici iraniani diretti contro territori di diversi Paesi arabi, tra cui Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania.

In un comunicato ufficiale diffuso dal Segretariato generale dell’organizzazione panaraba si afferma: “La Lega Araba condanna con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Questi atti rappresentano una flagrante violazione della sovranità degli Stati arabi, una grave minaccia alla sicurezza regionale e una violazione del diritto internazionale”.

Il comunicato prosegue affermando il pieno sostegno alle nazioni colpite: “La Lega Araba appoggia e sostiene qualsiasi misura che i Paesi arabi aggrediti riterranno necessaria per difendere la propria sovranità, la propria integrità territoriale e la sicurezza dei propri cittadini”.

La Lega ha lanciato un appello urgente alla de-escalation: “Esortiamo tutte le parti coinvolte a ridurre immediatamente le tensioni nel più breve tempo possibile, a cessare ogni forma di ostilità e a privilegiare la via del dialogo e della diplomazia per preservare la stabilità della regione e proteggere le vite dei civili innocenti”.

Gli “attacchi alle basi nemiche nella regione non sono un’operazione militare contro i paesi della regione”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ad Al Jazeera, sottolineando che un attacco contro l’Iran da quelle basi “è uno sfruttamento dei territori di quei paesi”. “I nostri attacchi contro le basi americane nella regione non contraddicono la nostra amicizia con questi paesi”, ha puntualizzato, dopo che gli attacchi dell’Iran hanno raggiunto diversi paesi del Golfo. Per Baghaei “l’aggressione sionista-americana contro di noi è una dichiarazione di guerra, non un’operazione limitata. Gli Stati Uniti hanno tradito la via della diplomazia”.

PASSAGGIO MARITTIMO CHIUSO  ALLO STRETTO DI HORMUZ

Le navi hanno cessato di attraversare lo Stretto di Hormuz, il cruciale passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Lo ha annunciato l’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency. Secondo la fonte semi-ufficiale, il blocco – descritto come una misura di sicurezza e controllo in risposta alle recenti aggressioni militari statunitensi e israeliane sul territorio iraniano – ha portato a un arresto completo del traffico commerciale, con numerose petroliere ferme in attesa fuori dal Golfo Persico o accumulate all’ingresso orientale dello stretto. Dati di monitoraggio marittimo indipendenti confermano una drastica riduzione dei transiti, con molte compagnie di navigazione e major petrolifere che hanno sospeso le spedizioni di greggio, carburanti e GNL per precauzione, temendo rischi per la sicurezza.

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha notificato alle navi che il passaggio non è autorizzato in questa fase, definendo lo stretto “zona di operazioni militari”. Teheran ha ribadito che la misura è temporanea ma proporzionata alle minacce in corso, riservandosi il diritto di mantenere il controllo totale per tutelare la sovranità nazionale.

Trump, in attesa dell’Election Day

Offensiva di Trump contro la Cina: “Non ha rispettato la parola su  autonomia di Hong Kong” - La Stampa

Donald Trump è a un passo dal trionfo in attesa dell’Election Day. Il Senato ha approvato 52 a 48 la conferma alla Corte Suprema di Amy Coney Barrett, 48 anni e 7 figli, cattolica, conservatrice e anti-abortista. È il terzo giudice della Corte Suprema (su 9) scelto dal tycoon. Prima di lui solo Ronald Reagan aveva avuto tale successo ..

Trump in versione Rocky, posta la foto in rete - Nord America - ANSA

Non si comprende nella foto a chi voglia mostrare i muscoli il presidente americano, visto che nessun commento accompagna l’immagine che Trump recentemente ha diffuso nel pianeta..
    Ma il messaggio- è coro unanime – dietro al photoshop realizzato su un poster promozionale del film ‘Rocky III’ del 1982, per quanto trash sembra chiaro: il tycoon e’ pronto a combattere, su tutti i fronti. Ce l’avrà con la Cina o con i democratici che vogliono il suo impeachment?”. Forse “Trumpy Balboa” è solo un modo per ribadire come l’America – la sua economia -sia tornata grande sotto la sua leadership.

Barrett sostituisce la giudice e icona liberal Ruth Bader Ginsburg, scomparsa lo scorso 18 settembre all’età di 87 anni. “Sarò indipendente dalla politica e dalle mie preferenze”, assicura Barrett dopo il giuramento durante una pomposa cerimonia alla Casa Bianca con tanto di saluto finale dal balcone del South Lawn stile regina Elisabetta da Buckingham Palace.

La senatrice Susan Collins è stata l’unica repubblicana a votare contro la nomina dell’ex pupilla del giudice Antonin Scalia, padre degli “originalisti”. È la prima giudice della storia moderna a venire confermata con una maggioranza molto stretta

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Maggioranza di conservatori dunque nella Corte (Samuel Alito, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh, Clarence Thomas, il giudice capo John Roberts e Barrett) e solo tre liberal (Stephen Breyer, Elena Kagan, Soi Sotomayor).  

 L’incarico alla Corte Suprema è a vita e i tre giudici nominati da Trump- si apprende infine – sono tutti giovani: Barrett ha 48 anni,  Gorsuch 53 e Kavanaugh 55.

“La resurrezione dell’America è un esempio per tutti i leader del mondo dell’economia”

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Sono un imprenditore ed oggi assistiamo  alla resurrezione di un’America forte e prospera: non c’e’ stato momento migliore per investire, costruire e crescere negli Stati Uniti. Siamo di nuovo competitivi”. Lo ha detto Donald Trump nel corso di una conferenza al World Economic Forum di Davos rivendicando come le sue riforme, il taglio “massiccio delle tasse, l’eliminazione di inutili regolamentazione e burocrazia”, ha creato “il momento migliore per fare affari in America”. “Non possiamo avere un commercio libero ed aperto se alcuni Paesi sfruttano il sistema alle spese degli altri – dice -. Noi sosteniamo il libero commercio, ma deve essere giusto e reciproco. Alla fine un commercio non equo ci minaccia tutti”. “Venite in America”, è l’appello rivolto dal presidente Usa ai leader del mondo dell’economia e della finanza che partecipano al forum di Davos. “America first – ha chiarito Trump – non significa America da sola”, aggiungendo che la prosperità americana aumenterà posti di lavoro in tutto il mondo.

“Quando ho deciso di venire a Davos – ha aggiunto il presidente Usa – non ho pensato in termini di elite o globalisti. Ho pensato in termine di molte persone che vogliono investire molto denaro e che stanno tornando ad investire negli Stati Uniti”. “Abbiamo assistito alla resurrezione di un’America forte e prospera: non c’e’ stato momento migliore per investire, costruire e crescere negli Stati Uniti. Siamo di nuovo competitivi“. E ancora: “Dopo che ho annunciato che venivo a Davos ci sono stati tutti quegli articoli sulle elite, i globalisti e gli aerei privati – ha aggiunto riferendosi al fatto che i media hanno sottolineato la contraddizione di un presidente eletto con un manifesto populista che va al raduno delle elite – ma non c’entra niente, si tratta di invitare a venire in America, investire i vostri soldi, creare posti di lavoro”.

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